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Archive for the ‘Angola 2010’ Category

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Ennesima Coppa d’Africa vinta dall’Egitto, che si dimostra ancora una volta assolutamente irresistibile all’interno del proprio continente.

A decidere la finalissima disputata dai Faraoni contro il Ghana è Mohamed Nagy, anche conosciuto come Geddo: è lui a realizzare, a cinque minuti dal termine, la rete che stende la resistenza degli avversari ed issa il suo popolo sul trono d’Africa per la terza volta consecutiva.

Proprio lui, per altro, è stato decisivo lungo tutto il corso di questa competizione: i suoi cinque goal, bottino che gli ha permesso di laurearsi capocannoniere, hanno aiutato moltissimo l’Egitto a compiere un percorso pressoché perfetto.
I Faraoni sono stati davvero incontenibili: hanno letteralmente dominato il girone iniziale battendo la Nigeria 3 a 1 e Mozambico e Benin per 2 a 0. Sono poi riusciti ad eliminare il Camerun ai quarti dopo i tempi supplementari (unici 90 minuti del loro torneo chiusi senza la vittoria) ed hanno letteralmente spazzato via l’Algeria in semifinale, piallata con un pesante 4 a 0. All’Estadio 11 de Novembro di Luanda, poi, l’1 a o contro il Ghana, e la sicurezza di riconfermarsi campioni d’Africa per la terza volta consecutiva.

Egitto che oltre ad aver messo in mostra il capocannoniere del torneo ha altresì fatto propri gli altri due premi individuali di questa competizione: il premio come miglior giocatore è stato infatti vinto da Ahmed Hassan, quello come miglior portiere da Essam El-Hadary.

Dominio davvero assoluto quello dei Faraoni in Angola.

Egitto che quindi è sempre più solo al comando del medagliere di questa competizione: la nazionale nordafricana, infatti, sale a ben 7 titoli dopo quest’ultimo riportato in Angola, ben tre in più (giusto quelli vinti consecutivamente dal 2006 ad oggi) di Ghana e Camerun, secondi a parimerito. Chiudono il podio Nigeria e Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), con due affermazioni a testa, mentre si fermano ai piedi dello stesso Costa d’Avorio, Tunisia, Sudan, Algeria, Marocco, Etiopia, Sud Africa e Congo.

Ghana che fallisce quindi il tentativo di accorciare le distanze rispetto agli egiziani ma che con gli egiziani condivide un altro primato, quello delle finali giocate: sono queste due nazioni ad essere arrivate per più volte nel corso della storia a disputare l’ultimo atto di questa competizione. La cosa, infatti, è accaduta in ben otto circostanze differenti.
Sei sono state invece le finali giocate da Camerun e Nigeria, tre da Tunisia e Sudan, due da Algeria, Etiopia, Marocco, Costa d’Avorio, Sud Africa, Zambia e Repubblica Democratica del Congo, una da Mali, Senegal, Uganda, Guinea, Libia e Congo.

Egitto che guida anche altre due classifiche, questo a riprova del fatto che quando si parla di torneo continentale africano sono i Faraoni i padroni assoluti: sono proprio loro, infatti, ad essere la squadra con il maggior numero di presenze in questa competizione (22) e con il maggior numero di punti fatti (84).

E’ invece un camerunense il miglior marcatore assoluto nella storia della CAN. E’ stato infatti Samuel Eto’o, attuale punta interista, il giocatore capace di segnare più reti nelle varie edizioni da lui disputate: ben 18, quattro più di chi lo segue, l’ivoriano Laurent Pokou (che guidava questa classifica sino alla Coppa d’Africa di due anni fa, quando arrivò il sorpasso). Terzo posto, invece, per il nigeriano Yekini, fermo a quota 13.
E gli egiziani? In questa speciale classifica i Faraoni si fermano ai piedi del podio: in quarta posizione, a quota 12, troviamo infatti Hassan El-Shazly, mentre in quinta, a quota 11, troviamo Hassan Hossam (in coabitazione con un altro camerunense, Patrick M’Boma).

I giocatori egiziani festeggiano la vittoria nella Coppa d'Africa Angola 2010

Tra due anni il torneo sarà organizzato congiuntamente da Gabon e Guinea Equatoriale. Riusciranno gli eroi egiziani a far perdurare il loro dominio assoluto sul continente africano per la quarta edizione consecutiva?

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Grande vittoria della Costa d’Avorio sul Ghana: all’Estadio Chibandela di Cabinda, infatti, gli Elefanti hanno la meglio sulle Black Stars grazie alle reti realizzate da Gervinho, Siaka e Drogba.

A nulla serve quindi la rete segnata nel recupero dall’ex Udinese Gyan Asamoah.

Cosa d’Avorio che in seguito a questa vittoria ha già quindi strappato un pass per il prossimo turno. Resta solo da vedere se ad accompagnare gli Elefanti ai quarti saranno i ghanesi od il Burkina Faso.

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Rischia di finire già ai gironi la Coppa d’Africa di una delle migliori squadre dell’intero Continente Nero. Il Mali di Sissoko, Diarra e Keita, infatti, dopo aver dato prova di grande carattere rimontando dal 4 a 0 al 4 a 4 nel match d’apertura contro i padroni di casa angolani cade contro l’Algeria. Nel pomeriggio di ieri, infatti, la nazionale allenata da Stephen Keshi si schiera con una delle migliori formazioni possibile con l’eroe dello Stade Malien, Soumaila Diakite, in porta ed i suoi tre mediani d’eccezione, componenti uno dei migliori centrocampi del continente.

Questo, però, non basta. La squadra di Saadane, infatti, oppone ai maliani un 4-2-3-1 con il senese Ghezzal come unica punta supportata da Matmour, Bezzaz e Ziani. A decidere il match, però, non è nessuno dei giocatori componenti il reparto avanzato. La rete che vale la vittoria la mette infatti a segno Rafik Halliche, 23enne centrale difensivo in forza ai portoghesi del CD Nacional. Nel corso del 43′ minuto, infatti, il difensore ex Hussein Dein svetta nell’area avversaria su di un lancio operato da un compagno, andato a battere un punizione in seguito ad un fallo subito dall’ala sinistra Bezzaz. Ed è un colpo di testa che vale i tre punti perché buca Diakite e permette ai suoi di imporsi sugli avversari.

Nell’altro match del gruppo, invece, i padroni di casa angolani hanno la meglio sul Malawi grazie alle reti delle due stelle della squadra: Flavio e Manucho.

Il primo sblocca il risultato in apertura di ripresa andando a svettare con tempismo su di un cross proveniente dalla sinistra e colpendo il pallone con potenza e precisione tali da bucare il portiere avversario.
Il secondo chiude il risultato sei soli minuti più tardi quando dopo aver rubato palla ad un difensore avversario fredda Sanudi firmando il 2 a 0 finale che vale il primo posto agli angolani, in vatta in solitaria grazie ai 4 punti guadagnati nei primi due match, uno più di Malawi ed Algeria e tre più del Mali, squadra il cui destino in questa competizione appare segnato.

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Sì è conclusa la prima giornata di Coppa d’Africa con i match giocati dalle squadre appartenenti al girone D.

Allo Stade Alto da Chela, infatti, si sono disputati due match nel corso della giornata di mercoledì.

Nel tardo pomeriggio sono stati Camerun e Gabon a scendere in campo. Camerunensi nettamente favoriti potendo schierare i vari Kameni, Alexandre e Rigobert Song, Makoun, Geremi, Emana e, soprattutto, Samuel Eto’o. Il tutto rispetto ad un Gabon molto più modesto che scende in campo con un solo giocatore di una certa fama, quel Daniel Cousin che si rivelerà poi decisivo.

Il tunisino Souissi blocca l'avanzata dello zambiano Kalaba

E’ proprio l’ex Glasgow Rangers, infatti, a decidere il match: al 17esimo minuto riceve palla in area e buca con grande freddezza Kameni, regalando tre insperati punti alla sua squadra.

In prima serata, invece, sono Zambia e Tunisia a scendere in campo.

A decidere il match, qui, sono le reti di Mulenga – per lo Zambia – e di Dhaouadi per la Tunisia. Un 1 a 1 che porta il Camerun, quindi, all’ultimo posto solitario in classifica.

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Nella giornata di martedì 12 gennaio è il Gruppo C a scendere in campo per disputare la propria prima giornata allo stadio Complexo da Sr. da Graça.

Qui nel corso del pomeriggio si sfidano i campioni in carica egiziani e una delle grandi nazionale del Continente Nero, la Nigeria.
Egiziani che puntano sull’esperienza di Gomaa in difesa, sulla tecnica di Hosny ed Hassan in mezzo al campo e sul talento di Zidan e Moteab in attacco. I nigeriani, invece, scendono in campo con Enyeama tra i pali, Yobo e Taiwo ad irrobustire la difesa, Obi Mikel a dare nerbo al centrocampo ed un tridente composto da Obasi, Aygebani ed Uche.

La partita è quindi aperta ad ogni risultato. Tanto che a passare in vantaggio sono i nigeriani, capaci di trovare la rete proprio con quell’Obasi che ad inizio torneo avevo indicato come una delle possibili rivelazioni di questo torneo.
Gli egiziani, però, non ci stanno e con pazienza e sudore riescono a ribaltare il risultato del match, andando quindi ad imporsi per 3 a 1 grazie alle reti di Moteab, Hassan e Geddo.

La delusione di Obasi al termine del match contro l'Egitto

Poco dopo la fine di questo match, quindi, a scendere in campo sono Mozambico e Benin.
Partita che sembra decisa dopo venti minuti: tanto, infatti, basta alla formazione guidata dal parigino Sessegnon per trovare un doppio vantaggio grazie al rigore realizzato da Omotoyossi ed all’autorete compiuta dal centrale Khan.

La Coppa d’Africa, però, resta sempre una fucina di grandi emozioni ed i ribaltoni sono sempre dietro l’angolo. E così come nel match d’esordio tra Angola e Mali la squadra finita sotto riesce con grande caparbietà a riportarsi in partita, trovando un insperato pareggio grazie ai goal firmati da Lobo e Goncalves, che sigillano il 2 a 2.

Nella giornata di mercoledì sarà quindi la volta del gruppo D: il Camerun sarà opposto al Gabon, lo Zambia affronterà la Tunisia.

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Si sono giocati tra ieri e l’altro ieri i match valevoli per la prima giornata dei primi due gironi di Coppa d’Africa.

Nonostante quanto accaduto alla nazionale togolose, che si è ritirata a seguito dell’attentato subito al loro arrivo in Angola, la CAN 2010 non si arresta. Domenica, quindi, il via alle danze con la nazionale di casa che si è resa protagonista di un epico 4 a 4 contro la nazionale malese.

Le premesse per una partita di un certo spessore c’erano sicuramente tutte, questo nonostante le scelte quantomeno bizzarre operate da Stephen Keshi, allenatore del Mali. Il C.T. nativo di Lagos, infatti, ha deciso di affiancare Bakaye e Mahmane Traorè al madridista Diarra, tenendo così in panchina due dei migliori centrocampisti dell’intero continente africano: il Blaugrana Keita e  lo juventino Sissoko.

La scelta non si può certo dire che abbia pagato: dopo settantacinque minuti di gioco, infatti, i padroni di casa, trascinati dall’inossidabile Fabio e dalla freschezza dell’ex Red Devils Manucho, avevano saldamente in mano il match. Nonostante potessero schierare, nonostante i due campioni in panca, fior di giocatori come il già citato Diarra, il barese Diamoutene, Kanoutè ed altri giocatori di livelli, infatti, i maliani erano sotto 4 a 0.

Keita segna il terzo goal del Mali

Partita chiusa? Non in Coppa d’Africa.

Con un grande scatto d’orgoglio e trascinati da un Keita indomabile Le Aquile rientrano in partita, trovando un incredibile pareggio: in sedici minuti, dal settantanovesimo al novantaquattresimo, segnano quattro reti e mettono la firma su di un’impresa che ha davvero del fantasmagorico.

Il primo posto nel Gruppo A, quindi, è preso, piuttosto incredibilmente, dal Malawi: le Flames distruggono infatti con un secco tre a zero quell’Algeria che tra sei mesi sarà impegnata al Mondiale sudafricano. Nonostante partissero nettamente svantaggiati contro una delle nazionali più in voga del continente, quindi, i giocatori del Malawi compiono un’impresa niente male. Nulla a che vedere con l’epica rimonta del Mali, certo, ma a modo suo è comunque un qualcosa di stupefacente.

Nel Gruppo B si gioca invece una sola partita. E’ questo, infatti, il gruppo del Togo, squadra che ritirandosi lascia un posto vuoto che non può essere colmato da nessun’altra squadra.

A giocare sono quindi solo Costa d’Avorio e Burkina Faso, con gli ivoriani che, un po’ a sorpresa, non riescono ad andare oltre ad un deludente 0 a 0. Non certo il migliore degli esordi per Drogba e compagni.

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Essendo disponibili le liste dei convocati alla prossima Coppa d’Africa possiamo andare a fare un breve excursus riguardo ai giocatori da tenere d’occhio. Ovviamente, però, ci concentreremo su quei giocatori meno conosciuti: a questa Coppa d’Africa infatti, come vedremo, parteciperanno anche numerosi giocatori già affermati e riguardo cui ci sarebbe ben poco da dire. Consigliarvi di seguirli risulterebbe piuttosto banale.

Andiamo quindi con ordine, gruppo per gruppo, squadra per squadra, a conoscere un po’ di possibili outsider, di possibili rivelazioni di questa Coppa d’Africa.

Gruppo A

Angola: pochi sono i giocatori già conosciuti dal grande pubblico ed un minimo affermatisi nei principali campionati europei. Tra i 23 convocati da mister Jose spiccano i nomi di Pedro Mantorras, punta in forza al Benfica, Manucho, punta nativa di Luanda attualmente al Real Valladolid e con all’attivo presenze in Manchester United, Panathinaikos ed Hull City, e Flavio, punta attualmente in forza all’El Shabab.
Tra gli altri un nome da tenere sicuramente d’occhio è quello di Djalma Braume Manuel Abel Campos, anche noto come Campos Djalma, ventiduenne punta nativa di Luanda che dopo aver passato la sua carriera giovanile tra il Loures e l’Alverca è approdato nel 2006 al Maritimo, squadra nella quale gioca ancora tutt’oggi. Sembra essere lui, figlio dell’ex Benfica Abel Campos, l’erede del grande Akwa, uno dei giocatori più forti della storia del calcio angolano nonché eroe della qualificazione delle Antilopi Nere agli scorsi Mondiali.

Mali: qui i giocatori noti sono molti, alcuni dei quali si possono definire anche star. Dal barese Diamoutene al madridista Diarra, passando per il blaugrana Keita, il bordolese Traore, lo juventino Sissoko fino ad arrivare al sivigliano Kanoutè. Una serie di nomi davvero importanti che costituiscono la spina dorsale di una squadra in rapida crescita che andrà in Angola pronta a puntare al titolo in veste di outsider.
Tra i giocatori meno conosciuti spicca invece, almeno per gli addetti ai lavori, il nome di Soumbeïla Diakité, venticinquenne portiere e capitano dello Stade Malien che in patria è già considerato un eroe: è stato lui, infatti, a guidare il suo club alla recente conquista della CAF Confederations Cup, torneo che è assimilabile alla nostra Europa League. Maiuscolo in tutti gli incontri che hanno visto scendere in campo la sua squadra (impegnata dal secondo turno in poi e capace di avere la meglio su Stade Tunisien, JSM Bejaia e Ittihad Khemisset nei turni qualificatori, Bayelsa United, Primeiro de Agosto ed Haras el Hodood nel corso del girone, ENPPI in semifinale e, infine, ES Setif in finalissima) si è poi erto ad eroe assoluto nel corso del match decisivo: dopo il 2 a 0 dell’andata, infatti, il suo Stade Malien è riuscito in casa propria a ribaltare il risultato andando a riequilibrare le cose. Furono quindi necessari i calci di rigore per definire la squadra vincitrice e qui Diakité diede il meglio di sè: tre rigori parati e Coppa in cassaforte. Per la prima volta nella sua storia, quindi, lo Stade Malien si è imposto al di fuori dei confini del suo paese.

Soumbeïla Diakité sarà con ogni probabilità il portiere titolare del Mali

Diakitè la cui esperienza, comunque, non è solo relativa al continente africano: nel 2003 disputò il Mondiale under 20 che si giocò negli Emirati Arabi, l’anno successivo partecipò invece alle Olimpiadi di Atene dove riuscì a vincere il proprio girone (davanti a Corea del Sud, Messico e Grecia) salvo poi essere eliminato ai quarti dall’Italia.
Soumbeila, insomma, è sicuramente un giocatore da tenere d’occhio. Anche se, in realtà, non è nemmeno così scontato scenda in campo. La lotta per un posto da titolare infatti sarà durissima: c’è da sconfiggere la concorrenza di niente popò di meno che Mahamadou Sidibe, portiere dell’AC Omonia con novanta presenze in nazionale alle spalle.

Malawi: i giocatori del Malawi sono invece per lo più tutti sconosciuti. Potremmo dire ci sia quindi l’imbarazzo della scelta.
Dovendo però fare un nome mi butto su Chiukepo Msowoya, 21enne punta in forza all’Armée Patriotique Rwandaise FC, società Ruandese di Kigali meglio conosciuta come APR FC, che decise l’ultimo match giocato dalle Flames contro gli attuali campioni continentali egiziani. Ma non solo: nel corso delle qualificazioni, infatti, Msowoya è riuscito a centrare il bersaglio grosso in ben sei volte su dieci match giocati, segnando cinque di queste reti in partite iniziate dalla panca. Tutte sostituzioni capaci di portare la luce nel gioco del Malawi, potremmo dire. E non ci sarebbe nemmeno nulla di strano: Msowoya, infatti, ha militato nel Super ESCOM, club della compagnia elettrica del suo paese con sede a Blantyre.
Sarà quindi in lui e nei suoi goal che coach Phiri cercherà di trovare la via per un passaggio del turno che si prospetta realmente molto ostico.

Algeria: se giusto un esperto di calcio africano può conoscere i giocatori convocati nel Malawi le cose cambiano parlando della nazionale che fu di Meftah e Madjer. Tra i convocati di mister Saadane, infatti, troviamo un buon numero di giocatori più o meno noti: Bougherra, Belhadj, Yahia, Mansouri, Saifi, Ziani, Yebda, Meghni, Bezzaz, Ghezzal e Bouazza sono tutti giocatori che militano – o hanno militato – in club europei e ai tifosi più attenti diranno sicuramente qualcosa.
E in un club del Vecchio Continente milita anche il giocatore su cui focalizziamo l’attenzione: Karim Matmour. Nato il 25 giugno del 1985 a Strasburgo crebbe calcisticamente proprio tra le fila del Racing fino ad arrivare a giocare nella formazione riserve di quel club. Nel 2003, tra l’altro, aiuta la sua squadra ad arrivare alla finale della Gambardella Cup, partita che però non può giocare per via della rottura di tibia e perone subita a pochi giorni dal match. Nel 2004, quindi, pare voler lasciare il calcio tanto che decide di tornare a giocare nella squadra in cui tirò i primi calci ad un pallone, finendo quindi tra gli amatori del Vauban. Qui però resta davvero pochino: verso dicembre arriva la chiamata del Friburgo, club nel quale passa un annetto con la squadra riserve prima di disputare un’ottantina di match in poco più di due stagioni disputate in Zweite Liga. E furono proprio le sue prestazioni di questo periodo a fargli guadagnare la nazionale: la prima chiamata, infatti, avvenne in occasione del match giocato contro la Libia il 6 febbraio del 2007. Il tutto prima che, siamo nell’estate del 2008, il Borussia Moenchengladbach lo acquisti pagando due milioni di euro al suo precedente club.

Karim Matmour è uno dei punti di forza del Borussia Moenchengladbach

Recentemente è stato eletto come rivelazione algerina del 2009 ed è ormai una realtà molto solida del paese nordafricano tanto da essere considerato quasi imprescindibile da coach Saadane, che solitamente lo schiera sulla destra del suo centrocampo. E se in Algeria hanno ormai imparato ad apprezzarlo chissà che l’Angola ed il Sud Africa non lo facciano apprezzare anche al di fuori del suo paese d’origine, l’Algeria appunto, e del suo paese d’adozione, la Germania.

Gruppo B

Costa d’Avorio: gli Elefanti sono senza dubbio una delle squadre più quotate dell’intero continente africano, il tutto perché in una rosa ricca di individualità importanti (Eboue, Meite, Boka, Kolo e Yaya Toure, Demel, Zokora, Kalou, Gervinho, Kone e Dindane) possono vantare anche una superstar come Didier Drogba.
L’outsider su cui puntare, quindi, potrebbe essere quel Souleymane Bamba che è attualmente uno dei punti di forza degli scozzesi dell’Hibernian. Ma andiamo con ordine: nato il 13 gennaio del 1985 ad Ivy-sur-Seine entra a 14 anni nelle fila delle formazioni giovanili del PSG, squadra in cui impressiona tutti per le sue qualità fisiche ed in cui riesce ad arrivare a disputare due match in prima squadra nella stagione 2005/2006, l’ultima passata in quel di Parigi. Quando sembra che tutto vada per il meglio, però, succede il patatrac: Vahid Halilodzic (guarda caso lo stesso che allena ora la nazionale ivoriana) lascia il PSG ed il rapporto con il suo successore, Laurent Fournier, non è altrettanto buono. A questo si aggiunge il rifiuto – consigliato dal suo procuratore che pare fosse sicuro di poterlo portare niente popò di meno che alla Juventus – di firmare un contratto professionistico con il club parigino. Le due cose sommate lo portano  ad abbandonare il club in cui è cresciuto. Dopo un periodo di prova, quindi, Bamba firma per il Dunfermline Atlethic, iniziando la sua esperienza scozzese. Dopo due stagioni viene dato in partenza per Watford ma l’affare salta e ad acquistare Bamba ci pensa il Motherwell, cui bastano cinquantamila sterline per convincere il suo vecchio club a lasciarlo partire. Ed è proprio nel Motherwell che Souleymane firma la sua prima rete da professionista: è il 22 agosto del 2009 ed il suo club è opposto al Falkirk.
L’esperienza calcistica di Bamba, comunque, non si limita ai campionati giovanili francesi ed a quelli professionistici scozzesi. Il ragazzo, infatti, è stato un punto di forza delle under ivoriane con cui ha giocato il Mondiale under 20 del 2003, l’African Youth Championship del 2005 ed il Torneo di Tolone del 2008 oltre alle Olimpiadi disputatesi quello stesso anno. 2008 che è anche l’anno in cui Bamba ha ricevuto la sua prima chiamata in nazionale maggiore, rappresentativa con cui ha sinora collezionato 12 presenze.

Burkina Faso: non sarà certo paragonabile alla Costa d’Avorio ma qualche giocatore interessante lo si può trovare anche tra le fila degli Stalloni. Alla loro tredicesima partecipazione ad una Coppa d’Africa (settima consecutiva) i burkinesi potranno contare sull’apporto del marsigliese Kabore, dell’amburghese Pitroipa, di Ouattara del Kaiserslautern, di Sanou del Colonia e di Kone del Cluj.

Bamogo ha finalmente deciso di accettare la chiamata del Burkina Faso

Il giocatore su cui vogliamo concentrare le nostre attenzioni è però Habib Bamogo, ventisettenne punta parigina che dopo aver giocato in Montpellier, Marsiglia, Nantes e Celta Vigo è dal 2007 a Nizza. Bamogo che non ci si aspetterebbe di vedere con addosso questa maglia essendo stato in gioventù un nazionale francese ma che per via dei nuovi regolamenti FIFA puà vestire la maglia degli Stalloni in quanto avente doppia nazionalità e non avendo mai esordito nella nazionale maggiore transalpina. Dopo ben sei anni di corteggiamento, quindi, Habib ha deciso di cedere alle avances del suo paese di origine così che nel 2009 è arrivato il suo debutto con la nazionale attualmente guidata da Paulo Duarte.
Bamogo che si è subito imposto nella nuova realtà e nonostante il suo nome possa non essere altisonante è già considerato come una delle colonne di questa nazionale.

Ghana: anche le Black Stars, esattamente come gli Elefanti, sono una delle nazionali più quotate del Continente Nero ed arrivano a questa rassegna continentale per provare a centrare il bersaglio grosso. Per farlo coach Rajevac potrà contare su diversi giocatori molto noti come Essien, Gyan e Kwadwo Asamoah, Amoah, Mensah e Kingson oltre che su giovani di grande talento come il neo milanista Adiyah e Ransford Osei, le due stelline del Ghana laureatosi campione Mondiale under 20 lo scorso ottobre.
L’outsider su cui puntare in questo caso è quindi Anthony Annan, ventitreenne centrocampista centrale nativo di Accra cresciuto tra le fila di Super Rainbow Stars, Venomous Vipers, S.C. Adelaide e Sekondi Wise Fighters prima di esordire come senior nelle fila dei Sekondi Hasaacas FC e disputare un paio di campionati nell’Accra Hearts of Oaks. Da qui, nel gennaio 2007, lo sbarco in Norvegia, più precisamente all’I.K. Start. Dopo mezza stagione in quel di Kristiansad, quindi, il prestito allo Stabaek come antipasto al passaggio, giunto nell’estate del 2008, al Rosenborg, squadra in cui milita tutt’ora. Annan che proprio quell’estate fu seguito dal Blackburn, con Paul Ince in persona che pare rimase molto impressionato dalle sue qualità, e ci furono rumors anche riguardo a dei presunti interessamenti da parte di Arsenal ed Everton. Alla fine, però, non se ne fece nulla ed Anthony firmò, come detto, per il Rosenborg.
Buon fisico, atletismo straripante, Annan potrebbe risultare fondamentale per le sorti delle Black Stars: in Angola, infatti, mancheranno due dei pilastri del centrocampo ghanese, Appiah e Muntari. Dovrebbe essere lui, quindi, a farne le veci, occupando il posto adiacente a quello preso da Essien al centro del campo.

Togo: anche la nazionale allenata da Velud, così come quella con cui abbiamo aperto le danze inerentemente a questo girone, può contare su di una punta di fama internazionale che gioca in Premier League, quell’Emmanuel Adebayor passato in estate dall’Arsenal al Manchester City. Adebayor che sarà comunque solo la stella di una nazionale che può contare anche sull’apporto di Agassa dell’Istres, Akakpo del Vaslui, Toure del Leverkusen, Salifou dell’Aston Villa, Romao del Grenoble, Gakpe del Monaco e Dossevi del Nantes.

Abdul-Gafar Mamah è deciso a non fallire nel corso di questa Coppa d'Africa

Ma non solo: gli Sparvieri potranno infatti contare anche sull’apporto di Abdoul-Gafar Mamah, ventiquattrenne nativo di Lomé che dopo aver trascorso quattro anni nell’Academy del Bristol City tornò in patria per disputare tre stagioni nel Gomido prima di trasferirsi in Gabon per passarne una nell’FC 105 Libreville.
La sua carriera in nazionale è piuttosto controversa: questa, infatti, è la sua seconda Coppa d’Africa. La prima la disputò solo sedicenne: era il 2002 e Tchanile Bana decise di portarlo con sè in Mali in quella spedizione piuttosto fallimentare (terminata con due soli punti frutto dei pareggi con Costa d’Avorio e Congo e del pesante 3 a 0 subito contro il Camerun) per i suoi. Nel 2006, quindi, partecipò, suo malgrado, alla Coppa d’Africa disputatasi in Egitto. Suo malgrado perché le pessime prestazioni offerte nelle due gare in cui scese in campo gli costarono il posto tanto da finire estromesso dalla lista dei 23 giocatori che andarono quell’estate stessa a disputare il Mondiale tedesco.
Per riprendersi dallo sconforto, oltre che per riprendersi una maglia da titolare in nazionale, Mamah compì quindi una scelta coraggiosa ed accettò l’offerta dello Sheriff Tiraspol, club moldavo tra le cui fila Abdoul-Gafar è riuscito ad imporsi sino a riconquistare saldamente un posto in nazionale.

Gruppo C

Egitto: i bicampioni in carica si presentano ai nastri di partenza guidati dal loro solito condottiero, Hassan Shehata, oltre che da un manipolo di giocatori considerabili delle vere e proprie star nella terra dei Faraoni ma poco conosciuti ai più al di fuori dei confini egiziani. Tra questi gli unici un poco più noti nel Vecchio Continente sono Zidan, che gioca a tutt’oggi nel Borussia Dortmund, Ahmed Hassan e Wael Gomaa dell’Al-Ahly (la squadra egiziana) ed Hosny dell’Al-Ahli (la squadra del Dubai). Ancora poco conosciuto è invece Shikabala, giocatore che però potremmo presto imparare a conoscere dato che su di lui è dato il Napoli.
La generazione che ha reso grande, almeno sul suolo continentale, l’Egitto sta arrivando ormai a tirare i propri ultimi calci ad un pallone. Dopo questa Coppa d’Africa, infatti, molti di quei giocatori probabilmente abbandonerà la nazionale. Quale modo migliore per farlo se non vincere la propria terza Coppa d’Africa di seguito (impresa, quella di vincere per tre volte consecutivamente un torneo continentale, riuscita fino ad oggi solo all’Argentina tra il 1945 ed il 1947, l’Iran tra il 1968 ed il 1976 ed il Messico tra il 1993 ed il 1998)?
Nel frattempo, però, Shehata non può non cominciare a dare spazio anche a giocatori più giovani e meno conosciuti, ragazzi che rappresentano il futuro del calcio egiziano. Tra questi vorrei porre l’attenzione su Ahmed Al-Muhammadi, ventiduenne jolly di fascia destra nativo di El-Mehalla El-Kubra che tirò i primi calci ad un pallone nel Ghazl El-Mehalla, squadra con cui disputò anche due stagioni tra i pro. Nel 2006, quindi, il passaggio all’ENPPI, squadra nella quale milita tutt’ora ma che potrebbe lasciare presto per sbarcare in Premier: negli ultimi tempi sono state numerose le voci che lo hanno accostato ai club di prima divisione inglese. Non solo rumors comunque: lo scorso luglio, infatti, Ahmed andò addirittura ad effettuare un periodo di prova per il Sunderland, che decise però poi di non ingaggiarlo.

Ahmed Al-Muhammadi proverà a conquistare l'Europa imponendosi nel massimo torneo africano

Ex nazionale giovanile egiziano Al-Muhammadi ha compiuto il suo esordio nella nazionale maggiore dei Faraoni nell’agosto 2007 per poi effettuare ben 32 presenze con quella maglia addosso. Tra queste anche quella che lo vide impegnato in Confederations Cup la scorsa estate contro il Brasile, match che finì però per lui anticipatamente in quanto che venne espulso nel finale per un fallo con cui regalò anche il rigore della vittoria alla nazionale carioca.
Il futuro, comunque, è dalla sua parte e questa Coppa d’Africa potrebbe fargli fare il definitivo salto di qualità, portandolo quindi a trasferirsi finalmente in Europa.

Nigeria: le Super Aquile sono tra le scuole africane più apprezzate in tutto il mondo. A riprova di ciò basti pensare ai giocatori che ne compongono attualmente la rosa che sono, chi più chi meno, tra i punti di forza di varie squadre europee: Enyeama (Hapoel Tel Aviv), Yobo (Everton), Taiwo (Olympique Marsiglia), Shittu (Bolton), Odiah (CSKA), Apam (Nizza), Obi Mikel (Chelsea), Olofinjana (Hull City), Uche (Almeria), Etuhu (Fulham), Kanu (Portsmouth), Obasi (Hoffenheim, Ayegbeni (Everton), Martins (Wolfsburg), Odemwingie (Lokomotiv) ed Obinna (Malaga).
Tra questi uno dei meno conosciuti, ma nel contempo dei più interessanti, è Chinedu Obasi, ventitreenne ala nativa di Enugu cresciuta tra River Lane Youth Club Enugu, Sheil Academy e J.C. Raiders che esordì tra i professionisti nel 2005 quando il Lyn, club norvegese, puntò su di lui dopo averlo visionato nel corso dei Mondiali under 20 di quell’anno in cui il ragazzo segnò tre reti trascinando i suoi al secondo posto alle spalle solo dell’Argentina di Messi. Obasi che tra l’altro a livello giovanile si è saputo far ben rispettare per quanto concerne le competizioni internazionali: indossando la maglia delle Super Aquile, infatti, Obasi ha ottenuto i secondi posti al Mondiale under 17 del 2001, al Mondiale under 20 del 2005 ed alle Olimpiadi del 2008. Chinedu che, tra l’altro, in Norvegia ebbe di che divertire e divertirsi tanto che venne eletto come miglior giocatore del mese dell’intero campionato nell’agosto del 2006 per poi quindi essere eletto come miglior giovane di quella stagione al termine della stessa. Nel 2007, poi, il trasferimento in Germania, più precisamente all’Hoffenheim, dove sta tenendo sinora una media di circa un goal ogni due partite.
In realtà Obasi non sarebbe dovuto partire per l’Angola. L’infortunio occorso a Micheal Eneramo, però, gli ha schiuso le porte della Coppa d’Africa e lui, c’è da esserne certi, farà di tutto per farsi trovare più che pronto a quest’appuntamento.

Mozambico: se le prime due squadre – nonché grandi favorite – di questo girone hanno diversi giocatori conosciuti le altre due non possono dire altrettanto. Il Mozambico di coach Mart Nooij, ad esempio, non ha nomi capaci di far vibrare le folle europee. Nonostante questo, comunque, qualche giocatore discreto c’è.

Tico-Tico è uno dei migliori giocatore della storia del Mozambico

E’ il caso ad esempio del trentaseienne Manuel Bucuane, meglio conosciuto come Tico-Tico. Nativo di Maputo vanta un’esperienza internazionale quasi ventennale (il suo primo match in nazionale, infatti, lo disputò nel 1992) e nel corso della carriera ha giocato nei posti più disparati: dal campionato di casa sua (disputato con il GD Maputo) a quello sudafricano, in cui milita tutt’ora (Jomo Cosmos), passando per quello portoghese (giocò due anni nell’Estrela Amadora) sino ad arrivare a quello USA (Tampa Bay Mutiny). Un bagaglio di esperienza non di altissimo livello ma sicuramente formativo per quello che è considerato il secondo miglior giocatore della storia mozambicana dietro niente popò di meno che al mitico Eusebio. Vedremo quindi se Manuel saprà mettere a frutto questo bagaglio d’esperienza in quella che probabilmente sarà l’ultima chiamata per la sua carriera: la Coppa d’Africa 2010.

Benin: così come il Mozambico anche il Benin di mister Dussuyer non può vantare molti nomi noti fatto salvo quello di Stephane Sessegnon, stella del PSG.
Tra i tanti semi-sconosciuti o sconosciuti totali di questa rosa, quindi, uno di quelli che potrebbe meglio impressionare è Mohamed Aoudou, ventenne punta nativa di Aplahoué che da questa stagione milita nell’Evian TG, club militante nel campionato National francese. In patria è già una sorta di eroe nazionale: in trentanove soli minuti di gioco – raccolti in tre diverse presenze – con addosso la maglia degli Scoiattoli, infatti, Mohamed è già stato capace di segnare due reti. Goal, questi, capaci di farlo uscire dall’anonimato per renderlo, appunto, uno dei giocatori più attesi di questo Benin.

Gruppo D

Camerun: anche la nazionale guidata da Le Guen essendo una delle grandi d’Africa si presenta ai nastri di partenza con molti giocatori conosciuti. Tra questi vi sono ad esempio Kameni, Alex e Rigobert Song, Chedjou, Nkolou, Geremi, Mandjeck, Bikey, Mbia, Nguemo, Makoun, Eyong, Emana, Tchoyi e Webo oltre, ovviamente, ad una superstar: Samuel Eto’o.
Il nome su cui è però giusto soffermarsi è quello del più giovane del gruppo: Joel Matip. Nato a Bochum diciotto anni fa, infatti, il roccioso difensore in forza allo Schalke 04 iniziò prestissimo a tirare calci ad un pallone: a soli tre anni iniziò la sua carriera giovanile nell’SC Weitar 45. A sei, quindi, la chiamata del Bochum, dove restò altri tre anni. Nel 2000, infine, l’approdo alle giovanili dello Schalke, squadra con cui ha debuttato in Bundesliga lo scorso 7 novembre.  In realtà la sua partecipazione alla Coppa d’Africa non è così scontata. Il ragazzo parrebbe infatti aver rifiutato la chiamata della nazionale maggiore per questa Coppa d’Africa, forse perché consapevole del fatto che la sua accettazione gli avrebbe precluso la possibilità di essere poi chiamato in un eventuale futuro dalla nazionale tedesca. In queste ore, quindi, Le Guen dovrà derimere la questione anche se pare si stia andando verso una sua esclusione dalla lista convocati. E certamente sarebbe un peccato: il Camerun perderebbe un giovane interessantissimo oggi ma, soprattutto, rischierebbe di perdere una colonna del domani.

Joel Matip accetterà la chiamata del Camerun?

Gabon: anche gli Azingo sono guidati da un francese. Se il Camerun è guidato da Paul Le Guen, infatti, il Gabon è nelle mani di Alain Giresse. L’ex nazionale transalpino però non ha, a differenza del suo connazionale, una rosa composta da giocatori conosciutissimi. I soli ad esserlo un minimo sono Moulongui del Nizza, Cousin dell’Hull City e, per gli osservatori più attenti del nostro calcio giovanile, i fratelli Pierre-Emerick e Willy Aubameyang (figli di Pierre, difensore con vent’anni di professionismo e più di 200 presenze in Ligue 1 alle spalle nonché votato come miglior difensore del secolo scorso in Gabon), entrambi passati per le giovanili Rossonere (tra i due pare essere il primo, oggi al Lille, quello con le maggiori capacità e prospettive).
Ed il giocatore su cui voglio porre l’accento è proprio quel Pierre-Emerick Aubameyang che tra tutti i figli di Pierre sembra essere quello più promettente. Nato a Parigi il 18 giugno del 1989 raggiunse le giovanili Rossonere nel 2007 e partecipò subito alla prima edizione della Champions Youth Cup svoltasi in Malesia, competizione di cui si laureò capocannoniere mettendo a segno sette reti ed aggiudicandosi quindi il trofeo “Roberto Bettega” (giusto per la cronaca: quell’edizione fu vinta dallo United capace di battere in finale la Juventus di Ariaudo, Duravia, Daud e Pasquato). La stagione successiva l’ha quindi passata interamente in Ligue 2 al Digione, mentre attualmente è in prestito – con diritto di riscatto – al Lille, squadra con cui ha esordito anche in Europa League lo scorso 6 agosto.
Ex under 21 francese Pierre-Emerick ha deciso lo scorso marzo di accettare la convocazione della nazionale maggiore gabonese con cui ha ad oggi disputato otto match nel corso dei quali ha realizzato due reti.

Zambia: se pochi sono i giocatori gabonesi conosciuti cosa dire di quelli zambiani dove l’unico giocatore a militare in un club di certo livello (e parliamo comunque del modesto Utrecht) è lo sconosciutissimo Jacob Mulenga?
Tra i tanti volti ignoti, quindi, mi voglio concentrare su quello del giovanissimo Emmanuel Mbola, diciassette anni ancora da compiere. Nativo di Kabwe, infatti, il piccolo Emmanuel è nato il 10 maggio del 1993. Ciò significa che inizierà e terminerà questa competizione solo sedicenne.

Riuscirà Emmanuel Mbola ad affermarsi nonostante i suoi 16 anni?

La sua striminzitissima carriera di calciatore è sino ad oggi molto particolare: dopo gli esordi al Mining Rangers è notato dagli scout del Pyunik Yerevan, pluridecorato club armeno di cui Mbola diventa l’unico straniero in rosa. Il matrimonio con la società guidata da Karen Harutunyan è comunque felice: Emmanuel, infatti, entra subito nelle grazie di mister Minasyan ed aiuta il club con sede all’Hanrapetakan Stadium ad aggiudicarsi campionato (vinto con sette punti di margine sul Mika) e coppa armena (vinta battendo in finale il Banants) del 2009.
Talento precocissimo quello di Mbola che oltre ad essersi già imposto come titolare in Armenia ha potuto esordire nei preliminari di Champions contro la Dinamo Zagabria attirando a sé l’interesse dell’FK Vojvodina, club che parrebbe essere la sua prossima meta, e del CSKA, che gli ha proposto un periodo di prova. Come se non bastasse, poi, ha già collezionato più di dieci presenze in nazionale. Un bottino realmente incredibile per un ragazzino ben lungi dall’essere maggiorenne.

Tunisia: il nostro viaggio alla scoperta di possibili volti nuovi che possano affermarsi in questa Coppa d’Africa termina con le Aquile di Cartagine. La nazionale nordafricana non può certo contare su molti giocatori con una reputazione quantomeno dignitosa in Europa, anche se la situazione è sicuramente più positiva rispetto che a quella dello Zambia. Coach Benzarti potrà infatti contare su ragazzi come Haggui, Ragued e Ben Saada, tutti militanti in qualche club europeo.
Tra i volti sconosciuti ai più c’è però quello di uno dei giocatori più interessanti dell’intera rosa: quello di Osama Darragi. Fedelissimo di Faouzi Benzarti (che ricoprendo il doppio ruolo di allenatore della nazionale e dell’Esperance Tunisi lo allena sia tra le Aquile di Cartagine che nel club) Darragi è un trequartista dal buon dribbling e dal passaggio ispirato che ha nel colpo di testa uno dei suoi fondamentali migliori e che non disdegna la via del goal come dimostrano le due reti segnate negli otto match di qualificazione da lui disputati. Complice il fatto che non sarà presente in Angola Ben Khalfallah, quindi, Darragi è dato in rampa di lancio e potrebbe spiccare il volo finendo con l’atterrare, magari, in Europa.

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