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Archive for the ‘Europeo Serbia ’11’ Category

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Niente Europei per l’under 17 di Pasquale Salerno, che buca la Fase Elite raccogliendo due soli punti in tre partite, collezionando, di fronte al proprio pubblico, una figura non propriamente bellissima.

Azzurrini che dopo la fase di preparazione esordirono pareggiando 0 a 0 contro la Scozia.

Nel corso del secondo match, poi, la brutta sconfitta con la Repubblica Ceca: dopo l’iniziale vantaggio firmato a quattro minuti dal via da Valerio Verre ecco nel secondo tempo un uno-due ceko letale, che tra il sessantesimo ed il sessantaquattresimo ribaltano il risultato con Masek e Luftner.

Durante il terzo ed ultimo match, infine, un 1 a 1 con la Slovacchia che dopo essere passata in vantaggio con Rusnak si farà recuperare dalla rete, arrivata allo scadere, realizzata da Lorenzo Tassi, già definito da Corioni come nuovo Baggio.

Due soli punti in classifica, niente fase finale.

Ecco quindi la cronistoria del fallimento azzurro. Under 17 che dopo aver bucato la qualificazione all’Europeo lo scorso anno con la classe ’93, quindi, non parteciperà alla fase finale dello stesso nemmeno quest’anno.

Per provare a spiegare i perché ed i per come di questa eliminazione mi affiderò direttamente alle parole del mister, intervistato da Marco Oliva per Generazione di Talenti:

Gentile mister Salerno, l’eliminazione in questa Fase Elite degli Europei è sicuramente un boccone amaro da mandar giù per tutto il movimento calcistico azzurro. Analizzando la classifica del girone, il bilancio appare piuttosto modesto (2 pareggi, 1 sconfitta, per giunta da padroni di casa); quali sono le sue impressioni a caldo?
Un vero peccato. Il nostro calcio sta vivendo momenti molto difficili, un’oggettiva crisi d’identità in cui stiamo commettendo l’errore di voler scimmiottare quel calcio che va per la maggiore in questo momento (vedi il Barcellona), senza tener conto che a quel tipo d’approccio ci si arriva con una programmazione lunga e meticolosa, che parta verosimilmente dalla base. Noi abbiamo cercato di giocare un buon calcio, fatto di organizzazione tattica e possesso palla, non siamo stati molto bravi a concretizzare con i gol il gioco espresso, questo è il rammarico maggiore, unito a qualche leggerezza di troppo in fase difensiva.
 
L’eliminazione brucia ancor di più perché la squadra ha denotato comunque delle buone qualità, al cospetto di avversari scorbutici da affrontare ma sicuramente alla nostra portata. Facendo i doverosi complimenti alla Repubblica Ceca (in cui c’era un pizzico d’Italia, col prestante difensore centrale della Juventus Luboš Adamec), possiamo dire che forse non è passata la compagine tecnicamente più valida?
Si è qualificata sicuramente la squadra più solida, quella che ci ha creduto di più e che ha messo in campo, con decisione e determinazione, tutto ciò che aveva. Il cuore, la grinta e la voglia possono fare la differenza, anche al netto delle lacune tecniche. I ceki hanno dato tutto sul rettangolo verde, non hanno mai mollato e si sono meritati la loro chance di disputare la Fase Finale in Serbia. Noi non siamo sempre abituati a farlo, e questo è un problema che si paga in campo internazionale.
 
Abbiamo notato un filo conduttore tra l’esperienza di gennaio al Trofeo Granatkin in Russia (dove comunque ci siamo confrontati con avversari d’età maggiore, tutti Under 18) e i tre sfortunati match del Girone 1: questa Under 17 è una squadra con prospetti interessanti, ma che nel complesso è mancata dal punto di vista della cattiveria agonistica e soprattutto sul piano fisico, più che sul profilo tecnico/tattico. Per farle un esempio, anche in Russia il nostro Lorenzo Tassi ha rubato l’occhio degli osservatori e vinto il premio speciale come “Best Technique Player” del torneo, nonostante la squadra si sia classificata ultima. Purtroppo, notiamo anche a livello Senior quanto le squadre italiane accusino spesso un gap atletico col resto d’Europa. In sintesi, ed estremizzando un po’ il concetto: gli altri sembrano correre più di noi, o quantomeno la loro tenuta nell’arco della gara è maggiore.
Esatto, condivido in pieno. Per quanto riguarda il mio campo di competenza, ossia il panorama giovanile, il problema in Italia è che i nostri giocatori non disputano con regolarità partite impegnative sotto il profilo fisico-agonistico, e si trovano spiazzati quando incontrano squadre di questo tipo, già “tarate” a fronteggiare prestazioni di un certo spessore. E’ una questione piuttosto importante, se le gambe non rispondono è difficile far risultato. E non sottovaluterei il fattore mentale: la mancanza di abitudine a giocare su certi livelli è un handicap evidente, che pregiudica la concentrazione dei calciatori lungo i novanta minuti.
  
I suoi ragazzi hanno giocato tre partite molto diverse tra loro. A nostro avviso, il rimpianto maggiore deriva dal fatto che, probabilmente, abbiamo dimostrato proprio contro i vincitori del girone le nostre migliori qualità, pagando tutto sommato solo due disattenzioni difensive.
Sicuramente. Contro la Scozia siamo partiti un po’ contratti, forse bloccati dall’emozione del match d’esordio, svegliandoci in ritardo nella ripresa, con avversari molto accorti in fase difensiva e dediti soprattutto a limitare i danni, bravi in ogni caso a strappare un punticino. Con la Repubblica Ceca, viceversa, abbiamo ingranato subito il ritmo giusto, trovando un bel gol e giocando un ottimo primo tempo, prima del decisivo black-out ad un quarto d’ora dal termine, quando abbiamo subito due evitabilissime reti in quattro minuti e pregiudicato la prestazione con l’incapacità di reagire per riequilibrare il risultato. Nella partita di chiusura con la Slovacchia, infine, abbiamo un po’ pagato psicologicamente la cocente delusione dell’eliminazione prematura, mantenendo comunque un buon possesso palla ed il pallino del match, pareggiando con merito allo scadere ed evitando in extremis un’altra sconfitta-beffa. Con più convinzione e determinazione avremmo potuto sicuramente far nostra la qualificazione, posto che comunque gli avversari non hanno rubato assolutamente nulla.
  
Un altro dato che preoccupa in chiave futura è la difficoltà nel trovare portieri e centrali difensivi davvero affidabili, basti pensare alle sfortunate esperienze dei suoi colleghi Francesco Rocca (Mondiale Under 20 di Egitto – 2009) e Massimo Piscedda (Europei Under 19 – 2010), laddove abbiamo pagato soprattutto gli errori del pacchetto arretrato, talvolta francamente imbarazzanti. Secondo lei, c’è una spiegazione razionale di questa crisi, specie in ruoli in cui un tempo la scuola italiana era straordinariamente assortita?
E’ evidente quanto ormai non si curi molto la tecnica applicata, a favore di troppi tatticismi, estenuanti e poco produttivi a lungo andare. In particolare, la marcatura nell’uno-contro-uno è stata un po’ accantonata da tutti, ma sono convinto che di marcatori bravi ce ne siano molti in Italia: il problema è farli crescere, istruendoli con cura ed attenzione ed aiutandoli a migliorare con pazienza, colmando le lacune specifiche. Per quanto riguarda i portieri, credo sia principalmente un problema di pressioni esagerate che arrivano dall’interno e dall’esterno. Pretendiamo siano bravissimi già a dieci anni d’età, e non li lasciamo tranquilli di “sbagliare” con serenità.
Dagli errori s’impara, non si puo’ condannare un estremo difensore con giudizi troppo trancianti sin dai primi passi. D’altronde, le indecisioni capitano anche a campioni già affermati, figuriamoci ad un ragazzo inesperto cosa puo’ succedere… Nel panorama giovanile attuale ne abbiamo diversi, alcuni anche molto bravi.
  
Due curiosità su questa esperienza. La prima: ha proposto lei alla Federazione lo splendido scenario salentino, da oritano doc? A Brindisi ancora la ricordano con grande piacere, da generoso mediano protagonista di una storica promozione in Serie C1 nel 1984-85…
Sì, sono stato io ad avanzare la candidatura della Puglia come sede della Seconda Fase, e mi dispiace non aver regalato ai miei conterranei questa qualificazione. Devo ringraziare tantissimo il Presidente Regionale della Figc, il dottor Vito Tisci, per la sua disponibilità e per l’impegno profuso affinché la manifestazione riuscisse bene; e poi si sa, noi pugliesi siamo generosi ed ospitali, e la riuscita dell’organizzazione era scontata! Devo dire un grazie di cuore a tutti, in questo contesto. Sono contento che a Brindisi mi ricordino ancora, ho dato l’anima per quella squadra raccogliendo molto meno allora in termini di gratificazioni da parte di società e tifosi. Comunque è acqua passata, e mi fa piacere che adesso sia apprezzato. Chi è del posto non sempre viene considerato alla stregua degli altri, e questo è sbagliato.
  
La seconda: ha influito nelle convocazioni dei diciotto ragazzi la concomitanza con il Trofeo Città di Arco – Beppe Viola? Ha dovuto rinunciare a qualche giocatore in particolare per lasciarlo ai club impegnati nel torneo? Giusto per farle un esempio in questo contesto, abbiamo notato che Gaetano Monachello e gli altri interisti si sono resi protagonisti in Trentino, vincendo con merito.
Assolutamente no. Ho avuto carta bianca e ho potuto scegliere chiunque volessi, senza alcuna restrizione. Nella fattispecie, ho sempre portato diversi interisti nella Nazionale, ma quest’anno e proprio nel periodo delle convocazioni Simone Pasa (il capitano del mio gruppo, per giunta) era infortunato, mentre Monachello, Riccardo Fochesato e Matteo Colombi hanno trovato pochi spazi nella loro squadra, ed ho deciso diversamente. Col senno di poi, forse avrei portato Giovanni Terrani, che in questo momento era in forma smagliante e mi poteva garantire più qualità in fase offensiva. Spero di portarlo presto in Nazionale.
  
A proposito delle convocazioni, abbiamo notato nei vari impegni degli Azzurrini parecchi cambiamenti nel reparto offensivo, a dispetto di una discreta continuità negli altri settori della rosa. In questa tornata ha dato fiducia al “tedesco-pugliese” Maggio, Abbracciante e la novità Gragnoli, nella Prima Fase dell’ottobre scorso c’erano con i primi due anche Colombi, Tempesti e Monachello a disputare il Gruppo 9 degli Europei dominato contro Cipro, Francia e Slovenia, poi nel corso di questi mesi ha voluto testare tanti nomi nuovi come lo juventino Padovan, l’atalantino Cais, Centrella, Ingretolli, Marsura e il palermitano Zerbo. Ha trovato difficoltà ad individuare una coppia d’attacco “fissa”, c’è qualcuno che magari l’ha delusa sul piano realizzativo o semplicemente ha voluto dar spazio a tanti ragazzi a seconda dell’importanza degli impegni?
Ero alla ricerca di qualcosa che mi soddisfacesse più di quello che avevamo a disposizione, e poi mi sembrava giusto vedere e dare la possibilità ad altri di mettersi in mostra. In quest’ottica, mi preme sottolineare che qualcuno dei ragazzi ha perso delle belle occasioni…
  
Dopo lo sfortunato match con la Repubblica Ceca, abbiamo notato la grandissima e giustificata delusione dei suoi ragazzi, davvero dispiaciuti per l’opportunità mancata. Eppure, nonostante l’eliminazione siamo tuttora convinti che ci siano individualità nel gruppo da tenere d’occhio nel futuro, soprattutto il bresciano Tassi e il romanista Verre.
Non mi piace fare nomi, da allenatore non credo sia giusto. Ad ogni modo, a parte qualche mia delusione personale su alcuni, ritengo che molti di loro possano arrivare a calcare grandi palcoscenici e giocare il calcio di altissimo livello, l’importante è restare con i piedi per terra e fare tesoro delle esperienze vissute, anche quelle negative come questa. Imparare dai propri errori, migliorare gradualmente nel proprio percorso, lavorare sodo sulle proprie lacune: la ricetta è quella, vale un po’ per tutti e deve essere sempre così.
  
Riesce a fare un paragone con la promettente “generazione 1992” dell’Italia, che lei ha guidato in maniera stupenda sia agli Europei di categoria che nei Mondiali 2009 in Nigeria, sconfitti solo dai futuri campioni della Svizzera e dopo aver dominato a larghi tratti, e questa del 1994? Alcuni dei ragazzi che ha gestito come Camporese, Carraro, Perin, Benedetti, El Shaarawy, Natalino e gli altri sono ormai sulla bocca di tutti, e sembrano rappresentare davvero una bella covata per la Nazionale del futuro. E’ fiero della loro crescita, dopo averli “svezzati”? Ritiene che questi del 1994 possano ripercorrere lo stesso percorso, o il livello è leggermente inferiore?
Con i ragazzi del ‘92 abbiamo condiviso dei momenti particolari, bellissimi ed indimenticabili. Il ritorno per loro in termini di gratificazione c’è stato immediatamente, con tanti esordi in Prima Squadra che mi hanno riempito il cuore di gioia. Li seguo ancora con affetto, e sono contento delle loro affermazioni personali. Quello che ho cercato di spiegare ai ragazzi del ‘94 era proprio l’importanza dell’occasione che avevano tra le mani anche loro, per cercare di non lasciarsela sfuggire e preparando al meglio tutto ciò che servisse ad “arrivare”, lavorando sui dettagli e sulle piccole sfumature che fanno la differenza. Peccato non esserci riusciti, resta l’amaro in bocca ma sicuramente molti di loro avranno il tempo per rifarsi, sono pur sempre dei sedicenni.
  
Quali sono le prospettive e le sue intenzioni nell’immediato? Comincerà a preparare da subito la strada verso gli Europei 2012, convocando ragazzi del biennio 1995-1996 piuttosto che del 1994 per amalgamare il nuovo gruppo che verrà? Oltre a Lezzerini, Tassi, la novità Capezzi e il pre-convocato Alessio Romagnoli, ci sono interessanti prospetti in quella fascia d’età come Simone Perilli, i bergamaschi Barlocco e Cortinovis, i pescaresi Savelloni e Di Benedetto, i granata Aramu e Perugini, il classe ’96 Francesco Di Mariano e l’empolese Emanuele Rovini, tra gli altri.
A mio avviso, credo sia giusto finire col valorizzare e mettere in mostra ancora i ragazzi nati 1994, anche perché quelli più piccoli possono giocare nell’Under 16 del collega Antonio Rocca. Vedrò insieme al mio coordinatore Arrigo Sacchi quali saranno le direttive da seguire.
  
Ultima domanda sul sistema-calcio giovanile italiano. A causa del difficile ricambio generazionale nella Nazionale Maggiore,e alla luce anche delle deludenti prestazioni dell’Under 21 (eliminata dalla Fase Finale degli Europei e, di conseguenza, dalle Olimpiadi 2012), si comincia insistentemente a parlare di una rivoluzione strutturale dei campionati giovanili italiani, magari abbassando l’età del Campionato Primavera ed introducendo le squadre-B direttamente in Lega Pro o comunque in categorie agonisticamente più probanti e formative per un giovane talento, rispetto all’atmosfera “ovattata” e forse troppo protettiva dei Campionati Giovanili Nazionali. Qual è la sua posizione a riguardo?
A nostro modo di vedere, c’è anche un problema culturale alla base: parafrasando una fortunata pellicola cinematografica, l’Italia non è un Paese per giovani?
Beh, questa è veramente una bella domanda, che meriterebbe senz’altro dibattiti molto più ampi ed approfonditi! C’è sicuramente bisogno di dare una sterzata al movimento calcistico italiano, lavorando in profondità e non in maniera superficiale, a patto che si cominci dalla base… Mi riferisco, tanto per cominciare, alle infrastrutture ed alla scuola, la componente didattico-pedagogica è essenziale. Ripeto, non si puo’ scimmiottare il calcio che va per la maggiore in questo momento, seguendo un’onda lunga emozionale o una “moda”, senza mettere le mani al settore dalle fondamenta. Manca una vera e sana propensione al bel gioco, alla mera qualità, sacrificata troppo spesso sull’altare della “vittoria a tutti i costi”, e questo non fa sicuramente crescere i nostri ragazzi; in particolare, mancano serenità e cultura della sconfitta sui nostri campi, e bisognerà cominciare a capire che c’è qualcuno (forse in troppi…) che sta andando ben più veloce di noi.E’ doveroso rimboccarsi le maniche e lavorare sodo affinché s’inverta celermente la rotta e si rovesci questa sorta di inerzia negativa, senza crogiolarsi sugli allori del passato o arroccarsi su posizioni troppo conservatrici. Paradossalmente, credo che l’ultimo Mondiale vinto ci abbia portato più svantaggi che vantaggi in termini progettuali; se è vero che fu una vittoria di cui andare giustamente orgogliosi, è altrettanto doveroso ricordarsi che da allora sono passati cinque anni, e tanta acqua sotto i ponti… Soprattutto perché, ribadisco, intanto gli altri movimenti calcistici sono cresciuti vorticosamente e non si sono certo fermati ad aspettarci o applaudirci. Ad ogni modo, non è mai troppo tardi per risollevarsi, e non credo che un atteggiamento disfattista aiuti ad affrontare meglio le problematiche. Abbiamo sicuramente alcuni tra i migliori talenti al mondo qui in Italia, è ora di far giocare in Prima Squadra i nostri giovani senza andare a pescare troppo nei giardini dei vicini.
Coraggio e fiducia nei vivai: queste sono le strade da battere con determinazione, il più presto possibile.
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Non inizia col piede giusto l’avventura dell’under 17 di Pasquale Salerno a queste qualificazioni Fase Elite in vista dell’Europeo serbo della prossima primavera.

Gli Azzurrini affrontano, al Capozza di Casarano, i pari età scozzesi senza però riuscire ad andare oltre ad uno striminzito 0 a 0. Contemporaneamente, poi, la Repubblica Ceca ha la meglio sui cugini slovacchi e si lancia quindi in prima posizione solitaria, con i nostri portacolori già costretti ad inseguire.

Italia schieratasi con un 4-3-1-2 con Cragno in porta, Conti ed Akrapovic terzini (rispettivamente alla destra ed alla sinistra del nostro fronte difensivo), Piana e Rugani centrali. A centrocampo, poi, Piredda schierato centralmente con Verre e Gatto ad agire come mezz’ali, il tutto per supportare Tassi, stellina del vivaio bresciano, schierato sulla trequarti. A chiudere l’11 titolare schierato da Salerno le due punte: Abbracciante e Maggio.

Azzurrini che al cospetto di 2000 spettatori (tra cui il vice presidente federale Albertini ed il coordinatore delle nazionali giovanili Sacchi) partono pieni di buone intenzioni, che non si traducono però nella giusta precisione in campo. I nostri ragazzi provano infatti a fare la partita, ma lo fanno evidenziando qualche problemino di troppo in fase di costruzione, specialmente in quella di rifinitura.

Le emozioni, così, non fioccano e la prima frazione di gioco si chiude con solo un paio di occasioni interessanti: dapprima una conclusione di prima intenzione di Maggio, ben assistito da Abbracciante, poi un’incornata di Rugani sugli sviluppi di un corner, col pallone che sfiora solo il palo.

La ripresa è invece più frizzante: gli Azzurrini alzano il proprio baricentro alla ricerca di un goal che potrebbe risultare fondamentale per lo sbarco in Serbia, così dopo sette soli minuti di gioco Gatto sfiora il goal con una conclusione da fuori, per poi ripetersi una decina di minuti più tardi andando ad incornare un cross servito dalla sinistra da Akrapovic.

Al ventunesimo è poi Abbracciante a provarci: la punta parmense trova però la gran risposta di Hamilton a negargli la via della rete. Cinque minuti ed ecco Tassi provare a superare l’estremo difensore avversario in pallonetto, facendo però terminare la palla di poco alta sopra la traversa.

Negli ultimi minuti l’Italia prova quindi l’assalto al fortino scozzese, che però non cede. L’ultima occasione del match la costruisce Fornito, il cui tiro dalla distanza è però parato con sicurezza dal sempre attento Hamilton.

Nulla da fare, quindi, per la compagine guidata da Salerno, che si esprimerà così a fine gara: “C’è il rammarico per non aver sfruttato questa partita perché non abbiamo giocato come avremmo voluto. Nel primo tempo eravamo troppo impauriti, nella ripresa, invece, siamo riusciti a giocare con maggiore tranquillità, alzando il baricentro della squadra e creando diverse occasioni da rete che purtroppo non siamo riusciti a finalizzare. Alcuni giocatori, soprattutto nella linea mediana del campo, non erano in ottima forma e il gioco ne ha risentito un po’ troppo; dobbiamo fare tesoro degli errori di oggi e ripartire con più determinazione. Ora diventa già decisiva la sfida con la Repubblica Ceca, un eventuale passo falso comprometterebbe il discorso qualificazione: speriamo di scrollarci di dosso l’emozione della prima partita e scendere in campo con più concretezza”.

Come dice giustamente il nostro tecnico Federale, quindi, risulta già determinante la sfida di oggi, che vedrà i nostri ragazzi opposti alla Repubblica Ceca capoclassifica. Vincere sarà determinante.
Ecco come presenta la sfida il C.T. Azzurro: “La Repubblica Ceca è una squadra che gioca sulla falsariga di quella scozzese, con molti lanci lunghi a cercare lo scatto delle punte. È una compagine molto sveglia e rapida e in più sarà anche galvanizzata dalla vittoria ottenuta all’esordio. Dobbiamo assolutamente vincere per rimettere le cose a posto nella classifica del girone, non possiamo permetterci un nuovo passo falso. La ricetta è scendere in campo con maggiore incisività e giocare con più precisione”.

TABELLINO

Italia – Scozia 0-0
Italia:Cragno, Conti, Akrapovic, Piredda (dal 41’ Fornito), Piana, Rugani, Gatto (dal 72’ Emmanuello), Tassi, Maggio (dal 54’ Gragnoli), Abbracciante, Verre (cap.) A disp.:Lezzerini, Murru, Cianci, Capezzi. All.:Pasquale Salerno
Scozia:Hamilton, Fraser, Mcintyre (dal 18’ Yaqub), Grimmer (cap.), Chalmers, Polworth, Macleod (dal 32’ Slater), Herron, Feruz, Kidd, Kennedy (dal 54’ Smith). A disp.:Wightman, Naismith, Erwin, Smith. All.: Mathie Ross
Arbitro: Liran Liany
Ammoniti: Slater, Feruz

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Inizierà domani (dopo nove giorni di ritiro preparatorio) al Capozza di Casarano la Fase Elite valevole per le qualificazioni all’Europeo under 17 che si terrà a maggio in Serbia.

Nel primo turno del proprio girone all’italiana i nostri Azzurrini dovranno vedersela coi pari età scozzesi, per poi affrontare la Repubblica Ceca venerdì al Giovanni Paolo II di Nardò e la Slovacchia il lunedì seguente al Via del Mare di Lecce, stadio in cui la nostra nazionale chiuderà, si spera in bellezza, le qualificazioni.

Avversari  non propriamente irresistibili, quindi, quelli che dovranno essere affrontati da Salerno ed i suoi ragazzi, ma che comunque non dovranno essere sottovalutati dai nostri portacolori.
Vediamo quindi, brevemente, il cammino qualificatorio delle nostre tre avversarie.

Slovacchia qualificatasi alla Fase Elite come vincitrice del Gruppo 10. Inseritavi assieme ad Ungheria, Isole Far Oer ed Andorra i ragazzi allenati da Anton Valović hanno dapprima facilmente battuto i faroesi (con un 3 a 0 deciso da Rusnák, Faško e Pisár) per poi distruggere i pari età andorrani (5 a 0 grazie ad una tripletta di Šmehyl ed alle reti di Revák e Brigant). Nel corso dell’ultimo turno, infine, un mesto 1 a 1 con l’Ungheria, che ha comunque permesso ai ragazzi slovacchi di vincere, grazie ad una migliore differenza reti rispetto agli ungheresi, il proprio girone.

I giovani scozzesi hanno invece chiuso al secondo posto il Gruppo 12, a pari punti con la Svizzera ma forti di una peggiore differenza. Dopo la vittoria di misura con il Lussemburgo, un 1 a 0 deciso da Marinković, il buon 3 a 1 con la Macedonia (Constantin, Adili, Ndongo). A chiudere i giochi, quindi, il pareggio con la Svizzera di Yves Debonnaire in cui, piccola curiosità, giocava anche quel Joel Untersee passato alla Juventus nel corso dell’ultimo mercato estivo.

La Repubblica Ceca, infine, ha chiuso solo terza il Gruppo 7. Dopo la buona vittoria contro l’Islanda di Gunnar Gudmundsson (un 4 a 2 deciso dalla tripletta di Stratil e dalla rete di Verner) ecco incepparsi gli ingranaggi della squadra: dapprima un inaspettato 1 a 1 contro i pari età armeni (di Čermák la rete dell’iniziale vantaggio ceko), poi la bruttissima sconfitta con la Turchia (un 6 a 1 con cui i ragazzi di Abdullah Ercan hanno distrutto, trascinati dalla tripletta di Beykan Şimşek e dalla doppietta di Enver Cenk Sahin i nostri futuri avversari).

Impresa non proibitiva, quindi, quella che spetta ai nostri giovani calciatori che si spera possano anche sfruttare al meglio il fattore campo per avere la meglio, strappando una qualificazione alla fase finale dell’Europeo che manca dal 2009.

Per ciò che concerne i ragazzi convocati dal nostro tecnico federale molte conferme ed un paio di novità assolute. Dei diciotto giovani calciatori attualmente impegnati nel ritiro di Acaya, difatti, ben dieci presero parte al primo turno qualificatorio, mentre solo in due risultano essere alla prima convocazione in under 17.

Ma vediamo più nel dettaglio chi fa parte della spedizione salentina.

I portieri saranno Cragno del San Michele Virtus e Lezzerini, classe 95 in forza alle giovanili Viola.

In difesa si contenderanno invece le maglie titolari gli amaranto Aaron Akrapovic e Flavio Cianci (rispettivamente terzino e centrale già aggregati alla formazione Primavera della compagine calabrese), l’atalantino Andrea Conti, il terzino sinistro cagliaritano Nicola Murru, il doriano Luca Piana e l’empolese Daniele Rugani, difensore centrale attualmente capitano della formazione degli Allievi Nazionali della formazione toscana.

A centrocampo, poi, convocati da Torino lo juventino Simone Emmanuello ed il granata Emanuele Gatto, da Napoli l’ala sinistra Giuseppe Fornito, da Firenze Leonardo Capezzi (classe 95), da Brescia colui che è stato ribattezzato il nuovo Baggio, Lorenzo Tassi (altro classe 95), da Cagliari Marco Piredda e da Roma Valerio Verre.

In attacco, infine, confermatissimi il parmense Daniele Abbracciante e l’italo-tedesco Mattia Maggio (in forza allo Stoccarda), cui verrà affiancato la novità assoluta Daniele Gragnoli (Ascoli).

Non mi resta quindi che augurare le migliori fortune a questi ragazzi, sperando sappiano ripagare tutta la fiducia che riponiamo in loro. Non prima, però, di riportare le parole rilasciate a beneficio della stampa dal nostro C.T.: “E’ una fase questa in cui storicamente facciamo fatica, perché sono tornei in cui le squadre danno tutto. La speranza è quella di ripetere l’avventura del 2009 durante la quale centrammo Europei e Mondiali, soprattutto per far acquisire maggiore esperienza internazionale ai calciatori classe 1994 così come è successo ai ragazzi del ’92. La squadra fin qui si è comportata egregiamente, il lavoro di preparazione svolto in questi mesi è stato ottimale, anche grazie al prezioso aiuto del coordinatore delle Nazionali giovanili Arrigo Sacchi e del suo staff con cui stiamo cercando di ottenere il massimo nella copertura del territorio per monitorare al meglio i giovani calciatori.
La Scozia è una squadra coriacea e forte fisicamente, capace di abbinare alla classica veemenza agonistica delle squadre anglosassoni anche un buon tasso tecnico. Sarà certamente un test molto duro, ma se i miei ragazzi giocano come sanno fare possiamo superarli. L’aspetto che più mi preoccupa della mia squadra, non solo per domani ma per il torneo in generale, è la tenuta psicologica: se riusciamo a dimostrare in pieno il nostro valore, faremo sicuramente bene. È importante anche il calore del pubblico pugliese in cui confido molto, nella speranza che ci possa dare quella carica in più per centrare questo prestigioso traguardo”.

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Gruppo 1

Con due vittorie ed un pareggio i giovani greci allenati da Theodoros Pachatouridis si assicurano la prima posizione. Dopo l’1 a 0 all’esordio contro la Bulgaria – partita decisa da Rafail Soukias – arriva il 4 a 1 ad Israele. A trascinare la squadra, in questo caso, è Charalampos Mavrias, giovanissimo trequartista da quattro anni assoldato nell’academy del Panathinaikos e che esordendo in Champions lo scorso 20 ottobre è diventato il secondo più giovane esordiente nella storia della massima competizione continentale per club, autore di una doppietta. A completare il quadro le reti di Nikolaos Gianitsanis, attaccante anch’esso in forza al Pana, e Petros Divanes, centrocampista dell’Olympiakos. A chiudere il percorso qualificatorio, poi, lo 0 a 0 con i padroni di casa croati, che in precedenza avevano pareggiato 2 a 2 con Israele all’esordio (firmato dalle reti di Kruno Ivančić, attaccante della formazione under 19 della Dinamo Zagabria, e Dino Spehar, attaccante attualmente assoldato tra le fila dell’Osijek ma già ricercato dal Bayern Monaco da una parte e di Roi Atar e Omri Altman – quest’ultimo in forza al Maccabi Tel Aviv e già seguito dagli scout di Liverpool e City – dall’altra) per vincere poi 2 a 1 contro la Bulgaria (doppietta di Spehar e goal della bandiera bulgara firmato da Angel Zdravchev, fantasista del Litex Lovech) assicurandosi quindi il passaggio del turno come seconda forza del girone.
A chiudere il tutto l’1 a 0 israeliano proprio contro i pari età bulgari: il goal di Dor Malka, però, non basta, portando Israele a quota quattro punti, ad un’incollatura dai padroni di casa croati.

Gruppo 2

Tre vittorie in tre match ed i giovani tedeschi, come preventivato, fanno loro il primo posto. Inizio col botto: un 5 a 0 coi padroni di casa estoni firmato dalle doppiette di Levent Ayçiçek, trequartista del Werder Brema, e di Fabian Schnellhardt, trequartista del Colonia, oltre che dalla rete di Mirco Born, attaccante attualmente assoldato tra le fila degli olandesi del Twente. Ancora più roboante il risultato del secondo match, contro la Bosnia: un 6 a 1 marcato dalla tripletta di Samed Yeşil, punta turco-tedesca di proprietà del Bayer Leverkusen, dalla doppietta di capitan Emre Can, centrocampista turco-tedesco in forza alla formazione under 19 del Bayern Monaco, e dal goal del già citato Levent Ayçiçek. A chiudere il percorso qualificatorio, quindi, arriva il 2 a 1 contro l’Austria, firmato dalla doppietta di Samed Yeşil con Dominik Wydra, centrocampista del Rapid Vienna, a siglare la rete della bandiera austriaca.
E sono proprio gli austriaci a terminare il girone al secondo posto: oltre alla sconfitta di cui sopra, infatti, i giovani guidati da coach Thomas Janeschitz mettono assieme una vittoria con la Bosnia (3 a 0 firmato da Christian Derflinger, trequartista di Linz attualmente assoldato tra le fila della formazione under 17 del Bayern Monaco, Stefan Savić e Nikola Dovedan, punta in forza all’under 18 dei Red Bull Salisburgo) ed un pareggio con l’Estonia (1 a 1 con i goal di Kevin Friesenbichler, attaccante che milita nel Bayern Monaco e autore anche di un errore dal dischetto nel corso del match, e di Marten Saarlas, centrocampista classe 95, quindi sotto età) salendo a quota 4 punti e terminando il girone un’incollatura sopra i giovani bosniaci, fermatisi a quota 3 punti grazie alla vittoria per 4 a 1 sull’Estonia (tripletta di Armin Hodžić, punta del Zeljeznicar, e goal di Amar Rahmanović, centrocampista dell’FK Sloboda Tuzla, per i bosniaci, rete della bandiera estone firmata da Albert Anissimov, centrocampista del Pärnu JK Vaprus).

Gruppo 3

Raggruppamento con sorpresa, invece, quello che vede Inghilterra, Svezia, Polonia ed i padroni di casa della Georgia sfidarsi per il passaggio alla Fase Elite. Alla fine, infatti, il fattore campo risulta determinante e a passare assieme ai favoritissimi inglesi sono proprio i giovani georgiani: due vittorie a testa per entrambe le compagini più il pareggio nello scontro diretto che porta i figli d’Albione a spuntare il primo posto solo grazie ad una migliore differenza reti.
Inglesi che battono la Svezia all’esordio (3 a 0 con doppietta di Hallam Hope, punta originaria di Trinidad in forza all’Academy dell’Everton, e goal di Nicholas Powell, punta del Crewe Alexandra) e la Polonia nel corso dell’ultimo match del girone (1 a 0 deciso dalla rete di Blair Turgott, trequartista del West Ham) e che pareggiano, come detto, il secondo match disputato con la Georgia (1 a 1 con goal di Hope per gli inglesi e di Bachana Arabuli per i georgiani).
Georgiani che, invece, costruiscono il loro passaggio del turno sulla vittoria all’esordio con la Polonia (2 a 1 firmato dalle reti di Avto Endeladze e Bachana Arabuli per i padroni di casa e rete della bandiera polacca siglata da capitan Alan Uryga) e nell’ultimo match del girone con i giovani scandinavi (1 a 0 firmato nel recupero del secondo tempo da Guram Samushia).
Terminano invece a quota 1 punto Polonia e Svezia, che pareggiano – a reti inviolate – lo scontro diretto e guarderanno da casa il resto della competizione.

Gruppo 4

Difesa perfetta, e la Norvegia vola. Grazie al 2 a 0 sull’Albania (doppietta di Veton Berisha, punta del Viking Stavanger), il 3 a 0 sui padroni di casa maltesi (reti di Sharesh Ahmadi, attaccante del Valerenga, Kjetil Kalve, trequartista dell’SK Brann Bergen, e Tony Hieu Vo, centrocampista dell’Odd Grenland) e l’1 a 0 sull’Eire (firmato dall’1 a 0 di Jonas Grønner, difensore dell’SK Brann Bergen), infatti, i giovani guidati in panca da Øyvind Nilsen chiudono a punteggio pieno e reti inviolate il loro girone.
Seconda posizione, com’è logico immaginare, appannaggio dei giovani irlandesi, capaci sì di perdere, come detto, con i pari età irlandesi ma anche, altresì, di vincere con Malta (3 a 1 maturato grazie ai goal di James Murphy, Michael Drennan e Kealan Dillon, con Brandon Muscat, centrocampista dell’Hibernians, a siglare la rete della bandiera maltese) ed Albania (2 a 0 firmato da Philip Roberts e James Murphy) chiudendo quindi il proprio girone a quota sei punti.
Maltesi ed albanesi che, dal canto loro, si spartiscono la posta nello scontro diretto: un 1 a 1 firmato da Arben Muskaj, difensore albanese in forza all’FK Erzeni, e da Daniel Zerafa, difensore maltese di proprietà del Pietà Hotspurs F.C., che consegna un punto a testa ai due fanalini di coda di questo raggruppamento.

Gruppo 5

Attacco prolifico, difesa di ferro e il Portogallo chiude, com’era preventivabile, il proprio girone a punteggio pieno. I giovani lusitani guidati da Emilio Peixe battono infatti Azerbaigian (2 a 0 firmato da Gonçalo Paciência, cresciuto nel Porto ed attualmente al Padroense Futebol Clube, e Sancidino Silva, punta di proprietà del Benfica), Montenegro (tripletta di Sancidino Silva) ed Irlanda del Nord (3 a 1 firmato dalle reti di Gonçalo Paciência e Carlos Mané e dall’autorete di Kristian Gibson, con Aaron Rogan a realizzare la rete della bandiera nordirlandese), chiudendo a punteggio pieno il loro girone.
E sono proprio i nordirlandesi, grazie ad una miglior differenza reti nei confronti dei montenegrini, ad agguantare la seconda posizione: lo 0 a 0 all’esordio con Montenegro e, soprattutto, il 6 a 0 con Azerbaigian (doppietta di Aaron Rogan, centrocampista del Maiden City, e reti realizzate da Jones Joey, Douglas Wilson, Seamus McCartan e Joseph McKinney), portano i ragazzi allenati da Paul Kee a spuntarla. Montenegrini che, quindi, si giocano il passaggio del turno sia perdendo senza segnare contro il Portogallo che, soprattutto, vincendo solo 2 a 1 con l’Azerbaigian (reti montenegrine siglate da Nebojša Kosović e Igor Poček, goal della bandiera azerbaigiana realizzato da Namik Alaskarov).

Gruppo 6

Romania a punteggio pieno, Bielorussia padrona di casa a sei punti, Kazakistan a tre e Liechtenstein, come prevedibile, squadra materasso del girone.
Tre vittorie per i rumeni che battono 1 a 0 i kazaki (firmato da Claudiu Bumba, centrocampista con già più di dieci presenze da titolare nel Baia Mare, squadra in cui esordì all’età di 15 anni), 9 a 0 il Liechtenstein (cinque goal di Fabian Himcinschi, attaccante dell’Unirea Alba Iulia, uno di Bumba, Andrei Vastag, Darius Buia e Iulian Rosu) e 2 a 0 i bielorussi (doppietta del solito Himcinschi) che, dal canto loro, avevano già vinto i primi due match per 12 a 0 (quattro goal di Pavel Savitski, due di Ilya Zatenko e Gleb Rassadkin, uno di Yahor Hudzel, Filip Kazlouski, Yauhen Bialiauski e Sergei Karpovich) e 6 a 2 (altri quattro goal per Pavel Savitski ed uno per Kazlouski e Ilya Zatenko).
Kazaki che, quindi, si prendono la terza posizione battendo il piccolo principato alpino grazie alle reti di Vladislav Morozov e capitan Vitaliy Li.

Gruppo 7

Anche qui il fattore campo finisce per contare e creare una vittima illustre. I padroni di casa islandesi, infatti, si prendono il primo posto grazie alla vittoria nello scontro diretto con la Turchia (2 a 0 marcato dalle reti di Thórdur Jón Jóhannesson, centrocampista in forza all’Academy Hammers, e Oliver Sigurjónsson, centrocampista del Breidablik UBK) e, soprattutto, estromettono la Repubblica Ceca dalla corsa all’Europeo di categoria. Il tutto nonostante all’esordio i ceki battano proprio gli islandesi per 4 a 2 (tripletta di Lukáš Stratil, punta del Banik Ostrava, e goal di Miroslav Verner per i ceki, goal del già citato Sigurjónsson e di Ragnar Bragi Sveinsson, centrocampista del Fylkir Reykjavik, per gli islandesi), impattando però poi incredibilmente contro l’Armenia (un 1 a 1 firmato da Aleš Čermák e Aghvan Papikyan) e venendo sotterrati dalla Turchia (un roboante 6 a 1 maturato grazie alla tripletta di Beykan Şimşek, punta attualmente in forza al Fenerbaçhe, alla doppietta di Enver Cenk Sahin, centrocampista del Büyüksehir Bld ed alla rete realizzata da Erkut Senturk, ad oggi tesserato nelle giovanili del Besiktas). Turchi che, dal canto loro, racimolano sei punti vincendo anche con l’Armenia (3 a 0 firmato da capitan Okay Yokuşlu, Ibrahim Yilmaz e Okan Deniz). Armeni battuti anche dall’Islanda (2 a 1 marcato dal solito Sigurjónsson e da Sveinsson con Nairi Minasyan a firmare la rete della bandiera armena), come detto prima nel girone.

Gruppo 8

Ottimo attacco, difesa impenetrabile, e la Danimarca vola. La squadra allenata da Thomas Frank segna infatti dieci reti senza subirne nessuno e vince agevolmente il proprio raggruppamento. Questi, nel dettaglio, i risultati conseguiti: 1 a 0 contro Galles (goal di Viktor Fischer), 2 a 0 contro il Belgio (Albin-Kenneth Zohore e Christian Nørgaard) e 7 a 0 con i padroni di casa lettoni (cinque goal di Fischer e due di Zohore).
Al secondo posto vola invece il Belgio che oltre alla succitata sconfitta contro i parietà danesi colleziona le vittorie con Lituania (5 a 2 firmato dalle doppiette di Umberto Carvalho, centrocampista del Genk, e Benito Raman, punta del Gent, oltre che dall’autore di Lukas Artimavičius, capace poi di farsi perdonare segnando una rete a favore dei padroni di casa, già precedentemente in goal con Gabrielius Judickas) e Galles (4 a 0). Terzi, infine, i padroni di casa, capaci di battere 1 a 0 (Donatas Kazlauskas) un Galles che resterà quindi al palo.

Gruppo 9

Come abbiamo già avuto modo di vedere gli Azzurrini, guidati da Salerno, hanno fatto proprio questo girone, vinto a punteggio pieno. Battute, in serie, Cipro, Slovenia e Francia. Ora c’è solo da sperare che ripetano il tutto nel corso della Fase Elite, così che l’Europeo serbo diventi realtà.
In seconda posizione termina invece la Francia, trascinata da Abdallah Yaisien. Terzi gli sloveni, fanalino di coda Cipro.

Gruppo 10

Raggruppamento scontato, con Faroe ed Andorra che non potevano impensierire Slovacchia ed Ungheria. Alla fine sono proprio gli slovacchi, grazie ad una miglior differenza reti, a spuntare il primo posto. Questo il loro ruolino di marcia: 3 a 0 con le Faroe (Albert Rusnák, Michal Faško e Boris Pisár), 5 a 0 con Andorra (tripletta di Šimon Šmehyl e reti di René Revák e Tomáš Brigant) ed 1 a 1 (Pisár per gli slovacchi, Ádám Huller per i magiari) con i padroni di casa ungheresi che, dal canto loro, battono 5 a 0 Andorra (doppietta di Márk Barcsay e reti di Márk Szécsi, László Kleinheisler e János Sipőcz) ma non vanno oltre il 2 a 0 con le Faroe (Barcsay e András Pintér).
Nello scontro diretto tra le due squadre materasso, quindi, ci si aspetterebbe una vittoria degli isolani, che non vanno però oltre lo 0 a 0 con il piccolo stato pirenaico.

Gruppo 11

Olanda ed Ucraina alla Fase Elite, San Marino fermo al palo. Tutto secondo pronostico, insomma.
Gli Oranje vincono infatti con Lettonia (goal di Memphis Depay, trequartista del PSV) e San Marino (6 a 0 firmato da una tripletta di Depay, una doppietta di Anass Achahbar, punta del Feyenoord, e una rete di Thomas Horsten, centrocampista del PSV) pareggiando 1 a 1 (fa tutto capitan Vladlen Yurchenko, che prima sigla un’autorete e poi riequilibra il risultato bucando Eric Verstappen, portiere in forza alle giovanili del PSV Eindhoven) con l’Ucraina che, dal canto suo, batte di misura i sanmarinesi (Dmytro Khlyobas) ed impatta 0 a 0 con i lettoni, a loro volta capaci di chiudere il girone a quota quattro punti grazie al 2 a 0 finale sui padroni di casa (Dāvis Ikaunieks e Ēriks Punculs).
Da segnalare, nelle fila olandesi, la presenza di Gyliano van Velzen, giocatore che vi presentai lo scorso agosto.

Gruppo 12

Vince la Svizzera, ma solo grazie ad una miglior differenza goal. Oltre allo 0 a 0 nello scontro diretto con gli scozzesi, infatti, arriva l’1 a 0 con Lussemburgo (Stefan Marinković) ed il 3 a 1 con la Macedonia (Thibault Constantin, Endogan Adili e Roland Ndongo), contro l’1 a 0 con i macedoni (Joseph Chalmers, difensore del Celtic) ed il 2 a 1 coi lussemburghesi (Marcus Fraser e John Herron, con goal della bandiera siglato da Chris Philipps, difensore del Metz) fatti registrare dalla Scozia.
Terza posizione, quindi, appannaggio dei padroni di casa del Lussemburgo, capaci di battere i macedoni nell’ultimo incontro del girone per 3 a 0 grazie alle reti di Romario Lima, Mike Schneider e Vincent Kipulu.
Da segnalare, tra le fila elvetiche, la presenza dello juventino Joel Untersee, giovanissimo difensore svizzero prelevato in estate dal Grasshopers.

Gruppo 13

Spagna a punteggio pieno, com’era logico aspettarsi. Russia che, invece, la spunta solo grazie alla miglior differenza reti sulla Finlandia. Moldavia ultima, ferma al palo.
Ma andiamo con ordine: i padroni di casa le vincono tutte, inanellando un 4 a 1 coi moldavi (reti di Denis Suarez, centrocampista del Celta, Fernando Quesada, che ha già firmato un contratto da professionista con il Barcellona, Jose Rodriguez e Raul De Tomas per gli spagnoli, di Andrei Ciofu per gli ospiti), un 3 a 0 con i finnici (doppietta di Iker Hernandez e goal di Francisco Pastor, trequartista del Real Madrid) ed un 2 a 1 con i russi (Quesada e capitan Saúl Ñiguez, centrocampista del Real e fratello minore del più conosciuto Aaron) che, dal canto loro, battono 5 a 1 la Moldova (tripletta di capitan Serder Serderov e reti di Evgeni Kirisov e Armen Ambartsumyan per i russi, di Dan Spataru per i moldavi) pareggiando 1 a 1 con gli scandinavi (il solito Serderov e Ville Rannikko), a loro volta capaci di battere 2 a 0 i moldavi (Jaako Hietikko e Matias Ojala).

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Si chiude con la terza vittoria in tre partite la prima fase qualificatoria all’Europeo under 17 che si disputerà il prossimo anno in Serbia. I nostri Azzurrini, infatti, dopo essersi liberati di Cipro e Slovenia nel giro di tre giorni mantengono fede al famoso detto “non c’è due senza tre” la spuntano anche nei confronti dei Galletti francesi trascinati dal solito Yaisien, al terzo goal in tre partite.

Ma andiamo con ordine: il commissario tecnico federale, Pasquale Salerno, schiera i suoi con il solito 4-4-2, apportando però alcune modifiche all’undici iniziale. In porta, ad esempio, dà spazio al giovane Lezzerini, quindicenne portiere classe ’95 già titolare dell’under 16 nel corso dell’ultimo Torneo Internazionale di Latina che seguii anche su questo blog. In difesa spazio a Conti, Akrapovic, Cianci e Rugani, mentre a centrocampo schierati Abbracciante, Verre, Pasa e Fornito. Due d’attacco tutto interista, infine: Monachello e Colombi.

Italia avanti dopo un quarto d’ora: Abbracciante risolve una mischia in area con un tiro tanto potente quanto preciso che buca Beunardeau. Dopo un quarto d’ora dall’inizio della ripresa, però, i transalpini trovano il pareggio: a firmarlo, come detto, è il solito Abdallah Yaisien, trequartista di scuola PSG che è la versa stella ed il grande trascinatore della sua squadra.
Nonostante fossero già qualificati alla Fase Elite e nonostante il pareggio garantirebbe loro la prima posizione finale nel Gruppo 9 i nostri ragazzi non ci stanno e mostrano, ancora una volta, tutto il loro carattere: a due minuti dal termine, quindi, il tutto si concretizza nella rete del definitivo 2 a 1 quando Maggio incorna di testa un cross di Emanuello, bucando per la seconda volta nel match Beunardeau.

Azzurrini primi, quindi. Sperando che questo comporti un sorteggio migliore per la Fase Elite.
Al secondo posto chiude invece la Francia, a quota quattro punti, mentre terza termina la Slovenia, vincitrice oggi per 2 a 0 sui padroni di casa ciprioti grazie ad una rete di Tomi Golob, centrocampista in forza alla formazione under 19 dell’ND Mura, e ad un’autorete di Andreas Kyriakou, capitano della formazione allenata da Georgios Constantinou.

TABELLINO

Italia – Francia 2-1
Marcatori: 14’ Abbracciante, 65’ Yaisien, 78’ Maggio
Italia: Lezzerini, Conti, Akrapovic, Cianci, Rugani, Verre, Abbracciante (dal 68’ Emmanuello), Monachello (dal 56’ Maggio), Colombi (dal 74’ De Vita), Fornito, Pasa (C). A disp.: Melgrati, Franchini, Luperini. All.: Pasquale Salerno
Francia: Beunardeau, Ikoko, Mendy, Calvet (C), Zouma, Aousta, Niang (dal 62’ Davigny), Meite, Nangis (dal 41’ N’Kusu), Yaisien, Chatelain (dal 51’ Castaing). A disp.: Nzau Mpasi, Moussa, Redime, Bourdin. All.: Patrick Gonfalone
Arbitro: Huw Jones (WAL) Assistenti: Gareth Ayres (WAL), Athinodoros Ioannou (CYP) 4° Ufficiale: Ioannis Anastasiou (CYP)
Ammoniti: Rugani, Monachello

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Missione compiuta: l’under 17 di Pasquale Salerno batte anche la Slovenia di Milos Rus al Municipal Geroskipou di Paphos e stacca, con un turno d’anticipo, il biglietto che la qualifica alla Fase Elite, dove si giocherà uno dei sette posti a disposizione per l’Europeo under 17.

Intendiamoci: la qualificazione è arrivata non senza qualche sofferenza, ma anche proprio grazie a questo si può dire essere ancora più apprezzata e soddisfacente. Azzurrini che ora affronteranno quindi i parietà francesi con molta più tranquillità di quanto non sarebbe successo in caso di pareggio o sconfitta contro i giovani sloveni.

Ma andiamo con ordine: il nostro tecnico federale schiera la propria squadra con un 4-4-2 piazzando il solito Melgrati a difesa dei pali (chissà, in questo senso, se nell’ultimo match del girone ci sarà spazio per il giovanissimo Lezzerini, classe ’95 in forza alla Fiorentina che vi ho fatto conoscere su questo blog attraverso il racconto dei match del Torneo di Latina) e schierando una difesa in linea composta da Conti, Akrapovic, Fochesato e Rugani. A centrocampo, invece, inseriti De Vita e Luperini sulle fasce con Verre e Pasa centrali. A completare lo schieramento italiano Maggio, confermato dopo il goal partita segnato contro Cipro, e Monachello, sostituto del compagno di club Matteo Colombi.

La vittoria finale, arrivata per 3 a 2, non è stata comunque così facile da riportare e ha fatto sudare non poco tanto i giocatori in campo quanto chi seguiva da casa il match per mezzo della diretta live visibile sul sito della UEFA.

A passare in vantaggio, e per ben due volte, sono stati infatti i nostri avversari: dapprima, dopo diciannove minuti di gioco, ci ha pensato Pihler a sbloccare il risultato, giusto cinque minuti prima che Rugani trovasse il pareggio andando ad incornare di testa un pallone piovuto a centro area sugli sviluppi di un corner.
Proprio quando sembrava che il primo tempo si chiudesse in parità ecco arrivare il goal del 2 a 1 sloveno, segnato da Ceh. Gli Azzurrini dimostrano però di essere vivi ed avere soprattutto grande carattere, tanto da reagire con immediatezza: due soli minuti ed ecco concretizzarsi il pareggio, firmato da Monachello bravo a finalizzare una bella azione di Conti sulla destra.

Nella ripresa, quindi, il carattere dei nostri ragazzi si concretizza nella vittoria: ad undici dal termine Abbracciante, subentrato circa un quarto d’ora prima a De Vita, parte dalla sinistra e dopo aver saltato un paio di avversari spedisce un diagonale destro sul secondo palo con cui buca Cotman per la rete che vale la qualificazione alla Fase Elite.

Negli ultimi dieci minuti, quindi, arriva il forcing sloveno, con i nostri avversari alla disperata ricerca del goal che potesse tenerli ancora in corsa per la qualificazione. Le barricate erette da Salerno, però, reggono, e i ragazzi di Rus devono mestamente abbandonare il campo al termine del match: il sogno europeo, per loro, è già finito.

Nel contempo, intanto, Francia e Cipro pareggiano il loro scontro diretto per 1 a 1: alla rete segnata dal solito Yaisien risponde, al secondo minuto di recupero, Andreou. Niente qualificazione diretta per i nostri cugini transalpini, dunque, che saranno quindi costretti quantomeno a pareggiare il match che li vedrà impegnati proprio contro la nostra nazionale per non dover sperare in una non vittoria dei ciprioti padroni di casa.
A meno di eventi clamorosi, comunque, alla fine anche i Galletti dovrebbero riuscire ad accedere alla Fase Elite.

TABELLINO

Slovenia vs. Italia  2-3
Marcatori: 19’ Pihler, 24’ Rugani, 40’ Čeh, 40+2’ Monachello, 69’ Abbracciante
Slovenia: Cotman, Šturm, Štruc, Krajnc (C), Bajde, Vancaš, Čeh (dal 68’ Smrtnik), Lotrič, Pihler, Šme (dal 77’ Golob), Zajc (dal 73’ Kostanjšek)  A disp.: Barukčič, Skok, Boben, Kajzer. All.: Miloš Rus
Italia: Melgrati, Conti, Akrapovic, Fochesato, Rugani , De Vita (dal 52’ Abbracciante), Verre, Maggio (dal 66’ Colombi), Monachello, Luperini (dal 61’ Fornito), Pasa (C). A disp.: Lezzerini, Cianci, Emmanuello, Franchini, All.: Pasquale Salerno
Arbitro: Georgi Yordanov (BUL)
Assistenti: Tihomir Bobolov (BUL), Athinodoros Ioannou (CYP)
4° Ufficiale: Ioannis Anastasiou (CYP)
Ammoniti: Fochesato, Lotrič, Pihler, Kostanjšek

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E’ cominciata alle due ora italiana (le tre in quel di Cipro) l’avventura dei classe ’94 lanciati alla conquista dell’Europeo under 17 che si disputerà il prossimo anno in Serbia.

Ed è cominciata subito in maniera molto positiva: al Peyia Municipal di Paphos, infatti, i nostri Azzurrini sono stati capaci di avere la meglio sui padroni di casa, rispettando tutti i pronostici e partendo con il piede giusto alla rincorsa di uno dei sette posti disponibili in Serbia.

Sotto gli ordini dell’arbitro gallese Huw Jones i ragazzi di Salerno sono quindi riusciti ad avere la meglio, grazie ad una prestazione solida e di carattere, sugli indomiti padroni di casa, che hanno dovuto alla fine cedere di fronte ai nostri ragazzi.

A decidere il match, terminato 1 a 0 per gli Azzurrini, e stato un goal di Mattia Maggio, unico tra i diciotto ragazzi portati a Cipro a militare in un club estero: il ragazzo in questione, infatti, nacque sedici anni fa in quel di Nürtingen, in Germania, dove gioca a tutt’oggi (specificatamente nella formazione under 17 dello Stoccarda).
Il goal è arrivato ad inizio partita, esattamente dopo sei soli minuti: a propiziarlo è stata un’azione imbastita dal duo De Vita – Colombi, con quest’ultimo abile a servire l’assist decisivo al compagno, a sua volta bravo nel battere Panayi, portiere cipriota, con un pallonetto morbido.

Tre punti subito importanti, quindi, per la nostra nazionale, che partendo bene potrà ora guardare con più rilassatezza ai prossimi due impegni. In particolar modo potrebbe già risultare decisivo per la nostra qualificazione il prossimo, che vedrà i nostri sfidare i pari età sloveni: con una vittoria, infatti, è molto probabile che strapperemo il pass per la Fase Elite con un turno d’anticipo, potendo quindi poi affrontare senza grandi pensieri l’ultimo – e piuttosto ostico – impegno contro la Francia.

Francesi che intanto, dal canto loro, partono altrettanto bene: un goal realizzato dopo un’ora tonda di gioco da Abdallah Yaisien, giovane centrocampista offensivo nato il 23 aprile di sedici anni fa ed attualmente aggregato alle giovanili del PSG, ha regalato ai giovani Galletti la vittoria sulla Slovenia che si trovano quindi ora appaiati ai nostri ragazzi in testa al gruppo 9.

Appuntamento a venerdì, allora, per il secondo turno del nostro raggruppamento. Sperando già di poter festeggiare la qualificazione alla Fase Elite!

TABELLINO

Italia vs. Cipro 1-0
Marcatori: 6’ Maggio
Italia: Melgrati, Conti, Akrapovic, Cianci, Fochesato, De Vita (dal 53’ Abbracciante), Verre, Maggio, Colombi (dal 68’ Emmanuello), Franchini (dal 62’ Luperini), Pasa (C). A disp.: Lezzerini, Rugani, Monachello, Fornito. All.: Pasquale Salerno
Cipro: Panayi, Antoniou (C), Themistocleous, Gavriilides, Kyriakou, Zevlaris (dal 75’ Alexiou), Andreou K., Andreou A., Neofytou, Aresti (dal 41’ Christofi), Andreou S (dal 41’ Louka). A disp.: Georgiou, Ioannou, Georgiou, Constantinou. All.: Georgios Constantinou
Arbitro: Huw Jones (WAL)
Assistenti: Gareth Ayres (WAL), Tihomir Bobolov (BUL)
4° Ufficiale: Georgi Yordanov (BUL)
Ammoniti: Melgrati, Cianci, Zevlaris, Conti, Neofytou, Fochesato 

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