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Archive for the ‘Giappone 2012’ Category

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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CRONACA

Dieci minuti ed ecco la prima occasionissima del match: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto dalla destra del fronte offensivo londinese la palla giunge tra i piedi di Cahill che lo calcia dritto per dritto verso la porta difesa da Cassio che, in qualche modo, riesce a bloccarlo prima che questo sorpassi la linea di porta.
Il match però stenta a decollare. Il Timao fatica a dare forma ad un qualsiasi tipo di gioco, foss’anche di rimessa. E si affida così a ripartenze di singoli, senza alcuna anima. I Blues invece cercano di imbastire azioni corali, senza però riuscire a a farlo con efficacia.Rafa Benitez

Per avere un secondo brivido dobbiamo quindi aspettare ben altri ventotto minuti quando Moses è pescato da Hazard in ripartenza e calcia a giro dal limite dell’area, cercando il palo lontano. Bravissimo però Cassio a deviare in angolo in tuffo, con la mano di richiamo a “pulire” lo specchio di porta.
Estremo difensore brasiliano che deve ripetersi poco più tardi andando però a bloccare un bella conclusione dritto-per-dritto scoccata centralmente da Mata.

La ripresa si apre quindi con una bella imbucata centrale di Mata per Hazard, capace di bucare sullo scatto ogni avversario per presentarsi a tu per tu con Cassio, bravo però ad uscirgli sui piedi tempestivamente riuscendo a guadagnare anche un rinvio dal fondo.
E’ un secondo tempo che vede comunque un Timao molto più convinto dei propri mezzi. La pochezza del gioco Blues spinge infatti i brasiliani a spingersi in avanti con più continuità, pur senza grande capacità di pungere. L’occasione interessante arriva comunque al sessantaquattresimo, quando Paulinho riceve in area e scarica di destro, spendendo però di poco a lato.

Il goal che legittimi la superiorità brasiliana è nell’aria e arriva al settantesimo quando un misto tra una buona azione ed un po’ di fortuna portano Danilo a calciare a rete, trovando la deviazione di un difensore che impenna il pallone mettendo fuori dai giochi Cech. Sulla sfera piomba quindi Guerrero che, tutto solo, incorna in rete.

La rete scuote un poco i Blues, che comunque non riescono a trovare quella convinzione e quella ficcantezza necessaria a trovare il pareggio.
A cinque dal termine riescono comunque, in qualche modo, a pescare la palla goal che potrebbe valere i supplementari, ma il solito Cassio, migliore in campo (lo anticipo), spranga la porta, facendo no con la testa.

Come non bastasse all’ottantanovesimo Cahill “decide” di finire la partita anzitempo, facendosi espellere.
Il match però non è finito. Al novantaduesimo Mata scodella in area, Torres scatta e anticipa l’uscita di Cassio, segnando un insperato pareggio. Non fosse che il guardalinee si mostra attentissimo e gli sbandiera un fuorigioco sacrosanto.

Sono proprio questi due episodi a mettere la pietra tombale al match: Corinthians Campione del Mondo 2012.

COMMENTO

Scommettessi, dopo aver visto le due semifinali disputate rispettivamente contro Al Ahly e Monterrey, mi sarei giocato la vittoria del Chelsea. Non tanto perché mi fidassi dei Blues, squadra che ha già messo più e più volte in mostra tanto i suoi limiti quanto la mancanza di un Drogba là davanti.

No, avrei giocato la vittoria degli inglesi semplicemente perché il Timao mi aveva fatto una pessima impressione contro gli egiziani.

Impressione confermata anche nel primo tempo di questa partita.

Poi all’intervallo dev’essere successo qualcosa. Probabilmente i brasiliani devono essersi resi conto di trovarsi davvero di fronte ad un avversario abbordabile. Un avversario senz’anima, capace di vincere la Champions grazie ad un gioco molto rinunciatario ed un Campione là davanti. Una squadra costruita male con spese ingenti ma non ragionate.

Ed ecco la trasformazione.

Perché dal primo minuto della ripresa al momento del goal c’è stato praticamente solo il Corinthians in campo, con il Chelsea spettatore non pagante, abulico, incapace di portare anche solo qualche ripartenza davvero efficace.

E poi il patatrac della realizzazione.

Tanti gli errori dei Blues quest’oggi. Dall’aver regalato la ripresa ad un avversario abbordabile ad una fase difensiva completamente piena di falle e lacune ovunque.

Anche la sfortuna ha inciso, certo. Perché in occasione della rete di Guerrero è una deviazione fortuita a mettere fuori gioco Cech trasformandosi in assist prelibato per la punta peruviana.

Niente scuse, però. Quando ti chiami Chelsea, vieni da una Champions League vinta pochi mesi fa ed hai speso tanto sul mercato non puoi regalare una finale così.

MVP

Come detto è Cassio il migliore in campo, secondo il sottoscritto.

Questo perché da abbastanza sicurezza a tutto il reparto e, soprattutto nel primo tempo, mura bene la propria porta, non permettendo agli avversari di trovare un vantaggio comunque non so quanto meritato.Cassio

Certo, se Torres, giusto a fine match, fosse partito in posizione laterale ora mi toccherebbe parlare molto diversamente della sua prestazione…

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CRONACA

E’ una gara di livello molto maggiore rispetto ad Al Ahly vs. Corinthians e lo si capisce subito, dal ritmo impresso dalle due compagini. Così dopo quattro soli minuti di gioco arriva la prima occasione interessante: David Luiz buca centralmente e calcia dalla distanza, mettendo fuori di poco.
Il tempo che la lancetta lunga faccia altri due giri d’orologio ed è ancora il centrale carioca a mettersi in mostra, con un filtrante che libera Hazard, la cui conclusione d’interno non trova però il giro giusto e si spegne a lato.David Luiz

Chelsea che resta in completo controllo del match. Al decimo Hazard fa secchi due uomini in fascia e crossa all’altezza del dischetto del rigore dove solo un controllo difettoso di Oscar permette alla difesa messicana di chiudere e salvarsi.
Così al diciassettesimo arriva la prima rete: Oscar libera di tacco Cole che centra un pallone radente il suolo per Mata, il cui mancino non lascia scampo a Orozco.

Intorno alla mezz’ora arriva però la reazione messicana: Delgado affonda sulla sinistra e crossa in mezzo dove pesca De Nigris, perso dai centrali inglesi. La cui incornata non trova però lo specchio.
Chelsea che a quel punto cerca quindi di abbassare il ritmo per condurre in porto vittoriosamente una prima frazione in cui comunque è risultato – come ci si poteva aspettare – superiore agli avversari.

La riapertura del match è quindi choc per i messicani, che affondano: nemmeno un minuto ed Hazard semina il panico sulla sinistra appoggiando centralmente a Torres, il cui tiro è deviato alle spalle di Orozco per il 2 a 0 Chelsea.
Ma non basta. Un paio di minuti scarsi e arriva un secondo autogoal. Stavolta è torres a fuggire a sinistra e servire Mata, il cui controcross basso è deviato in rete da Chavez. Game over.

Chelsea che, rilassatissimo, decide comunque di provare a regalare ancora spettacolo. Al cinquantaduesimo così è il solito Mata a sfiorare il goal, calciando a lato di poco. Posizione di partenza comunque irregolare e realizzazione che sarebbe stata annullata.
Dal canto suo il Monterrey, forte di un maggior possesso palla, cerca il modo di arrivare quantomeno al goal della bandiera, palesando per una scarsa incisività sotto porta che ne certifica l’incapacità di passare il turno, soprattutto contro avversari così quotati.

Il tutto comunque produce solo la segnatura all’ultimo istante di De Nigris. Buona per l’onore, non certo per il passaggio del turno. Col Chelsea che può così raggiungere il Corinthians in finale.

COMMENTO

Troppo Chelsea per questo Monterrey. Basta poco ai talentuosi Bleus per regolare i generosi messicani, che con anche non poca sfortuna, alla fine, devono abbassare lo sguardo di fronte ai Campioni d’Europa in carica.

Vittoria meritata dagli uomini di Benitez che pur debbono ringraziare la loro buona stella, posto che riescono a chiudere un match pur sino a quel punto controllato solo grazie a due deviazioni assolutamente decisive. La prima su tiro di Torres, con la palla che s’impenna e risulta imprendibile per Orozco, la seconda su cross di Mata.

Inglesi ben messi in campo che ora, soprattutto grazie al potenziale tecnico a disposizione, sono i doverosissimi favoriti per la vittoria finale, stante anche il fatto che troveranno un Timao che come sappiamo ha sofferto non poco di fronte ai pur modestissimi egiziani dell’Al Ahly.

La seconda imposizione mondiale per Benitez, così, sembra essere sempre più vicina.

MVP

Poche cose ma di classe e qualità assoluta. Quando Eden Hazard parte palla al piede risulta essere assolutamente inarrestabile. Ed è proprio dalla sua fascia che arrivano i problemi maggiori per gli Albiazules. Certo non un caso.Hazard Torres

Honorable mention finale per David Luiz. Schierato in mediana al fianco di Obi Mikel si spende tanto in fase di non possesso per spingersi in penetrazione centrale in diverse situazioni. Davvero bravo e presente.

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CRONACA

Ritmi blandi per l’inizio della prima semifinale di Mondiale per Club. Così per vedere la prima occasione interessante dobbiamo aspettare dieci minuti, quando Soliman pennella una punizione in area cogliendo impreparata la linea difensiva corinthiana e trovando l’incornata di Rabiea, che non riesce però a trovare lo specchio di porta.
Brasiliani meno brillanti di quanto ci si aspetterebbe che intorno al venticinquesimo minuto cercano però di aumentare il ritmo, per provare a sbloccare il match.Paolo Guerrero

Rete che arriva giusto alla mezz’ora, quando Douglas crossa dalla sinistra un campanile profondo sul secondo palo dove pesca Guerrero, la cui incornata diagonale non lascia scampo ad Ekramy.

Le occasioni stentano comunque ad arrivare. Perché entrambe le squadre mancano della giusta imprevedibilità e creatività, oltre che forse della volontà di colpire.
La partita si trascina così all’intervallo senza ulteriori sussulti di rilievo.

La ripresa inizia male per gli egiziani, che dopo dieci soli minuti di gioco vedono Ekramy, portiere titolare, infortunarsi alla gamba destra rinviando il pallone. Estremo difensore che decide però di restare in campo, nonostante il problema muscolare che gli impedisce di calciare la sfera.
Al Ahly comunque in grado di combinare poco. Così la seconda conclusione verso la porta avversaria arriva solo al sessantaquattresimo minuto, con Rabiea che calcia trovando però la pronta risposta di Cassio. Il tutto giusto un attimo prima della sostituzione di Ekramy, che alla fine decide di alzare bandiera bianca.

L’occasione vera giunge tre minuti più tardi, quando Abou Trika, subentrato nella ripresa, inventa un lob con cui smarca Fathi, in propensione offensiva. Ricevuta palla alle spalle della difesa il terzino destro nordafricano non riesce però a centrare lo specchio di porta, mettendo di poco a lato.
La difesa corinthiana mette comunque in mostra grandi falle. Proprio in queste prova ad infilarsi l’attacco egiziano, ancora una volta con un’invenzione di Abou Trika che scodella in area in direzione di Hamdi, il cui stop è però difettoso e permette l’uscita vincente di Cassio.

Le difficoltà brasiliane perdurano. Così al settantatreesimo Fathi affonda sulla destra e mette in mezzo una palla bassa che è toccata al limite all’accorrente Abou Trika, il cui mancino piazzato è però deviato in angolo da un difensore.
Corinthians che prova quindi a scrollarsi di dosso la paura con Guerrero che serve in area Paulinho, ben inseritosi. La cui conclusione è però schermata dalla retroguardia nordafricana.

A sette dal termine è Soliman – il “Messi d’Egitto” – a provarci. Saltato Alessandro con un bel tunnel calcia da fuori, ma spedendo oltre la traversa.
L’ultimo quarto d’ora, recupero compreso, non permette ai Diavoli Rossi di trovare il pareggio. Così che il Corinthians diventa la prima squadra qualificata alla finale di questo  Mondiale per Club.

COMMENTO

La notizia per qualcuno è la vittoria del Corinthians sull’Al Ahly. Beh, non per me.

Per due motivazioni: la prima, scontata, che quella ottenuta dai brasiliani è una vittoria ampiamente preventivata. Strano sarebbe stato non fosse arrivata, non certo il contrario.

La seconda entra invece più nel merito delle cose: “la” notizia, per me, è la pochezza di un Corinthians assolutamente sottotono, autore di una prima frazione di gioco nel complesso incolore e di una ripresa atroce, in cui, pian piano, gli egiziani sono riusciti a prendere campo, fino ad arrivare a schiacciare letteralmente nella propria trequarti il Timão.

E’ infatti una partita a due facce, sia come match in sé che come prestazione profusa dai brasiliani in particolar modo.

Perché nella prima frazione i ritmi sono molto lenti, l’Al Ahly resta corto, ben disposto in campo, lasciando il pallino del gioco in mano al Corinthians (che avrà il 57% di possesso palla al quarantacinquesimo). Che, dal canto suo, gestisce le cose con una comunque solo mediocre fase di palleggio, in cui risaltano le qualità di Paulinho – centrocampista piuttosto completo, da testare in Europa – e Guerrero (che invece in Europa c’è già stato).

Nella ripresa però la sinfonia cambia.Abou Trika

L’ingresso in campo di Abou Trika suona infatti la sveglia che desta i Diavoli Rossi. Il ritmo si alza, le iniziative si moltiplicano, il Corinthians si schiaccia. E trema.

Se solo l’Al Ahly fosse squadra più concreta e spietata ora starei probabilmente parlando di un’altra partita…

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