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Archive for ottobre 2009

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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I gruppi A e B non smettono di sorprendere: dopo le due vittorie consecutive la Seleccion si arena contro i padroni di casa. Gli argentini, infatti, vengono sconfitti 2 a 1 dalla Nigeria, perdendo il primato in classifica.

L’inizio del match è altamente spettacolare.
Dopo due soli minuti Orfano porta in vantaggio l’Albiceleste, giusto subito prima che Ojabu trovi il pareggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Al 72′, quindi, Sani Emmanuel ribalta il risultato trasformando un rigore e consegnando vittoria e primo posto nel girone alle Super Aquile.

Nell’altro match del girone, invece, i tedeschi giocano una seconda frazione di altissimo profilo contro Honduras e trovano una vittoria fondamentale (3 a 1), senza la quale non sarebbero potuti accedere in alcun modo agli ottavi di finale.

Tedeschi che hanno bisogno di passare in svantaggio in apertura di ripresa (goal di Lozano) prima di reagire con veemenza. In due minuti, quindi, Thy mette a segno una doppietta che ribalta il risultato, un quarto d’ora prima che Volland chiuda definitivamente la partita.

Immensa, invece, la Svizzera.

Inserita in un girone, quello B, tutt’altro che semplice i nostri cugini elvetici battono anche il Brasile, che con ogni probabilità non passerà il turno.

A decidere il match è Nassim Ben Khalifa, lesto a ribadire di testa in rete una respinta corta di Alisson. Il goal del fantasista del Grassopher, quindi, regala la terza vittoria consecutiva agli svizzeri, che terminano il girone a punteggio pieno.

La seconda posizione nel gruppo viene invece raggiunta dal Messico: la Tri, infatti, batte il Giappone 2 a 0 grazie ai goal di Campos e Parra e portandosi a 6 punti in classifica si qualifica per gli ottavi.

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Gli Azzurrini battono la Corea del Sud e staccano il biglietto per gli ottavi di finale, guadagnando con una giornata d’anticipo il passaggio del turno alla fase ad eliminazione diretta.

Il 2 a 1 con cui hanno la meglio sugli asiatici, infatti, porta i nostri ragazzi in vetta alla classifica del proprio girone in solitaria ed a punteggio pieno.

Italia che vince ma non convince appieno, in special modo per quanto concerne ciò che i nostri mettono in mostra nel primo tempo: squadra molle, statica e poco propositiva presa a pallonate da una Corea vivace e pimpante capace, come ormai da tradizione per le rappresentative nazionali di questo paese, di ripartenze fulminanti.

A questo classico atteggiamento tattico (azioni che con due o tre tocchi portavano un uomo in prossimità della nostra area di rigore) si aggiunge, per quanto concerne questa under 17, la grande qualità tecnica della punta, Lee Jong Ho, giocatore dotatissimo e capace di mettere in apprensione anche l’avversario più capace e caparbio.

La prima frazione di gioco è, come accennato in precedenza, terreno di caccia per i coreani, che meriterebbero di andare al riposo sul tre o quattro a zero. A salvarci, però, è un misto di bravura, fortuna ed imprecisione altrui: due traverse colpite (una da Lee che dopo aver stoppato di petto in area si esibisce in una elegantissima girata che fredda Perin ma si stampa sulla traversa, l’altra da Kim Jin Su su punizione, con palla leggermente deviata dal nostro portierone) ed un salvataggio a porta vuota di Camilleri (sul solito Lee Jong Ho) evitano un pesante che sarebbe potuto essere pesantissimo, devastante.

Camilleri gioca una partita discreta ma genera un rigore per via di un fallo di mano sicuramente evitabile (lh5.ggpht.com)

L’unica rete del primo tempo, quindi, la realizza il capitano Kim su rigore (assegnato per un fallo di mano di Camilleri, intervenuto in maniera molto approssimativa su di un pallone che sembrava non potesse destare alcun problema), con Perin che riesce solo a sfiorare il pallone.

Nel secondo tempo, quindi, la musica cambia: gli ingressi in campo di Mannini (al posto di Camilleri) e, soprattutto, di Scialpi (al posto di un De Vitis poco brillante anche a causa di una botta alla caviglia) probabilmente aiutano gli Azzurrini a trovare un po’ più di brio, ma non solo. I Coreani, infatti, sembrano molto meno intraprendenti rispetto al primo tempo e lasciano il pallino del gioco in mano nostra: decisione letale.

Così al 56′ minuto facciamo valere il nostro strapotere a livello di struttura fisica (mediamente i coreani, infatti, pagavano rispetto ai nostri ragazzi una differenza di diversi centimetri) e colpiamo: Carraro batte un angolo dal fronte destro del nostro attacco e Camporese, difensore centrale in forza alla Primavera della Fiorentina, colpisce imparabilmente di testa trovando l’interno del palo prima della rete.

Cinque soli minuti più tardi, poi, il solito Carraro fa una magia: colpo di tacco al limite dell’area a liberare il compagno – in nazionale quanto in Viola – Iemmello, per il quale diventa un gioco da ragazzi freddare Kim Jin Young.

Il portiere coreano, comunque, si erge ad eroe pochi minuti più tardi, quando effettua una parata clamorosa su Simone Sini, il nostro capitano.

In chiusura, poi, i coreani avranno un paio di palle goal, ma non riusciranno mai a trovare la porta.

E’ un’ItalViola (sono infatti stati tre giocatori della Fiorentina ad ergersi a salvatori della patria) che, quindi, vince lo scontro diretto per il vertice, per quanto non meritatissimamente: essendosi spartiti un tempo a testa, infatti, sarebbe stato probabilmente più giusto un pareggio. Ma, ovviamente, una vittoria ci va benissimo!

Venendo ai singoli: questa squadra risulta essere davvero composta da giocatori potenzialmente molto forti e che già oggi possono fare la differenza tra i pari età. Tanto che la vittoria con la Corea è stata data più dalle giocate dei singoli che da un collettivo che si muove senza sbavature.
Potenzialmente, quindi, possiamo davvero giocarcela con tutti. Ieri, comunque, non tutti i nostri ragazzi hanno giocato ai loro livelli: già detto di De Vitis, piuttosto sottotono (per quanto, appunto, avesse un problema alla caviglia), c’è da sottolineare anche come Camilleri abbia giocato una partita sicuramente discreta ma, così come nel corso del primo match contro l’Algeria, pare non essere ancora in grado di restare concentrato per tutto il corso della partita, finendo col fare errori grossolani come i due che misero la punta algerina a tu per tu con Perin all’esordio o quello che ha regalato il rigore ai coreani.
Rivedibile anche Natalino: il terzino destro ex Crotone, infatti, gioca una partita discreta anche se spesso la troppa fiducia nei suoi mezzi lo porta a giocare con eccessiva sufficienza ed approssimazione, cosa che gli fa fare qualche sbavatura di troppo.
Piuttosto sottotono anche Crisetig e Fossati, due centrocampisti di sicuro avvenire: il primo dopo aver risolto col suo assist il match d’esordio non trova le geometrie di cui è capace, il secondo resta un po’ avulso dalla manovra Azzurra.

Promossi a pieni voti, invece, il solito Perin, sempre molto attento e sicuro (e per pochi centimetri non prendeva anche quel rigore), Camporese, autore di una partita magistrale in fase difensiva ed arricchita dal goal del pareggio, Carraro, giocatore di classe assoluta, e Iemmello, che lotta e combatte su ogni pallone, sino a trovare un goal molto più che meritato.

Quest’Italia, insomma, fa davvero sognare: speriamo solo che nel prosieguo del Mondiale riescano a trovare anche più gioco e riescano a fluidificare di più la manovra. A quel punto diventeremmo davvero una macchina da guerra quasi perfetta.

Dopo il goal vittoria all'esordio Carraro è ancora una volta decisivo nella vittoria degli Azzurrini (under21.wordpress.com)

Nell’altro match del gruppo F, invece, l’Uruguay raccoglie i primi tre punti andando a battere 2 a 0 l’Algeria: la prima rete la segna Adrian Luna in apertura di ripresa sugli sviluppi di un corner, la seconda la realizza Sebastian Gallegos al settantesimo con un bellissimo destro a girare dal limite dell’area.

Nel gruppo E, intanto, continua la corsa della Spagna che dopo la vittoria all’esordio contro gli States ha la meglio – 3 a 1 – anche sull’UAE e strappa un biglietto per gli ottavi.
Le Furie Rosse chiudono la partita in venti minuti: prima Isco al termine di una travolgente azione solitaria, poi Borja a deviare un passaggio di Isco sottomisura, infatti, firmano un uno-due micidiale che stende gli arabi.
Emirati che, in realtà, provano a reagire al 68′ quando Sebil accorcia le distanze. A chiudere il match, quindi, ci penserà una punizione di Carmona a due dal termine che firmerà un 3 a 1 piuttosto bugiardo: la vittoria spagnola, infatti, è anche più larga nel gioco di quanto non dica il risultato.

Nell’altro match del girone, invece, raccolgono i primi tre punti gli Stati Uniti che con l’1 a 0 sul Malawi agganciano l’UAE in classifica e si giocheranno il passaggio del turno nello scontro diretto con gli arabi stessi.
A decidere il match contro la formazione africana è una rete di Shinsky, favorita però, bisogna dirlo, da una clamorosa papera di Seengwa, portiere malawiano, che si fa passare un pallone tutt’altro che irresistibile tra le gambe, dopo esserselo fatto sfuggire dalle braccia.

Termina invece 4 a 1 per la Turchia il recupero del match che vede i turchi opposti al Costa Rica. Turchi che, quindi, salgono a 6 punti e staccano un biglietto per gli ottavi.

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E’ stata fortemente condizionata dal diluvio la seconda giornata dei gruppi C e D: le partite serali, infatti, sono state entrambe fortemente condizionate. Iran – Colombia è stata sospesa e su di un campo pesantissimo è finita 0 a 0. Turchia – Costa Rica, invece, è stata rinviata ad oggi pomeriggio, con inizio alle ore 15.

Senza problemi di questo tipo, invece, i match Olanda – Gambia e Nuova Zelanda – Burkina Faso.

Nel primo gli Orange trascinati dal solito Luc Castaignos, giocatore dal futuro assicurato, sconfiggono gli africani per 2 a 1.
Tulipani in vantaggio dopo venti minuti di gioco quando proprio Castaignos dialoga benissimo con Isoufi e Labyad prima di freddare Darboe.

Castaignos è il trascinatore dell'Olanda under 17

Sette minuti, però, e Bojang trova il pareggio su rigore.

Il goal vittoria, quindi, arriverà al 70′ e sarà firmato da una testata di Boere, capace di realizzare una rete fondamentale.

L’altro match giocato nel pomeriggio, invece, vede il pareggio tra gli All Blacks ed il Burkina Faso: sono gli africani a passare in vantaggio dopo 12 minuti di gioco con Nikiema. Nonostante il netto dominio (60% di possesso e ben 28 tiri verso la porta difesa da Turipa), però, il Burkina non chiederà il match ed al 57′ Murie segnerà la rete del pareggio.

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E’ l’Argentina ad aggiudicarsi il big match della seconda giornata del gruppo A, quello che vede i sudamericani scontrarsi contro la Germania per il primato in classifica.

Passati in vantaggio dopo otto soli minuti di gioco grazie ad un colpo di testa di Gotze i tedeschi prendono l’imbarcata dopo un quarto d’ora dall’inizio del secondo tempo quando subiscono due reti in un minuto: prima il rigore di Espindola, poi dal solito Araujo, lestissimo a sfruttare al meglio un disimpegno errato per andare a bucare Ter Stegen firmato il 2 a 1 finale.

Germania che viene quindi agganciata al secondo posto dalla Nigeria padrona di casa, capace di battere a sua volta Honduras per 1 a 0 grazie ad una rete realizzata da Ajagun, bravo a centrare la porta con un tiro di interno dal limite dell’area.

Nel gruppo B arriva invece una sconfitta inaspettata: è quella fatta registrare dalla Seleçao, battuta a sorpresa dai giovani Tricolores. Il Messico, infatti, s’impone sul Brasile grazie alla rete realizzata dopo settanta minuti di gioco da Miguel Basulto, lesto a sfruttare al meglio un’uscita molto approssimativa di Alisson sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
Dopo il brutto esordio con sconfitta contro la Svizzera, quindi, il Messico rialza subito la testa e torna prepotentemente in gioco per il passaggio del turno.

Svizzera che intanto, invece, s’impone contro il Giappone in una partita rocambolescamente ricca di goal e spettacolo, terminata 4 a 3 per i rossocrociati.

E’ il Giappone, in realtà, a portarsi su di un incredibile doppio vantaggio dopo 20 soli minuti di gioco: Miyayoshi, infatti, mette a segno una grande doppietta che sembra ammazzare il match.
La prima rete la realizza sfruttando al meglio una perfetta verticalizzazione di Horigome, sulla quale arriva bruciando tutti ed anticipando Siegrist. La seconda la sigla invece di testa dopo che gli svizzeri avevano perso un pallone sanguinosissimo al limite dell’area per troppa sufficienza nel ripartire.

Inizio choc, quindi, per gli elvetici, che però rialzano la testa in chiusura di tempo: dopo un altro paio di occasioni nipponiche, infatti, Seferovic batte il primo colpo andando a freddare Kamita da poco oltre il limite dell’area.

In apertura di ripresa, poi, è lo stesso Seferovic che trova il pareggio infilandosi tra le larghe maglie della difesa nipponica sulla verticalizzazione da centrocampo di un compagno di squadra per andare poi a depositare in rete.

Tutto da rifare, quindi, per i giapponesi. Che però due minuti dopo subiscono il 3 a 2, ed escono dal match. Xhaka riceve palla in area ed ha tutto il tempo di stoppare, spostarsi il pallone saltando l’intervento in ripiegamento di un nipponico e freddare Kamita col mancino. Davvero troppa libertà di giocare il pallone, ed in area per di più.

Giappone completamente in bambola, insomma. E come se non bastasse dopo aver provato in un paio d’occasioni a rendersi pericolosi dalle parti di Siegrist pasticciano al 74′ minuto sugli sviluppi di un corner e si prendono il 4 a 2 che virtualmente chiude il match.

Virtualmente, perché al terzo minuto di recupero ci sarà ancora il tempo per i giapponesi di trovare una rete: a firmarla sarà Kojima con un bel tiro di prima intenzione dal limite.

Svizzera che si porta quindi a quota 6 punti e cercherà di andare a punteggio pieno contro il Brasile che, però, dal canto suo farà di tutto per vincere ed assicurarsi il passaggio del turno.

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E’ un esordio tutto sommato positivo quello degli Azzurrini al Mondiale under 17 in corso di svolgimento in Nigeria.
I ragazzi di Pasquale Salerno, infatti, trovano subito la vittoria grazie ad una rete del giovane fantasista viola Carraro che, subentrato nella ripresa, troverà la giocata decisiva a poco più di dieci minuti dal termine quando sarà pescato in area da un lancio millimetrico di Crisetig e riuscirà a girare sotto il sette il pallone di prima intenzione, freddando Merzouki.

E’ un’Italia che, però, corre qualche rischio di troppo, salvata da un Perin monumentale. In barba a quanto detto negli ultimissimi anni, insomma, la scuola italiana dei portieri sembra essere tutt’altro che morta: dopo le grandi prestazioni di Fiorillo tra Europeo under 19 e Mondiale under 20, infatti, si sta già mettendo in mostra anche questo portierino dal futuro luminoso, che dopo un Europeo under 17 in cui si era messo in luce come uno dei migliori interpreti continentali di categoria arriva in Africa per dimostrare di avere pochi rivali al mondo. E l’inizio, per lui, è sicuramente dei migliori.

Non altrettanto bene va, invece, all’altro genoano del gruppo, il giovane italoegiziano El Sharaawy: il trequartista del Grifone, infatti, conferma tutti i suoi limiti di continuità di rendimento andando a giocare una partita sicuramente sottotono e non al livello che ci si aspetterebbe da un giocatore con tutto il suo talento. Come detto più volte, però, questo ragazzo trova oggi proprio nella continuità il suo limite maggiore e non ci si può quindi stupire in seguito a prestazioni di questo tipo.

Come note negative della partita, ricollegandoci a quanto detto di Perin, c’è anche da sottolineare la prova tutt’altro che magistrale della nostra difesa, che si è lasciata andare a qualche sbavatura di troppo.  In un paio d’occasioni, infatti, i nostri ragazzi sono tutt’altro che irresistibili e lasciano a Khelifi la possibilità di presentarsi a tu per tu con il nostro portierone.
Una, in particolare, vede Camilleri, centrale reggino con una passata – nonché breve – esperienza al Chelsea, lisciare clamorosamente un pallone sulla trequarti, lasciando la punta algerina a tu per tu con il buon Perin.

Molto bene, invece, i nostri due motorini di centrocampo, gli interisti Crisetig e Fossati. Quest’ultimo, in particolare, fu autore di un Europeo da incorniciare e sembra essere arrivato in Nigeria per consacrarsi. Chissà che non possa essere lui il giovane della primavera su cui vorrà puntare Mourinho in questa stagione, dopo aver lanciato Santon nella scorsa.
L’ex milanista, comunque, si conferma giocatore dal talento assoluto e dal futuro radioso.

Davanti, invece, buona prova del Rossonero Beretta, prelevato in estate dall’Albinoleffe. Il varesino, infatti, risulta essere, specialmente nel primo tempo, il più pericoloso tra gli Azzurrini, pur non trovando la via della rete.

Il Mondiale, comunque, inizia sotto dei buoni auspici. Questa squadra, come detto più di una volta, ha tutto per arrivare fino in fondo. Certo, sulla carta non è la nazionale più forte in assoluto, ma ha comunque un potenziale estremamente interessante. A differenza di quanto fatto vedere da un’under 20 menomata dalle tantissime assenze, insomma, la nostra under 17 potrebbe davvero rendersi protagonista di un Mondiale da assoluta protagonista.

Italia che, intanto, si porta in testa al gruppo in coabitazione con i sudcoreani, capaci di annichilire l’Uruguay con un inaspettato 3 a 1.

E’ Seung Woo che dopo poco più di dieci minuti porta avanti i suoi infilandosi tra le larghe maglie della retroguardia Celeste per capitalizzare al meglio una bella azione corale dei suoi.

La partita non si sblocca più sino al 60′ quando Gallegos trova il pareggio su rigore, giusto due minuti prima che Heung Min risistemi le cose andando a segnare il 2 a 1 sugli sviluppi di un calcio di punizione calciato in area dalla trequarti.

A tempo ormai scaduto, poi, è Jong Ho a chiudere il match con un mancino ad incrociare col quale sfrutta al meglio le incertezze della retroguardia Celeste e buca Ichazo.

Nel gruppo E, invece, gli Emirati Arabi Uniti s’impongono sul Malawi per 2 a 0 in uno dei match con meno appeal dell’intera competizione, che sottolinea, tra l’altro, come il Malawi, qualificatosi solo in seguito alle penalizzazioni inflitte al Niger (che nel corso della CAN di categoria si era imposto proprio sul Malawi per 2 a 0), sia destinato a fare la comparsa a questo Mondiale.

Di Al Saffar e Sebil, comunque, le reti che decidono il match, entrambe realizzate nella ripresa.

Il big match del gruppo, invece, è vinto dalla Spagna che s’impone 2 a 1 sugli States.

Dopo l’iniziale vantaggio firmato dal solito McInerney, infatti, arrivano le reti di Borja e Pedro Sarabia, due delle Furie Rosse più attese, ed i tre punti in cascina per Koke e compagni.

Nel prossimo turno, quindi, gli Stati Uniti saranno chiamati ad un pronto riscatto contro il Malawi mentre gli spagnoli si giocheranno il primato nel girone con l’UAE.

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Esordio choc per i giovani Tulipani: la nazionale olandese, infatti, arriva in Nigeria col potenziale per arrivare sino in fondo alla competizione ma parte malissimo, andando a trovare la sconfitta contro l’under 17 Cafeteros.

Il primo tempo è piuttosto equilibrato, con gli orange che prevalgono di qualcosina. Le due occasioni maggiori, però, si dividono tra le due squadre: la prima vede il solito Castaignos involarsi bene verso l’area avversaria per poi servire al centro dopo capitan Ozyakup sbaglia una sorta di rigore in movimento, ciccando malamente il tiro con il pallone che si spegne sul fondo.
L’altra, invece, vede un ottimo spunto di Fabian Castillo che dopo essersi liberato benissimo in dribbling di due avversari centra una sorta di tiro-cross che beffa De Vrij ma che si spegne a lato del palo lontano.

Nella seconda frazione la partita cambia, con i colombiani che prendono il pallino del gioco riuscendo a costruire più azioni pericolose. Ed il risultato cambia dopo una decina minuti quando al seguito di un batti e ribatti successivo ad una bella azione sulla destra del futuro friulano Cuero il solito Castillo si trova ad entrare in area e dopo aver saltato un avversario con un controllo a seguire può battere il portiere avversario con un bell’interno destro piazzato sul secondo palo.

Una decina di minuti più tardi, però, gli Orange pareggiano grazie ad un rigore guadagnato da John e trasformato da Ozyakup. Tre soli minuti prima che la difesa dei Tulipani prenda l’imbarcata e lasci Cordoba tutto solo di battere a rete, freddando De Vrij.

Cafeteros che guidano la classifica del gruppo C in coabitazione con gli iraniani, capaci di battere 2 a 0 i parietà gambiani.

L’1 a 0 arriva in maniera piuttosto ridicola, con Ousman Darboe, portiere gambiano, che cicca clamorosamente il rinvio, consegnando palla sulla trequarti a Sadeghian, per il quale risulta un gioco da ragazzi trovare la via dell’1 a 0.

Il raddoppio arriva invece a poco più di cinque minuti dal termine con Rezaei, stellina della squadra, che capitalizza al meglio un contropiede.

Il gruppo D è invece guidato da una Turchia cui bastano tre soli minuti per avere la meglio sul Burkina Faso. Tanto basta, infatti, a Demir, capitano della squadra, per trovare la deviazione sottoporta decisiva e portare alla vittoria i suoi.

Si spartiscono il bottino, invece, Costa Rica e Nuova Zelanda.

Al Nnamdi Azikiwe Stadium di Enugu, infatti, la nazionale centramericana e quella oceanica impattano 1 a 1, portandosi in coabitazione al secondo posto in classifica.

A trovare la via del vantaggio sono i neozelandesi che dopo una ventina di minuti di gioco Built trova lo spiraglio giusto per battere a rete, firmando l’1 a 0.

Passa un quarto d’ora ed è Joel Campbell, tra i Ticos più attesi a questa manifestazione, a chiudere il match.

Nel corso del prossimo turno, quindi, i turchi saranno chiamati a confermarsi contro Costa Rica mentre il Burkina Faso proverà a risollevarsi nel match contro i neozelandesi.

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24 ottobre 2009, National Stadium di Abuja.
I padroni di casa – nonché campioni in carica – nigeriani esordiscono nel loro Mondiale under 17 contro i Campioni Europei tedeschi. Ed è subito emozione allo stato puro.

Passano poco più di venti minuti ed il solito Thy, già capocannoniere all’Europeo in coabitazione con Luc Castaignos, trova la via della rete andando a staccare imperiosamente al centro dell’area tedesca per inzuccare con potenza insaccando imparabilmente il pallone là dove Paul non può arrivare.
Passano altri venti minuti e Mustafi raddoppia sugli sviluppi di un corner.
In apertura di ripresa, poi, Goetze firma il 3 a 0 che sembra chiudere il match.

Al 53′ minuto, però, Ravshan Irmatov, arbitro uzbeko dell’incontro, giudica da espulsione diretta il fallo compiuto da Robert Labus sul neo entrato Ojabu, condannando i tedeschi, quindi, a dover terminare il match in inferiorità numerica. E sarà questa la svolta del match.

I nigeriani, infatti, troveranno l’immediato pareggio grazie alla trasformazione del rigore da parte di Okoro, che spiazzerà senza grandi problemi Ter Stegen.
Cinque soli minuti più tardi sarà quindi Omeruo ad accorciare ulteriormente le distanze, girando di testa un corner battuto dalla sinistra del portiere teutonico.
Sfruttando l’inerzia ormai favorevole del match, quindi, i nigeriani riusciranno a trovare il pareggio due minuto dopo con Egbedi che firmerà il tre pari.

Nell’ultima mezz’ora, quindi, il risultato non cambierà più, nonostante sia nigeriani che tedeschi colpiranno un palo a testa.

Risultato fondamentalmente giusto, quindi, soprattutto pensando al fatto che i tedeschi hanno giocato per diverso tempo in inferiorità numerica, regalando quindi molto campo ai padroni di casa, abilissimi a sfruttare il vantaggio numerico per ritrovare un pareggio che fino a pochi attimi prima dell’espulsione di Labus sembrava impossibile da raggiungere.

Il gruppo A, quindi, è guidato dall’Argentina, capace di battere 1 a 0 Honduras all’esordio con goal di uno dei due fenomeni dell’attacco Albiceleste: il bochense Araujo.

Il gruppo B è invece guidato da una sempre più sorprendente Svizzera che dopo aver impressionato agli Europei, dove si guadagnò l’accesso alle semifinali a discapito di due super potenze calcistiche come Francia e Spagna, compie un debutto col botto anche al Mondiale, andando a superare per 2 a 0 un Messico che, come detto nei giorni scorsi, è orfano della sua stellina, Martin Galvan.

Svizzeri in vantaggio dopo poco più di venti minuti quando Pajtim Kasami batte magistralmente una punizione dal limite dell’area disegnando una traiettoria perfetta con il pallone che dopo aver superato la barriera si infila imparabilmente in prossimità dell’incrocio dei pali, battendo un Rodriguez il cui volo risulta insufficiente per andare ad evitare la rete dell’1 a 0.
Sarà poi proprio il portiere messicano, venti minuti più tardi, a combinare un pasticcio inenarrabile: uscendo su di un calcio d’angolo battuto dalla sua sinistra, infatti, l’estremo difensore della Tricolores metterà il pugno come per andare a deviare il pallone che però, colpito male, finirà incredibilmente nella propria porta, sancendo un 2 a 0 che non cambierà più, nemmeno quando, al 65′ minuto di gioco, gli svizzeri resteranno in dieci uomini in seguito all’espulsione di Oliver Buff, poi bilanciata a sette dal termine dal rosso ricevuto da Martin Ponce.

Ottimo inizio per gli elvetici, quindi, che si portano in vetta alla classifica in compagnia di un Brasile capace di avere la meglio sul Giappone.

E’ però un inizio molto fortunoso quello dei Verdeoro, anche qui aiutati, anche se in questo caso in maniera assolutamente ed incredibilmente decisiva, da un autogoal del portiere avversario.

Ma andiamo con ordine: a passare in vantaggio dopo ventisei minuti di gioco sono i brasiliani che trovano il bersaglio grosso con uno splendido tiro di Guilherme dal limite dell’area, che s’insacca alle spalle di Kamita.
Una decina di minuti più tardi, però, Matsubara porterà palla caparbiamente in area dalla destra riuscendo, anche in maniera un po’ fortunosamente rocambolesca, a liberare Takagi che, come il migliore dei cecchini, batterà Alisson con un interno destro dal limite dell’area.

In apertura di secondo tempo Usami, stellina nipponica, creerà diverse occasioni, per sè ed i suoi compagni, senza però che i suoi riescano a passare in vantaggio. Al 67′ sarà quindi il Brasile a tornare in vantaggio: Neymar, pronosticato tra le stelle assolute della competizione, fuggirà sul limite del fuorigioco e dopo aver elegantemente saltato Kamita riporterà sopra i suoi.
Proprio quando sembra che la partita sia destinata a terminare con la vittoria della Seleçao, però, arriverà il pareggio, a cinque dal termine, di Kenyu Sugimoto, che riequilibrerà la partita.

Neymar parte con un goal (juvemania.it)

Neymar parte con un goal (juvemania.it)

Il finale sarà quindi incandescente, con entrambe le squadre che tenteranno in più modi di sopraffarre l’avversario, andando più volte vicino al goal. L’impresa Nipponica sfumerà però nel recupero: al 94′ minuto, infatti, Wellington batterà una punizione a palombella dalla trequarti, piuttosto innocua. Kamita uscirà per respingere i palloni ma il suo intervento di pugno sarà eufemisticamente rivedibile, ed il pallone, proprio dopo aver colpito malamente i pugni del portiere giapponese, finirà in rete.

3 a 2, brasiliani che riportano i tre punti.

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