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Archive for the ‘Nation Cup Championship’ Category

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A pochi giorni dal termine dell’edizione 2011 del torneo continentale asiatico andiamo a comporre la nostra Top XI, con gli undici migliori giocatori del torneo.
Andiamo quindi subito a vedere come schierare questa rappresentativa, scegliendo come modulo quel 4-2-3-1 che ha fatto la fortuna del Giappone di Zaccheroni.

Portiere

Mark Schwarzer – Sei match, due reti subite. Di cui una, quella contro il Giappone, solo ai supplementari. Non avrà l’agilità felina ed i riflessi fulminei di Kawashima ma, di contro, ha ben altra tecnica, abbinata ad esperienza da vendere. Forse chiuderà qui la sua carriera ad alto livello con la nazionale. Di certo, nel caso, lo farebbe alla grandissima.

Difensori

Cha Du-Ri – Miglior terzino destro della competizione e, probabilmente, miglior terzino destro dell’intero continente. Cha Du-Ri dimostra anche in Qatar di essere giocatore solidissimo e di sicuro affidamento, disimpegnandosi egregiamente sia in fase difensiva che offensiva, dove mette per altro in mostra di avere una bella castagna. Un solo errore importante, nella semifinale con il Giappone. Troppo poco per colmare il gap con gli altri interpreti del ruolo.

Lucas Neill – Se Schwarzer subisce due sole reti in tutto il torneo è in special modo merito suo. E’ proprio lui, infatti, a guidare con esperienza e saggezza la retroguardia Socceroos. Carriera importante alle spalle, sia a livello di club che di nazionale, messa a frutto con la costruzione di un bagaglio esperitivo importante che lo rende uno dei migliori difensori del continente.

Odil Ahmedov – E’ tra le grandi sorprese di questa competizione: ventitreenne centrocampista del Pakhtakor si è disimpegnato alla grandissima come centrale difensivo, dimostrandosi anche molto periocoloso in fase offensiva. Le due reti segnate nel corso del girone iniziale, infatti, non sono state frutto del caso. Giocatore interessante, che potrebbe, un giorno, finire a giocare in Europa…

Yuto Nagatomo – Il terzino sinistro ex Cesena ha sfruttato alla grandissima la competizione, sia a livello di carriera (mettendosi in mostra tanto da guadagnare una chiamata dall’Inter Campione d’Europa e del Mondo in carica) che di palmares (da oggi può infatti vantare la vittoria di una Coppa d’Asia). C’è poco da dire sul suo torneo: è stato praticamente perfetto. Strameritava il titolo di MVP. Ma si sa: premiare un difensore è qualcosa con poco appeal, molto meglio dare il riconoscimento ad un giocatore dal ruolo più offensivo…

Centrocampisti

Server Djeparov – Non mi spiegherò mai come il capitano dei Lupi Bianchi non giochi ancora in Europa. Indubbiamente tra i migliori giocatori dell’intero continente, non poteva essere che lui a trascinare l’Uzbekistan ad una storica semifinale.

Koo Ja-Cheol – Un centrocampista che segna cinque reti in una competizione come questa non può che guadagnarsi di forza l’inserimento in una Top XI. Atto dovuto, quindi, quello di inserire Koo Ja-Cheol, centravanti ombra di una squadra che ha ceduto solo al cospetto dei futuri campioni continentali. Anche lui come Nagatomo ha sfruttato alla grandissima questa vetrina, tanto che in chiusura di mercato è passato dal Jeju United al Wolfsburg.

Trequartisti

Shinji Okazaki – Altro giocatore passato in Germania sul finire dell’ultimo mercato è stato questa punta utilizzata come trequartista di destra da Alberto Zaccheroni. Giocatore importantissimo negli equilibri della sua squadra l’ex Shimizu S-Pulse: oltre a scambiarsi spesso di posizione con Maeda – la punta della squadra – ha sempre fatto anche un grandissimo lavoro in fase di ripiegamento. Ha inoltre aggiunto tre reti alla causa nipponica. Se Nagatomo è stato l’MVP assoluto lui, bisogna dirlo, non gli è stato molto da meno.

Harry Kewell – Quando era giovane gli veniva pronosticata una carriera ad altissimo livello. Poi una miriade d’infortuni ne ha rallentato tantissimo la crescita, facendo sì che si perdesse un po’. Qualche anno e diversi chili dopo il buon Harry torna quindi alla ribalta dispuntando un’ottima Asian Cup, dimostrandosi ancora una volta giocatore dalla tecnica eccellente e dal fiuto del goal importante: tre le reti anche per lui.

Park Ji-Sung – Ha chiuso la sua carriera in nazionale con la semifinale persa dai suoi Taeguk Warriors contro il Giappone. Tra i migliori giocatori asiatici della storia, Park Ji-Sung ha disputato l’ennesimo torneo ad alto livello della sua carriera.

Punta

Yusef Ahmed Ali – La sua doppietta alla Cina si è rivelata vitale per il passaggio del turno del Qatar padrone di casa, che battendo i cinesi si è poi saputo imporre anche sul Kuwait per andare poi a strappare la qualificazione al turno ad eliminazione diretta. Tra undici anni ne avrà quasi trentaquattro e, con ogni probabilità, si troverà a dover provare a ripetere quanto fatto in questo Torneo per provare a far ottenere alla sua squadra un altro passaggio del turno, questa volta ben più importante. Anche dai suoi piedi, infatti, passerà la crescita del movimento qatariota quanto le speranze di ben figurare ai Mondiali del 2022, che saranno organizzati proprio a Doha e dintorni.

Allenatore

Alberto Zaccheroni – Dopo una stagione, la scorsa, piuttosto travagliata lo Zac si è ripreso alla grandissima, costruendo un’intelaiatura perfetta (di cui ho parlato più approfonditamente su Pianeta Sport) che ha portato i Samurai sul tetto del Continente.

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Prima dell’inizio della competizione lo dissi chiaramente: il Giappone di Zaccheroni sarebbe stata la squadra favorita alla vittoria finale dell’edizione 2011 della Coppa d’Asia.

E, come volevasi dimostrare, sono stati proprio i Samurai Blu a riportare la vittoria finale, per la quarta volta nella sua storia.

Grande impresa quella compiuta da Zac e i suoi, che sono riusciti ad imporsi al termine di una competizione molto intensa e tirata.
Ripercorriamo quindi velocemente la cavalcata di questa squadra, capace di tornare sul tetto del proprio continente dopo sette anni.

Parte con una sorpresa il torneo dei nipponici, che impattano 1 a 1 nel corso della prima giornata contro la sorprendente Giordania, poi capace di approdare ai quarti di finale contro ogni pronostico. A salvare la squadra del Sol Levante è Yoshida, che al novantaduesimo minuti insacca la rete di un pareggio d’oro, che varrà la prima posizione nel girone.

Qualche problema in meno nel corso della seconda giornata, quando un rigore di Honda sigilla il 2 a 1 sulla Siria dopo che era stato capitan Hasebe a firmare la rete del vantaggio al trentacinquesimo del primo tempo.
Roboante, poi, la vittoria sull’Arabia Saudita già eliminata nel corso dell’ultimo match del girone: un 5 a 0 che non dà scampo ai sauditi, affondati dalla tripletta di Okazaki, passato giusto ieri allo Stoccarda, e da una doppietta di Maeda.

Chiuso il girone B al primo posto, quindi, ecco l’approdo ai quarti di finale, dove si para l’ostacolo Qatar.Anche in questo caso saranno gli ultimissimi minuti di gioco a decidere il match: la doppietta di uno scatenato Kagawa, infatti, non basta ai nipponici, ripresi prima da Soria poi da Montezine. Decisiva, quindi, la segnatura di Inoha, capace di mettere la firma sulla rete del 3 a 2 all’ottantanovesimo minuto di gioco.

Splendida, poi, la semifinale contro la Corea, dove va in scena una delle partite più belle ch’io abbia visto negli ultimi anni. Grandissima intensità, infatti, tra le due potenze asiatiche, con i rigori che vanno a premiare proprio i Samurai Blu, comunque qualificati fino a sette secondi dal termine del secondo tempo supplementare, prima cioè che Jae-Won realizzasse la rete del 2 a 2 proprio all’ultimo respiro.

La finale, invece, non è all’altezza del penultimo atto, pur restando comunque un match godibile.
A fare un qualcosina di più è l’Australia, in realtà. Che però non fa i conti con un Nagatomo assolutamente straripante: il terzino del Cesena, secondo il sottoscritto assolutamente MVP del torneo, sembra non essere mai stanco e al centonovesimo minuto trova ancora una volta la forza di sprintare in fascia, trovare il fondo e centrare un cross per un solissimo Lee che calcerà benissimo al volo, firmando la rete della vittoria.

Onore a Zaccheroni ed al suo Giappone, quindi.
Sperando che ora il calcio asiatico, almeno nelle sue migliori espressioni, possa diventare discretamente competitivo anche a livello mondiale.

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Si consumerà sabato alle quattro di pomeriggio (ora italiana, s’intende) l’ultimo atto del torneo continentale asiatico in corso di svolgimento in quel del Qatar.

E, tutto secondo pronostico, a giocarsela fino in fondo saranno il Giappone, favorita assoluta alla vittoria finale, e l’Australia, prima tra le outsider in coppia con quella Corea del Sud eliminata dai Samurai Blu proprio nel corso del penultimo atto.

Partita molto vivace ed emozionante quella giocata tra la squadra di Zaccheroni e le Tigri Asiatiche. Indubbiamente il match più appassionante e piacevole da seguire tra tutti quelli visti sino ad oggi in questa comunque interessantissima competizione, che ha messo in mostra come il livello medio del calcio asiatico si stia pian pianino alzando.

Una semifinale che mi auguro abbiate visto un po’ tutti, perché assolutamente meritevole.
Due squadre affrontatesi a viso aperto che hanno dato vita ad uno spettacolo assolutamente apprezzabile.

Giappone schieratosi con il consueto 4-2-3-1 camaleontico con il buon Nagatomo, per quanto mi concerne indubbiamente MVP del match, a fungere da terzino puro in fase di non possesso palla e da ala aggiunta in fase di possesso, scombinando non poco i piani difensivi dei Guerrieri Taeguk, che hanno sofferto molto la spinta portata dal laterale attualmente in forza al Cesena.
Zaccheroni che ha quindi scelto di puntare sul solito Kawashima in porta proteggendolo con Iwamasa, Nagatomo, Uchida e Konno. Confermata quindi la coppia Endo-Hasebe in mediana così come il reparto offensivo, composto da Kagawa-Honda-Okazaki sulla trequarti e dall’unica punta Maeda.

Di contro Cho Jun Heon ha invece schierato un 4-5-1 che ha visto Sung-Ryong agire a difesa dei pali protetto da una linea a quattro composta da Du-Ri e Young-Pyo sugli esterni con Jae Won e Yong-Hyung centrali. A centrocampo, quindi, piazzati Yong Rae, Sung Yueng e Chung Yong con Ji Sung e Ja-Cheol con licenza di supportare l’unica punta di ruolo, Dong-Won.

Partita da subito molto vivace giocata su ritmi piuttosto alti che viene falsata dopo poco più di venti minuti di gioco da un intervento arbitrale che porterà il direttore di gara ad assegnare un penalty assolutamente eccessivo in favore della Corea, per un atterramento in area – successivo ad un contrasto spalla a spalla – di capitan Park Ji Sung. Sul dischetto si presenterà quindi il giovane Sung Yeung che fredderà Kawashima, che avrà comunque modo di rifarsi più avanti.

E’ comunque il Giappone a macinare più gioco. Sotto il profilo atletico, infatti, le due squadre sembrano bene o male equivalersi ma i nipponici mostreranno più fluidità di gioco, costruendo occasioni più interessanti nonostante un Kagawa piuttosto fuori dal match.

Il pareggio arriverà al trentaseiesimo minuto, quando Nagatomo effettuerà una delle sue solite sgroppate sulla fascia infilandosi alle spalle di Cha Du Ri per poi centrare un pallone che Maeda dovrà solo spingere in rete.

Lungo tutto il corso del secondo tempo, quindi, non arriveranno altre realizzazioni nonostante i giapponesi, ancora una volta, provino a fare qualcosina più degli avversari, che comunque non rinunceranno, a loro volta, ad attaccare.

Il match si sbloccherà quindi nuovamente al novantasettesimo minuto quando l’arbitro effettuerà un’ennesima scelta piuttosto dubbia assegnando un rigore al Giappone. Sul dischetto si presenterà Honda che si farà però respingere un rigore calciato malissimo. Sul pallone piomberà quindi Hosogai, che ribadirà in rete per la gioia dei suoi.

A quel punto i coreani troveranno la forza di effettuare l’ultima sfuriata e dopo aver inserito i 196 centimetri di Shin-Wook daranno il tutto per tutto per trovare il pareggio, iniziando a recapitare una serie di palloni sulla testa del loro puntero che sgomiterà con efficacia nel cercare di farli rendere al massimo.
E proprio un pallone recapitato sulla sua testa accenderà una mischia in area che sarà risolta, a sette secondi dalla fine, da Jae-Won.

Finale all’ultimo respiro, quindi, con le due squadre costrette ai rigori.

Qui Kawashima, come detto, si riscatterà e metterà in mostra la sua grandissima reattività andando a parare i rigori di Koo Ja Cheol e Lee Yong Rae rendendo quindi superfluo l’errore dal dischetto di Yuto Nagatomo, che macchierà una prestazione praticamente perfetta (in cui andrà anche a sfiorare un incrocio dei pali e a colpire proprio un palo esterno in una seconda occasione) non trovando lo specchio di porta dagli undici metri.

Il successivo errore di Hong Jeong-Ho sarà quindi poi sfruttato da Yasuyuki Konno, che spiazzando l’estremo difensore avversario chiuderà definitivamente ogni discorso, catapultando i nipponici in finale.

Giappone che ora se la dovrà quindi vedere contro un’Australia capace di fare d’un sol boccone un Uzbekistan assolutamente non all’altezza della situazione. Dopo essersi meritatamente qualificati alle semifinali, infatti, Jeparov e compagni cederanno di schianto, facendosi asfaltare con un 6 a 0 che non lascerà dubbio alcuno.

Mattatori della partita saranno Kewell, Ognenosvki, Carney, Emerton, Valeri e Kruse, che dovranno ora provare a ripetersi anche nel corso della finalissima.

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La seconda giornata dei quarti di finale, che decide il tabellone delle semifinali, ha una sola parola d’ordine: extratime.

Entrambi i match, infatti, terminano oltre il novantesimo minuto, decisi da un goal arrivato quando ormai un po’ tutte le speranze di vittorie andavano scemando.

Gli australiani, ad esempio, riescono ad imporsi sugli iracheni per 1 a 0 solo al centodiciottesimo minuto, ovvero sia a due soli minuti dal termine della partita. A due soli primi dai calci di rigore.

A decidere il match è il redivivo Harry Kewell, che dimostra di non essere ancora un giocatore da pensionare andando a raccogliere al limite dell’area un traversone proveniente praticamente da centrocampo, bucando il portiere avversario con un’incornata precisa che catapulta i Socceroos direttamente in semifinale, dove dovranno affrontare lo scoglio uzbeko.

A decidere l’ultimo quarto è invece Yoon Bit-Garam.

Il quarto sulla carta più equilibrato, infatti, è fatto proprio dai sudcoreani che s’impongono solo nel recupero del primo tempo supplementare, ad un quarto d’ora dai calci di rigore.

Decisivo il mancino piazzato calciato dal limite dal centrocampista del Gyeongnam FC, che buca il portiere avversario con un colpo da biliardo.

Corea che possiamo dire non abbia certo avuto la dea bendata dalla sua: dopo il difficile scoglio iraniano i Taeguk Jeonsa dovranno vedersela con i favoritissimi. L’ultimo scoglio da superare prima della finalissima è infatti rappresentato da l Giappone di Zaccheroni.

E saranno scintille.

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Qatar e Giappone aprono i giochi in questi quarti di finale con uno scontro molto appassionante che vede i Samurai Blu imporsi in extremis sui padroni di casa, che abbandonano quindi, ma a testa molto alta, la competizione.

Qatar che si porta in vantaggio a sorpresa dopo tredici soli minuti di gioco quando l’uruguagio Soria penetra in area da destra e dopo aver saltato Yoshida buca un non certo incolpevolissimo Kawashima facendo esplodere il tifo sugli spalti.

Il vantaggio dura però solo un quarto d’ora: poco prima della mezz’ora, infatti, Kagawa, stellina del Borussia delle meraviglie analizzato qualche giorno fa su Pianeta Sport, sfrutta il pallonetto di Okazaki su Qasem per appoggiare comodamente in rete il pallone che vale il pareggio.

Nella ripresa è però ancora il Qatar a portarsi in vantaggio, questa volta grazie a Montezine che sfrutta un secondo errore dell’estremo difensore nipponico per trovare la via della rete, segnando direttamente su punizione da posizione improbabile.

Kagawa, però, non ci sta e dopo nemmeno dieci minuti trova il pareggio andando a finalizzare un’azione corale.
Il tutto con la squadra rimasta in dieci proprio in occasione del secondo vantaggio qatarese.

L’inferiorità numerica, però, non impedisce ai giapponesi di pareggiare, appunto, e trovare, al novantesimo, il goal della vittoria.
A realizzarlo è Inoha che sfrutta la percussione di Kagawa per realizzare il goal che chiude il match e dà l’accesso alle semifinali alla nazionale del Sol Levante.

Nel secondo quarto della giornata, quello che vede i Lupi Bianchi uzbeki opposti alla sorpresa giordana, la partita si sblocca solo nella ripresa.

Il primo tempo, infatti, termina sullo 0 a 0 con un paio di buone occasioni per parte, non sfruttate però dagli effettivi in campo.

Ad inizio ripresa, però, le cose cambiano subito e l’Uzbekistan effettua, con Bakayev, un uno-due micidiale che stende gli avversari nel giro di tre minuti: la doppietta del bomber dell’FC Tobol spacca infatti la partita, dando un vantaggio realmente importante agli uzbeki.

A riaprire il tutto ci pensa, dieci minuti più tardi, Yasser.

Nonostante tutto, però, la Giordania non riesce più a rimettersi in carreggiata, vedendosi quindi costretta a chinare il capo di fronte ad una squadra tutto sommato più dotata e che non per nulla avevo indicato già ad inizio competizione come possibile outsider.

Sarà quindi ora molto interessante vedere i Lupi Bianchi alla prova con l’Australia che, imprevisti a parte, domani dovrebbe estromettere dalla corsa al titolo i campioni in carica iracheni per poi misurarsi proprio contro Djeparov e compagni.

Dalla parte opposta del tabellone, invece, il Giappone attende la vincente tra Iran e Corea per sapere con chi dovrà misurarsi per ottenere la qualificazione alla finalissima.
Terreno di certo non facilissimo quello per Zac e i suoi. Ma la qualità non manca. E chissà che Kagawa non li trascini ancora…

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Purtroppo ultimamente ho sempre meno tempo a disposizione per seguire il calcio in un po’ tutte le sue sfumature, ed ecco che, di conseguenza, ho anche sempre meno tempo per dedicarmi a questo blog.
Mi trovo quindi a dover fare un recap della terza giornata di Coppa d’Asia per intero, a giochi ormai fatti.

Partiamo quindi con il Gruppo A, chiusosi, come era prevedibile, con l’Uzbekistan in prima posizione. I Lupi Bianchi hanno infatti fermato sul 2 a 2 la Cina nel corso dell’ultima giornata, impedendo così alla nazionale del grande paese dell’estremo oriente di proseguire la propria marcia in questa competizione.
A beneficiarne è così il Qatar padrone di casa, che proprio facendo perno sul fattore campo è riuscito a battere anche il Kuwait per 3 reti a 0 volando quindi agli ottavi.

Nel Gruppo B si è invece consumata la più grande sorpresa di questo inizio di Torneo, con l’Arabia Saudita che ha perso anche il suo ultimo match con il Giappone: pesantissima la scoppola rifilata dai nipponici ai sauditi, un 5 a 0 firmato dalla tripletta di Okazaki e dalla doppietta di Maeda che ha fatto saltare il secondo allenatore nel giro di pochi giorni.
Giappone, primo, che passa a braccetto con la Giordania, capace di imporsi, un po’ a sorpresa, anche con la Siria. A fare la differenza è quindi la diversa differenza reti (scusate il gioco di parole) tra le due squadre: proprio il 5 a 0 con i sauditi, quindi, risulta decisivo per strappare la prima posizione ad un Giappone che resta la grande favorita del Torneo.

Nel Gruppo C va tutto secondo copione con la Sud Corea che fa d’un sol boccone l’India e l’Australia che s’impone sul Bahrain.
Anche in questo caso, quindi, con due squadre a 7 punti a fare la differenza è la differenza reti: a spuntarla sono i Socceroos, grazie alla rete realizzata dall’indiano Chhetri proprio nel corso dell’ultimo match.

Nel Gruppo D, infine, l’Iran dimostra una forza forse inaspettata battendo anche l’UAE con un secco 3 a 0. Gli iraniani sono quindi l’unica squadra ad aver terminato la prima fase a punteggio pieno.
La spuntano anche i campioni in carica iracheni, che nel corso dell’ultima giornata battono i nordcoreani grazie ad una rete di Jassim ed accedono alla fase ad eliminazione diretta.

Seconda fase

Finita la fase a gironi ecco comporsi davanti ai nostri occhi il tabellone della fase ad eliminazione diretta.

Interessante vedere quindi come il percorso dei Socceroos sarà, sulla carta, tutto sommato morbido.
Intendiamoci, arrivati a questo punto di facile non ci sarà nulla. Ma è anche logico che ci siano partite più abbordabili di altre.

Ecco quindi come in Australia staranno sicuramente fregandosi le mani nel vedere che l’accoppiamento ai quarti riserverà loro l’Iraq, campione in carica sì ma sicuramente non temibile come altre compagini. E lo stesso faranno anche nel notare come nell’eventuale semifinale ci sarebbe una tra la Giordania (sicuramente la preferita dai Canguri) e l’Uzbekistan (da prendere con le molle, ma tutto sommato inferiore ad altre due o tre squadre).

La parte bassa del tabellone è invece una sorta di girone infernale dantesco: il Giappone, fattore casalingo a parte, non dovrebbe avere grandissimi problemi ad eliminare il Qatar ed approdare in semifinale. Dove, però, incontrerebbe una tra Iran e Sud Corea: praticamente una finale anticipata.

Si fa quindi sempre più interessante questa Coppa d’Asia, che personalmente vi consiglio di iniziare a seguire almeno in questa fase finale!

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Australia vs. Corea del Sud

Australia e Sud Corea dimostrano di equivalersi impattando 1 a 1 nel corso della seconda giornata del proprio raggruppamento, continuando quindi a braccetto la corsa verso un quarto di finale ampiamente alla portata.

A passare in vantaggio sono proprio i Guerrieri Taeguk che trovano la rete dell’1 a 0 al ventiquattresimo minuto con Koo Ja-Cheol, bravo a battere Schwarzer con una sorta di rigore in movimento.

Straordinario, qualche minuto più tardi, l’intervento di Cha Du-Ri su Cahill: con il trequartista Toffees praticamente a tu per tu con Sung Ryong, infatti, il terzino coreano effettuerà un ritorno incredibile, riuscendo a portargli via il pallone giusto poco prima che sia troppo tardi.

Il goal del pareggio arriverà comunque: al sessantaduesimo sugli sviluppi di un angolo Neill butta in mezzo un pallone che Jedinak gira in rete di testa, permettendo ai suoi di restare agganciati alle Tigri Asiatiche.

Bahrain vs. India

Goleada per il piccolo emirato del Bahrain sull’immensa India.
In quel del Jassim Bin Hamad Stadium di Doha, infatti, la nazionale allenata da Salman Sharida fa di un sol boccone la nazionale i Bhangra Boys grazie alla spettacolare prestazione offerta da Ismaeel Abdullatif, autore di ben quattro reti nel 5 a 2 finale.

A passare in vantaggio è proprio il Bahrain che dopo soli otto minuti passa grazie ad un rigore trasformato da Aaish.
Due soli minuti, però, e Gouramangi Singh riequilibra il risultato con un tocco sotto misura, dopo essersi infilato in una retroguardia assolutamente non all’altezza della situazione.

Altri sei minuti ed il Bahrain torna in vantaggio, con Abdullatif che comincia il suo show: cross da sinistra, il portiere indiano respinge in maniera piuttosto approssimativa il pallone che finisce proprio sul destro dell’avversario, che ha gioco facile a firmare il 2 a 1.

Quattro minuti più tardi arriva quindi anche la terza rete, questa volta realizzata con Abdullatif bravo a farsi trovare tutto solo in mezzo all’area su di una palla centrata dalla sinistra.

La retroguardia indiana è quanto di più inaffidabile abbia potuto vedere negli ultimi mesi e a dieci dal termine della prima frazione proprio un controllo errato da parte di uno dei due centrali mette in movimento l’attacco del Bahrain, che costruisce una bella azione tutta di prima con Abdullatif che va quindi a firmare la sua tripletta personale, chiudendo definitivamente la partita.

Nella ripresa, quindi, Sunil Chhetri proverà a riaprirla dopo meno di dieci minuti di gioco, con un tap in arrivato a conclusione di un’azione rocambolesca che porterà i Bhangra Boys a colpire due traverse consecutive.
A tredici dal termine, infine, Abdullatif porrà fine al suo show personale partendo poco oltre la trequarti, infilandosi tra due difensori e bucando il portiere avversario con un gran destro ad incrociare sul secondo palo, con cui firmerà il suo storico poker.

Prospettive

L’Australia guida il gruppo a quattro punti a braccetto con i sudcoreani, però secondi per differenza reti.

In tutto ciò sono comunque proprio i Guerrieri Taeguk ad avere le maggiori chance di vittoria. Anzi, ad essere praticamente già passati: martedì incontreranno infatti l’India, che ricordo essere la squadra più scarsa della competizione, e la vittoria è assicurata. Con sette punti all’attivo, quindi, il passaggio del turno sarebbe automatico.

Dovranno invece fare attenzione i Socceroos: il Bahrain è avversario da prendere con le pinze, con un Abdullatif che dopo i quattro goal segnati all’India vorrà sicuramente provare ad incrementare ulteriormente il proprio bottino.
Un pareggio, comunque, basterebbe ad assicurare agli australiani il passaggio del turno.

Iran vs. Corea del Nord

Iraniani alla caccia della vittoria qualificazione contro una Nord Corea partita discretamente con il pareggio sugli Emirati Arabi.

Nel primo tempo le squadre si equivalgono e nessuna delle due riesce a prendere l’avvento sull’altra.
In realtà l’Iran troverebbe, con il ventenne Karim Ansarifad, la rete del vantaggio, ma la stessa gli viene annullata dal direttore di gara che vede una carica del numero dieci persiano su di un difensore nordcoreano.

Nella ripresa, invece, Ansarifad si ripete, ma questa volta senza che l’arbitro abbia nulla da obiettare: Nouri fugge a sinistra e crossa al centro dove proprio l’attaccante del Saipa si fa trovare puntuale all’appuntamento con il goal e va a girare in rete un pallone su cui Ri Myong-Guk non può arrivare.

Coreani che dopo essere finiti sotto proveranno quindi a ristabilire il risultato di parità, senza però riuscire a venirne a capo.
Significativa l’occasione in cui capitan Hong Yong-Jo spizza la traversa: la porta difesa da Rahmati sembra proprio essere stregata per la nazionale guidata da Jo Tong-Sop.

Emirati Arabi Uniti vs. Iraq

Dopo essere partiti male, con una sconfitta contro l’Iran, i campioni in carica iracheni scendono in campo all’Ahmed bin Ali Stadium per provare a rifarsi subito.

In entrambe le frazioni di gioco le due squadre recitano lo stesso copione: gli Emirati partono molto meglio, mettendosi a fare la partita, per poi essere ripresi e superati dall’Iraq.

E se questo nel primo tempo porta solo ad un po’ di spettacolo per la creazione di qualche palla goal nella ripresa, con entrambe le squadre più stanche, arriva la rete che decide il match: è il novantratreesimo minuto quando Mahmoud centra un pallone in mezzo che Abbas devia involontariamente nella propria porta. E’ l’autorete che condanna gli Emirati ad una sconfitta tutto sommato immeritata.

Prospettive

Iran, primo a punteggio pieno, qualificato con un turno d’anticipo. Saranno quindi le altre tre a giorcarsi il passaggio del turno con gli iracheni che trovandosi a quota tre hanno comunque più chance rispetto ad UAE e Corea del Nord.
Battendo proprio i coreani, infatti, i campioni in carica si assicurerebbero matematicamente l’approdo ai quarti di finale, risultato minimo per chi si presenta ad un torneo dopo aver vinto l’edizione precedente.

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