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Archive for novembre 2010

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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Vediamo come sono terminate le partite che avevo indicato come possibili scommesse:

Salisburgo – Mattersburg 1 1,25
Charleroi – Genk 2 1,62
Copenaghen – Nordsjaelland 1 1,35
Manchester UTD – Wigan 1 1,20
Almeria – Barcellona 2 1,22

Vittoria in scioltezza dello United, che s’impone 2 a 0 contro il Wigan grazie anche alle espulsioni di Alcaraz e Rodallega. Red Devils passati comunque in vantaggio quando le due squadre erano ancora in parità numerica. Di Evra ed Hernandez le reti partita.
Non si può nemmeno parlare di scioltezza per il Barça: tripletta di Messi, doppietta di Bojan, reti di Iniesta e Pedro, autogoal di Acasiete. C’è altro da aggiungere?
Ottimo anche il 3 a 1 del Genk sullo Charleroi. Doppietta di Ogunjimi ed autore di Fabris, con l’inutile rete della bandiera di Costa. E il Genk vola!
Basta una sola rete, invece, al Salisburgo per imporsi sul Mattersburg: a realizzarla è Wallner su rigore, che regala i tre punti ai suoi.
Un rigore di Santin (che ne aveva già sbagliato uno in precedenza) ed una rete di Claudemir regalano la vittoria al Copenhaghen sul Nordsjaelland, cui non basterà la rete ad un quarto d’ora dal termine che sarà realizzata da Gytkjaer.

Portogruaro – Siena 2 2,05
Fulham – City 2 2,35
Villareal – Valencia 1 1,95
Blackpool – Wolves 1 2,45
Bristol – Leicester 2 2,25

Goleada del City di Mancini a Londra con i Toffees: 4 a 1 timbrato dalla doppietta di Tevez e dalle reti Zabaleta, Tourè e Gera, autore del goal della bandiera per la squadra di casa.
Vittoria anche per il Blackpool, capace d’imporsi per 2 a 1 sui Wolves con Varney ed Harewood che rendono vana la rete di Doyle.
Quattro su quattro totale in terra inglese, laddove anche il Bristol City rispetta le mie attese imponendosi per 2 a 0 sul Leicester grazie alle reti di Pitman e Clarkson.
Bene anche l’unico match italiano: il Siena asfalta il Portogruaro 4 a 1 con Terzi, Mastronunzio, Bolzoni ed Immobile. Di Cunico, su rigore, il goal della bandiera per i padroni di casa.

Niente da fare, invece, per Villareal – Valencia. Nell’inserirla fui combattutissimo: 1 o X? Ero meglio disposto nei confronti del pareggio, ma alla fine la presenza di Rossi mi ha fatto propendere per la vittoria del Sottomarino Giallo. Rossi che la mette, in effetti, ma non basta: in precedenza aveva segnato Aduriz, così che il match termina sull’1 a 1. Peccato!

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La Roma inizia meglio la partita ma chiude il primo tempo sotto di due goal. Nella ripresa, poi, il ritorno di fiamma e, complice un Bayern rilassatosi eccessivamente, le tre reti che ribaltano il match.

Vediamo quindi i voti, giocatore per giocatore:

Roma

Julio Sergio: 5,5
Non è impegnato moltissimo, ma quantomeno sulla prima rete potrebbe fare qualcosa di più.

Cassetti: 6
Partita attenta ma in cui si limita più che altro al compitino. Per sua fortuna Ribery non è al meglio e si vede. Peccato si faccia anticipare da Gomez sull’1 a 0, chiudendo in ritardo con la diagonale difensiva. E’ pur vero, però, che sembrerebbe aver subito una trattenuta nel caso. Un fallo a suo favore poteva forse starci.

Mexes: 6
Non ci capisce moltissimo in occasione dei due goal, ma per il resto gioca una partita senza grandi sbavature.

Burdisso: 6
Nel complesso un poco superiore al compagno di reparto ha però parziali colpe sulla seconda rete bavarese.

Riise: 6,5
Spinge poco dovendo controllare Lahm e Muller. Quel poco però gli basta: suo l’assist per il goal di De Rossi.

Brighi: 5,5
Corre un po’ a vuoto.
(Dal 74′ Totti: 6,5
Gioca un quarto d’ora e la sua freddezza dal dischetto vale la vittoria. Kraft stava per prenderla, in effetti… ma il risultato finale è l’unica cosa che conta.)

De Rossi: 6,5
Colpa parziale per la seconda rete da assegnare anche a lui che però nella ripresa cresce e firma l’importantissima rete del pareggio, che ridà slancio alla foga giallorossa.

Greco: 5
E’ il peggiore dei suoi. Ma probabilmente non è abituato a giocare certi match.
(Dal 46′ Simplicio: 6
Il miglioramento del gioco della Roma passa anche dai suoi piedi.)

Menez: 7
E’ il solito Menez: primo tempo pessimo, devastante nella ripresa. Se trovasse continuità di rendimento farebbe impazzire tantissime difese.

Vucinic: 6
Altro giocatore piuttosto discontinuo. Preziosissimo, comunque, nel dare il via all’azione del pareggio.
(Dall’81’ Pizarro: s.v.)

Borriello: 7
Un goal ed un grande numero in area, più un rigore guadagnato e tanta, tanta corsa. Non è un fenomeno in quanto tale, ma resta giocatore molto generoso oltre che – spesso – utile.

Bayern Monaco

Kraft: 6,5
Ottima prestazione per il portiere del Bayern. Se i suoi non si addormentassero nella ripresa chiuderebbe forse mantenendo la porta inviolata, e con un voto quindi ancora più alto. Sul rigore della vittoria, per altro, stava per compiere il miracolo…

Lahm: 6
Dopo il Mondiale tedesco ci si aspettava molto di più da lui. Terzino sicuramente utile per tutte le stagioni, ma da cui, visti i mezzi, mi aspetterei sempre qualcosa in più.

Van Buyten: 5
Partita da dimenticare in fretta.

Demichelis: 5
Nella ripresa la difesa bavarese subisce tantissimo e lui è uno dei principali imputati.

Pranjic: 5
Non è un terzino. C’è altro da dire?

Tymoschuk: 6
Nel primo tempo il centrocampo del Bayern domina quello giallorosso. Nella ripresa si spengono un po’ tutti e lui è tra i pochi a salvarsi, in qualche modo.

Ottl: 5,5
Vale più o meno quanto detto per il mediano ucraino.

Muller: 6
Un po’ sottotono rispetto ai bei tempi andati, resta comunque uno dei giovani più interessanti al mondo.
(Dal 73′ Contento: 6
Prova a mettere una pezza sulla fascia sinistra, ma la Roma ha ormai in mano la partita.)

Kroos: 6
Come sopra.

Ribery: 5,5
Non è in condizione e si vede. I tifosi bavaresi non vedono l’ora di vederlo tornare al suo livello.
(Dal 77′ Altintop: s.v.)

Gomez: 7
Periodo di forma straordinario per il puntero con origini di Granada.

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CRONACA

Pochi secondi e prova subito a farsi vedere Dallas: cross dalla trequarti sinistra con Atiba Harris che gira il pallone di testa verso la porta difesa da Pickens, che non ha però alcuna difficoltà a fare proprio il pallone.
E’ però Colorado ad iniziare meglio: i Rapids fanno infatti girare il pallone in maniera più pulita di quanto non riesca agli avversari. La buona capacità di manovra di Colorado porta la squadra di Gary Smiths a portarsi vicina alla rete dopo sette minuti quando Mastroeni ha una grandissima intuizione ed effettua uno splendido filtrante in favore di Cummings, il cui sinistro da appena dentro l’area sarà però preda di Kevin Hartman, alla caccia della sua terza MLS Cup in carriera.

Dopo i primissimi minuti, però, riguadagna campo Dallas, ristabilendo una sorta di equilibrio che era esattamente ciò che ci si aspettava dalle due squadre dopo che avevano già pareggiato entrambi i match disputati l’una di fronte all’altra in regular season.
Il tutto, comunque, si traduce in tentativi da una parte e dall’altra senza che però nessuno dei due club riesca realmente ad impensierire l’altro, pur con Dallas che arriverà dalle parti dell’area avversaria in maniera più continua rispetto a Colorado.

Rapids che dimostrano comunque qualche problemino di troppo in fase difensiva, laddove sembrano infatti essere particolarmente fragili in special modo sugli esterni.

Al ventisettesimo minuto, però, è la difesa di Dallas ad andare in sofferenza: Casey sfrutta infatti tutta la sua fisicità per liberarsi della marcatura di Ihemelu per poi essere contrato da Benitez. I due sbracceranno un po’ per finire poi entrambi a terra con Casey che si rialzerà immediatamente per venire agganciato proprio dal difensore avversario. Il rigore sembrerebbe essere solare, ma l’arbitro Toledo, piuttosto ben piazzato, deciderà di lasciar correre.
Sulla rimessa laterale che seguirà questa azione piuttosto dubbia il pallone verrà riscodellato ancora al centro dell’area dove sarà impattato da Omar Cummings, che non riuscirà però a trovare lo specchio di porta.

Sul fronte opposto sarà invece Ihemelu a colpire di testa, questa volta sugli sviluppi di un corner battuto da Ferreira. Niente da fare, però, nemmeno per il centrale nigeriano, che spedirà la palla altra sopra la traversa.

Poco dopo la mezz’ora il brasiliano Jackson, terzino di Dallas, dovrà abbandonare forzatamente il match a causa di un infortunio al fianco. Il ragazzo, arrivato in prestito dal San Paolo, abbandonerà quindi il campo in lacrime. Ma del resto è facile capirlo, trattandosi di una finale così importante. Al suo posto Hyndman schiera quindi Zach Loyd.

E non passano che un paio di minuti prima che l’FC Dallas passi: a realizzare la rete capace di sbloccare il match è l’MVP della stagione, il colombiano Ferreira, che si spinge in area per raccogliere un cross dalla destra e bucare Pickens sottomisura.

Colorado non ci sta e prova subito a riequilibrare il risultato. Cummings effettua infatti una bella giocata con un tunnel al limite con il quale si libera al tiro, che finirà però di poco alto.

Sarà comunque un fuoco di paglia, quello. Dallas riuscirà infatti a controllare bene gli sparuti tentativi d’attacco di Colorado per tutto il primo tempo, terminando lo stesso in vantaggio.

L’inizio di ripresa sarà tutto appannaggio dei Rapids, decisi a riequilibrare da subito il risultato. Nulla da fare, però, per i ragazzi di Smith che ce la metteranno tutta ma non riusciranno a scalfire la grandissima solidità difensiva della squadra ottimamente schierata da Schellas Hyndman.

Al cinquantaseiesimo, però, Loyd effettua un alleggerimento molto superficiale spazzando la palla senza buttarla in fallo laterale. Ad intercettarla sarà quindi Jamie Smith che farà secco lo stesso Loyd per poi centrare il pallone in direzione di Casey, il quale riuscirà, sottomisura, a firmare la rete del pareggio.

La reazione di Dallas non si farà però attendere: al cinquantanovesimo McCarty ci proverà da fuori, con buona coordinazione. Il tiro, però, sarà centrale e verrà facilmente bloccato da Pickens.
E’ comunque sempre Colorado, in questa fase, a fare la partita. Al sessantaduesimo Larentowicz ci prova quindi direttamente su calcio di punizione a due: il mezzo esterno del centrocampista di Pasadena gira bene verso il secondo palo, Hartman è però attento e distendendosi alla sua sinistra si salva in angolo.

Intorno al sessantacinquesimo torna quindi a svegliarsi Dallas, che però trova una difesa avversaria un poco più organizzata di quanto non fosse nella prima frazione e, soprattutto, una coppia di centrali, quella formata da Moor e Wynne, di tutto rispetto.
Dallas che si rende comunque pericoloso sugli sviluppi di un corner al settentunesimo minuto. Sul colpo di testa portato da Ihemelu, però, è attentissimo Pickens, che raggiungerà il pallone salvaguardando l’incolumità della propria porta. Poco più tardi sarà invece Ferreira da fuori ad esplodere un destro fortissimo, che si infrangerà però contro un difensore.

Pericolosissima l’azione costruita a sette dal termine da Loyd: penetrato in area da destra  si spingerà fino al vertice laterale dell’area del portiere per poi centrare un pallone basso su cui non interverrà però nessuno dei suoi compagni. Occasione piuttosto ghiotta non sfruttata da Dallas.
Subito dopo mischia in area Rapids risolta da Wynne che opporrà il suo fisico alla botta scagliata da Chavez rimpallando il pallone ben al di fuori dell’area di rigore.

La partita si trascina quindi ai supplementari, ma non ai rigori. Al centosettesimo minuto, infatti arriverà la giocata decisiva, portata dal senegalese Macoumba Kandji: ricevuta palla sul vertice destro dell’area il venticinquenne nativo di Dakar si libererà di Benitez quando dopo averlo stordito con un doppiopasso effettuerà un tunnel con cui riuscirà a dribblarlo per poi calciare di punta verso la porta difesa da Hartman che sarà beffato dallo sfortunato tocco di John che mettendo la coscia per provare a respingere il pallone finirà col deviarlo alle spalle del proprio portiere, per il goal che deciderà il campionato statunitense 2010.

Dallas che si riverserà quindi in attacco con John che proprio a tempo ormai scaduto proverà a farsi perdonare l’autorete segnata qualche minuto prima, trovando però la grande risposta di Pickens, che sigillerà risultato e vittoria. Della partita quanto del campionato.

COMMENTO

Il BMO Field di Toronto fa da palcoscenico alla prima vittoria dell’MLS nella storia dei Colorado Rapids, franchigia fondata nel 1996 con base a Denver che nella sua storia non aveva mai vinto nulla prima di oggi. A parte due campionati riserve e due Rocky Mountain Cup, trofei considerati giustamente minori, i ‘Pids erano riusciti a piazzarsi al massimo in seconda posizione proprio nell’MLS cup del 1997 ed in seconda posizione nell’U.S. Open Cup del 1999.

Vittoria quindi più che mai storica quella fatta registrare da Colorado. Ma altrettanto storica lo sarebbe stata anche qualora ad imporsi fossero stati i ragazzi dell’FC Dallas che parimenti non erano mai stati in grado di riportare la vittoria finale in questa competizione (vincendo, però, una U.S. Open Cup nel 1997).

Dopo aver terminato a pari punti (50) la regular season con un doppio pareggio negli scontri diretti Colorado e Dallas pareggiano anche la finale di MLS Cup.
Partita tutto sommato equilibrata, a sprazzi. In taluni momenti, infatti, a fare gioco è la squadra di Denver, in altri sono i Frisco Kids a tenere in mano il pallino del gioco.

Incontro maschio con alcuni scontri al limite del regolamento, tecnicamente piuttosto povero rispetto agli standard europei (tanti appoggi piuttosto semplici sbagliati, così come certi stop da giocatori non professionisti) ma tatticamente abbastanza interessante.
In particolar modo, in questo senso, molto ben messa in campo Dallas, con un 4-2-3-1 molto quadrato ed ordinato in cui ogni giocatore, al di là dei propri limiti personali, aveva ben imparato a fare quantomeno il compitino.

Un pochino più confusionario, invece, il 4-4-2 di Colorado posto che in alcuni momenti della partita saltavano certi schemi, in particolar modo in difesa.

Partita gradevole, tutto sommato, anche se non al cardiopalma.

MVP

Difficile, dal mio punto di vista, poter dire che ci sia stato un giocatore nettamente al di sopra degli altri. La mia citazione, quindi, va a Conor Casey, ventinovenne punta nativa di Dover City che in carriera ha vestito le maglie di Borussia Dortmund, Hannover, Karslruher, Mainz e Toronto. Medie goal piuttosto scarsine in carriera, con il salto di qualità arrivato proprio in quel di Denver.

Ad impressionare, però, non è tanto la sua capacità sotto porta (il suo goal, comunque, è stato importantissimo perché ha rilanciato le ambizioni della sua squadra, poi capace di imporsi ai supplementari) quanto una fisicità con cui può risultare realmente devastante nei corpo a corpo anche con il marcatore più tenace.

Giocatore non certo di primo piano a livello mondiale questo Casey, ma raramente ho visto punte capaci di avere un impatto come il suo, in questo senso.

TABELLINO

FC Dallas vs. Colorado Rapids 1 – 2
Marcatori: 36′ Ferreira, 56′ Casey, 107′ Kandji
FC Dallas: Hartman; Benitez, John, Ihemelu, Jackson (34′ Loyd); Shea (64′ Cunningham), Hernandez, McCarty, Chavez (104′ Avila), Ferreira; Harris. A disposizione: Sala, Alexander, Guarda, Luna. All: Schellas Hyndman.
Colorado Rapids: Pickens; Wallace (90′ Baudet), Wynne, Moor, Kimura; Mullan, Larentowicz, Mastroeni, Smith (89′ Thompson); Casey, Cunninghams (97′ Kandji). A disposizione: Joyce, Palguta, Claudio Lopez, Amarikwa. All: Gary Smith.
Ammoniti: Wallace, Smith, Casey (CR); Benitez (FCD).

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Genoa

Eduardo: 5
Dal portiere titolare della nazionale lusitana ci si aspetterebbe molto di più. Sul primo goal, che è una sua autorete, è sì sfortunato… ma anche troppo lento a deviare il tiro di Marchisio che poi finendo sul palo rimbalzerà sulla sua schiena per terminare la propria corsa in porta.

Ranocchia: 6
E’ il migliore dei suoi lì dietro.
(Dal 46′ Kharja: 6,5
Migliore in campo dei suoi, dà la scossa ad una squadra che nel secondo tempo, grazie a lui, si sveglia pur senza pungere con troppa convinzione.)

Dainelli: 5,5
Vista la sua esperienza ci si aspetterebbe molto di più.

Kaladze: 5,5
Già a Milano aveva dimostrato di fare ormai fatica a certi livelli.

Rafinha: 5,5
Giochicchia senza incidere.

Milanetto: 5,5
Altro giocatore dalla cui esperienza ci si aspetterebbe qualcosa di più. Randella ma senza ottenere grandi risultati.

Veloso: 5
Tra i peggiori in campo. Non per nulla non terminerà la partita.
(Dal 75′ Rudolf: s.v.)

Criscito: 5
Subisce tantissimo Krasic. Poi un pochino si riprende, ma la prestazione globale è comunque insufficiente.

Mesto: 5
Davanti non si fa vedere, dietro non aiuta come sa fare. Indubbiamente ha passato momenti migliori.
(Dal 46′ Destro: 6
Dimostra come sia assolutamente più che degno del nostro massimo campionato. Sarebbe forse giusto girarlo in prestito da qualche parte per farlo giocare con più continuità.)

M. Rossi: 6
La solita grande generosità.

Toni: 6
Si sbatte e batte tanto, ma riuscendo a cavare fuori ben poco da questa partita. Un goal in effetti lo segna, peccato solo lo realizzi di mano…

Juventus

Storari: 6
Bravo e fortunato. La sufficienza è comunque il minimo.

Motta: 6
Disputa un primo tempo senza infamia né lode. Avesse giocato la ripresa si sarebbe probabilmente guadagnato un voto più basso.
(Dal 53′ Sorensen: 6,5
Dietro non sbaglia nulla. Complimenti a chi l’ha scoperto: ci vuole un bell’occhio per capire che un ragazzino di una squadra di Serie B danese possa essere all’altezza della nostra Serie A!)

Bonucci: 6
Solita partita ordinata per lui, che comincia anche a trovare una buona intesa con il compagno di reparto.

Chiellini: 7
Domina Toni.

Grosso: 6
Partita discreta. Anche lui sembra comunque un altro giocatore rispetto all’anno scorso.

Krasic: 7
Gioca solo poco più di un tempo, ma è abbastanza per mettere il risultato in cassaforte.
(Dal 60′ Sissoko: 5
Come lui s’è involuto solo Amauri.)

Aquilani: 7
Le chiavi del centrocampo le ha in mano lui. E se il centrocampo juventino è oggi il migliore d’Italia non può che essere per buona parte merito suo. Peccato per il risentimento muscolare: patrimonio del calcio italiano, c’è da sperare non sia più martoriato dagli infortuni come in passato.
(Dal 79′ Salihamidzic: s.v.)

Melo: 6
Meno brillante che in altre occasioni.

Marchisio: 6,5
Bel match giocato dal prodotto del vivaio juventino, che pur non essendo un’ala pura si sta adattando piuttosto bene al ruolo.

Quagliarella: 6
Per il sacrificio meriterebbe mezzo punto in più. Ma spreca qualche palla di troppo provando tiri un po’ campati per aria. E’ comunque sempre il più positivo, là davanti. Sarà difficile non riscattarlo.

Iaquinta: 5
Troppo, troppo sciupone ed impreciso.

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Cominciamo con cinque partite sulla carta facili, quasi scontate… per poi passare ad altre cinque molto più ostiche, ma comunque di possibile realizzazione:

Salisburgo – Mattersburg 1 1,25
Charleroi – Genk 2 1,62
Copenaghen – Nordsjaelland 1 1,35
Manchester UTD – Wigan 1 1,20
Almeria – Barcellona 2 1,22

Nonostante in Europa League abbia dato del filo da torcere alla Juventus in campionato il Salisburgo sta faticando più di quanto ci si potesse aspettare. I rot-weiß, infatti, sono solo al sesto posto (su dieci) in Bundesliga, a dieci punti dal Josko Reid capolista. Il Mattersburg però è messo ancora peggio, essendo penultimo a più due sul Lask Linz. I Red Bull, insomma, dovranno rilanciarsi proprio partendo dalla partita con il Mattersburg.

 Si consumerà il più classico dei testa-coda, invece, in Belgio: la capolista Genk farà infatti visita allo Charleroi per continuare il proprio cammino verso la possibile vittoria della Jupiler League che i de Mijnjongens Genkies potrebbero ottenere al termine del campionato. Il divario tra le due compagini è di ventisei punti, accumulatosi in quindici sole giornate di campionato. Vittoria sulla carta praticamente scontata posto anche che lo Charleroi ha vinto una sola partita perdendone invece ben dieci.

Quasi scontata anche la vittoria che dovrebbe riportare il Copenhaghen contro il Nordsjaelland: assoluti dominatori del campionato i Løverne non dovrebbero avere problemi ad avere la meglio sui noni della SAS Ligaen.

Non dovrebbe avere problemi nemmeno lo United in casa col Wigan. E chissà che a risolvere il match non sia Macheda, che negli ultimi due incontri disputati (uno con i Red Devils, l’altro in under 21) ha realizzato tre reti…

Chiudo, prima di passare a partite sulla carta più complesse, con la possibile vittoria del Barça ad Almeria.

Portogruaro – Siena 2 2,05
Fulham – City 2 2,35
Villareal – Valencia 1 1,95
Blackpool – Wolves 1 2,45
Bristol – Leicester 2 2,25

Il Siena fa visita al Portogruaro per continuare il buon inizio di campionato avuto dalla squadra Toscana. Vincere lontano da casa non è mai facile, ma di certo sono proprio i senesi ad essere favoriti.

Come sa chi segue il mio blog con costanza non apprezzo particolarmente il gioco attuale del City. Nel contempo, però, la forza della squadra è indubbia. Vinceranno a Londra?

Darei poi credito al Villareal di Giuseppe Rossi che giocherà uno scontro diretto con il Valencia: le due squadre, terza e quarta del campionato, daranno sicuramente vita ad un contro acceso. E chissà che non sia proprio l’italiano, dato vicino al Barcellona, a risolvere la partita.

Osticissimo il match tra Blackpool e Wolves, rispettivamente quindicesima e diciannovesima in Premier League. I primi hanno infatti vinto una sola partita di fronte al proprio pubblico e potrebbero raddoppiare proprio in questo week-end.

Di contro, e chiudo, il Leicester potrebbe ottenere la terza vittoria esterna a Bristol, col City capace di vincere una sola volta ad Ashton Gate.

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Il 25 aprile del 1947 nacque, in quel di Amsterdam, uno dei giocatori più forti, famosi ed apprezzati dell’intera storia calcistica mondiale: Hendrik Johannes Crujiff.

Il suo impatto sul mondo del calcio, infatti, sarà assolutamente significativo. Tre palloni d’oro, del resto, non si vincono per caso. Così come non si viene eletti per caso come secondo miglior giocatore dello scorso secolo dall’IFFHS.

Ripercorrerne la carriera sarebbe un lavoro interessante, sicuramente. Ma è qualcosa che è stato già fatto più volte e da persone sicuramente più indicate di me, quindi sarebbe piuttosto inutile probabilmente.

In tal senso, comunque, mi permetto di consigliarvi un libro: “Mi piace il calcio ma non quello di oggi”, scritto dallo stesso Johan ed in cui l’ex stella dell’Olanda anni settanta svela un po’ il suo modo di vedere questo sport.
Racconta qualcosa che, probabilmente, non viene raccontata nemmeno negli articoli più esaustivi sulla sua persona.

Torniamo all’oggetto di questo pezzo, comunque.

Cruijff: la saga continua.

Perché il nostro Hendrik Johannes non fu il solo Cruijff a tastare campi calcistici di una certa importanza.
Dopo di lui, infatti, arrivò Jordi (chiamato così in onore di San Giorgio, patrono della città di Barcellona cui è legata a doppio filo la famiglia Cruijff, come vedremo), figlio dello stesso Johan.

Nato il 9 febbraio del 1974 ad Amsterdam non arrivò mai, nel corso della sua carriera, a sfiorare anche solo lontanamente le vette raggiunte dal padre. Nonostante questo disputò comunque una carriera di buon livello, pur schiacciato dal nome che si portava sulle spalle.

Anche lui, come il padre, giocò nel Barcellona (con cui disputò due stagioni in prima squadra ed altre sette nelle giovanili). Ma non solo: ebbe anche l’opportunità di vincere un paio di campionati con il Manchester United.

Ma anche di Jordi avrete già sicuramente parlare.

La saga continua, dicevo. Perché continua anche ai giorni nostri.

L’ultimo della stirpe Cruijff, infatti, è Jesjua Andrea Angoy Cruijff, figlio dell’ex portiere del Barcellona Jesús Mariano Angoy e di Chantal, a sua volta figlia di Johan e sorella di Jordi.

E dove potrà mai giocare l’ultimo dei Cruijff, se non nelle giovanili del Barcellona?

Più precisamente il nostro Jesjua milita attualmente nel Juvenil B, formazione allenata da un altro ex giocatore del Barça, Sergi Barjuan, di cui vi ho parlato giusto ieri.

A differenza del nonno e dello zio, però, Jesjua non è un giocatore con doti prettamente offensive. Il suo ruolo naturale, infatti, è oggi quello di terzino sinistro.

Non avendolo mai visto giocare non potrò fare i miei soliti sproloqui rispetto a quali siano le sue caratteristiche e le sue prospettive. Ma due parole sul nipote di uno dei più grandi campioni della storia era giusto scriverle.

Riuscirà anche lui, come successo al nonno ed allo zio, a giocare nella prima squadra del Barcellona?

Chi vivrà vedrà.

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Di situazioni simpatiche ne succedono un po’ tutti i giorni nello sconfinato mondo del calcio, purtroppo non si ha sempre la possibilità ed il tempo di riportarle e commentarle.

Oggi, però, non posso proprio fare a meno di segnalarvi quanto accaduto al trentaseiesimo minuti dell’amichevole disputata giusto ieri sera tra Portogallo e Spagna (finita, per la cronaca, quattro a zero in favore dei lusitani con reti di Martins, Postiga, Almeida ed autogoal di Ramos) quando il solito straripante Cristiano Ronaldo si porta in area di rigore e dopo essersi liberato con uno dei suoi classici giochetti del diretto marcatore, finito a terra in una scivolata molto approssimativa fatta nel vano tentativo di strappargli il pallone, fa partire un pallonetto a scavalcare Casillas con l’esterno del piede toccando il pallone come solo un fuoriclasse come lui sa fare.

La traiettoria che il suo destro disegna, infatti, è praticamente perfetta: tocco morbido che fredda Casillas, scavalcandolo, per correre leggero verso il fondo della rete spagnola.

Proprio nel varcare la linea di porta, però, il pallone sarà colpito dalla testa di Nani, che proverà a rubare al proprio capitano un goal già fatto. Cosa questa di per sè già esecrabile, dal mio punto di vista.

Ma non è finita: nel momento in cui Ronaldo toccherà il pallone per far partire il pallonetto, infatti, Nani si troverà in posizione di fuorigioco. Andando a colpire la palla prima che questa varchi la linea, quindi, finirà con il realizzare una rete irregolare, vanificando tutto lo splendido lavoro del fenomeno attualmente in forza al Real Madrid.

Che non la prende benissimo, come potete vedere dalle immagini…

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