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Archive for the ‘Amichevoli’ Category

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CRONACA

Al terzo minuto è subito Juve: Pasquato riceve palla largo a sinistra, converge verso il centro e scarica dal limite, dove trova però la pronta risposta di Pascarella.
Poco più tardi Krasic riceve nei pressi della linea di fondo e s’incunea in area appoggiando centralmente in direzione di Alessandro Del Piero, che però non riesce a dare forza ad un pallone assolutamente comodo da controllare.

All’ottavo un appoggio troppo molle di Del Piero per Pirlo permette al Cuneo di ripartire sull’asse Ingari-Fantini. Chiellini, però, rientra con grandissima tempestività, chiudendo bene in rimessa laterale gli avversari.
E al nono la Juventus passa: Matri lancia Krasic sulla destra che si libera facilmente del terzino sinistro cuneese per poi pennellare un cross in mezzo su cui piomba lo stesso Matri, che svetta ed insacca con potenza.

Nove minuti più tardi il solito Krasic centra un pallone dalla destra che, stavolta, viene indirizzata verso Pasquato. Stop e calcio verso la porta, praticamente immediato. Bravo però nell’occasione Pascarella a respingere.
Bella, al ventesimo, l’apertura di prima intenzione di Matri, che rincula sulla trequarti per lanciare immediatamente Krasic nello spazio. Altrettanto bravo, però, Ferri a chiudere con tempestività l’ala serba.

Krasic che continua ad essere la prima fonte di gioco Bianconera. Al ventiseiesimo Lichtsteiner lo lancia e lui pennella un ennesimo cross sul primo palo, dove taglia Matri calciando in diagonale di potenza. Bravo però ancora una volta Pascarella a respingere.
E al trentaquattresimo la Juve raddoppia: Pasquato manovra sul limite sinistro dell’area di rigore per poi scaricare all’indietro a Marchisio il cui fendente mancino buca l’estremo difensore avversario.

Al trentanovesimo scatta il tiro al bersaglio: prima Krasic effettua un tiro in controbalzo che si schianta sul palo, poi Del Piero, dal limite, colpisce la traversa. Il tutto nel corso della stessa azione.
Un minuto più tardi è quindi Pirlo a provarci, su punizione. Il suo tiro, teso e a giro, è però respinto dal palo.

Nella ripresa pronti-via e Ruggero, aggregato alla prima squadra da poco, buca subito sulla destra e centra un pallone basso per Vucinic, che però non ci arriva.
Al quinto Motta lancia Vucinic che attacca la profondità, mette giù di petto e calcia ad incrociare, con la palla che si spegne però di poco sul fondo.

Al tredicesimo bell’uno-due tra Vucinic e Toni col montenegrino che ci mette la punta per cercare il secondo palo, che però riesce solo a sfiorare.
Tre minuti più tardi Pirlo scende centralmente ed offre il pallone a Vucinic che mette giù di petto per poi calciare un sinistro potente che buca Negretti per il 3 a 0.

Altri due minuti e Pasquato s’accentra e scarica un destro che, deviato, diventa imparabile per l’estremo difensore avversario.
Al ventiquattresimo bell’iniziativa di Ziegler che serve Vucinic con un no-look alla Ronaldinho. Il montenegrino, ricevuta palla, scarica quindi dentro per Toni, che calcia però contro al portiere.

Al ventinovesimo la Juventus firma la quinta rete: Vucinic parte in contropiede dalla sua trequarti e scavalca la difesa avversaria con un bel lancio morbido di sinistro a mettere in movimento Toni che, entrato in area, riuscirà a bucare, pur rischiando, Negretti.
Quattro minuti più tardi Toni firma la propria doppietta. Juve che manovra bene centralmente sull’asse Vucinic-Pirlo che libera Toni con un tocco morbido. Facile la realizzazione.

Toni scatenato, Cuneo in piena bambola. Così al trentasettesimo la punta di Pavullo nel Frignano firma la propria tripletta, di testa, su assist di Vucinic.
Quattro minuti più tardi Borrettaz cade nella propria area di rigore, effettuando un fallo che si concretizza in massima punizione. Sul dischetto si presenta Ruggero, che calcia benissimo, sotto la traversa, per l’8 a 0 finale.

COMMENTO

Il risultato la dice lunga. Quando vinci 8 a 0 significa che non c’è stata partita. Che questo non può essere considerato un test attendibile.

E così è. Con tutto il rispetto per il Cuneo, Campione d’Italia Dilettanti lo scorso anno, non c’è assolutamente partita.

Interessante, comunque, l’impostazione tattica della squadra, con Conte che sta effettivamente imprimendo la propria impostazione su questa squadra.

Il problema secondo me sarà soprattutto capire se questa squadra riuscira a resistere in fase difensiva. Già nel primo tempo è successo più volte, ad esempio, che Krasic faticava a rientrare a centrocampo con Lichtsteiner che doveva staccarsi per portare pressione e così tutto il resto della difesa a scalare. E non fosse che pure l’ala sinistra era mediamente alta, e quindi non riusciva a scendere per coprire la diagonale del terzino, potrebbe anche andare tutto bene.

Ma, come detto, per verificare queste cose bisogna far passare ancora un po’ di tempo ed affrontare avversari di livello superiore.

Prossimo appuntamento a Salerno il 13 agosto, dove la Juventus affronterà il Betis. E già lì si potranno trarre indicazioni più interessanti.

MVP

Difficile definire un migliore in campo.

E allora diciamo che nella prima frazione i giocatori più in palla sono stati Krasic (una vera e propria spina nel fianco, lì sulla destra) e Matri (che non ha sbagliato un pallone). Con citazione doverosa pure per Marchisio.

Nella ripresa, invece, impossibile non citare Toni, autore di una tripletta.

Buono anche l’impatto di Mirko Vucinic, che però dovrà dimostrare di saper superare i propri problemi di continuità (cosa su cui io non scommetterei dei soldi), così come sicuramente di livello le prestazioni, tra gli altri, di Pirlo e Pasquato, che forse una chance potrebbe meritarsela a Torino (anche se bisogna capire quanto possa incidere in Serie A).

TABELLINO

Juventus vs. Cuneo 8 – 0
Marcatori: 9′ Matri, 34′ Marchisio, 61′ Vucinic, 63′ Pasquato, 74′, 78′, 82′ Toni, 86′ Ruggero.
JUVENTUS (4-2-4): Buffon (1′ st Storari); Lichtsteiner (1′ st Motta), Bonucci (1′ st Barzagli), Chiellini (20′ st Sorensen), De Ceglie (1′ st Ziegler); Marchisio (1’st Marrone), Pirlo; Krasic (1′ st Ruggiero), Del Piero (1′ st Vucinic), Matri (1′ st Toni), Pasquato (20′ st Grygera). A disposizione: Manninger All.: Conte.
CUNEO (4-4-2): Pascarella (1′ st Negretti); Passerò, Sentinelli (41′ st Bono), Ferri (1′ st Garcia Tena), Morabito (1 st Cintoi); Cristini, Longhi (29′ st Borretaz), Lodi (1′ st Gentile), Garavelli; Ingari (29′ st Personé), Fantini (29′ st De Rosa). A disp.: Garrone, Di Quinzio, Valfrè. All.: E. Rossi
Arbitro: Cassarà

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CRONACA

L’Udinese, pur zeppa di seconde linee, è nettamente superiore agli avversari, come prevedibile.
Nonostante questo però nei primissimi minuti il possesso palla dei friulani porta a poco. Qualche sporadica conclusione, sì, ma mai davvero pericolosa e convincente.

Udinese che si rende quindi pericolosa solo al dodicesimo quando Fabbrini batte un angolo dalla destra con Surraco che s’inserisce sul secondo palo per staccare di testa, senza però inquadrare lo specchio di porta.
Il match scorre comunque su ritmi non vertiginosi, con l’Udinese a fare la partita pur senza pungere. Avere il solo Denis là davanti di certo non aiuta, in questo senso.

Nel contempo al ventunesimo Akinsola effettua un colpo di testa ravvicinato con cui per poco non porta in vantaggio i suoi. Bravo nell’occasione Belardi a respingere in tuffo, non altrettanto svelto Benatia a chiudere, sulla ribattuta, l’avversario, che comunque non sarà più in grado di nuocere.
Cadice che non molla e al venticinquesimo ci riprova. Questa volta è Toti a svettare in area, trovando però il solito Belardi ad opporsi.

Udinese comunque piuttosto asfittica e che palesa anche qualche difficoltà di troppo in fase difensiva. La mancanza dei titolari (oltre che dei vari Zapata, Inler e Sanchez, ceduti nel corso dell’ultimo mese) si fa di certo sentire.
Al trentaseiesimo Fabbrini ha una grandissima intuizione e fa filtrare una splendida palla per Denis che però a tu per tu con il portiere avversario si mangia incredibilmente un goal facile facile.

Ad inizio ripresa invece Denis farà una bellissima cosa, creando panico vero nella difesa avversaria. Saltato il portiere, però, si troverà troppo defilato e lo metterà in mezzo, senza che nessuno riesca a raggiungere la sfera.
Udinese che continua quindi il match sulla stessa falsariga della prima frazione. Buon possesso di palla, ma vaga incapacità di colpire. Cadice messo discretamente in campo ma che da comunque sensazione di poter essere bucato senza eccessiva fatica. Eppure…

Incredibile ciò che succede al ventiduesimo. Fabbrini è lanciato in area ma viene anticipato dall’uscita bassa del portiere che, però, non trattiene. Sulla sfera arriva quindi Pasquale che crossa in mezzo dove Denis non riesce a raggiungere il pallone. Che sfila quindi fuori area dove è colpito con forza da Surraco. Che a porta praticamente vuota, però, colpisce il palo.
Al trentaquattresimo torna però a farsi vedere il Cadice con il suo terzino sinistro che, un po’ alla Ian Harte, si rende pericoloso su punizione, riuscendo però solo a sfiorare il palo alla sinistra di Belardi.

  Danilo: parato
  Bakero: goal
  Floro Flores: parato
  Dieguito: parato
  Vydra: goal
  Gongora: goal
  Neuton: parato
  Dioni: goal 
 

COMMENTO

Dopo il tracollo del Palermo, che non riesce a vincere con il Thun e viene eliminato dalla corsa all’Europa League, ecco che l’Udinese, che si sta preparando ai preliminari di Champions, viene piegata da una squadra addirittura di Segunda B.

Si trattava di riserve, è vero. L’ho detto pure in apertura di match. Ma comunque non esiste che una squadra con Fabbrini e Denis, per dirne due, non riesca ad imporsi su di un club che attualmente milita in Serie C.

Le situazioni – di Palermo ed Udinese – sono ovviamente molto differenti. E prima di dare un giudizio relativamente alla squadra di Pozzo va sicuramente aspettato il preliminare, appunto.

Le cose però non sembrano andare per il verso giusto. Sul mercato sono stati ceduti i tre giocatori più forti, reparto per reparto. Escludendo la bandiera Di Natale (che ha già fatto sapere di voler chiudere qui la carriera) sono infatti partiti Zapata, Inler e Sanchez, ovvero sia l’intera spina dorsale di questa squadra.

Non rimpiazzati da giocatori all’altezza (quantomeno non già pronti, poi vedremo nei prossimi anni se si tratta o meno di giocatori capaci di non far rimpiangere i partiti), ecco che il potenziale di questa squadra è diminuito notevolmente.

E l’urna dell’Europa League, per bene che vada, non sarà certo magnanima.

Sulla partita di oggi di per sè c’è poco da dire.

L’Udinese nel complesso gioca meglio, sì, ma palesa limiti in ogni zona del campo. Il migliore dei friulani è forse stato Belardi, in un paio d’occasioni impegnato notevolmente dagli avanti avversari e bravo a farsi trovare pronto.
Ma la difesa, appunto, ha concesso sin troppo ad una squadra di Segunda B.

Il centrocampo giochicchia, ma in queste situazioni dovrebbe prendere il controllo assoluto del campo e dominare l’avversario.

L’attacco è piuttosto asfittico. E se poi Denis si mangia anche certi cioccolatini come quella palla offertagli splendidamente da Fabbrini non ci siamo proprio.

L’Udinese di Champions sarà diversa, ok. Però stasera è mancato qualcosa proprio anche a livello mentale, in grado di far fare il salto di qualità a questa squadra.

Che, ripeto, per quanto diversa dovrà comunque rinunciare ai suoi tre migliori giocatori dell’anno scorso (sempre Di Natale a parte, s’intende)…

MVP

Non può che essere Oinatz Aulestia, che si esalta ai rigori e trascina la sua squadra in finale di quest’edizione del Trofeo Carranza.

TABELLINO

Cadice vs. Udinese 0 – 0
Marcatori: –

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Ieri mi sono recato a Brusson, in Valle d’Aosta, per seguire live l’amichevole tra Reggina e Varese, due squadre che saranno impegnate nel prossimo campionato di Serie B.

Per ovvi motivi mi sono concentrato in special modo sui Biancorossi.

Varese che come è risaputo è al centro di una rivoluzione importante. Agli addii di due colonne come Giuseppe Sannino e Sean Sogliano, probabilmente i veri artefici del miracolo varesino, si sono aggiunti, in questo primo mese di mercato, quelli di tanti giocatori importanti.

Dal portiere, Massimo Zappino, alla punta di sfondamento, Giulio Ebagua, passando per il leader difensivo Emanuele Pesoli, per il forte terzino Eros Pisano, per il centrocampista scuola Juve Alessandro Frara e tanti altri.

Una rivoluzione che quindi partendo dalle fondamenta (allenatore e D.S.) si è ripercossa anche sul campo da gioco.

L’aria di contestazione che si inizia a respirare dalle parti del Franco Ossola (dove ieri sono stati esposti striscioni in tal senso) si fa sempre più densa ed il mercato ad oggi non ha ancora riservato veri e propri colpi.

Il D.G. Enzo Montemurro, comunque, prima della partita ha parlato per rassicurare i tifosi. Lo stesso è stato fatto dal D.S. Mauro Milanese, che al termine del match ha assicurato che arriveranno dei rinforzi importanti per la categoria, in nome di quella permanenza in B che per qualcuno inizia già a sembrare un miraggio.

Il mercato, in effetti, chiuderà solo tra un mese, ed è ancora molto presto per tirare le prime somme. E’ comunque anche capibile la preoccupazione di quei supporter che hanno dovuto attendere venticinque anni (quindi in alcuni casi anche tutta la loro vita o quasi) per vedere il Varese in B e che oggi si vedono partire tutti i cardini di quel gruppo fantastico che ha sfiorato l’approdo in A solo qualche mese fa.

I nomi che circolano sono diversi ed è ancora difficile capire dove si orienterà davvero la dirigenza.

Ecco, comunque, quali sono i giocatori che secondo le voci di corridoio sono fortemente indiziati a vestire la maglia del Varese.

Partiamo dalla porta, quindi, dove negli ultimi tempi si era fatta l’ipotesi Rubinho, col portiere brasiliano che avrebbe però rifiutato di trasferirsi sui sette laghi.
L’alternativa più probabile oggi sembra quindi un possibile ritorno di fiamma per Salvatore Pinna, estremo difensore che ha passato l’ultimo biennio al Pescara che Milanese conosce bene, avendoci disputato una stagione in C1 a Salerno (culminata con la promozione in B).

Pinna che garantirebbe un grande apporto di esperienza dall’alto dei suoi trentacinque anni. Per quanto, è pur vero, ha comunque disputato due soli campionati in cadetteria, avendo passato la maggior parte della propria carriera in C1.

La difesa è invece il reparto che ad oggi necessita di più modifiche.

L’unico inserimento nell’undici titolare, in questo senso, è stato fatto con l’acquisizione di Fabrizio Cacciatore, terzino destro ex Sampdoria che ha disputato l’ultima metà stagione a Siena, senza però vedere molto il campo.

Cacciatore che giunge a Varese proprio per rilanciarsi. Aspetto importante per una squadra che ha fatto proprio della “fame” il suo punto di forza, in questi ultimi anni.
Certo non far rimapingere un idolo come Eros Pisano non sarà comunque affatto facile, per lui.

Altro giocatore già sbarcato a Varese ma ancora tutto da verificare è Fabrizio Grillo, ex CSKA Sofia.
Terzino sinistro scuola Roma, Grillo viene da un periodo di stop dovuto a malanni fisici che possono averne minato la solidità. Andrà quindi capito se il ragazzo garantirà una resa di livello ed una continuità di rendimento all’altezza.

Se sulle fasce il Varese potrebbe essere a posto il problema sorge nel mezzo, laddove Pesoli e Dos Santos non sono ancora stati rimpiazzati.

I nomi che si fanno in tal senso sono quelli di Loria e Terlizzi, due giocatori esperti che in B potrebbero fare sicuramente bene.
Tutto da capire se anche loro sbarcherebbero – eventualmente – a Varese con quella fame che ha saputo spingere questa squadra a traguardi fino a poco prima impensabili.

Per il centrocampo l’unica certezza, ad oggi, è il solito indomabile Corti, ad oggi forse il vero leader di questa squadra.

Per rinforzare la mediana, dove sono già comunque stati inseriti Loris Damonte (proveniente dall’Alessandria) e Filipe Gomes (nell’ultima stagione a Como), si starebbe pensando ad Ahmed Barusso, mastino di centrocampo che radiomercato da in fase di svincolo da Roma.

Tutta da valutare, invece, la situazione per ciò che riguarda il reparto offensivo, indubbiamente il più coperto.

Ma veniamo al match di ieri, che ha visto i ragazzi di Benito Carbone opposti alla Reggina di Breda.

Mister Carbone che ha schierato i suoi ragazzi con quel 4-2-3-1 che pur non essendo il suo modulo preferito è, secondo il suo pensiero, quello che può far esprimere meglio l’attuale rosa a sua disposizione.

L’undici titolare ha visto Moreau in porta, Cacciatore ed Armenise terzini schierati al fianco della coppia centrale Figliomeni-Camisa.
Damonte e Corti i due interni di centrocampo, con Nadarevic (a destra), Neto (centrale) e Cazzola (a sinistra) schierati sulla trequarti, alle spalle dell’unica punta Eusepi.

E proprio questa squadra ha dato buone indicazioni, avendo disputato un primo tempo su buonissimi livelli, specialmente in quanto a fase offensiva.

Gara tutto sommato abbastanza equilibrata, col Varese che mette in campo però un gioco un tantino migliore.

Biancorossi che passano dopo tre soli minuti di gioco quando Cazzola parte con un contropiede devastante servendo poi Nadarevic, spostatosi a sinistra per sovrapporsi al compagno. Palla rasente il suo verso il centro, zampata dell’accorrente Neto e 1 a 0 Varese.

Pochi minuti più tardi però il buon Neto Pereira, affetto da problemi di stomaco, deve lasciare il campo a De Luca, che va a posizionarsi nella per lui insolita posizione di trequartista.

Varese che continua comunque la sua partita in maniera piuttosto autoritaria, fino a trovare il raddoppio con Eusepi che poco dopo la mezz’ora sfrutta una respinta corta di Puggioni.

Ad inizio ripresa ci pensa quindi Viola a trasformare un rigore (che non mi sembrava esserci) per riportare sotto la Reggina, che si fa però bucare nuovamente, questa volta da De Luca, a metà del secondo tempo.

I tanti cambi avvenuti nel corso della ripresa hanno ovviamente rivoluzionato entrambe le compagini, così che il gioco ne ha un po’ risentito.

Venendo ai singoli: buona prova di Moreau, nulla da segnalare per quanto riguarda Milan, che ha disputato solo una ventina di minuti di gioco.

Per ciò che concerne la difesa invece qualche sbavatura sia nel primo che nel secondo tempo. Indubbiamente mister Carbone, forse anche con l’aiuto del mercato, dovrà lavorare per aggiustare un po’ le cose.

Nel complesso comunque discrete le prove di tutti, in particolare di capitan Camisa che ha mostrato buona sicurezza nell’arco dei novanta minuti (unico dei suoi a non essere stato sostituito).

Rimandato invece Grillo, che entrato ad inizio ripresa al posto di Armenise ha mostrato un valido senso della posizione ma anche una condizione ancora abbastanza scadente. Come detto andrà aspettato e valutato nel tempo.

Ultima nota per ciò che riguarda Dikaba: il terzino destro colored a disposizione di Carbone ha messo in mostra un grandissimo atletismo ma una tecnica rivedibile.

A centrocampo molto bene, come sempre, Corti.
Non mi ha invece impressionato Damonte, che mi è sembrato un po’ troppo timido nel giocare il pallone. Forse però vista la struttura fisica dev’essere ancora abbastanza appesantito dalla preparazione, quindi per un giudizio più completo e definitivo bisognerà aspettare qualche altra settimana.

Nulla da segnalare, invece, per quanto riguarda i sostituti. Wagner e Gambadori hanno fatto il loro, senza particolare infamia né lode.
Quest’ultimo, comunque, sembra poter essere in procinto di partire. Ed è un giocatore che sicuramente potrebbe fare la fortuna di diverse squadre della Lega Pro.

Veniamo alla trequarti.
Neto ha giocato pochissimo, ma è subito riuscito a mettere il proprio sigillo. Sarà indubbiamente uno dei cardini del Varese targato Carbone, i tifosi preghino che possa stare al meglio possibile.

Cazzola inizia benissimo poi un po’ tende a nascondersi. Nadarevic invece tra i più positivi. Discreta qualità e soprattutto tanta quantità per un giocatore pescato in Serie D che però dimosterà sicuramente di non demeritare nemmeno in B.

De Luca bel goal e tanto movimento, ma non mi sembra quella la zona del campo dove possa rendere al meglio. Tripoli due belle sgroppate in fascia e poco altro, Scialpi gioca poco più di dieci minuti e si fa notare solo per una bella punizione parata però senza eccessivo affanno da Kovaksic.

Il tutto ricordando che non hanno giocato Zecchin e Carrozza, in non perfette condizioni fisiche. Due giocatori che, al meglio della loro condizione, potranno tornare sicuramente molto utili al mister (a conferma di come la forza di questa squadra oggi sia proprio dalla cintola in su).

E finiamo con l’attacco. Dove ha dato buonissima mostra di sè quell’Eusepi che se confermerà quanto fatto ieri potrebbe essere la vera rivelazione di questa nuova annata Biancorossa.
Nulla da segnalare, invece, per quanto riguarda Cellini.

La squadra nel complesso sta lavorando bene. E questo non lo dice il sottoscritto ma lo staff tecnico stesso, che ho avuto modo di sentire ieri sia all’inizio che al termine del match.

Parlare di salvezza impossibile al 28 di luglio, quindi, è un po’ eccessivo.

Penso che ai tifosi non resti che aspettare e vedere cos’altro riserverà questo mercato. Dopo tante “brutte sorprese” chissà che non arrivi anche qualche nota positiva, per loro.

Per chi è interessato, intanto, ecco il tabellino del match preso da Varesenews:

Reggina – Varese 1-3 (0-2) 
Marcatori: Neto Pereira (V) al 3’ pt, Eusepi (V) al 34’ pt; Viola (R) su rig. al 4’ st 
Reggina (4-3-3): Puggioni (Kovaksic dal 23’ st); Colombo (Adejo dal 23’ st), Cosenza, Giosa, Rizzato; De Rose (Bombagi dal 23’ st), N. Viola (Tedesco dal 23’ st), Barillà (Castiglia dal 23’ st); Ceravolo (Lousada dal 23’ st), Bonazzoli (Sy dal 6’ st), Campagnacci (A. Viola dal 23’ st). All. Breda.
Varese (4-2-3-1): Moreau (Milan dal 26’ st); Cacciatore (Dikaba dal 1’st), Camisa, Figliomeni (Carrieri dal 23’ st), Armenise (Grillo dal 1’ st); Corti (Wagner dal 21’ st), Damonte (Gambadori dal 15’ st); Nadarevic (Scialpi dal 33’ st), Neto Pereira (De Luca dall’11’ pt), Cazzola (Tripoli dall’8’ st); Eusepi (Cellini dal 1’ st). All. Carbone.
Arbitro: Lanza di Nichelino.
Note: giornata fredda e nuovolosa, terreno in buone condizioni. Nessun ammonito. Angoli: 5-3 per il Varese.

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CRONACA

Milan che sembra subito in affanno: Robben fugge sulla destra e serve centralmente a Gomez, che è però troppo lento a girarsi su sè stesso per calciare a rete e finisce col farsi stoppare la conclusione dal sempre attento Nesta.

Al quarto, però, passa. Ribaltamento di fronte, verticalizzazione per Ibrahimovic, fuga alle spalle della difesa e tocco preciso sul secondo palo a freddare Neuer. 1 a 0.

I padroni di casa però non ci stanno e dopo tre soli minuti di gioco si portano vicino al pareggio. Gomez ruba palla a Nesta (che praticamente gli leva i pantaloncini aggrappandosi ad essi) e serve poi Muller, la cui conclusione defilata è però salvata in corner da Abbiati.
Ibrahimovic che pare già in super forma. Al dodicesimo la punta svedese inventa un grande assist per Cassano che però, giunto a tu per tu con Neuer, calcerà contro il portiere avversario.

Arrivati al quarto d’ora è Kroos a provarci. Il destro a giro esploso dal talentino teutonico su una punizione al limite si spegne però di poco sopra la traversa, con Abbiati immobile che non sarebbe mai riuscito a raggiungere la sfera.
Ibrahimovic comunque scatenato che al diciottesimo metterà a fuoco e fiamme la difesa avversaria, senza comunque riuscire né a servire un assist al bacio né a centrare la porta.

Partita vivace e piena d’occasioni. Al ventunesimo Rafinha liberato sul vertice destro dell’area di rigore che scarica un bel destro ad incrociare sul secondo palo, riuscendo però solo a sfiorare il palo.
Al ventiquattresimo Gomez riceve palla poco oltre la trequarti, salta secco Nesta, lo distacca in velocità e dopo essere entrato in area dribbla bene pure il rientrante Taiwo, per poi calciare però alle stelle.

Nella seconda metà della ripresa è proprio il Bayern ad uscire. Così al trentaquattresimo arriva il pareggio. Kroos riceve palla al centralmente giusto al limite dell’area. Van Bommel e Gattuso tardano a chiuderlo quel tanto che basta affinché Toni possa prendere la mira e sparare una rasoiata mancina sul palo alla sinistra di Abbiati, che si distende inutilmente. 1 a 1.

Kroos che ci riprova cinque minuti più tardi. Il suo tiro da fuori, però, questa volta non impensierisce Abbiati, che blocca in due tempi.
Bayern sempre più assoluto padrone del campo. Così Rafinha scambia al limite con un compagno per esplodere poi un bellissimo destro diretto a fil di palo, con Abbiati che però si distende riuscendo a deviare sulla traversa.

In chiusura Muller viene a trovarsi a tu per tu con Abbiati, ma la sua conclusione in scivolata è respinta dal sempre attento portiere Rossonero.

In apertura di ripresa Bayern ancora arrembante. Robben prende palla sulla destra e, com’è solito fare, converge al centro, per poi calciare da fuori. Bravo però, ancora una volta, Christian Abbiati.
Al cinquantaquattresimo Gomez converge in area da sinistra e serve per l’arrembante Muller, che è però anticipato di un soffio dal ritorno di Nesta.

Sugli sviluppi della rimessa laterale che ne segue gran tiro di Lahm dalla distanza, super-risposta di Abbiati in tuffo.
Nemmeno il tempo di rifiatare che il solito Robben converge da destra per, questa volta, alzare il pallone nel mezzo dell’area di rigore, dove non viene però incornata da nessun compagno.

Bella invece l’azione di Mattia Valoti, entrato da poco, che al sessantanovesimo entra in area dalla sinistra senza che nessuno riesca a fermarlo per poi scaricare all’indietro, senza però trovare nessun compagno.
A dieci dal termine splendida la conclusione di Luis Gustavo, che calcia a giro da fuori cercando il palo alla destra di un Abbiati questa volta immobile, senza però riuscire a centrare il bersaglio.

La ripresa è comunque piuttosto scevra d’emozioni. Così che la partita si trascina ai rigori.
Dove, come potete vedere nello schemino qui sotto, è il Bayern ad imporsi, grazie all’errore di Paloschi.

Alaba: goal
  Robinho: goal
  Gomez: goal
  Oddo: goal
  Muller: goal
  Thiago Silva: goal
  Kroos: goal
  Paloschi: alto
  Schweinsteiger: goal

COMMENTO

Il Milan parte alla grande, in particolar modo con un Ibrahimovic che pare essere in condizione tracimante.

La cosa, però, dura poco. Ma del resto è assolutamente legittimo.

Il Bayern è alla settima amichevole, il Milan alla seconda. Ma potremmo dire alla prima, se consideriamo il fatto che quella con la Solbiatese, con tutto il rispetto, fa davvero poco testo.

Difficile quindi poter valutare seriamente questo match, un po’ da entrambe le parti.

Qualcosa va detto, comunque.

E allora… sensazioni sparse…

Il Bayern deve sistemare la difesa. Le fasce sembrano a posto (buona la prova di Rafinha, per altro). In mezzo invece qualcosa sarebbe da fare. Il fratello del Boateng Rossonero dovrebbe fare proprio il centrale, anche se oggi, nella ripresa, è stato inserito sulla destra. Lui, tornasse ai livelli del Mondiale, sarebbe già un discreto innesto. Lì di fianco, però, gli andrebbe piazzato un centrale di grande potenzialità.

Van Buyten non è mai stato un fenomeno e inizia ad avere i suoi anni, Badstuber pare essere piuttosto sopravvalutato.

Ecco allora che qualcosa, là dietro, Rumenigge dovrebbe fare. Magari evitando frecciatine evitabili alle nostre compagini.

Dalla cintola in su, invece, il Bayern sembra davvero una bella squadra.

Robben è sempre devastante, quando parte palla al piede. Kroos un talento notevole, Schweinsteiger uno dei migliori centrocampisti centrali del mondo, Muller un talento sempre interessante. In più Gomez nell’ultimo anno è cresciuto parecchio, e va tenuto sott’occhio.

Difficile invece, dicevamo, giudicare il Milan.

Benissimo Ibrahimovic ad inizio partita, maiuscolo Abbiati, assolutamente MVP del match (senza di lui non si sarebbe arrivati ai rigori, poco da dire).

Per il resto malino, tra gli altri, Nesta, un po’ in affanno, Gattuso e Cassano, nel complesso, forse, indietro di condizione.

Discreto, invece, Taiwo, specie nel primo tempo. Avere a che fare con un certo Robben non è mai facile, ma lui in diverse occasioni ha salvato il salvabile. Certo, pensare l’avrebbe potuto fermare sempre era piuttosto utopistico…

TABELLINO

Milan vs. Bayern Monaco 1 – 1 (4 – 6 d.c.r.)
Marcatori: 4′ Ibrahimovic, 34′ Kroos
Bayern Monaco (4-2-3-1): Neuer; Rafinha (25’st Boateng), Van Buyten, Badstuber, Lahm; Schweinsteiger, Tymoschchuk (20’st Gustavo); Robben (20’st Alaba), Mueller, Kroos; Gomez. All.: Heynckes.
Milan (4-3-1-2): Abbiati; Abate (15’st Antonini), Nesta (15’st Thiago Silva), Bonera, Taiwo (85′ Oddo); Gattuso (1’st Ambrosini), Van Bommel, Emanuelson; Boateng (15’st Valoti); Ibrahimovic (1’st Paloschi), Cassano (15’st Robinho). All.: Allegri.
Arbitro: Breuch (Ger)

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