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Archive for the ‘Coppa Carnevale '09’ Category

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E’ la primavera della Juventus, con un’incredibile prova di forza, ad aggiudicarsi la sessantunesima edizione del Torneo di Viareggio – Coppa Carnevale.

I ragazzi Bianconeri festeggiano la vittoria della sessantunesima edizione del Viareggio (corrieredellosport.it)

I ragazzi Bianconeri festeggiano la vittoria della sessantunesima edizione del Viareggio (corrieredellosport.it)

La squadra di mister Maddaloni, infatti, scende in campo con il massimo della convinzione e raccoglie la vittoria attraverso buon gioco, compattezza e maturità.

Oggi i ragazzi Bianconeri hanno infatti messo in campo tutto ciò che avevano, dimostrando anche di avere quegli automatismi che sembravano essersi persi nel corso del Torneo, durante il quale apparivano più come un’insieme di ottime individualità piuttosto che una Squadra degna di questo nome. Tutto il contrario, invece, sembrava essere la Sampdoria: squadra sì composta da giocatori interessanti ma che trovava proprio nell’affiatamento del collettivo la sua prerogativa principale, nonché la sua forza.

La partita di oggi ha però sovvertito tutte queste convinzioni: il perfetto meccanismo costruito da mister Pea, infatti, si è inceppato sul più bello: dopo la grande prova di coesione e solidità dimostrata contro l’Inter in semifinale (oltre che nel corso di tutto il torneo) i doriani hanno infatti smarrito la strada maestra, risultando oggi confusi come non mai ed in completa balia degli avversari.

Avversari che invece, come detto, hanno messo in campo una grandissima prova di squadra, dove le prestazioni eccellenti di giocatori come D’Elia, Marrone ed Immobile hanno coronato il lavoro fatto dall’undici tutto, oggi davvero una macchina composta da ingranaggi capaci di muoversi all’unisono.

Juventus che con questa vittoria fa quindi un ulteriore passo verso la vetta del “medagliere”, che vede ora il club Bianconero arrivare a 6 vittorie, agganciando quindi Dukla Praga e Torino (sconfitto in semifinale) ed avvicinando le due squadre primatiste in quanto a vittorie al Viareggio: Fiorentina e Milan, ancora a quota 8. Vittoria questa che porta a 52 il numero di edizioni vinte da squadre italiane (7 il numero di edizioni vinte da club dell’ex Cecoslovacchia, ovvero Dukla e Sparta Praga, ed 1 edizione vinta da jugoslavi – Partizan – ed uruguaiani – Juventud -).

E’ questo, inoltre, il quarto successo Bianconero negli ultimi sette anni; la Juventus, infatti, è stata capace di vincere il Viareggio negli anni 2003, 2004, 2005 e, appunto, 2009… oltre ad aver disputato anche una finale, persa immeritatamente, nel 2006 (proprio contro gli uruguagi della Juventud, società fondata nel 1935 proprio in onore della squadra torinese).

I giovani Bianconeri festeggiano la sesta vittoria al Viareggio nella storia della società (tuttosport.com)

I giovani Bianconeri festeggiano la sesta vittoria al Viareggio nella storia della società (tuttosport.com)

Inoltre questa è una vittoria molto significativa perché porta a comprendere come il gran lavoro iniziato dalla precedente società (quella composta dalla Triade, per intenderci) in fatto di Settore Giovanile trova soluzione di continuità con la società nuova, quella post Calciopoli. Gli attuali Dirigenti juventini, infatti, hanno affidato la guida del Settore Giovanile a due professionisti seri e competenti come Rampulla e Ferrara, che stanno continuando a seguire al meglio i giovani Bianconeri (come dimostra anche la vittoria di oggi).

Vittoria che non è solo della Triade (è giusto ricordare che molti ragazzi entrarono in questo club quando a dirigerlo c’erano ancora Moggi & Co.) ma anche, appunto, di Secco, Blanc e Cobolli; nella squadra capace di asfaltare oggi la primavera doriana e di giocare un Viareggio ad alti livelli, infatti, c’erano alcuni giocatori inseriti nel Settore Giovanile proprio dagli attuali dirigenti: Iago (strappato in estate al Barcellona), che è forse il giocatore più talentuoso tra tutti, Ekdal (acquistato in estate dal Brommapojkarna per 600mila euro), under 21 svedese e Andrea De Paola (ex Beretti della Cisco Roma, passato in estate alla Juventus assieme a Montesi, centrocampista, e Di Salvia, portiere, due giocatori del 1994 entrambi aggregati alla Beretti Bianconera) sono solo alcuni dei giovani talenti che formano la rosa di questa interessantissima squadra.

Ma raccontiamo un po’ più nel dettaglio la partita…

 La Juventus inizia subito a spron battuto, facendo capire sin dall’inizio come andrà la partita.

Al secondo minuto di gioco Daud si propone a sinistra e crossa dal fondo, trovando Esposito completamente solo: l’ala destra Bianconera dopo aver stoppato calcia potente verso la porta doriana, ma trova un gran Fiorillo a rispondere al suo tiro. Cinque minuti più tardi lo stesso Esposito veste i panni dell’assistman ed offre una palla invitantissima a Giuseppe Giovinco, fratello del più famoso Sebastian, che a tu per tu con Fiorillo si vede bloccare dall’uscita bassa dell’ottimo portiere Blucerchiato, che lo chiude in corner. Sugli sviluppi del calcio d’angolo arriva un colpo di testa di Marrone, che conferma l’ottima capacità di inserirsi sui palloni alti, che termina però a lato, per quanto non di molto.

Un minuto più tardi ancora Esposito, autore di un ottimo inizio, penetra centralmente e va a servire Daud, effettuando però un passaggio troppo lungo che l’ala somala non riesce a raggiungere.

Al tredicesimo la prima rete della partita: il solito Daud va via sulla sinistra e crossa basso cercando Immobile, che è però anticipato da Perazzo; la palla, deviata, mette fuori causa Fiorillo (che pare stesse uscendo non si capisce bene a che pro, vista la traiettoria del pallone già prima del tocco del suo compagno) e si infila nella porta doriana: Juve in vantaggio grazie ad un’autorete.

Come al solito nel calcio sono gli episodi a farla da padrone, ma c’è da dire che in questo caso la fortuna aiuta una Juve comunque meritevolissima del vantaggio. Come abbiamo visto nel primo quarto d’ora c’era una sola squadra in campo.

Le cose non cambiano particolarmente nemmeno dopo il vantaggio Bianconero. Chi si aspettava una reazione veemente dei Campioni d’Italia in carica rimane deluso. L’unica occasione realmente pericolosa (nemmeno troppo, in realtà) i doriani la costruiscono sugli sviluppi di un angolo che porta Patacchiola a colpire di testa indisturbato, con palla che non trova però la porta.

Al diciottesimo torna a farsi vedere Daud, che dopo una bella discesa sulla sinistra offre il pallone a D’Elia che, subito dentro l’area, calcia contro ad un difensore. Gli sviluppi del corner portano Castiglia a calciare alto sopra la traversa della porta difesa da Fiorillo.

Al venticinquesimo, ancora sugli sviluppi di un corner, la Sampdoria prova a farsi rivedere ma il tiro del tornante destro Grieco è rimpallato al limite dell’area e si risolve in un nulla di fatto.

Un paio di minuti più tardi è ancora la coppia D’Elia-Daud (molto più attiva di quella composta da Duravia ed Esposito sull’out opposto) a rendersi pericolosa sulla sinistra, ma al momento del cross del terzino sinistro c’è l’intervento di Muratore, che chiude in scivolata.

Al trentunesimo Immobile, attivissimo come e più del solito lungo tutto il fronte d’attacco, si incunea verso l’area avversaria, ma invece di servire Esposito in posizione favorevole si intestardisce nell’azione personale, perdendo palla. Tre minuti più tardi prova a rifarsi, tagliando bene alle spalle della difesa avversaria; il suo tiro, però, è piuttosto molle, diventando una facile preda per il portiere dell’under 20.

DElia viene abbracciato dai compagni dopo lassist del 2 a 0 (gazzetta.it)

D'Elia viene abbracciato dai compagni dopo l'assist del 2 a 0 (gazzetta.it)

Al trentasettesimo la Juventus raddoppia: il solito D’Elia se ne va sulla fascia crossando in mezzo all’area dove Immobile si fa trovare puntuale e, deviando col fianco, tocca il pallone quel tanto che basta a mettere fuori causa Fiorillo, trovando lo spiraglio che vale il 2 a 0.

Nonostante il doppio vantaggio i Bianconeri non accennano a smorzare il loro forcing; due soli minuti dopo il goal Daud effettua un tiro-cross pericoloso che Fiorillo mette in angolo per non rischiare.

Al quarantunesimo torna quindi a farsi rivedere la Sampdoria che porta un cross in area, su cui però Pinsoglio interviene e blocca sicuro.

Gli ultimi minuti del primo tempo la Juventus li gioca in pieno controllo della partita. I ragazzi in campo appaiono consci della loro superiorità e, soprattutto, del fatto che a livello mentale i doriani sono completamente in palla, storditi dalla forza e dalla veemenza delle avanzate Bianconere.

Si va quindi al riposo sul risultato di 2 a 0 e, soprattutto, con la sensazione che, in fondo, il match sia già chiuso e questo Viareggio abbia già un vincitore.

La seconda frazione inizia esattamente come la prima: con la Juve in attacco.

Dopo tre soli minuti la Juventus chiude il match: Esposito parte da metacampo cedendo palla ad Immobile che è poi bravo a scaricarla a Daud che calcia bene… Fiorillo può solo guardare il pallone infilarsi sul palo lungo.

Il Doria prova allora a rialzare la testa; Marilungo, tra i giocatori più talentuosi della squadra, si fa vedere pericolosamente, ma Rocchi lo ferma per off side. All’ottavo quindi Daud conclude per due volte, di testa e poi di piede, verso l’area avversaria ma per due volte trova ad opporsi il corpo di Perazzo, che questa volta devia efficacemente. Due minuti più tardi è quindi Pinsoglio a mostrare tutte le sue qualità, neutralizzando un colpo di testa ravvicinato di Soriano. Nell’azione successiva ancora Marilungo si fa vedere, ma calcia alto.

Al quindicesimo è invece il neo entrato Zamblera a farsi notare, e dopo aver sfruttato una serie di imprecisioni della retroguardia juventina (che dopo il 3 a 0 ha avuto un calo di concentrazione momentaneo ma vistoso) calcia, ma trova ancora una volta un ottimo Pinsoglio a guardia della porta.

I ragazzi Doriani prima del match (sampdoria.it)

I ragazzi Doriani prima del match (sampdoria.it)

Al diciassettesimo torna quindi a battere un colpo Immobile, ma la sua fuga termina con un calcio a lato della porta difesa da Fiorillo.

Fiorillo che incappa in una giornata sfortunata (anche se ha colpe parziali solo sul primo goal) e che assiste alla grandissima giornata del suo collega Bianconero: Pinsoglio, infatti, si supera anche al venticinquesimo quando dice no ad una conclusione del solito Marilungo, venutosi a trovare a tu per tu con il portiere juventino.

A questo punto, quindi, le strigliate di mister Maddaloni, scontento nel vedere una squadra ormai svagata in campo, si fanno sentire, e la concentrazione torna alta, così come il forcing. Al 28′ Marrone si incunea in area, ma il suo cross vede Daud anticipato di un soffio. Nell’azione successiva è invece il somalo stesso a proporsi con un tiro-cross che viene smanacciato da Fiorillo al limite; qui il pallone è raccolto da Ekdal, entrato da poco, che spara alto. Al trentareesimo, quindi, un suo ennesimo scatto porta Immobile a calciare ancora dentro l’area, con Fiorillo però attento.

Al trentasettesimo la Juventus potrebbe poi reclamare un rigore quando Daud non riesce a raggiungere un cross di Rossi, anche lui entrato nella ripresa; Rocchi non ha però dubbi e non assegna la massima punizione.

Una punizione la assegna invece alla Samp, ed è quella che vale il goal della bandiera; a calciarla è Di Leva, ma va segnalata la deviazione determinante di Daud, che mette fuori gioco l’ottimo Pinsoglio.

Nemmeno il tempo di festeggiare e Daud torna a farsi vedere nell’area avversaria, calciando però alto.

Al quarantunesimo bello spunto di Immobile, che dimostra una forza ed una continuità di corsa impressionante. La punta Bianconera se ne va sulla sinistra e costringe Patacchiola a falciarlo, ricevendo un’ammonizione. La punizione la batte quindi Daud, che crossa per capitan Castiglia, il cui colpo di testa termina però a lato.

Nel finale Marrone entra in area e viene abbattuto, ma ancora una volta l’arbitro lascia correre.

Fulvio Pea, allenatore Doriano: i miei complimenti vanno a lui tanto per la sua squadra quanto per lintelligenza e lobiettività mostrate nellintervista post partita (sampdoria.it)

Fulvio Pea, allenatore Doriano: i miei complimenti vanno a lui tanto per la sua squadra quanto per l'intelligenza e l'obiettività mostrate nell'intervista post partita (sampdoria.it)

Il quarto goal, però, è nell’aria ed arriva a pochi istanti dal termine quando Immobile, infaticabile, approfitta di uno svarione difensivo avversario per andare poi a saltare Fiorillo e a depositare comodamente nella porta sguarnita, fissando il risultato su di un roboante 4 a 1.

Nonostante la sconfitta netta tanto sul piano del risultato quanto sul piano del gioco (come abbiamo visto la Samp ha avuto un buon momento nel secondo tempo, dopo il 3 a 0, e null’altro) dobbiamo fare i complimenti a questa squadra, capace di confermarsi ad altissimi livelli dopo la scorsa stagione, che fu fenomenale.

Squadra capace di confermarsi nonostante alcuni dei suoi giocatori migliori (come Poli, per dirne uno) siano andati altrove.

Squadra poi che ha il merito di arrivare in finale nonostante una rosa piuttosto giovane, la difesa in particolar modo. C’è quindi da credere che nei prossimi anni questo Doria possa confermarsi ad alti livelli a livello giovanile.

Inoltre c’è da sperare che questi giovani possano trovare spazio in prima squadra, essendo ragazzi di valore.

Fiorillo è considerato il nuovo Buffon, un po’ perché pare essere il giovane portiere con le potenzialità migliori un po’ perché un po’ ricorda il Gigi nazionale nelle sue movenze. Fiorillo che è stato insignito del premio di miglior portiere del torneo. Soriano, appena sbarcato dal Bayern Monaco (è nato in Germania ma da giocatori italiani e gioca nella nostra under 18) è un centrocampista molto elegante che non sa solo partire palla al piede: è infatti una sorta di “lavatrice”, ruba palloni per poi “pulirli” e renderli giocabili; non ha tendenza ad essere lezioso pur essendo dotato tecnicamente. Diciotto anni appena compiuti è un grandissimo prospetto. Zamblera, altro giovane italiano riportato in Italia dal Doria (giocava nel Newcastle) è un’ala offensiva molto dotato tecnicamente, mentre Marilungo (che ha vinto il premio Golden Boy del Torneo, cioè miglior giocatore) un giovane capace di agire tanto da prima quando da seconda punta, rendendosi sempre e comunque pericoloso. Inoltre Marilungo ha dimostrato anche grande disponibilità al sacrificio. Stesso dicasi per Mustacchio, altro giovane talento della Samp capace di fare entrambe le fasi di gioco con efficacia.

Numerosi anche i talenti interessantissimi nella Juventus; di alcuni di questi ne abbiamo già parlato.

Ayub Daud, con 8 reti allattivo si laurea capocannoniere del torneo (tuttosport.com)

Ayub Daud, con 8 reti all'attivo si laurea capocannoniere del torneo (tuttosport.com)

Innanzitutto Iago: il giovane spagnolo è dotato della classe del fuoriclasse, un po’ come Holly e Benji. Dotatissimo tecnicamente fa onde tra i pari età, dove sembra assolutamente sprecato. Nel contempo essendo così leggero (come modo di giocare, non solo e non tanto fisicamente, dato che pesa 2 soli kg meno di Nedved, per fare un esempio) difficilmente potrebbe inserirsi allo stesso modo in una prima squadra. Se saprà costruirsi, però, il futuro è sicuramente suo. Futuro interessante quello che si prospetta anche per Ayub Daud, capocannoniere con 8 reti del Torneo. La cosa, però, non deve ingannare: nel 1992 Giacomo Banchelli fece lo stesso exploit, per poi avere una carriera ben al di sotto delle aspettative (ora, a 35 anni, gioca nello Scandicci, Serie D). C’è da sperare, quindi, che Daud impari ad essere più continuo nel rendimento all’interno di una partita e, anche lui come Iago deve crescere a livello fisico. Da menzionare sicuramente anche D’Elia, terzino sinistro capace di difendere ma soprattutto devastante in attacco (ha formato una coppia che è stata un motore importante per la Juventus), Marrone, mediano che un po’ come Soriano recupera un sacco di palloni e li ripulisce, oltre che ad avere oltre tempi d’inserimento, Esposito e Rossi, sempre briosi quando chiamati in causa ed Immobile, punta capace di reggere da solo tutto il peso dell’attacco per sette partite in due settimane riuscendo anche oggi a correre per tre. Non scordiamoci, poi, Pinsoglio: non ha ancora la fama di Fiorillo, e forse nemmeno il potenziale… ma ha giocato un Viareggio quasi perfetto, ed è anche lui da tener ben d’occhio. Che il dopo-Buffon sia già in casa? E che dire di Ekdal, centralone svedese ben piazzato ma nel contempo dal piede fino?

Insomma, per molti di questi giocatori il futuro sarà la Serie A, c’è da scommetterci.

La speranza è che nei prossimi anni, fondamentali per ogni ragazzo, non succedano traumi fisici o di altra natura che possano minare la loro crescita come giocatori. Sono ormai alle porte del professionismo, alcuni di loro potrebbero addirittura essere il futuro della nostra nazionale… Insomma, speriamo che nulla si frapponga tra loro ed il loro diventare uomini, diventare professionisti, diventare ciò che hanno sempre sognato di essere.

Il nuovo logo del Viareggio: la V come omaggio alla città ed i cinque coriandoli a ricordare i cerchi olimipici e, quindi, i continenti (juventus.com)

Il nuovo logo del Viareggio: la V come omaggio alla città ed i cinque coriandoli a ricordare i cerchi olimipici e, quindi, i continenti (juventus.com)

Intanto c’è da fare i complimenti agli organizzatori (dal Presidente Palagi a tutti coloro i quali si sono impegnati per questo Torneo) per il bello spettacolo allestito, a RaiSportPiù per aver offerto due partite del torneo al giorno, agli arbitri, che in molti casi hanno dimostrato come lontano da certe pressioni si possano fare arbitraggi all’altezza (come quello di oggi di Rocchi, quasi perfetto davvero) e a tutti i giocatori che ci hanno allietato con dribbling, goal, azioni rocambolesche, autoreti, interventi incredibili, ecc.

Insomma, il Viareggio dimostra ancora una volta il suo interesse e la sua magia.

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Saranno Juventus e Sampdoria a disputare la finale del sessantunesimo torneo di Viareggio.

Questo hanno infatti deciso le due semifinali della competizione, che hanno visto i doriani imporsi sull’Inter e gli juventini avere la meglio nel derby della Mole contro il Toro.

Sampdoria che ha battuto l’Inter mettendo in mostra una grandissima compattezza e solidità, cose che dimostrano come sia questa la squadra meglio organizzata del Torneo. Il Doria, infatti, da la chiara sensazione di essere una squadra con meccanismi molto ben oliati, dove ogni giocatore ha ben chiaro in testa quale siano i suoi compiti e li svolge con puntualità, muovendosi all’unisono con i compagni all’interno di un impianto di gioco ben strutturato.

Cosa che invece non dimostrano, non allo stesso modo almeno, le altre squadre viste in questo torneo, Juventus in primis.

La primavera Doriana si giocherà il Viareggio contro quella Juventina (yimg.com)

La primavera Doriana si giocherà il Viareggio contro quella Juventina (yimg.com)

Ma nemmeno l’Inter, in realtà… Inter che va sotto dopo soli 42 secondi di gioco, quando Guido Marilungo, una delle stelline di questa squadra, si inventa un bell’assist dal limite dell’area che smarca il proprio compagno di reparto, Ferrari, a tu per tu con Belec. Per la punta Blucerchiata è un gioco da ragazzi battere il portiere sloveno e portare in vantaggio i suoi.

L’immediato vantaggio cambia subito lo svolgimento della partita, con una Sampdoria che deve pensare ad amministrare il vantaggio conseguito, pur non senza rinunciare a giocare.

Ed è un Doria che svolge tutto egregiamente, non concedendo praticamente nulla  (l’occasione più interessante del primo tempo Nerazzurro sarà quella in cui Bocalon proteggerà bene palla sul limite destro dell’area di rigore doriana per poi sparare fuori, con un Fiorillo comunque attento e sul pallone).

Nel finale della prima frazione, poi, la Samp riesce anche a raddoppiare, questa volta con Mustacchio, bravo ad infilarsi nelle maglie troppo larghe e poco organizzate della retroguardia interista.

Nel secondo tempo la squadra milanese cambia faccia, ma il risultato non si modifica significativamente.

Nonostante i ripetuti attacchi, infatti, l’Inter troverà solo una rete con il suo capitano, Aiman Napoli, bravo a realizzare un rigore all’80’.

Troppo poco, comunque, per una squadra che aveva bisogno di almeno due goal per prolungare la partita ai rigori, se non tre per vincerla.

Nell’altro incontro di semifinale, invece, vittoria più netta per la Juventus, strafavorita già alla vigilia.

Juve che guadagna l’accesso alla finale anche e soprattutto grazie al risveglio del suo bomber, quel Ciro Immobile che aveva sin qui lavorato molto per la squadra mancando però di lucidità sottoporta.

E’ proprio lui che sblocca il risultato quando al 35′ minuto triangola bene a ridosso dell’area di rigore con Daud (sempre più vicino al premio di miglior giocatore del torneo) per freddare poi Pascarella, portiere granata.

Questa rete porta quindi il primo tempo a chiudersi con il vantaggio bianconero, con una Juventus che si sente sempre più sicura della vittoria e del conseguente accesso in finale.

Al 68′, però, ci pensa Comi a raffreddare gli animi juventini sfruttando un’uscita completamente errata da parte di Pinsoglio (fino ad allora uno dei migliori se non il miglior portiere del torneo) per bucare poi la porta sguarnita con il più facile dei colpi di testa.

A quel punto esce però tutta la determinazione e la cattiveria agonistica del club bianconero, che nel giro di dieci minuti segna due reti e chiude la pratica.

Al 76′ Immobile firma la doppietta personale andando a spizzare di testa una punizione-cross battuta dalla sinistra da Duravia, con il pallone che si infila a fil di palo freddando un Pascarella assolutamente immobile.

All’84’, poi, Daud firma la settima rete del suo torneo andando a finalizzare nel migliore dei modi un contropiede travolgente di D’Elia, terzino sinistro juventino che dopo essersi impossessato del pallone a centrocampo parte in maniera ficcante verso l’area avversaria per appoggiare poi un pallone delizioso a Daud, che deve solo girarlo in rete.

Lunedì alle 15, quindi, Juventus e Sampdoria si sfideranno allo Stadio dei Pini di Viareggio (diretta su RaiSportPiù) per definire chi tra le due sarà la vincitrice di questa sessantunesima edizione del torneo.

Da una parte la squadra più talentuosa tra tutte, dall’altra la più organizzata.

Sulla carta sarebbe una sfida bellissima, con classe pura e meccanismi perfetti a scontrarsi per definire chi possa avere la meglio… in campo, però, potrebbe esserlo molto di meno: alla Juventus dovrebbero infatti mancare Iago (un giocatore capace di cambiare le partite, a questi livelli), Ekdal e Rossi… assenze importantissime, essendo questi tre tra i migliori giocatori dell’intero panorama primaverile italiano.

Quindi, tutto sommato, la Sampdoria dovrebbe partire avvantaggiata… ma chissà che l’orgoglio juventino non colmi il gap formato dagli infortuni…

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Una buona Juventus si impone su di un Siena approssimativo, guadagnandosi così l’approdo in semifinale della Coppa Carnevale.

La primavera di Maddaloni, trascinata da un grande Iago, si impone infatti 3 a 2 sui senesi, con un vantaggio risicato in termini di goal che non rispecchia però quanto di buono fatto vedere dai giovani Bianconeri.

A passare in vantaggio è in realtà il Siena, che al 23′ minuto approfitta di una difesa approssimativa della retroguardia juventina per portare un cross pennellato sulla testa di Larrondo, che deve solo girare in rete superando un incolpevole Pinsoglio, eroe degli ottavi di finale, dove parò due rigori. Nell’occasione approssimativo anche Ariaudo, centrale difensivo di qualità che ha già esordito in prima squadra con mister Ranieri; il giovane Bianconero non marca infatti a dovere la punta argentina, lasciando che questa possa comodamente bucare Pinsoglio.

La Juventus però continua a costruire gioco, in particolar modo grazie a Iago, giovane stellina spagnola strappata in estate alla cantera Blaugrana. L’ex Barcellona, tra i talenti più interessanti di tutta la terra iberica, mette infatti in mostra tutta la sua classe, facendo impazzire gli avversari. Purtroppo non trova in Daud (che come al solito tende a nascondersi) ed Immobile (forse fiaccato nella condizione atletica essendo alla quinta partita in dieci giorni in cui deve fare reparto da solo) due compagni all’altezza della situazione, così che il buon gioco prodotto non viene finalizzato.

A dare una mano alla squadra di Torino ci pensa quindi Ivanov, portiere senese: è lui, infatti, che facendosi scivolare dalle mani un cross del solito Iago, ancora una volta bravo a costruire azioni e pericoli, lascia sulla testa di Daud la palla del più facile dei goal, che porta quindi le squadre negli spogliatoi in una situazione di parità (almeno nel punteggio).

Il secondo tempo si apre quindi con una fiammata degli uomini di mister Maddaloni, che passano subito in vantaggio ancora una volta grazie a Daud, abile a finalizzare un’azione che vede ancora una volta lo zampino di Iago: è il trequartista galiziano, infatti, a smarcare abilmente di tacco un arrembante Duravia, bravo poi a sua volta a centrare bene trovando l’ala somala che, per la sesta volta in questo torneo, firmerà una rete.

Ma la fiammata della Juventus non è un caso, così che una manciata di minuti dopo i Bianconeri possono chiudere il match: il solito Iago manovra sulla trequarti, allargando bene per Daud (che almeno per la prima metà del secondo tempo sarà molto più presente del solito nel vivo del gioco) che pescherà poi Marrone in mezzo all’area, per il 3 a 1 che taglia un po’ le gambe agli avversari.

La partita a quel punto si innervosisce, tanto che qualche minuto dopo la rete di Marrone Vigeschi, già ammonito, farà un’entrataccia alle spalle di Daud, ma verrà graziato dall’arbitro. Arbitro che si dimostra quindi non all’altezza della situazione, perché un’espulsione (sacrosanta) in quel momento della partita, con il Siena in piena confusione, avrebbe sicuramente posto fine alle speranze di rimonta del Siena.

Senesi che possono invece continuare a giocare ad armi pari sino quasi a fine partita, quando poi Del Giovane, arbitro dell’incontro, deciderà finalmente di espellere Vigeschi, giocatore che si è messo in mostra più per le sue entratacce fuoriluogo che per capacità tecniche.

A fine partita, nonostante l’inferiorità numerica, il Siena sfrutterà un’altra disattenzione della retroguardia juventina, firmando il 2 a 3 con Giannetti, anche se il merito del goal è da ascrivere ancora a Larrondo, abilissimo ad andare a mettere in difficoltà Pinsoglio con uno splendido tacco volante, che il portiere Bianconero riesce solo a respingere; sulla ribattuta è proprio Giannetti, tutto solo, a realizzare la rete che chiude la partita.

Juventus che affronterà in semifinale il Torino in un derby della mole molto interessante, che vede comunque i Bianconeri, vincitori per 3 a 0 dell’ultimo scontro tra le due compagini avvenuto in campionato, sicuramente favoriti.

Toro che dal canto suo approda alla finale grazie alla vittoria contro la Reggina ai calci di rigore, dopo che la partita si era chiusa sul 2 a 2. I tempi regolamentari, in realtà, erano terminati sull’1 a 1: all’iniziale vantaggio amaranto siglato da Viola, infatti, aveva risposto Avanzi. Nei supplementari, poi, Colasanti fischia due rigori, uno per parte: Iannazzo e D’Onofrio si dimostrano entrambi infallibili dal dischetto, lasciando perdurare la situazione di equilibrio tra le due squadre. Nella serie di rigori finali, quindi, saranno i granata a dimostrare più precisione dal dischetto, guadagnandosi l’approdo alle semifinali.

L’altra semifinale vedrà invece scontrarsi Inter, campione in carica del torneo, e Sampdoria, lo scorso anno vincitrice di campionato e Coppa Italia primavera.

I milanesi hanno raggiunto la finale dopo un’agile vittoria sul Maccabi Haifa, unica squadra straniera ancora rimasta in corsa per la vittoria finale. A decidere il passaggio del turno per l’Inter sono le reti di Bocalon (gran destro da fuori che deviato da un difensore israeliano risulta imparabile per Amos), Napoli (diagonale mancino dal limite che trova la complicità del portiere avversario) e Beretta (grande taglio dentro la difesa israeliana e tocco a superare il portiere in uscita). Inter che mantiene quindi le aspettative, ma che ora dovrà vedersela contro una delle migliori formazioni giovanili d’Italia per un compito tutt’altro che facile.

La Sampdoria dal canto suo, invece, ha superato il Palermo per 3 a 1, in quello che era sicuramente, sulla carta, il match più interessante di questi quarti, vedendo due squadre di buon livello scontrarsi per l’accesso alle semifinali. I Rosanero, orfani di Cossentino aggregato alla prima squadra in vista del match di sabato sera contro la Juventus, giocavano per la storia: mai prima d’ora, infatti, la formazione palermitana era riuscita ad approdare alle semifinali di questo torneo. Gli uomini di Pergolizzi, però, hanno continuato questa infausta tradizione, arenandosi contro un avversario troppo superiore.

A decidere la partita sono la doppietta di Ferrari e la rete del solito Marilungo (ragazzo che ha già esordito in campionato quanto in UEFA), giocatore tra i più interessanti di tutto quanto lo scenario primaverile nazionale. A firmare il goal della bandiera Rosanero è invece Giovio, giovane ex Varese attualmente nel giro delle nostre rappresentative nazionali giovanili, su rigore.

Nel pomeriggio di sabato, quindi, verranno giocate le due semifinali:

A Viareggio, Stadio dei Pini “Torquato Bresciani”, alle ore 15.00 si sfideranno Inter e Sampdoria (in diretta RaiSportPiù) sotto la direzione di Marco Bolano di Livorno;
a Quarrata, Stadio “Filippo Raciti”, alla stessa ora scenderanno in campo Torino e Juventus (in differita ore 17.00 su RaiSportPiù) in un match che sarà diretto da Enrico Zanichelli di Genova.

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Si sono completati nella giornata di giovedì gli ottavi di finale del Torneo di Viareggio che non hanno visto nessun risultato particolarmente inaspettato, tranne forse la vittoria ai rigori del Maccabi Haifa (ultima straniera rimasta) sulla Fiorentina.

Il big match di questi ottavi, una sorta di finale anticipata del Viareggio, ha visto la Juventus riuscire ad imporsi su di una buona Lazio solo ai calci di rigore. Juventus passata in vantaggio al terzo minuto di gioco quando Bamba scende sulla destra e porta in area un pallone che dopo una serie di batti e ribatti viene raccolto da Immobile giusto sulla linea di fondo e recapitato a Daud, che marcando la rete che apre la partita sale a quota 4 reti segnate in questo Viareggio.

Immobile offre a Daud lassist per l1 a 0 (lastampa.it)

Immobile offre a Daud l'assist per l'1 a 0 (lastampa.it)

La Lazio però dimostra di non subire a livello psicologico lo svantaggio e dopo pochi minuti reclama un calcio di rigore per un presunto fallo di mano di D’Elia. Rigore non assegnato dall’arbitro, che ne fischierà però uno al 40′ quando Ariaudo proverà a rinviare un pallone vagante in area ma nel farlo entrerà a contatto prima con la gamba di Kozak, finendo quindi per causare un rigore. Sul dischetto si presenterà Alessandro Tuia, centrale difensivo Biancoceleste, che con un tiro centrale molto potente bucherà Pinsoglio.

Nel secondo tempo Maddaloni, mister Bianconero, proverà a cambiare un po’ le carte in tavola inserendo Iago e Fausto Rossi, che però non riusciranno a dare alla manovra della loro squadra molto più di quanto non dessero Esposito e Daud; la Lazio, infatti, gioca una gran partita e con il suo trio di centrocampisti va ad aggredire ogni pallone, rendendo poco fluida la manovra juventina. Ad aiutare i centrocampisti, tra l’altro, saranno anche le punte Biancocelesti, in particolare Kozak, che si spenderà molto anche in fase di non possesso.

Se Iago non darà molto a palla attiva c’è però da dire che farà sentire tutto il suo talento e la sua tecnica nel battere i calci piazzati: proprio da un suo corner, infatti, arrivare, dopo una mischia in area, la rete del 2 a 1 per i bianconeri, con De Paola bravo a ribadire in rete una respinta corta di Cavanda, terzino destro laziale in campo dall’inizio per sostituire l’infortunato Faraoni.

Proprio nel finale, quando ormai sembrava che la Juventus potesse portare a casa il passaggio nel turno, arriverà la doccia gelata per i Bianconeri: Kozak porterà di forza un pallone in area che porterà poi ad una mischia risolta da Sevieri, bravo a siglare il definitivo 2 a 2 ribadendo in rete un tiro finito sul palo.

Sono quindi calci di rigore: ad iniziare la lotteria dal dischetto è la Juve, che sbaglierà il suo primo rigore con capitan Castiglia, ipnotizzato da Iannarilli. Dopo le realizzazioni di Tuia, Ekdal, Kozak ed Immobile sarà invece Pinsoglio ad ergersi a pararigori, neutralizzando il tiro scoccato da Cavalieri. Le realizzazioni di Marrone, Luciani, Iago e Sciamanna chiuderanno quindi sulla parità anche la prima serie di rigori, prolungando lo stato di equilibrio del match e portando le squadre a doversi contendere il passaggio del turno ad oltranza.

Il primo a battere un rigore ad oltranza sarà Giuseppe Giovinco, fratello del più famoso Sebastian, che entrato a fine partite si presenterà fresco sul dischetto ma troverà un grande Iannarilli, capace di neutralizzare il suo calcio di rigore. Proprio quando sembra essere tutto finito esce ancora la classe di Pinsoglio, che pur con tutta la pressione del caso addosso neutralizza il rigore di Di Mario, prolungando l’attesa per l’individuzione della squadra che potrà approdare ai quarti e l’agonia di un match che sembra infinito. A quel punto si presenteranno sul dischetto due terzini: prima D’Elia per la Juventus segnerà il suo rigore, poi Cavanda per la Lazio sparerà alto sopra la traversa, decretando così la fine dell’incontro ed il passaggio del turno juventino.

Juve che approda quindi ai quarti di finale dopo un match molto combattuto che ha visto i ragazzi di Maddaloni portarsi per due volte in vantaggio, senza però riuscire a preservarlo adeguatamente sino al termine della partita.

Queste due squadre hanno comunque confermato quanto già mostrato in campionato: sono sicuramente tra le migliori compagini, a livello di primavera, d’Italia.

Nella Lazio ha dimostrato il suo valore Kozak, leone per tutti i novanta minuti e preciso dal dischetto, capace di giocare una grande quantità di palloni e soprattuto di fare molto lavoro anche senza palla, dimostrando una capacità polmonare più da mediano che da punta. Ricci e Mancini hanno dimostrato tutta la loro tecnica e rapidità, dimostrando di poter ricoprire alla perfezione il ruolo di esterni d’attacco, così come il centrocampo ha portato continua pressione sul portatore di palla juventino, così da rendere impossibile una costruzione fluida della manovra di gioco. Molto bene, ancora una volta, anche Tuia in difesa, cui sembra mancare solo un po’ di cattiveria agonistica, perché è sicuramente un giocatore completo. Buona anche la prestazione di Iannarilli, che non fa rimpiangere Degrè e dimostra anche una buona capacità di neutralizzare i calci di rigore.

Tuia gioca unaltra buona partita e si conferma come uno dei giovani prospetti più interessanti di tutto il panorama italiano (erlupacchiotto.com)

Tuia gioca un'altra buona partita e si conferma come uno dei giovani prospetti più interessanti di tutto il panorama italiano (erlupacchiotto.com)

Sulla sponda bianconera molti sono i giocatori che possono avere un avvenire in Serie A, continuando la tradizione che negli ultimi anni sta contraddistinguendo il settore giovanile bianconero (basta dare un’occhiata alle rose dei vari club di A per accorgersi che molteplici sono i giocatori arrivati al massimo campionato dalla primavera juventina).

A partire da Pinsoglio che a buoni fondamentali unisce una capacità nelle uscite alte piuttosto rara anche tra i suoi colleghi più maturi e famosi, passando per Ariaudo che ha anche già esordito in Serie A dimostrando tranquillità e sicurezza e che contro la Lazio ha giocato una partita quasi perfetta (quel quasi sta ad indicare che ha commesso un errore di tempistica nell’intervenire su Kozak in occasione del rigore dell’1 a 1 e che non è riuscito a sbrogliare la mischia del 2 a 2), Bamba che ha un atletismo importante anche se deve affinare le sue capacità tecnico-tattiche, Marrone che fa del grande lavoro a centrocampo, Ekdal che ha un’ottima tecnica ed Immobile, punta che a dispetto del nome mette in mostra una grandissima mobilità lungo tutto il fronte d’attacco e nonostante stia facendo fatica a trovare la via della rete è sempre e comunque una spina nel fianco delle difese avversarie.

Il tutto senza dimenticarci della linea di trequarti, dove agiscono diversi talenti: innanzitutto il somalo Daud, attuale capocannoniere del Viareggio con 4 reti all’attivo; Daud è un giocatore rapido e dalla tecnica sopraffina, che sta anche trovando la via della rete con continuità. Nonostante non abbia un fisico da corazziere ha qualità tecniche importanti e risulta quindi essere un ottimo prospetto, tanto che in vista della sua prossima naturalizzazione qualcuno prospetta già per lui un possibile impiego in Azzurro. Purtroppo il somalo pare avere una brutta abitudine: per lunghi tratti della gara si estranea dal gioco, limitandosi a qualche tocchetto, senza però incidere sulla partita. E se nonostante questo riesce a risultare anche determinante tra i pari età è sicuramente un vizio da togliersi al più presto.

Daud è attualmente il capocannoniere del Viareggio (ilcalciogiovanile.it)

Daud è attualmente il capocannoniere del Viareggio (ilcalciogiovanile.it)

Esposito, al pari di Daud, è un peso leggero capace di saltare l’uomo negli spazi stretti quanto di liberare tutta la sua velocità in quelli larghi. Baricentro basso, Esposito ha nella rapidità e nel dribbling la sua dote migliore. Contro la Lazio è stato tra i più attivi tra i bianconeri, anche lui un po’ perso nella difficoltà di manovra dei suoi è stato comunque capace di creare qualche grattacapo a Tuia e compagni.

Castiglia è un elemento di classe ed eleganza, che gioca spesso al centro della trequarti ma fa anche molto lavoro oscuro. E’ da diversi anni uno degli elementi di spicco del settore giovanile Bianconero ed è già stato più volte aggregato alla prima squadra. Anche lui risulta comunque essere leggerino ed in questo momento è comunque molto difficile poter pensare ad un suo impiego tra i grandi.

Ci sono, infine, i due giocatori che contro la Lazio sono partiti dalla panca ma paiono essere, al momento, i due prospetti migliori del reparto offensivo di questa primavera: Fausto Rossi e Iago.

Il primo gioca ala e non ha bisogno di presentazioni: chi lo vide nelle amichevoli estive ne conosce la rapidità nei movimenti, la capacità di saltare l’uomo sull’esterno ed anche la personalità (ho ancora impresso negli occhi i suoi duelli con un certo Maicon).

Il secondo è diventato famoso ancor prima di indossare per la prima volta la maglia Bianconera per essere stato strappato da Secco alla cantera del Barcellona, da sempre una delle migliori fonti di giovani talenti d’Europa (se non del mondo). Iago che è un giocatore dotato di una tecnica deliziosa, ha un controllo di palla ed una facilità di calcio già da campioncino, manca però un po’ in quanto ad atletismo e cattiveria agonistica, mancanze che lo portano spesso a non incidere come potrebbe sul gioco della sua squadra. Dai calci piazzati, comunque, può far male: proprio contro la Lazio ha messo in mostra tutta la sua classe, battendo il corner da cui è uscito il 2 a 1, quello che ha messo Immobile ad un passo dalla porta tutto solo (con la punta juventina capace di mettere incredibilmente alto di testa), una punizione neutralizzata con fatica da Iannarilli e, con grande tranquillità, il suo rigore nella serie finale, che ha deciso la squadra vincitrice dell’incontro. Ecco, qualora migliorasse quelle falle qui riportate Iago potrebbe essere a breve molto utile per la prima squadra, perché la sua classe è davvero quella del fuoriclasse.

Iago è uno dei giovani di maggior classe dEuropa (corrieredellosport.it)

Iago è uno dei giovani di maggior classe d'Europa (corrieredellosport.it)

Oltre alla Lazio termina la sua avventura agli ottavi un’altra delle possibili vincitrici di questo torneo, quel Genoa che si fa battere nettamente dal Palermo di Pergolizzi con un bel 2 a 0 in favore dei Rosanero.

Palermo che s’impone sul Genoa di El Shaarawi e Signorini grazie alle reti di Misuraca, che in apertura di incontro incorna di testa una palla che spiove dal corner e sblocca subito il risultato, e di Conti che in apertura di ripresa approfitta di una non ineccepibile difesa Rossoblù per siglare la rete del definitivo 2 a 0.

Continua la sua rincorsa al suo secondo Viareggio di fila l’Inter, che batte 3 a 1 quel Vicenza che era stato, nei gironi eliminatori, boia dell’altra milanese, il Milan. Nerazzurri che si portano sul 2 a 0 grazie a Daminuta e Destro, prima che Minesso, ottimo talento da quel che si è potuto apprezzare in questo Viareggio, trovi il goal che riapre la partita. Nel secondo tempo, però, ci pensa Khrin a chiudere il match.

Ai quarti ci arrivano grazie ai rigori anche Siena e Maccabi. I senesi si impongono 5 a 4 dal dischetto dopo lo 0 a 0 dei primi novanti minuti sul Midtjilland, eliminando quindi una delle squadre più interessanti del torneo. Il Maccabi si impone 4 a 2, sempre dopo lo 0 a 0 dei tempi regolamentari, contro la Fiorentina.

Maccabi che resta l’unica straniera ancora in corsa per la vittoria finale (e sinceramente credo che difficilmente potranno arrivarci a vincere il Torneo) dopo che anche lo Spartak Mosca è stato eliminato: i moscoviti, infatti, dopo essere passati in vantaggio sulla Reggina grazie alla rete di Ananidze al 10′ hanno subito la rimonta amaranto firmata da Iannazzo al 75′ e Viola a tempo praticamente scaduto, reti queste che hanno quindi dato modo ai calabresi di imporsi sugli avversari, guadagnando l’accesso ai quarti.

Approdo ai quarti anche per Torino e Sampdoria. Granata che s’impongono sulla Cisco Roma grazie ad una doppietta di D’Onofrio e ad una rete di Nitride (di Sola la rete della bandiera per i laziali), Sampdoria che si libera invece della Rappresentativa della Serie D con i goal di Zamblera e Ferrari, che firmano la rimonta dopo che Kouko aveva portato in vantaggio la RSD.

Oggi verranno quindi giocati i quarti di finale, che vedono questi accoppiamenti:

14.30 San Giuliano Terme: Sampdoria vs. Palermo, arbitra Irrati di Pistoia;
15.00 Viareggio, Stadio dei Pini: Juventus vs. Siena, arbitra Del Giovane di Albano Laziale (diretta RaiSportPiù);
15.00 Romaniano San Donato, Campo via Cimarosa: Torino vs. Reggina, arbitra Colasanti di Siena;
18.00 Quarrata, Stadio F. Raciti: Inter vs Maccabi Haifa, arbitra Gambini di Roma (diretta RaiSportPiù).

L’incontro più interessante di questi quarti è sicuramente quello che vede la Sampdoria Campione d’Italia opposta al Palermo, una delle squadre che meglio sta facendo a questo Viareggio (due vittorie nel girone eliminatorio e la sconfitta di misura contro l’Inter campione in carica prima del 2 a 0 secco sul Genoa). Molto combattuta dovrebbe anche essere Torino-Reggina, mentre dall’esito più scontato paiono le partite di Juventus ed Inter, che andranno in diretta sul canale tematico RAI.

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Si sono completati i gironi eliminatori del Torneo di Viareggio, da martedì si comincerà quindi la fase finale e verranno giocati gli ottavi.

Gruppo 6: nonostante la vittoria per 2 a 0 sul Cesena il Milan è già incredibilmente eliminato dalla competizione. Non bastano infatti le reti di Ruggeri ed Ikande Harmony per strappare un biglietto per gli ottavi; il contemporaneo pareggio 0 a 0 del Vicenza sui Puman Unam, infatti, fa in modo che ad aggiudicarsi il lasciapassare per il turno successivo saranno proprio i veneti, che salendo a cinque punti (contro i quattro di Milan e Cesena) si aggiudicano la prima posizione del gruppo 6.

Gruppo 7: anche qui troviamo un’eliminata di lusso: la Roma. Dopo la pesante sconfitta con la Reggina, infatti, i capitolini perdono 3 a 0 con la Cisco Roma e, terminando il loro girone a tre punti, sono eliminati. Cisco che invece, a sette punti, passa come una delle migliori seconde, assieme alla Reggina che nell’ultimo match si sbarazza agilmente dell’Aarhus con un rotondo 5 a 1, firmato dalla rete in apertura di Giannattasio e dalle doppietti di Iannazzo e Lamenza; di Hogh il goal della bandiera dell’Aarhus, che terminando il girone a quota zero è ovviamente eliminato.

Gruppo 8: qui è la Fiorentina a passare; Viola che imponendosi per 5 a 0 sulla rappresentativa newyorkese conquistano la vetta del gruppo in solitaria, anche grazie al contemporaneo pareggio del Dukla col Pisa che vede i ceki fermarsi a quota cinque e venire eliminati.

Gruppo 9: in questo gruppo le cose erano già decise, c’era solo da definire chi si sarebbe preso la prima posizione. A spuntarla, alla fine, sono i sorprendenti danesi del Midtjilland, che battono nello scontro diretto la Rappresentativa di Serie D per 3 a 1 con doppietta di Fagerberg (elemento nel giro dell’under 21 svedese e già impiegato anche in prima squadra) e goal di Albaek. Di Kouko Zinon la rete per la RSD.

Nell’altro incontro di questo gruppo l’Atalanta raccoglie i suoi primi tre punti grazie alla rete di Villanova al quattordicesimo, goal che permette quindi all’Atalanta di non chiudere a quota zero (cosa che fa invece il Novara) e di non finire in ultima posizione.

Gruppo 10: è questo il gruppo di due delle formazioni sinora più interessanti di questo Viareggio: Genoa e Lazio. Le due compagini chiudono alla grandissima il loro girone, a sette e sei punti rispettivamente, finendo con due goleade.

I rossoblù, trascinati dal talento di El Shaarawi, battono 4 a 1 il Racing Club de Bobo: goal di Scotto in apertura, doppietta di El Sharaawi che prima gira in bello stile un pallonetto dalla trequarti e poi segna con un altro pallonetto (forse rimpallato) da appena dentro l’area e rete del nuovo arrivato Boakye Yadom (un ragazzo del 1993 ghanese). Di Ouattara in chiusura il goal della bandiera per la squadra del Burkina Faso, che chiude il suo Viareggio con tre punti all’attivo.

Vince invece 5 a 0 la Lazio con l’Anderlecht, ultimo ad un punto: tripletta di Kozak e reti di Luciani e De Dominicis negli ultimi dieci minuti, ad arrotondare il punteggio.

Detto quindi di come sono terminate le avventure delle squadre nei gironi eliminatori andiamo a vedere ora come si comporrà il tabellone degli Ottavi:

a Viareggio (ore 15) – Juventus-Lazio (diretta RaiSportPiù)
a San Giuliano Terme (ore 14.30) – Inter-Vicenza
a Monterotondo Marittimo (ore 15) – Midtjilland-Siena
a Empoli (ore 15) – Reggina-Spartak Mosca
a Romaiano di San Donato (ore 15) – Torino-Cisco Roma
a Quarrata (ore 18 ) – Genoa-Palermo (diretta RaiSportPiù)
a Rosignano (ore 15) – Sampdoria-Rappresentativa Serie D
a Pontedera (ore 15) – Fiorentina-Maccabi Haifa

Tra tutte spuntano sicuramente Juventus-Lazio (che volendo può essere considerata una sorta di finale anticipata dato che si scontreranno due delle squadre migliori, che anche in campionato stanno facendo molto bene) e Genoa-Palermo (detto del Genoa anche il Palermo è una squadra interessante che può fare sicuramente strada, anche se incontrare subito il Genoa non è il massimo per loro).

Inter che non dovrebbe avere problemi col Vicenza, così come Sampdoria e Fiorentina con RSD e Maccabi. Midtjilland che vedo favorito sul Siena, vedremo poi come termineranno gli altri due incontri di questa serie.

Martedì pomeriggio, quindi, il Torneo entrerà nel vivo. E’ però un peccato pensare che una tra Juventus e Lazio, due delle squadre che hanno sin qui più impressionato, finiranno già qui il loro Viareggio.

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E’ stata giocata nel pomeriggio di venerdì l’ultima giornata dei primi cinque gironi del Viareggio. Ci sono, così, le prime otto squadre qualificate agli ottavi. Ma vediamo girone per girone cosa ci ha proposto la giornata e quindi quelle che sono le squadre che accedono al turno successivo.

Girone 1: è questo il girone dei campioni in carica, l’Inter, che vanno a chiudere il loro girone al primo posto ed a punteggio pieno. I nerazzurri, infatti, imponendosi 4 a 1 sul modesto A.P.I.A. Leichhardt chiudono senza passi falsi la prima fase del torneo. Mattatori della partita sono Giacomelli e Fortunato, autori di due reti nei primi sei minuti di gioco, e Destro, che nel secondo tempo firma la doppietta che affonda il Leichhardt (che al 75′ trova il goal della bandiera con Oliveira).

Destro firma una doppietta contro lA.P.I.A. Leichhardt (gazzetta.it)

Destro firma una doppietta contro l'A.P.I.A. Leichhardt (gazzetta.it)

Passa anche il Palermo come una delle tre migliori seconde: i rosanero, infatti, battendo il QPR di Briatore con un perentorio 3 a 1 salgono a quota 6 punti e strappano il biglietto che vale l’accesso agli ottavi. E’ Misuraca al 27′ ad aprire le danze segnando l’1 a 0 con un diagonale dalla destra che, deviato dal portiere inglese, sbatte sul secondo palo prima di terminare la sua corsa in rete. Sarà poi Romeo, una manciata di minuti più tardi, a trovare il raddoppio incornando una palla spizzata di testa da un compagno sugli sviluppi di un angolo. Infine Giovio, in chiusura di primo tempo, chiuderà la partita appoggiando in rete, a porta vuota, l’assist di un compagno. All’82’, poi, Maguire siglerà, su rigore, l’inutile goal della bandiera inglese, che non eviterà comunque al QPR l’eliminazione dal torneo.

Girone 2: è una Juventus già qualificata ed ampiamente rimaneggiata quella che scende in campo contro il Frosinone e non va oltre ad un 1 a 1. I ragazzi bianconeri infatti dopo essere passati in vantaggio col loro bomber, Immobile, si fanno recuperare dalla rete di Cadeddu, arrivata tre soli minuti dopo. Nonostante questo pareggio chiudono comunque in testa al proprio girone ed accedono agli ottavi di finale. Frosinone che raccogliendo il primo punto del suo torneo è invece eliminato.

Passa anche il Maccabi Haifa grazie all’inaspettata vittoria sul Parma: a firmarla è Ghadir che al 53′ trova il colpo di testa vincente che porta gli israeliani al secondo posto del gruppo a sei punti, punti grazie ai quali arriva l’approdo agli ottavi.

Girone 3: a vincere questo girone è il Torino che battendo anche l’Independiente Santa Fè per 2 a 0 si porta a quota 9 e, a punteggio pieno, si guadagna l’approdo ai quarti. A decidere la partita sono le reti messe a segno da Comi e D’Onofrio, entrambe realizzate negli ultimi dieci minuti di gioco.

Inutile, invece, la vittoria del Bari sul Belasica Strumica, firmata dalle reti di Bellomo e Perez (di Misovski il goal della bandiera del Belasica). I pugliesi, infatti, agganciano l’Independiente al secondo posto a quota 4 punti, punti che però non bastano per essere una delle tre migliori seconde.

Girone 4: è questo il girone dei campioni d’Italia in carica, la Sampdoria. Doriani che dominano il loro girone terminandolo a punteggio pieno, battendo anche il Rimini per 2 a 1 grazie alle reti di Di Leva e Perazzo (con Marchi a siglare la rete della bandiera riminese).

La primavera doriana durante i festeggiamenti per laccesso alla finale dello scorso campionato di categoria (gazzetta.it

La primavera doriana durante i festeggiamenti per l'accesso alla finale dello scorso campionato di categoria (gazzetta.it

C’è invece, a sorpresa, il pareggio del Bologna contro il Pakhtakor, pareggio che porta i felsinei ad un’inaspettata eliminazione dal torneo: i quattro punti con cui chiude il girone, infatti, non bastano al raggiungimento degli ottavi.

Girone 5: questo girone vede la qualificazione di Spartak e Siena, entrambe giunte a 6 punti alla fine dello stesso. Siena che aveva l’opportunità di chiudere a punteggio pieno ma viene superata nell’ultimo incontro proprio dai moscoviti, che s’impongono 3 a 2. Nonostante la sconfitta comunque, come detto, arriva per i senesi l’approdo ai quarti.

Eliminate, invece, Empoli e Clun Nacional, che impattano 2 a 2 nell’altro incontro del gruppo 5.

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Strasser firma in acrobazia il momentaneo vantaggio rossonero (acmilanturkiye.com)

Strasser firma in acrobazia il momentaneo vantaggio rossonero (acmilanturkiye.com)

Gruppo 6: brutta sconfitta del Milan contro il Vicenza. La squadra di Evani, infatti, dopo essere passata in vantaggio grazie ad un’acrobazia di Strasser al 18′ ha un momento di black-out nella ripresa ed in una manciata di minuti subisce due reti. Dapprima Minessio (alla sua seconda rete in due partite in questo Torneo) salta Colombo e Ruggeri per battere poi il portiere rossonero con un bel tiro piazzato sul secondo palo; poi Perucchini, estremo difensore classe 1991 del Milan, si trova indeciso su di una punizione calciata a mo’ di cross verso il centro area e rimane a mezza via, poi De Vito tenta di intervenire di testa per liberare l’area liscia clamorosamente il pallone, così che Ricci si trova del tutto inaspettatamente il pallone sulla testa e, anche in modo piuttosto rocambolesco, segna la rete del 2 a 1, che vale la vittoria vicentina ed il primo posto in coabitazione con il Cesena, che ha oggi superato i Pumas 2 a 0.

Nel finale il Milan avrà poi due buone occasioni per cercare di pareggiare, ma né Osuji né Ruggeri troveranno la via della rete.

Gruppo 7: pesante sconfitta della Roma, distrutta dalla Reggina. I calabresi, infatti, si impongono con un secco 3 a 0 sui capitolini e si portano in vetta alla classifica, a pari punti (4) con la Cisco Roma. A decidere la partita sono la rete di Iannazzo in apertura, l’autorete di Bertolacci alla mezz’ora ed il rigore di Viola al 63′.

Cisco che batte invece l’Aarhus con il medesimo punteggio grazie alla rete di Lucani ed alla doppietta di Morbidelli.

Dietro alle capolista, quindi, restano la Roma ferma a 3 punti e l’Aarhus fermo a 0.

Gruppo 8: è la Fiorentina a vincere il derby toscano contro il Pisa e a portarsi, in coabitazione con il Dukla Praga, al primo posto del girone. I viola, infatti, superano i pisani grazie alla rete decisiva di Lepri, giunta a tre soli minuti dal termine; era stato capitan Tagliani a portare in vantaggio la squadra del capoluogo toscano, prima che Taugordeau trovasse il pareggio all’82’. Subito dopo, come detto, la rete della vittoria griffata Lepri.

Il Dukla batte invece con un netto 5 a 2 la rappresentativa newyorkese. Ceki subito in vantaggio grazie alla rete di Cermak, subito equilibrata dal pareggio di Alesci. Al 20′, quindi, il Dukla decide di chiudere la partita e in poco più di dieci minuti segna tre reti (con Uhlir, Stockl e Mudra), prima che un goal di Kelic chiuda, ad inizio ripresa, la partita. Al 59′, infine, si fa vedere Vincenzo Bernardo, italoamericano di proprietà del Napoli prestato per l’occasione alla squadra di New York, che realizza la rete del definitivo 5 a 2.

Dietro a Fiorentina e Dukla, salite a 4 punti, troviamo il Pisa a 3 e la squadra di New York, ferma a 0 e quindi già eliminata dal torneo.

Gruppo 9: qui sono due le squadre già eliminate: Atalanta e Novara.

I primi dopo la sconfitta – risicata sul piano del punteggio ma nettissima su quello del gioco – subita per mano dei danesi del Midtjilland cedono anche contro la rappresentativa nazionale di Serie D, che s’impone per una rete a zero. Atalanta che risulta quindi una delle più grandi delusioni di questo torneo, e non basta certo come scusante il fatto che l’età media della rosa fosse inferiore rispetto a quella degli avversari.

Con lo stesso punteggio finisce anche il match tra i danesi ed il Novara.

Se Atalanta e Novara restano a 0 e sono già eliminate, quindi, Midtjilland e la Rappresentativa di Serie D si portano in prima posizione a braccetto e si giocheranno il primo posto nello scontro diretto di sabato.

Mendicino, grande assente di giornata (sslazio.it)

Mendicino, grande assente di giornata (sslazio.it)

Gruppo 10: è il Genoa ad aggiudicarsi la vittoria in quello che si può considerare il big match di questa giornata di Coppa Carnevale, che vede i giovani Grifoni scontrarsi contro la Lazio; biancocelesti che giocano senza il loro bomber, quell’Ettore Mendicino attualmente capocannoniere del campionato primavera.

Nonostante la pesante assenza in casa laziale esce comunque una buona partita, piuttosto equilibrata e che la Lazio meriterebbe sicuramente di pareggiare. Nel primo tempo le due squadre si equivalgono, con la Lazio che forse crea qualcosina di più a livello di gioco, che sembra essere meglio organizzato. E’ però il Genoa ad avere la migliore occasione del primo tempo, quando Scotto calcia di controbalzo dal limite e sorprende Degrè che, scavalcato, prova a raggiungere il pallone con un colpo di reni, con la palla che, però, colpisce la traversa e si spegne sul fondo.

Lazio che invece si affida molto a Mancini, fantasista che ama partire largo per poi accentrarsi, che da lampi di classe e riscalda, con fiammate sporadiche ma insiste, il pubblico presente allo Stadio dei Pini di Viareggio, tanto da meritarsi anche gli elogi di Mario Corso, intervistato dall’inviato RAI nell’intervallo. Negativa, invece, la prova di El Sharaawy; il giovanissimo (ha ancora 16 anni, compirà  i 17 a fine novembre) trequartista savonese di origine egiziana, infatti, non entra mai davvero in partita ed in quelle poche volte che potrebbe rendersi pericoloso si intestardisce troppo con azioni personali, finendo puntalmente per perdere il pallone. Richiamato per tutto il primo tempo verrà sostituito nell’intervallo dal 18enne sloveno Lazarevic, che imprimerà a fuoco il suo marchio sulla partita.

Il secondo tempo, infatti, inizia più o meno sulla falsariga del primo, con la Lazio che dopo un solo minuto potrebbe passare, ma Sciamanna si fa parare una conclusione ravvicinata da Lamanna. Con le due squadre che continuano più o meno ad equivalersi e con un Mancini che sparendo dal gioco finisce col rendersi pericoloso, si arriva all’occasione che cambia la partita: Lazarevic viene lanciato in profondità e prende in contropiede la difesa avversaria; penetra con facilità in area, dove viene contrastato dall’ottimo Tuia che, però, per evitare di rischiare il rigore si limita solo a disturbarlo, così che il numero 10 genoano riesce a centrare per Scotto. Degrè prova ad arrivare sul pallone, ma sfiorandolo lascia che il sassarese Scotto possa avventarsi sul pallone per firmare la rete che varrà la vittoria.

Lazio che creerà poi un paio di occasioni interessanti per pareggiare, senza riuscirci: prima Kozak (subentrato nel secondo tempo per via delle sue non perfette condizioni fisiche) viene lanciato in profondità ma nel momento in cui può scoccare il tiro subisce il ritorno dell’ottimo Signorini, che lo chiude alla perfezione; poi Mancini, fino a quel momento totalmente scomparso dal match, si libera di un uomo e spara da 25 metri, ma ancora una volta Lamanna si fa trovare attento e devia in corner.

Genoa che riesce quindi ad avere la meglio in una partita comunque tutto sommato equilibrata, che sarebbe potuta tranquillamente finire in pareggio come con una vittoria biancoceleste.

Partita interessante, forse la migliore tra quelle che ho potuto sin qui vedere in questo Viareggio; hanno dato ottima prova di sè Tuia (guida benissimo la sua difesa, se solo alle volte si piacesse un po’ meno rischierebbe meno nei disimpegni), Signorini (fa il paio con Tuia e dimostra che la scuola di centrali difensivi italiana non è morta), Grea (terzino destro pulito in difesa, spinge bene quando può ed in un’occasione da sfoggio delle sue qualità quando arriva al tiro dopo aver saltato tre avversari), Cofie (centrocampista ghanese discreto tecnicamente e dal buon atletismo), Parfait (camerunense di qualità), Lazarevic

Tuia, qui contro Sturridge con lunder 17, è uno dei migliori prospetti italiani (uefa.com)

Tuia, qui contro Sturridge con l'under 17, è uno dei migliori prospetti italiani (uefa.com)

 (molto ficcante nel secondo tempo), Mancini (troppo nascosto nel secondo tempo ma assoluto protagonista della prima frazione)… buone cose le hanno fatte vedere anche i due portieri (in particolare Lamanna), Faraoni (terzino destro che segue le orme di De Silvestri), Costantini (il motorino del centrocampo rossoblù) ed altri.

In definitiva, comunque, una partita piacevole da vedere e nella quale si sono messi in mostra diversi giocatori interessanti.

Genoa che guida quindi il proprio girone a 4 punti, con la Lazio che viene invece agganciata dal Racing Club de Bobo a quota 3.

La squadra del Burkina Faso, infatti, batte 3 a 1 l’Anderlecht (che resta ultimo ad 1 punto) e ora si giocherà il passaggio del turno contro il Grifone.

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