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Archive for the ‘Mondiale Egitto '09’ Category

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Si è concluso nella serata di ieri il Mondiale under 20 con la prima vittoria africana nella storia di questa competizione.

E’ il Ghana, infatti, a tornare vincitore in patria avendo battuto in finale niente popò di meno che il Brasile, tra le grandi favorite del Mondiale (qui gli highlights del match).

Per arrivare alla vittoria finale, però, il Ghana ha dovuto attendere i calci di rigore dopo che la partita si era chiusa in parità. Una parità, quella che appare guardando il risultato, che però non rispecchia appieno l’andamento della gara: il Ghana, infatti, ha giocato dal 37′ minuto in dieci uomini per l’espulsione di Daniel Addo ed ha pagato molto l’inferiorità numerica.

I Verdeoro, infatti, fanno valere l’uomo in più andando a conquistarsi il pallino del gioco e creando molte più occasioni rispetto ai propri avversari. I numeri in questo parlano chiaro: la Seleçao terrà il possesso di palla per il 57% del tempo ma, soprattutto, calcerà in direzione della porta avversaria per ben 32 volte, esattamente il doppio rispetto a quanto fatto dai ghanesi.

Alla fine però, come detto, il risultato non cambierà e per decidere la vittoria finale saranno necessari i rigori.

Dominic Adiyiah, Scarpa dOro e Miglior giocatore del torneo (fredrikstadfk.no)

Dominic Adiyiah, Scarpa d'Oro e Miglior giocatore del torneo (fredrikstadfk.no)

Grandi protagonisti della serie di rigori, quindi, saranno i due portieri, capaci di parare due rigori a testa. Decisivo, quindi, sarà il rigore sbagliato da Maicon, che segnando avrebbe consegnato la vittoria al suo Brasile. Il giovane Verdeoro, infatti, calcerà alto sopra la traversa, prolungando la serie di rigori e non chiudendo un match che era ormai vinto.

Grande vittoria ghanese, quindi. Una vittoria che resterà nella memoria di tutto un popolo per tanti anni ancora.

Ghana che oltre ad aver vinto il Mondiale può vantare anche il miglior giocatore e scarpa d’oro del Mondiale: Dominic Adiyiah.

Scarpa d’argento è invece Vladimir Koman dell’Ungheria, quella di bronzo Aaron Niguez.

Secondo miglior giocatore del torneo viene votato Alex Teixeira, mentre come terzo è stato votato Giuliano.

Miglior portiere del Mondiale, invece, è stato eletto Esteban Alvarado, portiere del Costa Rica.

La squadra Fair Play, invece, il Brasile.

Insomma, tanti campioncini in erba capaci di farci sognare in queste settimane Mondiali. E chissà che qualcuno di loro non diventi un campione del domani, ed un domani arrivi a giocarsi un Mondiale dei grandi.

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Finisce ai quarti di finale l’avventura italiana al Mondiale under 20 in corso di svolgimento in Egitto.

Al termine di una partita quantomai rocambolesca, infatti, la nostra nazionale viene eliminata da quella ungherese, che potrà quindi continuare il proprio cammino in questa competizione andando ad affermarsi come una delle sorprese di questo Mondiale, esattamente come pronosticato su questo blog ad inizio competizione.

Il match è appassionantissimo e ricco di colpi di scena, una partita al cardiopalma che resterà impressa nei cuori di questi ragazzi, e nelle retine di chi ha avuto la fortuna di assistere alla partita, molto a lungo.

Ungheria in vantaggio dopo due soli minuti, quando capitan Koman realizza un rigore assegnato da Ruiz in seguito ad una leggerezza di Gentili.

Gli italiani però non ci stanno e nonostante rimangano in 10 uomini per via dell’espulsione di Gentili trovano il pareggio a pochi minuti dal termine, quando Bonaventura, autore di un Mondiale sino ad allora incolore, si inventa una grandissima giocata, liberando Mazzotta solo davanti a Gulacsi per l’1 a 1.

Come se non bastasse, però, due soli minuti dopo il goal del pareggio arriva anche l’espulsione di Bini, che lascerà per qualche minuto l’Italia con due uomini in meno.

Dico qualche minuto perché sul finale verrà espulso anche Szekeres, riportando ad un solo uomo il vantaggio numerico degli ungheresi.

I supplementari saranno uno dei momenti di sport più intensi che io possa ricordare. Alle espulsioni dei tre appena citati si aggiungono quelle dei due allenatori, allontanati nel momento dell’espulsione a Szekeres.

Al 112′, quindi, Nemeth infila Fiorillo in contropiede: i nostri erano tutti alla ricerca del goal vittoria, ma sbilanciandosi troppo, ed avendo otto soli giocatori di movimento, lasciano alla punta di proprietà del Liverpool troppo spazio, venendo castigati.

Ci pensa però ancora una volta Bonaventura a sistemare le cose, andando a trovare un incredibile quanto insperato 2 a 2 al termine di una splendida azione solitaria.

A quel punto le cose peggiorano ulteriormente: due minuti dopo il goal del pareggio, infatti, viene espulso anche Albertazzi, l’Italia resta quindi con sette soli giocatori di movimento, due meno rispetto agli avversari.

A quel punto gli Azzurrini dovrebbero solo pensare a difendere il pareggio negli ultimi cinque minuti, ergendo una linea Maginot davanti alla porta difesa da Fiorillo.

Non andrà però così, ed i nostri continueranno a cercare la via della rete. Scoprendosi, ovviamente. Sarà quindi ancora una volta Nemeth ad approfittarne, siglando a tre minuti dal termine dei supplementari il goal che condanna i nostri all’eliminazione. 3 a 2, ma è stato spettacolo puro.

Una nazionale, quella italiana, che torna quindi a casa, ma lo fa a testa alta. Dopo una fase a gironi tutt’altro che esaltante (uno 0 a 0 striminzito col Paraguay, una vittoria anche fortunosa con Trinidad e la pesante umiliazione contro l’Egitto) i nostri hanno tirato fuori tutto l’orgoglio, andando a battere la Spagna, una delle favorite alla vittoria finale, e mettendo in scena uno spettacolo di altissimo livello contro l’Ungheria.

Certo, terminare una partita con tre espulsi deve far riflettere: abbiamo buttato via un Mondiale in maniera piuttosto sciocca.

Negli altri scontri va tutto secondo pronostico.

Il Ghana, trascinato da Adiyiah (doppietta) ed Osei (una rete), s’impone 3 a 2, con non poca fatica, sulla Corea del Sud (in goal con Park Hee Seong e Kim Dong Sub).

Il Brasile ha invece bisogno dei supplementari per avere la meglio sulla Germania. 2 a 1 il risultato finale, con Maicon che trascina in semifinalei suoi grazie ad un’ottima doppietta (di Holtby il goal tedesco).

Anche Costa Rica è costretta ai supplementari dall’UAE ed anche Costa Rica, alla fine, s’impone 2 a 1: di Martinez ed Urena i goal dei Ticos, di Ahmed Ali il goal che aprì l’incontro in favore della squadra degli emiri.

Martedì, quindi, sarà la volta delle semifinali: alle 16.30 si scontreranno Ghana ed Ungheria, mentre alle 20 sarà la volta di Brasile vs. Costa Rica. E se il primo match si presenta aperto a qualsiasi risultato (con il Ghana forse leggermente favorito), il secondo sembra avere un esito pressoché scontato, con i Verdeoro che non dovrebbero avere grossi problemi a centrare la finale.

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Sono gli Emirati Arabi Uniti a vincere nell’ottavo più in bilico tra i tre giocati mercoledì.
Gli arabi, infatti, riescono ad imporsi sul Venezuela 2 a 1 in un match piuttosto equilibrato che viene deciso dalla stellina dell’UAE, Khalil.

Vinotinto in vantaggio dopo dodici soli minuti: il solito Del Valle, vera stella della squadra e futura colonna della nazionale maggiore, ruba palla sulla destra e si invola, centrando un pallone radente il suolo che Abdulrahman non riesce a trattenere. Il pallone sfila ed arriva giusto sul piede di Jose Rondon, che deve solo spingerlo oltre la linea di porta.

Gli arabi, però, non ci stanno e dopo dieci soli minuti trovano il pareggio con Mohamed Ahmed che fredda Romo spizzando di testa una punizione battuta dalla destra.

Il goal vittoria, poi, lo firma, come detto, Ahmed Khalil che a sette minuti dal termine si fa trovare puntuale all’appuntamento con la storia, andando a finalizzare l’azione solitaria di un compagno.

Vince anche il Brasile, bravo ad imporsi sulla Celeste per 3 a 1.

Seleçao che chiude il match in mezz’ora: al 22′, infatti, è Kardec a portare in vantaggio i suoi. Ci pensa poi Teixeira a chiudere il match con una doppietta.

Inutile, quindi, il goal di Urretaviscaya. Gli uruguaiani, infatti, non troveranno più la via della rete di lì in avanti, e non riusciranno a riaprire il match.

Verdeoro che quindi si confermano sempre più principali candidati alla vittoria finale.

A vincere l’ultimo degli ottavi, invece, è la Germania capace di imporsi 3 a 2 sulla Nigeria.

Al goal che sblocca il match segnato da Uchechi replica subito Kopplin, poi match winner.

Ibrahim, però, riporta in vantaggio gli africani, giusto pochi minuti prima che Vrancic pareggi.

Al 93′, quindi, è lo stesso Kopplin a segnare la rete che vale i quarti di finale, Germania che si impone sui nigeriani, quindi, nonostante giochino mezz’ora in inferiorità numerica e nonostante il pallino del gioco sia per lunghi tratti in mano alle Super Aquile.

I quarti di finale, quindi, saranno così composti:
Corea vs. Ghana
Italia vs. Ungheria
Brasile vs. Germania
UAE vs. Costa Rica

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Afroto e Talaat, stelle di un Egitto prematuramente eliminato dal Mondiale di casa (bbc.co.uk)

Afroto e Talaat, stelle di un Egitto prematuramente eliminato dal Mondiale di casa (bbc.co.uk)

E’ al Cairo International Stadium che si consuma la più inaspettata delle sconfitte, quella che lascia con un palmo di naso una nazione intera.
Nessuno nella terra dei Faraoni, infatti, si aspettava che la loro nazionale dopo essere riuscita ad imporsi 4 a 2 sull’Italia nell’ultimo match del girone potesse cedere di fronte ai pur sempre modesti costaricani.
I Ticos, però, sono riusciti a sovvertire ogni pronostico, andando quindi ad estromettere dalla corsa all’oro niente popò di meno che i padroni di casa.

Egitto che non ha comunque condotto la partita remissivamente, ma ogni loro attacco finiva con l’infrangersi contro le manone di Esteban Alvarado, portiere costaricano.

Il vantaggio dei Ticos arriva al 21′ quando Josè Mena si lancia di testa su di una punizione-cross spizzata in mezzo all’area da un proprio compagno di palla: la traiettoria del pallone, prolungata, si spegnerebbe sul fondo se non arrivasse il capitano costaricano di gran carriera a sospingerla alle spalle di Lotfi.

Nel secondo tempo l’Egitto continua con foga a cercare la via del pareggio, ma senza riuscirci.
I padroni di casa lamentano anche la mancata assegnazione di un calcio di rigore quando Talaat in area arriva a colpire il pallone prima dell’avversario che pur involontariamente finisce poi col fare impattare la propria gamba contro quella della stella egiziana. Per Thomas Einwaller, però, è tutto regolare.

Una delle occasioni migliori del match la costrisce Afroto, tra le rivelazioni di questo mondiale: il numero 11 della formazione di casa batte una bella punizione a girare sulla quale il solito Alvarado deve distendersi completamente per andare a disinnescarla.

Costa Rica che avrebbe bisogno del raddoppio per chiudere definitivamente la partita. Seconda rete che arriverà solo a due minuti dal termine, quando Urena infilerà Lotfi in uscita e darà il via allo psicodramma nazionale: l’Egitto, che già sognava di portare a casa una medaglia da questa competizione, è eliminato dal proprio Mondiale under 20.

Detto del match che ha visto i padroni di casa venire estromessi dalla rassegna iridata bisogna passare a parlare del match che vedeva opposte Ungheria e Repubblica Ceca, ovvero sia le due squadre che sarebbero potute essere le possibili avversarie degli Azzurrini nei quarti.

Le due nazionali dell’est Europa hanno dato vita ad una partita emozionante, giocandosi fino in fondo il passaggio del turno. E fino in fondo non è solo un modo di dire: sono serviti i calci di rigore, infatti, per decidere che sarà l’Ungheria ad affrontare la selezione allenata da Rocca nei quarti di finale della competizione.

A passare in vantaggio erano stati i magiari con Kiss, autore di una rete che entrerà negli annali: bomba dalla trequarti campo che fredda Vaclik e si spegne sotto il sette, imparabile. Conclusione balistica d’alta scuola, che resterà impressa nelle retine dei tifosi ungheresi a lungo.

La retroguardia magiara, però, non è assolutamente tra le meglio organizzate del torneo. Così bastano dieci minuti e Voshalik trova il pareggio infilandosi di testa nel fulcro dell’area.

La situazione di parità perdurerà quindi sino al termine del tempo regolamentare e si dovrà aspettare sino al 92′ per vedere Rabusic sfruttare un black out degli avversari per andare a ribaltare il risultato.

Gli ungheresi, però, non ci staranno e troveranno con capitan Koman (giocatore il cui cartellino è di proprietà della Sampdoria) il pareggio su punizione.

Ai calci di rigore, quindi, sarà Gulacsi, portiere ungherese, a vestirsi da supereroe andando a parare i rigori di Marecek, Moravek e Reznik (con Vaclik capace di disinnescare “solo” le conclusioni di Szabo e Nemeth) ponendo quindi la parola fine sul match.

Come dissi prima dell’inizio della competizione gli ungheresi si sarebbero potuti rivelare la sorpresa di questo campionato del mondo. Speriamo che i nostri ragazzi mi smentiscano, andando ad eliminarli ai quarti di finale.

Nel terzo match disputatosi martedì, infine, sono i ghanesi ad imporsi sul Sud Africa per 2 a 1, ma solo dopo i supplementari.

Ayew è il capitano ed una delle stelle del Brasile dAfrica (om.net)

Ayew è il capitano ed una delle stelle del "Brasile d'Africa" (om.net)

Il Brasile d’Africa andrà sotto dopo un’ora di gioco quando Erasmus, punta in forza al Feyenoord, entrerà nella difesa avversaria come un coltello nel burro, per poi battere un Agyei uscito malamente.

Il pareggio arriverà però solo un manciata di minuti dopo, ed a firmarlo sarà il capitano: Ayew. Il giocatore di proprietà dell’OM, infatti, incornerà di testa nel bel mezzo dell’area avversaria, freddando Keet.

Per trovare la vittoria, però, il Ghana dovrà aspettare, come detto, i supplementari.
Qui sarà Adiyiah a porre la firma sul goal vittoria con un destro dal limite che non darà scampo al portiere avversario e che qualificherà i ghanesi ai quarti di finale di una competizione che sono sempre più intenzionati a vincere.

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Mustacchio con la sua doppietta abbatte il gigante spagnolo (calciomercato.it)

Mustacchio con la sua doppietta abbatte il gigante spagnolo (calciomercato.it)

Sembrava dovesse essere la vittima sacrificale della Spagna dei fenomeni la nostra under 20 priva di più o meno tutti i suoi maggiori talenti, in special modo quelli del reparto offensivo.

Con una partita tutta orgoglio e pochi fronzoli, invece, gli Azzurrini sono stati bravi a ribaltare i pronostici, imponendosi sulle giovani Furie Rosse per 3 a 1.

I goal arrivano tutti nel secondo tempo, anche se è nel primo che la partita si instrada sui binari giusti, quelli che porteranno gli italiani ad imporsi sui parietà spagnoli.

Dopo ventotto minuti di gioco, infatti, Alberto Botia, giovane difensore di proprietà del Barcellona ma in prestito allo Sporting Gijon, viene espulso da Baldassi per un fallaccio sulla trequarti: da lì in poi, quindi, i nostri giocheranno un’ora di gioco in superiorità numerica.

La prima frazione di gioco scorre su ritmi piuttosto compassati: il possesso di palla è appannaggio degli spagnoli, ma le occasioni più pericolose sono i nostri ragazzi a costruirle.
Il copione è sempre lo stesso: azioni veloci con allunghi sulle fasce, scarichi centrali al limite dell’area per andare a concludere.
Prima Sciacca, poi due volte Mazzarani. Ma i nostri centrocampisti sono imprecisi, non trovano lo specchio della porta difesa da Asenjo.

Di contro il possesso palla tipico degli spagnoli risulta piuttosto sterile, tanto che per rendersi pericolose le Furie Rosse devono sfruttare un’arma che poco si confà a dei palleggiatori come loro: il contropiede.
Ma del resto con Parejo e Merida così avulsi dal gioco pensare di poter fare altrimenti è quantomeno utopico.

Dopo cinque soli minuti dall’inizio della ripresa, quindi, arriverà la prima rete italiana: Mazzotta porterà il pallone nella metà campo avversaria e lo scaricherà a Mazzarani che dal limite saprà pescare in area Mustacchio, bravo a liberarsi alle spalle dei difensori spagnoli senza finire in fuorigioco per poi infilare Asenjo in uscita.

Bastano pochi secondi ed Aaron Niguez, indubbiamente il più pericoloso della nazionale iberica, si rende subito pericolosissimo, caricando a testa bassa alla ricerca del pari: dopo essersi portato a spasso due Azzurrini calcia dal limite ma trova un super-Fiorillo, bravo a deviare il pallone sulla traversa, disinnescando la bomba sparata dall’avanti spagnolo.

Altri sei minuti e troviamo il raddoppio: Crescenzi scodella un pallone in area, la retroguardia iberica pasticcia clamorosamente e lascia a Mazzarani la libertà di colpire a pochi metri da Asenjo, che non può far nulla per intervenire.

La partita è però infuocata.
Passano cinque minuti e la Spagna accorcia: Albertazzi commette un’ingenuità nella nostra area di rigore, affossando un avversario.
Baldassi non ha dubbi: calcio di rigore.

Dal dischetto si presenta Aaron che con freddezza batte Fiorillo con un colpo classico di un grande fantasista italiano: quel cucchiaio reso famoso in tutto il mondo dal nostro Francesco Totti.

La partita si riapre, quindi. A chiuderla ci prova Mazzotta che cerca di bucare Asenjo con un sinistro di prima intenzione. Portiere battuto, ma a salvare le Furie Rosse ci pensa il palo lungo.

A meno di dieci minuti dal termine, quindi, un episodio che avrebbe potuto cambiare totalmente l’esito del match: il solito Aaron si porta pericolosamente in area, punta Bruscagin e lo salta secco. Il difensore milanista attualmente in forza al Gubbio abbocca e stende la punta spagnola. Ancora una volta Baldassi non ha esitazioni e fischia la massima punizione.
Sul dischetto si presenta ancora una volta Niguez, ma questa volta super-Fiorillo gli sbatte la porta in faccia, andando a parargli il rigore.

La partita, in pratica, si chiude qui.

Passerà infatti solo una manciata di minuti ed il solito Mustacchio volerà in contropiede, andando ad infilare per la terza volta nel match il portiere dell’Atletico Madrid, chiudendo definitivamente ogni discorso.

Italia batte Spagna 3 a 1, quarti di finale in saccoccia.

L’altro ottavo giocato nella giornata di lunedì, invece, mette di fronte Paraguay e Corea del Sud. Ed anch’esso riserva una sorpresa.

Contro ogni pronostico, infatti, sono gli asiatici ad imporsi, e lo fanno con un secco 3 a 0.

Anche qui le reti arrivano tutte nel secondo tempo: a sbloccare il match è Kim Bo Kyung. A chiuderlo ci pensa invece Kim Min Woo, che con la sua doppietta toglie ogni velleità di vittoria ai sudamericani.

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E’ terminata tra venerdì e sabato la fase a gruppi del Mondiale under 20. Da domani pomeriggio il via alla fase ad eliminazione diretta.

Il gruppo C ha visto imporsi la Germania, capace di battere anche il Camerun 3 a 0 grazie alle reti del solito Sukuta Pasu oltre che di Aydilek e Holtby.
Sconfitta fatale ai Leoni d’Africa, eliminati dalla manifestazione.

Stessa sorte anche per gli Stati Uniti, battuti con il medesimo risultato dalla Corea del Sud: Kim Young Gwon, Kim Bo Kyung e Koo Ja Cheol portano infatti la nazionale asiatica ad accedere agli ottavi di finale.

Nel gruppo D, invece, l’ultima giornata riserva solo pareggi: impattano infatti 2 a 2 Uruguay e Ghana, mentre termina 1 a 1 la sfida tra Uzbekistan ed Inghilterra. Inglesi che sono quindi eliminati, forse un po’ a sorpresa, dalla competizione. A passare a braccetto, infatti, sono la Celeste ed i terribili ragazzini ghanesi, due squadre molto affiatate e compatte che sono venute in Egitto a ricoprire il ruolo di outsider con forti velleità di trionfo finale.

Abel Hernandez sigla al 91 la rete che vale il pareggio uruguaiano contro Ghana (corrieredellosport.it)

Abel Hernandez sigla al 91' la rete che vale il pareggio uruguaiano contro Ghana (corrieredellosport.it)

Il Gruppo E vede il passaggio del turno da parte di tre squadre: oltre a Brasile, vittorioso 3 a 1 sull’Australia, e Repubblica Ceca, capace d’imporsi 3 a 2 sulla Costa Rica, infatti, sono i Ticos stessi a strappare il pass per gli ottavi dove dovranno vedersela contro i padroni di casa egiziani.

Nel Gruppo F, infine, sono Ungheria, Sud Africa ed Emirati Arabi ad accedere al prossimo turno, con il solo Honduras eliminato.
Questo responso arriva conseguentemente al 2 a 0 con cui gli ungheresi battono l’UAE ed al 2 a 0 con cui i sudafricani s’impongono sugli honduregni, che dopo il sorprendente 3 a 0 dell’esordio contro l’Ungheria trovano due sconfitte e vengono estromessi dalla competizione.

Questi, quindi, gli accoppiamenti per il prossimo turno:
Paraguay vs. Corea del Sud
Ghana vs. Sud Africa
Spagna vs. Italia
Ungheria vs. Repubblica Ceca
Brasile vs. Uruguay
Germania vs. Nigeria
Venezuela vs. Emirati Arabi Uniti
Egitto vs. Costa Rica

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E’ un’under 20 imbarazzante quella partita per l’Egitto a giocarsi questo mondiale under 20. Una nazionale che giusto una qualche buona stella potrebbe portare a vincere qualcosa, perché di livello troppo infimo rispetto alle altre contendenti.

E le assenze sono sicuramente una scusante importante, perché con tutti gli under 20 a disposizione ben pochi sarebbero i giocatori scesi in campo ieri contro l’Egitto che farebbero parte di una eventuale squadra titolare. Fiorillo sicuramente. Raggio Garibaldi ed Albertazzi forse. Gli altri? Difficilmente.

Basti pensare che in attacco mancano pezzi da novanta, almeno per un’under 20, come Okaka (ieri a segno in Europa League), Macheda, Balotelli, Paloschi, Marilungo e Forestieri, ma anche Pasquato e D’Alessandro, giocatori che nel nulla o quasi visto in queste prime tre partite sarebbero stati oro colato.

Ma non solo: a centrocampo un Poli in più avrebbe potuto cambiare le cose. Così come in difesa molti sarebbero stati i possibili convocabili capaci di far fare un salto di qualità alla squadra: da Tuia a Bellusci passando per Santon e Tagliani.

Invece la cattiva gestione da parte della FIFA del calendario (ci sarebbe davvero da chiedersi come si possa fissare un mondiale di questo tipo tra settembre ed ottobre, con Campionati, Champions ed Europa League in pieno svolgimento) porta questa nazionale a dover rinunciare ad un numero importante di talenti, trattenuti dai loro club.

E’ quindi una nazionale monca quella che ha affrontato questo girone mondiale. La buona volontà sicuramente non manca, ma non si può certo dire che questa squadra rappresenti il meglio del calcio giovanile italiano. Anzi.

Comunque il 4 a 2 con cui i padroni di casa egiziani regolano gli Azzurrini è specchio di un match nel quale i padroni di casa, sospinti da un Cairo International Stadium gremito, strameritano la vittoria, essendo molto più incisivi dei nostri.

Il Cairo International Stadium, una delle sedi di questo mondiale

Il Cairo International Stadium, una delle sedi di questo mondiale

Italia che, in realtà, dopo essere andata sotto due volte per la doppietta messa a segno da Shoukri, riesce a trovare la reazione giusta per andare a riprendersi il pareggio, prima con Eusepi (goal in sospetto fuorigioco e favorito da un liscio clamoroso di Aly), poi con un colpo di testa di Albertazzi, alla seconda rete in tre partite.

Al 70′, però, la stellina dell’attacco egiziano Talaat lascia il posto a Bogy, che subito dopo essere entrato mette a segno il 3 a 2, giusto dieci minuti prima che realizzi anche il 4 a 2.

Italia che quindi passa il turno come una delle migliori terze, ma che ora rischia di incontrare Spagna o Germania: ovvero sia due delle grandi favorite alla vittoria finale (in particolare la Spagna, che sta destando grande impressione nonostante le assenze).

Termina invece, abbastanza incredibilmente, 0 a 0 l’altro match del gruppo, con i Soca Warriors che dopo le sconfitte contro Egitto ed Italia impattano 0 a 0 con il Paraguay, giunto secondo nel girone.

Nel gruppo B, invece, arriva la prima vittoria della Nigeria, che batte Tahiti 5 a 0: di Obiora, Edet, Fatai, Orelesi ed Adejo le reti che infliggono la terza sconfitta consecutiva a Tahiti, con i giovani dell’Oceania che terminano la loro avventura mondiale con ben 21 reti incassate e 0 realizzate in tre partite.

A guidare il gruppo, quindi, sono gli spagnoli, che si giocavano la leadership contro l’altra squadra a punteggio pieno, il Venezuela. Le piccole Furie Rosse, quindi, piegano la Vinotinto, autrice comunque di un ottimo mondiale fino ad ora, grazie alle reti di Parejo, Niguez (su rigore) ed Herrera.

Spagna che quindi riesce ad esprimere gioco e compattezza nonostante le assenze (Bojan su tutti). Venezuela che, invece, può già dirsi ben felice del proprio mondiale. Anche qualora dovessero uscire al primo turno di eliminazione diretta, infatti, il bilancio non potrebbe essere positivo. Anche se c’è da scommettere che Del Valle e compagni non siano ancora soddisfatti, e punteranno ancora più in alto.

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