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Archive for the ‘Argentina’ Category

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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Nome: Federico Fernández
Data di nascita: 21 febbraio 1989
Luogo di nascita: Tres Algarrobos (Argentina)
Nazionalità: argentina e italiana
Altezza: 189 centimetri
Peso: 84 chilogrammi
Ruolo: difensore centrale
Club: Napoli (da giugno 2011)
Scadenza contratto: 30 giugno 2016
Valutazione: 2.800.000 euro

CARRIERA

Nato il 21 febbraio di ventuno anni fa in quel di Tres Algarrobos, paesino di tremila anime sito nella provincia di Buenos Aires, Federico Fernández crebbe nel settore giovanile dell’Estudiantes di La Plata, quello stesso club che lo lanciò come professionista il 14 settembre 2008 nel corso di una partita valevole per l’Apertura di quell’anno che Los Pincharratas disputarono e persero contro il Velez Sarsfield.

Sempre quell’anno, per altro, il ragazzo, solo diciannovenne, disputò altresì due match di Copa Sudamericana, contribuendo quindi, anche se in maniera tutto sommato relativa, alla medaglia d’argento conquistata dal suo club in quella competizione.

La prima rete ufficiale col Pincha arriverà otto mesi dopo l’esordio assoluto e sarà realizzata contro il Lanus grazie all’assistenza del sempre grandissimo Juan Sebastian Veron, capitano, trascinatore e giocatore più rappresentativo della squadra.

Proprio quell’anno, poi, vincerà la Coppa Libertadores, anche se, ancora una volta, contribuendo relativamente al successo della sua squadra: solo due, anche in questo caso, le presenze del ventenne centrale di Tres Algarrobos, che può comunque arricchire la sua bacheca di un trofeo così importante.

Bacheca che allargherà solo la stagione successiva, questa volta da protagonista: l’Estudiantes vince infatti il torneo Apertura 2010 anche grazie al suo apporto. Fernandez in quel torneo viene infatti promosso stabilmente titolare e contibuisce fattivamente a rendere quella dei Pincharratas la migliore difesa del campionato, con sole otto reti subite in diciannove match (contro le nove subite dal Velez, seconda miglior difesa del campionato).

Dopo cinquantacinque presenze ufficiali condite da cinque reti Federico attira quindi l’interesse di molti club europei, anche in virtù del suo doppio passaporto che lo rende molto più appetibile sul mercato del Vecchio Continente.
E proprio in Europa si trasferirà a giugno: il Napoli trova infatti l’accordo per il trasferimento del giocatore sulla base di poco meno di tre milioni di euro. Dalla prossima estate, insomma, Federico sarà la nuova colonna difensiva della squadra che fu di Maradona.

Cosa riserverà il futuro a questo ragazzo, che nel 2009 disputò il Sudamericano under 20 con la selezione giovanile Albiceleste, è difficile dirlo.
Quasi sicuramente, comunque, per lui il futuro continuerà ad essere tinto di Albiceleste: se si riconfermasse anche in Europa, infatti, il gioco sarebbe fatto.

CARATTERISTICHE

Samuel e Piquè.

No, non sono i nomi dei suoi futuri compagni di reparto, quanto quelli dei giocatori cui viene accostato.
Due difensori tra i più forti al mondo, non a caso. Ma che in comune non hanno poi moltissimo.

Marcatore rude, instancabile ed insuperabile il primo, regista difensivo dall’ottima tecnica il secondo.

E Federico Fernandez è, secondo molti, proprio la sintesi di queste due cose. Perché se da una parte sa essere difensore centrale in grado di difendere la propria porta con grande precisione dall’altra, essendo dotato di tecnica discreta, sa anche impostare l’azione, nel caso.

Uno dei suoi punti di forza è il colpo di testa: abilissimo nel gioco aereo, infatti, Federico sfrutta questa sua peculiarità in entrambe le aree di rigore. Perché se nella propria area svetta con continuità e maestria per spazzare il pallone lontano, evitando che gli avversari possano farlo proprio, nell’area avversaria sfrutta questa importante capacità per colpire a rete.

Il fisico in tutto ciò lo aiuta, evidentemente. Alto e robusto, infatti, Fernandez è un cliente duro per chiunque da questo punto di vista. Ma l’altezza in sè non basta a giustificarne l’ottima capacità nello stacco aereo.
A fare la differenza risulta quindi essere anche il timing con cui lo stesso sa svettare in cielo.

Da Samuel ha preso l’efficacia in marcatura e la grande capacità nel gioco aereo. Di Samuel potrebbe prendere il soprannome (anche lui, come l’interista, dà in effetti un po’ l’impressione di essere un muro) e, soprattutto, il posto in nazionale.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE

Perché in Argentina ormai ne sono convinti: Fernandez ha un posto assicurato nell’Albiceleste per gli anni a venire.

Difficile dire quando potrà entrare a pieno ritmo nei piani del selezionatore della rappresentativa nazionale ma di dubbi nel paese della Pampa non ce ne sono molti.

Tutto ora sta al ragazzo.
Le aspettative su di lui sono elevatissime, tanto in Argentina quanto in Italia.

Perché se da una parte ci si aspetta, appunto, possa diventare una delle colonne della nazionale dei prossimi dieci anni dall’altra Mazzarri, ma Napoli tutta, si aspetta possa esserlo altrettanto della squadra partenopea, che ha deciso di puntare su di lui per blindare il reparto arretrato con un giocatore che, però, fosse capace anche di impostare le ripartenze.

L’affare in sè è realmente ottimo. In un mercato in cui i prezzi sono spesso pazzi assicurarsi l’acquisto di un giocatore di questa prospettiva per un prezzo quasi irrisorio è infatti un colpo da maestro.

Nel contempo però va anche fatta notare una cosa: Federico ha alle spalle un solo campionato (Apertura per altro, equivalente al solo girone d’andata in Italia) da titolare.
E nonostante proprio di quel campionato venne designato come miglior difensore va detto che pecca ancora, e molto, in esperienza.

E proprio questa cosa potrebbe minarne l’inserimento in un campionato, quello italiano, dove i giovani fanno sempre fatica ad imporsi e dove l’attenzione maniacale ad ogni movimento difensivo è massima, sicuramente inusuale per chi arriva dall’estero.

La decisione di lasciarlo a La Plata sino a giugno può quindi rivelarsi azzeccata. Così facendo, infatti, Federico avrà modo di disputare altre partite da titolare in un campionato indubbiamente più alla portata, incrementando poi il suo bagaglio di esperienze in Copa Libertadores.

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Nasceva il 13 maggio di 19 anni ad Avellaneda, città argentina della provincia di Buenos Aires, questo talentuoso torello sudamericano che fa ora gola a moltissime squadre del Vecchio Continente.

Nasceva ad Avellaneda, quindi… una cittadina dalla grandissima tradizione calcistica: solo qui, infatti, trovano spazio due squadre di club: l’Independiente ed il Racing. A queste, poi, va aggiunto anche l’Arsenal, squadra avente sede a Sarandì (sobborgo del Partido de Avellaneda). In un posto del genere il calcio lo si vive e lo si respira ogni giorno. Ed i risultati si vedono.

Dopo aver iniziato a tirare i primi calci ad un pallone nel Papi, piccolo club di Sarmiento de Entre Vilas, passa al Vila Ideal, dove viene notato dai sempre attentissimi osservatori del Lanus.

Appena arrivato nella città che diede i natali ad un certo Diego Armando Maradona Salvio inizia la sua scalata verso il successo, che troverà un culmine parziale il 24 agosto scorso, quando Toto, questo il suo soprannome, esordirà in Primera contro il Boca Juniors, squadra di cui è tifoso.

I primi goal non tarderanno ad arrivare: Salvio, infatti, è paragonato ad Ezequiel Lavezzi, punta che sta molto ben figurando in Italia e che sta incantando i tifosi napoletani. Bene, Salvio un po’ gli somiglia ma, soprattutto, sembra avere più dimestichezza con il goal rispetto al Pocho. E questa cosa, siamo certi, non sfuggirà ai tanti osservatori e dirigenti di club europei, sempre a caccia di nuovi talenti da importare.

Tecnicamente molto ben dotato è un ottimo dribblatore, come buona parte degli attaccanti argentini. Ad una tecnica squisita unisce anche un fisico robusto (è tutt’altro che alto – 171 cm – ma robusto – 75 kg) ed una notevole capacità di corsa. A differenza dei vari Gallardo, Aimar, Saviola, ecc, tutti talenti arrivati in Europa con la promessa di essere i nuovi Maradona ma che finivano con l’infrangersi contro i difensori più rocciosi, Salvio è quindi molto più tosto a livello fisico e la sua notevole forza lo porta ad avere un quid in più rispetto ai talenti argentini classici (ultimo ma non ultimo quel Diego Buonanotte che ad una capacità tecnica prelibata unisce un fisico da fantino più che da calciatore).

In carriera ha da poco raggiunto la maglia titolare del Lanus e non è ancora mai stato convocato nella nazionale maggiore argentina (nonostante Maradona in persona abbia affermato che è lui il talento argetino più interessante tra gli attuali under 20) ma ha già dato buona prova di sè all’ultimo, sfortunato, Sudamericano under 20: in questo torneo, infatti, Salvio ha realizzato 4 reti in 9 partite, mettendo in mostra tutte le proprie qualità (anche balistiche).

Così come il “nostro” Lavezzi Toto ama partire largo e, spesso, anche a parecchia distanza dalla porta: le sue serpentine palla al piede, infatti, sono già famose.

Prima di arrivare a vestire la maglia dell’under 20 Salvio aveva già disputato un Sudamericano a livello under 17: in quell’occasione, schierato titolare solo per la mancanza di alcuni giocatori all’epoca più quotati di lui (tra cui Federico Laurito, il cui cartellino è attualmente proprietà dell’Udinese) fece bella mostra di sè e pur non terminando quella competizione come MVP della stessa cominciò a far parlare di sè, in special modo in patria.

Oggi, invece, il suo nome è sulle bocche di tutti gli osservatori e gli operatori di mercato che operano in Sud America. Quantificare il prezzo del suo cartellino non è semplice, ma si può essere piuttosto sicuri che il prezzo base, per lui, sarebbe attorno ai 10/15 milioni. Pensare di poterlo acqusitare per meno sarebbe se non altro irrealistico.

Questi soldi, però, Salvio potrebbe dimostrare di valerli tutti.

C’è solo da scommetterci, da provarci. Vedremo chi avrà il coraggio di farlo.

Ormai è certo: entro qualche mese Salvio sbarcherà in Europa a giocarsi le sue chance

Ormai è certo: entro qualche mese Salvio sbarcherà in Europa a giocarsi le sue chance

Su di lui, sinora, sono state segnalati un po’ tutti i top club europei: dalla Juventus al Barcellona passando per Milan, Napoli, Genoa, Siviglia e diversi altri.

Il futuro di Toto a medio-breve termine, quindi, sembra proprio sarà in Europa.

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