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Archive for settembre 2009

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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Dominguez, stella del Rubin Kazan (wikimedia.org)

Dominguez, stella del Rubin Kazan (wikimedia.org)

Secondo pareggio consecutivo per l’Inter di Mourinho, che continua a non  trovare la giusta quadratura del cerchio sul palcoscenico europeo.
La trasferta di Kazan, infatti, è piuttosto negativa: un pareggio che lascia quest’Inter ancora senza vittorie, al contrario di quanto accada al Barça. La squadra di Guardiola, infatti, si impone 2 a 0 sulla Dinamo Kiev grazie alle reti di Messi e Pedrito.

Grande impresa, tornando a parlare delle nostre compagini, della Fiorentina che con una doppietta di un sempre più grande Jovetic ha la meglio su di un Liverpool che gioca, soprattutto il primo tempo, ben al di sotto delle proprie possibilità.
Fiorentina che si porta quindi a pari punti con gli inglesi, Lione che sale invece a 6 grazie al secco 4 a 0 sul Debrecen.

Dagli altri due gironi esce una grande vittoria del Siviglia all’Ibrox contro i Rangers ed una vittoria giunta negli ultimi dieci minuti dell’Arsenal contro l’Olympiakos, salvato in precedenza più volte da Nikopolidis.
Terminano invece 1 a 1 gli scontri tra Unirea e Stoccarda ed AZ – Standard Liegi.

Risultati ed highlights:

Gruppo E

Fiorentina – Liverpool 2 – 0 28’, 37’ Jovetic
Debrecen – Lione 0 – 4 3’ Kallstrom, 13’ Pjanic, 24’ Govou, 51’ Gomis

Gruppo F

R. Kazan – Inter 1 – 1 11’ Dominguez
27’ Stankovic
Barcellona – D. Kiev 2 – 0 25’ Messi, 76’ Pedrito

Gruppo G

Rangers – Siviglia 1 – 4 88’ Nacho Novo
50’ Konko, 64’ Adriano, 72’ L. Fabiano, 74’ Kanoutè
U. Urziceni – Stoccarda 1 – 1 48’ Varga
5’ Tasci

Gruppo H

Arsenal – Olympiakos 2 – 0 78’ Van Persie, 86’ Arshavin
AZ – S. Liegi 1 – 1 48’ El Hamdaoui
90’ Moussa

Classifiche:

Gruppo E

Lione 6
Fiorentina 3
Liverpool 3
Debrecen 0

Gruppo F

Barcellona 4
Dinamo Kiev 3
Inter 2
Rubin Kazan 1

Gruppo G

Siviglia 6
Stoccarda 2
Unirea Urziceni 1
Glasgow Rangers 1

Gruppo H

Arsenal 6
Olympiakos 3
AZ Alkmaar 1
Standard Liegi 1
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Grande vittoria degli Stati Uniti, capaci di asfaltare 4 a 1 il Camerun.
A portare in vantaggio gli americani, in un match più combattuto di quanto non ci si aspetterebbe leggendo il risultato finale, è Bryan Arguez, bravo a bucare Beyokol nel recupero del primo tempo sfruttando un assist di Tony Taylor e districando una matassa creatasi nell’area africana.

In apertura di secondo tempo, quindi, sarà lo stesso Taylor a trovare il raddoppio andando a finalizzare l’assist di Duka, a sua volta autore della terza rete. Dilly, infatti, troverà il goal in maniera piuttosto rocambolesca: dopo una discesa sulla fascia sinistra farà partire un cross fuori misura che befferà Beyokol infilandosi sotto l’incrocio dei pali.

Dopo il goal col quale Banana Yaya proverà a riaprire l’incontro, sarà Ownby, al 91′, a chiudere definitivamente i conti rendendo così pesante il passivo.

Piuttosto sorprendente anche il risultato uscito dall’altro match del girone: dopo l’iniziale vantaggio firmato da Sukuta-Pasu alla mezz’ora, infatti, arriverà, al 71esimo minuto, il pareggio di Kim Min Woo. L’1 a 1 maturato sino a quel momento, quindi, non cambierà più ed i campioni d’Europa in carica si dovranno accontentare di questo mezzo passo falso, andando a guadagnare un solo punto da questo match.

Il girone si completerà quindi venerdì con i tedeschi impegnati contro il Camerun ed i coreani che se la vedranno contro gli Statunitensi. Gruppo comunque ancora molto aperto e combattuto ed il cui epilogo è più che mai incerto.

Ancor più sorprendente, in ogni caso, uno dei risultati usciti dal gruppo D: l’Inghilterra di capitan Walker, infatti, viene assolutamente asfaltata dal Ghana di Ayew in un match a senso unico terminato 4 a 0 per gli africani, capaci di mantenere il possesso del pallone per quasi il 60% del tempo, andando a calciare 21 volte verso la porta difesa da Parish (contro le 8 degli inglesi).

Ayew, capitano e trascinatore di un Ghana che si candida alla vittoria finale (fclweb.fr)

Ayew, capitano e trascinatore di un Ghana che si candida alla vittoria finale (fclweb.fr)

Due reti di Adiyiah, una per capitan Ayew (autore di un grandissimo goal: un sinistro dalla media distanza che si infila giusto giusto sotto l’incrocio del pali) ed Osei: inglesi al tappeto, ghanesi capaci di vincere la seconda partita su due a questo mondiale.

Sale a punteggio pieno anche l’Uruguay, capace di dominare l’Uzbekistan in maniera ancor più netta di quanto non facciano i ghanesi contro l’Inghilterra, per quanto il risultato finale non darebbe questa idea.
Ben 30 tiri, infatti, sono stati diretti dai giovani della Celeste verso la porta difesa da Kuvvatov. Una pioggia di conclusioni con la quale gli eredi di Francescoli e Recoba hanno sottomesso i modesti avversari, costretti alla resa dopo solo mezz’ora di gioco: è a quel punto del match, infatti, che la resistenza uzbeka viene meno. Capitan Lodeiro riceve fuori area e fa partire un sinistro piazzato ma non irresistibile sul quale Kuvvatov non arriva.

Nel secondo tempo, quindi, l’Uruguay dilaga e chiude la partita.
Il raddoppio è firmato da Urretaviscaya che al 62′ sfrutta un cross del solito Viudez (subentrato solo un minuto prima proprio a Lodeiro) e buca il portiere avversario con una grandissima conclusione al volo: tiro imparabile stavolta, nessuna colpa attribuibile a Kuvvatov.

A chiudere definitivamente il match, quindi, ci penserà Santiago Garcia che andrà a deviare un pallone proveniente dall’angolo firmando il definitivo 3 a 0.

Venerdì, quindi, Ghana ed Uruguay si giocheranno la prima posizione in uno scontro diretto che si preannuncia scoppiettante. Gli inglesi, invece, saranno costretti a vincere con un grande scarto per sperare ancora nelle residue speranze di passaggio del turno come una delle migliori terze classificate.

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Non è affatto facile parlare di quest’Italia under 20.
Poco talento, ancor meno idee.

Gli assenti sono davvero tanti. Ci sono almeno 20 o 30 nomi che avrebbero potuto far comodo a questa squadra ma che per un motivo o per l’altro non sono stati portati in Egitto: da Poli a Macheda passando per Balotelli, Santon, Ariaudo, Paloschi, Marilungo, e tanti, tanti altri ragazzini terribili.

Invece Rocca ha assemblato una nazionale capace di stentare anche contro i modestissimi Soca Warriors. Una nazionale che obiettivamente non ha possibilità di imporsi ad un mondiale under 20, per quanto monco come questo.

Nonostante tutte le difficoltà, comunque, alla fine basta l’orgoglio per imporsi su Trinidad: Albertazzi e Raggio Garibaldi, guarda caso due dei pochi superstiti dall’Europeo under 19, firmano le due reti che rendono inutile il goal di Clarence.

Arrivano quindi, fors’anche immeritatamente, i tre punti. Il passaggio del turno è quindi sempre più vicino e dovrebbe bastare un pareggio contro i padroni di casa per passare il turno.

Paniagua regala la vittoria allAlbirroja (daylife.com)

Paniagua regala la vittoria all'Albirroja (daylife.com)

L’Egitto, infatti, viene sopraffatto 2 a 1 dal Paraguay, per quanto non meritasse la sconfitta, maturata solo nel recupero. Dopo che il primo tempo si era chiuso sull’1 a 1 (con vantaggio del sempre frizzante Santander e pareggio di Afroto), infatti, si deve aspettare il 94′ minuto per vedere il goal che decide il match: a realizzarlo è Paniagua, capace di risolvere con un’acrobazia una mischia in area.

La posizione di Aldo, in verità, sembrerebbe essere irregolare: Egitto quindi punito davvero immeritatamente. Sia perché non meritasse la sconfitta sia, soprattutto, perché sconfitto da una rete irregolare.

Nel gruppo B, invece, va tutto secondo pronostico: la Spagna, tra le grandi favorite alla vittoria finale, regola una Nigeria sempre più sull’orlo del baratro (ancora inchiodata a zero punti in due partite) con un 2 a 0 firmato da Fran Merida, stellina delle giovanili Gunners.

Una rete per tempo, Super Aquile abbattute.

Il primo goal arriva al 33′: Merida si infila tra le maglie della difesa avversaria e batte Okafor con un pallonnetto sontuoso.
La seconda, invece, a pochi minuti dal termine, su rigore. E Merida dimostra tutta la sua classe ed il suo sangue freddo, battendo il portiere nigeriano con un cucchiaio alla Totti.

Africani che, comunque, non devono disperarsi. Qualche flebile possibilità di passare l’avrebbero ancora, pensando che si qualificano anche le quattro migliori terze. Sicuramente sarà necessaria una goleada contro Tahiti nell’ultimo match del girone.

Goleada che comunque sembra tutt’altro che improbabile: i tahitiani, infatti, prendono otto reti anche dal Venezuela, dopo le otto subite contro gli spagnoli all’esordio.
Mattatori della partita sono Rondon ed il solito Del Valle (salito a quota 4 goal in questo mondiale), autori di una tripletta a testa. A chiudere il conto sono invece Velazquez e Rojas, per loro un centro ciascuno.

Venezuela e Spagna, quindi, sono già qualificati al prossimo turno. Ed è un grande risultato per i giovani Vinotinto, prodotti di un calcio in forte crescita.

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Nessuna sorpresa nel gruppo E dove i favoriti alla vittoria finale, i brasiliani, asfaltano con un secco e tondo 5 a 0 la Costa Rica.

Alan Kardec è il bomber della nazionale verdeoro (oleole.com)

Alan Kardec è il bomber della nazionale verdeoro (oleole.com)

Verdeoro pericolosi fin da subito con un vivace Teixeira, costaricensi che inizialmente hanno anche provato a ribattere, come nelle azioni che hanno visto protagonisti Guevara ed Oviedo.

A sbloccare il risultato è quindi Alan Kardec, bravo a svettare più in alto di tutti al 23esimo ed a realizzare la rete dell’1 a 0 con un colpo di testa secco e preciso.

A firmare il raddoppio sarà invece Giuliano, bravo a scavalcare l’uscita alla disperata di Alvarado con un bel pallonetto che non lascia scampo ai giovani Ticos. La terza rete, quindi, arriverà in chiusura di primo tempo e sarà realizzata ancora una volta da Kardec, in quest’occasione rapace più che mai ad intercettare e trasformare in goal una palla vagante in area di rigore.

Per il quarto goal si dovrà aspettare il 75′ quando teixeira segnerà la più comoda delle reti ribadendo in rete una respinta del palo. In quest’occasione, comunque, più che all’autore del facile goal i complimenti vanno fatti a Douglas, terzino destro della Seleçao autore di un’azione travolgente che lo porta fino alla conclusione in area.

La quinta rete, invece, arriva allo scadere ed è una perla di Boquita: stop e tiro al fulmicotone da più di trenta metri, Alvarado battuto e punteggio arrotondato.

Come da pronostico anche l’altro match del girone, quello che vede la Repubblica Ceca avere la meglio su di una buona Australia per 2 a 1.

Qui le reti arrivano tutte nel secondo tempo: al 50′ Rabusic troverà la giusta deviazione di testa in area avversaria, andando a dirottare in rete una punizione-cross battuta da Zeman. Un quarto d’ora dopo il goal, quindi, Dovalil deciderà di inserire Pekhart al posto dell’autore della rete. Scelta azzeccata: ad un minuto dal termine sarà proprio lui a realizzare il goal che chiude la partita.

E la chiude provvidenzialmente, perché a tempo già ampiamente scaduto gli australiani troveranno il goal della bandiera col loro capitano, Holland, freddo a battere Vaclik dagli 11 metri dopo che il suo primo tentativo, poi annullato dall’arbitro Rodriguez, era stato parato dal portiere ceko.

Molte più sorprese, invece, escono dal gruppo F.

Qui, infatti, gli ungheresi, formazione che gode di non poco credito e che era stata fermata solo dai tedeschi nella corsa all’alloro europeo under 19 la scorsa estate, vengono battuti con un inaspettato 3 a 0 dai giovani honduregni capaci quindi di fermare la serie di nove sconfitte consecutive fatte registrare dalla loro rappresentativa a questo torneo. Ironia della sorte vuole, tra l’altro, che l’ultima loro vittoria risalisse al 1977 e fosse stata ottenuta proprio contro gli ungheresi.

Mattatore della partita è Mario Martinez, centrocampista, capitano e bomber di questa nazionale: nonostante non sia una punta, infatti, Mario sta dimostrando un grandissimo feeling con il goal, almeno quando veste la maglia honduregna. Per lui ben sette reti in nove partite finora. Due delle quali segnate proprio ieri contro l’Ungheria.
A Oslo, città del Valerenga, squadra in cui milita, staranno già certamente fregandosi le mani.

Il goal dell’1 a 0 arriva al 35esimo con un bel destro dal limite.

Per il raddoppio bisogna invece aspettare altri trentacinque minuti: è il 70′, infatti, quando lo stesso Martinez sigla la sua personale doppietta con un grandissimo goal: stop volante sul lato destro dell’area, dribbling e calcio mancino, Gulacsi battuto.

A chiudere la partita definitivamente ci penserà quindi Peralta, subentrato una ventina di minuti prima a Rojas: anche in questa occasione è un golazo, con un tiro dai trenta metri che si infila imparabile in prossimità dell’incrocio del pali.

Honduregni esaltatissimi, quindi, e soli al comando.

Emirati e Sud Africa, infatti, impattano 2 a 2 e si spartiscono la posta in palio, lasciando la squadra centramericana tutta sola in vetta al girone.

E’ comunque un pareggio assolutamente rocambolesco quello fatto registrare all’Alexandria Stadium: i sudafricani, infatti, trovano in Erasmus, uno degli uomini più attesi tra le loro fila, un bomber freddo ed implacabile capace di far capitolare per due volte il povero Abdulrahman.

Dopo l’espulsione di Mphahlele, però, l’UAE guadagna sempre più campo e spinto dalla volontà di recuperare il match riesce a raggiungere un incredibile pareggio: al 91′ Al Kamali fredda Keet su punizione, al 93′ Awana anticipa un difensore sudafricano andando a svettare ed incornare di testa. Anche in questo caso per Keet non c’è nulla da fare, è 2 a 2.

Darren Keet, bucato due volte nellesordio contro lUAE (vuvuzelasouthafrica.co.za)

Darren Keet, bucato due volte nell'esordio contro l'UAE (vuvuzelasouthafrica.co.za)

Mercoledì, quindi, l’Ungheria dovrà a tutti i costi battere il Sud Africa per non essere tagliata fuori dal discorso qualificazione. Curiosità, invece, nel vedere UAE vs. Honduras, con due squadre, la seconda in special modo, che hanno stupito più di quanto ci si aspettasse nel match d’esordio.

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I Campione d’Europa suonano la carica: nel loro esordio a questo mondiale, infatti, i terribili ragazzini tedeschi si disfano agevolmente dei parietà statunitensi con un secco 3 a 0 (qui gli highlights del primo e qui quelli del secondo tempo) senza appello e dimostrano come nonostante le tante assenze (prime fra tutte quelle dell’astro nascente Kroos) sono giunti in Egitto per guadagnarsi questo importante alloro.

Mattatori della partita sono Aydilek, autore di un goal su rigore alla mezz’ora, Jungwirth, capace di raddoppiare due soli minuti più tardi, e Schaeffler, che firmerà il definitivo 3 a 0 ad un quarto d’ora dalla fine.

Ottimo inizio anche quello dei Leoni Indomabili, che col 2 a 0 rifilato alla Corea (goal di Akono Effa e Tiko) restano appaiati ai tedeschi in vetta al gruppo.

Le due squadre martedì prossimo avranno l’opportunità di chiudere definitivamente il discorso qualificazione per poi andare a giocarsi lo scontro diretto con molta più tranquillità. I tedeschi, infatti, saranno opposti ai coreani mentre il Camerun se la vedrà con gli Stati Uniti d’America.

Esce invece una discreta sorpresa dal gruppo D, uno dei più competitivi del lotto (se non il più difficile in assoluto): la nazionale inglese, infatti, è stata superata 1 a 0 dall’Uruguay di capitan Lodeiro.

A decidere il match è una rete realizzata a sei soli minuti dal termine da una vecchia conoscenza del nostro calcio, quel Tabarè Viudez che come dicevo ad inizio torneo non ha avuto fortuna in Rossonero ma resta una pedina importante di questa nazionale (per quanto non abbia giocato da titolare il match).
Molto bello, tra l’altro, il suo goal: su di un cross di una delle stelline di questa nazionale, quell’Urretaviscaya portato recentemente in Europa dal Benfica, l’ex milanista ha effettuato una splendida mezza rovesciata volante con la quale ha battuto l’incolpevole Parish, freddato dalla magistrale conclusione di Tabarè.

Finisce invece secondo pronostico l’altro match del girone, quello che vede scontrarsi Ghana ed Uzbekistan. A spuntarla sono infatti gli africani, capaci di imporsi 2 a 1 grazie alle reti di Osei ed Adiyiah, con Karimov a siglare il momentaneo vantaggio uzbeko.

Inglesi che quindi ora sono chiamati alla prova d’appello contro il Ghana: qualora venissero sconfitti anche dagli africani, infatti, vedrebbero molto ridotte le possibilità di accedere alla fase successiva. Per quanto passando anche le quattro migliori terze (su sei) anche un’eventuale sconfitta non dovrebbe precludere loro ogni possibilità di passaggio del turno.

E chissà che poi, anche in caso di sconfitta coi ghanesi, un vittoria larga contro gli uzbeki non basti loro.

Uzbeki che, comunque, non sono da prendere sotto gamba. Perché per loro la spedizione egiziana non è, come per i tahitiani, una vacanza. Sono venuti a questo mondiale per dimostrare a tutti di come stia crescendo il movimento calcistico uzbeko.

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Chiusa la prima giornata del gruppo A con la vittoria dell’Egitto su Trinidad ed il pareggio tra gli azzurrini ed il Paraguay è quindi la volta del gruppo B, quello che sulla carta sembrava essere destinato ad essere dominato da Spagna e Nigeria, due squadre, gli europei in particolar modo, accreditate anche come possibili finaliste della competizione visto i tanti talenti a disposizione.

Del Valle consegna ai giovani Vinotinto la vittoria contro le Super Aquile (noticias24.com)

Del Valle consegna ai giovani Vinotinto la vittoria contro le Super Aquile (noticias24.com)

La prima giornata, però, dimostra subito come i venezuelani non siano venuti in Egitto a fare da comparse (al contrario dei giovani tahitiani, destinati a fare da materasso del girone, cosa che potrebbe incidere molto sulla differenza reti aiutando così anche la terza di questo gruppo a passare come una delle migliori quattro): i giovani Vinotinto, infatti, regolano 1 a 0 le Super Aquile grazie ad una rete del loro giocatore più talentuoso: quel Jonathan Del Valle astro nascente del calcio venezuelano, attualmente in forza al Deportivo Tachira (ma è facile pensare che entro la prossima estate qualche squadra vedrà bene di farlo sbarcare nel Vecchio Continente).

A partire forte, in realtà, sono i ragazzi africani che provano subito a portarsi in vantaggio con Lukman Haruna, uno delle stelle della squadra. Il suo tentativo di andare in goal, però, è disinnescato da Rafael Romo, portiere venezuelano di proprietà dell’Udinese.

Pochi minuti più tardi è invece Ighalo a provarci dalla distanza: il nigeriano si coordina bene e calcia un sinistro volante da trenta metri che mette un po’ in difficoltà Romo, bravo e fortunato a salvarsi deviando il pallone sulla traversa.

Qui, però, si mette in mostra Del Valle, che dimostra di avere i numeri per poter risolvere la partita: la sua azione personale crea scompiglio nella difesa delle Super Aquile, il suo tiro, però, si infrange sul palo dopo aver battuto Okafor.

Al quarantesimo la partita si mette su ottimi binari per i Vinotinto: il nostro Roberto Rosetti, infatti, espelle Haruna dopo un fallaccio su Flores ed al Venezuela bastano cinque soli minuti a trovare la rete del vantaggio (che significherà vittoria) con Del Valle, lesto a girare in rete una punizione-cross battuta da Louis Pena.

A dispetto dell’inferiorità numerica, in realtà, le Super Aquile non si daranno per vinte e domineranno il secondo tempo, finendo la partita con ben il 61% di possesso palla. Tutto questo, però, si rivelerà inutile ai fini del risultato dato che non riusciranno a trovare la via della rete con successo, nonostante le occasioni create. Come il palo colpito da Edet di testa, con deviazione sul montante del solito Romo, sempre bravo e fortunato.

Ora i nigeriani dovranno affrontare una gara molto difficile: lunedì, infatti, sfideranno gli spagnoli, prima forza del girone. Per Siasia e i suoi ragazzi, quindi, sarà imperativo quantomeno pareggiare, per poi andare a vincere contro Tahiti portandosi a quattro punti. Ma certo, non sarà facile.
Agevole, invece, l’impegno dei Vinotinto: Del Valle e compagni, infatti, giocheranno contro la rappresentativa dell’Oceania in un match che pare già scritto. E per il Venezuela sarebbero due vittorie su due.

Tahiti, infatti, non appare un avversario degno di una vetrina mondiale. Il tutto ribadito, qualora ce ne fosse stato bisogno, dalla larga vittoria ottenuta dalle Furie Rosse contro di loro: un 8 a 0 che non da adito a ripensamenti di sorta.

E’, tra l’altro, una vittoria a suo modo storica per i giovani spagnoli: mai prima d’oggi, infatti, la Spagna aveva registrato una così ampia vittoria in un mondiale under 20.

Le statistiche sono imbarazzanti.
Gli spagnoli, si sa, sono dei grandi palleggiatori e solitamente fanno del possesso palla, quand’anche sterile, il loro marchio di fabbrica. Contro Tahiti, però, questa cosa si è acuita, per via della pochezza degli avversari ovviamente, a dismisura: a fine partita, infatti, il possesso spagnolo sfiorerà l’80%.

Il vantaggio arriverà dopo 11 minuti di gioco: Jordi Alba centrerà un cross dopo una fuga sulla sinistra, Merida arriverà sul pallone ma vedrà la sua conclusione essere respinta da Hauata. A quel punto arriverà però Aaron Niguez che, come un falco, segnerà l’1 a 0 in tap-in.

Il raddoppio sarà quindi firmato dallo stesso Niguez quattro soli minuti più tardi, lesto ad infilarsi nelle larghe maglie della retroguardia avversaria per infilare il povere Hauata.

Da lì alla mezz’ora, quindi, altre due rete, questa volta firmate da Nsue, entrambe su rifinitura dello stesso Niguez.

Nel secondo tempo la sinfonia non cambierà poi molto: gli spagnoli, in totale controllo del gioco, eccederanno solo un po’ nella sufficienza con cui si metteranno a gestire il pallone, e finiranno col creare meno occasioni rispetto al primo tempo.
Quattro goal, comunque, arriveranno lo stesso.

A riaprire le danze nella ripresa sarà Merida, che in precedenza aveva offerto a Nsue la possibilità di cercare la rete (col bomber della Real Sociedad fermato solo dalla traversa), con un tiro dalla distanza a trafiggere Hauata.

Sarà poi la volta di Kike (prima rete su assist di Azpilicueta, seconda a coronamento di un’azione personale) ed Herrera, anch’essi protagonisti in questa messe di goal.

Aaron Niguez è il mattatore della prima frazione di gioco contro Tahiti (setanta.com)

Aaron Niguez è il mattatore della prima frazione di gioco contro Tahiti (setanta.com)

Una festa del goal, insomma, per le giovani Furie Rosse che però lunedì, come detto, dovranno vedersela contro i nigeriani in un match tutt’altro che agevole. Sapranno confermare la bontà del loro gioco anche contro un avversario vero? Di certo qualora ci riuscissero si candiderebbero prepotentemente a possibili vincitori della manifestazione.

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Fiorillo è stato tra i migliori in campo (repubblica.it)

Fiorillo è stato tra i migliori in campo (repubblica.it)

Brutto esordio italiano a questo Mondiale under 20.
Gli azzurrini, infatti, pagano a caro prezzo le grandi assenze dimostrandosi molto involuti rispetto allo scorso Europeo under 19 soprattutto sul piano della costruzione e finalizzazione di gioco. Perché la fase difensiva, in realtà, concede abbastanza poco agli avversari. Ma del resto si sa, tatticamente siamo dei maestri e già fin da piccoli nei vari settori giovanili disseminati lungo tutto lo stivale i tecnici inculcano la capacità di tenere il campo ai nostri ragazzi.

Il tutto prende forma in campo così: Paraguay che costruisce e conclude molto più di noi, tenendo il possesso di palla per quasi il 60% del tempo. Fiorillo bravo in più di un’occasione (sarà colpa della pressione che sente quando gioca in prima squadra nella Samp, ma con le nostre rappresentative nazionali giovanili è una sicurezza assoluta), Albertazzi e Gentili non concedono particolari spazi agli avanti dell’Albirroja, i nostri centrocampisti si spendono bene in fase di pressing e recupero del pallone.

D’altro canto, però, risultiamo per lunghi tratti del match nulli nella fase di gioco opposta, quella della costruzione: Calderoni e Bini, i nostri terzini oggi, sono molto bloccati, specialmente nel corso del primo tempo, e non supportano quasi per nulla la fase offensiva. Bonaventura dovrebbe dare un po’ di fosforo al nostro centrocampo con le sue geometrie, ma sembra l’ombra di sè stesso. Raggio Garibaldi e Mazzarani corrono molto e fanno sicuramente il loro in fase di copertura e pressing, ma non pungono mai davanti. Sciacca non trova gli spazi, rendendosi pericoloso solo da calcio piazzato. Mustacchio si spende moltissimo, come è solito fare spesso anche nella primavera doriana, in fase di non possesso, ma è evanescente quando si tratta di colpire la retroguardia Albirroja. Eusepi è come una presenza incorporea in campo: viene cercato poco, ma nel contempo non fa nemmeno molto per infastidire Huth e compagni.

Qualcosa di meglio si vede nel secondo tempo, in special modo con l’entrata di Misuraca. Molto poco, però, per poter dire che l’Italia potesse meritare questa partita che, ai punti, andrebbe probabilmente assegnata al Paraguay.
Così come qualcosina più di Eusepi, anche se molto poco, farà anche Maritato, subentrato al 72esimo minuto. Mentre negli ultimi dieci di gioco troverà spazio anche Crescenzi, cui vanno i miei migliori auguri compiendo lui oggi 18 anni, che darà dimostrazione del fatto che in questa squadra un terzino capace come lui di attaccare lo spazio sembri essere indispensabile.

A cercare la via del goal inizialmente erano stati proprio i nostri in realtà, con Mazzarani che si renderà subito pericoloso con un insidioso calcio di punizione dal limite destro dell’area.
Mazzarani che si segnalerà anche qualche manciata di minuti più tardi, quando andrà a meritarsi un probabile rigore che l’arbitro Mohd Salleh, però, non assegnerà.

Sarà poi però la reattività del Capitano, Vincenzo Fiorillo, a salvare il risultato in un paio di occasioni, in special modo su Cristaldo.

L’occasione azzurra probabilmente più ghiotta dell’intero match, comunque, l’avrà Sciacca, bravo a calciare una punizione da discreta distanza su cui, però, Joel Silva riuscirà ad intervenire alzando il pallone in corner.

Huth è la colonna della difesa paraguayana (liverpoolfc.tv)

Huth è la colonna della difesa paraguayana (liverpoolfc.tv)

Saranno poi Santander, lanciato in contropiede, e Caballero, pescato tutto solo in mezzo all’area dopo lo scivolone un po’ goffo di Crescenzi, ad avere due ottime occasioni per rompere l’equilibrio del match. In entrambi i casi, però, ai giovani paraguayani mancherà la giusta determinazione, quella cattiveria che sottoporta è necessario dimostrare quando si vogliono segnare goal decisivi in manifestazioni così importanti.

Italia che proverà quindi lunedì a cercare la vittoria contro Trinidad, sconfitto ieri dai padroni di casa egiziani. Sarà anche importante cercare, per quanto possibile, di segnare più reti possibili: oltre alle prime due di ogni girone, infatti, accedono al turno successivo anche le quattro migliori terze, ed in questo senso la differenza reti potrebbe finire per contare molto.

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