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Archive for maggio 2010

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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Sconfitta indolore per gli Azzurrini di Massimo Piscedda che vengono sconfitti per 3 a 1 dai padroni di casa russi. Avendo battuto Repubblica Ceca ed Irlanda del Nord, infatti, i nostri erano già qualificati alla fase finale dell’Europeo di categoria.

Con la qualificazione già in tasca, quindi, ecco la mini rivoluzione del tecnico romano che da spazio a Perin in porta, Faraoni, Brosco, Malomo e Caldirola in difesa, Bertolacci e Taddei in mezzo al campo con Sala e Galano ali ed il duo Borini-Dumitru di punta.

Russi che partono subito bene e trovano il vantaggio dopo cinque soli minuti di gioco grazie a Logua che finalizza un’azione rocambolesca dei suoi. La reazione Azzurra è comunque immediata: prima Sala e poi Galano sfiorano quindi il pareggio, senza però riuscire a concretizzarlo.

Jacopo Sala, stellina delle giovanili Blues

La ripresa si apre allo stesso modo del primo tempo: dopo un solo minuto di gioco, infatti, i padroni di casa trovano la rete grazie a Kanunnikov, che raddoppia il vantaggio sui nostri ragazzi. I quali però, ancora una volta, reagiscono, questa volta con profitto: sedici minuti più tardi arriva quindi il goal di Borini che segna con un tap-in susseguente alla respinta corta del portiere avversario, intervenuto per disinnescare una punizione di Galano.

Tre soli minuti, però, ed invece del pareggio ecco la rete che chiude il match: al ventesimo Bashkirov chiude infatti ogni discorso dagli undici metri.

Ora, quindi, non ci resta che aspettare il 18 luglio: quel giorno avrà inizio la fase finale dell’Europeo, con i nostri ragazzi che vorranno sicuramente lottare dando tutto per riportare la nostra under 19 là dove manca dal 2003; sul tetto d’Europa.

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JUVENTUS

Gianluigi Buffon

A parlare è stato l’agente di Gianluigi Buffon, Silvano Martina, che ha smentito come il suo assistito possa lasciare Torino: “Tutti i giorni sembra che sia l’unico giocatore sul mercato. Sta diventando anche una situazione un pò antipatica. Sta bene alla Juventus e resta. Oltretutto, non c’è mercato per Buffon. Le altre grandi squadre sono tutte a posto con il portiere o non possono investire certe somme. Il Real Madrid, il Barcellona e l’Inter non hanno bisogno di un portiere, il Milan non vuole investire. Il Manchester United? Ha prolungato il contratto di van der Sar”. I tifosi Bianconeri, quindi, possono stare tranquilli: il guardiano della loro porta continuerà ad essere il portiere più forte del mondo.
Per la difesa, intanto, si pensa a Mimmo Criscito, che si esprime così riguardo al suo futuro: “Penso al Mondiale, al futuro ci penseranno le società. Juve e Genoa hanno piena fiducia in me, so che si stanno parlando e non mi resta che aspettare la loro decisione. Se la Juve adesso mi vuole, vuol dire che crede in me e che qualcosa di buono ho fatto. A Genova sto bene e so che i tifosi mi vogliono bene, ma se dovessi tornare a Torino sarebbe una rivincita”.

MILAN

Nella Milano Rossonera ormai pare essere già tutto deciso: dovrebbe proprio essere Massimiliano Allegri il nuovo allenatore del club di via Turati. In futuro, però, potrebbe tornare in auge la linea “autoctona”. Almeno secondo quanto si evince dalle parole di Costacurta: “La prima squadra non c’entra niente, c’entra il marketing. Un futuro da allenatore del Milan? Credo di essere sempre piaciuto a Berlusconi… Se la squadra è da rinforzare? Qualche intervento ci starebbe bene, ma credo comunque che sia già una buona squadra”.

ROMA

In casa Giallorossa è stato invece l’allentore Claudio Ranieri a parlare. L’ex tecnico juventino ha quindi confermato il possibile arrivo di Adriano nella capitale: “Adriano è una nostra scommessa Non so se si rivelerà vincente, ma è una scommessa”. Allo stesso modo ha poi anche smentito categoricamente le voci che danno Daniele De Rossi in partenza da Roma: “Ho sempre detto che De Rossi resta alla Roma, chi ha i giocatori bravi se li tiene. Stiamo cercando di seguire la linea tracciata da Platini, non spendere più di quanto si guadagna”.

REAL MADRID

Ormai è sicuro: Josè Mourinho sarà il prossimo allenatore delle Merengue. A confermarlo è Florentino Perez in persona: “Abbiamo scelto il miglior allenatore del mondo. Diamo per finita l’avventura di Pellegrini, ma lo ringraziamo per il lavoro svolto quest’anno. Vogliamo tornare a vincere ed al suo posto abbiamo scelto Mourinho, che è un vincente. Appena c’è stata la possibilità di prenderlo, l’abbiamo colta al volo. Adesso tocca a lui trovare l’accordo per liberarsi dal contratto con l’Inter, spero che faccia in fretta e ne ho già parlato al telefono con il mio amico Moratti”.

WOLFSBURG

Edin Dzeko

Il nuovo allenatore del club tedesco è stato chiaro: Edin Dzeko non deve muoversi da lì. Steve McLaren si è infatti espresso così parlando della stella bosniaca del suo reparto offensivo: “Lotterò con le unghie e con i denti per trattenerlo. Sappiamo quanto valgono giocatori del genere: 70, 80, 100 milioni. Dopo il 31 maggio, se non succede nulla, avremo un po’ più di controllo sulla situazione e possiamo sentire di più il nostro peso. Dzeko è un attaccante di livello mondiale, non vogliamo perderlo”. E perché McLaren cita quel 31 maggio? Perché è quel giorno che scadrà la sua clausola rescissoria, a tutt’oggi ammontante a 40 milioni di euro.

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PALERMO

Georgios Samaras

La società di Zamparini starebbe pensando al greco Georgios Samaras per rafforzare il proprio reparto offensivo in vista della prossima stagione. A svelarlo è la stessa punta nativa di Candia: “Sono onorato dell’interesse del Palermo, sarebbe bello giocare per un club cosi importante. Ho visto che non sono riusciti a qualificarsi per la Champions League, peccato. Sarà per la prossima stagione. Ho anora due anni di contratto con il Celtic – ha aggiunto – potrei lasciare la Scozia, ma queste sono cose che fanno parte del calcio. L’Italia è un paese bellissimo, vedremo”. Vedremo quindi nelle prossime settimane come si svilupperà la situazione.

CATANIA

Se una squadra sicula si sta muovendo sul mercato per la prossima stagione ce n’è un’altra che non lo può ancora fare dovendo prima risolvere la questione legata alla guida tecnica: il Catania, infatti, è rimasto senza allenatore. Sinisa Mihajlovic ha deciso di lasciare: “Vorrei, ma non lo pretendo, che tutti i tifosi rossazzurri si potessero mettere al mio posto e prendessero la decisione che ho preso io. Forse chiedo troppo. Però almeno scusatemi, so che questo lo farete, perchè ho conosciuto bene la grandezza del vostro cuore.” Mihajlovic che aggiunge poi riguardo al futuro: “Spero di trovare, presto, da lavorare, per legittimare la mia decisione e le mie ambizioni professionali, e di tornare a Catania da avversario leale come leali siete stati tutti voi con me”.

LAZIO

Arrivato a gennaio a caccia di un posto da titolare grazie al quale guadagnarsi una chiamata al Mondiale Thomas Hitzlsperger è rimasto molto deluso dalla sua esperienza capitolina, comunque ormai arrivata al capolinea. Il Martello parla quindi così del suo futuro: “Ero convinto che avrei potuto giocare, invece mi sono sbagliato. Ho corso un rischio, non ha funzionato. Il mio futuro? Posso ipotizzare un trasferimento in Bundesliga, ma non ho paura di andare di nuovo all’estero”.
Per un giocatore che va un altro che dovrebbe restare: sto parlando di Sergio Floccari, che dovrebbe rimanere nella capitale. Queste, al riguardo, le parole di Enrico Preziosi: “Al 99% Floccari farà parte della Lazio del futuro. E’ evidente che il riscatto di Floccari è un qualcosa che rientra negli interessi della Lazio, ma da quello che mi è stato riferito, la volontà del club biancoceleste è quella di onorare il diritto di riscatto. Quindi, sono fiducioso. Per fortuna noi non abbiamo problemi economici e visto che dobbiamo rinforzare la squadra con 3-4 innesti importanti, non ci tireremo indietro nel caso in cui la Lazio ci offra la possibilità di avere giocatori buoni in cambio. La cosa importante è che siano di qualità e che ci possano permettere di rinforzare altri reparti”.

LIVERPOOL

Negli ultimi mesi le voci riguardanti Fernando Torres si sono rincorse sino a che in Spagna non si sono detti sicuri che Laporta avrebbe ricomposto il tandem titolare della nazionale iberica anche nel proprio club. A smentire il tutto, però, ci pensa Jose Antonio Peton, agente del giocatore: “Per il momento posso rassicurare i tifosi dei Reds, Fernando Torres resterà un giocatore del Liverpool. Nel Merseyside si trova bene e ha un buon contratto. Il Liverpool non ci ha contattato, Torres vuole pensare alla nazionale spagnola e al Mondiale”. Questa smentita, però, sembrerebbe essere più una questione di facciata che altro. Quale sarà, quindi, il futuro dell’ex colchoneros?

BAYERN MONACO

Luca Toni

Partirà quasi sicuramente, invece, Luca Toni: la punta Azzurra Campione del Mondo quattro anni fa non vuole più restare in Germania. L’ex attaccante Viola vorrebbe infatti rimanere in Italia, qui dove ha passato gli ultimi sei mesi in prestito. Il tutto è stato confermato dal Presidente bavarese Karl Heinz Rumenigge: “Ho parlato con l’agente di Toni due settimane fa. A Luca piacerebbe restare in Italia. Io gli ho detto che probabilmente non avrebbe senso per lui tornare a Monaco”.
Toni che potrebbe quindi sbarcare a Napoli. Il giocatore sarebbe infatti ben voluto da Aurelio de Laurentiis, Presidente del Napoli: “Napoli potrebbe rappresentare per lui una grande mamma…da parte mia non ho nulla in contrario, anzi, ma l’operazione dipende da Mazzarri e dal bilancio”.

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Qualche giorno fa lanciai un sondaggio per far stabilire ai lettori di questo blog quale fosse il miglior undici dell’ultima stagione.
Oggi, quindi, ho chiuso i sondaggi e sono pronto a rendere noti i risultati…

E' Marco Storari il miglior portiere dell'ultima stagione tanto per il sottoscritto quanto per i suoi lettori

Per quanto riguarda la difesa dei pali a spuntarla è stato il doriano Marco Storari, che pur avendo giocato praticamente solo mezza stagione da titolare ha convinto il 22% dei votanti a preferire lui.
E “spuntarla” è proprio la parola più adatta: Storari batte infatti di un solo voto il romanista Julio Sergio e di due l’interista Julio Cesar. Più incerta che mai, quindi, la lotta come miglior portiere stagionale. Termina solo quarto, invece, il giovane Salvatore Sirigu: 17% dei voti per lui, non poi così lontano dalla vetta.
Staccatissimi, invece, Marchetti (8%), Buffon (7%), Sorrentino (4%) e Dida (1%).

Il terzino destro titolare della vostra top 11 è invece, come ampiamente prevedibile, il Verdeoro Maicon che ha letteralmente sbaragliato la concorrenza. Il laterale carioca ha infatti raccolto ben il 72% delle preferenze staccando di sessanta punti percentuali Cassani, giunto secondo. La terza piazza va invece appannaggio di Christian Zaccardo, mentre Masiello e Cassetti si dividono la quarta posizione con un misero 4% a testa.

La fascia opposta è invece presidiata dal capitano interista: Javier Zanetti. Il trattore argentino ha infatti disputato l’ennesima stagione ad altissimo livello della sua carriera, cosa questa che ha convinto il 43% dei votanti a preferirlo agli altri candidati. Staccato di quindici punti percentuali termina invece Riise, mentre Aleksandr Kolarov, giocatore tra l’altro fortemente indiziato a finire col coprire proprio il ruolo di terzino sinistro nell’Inter del futuro, termina in terza posizione col 15% dei voti. Chiudono quindi la graduatoria Balzaretti e Criscito, rispettivamente con il sette ed il sei percento di voti.

A comporre la cerniera centrale sono l’interista Walter Samuel e lo juventino Giorgio Chiellini, tra i pochissimi a salvarsi nel disastro Bianconero di questa stagione. Samuel che, esattamente come Storari, raccoglie il 22% dei voti, issandosi saldamente in vetta alla classifica dei centrali. Chiellini, invece, la spunta di un solo punto percentuale sul milanista Thiago Silva,  giunto in terza posizione. Si piazza ai piedi del podio, ad un ulteriore punto percentuale da Silva, Lucio, autore di molte prestazioni maiuscole nel corso di questa sua prima stagione Nerazzurra.
Raccoglie solo il 5% dei voti Mario Yepes, giocatore che il sottoscritto aveva affiancato a Samuel nella sua top 11.

Chiellini va a comporre con Samuel la coppia di centrali della vostra Top 11

Sempre sotto il segno dell’Inter piglia tutto anche la classifica dei migliori centrocampisti del campionato: ad agguantare saldamente la prima posizione è infatti Esteban Cambiasso che raccogliendo il 21% dei voti risulta essere il migliore in assoluto per quanto riguarda la mediana. Completano quindi il reparto Daniele De Rossi (14%) e Marek Hamsik (12%). Termina ai piedi del podio il buon Vargas, che raggranella un decimo dei voti, mentre finisce in quinta posizione lo juventino Claudio Marchisio, unico altro juventino in nomination oltre a Giorgio Chiellini.
Prende solo il 7% dei voti, invece, Angelo Palombo, mediano doriano che avevo scelto per completare la mia mediana assieme a Cambiasso e De Rossi.

Piuttosto scontato anche l’esito del sondaggio riguardante il trequartista: posto l’impatto avuto col nostro calcio, infatti, il prescelto era ovvio sarebbe stato Wesley Sneijder, accaparratosi la prima posizione convincendo il 59% dei votanti a scegliere lui. Equilibrio quasi totale tra gli altri giocatori in nomination: in seconda posizione si piazza Ronaldinho con il 12% dei voti, al terzo, a parimerito (10%), gli altri tre nominati (Cossu, Pastore e Jovetic).

E se era ovvio che Sneijder sarebbe stato il trequartista titolare della vostra top 11 altrettanto scontata era la coppia d’attacco: ad essere premiati dai voti dei lettori di Sciabolata Morbida sono stati infatti Diego Alberto Milito ed Antonio Di Natale, rispettivamente al 42 ed al 18 percento dei voti.
Solo terzo Fabrizio Miccoli, che il sottoscritto aveva scelto come spalla del bomber interista, mentre in quarta posizione si piazza uno dei possibili titolari della nazionale azzurra, Giampaolo Pazzini.
Quarto, forse un po’ a sorpresa, Jonathan Biabiany, la cui stagione sopra le righe ha convinto il 5% dei votanti a dare una delle due preferenze a lui.
Chiude invece la classifica il povero Jorge Martinez: dei 200 voti tondi dati alle punte, infatti, nessuno è stato assegnato a lui.

La top 11 dei lettori di questo blog, quindi, corrisponde per 6/11 con quella del sottoscritto. Le uniche differenze sono l’ingresso di Chiellini al posto del poco sponsorizzato Yepes, quello di Hamsik al posto di Palombo e i due, per quanto mi concerne scontati, che hanno visto Sneijder rilevare Cossu – altro giocatore troppo poco sponsorizzato per poter raccogliere un gran numero di preferenze in un sondaggio del genere – e Miccoli.

Ecco, quindi, la vostra Top 11:

Storari

Maicon

 

Samuel

 

Chiellini

 

Zanetti

 

Hamsik

De Rossi

Cambiasso

 
     

Sneijder

     

Milito

 

Di Natale

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Un epilogo migliore non poteva esserci per la banda di Azzurrini guidati da mister Piscedda nell’attuale Campagna di Russia: l’under 19 costruita ed imperniata sui ragazzi del ’91, infatti, si qualifica all’Europeo francese con un turno di anticipo.

Dopo aver agilmente battuto la Repubblica Ceca per 2 a 0, infatti, i nostri si sono ripetuti, anche se con qualche fatica in più, anche contro l’Irlanda del Nord: 3 a 2, velleità di qualificazione azzerate per gli avversari.
Il contemporaneo pareggio tra russi e ceki, infatti, porta a quattro punti il vantaggio Azzurro rispetto alla più immediata inseguitrice. Dopo la giornata di ieri, infatti, la classifica vede l’Italia condurre il proprio girone a punteggio pieno – 6 punti – con la Russia al secondo posto – 2 – e ceki ed irlandesi a giocarsi l’ultima posizione con un punto a testa.

Anche battendoci nello scontro diretto di mercoledì prossimo, quindi, i russi non potranno sopravanzarci: obiettivo centrato con largo anticipo.

Ma andiamo a rivivere brevemente l’ultima, decisiva vittoria degli Azzurrini: Piscedda schiera ancora una volta i suoi ragazzi con il più classico dei 4-4-2 composto dal solito Colombi in porta schermato dal quadriumvirato Faraoni-Caldirola-Malomo-Albertazzi. A centrocampo, invece, spazio a Galano al posto dello squalificato Taddei affiancato da Soriano e all’interista Tremolada al posto di Sala, con D’Alessandro a completare il reparto.
In attacco, invece, confermatissimo il duo Destro-Borini, con quest’ultimo capitano della nostra rappresentativa.

I britannici partono quindi subito forte mettendo in campo grinta ed intensità, com’era logico aspettarsi da loro. Il forcing che ne consegue si concretizza quindi poco dopo la mezz’ora quando Albertazzi ferma fallosamente in area di rigore Grigg e l’arbitro assegna un calcio di rigore ai nordirlandesi: sul dischetto si presenta Norwood che realizza la rete del vantaggio.

La rappresentativa italiana è però una squadra sì dotata da un punto di vista tecnico ma non solo: a contraddistinguere questi ragazzi, infatti, vi è anche una gran fiducia in sè stessi ed una disponibilità al sacrificio unita ad una notevole voglia di lottare per ottenere sempre il massimo risultato.

Mattia Destro realizza altre due reti in maglia Azzurra

Tutto questo porta quindi ad una reazione immediata: otto minuti dopo la rete del vantaggio nordirlandese, infatti, Destro si presenta al limite dell’area sul punto di battuta di un calcio di punizione assegnato ai nostri ragazzi dall’arbitro dell’incontro, il signor István Kovács. La conclusione della punta Nerazzurra, quindi, risulta essere perfetta ed il suo tiro a giro si infila in rete beffando il portiere sul proprio palo.

Ma non è finita: un solo minuto e l’Italia raddoppia realizzando una rete tutta a tinte Nerazzurre. Tremolada va infatti a concludere in rete un rapido contropiede portato avanti dai nostri ragazzi e rifinito dal solito Destro, che offre appunto al compagno di club un cioccolatino già pronto per essere scartato.

I nordirlandesi si dimostrano comunque squadra ostica e dopo aver fermato sul 2 a 2 i padroni di casa all’esordio ci riprovano anche contro gli Azzurrini: al cinquantottesimo, quindi, si concretizza il pareggio di McLaughlin, che buca Colombi di testa.

Ancora una volta però i nostri ragazzi dimostra di avere una fame di vittorie incontenibile: il tutto si concretizza quindi al sessantaseiesimo minuto quando il duo Soriano-Borini costruisce un’azione che il solito Destro deve solo trasformare in rete sottomisura.

Mercoledì alle 15 ora italiana ci sarà quindi l’ultimo impegno dei nostri ragazzi, già comunque sicuri di partecipare alla fase finale del prossimo europeo. Non è ancora stata definita la possibilità di poter vedere la partita da qualche parte. Al riguardo sono in contatto con uno dei componenti dell’ufficio stampa Azzurro che mi ha assicurato mi aggiornerà al riguardo.
Speriamo quindi di poter vedere quantomeno l’ultimo match, giusto perché questa è una squadra che anche se gioca senza la motivazione di dover raggiungere un traguardo può, stante il tanto talento a disposizione, far divertire i propri tifosi.

TABELLINO
Italia vs. Irlanda del Nord 3-2
Marcatori: 32’ Norwood, 40’ Destro, 41’ Tremolada, 58’ McLaughlin C., 66’ Destro.
Italia: Colombi, Faraoni, Caldirola, Malomo, Albertazzi, Sala (dal 46’ D,Alessandro), Tremolada, Soriano, Galano, Destro, Borini. All.: Massimo Piscedda
Irlanda del Nord: Devlin, Breeze (dal 76’ Dougan), McLaughlin C., Hegarty (dal 85’ Mitchell), Gray, Norwood, Grigg, McLaughlin P., Boyce, Hill, Blake. All.: Steve Beaglehole
Arbitro: István Kovács (ROM)
Ammoniti: Faraoni, D’Alessandro, Ferguson, Boyce, Hegarty.

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Il Varese scende a Benevento cercando l’impresa. I Biancorossi sono infatti alla caccia di un traguardo storico: tornare in Serie B dopo 25 anni.

CRONACA
Un solo minuto e mezzo e il Varese ha subito l’occasionissima di portarsi in vantaggio: Neto Pereira fugge sul filo del fuorigioco e si presenta a tu per tu con Gori. La conclusione dell’attaccante Biancorosso è però debole e viene facilmente respinta dall’estremo difensore di casa.

E’ comunque solo un fuoco fatuo: nei primi minuti di gioco è infatti il Benevento a cercare di tenere il possesso di palla per provare ad impensierire la retroguardia ospite. Il tutto, comunque, si tramuta in una manovra piuttosto sterile, fine a sè stessa.

Il Varese, quindi, ne approfitta: al quarto d’ora Buzzegoli lancia in area d’esterno un pallone che Zecchin stoppa alla grande per poi centrare un pallone basso su cui si piomba Ebagua che sfondando tra due difensori buca Gori sottomisura firmando l’1 a 0.

I beneventani non riesco a reagire con la giusta veemenza: al diciannovesimo, infatti, la reazione della squadra di casa si concretizza con una conclusione velleitaria dal limite dell’area che non impensierisce minimamente Moreau.
Al ventiduesimo torna quindi a farsi vedere il Varese: Carrozza taglia in area sul primo palo e riceve palla in area. Una volta in possesso del pallone effettua quindi un cross basso su cui chiudono però i difensori di casa.
Sulla ripartenza il Benevento si fa quindi pericoloso per la prima volta nel match: Ciarcià parte veloce e lancia Castaldo che appoggia al limite per  la cui conclusione di prima intenzione viene respinta da Moreau.

Il goal è comunque nell’aria: indecisione della difesa Biancorossa che facilita l’intervento in area di Castaldo il cui colpo di testa libera Ciarcià: il suo piattone destro buca inesorabilmente il portierino francese ex Inter che fa da guardia ai pali del Varese.

Alla mezz’ora è ancora Neto Pereira ad andarsene palla al piede: una volta entrato in area salta il proprio diretto marcatore per finire poi a terra, forse toccato sul piede d’appoggio. L’arbitro lascia comunque correre. Sul ribaltamento di fronte, quindi Evacuo protegge il pallone per appoggiarla poi all’accorrente D’Anna, la cui conclusione è però deviata in angolo da Moreau.

Da lì in poi le due squadre si equivarranno, sostanzialmente, senza che nessuna delle due riesca quindi a sopraffarre l’altra.

In apertura di ripresa il Varese fa una partenza-shock: Carrozza entra in area e riceve il pallone, dopo aver controllato cerca quindi di saltare un avversario ma viene fermato. Il pallone carambola quindi verso Zecchin che, arrivando da destra di gran carriera, piazza il pallone sul secondo palo con un interno sinistro che non lascia scampo a Gori.

Al decimo è ancora l’ala varesina ad avere un’opportunità d’oro: Ebagua se ne va sulla sinistra e centra basso un pallone che Zecchin calcia col suo solito mancino trovando però, questa volta, la pronta risposta del portiere beneventano che tiene in partita i suoi evitando il colpo del possibile K.O.

Goal sbagliato goal (quasi) subito: D’Anna riceve palla sulla destra e pennella un cross sul secondo palo su cui arriva, puntualissimo come al solito, Ciarcià. Il suo interno sinistro al volo impegna quindi Moreau che piazzatosi a guardia del suo primo palo respinge il pallone in angolo.
Al quarto d’ora, quindi, Castaldo trova Evacuo in area: la punta scuola Lazio stoppa e facendo perno sul suo piede sinistro si gira rapidamente per calciare verso la porta difesa dal portiere francese. Preite salva però tutto opponendosi alla conclusione dell’attaccante beneventano.

Al 19′, quindi, l’arbitro fischia un rigore dubbio per una spinta su Castaldo. Sul dischetto si presenta quindi Evacuo che spiazza Moreau.

Al venticinquesimo il Varese torna a farsi vedere sugli sviluppi di un angolo. Il colpo di testa in mischia di Pisano, però, è troppo debole, risultando facile preda per Gori.

Alla mezz’ora è ancora Moreau a rendersi protagonista: Clemente riceve sulla trequarti e scarica una staffilata dritta per dritta senza pensarci su due volte costringendo il portiere varesino a tuffarsi alzando sopra la traversa con la mano di richiamo.

L’ultimo quarto d’ora scorrerà con il netto predominio territoriale dei beneventani: gli ospiti appariranno infatti troppo affaticati per poter tenere botta e dovranno quindi limitarsi a chiudere alla bell’e meglio per riuscire a resistere alla pressione dei giocatori di casa che sospinti dal folto pubblico giunto allo stadio cercheranno in ogni modo di trovare il goal vittoria. Il tutto, però, senza riuscire a creare vere e proprie occasioni da goal.

COMMENTO
Missione parzialmente compiuta per la truppa di Sannino: il 2 a 2 del Santa Colomba, infatti, tiene i Biancorossi davanti. In quel dell’Ossola ora il Varese avrà due risultati su tre a disposizione, il tutto in virtù della miglior posizione in classifica ottenuta al termine della stagione regolamentare.

La partita si è svolta, per buona parte, sui binari dell’equilibrio. Né l’una né l’altra squadra, infatti, è riuscita a prendere saldamente il controllo di gioco e a sottomettere l’avversario. Il tutto fino alla prima metà del secondo tempo. L’ultimo quarto d’ora, infatti, è risultato invece essere quasi totalmente appannaggio della squadra di casa, bisognosa di trovare il goal vittoria.

Certo che, nel contempo, va detto che se Zecchin avesse chiuso la partita segnando il 3 a 1 sull’assist di Ebagua ora si starebbe probabilmente parlando in ben altra maniera di questo match.

L’accesso alla finale, che sarà giocata quasi sicuramente contro la Cremonese (vittoriosa per 2 a 0 in quel di Arezzo), si deciderà quindi al Franco Ossola. Vedrò di esserci, per poter poi raccontare delle impressioni avute dal vivo rispetto ad un match che tutta la città aspetta frementemente.

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L’Inter scende in campo al Santiago Bernabeu per scrivere la storia: tornare a vincere una Champions 45 anni dopo l’ultima volta da una parte, firmare uno storico triplete dall’altra.

CRONACA
L’Inter comincia un pochino meglio, con più decisione: sono infatti proprio i Nerazzurri a tenere più possessso di palla nei primissimi minuti. Il tutto, comunque, senza colpo ferire: l’occasione è troppo importante per buttarsi a capofitto in avanti magari scoprendosi e dando il fianco alle ripartenze avversarie. Nel contempo, però, risulta da subito chiaro come i tedeschi possano andare in difficoltà proprio se presi d’infilata in velocità.

La prima azione di un certo interesse, comunque, la costruisce il Bayern: al decimo minuto Robben prende palla sulla destra e salta secco Chivu, per poi involarsi fin sul fondo a velocità supersonica. Giuntovi, quindi, Arjen centra un pallone su cui si fionda Olic, la cui deviazione non trova però lo specchio della porta difesa da Julio Cesar.

Dopo i primi dieci minuti col pallino del gioco in mano, quindi, i Nerazzurri abbassano il proprio baricentro adottando un po’ l’atteggiamento tipicamente usato nelle sfide principali di questa Champions League. Di contro, comunque, nemmeno il Bayern forzerà eccessivamente per trovare la rete: i tedeschi si limiteranno infatti per lo più a cercare la fiammata personale. Un po’ come al sedicesimo quando Robben crossa in mezzo crossa in mezzo sugli sviluppi di un calcio d’angolo pescando Demichelis. Il colpo di testa del centrale argentino s’infrangerà però contro il braccio di Maicon: occasione dubbia.

Al diciottesimo si fa quindi vedere l’Inter, direttamente da calcio piazzato: Snejder batte infatti una punizione da una trentina di metri che viene spizzata di testa da Altintop, con il pallone che viene comunque allontanato dai pugni du Butt, tuffatosi alla sua sinistra per sventare il pericolo.

Quattro minuti e torna in attacco il Bayern: Muller controlla al limite con Lucio che gli toglie il pallone, terminato quindi tra i piedi di Robben. L’ala Oranje non riuscirà però a centrare la porta di sinistra, effettuando una conclusione piuttosto sbilenca che si spegnerà alla sinistra di Julio Cesar.

La partita scorre quindi in maniera piuttosto monotona. Per vedere un’altra conclusione, quindi, dobbiamo aspettare il trentaduesimo quando Muller riceverà sulla trequarti e si libererà al tiro, spedendo però il pallone alto.
Sul ribaltamento di fronte Milito si porterà quindi sulla sinistra del fronte offensivo interista per centrare poi un pallone che troverà tutto solo Sneijder: il trequartista olandese liscerà però il pallone.

Il goal, comunque, arriverà poco più tardi: è il trentacinquesimo minuto quando Julio Cesar pesca Milito sulla trequarti; la punta argentina anticiperà il proprio marcatore spizzando per Sneijder per poi infilarsi alle spalle di Demichelis ed andare a chiudere il triangolo con il compagno. Portatosi in area, quindi, scaricherà di destro alle spalle di un Butt assolutamente freddato dalla conclusione della punta argentina.

I tedeschi provano quindi a rifarsi sotto al quarantesimo: Altintop converge da sinistra per andare poi a calciare di destro da una ventina di metri, il tiro è però piuttosto fiacco ed è facile preda del portiere Nerazzurro.
Un minuto e Robben prova il suo pezzo forte: stop sulla destra, conversione verso il centro sino al limite dell’area e sinistro a giro liberato cercando il secondo palo. In questo caso, però, Zanetti lo tiene a meraviglia, non lasciandogli lo specchio di porta adeguato per trovare la rete.

A due minuti dal termine della prima frazione, quindi, Sneijder si mangia il goal che avrebbe potuto virtualmente chiudere il match: l’Inter parte con una delle sue solite ripartenze con Milito che una volta allargatosi a sinistra centra un pallone basso per il compagno accorrente. Il tiro dell’ex madridista, però, è respinto da Butt, che salva baracca e burattini.

A chiudere il tempo è quindi la conclusione di Van Bommel: dopo aver ricevuto la palla sulla trequarti, quindi, il centrale olandese proverà a liberare il destro, con poca fortuna.

In apertura di secondo tempo il Bayern ha subito un’occasione d’oro per trovare il pareggio: il Bayern trova infatti impreparata la retroguardia Nerazzurra e riesce ad infilarla. La conclusione di Muller è però respinta da Julio Cesar.
Un minuto e Milito libera al tiro Pandev: la conclusione della punta macedone è però alzata in angolo da Butt, che si lancia e mette fuori il pallone con la mano di richiamo.

Al cinquantaduesimo Robben ci riprova, quindi: in questo caso, però, non riesce nemmeno a trovare lo spazio per il tiro, tanto che la sua conclusione viene respinta da un difensore. Due minuti ed Altintop cerca il pareggio calciando in diagonale dal limite sinistro dell’area: il pallone però, per l’ennesima volta, si spegne sul fondo.

Al sessantatreesimo, sugli sviluppi di una punizione battuta da Robben, Muller conclude bene di destro. Il tiro della giovane punta tedesca è però respinta dal colpo di testa di Cambiasso. Due minuti e Robben calcia a giro cercando il secondo incrocio: questa volta è Julio Cesar ad immolarsi lanciandosi alla sua destra per deviare il pallone con la mano di richiamo.

Al settantesimo, quindi, Milito chiude la partita: l’Inter parte in contropiede e recapita il pallone alla punta argentina che dopo essersi liberata con un gran dribbling di Van Buyten fredda Butt d’interno destro. 2 a 0.

Da lì in poi, quindi, i tedeschi si affideranno quasi esclusivamente alle giocate di Robben, che diventerà un po’ il factotum della squadra di Van Gaal. Nonostante il suo talento straripante, comunque, la retroguardia Nerazzurra, sapientemente impostata dall’esperto Mourinho, reggerà fino al termine.

COMMENTO
L’Inter corona il proprio triplete con una prestazione da minimo indispensabile: la partita non è certo adatta agli esteti del calcio, ma i Nerazzurri impostano, ancora una volta, un’ottima strategia che unisce una grande capacità di contenimento a delle ripartenze fulminee. Pur lasciando largamente il possesso di palla in mano agli avversari, quindi, gli interisti riusciranno, con Milito, a sottomettere gli avversari: due tiri in porta e due goal per la punta che ora, per raggiungere un Pallone d’Oro fin qui meritato, sarà chiamato a trascinare anche l’Argentina alla vittoria.

MVP
Diego Alberto Milito.
Assolutamente decisivo. E davanti ad una prestazione del genere ogni parola sarebbe superflua.

TABELLINO
Inter vs. Bayern Monaco
Marcatori: 35′, 70′

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