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Posts Tagged ‘Svezia’

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L’Italia si è inopinatamente suicidata contro la Svezia, come già aveva tentato di fare ai playoff contro la Slovacchia. Il tutto mostrando ancora una volta di essere una squadra buona tecnicamente ma totalmente fragile da un punto di vista psicologico. E soprattutto senza alcuna idea di gioco.

Così come spesso accade alle rappresentative italiane il pallone fatica a circolare. Ma soprattutto arrivato l’1 a 0 – e, soprattutto, la superiorità numerica – la squadra si ferma ed inizia a giochicchiare, pensando boriosamente di poter gestire una sola rete di vantaggio per un’ora di gioco.

Quando poi dopo il pareggio Sturaro – già di per sé tra i migliori in campo – si fa cacciare per un gesto di reazione sconsiderato la frittata è fatta ed il goal della sconfitta arriva puntuale come l’Orient Express.

Ecco, credo che nella nostra under – che pure avrebbe il potenziale anche per provare a vincerlo, l’Europeo – non si salvi nessuno. In primis un allenatore che non mi ha mai convinto.

Bardi 4

Portiere che come ho avuto modo di dire più volte non ritengo presentabile a questo livello. La gerarchia lo vuole ancora una volta titolare, quando sia Leali che soprattutto Sportiello gli sono superiori. E parlo dei soli convocati, perché a casa c’è gente come Perin – infortunato, ma non credo sarebbe stato portato – e Scuffet che gli è di molto superiore.
L’errore sul secondo goal è semplicemente imbarazzante. Con Ishak lanciato in traiettoria esterna l’ex portiere del Livorno avrebbe semplicemente dovuto controllarne l’incedere, portando fuori lo svedese e dando modo alla difesa di rientrare. Invece entra in maniera sconsiderata. Per di più fuori tempo. Da non ripresentare.

Zappacosta 4.5

Sembra non essere in condizione. Che fine ha fatto il terzino destro di gamba e fiato capace di arare la fascia destra in lungo ed in largo nel corso delle qualificazioni? Da lui ci si deve attendere molto di più. C’è da augurarsi sia stato solo un passaggio a vuoto…

Bianchetti 5

Nel primo tempo nettamente il migliore della difesa. Nella ripresa cala come tutta la squadra, ed è compartecipe in occasione del secondo goal. Tutta Italia – tranne il sottoscritto – lo vorrebbe in panchina al posto di Romagnoli (che invece avrei schierato terzino sinistro). Lui pensa bene di farlo rimpiangere.

Rugani 5.5

Un’indecisione che poteva costare cara nel primo tempo e poco altro. Nel complesso è uno dei meno negativi della squadra.

Sabelli 5

Generoso. Ma anche nel primo tempo, quello in cui l’Italia controlla bene gara e campo, sbaglia una serie infinita di passaggi. Giocare con un terzino a piede invertito è una cosa poco digeribile. Uno dei tanti perché che andrebbero chiesti al nostro tecnico.

Sturaro 3

Già prima dell’espulsione – le prove sono su Twitter – uno dei peggiori in campo. Palesemente fuori forma, imbolsito, appesantito. Non dà un minimo apporto di qualità, ma nemmeno – soprattutto – di quantità ad una squadra che con l’andare del tempo va in apnea anche per via delle sue mancanze.
Alla fine pensa pure bene di farsi espellere per un gesto di reazione che gli vale un doverosissimo cartellino rosso, spianando così la strada alla possibilità di ribaltare il risultato da parte degli svedesi.

Viviani 5

Cinque solo perché nel primo tempo è, con Berardi e Bianchetti, il migliore degli Azzurrini. Nella ripresa la sua prestazione si tramuta in un disastro totale, con passaggi – anche semplicissimi – sbagliati in serie. Partendo dal presupposto che credo sia indispensabile in questo centrocampo… se non riesce a fare nemmeno passaggi di due metri sicuramente meglio lasciarlo in panchina.

Baselli 5.5

Partiamo dal presupposto che a mio avviso non avrebbe nemmeno dovuto giocare, dato che gli avrei preferito Cataldi. Ecco, detto questo bisogna aggiungere che è forse il meno peggio dei tre di centrocampo, posto che è quello più dinamico e che fa pure non lontano dalla rete.
Comunque nulla per cui lo si possa salvare…

Berardi 5.5

Questo Europeo under 21 sulla carta potrebbe essere la competizione capace di lanciare Domenico Berardi nel grande calcio. Ma è probabile si trasformerà in una Caporetto.
Berardi parte bene. Là davanti è l’unico che mette un po’ di qualità alla manovra. Poi però si perde via anche lui, e nel complesso incide molto meno di quanto ci si aspetterebbe. Ancora non sembra maturo per il grande calcio, ma avrà un altro paio di cartucce per rifarsi.

Belotti 5.5

Attaccante di lotta e di governo, solita gran dose di sacrificio, l’accelerazione che vale il rigore del vantaggio e l’espulsione dell’altro vantaggio (quello numerico). Però è lasciato troppo solo là davanti. Non solo, lo scarso gioco della nostra nazionale per mezz’ora lo costringe a fare a sportellate con due pertiche di più di 190 centimetri sui palloni alti. Una follia cui nessuno chiedere conto al mister, come al solito protetto dai nostri organi di stampa.

Battocchio 4

Ancora non ho capito cosa ci faccia in under 21, sinceramente. E lo dico col massimo rispetto, però è un giocatore che credo non avrei nemmeno convocato, proprio.

  • Dal 61′ Verdi 5 -> Impiegato fuori ruolo, vero. Però incide poco più di niente, prendendo anche un paio di scelte sbagliate al di là del bene e del male. Va comunque detto che nell’inserire lui Di Biagio avrebbe potuto spostare Berardi seconda punta accanto a Belotti prima e Trotta poi, mettendo Verdi sulla trequarti…
  • Dal 68′ Cataldi 6 -> Ecco, l’unico minimamente salvabile. Un 6 di fiducia al possibile futuro capitano dell’under 21. Certo, sempre che – come in realtà è probabile accada – la nazionale maggiore non arrivi e se lo porti via prima del tempo!
  • Dal 78′ Trotta S.V. -> Entra e Sturaro si fa espellere. A quel punto la partita finisce, perché è palese che l’Italia sia in pappa e che arriverà a breve il goal della sconfitta. Certo non per demerito suo.

Di Biagio 3

Sicuramente il peggiore “in campo” assieme a Sturaro. Perché moltissime sue scelte sono discutibili e discusse da parecchio. E alla fine qualcuna di queste l’ha anche pagata cara, iniziando nel peggiore dei modi un Europeo che da magico potrebbe trasformarsi in un incubo.
L’Italia non è la più forte, sulla carta. Ma aveva il dovere morale di cercare di bissare la finale di due anni fa, per quanto il difficilissimo girone in cui è capitata rendeva le cose tutt’altro che facili.

Inutile dire che questa Svezia sia un avversario ostico. La realtà è che per la differenza di potenziale tra le due squadre e soprattutto per come si erano messe le cose gli Azzurrini avrebbero dovuto SPAZZARE via gli avversari. Invece l’allenatore, che già – bene ripeterlo – ha fatto scelte più che criticabili, non è stato capace di spronare i suoi a trovare subito il raddoppio che chiudesse il match. Ha lasciato giochicchiare i suoi, ed è stato – giustamente – punito.

Magari trarrà insegnamento da questa vittoria ed avrà una grande carriera. Ma la verità è che per noi, per questa Nazionale… rischia di essere già troppo tardi.


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INFO GENERALI

Nome: Idrottsföreningen Brommapojkarna
Soprannome: BP, The Bromma Boys
Città: Bromma, Stoccolma (Svezia)
Anno di fondazione: 1942
Stadio: Grimsta Idrottsplats (8000 posti)
Presidente: Patrik Emanuelsson
Allenatore: Stefan Billborn
Palmares: 1 secondo posto in Superettan, 3 Division 2 Östra Svealand.
Valutazione complessiva rosa: 4.200.000 € (valutazione transfermarkt)
Sito ufficialehttp://brommapojkarna.se/

ROSA

Portieri: Davor Blazevic, Ivo Vazgec.
Difensori: Pontus Segerstrom, Fredric Jonson, Kristinn Jonsson, Tim Bjorkstrom, Jacob Une Larsson, Martin Falkeborn, Carl Stafelt.
Centrocampisti: Mauricio Albornoz, Seth Hellberg, Jesper Karlstrom, Gabriel Petrovic, Gustav Sandberg Magnusson, Serge-Junior Martinsson Ngouali.
Attaccanti: Andreas Eriksson, Gabriel Ozkan, Philip Tronet, Victor Soderstrom, Niclas Barkroth, Pontus Asbrink, Dardan Rexhepi, Christian Kouakou, Stefano Vecchia.

FORMAZIONE BASE

4-3-3/4-5-1: Blazevic; Bjorkstrom, Segerstrom, Une Larsson, Jonsson; Sandberg-Magnusson, Martinsson-Ngouali, Karlstrom; Barkroth, Rexhepi, Petrovic.

ULTIMI RISULTATI

Nelle ultime cinque gare disputate (due di Europa League e tre di campionato) i Bromma Boys hanno raccolto una vittoria, tre pareggi ed una sconfitta.

ANALISI TECNICA

Il Brommapojkarna è una squadra che tecnicamente non ha moltissimo da dire, pur potendo contare su alcuni elementi comunque interessanti.

In porta si disimpegna il giovane – classe 93 – Davor Blazevic, marcantonio di un metro e novanta di chiare origini croate che ha in passato difeso i pali anche delle rappresentative giovanili nazionali under 17 e 19.
Un estremo difensore con mezzi fisico-atletici notevoli ma un bagaglio tecnico ancora da sgrezzare, e soprattutto una capacità di concentrazione lungo i novanta minuti sicuramente migliorabile.
Nonostante i difetti resta sicuramente uno degli elementi più interessanti della squadra.

In difesa l’elemento più interessante mi è parso invece l’islandese Kristinn Jonsson. Classe 90, è stato ingaggiato (in prestito) ad inizio stagione dal Breidablik. Già nazionale maggiore, è stato in passato colonna delle varie squadre giovanili islandesi.
Terzino sinistro di buon passo, ama sostenere la propria squadra in fase offensiva e nel complesso resta forse il giocatore con le migliori doti difensive tra quelli a disposizione di coach Billborn.

I tre di centrocampo garantiscono poi discreta corsa, ma nel complesso non parliamo di un reparto capace di restare negli annali del calcio mondiale, per così dire.

Il punto di forza resta quindi, forse, l’attacco. Qui giocano tre dei giocatori più abili della compagine svedese.

Innanzitutto il giovane Niklas Barkroth, che gli amanti del videogame manageriale Football Manager ricorderanno in quanto era un buon prospetto qualche edizione fa.
Ventidue anni, l’ala ex Goteborg – e con una esperienza maturata in Portogallo – è giocatore che punta molto su rapidità e tecnica. Ancora poco incisivo (e probabilmente è proprio questo lo step che gli manca per cercare fortuna fuori dalla Svezia), resta comunque un’ala guizzante e capace di rifinire, soprattutto coi cross, il gioco per i compagni.

In particolare per Dardan Rexhepi, svedese nativo di Pristina. Un marcantonio di 190 centimetri che funge da prima punta pura. Abile di testa e bravo a fare a sportellate coi centrali difensivi avversari, non è però – ad oggi – un bomber particolarmente temibile. Insomma, tanto lavoro sporco, ma anche scarsa lucidità sotto porta.

Infine l’attacco è completato dal bosniaco Gabriel Petrovic, centrocampista capace di adattarsi all’ala. Un giocatore tecnico e dal buon calcio, che nonostante non sia il primo terminale delle azioni offensive del Bromma ha realizzato lo stesso numero di goal segnati sino ad oggi – in stagione – da Rexhepi: cinque.

ANALISI TATTICA

Di base il 4-3-3 del Bromma è il classico modulo che si può prestare ad essere interpretato come un 4-5-1 a seconda delle situazioni e della volontà di maestro d’orchestra ed interpreti.

I due esterni offensivi, infatti, possono tranquillamente scalare a centrocampo per dare più copertura alla difesa.

Il centrale dello stesso, dal canto suo, è un mediano abile in fase di rottura, capace di dare peso e corpo proprio in quella zona del campo. Quindi, volendo, il modulo può anche essere interpretato come una sorta di 4-1-4-1.

Per quello che ho potuto vedere, poi, parliamo di una squadra che tende a perdere le giuste distanze di gioco tra i reparti. I quali, al loro interno, vanno sovente in confusione in merito a posizionamenti e chiusure.

La fascia su cui tende a spingere di più è la sinistra, in special modo quando da quella parte si sposta Barkroth (Che può giocare indifferentemente su entrambi gli out): la sua verve abbinata alla facilità di corsa e di spinta dell’islandese Jonsson, infatti, portano a comporre un binario su cui la squadra riesce ad affidarsi con buona efficacia.

ANDAMENTO STAGIONALE

Stagione assolutamente negativa per il Brommapojkarna, che vede lo spettro della retrocessione come assolutamente reale. Così dopo la salvezza risicata dello scorso anno (quando la squadra terminò il campionato al tredicesimo posto, un punto sopra i playout) ecco i soli 8 punti raccolti nelle prime 16 giornate di quest’anno.

La squadra è però in ripresa: dopo cinque sconfitte consecutive (sei, contando l’Europa) il Bromma ha infatti inanellato tre pareggi ed una sconfitta (più due vittorie europee), che l’hanno portata così a fare 3 punti in quattro match, media molto migliore di quella tenuta nel resto del campionato. Ancora poco, certo, ma comunque un piccolo segnale di risveglio.

E in Europa?

Dopo la sconfitta nell’esordio finlandese contro il VPS il BP ha ribaltato il risultato in casa.
Nel secondo turno è quindi arrivata la roboante vittoria casalinga sui Crusuaders (4 a 0), cui ha fatto seguito l’1 a 1 del ritorno, che ha sigillato la qualificazione al terzo ed ultimo turno di qualificazione.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

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Missione compiuta.

Gli Azzurrini di Devis Mangia tornano a casa dalla Svezia con il biglietto aereo per Israele ben saldo nelle proprie mani.

Partita quasi assurda quella disputata a Kalmar con un’Italia nel complesso superiore ma che dopo aver trovato il doppio vantaggio sbanda e sembra quasi voler buttare via tutto quanto di buono costruito negli ultimi due anni, con i fantasmi bielorussi che tornano ad aleggiare sulla nostra under 21.

Poi però, per fortuna, la superiorità generale mostrata per buona parte della partita torna a concretizzarsi e il solito Immobile chiude i conti, strappando il biglietto per la fase finale dell’Europeo di categoria.

Nel complesso è una squadra ben messa in campo quella che, ligia al solito 4-4-2 di scuola sacchiana si trova a schierare quest’oggi il commissario tecnico.

Qualche sbavatura, forse dovuta anche all’età e alla scarsa abitudine di giocare assieme, ma nel complesso un tasso tecnico e un livello di talento medio sicuramente superiore.

Venendo ai singoli bella prestazione del solito De Sciglio sulla fascia, sempre più una sicurezza ed indubbiamente giocatore che il Milan dovrà cercare di far crescere al meglio, senza bruciarlo. Il futuro è suo.

Così così i due centrali, specialmente capitan Caldirola che subito dopo il 2 a 0 si imbambola su un pallone facilissimo da controllare e regala alla Svezia la scossa che permette ai padroni di casa di tornare a crederci, infiammando così una partita virtualmente appena chiusa.

Meno sbavature per l’attento Capuano, che però sfortuna vuole finisca col servire l’assist dello splendido pareggio di Hiljemark, quando libera l’area di testa recapitando il pallone proprio sul piede dell’avversario.

Prestazione senza infamia né lode per Frascatore. Che non sembra essere oggi all’altezza di chi quel ruolo lo ha ricoperto con continuità negli ultimi due anni – Crescenzi – e che pur non trovando il campo con continuità in Serie B viene preferito, nelle convocazioni di Mangia, anche ad un certo Santon.
Tenuto conto che per lui potrà esserci spazio anche nel prossimo biennio, comunque, le prospettive con questa maglia sembrano rosee.

Centrocampo dai due volti: in mezzo prestazioni discrete per i due scuola Juve Rossi e Marrone (nel complesso quest’ultimo migliore del compagno), super per le ali, Insigne e Florenzi.

Entrambi, non a caso, a segno.

Il primo con un goal da cineteca, palla sotto il sette con tiro a giro, a mo’ di Del Piero. Il secondo con un’imbucata che lo porta a calciare sul secondo palo, ad incrociare. Ma soprattutto una prestazione generosissima quanto ricca di qualità, per uno dei centrocampisti under 21 più interessanti del mondo.

Entrambi, inutile dirlo, meriterebbero la chiamata della nazionale maggiore già oggi.

In attacco, infine, troviamo il solito Immobile, alle volte un po’ troppo egoista – come tutti i bomber, del resto – ma capace di andare a segno, con uno splendido pallonetto, anche oggi.

A fargli da spalla, almeno inizialmente, quel De Luca che proprio Mangia seppe far maturare fino a prepararlo per il salto nel professionismo qui a Varese. Ma che nel complesso, nonostante oggi solo un super Johnsson gli impedisca di siglare l’1 a 0, non sembra ancora all’altezza di indossare una maglia da titolare in questa squadra.

Soprattutto quando ciò significa far accomodare in panca un certo Manolo Gabbiadini, 10 goal in 14 presenze prima di oggi con l’under21.

Gabbiadini che, guarda caso, entra e segna la partita in modo indelebile, andando a portare un’azione personale insistita con la quale riesce a liberare Immobile per la rete del definitivo 3 a 2.

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La Svezia continua la sua rincorsa alla vittoria finale davanti al proprio pubblico grazie al 3 a 1 inflitto alla Serbia. Marcus Berg, punta di diamante di questa nazionale, è sempre più il capocannoniere del torneo, ora a quota 5 reti. E’ infatti lui il giocatore decisivo di quest’ultima partita, dove mette a segno un’importante doppietta (di Toivonen l’altra rete svedese, di Kacar la rete della bandiera serba). Svezia che adesso incontrerà l’Inghilterra, vincitrice dell’altro gruppo, in semifinale.

Oltre alla nazionale di casa saranno gli Azzurrini a continuare a giocarsi le proprie chance di vittoria finale: la nostra rappresentativa giovanile, infatti, si è imposta 2 a 1 sulla Bielorussia in un match quasi interamente dominato dai nostri. Il passivo, infatti, sarebbe potuto essere notevolmente più ampio, ma anche in questa occasione, come nelle due precedenti, la grande mole di lavoro prodotta dai nostri ragazzi cozza contro la notevole sterilità dei nostri avanti, incapace di convertire in goal le tante occasioni avute.

Italia che ora se la dovrà quindi vedere contro i pari età tedeschi, nazionale temibile e storicamente notevolmente solida. A livello di talento, però, i nostri ragazzi sembrerebbero essere superiori. A maggior ragione per il fatto che tornerà a disposizione dopo la squalifica anche Mario Balotelli, tra tutti il giocatore forse più talentuoso della nostra squadra. A lui si chiederà di fare la differenza, magari estraendo dal cilindro una rete come quella realizzata contro i padroni di casa svedesi. Speriamo solo che, stavolta, riesca a controllare i suoi colpi di testa.

Problemi invece a centrocampo, dove potremmo perdere due dei tre nostri attuali titolari: De Ceglie, infatti, si è infortunato nel corso dell’ultima partita. Marchisio, invece, è stato ammonito ed essendo già diffidato dovrà saltare la semifinale. Qualora anche De Ceglie non ce la facesse, quindi, non sarà il solo Dessena, primo sostituto naturale (cominciò da titolare con Marchisio e Cigarini questo biennio, salvo poi lasciare spazio a De Ceglie in questa fase finale) dei due, a trovare spazio dal primo minuto. Curiosità, quindi, nel capire chi sarà il giocatore ad affiancare i due ex parmensi – Cigarini e Dessena, appunto – nel centrocampo che si opporrà ai pariruolo teutonici.

Dovrebbe invece essere tutto confermato in difesa, dove Motta e Bocchetti su tutti stanno disputando un Europeo da urlo (con vista sulla nazionale maggiore).

La partita di ieri, intanto, è stata decisa da una doppietta di Robert Acquafresca, capace di andare a ribaltare l’iniziale vantaggio firmato da Kislyak.

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