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Archive for gennaio 2009

Napoli ed Udinese finiscono col pareggiare una bella partita, giocata nel complesso forse meglio dagli ospiti, nonostante siano i padroni di casa a passare addirittura in doppio vantaggio.

Napoli che trova due reti in tre minuti grazie ai suoi due gioielli: Lavezzi ed Hamsik.

Quagliarella segna la rete più bella della partita (justnapoli.it)

Quagliarella segna la rete più bella della partita (justnapoli.it)

La rete che apre la partita la segna il Pocho al 24′, quando trova un tiro che, deviato, finisce alle spalle di Handanovic. Il raddoppio arriva al 27′, quando Hamsik trova lo stacco giusto e di testa infila Handanovic.

Con questo uno-due micidiale molte squadre sarebbero morte, ma non quest’Udinese che va ritrovandosi… così cinque soli minuti dopo la rete di Hamsik ci pensa Di Natale, su rigore, ad accorciare le distanze. Nell’occasione da segnalare un intervento scomposto e piuttosto fuori luogo di Cannavaro su Zapata: il centrale napoletano avrebbe dovuto agire in tutt’altro modo.

In chiusura di tempo, poi, Quagliarella mette in mostra un pezzo di bravura, segnando uno dei goal più belli di questo campionato con una girata dal limite dell’area di ottima fattura.

Napoli che resta quindi momentaneamente settimo, salendo a 34 punti; dodicesima a 27 l’Udinese, che sembra stia ritrovando un po’ di verve.

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Il Roda si sbarazza agevolmente dell’ostacolo Heracles e si porta, momentaneamente, fuori dalla zona più calda della classifica.

Vojtech Schulmeister segna una rete buona solo per le statistiche (sigmafotbal.cz)

Vojtech Schulmeister segna una rete buona solo per le statistiche (sigmafotbal.cz)

Al Parkstad Limburg Stadion i padroni di casa passano in vantaggio al 26′ minuto quando Eric Addo trova lo stacco giusto in mezzo all’area sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto dalla sinistra di Pieckenhagen.

Nel secondo tempo, poi, dilagano: in tre minuti segnano due reti e chiudono la partita. Al 50′, infatti, è Andres Oper a siglare il 2 a 0, segnando anche lui di testa sempre sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Al 53′, poi, Sekou Cissè realizza facile facile il 3 a 0, che chiude definitivamente i giochi.

All’89’ Vojtech Schulmeister, entrato da una ventina di minuti, sigla la rete della bandiera per i suoi, rete che non cambia comunque l’esito della partita.

Roda che sale quindi, momentaneamente, al 15esimo posto, a quota 18. Heracles che resta invece 11esimo a quota 21.

Oggi si giocheranno altre quattro partite, con l’Ajax impegnato in casa contro l’Heerenveen che qualora perdesse potrebbe praticamente consegnare lo scudetto nelle mani dell’AZ, impegnato domenica al De Vjveberg contro il De Graafschap.

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L’Inter vince ed approfitta dei giri a vuoto di Juventus e Milan per tornare a guadagnare punti e riallungare in classifica.

E’ un’Inter che riesce ad avere la meglio sul Catania nonostante giochi un’ora in 10 vista l’espulsione comminata da Rocchi a Muntari, espulsione assolutamente eccessiva per un fallo che non era che da giallo. Nerazzurri che si erano già comunque portati in vantaggio al quinto minuto, quando Stankovic trova l’inserimento giusto andando ad incornare di testa un cross dalla destra di Cruz. Nonostante l’inferiorità numerica l’Inter riesce, nel secondo tempo, a chiudere i conti: protagonista ancora una volta Stankovic, questa volta in veste di assist-man; il suo lancio per Ibrahimovic è pennellato e la punta svedese dopo aver saltato con una sorta di sombrero Bizzarri in uscita può depositare comodamente in rete la palla che chiude i giochi. Catania che resta quindi piantato a 26 punti, finendo in tredicesima posizione.

quando la fama conta più delloggettività delle cose. Il centrocampista ghanese è stato infatti espulso per un fallo che, a dire tanto, era da ammonizione (tin247.com)

Muntari: quando la fama conta più dell'oggettività delle cose. Il centrocampista ghanese è stato infatti espulso per un fallo che, a dire tanto, era da ammonizione (tin247.com)

Inter che sale invece a 49, tornando a +6 sulla Juventus che perde ad Udine. Padroni di casa che passano in vantaggio al 20′ quando Legrottaglie non difende bene su Quagliarella che, anche con un po’ di fortuna, trova lo spiraglio che vale l’1 a 0. E’ una Juventus un po’ sulle gambe quella che non riesce ad entrare in partita per tutto il primo tempo. Nel secondo tempo, poi, le cose un poco migliorano, anche se i bianconeri di Torino non fanno nulla per rendersi realmente pericolosi dalle parti di Handanovic. Al 74′, quindi, Di Natale viene lanciato in contropiede dall’ottimo D’Agostino e va a segnare il 2 a 0 che chiude, sostanzialmente, la partita. La Juve, in realtà, tornerà in partita tre soli minuti più tardi, quando Iaquinta trasformerà un rigore concesso da Tagliavento per un atterramento di Grygera da parte di Pasquale, che verrà anche ammonito nell’occasione. Nonostante accorcino le distanze gli juventini non riusciranno poi a trovare il pareggio, finendo quindi per perdere contatto con la capolista, rimanendo piantati a 43 punti. Dal canto suo l’Udinese rialza la testa dopo un lungo periodo di difficoltà e si porta a 26 punti, agganciando quindi il Catania.

Mezzo palso falso anche quello compiuto dal Milan con il Genoa: i rossoneri impattano infatti 1 a 1 e falliscono l’aggancio alla Juventus, perdendo anche altri due punti rispetto ai cugini nerazzurri. Milan che passa in vantaggio al 33′ grazie ad una punizione molto tagliata battuta dal lato sinistro dell’area di rigore da un super specialista: David Beckham. A tre minuti dal termine, però, la difesa rossonera resta praticamente immobile davanti ad una buona azione orchestrata dal Genoa che porta Biava a spizzare di testa per Milito, che fredda Abbiati. Milan e Genoa che restano quindi rispettivamente terzo e quarta, a 41 e 37 punti.

Vince la Roma, che si porta ormai ad un solo punto dalla zona Champions. Roma che ritrova Totti, ed il Pupone è subito decisivo; è proprio lui, infatti, a portare in vantaggio la Lupa quando al 23′ scocca un tiro dal limite che, deviato, si infila alle spalle di Amelia. Otto minuti più tardi, però, il Palermo approfitta di una cattiva gestione del pallone da parte della formazione di casa e trova il pareggio grazie a Cavani. A fine primo tempo, infine, Brighi trova il tap-in vincente che fissa il risultato sul 2 a 1 per i padroni di casa. Roma che sale quindi in quinta posizione a quota 36, Palermo che rimane in ottava a 32.

Vince anche la Fiorentina, che imponendosi 2 a 1 sul Napoli scalca in classifica proprio la squadra partenopea. I goal vengono segnati tutti nella seconda frazione: al 47′ Santana viene lasciato tutto solo in occasione di un calcio piazzato proprio in mezzo all’area avversaria, così che ha gioco facile nella realizzazione dell’1 a 0. Passano due soli minuti ed il Napoli perviene al pareggio: Vitale crossa da sinistra ma colpisce male il pallone che finisce in porta, con la complicità di un Frey poco attento e puntuale nell’occasione. A dieci minuti dal termine, però, il Napoli restituisce il favore alla Fiorentina: a commettere un errore clamoroso è il giovane Sepe, che si fa passare un pallone calciato da Montolivo che era assolutamente parabilissimo. Fiorentina che sale quindi al sesto posto a quota 35, Napoli settimo a quota 33.

Al Sant’Elia è Robert Acquafresca a regalare 3 importantissimi punti al Cagliari, che dopo un inizio di stagione pessimo si stanno risollevando molto bene; i sardi salgono quindi in nona posizione a 31 punti e possono cominciare a subodorare la zona UEFA, distante 5 soli punti. Il Siena resta invece a quota 25 ed è ora quattordicesimo.

Perde la Lazio in quel di Genova contro la Samp: Doria trascinati dal proprio talento più fulgido, Cassano, che si impongono 3 a 1 grazie alle reti di Delvecchio, Cassano e Stankevicius; di Rocchi il momentaneo pareggio laziale. Capitolini che sono quindi agganciati dal Cagliari a quota 31, doriani che rialzano invece la testa e si portano a quota 23.

Perde ancora l’Atalanta, che dopo l’impresa contro l’Inter sembra aver smarrito la retta via. A imporsi a Bergamo è il Bologna di Mihajlovic che riesce, a sorpresa, ad imporsi sui bergamaschi grazie ad una rete di Volpi direttamente da calcio di punizione. Atalanta che resta quindi piantata a quota 27, Bologna che sale invece a 22 ed è ora a +5 sulla zona retrocessione.

Finiscono in parità Torino – Reggina e Chievo – Lecce. La prima finisce 0 a 0, non senza emozioni (come il palo colpito da Dzemaili). La seconda termina invece 1 a 1 e a deciderla sono le reti di Vives (che segna un grandissimo goal, il suo primo in A) e Mantovani. Le squadre restano agli ultimi quattro posti della classifica, e non cambia praticamente nulla: Lecce 19, Torino e Chievo 17, Reggina 14.

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Brutto mezzo passo falso del Liverpool al JJB Stadium: i Reds impattano 1 a 1 col Wigan e si fanno agganciare dal Chelsea che trascinato da Salomon Kalou batte il Middlesbrough. Resta quindi a +2 sulle inseguitrici lo United, che ha anche una partita da recuperare.
Un rigore di Mido strappa di mano al Liverpool unimportantissima vittoria (skysports.com)

Un rigore di Mido strappa di mano al Liverpool un'importantissima vittoria (skysports.com)

I ragazzi di Benitez potrebbero passare in vantaggio già al 13′, quando Fernando Torres svetta in area per colpire un palo con un buon colpo di testa; per passare in vantaggio devono quindi aspettare il 41′ minuto, quando Mascherano fa filtrare un pallone in area su cui si avventa Benayoun che marca l’1 a 0 dopo aver saltato Pollitt. All’81’, però, Lucas commette un’ingenuità ed atterra un avversario in area, regalando ai padroni di casa un rigore che Mido trasforma spiazzando Reina e siglando l’1 a 1. Liverpool che sale quindi a 48 punti, Wigan a quota 32.

Il Chelsea invece, come detto, si sbarazza del Boro grazie ad una doppietta di Kalou: l’ivoriano segna prima al 58′, poi all’81’ di testa regalando tre punti ai Blues, che agganciano quindi i Reds a 48. Bloccato in zona retrocessione, a 21 punti, il Middlesbrough.

Compie un mezzo passo falso anche l’Arsenal, che non riesce a superare l’Everton al Goodison Park. Padroni di casa che passano in vantaggio al 61′ grazie ad un colpo di testa del solito Cahill;  Arsenal che perviene al pareggio solo a tempo ampiamente scaduto, quando Van Persie libera tutta la potenza del suo sinistro ed infila Howard. Arsenal che resta quindi in quinta posizione salendo a 42 punti ma perdendo ulteriore terreno rispetto ai posti che valgono la Champions. Everton che fallisce una buona occasione per avvicinarsi ai Gunners; i Toffees si trovano ora a 37 punti, ma qualora avessero vinto sarebbero saliti a -2.

Pareggiano anche Blackburn e Bolton all’Ewood Park. Ospiti che si portano in doppio vantaggio grazie alle reti di Taylor e Davies, entrambe realizzate nella prima frazione di gioco. Nel secondo tempo, però, i padroni di casa Spingono sull’accelleratore e riescono ad accorciare le distanze con una rete di Warnock al 66′. A tre minuti dal termine, poi, è Benny McCarthy a risolvere la questione, riuscendo a trovare il goal del pareggio. Blackburn che sale quindi a 22 punti, ma resta in zona calda; Bolton che si trova invece a 24 punti.

Vince il Manchester City, che sta quindi pian piano cercando di uscire dalle zone basse della classifica. A farne le spese è il Newcastle, sempre più invischiato nelle zone basse della classifica. City che passa al 17′ quando Wright-Phillips infila Steve Harper. Il raddoppio lo firma poi il nuovo arrivato Bellamy al 77′, con un bel mancino da fuori. Ed è un raddoppio provvidenziale, perché quattro soli minuti più tardi Carroll trova il goal che avrebbe potuto significare il pareggio. City che vince comunque meritatamente e si porta in nona posizione, a quota 28. Resta invece sedicesimo a 23 il Newcastle.

Vince, infine, anche il West Ham di Zola (dove ha esordito Savio Nsereko, che all’87’ rileva Di Michele). Vittoria che arriva sull’Hull City: gli Hammers si portano in vantaggio al 32′ quando David Di Michele sfrutta un’indecisione del portiere avversario per bucare la porta dell’Hull. Al 51′, poi, Carlton Cole chiude la partita marcando la rete del definitivo 2 a 0. West Ham che sale quindi a 32 punti ed aggancia il Wigan, Hull che resta a 27 e si fa sorpassare dal City.

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Quando sembrava tutto fatto è invece incredibilmente saltato il trasferimento di Josè Sosa dal Bayern Monaco al Palermo. Il procuratore del giocatore ha infatti rilasciato una dichiarazione in cui ha spiegato che proprio quando sembrava ormai tutto fatto e si era in via di definire i dettagli del passaggio in prestito del giocatore la società rosanero ha bloccato tutto. Trasferimento che è saltato a causa dello status di extracomunitario del fantasista argentino: il Palermo avrebbe ad oggi, in verità, uno slot per l’acquisto di un extracomunitario ma, secondo quanto affermato dal procuratore di Sosa, lo starebbe per riempire con l’ingaggio di un altro giocatore. Che sia la volta buona per l’acquisto di Nilmar?

Il West Ham ha ufficializzato l’acquisto del giovane Savio Nsereko dal Brescia. Il D.S. Nani, infatti, ha compiuto un blitz là dove lavorava un anno fa per assicurarsi le prestazioni di uno dei più interessanti under 20 d’Europa. Savio era seguito da molte squadre italiane (Juventus in testa), ma a spuntarla è stato il club allenato da Gianfranco Zola, che avrà ora nel tedesco di orgini ugandesi un valido rinforzo.

Gianfranco Zola posa con Savio durante la presentazione del giocatore (whufc.com)

Gianfranco Zola posa con Savio durante la presentazione del giocatore (whufc.com)

In pillole: nelle prossime ore dovrebbe chiudersi il passaggio di Jesus Datolo dal Boca Juniors al Napoli per 8 milioni di dollari. Marko Babic ha rescisso il contratto che lo legava al Betis per accasarsi poi all’Herta Berlino. Leonardo Bonucci, di proprietà dell’Inter, è stato ingaggiato dal Pisa. L’Hoffenheim ha ingaggiato in prestito Boubacar Sanogo dal Werder Brema. Il Sunderland ha prolungato il contratto di Kenwyne Jones. Il Metz cede Babacar Gueye al Sedan. Il Nimes ha rescisso il contratto di Eli Kroupi. Il Tours ha ingaggiato Romain Salin dalla lista svincolati. I Chivas USA hanno reingaggiato lo svizzero Raphael Wicky. Il Lecce ha ufficializzato l’ingaggio di N’Diaye Papa Waigo dalla Fiorentina. L’Inverness ingaggia Terry Butcher come nuovo tecnico. Salta il trasferimento di Samuel Kuffour ai Chicago Fire: il difensore ghanese si è infatti accordato con l’Al Ittihad. Enrico Preziosi, Presidente del Genoa, ha affermato che Christian Panucci, in rottura con la Roma, non andrà a chiudere la carriera in rossoblù ma che, secondo quelle che sono le sue informazioni, sta accordandosi con il Milan. Il Saragozza ha ceduto Antonio Hidalgo in prestito all’Osasuna. L’Atalanta ha ceduto Claudio Rivalta al Torino. Il Grenoble ha rinnovato sino al 2011 il contratto di Mecha Bazdarevic. Ha deciso di appendere le scarpe al chiodo Thomas Gravesen, ex mediano del Real Madrid e della nazionale danese. John Rush, 18enne figlio dell’ex juventino Ian, è stato ingaggiato dal Newi Cefn Druids, squadra che milita nel campionato gallese. Radek Petr lascia la Pro Patria per tornare al Parma, dove viene girato immediatamente all’Eupen. La MLS avrebbe fissato a 10 milioni di dollari la cifra che il Bayern dovrebbe versare per acquistare definitivamente Landon Donovan, attualmente in prestito dai Galaxy alla squadra bavarese; allo stesso modo la Lega Americana ha aperto ad un’eventuale offerta del Milan per David Beckham. I Seattle Sounders FC hanno acquistato Osvaldo Alonso dai Charleston Battery, squadra di USL 1.

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Cristiano Ronaldo mette a segno una doppietta nella goleada dello United sul campo del WBA (intersportswire.com)

Cristiano Ronaldo mette a segno una doppietta nella goleada dello United sul campo del WBA (intersportswire.com)

Superlativo.

Di cosa sto parlando? Ma del Manchester United. I ragazzi di Alex Ferguson, infatti, sono diventati dei veri e propri schiacciasassi e sembrano non volersi fermare mai. A fare le spese di questa fame di vittoria è stato, oggi, il WBA sommerso da ben 5 reti. Ad aiutare il compito dello United, bisogna dirlo, è stato anche Paul Robinson: il terzino sinistro del West Brom si è infatti fatto espellere al 40′ minuto, dando una mano notevole ai Red Devils, che sino a quel momento erano andati una sola volta in rete con Berbatov, abile a freddare Carson al 22′ minuto dopo un bel triangolo al limite dell’area con Carrick. Subito dopo l’espulsione, poi, è il portiere stesso ad agevolare il compito di Tevez, pasticciando l’uscita e regalando alla punta argentina una palla che va solo depositata in rete.

Nel secondo tempo il Manchester dilaga, segnando tre reti in un quarto d’ora: al 60′ Vidic mette in mostra il pezzo forte della casa e firma il 3 a 0 incornando di testa (anche questa volta non si può certo dire che Carson sia del tutto esente da colpe). Cinque soli minuti più tardi è invece Cristiano Ronaldo a segnare, finalizzando una bella azione dei propri compagni; Al 73′, infine, è ancora il Pallone d’Oro in carica a marcare una rete, quella del 5 a 0, sfruttando un bell’assist di Berbatov.

Grazie a questo 5 a 0 lo United resta quindi in vetta alla Premier, portandosi momentaneamente a +3 su Liverpool (in questo momento le due squadre hanno però disputato lo stesso numero di partite, dato che il Liverpool stasera non ha giocato ma aveva già una partita in più dello United, che si era fermato per un periodo a dicembre allorquando partecipò al Mondiale per Club). United che, in questo momento, dimostra di essere in uno stato di forma eccezionale e che sarà, qualora manterrà questa forma, sicuramente un osso molto duro per l’Inter di Mourinho (che dal canto suo si trova invece nella situazione opposta).

Il WBA resta invece il fanalino di coda della Premier, con 21 soli punti realizzati in 23 partite.

WBA che condivide questo primato negativo con lo Stoke City, oggi sconfitto 3 a 1 al White Hart Lane. Partita chiusa già nel primo tempo: all’8′ Lennon porta in vantaggio i suoi; vantaggio che viene poi raddoppiato al 21′ da Jermaine Defoe, che finalizza una bella azione verticale dei suoi. Quattro soli minuti più tardi è un colpo di testa di Dawson a chiudere la partita. Il goal della bandiera per gli ospiti lo firma James Beattie al 57′. Se lo Stoke, come detto, condivide l’ultimo posto con il WBA il Tottenham rialza un minimo la testa, portandosi al tredicesimo posto (con 24 punti, quindi in realtà la loro situazione è ancora molto complessa).

Sempre parlando di situazioni problematiche andiamo a vedere quella del Sunderland, che si trova in una situazione un poco migliore rispetto al Tottenham: allo Stadium of Light, infatti, i padroni di casa si impongono 1 a 0 sul Fulham grazie ad un tap-in di Kenwyne Jones al 55′ minuto. Sunderland che si porta quindi a 26 punti, agganciando proprio il Fulham; le due squadre si trovano quindi appaiate a metà classifica (ad ora ci sono ben 11 squadre in sei punti in Premier; il tutto anche grazie al fatto che, in realtà, ci sono squadre come il WBA che hanno giocato 23 partite ma altre, proprio come il Fulham, che ne hanno disputate due in meno).

Un goal di Heskey punisce il Portsmouth davanti al proprio pubblico (skysports.com)

Un goal di Heskey punisce il Portsmouth davanti al proprio pubblico (skysports.com)

Perde, invece, il Portsmouth. Al Fratton Park arriva l’Aston Villa, decisissimo a continuare la sua folle corsa che potrebbe valergli addirittura un posto Champions (a discapito del molto più quotato Arsenal); corsa che la squadra di casa non riesce ad interrompere: al 21′ minuto è infatti il nuovo arrivato, Emile Heskey, a sfruttare una situazione di caos nella difesa del Portsmouth per andare a marcare la rete che vale la vittoria. Grazie a questa vittoria l’Aston Villa sale quindi a 47 punti, superando il Chelsea, agganciando il Liverpool e portandosi a +6 sull’Arsenal (anche se queste tre squadre hanno disputato una partita in meno rispetto ai Villans, partita che recupereranno domani giocando rispettivamente contro il Middlesbrough, il Wigan al JJB Stadium e l’Everton al Goodison Park). Il Portsmouth resta invece a 24 punti e viene quindi agganciato dal Tottenham.

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Giorno: 26 luglio 2003. Ora: 22 circa. Luogo: stadio Rheinpark di Vaduz, Liechtenstein. Fatto: Andrea Mantovani, capitano della rappresentativa under 19 azzurra alza al cielo il trofeo; l’Italia si è appena laureata campionessa d’Europa di categoria.
la nostra rappresentativa giovanili si è appena laureata campionessa dEuropa battendo 2 a 0 il Portogallo (uefa.com)

Andrea Mantovani, capitano dell'under 19 italiana nel 2003, alza al cielo il trofeo: la nostra rappresentativa giovanili si è appena laureata campionessa d'Europa battendo 2 a 0 il Portogallo (uefa.com)

Esattamente sei anni più tardi sono invece i tedeschi a gioire, con gli azzurri che escono sconfitti dalla finale di quella stessa manifestazione.

Sei anni e mezzo, ormai, sono passati da quella sera in cui una nostra rappresentativa under 19 vinse per la prima e sinora unica volta nella nostra storia un campionato Europeo. In questi sei anni molte cose sono cambiate, tanti altri giovani di belle speranze si sono messi in mostra con quella stessa maglia. Ma che fine hanno fatti quei ragazzi terribili che salirono sul tetto d’Europa?

Sei anni son passati e, sebbene siano ancora ragazzi, sono ormai tutti nel pieno della loro carriera. Ma quanti di questi stanno realmente mantenendo le promesse fatte quella sera, quando ognuno di loro si sentiva un campioncino e sperava di poter ripetere di lì a breve quella stessa esperienza, ma in nazionale maggiore?

Vediamo un po’… il portiere di quella nazionale, quella sera, fu Marco Paoloni, un nome che dirà poco a molti. Nato a Civitavecchia, Paoloni crebbe nelle giovanili della Roma, dove Berrettini lo seguì decidendo poi di farne il titolare dell’under 19. Dopo l’exploit di Vaduz Paoloni passò quindi in prestito al Teramo, in C1; qui in due anni scenderà in campo 21 volte. Nonostante non giochi assiduamente convince i dirigenti della Ternana ad acquistarlo in comproprietà; gli umbri trovandosi in Serie B gli permettono un salto di categoria. La sua avventura a Terni non è però fortunatissima e Paoloni disputerà sei sole partite in tutta la stagione. A fine anno verrà quindi riscattato alle buste dalla Ternana, che dopo averlo ceduto in comproprietà all’Ascoli lo girerà in prestito al Teramo, società che il ragazzo già conosceva. Dopo una buona stagione da titolare Paoloni viene riscattato, ancora una volta alle buste, dall’Ascoli, dove militerà la scorsa stagione scendendo in campo otto sole volte. La scorsa estate, infine, i marchigiani decidono di rescindergli il contratto, così che Paoloni finisce con il firmare per la Cremonese, squadra di Prima Divisione di Lega Pro (ex C1), dove è per altro la riserva di Giorgio Bianchi, portiere titolare del club lombardo. Sei anni dopo aver vinto un Europeo under 19 da protagonista, quindi, Paoloni si è ritrovato per qualche giorno addirittura senza una squadra in cui giocare, e si è dovuto alla fine accontentare di un posto da dodicesimo in Prima Divisione. Per un portiere che così bene aveva fatto in gioventù è sinceramente un po’ pochino, da lui ci si poteva aspettare sicuramente molto di più. Ma questo è anche un po’ il segno dei tempi… tempi in cui la scuola di portieri italiana, sempre stata tra le migliori al mondo (se non la migliore in assoluto) non riesce più a sfornare prodotti di alto livello (Buffon a parte), così che il nostro campionato finisce col riempirsi di portieri provenienti dall’estero (Dida, Julio Cesar, Kalac, Rubinho, Carrizo, Doni, Navarro, ecc).

Certo non meglio (anzi, direi anche molto peggio) è andata a quello che fu il dodicesimo di quella nazionale, Andrea Ivaldi. Scuola Genoa Ivaldi giocò, a differenza di Paoloni, anche nelle rappresentative giovanili under 15 e 16 prima di arrivare a presenziare in quella magnifica serata dove, pur dalla panchina, vide i suoi compagni raggiungere una vittoria storica. Sei anni dopo Ivaldi si trova a giocare addirittura in Serie D nella Sestrese.

Se la situazione dei due portieri è sicuramente nerissima un po’ meglio va con gli altri ruoli, dove troviamo anche punte di assoluta lucentezza.

Chiellini è di quellunder 19 il giocatore che sinora meglio ha fatto in carriera (skysports.com)

Chiellini è di quell'under 19 il giocatore che sinora meglio ha fatto in carriera (skysports.com)

A scendere in campo quella sera, infatti, vi era tra gli altri tal Giorgio Chiellini da Pisa, considerato oggi forse il miglior centrale italiano in circolazione (con Cannavaro e Nesta che sembrano ormai avviati lungo il viale del tramonto). Chiellini ha rappresentato l’Italia venendo convocato in tutte le sue rappresentative giovanili, a partire dall’under 15 in su. All’epoca della vittoria di quell’Europeo Chiellini era un terzino sinistro di proprietà del Livorno, squadra nella quale crebbe. E proprio la vittoria di quell’Europeo fu una rampa di lancio per lui: quell’estate la metà del suo cartellino è infatti acquistata dalla Roma, che decide però di lasciarlo a Livorno. In amaranto disputa quindi uno straordinario campionato di B, culminato con una storica promozione. Tutti si aspettano che la Roma possa riscattarne l’altra metà per portare un così bel prospetto nella capitale, ma a sorpresa Giorgio viene riscattato alle buste dalla società che l’ha cresciuto. Pochi giorni dopo passa quindi alla Juventus, che lo girà però subito alla Fiorentina. La stagione successiva è quindi integrato alla squadra che con Capello vincerà il suo secondo scudetto consecutivo ma che a fine anno verrà retrocessa in B. Il resto è storia ben conosciuta: nel campionato cadetto Giorgio sarà uno dei punti fissi della Juventus e comincerà a prendere confidenza col ruolo di centrale (ruolo che saltuariamente ricoprirà anche in under 21). La stagione successiva sarà quella del suo spostamento in pianta stabile a centrale e della sua consacrazione: la Juventus, neopromossa, si qualificherà per i preliminari di Champions anche grazie ad un’ottima tenuta difensiva, difesa di cui lui è il faro. A fine stagione verrà quindi convocato da Donadoni per gli Europei di Austria e Svizzera, dove risulterà essere tra i migliori della spedizione azzurra (per non dire tra i pochi a salvarsi).

Quindi così come ci sono giocatori che sembrano promettere molto bene ma finiscono col perdersi, altri mantengono le proprie promesse, quando addirittura non finiscono col superare sè stessi, come nel caso di Chiellini.

Ma Chiellini non è l’unico giocatore di quella nazionale ad essere arrivato stabilmente in Serie A: come lui anche un Alberto Aquilani (anch’egli convocato da Donadoni per l’ultimo Europeo), Giampaolo Pazzini (quest’anno chiuso a Firenze dall’arrivo di Gilardino ha appena lasciato i viola per sbarcare a Genova sponda blucerchiata, dove farà coppia con Cassano), Simone Padoin (tra i punti fermi dell’Atalanta di Del Neri, che tanto bene sta facendo in questo campionato specialmente davanti al proprio pubblico), Alessandro Potenza (anche se non vede il campo a Genova), Andrea Mantovani (il capitano di quell’under 19, ora al Chievo, squadra con cui lo scorso anno ha vinto il campionato di B) e Raffaele Palladino (che dopo aver fallito il primo approcio alla Juve “dei grandi” è andato a cercare di farsi rivitalizzare da Gasperini al Genoa), Damiano Ferronetti (attualmente all’Udinese).

Ma per tanti che sono i giocatori che giocano tutt’oggi in A (con alterne fortune, come abbiamo detto, dato che in molti in realtà sono solo delle riserve ora come ora) molti altri si devono accontentare, almeno per ora, della B, se non quando di categorie inferiori.

Detto dei due portieri, persisi via, potremmo citare Francesco Lodi, che in A ci giocò ma la cui carriera si sta sviluppando per lo più in cadetteria. Lo stesso discorso può valere, più o meno, per Gabriele Perico, che dopo essere cresciuto nell’Atalanta ha passato la gran parte della propria carriera nell’Albinoleffe; e proprio qui troviamo un altro dei ragazzi facenti parte di quel gruppo: Simon Laner. Cresciuto nelle giovanili dell’Hellas ha poi sin qui compiuto una carriera dal profilo piuttosto basso, giocando in Carrarese, Castelnuovo, Sanremese e Pro Sesto, prima di essere acquistato dall’Albinoleffe la scorsa estate. Albinoleffe che possiede il cartellino anche di Mauro Belotti, difensore che quella sera giocò titolare e che, anch’egli cresciuto nel vivaio atalantino, ha giocato per Prato, Pergocrema e Pavia.

DAstolfo non ha mantenuto le promesse fatte quella sera, sparendo dal giro del grande calcio (terninrete.it)

D'Astolfo non ha mantenuto le promesse fatte quella sera, sparendo dal giro del grande calcio (terninrete.it)

Ma una carriera di basso profilo la sta vivendo anche Adriano D’Astolfo, centrocampista romano che quella fortunata sera di fine luglio giocò titolare: cresciuto nella Lodigiani ha vestito le maglie di Ternana, Vis Pesaro, Cisco Roma e Sangiovannese prima di fare ritorno a Terni nel 2006; da allora ha collezionato una manciata di presenze. Non una carriera da campione nemmeno quella di Mirco Stefani, cresciuto nelle giovanili del Milan: nel 2003 il passaggio al Prato, poi Parma (dove non giocò mai in prima squadra), Bellaria Igea Marina e, nel 2005, l’approdo alla Reggiana, dove milita tutt’ora.

Ma quella che è forse la più grande delusione tra tutte ci viene data da Luigi Della Rocca, all’epoca considerato uno dei migliori prospetti d’Europa in assoluto; Della Rocca che, tra l’altro, di quella finale fu uno degli eroi, andando a segnare la rete del vantaggio azzurro dopo tre soli minuti di gioco (con Pazzini che al 27′ chiuderà poi i conti). Della Rocca nacque a Brindisi ma crebbe calcisticamente a Bologna, esordendo in Serie A il 17 giugno 2001 a 17 anni non ancora compiuti. Nelle prime tre stagioni all’ombra delle Torri venne centellinato e scese in campo 18 sole volte, realizzando in tutto 2 reti. Dopo la vittoria dell’Europeo l’attenzione nei suoi confronti aumenta esponenzialmente e a spuntarla è il Catania: gli etnei sono in B e possono offrire spazio al ragazzo, che però forse anche per problemi di ambientamento finisce col giocare 12 volte (senza mai segnare) dal suo arrivo alla finestra invernale del mercato, per poi decidere di lasciare la Sicilia. Rientrato a Bologna viene quindi girato all’Atalanta, sempre nel campionato cadetto. Qui le cose andranno però anche peggio e Della Rocca scenderà in campo 5 sole volte, sempre senza segnare. La mezza stagione successiva la passò quindi in C1 al Pisa (12 presenze condite da due reti) per poi tornare a Bologna da gennaio in poi, quando scese in campo quattro volte segnando un goal. A fine anno i felsinei retrocedono in B e decidono di confermarlo nel proprio roster; quella stagione Luigi disputò quindi 26 partite, segnando quattro sole reti. La stagione seguente la disputò quindi a metà tra Bologna (14 presenze e 2 reti) e Trieste (9 presenze e 2 reti). Triestina che è la squadra nella quale milita tutt’ora e nella quale ha disputato gli ultimi due campionati, totalizzando nell’insieme 44 presenze e segnando 9 soli goal.

Per un giocatore cui si prospettava una carriera di primissimo livello non è certo il massimo. Soprattutto fa specie vedere come in carriera abbia sinora realizzato 21 sole reti, a fronte delle 145 partite giocate.

Se tanti sono i ragazzi che si sono o si stanno affermando, quindi, altrettanti – se non di più – sono quelli che si sono in qualche modo bruciati.

E oggi?

Come detto il luglio scorso la nostra under 19 è riuscita a tornare a giocarsi la finale, dove è stata purtroppo sconfitta da Horst Hrubesch e dai suoi ragazzi.

Di quella squadra fanno parti diversi giovani talenti: Vincenzo Fiorillo, considerato l’erede di Buffon, Alberto Paloschi, Matteo Darmian e Michelangelo Albertazzi, cui in molti pronosticano una possibile prossima integrazione in pianta stabile nella prima squadra del Milan, Andrea Poli, talentuoso centrocampista doriano attualmente in prestito al Sassuolo, Silvano Raggio Garibaldi, mediano genoano in prestito al Pisa, Stefano Okaka Chuka, attaccante dotato di straordinari mezzi fisico-atletici, ma tutti i ragazzi componenti quel fantastico gruppo costruito da Rocca che è arrivato ad un passo dalla vittoria finale andrebbero citati.

Ma di tutti questi giovani talenti in erba quanti ripercorreranno le orme di Chiellini, andando quindi a confermare le aspettative e diventando quindi punti fermi di grandi club e nazionale e quanti invece finiranno come Paoloni ed Ivaldi a giochicchiare nelle serie minori?

I nostri ragazzi esultano dopo la vittoria in semifinale con la Repubblica Ceca, che vale laccesso alla finalissima dellEuropeo 2008 (gazzetta.it)

I nostri ragazzi esultano dopo la vittoria in semifinale con la Repubblica Ceca, che vale l'accesso alla finalissima dell'Europeo 2008 (gazzetta.it)

Solo il tempo ce lo potrà dire. Per intanto godiamoci questi mini campioncini, che l’estate prossima andranno in Egitto a giocarsi le proprie possibilità di laurearsi campioni del mondo (anche se solo under 20).

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