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Archive for the ‘Mondiale Nigeria '09’ Category

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I padroni di casa nigeriani scendono in campo per bissare il successo Mondiale under 17 ottenuto nell’edizione precedente quando Chrisantus trascinò coi suoi goal le giovani Super Aquile all’imposizione finale. Per farlo, quindi, coach Obu si affida alle invenzioni di Envoh, Okoro, Ajagun ed Emmanuel, tutti giocatori dotati tecnicamente ed in possesso di velocità e scatto bruciante grazie al quale sono capaci di farsi spesso valere nell’1 contro 1.

Un allenamento dei giovani svizzeri agli ordine del proprio coach, Dany Ryser

Gli svizzeri, invece, scendono in campo poggiando tutte le proprie speranze sul duo d’attacco Ben Khalifa – Seferovic oltre che sulla propria classica solidità difensiva frutto di un collettivo molto ben amalgamato.

CRONACA
I padroni di casa iniziano subito fortissimo e nei primi dieci minuti mettono sotto gli elvetici: dopo tre soli minuti capitan Veseli è infatti subito decisivo nel respingere sulla linea di porta una conclusione di Ajagun che arrivando a rimorchio al limite dell’area calcia di prima intenzione un pallone scaricatogli da Egbedi.
Subito dopo è invece Okoro a rendersi pericoloso con una doppia conclusione insidiosa chiusa entrambe le volte da Siegrist, decisivo poi anche sugli sviluppi dell’angolo scaturito da lì con una bella parata su Oliha.
Un paio di minuti più tardi è quindi ancora il portiere elvetico a mettersi in mostra quando effettua un’ottima uscita bassa andando a chiudere su Emmanuel, che lo colpisce fortuitamente ad una tempia con la tibia. Dopo un primo momento di stordimento, comunque, il portiere elvetico riprenderà il suo posto tra i pali della porta della formazione rossocrociata.

Al decimo arriva quindi un break svizzero: incursione veloce di Kamber che dopo aver seminato in velocità un paio di avversari conclude incrociando sul secondo palo con Paul che para a fatica in due tempi un tiro tutt’altro che irresistibile. Per sua fortuna, comunque, sul primo intervento piuttosto approssimativo non arriva il tap in di nessun giocatore elvetico, con il portiere delle Super Aquile che può quindi perfezionare poi l’intervento abbrancandoil pallone saldamente tra le sue braccia.

Intorno al quarto d’ora torna quindi a farsi vedere la Nigeria che dopo la sfuriata iniziale rallenta sensibilmente un ritmo che sarebbe stato impossibile mantenere a lungo. Questa volta è Omeruo a farsi vedere andando a colpire di testa sugli sviluppi di un corner con il pallone che finisce però a lato.

Alla mezz’ora gli svizzeri costruiscono la seconda azione degna di nota della prima frazione di gioco: un’azione ben manovrata porta Ben Khalifa a scaricare per l’accorrente Xhaka che calciando di prima intenzione trova però il corpo di Omeruo, che sventa quindi, pur in maniera piuttosto fortuita, una palla goal.

Gli ultimi dieci minuti del primo tempo sono quindi quasi tutti di marca nigeriana: prima Oliha, terzino destro della formazione di casa, crossa bene per Okoro che è però anticipato di un soffio da Chappuis, bravissimo a togliere dalla testa della punta nigeriana un pallone che Stanley avrebbe colpito a botta sicura. Poi lo stesso Okoro fa una grandissima incursione veloce in area palla al piede ma dopo aver seminato un paio di avversari viene fermato dal rientrante Martignoni che intervenendo dal dietro dimostra tutta la sua bravura nel tackle e gli porta via il pallone con una grande scivolata.

Giusto poco prima dello scadere, quindi, gli svizzeri squillano per la terza volta: il solito Kamber fugge a sinistra e centra un pallone su cui non interviene nessuno; arriva quindi dalla destra il controcross di Xhaka sul quale Seferovic non è però lesto ad intervenire, lisciando la palla al limite dell’area piccola.

L’inizio della ripresa marca un’inversione di tendenza rispetto alla prima frazione di gioco: sino più o meno alla metà del secondo tempo, infatti, è la Svizzera a prendere il pallino del gioco, prendendo l’iniziativa più di quanto non facciano gli avversari.

La prima occasione degna di nota l’ha Seferovic che, imbeccato da Ben Khalifa, protegge benissimo palla al limite dell’area liberandosi magistralmente (dimostrando di avere un’ottima capacità di utilizzare il proprio corpo e la propria forza fisica) del diretto marcatore per esplodere poi un buon sinistro che si spegnerà però al lato del palo.

Un paio di minuti più tardi ci proverà quindi Okoro dalla distanza, ma troverà un sempre attentissimo Siegrist a rispondergli coi pugni.

Gli svizzeri, quindi, accelereranno al 60′, colpendo i padroni di casa. Prima si renderà pericoloso Ben Khalifa, piuttosto sottotono rispetto ai suoi standard, che andrà a mettere a lato di testa sugli sviluppi di uno schema piuttosto intricato su calcio di punizione. Poi sarà Seferovic a colpire, sempre di testa, questa volta sugli sviluppi di un calcio d’angolo. 1 a 0, Nigeria costretta ad inseguire.

Super Aquile che però per dieci minuti buoni dimostrano di accusare molto lo svantaggio a livello psicologico, non riuscire a rialzare la testa. Tanto che al 72′ Chappuis colpisce di testa da buona posizione sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Buff ma spreca malamente l’occasione di chiudere il match mettendo a lato.

A questo punto, quindi, i nigeriani si ridestano dal torpore e cominciano a creare occasioni su occasioni.

Emmanuel calcia dal limite sugli sviluppi di un’azione personale ma mette a lato. Poi Otubajo, appena entrato, colpisce la traversa di testa arrivando poi anche sulla ribattuta ma commettendo fallo su Siegrist (il pallone varcherà la linea di porta ma l’arbitro annullerà per chiara carica sul portiere elvetico). Sarà quindi la volta di Azez: prima in veste di assistman, quando libera Kayode che viene però chiuso da Chappuis in angolo, poi andando direttamente lui a concludere dal limite, non inquadrando però lo specchio.

Il forcing finale nigeriano si rivelerà comunque inutile: prima del triplice fischio finale ci proveranno anche Aliyu, con un tiro dalla distanza facilmente disinnescato dall’ottimo Siegrist, poi Ajagun, con una punizione dal limite deviata in angolo dalla barriera.
Nessuno dei tentativi delle Super Aquile andrà a buon fine.

Proprio allo scadere, anzi, i nigeriani rischieranno anche grosso: giusto al 90′ Ben Khalifa avrà sul destro il goal del 2 a 0 ma fallirà un’occasione clamorosa facendosi disinnescare una conclusione a botta sicura da Paul, bravo a parare con una sola mano la cannonata sparata dal fantasista in forza al Grassopher.

IL COMMENTO
Nigeria e Svizzera mettono in scena uno spettacolo piuttosto godibile in cui sono comunque i singoli a prevalere sul collettivo.
Questo in special modo tra le Super Aquile in cui l’organizzazione tattica lascia piuttosto a desiderare ed in cui il gioco vive delle fiammate dei giocatori più talentuosi. Come detto in sede di presentazione i nigeriani sono una squadra dotata di individualità capaci di fulminare il proprio avversario diretto con dribbling secchi e, soprattutto, scatti repentini. Cosa questa fatta valere lungo il corso di tutto il match e che ha messo in non poca difficoltà la retroguardia svizzera guidata più che da capitan Veseli, un po’ in ombra tanto da essere sostiuito anche prima del termine del match, da un grandissimo Chappuis, autore di diversi interventi maiuscoli e decisivi.

La facilità con cui i nigeriani riuscivano ad arrivare agli ultimi 20 metri è stata comunque disarmante. Nonostante le buone prestazioni di Pajtim Kasami, schermo difensivo, di Chappuis, di Rodriguez e di un po’ tutta la compagine elvetica, infatti, gli svizzeri hanno sofferto moltissimo le numerose azioni personali delle Super Aquile.
Nigeria che però, dal canto suo, ha dimostrato un grandissimo limite: quello dell’assenza di uno stoccatore.

Se due anni fa, infatti, era stata proprio la presenza di un grande centravanti ad essere determinante per la vittoria del Mondiale questa volta è stata proprio l’assenza di un uomo goal dal fiuto innato il limite principale della squadra guidata da John Obu, che vede quindi sfumare in finale il sogno di mantenere lo scettro di Campione Mondiale under 17 per altri due anni.

TABELLINO
Nigeria – Svizzera 0 – 1
Reti: 63′ Seferovic
Nigeria: Paul; Oliha, Chukwudi, Omeruo, Aliyu; Egbedi (70′ Kayode), Azeez, Okoro, Envoh; Emmanuel (76′ Otubanjo), Ajagun. A disposizione: Izuchukwu, Onazi, Agwuocha, Mgbam, Obinna Okoro, Joel. Allenatore: John Obu.
Svizzera: Siegrist; Martignoni (67′ Goncalves), Chappuis, Veseli (78′ Hajrovic), Rodrigues; Xhaka (92′ Nimeley), Kasami, Buff, Kamber; Ben Khalifa, Seferovic. A disposizione: Spiegel, Kiassumbua, Buess, Nakic, Vecchi, Tosetti, Mijatovic. Allenatore: Dany Ryser.
Ammoniti:

AWARDS
Sono stati quindi assegnati i vari premi che ad ogni competizione si danno ai giocatori più rappresentativi dell’edizione appena svolta.
Andiamo quindi a vedere chi sono stati i giocatori premiati al termine del Mondiale Nigeria 2009.
Golden Ball:
1) Sani Emmanuel (Nigeria)
2) Nassim Ben Khalifa (Svizzera)
3) Ramon Azeez (Nigeria)
Nigeriani che la fanno da padrone, quindi, nell’assegnazione del premio come miglior giocatore del torneo prendendosi il primo ed il terzo posto con Emmanuel ed Azeez.
Solo secondo, forse un po’ a sorpresa anche in considerazione del fatto che sono stati i suoi a laurearsi campioni del mondo, Ben Khalifa, grande protagonista del torneo. Forse il fatto che abbia giocato in maniera piuttosto sotto tono la finale ha portato i giurati a decidere in favore di Emmanuel.

Golden Shoe:
1) Borja (Spagna)
2) Sani Emmanuel (Nigeria)
3) Sebastian Gallegos (Uruguay)
In realtà il premio sarebbe da assegnare a tutti e tre a parimerito in quanto che sono stati tutti e tre capaci di siglare 5 reti nel corso del loro Mondiale.

Golden Glove:
Benjamin Siegrist (Svizzera)

Benjamin Siegrist, votato miglior portiere del Mondiale under 17 Nigeria 2009

E’ quindi il portiere svizzero ad aggiudicarsi, più che meritatamente, il premio come miglior portiere del torneo. Sicuramente il suo futuro visto oggi è molto roseo. I giocatori interessanti messi in mostra dagli elvetici sono numerosi, lui è tra quelli che meglio potrebbero fare in carriera, anche ad alti livelli.

FIFA Fair play award:
Nigeria

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Sono state giocate nella giornata di ieri le due semifinali del Mondiale under 17 che si sta disputando in Nigeria.

A disputare la stessa saranno proprio i padroni di casa nonché campioni in carica (capaci di battere 3 a 1 la Spagna) con i carnefici degli Azzurrini, quegli svizzeri che dopo la vittoria non meritatissima contro i nostri ragazzi si rifanno in semifinale distruggendo 4 a 0 i colombiani.

Gli elvetici ritrovano Seferovic e si liberano agilmente della pratica Cafeteros: il primo tempo si chiude sul 2 a 0 per loro. Dopo meno di un quarto d’ora è infatti il solito Ben Khalifa a sbloccare il risultato su rigore guadagnato da lui stesso.

Ad una decina di minuti dal termine della prima frazione, poi, è proprio Haris Seferovic, centravanti di peso in forza al Grassopher, a raddoppiare dopo aver scambiato benissimo sulla trequarti con il proprio compagno di nazionale e club, Nassim Ben Khalifa, per poi freddare dal limite con un mancino preciso Cristian Bonilla.

Cinque soli minuti dopo l’inizio della ripresa, poi, ci pensa Martignoni a chiudere definitivamente ogni discorso: imbeccato da Goncalves in area lascia partire un destro imprendibile con cui sigilla il 3 a 0.

Una ventina di minuti più tardi sarà invece Ricardo Rodriguez ad apporre il proprio nome sul taccuino dell’arbitro con un tap in sottomisura che chiuderà del tutto i giochi.

Nassim Ben Khalifa

Nell’altro match di semifinale, invece, i padroni di casa si portano in vantaggio alla mezz’ora con Stanley Okoro che prende d’infilata la retroguardia delle Furie Rosse con la sua velocità per poi bucare Edgar con un tocco preciso figlio di tutto il suo sangue freddo.

Nel secondo tempo, poi, le Super Aquile chiudono la partita nel giro di dieci minuti: al sessantunesimo Oliha batte una rimessa laterale lunga che arriva dritta nel cuore dell’area spagnola, creando scompiglio. I difensori, impanicati, non riesco a liberare, favorendo così l’intervento di Sani Emmanuel che con tutta la cattiveria che ha in corpo colpisce in maniera potente il pallone e lo infila alle spalle del portiere avversario.

Al settantunesimo, quindi, lo stesso Emmanuel chiude i giochi infilando magistralmente la retroguardia spagnola e andando ad addomesticare in area un lancio proveniente da centrocampo, per freddare poi Edgar.

A pochi minuti dal termine, quindi, arriva il goal della bandiera per la Spagna: a firmarlo è Borja che dopo aver ricevuto palla spalle alla porta al limite dell’area si gira come solo le grandi punte sanno fare ed infila Paul.

Domenica, quindi, verranno giocate le due finali: alle 16 quella per il terzo posto tra i Cafeteros e le Furie rosse, alle 19 quella che varrà il primo posto e che sarà disputata tra i nigeriani padroni di casa e la Svizzera, grande sorpresa del torneo.

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De Vitis, qui contro Gotze nel corso dell'Europeo under 17, ha saltato il quarto di finale per squalifica

PRESENTAZIONE
Gli svizzeri si affidano alla solidità del proprio reparto arretrato guidato da Frederic Veseli, alle scorribande in fascia di Janick Kamber ed al talento inventivo e realizzativo di Nassim Ben Khalifa.
Coach Salerno invece ritrova Perin in porta e sostituisce gli squalificati Mannini e De Vitis con Benedetti e Scialpi.
La tensione è alta: ci si gioca l’accesso alle semifinali.

CRONACA
La partita inizia con un’Italia subito molto determinata che dimostra di essersi scrollata di dosso le ruggini di inizio torneo, quando i meccanismi non erano ancora ben oliati, e che prende il pallino del gioco.

Proprio quando sembra che siano gli italiani a controllare la partita arriva una doccia ghiacciata: gli svizzeri gestiscono bene palla a centrocampo e s’infilano sul lato destro della nostra difesa dove trovano Natalino fuori posizione. Il cross in mezzo per Ben Khalifa è perfetto, la deviazione sotto misura del fantasista scuola Grassopher anche: Perin è freddato, svizzera in vantaggio.

Lo svantaggio non ferma comunque i nostri ragazzi che dopo due soli minuti di gioco hanno un’occasione interessante quando il pallone, sugli sviluppi di una punizione battuta da capitan Sini, rimpalla e termina tra i piedi di Carraro, che cerca la porta. Il fantasista Viola trova però l’ottimo Siegrist, sicuro in questo come in tanti altri casi. Subito dopo va quindi Scialpi a battere una punizione sul lato esterno dell’area e lo fa appoggiando palla al limite dell’area dove arriva di gran carriera Crisetig che colpendo di prima intenzione non riesce a trovare la coordinazione migliore e spedisce alle stelle.

Passa qualche minuto e i nostri hanno la possibilità di battere un’ennesima punizione dal limite: questa volta la posizione, centrale rispetto alle due occasioni precedenti, suggerisce di calciare direttamente in porta. Carraro, uno dei migliori della nostra spedizione nel corso di tutto il Mondiale, batte quindi una punizione pressoché perfetta, sulla quale Siegrist non può nulla: è il pareggio.

Dopo aver riequilibrato il match gli italiani non si fermano: Crisetig prova quindi a creare pericolo alla retroguardia avversaria in un paio di occasioni nel giro di una manciata di minuti. Prima porta palla centralmente facendola poi filtrare per Beretta, che è però anticipato dall’uscita del portiere. Poi la scodella in area per lo stesso attaccante Rossonero, che viene questa volta stoppato da un difensore al momento della conclusione.

Poco prima della fine della prima frazione, invece, sono gli svizzeri, praticamente comparse in campo, a rendersi pericolosi: Kamber porta caparbiamente palla sulla destra e dopo essere finito a terra continua a giocare il pallone vincendo un paio di rimpalli. Con uno di questi libera in maniera molto fortunosa Ban Khalifa che tenuto in gioco da un distratto Natalino si trova a tu per tu con Perin per la più ghiotta delle occasioni: in questo caso, però, il suo sangue freddo viene meno ed il suo tiro non trova la porta, spegnendosi oltre il palo.

L’inizio della ripresa è ancora una volta di chiara matrice Azzurra: Iemmello e Beretta dialogano al limite dell’area e liberano l’accorrente Fossati che dopo aver scambiato ancora con la punta Rossonera calcia bene, battendo Siegrist. Proprio quando stava entrando in porta, però, il suo pallone è ricacciato lontano da un difensore svizzero, che salva un goal già fatto. I nostri comunque non si demoralizzano e giusto il tempo di riconquistare il pallone e centrano un pallone ghiottissimo su cui, però, Beretta si fa anticipare da capitan Veseli. Un paio di minuti e lo stesso Beretta scarica al limite per Fossati che calcia potente ma trova la risposta del sempre ottimo Siegrist; la palla finisce quindi a Carraro che ha buona parte dello specchio libero. Il fantasista Viola, però, affretta troppo la conclusione e spedisce la palla a lato, mangiandosi un’occasione davvero prelibata.

A quel punto, quindi, la Svizzera prova a ridestarsi: Martignoni crossa da destra e trova Ben Khalifa, marcato approssimativamente dalla nostra retroguardia. Il fantasista svizzero incorna bene di testa, non riuscendo però a battere Perin. Subito dopo Buff filtra bene per lo stesso Ben Khalifa che s’infila tra i due centrali e salta Perin, calciando a porta vuota. Benedetti, però, ha seguito l’azione e riesce ad intervenire in scivolata, mettendo in angolo. Pericolo scampato, ma è un fuoco di paglia: sugli sviluppi dell’angolo, infatti, arriverà il goal del 2 a 1 firmato da Buff.

Ancora una volta, comunque, sembra che i nostri non accusino minimamente lo svantaggio: ripartiti da centrocampo, infatti, riusciamo a penetrare in area elvetica con Beretta che è steso da Veseli. L’arbitro non ha dubbi, rigore ed espulsione per il capitano svizzero.
Sul dischetto va quindi Fossati che si fa però ipnotizzare da Siegrist, che gli neutralizza con relativa facilità un rigore battuto in maniera approssimativa dalla stellina della Primavera Nerazzurra.

Questa volta il contraccolpo psicologico è letale per i nostri. Se finire due volte in svantaggio non aveva scalfito minimamente la sicurezza degli Azzurrini sbagliare il rigore del pareggio sembra essere il colpo del knock out. Nonostante la superiorità numerica, infatti, i nostri ragazzi si spegneranno e non riusciranno a produrre più gioco né azioni da goal. Certo, gli svizzeri si disporranno in campo bene ma una squadra che si sta giocando un Mondiale in superiorità numerica avrebbe dovuto tentare ad ogni minuto l’assalto all’arma bianca, cosa che invece non abbiamo la forza di fare.

Crisetig ha provato più volte a rendersi pericoloso ma senza trovare la rifinitura decisiva né il goal

Scorrono quindi più di venti minuti prima di rivedere l’Italia un minimo pericolosa: è Crisetig che ci prova calciando da fuori, ma il suo tiro è completamente sballato.

A quel punto ci riversiamo in area avversaria ma più che creare occasioni scopriamo il fianco alle ripartenze svizzere. L’unica cosa che riusciamo a fare, infatti, sono lanci lunghi molto approssimativi che vengono puntualmente intercettati dalla retroguardia elvetica, che può quindi ripartire con calma.

A quattro dal termine rischiamo di far chiudere la partita ai nostri avversari: Ben Khalifa, sempre lui, scambia con Nimeley e scarica di collo pieno, Perin la tocca appena appena deviandola sulla traversa.

A tempo già scaduto invece prima Libertazzi porta una palla in area di forza scaricandola per un Beretta che non trova però la porta, poi Carraro recupera palla a centrocampo e la porta sino al limite, scaricando un tiro deviato in angolo. Sugli sviluppi dello stesso El Shaarawy calcia dal limite mandando alle stelle.

Gli svizzeri ripartono quindi velocemente per andare a chiudere la partita ma Ben Khalifa, lanciato nello spazio, è chiuso in uscita da una scivolata di Perin. Subito dopo, quindi, gli svizzeri, sempre in ripartenza, creano un’occasione da goal clamorosa, che la nostra difesa riesce però in qualche modo a sventare. Ma è questa una gioia effimera, dato che la partita finisce qui.

IL COMMENTO
Era questa una nazionale dal potenziale straordinario. A livello di singoli, infatti, poche altre nazionali arrivate in Nigeria potevano vantare questo talento. Di sicuro non gli svizzeri, trascinati da Ben Khalifa e da un’ottima intesa più che dall’abbondanza di talento.

Italia che oltre alle grandi capacità dei singoli è andata via via costruendo anche un’ottima intesa ed un ottimo affiatamento: già contro gli Stati Uniti i nostri avevano dimostrato di aver messo da parte le piccole difficoltà d’inizio torneo dimostrando di essere diventati un ottimo collettivo. Hanno quindi ribadito con forza lo stesso concetto anche contro la Svizzera, giocando forse la loro miglior partita del Mondiale. Purtroppo, però, la sfortuna ha avuto la meglio. Perché va detto: la prima ora di gioco ha avuto un solo padrone, ed era vestito d’Azzurro.

Però certo, certe disattenzioni si pagano e se hai il predominio assoluto in campo non puoi permetterti di concedere due goal agli avversari.

Peccato per quel rigore sbagliato da Fossati che ha cambiato la partita: lì, come già detto, i nostri pare abbiano sentito le gambe cedere e non sono più riusciti a fare ciò che avevano fatto nel corso della prima ora di gioco.

Ben Khalifa è uno dei maggiori talenti under 17 a livello mondiale

Questo Mondiale deve quindi definirsi deludente: avevamo un gruppo con tutte le potenzialità per andare ad imporsi sino in finale, usciamo mestamente ai quarti. Nel contempo, però, deve essere questo il punto di partenza che ci deve dare una grande consapevolezza: il vivaio Azzurro è più vivo che mai, e chissà mai che tra qualche anno questi ragazzi non possano rifarsi giocando in nazionale maggiore…

L’OSSERVATO SPECIALE
Non poteva che essere Nassim Ben Khalifa, la stella della formazione elvetica ed uno degli astri più brillanti di questo Mondiale under 17.
Il fantasista del Grassopher dimostra un talento cristallino come pochi altri al mondo, grande capacità di condurre la palla, sa muoversi nello spazio, ha inventiva ed un ottimo fiuto del goal.
E’ indubbiamente uno degli under 17 più interessanti al mondo e c’è da chiedersi cosa aspettino i top club Europei (italiani in primis) a muoversi su di lui.

TABELLINO
ITALIA – SVIZZERA 1 – 2
RETI: 24′ Ben Khalifa, 32′ Carraro, 62′ Buff.
ITALIA: Perin; Natalino (75′ El Shaarawy), Camporese, Benedetti, Sini; Scialpi (87′ Libertazzi), Crisetig, Fossati; Carraro; Iemmello (52′ Dell’Agnello), Beretta. A disposizione: Bardi, Venturi, Camilleri, Bagnai, Bianchi. Allenatore: Pasquale Salerno.
SVIZZERA: Siegrist; Martignoni, Chappuis, Veseli, Kamber (93′ Vecchi); Buess (46′ Goncalves), Buff, Kasami, Rodrigues; Ben Khalifa; Xhaka (82′ Nimeley). A disposizione: Spiegel, Kiassumbua, Nakic, Tosetti, Mijatovic. Allenatore: Dany Ryser.
ARBITRO: Viktor Kassai (Ungheria).
AMMONITI: 69′ Kasami, 73′ Camporese, 83′ Siegrist, 88′ Beretta, 89′ Carraro, 93′ Dell’Agnello.
ESPULSI: 63′ Veseli.

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Perin è il grande assente di giornata

PRESENTAZIONE
Salerno ripropone titolari Natalino e Beretta: il primo si riprende il posto da terzino destro che era stato preso da Bagnai nel match contro l’Uruguay, il secondo torna invece a fare coppia in attacco con Iemmello, che nel corso dell’ultima partita aveva invece duettato con lo juventino Libertazzi. A difesa dei pali degli Azzurri, invece, trova posto Francesco Bardi del Livorno: il titolarissimo Perin, infatti, si è infortunato il giorno precedente alla partita – distorsione alla caviglia per lui – e non può scendere in campo.
Gli States dal canto loro mettono invece in bella mostra il loro gioiellino di punta, Jack McInerney (autore di due delle tre reti fin lì segnate nel corso del Mondiale dagli americani), oltre ad altri talenti interessanti come capitan Watts, le ali Jerome e Shinsky e Luis Gil, trequartista in forza all’Academy Gunners.
La temperatura è alta, 34 gradi centigradi, l’umidità contenuta (20%) e c’è una brezza piuttosto piacevole. Ci sono le condizioni atmosferiche ideali, insomma, per mettere in scena un bello spettacolo. Unica pecca la scarsa affluenza di pubblico allo stadio: al contrario di quanto fatto vedere nel corso delle prime partite, infatti, gli spalti sono semivuoti.

CRONACA
Nei primissimi secondi Jerome, ala destra della formazione statunitense, accende un fuoco di paglia: la sua velocissima fuga sulla sinistra mette subito in difficoltà capitan Sini, il suo cross verso Shinsky trova impreparata tutta la retroguardia Azzurra, il colpo di testa del numero 8 americano, però, non sorprende Bardi, che dimostra subito sicurezza tra i pali.

E’ però un fuoco di paglia, come detto, perché la formazione statunitense creerà un’altra sola occasione interessante in tutto il primo tempo, lasciando il netto dominio del campo ai ragazzi allenati da Pasquale Salerno.

Nei cinque minuti successivi, quindi, gli Azzurrini creeranno ben tre occasioni degne di nota: prima Carraro scodella in area un calcio di punizione battuto da più di 40 metri sul quale accorre Iemmello che taglia benissimo sul primo palo ma è anticipato di un soffio di angolo da un attento Watts. Subito dopo Fossati imita Carraro pescando al limite dell’area Beretta che dopo un bel controllo difende bene palla ed imbecca proprio il trequestista Viola arrivato a rimorchio il cui tiro è però stretto troppo e termina alla sinistra del palo della porta difesa da Edwards.
Dopo la pesante (e molto generosa) ammonizione inflitta a Mannini – che, diffidato, salterà il quarto di finale – Fossati dimostra ancora una volta la sua ottima sensibilità di piede andando a battere una punizione verso l’area avversaria: la traiettoria del pallone è perfetta e pesca Carraro che, dimenticato dalla difesa, si coordina però in maniera non perfetta e calcia a lato.

Al dodicesimo tornano a farsi vivi gli USA: Polak, terzino sinistro della formazione statunitense, scarica sulla trequarti a McInerney che, poco pressato, ha il tempo di stoppare, girarsi e scaricare verso la porta difesa da Bardi, che è comunque bravo ed attento a rifugiarsi subito in angolo.

Tocca quindi ancora al solito Fossati mettersi in mostra: subito prima del quarto d’ora, infatti, penetra in area palla al piede creando scompiglio in una difesa americana piuttosto arruffona a livello tattico; il centrocampista in forza alla Primavera dell’Inter, quindi, scarica a Iemmello che in un fazzoletto di campo stoppa, protegge palla e si libera per un cross su cui Beretta arriva però in ritardo.

Bardi non fa rimpiangere l'assenza di Perin (livornocalcio.it)

Poco dopo, quindi, il fattaccio: Mannini imita il Camilleri versione Corea e per stoppare una banalissima palla arrivata in area, lui che aveva tutto il tempo di controllare senza pressione, commette un fallo di mano piuttosto ingenuo. Carlos Amarilla non ha dubbi e decreta il calcio di rigore.
Sul dischetto si presenta McInerney che viene però stregato dal portiere livornese: la punta americana, infatti, calcia basso sulla destra di Bardi che intuendo il tutto si distende e respinge con grande efficacia, salvando il risultato.

Da lì in poi, fino alla fine del primo tempo, ci sarà quindi solo la nazionale Azzurra in campo.

Al diciottesimo Carraro fa partire un tiro-cross su calcio di punizione che potrebbe beffardamente infilarsi all’incrocio ma sul quale Edwards si dimostra sicuro. Poco dopo Sini pesca Beretta che scattato sul filo del fuorigioco centra d’esterno per Iemmello; sul pallone s’avventa però Zavaleta che è in anticipo netto ma liscia clamorosamente il pallone. E’ comunque un liscio utile perché mette fuori tempo la punta Viola, che non può quindi raggiungere il pallone.
Iemmelo che si rifà però di lì a poco quando spizza di testa un pallone sulla trequarti prolungandone la traiettoria e mettendo in movimento Beretta che scattato sul filo del fuorigioco brucia capitan Watts e batte Edwards in uscita firmando l’1 a 0.

Subito dopo il goal, quindi, l’Italia dà l’idea di poter dilagare: in un paio di minuti Carraro semina il panico nella difesa americana. Dapprima crossa per Iemmello, che infilatosi tra Watts ed Herold non trova però il bersaglio grosso, poi rifinisce con un tocco di classe per Beretta che viene però anticipato dall’uscita del portiere statunitense.

La difesa USA è completamente in bambola tanto che al trentasettesimo si fa infilare ancora: De Vitis fa un assist magistrale a Beretta che partito sul filo del fuorigioco giunge puntuale con l’appuntamento al pallone e batte Edwards con un pallonetto delizioso. L’assistente di Amarilla, però, alza erroneamente la bandierina, spingendo l’arbitro paraguayano ad annullare la rete.

Tutto questo porta gli Azzurrini ad abbassare un po’ i ritmi di gioco, con la prima frazione che si chiude praticamente lì.

Nella ripresa, quindi, scendono in campo gli stessi 22 uomini che avevano giocato la prima frazione di gioco, ma gli Stati Uniti sembrano quasi un’altra squadra, soprattutto per ciò che riguarda la convinzione nel credere ad una possibile vittoria.

Dopo tre minuti di gioco, quindi, Jerome punta la porta italiana e dopo aver vinto un paio di rimpalli libera in maniera piuttosto fortunosa McInerney, che colpisce a botta sicura. Il pallone è però leggermente deviato dall’ottimo Bardi e va quindi a schiantarsi contro la traversa, vanificando l’occasione americana. Il bomber a stelle e strisce, quindi, ci riprova subito dopo: punizione a due in area, calcia potente ma trova la barriera sulla deviazione della quale è quindi bravo Camporese ad anticipare in angolo Palodichiuk.
Proprio su quel corner, però, i difensori Azzurri si perdono Palodichiuk che salta più in alto di tutti e batte un incolpevole Bardi.

Al cinquantaduesimo il portiere livornese compie invece il suo unico intervento impreciso del match: esce male su di un lancio lungo tanto che McInerney riesce in qualche modo ad arrivare su di un pallone che, poi, si impenna a campanile finendo in prossimità di Gil. Il trequartista Gunners, quindi, sapendo che la porta è in quel momento vuota prova a cercare il goal del vantaggio in rovesciata, ma la palla termina alta.
Poco dopo Natalino lascia Palodichiuk completamente libero di colpire di testa dal limite per prolungare la palla in direzione di McInerney che dopo aver stoppato bene è però chiuso dal sempre attento Camporese.

Iemmello decisivo nella gara di oggi con un goal ed un assist

Sulla ripartenza l’Italia colpisce ancora: Carraro trova Iemmello al limite dell’area, la punta viola si libera del marcatore diretto e calcia bene, trovando il giusto spiraglio per battere Edwards andando quindi a firmare il 2 a 1, risultato che non cambierà più.

Non cambierà, anche se entrambe le squadre proveranno più volte a mutarlo nuovamente.

Gli States dapprima dimostrano subito di soffrire molto psicologicamente nel momento in cui vanno in svantaggio. Subito dopo il goal, infatti, pasticciano col possesso di palla e fanno un retropassaggio sulla propria trequarti a Watts che, tutto solo, subisce la pressione di Beretta perdendo palla. Nell’occasione, però, è bravo Edwards che chiude in uscita impedendo alla punta varesina di porre la parola fine al match.
Qualche minuto più tardi, quindi, l’ex punta dell’Albinoleffe avrebbe un’altra occasione ghiotta per chiudere la partita ma sul cross di Sini, ben liberato dal solito Fossati, non raggiunge il pallone in spaccata pur dopo avendo bruciato sul tempo Polak.

A quel punto Salerno, C.T. Azzurro, inizia ad arretrare il baricentro: decide infatti di togliere una punta, Iemmello, rinfoltendo il centrocampo (con l’ingresso di Scialpi).

Nell’immediato, però, l’atteggiamento degli Azzurri non cambia così come resta uguale il senso di stordimento tra le fila americane. Sini prova quindi a portare un ennesimo cross dalla sinistra col quale trova Carraro che, tutto solo, ha il tempo di stoppare per poi calciare, non trovando però la porta.

Ad un quarto d’ora dalla fine, quindi, gli Stati Uniti trovano la forza di reagire e iniziano un forcing molto interessanto quanto improduttivo.

A cominciare il tutto è Shinsky che dopo aver saltato Natalino crossa basso ma trova l’intervento di Fossati, davvero a tutto campo oggi. Poi il neo entrato Chavez riceve in area ma il suo tiro è prontamente stoppato da Camporese.

A quel punto Salerno decide di arretrare ulteriormente il proprio baricentro inserendo Benedetti, un difensore, per Carraro, portando così a cinque uomini la linea difensiva Azzurra.

La mossa, però, non è assolutamente fruttuosa.

La difesa italiana, infatti, va subito in bambola e Chavez si infila nelle sue maglie riuscendo anche a battere Bardi ma mandando la palla a lato. E’ quindi la volta di Agudelo, appena entrato, che dopo aver saltato secco Sini entra in area da destra e centra un pallone su cui interviene però il solito monumentale Camporese. Subito dopo Gil riceve in area, mette a sedere Nataliano ma trova la risposta di Bardi. Tocca poi a Sarle creare scompiglio: Sini prova a rilanciare ma il pallone rimpalla contro uno statunitense finendo tra i piedi dell’ala destra americana che crossa in mezzo trovando però un Benedetti attento e lesto a liberare l’area di rigore.

Sini, capitano Azzurro, è stato autore di una discreta prova contro gli USA

Ad un solo minuto dal termine di recupero, quindi, ci prova Felice Nataliano, autore di una prova eufemisticamente opaca in fase difensiva, ad alleggerire la pressione: il terzino destro interista sale palla al piede e dopo aver saltato un avversario vede Zavaleta farglisi in contro. Il lametino prova quindi a saltarlo con il classico palla da una parte, difensore dall’altra ma il centrale americano va dritto per dritto sull’uomo, guadagnandosi un cartellino rosso che sancisce formalmente la fine della partita.

IL COMMENTO
Ci sono diverse cose da dire in merito a questa partita. La suddivisione della stessa, innanzitutto: primo tempo dominato dagli Azzurrini con gli States a guardare e poco più, tanto che l’occasione migliore giunge su di un rigore guadagnato in modo più casuale che altro. Nel secondo tempo, invece, le squadre si sono divise un po’ più equamente il mantenimento del pallino del gioco.
Gli States si sono comunque dimostrati molto fragili in più aspetti e fasi di gioco: dopo ogni goal preso, infatti, hanno regalato almeno due o tre ottime occasioni agli avversari per chiudere il match e solo l’imprecisione degli avanti italiani li ha tenuti in gioco fino al termine. Inoltre la linea difensiva è acerbissima tatticamente, tanto che nel guardarli muoversi in campo sorgerebbe quasi il dubbio che a 11 ci avessero giocato davvero molto poco, prima di oggi. Altra gravissima pecca, poi, per quanto concerne la gestione delle palle inattive a favore degli avversari: ogni calcio di punizione battuto dalla trequarti, in special modo, mandava in completa confusione qualsiasi giocatore americano che stazionasse nei pressi della propria area. Anche qui a fare la differenza in positivo (per gli americani) è stata l’imprecisione dei giocatori italiani, ma la pochezza tattica di questi ragazzi in certe situazioni di gioco è davvero imbarazzante.
Di contro gli italiani, invece, hanno per la prima volta in questo Mondiale giocato davvero da squadra in entrambi le fasi di gioco. Dietro, reparto che più di tutti era parso poco sicuro sino ad oggi, si sono mossi molto meglio e solo gli errori dei singoli hanno favorito le azioni americane, almeno sino all’ultimo quarto d’ora di gioco quando poi, passati a cinque, gli Azzurrini si sono fatti schiacciare troppo a ridosso della propria area ed hanno faticato notevolmente a proteggere la porta difesa da Bardi. La scelta di Salerno di arretrare così tanto il baricentro, insomma, è più che mai opinabile.

A livello di singoli, invece, si sono messi in mostra alcuni giocatori interessanti negli States come Edwards, portiere che non ha grandi colpe in occasione delle due reti e che fondamentalmente ha parato il parabile, Jerome, un’ala destra molto veloce che si propone bene negli spazi, Shinsky, un’ala sinistra molto capace nell’1 contro 1, Gil, trequartista di discreta classe, e McInerney, stellina della squadra che al di là del rigore fallito ha dimostrato di avere nel proprio arco movimenti interessante e di essere dotato di una buona tecnica di base.
Di contro bocciati invece tutti i difensori, autori di prove che definire rivedibili vorrebbe dire far loro un complimento.
In casa Italia, invece, promosso a pieni voti il sempre ottimo Fossati, a tutto campo ed autore di una partita di altissimo livello, e con lui ben si son comportati Bardi, sicuro in tutte le occasioni ed incolpevole sul gol, Camporese, un vero e proprio muro oggi, De Vitis, trottolino instancabile, Carraro, sempre pronto ad accendere la luce, e le due punte, decisive con una rete a testa.

Jack McInerney disputa una buona partita

L’OSSERVATO SPECIALE
Gli occhi erano tutti puntati sulla punta degli Stati Uniti, quel McInerney di cui tanto bene si comincia a parlare negli States. Il ragazzo in forza al Cobb SC si è ben comportanto nonostante la pochezza tecnica di molti suoi compagni ed ha più volte impegnato la retroguardia Azzurra oltre che l’estremo difensore livornese.
Una prestazione, la sua, sicuramente più che sufficiente cui è mancato solo il goal. E se non avesse sbagliato quel rigore…

AI QUARTI
Ora l’Italia dovrà incontrare la vincente dello scontro tra Svizzera e Germania che si giocheranno l’approdo ai quarti in serata.

GUARDA GLI HIGHLIGHTS

TABELLINO
ITALIA – USA 2 – 1
RETI: 29′ Beretta, 51′ Palodichuk, 56′ Iemmello
Italia: Bardi; Natalino, Camporese, Mannini, Sini; De Vitis, Crisetig (60′ Bianchi), Fossati; Carraro (83′ Benedetti); Iemmello (66′ Scialpi), Beretta. A disposizione: Venturi, Camilleri, El Shaarawy, Dell’Agnello, Bagnai. Allenatore: Pasquale Salerno
USA: Edwards; Herold (84′ Agudelo), Watts, Zavaleta, Polak; Duran, Palodichuk; Jerome (66′ Sarle), Shinsky (81′ Chavez), Gil; McInerney. A disposizione: Richey, Cardona, Kitchen, Martinez, Packwood, Craven, Okwuonu. Allenatore: Wilmer Cabrera
AMMONITI: 6′ Mannini, 68′ De Vitis, 74′ Shinsky, 94′ McInerney
ESPULSI: 93′ Zavaleta

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Scialpi e De Vitis (gazzetta.it)

Italia – Uruguay, valevole per la terza giornata del gruppo F del Mondiale under 17, era una partita su cui erano catalizzate le attenzioni di molti tifosi, non solo quelli Azzurri e quelli della Celeste. Da questa partita, infatti, passava l’eventuale qualificazione agli ottavi di finale del Brasile, fermo a quota tre punti. Un pareggio sarebbe quindi bastato tanto all’Italia per vincere il suo girone (restando un punto avanti ad una Corea del Sud che si pensava avrebbe vinto scontatamente il match contro l’Algeria) quanto all’Uruguay per sopravanzare di un punto il Brasile fugando ogni dubbio sulla propria qualificazione e mettendo a serio rischio l’approdo agli ottavi da parte di una Seleçao molto sino a quel momento molto deludente. L’ipotesi di un biscottone, insomma, dev’essere balenata nella testa di tanti ed il secondo tempo giocato dalle due squadre, che non ha certo aiutato a cambiare lo 0 a 0 finale, deve aver rinfrancato le convizioni di chi si aspettava un pareggio già scritto.

Nonostante ci si aspettasse un ampio turnover tra le fila degli Azzurrini, però, coach Pasquale Salerno ha messo in campo una squadra che si discostava molto poco da quelle scese in campo nei primi due match, cosa che faceva presupporre che avremmo giocato ogni nostra carta per vincere anche il terzo match, finendo il girone a punteggio pieno.
I cambi maggiori sono stati fatti in difesa: al fianco dei confermatissimi Sini e Camporese, infatti, hanno trovato spazio Mannini, disimpegnatosi centralmente al posto di Camilleri, e Bagnai, utilizzato sull’out di destra in sostituzione di Natalino. Centrocampo invariato, l’unica altra differenza rispetto all’undici iniziale del match contro la Corea la si trovava quindi in attacco, dove a far coppia con Iemmello è stato lo juventino Libertazzi.

L’ipotesi biscottone pare essere smentita subito: le due squadre, infatti, si affrontano con determinazione, studiandosi ma senza essere troppo remissive. Il primo tempo, infatti, è giocato su buoni ritmi e livelli, nonostante non sia comunque ricchissimo di occasioni da goal.

La prima se la inventa Sebastian Gallegos, fantasista scuola Danubio: dopo dieci soli minuti di gioco, infatti, il piccolo trequartista Celeste frusta il pallone dalla distanza, colpendolo di collo pieno, chiamando il nostro Perin ad un intervento dei suoi.

Pur non essendo giocata a ritmi elevatissimi la partita resta comunque piuttosto interessante. Al 27′, quindi, una doppia occasione Azzurra: dapprima Carraro va a battere una punizione, guadagnata da Libertazzi, in maniera piuttosto insidiosa; il pallone, passato tra le teste del terzo e del quarto uomo in barriera, viene però neutralizzato da Salvador Ichazo. Sulla ripartenza i nostri ragazzi riconquistano subito il pallone che capitan Sini provvede a recapitare dentro l’area con un interessante cross dalla sinistra che il portiere Celeste buca malamente in uscita. E’ però bravo Marchelli, terzino sinistro della formazione uruguagia, ad anticipare i nostri avanti liberando l’area e levando le castagne dal fuoco.

Una manciata di minuti dopo gli Azzurrini costruiscono l’occasione più ghiotta dell’intero match: alzando i ritmi i nostri ragazzi costruiscono una bellissima azione in velocità portando Libertazzi a crossare dal fondo, appena oltre il lato corto dell’area, in direzione di Iemmello, bravo a sua volta a stoppare e difendere palla per poi liberare al tiro l’accorrente De Vitis, arrivato a rimorchio. Il centrocampista neo-parmense, però, calcia centralmente, mangiandosi l’occasione più limpida costruita dalle due squadre per trovare la via della rete.

A questo punto, però, è il solito Gallegos, giocatore più talentuoso che gioca dalla cintola in su della squadra Celeste, a battere un colpo: tagliando alle spalle di Sini, infatti, trova il giusto spazio tra il terzino ed il centrale posizionato sul centro-sinistra, Mannini, ricevendo palla da un compagno e trovandosi tutto solo in posizione di sparo. La sua frustata è ancora una volta interessante, anche se in questo caso poco precisa, con il pallone che si spegnerà sul fondo.

In chiusura di tempo, quindi, sarà Fossati a cercare ancora una volta la via della rete: ricevuto uno scarico di Carraro, infatti, la mezz’ala interista calcerà di sinistro dal limite, facendo passare il pallone a pochi centimetri dal palo della porta difesa da Ichazo.

Un primo tempo discreto, quindi, tutto sommato.

Il secondo tempo, invece, sarà un mortorio totale: nessun’altra azione degna di nota verrà costruita dalle due squadre, con i ragazzi italiani ed uruguaiani che dopo essersi dati battaglia per quarantacinque minuti decidono probabilmente di averne abbastanza e di accontentarsi di un pareggio che, in fondo, va bene ad entrambe le squadre.

Il pareggio è quindi indubbiamente il risultato più giusto, anche se ai punti, almeno guardando quanto accaduto nel primo tempo (l’unico “realmente giocato”), avrebbe meritato qualcosina di più l’Italia, cui però basta questo punticino per andare a vincere il girone.

Azzurrini che, a differenza delle prime due partite, hanno concesso poco in fase difensiva, dimostrando una discreta compattezza nel reparto arretrato.

Perin è stato chiamato poco in causa, ma quando successo, come in occasione del tiro dalla distanza sparato da Gallegos, ha dimostrato ancora una volta di esserci. Il portiere genoano, quindi, è oggi una sicurezza assoluta.
In difesa nessuno sopra gli scudi, anche perché non sono stati impegnatissimi.
A centrocampo, invece, sicuramente meglio rispetto allo scorso match De Vitis, che pare abbia superato i problemini alla caviglia, mentre ancora su buoni livelli Carraro, eroe degli scontri con Algeria e Corea.
In attacco nulla da rimproverare a Iemmello e Libertazzi, che hanno avuto davvero pochi palloni giocabili, ma che hanno anche saputo amministrare piuttosto bene gli stessi, pur non avendo trovato la via della rete.

Libertazzi che si è mosso piuttosto bene su tutto il fronte d’attacco cercando di creare quanti più spazi possibili e battagliando a lungo con il capitano Celeste, quel Diego Polenta di proprietà del Genoa.

Diego Polenta (goal.com)

I due hanno dato vita a dei duelli davvero molto interessanti: da una parte la caparbietà del centravanti Bianconero, dall’altra la capacità di lettura dei tempi nell’uno contro uno, la bontà nel gioco aereo e la validità tecnica del capitano uruguagio, giocatore che possiamo indubbiamente definire oggi tra i migliori centrali difensivi under 17 al mondo.

Ora gli Azzurrini incontreranno gli Stati Uniti, secondi classificati nel loro girone, negli ottavi di finale. Il match sarà disputato mercoledì 4 novembre alle ore 16 e verrà giocato a Kaduna, città nella quale i nostri ragazzi hanno già disputato le prime due partite del girone.
Qualora dovessero sopravanzare lo scoglio Americano, poi, Salerno ed i suoi troverebbero nei quarti la vincitrice di Svizzera-Germania. E lì sì che ci sarebbe da penare…
Puoi trovare questo articolo anche sul blog de L’Uccellino di Del Piero.

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Il Mondiale under 17 non smette di sorprendere: dopo il Brasile, che rischia fortemente l’eliminazione avendo raccolto tre soli punti in tre match, anche gli Orange stupiscono in maniera fortemente negativa.
Nel loro ultimo incontro del girone, infatti, trovano la seconda clamorosa sconfitta contro l’Iran, capace di imporsi 1 a 0 grazie ad una rete segnata al 25′ minuto da Milad Gharibi, bravo a freddare Hahn al termine di un contropiede fulmineo.

Anche l’Olanda, quindi, rischia ora di non accedere agli ottavi di finale. Ma per sancire quali saranno le squadre terze classificate ad essere eliminate dobbiamo aspettare che terminino i loro match anche i gruppi E ed F.

Gruppo C che viene quindi vinto dagli iraniani anche grazie al pareggio (2 a 2) che i gambiani impongono nell’altro match di giornata ai colombiani: portatisi in doppio vantaggio nel primo tempo gli africani si faranno poi rimontare nella ripresa, rendendo quindi impossibile il loro passaggio del turno (terminano il girone con un solo punto all’attivo) e tenendo accese le speranze dei Tulipani.

La prima rete la segna Samateh che sfrutta un intervento impreciso di Bonilla, portiere Cafeteros, per portare in vantaggio i suoi. Il raddoppio, invece, lo segna in chiusura di prima frazione il solito Bojang, capitano e giocatore più rappresentativo dei suoi, andando a staccare imperiosamente per incornare un lancio partito da un calcio di punizione battuto da centrocampo. Per il giocatore, acquistato in estate dal St. Etienne (dopo essere stato in prova con la Primavera interista), è questa la seconda rete in due partite: ha sicuramente ben sfruttato la vetrina Mondiale, bravi quindi i dirigenti verts ad accaparrarselo prima che le sue quotazioni salissero e prima che gli occhi di tutti gli osservatori si puntassero su di lui in questa competizione.

I colombiani comunque non ci stanno e nella ripresa sale in cattedra Gustavo Cuellar che va a ristabilire il pareggio realizzando una doppietta.

Il gruppo D è vinto dai turchi, che pareggiano 1 a 1 contro la Nuova Zelanda.

Dopo essere passati in vantaggio al 17′ minuto con Bekdemir i turchi si fanno riprendere nel recupero dal neozelandese più talentuoso: Jack Hobson-McVeigh. Il fantasista del Birkenhead United, infatti, spara un siluro imparabile dalla trequarti che va ad infilarsi in prossimità dell’incrocio, freddando un incolpevole portiere turco il cui volo non è sufficiente ad intercettare e deviare il pallone.

E’ quindi l’apoteosi per un goal storico che potrebbe consegnare ai neozelandesi una incredibile quanto insperata qualificazione agli ottavi come una delle migliori quarte, magari a discapito di corazzate come Brasile ed Olanda.

Termina 4 a 1, infine, il match tra Burkina Faso e Costa Rica. Mattatori della partita sono Zoungrana, Ibrango, Ouedraogo e Traore, con Golobio capace di segnare il goal della bandiera costaricana.

E’ anche questa una vittoria notevole dato che permette ai giovani africani di strappare un biglietto per gli ottavi.

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I gruppi A e B non smettono di sorprendere: dopo le due vittorie consecutive la Seleccion si arena contro i padroni di casa. Gli argentini, infatti, vengono sconfitti 2 a 1 dalla Nigeria, perdendo il primato in classifica.

L’inizio del match è altamente spettacolare.
Dopo due soli minuti Orfano porta in vantaggio l’Albiceleste, giusto subito prima che Ojabu trovi il pareggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Al 72′, quindi, Sani Emmanuel ribalta il risultato trasformando un rigore e consegnando vittoria e primo posto nel girone alle Super Aquile.

Nell’altro match del girone, invece, i tedeschi giocano una seconda frazione di altissimo profilo contro Honduras e trovano una vittoria fondamentale (3 a 1), senza la quale non sarebbero potuti accedere in alcun modo agli ottavi di finale.

Tedeschi che hanno bisogno di passare in svantaggio in apertura di ripresa (goal di Lozano) prima di reagire con veemenza. In due minuti, quindi, Thy mette a segno una doppietta che ribalta il risultato, un quarto d’ora prima che Volland chiuda definitivamente la partita.

Immensa, invece, la Svizzera.

Inserita in un girone, quello B, tutt’altro che semplice i nostri cugini elvetici battono anche il Brasile, che con ogni probabilità non passerà il turno.

A decidere il match è Nassim Ben Khalifa, lesto a ribadire di testa in rete una respinta corta di Alisson. Il goal del fantasista del Grassopher, quindi, regala la terza vittoria consecutiva agli svizzeri, che terminano il girone a punteggio pieno.

La seconda posizione nel gruppo viene invece raggiunta dal Messico: la Tri, infatti, batte il Giappone 2 a 0 grazie ai goal di Campos e Parra e portandosi a 6 punti in classifica si qualifica per gli ottavi.

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