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Archive for the ‘Pallone d’Oro’ Category

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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Con l’arrivo di novembre non si può non tornare a parlare di Pallone d’Oro.

Proprio questa mattina sono state rese note le due liste tra cui i giurati si troveranno a votare (23 calciatori e 10 allenatori). E dato che a noi piace giocare, facciamo un sondaggio inter nos e definiamo i nostri vincitori!

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Analizzati i candidati alla vittoria del prossimo Mondiale passiamo a designare noi chi dovrebbe essere, a nostro avviso, il giocatore capace di spuntarla nella corsa al prossimo Pallone d’Oro.

Votate gente, votate!

Chi è il vostro Pallone d’Oro 2010?

(Purtroppo per un problema della piattaforma WordPress non è possibile incorporare il sondaggio al blog, dovete quindi cliccare su questo link per andare poi a votare direttamente su  Poll Daddy!)

P.S.
Le votazioni si chiuderanno tra una settimana a partire da oggi, dopo di che andremo quindi a scoprire chi dovrebbe essere il Pallone d’Oro 2010 secondo i lettori di Sciabolata Morbida.

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France Football ha diramato la lista dei 23 candidati al prossimo Pallone d’Oro FIFA e, com’era logico aspettarsi, ci sono sorprese da una parte ed esclusi eccellenti dall’altra.

Partiamo però, prima di presentare i nominati (e lanciare poi un sondaggio), a dire quando si saprà il responso ufficiale della votazione che designerà il prossimo Pallone d’Oro: la premiazione verrà effettuata il prossimo 10 gennaio in quel di Zurigo. Ancora due mesi e mezzo, quindi, e l’attesa si concretizzerà nel nome di colui che succederà a Lionel Messi nell’albo d’oro di questo riconoscimento personale.

Ma vediamoli uno per uno, allora, i ventitrè nominati, in rigoroso ordine alfabetico:

Iker Casillas

Partiamo da un assunto: nell’anno di un Mondiale la competizione iridata stessa e l’assegnazione di questo premio è praticamente sempre stata legata a doppio filo. Fare bene ed aggiudicarsi la vittoria finale ha infatti più o meno sempre posto serie ipoteche sull’assegnazione di questo riconoscimento e va quindi da sé che tutti i calciatori spagnoli inseriti in questa lista avranno delle chance di vittoria.
Tra questi Casillas non dovrebbe comunque concorrere realmente all’assegnazione del premio: la sua annata scorsa è stata segnata dal Mondiale vinto in Sudafrica, sì, ma anche da situazioni non esaltanti con il suo Real, regolato dal Barcellona in campionato e mai davvero in corsa per la vittoria in Champions.
A livello personale resta uno dei migliori portieri al mondo ma se non lo vinse Buffon quattro anni fa – che pur ci andò vicino – difficile pensare possa spuntarla lui oggi.

Dani Alves

E’ uno dei migliori terzini destri del mondo, giusto un gradino sotto all’irraggiungibile Maicon.
Ok.
Però vederlo in questa lista fa storcere un po’ il naso, posto che le sue possibilità di vittoria sono nulle.
Al Mondiale non impressionò laddove non partì nemmeno titolare nell’intelaiatura costruita da Dunga, col suo Barça ben si comportò in Spagna ma dovette cedere di fronte all’Inter di Mourinho in Champions.
Insomma, non ha proprio le carte in regola per poter vincere questo riconoscimento. E, per altro, giusto facendo un’annata di molto sopra le sue possibilità e vincendo tutto potrebbe pensare di farcela.

Didier Drogba

Anche lo scorso vincitore del Pallone d’Oro africano non ha reali chance di imposizione ma fa già un altro effetto vederlo in questa lista: tra le migliori punte al mondo, di sicuro una delle più complete, il capitano della Costa d’Avorio ha vissuto un’ottima stagione l’anno scorso, vincendo campionato e coppa con la sua squadra di club e laureandosi capocannoniere della Premier con 29 realizzazioni.
Peccato per l’infortunio che ne ha di molto limitato le sue performance al Mondiale: anche non vincendolo, infatti, avrebbe potuto lanciarsi proprio lì per la conquista di questo titolo.
Niente da fare per lui, quindi, che se la giocherà ancora una volta, molto probabilmente, con Eto’o per il Pallone d’Oro del suo continente.

Samuel Eto’o

Samuel è un giocatore che adoro da sempre e da subito sostenni il suo arrivo a Milano, parlando di un giocatore dal fiuto del goal raro e, soprattutto, capace di “non squagliarsi a certe temperature”.
Detto questo, però, fa un certo effetto vederlo inserito in questa lista, a maggior ragione vista l’assenza di Diego Milito. Tra i due, infatti, fu proprio l’argentino ad essere più incisivo nella corsa al Triplete.
Posto poi che ai Mondiali Eto’o fece si qualcosa di meglio del compagno di club – che non fu nemmeno titolare – ma senza comunque mettere assieme prestazioni esaltanti ecco come ci sia qualcosa che non torni, qui.
Al di là di tutto, comunque, difficile, nonostante gli allori collezionati in maglia Nerazzurra, che possa anche solo concorrere per la vittoria di questo premio. Sacrificato da Mourinho in un ruolo non suo per buona parte della stagione, infatti, Samuel giocò molto al di sotto dei suoi standard, soprattutto realizzativi. Peccato.

Cesc Fabregas

Tra tutti gli spagnoli in lista Fabregas è quello che ha probabilmente meno possibilità di imporsi nella corsa al Pallone d’Oro, questo semplicemente perché non è stato nemmeno titolare nella campagna mondiale della sua Spagna. Inoltre, poi, con il club, dov’è leader indiscusso, non ha raccolto nessuna vittoria. Indubbiamente, comunque, non è difficile immaginare possa superare la posizione raggiunta lo scorso anno, allor quando giunse dodicesimo nella graduatoria finale.

Diego Forlan

Di Pallone d’Oro, quello come miglior giocatore del Mondiale, ne ha già vinto uno quest’anno Forlan. Difficile possa fare il bis. Indubbiamente, però, potrebbe ricevere un buon numero di voti, in particolar modo provenienti dall’America Latina. Dare la propria preferenza a lui, comunque, non sarebbe certo qualcosa di scandaloso: vincitore dell’Europa League e della Supercoppa Europea coi Colchoneros Forlan è stato poi grande protagonista – diventando capocannoniere della competizione assieme a Muller, Villa e Sneijder – nella cavalcata uruguaiana che si è fermata in semifinale, riportando un paese bicampione del mondo là dove mancava da troppo tempo.
Migliorare il diciannovesimo posto dello scorso anno? E’ cosa fatta.

Gyan Asamoah

Questo è un nome inserito più per colore che per una vera e propria logica sportiva.
Perché sì, Asamoah ha disputato un grandissimo Mondiale, macchiato solo dall’errore su quel calcio di rigore che avrebbe portato il Ghana là dove nessuna nazione africana era mai stata in grado di arrivare. Ma ci sono comunque stati molti giocatori più decisivi di lui – come l’appena citato Forlan – che, tra l’altro, hanno compiuto anche imprese ben più importanti della sua con il club.
Per altro è praticamente impossibile che a vincere questo trofeo possa essere un giocatore che lo scorso anno giocò nel Rennes, dove non vinse niente, per poi passare in estate al Sunderland, dove difficilmente vincerà qualcosa.
E anche qui si stenta a capire, razionalmente parlando, come possa esserci lui a discapito di un Milito grande trascinatore dell’Inter del Triplete.

Andrés Iniesta

E’ uno dei grandi favoriti alla vittoria finale.
Importante il suo contributo nella stagione tutto sommato positiva del Barcellona, decisivo quello per la vittoria spagnola al Mondiale: come ricorderete tutti, infatti, fu suo il goal che permise alle Furie Rosse di imporsi sugli Oranje in finale.
Peccato solo che quel Mondiale Andrés lo disputò sottotono a causa di alcuni problemi fisici altrimenti, forse, non staremmo nemmeno qui a parlarne.

Julio Cesar

In sé e per sé ci può stare il suo nome, intendiamoci. Per quanto nel Triplete interista c’è chi – come il solito Milito, che torna spesso in questo discorso – a mio modo di vedere fu più decisivo di lui.
Non ha comunque molte chance – eufemisticamente – di poter competere alla vittoria finale. Tutt’al più potrà migliorare il ventunesimo posto – su trenta, però – ottenuto lo scorso anno e potrà cercare di battagliare con Casillas per vedere chi tra i due riceverà più voti.

Miroslav Klose

Lo scorso anno non era nemmeno in lista. Giustamente, aggiungerei.
Poi arrivano i Mondiali e Klose si esalta, tornando a mettere in mostra un ottimo fiuto del goal.
Visti i buoni risultati ottenuti tra nazionale e club – dove però non è certo titolare – il suo nome ci potrebbe anche stare in questa lista. Per quanto siamo sempre lì: non l’avrebbe meritato di più Milito di esserci?
Altro giocatore che, comunque, ha ben poche possibilità di farcela.

Philipp Lahm

L’ottimo Mondiale della Germania ha portato all’inserimento in questa lista anche di Lahm, anch’egli assente lo scorso anno. A differenza di Miro, comunque, lui dell’ottima stagione bavarese è stato un protagonista. Merita quindi di essere inserito in questa lista anche più di un Dani Alves, per quanto poi le sue possibilità di vittoria siano le stesse del brasiliano: nessuna.

Maicon

Immaginatevi Dunga ed il Brasile tutto festante, nel corso dell’ultima estate, al posto di Puyol e compagni. Maicon non avrebbe potuto assicurarsi la vittoria del Pallone d’Oro? Dal mio punto di vista sì, sarebbe stato uno dei massimi pretendenti alla vittoria finale.
Visto il Mondiale giocato da lui e dal suo Brasile, però, difficile possa essere preso in considerazione, nonostante le ottime cose mostrate con l’Inter nel corso della stagione.

Lionel Messi

Se è vero che il Mondiale è spesso decisivo per l’assegnazione del Pallone d’Oro Messi potrebbe già ufficializzare la sua abdicazione al trono. Le cose, però, stanno così: al Mondiale naufragò, seguito da Maradona e l’Argentina tutta. Ma nel corso della stagione si dimostrò ancora una volta come uno dei migliori giocatori al Mondo, trascinando il suo Barça nella Liga e laureandosi tanto capocannoniere in Campionato (con 34 goal) quanto in Champions (con 8 realizzazioni).
Alla fine, quindi, facile che non vada poi tanto lontano dalla prima posizione.

Thomas Muller

Difficile ce la faccia quest’anno, ma chissà che non lo possa vincere in futuro. Di certo la stagione di Muller è stata a tratti allucinante, ben al di sopra di come ce la si poteva aspettare. E con il Mondiale stratosferico giocato… le sue carte buone in mano le ha, Thomas.
Difficile, comunque, possa farcela, per quanto le sue preferenze sicuramente le otterrà.

Mesut Ozil

Al tempo stesso difficile possa fare altrettanto Ozil, autore di un ottimo Mondiale ma che potè fare ben poco col suo Werder. E’ praticamente tagliato fuori in partenza il trequartista attualmente in forza al Real, che avrà comunque modo di rifarsi nei prossimi anni.

Carles Puyol

E se fosse proprio il capitano nonché centrale difensivo spagnolo a vincere il Pallone d’Oro?
Un po’ come Cannavaro quattro anni fa, del resto.
Certo, c’è da dire che il nostro Fabio giocò quel Mondiale su di un livello realmente stratosferico, indubbiamente più alto di quello raggiunto da Carles in Sudafrica. Nel compenso, però, il difensore del Barça è stato decisivo con una rete in semifinale.
Non lo vedo vincitore, ma non mi scandalizzerei nemmeno.

Arjen Robben

Non poteva non esserci in questa lista, Arjen, vero e proprio trascinatore del Bayern finalista di Champions.
Peccato solo per la sua finale Mondiale: fosse riuscito a trovare la rete ora avrebbe tutti i favori del pronostico. Oggi come oggi, invece, difficile pensare possa spuntarla lui.

Cristiano Ronaldo

Nel corso della scorsa stagione non ha vinto nulla.
Il talento non si discute, ma andare al Real Madrid è una scelta che non ha pagato, nell’immediato.
Dopo il secondo posto della scorsa stagione è indubbiamente tagliato fuori dalla corsa quest’anno. Certo che però anche qui un Milito, visto il rendimento avuto l’anno scorso, ci sarebbe stato meglio di un Ronaldo.
Anche se nel dire questo qualcuno probabilmente mi accuserà di lesa maestà…

Bastian Schweinsteiger

Lo scorso anno è avvenuta la detonazione: da promessa mantenuta a metà a solida realtà del calcio Mondiale.
Protagonista di una stagione disputata su livelli altissimi dall’inizio alla fine Bastian non poteva essere ignorato, a differenza di quanto avvenuto lo scorso anno, dai giurati di questo premio. Indiscutibile, quindi, la sua presenza in questa lista. Così come indiscutibile è anche il fatto che, nonostante tutto, difficilmente potrà aggiudicarsi la vittoria finale.

Wesley Sneijder

Eccolo il grande favorito: Wes.
Trascinatore dell’Inter del Triplete con le sue giocate e dell’Olanda di Van Marwijk con i suoi goal. Se avesse vinto anche il Mondiale non ci sarebbe dubbio alcuno.

David Villa

La Spagna in semifinale ci è arrivata soprattutto grazie a lui. Peccato poi che lì si sia un po’ spento, altrimenti la mia preferenza andrebbe dritta su di lui, nonostante tutto.
Difficile davvero possa vincere, impossibile non possa migliorare il ventiseiesimo posto dello scorso anno (anche se qui sarebbe interessante capire perché l’anno scorso furono 30 i candidati e quest’anno 23… un posto in più per Milito proprio non potevano trovarlo?).

Xabi Alonso

E’ uno dei miei registi preferiti, ma non ha chance reali di imposizione finale. Tra tutti gli spagnoli nominati è infatti quello che ha meno possibilità tra tutti di arrivare in fondo.

Xavi Hernandez

Probabilmente non vincerà, ma il suo piazzamento sarà comunque ottimo. Per assurdo, però, non è nemmeno detto faccia meglio dell’anno scorso, quando si piazzò terzo alle spalle degli inarrivabili Messi e Ronaldo.

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Il favoritissimo della vigilia era Samuel Eto’o, attaccante camerunense oggi in forza all’Inter che si era però guadagnato i favori del pronostico in virtù della grandissima scorsa stagione giocata in quel di Barcellona dove aveva contribuito, con un suo goal pesantissimo in finale, alla vittoria della Champions League.

I pronostici, però, sono fatti per essere sfatati.
Dopo averlo vinto per tre volte consecutivamente (edizioni 2003, 2004 e 2005), quindi, la punta nativa di Nkon non riesce ad affermarsi per la quarta volta nella sua carriera vincendo questo importante riconoscimento atto a premiare il miglior giocatore del Continente Nero.

Il premio al calciatore africano dell’anno nacque nel 1970 e venne organizzato da France Football, la stessa rivista calcistica francese che cura ancora oggi l’assegnazione del Pallone d’Oro europeo.
Dal 1992, però, l’assegnazione di questo premio è passata nelle mani della CAF, la confederazione calcistica africana.

E' Didier Drogba, qui ritratto nel corso dell'amichevole giocata a Loftus Road dalla sua Costa d'Avorio contro la Corea del Sud il 3 marzo scorso, ad aggiudicarsi il Pallone d'Oro africano 2009

Tanti sono stati, nel corso di questi quarant’anni, i campioni premiati. Da Salif Keita – lo zio del Blaugrana Seydou, primo vincitore nella storia di questo premio – a Roger Milla passando per Thomas N’Kono – il portiere camerunense che ispirò niente popò di meno che Gianluigi Buffon -, Rabah Madjer, Kalusha Bwalya, George Weah, Abedi Pelè, Rashidi Yekini, Nwankwo Kanu, Mustapha Hadji, Patrick Mboma, Elhadji Diouf, Frederic Kanoute ed Emmanuel Adebayor, fino ad arrivare, appunto, a Didier Drogba, unico calciatore ivoriano nella storia capace di aggiudicarsi questo riconoscimento, che con l’affermazione di ieri vince per la seconda volta questo Pallone d’Oro.

Seconda volta, dopo che Didier era stato capace di vincerlo già nel 2006. Ma, in realtà, si tratterebbe di una terza volta: nel 2007, infatti, la punta attualmente in forza al Chelsea vinse questo riconoscimento per la seconda volta consecutiva. Essendo però impegnato in una serie di allenamenti con la propria nazionale in vista dei quarti di Coppa d’Africa non si presentò a ritirare il premio. La cosa non andò giù ai dirigenti della CAF che decisero quindi di riassegnarlo, premiando il maliano Kanoute.

Drogba che ha vinto questo premio ottenendo 92 punti. Alle sue spalle si piazza invece proprio all’interista Eto’o, il favorito della vigilia, con 69 punti mentre la terza posizione è appannaggio di un altro Blues, Micheal Essien (al quinto podio consecutivo), fermo a quota 43.

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E’ stato assegnato in questi giorni il Pallone d’Oro del 2009.
A vincerlo, come da pronostico, è stato quel Leo Messi capace di guidare il suo Barcellona a grandissimi traguardi: i Blaugrana, infatti, nell’ultimo anno solare hanno vinto Liga, Coppa del Re, Supercoppa di Spagna, Supercoppa UEFA, Champions League. Ben cinque trofei vinti in pochi mesi, con il sesto che sembra essere molto più che alla portata di Messi e dei suoi compagni: tra pochi giorni, infatti, inizierà il Mondiale per Club, con la squadra delle Rambla che partirà come grande favorita.

Non c’erano dubbi, insomma, sulla vittoria della Pulce, capace anche di sigillare la scorsa finale di Champions con un suo goal.

Il fantasista argentino, infatti, si è aggiudicato il prestigioso premio assegnato da France Football grazie ai 473 punti raccolti tra i giurati.

Secondo, invece, l’ormai ex Pallone d’Oro, Cristiano Ronaldo, fermatosi a quota 233 punti (contro i 446 della scorsa stagione).

In terza posizione, sul gradino più basso del podio, si piazza invece Xavi, capace di raccogliere 170 punti, ventuno più del compagno Iniesta, piazzatosi quarto. Quinto, molto più staccato, un altro giocatore capace di vincere l’ultima Champions: quel Samuel Eto’o oggi all’Inter.

Messi, insomma, è l’ottavo giocatore capace di vincere un Pallone d’Oro vestendo la maglia del Barça. Prima di lui, infatti, erano riusciti nell’impresa Luis Suarez (1960), Johan Cruijff (1973, 1974), Hristo Stoichkov (1994), Ronaldo (1997), Rivaldo (1999), Figo (2000) e Ronaldinho (2005).

Lionel Messi è il Pallone d'Oro 2009

Altresì il piccolo trequartista di Rosario può da ora vantare un importante primato: è infatti il primo argentino a conquistare questo riconoscimento.

Ecco quindi qui di seguito la classifica completa:
1. Lionel Messi (Argentina, FC Barcellona) : 473 points
2. Cristiano Ronaldo (Portogallo, Manchester United poi Real Madrid) : 233 pts
3. Xavi (Spagna, FC Barcellona) : 170 pts
4. Andrès Iniesta (Spagna, FC Barcellona) : 149 pts
5. Samuel Eto’o (Camerun, FC Barcellona poi Inter) : 75 pts
6. Kaka (Brasile, Milan AC poi Real Madrid) : 58 pts
7. Zlatan Ibrahimovic (Svezia, Inter puis FC Barcellona) : 50 pts
8. Wayne Rooney (Inghilterra, Manchester United): 35 pts
9. Didier Drogba (Costa d’Avorio, Chelsea): 33 pts
10. Steven Gerrard (Inghilterra, Liverpool) : 32 pts
11. Fernando Torres (Spagna, Liverpool): 22 pts
12. Cesc Fabregas (Spagna, Arsenal) : 13 pts
13. Edin Dzeko (Bosnia, Wolfsburg) : 12 pts
14. Ryan Giggs (Galles, Manchester United) : 11 pts
15. Thierry Henry (Francia, FC Barcellona) : 9 pts
16. Luis Fabiano (Brasile, FC Siviglia), Nemanja Vidic (Serbia, Manchester United), Iker Casillas (Spagna, Real Madrid): 8 pts
19. Diego Forlan (Uruguay, Atletico Madrid) : 7 pts
20. Yoann Gourcuff (Francia, Bordeaux) : 6 pts
21. Andreï Arshavin (Russia, Arsenal), Julio Cesar (Brasile, Inter), Frank Lampard (Inghilterra, Chelsea) : 5 pts
24. Maicon (Brasile, Inter) : 4 pts
25. Diego (Brasile, Werder Brêma poi Juventus) : 3 pts
26. David Villa (Spagna, Valencia), John Terry (Inghilterra, Chelsea) : 2 pts
28. Franck Ribéry (Francia, Bayern Monaco), Yaya Touré (Costa d’Avorio, FC Barcellona) : 1 pt
30. Karim Benzema (Francia, Lione poi Real Madrid): 0 pt

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E’ quindi Cristiano Ronaldo il Pallone d’Oro 2008.

L’ala portoghese è stata premiata col più prestigioso riconoscimento individuale al mondo recentemente, diventando così il terzo portoghese ad aggiudicarsi questo ambito riconoscimento. Premio che in precedenza era già stato vinto dai suoi connazionali Eusebio (1965) e Figo (2000).

Cristiano Ronaldo è inoltre il quarto giocatore del Manchester United ad aggiudicarsi il Pallone d’Oro, dopo che in precedenza erano riusciti nell’impresa Denis Law (1964), Bobby Charlton (1966) e George Best (1968); la statuetta, quindi, torna a Manchester dopo ben quarant’anni.

E non poteva essere altrimenti. Ronaldo non è certo l’unico campione che attualmente calca i campi di calcio… al secondo ed al terzo posto, ad esempio, si sono piazzati Messi e Fernando Torres, due giocatori che hanno ottime possibilità di vincere il premio nei prossimi anni. Quest’anno, però, nessuno più del portoghese si meritava questo riconoscimento: per Cristiano è stato infatti un anno fenomenale, costellato da super-prestazioni personali oltre che da vittorie o piazzamenti importanti di squadra.

In estate è riuscito ad arrivare sino in semifinale agli Europei con il Portogallo; ma i traguardi più importanti li ha raggiunti col club: con il suo Manchester, infatti, è riuscito a centrare un double molto importante, che soprattutto ai giorni nostri è qualcosa di sempre più complicato da raggiungere: segnando ben 31 reti in 34 partite di Premier League ha letteralmente trascinato i Red Devils alla vittoria finale. In Champions, invece, è riuscito a mettere a segno 8 reti in 11 partite, una delle quali in finale, andandosi a vincere anche quello che è considerato un po’ l’alloro più importante al mondo per una squadra di club, il traguardo più prestigioso insomma. Inoltre nelle 3 partite disputate in FA Cup è anche riuscito a mettere a segno 3 reti. Totale: QUARANTADUE reti in 48 presenze, che per un’ala sono qualcosa di FENOMENALE.

E qualcuno ha avuto anche dubbi su a chi assegnare il premio…

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Premier League: è quindi il Liverpool a comandare in solitaria la Premier League dopo le prime 15 giornate di campionato. I Reds nonostante siano stati fermati sullo 0 a 0 (qui il ed il tempo della partita) dal West Ham di Gianfranco Zola guadagnano quel punticino utile a staccare il Chelsea (come detto fermato dall’Arsenal non senza polemiche) per prendersi la vetta. Liverpool che sarà sicuramente rammaricato di non aver portato a casa il bottino pieno (assente solo Torres, con Mascherano ed Agger tenuti a riposo per lasciare spazio a Xabi Alonso ed Hyypia) nonostante avesse dalla sua il fattore campo.

La squadra del distretto londinese continua invece, dal canto suo, a stazionare a metà classifica con 18 punti al suo attivo. La situazione non è comunque delle migliori, se si pensa che il Sunderland (terz’ultimo) ha tre soli punti meno.

 

Liga: José Manuel Esnal Pardo, detto “Mané”, è il nuovo tecnico della seconda squadra di Barcellona, l’Espanyol. Il club catalano aveva infatti da poco rimosso l’ormai ex mister, Bartolomé Marquez, visti i risultati tutt’altro che soddisfacenti (la squadra è ora quart’ultima con soli 12 punti, frutto di 3 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte) conseguiti da inizio stagione.

Mané, nato il 25 marzo 1950 a Balmaseda (un piccolo comune di poco più di 7000 abitanti facente parte della comunità autonoma dei Paesi Baschi), ha iniziato la carriera da allenatore alla fine degli anni 70, nella sua città Natale. Dopo essersi fatto le ossa allenando alcune squadre basche e catalane militanti in Segunda B, giunge al Lleida, club che porterà sino in Primera Division. Da qui inizierà quindi la sua carriera in massima serie che lo vedrà allenare, tra le varie squadre, il Deportivo Alaves (preso in Segunda e portato in Primera). Proprio al timone di questa squadra (in cui giocavano tre conoscenze del nostro calcio: Ivan Tomic, Cosmin Contra ed Javi Moreno) riuscirà ad arrivare sino in finale di UEFA (stagione 2000/20001), persa solo ai supplementari contro il Liverpool di Gerrard, Fowler ed Owen.

Cinque stagioni più tardi (dopo essere retrocesso ed avere quindi abbandonato la panchina del club di Vitoria) Mané compì un’altra grande impresa sportiva, riportando il Levante in Primera.

La sua ultima squadra allenata è stata l’Athletic Bilbao, di cui prese la guida nel dicembre 2006 per condurla ad una faticosa quanto insperata salvezza proprio all’ultima di campionato, per poi rassegnare le dimissioni.

Il suo schema preferito è il 5-3-2 ed ama applicare un forte pressing sul centrocampo avversario, così come tenere la difesa molto chiusa attorno al portiere. Allena inoltre con particolare attenzione la difesa nel fuorigioco sui calci piazzati.

Vedremo quindi se un tecnico di così lunga esperienza (sono ormai quasi 30 anni che esercita questa professione) sarà in grado di salvare la squadra di Kameni, Finnan, De La Pena e Rufete (tra gli altri) dalla retrocessione. A Barcellona, questo è certo, ci credono.

 

Pallone d’Oro: nella giornata di oggi è stato assegnato il più prestigioso riconoscimento individuale in ambito calcistico, il Pallone d’Oro. Previsioni rispettatissime e Cristiano Ronaldo, reduce da una stagione strepitosa che lo ha visto anche issarsi sul tetto d’Europa vincendo la Champions League (e che tra un paio di settimane potrebbe salire su quello del mondo, vincendo il Mondiale per Club), ha fatto incetta di voti, aggiudicandosi il premio e facendo registrare il nuovo record di punti: 446. L’ala portoghese ha inoltre il merito di essere citato nelle schede di tutti i 96 giurati e di essere stato votato come miglior giocatore dell’ultimo anno solare da ben 76 di questi.

Seconda posizione, con 281 voti, l’altro grande giovane fenomeno del calcio mondiale: Leo Messi. Di una cosa possiamo quindi essere sicuri: nei prossimi anni questi due (senza contare i molti altri fenomeni che giocano sui campi di tutto il mondo e che sicuramente aspirano a vincere il pallone d’oro, primo fra tutti Ibrahimovic) ce ne faranno vedere delle belle!

Brutte notizie per gli azzurri: dei nostri due candidati Buffon ha portato a casa 5 soli voti (frutto del primo posto attribuitogli dal giurato sanmarinese), Toni 0. Insomma, dopo la messe di voti di due soli anni fa (quando vincemmo il mondiale ed il Pallone d’Oro venne vinto da Fabio Cannavaro) uno dei risultati peggiori della storia per il nostro calcio, uscito con le ossa rotte dall’ultimo Europeo.

 

Calciomercato: la notizia più importante del giorno è sicuramente il passaggio di Huntelaar al Real Madrid. La trattativa si è protratta per qualche tempo e le voci di una sua concretizzazione si facevano sempre più insistenti ogni giorno che passava. Oggi il club madridista ha annunciato di aver trovato l’accordo economico con il calciatore, mentre quello olandese aveva inizialmente chiesto 48 ore di tempo per riflettere sul da farsi; in serata è poi arrivata l’ufficializzazione della notizia: si parla di un’offerta di 20 milioni più 7 variabili in base al rendimento del giocatore. Non c’erano dubbi riguardo al fatto che quest’offerta, fatta pervenire da Calderon ai dirigenti dell’Ajax, non sarebbe caduta nel vuoto. Storicamente ad Amsterdam si fanno ingolosire molto da questo tipo di offerte e si sono sempre fatti trovare ben disposti a trattare anche i loro giocatori migliori, a certe cifre. Huntelaar dal canto suo ha parlato di questo come del più bel regalo di Natale che gli potesse essere fatto. Il Real da gennaio avrà quindi il suo sostituto dell’infortunato Van Nistelrooy.

L’arrivo di Huntelaar a Madrid pare quindi chiudere le porte al possibile acquisto di Crespo, che però dal canto suo pare soffrire la troppa panchina fatta a Milano. Proprio oggi il suo procuratore (Hidalgo, ndr) ha dichiarato che nel caso dovessero arrivare offerte interessanti per il suo assistito e soddisfacenti per la società nerazzurra Hernan potrebbe decidere di partire, lasciando quindi velatamente intendere quanto Crespo si senta ben disposto a cambiare aria per poter giocare con più continuità.

 In giornata è anche arrivata la smentita di Andrea D’Amico riguardo ad un possibile passaggio di Giovinco al West Ham: il procuratore della stella della nostra under 21 ha infatti ribadito come la volontà tanto del giocatore quanto della società bianconera sia di far perdurare il rapporto quantomeno sino alla fine della stagione.

Intanto l’Everton si sta muovendo su due fronti: da una parte è pronto il rinnovo di contratto a Yobo, dall’altra il secondo club di Liverpool pare stia pensando di riportare in Premier l’ormai 37enne Henrik Larsson, attualmente in forza all’Helsingborg.

 

Mercoledì 3/12: domani verranno giocate gare di Coppa UEFA, Coppa Italia e Carling Cup, oltre alla finale di ritorno di Copa Sudamericana tra Internacional di Porto Alegre e l’Estudiantes La Plata (l’andata terminò 1 a 0 per i brasiliani che riuscirono ad imporsi grazie ad un rigore di Alex Raphael Meschini pur giocando per 70 minuti in inferiorità numerica).

Alle 18.30 verranno inoltre sorteggiati i due gironi dei prossimi Europei under 21. Per chi fosse interessato l’UEFA metterà a disposizione una diretta dell’evento sul proprio sito ufficiale.

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