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Posts Tagged ‘Europeo under 21’

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.


L’Italia si è inopinatamente suicidata contro la Svezia, come già aveva tentato di fare ai playoff contro la Slovacchia. Il tutto mostrando ancora una volta di essere una squadra buona tecnicamente ma totalmente fragile da un punto di vista psicologico. E soprattutto senza alcuna idea di gioco.

Così come spesso accade alle rappresentative italiane il pallone fatica a circolare. Ma soprattutto arrivato l’1 a 0 – e, soprattutto, la superiorità numerica – la squadra si ferma ed inizia a giochicchiare, pensando boriosamente di poter gestire una sola rete di vantaggio per un’ora di gioco.

Quando poi dopo il pareggio Sturaro – già di per sé tra i migliori in campo – si fa cacciare per un gesto di reazione sconsiderato la frittata è fatta ed il goal della sconfitta arriva puntuale come l’Orient Express.

Ecco, credo che nella nostra under – che pure avrebbe il potenziale anche per provare a vincerlo, l’Europeo – non si salvi nessuno. In primis un allenatore che non mi ha mai convinto.

Bardi 4

Portiere che come ho avuto modo di dire più volte non ritengo presentabile a questo livello. La gerarchia lo vuole ancora una volta titolare, quando sia Leali che soprattutto Sportiello gli sono superiori. E parlo dei soli convocati, perché a casa c’è gente come Perin – infortunato, ma non credo sarebbe stato portato – e Scuffet che gli è di molto superiore.
L’errore sul secondo goal è semplicemente imbarazzante. Con Ishak lanciato in traiettoria esterna l’ex portiere del Livorno avrebbe semplicemente dovuto controllarne l’incedere, portando fuori lo svedese e dando modo alla difesa di rientrare. Invece entra in maniera sconsiderata. Per di più fuori tempo. Da non ripresentare.

Zappacosta 4.5

Sembra non essere in condizione. Che fine ha fatto il terzino destro di gamba e fiato capace di arare la fascia destra in lungo ed in largo nel corso delle qualificazioni? Da lui ci si deve attendere molto di più. C’è da augurarsi sia stato solo un passaggio a vuoto…

Bianchetti 5

Nel primo tempo nettamente il migliore della difesa. Nella ripresa cala come tutta la squadra, ed è compartecipe in occasione del secondo goal. Tutta Italia – tranne il sottoscritto – lo vorrebbe in panchina al posto di Romagnoli (che invece avrei schierato terzino sinistro). Lui pensa bene di farlo rimpiangere.

Rugani 5.5

Un’indecisione che poteva costare cara nel primo tempo e poco altro. Nel complesso è uno dei meno negativi della squadra.

Sabelli 5

Generoso. Ma anche nel primo tempo, quello in cui l’Italia controlla bene gara e campo, sbaglia una serie infinita di passaggi. Giocare con un terzino a piede invertito è una cosa poco digeribile. Uno dei tanti perché che andrebbero chiesti al nostro tecnico.

Sturaro 3

Già prima dell’espulsione – le prove sono su Twitter – uno dei peggiori in campo. Palesemente fuori forma, imbolsito, appesantito. Non dà un minimo apporto di qualità, ma nemmeno – soprattutto – di quantità ad una squadra che con l’andare del tempo va in apnea anche per via delle sue mancanze.
Alla fine pensa pure bene di farsi espellere per un gesto di reazione che gli vale un doverosissimo cartellino rosso, spianando così la strada alla possibilità di ribaltare il risultato da parte degli svedesi.

Viviani 5

Cinque solo perché nel primo tempo è, con Berardi e Bianchetti, il migliore degli Azzurrini. Nella ripresa la sua prestazione si tramuta in un disastro totale, con passaggi – anche semplicissimi – sbagliati in serie. Partendo dal presupposto che credo sia indispensabile in questo centrocampo… se non riesce a fare nemmeno passaggi di due metri sicuramente meglio lasciarlo in panchina.

Baselli 5.5

Partiamo dal presupposto che a mio avviso non avrebbe nemmeno dovuto giocare, dato che gli avrei preferito Cataldi. Ecco, detto questo bisogna aggiungere che è forse il meno peggio dei tre di centrocampo, posto che è quello più dinamico e che fa pure non lontano dalla rete.
Comunque nulla per cui lo si possa salvare…

Berardi 5.5

Questo Europeo under 21 sulla carta potrebbe essere la competizione capace di lanciare Domenico Berardi nel grande calcio. Ma è probabile si trasformerà in una Caporetto.
Berardi parte bene. Là davanti è l’unico che mette un po’ di qualità alla manovra. Poi però si perde via anche lui, e nel complesso incide molto meno di quanto ci si aspetterebbe. Ancora non sembra maturo per il grande calcio, ma avrà un altro paio di cartucce per rifarsi.

Belotti 5.5

Attaccante di lotta e di governo, solita gran dose di sacrificio, l’accelerazione che vale il rigore del vantaggio e l’espulsione dell’altro vantaggio (quello numerico). Però è lasciato troppo solo là davanti. Non solo, lo scarso gioco della nostra nazionale per mezz’ora lo costringe a fare a sportellate con due pertiche di più di 190 centimetri sui palloni alti. Una follia cui nessuno chiedere conto al mister, come al solito protetto dai nostri organi di stampa.

Battocchio 4

Ancora non ho capito cosa ci faccia in under 21, sinceramente. E lo dico col massimo rispetto, però è un giocatore che credo non avrei nemmeno convocato, proprio.

  • Dal 61′ Verdi 5 -> Impiegato fuori ruolo, vero. Però incide poco più di niente, prendendo anche un paio di scelte sbagliate al di là del bene e del male. Va comunque detto che nell’inserire lui Di Biagio avrebbe potuto spostare Berardi seconda punta accanto a Belotti prima e Trotta poi, mettendo Verdi sulla trequarti…
  • Dal 68′ Cataldi 6 -> Ecco, l’unico minimamente salvabile. Un 6 di fiducia al possibile futuro capitano dell’under 21. Certo, sempre che – come in realtà è probabile accada – la nazionale maggiore non arrivi e se lo porti via prima del tempo!
  • Dal 78′ Trotta S.V. -> Entra e Sturaro si fa espellere. A quel punto la partita finisce, perché è palese che l’Italia sia in pappa e che arriverà a breve il goal della sconfitta. Certo non per demerito suo.

Di Biagio 3

Sicuramente il peggiore “in campo” assieme a Sturaro. Perché moltissime sue scelte sono discutibili e discusse da parecchio. E alla fine qualcuna di queste l’ha anche pagata cara, iniziando nel peggiore dei modi un Europeo che da magico potrebbe trasformarsi in un incubo.
L’Italia non è la più forte, sulla carta. Ma aveva il dovere morale di cercare di bissare la finale di due anni fa, per quanto il difficilissimo girone in cui è capitata rendeva le cose tutt’altro che facili.

Inutile dire che questa Svezia sia un avversario ostico. La realtà è che per la differenza di potenziale tra le due squadre e soprattutto per come si erano messe le cose gli Azzurrini avrebbero dovuto SPAZZARE via gli avversari. Invece l’allenatore, che già – bene ripeterlo – ha fatto scelte più che criticabili, non è stato capace di spronare i suoi a trovare subito il raddoppio che chiudesse il match. Ha lasciato giochicchiare i suoi, ed è stato – giustamente – punito.

Magari trarrà insegnamento da questa vittoria ed avrà una grande carriera. Ma la verità è che per noi, per questa Nazionale… rischia di essere già troppo tardi.


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Domani inizieranno gli Europei under 21, che personalmente ho introdotto con questa – credo – bella guida alla competizione, che potete scaricare GRATUITAMENTE cliccando qui.

Un articolo che avrei potuto inserire nella guida è quello che riguarda la “top XI pre Europeo”. Ovvero una selezione di undici giocatori – che in campo possano starci davvero – che sulla carta dovrebbero essere i migliori, quelli da cui aspettarsi di più.

Il tutto partendo da alcuni presupposti: innanzitutto il fatto che, come scoprirete leggendo la guida, mancheranno moltissimi possibili grandi protagonisti. Da Perin a Wilshere passando per Gotze ed El Shaarawy, tutta gente che per età potrebbe tranquillamente essere presente in Repubblica Ceca.

Poi il fatto che nonostante le molte assenze sono sicuramente più di undici i giocatori da tenere d’occhio, e non sempre è stata una scelta facile.

E’ un gioco, di fatto. Prendetelo come tale.

Marc-André ter Stegen

Il miglior portiere europeo under 21 in assoluto in realtà non è lui. Pensateci bene. Certo, Ter Stegen ha da poco sollevato al cielo di Berlino la Champions League, disputata da titolare con la maglia del Barcellona. Eppure c’è un altro portiere classe 92 indubbiamente più forte.

E’ belga, ed il Belgio non ci sarà a questi europei. Ma anche ci fosse stato, lui sarebbe stato semplicemente uno dei tanti assenti: Thibaut Courtois.

Dopo di lui, però, ad oggi si piazza sicuramente il portierino ex Monchengladbach. Talento da vendere, esperienza già importante, un processo di maturazione ancora in corso ma certo una “statura” importante per un giocatore rispetto cui gli avversari proveranno sicuramente un certo timore reverenziale.

Calum Chambers

Classe 95. Il che significa che giocherà di molto sotto età, essendo questo il biennio dei 92/93.

Messosi in mostra una stagione fa con la maglia del Southampton, un anno fa passò all’Arsenal, dove ha disputato già 36 match. Mica male.

Di certo qualche altro terzino destro interessante – come l’Azzurro Zappacosta – lo si può trovare nelle otto rose qualificate all’Europeo, ma altrettanto sicuramente la carta oggi ci dice che quello che potenzialmente è l’interprete migliore indossa sicuramente la maglia della nazionale dei Figli d’Albione.

In grado di disimpegnarsi anche centralmente in caso di bisogno, mi aspetto possa garantire qualità in entrambe le fasi di gioco.

Contro di lui, nello scontro che vedrà opposta la nostra nazionale a quella inglese nel corso del primo turno, dovrebbe agire l’italoargentino Christian Battocchio: auguri!

Daniele Rugani

Di lui ormai si parla già come una sorta di fenomeno, ha sentire qua e là per lo stivale. La realtà è che Rugani è un buonissimo difensore – personalmente lo inserii anche nella Carica dei 301, quindi i miei scritti parlano per me – che però ancora non ha quell’esperienza internazionale e quella solidità consolidata che si confà ai giocatori che ricevono elogi sperticati quanto lui.

La realtà delle cose è che la crisi del calcio italiano ci sta facendo aggrappare con tutte le nostre forze a quei relativamente pochi ragazzi di talento e maturità che nonostante la giovane età riescono già oggi a giocare ad un certo livello.

In questo senso Rugani ha dimostrato di reggere la Serie A senza problemi, ma personalmente non avevo dubbi. Ora l’anno prossimo farà sicuramente un passo avanti, che sia Juventus o prestito ad una squadra che, plausibilmente, giocherà in Europa (si parla di Sampdoria).

Prima, però, dovrà confermarsi come uno dei migliori giovani difensori a livello europeo. Classe 94, giocherà anche lui da sotto età.

Matthias Ginter

Debbo dire che la tentazione di inserire la coppia presumibilmente titolare della nostra Nazionale – e quindi Romagnoli per Ginter – l’ho anche avuta, ma ritengo che oggi sulla carta il tedesco dia più sicurezze.

Campione del Mondo in carica, avendo partecipato alla spedizione di un anno fa in Brasile, Ginter lasciò Friburgo proprio in quel periodo per tentare il salto – ad oggi fallito – al Borussia Dortmund.

Il tempo e le prospettive restano comunque tutte dalla parte di questo rocciosissimo difensore centrale di 189 centimetri per 87 chilogrammi.

Anche lui nato nel 1994, sarà uno dei tanti sotto età che potremo ammirare nel corso della competizione.

Raphaël Guerreiro

Giocherà invece da “in età” Raphaël Guerreiro, terzino sinistro portoghese di proprietà del Lorient.

Debbo dire che sulla fascia sinistra – pensate ad esempio che l’Italia potrebbe schierare l’oggi non irresistibile Biraghi, o in alternativa il “destro” Sabelli – non ho visto moltissima scelta di livello, quantomeno scelte sulla carta inferiori agli altri ruoli.

Alla fine ho scelto quindi questo giocatore dalle doti spiccatamente offensive che punta a diventare a breve un membro della Nazionale maggiore lusitana. Coentrao è avvisato.

Emre Can

Dovrebbe poi giocare a centrocampo, plausibilmente proprio come mediano in una linea a due uomini, il Reds Emre Can. Che, classe 94, sarà uno dei tanti sotto età della competizione (e di questa formazione).

Il ragazzo lasciò la Baviera un anno fa per passare a Liverpool, dove pur con diversi problemi – un po’ tutti avrete visto quanto sia stata difficoltosa la stagione di Gerrard e compagni – lui è riuscito in qualche modo ad imporsi, giocando per altro in diversi ruoli, prevalentemente in difesa.

Il centrocampista tedesco di origine turca ha sicuramente una grandissima base tanto tecnica quanto fisico-atletica e si candida ad essere uno dei migliori giocatori della competizione.

Pierre-Emile Højbjerg

Dallo stesso settore giovanile, ovverso sia quello del Bayern Monaco, esce anche il danese Pierre-Emile Højbjerg, unico giocatore non tedesco, italiano, portoghese o inglese presente in formazione.

Ammetto che questa è stata la scelta più difficile tra le undici.

Ero infatti tentatissimo di prediligere Stefano Sturaro, un giocatore con gambe e polmoni eccezionali che ad un’eccellente capacità di portare “quantità” alla propria squadra abbina anche una più che discreta “qualità”.

Alla fine, però, ho prediletto un giocatore tecnicamente molto dotato – probabilmente tra i più dotati del torneo – come appunto il ragazzo che ha passato gli ultimi sei mesi in prestito all’Augsburg.

Saranno sicuramente lui e Fischer i due giocatori cui, in fase di costruzione, dovranno aggrapparsi i giovani danesi.

Domenico Berardi

Ammetto che a me questo ragazzo non convince ancora del tutto.

Oddio, intendiamoci: parliamo di un classe 94 che di talento ne ha da vendere, è sicuro. Che in Serie A, in due anni, ha già dimostrato non solo di starci, ma di saper anche incidere. Per quanto non in maniera del tutto costante, ancora.

Però molti lo dipingono come un fenomeno, cosa che al massimo – e forse – può essere giusto in potenziale.

Di certo, però, a livello di under 21 ha un potenziale, appunto, tale per cui potrebbe essere su per giù devastante.

Non il miglior giocatore sulla carta, ma di sicuro uno dei migliori in assoluto. Tanto da meritarsi la titolarità in questa sorta di Top XI.

Ora ripaghi sul campo tutte le aspettative che ci sono su di lui. Di fatto credo sia la chiave di volta per la nostra Nazionale.

Max Meyer

Nato nel 1995, ha già più di 70 match disputati in maglia Schalke e un esordio con la Nazionale maggiore alle spalle.

Di fatto credo possa bastare questo per far capire un po’ a tutti che, almeno sulla carta, non ci si può non aspettare moltissimo da questo peperino di 173 centimetri che fa di rapidità e qualità tecnica le proprie armi vincenti.

Davvero un buon giocatore, che mi aspetto possa risultare trascinante, pur sotto età, in una Nazionale che parte coi favori del pronostico.

Bernardo Silva

Il suo trasferimento al Monaco ha fatto discutere molto, essendo arrivato per più di 15 milioni a fronte del fatto che non poteva valerne così tanti, vista la scarsissima esperienza pregressa. Ma lì ci sono dietro i soliti fondi di speculazione, quindi vale tutto…

A prescindere da questo parliamo comunque di un buonissimo talento che ha tecnica da vendere e che in una nazionale di palleggiatori si trova a meraviglia coi tanti compagni altrettanto dotati sotto questo profilo.

In realtà debbo dire che me lo aspetterei partire più centrale, con Rafa Silva a sinistra. Ma come mostrato nel Monaco parliamo di un ragazzo che può occupare tutte le posizioni della trequarti senza alcun tipo di problema. Tra cui, appunto, quella di esterno sinistro, forse in assoluto quella in cui può rendere meglio.

Harry Kane

Viene da una stagione strepitosa e non potevo che inserire lui come prima ed unica punta di questa sorta di Top XI.

Giocatore che volendo potrebbe anche far reparto da solo, nel probabile 4-4-2 inglese sarà invece affiancato da Saido Berahino, con cui sulla carta forma forse la coppia migliore dell’intera competizione.

Quest’anno è stato a tratti devastante e per lui si parla di cifre assurde, qualora dovesse muoversi sul mercato (50/60 milioni, non due spicci).

Inutile dire che ad oggi parte col potenziale per fare onde e trascinare la propria Nazionale. Ora c’è da capire se si confermerà sul campo.


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Finito l’Europeo under 21, pur con qualche giorno di ritardo, vi propongo la mia top 11 del torneo.

Che, ovviamente, non poteva non essere dominata dalla Spagna, mattatrice del torneo e capace di distruggere la pur buona squadra allenata da Mangia in finale.

Poco spazio, invece, per i nostri colori: la difesa non è stata all’altezza, a centrocampo Verratti ha deluso e gli spagnoli sono stati troppo superiori, davanti trova spazio solo, pur adattato, l’ottimo Gabbiadini.

L’unico altro giocatore che avrebbe potuto giocarsela sarebbe stato Bardi, cui però preferisco Nyland, autore di un torneo – in particolare la semifinale – davvero giocato ad ottimo livello.

Ma bando alle ciance, ecco chi e perché ho inserito in questa top 11!

Orjan Nyland – Norvegia
Il portierino del Molde mette in mostra grandissime doti, parando di tutto soprattutto in semifinale contro la Spagna (purtroppo per la sua Norvegia, non è stato abbastanza).
Ha sfruttato benissimo la vetrina europea. Vedremo chi si muoverà su di lui.
Ovviamente poteva starci anche il nostro Bardi (e nessun altro, per quanto mi concerne… nemmeno De Gea), ma dovevo scegliere un solo portiere ed alla fine la scelta è caduta sul norvegese.

Martin Montoya – Spagna
E pensare che il tanto vituperato Luis Enrique voleva portarlo a Roma appena sbarcato nella capitale. Ci aveva visto lungo. Ennesimo talento interessante sfornato dalla Masia. Ara la fascia e supporta la propria fase offensiva con grande continuità. Sembra maturo per potersi testare con continuità ad alto livello. Il dopo Dani Alves è servito?

Inigo Martinez – Spagna
In finale non è certo perfetto, ma nel corso del torneo si dimostra difensore molto solido. E’ tra i prospetti – almeno difensivi – più importanti di Spagna.

Martins Indi – Olanda
Forse il centrale più completo dell’intera competizione. Atleticamente devastante, tecnicamente più che discreto, tatticamente abbastanza evoluto. Unica piccola pecca, non sempre è concentratissimo per tutti i novanta minuti. Ma è ancora giovane, potrà crescere molto in questo senso.
Avrebbe forse bisogno di lasciare l’Olanda per testarsi su palcoscenici più importanti.

Daley Blind – Olanda
Figlio del grande Danny, gioca alla grande sulla sua fascia formando col compagno Indi un’ottima coppia sul centro-sinistra della difesa Oranje. Nella sua breve carriera non ha ancora dato le giuste garanzie che togliessero ogni dubbio su di lui, ma in questo Europeo ha messo in mostra buoni mezzi. Vedremo se saprà confermarsi sul medio-lungo periodo.

Asier Ilarramendi – Spagna
Uno dei giocatori che più mi è piaciuto in assoluto in questo Europeo. Mediano dai piedi educatissimi, è fondamentale nel dare equilibrio alla sua squadra. Mentre tutti decantano le – incredibili – doti di Isco e Thiago Alcantara lui fa il lavoro sporco e permette alle Furie Rosse di dominare il torneo.

Thiago Alcantara – Spagna
Tecnicamente di un altro pianeta, gioca su ottimi livelli fino alla finale, dove esplode letteralmente. Ennesima perla di valore assoluto sfornata dalla Masia. Qualità al potere.
Grazie alla tripletta finale si laurea vicecannoniere del torneo alla pari con Isco e dietro al connazionale Morata.

Georginio Wijnaldum – Olanda
Due reti nelle prime due gare, poi un pochino si spegne. Nel complesso è però uno dei giocatori che meglio ha giocato in quest’ultimo Europeo under 21.

Isco – Spagna
Se dovessi scegliere il titolo di MVP del torneo sceglierei lui e senza alcun dubbio. Potenzialmente è davvero un fenomeno. Tre goal nell’arco del torneo, ma soprattutto tante giocate di alta qualità. Dopo aver impressionato tutti nell’ultima Champions, gioca da assoluto protagonista anche in Israele.
Iniesta alla sua età era così devastante?

Manolo Gabbiadini – Italia
Mangia non gli dà mai piena fiducia ed è un vero peccato perché è lui il giocatore che, là davanti, può fare meglio (quantomeno quello più in forma). Cambia la gara contro l’Inghilterra e realizza un’ottima doppietta contro Israele. Ha un sinistro che fa male.

Alvaro Morata – Spagna
Scarpa d’Oro del torneo, esattamente come capitò due anni fa nell’Europeo under 19 disputatosi in Romania (e ovviamente vinto dalla Spagna). Segna in tutte le gare meno che in finale, dove comunque devasta la difesa Azzurra. E’ assolutamente decisivo nel passaggio del primo turno, con due reti che decidono i match giocati contro Russia e Germania.

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E’ un’ottima Italia quella che batte l’Inghilterra 1 a 0 nell’esordio agli Europei under 21 d’Israele.

La strada per il successo è ancora lunga e irta d’ostacoli (che portano i nomi principalmente di Germania, Spagna e Olanda), ma il piede usato per iniziare quest’avventura è quello giusto: gioco, fame, punti.

Se l’Inghilterra ha deluso abbastanza è quindi anche merito di un’Italia che ha provato ad esprimere tutto il suo potenziale in un match sostanzialmente dominato, sicuramente meritato. Il tutto nonostante la partita sia stata indirizzata solo da una rete trovata su punizione dal folletto napoletano: Lorenzo Insigne.Devis Mangia

Ma andiamo a vedere più nello specifico le prestazioni dei singoli (mi limito ai nostri ragazzi per questioni di tempo)…

Bardi 6,5
Forse non è il portiere under 21 in assoluto più talentuoso d’Italia, fattostà che Mangia ha ormai scelto lui da tempo per difendere i pali di questa nazionale. E Francesco risponde bene. Poco impegnato nel corso del match, si dimostra comunque molto sicuro nelle uscite, specialmente alte. Fondamentale che spesso dà problemi a molti suoi colleghi. L’unica vera parata del match la compie a tempo ampiamente scaduto, salvando così la vittoria.

Donati 7
E’ forse il difensore più snobbato dei quattro dagli addetti ai lavori, ma ancora una volta si conferma motorino instancabile e terzino molto attento. Ottime due diagonali difensive nel primo tempo con cui blinda la porta, supporta con costanza – anche se non enorme qualità – la manovra offensiva.

Bianchetti 6
Tra tutti i difensori convocati da Mangia è probabilmente il mio personalissimo favorito. Contro gli inglesi però non dimostra le sue qualità. Sembra un po’ piantato sulle gambe e si limita a controllare. Di certo Donati gli dà una gran mano.

Caldirola 6,5
Molto rivedibile in fase di impostazione e ripartenza quanto deciso e decisivo nei contrasti corpo a corpo con gli avversari. Se puntato va in difficoltà, ma quando ti tratta di scontro fisico, anche grazie all’esperienza accumulata in anni di gare giovanili internazionali, si dimostra molto solido.

Biraghi 6
Deve guardare le spalle di Insigne e forse per questo resta molto bloccato in difesa. Anche lui, come Bianchetti, gioca cercando di limitare al minimo le sbavature, ma nel complesso non impressiona.

Florenzi 6,5
Corre instancabilmente per tutto il campo presidiando ottimamente la fascia destra e proponendosi più volte al cross. Personalmente credo che meritasse di ottenere il rigore quando, nel primo tempo, salta un avversario in tunnel e poi lo salta fisicamente per non essere tranciato dalla scivolata. Il contatto è minimo, ma il danno procurato è palese ed enorme.

Marrone 6,5
Non è a posto fisicamente ma regge bene a centrocampo, dando quel suo classico mix di qualità e quantità che lo hanno portato ad essere una delle colonne di questa nazionale.
(Dall’86’ Rossi s.v.)

Verratti 6
A parer mio sufficienza solo stiracchiata per uno dei – potenzialmente – migliori giocatori dell’intera competizione. Sarà forse che dopo aver vinto la Ligue 1 ed aver giocato in Champions League si senta la maglia di una nazionale under troppo stretta addosso, ma fondamentalmente giochicchia. Mettendo sì in mostra, di tanto in tanto, qualità superiori alla norma. Ma non è abbastanza. Sinceramente: uno come lui dovrebbe fare onde a questo livello. Si accontenta di giochicchiare.

Insigne 7
Il calcio scorre dentro di lui. Gli viene tutto normale. E’ un predestinato. Intendiamoci, non sarà mai Maradona. Ma è palesemente nato per praticare questo sport. Fondamentalmente il giocatore più pericoloso in campo, sa muoversi da grande calciatore e risolve la partita con una punizione al bacio. Il giocatore cui l’Italia deve aggrapparsi per provare a vincere quest’Europeo (e, per fortuna, non è nemmeno l’unico di qualità).

Borini 6
Si danna l’anima ma è troppo evanescente là davanti. Generoso come sempre, deve cercare di essere più incisivo. Del resto, almeno in nazionale, gioca da seconda punta.
(Dal 78′ Destro s.v.)Manolo Gabbiadini

Immobile 5,5
Unico, a mio parere, a non raggiungere la sufficienza, arrivando solo a sfiorarla. Anche lui, come Borini, deve essere più incisivo e decisivo sottoporta. Si muove bene in un paio d’occasioni arrivando a calciare. Senza però prendere la porta. Anche lui ha dentro di sé il fluido. Gli scorre il gioco nelle vene. Deve solo lasciarsi andare…
(Dal 59′ Gabbiadini 7
Entra a mezz’ora dal termine e dà, da solo, più incisività alla squadra di tutti i compagni di reparto messi assieme. E’ lui, con un gran numero, a guadagnarsi la punizione dal limite che Insigne trasforma nel goal vittoria. Ed in un paio d’occasioni prova anche a rendersi pericoloso di sua iniziativa. Far entrare a partita in corso uno come lui significa avere un grande potenziale là davanti.)

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C’è tutta la differenza del mondo tra Inghilterra ed Islanda. Anche se il 5 a 0 finale è un tantino bugiardo, frutto della sbandata finale dei giovani nordici che subiscono tre goal negli ultimi cinque minuti e si prendono un’imbarcata che sicuramente ricorderanno a lungo.

Inghilterra che quindi ottiene il massimo risultato col minimo sforzo e mette in mostra diverse individualità sicuramente interessanti, anche se per arrivare a vincere un Europeo under 21 non basta giochicchiare come fatto stasera.

Ma andiamo con ordine: il 4-2-3-1 di Pearce occupa piuttosto bene il campo ed il maggior talento dei ragazzi inglesi permette ai Figli d’Albione di controllare la partita senza affannarsi nemmeno troppo.

Dal canto loro gli islandesi hanno poco da dire: figli di un calcio minore scendono in campo ben coperti per provare a tenere il risultato, ma è un tentativo vano.

In questo senso ben poco da segnalare sul loro versante, se non la buona gamba di Kristinn Jónsson, terzino sinistro del Breiðablik che all’età di vent’anni si è ritrovato ad aver rappresentato il suo paese a tutti i livelli (calcistici, s’intende).
Non che incida chissà quanto sulla partita, ma almeno in un paio d’occasioni prova l’affondo in maniera decisa e convinta, dando un certo filo da torcere alla retroguardia inglese.

Venendo ai giovani d’oltremanica ha deluso abbastanza Alex Oxlade-Chamberlain. Inutile dire che nonostante la giovanissima età su di lui ci sono ormai sempre grandissime aspettative. E nonostante metta in mostra sicuramente di avere talento notevole dalla sua ecco che l’ala neo-Gunners non incide come dovrebbe.

Partita sontuosa, di contro, per il capitano, quel Jordan Henderson che può rappresentare sicuramente un punto di partenza importante per costruire la nazionale inglese del futuro.
Giocatore interessantissimo davvero, unisce tecnica, temperamento e ottimi tempi d’inserimento per un mix che lo rende uno dei migliori interpreti al mondo della sua leva. Se saprà crescere in maniera importante potrà sicuramente affermarsi a livello mondiale.

Dura invece solo dodici minuti, ed è un peccato, la partita di Nathan Delfouneso. Giusto il tempo di creare la prima azione pericolosa della partita per l’attaccante Villans, schierato largo a sinistra.
Che, infortunatosi, lascia il posto a Sammi Ameobi, autore di una prestazione sicuramente più che discreta: talento non certo ai massimi livelli ma buona intraprendenza e tanta freschezza atletica. Gioca, in particolar modo la frazione del primo tempo che lo vedo impegnato in campo, mettendo in mostra tante accelerate che lo fanno una discreta spina nel fianco della nazionale islandese.

Buone le prove, in difesa, di Martin Kelly e Craig Dawson (arrivato a quattro reti in cinque match con l’under21), entrambi peraltro autori di una rete, e anche di Marvin Sordell, anch’egli in goal.
Importante, in particolar modo, il gioco sporco fatto da quest’ultimo, unica punta della squadra ma dispostissimo a sacrificarsi tantissimo per aprire spazi ai compagni.

Sottotono, invece, Josh McEachran, da molti paragonato a giocatori di grande spessore come Nasri e Modric.
Il classe 93 Blues sembra infatti un po’ spaesato, molto fuori dagli schemi della sua squadra. Certo non una serata da ricordare per lui.

Chiudo con Gary Gardner, che entra a mezz’ora dal termine e nel recupero firma una bella doppietta. Realizzando il quarto goal con una splendida punizione, peraltro.
Buono il suo impatto sul match, vedremo più avanti se saprà confermarsi.

Nel complesso comunque bella prova dei giovani inglesi, che veleggiano tranquilli verso i playoff: 4 vittore in 4 match, 16 reti fatti a fronte di 1 sola subita. Difficile possano fermare la loro rincorsa…

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Non tutto è oro ciò che luccica, dice il detto. Ma via il cappello davanti a Mattia Destro.

Chi mi segue su Twitter e Facebook avrà sicuramente inteso ciò cui mi riferisco, anche senza aver visto la partita.

La punta cresciuta nell’Inter ha infatti disputato un’ottima prestazione, condita da una doppietta.

Ma, soprattutto, ha realizzato un goal di grandissima fattura: lanciato nello spazio si infila nella retroguardia avversaria per stoppare di sinistro e battere il portiere avversario con un bel pallonetto di destro, ad infilarsi a fil di palo.

Un goal che mi fa saltare sulla poltrona e che consegna agli Azzurrini, in pratica, buona parte del biglietto che vale l’accesso ai play-off.

Ma non tutto è oro ciò che luccica, dicevo. Perché l’aver vinto 2 a 0 la trasferta più difficile – sulla carta – del girone non deve far pensare che questa squadra sia uno schiacciasassi inarrestabile, pronta a riportare l’under21 italiana sul tetto d’Europa.

La partita di oggi pomeriggio ha infatti palesate tutti i limiti di questa squadra, che sintetizzerò brevemente qui…

Si parte da una difesa per nulla solida, in cui Crescenzi è sembrato molto meno attento del solito ed in cui Capuano ha lasciato molto a desiderare come sostituto di Antei.
Compitino per Donati, l’unico ad ergersi un po’ rispetto alla media è Caldirola, autore per altro di un recupero che vale un goal su un retropassaggio follemente sbagliato da Rossi.

Oltre a Bardi, che compie un paio di parate – di cui uno un autentico miracolo – che valgono il prezzo del biglietto.

A centrocampo si nota come l’assenza di Insigne, vera arma in più in fase creativa di questa squadra, pesi moltissimo.

Troppo lineare la mediana Azzurra, con Marrone e Rossi che non escono praticamente mai dal tracciato, Saponara generoso ma che continua a non convincermi e Florenzi sempre buono per ogni occasione, ma certo non capace di giocate stile Insigne (o Giovinco, o Pirlo, o Totti, volendo risalire un po’ per le varie under 21 viste in campo dal sottoscritto).

Davanti, poi, continuo a non capire come ci si possa presentare con questo Paloschi.

Posto che a me il ragazzo non ha mai convinto appieno nemmeno agli esordi, quando tutti lo pompavano alla grande e quando venno investito del titolo di novello Inzaghi, bisogna dire che dopo tutti gli infortuni che ha avuto si è davvero un po’ perso.

Non si può dire se non raggiungerà mai livelli adeguati, ma in questo momento non è presentabile come titolare in una under 21.

Passare da Gabbiadini – squalificato per l’occasione – a lui vuol dire perdere veramente tanto.

Una fortuna vera, quindi, che Destro sia in forma splendida. Due sue giocate girano una partita che, nel complesso, non si può dire la nostra nazionale abbia meritato chissà quanto.

Bene così, comunque. E ora via dritti e filati verso i play off. Sperando, una volta lì, di evitare la figuraccia in cui incappammo l’ultima volta…

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Avendo il pomeriggio libero volevo guardarmi un paio di partite. Perché dopo aver seguito le gesta dei nostri ragazzi che stanno tentando di qualificarsi all’Europeo under 21 che si disputerà in Israele tra un paio d’anni volevo dare un’occhiata a qualche altra squadra che sta provando a fare lo stesso.

Girovagando per la rete mi ero quindi imbattuto nella possibilità di vedere i match disputati da due big come la Spagna e l’Olanda, un po’ da sempre tra le migliori scuole calcistiche al mondo.

Ma per problemi tecnici la cosa è andata per le lunghe e sono riuscito a vedere solo il match che ha visto i croati ospitare i campioni in carica iberici.

Spagna schierata da Luis Milla con un classico 4-2-3-1 con De Gea in porta, Martin Montoya (obiettivo di mercato della Roma nel corso dell’ultima sessione estiva) terzino destro, Carles Planas ad agire sull’out opposto e la coppia Iñigo Martínez – Jordi Amat a comporre il pacchetto centrale.
Davanti ad essi vengono quindi posizionati il mediano neo-Blues Oriol Romeu ed il regista Colchoneros Koke. Sulla trequarti agiscono invece Isco Alarcón a destra, Sergio Canales centrale e la stella basca Iker Muniain sulla sinistra, con il solo Rodrigo Moreno, giocatore brasiliano naturalizzato spagnolo, di punta.

Ivo Susak che risponde scegliendo Lovre Kalinić, Domagoj Antolić, Dario Župarić, Roberto Punčec, Renato Kelić, Mateo Pavlović, Mateo Kovačić, Ante Vukušić, Mario Šitum, Marcelo Brozović e Duje Čop.

La Spagna è superiore. Sulla carta e non solo. C’è però un aspetto negativo nel gioco dei giovani iberici: si piacciono troppo.
E così, ricalcando un po’ il guardiolesco modo di impostare l’azione, ecco che i difensori giocano tanto palla al piede, si scambiano tanto il pallone tra di loro facendo avanzare la propria squadra piano piano. Tanti tocchi fin da lì dietro anziché verticalizzazioni perentorie.

Nel farlo, però, rischiano spesso qualcosa di troppo.

Nonostante questo sono loro a fare la partita, con i giovani croati che faticano a stargli dietro.

E al diciottesimo gli spagnoli passano: rimessa laterale in posizione offensiva che Planas batte in favore di Isco. Finta di accentrarsi, slittamento sull’esterno e filtrante a mettere in movimento lo stesso Planas, che brucia il suo avversario e crossa un pallone perfetto per la testa di Moreno, il cui colpo di testa impatta però contro il diretto marcatore. Il rimpallo favorisce comunque l’inserimento che si butta sul pallone fulminando di destro il portiere avversario, portando in vantaggio i suoi.

Spagna che comunque crea tanto gioco e tiene moltissimo il pallone, come da tradizione, ma conclude pochino.
Per due motivazioni principali: da una parte, appunto, si piacciono troppo e cercano sempre il passaggio di troppo. Laddove quando fai molto possesso deve arrivarese sempre il momento in cui verticalizzare a dovere, per bucare la difesa avversaria.
Dall’altra il brasiliano Moreno non sembra essere una punta all’altezza della situazione. Poi certo, essendo la prima volta che lo vedo giocare non posso dire non avrà futuro nel calcio ad alto livello, ma la sua inclinazione ad estraniarsi dal gioco un po’ preoccupa.

Nonostante questo è comunque lui, poco dopo l’inizio della ripresa, a capitalizzare la bella azione di Isco che gli serve un pallone d’oro: stop di petto e conclusione ad incrociare sul secondo palo.

Questa under21, insomma, conferma tutti i meriti ed i limiti del nuovo corso spagnolo.

Tecnica sopraffina, possesso di palla assoluto, tendenza a specchiarsi troppo nei propri mezzi.
Di certo comunque bisogna fare tanti e tanti complimenti alla Federazione. E non solo.

Perché negli ultimi anni il livello medio del calcio spagnolo è cresciuto realmente moltissimo.

E dopo l’Europeo ed il Mondiale recentemente vinto dalla nazionale maggiore è logico pensare, visti i sempre buoni risultati che continuano a raggiungere anche le nazionali giovanili, che la Spagna resterà una delle pretendenti ai vari troni anche nei prossimi anni.

E tutto questo, appunto, è frutto di un lavoro pianificato a tavolino e svolto benissimo tanto in ambito federale quanto da parte di molti club (in primis il Barcellona, vero e proprio punto di svolta del calcio spagnolo).

Parlando di situazioni Tattiche c’è una soluzione interessante da notare. Come detto la Spagna imposta il proprio gioco con un robusto giro palla che parte fin dalle proprie retrovie. Ed è lì che si verifica un aspetto che, studiato a tavolino da Luis Milla, va fatto notare.
Oriol Romeu, mediano che in carriera si è già disimpegnato anche come centrale difensivo, quando parte l’azione si schiaccia tantissimo, arrivando praticamente a mettersi in linea con i due centrali di difesa. Così facendo si rende partecipe della costruzione dell’azione fin dai primissimi tocchi e permette ad entrambi i terzini di avanzare quantomeno fino a centrocampo contemporaneamente.

Ecco quindi che in queste situazioni il 4-2-3-1 impostato come base dal tecnico iberico va quasi a diventare un 3-3-3-1, con Montoya e Planas ad agire sempre larghi ma in posizione più avanzata di quanto non facciano normalmente i terzini di una difesa a quattro quando la propria squadra si trova ad impostare l’azione.
Una soluzione, anche questa, che ricorda un po’ quella utilizzata da Guardiola nel Barcellona, dove spesso in alcuni frangenti di gioco Busquets si trova proprio ad agire come fatto da Romeu. Che, non per nulla, esce, guarda caso, dalla Masia…

Poca roba, invece, questa Croazia. Che non colpisce né a livello di collettivo né sotto un punto di vista di singoli.
Certo, giocare contro la Spagna non è mai facile per nessuno. Ma loro di certo non hanno fatto nulla per impressionarmi.

Al momento, quindi, la situazione di classifica vede gli spagnoli condurre con tre vittorie su tre partite. Il 2 a 0 di Osijek si aggiunge infatti alla doppia vittoria sui georgiani (stranezze di un calendario balzano).
Insegue, a due lunghezze di distanza, la Svizzera, che dopo l’inaspettato 0 a 0 di Tallin con l’Estonia ha saputo imporsi con un roboante 4 a 0 proprio sulla Croazia (con reti di St. Zuber, Toko e di due conoscenze del nostro calcio: l’ex palermitano Kasami ed Haris Seferovic, punta ancora di proprietà della Fiorentina).
Croati che si trovano quindi terzi a parimerito con i georgiani. Entrambe queste due squadre, però, hanno una partita in più di chi li precede. Difficile quindi possano impensierire le due corazzate di questo girone.
Chiude il gruppo l’Estonia, che ha però giocato due sole partite.

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Buona vittoria dell’under21 di Ciro Ferrara sui pari età turchi.

Dopo il 7 a 2 in Liechtenstein, quindi, la nostra under procede di buon passo verso l’Europeo che si giocherà in Israele tra due anni.

Bene un po’ tutti i reparti ed i singoli scesi in campo.

Partiamo quindi dalla porta, dove Pinsoglio non aveva convinto appieno nelle ultime uscite (né contro il Liechtenstein né in amichevole con la Svizzera). Ieri, però, si è rifatto alla grande. La sua parata arrivata ad inizio match sullo 0 a 0 è infatti determinante per tenere in partita, soprattutto a livello mentale, i suoi. Subire goal a quel punto avrebbe infatti potuto far sbandare la truppa, che rimasta sui giusti binari ha invece saputo condurre in porto una vittoria importantissima.

Questa mattina su di un giornale locale di Varese leggevo un 5,5 per lui, a mio avviso assolutamente immeritato.

Bene, per quanto concerne la difesa, ancora una volta il solito Crescenzi, che come sottolineato anche dall’ottimo Bizzotto in sede di commento è, ad oggi, il giocatore più continuo e positivo di questo inizio di biennio.

Lotta, corre, chiude, riparte, si sovrappone, duetta bene con Insigne. Davvero un mistero come la sua Roma possa aver deciso di fargli fare un altro anno in Serie B quando, è palese, meriterebbe appieno la A. E, forse, quantomeno un ruolo da riserva nella Roma.
Ma sono anche sicuro che Luis Enrique ora che è in Italia avrà modo di osservarlo meglio. E se lo farà è probabilissimo che l’estate prossima Crescenzi tornerà alla base per restarci.

Sulla fascia opposta finalmente una buona prestazione anche di Davide Santon, che da fenomeno assoluto è passato, nel giro di qualche mese, a ragazzo già bruciato.

Ferrara ne ha fatto il capitano di questa nazionale per provare a tirarlo fuori dall’involuzione in cui cadde. Vedremo se la cosa funzionerà.
Ieri, di certo, è sempre stato attento in ogni situazione di gioco. Non ha comunque ancora sviluppato appieno tutto il suo potenziale e, alle volte, dà l’impressione che non lo farà mai.

Bene anche la coppia di centrali. Caldirola ed Antei non saranno Nesta e Cannavaro ma in questo momento rappresentano una coppia solida ed affidabile. Giusto puntarci.

A centrocampo Insigne fa il bello e il cattivo tempo. Se da una parte è una spina nel fianco per la difesa avversaria, riesce a saltare l’uomo con facilità e dialoga bene coi compagni dall’altra si fa espellere per una reazione sciocchissima ed assolutamente evitabile a tempo già scaduto, a partita già vinta.

Insigne che salterà quindi la trasferta turca per una leggerezza assolutamente evitabile. Un vero peccato, posto che a questo livello oggi può fare davvero la differenza.

Luci ed ombre, a suo modo, anche da parte di Saponara. Che per tutto il primo tempo è forse il peggiore dei suoi, ma che poi a cavallo dell’intervallo segna prima un goal per offire poi a Destro l’assist del raddoppio.

Non mi entusiasma, ma ad ora merita sicuramente di esserci.

Fa poi il compitino la coppia di centrali. Marrone e Rossi non sono brillanti e incisivi come in altre situazioni, ma meritano comunque un sei pieno per il lavoro di “taglia e cuci” che fanno in mezzo al campo.

Davanti, infine, leggerezza assurda anche da parte di Gabbiadini.
La punta atalantina, ad oggi vero e proprio punto fermo di questa rappresentativa, si prende un giallo per una simulazione a centrocampo, molto più che evitabile. Anche lui salterà quindi l’importantissima trasferta turca che potrebbe sancire, di fatto, la qualificazione dei nostri ragazzi.
Un vero peccato.

Bene invece Mattia Destro, che segna di rapina e con intelligenza il goal del raddoppio e lavora tanto per la squadra. La sua esplosione sembra essere ancora molto lontana, però. Chissà se saprà confermare tra i professionisti le splendide cose fatte vedere all’epoca delle giovanili Nerazzurre…

Poca roba, invece, questa Turchia, che pur – grazie al fatto di aver giocato due match in più dei nostri, continua a guidare il girone.
In terra turca, comunque, è probabile che le cose cambino. Sicuramente i nostri avversari scenderanno in campo con ben altra aggressività. Sarà quindi importantissimo tenere alti ritmi ed attenzione.

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L’Italia di Ciro Ferrara si impone 7 a 2 sul modestissimo Liechtenstein.

Una squadra che, ad andare bene, in Italia farebbe fatica ad imporsi anche in Promozione.

Insomma, una squadra tutt’altro che irresistibile che non poteva che essere spazzata via dai giovani Azzurri.

Non tutto è oro ciò che luccica, però, dico nel titolo.

Il perché è semplicissimo.

Iniziamo dal fatto che dopo un solo quarto d’ora di gioco i nostri si trovano già sotto di un goal (uscita a vuoto di Pinsoglio che spiana la via del goal ed Eberle, tutto solo sul secondo palo) e di un uomo (espulsione sciocchissima di Borini che, già ammonito, si prende il secondo giallo rientrando senza permesso in campo dopo esserne uscito per infortunio).

Una situazione davvero ai limiti del paradossale per una squadra che rappresenta il futuro di uno dei movimenti calcistici storicamente più importanti, prestigiosi ed evoluti dell’intero pianeta.

Italia che inizialmente non gioca benissimo e che dopo questa doppia botta sembra poco serena e troppo contratta.

Così a cambiare le cose non può che essere la magia di un singolo. Che arriva intorno alla mezz’ora, quando Fausto Rossi, ex stellina del vivaio bianconero, s’inventa un grandissimo goal da fuori.

Da lì in poi l’Italia avrà vita facile e riuscirà a portarsi inizialmente addirittura sul 5 a 1 grazie alla tripletta di Gabbiadini e alla segnatura di Florenzi.

Il tutto fino a poco dopo l’ora di gioco, quando Kieber – il giocatore più interessante dei padroni di casa – tira fuori una magia e dopo aver fatto secco Antei al limite effettua un pallonetto a battere un ancora una volta distratto Pinsoglio.

A chiudere il match ci pensa quindi il talentino scuola Napoli Insigne, che realizza una doppietta nell’ultimo quarto d’ora.

Ok. Ma quindi in questo festival dei goal (arrivato per altro in 10 contro 11) cosa non è andato bene?

Tante cose, a dire la verità. E sembra assurdo quando una partita termina con ben 7 reti fatte, ma è così.

Innanzitutto Ferrara.

Personalmente trovo che gli allenatori “talebani” lascino molto il tempo che trovano, anche perché dimostrano oltre ad una scarsissima duttilità anche una professionalità limitata in quanto fare l’allenatore dovrebbe presupporre mandare in campo la squadra migliore possibile, non quella migliore secondo certi dogmi tattici che ci si autoimpone.

E allora ieri mentre guardavo l’Italia essere sotto di un goal ed un uomo contro il modestissimo Lichtenstein commentavo la partita assieme ad un amico e gli dicevo che Insigne schierato trequartista contro una squadra del genere avrebbe fatto almeno due o tre reti.
Perché giocando tra le linee avrebbe mandato ancora più in confusione gli avversari. E grazie alla sua capacità di dribbling, poi, avrebbe bucato quella difesa praticamente ad ogni azione.

Finita la partita mi sono dovuto comunque ricredere. Giocando lì probabilmente avrebbe potuto puntare al pokerissimo!

Ma detto ciò… il problema non risiede tanto nel fatto che Insigne schierato ala sinistra nel classico 4-4-2 non abbia reso, quanto nel fatto che Ferrara ha deciso di impostare l’under 21 con quel modulo e da lì praticamente non si schiodi mai.

Giusto nella partita disputata qui a Varese contro la Svizzera fece vedere qualcosa di poco diverso quando nella ripresa passò al 4-3-1-2 proprio per cercare a tutti i costi il pareggio.

Quando si ha a disposizione un giocatore come Insigne, che in certe cose ricorda molto quel Giovinco che a livello under21 era una star, è davvero un peccato sacrificarlo così.

Perché se la cosa pesa molto poco contro avversari come il Lichtensiten ecco che potrebbe finire per ridurne moltissimo la pericolosità offensiva contro squadre più forti e meglio organizzate.

Detto di Ferrara dobbiamo anche parlare dei giocatori. Perché al di là del fatto che abbiano vinto largamente contro “nessuno” va detto che in diversi di loro si notano dei segnali preoccupanti.

In linea di massima pare infatti di scorgere, nei nostri giovani, segnali che lascino ad intendere che una volta indossata la maglia dell’under 21 e arrivati al professionismo si sentano già arrivati.

Saranno i soldi, le belle ragazze o la popolarità, ma rispetto a dieci o quindici anni fa sembra veramente ci siano delle differenze in questo senso.

Fare nomi sarebbe ingeneroso, ma questo sembra essere veramente un male dilagante nel nostro calcio.

Del resto tatticamente continuiamo ad essere maestri, tecnicamente la nostra scuola si mantiene su buoni livelli, solo atleticamente negli ultimi anni stiamo iniziando a faticare un po’, forse per lo più fermi a metodi di allenamento antiquati rispetto alle nuove avanguardie.

Nel complesso, comunque, nulla che potrebbe di per sè giustificare i pessimi risultati che stanno avendo tutte le nostre nazionali. In primis proprio quelle giovanili.

E anche guardando alla nazionale maggiore, in realtà, possiamo notare come il ricambio generazionale dopo il Mondiale 2006 sia complicatissimo. Perché i tanti talenti nati negli anni 80 hanno per lo più deluso le aspettative. Praticamente nessuno di essi, pur avendo raggiunto sicuramente buoni livelli di gioco, è riuscito a fare il “botto” definitivo.

E anche questo potrebbe essere proprio un problema di testa, più che di tecnica, tattica o atletismo…

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CRONACA

L’Italia parte bene pur su ritmi certo non irresistibili.
Dopo sette minuti arriva comunque la prima grande occasione con Gabbiadini che vola in contropiede e viene atterrato al limite. Sarebbe punizione ed espulsione per aver fermato, come ultimo uomo, un avversario lanciato a rete, ma l’arbitro decide incredibilmente di non fischiare.

Un paio di minuti e un cartellino scatta, ma per Caldirola, che viene ammonito per un fallo di mano netto compiuto sulla propria trequarti.
Dopo i primissimi minuti, comunque, la nazionale di Ferrara palesa subito evidenti limiti a livello di gioco. La palla fatica infatti a circolare, con gli Azzurrini che non fanno grande movimento e sembrano assolutamente privi di inventiva.

Al ventunesimo, finalmente, l’Italia combina qualcosa: Marrone pennella un tocco sotto al limite per Gabbiadini che effettua una bella sponda aerea per l’accorrente Borini, il cui mancino è però ben parato da Gulacsi.
Italia che quindi si sveglia e nell’arco di tre minuti costruisce un altro paio di belle occasioni, prima con Saponara che s’infila in area e calcia in diagonale trovando i pugni del portiere ungherese, poi con Santon che centra da destra un pallone che Gabbiadini mette alto di testa.

Azzurrini che sembrano quindi iniziare a credere in loro stessi. Così la circolazione di palla migliora ed uno scatenato Gabbiadini penetra in area per calciare da destra, trovando però la pronta risposta di Gulacsi.
La punta dell’Atalanta vuole il goal e al ventisettesimo effettua un velo che fa arrivare la palla a Borini il cui tocco di prima intenzione mette in movimento lo stesso Gabbiadini che però non trova la porta con un bel diagonale destro.

Ungheria completamente in bambola che prova a reagire alla mezz’ora con una bella azione sulla destra conclusa con un colpo di testa a lato.
Sul fronte opposto Florenzi cerca un goal alla Del Piero: servito da Saponara sul limite sinistro dell’area di rigore si creerà lo spazio per calciare a giro sul secondo palo, non trovando però lo specchio di porta.

Al trentaseiesimo torna a farsi vedere la nostra nazionale con Borini che riceve al limite, salta un uomo e calcia di sinistro, colpendo un incredibile incrocio dei pali. Sulla respinta del montante la palla arriva quindi a Caldirola, il cui tap-in è però molle e trova la pronta risposta di Gulacsi.
Portiere ungherese che si conferma ancora una volta ottimo interprete del ruolo quando al quarantaquattresimo dice no ad un tocco centrale di Gabbiadini, chiudendo la saracinesca in faccia alla punta Azzurra.

E ad inizio ripresa – quaranta secondi per la precisione – l’Italia passa: Santon converge dalla destra al limite dell’area servendo poi Florenzi il cui cross a mezza altezza di prima intenzione troverà l’inserimento di Gabbiadini, che si tufferà di testa infilando la rete dell’1 a 0.
Dopo la rete del vantaggio, quindi, i giovani italiani tirano un po’ i remi in barca, rallentando notevolmente il ritmo e limitandosi a controllare il gioco.

Al dodicesimo, quindi, la prima parata di Pinsoglio, che si distende senza troppa apprensione alla sua destra per bloccare un tiro certo non irresistibile scoccato da un avversario dal limite dell’area.
Cinque minuti più tardi Borini scatta sul filo del fuorigioco, beve Kadar in velocità ma si fa sbarrare la porta da Gulacsi una volta arrivato in area di rigore.

Al ventunesimo l’Italia raddoppia: punizione calciata in mezzo, respinta corta della difesa e mancino incrociato di prima intenzione per Gabbiadini, che firma una bella doppietta fulminando Gulacsi.

Al trentatreesimo la difesa Azzurra corre qualche pericolo ma il bel ripiegamento di Rossi contribuisce a disfare una matassa particolarmente intricata.
C’è comunque ancora il tempo di triplicare: al trentasettesimo verticalizzazione per Destro che vince un contrasto volante con Gulacsi per poi, defilato e chiuso, servire Borini per un goal comodo comodo.

COMMENTO

Un barlume di luce in fondo al tunnel.
Ecco cosa può essere considerata la vittoria di questa under in Ungheria. Che oltre a portare a casa i tre punti convince abbastanza.

Il gioco non è certo spumeggiante. Del resto il 4-4-2 schierato, al solito, da Ferrara è fin troppo lineare e non permette grandi ricami.

Però gli interpreti ci mettono una voglia forse inaspettata.

In particolar modo da sottolineare l’ottima prova e la grandissima intesa delle due punte, che mettono letteralmente a ferro e fuoco una difesa ungherese lenta e compassata.

Macheda, Destro e Paloschi sono avvisati: Borini e Gabbiadini sono da sempre meno sponsorizzati ma oggi non gli sono certo inferiori.

Tante, comunque, le occasioni sciupate dagli avanti Azzurri, che fanno il diavolo a quattro trovando però qualche difficoltà sotto porta.

Dietro nessun grande rischio, ma una certa sensazione di base che sa un po’ di fragilità.

Ottimo match per una squadra che è stata inserita in un girone certo non scontato.

Ma chi ben comincia è a metà dell’opera…

MVP

Gulacsi mi è sempre piaciuto molto ed anche oggi ha eretto vere e proprio barricate sulla propria linea di porta.
Senza di lui, del resto, l’under italiana chiuderebbe la gara con una goleada.

TABELLINO

Ungheria vs. Italia 0 – 3
Marcatori: 46′, 66′ Gabbiadini, 82′ Borini.

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