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Archive for the ‘Europeo Bulgaria ’15’ Category

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.


Un altro Europeo under 17 è terminato ed ancora una volta a gioire non siamo stati noi.

Un articolo a parte – anzi, un libro come minimo – meriterebbe la discussione che riguarderebbe la nostra nazionale, uscita ai quarti di finale contro la Francia poi campione e piegata nello spareggio di qualificazione al mondiale dalla Croazia.
Un articolo che dovrebbe partire dal fallimento di un gruppo comunque piuttosto talentuoso – anche se non ai livelli della Francia campione – che però palesa tutti i limiti del nostro calcio. Tanti. Da qui la necessità di scrivere un libro che vada ad analizzare tutti questi limiti… anche se a poco servirebbe, dato che chi può provare a cambiare le cose non sembra sia interessato a farlo.

Torniamo quindi a noi, ad un Europeo vinto con grandissimo merito da una nazionale francese forte e completa in ogni reparto che ha letteralmente schiantato gli avversari (ultima la Germania in finale, 4 a 1).
Una nazionale francese come al solito imbottita di colored, sicuramente fisicamente ed atleticamente più maturi rispetto alla maggior parte dei ragazzi presente all’Europeo. Proprio da qui possono nascere dubbi sullo sviluppo futuro di questi ragazzi, che ad oggi restano però semplicemente i più forti d’Europa sia sulla carta che nei fatti.

Per chiudere questa ennesima avventura giovanile che mi sono potuto godere per intero eccovi la mia Top XI. Basata ovviamente sulle prestazioni in campo, non su quello che penso possa essere l’upside di questi ragazzi.

Constantin Frommann (Friburgo)

Ancora una volta, dopo l’anno scorso, debbo dire che non è stato un grandissimo Europeo per i giovani estremi difensori. Tra i migliori c’è stato sicuramente il nostro Gigio Donnarumma, che ha giocato per altro sotto età. Forse in assoluto il migliore del lotto, anche per prospettiva.
Il mio premio va però al giovane portiere tedesco, interprete piuttosto solido che ha incassato sì quattro reti nella gara finale ma ha comunque evitato un passivo ben peggiore per la sua squadra, con una serie di interventi di altissimo livello.
Luci ed ombre invece per i due interpreti francofoni, Zidane e Teunckens. Qualche buona cosa alternata ad interventi assolutamente censurabili. Ma c’è tempo per crescere.

Alec Georgen (Psg)

Debbo dire che non ho visto grandi prestazioni, tra i terzini destri. Non male a tratti il nostro Scalera, che però purtroppo spesso si è perso un po’ via nel non-gioco Azzurro, non mi resta che premiare il terzino campione d’Europa, Georgen. Giocatore ordinato e gran faticatore, si è fatto il mazzo avanti ed indietro su quella fascia a perdifiato, dando piuttosto costantemente un’alternativa valida al portatore di palla.

Dayot Upamecano (Valenciennes)

Il primo dei due centrali non può che essere questa colonna d’ebano in forza al Valenciennes. Un giocatore fisicamente mostruoso, nettamente superiore ai propri pari età. Ad oggi domina l’area di rigore, il più sarà capire, in prospettiva professionismo, cosa riuscirà a combinare quando il divario fisico-atletico non sarà così ampio.
Di certo c’è che non so quanto resterà al Valenciennes. Di certo avrà colpito l’occhio di molti talent scout accorsi in Bulgaria alla ricerca di nuovi talenti (pare su di lui ci sia l’Arsenal, che ne avrebbe quasi chiuso l’acquisto)…

Wout Faes (Anderlecht)

A completare il pacchetto centrale arretrato il capitano del Belgio. Giocatore che esteticamente ricorda molto David Luiz, con quella folta chioma riccia. Cui però auguro di diventare difensore più affidabile rispetto al centrale attualmente in forza al Paris St. Germain.
Difensore centrale dal senso tattico molto spiccato, si muove già come un veterano e guida il proprio reparto con sicurezza e tranquillità. Non avendo ancora raggiunto il pieno sviluppo fisico atletico, ad esempio al contrario di Upamecano, ha ancora margini di crescita interessanti. Di certo c’è che è plausibile lo potremo vedere in prima squadra già entro un paio d’anni, vista la facilità di “lancio” che hanno in Belgio, soprattutto dalle parti dell’Anderlecht.

Marc Cucurella (Barcellona)

Uno dei migliori interpreti della nazionale spagnola a questo Europeo. Giocatore ricoperto di argento vivo, ha arato a cento all’ora la propria fascia di competenza un’infinità di volte, rivelandosi sempre molto presente anche in fase offensiva (la scuola blaugrana non si smentisce mai).
Nel suo ruolo se l’è cavata egregiamente anche Jay DaSilva del Chelsea, ma alla fine dovendo sceglierne uno la mia scelta ricade sul giovane terzino in forza al Juvenil B del Barça.

Carles Aleñá (Barcellona)

Giusto a conferma della sempre florida bontà del vivaio blaugrana il primo dei due centrali scelti per questa top undici è il capitano della nazionale spagnola, nonché perno delle giovanili del Barça, Carles Aleñá.
Un interno di centrocampo finemente dotato da un punto di vista tecnico e con un’enorme capacità polmonare. Capace di farsi trovare sui due versanti opposti del campo nell’arco di pochi secondi, è un centrocampista molto moderno. Schermo in aiuto alla difesa, direttore d’orchestra, rifinitore e capace di assalti in area all’arma bianca: davvero completo il background di questo ragazzo.

Timothé Cognat (Lione)

Il cuore del reparto nevralgico della nazionale campione d’Europa.
Un po’ come il suo omologo spagnolo anche Cognat, fascia di capitano al braccio, è un centrocampista box to box dotato di un bagaglio tecnico ben fornito ma anche di una notevole capacità di corsa. Propototipo del centrocampista moderno, non ha un grandissimo fisico, ma rimedia facilmente a questa pecca grazie a sagacia tattica, volontà e qualità.

Nanitamo Ikoné (Psg)

Non tiene ancora la tensione alta per tutta la durata del match, ma quando si accende lo sa letteralmente spaccare.
Ala guizzante nello stretto ed imprendibile in allungo, è dotata di un dribbling fulmineo ed una grande capacità polmonare.
Praticamente inarrestabile quando parte palla al piede, non disdegna la finalizzazione. Affiatatissimo col compagno di club Edouard, ad oggi è indubbiamente uno dei giocatori più dominante del panorama under 17 mondiale.

Marcus Edwards (Tottenham)

Esattamente come Ikoné è un giocatore che ad oggi riesce ad accendersi solo ad intermittenza. Il problema è che quando l’interruttore ruota su “on” questo trottolino in forza all’Academy Spurs risulta praticamente inarrestabile. Capace di uscire da un nugulo di avversari con la palla ben incollata al piede, è letale nello stretto e superbo nel palleggio. Trequartista abile a svariare lungo tutto il fronte offensivo, può essere utilizzato anche largo in caso di necessità.
Nel match d’esordio contro l’Italia spaccò il match subentrando dalla panchina e dando ai nostri ragazzi, già in affanno, il fatidico colpo di grazia.

Ismail Azzaoui (Tottenham)

Negli Spurs gioca anche quello che è indubbiamente il talento più puro della nazionale belga, l’ala Ismail Azzaoui. Un giocatore con un bagaglio tecnico finemente rifinito, una buona intelligenza tattica ed una certa predisposizione al team work.
Ogni tanto sembra però perdersi un po’ in sé stesso. Caratteristica però che si può ricondurre alla maggior parte dei giocatori di classe, soprattutto a questa età.

Odsonne Edouard (Psg)

Otto goal in cinque match all’Europeo under 17 non li aveva mai fatti nessuno. Questo vi fa capire che impresa abbia compiuto la giovane punta in forza al Paris Saint Germain, autentica dominatrice del torneo.
Non contento dei cinque goal segnati sino alla semifinale, tra l’altro, Odsonne ne ha picchiati tre alla Germania nella partita che ha deciso la vincitrice.
Non solo devastante, ma anche clutch.
Dove possa arrivare è difficile dirlo. Tecnicamente ha delle lacune evidenti, anche se non è comunque scarso. Atleticamente è invece indomabile, come molti suoi coetanei col suo patrimonio genetico. E questo paradossalmente può essere il problema: continuerà a crescere di questo passo o, fisiologicamente, prima o poi il gap che oggi gli permette di essere praticamente inarrestabile verrà colmato almeno in parte?
Difficile dire oggi se diventerà una superstar oppure restarà un giocatore normale. Alla sua età anche Sanogo era difficilmente fermabile.
Ecco, però… lui sembra superiore allo Yaya sedicenne. Si farà?


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Sono stati sorteggiati oggi i quattro gironi che animeranno la prima fase del prossimo Europeo under 17. Prima di andare a vederli, però, ecco il recap della Fase Elite, ovvero sia il secondo – e decisivo – turno di qualificazione.

Gruppo 1

Francia e Spagna strappano il pass per la Bulgaria, com’era logico aspettarsi. Semmai fa comunque abbastanza specie vedere il grande risultato segnato da Israele, che dopo la sconfitta iniziale contro la Francia (1 a 0, Boutobba) riesce a costringere al pari la Spagna (0 a 0) prima di battere la Svezia (2 a 0).
Svedesi che dal canto loro ne prendono 2 all’esordio contro gli iberici e ben 7 dai francesi, chiudendo al palo una mestissima Fase Elite.

A livello di singoli da segnalare le buone cose mostrate da Theo Zidane, secondogenito del grande Zizou: come i suoi tre fratelli gioca anche lui nel Real Madrid, ma a differenza loro fa il portiere. Un solo goal subito in tre partite per lui nel corso di questo turno di qualificazione. Molto bene anche Daniel Villanueva (ala destra del Villareal), che con 4 assist si laurea miglior assistman delle qualificazioni.
Nella Francia, invece, benissimo Odsonne Edouard, puntero originario della Guiana Francese di proprietà del PSG che mette a referto 5 goal e due assist nell’arco delle due fasi di qualificazione (è sceso in campo 5 volte), risultando come uno dei migliori marcatori a livello europeo. Tra gli assistman, invece, bene Nanitamo Ikone (ala, PSG) e Maxime Pelican (ala, Tolosa): per entrambi tre assist a testa.

Francia che esprime anche il giocatore più ammonito delle due fasi di qualificazione: Jean Victor Makengo, 4 cartellini gialli (in 5 presenze) per lui.

Gruppo 2

Il girone della morte.

Azerbaigian vittima sacrificale – ed infatti chiude a 0 punti -, Croazia, Portogallo e Serbia a giocarsi i due posti disponibili.

Nessun problema per i primi, che le vincono tutte e tre con un invidiabile score di 8 goal realizzati e nessuno subito.

Grossi problemi, invece, per le altre due compagini. I gironi sono 8, le qualificate totali 15. Questo significa che la peggiore seconda non andrà agli Europei.

Così lo 0 a 0 iniziale tra Portogallo e Serbia, con relative sconfitte di entrambe contro la Croazia, segna l’esclusione di due tra le migliori scuole calcistiche del continente.

Parlando di singoli, invece, la Croazia mette in mostra uno dei migliori giocatori di questa doppia fase di qualificazione: l’ala sinistra della Dinamo Zagabria Josip Brekalo. E’ lui – in coabitazione con lo spagnolo Daniel Villanueva, come abbiamo visto – il miglior assistman d’Europa. Nonché, con 12 conclusioni, il secondo giocatore ad aver portato più tiri verso la porta avversaria.

Gruppo 3

In un raggruppamento che vede Belgio ed Olanda assieme chi può passare se non Belgio ed Olanda?

Nulla da fare, quindi, per Georgia ed Irlanda del nord, che devono cedere il passo a due delle scuole più in auge in questo momento.

A fare un’impressione migliore i belga, che oltre allo 0 a 0 registrato con gli Oranje segnano un doppio 4 a 0 con cui strappano il primo posto.
Gli olandesi, invece, partono bene con la Georgia (2 a 0, Robertha e Fosu-Mensah) ma poi impattano 1 a 1 con i nordirlandesi.

A livello di singoli mi ha fatto una certa impressione non vedere convocato il madridista Mink Peeters, sicuramente tra i migliori 98 al mondo. A questo punto l’auspicio è che per lui ci sarà spazio nel corso della fase finale.

Nel Belgio si sono invece messi in particolare luce il bomber del Club Brugge Dennis Van Vaerenbergh (5 goal e 1 assist in 6 partite) e l’ala sinistra ex Anderlecht Ismail Azzaoui (3 assist), attualmente in forza al Tottenham.

Gruppo 4

Nei fatti uno dei gruppi più equilibrati in assoluto.

A spuntarla la Grecia, che al di là dei pessimi risultati segnati ultimamente dalla nazionale maggiore esprime spesso giocatori interessanti a livello giovanile.
Così i pareggi con Irlanda (2 a 2) e Bielorussia (0 a 0) sommati all’1 a 0 inflitto alla Polonia bastano agli ellenici per strappare il pass per la Bulgaria.

L’altro lo recupera invece la Repubblica d’Irlanda, la cui sconfitta finale con la Polonia gli permette comunque di strappare il secondo posto grazie ad una miglior differenza reti.

Viene quindi eliminata la Polonia di Bielik (giocatore più falloso delle qualificazioni, 16) ed Adamczyk, di cui vi parlai l’anno scorso in occasione di un’amichevole contro la nostro under 16. Con loro a casa anche Kamil Jozwiak, esterno in forza al Lech Poznan.

Con ogni probabilità agli Europei vedremo invece Trevor Clarke, terzino sinistro in forza all’under 18 del Middlesbrough nonché uno dei giocatori più determinanti delle fasi qualificatorie: presente in tutte e sei le partite giocate dalla sua nazionale, Trevor ha messo a segno ben 4 reti e servito 3 assist. Non solo. Infaticabile corridore di fascia, è addirittura risultato il secondo giocatore con più fuorigiochi: ben 9.

Gruppo 5

Niente da fare per l’Islanda, che ben si era comportata contro di noi nel corso della prima fase di qualificazione: tre sconfitte e tutti a casa mestamente.

Il quinto raggruppamento lo vince quindi l’Austria, che dopo aver battuto proprio gli islandesi (1 a 0, Filip) si impongono sui gallesi (3 a 2, con doppietta di Danso e goal di Ramadani) per poi impattare 1 a 1 con i russi, con cui voleranno in Bulgaria.

A livello statistico da sottolineare come l’Austria schieri il secondo giocatore con più falli subiti nel corso delle due fasi di qualificazione: l’attaccante di origine ghanese Samuel Oppong, oggi in forza al Rapid Vienna.

Gruppo 6

Altro gruppetto mica da ridere.

Passi per i campioni in carica inglesi, destinati a passare (e così sarà, a punteggio pieno per altro), interessantissima la lotta a tre per un posto al sole.

Alla fine a deludere è sicuramente la Romania di Ianis Hagi (figlio dell’indimenticabile Gheorghe, nonché target di mercato della Fiorentina per il prossimo luglio), che resta al palo. Qualcosa dev’essere successo, comunque. Lui e Florinel Coman (4 goal all’attivo per lui) non partono nemmeno titolari, eppure sono tra i 98 migliori d’Europa. Ed è proprio di ieri lo sfogo di Gica, che se l’è presa con il responsabile delle selezioni giovanili Kovacs.

Alla fine a spuntarla è quindi la Slovenia di un giocatore che in Viola ci gioca già, Jan Mlakar. Che con ben 8 reti (e 1 assist) in 6 apparizioni vince il titolo di capocannoniere delle qualificazioni e soprattutto trascina i suoi alla fase finale dell’Europeo.

A trascinare gli inglesi sono invece i goal di Layton Ndukwu (4), ala d’origine nigeriana in forza all’under 18 del Leicester (quest’anno ha già però esordito anche nel campionato under 21 inglese).

Gruppo 7

Il settimo raggruppamento è vinto invece in scioltezza dalla Repubblica Ceca: doppio 1 a 0 ad Ungheria e Scozia (entrambe griffate da Ondřej Šašinka, centravanti del Banik Ostrava) inframezzato dal 2 a 2 registrato con la Bosnia, e la Bulgaria diventa realtà.

Il secondo posto lo guadagna invece la Scozia, che grazie al 2 a 0 rifilato agli stessi bosniaci all’esordio avrà una media goal migliore e potrà staccare l’altro pass per la fase finale.

Parlando di singoli sarà sicuramente un peccato non vedere all’Europeo Mirza Mustafić, centrocampista dalle doti spiccatamente offensive attualmente in forza al Borussia Mönchengladbach. Nonché uno dei giocatori più fallosi delle fasi qualificatorie (15).

Dovrebbe invece esserci lo scozzese Calvin Miller. Già presente, sottoetà, a Malta 2014.

Gruppo 8

In ultimo, ecco l’Italia. Che come da tradizione non esagera mai coi goal fatti, così da arrivare seconda per via della peggiore differenza reti nei confronti della Germania.

Eppure nel roster abbiamo Patrick Cutrone, 40 goal sinora in stagione tra Milan e Nazionale nonché vicecapocannoniere delle due fasi qualificatorie con 7 centri.

E sì che fino a tre minuti dal termine dell’ultima partita l’Italia sarebbe prima a punteggio pieno. Poi, però, Saglam firma il 2 a 2 che porta la Germania a vincere il girone.

A livello di singoli oltre al già citato bomber Rossonero impossibile non citare un altro milanista – nonché capitano della nostra Nazionale -, Andres Llamas. Schierato difensore centrale (lui che a Milano gioca prevalentemente terzino sinistro), segna due goal (Ucraina e Germania) e risulta fondamentale sotto tutti gli aspetti per la nostra giovane compagine.

Nella Germania molto bene, invece, Felix Passlack, esterno di destra a tuttocampo del Borussia Dortmund.

Fase Finale

Come dicevo ad inizio pezzo sono stati sorteggiati proprio oggi i gironi della fase finale, che si terrà tra il 6 ed il 22 maggio.

Le cose sono andate molto male ai nostri ragazzi, inseriti nel gruppo 4 assieme alle finaliste dell’ultima edizione: Inghilterra ed Olanda.

Ma per scrivere una preview ci sarà tempo…

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Tra il 6 ed il 22 maggio prossimo la Bulgaria ospiterà l’edizione 2015 dell’Europeo under 17.

L’ultimo, giocato sei mesi fa a Malta, è stato vinto dall’Inghilterra dei classe 97. Per qualificarsi al prossimo, invece, si è già giocato il primo turno, che ha scremato le partecipanti in vista della Fase Elite.

Importante sottolineare come da questa edizione le partecipanti passeranno da 8 a 16, con quindi molte più chance di qualificazione per tutte le nazionali.

Ma andiamo a ricapitolare proprio come sono andate le cose nel corso del primo turno di qualificazione. Il tutto in attesa che dall’urna di Nyon, il 3 dicembre prossimo, escano le composizioni dei gironi della Fase Elite (cui la Germania è qualificata di diritto).

Gruppo 1

Tutto facile per le due britanniche, come da copione. Impossibile infatti pensare che Scozia ed Eire si facessero impensierire dalle modestissime Isole Far Oer e da Gibilterra.

A spuntarla, così, sono gli scozzesi, ma solo per differenza reti. Due 4 a 0 chiusi con lo 0 a 0 dello scontro diretto all’ultima giornata, con gli irlandesi invece che pur segnando una rete in più ne subiscono due nel match contro le Far Oer.

Qualche talento interessante – come lo scozzese Calvin Miller – l’hanno, le due squadre. Sarà nel turno Elite, però, che dovranno testare la loro forza reale.

Gruppo 2

Anche qui poca storia.

La Polonia (battuta 3 a 0 lo scorso aprile dagli Azzurrini) ha dominato il raggruppamento, giocatosi in Georgia. Il tutto con i padroni di casa che hanno ceduto il passo ai polacchi ma solo dopo essersi garantiti, con le vittorie su Liechtenstein (3 a 0) ed Estonia (2 a 1) l’accesso alla Fase Elite.

Proprio il raddoppiamento dei posti disponibili rende un po’ tutte le squadre papabili per l’accesso agli Europei, anche se va detto che alla Georgia servirà probabilmente un mezzo miracolo per farcela.
Qualche chance in più, invece, per la Polonia, trascinata come sempre dal neo giocatore del Chelsea Hubert Adamczyk (se non lo conoscete e volete saperne di più comprate il mio secondo libro, “La carica dei 301″! Costa solo 1 euro!), uno dei giocatori con più conclusioni effettuate in questo primo turno qualificatorio (8).

Gruppo 3

Il terzo è stato il raggruppamento in cui hanno giocato i nostri Azzurrini.

Disputatosi in Moldavia, ha visto i nostri portacolori imporsi non senza qualche difficoltà, come detto già in questo articolo.

L’aspetto sicuramente molto positivo, e non poteva essere altrimenti, sono state le prestazioni di Cutrone: 5 goal in 3 match e titolo di capocannoniere della prima fase di qualificazione in saccoccia.

Ma del resto si sa: l’attaccante milanista (anche di lui ho parlanto ne “La carica dei 301″) è uno dei migliori classe ’98 al mondo.

Per il resto si segnala una discreta Islanda, che sta continuando nel proprio interessante processo di crescita. E perché no una stupefacente Moldavia: ok il fattore campo, ma non mi sarei mai aspettato di vederli impattare con l’Islanda (0 a 0), per poi far faticare l’Italia (3 a 0 per gli Azzurrini, ma il primo tempo racconta ben altra storia) sino a dominare la gara con l’Armenia (vinta 4 a 0).
Moldavia lottatrice, come si evince anche guardando un dato statistico particolare. Il giocatore autore di più falli tra tutti i match disputati sin qui è proprio moldavo: Sandu Mateescu.

Proprio la tendenza al fallo costa cara ai moldavi: con risultati identici all’Irlanda del Nord non viene ripescata a causa del maggior numero di cartellini.

Con quindici posti a disposizione (la Bulgaria padrona di casa è ovviamente qualificata d’ufficio) i nostri ragazzi hanno un solo risultato accettabile: qualificarsi alla fase finale.

 Gruppo 4

Non c’erano molti dubbi su chi si sarebbe preso i due posti valevoli per la qualificazione alla Fase Elite. Ma c’era comunque molta curiosità di vedere come sarebbe finito il big match del raggruppamento.

Così, le prime due giornate sono andate come da pronostico. Due vittorie semplici, e poi lo scontro frontale per il primo posto.

A vincerlo l’Inghilterra, che negli ultimi dieci minuti del primo tempo mette in cassaforte il risultato grazie alle reti di Willock e Patching per poi ribattere immediatamente con Dasilva al goal del momentaneo 2 a 1 realizzato da Karamoh.

Da segnalare comunque le prestazioni di due giocatori francesi da tener d’occhio: Odsonne Edouard, 3 goal, e Nanitamo Ikone, 2 assist.

Gruppo 5

Il quinto raggruppamento, giocato in Lettonia, è stato uno dei più combattuti del lotto. L’unica squadra bellamente tagliata fuori, infatti, è stata proprio quella dei padroni di casa.

Per il resto Svezia, Grecia ed Ucraina hanno battagliato dando fondo a tutte le proprie forze per riuscire a strappare un tagliando valevole l’approdo alla fase successiva.

A spuntarla svedesi e greci, in un raggruppamento in cui ben quattro match sono finiti 0 a 0 ed in cui sono stati realizzati solo quattro reti.

Con l’Ucraina, zero goal fatti e zero goal subiti, che passa come una delle migliori terze…

Gruppo 6

Girone piuttosto aperto anche il sesto, in cui esce una vittima sacrificale inaspettata: la Turchia. Che così dopo essersi qualificata alla Fase Finale dell’Europeo coi classe ’97 non arriva nemmeno alla Elite con questa covata.

Il gruppo è dominato dal Portogallo, che vince tutte e tre le gare facilmente senza subire nemmeno una rete.

La seconda piazza si assegna invece grazie differenza reti. Ed in questo senso è decisivo il poker segnato dal fiorentino Jan Mlakar nella gara d’apertura contro la Turchia. Uno Mlakar che proprio grazie a quelle quattro reti si infila così al secondo posto della classifica marcatori globale, alle spalle del nostro Patrick Cutrone.

L’Irlanda del Nord passa invece come una delle migliori terze.

Gruppo 7

Il girone sette si decide di fatto già alla prima giornata. Non tanto con l’8 a 1 dell’ottima Croazia sul Kazakistan, quanto con l’imposizione dell’Ungheria su Israele (goal di Attila Szalai). Che pure riuscirà poi a pareggiare con i croati e a distruggere 6 a 0 i kazaki, ma inutilmente. Un’autorete di Podmskiy nella gara tra Kazakistan ed Ungheria regalerà gli altri tre decisivi punti ai magiari, che così possono volare alla Fase Elite pur senza brillare.

Qualificato anche Israele, come una delle migliori cinque terze.

Gruppo 8

Tutto secondo pronostico.

L’Olanda non mette in mostra grandissime cose davanti, ma l’ottima solidità difensiva gli permette di chiudere senza goal al passivo e con tre vittorie in saccoccia.

Bene anche la Serbia, che chiude sì con una sconfitta – comunque di misura – il proprio turno qualificatorio, ma solo dopo essersi imposta su Malta e sulla Finlandia.

Finlandesi che così devono accontentarsi della vittoria – già inutile, ai fini della qualificazione – ottenuta all’ultima giornata contro i maltesi.

Gruppo 9

Quello austriaco sembra essere un movimento in crescita.

Una conferma arriva anche da questo turno di qualificazione, che vede i nostri giovani vicini di casa imporsi con un triplo 2 a 0 su San Marino, Albania e Norvegia nell’ordine e volare così, di gran carriera, alla Fase Elite.

La seconda posizione la conquista quindi la Norvegia, che prima di cedere al cospetto della squadra guidata da Manfred Zsak si erano liberati con grande autorevolezza di albanesi (3 a 0) e sanmarinesi (4 a 0).

Gruppo 10

Quella che è forse la sorpresa principale di questa fase qualificatoria arriva dal decimo raggruppamento, uno dei più combattuti in assoluto.

A spuntarla è infatti il Belgio. E sin qui, nulla da dire. Soprattutto visti i grandissimi passi avanti compiuti negli ultimi anni dal movimento belga.

Per il secondo posto si verifica però un fatto insolito: Azerbaigian e Bosnia arrivano appaiate all’ultima gara, che si chiude anch’essa in parità. Così servono i rigori per decretare chi passerà il turno. Ed a spuntarla sono i giovani dei Balcani.

Azerbaigian che poi si qualificherà lo stesso, come una delle migliori cinque terze.

Fa comunque abbastanza scalpore anche la prematura eliminazione della Svizzera, che chiude il girone all’ultimo posto grazie alla sola vittoria – inutile – dell’ultima gara contro un appagato Belgio.

Gruppo 11

Gruppo di scarso interesse. Dominato, com’era logico aspettarsi, dalla solita Spagna.

E proprio nella Spagna gioca il miglior assistman della prima fase di qualificazione: Daniel Villanueva, centrocampista offensivo in forza alle giovanili del Villareal capace di offrire quattro passaggi vincenti in tre partite ai propri compagni di squadra.

Accede alla Fase Elite anche la Slovacchia, che regola 1 e 2 a 0 Lussemburgo e Lituania.

Gruppo 12

Attacco dominante.

E’ grazie a questo fattore che i giovani romeni riescono ad imporsi sui parietà danesi, conquistandosi così la seconda piazza alle spalle di una indomabile Repubblica Ceca.

Ceki abili nel vincere tutti e tre i match in cui sono coinvolti.

Rumeni invece che dopo aver perso all’esordio proprio contro i futuri vincitori del raggruppamento ne fanno ben 6 alla Danimarca, prima di chiudere in tranquillità con l’1 a 0 ai padroni di casa di Andorra.

Il tutto in particolar modo grazie a due talenti: Ianis Hagi (figlio di Gica, anche lui schedato nella mia ), autore di 3 assist e capace di subire più falli di tutti (13), e Florinel Coman, capace di segnare quattro reti (anche per lui, come per il viola Mlakar, solo uno meno del nostro Cutrone).

Gruppo 13

L’ultimo raggruppamento del lotto si decide, di fatto, alla seconda giornata. Quando i bielorussi padroni di casa battono anche il Galles dopo aver vinto contro Montenegro all’esordio, ed i russi si impongono su questi ultimi dopo il pareggio della prima gara.

Questo incrocio di risultati renderebbe inutile la vittoria gallese dell’ultimo match. Se solo i dragoni non venissero poi ripescati come una delle migliori terze.

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Tra il 15 ed il 20 ottobre (quindi settimana scorsa) la nostra under 17 (quella formata da giocatori nati dopo il 1 gennio 1998) ha affrontato il primo turno di qualificazione all’Europeo di categoria.

Inserita nel Gruppo 3 disputatosi in Moldavia i nostri ragazzi hanno ottenuto due vittorie ed un pareggio, prendendosi la vetta della classifica e qualificandosi comodamente (lo erano già prima di giocare l’ultimo match) alla Fase Elite.

Quella dei ’98 è una classe molto interessante, come ebbi già modo di dire in passato. Vi ci sono nati ragazzi di grande talento e prospettive (alcuni dei quali sono stati raccontanti nel mio secondo libro, “La carica dei 301″, ebook che vi invito a comprare costando solo 99 centesimi) che hanno tutte le possibilità di andare a giocarsi anche, perché no, il titolo Europeo l’anno prossimo tra Sofia e dintorni.

Quanto visto in questa prima fase di qualificazione, però, non mi lascia per nulla tranquillo.

Ma iniziamo con un breve racconto di com’è andata.

L’esordio è stato morbido, un 3 a 0 facile (firmato da una doppietta di Cutrone e da una rete del classe 99 Scamacca) contro la squadra peggiore del raggruppamento, quell’Armenia che chiuderà questa prima fase a zero punti con ben 9 reti subite in 3 match.

La seconda partita ha presentato già qualche difficoltà in più. Contro i padroni di casa moldavi i nostri ragazzi hanno infatti disputato un primo tempo opaco, mettendo in mostra una circolazione di palla difficoltosa e perché no un pochino di affanno anche in fase di non possesso. Il rigore di Llamas a nove dal termine della prima frazione ha comunque portato avanti gli Azzurrini, che hanno messo al sicuro la vittoria nella ripresa grazie ad una doppietta del solito Cutrone.

Infine, il match con l’Islanda. Preso magari un po’ sottogamba in quanto già qualificati alla Fase Elite, ecco i nostri giochicchiare in controllo del match per subire però il goal del vantaggio islandese.
La reazione arriva nella ripresa, abbastanza veemente. I nostri mettono sotto gli avversari e trovano il pareggio con – guarda caso – Patrick Cutrone. Ma perché subire un goal prima di mettere in mostra la propria superiorità?

Un primo problema, quindi, è questo: l’approccio.

Ancora non si possono sapere quali saranno gli avversari che dovremo incontrare nel corso della Fase Elite, ma una cosa è chiara: solo la squadra migliore, quella capace di vincere il girone, passerà.
Ed a differenza di questo primo turno, come al solito piuttosto morbido, non ci saranno tutte queste avversarie abbordabili. Il livello si alzerà molto, e con esso dovrà alzarsi anche quello delle nostre prestazioni. O il risultato potrebbe essere la non qualificazione all’Europeo.

Un secondo problema è sicuramente di gioco: nonostante la discreta qualità dei nostri interpreti, infatti, l’Italia ha messo in mostra le sue classiche lacune nello sviluppo dell’azione.
Ci sono tanti modi di giocare a calcio dominando una partita. Negli ultimi anni quello che è andato più di moda è stato il famoso “tiki-taka” in salsa catalana, ma Bayern e Germania hanno dimostrato che si può dominare anche con un gioco più verticale. L’importante è giocare.

I nostri ragazzi, invece, hanno spesso faticato a manovrare, nonostante qualità tecniche superiori agli avversari. E qui escono i classici limiti del nostro calcio, sempre più bravo ad agire di rimessa che ad imporsi. Una strategia che se può funzionare contro squadre di alto lignaggio certo diventa deficitaria quando gli avversari sono inferiori al proprio livello.

Il terzo problema, poi, mi permetto di individuarlo nelle convocazioni.

Certo, qui uscirà la storia del “siamo tutti CT”, “tu non sei un allenatore”, ecc. Ma a che cosa servirebbe un blog se non ad esprimere opinioni?

E allora ecco il quesito che pongo: perché di questa squadra non hanno fatto parte tre degli elementi in assoluto più qualitativi della classe italiana 1998?

Sto parlando degli interisti Piscopo e Taufer e del milanista Mastour.

Sarebbe cambiato qualcosa con la loro presenza? Magari no, forse sì. Di certo soprattutto con avversari di livello così sensibilmente inferiore mettere ancora maggiore qualità in campo avrebbe potuto aiutare a vincere ancora più nettamente il girone.

E se su Mastour è evidente che debbano esserci problemi alla base (non gioca nemmeno nel suo club, né in prima squadra, né in Primavera, né con gli Allievi Nazionali) davvero stento a capire perché Piscopo e Taufer, che invece mi risulta siano tra i punti di forza degli A.N. dell’Inter, non siano stati convocati.

Logico, il C.T. è pagato per fare le sue scelte. Ma mettere in dubbio quelle che sembrano sbagliate penso sia altrettanto legittimo.

Quindi, che squadra avrei schierato in questo primo turno di qualificazione? E’ presto detto:

Ed ora?

Ora c’è da elevare il livello di gioco, possibilmente convocare gli esclusi di cui ho parlato e poi studiare la formazione di partita in partita, anche in base agli avversari che si affronteranno.

Di certo questo gruppo ha il potenziale per arrivare all’Europeo. E lì giocarsela.

Che dire? Speriamo bene.

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