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Archive for the ‘Le Pagelle di SM’ Category

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Terminato – finalmente? – il calciomercato, è arrivato il momento di tirare le somme a ciò che è stato.

Partendo dal presupposto che non ho la sfera di cristallo e che comunque trattasi di giudizi assolutamente personali, ecco le grafiche pubblicate oggi sulla Gazzetta dello Sport con, però, riportati i miei voti personali alle mosse effettuate dalle 20 squadre di Serie A.

Voti che, ovviamente, si basano in primis partendo dal presupposto che il giudizio va dato pensando a quella che era la situazione di partenza. Oltre che, ovviamente, il saldo economico e le mire di ogni club.

Il calciomercato atalantino potremmo dire abbia due facce. Che da un certo punto di vista potrebbero equivalersi, così da annullarsi vicendevolmente e chiudere i conti con un 6 tondo.

Da una parte, infatti, la squadra rinuncia a due dei propri giovani migliori (il terzo, Sportiello, per ora resterà a Bergamo), passati a Torino.
Così si trova quindi a rinunciare a Zappacosta, indubbiamente tra i terzini più interessanti di tutta la Serie A, e Baselli, che invece lo scorso anno aveva faticato a trovare spazio e continuità di rendimento.

Dall’altra, invece, puntella la difesa con gli arrivi di Toloi e Paletta, che almeno sulla carta dovrebbe costituire un buonissimo reparto difensivo per una squadra che punta a salvarsi, possibilmente con qualche giornata d’anticipo.

A questo va poi aggiunto il fatto che anche gli arrivi in mediana, come Kurtic e De Roon, sembrano acquisti interessanti, e che il calciomercato compiuto dalla società bergamasca ha prodotto un utile importante.

Ecco, in questo senso va comunque detto che non sempre produrre utili debba essere letto come un bene: reinvestendo almeno parzialmente questo surplus, infatti, si poteva cercare di rinforzare ulteriormente la squadra per puntare ad una salvezza ancora più tranquilla.

Personalmente sono poi curioso di vedere come andrà la scommessa Gaetano Monachello, un ragazzo che da anni danno sul punto di esplodere (è passato per Inter e Monaco, tra le altre), e che è appena entrato nel giro dell’under 21.

Mezzo voto in più mi sento invece di darlo al Bologna, squadra che forte dei soldi del patron Joey Saputo ha fatto investimenti importanti (producendo un -35 milioni di esborso netto) per provare a costruire una squadra che possa quantomeno salvarsi in questo campionato (difficile se non impossibile che possa puntare a qualcosa in più).

La stella è sicuramente Mattia Destro, sbarcato da Roma con tantissime aspettative. Per rendere al top, però, l’ex punta della Primavera interista ha bisogno di una squadra che lo supporti, ed in questo senso molto passerà dalle capacità di dettare i ritmi di Crisetig – altro ex Inter, altra buona presa per i felsinei – e soprattutto da come Brienza & Co. sapranno sostenerlo e servirlo a ridosso dell’area di rigore.

Nel complesso la squadra non è male, anche se non dà – ad oggi – l’idea di essere particolarmente solida. Del resto i cambiamenti sono stati molti, ora bisogna trovare l’amalgama.

Qualche dubbio, sicuramente, lo lascia trasparire la difesa: Rossettini è un giocatore da bassa Serie A, che può fare il suo ma certo non fa la differenza. Oikonomou era un obiettivo anche del Napoli, i terzini (da Mbaye a Masina, passando per il neo under 21 Ferrari) sono giovani interessanti ma che comunque non danno ancora grandi certezze.

Insomma, le basi per salvarsi ci sono sicuramente tutte, soprattutto posto che si tratta di una neo promossa. Forse, però, con quasi 36 milioni spesi si poteva sperare in qualche certezza in più…

Curioso, in questo caso, di vedere come si comporterà l’ex Montpellier Mounier, giocatore che potrebbe risultare prezioso proprio per sostenere il buon Mattia Destro.

Comprando nell’ultimo giorno di mercato gli ex milanisti Zaccardo e Borriello il Carpi ha provato a raddrizzare una situazione certamente complicata: la squadra è carica di giocatori tutti da scoprire a livello di Serie A e di certo l’impossibilità – o la non volontà – di investire denaro sonante sul calciomercato non ha facilitato le cose al D.S. Sogliano.

Ecco quindi che sebbene qualche presa interessante può anche esserci stata nel complesso il mercato del Carpi va bocciato, proprio perché va a costruire una rosa che sembra abbastanza unanimemente destinata alla retrocessione.

Intendiamoci: non che fosse facile fare qualcosa di più senza risorse. Però a conti fatti la squadra non sembra essersi rinforzata a sufficienza.

A questo punto ci sarà da sperare nel lavoro del mister: situazioni come quelle del Carpi possono essere o segnate in partenza, con la squadra destinata a retrocedere in stile Ancona di una decade e più fa, oppure diventare una sorta di nuovo Chievo, con qualche vecchia volpe capace di tirare fuori gli artigli (Borriello?), qualche giovane voglioso di imporsi in Serie A (Matos?) e qualche esordiente capace di stupire tutti (Gagliolo?).

In una situazione del genere giusto i prestiti possono correre in soccorso. I dubbi vengono proprio dal fatto che non so quanto i vari Marrone, Matos, Wallace, Brkic e compagnia cantante possano riuscire ad imporsi al punto tale da trascinare la squadra alla salvezza.

Un mercato non proprio scoppiettante, a parer mio, è anche quello condotto in porto dal solito Chievo Verona, squadra che cerca sempre di fare l’essenziale (anche giustamente, visto la mancanza di risorse), per poi riuscire comunque a barcamenarsi nel corso della stagione e raggiungere la tanto agognata salvezza.

La cosa che sicuramente aiuta il Chievo, almeno rispetto a situazioni come quella del succitato Carpi, è il fatto che la base della squadra per provare a lottare per la salvezza c’era già ed è stata grossomodo confermata.

Dietro è partito Zukanovic, richiesto anche da Mancini all’Inter, sostituito dall’ex parmense Gobbi.

Per il resto la serie di fine prestiti non ha tolto grandi forze, quantomeno che non sono state recuperate sul mercato.

Il problema, anche qui, è che da squadre di questo tipo sarebbe bello vedere anche qualche investimento su giocatori di prospettiva con possibilità di esplodere e perché no produrre plusvalenze importanti.

Non sarà certo comprando i Birsa di questo mondo che il Chievo Verona potrà provare a cambiare la propria condizione.

Non che mi aspetti i Martial che vanno ad 80 milioni allo United, intendiamoci. Però di giovani in giro sia per l’Italia che per l’Europa ci sono. Uno qualsiasi di questi al posto del compassato Meggiorini (al netto della sua partenza “sprint” di quest’anno) lo si poteva ad esempio provare a prendere!

Per l’Empoli vale un po’ il discorso fatto per l’Atalanta: a fronte di qualche partenza importante ha comunque chiuso qualche arrivo interessante.

I due principali sono sicuramente i due giocatori riscattati ad inizio mercato: Saponara e Barba.

Il primo sarà con ogni probabilità il faro della squadra, il giocatore deputato a cambiare ritmo alla manovra, a rifinire, ma perché no anche a concretizzare in prima persona le azioni costruite.

Il secondo è invece destinato all’ingrato compito di sostituire Rugani: intendiamoci, credo che il neo-juventino sia in prospettiva il centrale più forte d’Italia, quindi il compito è arduo. Però lo stesso Barba ha qualità discrete che ne potrebbero fare un giocatore solido ed affidabile perlomeno come il compagno di squadra Tonelli (la cui conferma resta una buona notizia, dopo le voci che lo volevano a Palermo).

Sempre dietro mi piacerebbe poi che l’Empoli riuscisse a recuperare Michele Camporese, giocatore che intorno ai 16 anni era sicuramente tra i migliori interpreti nel ruolo della sua età.

Nel complesso, quindi, l’Empoli resta una squadra di valore simile all’anno scorso e che potrebbe salvarsi senza eccessivi patemi anche quest’anno.

Interessante anche vedere cosa succederà a centrocampo: partiti Vecino e Valdifiori, titolarissimi del centrocampo di Sarri, dovrebbe essere lanciato titolare il buon Zielinski, al fianco del quale è stato promosso il giovanissimo Dioussé: entrambi giocatori da seguire.

C’è moltissima sfiducia nell’ambiente viola attorno a quello che è stato il calciomercato della Fiorentina e, di conseguenza, quella che sarà la nuova stagione.

Personalmente, però, non mi sento di cassare il tutto con voti estremi, tipo i 2 o i 3 che molti tifosi invocano.

Il 5, voto comunque negativo e che non lascia molti appelli, deriva quindi da questi motivi: in primis il fatto che la difesa, nel complesso, si è indebolita.
Vero che a destra è arrivato Gilberto, che ho visto bene in queste prime uscite, ma altrettanto vero che in mezzo è arrivato Astori, un giocatore che personalmente non ho mai amato particolarmente e che, soprattutto, trovo ben inferiore al partente Savic.

In porta Tatarusanu è inferiore a Neto, tanto che proverei Sepe che però è stato preso solo in prestito secco e quindi nel farlo giocare lo si farebbe progredire senza però poterne trarre alcun tipo di vantaggio, né economico né sportivo, al termine della stagione.

Sulla destra, poi, è arrivato Blaszczykowski, che è sicuramente un buonissimo giocatore ma ha qualche dubbio sotto il profilo fisico.

Più di tutto, mi ha poi lasciato molto perplesso la gestione del mercato da parte della società, veramente molto arruffato.

In compenso ci sono comunque anche gli aspetti positivi, come l’arrivo di Mario Suarez nella trattativa Savic, il già citato Gilberto che potrebbe dare un po’ di stabilità a destra e soprattutto Kalinic, giocatore che mi sembra perfetto nel contesto tattico che vuole costruire il neo mister Paulo Sousa. E che, soprattutto, pur essendo meno sponsorizzato mediaticamente del mai rimpiangibile Mario Gomez risulterà sicuramente molto più utile.

Insomma, nel complesso da una squadra come la Fiorentina ci si deve aspettare di più. Però non mi struggerei nemmeno come stanno facendo in molti. La rosa per fare un buon campionato c’è. Certo, con qualche sforzo in più si poteva provare a giocare il ruolo d’outsider, perché no, anche in ottica Champions…

Vale un po’ il discorso fatto per il Carpi, anche se qui mi pare che possano essere state fatte scommesse più interessanti.

Il Frosinone in porta ha infatti puntato su di un giovane che ha già dimostrato di saperci stare, quel Nicola Leali che certo non è “il nuovo Buffon”, come disse Corioni quando era ancora solo un ragazzino, ma che comunque a questo livello ci può stare alla grande.

In difesa non mi ha ancora mai convinto appieno Rosi, altro ragazzo che da giovanissimo sembrava avere potenzialità importanti ma che si è smarrito crescendo, ma Diakitè sulla carta la Serie A la dovrebbe reggere benissimo.

Davanti Longo è invece una scommessa più o meno completa, che potrebbe pagare dividendi importanti come invece perdurare lungo il suo cammino di flop in serie. Interessantissima la scommessa dell’ultim’ora Castillo, un giocatore che ai tempi dell’under 20 cilena sembrava destinato ad approdare da subito in un club se non di primissima comunque di prima fascia a livello europeo.

Nel complesso, comunque, la squadra sembra ancora ad un livello non sufficiente a giocarsi con chance importanti una possibile permanenza in Serie A.

Anche qui inutile dire che il mercato è stato fatto con in tasca nulla, e che in questa situazione è ovviamente difficile pensare di poter raggiungere chissà quali obiettivi.

Però resta un cane che si morde la coda: se non investi e non peschi giocatori che ti possono salvare il rischio di retrocedere è concreto. Ed a quel punto diventa inutile lavorare alacremente per raggiungere la A, se poi non si è minimamente in grado di mantenerla.

Certo, se anche in Italia i club intascassero dalle tv quello che intascano in Inghilterra la musica potrebbe essere molto diversa

Come al solito in quel di Genova il buon Preziosi ha deciso di fare una ricca girandola di cambi, movimentando decine di giocatori per trovarsi una squadra che, di fatto, non sembra valere tanto più o tanto meno rispetto a quella che terminò la scorsa stagione con un piede in Europa League.

Così tra le perdite vanno annoverati i vari Bertolacci e Kucka, passati al Milan assieme al rientrante Niang, più Iago sbarcato a Roma ed Edenilson tornato ad Udine. Tutti giocatori che in un modo o nell’altro avevano avuto un certo peso nella buona riuscita della scorsa stagione.

Sulla rosa la squadra ha comunque accolto giocatori interessanti, come il giovane Ntcham dal Manchester City, il redivivo Pandev ed il fratello di quel Cissokho che qualche anno fa vide sfumare il Milan per supposti problemi di denti. Per non parlare poi di Ansaldi, che vedo però più come fluidificante essendo un giocatore di fascia, ed il riscatto dell’ottimo Pavoletti, giocatore che quatto quatto e zitto zitto potrebbe anche essere una delle sorprese del prossimo campionato.

Insomma, al solito il Genoa avrà bisogno di lavorare per trovare la quadra del cerchio. Trovata la quale, comunque, potrebbe anche togliersi soddisfazioni interessanti.

Tutto questo gran movimento di mercato, comunque, un risultato l’ha già dato, almeno a livello economico: il surplus tra entrate ed uscite, grazie soprattutto alla valorizzazione di Bertolacci ed alla cessione di Iago, è stato di 15 milioni. Cifra non da poco, per quanto riguarda il panorama italiano.

Certo, anche qui, c’è da chiedersi perché non investirne una parte per provare ad alzare ulteriormente l’asticella. Ma ormai ben sappiamo che il mercato del Genoa è sempre particolare…

Rivoluzione.

Questa è la parola con cui si può riassumere il calciomercato dell’Inter, che di fatto cambia quasi completamente l’undici titolare e si appresta a giocare una stagione in cui più o meno per forza di cose dovrà c’entrare l’accesso alla Champions League per aumentare gli introiti e poter far fronte alle spese, in molti casi posticipate o scaglionate, che anche questo mercato ha messo in conto.

Lo dico subito: diverse cose mi rendono perplesso di questa Inter, a partire dall’allenatore.

Però ai dirigenti non potevo non fare i complimenti: a mio avviso hanno fatto diverse cose importanti e si meritano un bel plauso.

Innanzitutto hanno accontentato quasi in toto – perlomeno per quanto possibile – l’allenatore, che così non avrà nemmeno grossi alibi.

Poi il saldo effettivo tra valutazioni in uscita ed in entrate è solo lievemente negativo, che significa comunque non aver rischiato di far saltare il banco per rinforzare la squadra.

Infine la rosa mi sembra globalmente migliore rispetto all’anno scorso, e questo è il più grosso dei pregi.

In primis la difesa potrebbe tornare ad essere per la prima volta dopo anni quantomeno solida, con una coppia di centrali che secondo me ha tutto per fare bene.

In più là davanti è arrivato Jovetic, un giocatore che se starà bene e verrà fatto giocare non troppo lontano dalla porta potrà fare davvero la differenza.

Cosa mi rende perplesso?

Oltre alla questione allenatore, sicuramente il fatto che si è pensato molto ad irrobustire la squadra proprio da un punto di vista fisico, ma non troppo ad aumentare il tasso qualitativo. Che comunque mi pareva potesse essere uno dei bug dell’ultima Inter…

Il voto alla Juventus è sicuramente quello che mi ha chiesto più tempo per rifletterci. Perché fino ad un certo punto il mercato dei bianconeri era stato intelligente, coraggioso, sicuramente da otto.

Poi dopo la cessione di Vidal mi è parso che la società andasse un po’ in difficoltà, chiudendo il calciomercato in panic mode dopo l’affaire Draxler con relativa figura barbina.

Nel complesso, però, il calciomercato resta un buon calciomercato, che se nell’immediato toglie sicuramente qualcosa alla squadra contribuisce però a dargli più profondità e prospettiva per il medio-lungo termine.

Ciò che sinceramente capisco poco, se non appunto per il fatto che in panic mode quel che succede succede, è proprio l’arrivo di Hernanes. Un giocatore che per me già oggi difficilmente varrebbe Draxler, ma che soprattutto non porterà vero e proprio valore aggiunto, se non in quei match in cui il brasiliano sarà particolarmente ispirato e, perché no, finirà anche col fare la differenza magari.

Rugani, Alex Sandro, Dybala e perché no Lemina e Cerri: sono quei i tasselli inseriti per fare da fondamenta alla Juventus del futuro, cui sono stati aggiunti, più per l’immediato, i vari Neto, Khedira, Mandzukic e Cuadrado.

Un mercato quindi nel complesso interessante, che sarebbe potuto essere appunto da otto se sulla trequarti la dirigenza avesse chiuso con il botto.

A margine, una piccola considerazione rispetto a questo inizio di campionato: la Juventus è riuscita in un’impresa, perdere le prime due, che non era mai riuscita a centrare in tanti anni di militanza in Serie A.

Vero.

Vero però pure che la squadra deve ancora assorbire i cambiamenti – che in primis portano ad un gap di personalità, visti gli uomini più che i giocatori partiti – e soprattutto che a centrocampo mancavano i due terzi del reparto titolare.

Prima di dare la Juventus per morta aspetterei almeno un paio di mesi.

La Lazio di fatto ha fatto il mercato solo ed esclusivamente pensando ai soldi della Champions League: ha aspettato l’esito dei preliminari. Non passati i quali si è praticamente fermata, andando a spendere – come differenza tra entrate ed uscite – quella decina di milioni che l’eliminazione ai preliminari garantisce comunque alle squadre sconfitte.

Perché cinque e mezzo, allora?

Perché per una squadra come la Lazio, e lo dico con il massimo rispetto, ad oggi mi sembra comunque una vittoria riuscire a trattenere tutti i propri pezzi pregiati.

E prima che qualcuno si alteri dicendo che una Juventus o un Milan di turno mai riuscirebbero ad andare a Roma per acquistarsi Felipe Anderson cacciando la fresca, dico che dico tutto questo pensando più che altro ai club stranieri, in particolar modo di Premier.

De Vrij, Biglia, Candreva, Anderson… saranno ancora una volta loro i giocatori deputati a trascinare la squadra alla ricerca di una nuova qualificazioni alla Champions League.

A questi è stata poi accostata qualche scommessa, come i vari Morrison, Hoedt, Kishna e Milinkovic-Savic: curioso di vedere cosa ne uscirà.

Di certo la Lazio, a mio avviso, avrebbe dovuto cercare un centrale ed una punta di livello. Così facendo avrebbe elevato il proprio livello, e magari potuto provare a giocarsela diversamente col Bayer.

E, soprattutto, sarebbe davvero una delle prime candidate, se non la prima in assoluto, ad un posto in Champions (dietro il duo Juve-Roma, s’intende).

Il 5+ è un voto sicuramente amaro, che deriva da una considerazione semplice: sono sì convinto che il Milan abbia fatto un mercato capace di renderla una squadra superiore a quella che era lo scorso anno, ma è altresì vero che reputo ancora gravi ed importanti le falle della squadra. Il tutto pur a fronte di circa 90 milioni di spese sul mercato.

Il tutto ruota attorno al fulcro di quelle che sono le squadre di calcio: il centrocampo.

Bene l’arrivo di Bertolacci, che è un giocatore che a mio avviso può starci anche in una squadra che cerca la Champions, il problema è tutto il resto. Giocare, come contro l’Empoli, con De Jong e Nocerino significa non poter costruire gioco. Ma è pur vero che le alternative, a partire dal buon Montolivo, sono quelle che sono.

Proprio da qui nasce il voto negativo: la squadra è stata rinforzata, ma se non hai il centrocampo non costruisci gioco e rischi di non raccogliere risultati migliori che in passato.

Perché per il resto intendiamoci: dietro è arrivato Romagnoli. Pagato molto più del suo valore reale (ovviamente per via del buon potenziale), ma comunque un rinforzo e soprattutto un giocatore che potrebbe rappresentare una certezza per il Milan per qualche anno.

Davanti poi il salto di qualità è notevole, e credo lo si sia già dimostrato: Adriano e Bacca sono due ottimi giocatori e potrebbe fare molto bene in Serie A. Certo, se sostenuti dal centrocampo…

Insomma, il Milan ha fatto ma ha lasciato le cose a metà. Ecco perché non posso considerare nemmeno sufficiente questo calciomercato.

Non malaccio il Napoli, tutto sommato. In primis per la conferma, vitale, di Higuain. Giocatore che è sicuramente il leader tecnico della squadra di Sarri.

Interessanti poi anche un po’ tutti gli altri arrivi, come il rientro di Reina in porta o l’arrivo dell’ottimo verticalizzatore Valdifiori a centrocampo, dove si è aggregato anche il rubapalloni Allan.

Spero poi che questa grafica dica il vero e che con l’andare della stagione là davanti sarà proprio questo l’assetto che si troverà a scegliere il mister, che pare però considerare Gabbiadini solo prima punta (di conseguenza, alternativa ad Higuain): Insigne sulla trequarti a supporto dell’argentino e dell’ex talento della primavera atalantina.

Perché solo 6+, quindi?

Il dato fondamentalmente è uno: il Napoli aveva già l’anno scorso una difesa che personalmente reputavo non all’altezza della situazione. A difettare era ovviamente tutto l’impianto di squadra, con una fase intera non all’altezza. Ma anche a livello di singoli personalmente i partenopei non mi hanno mai convinto.

Basteranno Hysaj e Chiriches a cambiare le cose?

Personalmente avrei gradito qualcosa in più.

Anche rispetto alla questione Palermo ci ho dovuto pensare un po’ su, ma alla fine non me la sono sentita di dare la sufficienza.

Questo perché se è vero che la conferma di Franco Vazquez è importantissima, finanche vitale, per il club, è altresì vero che il surplus di mercato è importante e poteva essere intaccato di più per rinforzare meglio la squadra.

Che Dybala dovesse partire era assolutamente inevitabile: contratto in scadenza a giugno 2016, valutazione ancora molto cospicua, necessario cederlo senza pensarci due volte.

Quei soldi, però, andavano spesi per comprare una punta altrettanto giovane e con prospettive importanti che potesse prenderne il posto. Gilardino è una sorta di usato sicuro che potrà anche fare bene in Sicilia, ma che non produrrà mai plusvalenze in stile Dybala.

Ecco perché Zamparini avrebbe dovuto cercare di tirare fuori un altro colpo dal cilindro…

Per il resto il mercato mi sembra essere stato portato avanti senza infamia né lode. Ci sono un paio di scommesse che personalmente reputo interessanti, come ad esempio Goldaniga ed Hilijemark. Ma nel complesso, sulla carta, nulla di sconvolgente.

Ecco perché tutto sommato non me la sento di dare la sufficienza al Palermo: avrei voluto qualche colpo più estroso, anche non per forza costosissimo. Certo, Djurdjevic è un giovane che delle prospettive potrebbe anche averle, ma che è tutto da verificare e testare.

Con più di 30 milioni di surplus, vista anche la comunque triste cessione di Belotti, serviva la… zampata!

Tra i mercati migliori, a mio avviso, c’è sicuramente quello della Roma, che si candida davvero per andare a strappare il titolo di campione d’Italia alla Juventus, anche a prescindere da come si è chiuso lo scontro diretto di domenica.

In primis l’arrivo di Dzeko, che in un contesto come quello italiano, se si ritrovasse ai livelli mostrati al Wolfsburg, potrebbe davvero fare la differenza.

Poi le due ali, Salah e Iago. Se l’egiziano non mi fa impazzire ed al netto di una grande gamba ha più limiti di quello che molti vedano, lo spagnolo era mio pupillo ai tempi delle giovanili ma si era poi un po’ disperso con l’andare degli anni, salvo ritrovarsi in quel di Genova.

Nel complesso il primo può provare a spaccare le partite con le sue accelerazioni, il secondo è molto più indicato per dialogare con Dzeko.

In più là dietro è arrivato Digne, che è un altro ragazzo che mi piace parecchio fin dai tempi delle giovanili e che sono convinto potrebbe fare bene in Italia, soprattutto vista la capacità di spinta e di cross, più unica che rara nel nostro campionato se guardiamo a questi ultimi anni.

Il tutto con un esborso totale, parlando quindi di differenza tra entrate ed uscite, piuttosto contenuta, limitata a meno di otto milioni.

Certo, qualcosa che non convince (ad esempio le riserve in difesa, con Rudiger che soprattutto dal punto di vista fisico è un’incognita) c’è, ma nel complesso dopo qualche passaggio a vuoto (l’affaire Doumbia, l’inutile presa di Ibarbo, ecc) bisogna dire che la Roma sembra aver raddrizzato la barra, pronta a spingersi a tutta dritta a caccia dello Scudetto.

Una sufficienza piena se la merita anche la Sampdoria, in primis per la conferma di Eder. Non che l’italobrasiliano rientri tra i miei giocatori preferiti, ma è indubbio che abbia oggi raggiunto una maturità ed una consapevolezza tale per cui a questo livello sia giocatore praticamente imprescindibile.

In più davanti oltre al neo nazionale Azzurro troviamo ancora l’ottimo Muriel addizionato al redivivo Cassano. Che con l’innesto dell’ex Shaktar Fernando contribuisce, a mio avviso, ad innalzare il tasso tecnico della squadra.

Squadra che nelle retrovie ha sì perso Romagnoli, che del resto non poteva essere trattenuto in nessun modo, per puntellarsi con gli arrivi di Moisander e Zukanovic.

Se è vero che non mi aspetto la Sampdoria a battagliare tra le grandi, è altrettanto vero che non mi stupirei nemmeno se come l’anno passato provasse a giocarsi un posto in Europa League. Che vedo difficile da centrare, ma molto dipenderà soprattutto dalle avversarie.

Un po’ sulla stessa linea d’onda possiamo metterci il Sassuolo, che ancora una volta probabilmente il salto di qualità non riuscirà a farlo ma che comunque pare essersi quantomeno assicurato un campionato tranquillo ancora una volta.

Ceduto Zaza, rientrato alla casa madre Juventus, è arrivato Defrel, che non credo sarà da meno rispetto all’Azzurro.

A centrocampo sono arrivati poi i muscoli di Duncan, che potrebbero far comodo, e là in avanti a potersi alternare con i vari Berardi e Sansone è sbarcato dalla sponda giallorossa di Roma Politano, un giocatore che almeno un tre anni fa il buon Mauro Milanese – all’epoca D.S. del Varese – mi disse fosse il giocatore che in assoluto avrebbe preferito portare proprio all’ombra del Sacromonte, stimandone molto le doti tecniche. E beh, dopo qualche tempo mi fa piacere vedere il ragazzo alle prese con la Serie A, seppur non da titolare.

Sempre da Roma è sbarcato poi anche il giovane Lorenzo Pellegrini, un classe 1996 che ha disputato una buonissima stagione con la Primavera giallorossa l’anno scorso, ben impressionando anche in un contesto europeo come quello rappresentato dalla Youth League.

Il grosso delle risorse le ha comunque risucchiate il riscatto di Berardi, costato 10 milioni alla società di Squinzi: soldi che però, non ne dubito, risulteranno molto ben spesi a fine anno, quando come al solito è prevedibile che il ragazzo chiuderà con un buon bottino di goal ed assist ad impreziosirne le prestazioni.

Il mercato migliore in assoluto, sempre in rapporto alle aspettative, l’ha però secondo me fatto il Torino, che per l’ennesima volta (a prescindere dalle tante lamentele che nel corso degli anni ho sempre puntualmente sentito da molti tifosi, sempre molto duri con Cairo e la sua gestione) ha completato una sessione interessante. Anzi, anche più del solito.

In primis fondamentale la conferma di Ventura in panca, uno dei pochi maestri di calcio rimasti – almeno a certi livelli – in Italia.

Poi ho apprezzato tantissimo l’idea di puntare su molti giovani, in particolar modo italiani: dell’ultima under 21 – che si è sì suicidata all’Europeo, dando comunque l’impressione di quantomeno giocarsela con chiunque per valore assoluto – di Gigi Di Biagio sono arrivati in tre, più un quarto riscattato dall’Inter. Ovviamente mi riferisco a Zappacosta (che però ad ora parte dietro Peres, purtroppo), Baselli (che ha iniziato alla grande la sua stagione), Belotti (chiamato ad una stagione da almeno 15 goal per consolidarsi, se non 20 per esplodere) e Benassi, appunto già a Torino lo scorso anno ed acquistato a titolo definitivo.

In tutto questo c’è sicuramente da rammaricarsi per la partenza di Darmian, che era però una “rinuncia irrinunciabile”, a fronte della necessità di monetizzare per reinvestire.

Ecco, proprio in ottica Darmian ho un solo appunto da muovere: viste le cifre di questo mercato e visto anche solo l’acquisto di Martial per una cifra che oscilla tra i 50 e gli 80 milioni a seconda delle fonti (comunque uno sproposito, per un giovane di prospettiva che ad oggi non ha mostrato moltissimo), sicuramente la cessione del terzino scuola Milan andava monetizzata di più.

Un’occasione sprecata, soprattutto col senno del poi…

Sbagliano i tifosi dell’Udinese che si lamentano perché il Watford spende grosse cifre mentre l’Udinese no.

Sbagliano perché devono rendersi conto che i sistemi cui Watford ed Udinese appartengono sono diversi, e pur non avendo dati certi sottomano sarei portato a dire che di soli diritti tv la squadre londinese guadagna con ogni probabilità più di quanto i friuliani fatturino nel complesso nel corso di una stagione.

Partendo da questo doveroso presupposto va però anche detto che il mercato dell’Udinese resta un pochino deludente. I bianconeri hanno generato un surplus di quasi 30 milioni, senza però rinforzarsi particolarmente.

Bella la presa di Adnan, giocatore che ha un sinistro veramente sontuoso (quantomeno in relazione al ruolo), per il resto mi pare che sia stato fatto un po’ poco.

Zapata potrebbe anche fare molto bene, viste le qualità fisico atletiche, ma resta ad Udine in prestito.

In più sui dirigenti dell’Udinese continua a pendere la questione Scuffet, che dopo il rifiuto all’Atletico Madrid è stato dapprima messo ai margini del club e poi spedito addirittura in B quest’anno.

Un vero spreco, per un giocatore di quel talento.

Ultimo, ma solo in ordine alfabetico, il Verona, che chiude la carrellata di voti ai mercati di A con una sufficienza tonda tonda.

Fondamentalmente la squadra non sembra cambiata moltissimo rispetto ad un anno fa, che significa sia no peggioramenti che però di contro no miglioramenti.

In difesa l’innesto di Souprayen è da seguire, visto all’esordio con la Roma ha subito ben impressionato: fuoco di paglia o sicurezza?

In mezzo è arrivato Viviani, giocatore sicuramente molto talentuoso ma ad oggi ancora molto poco solido, come dimostrato anche agli Europei under 21, dove finì addirittura col perdere il posto nel corso della manifestazione.

Davanti poi Verona ha accolto Pazzini, un usato-sicuro che potrà fungere, tutto sommato, da buon back up a Toni.

La bilancia da un punto di vista economico registra quindi una lieve perdita, ma sicuramente nulla di preoccupante per una società che ha alle spalle un presidente – pare – solido come Setti.

Soppesando acquisti e cessioni, quindi, il valore effettivo della rosa dei veneti non sembra essere mutato moltissimo, da qui il 6 che gli ho “appioppato”.

A margine, sarà interessante vedere come verrà gestito il rientrante Romulo, giocatore che solo poco più di dodici mesi fa era sulla cresta dell’onda.

Come ricorderete il ragazzo sfiorò la chiamata al Mondiale brasiliano prima e venne ingaggiato, per quanto in prestito, dalla Juventus poi.

Con ogni probabilità il suo futuro era quello di stabilirsi a Torino, se non fosse sopraggiunto un brutto infortunio a fermarlo per tutta la stagione. Riuscirà a ritrovarsi all’ombra dell’Arena?


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L’Italia si è inopinatamente suicidata contro la Svezia, come già aveva tentato di fare ai playoff contro la Slovacchia. Il tutto mostrando ancora una volta di essere una squadra buona tecnicamente ma totalmente fragile da un punto di vista psicologico. E soprattutto senza alcuna idea di gioco.

Così come spesso accade alle rappresentative italiane il pallone fatica a circolare. Ma soprattutto arrivato l’1 a 0 – e, soprattutto, la superiorità numerica – la squadra si ferma ed inizia a giochicchiare, pensando boriosamente di poter gestire una sola rete di vantaggio per un’ora di gioco.

Quando poi dopo il pareggio Sturaro – già di per sé tra i migliori in campo – si fa cacciare per un gesto di reazione sconsiderato la frittata è fatta ed il goal della sconfitta arriva puntuale come l’Orient Express.

Ecco, credo che nella nostra under – che pure avrebbe il potenziale anche per provare a vincerlo, l’Europeo – non si salvi nessuno. In primis un allenatore che non mi ha mai convinto.

Bardi 4

Portiere che come ho avuto modo di dire più volte non ritengo presentabile a questo livello. La gerarchia lo vuole ancora una volta titolare, quando sia Leali che soprattutto Sportiello gli sono superiori. E parlo dei soli convocati, perché a casa c’è gente come Perin – infortunato, ma non credo sarebbe stato portato – e Scuffet che gli è di molto superiore.
L’errore sul secondo goal è semplicemente imbarazzante. Con Ishak lanciato in traiettoria esterna l’ex portiere del Livorno avrebbe semplicemente dovuto controllarne l’incedere, portando fuori lo svedese e dando modo alla difesa di rientrare. Invece entra in maniera sconsiderata. Per di più fuori tempo. Da non ripresentare.

Zappacosta 4.5

Sembra non essere in condizione. Che fine ha fatto il terzino destro di gamba e fiato capace di arare la fascia destra in lungo ed in largo nel corso delle qualificazioni? Da lui ci si deve attendere molto di più. C’è da augurarsi sia stato solo un passaggio a vuoto…

Bianchetti 5

Nel primo tempo nettamente il migliore della difesa. Nella ripresa cala come tutta la squadra, ed è compartecipe in occasione del secondo goal. Tutta Italia – tranne il sottoscritto – lo vorrebbe in panchina al posto di Romagnoli (che invece avrei schierato terzino sinistro). Lui pensa bene di farlo rimpiangere.

Rugani 5.5

Un’indecisione che poteva costare cara nel primo tempo e poco altro. Nel complesso è uno dei meno negativi della squadra.

Sabelli 5

Generoso. Ma anche nel primo tempo, quello in cui l’Italia controlla bene gara e campo, sbaglia una serie infinita di passaggi. Giocare con un terzino a piede invertito è una cosa poco digeribile. Uno dei tanti perché che andrebbero chiesti al nostro tecnico.

Sturaro 3

Già prima dell’espulsione – le prove sono su Twitter – uno dei peggiori in campo. Palesemente fuori forma, imbolsito, appesantito. Non dà un minimo apporto di qualità, ma nemmeno – soprattutto – di quantità ad una squadra che con l’andare del tempo va in apnea anche per via delle sue mancanze.
Alla fine pensa pure bene di farsi espellere per un gesto di reazione che gli vale un doverosissimo cartellino rosso, spianando così la strada alla possibilità di ribaltare il risultato da parte degli svedesi.

Viviani 5

Cinque solo perché nel primo tempo è, con Berardi e Bianchetti, il migliore degli Azzurrini. Nella ripresa la sua prestazione si tramuta in un disastro totale, con passaggi – anche semplicissimi – sbagliati in serie. Partendo dal presupposto che credo sia indispensabile in questo centrocampo… se non riesce a fare nemmeno passaggi di due metri sicuramente meglio lasciarlo in panchina.

Baselli 5.5

Partiamo dal presupposto che a mio avviso non avrebbe nemmeno dovuto giocare, dato che gli avrei preferito Cataldi. Ecco, detto questo bisogna aggiungere che è forse il meno peggio dei tre di centrocampo, posto che è quello più dinamico e che fa pure non lontano dalla rete.
Comunque nulla per cui lo si possa salvare…

Berardi 5.5

Questo Europeo under 21 sulla carta potrebbe essere la competizione capace di lanciare Domenico Berardi nel grande calcio. Ma è probabile si trasformerà in una Caporetto.
Berardi parte bene. Là davanti è l’unico che mette un po’ di qualità alla manovra. Poi però si perde via anche lui, e nel complesso incide molto meno di quanto ci si aspetterebbe. Ancora non sembra maturo per il grande calcio, ma avrà un altro paio di cartucce per rifarsi.

Belotti 5.5

Attaccante di lotta e di governo, solita gran dose di sacrificio, l’accelerazione che vale il rigore del vantaggio e l’espulsione dell’altro vantaggio (quello numerico). Però è lasciato troppo solo là davanti. Non solo, lo scarso gioco della nostra nazionale per mezz’ora lo costringe a fare a sportellate con due pertiche di più di 190 centimetri sui palloni alti. Una follia cui nessuno chiedere conto al mister, come al solito protetto dai nostri organi di stampa.

Battocchio 4

Ancora non ho capito cosa ci faccia in under 21, sinceramente. E lo dico col massimo rispetto, però è un giocatore che credo non avrei nemmeno convocato, proprio.

  • Dal 61′ Verdi 5 -> Impiegato fuori ruolo, vero. Però incide poco più di niente, prendendo anche un paio di scelte sbagliate al di là del bene e del male. Va comunque detto che nell’inserire lui Di Biagio avrebbe potuto spostare Berardi seconda punta accanto a Belotti prima e Trotta poi, mettendo Verdi sulla trequarti…
  • Dal 68′ Cataldi 6 -> Ecco, l’unico minimamente salvabile. Un 6 di fiducia al possibile futuro capitano dell’under 21. Certo, sempre che – come in realtà è probabile accada – la nazionale maggiore non arrivi e se lo porti via prima del tempo!
  • Dal 78′ Trotta S.V. -> Entra e Sturaro si fa espellere. A quel punto la partita finisce, perché è palese che l’Italia sia in pappa e che arriverà a breve il goal della sconfitta. Certo non per demerito suo.

Di Biagio 3

Sicuramente il peggiore “in campo” assieme a Sturaro. Perché moltissime sue scelte sono discutibili e discusse da parecchio. E alla fine qualcuna di queste l’ha anche pagata cara, iniziando nel peggiore dei modi un Europeo che da magico potrebbe trasformarsi in un incubo.
L’Italia non è la più forte, sulla carta. Ma aveva il dovere morale di cercare di bissare la finale di due anni fa, per quanto il difficilissimo girone in cui è capitata rendeva le cose tutt’altro che facili.

Inutile dire che questa Svezia sia un avversario ostico. La realtà è che per la differenza di potenziale tra le due squadre e soprattutto per come si erano messe le cose gli Azzurrini avrebbero dovuto SPAZZARE via gli avversari. Invece l’allenatore, che già – bene ripeterlo – ha fatto scelte più che criticabili, non è stato capace di spronare i suoi a trovare subito il raddoppio che chiudesse il match. Ha lasciato giochicchiare i suoi, ed è stato – giustamente – punito.

Magari trarrà insegnamento da questa vittoria ed avrà una grande carriera. Ma la verità è che per noi, per questa Nazionale… rischia di essere già troppo tardi.


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Come già spesso in passato mi è capitato, è tempo – anche se sono arrivato un po’ in ritardo ma il tempo è quello che è – di tirare le somme per quanto concerne il calciomercato appena conclusosi.

Per farlo, e per rendere più graficamente simpatico il pezzo, mi appoggerò sulle splendide grafiche realizzate dai ragazzi di Fantagazzetta proprio in questo senso.

6

La Dea non aveva necessità di fare grandi manovre sul mercato. E Marino, intelligentemente, si è quindi limitato a dei ritocchini marginali.

Partiti in prestito un po’ di ragazzi che non trovavano grande spazio sono arrivati due pseudo rincalzi oltre al giovane Betancourt dal PSV.

Atalanta che ad oggi è più vicina alla zona Europa che non a quella che varrebbe la retrocessione. E proprio lì a metà classifica è destinata a rimanere.

Complessivamente quindi sicuramente sufficiente il lavoro svolto dalla società in gennaio. I valori non saranno migliorati, ma di certo non sono nemmeno peggiorati.

4

Rispetto a questa grafica c’è una variazione importante: in queste ore è partito anche Diamanti, alla fine sbarcato in Cina.

Bologna che quindi è sempre più un grossisimo punto di domanda.

Dal mercato sono arrivati due giocatori tutti da testare. A fargli da contraltare proprio la partenza del punto di forza della squadra, che non potrà – e non è stato – nemmeno essere rimpiazzato.

In più alla voce “partenze” leggo quel “Yaisien” che davvero non mi va giù. Possibile passare dal raccogliere minuti in prima squadra al PSG al Trapani senza passare dal via?

Giudizio negativissimo, e che Dio gliela mandi buona. Perché la zona rossa è solo un punto sotto…

5

Il mercato del Cagliari non mi convince per nulla.

Adan non ha fatto in tempo a sbarcare che è stato ricacciato in lista gratuita. Agazzi è era ai margini e se n’è andato. Nainggolan è stato spedito – a peso d’oro, ok – a Roma, ma non rimpiazzato a dovere.

In tutto ciò, alla voce acquisti, è riportato l’interessantissimo nome di Adryan, che però resta una scommessa. Più una serie di incognite.

Il Cagliari è relativamente tranquillo e nel complesso non sembra nella condizione di rischiare. Però ad oggi la rosa sembra essere stata depauperata, non rinforzata.

6,5

Mercato interessante quello portato avanti dagli Etnei.

Partiti giocatori tutto sommato marginali (Tachtsidis e Lopez avevano bisogno di cambiare aria, giusto farli partire), sono arrivati due titolari sicuri – e di buon livello, soprattutto Lodi – più due giocatori che completano la rosa e danno alternative.

Stante il fatto che ad oggi la zona salvezza è a tre soli punti ecco che queste mosse, che qualcuno liquida come riduttive, potrebbero dare la spinta giusta al Catania.

Che intendiamoci, resta una delle favorite alla retrocessione. Ma i miracoli accadono.

6

Il Chievo non si è indebolito. Che nel valutare quanto fatto da alcune diretti concorrenti per la salvezza è già una notizia.

I clivensi hanno infatti fatto arrivare una serie di giocatori più o meno discreti, ma che bisogna ancora capire quanto saranno utili alla causa.

In porta è arrivato un buonissimo interprete come Agazzi, che però bisogna capire se sarà titolare oppure no. Idem per Canini, anche lui ex Cagliari (anche se arriva da Bergamo). O per Paredes, giovane girato a Verona dalla Roma per la questione extracomunitari: potenzialmente uno dei migliori in rosa. Ma si ambienterà al volo? Corini modificherà la squadra per metterlo nella situazione migliore tenuto conto che tra sei mesi se ne andrà?

Insomma, non un deciso passo avanti verso la salvezza, che sarà ancora tutta da giocare.

Ma se pensiamo che i punti sono 18 come il Bologna, che ha però ceduto il suo “campioncino”…

7

Mercato interessante quello della Fiorentina. Che perso anche Rossi per infortunio si è mossa su Matri, attaccante discreto.
Ottimo colpo però essendo arrivato in prestito gratuito dopo che solo in estate era costato 12 milioni al Milan.

Un acquisto importante proprio perché sopperisce alla temporanea assenza dei titolari (con Gomez che ha però già ricominciato ad allenarsi).

Dietro, poi, si è puntato sulla scommessa Andersson dello United e si è riportato in Italia un difensore che in maglia Lazio aveva saputo fare molto bene: Diakitè.

Nel complesso quindi un mercato sulla carte importante per la Fiorentina, che ha sicuramente aggiunto tre tasselli utili al proprio mosaico.

Ed il Napoli oggi è lontano solo tre punti…

6,5

Voto positivo più per ciò che non è successo che non per quanto accaduto.

Spiego: si vociferava delle possibili partenze di Portanova e Gilardino, che invece sono rimasti a Genova. Due “acquisti” importanti per il Genoa. Che, per una volta, non ha nemmeno avuto la classica “bulimia” da calciomercato che solitamente colpisce Preziosi.

Gli arrivi, poi, mirano a rinforzare e dare più scelte ad un allenatore che tiene molto ad un certo modulo tattico, e quindi ad avere in primis esterni di un certo tipo.

Il tutto arricchito da un Burdisso che a Genova può sicuramente ancora ricoprire un ruolo importante.

In più, si è lavorato molto in uscita. Aspetto importante se si pensa che con rose troppo ampie diventa anche difficile lavorare…

7-

Hernanes è un grande acquisto, poco da dire.

Il punto è che quando si valutano gli acquisti non si può, a mio avviso, considerare solo l’aspetto sportivo della questione. Ma vanno tenuti in considerazione tutti.

In questo senso, pagare un possibile totale di 20 milioni un giocatore di ventinove anni che tra un anno avrebbe potuto firmare un precontratto senza scucire una lira è forse eccessivo. Soprattutto considerando il fatto che per quanto sia un ottimo giocatore non sembra poter essere un vero e proprio trascinatore, il Profeta.

Indubbio dire, comunque, che sulla carta sia lui il colpo di questo calciomercato.

Esattamente come D’Ambrosio è un buon innesto. Forse però pagato un po’ troppo caro, posto che – anche qui – il ragazzo si liberava a zero a fine stagione.

Insomma, un giudizio positivo ma con qualche appunto economico.

7

Il voto che avrei dato al mercato della Juventus se non avesse preso nessuno sarebbe stato un “s.v.”. Perché di per sé alla Juventus non serviva nulla.

Poi, verso la chiusura dello stesso, è arrivato il prestito gratuito di Osvaldo. Unica vera alternativa di ruolo a Llorente, per come la vedo io.

E se prendi uno pseudo titolare della nazionale in prestito gratuito per fargli fare il backup di un tuo titolare hai fatto una ottima mossa, che rinforza il valore complessivo della tua rosa.

Detto ciò, specifico una cosa: a me Osvaldo non fa impazzire. E o in questi sei mesi dimostra di essere diventato il giocatore che qualcuno pensa possa essere oppure a 19 milioni non lo riscatterei mai al mondo (nel caso si ripeterebbe un po’ quanto accaduto coi vari Stendardo, Rinaudo, Aquilani, ecc… ovvero un riscatto alto che nasconde la non volontà di esercitarlo).

4

Sulla sponda laziale di Roma è successo un po’ quello che è accaduto a Bologna: è partito il giocatore più forte (o giù di lì) della squadra e non è stato rimpiazzato.

Punto.

6+

Squadra impantanata nelle zone basse della classifica. Che però può contare sul duo Emeghara-Paulinho. Con, da questo mercato, Belfodil come rincalzo.

Un innesto sulla carta importante per i livornesi, che sulla fascia sinistra potranno contare anche sull’apporto di Mesbah. Un giocatore che a questo livello dimostrò già a Lecce di poterci stare (tanto da finire al Milan).

Intendiamoci, il mercato lo giudico abbastanza positivamente. Ma questo certo non significa che il Livorno si salverà. Sicuramente qualcosa è stato fatto, ed è un qualcosa di globalmente positivo.

6

Difficile dare un voto al mercato Rossonero. Troppe incognite.

Taarabt si esprimerà su – quantomeno – buoni livelli? Rami eleverà il livello prestazionale del reparto arretrato? Honda potrà ambientarsi a fare il trequartista esterno? Essien ai ritmi della Serie A riuscirà ad essere almeno la metà di ciò che era un tempo?

Tutte domande cui oggi non si riesce a dare una risposta. Diciamo che potenzialmente potrebbe essere un mercato da 4 (stante anche la partenza in prestito gratuito di un giocatore pagato 12 milioni solo ad agosto) come da 8.

Quindi mediamo al 6 e stiamo a vedere cosa succederà.

7-

Un mercato ricco per il Napoli. Che però non sono convinto abbia, almeno nel breve periodo, spostato davvero qualche equilibrio.

Sono arrivati una serie di giocatori che sicuramente aumentano le alternative a disposizione di Benitez. Sulla carta, però, nessuno di questi giocatori potrebbe essere titolare (Jorginho i ragazzi di Fantagazzetta lo danno titolare, io ho qualche dubbio).

Difficile quindi etichettarlo come un “grande mercato”. Anche se, proprio visto quanto va ad arricchire in quanto ad alternative la rosa, non può che essere giudicato positivamente.

6+

Cambia fondamentalmente poco per il Parma, che cede diversi giocatori, ne fa entrare altri, ma vede la propria rosa rimanere più o meno sugli stessi valori.

Una squadra che rimane quindi potenzialmente di medio-alta classifica come è oggi.

“L’acquisto” sulla carta migliore resta quindi forse quello di Biabiany. O meglio, la sua mancata partenza con tanto di rinnovo a giugno 2018.

8

La squadra più attiva nonché quella che, al netto di Hernanes, ha chiuso gli affari più importanti.

Sono arrivati in primis tanti giovani, che danno un respiro profondo al progetto Roma.

Ma anche un giocatore come Nainggolan, tra i centrocampisti più importanti d’Italia. Nonché una alternativa interessante e ben conosciuta dal buon Garcia: Bastos.

Insomma, un mercato interessante ed intelligente da parte di Sabatini, che si riconferma ancora una volta come uno dei migliori D.S. del nostro paese.

6

Sulla carta la Sampdoria non dovrebbe essere coinvolta nella lotta per non retrocedere.

Nonostante questo ha rinforzato il proprio attacco, con l’arrivo di un Maxi Lopez che se saprà ritrovarsi sarà sicuramente l’arma in più di questa squadra, che a quel punto quindi non verrebbe sicuramente coinvolta nella lotta per non retrocedere.

Insomma, un 6 che potrebbe pagare dividendi più alti qualora la scommessa Lopez pagasse.

6

Il Sassuolo ha una società forte. Anche economicamente.

Da qui i tantissimi acquisti realizzati in gennaio.

Basteranno?

6

D’Ambrosio era praticamente impossibile da trattenere. O meglio, lo si poteva tenere, ma lo si sarebbe perso a zero. Invece Cairo è stato bravo a spremere il massimo dalla sua cessione.

A fargli da contraltare un doppio cambio a centrocampo che, nel complesso, vede un plus qualitativo per il Torino.

Quindi, un mercato quantomeno discreto. Per una squadra che, ricordo, è ancora in corsa anche per l’Europa.

5

In una annata come tante sarebbe un “s.v.” tondo tondo. Ma questa non è un’annata qualunque, per l’Udinese. Che è a soli sei punti dalla zona retrocessione.

Forse qualcosa per mettere la Serie A – che comunque non credo perderanno – in sicurezza poteva essere fatta.

6-

Partito Jorginho, rimpiazzato con Marquinho. La squadra probabilmente non ne risentirà, ma di per sé non è stata una grandissima mossa. Da fare forse in estate, quando poteva esserci più tempo e modo per trovare un’alternativa valida (anche in ottica formula con cui è stato chiuso l’arrivo del brasiliano).

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Manchester City eliminato dalla Champions League. Ancora una volta.

In realtà era una notizia che ci aspettavamo un po’ tutti un paio d’ore fa. Del resto con due soli punti guadagnati in quattro match sembrava davvero difficile che i Citizens di Mancini potessero sovvertire i pronostici.

City che per altro non fa molto nemmeno per provarci. La prima frazione di gioco è tutta appannaggio madridista. Nella ripresa invece ci si prova, a ribaltare il match. Riuscendo però a trovare solo il pareggio. Su rigore.

Prima di dare il via all’analisi uomo per uomo un solo, ultimo, appunto: hai solo la vittoria a disposizione. Giochi in casa. E scendi in campo col 5-3-2 nonostante tu abbia a disposizione uno dei migliori attacchi del globo (riuscendo per altro a prendere goal dopo soli nove minuti)?

Mancini… Mancini…

Manchester City

Hart 6
Vivacchia salvando anche su Ronaldo, dopo il miracolo di Nastasic, il possibile colpo del K.O.

Maicon 5
I tifosi interisti che hanno guardato questa partita certo non saranno poi così tristi nel pensare che Maicon non difende più la loro fascia di destra. Completamente addormentato sul goal madridista, quando non segue Benzema che, tutto solo, ha buon gioco a trovare la rete del vantaggio. Solo l’ombra di ciò che era un paio d’anni fa.

Zabaleta 6
E’ l’unico tra i difensori Citizens a capirci qualcosa in quella “banda del buco” che è la difesa inglese nel primo tempo. E’ lui il giocatore con più tackle e più palle rubate. Un motivo ci sarà.

Kompany 5
Dovrebbe essere l’uomo in più della retroguardia, appare invece un pugile suonato molle sulle gambe.

Nastasic 6
Nonostante la gioventù prova a rimanere in partita. Sufficienza meritatissima per via del goal salvato sulla linea, che avrebbe probabilmente chiuso il match già nel primo tempo.

Kolarov 5
Come? Giocava anche lui?
(Dal 45′ Javi Garcia 5
Una percentuale di passaggi riusciti da far invidia a Xavi e Pirlo: 91%. Solo che finché non cerca la giocata smarcante è capibile che abbia percentuali del genere. E tutto sommato pure inutile.)

Tourè 6
Il miglior mediano del mondo abbandonato a sé stesso. Che tristezza. Non lo conosco personalmente, ma credo sia tra i primi ad augurarsi il licenziamento di Mancini.

Nasri 5
Si perde nella pochezza del primo tempo Citizens. Esce quando i suoi stanno iniziando a provarci.
(Dal 60′ Tevez 5,5
Prova a dare un po’ di pimpantezza agli attacchi Sky Blues.)

Silva 7
Migliore dei suoi assieme ad Aguero. Prova a dare pimpantezza e brio ad una squadra piatta.

Dzeko 5
Sbaglia tantissimo, soprattutto passaggi (circa uno su due quelli errati). Nel complesso fa davvero troppo poco, pur giocando tutti e novanta i minuti a disposizione.

Aguero 6,5
Come detto, il migliore tra i suoi con Silva. Prova a combinare qualcosa ma nel deserto di idee che è il City manciniano anche i talenti rischiano di combinare poco. Nonostante questo è l’unico a calciare più di due volte (quattro). E, a differenza del compagno di reparto, non sbaglia un passaggio. Qualità. Sprecata.
Certo, quel goal mangiato a un metro dalla porta grida ancora vendetta…

Real Madrid

Casillas 7
Buona parte del merito di questo pareggio che sancisce l’eliminazione del City è suo. Miracolo su Aguero.

Arbeloa 5,5
Partita sufficiente rovinata dall’espulsione con tanto di rigore del pareggio annesso.

Pepe 5,5
Partita senza infamia e senza lode. Ma evitate di dargli la palla tra i piedi in fase d’impostazione.

Ramos 6
Idem come sopra. Senza la postilla sulla gestione della sfera.

Coentrao 6
Certo, in Fifa12 era praticamente il miglior terzino del mondo. Cosa che poi non si conferma nella realtà. Disputa comunque un buon match, affrontato con attenzione.

Khedira 5,5
Tanto tanto cuore. Ma troppa approssimazione. Avrebbe sul destro la palla del K.O., ma zappa clamorosamente il terreno regalandola ad Hart.

Alonso 6
Davanti non si fa mai vedere, nonostante sia anche dotato di una bella “castagna”. In fase di possesso non gestisce la sfera come sa fare, essendo tra i migliori registi al mondo (ovviamente ben dopo i “mostri” Xavi e Pirlo). In fase di non possesso, però, è la vera diga della squadra. Peccato si limiti a fare solo il mediano.

Di Maria 6,5
Tra i migliori in campo pur senza brillare. Ma del resto in una partita complessivamente – lasciatemelo dire – così brutta basta poco per risaltare!
(Dall’89’ Albiol s.v.)

Modric 5,5
Ah, giocava anche lui? (cit.)
(Dal 68′ Callejon 5,5
Non dà sostanza.)

Ronaldo 7,5
Migliore in campo per distacco. E del resto credo che questa notizia non stupisca nessuno. Peccato solo non abbia attorno a sé un impianto di gioco che ne possa esaltare fino in fondo le caratteristiche. Cosa che invece accade a Messi.

Benzema 6,5
Ci prova quattro volte, centrando lo specchio una sola. Basta e avanza.
(Dal 75′ Varane s.v.)

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Stasera ho visto una partita e letto dei commenti. Di matrice completamente opposta.

Da chi ha parlato di “dominio” o “ottima partita” milanista, fino a chi è riuscito a spingersi all’estremo opposto con un “imbarazzanti” rivolto ai Rossoneri.

Ma “la verità sta nel mezzo”, dicevano i latini. Cosa vera forse mai quanto in questo caso.

Con un Milan più intraprendente di un brutto Malaga (squadra data in “recessione”, e ce ne siamo accorti un po’ tutti) ma comunque non ancora abbastanza brillante da portarsi a casa un risultato fors’anche meritato ai punti (parlassimo di boxe) ma non concretizzato nei fatti.

Qualche numero per inquadrare il match, prima di dar spazio alle pagelle: 54% il possesso palla a favore del Milan, che batte 11 corner contro l’1 calciato dal Malaga. 19 i tiri scoccati dai Rossoneri, di cui 6 nello specchio, contro i 4 (3) degli spagnoli.

Milan

Abbiati s.v.
Non ha colpe sul goal. Per il resto chiamato in causa molto molto raramente.

Abate s.v.
(Dal 6′ De Sciglio 6
Non si rende forse mai abbastanza pericoloso ma il suo appoggio è costante. Ed in una squadra come il Milan odierno è già significativo. Nota bene: è il giocatore che crossa di più tra i Rossoneri. Prova nove volte a metterla in mezzo.)

Mexes 6
Peccato per l’occasione del goal di Eliseu. In cui si trova nella condizione di contrare Isco, che ha però tutto il tempo di portare palla, lasciare che il compagno gli detti il passaggio e poi tagliare come burro la difesa rossonera con un assist al bacio.

Bonera 6
Anche lui tutt’altro che perfetto in occasione della realizzazione dell’1 a 0 spagnolo, quando si fa inglobare dalla “implosione” difensiva milanista. Nel complesso, però, Saviola viene annullato e il Malaga si rende poco pericoloso.

Constant 6,5
Pare partire bene. Poi un pochino si perde. Per ritrovarsi nella ripresa. Nel complesso è uno dei giocatori più vivi del Milan. Suo malgrado non è un terzino puro e lo dimostra in occasione del goal del Malaga, quando si fa tagliare fuori dal filtrante di Isco che premia l’inserimento di Eliseu. Nel complesso va però premiata la sua costanza. Oltre che il fatto che sforni l’assist del pareggio.

De Jong 5,5
Uno dei tanti ad essere corresponsabile del goal malagueño, quando “abdica” all’intervento su Isco, che così può partire e scatenare tutto il suo talento. Nel complesso è, al solito, praticamente nullo in fase di costruzione. Con l’aggravante che oggi non è particolarmente brillante nemmeno in quella di non possesso. Nonostante senso di posizione e intuito gli permettano di trovarsi spesso al posto giusto nel momento giusto.

Montolivo 6,5
Il centrocampo del Milan è lui. E questo spiega forse, parzialmente, i problemi del Milan. Abituati un tempo a contare su Campioni di altro talento da sfruttare come perni del reparto nevralgico del campo. Detto questo giù il cappello: lotta come un leone e prova a prendere per mano la squadra quando si tratta di produrre gioco. I risultati sono quelli che sono, ma la colpa non è certo tutta sua!

Emanuelson 6
Calcia più di ogni altro giocatore sul campo di gioco. E già questo, per un giocatore mediamente discretamente “molle”, è significativo. Solo che non è fortunato, soprattutto quando Caballero gli nega il goal su di una splendida punizione calciata a giro sul secondo palo.
(Dall’80’ Robinho s.v.)

El Shaarawy 5,5
Dopo così tante prestazioni importanti (per non parlare dei goal) fisiologico prendersi una pausa. Nel primo tempo, comunque, solo l’opposizione di un difensore che fa scudo col corpo gli impedisce di trovare la rete. Corre, ma tocca pochi palloni.
(Dal 62′ Boateng 5,5
Difficile dargli un voto. Entra e prova a sparare qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Al solito. Indubbio che patisca il cambio d’identità del Milan, resosi necessario dopo la dipartita di Ibrahimovic.)

Bojan 6,5
Il 7 dell’intraprendenza fa il paio col 6 della precisione. Perché se da una parte il giovane spagnolo ci prova, dribbla, si danna l’anima e trova solo un ottimo Caballero a negargli la gioia del goal, dall’altra sbaglia molti passaggi. Troppi.

Pato 6
Brutta partita per il Papero. Che però torna al goal dopo tantissimi mesi. E questa è LA notizia, per i tifosi Rossoneri.

Malaga

Caballero 7
Le colpe maggiori del goal non sono sue. Ma se ripetesse le parate fatte su Bojan ed Emanuelson il risultato finale sarebbe diverso.

Gamez 4,5
Nullo in fase offensiva, patisce dietro. Immagino i suoi tifosi non l’abbiano amato, oggi.

Demichelis 6,5
E’ l’anima della difesa malagueña. Che balla parecchio. Ma che senza di lui probabilmente non concederebbe una sola rete.

Weligton 5,5
Si arrangia come può.

Sanchez 6
Prova a contenere come può.

Iturra 6
Il Gattuso di Malaga lotta fino all’ultima stilla d’energia per provare a tenere in piedi il proprio centrocampo e quindi la propria squadra.
(Dal 74′ Toulalan s.v.)

Camacho 6
Fa il paio con Iturra, per un duo di centrocampo molto muscolare che non aiuta però nella costruzione del gioco.

Joaquin 5
Il fatto che un’ala offensiva con le sue caratteristiche si faccia notare più in fase difensiva che non offensiva la dice lunga sulla sua serata.
(Dall’82’ Seba s.v.)

Isco 6,5
Il gioiello del Malaga è lui. Senza dubbio. Anche stasera è l’unico a dare qualità, genio ed inventiva alla squadra.

Eliseu 6,5
Scartato dal calcio italiano come fosse poco più che un amatore, stasera si mette in mostra soprattutto per l’intraprendenza. Molto bravo a dettare ad Isco l’assist che vale il momentaneo 1 a 0.

Saviola 5
Evanescente.
(Dal 68′ Santa Cruz s.v.)

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La Juve fa visita ai Campioni d’Europa. Ne esce un 2 a 2 giusto, ma piuttosto episodico. Andiamo a dare un po’ di voti e vediamo come sono andati nello specifico i giocatori scesi in campo…

Chelsea

Cech 5,5
A lungo inoperoso. Graziato da Marchisio e Vucinic, incolpevole su Vidal, lascia le gambe aperte nell’a tu per tu con Quagliarella. Errore che costa due punti al suo Chelsea.

Ivanovic 6,5
Controlla bene la sua zona, andando anche in diagonale quando necessario. Non è un caso se Asamoah, fin qui tra i migliori di questo inizio di stagione, fatichi molto più del preventivabile.

Terry 6
Non era al top, ma contribuisce ad annullare Giovinco e Vucinic.

David Luiz 5,5
Un sei e mezzo pieno. Che diventa 5,5 in relazione al buco sul secondo goal. Del resto lo spiraglio dove lanciare Quagliarella Marchisio lo trova proprio là dove – non – si fa trovare lui.

Cole 6
Non la sua miglior partita. Non è più il Cole dei bei tempi, quello che sapeva proporsi in avanti con continuità. Disputata comunque un match più che onesto.

Ramires 6,5
Generosissimo come al solito. Non incide come gli è capitato in certe occasioni lo scorso anno, dove fu tra i protagonisti della cavalcata Blues, ma nel complesso è tra i più positivi.
(Dal 70′ Bertrand s.v.)

Obi Mikel 5,5
Essien era tutt’altra pasta.

Lampard 5,5
Un altro che ha ormai imboccato il viale del tramonto. Peccato, ma prima o poi tocca a tutti. Si fa notare solo per una (bella) punizione sventata da Buffon.

Oscar 7,5
Il secondo goal potrebbe valere, da solo, l’8. Di certo c’è che questo ragazzino ha cominciato a mostrare perché tanto (una trentina di milioni) ha dovuto spendere Abrahmovich per portarlo a Londra.
(Dal 74′ Mata s.v.)

Hazard 6
Da lui ci si aspetta qualcosa in più, inutile dirlo. Fa comunque la sua parca figura.

Torres 5,5
Drogba se ne è andato e non ritornerà. Puntare tutto su di lui, però, potrebbe essere un errore da rimpiangere a lungo…

Juventus

Buffon 6
Il primo tiro di Oscar sarebbe preda facile, non ci si mettesse Bonucci. Il secondo è letteralmente imparabile. Per il resto gioca da Buffon. Ma senza venire sollecitato poi moltissimo…

Barzagli 6
Cerca di amministrare una partita in cui due fiammate di Oscar negano la vittoria (pareggio comunque giusto) alla sua Juve. Non ancora ai livelli dello scorso anno, ma assolutamente sufficiente. Rischia solo su Hazard lanciato a rete.

Bonucci 5
La deviazione sul primo goal è praticamente solo pura sfortuna. In occasione della seconda rete invece ce lo si aspetterebbe più deciso. Nel complesso partita sottotono, nonostante abbia avuto la fortuna di non trovarsi davanti un Torres in grande spolvero.

Chiellini 6,5
Il migliore tra i tre centrali Bianconeri. Cresce alla distanza, come un buon diesel. Ma del resto sta rientrando ora dagli acciacchi Europei…

Lichtsteiner 6,5
Solito corridore instancabile che percorre la fascia ripetutamente più e più volte. Dalla sua parte stazionano Cole e Hazard, che non brillano. Un motivo ci sarà.
(Dal 77′ Isla s.v.)

Vidal 8
Nettamente il migliore in campo. Davvero raramente ho visto un giocatore con così tante “palle” e tanto cuore. Evidentemente la musichetta della Champions lo esalta, anziché irretirlo. Perché quando scende in campo tiene fede al suo soprannome e sguaina la spada, lottando contro tutti e su ogni pallone. Giù il cappello. Anche perché non è cosa di tutti i giorni vedere un giocatore segnare, da fuori, subito dopo un contrasto pesante che lo stava costringendo a zoppicare…

Pirlo 5,5
Oscar si spende tanto in pressing su di lui, che ne soffre. Ma del resto lo abbiamo capito fin dall’inizio di questa stagione: lo stato di forma non è ottimale. Il Pirlo di stasera non è quindi quello delle grandi occasioni, e la Juve un po’ paga la cosa. Ma nel complesso la sua tranquillità lì in mezzo vien sempre utile.

Marchisio 7,5
Sono lui e Vidal i motorini di questa Juve. Che se riesce nell’impresa di rimontare due reti ai Campioni d’Europa è proprio per la grinta e classe dei suoi due interni. Peccato per quell’occasione sprecata ad inizio partita, che avrebbe tradotto anche il suo voto in 8. Perché poi l’assist per Quagliarella è da grande giocatore. Coi suoi 12,34 chilometri percorsi è tra l’altro il giocatore ad aver corso di più allo Stamford Bridge (davanti a Vidal, Pirlo, Barzagli e Chiellini… non certo un caso che nei top 5 ci siano solo Bianconeri…).

Asamoah 5,5
Non parte nemmeno male. Ma forse alla distanza sente un po’ la fatica di un inizio di stagione a spron battuto e un po’, soprattutto, l’emozione di una competizione vista solo fino ai preliminari, in quel di Udine…

Giovinco 4,5
Molto male il piccolo fantasista fatto in casa, che ancora non riesce a consacrarsi ad alto livello. Dopo aver dato gran dimostrazione di sé in provincia è davvero arrivato il momento di cambiare passo. Nel primo tempo, però, un totale disastro: nemmeno i passaggi gli escono. Nella ripresa sembra un pochino più volenteroso ed in partita, ma assolutamente sotto la sufficienza. Andrebbe tolto prima.
(Dal 74′ Quagliarella 7,5
Entrare e segnare praticamente al primo pallone giocabile è una cosa rara. Ovvio, ci va anche della fortuna. Ma Quagliarella, lo dimostrò anche al Mondiale 2010, è questo: non il Campione che sa trascinare quanto l’arma tattica capace di cambiare le partite più complicate con una giocata. E quella traversa ancora grida vendetta…)

Vucinic 5
Poco meglio di Giovinco. Si mangia però un goal nel primo tempo. Chi aveva iniziato a parlare di top player dovrà tenere a freno i proprio “bollenti spiriti”!
(Dall’87’ Matri s.v.)

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Nulla da fare per il Milan. Per un commentino vi rimando qui.

Milan

Abbiati 6
Chiamato poco in causa. Segno che l’Anderlecht se la gioca ma senza pungere.

De Sciglio 6,5
Mezzo punto in più d’incoraggiamento. Mezzo punto in più perché è il più giovane tra i Rossoneri, ma fa meglio di tanti altri compagni di ben maggiore esperienza. Discreto in entrambe le fasi.

Bonera 6,5
Nel complesso è il migliore della difesa milanista. Certo non è Baresi, come gli veniva prospettato in gioventù, ma comunque dopo le partenze di Silva e Nesta è uno dei principali su cui fare affidamento.
(Dal 74′ Yepes s.v.)

Mexes 6
Senza infamia né lode. Nel complesso il Milan non rischia moltissimo.

Antonini 5,5
Che fosse inadeguato a vestire una maglia da titolare al Milan ormai lo si sa da tempo. Il problema vero è che nel Milan attuale non sfigura nemmeno come dovrebbe.

Flamini 5
Si mangia la prima occasione che riesce a costruire il Milan calciando il pallone addosso a Proto. Per il resto sembra vagare senza una meta per il campo. Uno dei tanti senza idee di questa squadra (a partire dall’allenatore, verrebbe da dire).

De Jong 5
Non è un regista e lo si sapeva. Nel complesso però da uno dei giocatori con la maggior esperienza internazionale di questa squadra ci si aspetterebbe una prestazione di ben altro livello. Poca roba.

Nocerino 5,5
Ibrahimovic impediva al Milan di avere un gioco. Ma permetteva a Boateng e soprattutto Nocerino di rendere molto al di sopra delle loro possibilità. Senza quel punto di riferimento davanti, capace di tener palla per ore aspettando i suoi inserimenti, Nocerino si sente perso. Come tutto il Milan, in realtà.

Boateng 5,5
Mezzo punto in più di quello che dovrebbe essere giusto perché ci prova. Come detto forse ha il difetto di provarci anche troppo. Cercare la conclusione con troppa insistenza finisce sempre col danneggiare la squadra.
(Dal 60′ El Shaarawy 6
Dà una piccola scossa alla sua squadra, arrivando anche vicino al goal. La base ci sarebbe, bisognerebbe lavorarci su. Certo non credo abbia la serenità giusta, visto l’ambiente, per svilupparsi al meglio.)

Emanuelson 6
Non finirò mai di dirlo: a me questo ragazzo non piace (oltre a non essere da Milan, anche se presto dovremo rivedere gli standard. Di molto al ribasso…). Oggi però è sicuramente uno dei meno peggio. Volontà e qualche buona trovata. Non basta, comunque.
(Dal 77′ Constant s.v.)

Pazzini 5
Non è nemmeno tutta colpa sua, dato che non è praticamente mai servito a dovere. Però resta assolutamente impalpabile per tutto il match.

Anderlecht

Proto 7
Se l’Anderlecht esce imbattuto da San Siro è anche grazie a lui, che ha da fare in più di una circostanza sui vari Flamini, Emanuelson, Boateng ed El Shaarawy. Nel complesso migliore in campo. E questa è una – pur piccola – buona notizia per il Milan.

Gillet 6,5
Veniva da un goal in nazionale, è sicuramente uno dei giocatori di spicco dell’Anderlecht. Ci si aspetterebbe forse qualcosa di più da lui. Che ha comunque buon gioco contro Antonini.

Wasilewski 6
Difficile dare un voto ai centrali Biancomalva. Perché annullano Pazzini. Ma non danno comunque impressione di costituire una linea difensiva impenetrabile.

Nuytinck 6
Come sopra.

Descacht 6
Chi lo conosce sa che non è terzino di spinta. E il suo lavoro, lì dietro, lo fa bene, senza fronzoli.

Biglia 6,5
Il metronomo Biancomalva gioca un buon match, cercando di dare geometrie e giro palla alla squadra di cui è capitano. Paradossalmente oggi servirebbe anche lui a questo Milan troppo povero di idee.

Kouyaté 5,5
Il paggio di Biglia non mette in mostra grandissime qualità. Nemmeno da medianaccio.
(Al 77′ Juhasz s.v.)

Kljestan 6
L’americano parte bene, per calare alla distanza. Lo conosco da anni ed è un bel giocatorino. Certo inadatto ad altissimi livelli, ma fa sempre piacere rivederlo.

Kanu 5
C’è. Ma non si vede.
(Dall’88’ Yakovenko s.v.)

Bruno 6
Vale per lui un po’ lo stesso discorso fatto anche per Kljestan. Parte bene per calare alla distanza. Come un po’ tutto l’Anderlecht però, che nella ripresa probabilmente capisce di potersi (e forse doversi, per non rischiare troppo) accontentare del pari.
(Dal 77′ Praet s.v.)

Mbokani 6,5
Forse è più un 6+, ma nel complesso Mbokani è bravo a fare reparto da solo. Svaria, protegge palla, fa salire i compagni, dialoga. Bravo.

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