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Archive for the ‘Olanda’ Category

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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Nome: Gyliano van Velzen
Data di nascita: 14 aprile 1994
Luogo di nascita: – (Olanda)
Nazionalità: olandese
Ruolo: ala
Club: Ajax
Scadenza contratto: –
Valutazione: –

CARRIERA

Nato il 14 aprile di soli sedici anni fa, Gyliano van Velzen è il nome nuovo del calcio olandese nonché del sempre floridissimo vivaio aiace, cui approdò tre anni or sono.

Sbarcato in quel di Amsterdam per diventare calciatore professionista, Gyliano ha rapidamente bruciato le tappe. Punto di forza dell’attuale formazione under 17 dei Lanceri ha già altresì fatto parte delle nazionali under 15 e 16 del suo paese ed è probabilissimo che continuerà il suo percorso anche attraverso le successive under.

Il suo nome, poco conosciuto ai più, sta salendo alla ribalta internazionale in questi ultimi giorni. Non per un goal fantastico, un dribbling particolarmente riuscito o un trofeo alzato quanto più perché su di lui si stanno concentrando le attenzioni di Sir Alex Ferguson e dei dirigenti dello United.
Il tecnico scozzese sembra infatti essersi calcisticamente innamorato della giovanissima ala Oranje, tanto da voler fare di tutto per convincerlo a trasferirsi in Inghilterra.

Cosa, quest’ultima, che pare sia riuscita: dopo un primo assalto respinto dal ragazzo e dal suo entourage, infatti, Ferguson sarebbe recentissimamente tornato alla carica, questa volta strappando il sì del giocatore a fronte di un’offerta che i beninformati hanno definito irrinunciabile, comprensiva anche di una casa che sarebbe stata donata alla famiglia del ragazzo.

La cosa ha però mandato su tutte le furie la dirigenza Aiace che avrebbe minacciato di adire le vie legali per impedire lo scippo del giocatore. Dopo alcuni famosissimi casi, tra tutti quello conosciutissimo riguardante il nostro Macheda, sembra insomma che ci sia chi non voglia piegarsi allo strapotere economico inglese.

Sembrerebbe così. Anche se la realtà potrebbe essere diversa: questa minaccia di ricorrere alla FIFA per impedire lo scippo del ragazzo sarebbe in realtà solo un modo per spaventare i dirigenti dei Red Devils che si lascerebbero quindi convincere a risarcire lautamente gli olandesi.
I dirigenti della squadra di Amsterdam avrebbero infatti già contattato David Gill, Direttore Generale dello United, per discutere proprio riguardo a ciò.

Nei prossimi giorni, quindi, dovremmo venire a capo di questa intricatissima situazione. Ma lo sbarco di Van Velzen in Inghilterra sembra ormai scontato.

CARATTERISTICHE

Ala pura, mancino naturale, Gyliano van Velzen agisce tanto a destra quanto sull’out sinistro con la stessa disinvoltura: da una parte tende, un po’ seguendo l’esempio del connazionale Robben, ad accentrarsi per cercare la conclusione; dall’altra, invece, cerca il fondo per centrare il pallone alla ricerca di un compagno.

I paragoni si stanno già sprecando. E dopo l’accostamento allo United, squadra che lanciò ai massimi livelli un certo Cristiano Ronaldo, Gyliano non poteva che essere definito proprio come suo erede.
Posto che questo genere di paragone lascia sempre il tempo che trova c’è da dire che qualcosa in comune con il fenomeno lusitano c’è: l’atletismo straripante, ad esempio. Van Velzen, infatti, dimostra una maturità fisico-atletica che i suoi coetanei sono lungi dal raggiungere. Un po’ come Ronaldo, appunto, che ha sempre avuto in questa dote una delle sue qualità principali.

Oltre a questo, poi, entrambi condividono una forte passione per i tocchettini e le giocate atte a stordire l’avversario: palla al piede, infatti, tanto Gyliano quanto Cristiano amano puntare il proprio avversario. Per saltarlo seccamente con tocco ed accelerazione, certo, ma anche, e forse soprattutto, per provare a superarlo dopo averlo rintontito con una miriade di finte.

Rispetto all’ex stella Red Devils, però, Van Velzen paga una certa legnosità di fondo che ne rende poco fluidi i movimenti. Per quanto, certo, avendo solo sedici anni potrà migliorare notevolmente anche sotto questo punto di vista.

Altra differenza, e notevole, riguarda le conclusioni a rete: se Cristiano Ronaldo ha sempre mostrato potenza e precisione di calcio Gyliano è invece giocatore tutto dribbling e numeri, più che tiri al fulmicotone e goal da cineteca.
Ma, anche in questo caso, il tempo per migliorare lo ha.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE

Quando hai solo sedici anni sono troppo amplificate le differenze con i tuoi coetanei, così come sono troppe le cose che potrebbero minarne la crescita.

Da una parte, infatti, avere uno sviluppo fisico precoce può comportare il fatto che un giocatore magari tutto sommato modesto può finire con l’essere dominante tra i pari età, più immaturi di lui atleticamente. Dall’altra, altresì, un infortunio o un qualsiasi altro tipo di sfortuna potrebbero portarti a mangiare questo vantaggio di maturità.

L’impressione che si ha nel vedere Van Velzen giochicchiare palla al piede è quella di un giocatore tanto maturo a livello fisico-atletico quanto immaturo sotto un punto di vista dell’intelligenza calcistica. Saltare uomini a ripetizione, quando si ha le capacità per farlo, è bello ed appagante, ma farlo in continuazione può risultare controproducente per sè e per la squadra: oltre a comportare un grandissimo spreco di energie altrimenti utilizzabili, infatti, porta ad addormentare il gioco. Cosa che se può andare bene in determinati momenti del match, magari verso il termine dello stesso con la propria squadra in vantaggio, non può essere considerabile cosa buona e giusta in altri frangenti.

Pare che Sir Alex veda in lui una delle ali del futuro. E proprio per questo è stato disposto a strapparlo, pur senza fair play, all’Ajax. Le qualità per fare bene sicuramente le ha. Tutto dipende da quanto potrà crescere con calma ed in pace.

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Capocannoniere (in co-abitazione col tedesco Thy) dell’ultimo Europeo under 17 Luc Castaignos è sicuramente uno dei nomi più interessanti dell’intero panorama calcistico giovanile europeo.

Sedicenne (compirà i 17 anni il prossimo 27 settembre) punta in forza al Feyenoord ha messo in mostra grandissime qualità, tanto da finire sul taccuino di una delle più importanti squadre del nostro continente: è notizia di questi ultimi giorni, infatti, l’interessamento da parte del Liverpool per la giovane stellina orange. Consigliato dagli osservatori della città del Merseyside, che lo avevano visionato proprio nel corso della manifestazione continentale per under 17, è stato visionato anche da Benitez, il quale parrebbe essere rimasto folgorato dal suo talento: velocità, potenza e senso del goal ne fanno un giocatore già molto dotato ma, soprattutto, con un potenziale da sviluppare notevolissimo.

Castaignos, infatti, oltre a mettere in mostra le sue già spiccate qualità lascia intravvedere ampi margini di miglioramento, sfruttando i quali si potrebbe arrivare a costruire una delle migliori punte del futuro, una punta che possa portare avanti la grande tradizione orange: l’eredità da raccogliere è pesante, infatti. Olandesi sono stati alcuni dei migliori attaccanti del mondo (da Crujff a Van Nistelrooy passando per Van Basten e terminando con Huntelaar) e sembrerebbe ricadere proprio su Luc il compito di portare avanti questa grandissima tradizione.

Tre sono state le reti da lui realizzate in questo Europeo: una segnata contro la Turchia in un match del girone eliminatorio, una contro la Svizzera in semifinale ed una, quella del momentaneo vantaggio, contro i tedeschi nella finalissima, che ha visto questi ultimi imporsi per 2 a 1 grazie ad una rete di Frinks arrivata a pochi minuti dal termine dei supplementari.

Europeo molto positivo, quindi, per lui: oltre ad avere una medaglia d’argento ad arricchire il suo palmares vede salire a 11 reti in 14 match il suo bottino con l’under 17, cosa che lo porta ad essere il miglior marcatore di questa rappresentativa giovanile olandese. Il precedente record, infatti, apparteneva ad un trittico niente male: Vennegoor of Hesselink, Geoffrey Castillon e Collins John, guidavano sino a pochi giorni fa questa speciale classifica con 10 reti all’attivo. Se poi si tiene conto del fatto che solo in questo Europeo Luc ha colpito due legni ecco che si capisce come le qualità balistiche di questo ragazzo siano notevoli: vede la porta come pochi altri suoi coetanei.

Castaignos con la maglia del Feyenoord: qualora non partisse potrebbe già diventare una delle colonne della squadra di Rotterdam

Castaignos con la maglia del Feyenoord: qualora non partisse potrebbe già diventare una delle colonne della squadra di Rotterdam

Inoltre questo Europeo ha anche dato a Castaignos la possibilità di mettersi in mostra, facendolo appunto finire al centro delle mire di mercato del club di Anfield Road (e, ne possiamo essere sicuri, non solo di quello). Liverpool che, secondo quanto dice Ben Blackmore di Setanta Sports, sarebbe pronto ad offrire 4 milioni di euro al Feyenoord per assicurarsi la firma di questo giovanissimo calciatore. Una cifra notevole per un ragazzo di soli 16 anni, cifra che però nel contempo fa capire quanto possano essere ampi i suoi margini di miglioramento: se una società solida e importante come quella Reds è disposta ad investire cifre del genere su di un ragazzino, infatti, c’è da aspettarsi che questo ragazzino, a meno di problemi particolari, possa arrivare a diventare un top nel suo ruolo.

Reds che si vedono costretti ad offrire cifre del genere, quando le squadre inglesi sono abituato ad acquistare i calciatori giovanissimi per due soldi, in quanto che Castaignos è già un professionista: il 30 ottobre scorso, infatti, a Luc venne fatto firmare il suo primo contratto da professionista, contratto che vedrà la sua scadenza a giugno 2011.

La sua è quindi una parabola in netta crescita: iniziò a tirare calci ad un pallone nello Spaartan, prima di passare all’Excelsior. Da qui il salto nel Feyenoord, per poi arrivare, a 16 anni compiuti da un mese, al suo primo contratto da professionista.

Per lui si sono già sprecati paragoni importanti: buona parte della stampa specializzata, ha azzardato similitudini tra Castaignos e Thierry Henry, stella del Barcellona. In comune i due hanno sicuramente una cosa: una parte di francesità. Se Henry, infatti, è francese ma di origini martinicane e guadalupensi, Castaignos è olandese, ma di origini francesi.

Oltre a questo, però, qualche altra similitudine, in effetti, sembra esserci. Innanzitutto il fisico, ma non solo: Albert Stuivenberg, Commissario Tecnico dei giovani tulipani, ha detto che dal suo punto di vista Luc somiglia a Thierry anche nello stile di gioco. Dello stesso avviso anche alcuni dei suoi compagni di nazionale.

Sempre secondo Stuivenberg i punti di forza di questo giocatore sono il gioco aereo, l’esplosività ed il fiuto del goal, mentre ciò su cui deve migliorare di più è l’uso del suo piede debole, il mancino.

Le qualità per sfondare, insomma, le ha tutte. Allenatori, compagni e tifosi disposti a credere in lui anche. Se saprà aggiungerci quel pizzico di impegno e determinazione che servono per crescere potremmo davvero finire, tra qualche anno, a parlare di lui come di una star assoluta del calcio mondiale.

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Nato il 23 settembre 1992 a Trabzon, città turca capoluogo dell’omonima provincia e che ha dato i natali ad altri calciatori (Senol Gunes, Tugay Kerimoglu, Hami Mandirali, Fatih Tekke), tira i primi calci ad un pallone nell’Hellas Sport, squadra della città olandese di Zaandam (che aveva dato i natali ai fratelli Koeman ed a Johnny Rep), nella provincia dell’Olanda del Nord.

Ozzie è attualmente impegnato allEuropeo under 17 con lOlanda (uefa.com)

Ozzie è attualmente impegnato all'Europeo under 17 con l'Olanda (uefa.com)

Da qui nel 2003, a soli 11 anni, passa all’AZ Alkmaar, società molto più importante e blasonata della precedente. Nella sua nuova realtà Ozzie ci si cala subito bene ed in breve tempo arriva ad essere promosso nella squadra riserve, allor quando aveva solo 15 anni. Questa è un’età importante per Oğuzhan che viene anche convocato nell’under 17 della sua nuova patria, nonostante abbia due anni meno della media di compagni ed avversari che con quella maglia si troverà ad affrontare.

La precocità del suo talento viene poi messa in ulteriore risalto quando Luis Van Gaal in persona se ne innamora, calcisticamente parlando, fino a decidere di aggregarlo più volte alla prima squadra.

Le sue qualità vengono quindi notate dai talent scout di tutta Europa e su di lui cominciano a muoversi diversi grandi club. In breve tempo, infatti, si registrano gli interessamenti, su tutti, di Ajax, Barcellona ed Inter ma, alla fine, sarà l’Arsenal a spuntarla, offrendo al ragazzo un contratto giovanile di due anni più un’opzione per un triennale da professionista. L’occasione è troppo ghiotta e Oğuzhan decide di non farsela scappare: il settembre scorso, quindi, Ozzie cede alle lusinghe londinesi e decide di trasferirsi in Inghilterra, cambiando quindi stato di residenza per la terza volta in soli 16 anni.

Ai Gunners viene aggregato all’under 18 guidata da Steve Bould, ex calciatore che in attività indossò la maglia dell’Arsenal in più di 300 occasioni.

Quest’anno, prima di lasciare momentaneamente Londra per andare a rappresentare l’Olanda all’Europeo under 17, ha finora segnato quattro reti, che per un giocatore con le sue caratteristiche non sono un bottino da buttare.

Özyakup è infatti un centrocampista che gioca per lo più centralmente, ma che si disimpegna bene anche come ala, dotato di una grande creatività e fantasia, tanto che la sua dote migliore non è, come ci dice il suo score, la finalizzazione né, tantomeno, la forza fisica; ciò che ne fa un giocatore di livello è la sua capacità in fase di rifinizione: dotato di un piede molto preciso e di una tecnica sopraffina ha infatti una grande abilità di passaggio ed una capacità non indifferente, quella cioè, grazie ad una spiccata sensibilità del suo piede, di mettere spesso e volentieri i propri compagni in posizione favorevole. Ciò che colpisce di questo ragazzo, infatti, è la facilità con la quale riesce a distribuire quel famoso ultimo passaggio, quel passaggio cioè che è in grado di liberare un proprio compagno davanti alla rete. E senza assist, si sa, è difficile per una punta arrivare al goal.

Attualmente, come già accennato poco fa, è impegnato con la rappresentativa nazionale orange under 17 nell’Europeo di categoria, squadra di cui Özyakup è, per altro, il capitano.

Proprio stamane i giovani tulipani si sono guadagnati l’accesso alla finale battendo 2 a 1 i pari età svizzeri. Ozzie, quindi, dovrà guidare i suoi compagni alla conquista della vetta dell’Europa nella finale che li vedrà opposti ad una tra Germania e Italia.

Özyakup che immaginiamo sia doppiamente contento: agli Europei under 17 disputatisi lo scorso anno in Turchia, infatti, lui era presente ma l’Olanda si dovette arrendere proprio in semifinale alla Spagna, terminando quindi in terza posizione a parimerito coi padroni di casa. Quest’anno, quindi, l’Olanda può già dire di essersi migliorata, raggiungendo la finalissima. Il tutto anche grazie a lui: solo nove giorni fa, infatti, segnò una rete nel match contro l’Inghilterra, nel quale si vide opposto proprio a tre suoi compagni di squadra: Benik Afobe, Jack Wilshere e Luke Freeman. Al termine della partita, quindi, Ozzie ha ricevuto lodi da più parti: anche il pubblico stava cominciando ad accorgersi di lui.

Özyakup ai tempi in cui militava nelle giovanli dellAZ (oluosa.blogcu.com)

Özyakup ai tempi in cui militava nelle giovanli dell'AZ (oluosa.blogcu.com)

Non ancora 17enne, quindi, Oğuzhan Özyakup è già uno dei talenti più interessanti del calcio europeo e, come spesso capita, i primi a piombarci addosso sono stati i dirigenti dell’Arsenal, che della valorizzazione dei giovanissimi talenti prelevati un po’ da tutta Europa ne hanno fatto praticamente una missione di vita.

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