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Archive for the ‘Bundesliga’ Category

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Non sempre e solo movimenti nazionali, ma anche squadre specifiche.

Così il nostro viaggio tra gli esperti della rete oggi fa tappa in quel di Dortmund, dove ci aspettano Paolo Inaudi e Antonio Visone, che curano gli account social di BVB Dortmund Italia.

Fatte le dovute presentazioni, buttiamoci subito nella nostra chiacchierata…

Seconda posizione, diciannove punti dalla vetta. Il dominio è destinato a durare o il Borussia potrà fare lo sgambetto al Bayern già l’anno prossimo?

P: Credo molto nel progetto del Borussia ma bisogna essere oggettivi e almeno il prossimo anno sarà ancora, a meno di sorprese, un dominio Bavarese soprattutto con l’acquisizione di Lewandowski, anche se un -19 è difficile che si ripeta. Il prossimo per noi sarà soprattutto un anno di transizione, un secondo posto sarebbe nuovamente un ottimo risultato ma le avversarie si stanno rafforzando e non sarà semplice.

A: Direi che l’anno prossimo sarà ancora Bayern. Dalla stagione 2015/2016 si può ricominciare a ponderare qualche velleità di successo nel campionato nazionale, ma questo non vale solo per il BVB: diverse altre squadre sembrano voler fare il grande passo e, nonostante siano nostre avversarie, mi auguro che questo accada realmente perché la credibilità europea del campionato tedesco a livello di club è limitata solo a due squadre per ora, mentre se già Schalke, Bayer Leverkusen e Wolfsburg decidono di attuare un programma, spendere e tenere i propri calciatori non appena raggiungono un alto livello, la questione cambierebbe in meglio per la Bundesliga.
Questa cosa potrà aiutare anche il BVB per me, che in questo momento si trova in una fase di mezzo in cui è troppo forte per le altre forze del campionato e troppo debole per combattere da sola il Bayern, mentre con altre 3 o 4 squadre di pari livello e credibilità, può partire un assalto migliore nei confronti del team bavarese. Per dirla in soldoni: il Borussia Dortmund avrebbe il rischio di uscire dalle prime 3 in qualche occasione, ma ci sarebbero forse anche maggiori possibilità di vincere il titolo. Ma c’è bisogno che i gialloneri facciano un altro step e che le altre squadre tedesche buon livello ne facciano anche due o tre di step verso una rinnovata competitività. 

Klopp è considerato da molti uno dei migliori allenatori d’Europa. C’è sempre e solo il Borussia, nel suo destino a medio-lungo termine?

P: Quest’anno il buon Jurgen ha firmato il rinnovo fino al 2018, il BVB gli ha dato tanto e lui ha dato tanto al BVB e a noi tifosi, penso possa rimanere ancora qualche anno. Ha un rapporto con i giocatori che va al di là del campo di gioco, ha una capacità innata di creare gruppo e stringere legami profondi. Il sogno del Mago? Un titolo europeo a tinte GialloNere.

A: Lui sembra veramente attaccato alla città e, come spesso detto anche da alcuni calciatori della squadra, si sente in obbligo di dover compiere una missione, ovvero riportare un trofeo europeo a Dortmund e nel sentire questa responsabilità ha contagiato anche alcuni elementi come Hummels e Reus, che sembrano pronti a rinnovare in giallonero. Però qui parliamo di calcio, di calcio nel terzo millennio: sono tutti professionisti e girano tanti soldi. Klopp saprà resistere? Vedremo. Sicuramente è un allenatore diverso, che sente maggior bisogno di sfide più che di contratti milionari. Forse una volta completato il suo lavoro qui, o capito che non potrà raggiungere il suo obiettivo, andrà via. Per ora sembra un giorno abbastanza lontano.

Capitolo attacco: parte Lewandowski, arrivano Ramos ed Immobile. Riusciranno a non farlo rimpiangere? Chi, tra i due, riuscirà ad imporsi come “titolare”?

P: Al primo anno molto difficile. Ciro è un ottimo prospetto, ha fisico e movimenti adatti al gioco del Borussia e con Klopp migliorerà ulteriormente ma Robert è (ad ora) inarrivabile; Adrian è forte di testa e ha il fiuto del goal ma penso sia un passo indietro. Klopp punterà forte su Ciro, l’ha già fatto capire nella trattativa per il trasferimento, i due neo-acquisti ruoteranno molto almeno inizialmente sperando nell’esplosione sportiva di entrambi.

A: Come ho scritto nella parte dedicata a Lewandowski in questo post: http://borussiadortmunditalia.blogspot.it/2014/06/pagelle-stagionali-prime-punte.html Ciro Immobile e Adrian Ramos a mio modesto parere sono due calciatori che hanno diversi limiti e caratteristiche differenti e solo messi insieme, in un mashup, sarebbero paragonabili a Lewandowski. Chiaramente, anche tornando al punto 1, se uno dei migliori calciatori della Bundesliga passa dalla seconda squadra per valore alla prima, il divario tra le suddette squadre non può che allargarsi. Sta a Klopp lavorare per inserire subito Ramos e Immobile negli schemi di gioco e, perché no, magari modificare alcune parti del gioco offensivo per favorire le caratteristiche dei due attaccanti. Resterà da capire se l’upgrade nella profondità della squadra, visto che ora ci sono due centravanti di almeno buon livello, compenserà quello in qualità per la perdita di Lewandowski.

Capitolo difesa: gli infortuni non hanno aiutato, ma 38 goal subiti restano tanti (poco più di uno in media a partita). Basterà una stagione meno sfortunata a migliorare queste stats?

P: Subotic-Hummels è una coppia formidabile, senza si traballa, nonostante l’ottima stagione di Sokratis che è stato fondamentale. Dietro bisogna fare qualcosa, Friedrich lascia e Sarr non è ancora pronto. Con soli tre centrali di ruolo non si può affrontare una stagione intera su tre competizioni. Sarebbe opportuno un intervento sul mercato ma non si hanno riscontri in merito; l’unica consolazione sono gli esterni, almeno in quel settore siamo decisamente ben coperti (toccando ferro).

A: Beh, è un problema che a mio avviso è stato creato dalla dirigenza, perché da una squadra che non ha più particolari problemi economici, che viene da una finale di Champions League e che è stata disposta a perdere a parametro zero Lewandowski pur di competere per almeno un altro anno, iniziare la stagione con tre soli difensori centrali non è una scelta che ho approvato. E’ vero che anche gli scorsi anni è stato così, con Felipe Santana in luogo di Sokratis Papastathopoulos, ma ora che il livello della squadra s’è innalzato, c’è bisogno di un po’ di profondità nel ruolo. Anche perché negli scorsi anni ci è andata bene, con Hummels e Subotic rimasti sani per quasi tutto il tempo, ma in questa stagione l’infortunio lungo del serbo e quello più breve del tedesco hanno mostrato i limiti nella profondità della rosa in un ruolo molto delicato. Fortunatamente sugli esterni non si è pagato lo stesso prezzo, perché la conversione di Erik Durm ha portato a discreti risultati e Kevin Grosskreutz potrebbe essere messo ovunque rendendo adeguatamente grazie alle sue doti atletiche, altrimenti la stagione poteva essere ancora più dura sul lato difensivo.

Capitolo mercato: cosa ci si può aspettare dal Borussia Dortmund, da qui all’inizio della prossima stagione?

P: In entrata sembra tutto incentrato sulla trattativa con il Friburgo per Ginter, sarà però molto difficile concluderla; in uscita Julian Schieber è un candidato a lasciare la ciurma di Klopp ed è notizia delle ultime ore di un forte interessamento della Roma per Aubameyang, a mio parere molto difficile. Il tormentone Reus? Rimane al 100% almeno il prossimo anno; nel 2015 difficile da pronosticare adesso.

A: L’idea generale è che si volesse dare la squadra pronta a Klopp entro la fine della Coppa del Mondo. Gli acquisti di Ramos ed Immobile hanno completato il reparto offensivo, che ritroverà Blaszczykowski per inizio stagione e quindi sopperirà alla mancanza in agosto e settembre di Reus. In difesa sembra sfumato per quest’anno Matthias Ginter, un simil-Hummels con apparentemente meno tecnica, ma mi auguro (anche se non mi aspetto) l’acquisto di un quarto centrale. Si parla di possibile cessione per Aubameyang, che ha chiuso in calando la stagione: personalmente non ci credo, ma forse è effettivamente uno dei pochi calciatori trattabili per il BVB.

Dopo la finale di Champions del 2013 i gialloneri non sono riusciti a ripetersi l’anno scorso. Quali prospettive per il 2015?

P: Con la squadra al completo e un Gundogan versione 2013 è possibile ritentare la scalata almeno alle semifinali, anche se l’assenza di Robert soprattutto a livello Europeo penso che peserà parecchio e raggiungere i quarti non sarebbe un brutto risultato.

A: In Champions League? Sarebbe davvero ottimo raggiungere nuovamente i quarti di finale, per fare capire che stiamo dando continuità al nostro cammino europeo. Ci vuole un anno di integrità fisica ed un po’ di fortuna: negli scorsi due anni agli ottavi abbiamo pescato Shakhtar Donetsk e Zenit San Pietroburgo, non si può negare che ciò abbia aiutato. Andare oltre i quarti e quindi entrare nelle prime 4 sarebbe davvero fantastico, ma mi sembra difficilmente pronosticabile.

Infine, i giovani. Un aspetto che il Borussia cura sempre bene, soprattutto negli ultimi anni…

P: Settore giovanile e lavoro di scouting stupendo, quest’anno sono emersi gli ottimi Hofmann e Durm ma i prospetti interessanti sono tanti e si sono distinti nel BVB II in 3.Liga. Un nome? Marvin Ducksch che il prossimo anno giocherà in prestito nella neopromossa Paderborn.

A: Recentemente il Borussia Dortmund ha avuto una buona nidiata, ma alcuni dei nostri calciatori chiave, faccio gli esempi di Hummels e Sven Bender, sono prodotti di altri vivai. Sicuramente però questo rende chiaro che il BVB guarda al nostro settore giovanile ma anche ad altri talenti in giro per la Germania, o anche nel resto del mondo come confermano le firme di Junior Flores, statunitense, e di Mitsuru Maruoka, giapponese. Questo è sicuramente un buon segno, difficilmente riusciremo ad avere in futuro una squadra con età media di 24 anni e vincere il campionato, ma sappiamo che in questa organizzazione c’è sempre un occhio di riguardo per i nuovi talenti. Tornando per un attimo al nostro vivaio, l’attuale U19 del club sembra non presentare grossi talenti ma la nostra U17 ha appena vinto il campionato regionale con lo Schalke ed a breve si giocherà il titolo nazionale di categoria. Fanno ben sperare, ci sono nomi interessanti ma preferisco non citarli non avendoli mai visti personalmente.

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Dopo qualche settimana di stop, riprendiamo il nostro giro del mondo. Questa volta facendo tappa nella vicina Germania, dove si è appena conclusa una stagione che ha visto il Bayern trionfare in campionato (in attesa della finale di coppa) ma non riuscire a ripetersi in Europa.

Ad accompagnarci in questo recap Matteo Sgarabottolo, grande esperto di Bundesliga nonché responsabile della sezione calcio di Eat Sport.

90 punti. Ancora una volta il Bayern Monaco ha ucciso la Bundesliga (+19 sul Borussia secondo). E a fine settimana potrebbe vincere anche la DFB Pokal. Il dato più importante, però, è che questo dominio sembra poter continuare ancora a lungo, almeno nei patrii confini…

Si, probabilmente sarà così. Il Bayern ha la società migliore, la rosa migliore e finanziariamente non ha problema alcuno. Abbiamo visto quest’anno come solo il Borussia Dortmund inizialmente sia riuscito tenere testa ai bavaresi, ma appena gli infortuni hanno decimato la squadra dei suoi titolarissimi, ecco che la banda Guardiola ha preso il largo. In queste due ultime stagioni si è creato un profondo solco tra la prima in classifica e tutte le altre, segno indistinto della schiacciante supremazia di Lahm e soci. Se poi consideriamo che l’anno prossimo si aggiungerà Lewandowski e molto probabilmente vi sarà l’assalto ad un difensore di livello (ne hanno bisogno eccome), ecco che le prossime edizioni della Bundesliga potrebbero essere interessanti solo dalla seconda posizione in giù.

Capitolo Guardiola: un’esperienza ad oggi con tante luci ma, di contro, anche tante ombre. Qual è la tua valutazione e soprattutto cosa ti aspetti per il futuro?

Molto è stato detto a riguardo, soprattutto dopo la batosta in Champions per mano del Real. Pep è arrivato in Germania portando il suo calcio, quello in cui crede e quello che lui pensa possa condurre alla vittoria la squadra: all’inizio ci son stati dei tentennamenti e delle prestazioni opache che sia Sammer, che Beckenbauer non si sono risparmiati dal farglielo notare, ma poi la squadra è decollata, distanziando tutti in campionato. Il gioco che ha espresso il Bayern quest’anno è quanto di più lontano ci sia da come un tedesco intende il calcio: il prolungato possesso palla e i tanti tocchi alla sfera non sono mai stati parte della cultura calcistica teutonica ed in molti hanno storto il naso nel vedere i bavaresi giocare. Nondimeno hanno stradominato il campionato e portato a casa la Supercoppa Europea e possono ancora vincere il Dfb Pokal: crocifiggere Guardiola solo perché non è riuscito a rivincere la “Coppa dalle grandi orecchie” mi pare eccessivo e prematuro. Dovessi dargli un voto gli darei un 7,5, tenendo conto che può e deve migliorare ancora l’anno prossimo: da lui infatti mi aspetto anche un cambio di modulo ed un diverso ritmo di gestione della gara da parte dei suoi ragazzi, più consono ai ritmi sia del campionato, che del gioco europeo; il Real Madrid ha vinto la doppia semifinale anche perché le Merengues correvano almeno il doppio degli avversari. Inoltre spero vivamente che rimetta Lahm a fare il terzino e Javi Martinez davanti alla difesa: questi due sono mancati molto nei rispettivi ruoli di competenza.

Oltre a Braunschweig e Norimberga, retrocesse direttamente, ci sarà l’Amburgo che dovrà giocare i playout. Retrocessione che sarebbe storica, dato che l’HSV ha disputato tutte le edizioni di questo campionato, dal 1963 in poi. A cosa è dovuta questa stagione così negativa?

Confusione societaria, mercato scellerato (tredici milioni per il ritorno di van der Vaart una follia), continui cambi in panchina e, soprattutto, assenza di un progetto vero e proprio. Da inizio stagione si sono succeduti tre allenatori (Fink, van Marwjik e Slomka), ma nessuno di questi sul piano tecnico/tattico ha saputo dare un’identità alla squadra. Gli evidenti problemi difensivi già palesati la scorsa stagione non sono stati risolti, anzi sono addirittura peggiorati (75 gol incassati in totale, peggior difesa del torneo), mentre davanti il solo Calhanoglu ha saputo mettere in mostra le proprie qualità, visto che il bomber Lasogga tornerà all’Hertha finito il prestito. Se la dovranno vedere con il Greuther Fürth nello spareggio: onestamente, visto il recente andazzo, non saprei cosa aspettarmi da questo doppio confronto. Potenzialmente può succedere di tutto. Di sicuro mi spiacerebbe molto vedere una società storica come l’Hsv relegata in Zweite.

Quest’anno le cose in Europa, per il calcio tedesco, non sono andate bene come negli ultimi anni. E’ l’inizio di una flessione che si confermerà in futuro o solo un caso isolato?

In Champions tre squadre su quattro sono state eliminate dal Real Madrid (Schalke, Dortmund e Bayern), la quarta (Bayer) dal Psg. Schalke e Leverkusen erano troppo inferiori ai rispettivi avversari, il Dortmund ci ha provato al ritorno, ma ha pagato la brutta gara d’andata e la serata storta di Mkhitaryan, mentre il Bayern ha subito una delle più sonore sconfitte della sua storia in una serata assurda. Non penso che sia l’inizio di una flessione: tutto sommato le quattro compagini hanno superato i gironi (alcuni anche complicati), confermando di essere ossi duri ed il prossimo anno saranno sempre loro (preliminari permettendo per il Bayer) a rappresentare la Germania in Europa. La finale di Berlino sarà uno stimolo in più per fare bene e scommetto che raggiungere la capitale a maggio sarà uno degli obiettivi di Bayern e Borussia. In Europa League invece il discorso è stato diverso, in quanto sia Friburgo che Eintracht Francoforte non erano squadre pronte ed attrezzate per sostenere il doppio impegno ed infatti a lungo hanno pagato dazio in campionato. Il prossimo anno però, Wolfsburg, Borussia Mönchengladbach (Mainz ai preliminari) saranno della competizione e la musica potrebbe suonare diversamente: i Lupi di Hecking saranno da tenere d’occhio sia in Germania che fuori.

Scorrendo la classifica marcatori troviamo Lewandowski al primo posto (20 goal) e Mandzukic al secondo (18). Due giocatori che l’anno prossimo potrebbero essere compagni, anche se uno sarà l’alternativa dell’altro. Come vedi il primo in Baviera? Credi che il secondo batterà i piedi per trovare più spazio altrove o si accontenterà di fare la riserva del polacco?

Vedendo come Guardiola vuole che si muova la punta e, soprattutto, quali caratteristiche preferisce che essa abbia, penso che Lewandowski potrà fare bene nella sua nuova avventura. Il polacco è un attaccante mobile, rapido, bravissimo coi piedi e che sa dialogare con i compagni molto bene. Mandzukic ha caratteristiche molto diverse, in quanto è più un attaccante d’area, ma il lavoro di sacrificio fatto soprattutto quest’anno nel rientrare e dare una mano a centrocampo è stato encomiabile. Proprio questa sua caratteristica, oltre al saper fare gol, ha fatto si che il croato attirasse attenzioni da parte di altri club: non escluderei a priori una sua cessione.

A quota 17 troviamo invece il giovane svizzero Josip Drmic, retrocesso col Norimberga. Dove giocherà l’anno prossimo?

Notizia recente che il Bayer Leverkusen si è assicurato per 6 milioni il giovane svizzero: vista la partenza di Sam e la non più giovane età del bomber Kieβling, di sicuro l’acquisto di Drmic è stata una gran mossa da parte di Völler e soci, sia per l’immediato presente, che per il futuro.

A 16 oltre a Firmino ci sono Reus e Adrian Ramos, giocatore deputato a sbarcare a Dortmund per prendere il posto di Lewandowski. Borussia che pare vorrebbe però acquistare anche Immobile. Come vedresti Ciro in Germania e, ancora, come potrebbe poi risolversi il dualismo tra lui e Ramos?

Immobile alla corte di Klopp lo vedrei molto bene: è un attaccante che svaria molto su tutto il fronte d’attacco, corre e piedi buoni, ideale da inserire nel contesto d’attacco del Borussia. Inoltre la Bundesliga è un campionato che dà molto spazio ai giovani e quindi, avendo avuto prima buoni maestri (Zeman e Ventura) e ora il buon Kloppo, per il giovane azzurro potrebbe essere l’occasione per crescere ancora e fare un importante salto di qualità. Per quanto riguarda il dualismo, non penso che sarà un grande problema: il Dortmund sarà impegnato in ben tre competizioni e vorrà fare di tutto per mettere il bastone tra le ruote al Bayern in Germania, ergo deve evitare di avere la rosa corta qualora si infortunassero degli elementi come in questa stagione. Ramos senza dubbio è già iniziato al calcio tedesco, ma, dovesse arrivare anche il napoletano, non penso che potrebbe costituire un problema.

Sempre in ottica mercato, ci sarà un trasferimento dalla Bundesliga alla Serie A: Maxim Choupo Moting, acquistato a parametro zero dalla Roma. Come vedi il suo inserimento in Italia?

Choupo-Moting ha disputato una grande stagione al Mainz, mettendo a segno dieci gol e soprattutto giocando con continuità durante tutto il campionato, aspetto da non sottovalutare viste le annate precedenti caratterizzate da numerosi infortuni che ne hanno segnato inevitabilmente il rendimento. È un’ala naturale, prevalentemente sinistra, quindi nel 4-3-3 di Garcia potrebbe entrarci bene, avendo anche caratteristiche diverse dai vari Gervinho, Florenzi o Ljajic. Potrebbe anche giocare come punta centrale, ruolo ricoperto a volte con discreti risultati, visto anche che è molto bravo nel gioco aereo.

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Del futuro – ormai sempre più prossimo – sbarco di Guardiola in Germania parlai già con Il Renzaccio, uno dei maggiori esperti di calcio tedesco presenti in rete.

Inerentemente ad esso gli aspetti più importanti da valutare e sviluppare saranno sicuramente quelli che riguarderanno la conformazione tattica della squadra ed i relativi interpreti che l’ex tecnico del SuperBarcellona deciderà di approntare in Baviera.Pep Guardiola

Dopo quanto fatto vedere in questa stagione (e non è ancora tutto, dato che sabato all’Olympiastadion di Berlino il Bayern potrebbe firmare il Triplete vincendo anche la DFB-Pokal), però, è bene fermarsi a valutare la scelta di Guardiola. Che optando per i bavaresi si è sì assicurato di lavorare in una delle società più serie e con una delle squadre più forti del mondo. Ma si è preso anche una bella gatta da pelare: migliorare ulteriormente non sarà facile.

I numeri (e i trofei) parlano chiaro: dal 2005 ad oggi il Bayern non ha quasi avuto rivali in patria, con cinque campionati e quattro coppe nazionali (che appunto potrebbero diventare cinque tra pochi giorni) messe in bella mostra in bacheca.

Ma non solo: nelle ultime quattro stagioni – compresa questa – il Bayern è stata la squadra migliore in Europa. Come ricordavo su Facebook ai margini della finale di sabato, infatti, i bavaresi hanno raggiunto l’ultimo atto della competizione in ben tre occasioni a partire dal 2010 ad oggi.

Certo, qualcuno potrà ribattere che in due casi i bavaresi hanno ceduto sul più bello. Ma un’impresa di questo genere non riusciva a nessuno dalla seconda metà degli anni ’90, quando la Juventus giocò tre finali consecutive (anche in quel caso vincendone una sola).

Insomma, qualcuno parla della possibilità di aprire un ciclo in Baviera.
Mi spiace, è troppo tardi. Un ciclo è già stato aperto ed è in pieno svolgimento.

E proprio qui casca l’asino: riuscirà Guardiola a migliorare quanto fatto finora?

A Barcellona ce la fece.

Prima del suo arrivo i Blaugrana stavano già imponendosi come uno dei punti di riferimento del calcio spagnolo, ma non solo. Negli anni immediatamente precedenti al suo arrivo sulla panchina della prima squadra il Barça aveva vinto due campionati ed una Champions.

Con lui in panchina, però, il definitivo salto di qualità verso la leggenda. Ed una bacheca capace di accogliere ancora tre campionati, due Coppe del Re, tre Supercoppe di Spagna, due Champions League, due Supercoppe UEFA, e due Mondiali per Club.

Per migliorare quanto fatto negli ultimi anni dal Bayern Monaco, però, dovrà proporre un gioco altrettanto capace di segnare la storia di questo sport. E vincere praticamente tutto sempre.

Prendete proprio quest’ultima stagione, quella di preludio al suo arrivo.

In campionato il Bayern Monaco ha distrutto la concorrenza inanellando una serie di risultati eccezionali. Ben 91 sono stati i punti raccolti dalla compagine di Heynckes (contro i 66 del Borussia, secondo), il tutto in 34 sole partite (nei campionati a 20 squadre le partite sono quattro in più). Ben 29 le vittorie raccolte, con 4 pareggi ed una sola disfatta. Il tutto per 98 reti realizzate (81 quelle segnate dal Borussia, secondo miglior attacco di tutta la Bundesliga) a fronte di sole 18 subite (39 i goal presi dal Bayer Leverkusen, seconda miglior difesa del campionato).Bayern campione

In Champions invece il Bayern ha vinto il suo girone davanti a Valencia, BATE e Lille per poi eliminare in serie Arsenal, Juventus e Barcellona (non proprio tre squadrette), fino alla finale di Londra ed allo scontro fratricida con il Borussia.

In DFB-Pokal, infine, vittorie facili contro Jahn-Regensburg, Kaiserslautern e Augusta. Fatto fuori il Borussia ai quarti (goal di Robben, guarda caso) il nettissimo 6 a 1 rifilato al Wolfsburg.

E se sabato cadrà anche lo Stoccarda… come potrà Guardiola migliorare una situazione del genere?

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L’ufficialità è giunta già ieri, prima della roboante vittoria del Bayern Monaco contro il Barcellona: Mario Götze, in estate, sbarcherà in Baviera.

Tante sono le riflessioni che si riverberano da questa operazione di mercato, di cui è giusto tratteggiarne i contorni. I bavaresi sborseranno 37 milioni (a tanto ammontava la clausola rescissoria inserita nel contratto del ragazzo) per assicurarsi uno dei talenti più fulgidi non tanto del calcio tedesco, quanto di quello mondiale. Al giocatore andranno ben 7 milioni di euro netti all’anno ed il contratto dovrebbe avere come scadenza giugno 2016.Mario Gotze

Ancora una volta, quindi, si conferma lo strapotere economico ed il predominio assoluto in chiave mercato del Bayern Monaco, almeno all’interno dei patri confini.
E’ inutile negare, infatti, che da diversi anni a questa parte un qualsiasi talento messosi in mostra in Bundesliga ha come prima opzione per il futuro proprio i bavaresi, la cui impostazione societaria porta a preferire proprio giocatori autoctoni (o comunque che già conoscono il calcio tedesco) ad acquisti dall’estero (che comunque non mancano, come i vari Robben, Ribery ed Javi Martinez).

Nonostante il Borussia Dortmund abbia vinto per due anni di fila il campionato, quindi, resta il Bayern Monaco l’apice assoluto del calcio tedesco.
Vera e propria macchina da soldi (stadio, merchandising, partnership), grande blasone, etica del lavoro, capacità di programmazione. Il calcio tedesco ha un solo padrone, pur con tutte le defezioni che di volta in volta possono compiersi.

Altra conseguenza diretta che dobbiamo trarre da quanto stiamo vedendo in questi giorni, e mi ricollego al titolo del pezzo, è: in Baviera sono pronti ad aprire una vera e propria dinastia capace di dominare l’Europa – e il Mondo – per anni, un po’ come ha fatto (e forse non ha finito di fare) il Barcellona?

Gli indizi ci sarebbero.

Come detto, poche società al mondo programmano come il Bayern Monaco. Che punta sulle giovanili pur senza estremizzare il concetto come fanno in Catalogna. Che, a differenza proprio dell’ultima (in ordine temporale) dinastia del calcio mondiale, sa operare benissimo sul mercato, andando anche a spendere tanto, ma sempre in maniera molto mirata. E che, infine, non aspetta di spremere un giocatore fino all’ultima stilla di forza prima di programmarne la sua – pur futura – sostituzione.

Proprio in questo senso è anche possibile leggere l’acquisto di Mario Götze. Un giocatore che, in realtà, sarà ovviamente utile fin da subito, essendo uno dei migliori giocatori della Bundesliga (e forse non solo).

Pensateci: Robben e Ribery si avvicinano ai trenta? Nessun problema. Nel corso di meno di dodici mesi ci assicuriamo Shaqiri e Götze, due dei migliori trequartisti/esterni che il calcio giovanile mondiale offre sul mercato. E ci assicuriamo la possibilità di tenere alta la qualità anche in futuro, quando i due attuali esterni ci lasceranno (chissà, magari già la prossima estate).

L’estate scorsa lo dissi chiaramente: il Barcellona, sulla carta, è la squadra più forte del mondo (e non potrebbe essere altrimenti visti i Messi, i Xavi e gli Iniesta). Al secondo posto, per me, il Bayern Monaco.Mario Gotze

Che appunto continua ad operare con un duplice intento: sia continuare a migliorarsi, che guardare al futuro.

Esattamente i due presupposti su cui si cerca di aprire una dinastia.

Insomma, giovane, forte e tedesco. Davvero un acquisto da dieci e lode.

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Continua, inarrestabile, la corsa del Bayern Monaco che dopo le vittorie con Greuther Fürth, Stoccarda e Mainz centra anche un importantissimo 2 a 0 alla Veltins Arena contro una delle squadre più interessanti dell’intero panorama calcistico tedesco: quello Schalke 04 reduce, a sua volta, da due vittorie ed un pareggio.

La partita, almeno per i primi cinquantacinque minuti, con le due squadre che si fronteggiano senza risparmiarsi ma senza nemmeno scoprirsi in maniera scriteriata, cercando la rete con intelligenza tattica.

E alternandosi nei momenti di forcing: partenza migliore dei padroni di casa, ospiti capaci di mettere un po’ alle corde lo Schalke dal ventesimo al quarantesimo, Die Knappen bravi a tornare a farsi pericolosi a cavallo tra i due tempi.

Al cinquantacinquesimo, però, la partita subisce lo “choc” che la spacca e la cambia in profondità.

Kroos converge da sinistra e dopo aver consegnato palla a Muller si infila in area per ricere il passaggio di ritorno e battere Unnerstall sul palo lungo.

Ci si aspetterebbe una reazione dei padroni di casa, sospinti gremita in ogni ordine di posto, ma il Bayern ha altri progetti e con Muller, che sveste i panni di assist-man per vestire quello di bomber, piazza il goal del 2 a 0 che spegne le velleità di rimonta di uno Schalke che da lì in poi a parte qualche rarissima fiammata non sembrerà più in partita come nei primi cinquantacinque minuti.

Due considerazioni veloci sui team.

Da una parte – Bayern Monaco – ci troviamo di fronte ad uno dei top 4 club europei. Da semifinale Champions in scioltezza, se il calendario non ci si mette di mezzo (magari mettendo la sfida col Barça o col Real anzitempo, che comunque non sarebbe persa in partenza) e se i bavaresi decidono di non complicarsi la vita da soli.
Qualche perplessità solo sulla difesa (non tanto legata alla gara di oggi): ok l’arrivo multimilionario di Javi Martinez che immagino verrà impiegato lì, però ancora non dà le giuste garanzie, per conto mio. Basti pensare che oggi c’era Badstuber impiegato come terzino sinistro. Non esattamente quello che vorrei mai nella mia squadra!

Dall’altra parte, invece, uno Schalke che prende due pappine dai probabilissimi futuri campioni di Germania mettendo però in mostra a tratti un gioco interessante, buone individualità ed un paio di giovani da tenere d’occhio anche come valore assoluto.

Proprio parlando di singoli, continuando col discorso Schalke, mi lustro gli occhi ogni volta che vedo in campo Papadopoulos. Perché ancora una volta, per quanto sia comico dirlo, gli “osservatori” che collaborano alla realizzazione del database di Football Manager ci hanno visto lungo, puntando già diversi anni fa su di lui come uno dei possibili migliori centrali difensivi del futuro.

Anche oggi, infatti, giganteggia per lunghi tratti della partita pur trovandosi contro un Mandzukic che, certo non fenomeno, resta punta capace di creare grattacapi a un gran numero di difensori.

Ecco, peccato solo che il pacchetto centrale il malcapitato Papadopoulos si trovi a comporlo con un Matip assolutamente negativo, che balbetta fortemente sul gioco aereo (nonostante un fisico che dovrebbe favorirlo in questo senso), con un senso della posizione arrugginito e che nel complesso non si dimostra affatto all’altezza della situazione (azione esplicativa quella del goal di Muller, quando prima cicca un colpo di testa al limite, poi non va a contrare con la giusta decisione il trequartista tedesco, libero di tirare con discreta tranquillità).

Altro giovane di qualità, invece, è Julian Draxler, 19enne ala nativa di Gladbeck. Magari non un fenomeno, ma ogni volta che mi capita di vederlo giocare mi lascia una buona impressione. Ora c’è solo da capire quali sono i suoi effettivi margini di miglioramento. Qualora fossero molto ampi finiremo sicuramente per sentir parlare ancora a lungo di lui.

Venendo al Bayern Monaco bene più o meno tutti, e difficilmente può essere diversamente quando si esce dalla Veltins Arena con un bel 2 a 0 come quello di oggi. Indubbio, però, che i migliori in campo siano i tre trequartisti: gli autori delle reti più il solito Robben.

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CRONACA

 Il Bayern parte subito a spron battuto. Ritmi elevatissimi per provare a far capitolare subito gli avversari, che però provano a reggere come possono.
Dopo pochi minuti è Gomez, imbeccato da un cross di Muller, a provarci, ma la sua incornata è centrale e Ter Stegen non ha problemi a parare.

Pressing alto, grande forcing, ma poca capacità di pungere. Ecco come si può riassumere l’inizio di match di un Bayern agguerritissimo ma dalle polveri bagnate.
Ad esempio al diciassettesimo Gomez è lanciato alle spalle della difesa del Borussia ma s’inceppa proprio arrivato in area, non riuscendo a calciare.

La partita stenta a decollare, a livello di occasioni. Al venticinquesimo ci pensa quindi Kroos ad impensierire Ter Stegen, ma il destro da fuori della stellina bavarese è ben bloccata dall’estremo difensore avversario.
Poco dopo la mezz’ora Robben piomba al limite su di una ribattuta corta della difesa avversaria calciando di sinistro, senza trovare però lo specchio di porta.

Subito dopo Muller riceve palla in area, ma al momento della conclusione è disturbato da Jantschke e non riesce a dare forza al pallone.
Gli ospiti si fanno vedere solo allo scadere quando Arango scambi al limite con Reus per poi sparare di esterno sinistro, esaltando tutte le qualità di Neuer, bravo a deviare in corner.

Prima frazione che di fatto si chiude con Schweinsteiger che svetta su calcio d’angolo dalla destra di Muller, colpendo di testa mettendo però palla sopra la traversa, e con il taglio di Gomez sul primo palo a girare tra le braccia di Ter Stegen, sempre in gioco aereo, un cross di Kroos.

In apertura di ripresa il copione non cambia: Muller in mezzo per Gomez che va di testa, Ter Stegen si distende alla sua destra e respinge.
Gomez che al cinquantacinquesimo, sugli sviluppi di un corner, colpisce il palo. Ovviamente sempre col suo pezzo forte: il gioco aereo.

Al cinquantanovesimo, però, arriva l’inaspettato vantaggio ospite. Che non viene però convalidato. Arango batte una punizione defilato sulla destra scodellando in area dove De Camargo colpisce di testa, infilando l’1 a 0. O almeno, infilando la rete che sarebbe valsa l’1 a 0 se lo stesso De Camargo, in apertura d’azione, non spingesse il diretto marcatore, affossandolo fallosamente.
Il vantaggio è comunque solo leggermente demandato. Tre minuti dopo il goal annullatogli, infatti, De Camargo sfrutta un’incertezza di Boateng per battere l’uscita pazza di Neuer, sbloccando il risultato.

Robben però non ci sta e non fa passare nemmeno cinque minuti che va a convergere da destra per calciare sul primo palo, trovando il solito Ter Stegen ad opporsi.
Subito dopo Lahm serve con un ottimo filtrante Gomez, che però parte mezzo passo oltre la linea dei difensori avversari e viene fermato dall’arbitro a tu per tu con l’estremo difensore avversario.

Bavaresi determinati a provarci. A venti dal termine il solito Robben converge e scarica, con conclusione deviata da Muller senza successo.
Ospiti che comunque non rinunciano a giocare. Così al settantunesimo Arango testa il suo sinistro, calciando però non di molto a lato.

Al settantaseiesimo, quindi, il Bayern pareggerebbe. Schweini calcia da fuori, Ter Stegen ancora una volta bravo a respingere, Muller più lesto di tutti a ribadire in rete. Il guardalinee, però, ne sbandiera la posizione: la sua realizzazione è quindi annullata per fuorigioco.
Negli ultimi dieci minuti il Bayern prova una sorta di arrembaggio che si risolve però in un nulla di fatto, con il Monchengladbach che, un po’ come il Lorient ieri sera, strappa una vittoria inaspettata ad una grande del proprio campionato.

COMMENTO

I padroni di casa partono su ritmi folli, ma sembrano spuntati. Gomez non vive una giornata di grazie e chi lo supporta non riesce ad incidere sotto rete.

Nel contempo il Borussia è bravo a difendersi come può, fruttando poi le parate di Ter Stegen per non affondare.

Il tutto fino al patatrac difensivo del Bayern, quando Boateng è indeciso su di un lancio lungo e dopo aver fatto rimbalzare il pallone abbozza solo un intervento per lasciare scorrere poi il pallone verso Neuer la cui uscita è però anticipata da De Camargo, che firma una rete inaspettata per gli ospiti.

Bavaresi che partono quindi piuttosto malino in questa Bundesliga. Vincitori annunciati, avranno sicuramente da faticare per riportare la vittoria finale. Sulla carta sono sicuramente la squadra migliore, ma il Borussia di Klopp ha un gioco di molto migliore, e sicuramente venderà cara la pelle.

MVP

Buoni fondamentali, grande attenzione. Neuer avrà forse più talento puro, ma Marc-André ter Stegen è portiere ancora poco sponsorizzato ma sicuramente valido.

Anche oggi si fa valere, impedendo alla sua barca di affondare.

Un pensierino ce lo farei…

Nota a margine: si tratta di un 92. Da noi Perin è appena sceso in B. Speriamo giochi almeno lì.

TABELLINO

Bayern Monaco – Borussia Monchengladbach 0 – 1
Marcatori: 62′ De Camargo.

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CRONACA

Lewandowski subito in evidenza con una bella discesa sulla destra chiusa da un cross in mezzo che non trova però nessun compagno pronto a colpire.
Partita che comincia su ritmi discreti, ed un certo equilibrio di fondo. Appare subito più brillante la manovra dei padroni di casa, che però hanno bisogno di ingranare per trovare buchi nella difesa avversaria.

Ad infiammare il match ci pensa quindi il solito Shinji Kagawa che al quattordicesimo minuto esplode un destro dal limite che sfiora il palo, facendo tremare i tifosi ospiti.
E il goal non stenta ad arrivare. Inguardabile, nell’occasione, la difesa dell’Amburgo. Lewandowski controlla palla sulla trequarti ed appoggia all’indietro all’accorrente Gotze che può partire centralmente, a retroguardia scoperta. Sulla sua sinistra si sovrappone quindi Grosskreutz, che ha una vera e propria prateria davanti a sè, e viene subito servito. Entrato in area l’appoggio di interno destro sul secondo palo, ed il goal comodo comodo.

Partita che stenta a decollare e che viene quindi instradata da un grossolano errore della difesa ospite.
Borussia che addormenta e sveglia la partita a piacimento. Pochi minuti dopo l’1 a 0, quindi, Kagawa scatta sul filo del fuorigioco (tenuto in gioco da Aogo) per poi saltare un uomo al limite e scaricare un destro terrificante, che si schianta però sul palo.

Borussia che continua a distribuire perle. Così Hummels lancia Grosskreutz che si porta avanti il pallone di tacco servendolo a Lewandowski che glielo restituisce, di prima intenzione. Arrivata sul fondo l’ala sinistra Giallonera girerà il pallone verso il limite dell’area in direzione dell’accorente Kagawa, che non avrà però fortuna con la conclusione di primai intenzione.
Niente da fare, comunque. C’è solo il Dortmund. Così alla mezz’ora Gotze parte centralmente e fa un bel uno-due con Lewandowski che restituendogli palla di tacco permette al giovanissimo trequartista tedesco di bersi Westermann e Mancienne per presentarsi a tu per tu col portiere. Che a quel punto può battere senza problemi.

Amburgo che si fa vedere estemporaneamente solo al trentottesimo quando Elia converge da sinistra per servire poi Petric, che colpisce però malissimo il pallone mandandolo alle stelle.
Borussia che comunque non demorde. In chiusura contropiede portato da Gotze sulla destra che serve all’indietro l’accorrente Gundogan, il cui destro di prima intenzione non trova però lo specchio.

In apertura il Borussia triplica subito. Gotze manovra in area ed appoggia a Grosskreutz che dopo essersi visto ribattere la prima conclusione può ribadire facilmente in rete.
Al cinquantatreesimo l’Amburgo accorcerebbe con Jansen, ma il suo goal viene annullato per una presunta carica sul portiere. Che in effetti, dal mio punto di vista, poteva assolutamente starci perché per quanto non cercato l’impatto impedisce al portiere del Borussia di impossessarsi di un pallone che era praticamente già tra le sue mani.

Amburgo che forse stufo di essere costantemente sotto prova quindi a farsi vedere dalle parti dell’area avversaria. Così Jansen veste i panni dell’assistman per servire Petric, la cui conclusione non inquadra però la porta.
A quel punto prova quindi a farsi vedere nuovamente Gotze. Piszczek lancia bene il pallone in area dove si avventa proprio il giovane trequartista teutonico, che però non riesce, pur di poco, ad agganciare la sfera.

Borussia appagato che finisce così per spianare la strada alla rete dell’Amburgo che al settantanovesimo sfrutta una mischia fatta di batti e ribatti in area per andare in goal con Tesche.
Subito dopo Tore s’imbizzarrisce e mette a ferro e fuoco la difesa avversaria, servendo poi Jensen il cui diagonale è però respinto da Weidenfeller e poi spazzato da un avversario.

Amburgo che non ha però più tempo e modo di rendersi ancora pericoloso. Match che termina quindi 3 a 1 e che viene meritatissimamente vinto dal Borussia Dortmund.

COMMENTO

Ma che bello questo Borussia!

Cos’altro si può dire di fronte ad una squadra che gioca al calcio così bene, con questa qualità di gioco?

Non si può davvero che fare i complimenti a Klopp ed ai suoi ragazzi, perché hanno imbastito una struttura capace di unire il bel gioco ai risultati.

L’avversario, sulla carta, non è certo dei più ostici (l’Amburgo non lotterà per la vittoria del campionato) ma nemmeno dei più molli, trattandosi di una squadra composta anche da talenti interessanti (come Tore ed Elia).

Eppure Gotze, Grosskreutz e Kagawa riescono a fare d’un sol boccone gli avversari, non facendo nemmeno pesare l’assenza di Sahin, passato ad inizio mercato al Real Madrid.

Splendido vedere tanta qualità di gioco. Scambi rapidi nello stretto quanto verticalizzazioni repentine, il tutto giocando praticamente a memoria.

Colpisce poi, guardando questa squadra, la capacità di cambiare ritmo a proprio piacimento.

Un quarto d’ora a vivacchiare, poi una serie di fiammate impossibili da controllare per la tutto sommato modestia retroguardia costruita da Frank Arnesen, che ha portato Mancienne dal Chelsea (dove lavorava) sperando di poter blindare una retroguardia che, invece, s’è dimostrata bucabilissima.

Borussia che è quindi da tenere sott’occhio. I ragazzi sono per lo più giovani o molto giovani, hanno entusiasmo e fame di vittorie. E dopo aver visto Sahin partire per Madrid sicuramente vorranno replicare la stagione scorsa, per provare a fare altrettanto.

Il Bayern Monaco è avvisato. Può spendere quanto vuole sul mercato, ma dovrà comunque fare i conti con loro, i ragazzi terribili del Westfalen.

Il messaggio, tra l’altro, è bene raggiunga anche i piani alti del calcio europeo. Perché se è vero che questo Borussia non ha grosse chance di imporsi in Champions – anzi, ci vorrebbe un mezzo miracolo – è altrettanto vero che potrà dare fastidio a molti, se non a tutti. E magari creare qualche grattacapo a qualche grande club del Vecchio Continente.

Del resto intendiamoci: questo Borussia è sicuramente ben superiore allo Schalke che lo scorso anno tanto bene fece nella massima competizione europea per club. Quindi insomma, vederli ben figurare non dovrà davvero stupire nessuno.

Il più sarà capire se riusciranno a replicare questo gioco e queste prestazioni anche al di fuori dei propri patri confini, o se la mancanza di esperienza di molti dei giocatori a disposizione di Klopp si farà sentire, in tal senso.

MVP

Di lui parlai già un paio d’anni fa, quando si mise in mostra nel corso degli Europei under 17 con la maglia della sua nazionale. Gotze che da allora è cresciuto veramente tantissimo, fino a diventare una certezza già oggi che ha solo 19 anni.

Il futuro, manco a dirlo, è tutto dalla sua parte.

Una sola piccola chiosa: giocasse in Italia starebbe ancora in Primavera o, per bene che possa andare, in Serie B.

TABELLINO

Borussia Dortmund vs. Amburgo 3 – 1
Marcatori: 18′, 48′ Grosskreutz, 30′ Gotze, 79′ Tesche.

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