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Posts Tagged ‘Malaga’

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Stasera ho visto una partita e letto dei commenti. Di matrice completamente opposta.

Da chi ha parlato di “dominio” o “ottima partita” milanista, fino a chi è riuscito a spingersi all’estremo opposto con un “imbarazzanti” rivolto ai Rossoneri.

Ma “la verità sta nel mezzo”, dicevano i latini. Cosa vera forse mai quanto in questo caso.

Con un Milan più intraprendente di un brutto Malaga (squadra data in “recessione”, e ce ne siamo accorti un po’ tutti) ma comunque non ancora abbastanza brillante da portarsi a casa un risultato fors’anche meritato ai punti (parlassimo di boxe) ma non concretizzato nei fatti.

Qualche numero per inquadrare il match, prima di dar spazio alle pagelle: 54% il possesso palla a favore del Milan, che batte 11 corner contro l’1 calciato dal Malaga. 19 i tiri scoccati dai Rossoneri, di cui 6 nello specchio, contro i 4 (3) degli spagnoli.

Milan

Abbiati s.v.
Non ha colpe sul goal. Per il resto chiamato in causa molto molto raramente.

Abate s.v.
(Dal 6′ De Sciglio 6
Non si rende forse mai abbastanza pericoloso ma il suo appoggio è costante. Ed in una squadra come il Milan odierno è già significativo. Nota bene: è il giocatore che crossa di più tra i Rossoneri. Prova nove volte a metterla in mezzo.)

Mexes 6
Peccato per l’occasione del goal di Eliseu. In cui si trova nella condizione di contrare Isco, che ha però tutto il tempo di portare palla, lasciare che il compagno gli detti il passaggio e poi tagliare come burro la difesa rossonera con un assist al bacio.

Bonera 6
Anche lui tutt’altro che perfetto in occasione della realizzazione dell’1 a 0 spagnolo, quando si fa inglobare dalla “implosione” difensiva milanista. Nel complesso, però, Saviola viene annullato e il Malaga si rende poco pericoloso.

Constant 6,5
Pare partire bene. Poi un pochino si perde. Per ritrovarsi nella ripresa. Nel complesso è uno dei giocatori più vivi del Milan. Suo malgrado non è un terzino puro e lo dimostra in occasione del goal del Malaga, quando si fa tagliare fuori dal filtrante di Isco che premia l’inserimento di Eliseu. Nel complesso va però premiata la sua costanza. Oltre che il fatto che sforni l’assist del pareggio.

De Jong 5,5
Uno dei tanti ad essere corresponsabile del goal malagueño, quando “abdica” all’intervento su Isco, che così può partire e scatenare tutto il suo talento. Nel complesso è, al solito, praticamente nullo in fase di costruzione. Con l’aggravante che oggi non è particolarmente brillante nemmeno in quella di non possesso. Nonostante senso di posizione e intuito gli permettano di trovarsi spesso al posto giusto nel momento giusto.

Montolivo 6,5
Il centrocampo del Milan è lui. E questo spiega forse, parzialmente, i problemi del Milan. Abituati un tempo a contare su Campioni di altro talento da sfruttare come perni del reparto nevralgico del campo. Detto questo giù il cappello: lotta come un leone e prova a prendere per mano la squadra quando si tratta di produrre gioco. I risultati sono quelli che sono, ma la colpa non è certo tutta sua!

Emanuelson 6
Calcia più di ogni altro giocatore sul campo di gioco. E già questo, per un giocatore mediamente discretamente “molle”, è significativo. Solo che non è fortunato, soprattutto quando Caballero gli nega il goal su di una splendida punizione calciata a giro sul secondo palo.
(Dall’80’ Robinho s.v.)

El Shaarawy 5,5
Dopo così tante prestazioni importanti (per non parlare dei goal) fisiologico prendersi una pausa. Nel primo tempo, comunque, solo l’opposizione di un difensore che fa scudo col corpo gli impedisce di trovare la rete. Corre, ma tocca pochi palloni.
(Dal 62′ Boateng 5,5
Difficile dargli un voto. Entra e prova a sparare qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Al solito. Indubbio che patisca il cambio d’identità del Milan, resosi necessario dopo la dipartita di Ibrahimovic.)

Bojan 6,5
Il 7 dell’intraprendenza fa il paio col 6 della precisione. Perché se da una parte il giovane spagnolo ci prova, dribbla, si danna l’anima e trova solo un ottimo Caballero a negargli la gioia del goal, dall’altra sbaglia molti passaggi. Troppi.

Pato 6
Brutta partita per il Papero. Che però torna al goal dopo tantissimi mesi. E questa è LA notizia, per i tifosi Rossoneri.

Malaga

Caballero 7
Le colpe maggiori del goal non sono sue. Ma se ripetesse le parate fatte su Bojan ed Emanuelson il risultato finale sarebbe diverso.

Gamez 4,5
Nullo in fase offensiva, patisce dietro. Immagino i suoi tifosi non l’abbiano amato, oggi.

Demichelis 6,5
E’ l’anima della difesa malagueña. Che balla parecchio. Ma che senza di lui probabilmente non concederebbe una sola rete.

Weligton 5,5
Si arrangia come può.

Sanchez 6
Prova a contenere come può.

Iturra 6
Il Gattuso di Malaga lotta fino all’ultima stilla d’energia per provare a tenere in piedi il proprio centrocampo e quindi la propria squadra.
(Dal 74′ Toulalan s.v.)

Camacho 6
Fa il paio con Iturra, per un duo di centrocampo molto muscolare che non aiuta però nella costruzione del gioco.

Joaquin 5
Il fatto che un’ala offensiva con le sue caratteristiche si faccia notare più in fase difensiva che non offensiva la dice lunga sulla sua serata.
(Dall’82’ Seba s.v.)

Isco 6,5
Il gioiello del Malaga è lui. Senza dubbio. Anche stasera è l’unico a dare qualità, genio ed inventiva alla squadra.

Eliseu 6,5
Scartato dal calcio italiano come fosse poco più che un amatore, stasera si mette in mostra soprattutto per l’intraprendenza. Molto bravo a dettare ad Isco l’assist che vale il momentaneo 1 a 0.

Saviola 5
Evanescente.
(Dal 68′ Santa Cruz s.v.)

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Nome: Juan Miguel Jiménez López
Data di nascita: 20 maggio 1993
Luogo di nascita: Coin (Spagna)
Nazionalità: spagnola
Altezza: 169 cm
Peso: 63 kg
Ruolo: punta
Club: Malaga
Scadenza contratto: 30 giugno 2015
Valutazione: 10.000.000 € (clausola rescissoria)

CARRIERA

Nato il 20 maggio di diciassette anni fa a Coin, cittadina andalusa della provincia di Malaga, Juan Miguel Jiménez López, meglio conosciuto come Juanmi Jiménez, è una delle nuove stelle del calcio iberico.

Ma prima di arrivare al clou, ciò che gli ha permesso di lanciare il proprio nome su tutte le prime pagine dei giornali, ripercorriamo la sua pur brevissima carriera.

Cresciuto nelle giovanili del Malaga, club in cui milita tutt’ora, Juanmi ha da subito impressionato tanto i dirigenti andalusi quanto i tecnici federali, che lo hanno da tempo incluso nelle convocazioni delle rappresentative giovanili nazionali under 16 prima ed under 17 poi.

Il suo precocissimo talento gli ha quindi permesso di infrangere qualche record. Come quello relativamente al più giovane debuttante nella storia della sua società: debutto assoluto tra i pro che arrivò quando lui era solo sedicenne (era infatti il 13 gennaio 2010) in una partita di Copa del Rey disputata contro il Getafe dove, per altro, realizzò anche una rete, divenendo quindi il più giovane goleador nella storia della società.

Juanmi però non voleva lasciare un segno solo nella storia dei Boquerones, quanto più della Liga tutta.

Ed ecco spiegata la doppietta realizzata nel corso dello scorso week-end nel match disputato contro il Real Saragozza. Una doppietta che ha marchiato a fuoco il suo nome nella storia del calcio spagnolo: è lui, infatti, il più giovane ragazzo capace di realizzare un doblete in un match ufficiale della Liga.

E se il presente ed il futuro prossimo sono legati a doppio filo con la sua attuale società, che l’ha recentemente blindato con un contratto in scadenza tra quasi cinque anni, va comunque detto che presto Malaga potrebbe essere solo un ricordo. Dopo la doppietta che l’ha reso famoso ed immortale, infatti, è subito piombato su di lui il Real Madrid, che pare sia intenzionato ad imbastire una trattativa ufficiale per assicurarsene i servigi.

Juanmi finirà presto alla corte di Mourinho, quindi?

Facile, anche se la Casa Blanca dovrà affrettarsi a chiudere la trattativa: il ragazzo pare abbia infatti attratto l’interesse anche di altre big europee, come il Barcellona. Che presto possa scatenarsi un’asta relativa al suo acquisto?

CARATTERISTICHE

Carattere da vendere, questo è indubbio. Perché se in mezz’ora realizzi due reti, pur contro una difesa allegrotta ma pur sempre di una squadra appartenente ad uno dei campionati più importanti d’Europa, significa che hai attributi in quantità spropositate rispetto ai tuoi coetanei, quando la tua carta d’identità indica che hai solo diciassette anni.

E col carattere, si sa, si può anche sopperire a certe mancanze o, comunque, rendere anche oltre le proprie possibilità. Chiedere a Gattuso per ulteriori delucidazioni in merito.

Juanmi comunque, intendiamoci, non ha solo una forza caratteriale fuori dal comune ma anche caratteristiche tecniche che lo rendono giocatore molto interessante. Del resto così non fosse non sarebbe da tempo nel giro delle nazionali giovanili, non avrebbe esordito così presto in prima squadra e non sarebbe seguito da Real e Barça su tutte.

A spiccare, nell’osservarlo in campo, è il suo fiuto. Intendiamoci, Inzaghi resta un mostro in questo senso ma anche Juanmi, a maggior ragione posta la giovanissima età, dimostra di sapersi muovere, di sentire il goal e, grazie a ciò, sapersi far trovare sempre al posto giusto nel momento giusto.

Del resto analizzando i suoi tre soli goal ufficiali tra i professionisti scopriamo come siano tutti accomunabili in questo senso.

Partiamo quindi da quello che lo ha reso il più giovane marcatore nella storia dei Boquerones: lancio in area per un compagno che dopo aver addomesticato con grande eleganza il pallone prova a bucare il portiere avversario, che riesce però a respingerlo. Dove? Proprio là dove sta giungendo, a rimorchio, Juanmi. Che, guarda caso, si trova al posto giusto nel momento giusto, e appoggia comodamente in rete il tap-in che iscrive il suo nome nel libro della storia della società che l’ha cresciuto.

Ma non solo. Anche nel guardare le due reti realizzate contro il Saragozza appare subito chiaro come questo ragazzo sia già molto smaliziato.

Per quanto concerne la prima rete il Malaga parte in contropiede sulla sinistra e lui segue l’azione da destra, andando quindi ad infilarsi in area alle spalle di tutti i difensori per poi appoggiare comodamente sul secondo palo di piatto una volta ricevuto il pallone, bucando il portiere.
Il secondo goal arriva invece grazie alla sua capacità di seguire l’azione e posizionarsi al meglio per poter rendere quanto più facile possibile l’appoggio al compagno: con Owusu-Abeyie che si invola in fascia e converge in area da destra, infatti, Juanmi temporeggia per capire la reazione del portiere e la disposizione della difesa, andando quindi a chiudere sul primo palo dove riceverà e girerà in porta il pallone del quattro a zero, firmando la sua storica doppietta.

Giocare con questa malizia a diciassette anni non è da tutti.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE

In Spagna lo paragonano già a Raul, altro giocatore che si impose subito giovanissimo all’attenzione del grande pubblico, dimostrando fin da inizio carriera di avere una buona confidenza con il goal.

Questi paragoni, però, come sapete non mi piacciono molto. Juanmi è Juanmi, ed ha caratteristiche uniche.

Dire dove possa arrivare è ovviamente sempre difficile, ma se verrà lasciato libero di crescere al meglio e di sviluppare ulteriormente malizia e fiuto del goal ecco che potrà sicuramente diventare una piacevole certezza, e non più sorpresa, all’interno del mondo calcistico spagnolo.

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E’ stato un mercoledì interessante per gli spagnoli, quello appena passato.
Non tanto per il secco 4 a 1 con cui il Real Madrid si è imposto all’ONO Estadi di Maiorca, cosa questa che ha permesso ai Blancos di restare ad un solo punto di distanza dal Barcellona (che il giorno prima aveva battuto il Tenerife), quanto più per i capolavori balistici confezionati da Sergio Paulo Barbosa Valente (meglio noto come Duda) e Álvaro Negredo Sánchez rispettivamente in quel di Bilbao ed in quel di Santander.

Ma andiamo, muovendoci in ordine cronologico, a vedere quanto combinato dai due.

Ore 20.18, Estadio San Mamés di Bilbao: la squadra di casa, l’Athletic Club, sta sconfiggendo per 1 a 0 gli ospiti, il Malaga. Vittoria questa che sarebbe importantissima per il club basco, ancora in piena corsa con Getafe e Villareal per ottenere la sesta posizione, ultima utile per la qualificazione alla prossima Europa League.

A rompere le uova nel paniere a Joaquín Caparrós, tecnico della squadra di casa, ci pensa però proprio Duda che giusto quattordici minuti dopo la rete del vantaggio firmata da Torquero segna da par suo un pareggio che potrebbe rivelarsi fondamentale per la salvezza della sua squadra: l’esterno sinistro lusitano di origine brasiliana piazza la palla nei pressi della bandierina di sinistra della porta difesa da Iraizoz per poi calciarla con potenza relativa, pensando più che altro ad imprimere alla stessa un grande effetto.

Álvaro Negredo Sánchez esulta dopo aver firmato il 5 a 1 del suo Siviglia all'El Sardinero

Dopo essersi staccato da terra, quindi, il pallone disegna una traiettoria pressoché perfetta che fende l’aria e si dirige verso la porta basca, andando a bucare il malcapitato portiere avversario: è goal direttamente da calcio d’angolo.

Più di un’ora più tardi, invece, è Negredo a firmare una rete d’autore. In questo caso la cornice del quadro dipinto dall’ex canterano del Rayo Vallecano è l’El Sardinero di Santander e la rete di Alvaro non incide sul risultato: è l’ottantanovesimo di un match già sul 4 a 1 per il suo Siviglia, infatti, quando la punta nativa di Vallecas riceve in area un lancio di Lolo e dopo essersi coordinato alla perfezione impatta il pallone in pieno con il collo sinistro scagliando un missile imprendibile per Coltorti, che viene irrimediabilmente bucato dalla castagna dell’avversario.

Questo goal, balisticamente notevole, è l’undicesimo segnato in campionato da Negredo, giocatore che dopo le buone cose fatte vedere all’Almeria sta provando ad imporsi ad un livello superiore proprio cercando di ripetersi anche al Siviglia, squadra che anche grazie ai suoi goal è appena riuscita a scavalcare il Maiorca portandosi in quarta posizione, l’ultima utile per tentare la qualificazione alla prossima edizione della Champions League.

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