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Archive for the ‘The Championship’ Category

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A due settimane dal focus sull’ultima stagione di Premier e relative possibilità della Nazionale inglese ai Mondiali, torniamo in Inghilterra per concentrarci, stavolta, sulla seconda serie d’Oltremanica, il comunque seguitissimo campionato di Championship.

Ad accompagnarci in questo nuovo tour due ragazzi molto attenti al calcio minore di Londra e dintorni: Alfonso Russo di UkCalcio e Marco Barbanera.

Partiamo dalla stagione regolare: il Leicester ha ucciso il campionato, 102 punti finali…

Alfonso: Bisogna tornare indietro con la memoria alla stagione 2009/2010 per trovare un’altra vincitrice della Championship con 102 punti: il Newcastle. Il Leicester non è stata una sorpresa. Da molti era data favorita, certo non con questo margine così ampio. C’è da dire comunque che quello di quest’anno è stato il punto di arrivo di una programmazione pluriennale che ha dato i suoi frutti. Sarà interessante vederli in Premier League.

Marco: ….ed era ora! Dopo una serie di stagioni deludenti, le ultime delle quali finite con cocenti delusioni proprio nelle battute finali, le Foxes hanno trovato l’alchimia giusta e hanno meritato ampiamente la promozione. Leicester è una piazza che senza dubbio merita di giocare del calcio di prima divisione.

Al secondo posto il Burnley, alle cui spalle sono finite Derby, QPR, Wigan e Brighton. Ai playoff l’ha spuntata il QPR. Cosa vi aspettate dalle tre neopromosse, nella Premier dell’anno prossimo?

Alfonso: Il QPR ha ottenuto la promozione proprio all’ultimo secondo nella finale plauoff contro il Derby. Nonostante tra le tre promosse sia quella dalla maggiore esperienza recente in Premier credo che dovrà soffrire. Il problema è che specialmente negli ultimi tempi la forbice tra le squadre piccole e medie si è allargata notevolmente dando poco spazio alle squadre di medio valore. Come detto in precedenza mi sembra che il Leicester abbia fatto una programmazione intelligente e potrebbe essere la sorpresa della prossima stagione, ma occhio anche al Burnley che viaggerà sulle ali dell’entusiasmo. Sarò importante valutare le strategie di mercato e la competitività delle rose.

Marco: L’errore più grave (e che spesso viene commesso dalle neopromosse in Premier League) è quello di pensare che confermando la rosa della promozione con un paio di aggiunte si possa far bene al piano di sopra: nulla di più sbagliato. E se Leicester e QPR partono da una buona base (anche se il QPR deve svecchiare la rosa e magari abbassare il monte ingaggi, clamorosamente alto), il Burnley ha veramente tanto da fare. Sean Dyche ha veramente compiuto un capolavoro, arrivando secondo con una rosa cortissima e spendendo una cifra ridicola sul mercato. Non basterà in Premier League, a meno di voler ripetere le “prodezze” del Derby County 2007-08. Nonostante il cospicuo premio in danaro che ricevono le tre promosse, lo scalino economico con le squadre di Premier League è veramente grande e in costante aumento. Dovessi fare un pronostico, direi salvezza tranquilla per il Leicester, lotta dura per il Q.P.R. e retrocessione per il Burnley.

A retrocedere sono invece Doncaster, Barnsley e Yeovil…

Alfonso: Per Barnsley e Yeovil è stata una stagione molto complicata sin dall’inizio e le due squadre non hanno quasi mai dato l’impressione di essere in grado di poter mantenere la categoria. Per il Doncaster discorso diverso. La retrocessione è giunta all’ultima giornata (sconfitta fatale proprio contro i campioni del Leicester). Retrocedere dalla Championship può crere molti problemi alle squadre coinvolte che non possono affatto sentirsi favorite in League One che, insieme alla League Two, è un torneo moto equilibrato e difficilmente prevedibile.

Marco: Per il Doncaster c’è stata un’inversione di fortuna rispetto alla scorsa stagione, nella quale conquistarono promozione diretta (e titolo) all’ultimo secondo grazie ad una incredibile partita contro il Brentford. Il pareggio all’ultimo istante del Birmingham contro il Bolton ha decretato la retrocessione del Donny che comunque non ha fatto molto per meritare la permanenza nel Championship. Stagione assolutamente anonima per il Barnsley mentre lo Yeovil – e di solito odio usare queste frasi – ha già “vinto” con la partecipazione a questo campionato. Pensate che Yeovil è stata la città più piccola nella storia del calcio inglese a partecipare ad un campionato di seconda divisione!

In generale, quali squadre sono state sorpresa e delusione dell’anno?

Alfonso:  Due delusioni. Il Nottingham Forest che viene dato – anche a ragione – favorito ogni inizio di stagione, vede poi miseramente crollare il suo rendimento da gennaio in poi. Difficile trovare il colpevole, ma credo che la società abbia molto di cui scusarsi con i tifosi. Seconda delusione il Watford che con Zola avrebbe dovuto compiere un decisivo salto di qualità e solo Sannino (vera sorpresa della stagione) ha posto fine ad una pericolosa discesa verso le ultime posizioni di classifica. Non mi aspettavo una stagione così ricca di continuità dal Derby County che è arrivato a pochi secondi dal realizzare un sogno.

Marco: La sorpresa – pur dovendo ripetermi – è stato il Burnley. Dato per spacciato ad Agosto (i bookmaker li davano tra i primi quattro favoriti…per la retrocessione), con un budget minimo ed una rosa risicata, ha realizzato una stagione da favola. Vokes e Ings hanno portato avanti la squadra a suon di gol e non si può non menzionare lo splendido lavoro di Sean Dyche, che ormai per tutti è “The Ginger Mourinho”. La mia personalissima delusione è stato invece il Charlton. Lo scorso anno, da neopromossi, chiusero il campionato a ridosso della zona playoff dopo un inizio disastroso. Quest’anno non solo non si sono mai avvicinati alla promozione, ma hanno rischiato seriamente di retrocedere. Hanno sbagliato nel non licenziare il loro manager, Chris Powell, tenuto solo per il buon run di FA Cup (ed esonerato all’indomani dell’uscita dalla coppa) e hanno anche subito un passaggio di proprietà nel bel mezzo della stagione. Inoltre, un prato di The Valley ridotto ad un pantano e il già citato buon percorso in FA Cup li hanno costretti ad una raffica di rinvii che si sono tradotti in un grande numero partite ravvicinate nella fase finale della stagione. Il prossimo anno bisogna seriamente cambiare la squadra se si vuole essere un minimo competitivi.

A livello di singoli, chi sono stati i migliori in stagione? C’è qualcuno che potrà fare il salto di qualità in una prima divisione, l’anno prossimo?

Alfonso: Jordan Rhodes e Troy Deeney hanno dimostrato di essere pronti a fare il salto di qualità e fossi in una delle neopromosse farei un pensierino su uno dei due. Segnare rispettivamente 25 e 24 reti in due squadre (Blackburn e Watford) che non hanno raggiunto alcun obiettivo importante in stagione ritengo sia un notevole biglietto da visita. In particolare Deeney è stato protagonista di un fantastico inizio di stagione.

Marco: Non si può non citare Jordan Rhodes. Il perché sia ancora in Championship è un mistero irrisolto del nostro tempo. Nelle ultime tre stagioni ha realizzato 40, 27 e 25 gol fra coppe e campionato, col suo passaggio al Blackburn nell’Agosto 2012 che è stato il trasferimento più costoso nella storia del calcio inglese al di fuori della Premier League, ben 8 milioni di sterline. Tutti aspettano il suo passaggio in Premier League e credo che questa sia l’estate buona per vederlo passare al piano superiore.

Parlando di giovani, quali sono i migliori messisi in mostra quest’anno?

Alfonso: La scelta potrà sembrare scontata ma è inevitabile. Will Hughes, classe 1995, è sicuramente un giovane da tenere d’occhio ed il fatto che sia stato insignito del premio The Football Leage Young Player of the Year non è cosa di poco conto. Ha già compiuto la trafila delle nazionali giovanili entrando già nel giro dell’under-21; lo ricordo tra l’altro per essere stato protagonista di una puntata di The Football League Show mettendo in mostra anche le sue qualità umane. Sul piano tecnico: ottimo controllo di palla e velocità nei passaggi. Da lui ci si aspettava di più nella finale playoff, ma bisogna essere più clementi con un diciannovenne. La prossima potrebbe essere la stagione della consacrazione.

Marco: Per quanto riguarda i giovanissimi, bene Mason Bennett del Derby, che ha giocato solo 10 partite di campionato prima di essere spedito in prestito al Chesterfield (dove però non ha mai giocato). Nonostante le presenze limitate, ha portato comunque a casa il premio di Young Apprentice per quanto riguarda il Championship. Mentre per quanto riguarda calciatori un po’ meno “giovani”, Will Hughes (sempre del Derby) merita assolutamente una menzione. Dopo l’esonero di Nigel Clough ha preso le mani del centrocampo disegnato da Steve McClaren, diventando praticamente inamovibile dall’11 titolare dei Rams. Anche per lui c’è stato un premio a fine anno, quello di Young Player Of The Year dell’intera Football League.

Infine, non possiamo non parlare del Leeds United, che nonostante McCormack (capocannoniere del torneo con 28 reti) non ha disputato una stagione brillante. Quali sono le prospettive del club recentemente acquistato da Cellino?

Alfonso: Le difficoltà societarie hanno giocato un ruolo decisivo nel rendimento stagionale del Leeds. E lo stanno giocando ancora. La complicata situazione con i creditori che dovrebbe trovare una soluzione in questi giorni, sta impedendo alla società di pianificare l’immediato futuro tanto che la panchina risulta ancora vacante. Cellino non è ben visto dai tifosi che sono comunque coscienti del fatto che senza il suo intervento la squadra avrebbe avuto notevoli difficoltà. Crdo di poter affermare che la prossima sarà una stagione di assestamento, ma sarà importante per il Leeds poterla pianificare il prima possibile.

Marco: McCormack ha fatto una stagione stupenda. Non è più giovanissimo (classe 1986) e quindi, a differenza di Rhodes, non credo possa veramente sfondare ad altissimi livelli, ma questo nulla toglie alla sua annata. A livello societario ci sono state enormi turbolenze. Il tira e molla fra Cellino e la Football League è durato per mesi e nel frattempo nella squadra regnava l’anarchia più totale. Brian McDermott è stato cacciato e ripreso nel giro di qualche ora, negli ultimi mesi di campionato ci sono stati grossi problemi col pagamento degli stipendi…veramente una brutta situazione e infatti la squadra ha “flirtato” per diverse giornate con la retrocessione. Ora la situazione pare essersi stabilizzata e Cellino e i suoi hanno tutta l’estate per rimettere in moto la società e riportarla verso la retta via. Una delle tante, tantissime piazze di Championship che meriterebbero il ritorno in Premier League.

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C’è una nobile un po’ decaduta, in Inghilterra, che nelle ultime settimane ha fatto parlare moltissimo di sé anche nello Stivale. Non tanto per questioni prettamente sportive, quanto più per vicende societarie.

Parliamo ovviamente del Leeds United, squadra che solo una decina d’anni fa ben si metteva in mostra nell’Europa che conta, e che oggi è alle prese con una rincorsa ai play off di Championship, la seconda divisione d’Oltremanica.

Proprio della situazione dei Whites ho parlato con Massimiliano Caracciolo, esperto di calcio inglese nonché tifosissimo proprio del Leeds United.

Partiamo dalla questione societaria. Fai un po’ di chiarezza, perché inizio a non capirci più molto. Il Leeds è o sarà in mano a Cellino, oppure no?

Mi sento di dire che il Leeds con tutta probabilità sarà a tutti gli effetti proprietà di Cellino a breve. La società è in attesa dell’ok della Football Association per ratificare il passaggio di proprietà (ci stanno pensando da 3 settimane abbondanti), ma a quanto pare non dovrebbe esserci alcun problema. Ciò che probabilmente ha ritardato (e sta ritardando) cosi tanto la decisione è la causa giudiziaria intentata da Andrew Flowers (proprietario di Enterprise Insurance, sponsor ufficiale del Leeds) nei confronti del club e della GFH (precedente proprietaria del Leeds) a causa di un prestito mai restituito. E’ notizia di ieri che Cellino è intervenuto personalmente nel ripianare il debito della società ed ha evitato il processo vero e proprio. La maggior parte degli insider sostiene che grazie a questa mossa arriverà a breve l’approvazione della FA (probabilmente all’inizio della prossima settimana), con cui inizierà ufficialmente l’era dei Cellino alla guida del Leeds.

Cellino. Un personaggio molto controverso. Qual è il sentimento dei tifosi del Leeds nei suoi riguardi e qual è la tua opinione su di lui e sulla sua eventuale presidenza?

In questo momento la maggior parte dei tifosi è a favore di Cellino e non vede l’ora di vederlo ufficialmente alla guida della società. L’iniziale scetticismo causato dall’esonero dell’allenatore McDermott nell’ultimo folle giorno di mercato (reintegrato subito dopo la vittoria nel derby contro l’Huddersfield il giorno dopo), è stato presto fugato dalle prime ottime mosse in sede di mercato del patron italiano. Personalmente sono abbastanza fiducioso nei confronti della famiglia Cellino, pur non avendo mai seguito particolarmente le vicende del Cagliari che hanno portato il capofamiglia ad essere criticato cosi tanto qui in patria. Non me ne vogliano i tifosi del Cagliari, ma sono sicuro abbia totalmente ragione quando dice “Il Leeds è una Ferrari in confronto alla 500 che avevo prima (il Cagliari)”, in quanto il club dello Yorkshire è uno dei più grandi club di Inghilterra, con la sesta fanbase dell’intero paese e degli introiti potenziali pazzeschi. Mi viene naturale pensare che Cellino abbia tutto l’interesse del mondo a riportare il club in Premier per poi stabilizzarlo a quel livello, ammortizzando la spesa iniziale con soldi derivanti dai diritti televisivi, dagli sponsor e dalla sempre ottima affluenza dei tifosi allo stadio (quasi 27.000 spettatori di media a partita). Sono anche a conoscenza degli enormi rischi che un presidente cosi lunatico comporta, ma credo sia un rischio che vale la pena correre pur di avere la possibilità di vedere la squadra in Premier, e sono sicuro che la maggior parte dei tifosi la pensi come me.

Veniamo al campo. Il Leeds è attualmente 11esimo in classifica, a sette punti dalla zona playoff. Che giudizio dai al tragitto compiuto sinora dalla squadra?

Fino ad ora la stagione è stata, come è successo spesso nella storia del club, piena di alti e bassi. D’altra parte perfino nell’inno del club (“Marching on together”) viene sottolineato questo concetto, quindi si può dire che i tifosi ci abbiano fatto l’abitudine! Ciò che è mancato principalmente alla squadra è la costanza di rendimento, in quanto a momenti molto positivi e a serie di risultati utili consecutivi si sono fin’ora sempre contrapposti momenti molto negativi. Mi viene per esempio in mente il 6-0 subito in casa dello Sheffield Wednesday, eterni rivali in quanto provenienti dalla stessa regione, che sono stati il punto piu basso di una serie di partite orribili, in cui la squadra è riuscita ad accumulare 3 punti in 8 partite. La rosa è oggettivamente di un buon livello, anche se forse un po corta, ma come si fa a pensare in grande se poi arrivano periodi del genere?

In sede di mercato sono stati fatti alcuni ritocchi importanti, per provare a rinforzare la rosa. Come li giudichi? Cos’altro si potrebbe o si sarebbe dovuto fare?

Mi sembra palese che la società nell’ultimo mese abbia provato ad accontentare l’allenatore McDermott, acquisendo fin’ora la bellezza di 4 giocatori in prestito, a cui seguirà probabilmente un quinto. Il punto debole principale della squadra come già detto era la mancanza di profondità specialmente sulle fasce, e i prestiti di Cameron Stewart e Jimmy Kebe dovrebbero aver risolto questo problema. Serviva anche un attaccante di supporto a Ross McCormack, in quanto Smith e Hunt non danno sufficienti garanzie, ed è arrivato l’U-21 inglese Conor Wickham, che è secondo me un acquisto sensazionale dato il valore e le potenzialità del ragazzo. L’ultimo prestito dei 4 è stato un altro U-21 inglese, Jack Butland, che rappresenta un enorme upgrade sull’ormai (a mio parere) bollito Paddy Kenny, e che aiuterà senz’altro la squadra nella spinta decisiva per i Playoff (lontani ma raggiungibili). A livello numerico credo che potrebbe anche bastare cosi, ma io personalmente cercherei di aggiungere un centrocampista centrale alla rosa (si è fatto addirittura il nome di Rodwell), dando un po di profondità a un reparto che vede solo Austin, Murphy e Mowatt, i quali hanno spesso dato l’impressione di essere troppo utilizzati (e ciò ne ha  penalizzato il rendimento).

McCormack è l’attuale capocannoniere del campionato. Un giocatore che non aveva mai segnato tanto quanto è riuscito a fare quest’anno. A cosa imputi questa “esplosione”?

L’esplosione di Ross è probabilmente la miglior notizia della stagione, in quanto è sempre stato un giocatore con delle enormi potenzialità mai sfruttate, anche a causa dell’inettitudine tattica del precedente allenatore che lo schierava costantemente sulla fascia, in un ruolo che lui non gradiva e in cui non rendeva al massimo. Oltre al ruolo decisivo di McDermott, che ha finalmente spostato lo scozzese in una posizione molto piu congeniale alle sue caratteristiche, a mio parere il fattore principale della sua esplosione è stata, paradossalmente, la cessione di Luciano Becchio, capocannoniere e simbolo della squadra, nella finestra di mercato dello scorso gennaio. Subito dopo l’arrivo di McDermott, McCormack ha iniziato a prendersi sempre più responsabilità in attacco, essendo di fatto l’unica vera punta. McCormack ha inoltre un ottimo rapporto con la tifoseria, e l’enorme attaccamento alla maglia che ha fin’ora dimostrato lo rendono un vero e proprio idolo (sperando che non faccia la fine dei precedenti idoli dei tifosi quali erano Beckford, Howson, Snodgrass e Becchio).

Proprio al suo fianco, come detto, verrà schierato Wickham. I due comporranno una coppia d’attacco potenzialmente devastante. Pensi riusciranno a convivere? Credi che mister McDermott dovrà effettuare aggiustamenti tattici particolari per farli convivere e rendere al meglio?

Sicuramente ci spero. McCormack ha dimostrato negli anni di saper essere sia un ottimo cannoniere che un’ottima seconda punta, quindi ho molta fiducia sul fatto che possa rendere molto anche nella posizione leggermente piu arretrata che occuperà con l’arrivo di Wickham. L’unico punto di domanda sono i due esterni (Stewart e Kebe), che a mio parere rendono più in un ipotetico 4-2-3-1 che nel 4-4-2 utilizzato da McDermott nelle ultime settimane (con compiti meno offensivi quindi), e non escludo a priori un ritorno al 4-3-1-2 visto ad inizio stagione, magari con un nuovo centrocampista a formare il trio con Austin e Murphy, spostando Mowatt piu avanti. Di sicuro l’allenatore avrà molte possibilità tattiche diverse, e ciò non può che essere positivo.

Sempre parlando di giovani (Wickham è un 93, ed è stato tra i 201 giocatori che ho recensito nel mio libro), ne hai visto qualcuno interessante in questo campionato, sia tra giocatori del Leeds che tra i ragazzi che hanno affrontato gli Whites?

La Championship anche quest’anno si sta rilevando un’ottima fonte di giovani talenti. Mi viene in mente per esempio il centrocampista Nick Powell (anch’esso recensito ne La carica dei 201, ndr), che sta letteralmente dominando il campionato con il Wigan e che credo verrà utilizzato in pianta stabile dal Manchester United l’anno prossimo (chiunque sarà l’allenatore), o l’altro centrocampista Will Hughes (anche lui parte della Carica dei 201, ndr), che ha gli occhi di mezza Premier addosso e che mi ha molto impressionato nella partita vinta con il Leeds 3-1 ad ottobre. Per rimanere al Leeds United, ci sono due nomi che consiglio di monitorare per il prossimo futuro: il terzino Sam Byram e il centrocampista Alex Mowatt. Il primo, classe 1993, è stato la rivelazione della scorsa stagione ed è stato votato Giovane dell’anno della Championship, ed è un ottimo terzino in fase di spinta e con delle ottime qualità fisiche ed atletiche. Se riuscisse a migliorare anche dal punto di vista difensivo mi azzardo a dire che sarebbe sicuramente uno dei migliori terzini del paese. Il secondo invece è la rivelazione di quest’anno, è uscito fuori dal nulla ed ha avuto un rendimento molto alto fin’ora in un ruolo molto delicato come quello del centrocampista centrale. Ha delle ottime capacità tecniche ed una grande visione di gioco, mentre deve migliorare ancora dal punto di vista difensivo per essere un giocatore decisivo ad un livello alto come quello della Championship attuale. Essendo del 1995 il tempo è sicuramente dalla sua parte.

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CRONACA

Partita che inizia subito forte.
Dopo un minuto e mezzo Kebè sfonda sulla destra e centra un pallone a mezz’altezza che mette un po’ in difficoltà De Vries, la cui respinta coi pugni crea un parapiglia in area di rigore, con la difesa, un po’ in difficoltà, che riesce a liberare in qualche modo.

Sul fronte opposto Sinclair parte con una penetrazione centrale andando a subire fallo proprio al limite da Matthew Mills.
Sul punto di battuta si presenta quindi il nostro Borini, il cui piatto destro piazzato termina però alto sopra la traversa.

Bella l’azione costruita al quarto d’ora dal Reading. Azione che sfuma però in nulla, con un cross troppo lungo per essere controllato da McAnuff.
Al ventesimo un guizzo di Dyer vale il rigore per i gallesi: l’ala destra dello Swansea spunta palla al piede, venendo atterrato in area da Khizanisvili. Calcio di rigore.

Sul dischetto si presenta Sinclair che spiazza facilmente Federici, portando in vantaggio i gallesi.

Un minuto e arriva il raddoppio. Dobbie parte da centrocampo bucando la difesa avversaria e centrando un pallone basso che è solo sfiorato da Federici. La palla finisce quindi sul secondo palo, dove si fa trovare, tutto solo, il buon Sinclair, che griffa la sua doppietta personale.

Alla mezz’ora torna a farsi vedere il Reading: sugli sviluppi di un angolo è Noel Hunt a tagliare sul primo palo in tuffo di testa, senza però riuscire a centrare la porta.
Tre minuti ed il trio Borini-Dobbie-Sinclair costruisce un’azione interessante, ma ricevuta palla all’interno dell’area l’italiano vede la sua conclusione stoppata da un avversario.

A cinque dalla chiusura arriva anche la terza rete. Dyer si beve McAnuff e centra un pallone che è deviato dal tacco di Khizanisvili giusto là dove piomba Dobbie, il cui diagonale è imparabile per il portiere Royals. 3 a 0.

In chiusura di tempo occasionissima per Long che, tutto solo sul secondo palo, liscerà clamorosamente il pallone.

In apertura di ripresa la partita si riapre. A piazzare in rete la palla  che riaccende le speranze è Noel Hunt che brucia gli avversari sul primo palo andando ad incornare un cross battuto dalla sinistra da McAnuff.

Al cinquantacinquesimo grandissimo contropiede dello Swansea: ottima verticalizzazione di Borini per Dobbie che salta secco due avversari per presentarsi praticamente a tu per tu con Federici, fallendo però in pieno il destro che avrebbe chiuso definitivamente la partita.
Subito dopo proprio il trequartista della formazione gallese lascia il campo, sostituito dalla mezz’ala Pratley.

Reading che comunque ci crede: Hunt spizza un lancio lungo dalla difesa per il taglio di Kebè, chiuso però dall’intervento di Tate.

La rete è comunque nell’aria ed a firmarla è Mills: sul calcio d’angolo che segue la chiusura di Tate è infatti il capitano Royals a svettare in mezzo all’area, bucando imparabilmente De Vries per il goal che riporta sotto il Reading.

Borini prova quindi a dare subito la scossa: servito da Dyer fa secco un avversario tenendo poi palla bene in mezzo a due giocatori del Reading per tentare un taglio dentro a cercare Sinclair, con cui però non si capisce.
Reading che vola sulle ali dell’entusiasmo, sfiorando il pareggio: Karacan calcia da fuori battendo De Vries ma venendo fermato dal palo. Facile tap-in quindi per Hunt, la cui conclusione è però chiusa dall’intervento provvidenziale di capitan Monk.

Swansea che dopo lo sbandamento riesce comunque a riprendersi, rimettendosi in carreggiata.
Pericolo scampato, i gallesi possono pensare a controllare gli avversari per cercare di colpire in contropiede.

Ed al settantanovesimo arriva il secondo rigore per i gallesi. Tate filtra per Borini che viene messo giù dall’intervento del terzino destro avversario, per una massima punizione che ci stava assolutamente.
Sul dischetto si presenta quindi Scott Sinclair, che buca per la terza volta nella sua partita Adam Federici, chiudendo definitivamente un match che negli ultimi dieci minuti non avrà più molto da dire.

COMMENTO

E’ l’intero Galles a fare festa.

Mai, dalla sua fondazione, una formazione gallese era riuscita ad entrare in Premier League.

Assolutamente significativa, quindi, questa bella vittoria dello Swansea. Non solo per i tifosi della squadra che in questi mesi ha fatto da casa a Fabio Borini, quanto per l’intero Galles.

Bella squadra questa. Un piccolo Barcellona, potremmo azzardarci a dire.

Certo, i mondi in cui vivono le due squadre sono in realtà lontani anni luce, ma dello Swansea si può sicuramente apprezzare il loro tentativo di cercare di fare gioco senza buttare mai via il pallone.

Reading che dopo un inizio di ripresa a spron battuto deve quindi cedere al cospetto di una squadra che si è dimostrata nel complesso superiore.

A fare la differenza, nel complesso, sicuramente quel Sinclair che col suo hat-trick non può che essere votato come MVP del match!

 

TABELLINO

Reading vs. Swansea 2 – 4
Marcatori: 21′ (rig.), 22′, 80′ (rig.) Sinclair, 40′ Dobbie, 49′ Hunt

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CRONACA

Il Galles prova a raddoppiare: dopo la qualificazione alla finale playoff ottenuta ieri dallo Swansea è il Cardiff a cercare di raggiungere lo stesso traguardo, provando a sfidare il Reading dell’ex Leeds Ian Harte.

Anche in questo caso, esattamente come nella gara di ieri, sono i gallesi a partire forte. Di contro il Reading riesce comunque a difendersi con buon ordine, senza scoprire troppo il fianco agli avanti vestiti di blu.
Al dodicesimo i Bluebirds provano quindi a concretizzare il forcing, ma il batti e ribatti che scaturisce in area di rigore da un cross dalla destra di Emmanuel Thomas fa solo alzare la pressione ai tifosi Royals.

Cardiff costantemente nella metacampo avversaria. Cardiff incapace di rendersi realmente pericoloso dalle parti di Federici.
Al diciottesimo Chopra riceve palla in area da un compagno ma viene chiuso, proprio al momento del tiro, dall’intervento in scivolata di Mills.

Al ventitreesimo è invece Bothroyd a rendersi pericoloso. Il suo tiro, questa volta, è deviato in angolo da Khizanishvili.
La prima rete viene segnata però dal Reading: al ventottesimo Bywater effettua un’uscita fuori dall’area nel tentativo di calciare lontano un pallone che spedisce invece dritto contro a Long, per cui è un gioco da ragazzi, a quel punto, spedire la palla in porta.

Il Cardiff prova comunque subito a reagire: sessanta secondi ed Emmanuel-Thomas riceve palla sul secondo palo, andando a girarla di testa giusto sotto l’incorcio a lui più vicino. Buona, comunque, la risposta di Federici, che si allunga raggiungendo il pallone.
Al trentaseiesimo è Olofinjana a rendersi pericoloso: sul cross servito dalla destra da Burke il mediano nigeriano è però sbilanciato, forse fallosamente, da Legertwood, con Webb che decide comunque di far correre.

Se non bastasse il pasticcio della mezz’ora, però, al quarantaquattresimo  Keinan trattiene Mills sugli sviluppi di un angolo e Webb fischia un calcio di rigore piuttosto netto.
Sul dischetto si presenta lo stesso Shane Long, che spiazza Bywater senza problemi.

I Bluebirds provano ancora una volta a reagire immediatamente: Emmanuel-Thomas riceve al limite, converge e libera un destro che è bloccato in due tempi, senza grandissimi problemi, da Federici, per una prima frazione che di fatto si chiude così.

La ripresa si apre con un’altra occasione per Emmanuel-Thomas: Bothroyd scende da destra, converge e pennella di sinistro sul secondo palo dove il giovane scuola Arsenal colpsce male, mettendo a lato, per la disperazione di un Bellamy in borghese in tribuna.
Cardiff che perdura nel proprio sterile forcing, Reading che si porta vicino al colpo del K.O. E’ il cinquantacinquesimo minuto quando Long scende sulla sinistra e centra un pallone che dopo essere stato deviato da un difensore finisce sul petto di Hunt, che lo spedisce sul palo.

Tre minuti più tardi bell’azione di McAnuff che entra in area e dopo essersi liberato di Darcy Blake con una bellissima finta di tiro spedisce il pallone a lato, da posizione piuttosto favorevole (quantomeno per centrare lo specchio).
Al sessantacinquesimo è però Bothroyd a vedersi schizzare la palla davanti a pochi metri dalla porta. L’ex punta del Perugia non riesce però a girarla in porta con efficacia.

Poco dopo è Ian Harte a provarci, direttamente su calcio di punizione. L’ex Leeds prova a mettere in mostra il suo celebre mancino, ma il pallone non si abbassa per tempo, terminando alto sopra la traversa.
Al settantasettesimo sbavatura della difesa Royals, Federici esce della propria area e – a differenza del collega in blu – spazza anticipando l’avversario.

Tre minuti e Hunt, partito in posizione sospetta, si divora letteralmente una ghiottissima occasione di chiudere ogni discorso.
Il tre a zero arriva comunque all’ottantatreesimo quando McAnuff effettua una splendida serpentina centrale per poi portarsi in area battendo senza troppi problemi Bywater, chiudendo nel migliore dei modi il suo splendido assolo.

COMMENTO

Non riesce l’impresa, Cardiff City Stadium ammutolito.

Chi sognava una finale di playoff tutta gallese rimarrà deluso: la squadra allenata da Dave Jones parte infatti meglio degli avversari, ma non riesce a fiaccare la resistenza Royals.

Reading che dal canto suo gioca come deve: affronta questo impegno esterno con attenzione, senza lasciare nulla al caso. Difesa granitica e attacco pronto a sfruttare ogni minima disattenzione avversaria.

Un po’ come quella commessa intorno alla mezz’ora da Bywater, primo terribile atto del naufragio dei Bluebirds.

MVP

Bastano quarantacinque minuti a Long per risolvere la pratica Cardiff.
Buon match da parte della punta irlandese, grimaldello capace di scassinare la cassaforte gallese.

TABELLINO

Cardiff vs. Reading 0 – 3
Marcatori: 28′, 45′ Long, 83′ McAnuff

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CRONACA

Una paio di occasioni discrete per lo Swansea nei primi cinque minuti, una traversa colpita da McGoldrick – per il Nottingham – in contropiede al quinto.
Partenza subito a tutta da parte della squadra di casa, con un Forest che riesce comunque a reggere l’impatto.

Gallesi che continuano ad attaccare in maniera serrata: al quarto d’ora Borini taglia la difesa mettendo in movimento Angel Rangel, il cui scavetto di punta non centra però lo specchio di porta.
Il nostro under è scatenato. Tre minuti e dopo aver ricevuto palla in area stoppa e si gira in un fazzoletto con un bel colpo di tacco, scagliando un destro potente verso la porta avversaria, col pallone deviato sulla traversa da Wes Morgan.

Swansea che mette in campo un bel gioco, arioso e ben manovrato. Forest che, dal canto suo, si difende con buona efficacia.
A passare in vantaggio è quindi la squadra di casa: al ventottesimo minuto Leon Britton fa secco Marcus Tudgay al limite dell’area per poi accentrarsi e sparare un tiro ad incrociare sul secondo palo, bucando senza appello l’estremo difensore avversario.

Cinque minuti e lo Swansea raddoppia: Dobbie parte dalla trequarti scambiando con un compagno per poi saltare Luke Chambers con uno splendido tunnel andando a piazzare il pallone in rete con un bel sinistro ad incrociare.

Swansea che da lì in poi arretrerà un po’ il proprio baricentro, dando più campo agli avversari.
Che però non riusciranno a sfruttare la cosa, rintronati dall’uno-due gallese arrivato nel giro di cinque minuti.

Ad un paio di minuti dal termine del primo tempo ci pensa quindi Borini a dare una frustata alla partita: ricevuta palla sulla destra si libera del diretto marcatore per liberare un diagonale destro piuttosto potente, che è però chiuso in angolo da Lee Camp.

In apertura di ripresa il Forest prova subito a riaprire la partita: un retropassaggio sbagliato in maniera grossolana da Nathan Dyer mette in movimento Tyson il cui cross basso in mezzo trova l’inserimento diagonale di Tudgay, il cui tiro di prima intenzione schizza però alto sopra la traversa.
Al cinquantaseiesimo gli ospiti si portano ancora in avanti. Azione piuttosto confusa degli avanti in maglia rossa, con un batti e ribatti in area che si risolve in un nulla di fatto.

La rete è comunque nell’aria, ma il Forest riesce solo a sfiorarla: al cinquantottesimo McGugan spara un destro di potenza assoluta su calcio piazzato, dal limite dell’area. Il pallone si schianta però sulla traversa.
Quattro minuti ed è lo Swansea ad avere il match point: corner corto di Borini, cross in mezzo di Dyer e colpo di testa clamorosamente fuori, da un passo, di Pratley, che si mangia il goal del K.O.

Al sessantaseiesimo è invece Borini a proterci provare: sull’imbucata di Sinclair il ventenne bolognese scatta sul filo del fuorigioco. La stanchezza si fa però sentire, così che la punta della nostra under 21 si fa rimontare e chiudere in angolo da Chambers.
Forest che va quindi sbilanciandosi sempre più, creando quindi spazi nella propria difesa. Partita che si trasforma insomma in un naturale e continuo ribaltamento di fronte.

A dieci dalla fine Robert Earnshaw riapre però il match: Majewski verticalizza per l’ex Cardiff City che libera il suo destro sul primo palo, bucando facilmente Dorus de Vries.

Negli ultimi dieci minuti i Tricky Trees provano ad alzare il forcing, senza però riuscire a battere la strenua resistenza dei Jacks.
Anche se al novantunesimo ci andranno molto vicino con Earnshaw capace, nell’unico quarto d’ora di gioco effettuato, di mettere a ferro e fuoco la difesa avversaria, andando a colpire un palo dal sapore di beffa.

E ancor più di beffa saprà la rete del 3 a 1 firmata al novantatreesimo da Darren Pratley che sfrutterà la leggerezza del portiere avversario, salito nell’area avversaria per un calcio d’angolo, per chiudere il match calciando direttamente da centrocampo.

COMMENTO

Gran bella squadra questo Swansea. E, soprattutto, gran bel gioco.
Ha poi avuto l’occhio lungo il buon Carletto Ancelotti, che ha scelto con cura proprio i Jacks per dare modo a Fabio Borini, tra i 91 più interessanti dello Stivale, di cresce adeguatamente inserendosi in un contesto di un certo livello.

Swansea che con il 3 a 1 ottenuto a domicilio su di una delle nobili decadute del calcio inglese (ricordiamo infatti che il Forest vinse due Coppe dei Campioni tra la fine degli anni 70 e l’inizio del decennio successivo) si qualifica per la finalissima dei playoff di questo Championship.

Finale che, per altro, potrebbe essere giocata con un affascinatissimo derby gallese: stasera, difatti, il Cardiff affronta il Reading per definire la seconda squadra qualificata all’ultimo attimo di un campionato interminabile come quello della cadetteria d’Oltremanica.

Tifosi Swans che intanto si affidano alla cabala. L’unica altra promozione in massima serie nella loro storia arrivò giusto in concomitanza con tre eventi che si sono verificati anche quest’anno: l’Inghilterra è retta da un governo Tory, ha festeggiato un Royal Wedding ed il Preston North End ha terminato la propria stagione retrocedendo in First Division.

Basterà per la promozione in Premier League?
Probabilmente no, ma per i tifosi gallesi resta comunque un qualcosa cui aggrapparsi per darsi ulteriore animo.

MVP

Magari non sarà stato il dominatore assoluto del match, ma il nostro buon Fabio Borini ha disputato una partita davvero di buon livello.
In particolar modo nel primo tempo, dove si è davvero più volte rivelato come spina nel fianco della difesa dei Tricky Trees.

TABELLINO

Swansea vs. Nottingham Forest 3 – 1
Marcatori: 28′ Britton, 33′ Dobbie, 80′ Earnshaw, 93′ Pratley

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Bramall Lane, stadio dello Sheffield (worldstadiums.com)

Dopo la roboante vittoria di sabato del WBA sul Watford (un 5 a 0 firmato dalle reti di Olsson, Dorrans, Moore, Zuiverloon e Cox) il Newcastle arrivava a Bramall Lane, casa dello Sheffield United, con un unico imperativo: vincere per mantenere la testa del The Championship.

Per fare questo, quindi, il Newcastle si è affidato ad una formazione notevolmente dotata sia a livello caratteriale che di talento con un mix di giovani interessanti (Kadar e Carroll), di vecchie volpi (Harper e Butt) e di giocatori di categoria nettamente superiore (Smith e Gutierrez) davvero esplosivo.

Le due squadre partono subito forte e dopo tre soli minuti di gioco Ched Evans, acquistato dal Manchester City in estate per 3 milioni di sterline, imbecca in area Henderson che favorito dal buco di Coloccini può cercare la porta difesa da Harper, che però non trova, calciando malamente a lato.

Altri tre minuti e sono gli ospiti a farsi vivi dalle parti di Bennett: Andy Carroll, giovane attaccante dell’under 21 inglese, prova addirittura una tripla conclusione in area. I suoi primi due tiri sono però ribattuti dai coraggiosi difensori dei Blades, il terzo è invece una rovesciata velleitaria che consegna il pallone tra le braccia del portiere avversario.

Una decina di minuti più tardi un molto approssimativo Coloccini buca l’ennesimo intervento della sua partita e libera un centrocampista avversario al cross. Il pallone giunge quindi al centro dell’area dove Stephen Quinn prova a girarlo di prima intenzione in rete, non trovando però la porta difesa da Harper.

La partita è comunque godibile ed i ritmi si mantengono frenetici sino alla mezz’ora. Le due occasioni più interessanti create in questo periodo portano prima Taylor, imbeccato in area da Nolan, a girare tra le braccia di Bennett, poi Carroll, su angolo battuto dal solito Taylor, a colpire a lato di testa.

Verso la mezz’ora, quindi, i ritmi di gioco tendono a rallentare e fin sul finire della prima frazione non si avranno più sussulti degni di nota.

Al quarantaduesimo, però, i padroni di casa si fanno infilare in contropiede sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto in area Magpies e solo un intervento alla disperata di Kyle Walker chiude in corner un arrembante Coloccini.

Nel recupero, poi, Kadar buca di testa il suo primo intervento della partita dando modo ad Evans di entrare in area palla al piede; la punta gallese, però, pressata da Coloccini, calcia a lato.

Il secondo tempo si riapre quindi su ritmi forse ancor più frenetici anche rispetto a quelli che avevano aperto la prima frazione di gioco e verso il cinquantesimo il forcing ospite raggiunge il suo picco: prima Josè Enrique semina il panico con una bella percussione sulla sinistra che termina con un tiro d’interno a girare di Nolan, liberato in angolo da Bennett. Sugli sviluppi del corner, quindi, Taylor riceve sulla trequarti e crossa per il solito Carroll, che trova però il palo con il suo colpo di testa.

Ryan Taylor - a sinistra - ha deciso il match contro i Blades (icnetwork.co.uk)

Sulla ripartenza della difesa di casa il Newcastle colpisce: Walker prova infatti ad uscire dalla propria trequarti palla al piede ma un sempre vivace ed aggressivo Nolan gli ruba il pallone in scivolata. Sarebbe fallo, come si potrà poi apprezzare dai replay, ma Friend, arbitro dell’incontro, non è dello stesso parere e lascia giocare, in puro stile inglese. Il pallone, comunque, una volta perso dal terzino Blades giunge tra i piedi di Taylor che dopo aver avanzato per qualche metro calcia verso la porta di Bennett che viene spiazzato da una deviazione del suo capitano, Morgan. 1 a 0.

Sulle ali dell’entusiasmo, poi, i Magpies faranno ancora qualche minuto a caricare a testa bassa ma produrranno solo una occasione realmente degna di nota: un lancio del solito Taylor, infatti, pescherà in area Carroll che colpendo al volo di sinistro, però, spedirà la palla in tribuna.

Da lì in poi la partita inizierà a perdere un po’ di interesse dato che il gioco ristagnerà per diversi minuti a centrocampo.

Il tutto fino agli ultimissimi minuti, davvero di fuoco.

A tempo ormai scaduto, infatti, i Blades avranno due occasionissime per pareggiare: la prima sarà ancora una volta agevolata da un buco difensivo di Coloccini, davvero insicuro ed approssimativo, e vedrà Treacy avere il tempo di controllare tutto solo in area per poi sparare verso la porta, trovando però la respinta coi piedi di Harper. Sul forcing successivo, quindi, un pallone crossato e spizzato dagli avanti dello Sheffield finirà al limite dell’area piccola dove Henderson lo colpirà a botta sicura di testa, trovando però una grande respinta di polso da parte del portiere ospite, che mettendo in angolo sancirà, di fatto, la fine della partita.

Newcastle che resta quindi in vetta alla classifica con 30 punti guadagnati in 15 giornate, due più del West Brom.
Cardiff, Leicester, Bristol City e Blackpool sarebbero invece le squadre ammesse oggi ai play off, con il Middlesbrough che ne resterebbe incredibilmente fuori (per quanto abbia comunque gli stessi punti del Blackpool, così come di Preston North End e Nottingham Forest).

Quindicesimo a diciassette punti, invece, lo Sheffield United.

In coda, infine, pesante la situazione dell’Ipswich Town, che solo qualche anno fa giocava in UEFA. I Tractor Boys, infatti, sono ultimi a quota 11, stessi punti totalizzati da quel Peterborough guidato da Darren Ferguson, figlio di Sir Alex (Darren che, tra l’altro, pare sia sull’orlo dell’esonero e fatale potrebbe essere il match di settimana prossima che i suoi Posh giocheranno proprio contro al Newcastle).
Terz’ultimo a quota 12, invece, il Plymouth. Ancora ben invischiate nella lotta per non retrocedere anche Reading (13), Derby County (14) e Doncaster Rovers (15).

Qui, comunque, trovate la classifica completa di questo fantastico campionato che è il The Championship.

Michael Chopra, ex Newcastle, è l'attuale capocannoniere del The Championship (thesun.com)

A livello personale, intanto, c’è da sottolineare il grandissimo campionato che sta disputando la coppia goal del Cardiff City: Chopra e Wittingham, infatti, hanno sinora segnato rispettivamente 11 e 10 goal, posizionandosi nelle prime due posizioni della classifica marcatori.
I due sono comunque tallonati da Fryatt del Leicester e Maynard del Bristol City, entrambi a quota 9.

E’ invece Wayne Routledge, ex Tottenham, il giocatore capace di offrire più assist per i suoi compagni: ben otto. In seconda posizione troviamo a parimerito Burke del Cardiff e Dorrans del WBA a quota 6 mentre terzo è Tommy Smith del Watford con 5 assist all’attivo.

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