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Archive for the ‘2010/2011’ Category

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CRONACA

Partono subito su buoni ritmi i ventidue in campo, che però faticano a creare vere occasioni pericolose.
La prima arriva solo al tredicesimo quando Kalou si presenta in area venendo però ostacolato da Ramires, che finisce quindi per ostacolare il suo stesso compagno non permettendogli di colpire a rete.

Un minuto più tardi altra bella iniziativa di Kalou che viene però murato in area, col pallone che ne fuoriesce e viene calciato con potenza da Cole, che non trova però lo specchio di porta.
City che dopo il primo quarto d’ora scarso si rintana completamente nella propria metà campo, lasciando molto campo al Chelsea. Al diciottesimo ci prova quindi Lampard da fuori, senza però trovare lo specchio di porta.

Al ventitreesimo Ramires filtra un pallone per Lampard che si butta bene nello spazio infilandosi alle spalle della difesa ma trovandosi in fuorigioco nel momento della partenza del passaggio. Inutile, ma comunque notevole, la parata di Hart sulla conclusione ravvicinata del centrocampista Blues.
Dieci minuti più tardi Torres s’infila in area ricevendo il pallone decentrato sulla sinistra venendo chiuso al momento del tiro dall’ottima scivolata di De Jong.

Al quarantaduesimo buona occasione per Kalou che riceve un bel cross dalla sinistra portato da Malouda per stoppare e girarsi in un fazzoletto, trovando però la pronta risposta di Hart.

La ripresa si apre sulla stessa falsariga del primo tempo, sempre senza grandissime occasioni da rete.
Al sessantunesimo quindi buona chance per Ivanovic il cui colpo di testa dal centro dell’area è però deviato in angolo da un difensore.

Cinque minuti più tardi si va vedere invece Dzeko, il cui colpo di nuca sugli sviluppi di un calcio piazzato battuto dalla sinistra non centra però la porta.
Al settantacinquesimo interessante azione Kolarov-Tourè-Silva col terzino serbo che riesce ad arrivare al tiro, venendo però stoppato da David Luiz.

City cresciuto nella ripresa, quindi, ma che vede il Chelsea passare a dieci dal termine quando Drogba calcia una punizione in area dalla sinistra trovando lo stacco di David Luiz il cui colpo di testa buca Hart per l’1 a 0.

Un paio di minuti ed è ancora su di una punizione battuta da Drogba che il Chelsea si fa pericoloso: la traiettoria del pallone attraversa tutta l’area venendo sfiorata prima da Kolarov poi da David Luiz e terminando poi sul fondo, di poco a lato del palo alla destra dell’estremo difensore Citizens.
All’ottantacinquesimo percussione centrale di Lampard che libera Cole sulla sinistra la cui botta mancina scoccata di prima intenzione è però respinta dalla scivolata di un difensore.

A tempo ormai scaduto arriva quindi il raddoppio: Ramires riceve sulla trequarti spalle alla porta e dopo una piroetta su sè stesso parte centralmente saltando seccamente prima Lescott poi Kolarov per portarsi in area indisturbato freddando Hart con un bel diagonale forte. 2 a 0.

COMMENTO

Partita piuttosto combattuta nella ripresa, dopo una prima frazione abbastanza monotematica.

Nei primi quarantacinque minuti è infatti il Chelsea a fare il match, rimbalzando però più volte contro la buona difesa Citizens.

Nella ripresa, poi, gli ospiti scendono invece in campo più determinati, riuscendo a creare qualcosina di più.

Di fondo resta comunque una verità, a mio avviso: il potenziale del City è notevole posto che a livello di singoli parliamo di una rosa sicuramente di prima fascia. La sua guida tecnica, invece, continua a non sembrare all’altezza.

Senza voler nulla togliere al nostro Mancini, oggi per altro alle prese con un derby tutto italico con il buon Ancelotti, sembra che l’ex allenatore dell’Inter non riesca assolutamente a dare un’impronta soddisfacente ad una squadra che da inizio stagione – quando la seguii in diverse partite – ad oggi continua ad avere un gioco assolutamente non all’altezza e ad essere salvata, quando riesce, dalle individualità più che dal collettivo.

Triste anche, in questo senso, vedere la fine fatta da Dzeko, che a Manchester sembra proprio non essersi ambientato: l’ex stella del Wolfsburg è infatti sotto utilizzato rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare relativamente ad un giocatore di questa qualità e quando gioca, come oggi, non sembra sentirsi propriamente a suo agio.

Fa molto effetto, in tal senso, il suo score: ancora zero reti in campionato.

A margine una piccola nota di colore: vittoria, quella Blues, targata Águias: sia David Luiz che Ramires, difatti, sono stati acquistati dal Benfica.

TABELLINO

Chelsea vs. Manchester City 2 – 0
Marcatori: 79′ David Luiz, 92′ Ramires

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La prima azione realmente interessante del match arriva dopo sette minuti, quando Lampard verticalizza per Drogba che punta l’area arrivando, controllato mollemente da Djorou, al limite dell’area di rigore, dove libera un destro che si spegne però di poco a lato.

Da lì in poi, però, il Chelsea si chiuderà nella propria metà campo, lasciando il pallino del gioco in mano ai padroni di casa tentando poi di colpirli in contropiede, pur senza grande ficcantezza.

Lo stesso dicasi per l’Arsenal che, appunto, fa la partita, ma schiantandosi ripetutamente contro la resistenza della robusta retroguardia Blues.

In chiusura di primo tempo, però, le cannonate Gunners abbattono la resistenza della difesa schierata da Carletto Ancelotti: Alex Song riceve palla in area e scocca un diagonale mancino sul secondo palo, con cui buca Cech chiudendo la prima frazione di gioco.

L’apertura di ripresa chiude poi il match: un rimpallo sulla trequarti Blues mette in movimento Walcott che s’infila alle spalle della difesa avversaria per presentarsi a tu per tu con Cech, servendo quindi il pallone in mezzo in direzione di Fabregas, lesto nel depositare facilmente in porta una palla che va solo spinta in rete.

Questa seconda rete mette quindi in ginocchio il Chelsea, che subisce subito la terza: Walcott ruba palla poco oltre la metà campo mettendo in movimento Fabregas che lancerà proprio l’ala destra inglese nello spazio. Presentatosi a tu per tu con Cech, quindi, questa volta l’ex Southampton firmerà da par suo il goal che chiuderà definitivamente ogni discorso.

Dopo un primo tempo piuttosto noioso la ripresa offre comunque continui colpi di scena.
A partita già chiusa Ivanovic prova, al cinquantasettesimo di gioco, a riaprirla, staccando in mezzo all’area su di una punizione battuta dalla lunga distanza. Un 3 a 1 con cui il Chelsea prova quindi a riportarsi in carreggiata.

E proprio la rete del difensore serbo aiuta la squadra di Ancelotti a rialzare la testa: di lì in poi Drogba e compagni saranno infatti molto più in partita, anche rispetto al primo tempo. Inizieranno quindi a produrre più gioco, provando a rendersi pericolosi anche senza aspettare gli avanti avversari per poi provare a colpire in contropiede.
Il tutto, però, infruttuosamente. L’Arsenal riuscirà infatti a divendere le due reti di vantaggio maturate ad inizio ripresa, portando a casa il bottino grosso dopo cinque sconfitte di fila negli ultimi cinque incontri con i Blues.

Arsenal

Fabianski: 6
Non è impegnatissimo il portiere Gunners, che disputa una partita da sufficienza.

Sagna: 6
Esegue il suo compitino con attenzione il terzino destro francese, che non sfigura al cospetto dei forti attaccanti Blues.

Djorou: 6,5
Buona prestazione del centrale svizzero, che ha bisogno di ritrovare continuità dopo una stagione, la scorsa, piuttosto sfortunata per lui.

Koscielny: 5,5
Si addormenta in occasione del goal della bandiera Blues.

Clichy: 6,5
Il terzino francese si conferma un bel laterale di spinta, capace di supportare la manovra con discreta qualità.

Song: 7
Partita molto generosa per il centrocampista camerunense, che si spende con grande generosità in fase difensiva trovando anche la rete che sblocca il risultato in chiusura di primo tempo, mettendo una bella ipoteca sul match.

Wilshere: 6,5
Diciotto anni e non sentirli. Vista l’età dovrebbe faticare a stare in campo, che tiene invece con grandissima tranquillità e disinvoltura.

Fabregas: 8
E’ uno dei migliori centrocampisti del mondo e lo dimostra: prima appoggia in rete su assist di Walcott, poi restituisce il favore al compagno qualche minuto più tardi con una bella verticalizzazione.
In generale, comunque, amministra sapientemente il pallone, detta i tempi e tiene le redini della squadra con classe e capacità.
(Dall’88’ Rosicky: s.v.)

Walcott: 7,5
Determinante ai fini del risultato. La sua velocità sa essere a tratti devastante. Ala davvero mefistofelica quando ci si mette.
(Dal 74′ Diaby: s.v.)

Nasri: 6,5
In un centrocampo tra i più tecnici al mondo lui contribuisce fattivamente all’ottenimento di questo “record”. Giocatore dai piedi buoni, sfiora anche il goal che sbloccherebbe il risultato con una bella conclusione dal limite che impegna Cech.

Van Persie: 7
Terminale offensivo un po’ inconcludente ma che aiuta molto la manovra dei suoi. Giocatore prezioso per i meccanismi di questa squadra, soprattutto quando la stessa decide di giocare in velocità.
(Chamakh: s.v.)

Chelsea

Cech: 6,5
Colpe relative per il portierone ceko, che in un paio di occasioni sfodera anche due begl’interventi per evitare un passivo più pesante.

Ferreira: 5
Partita assolutamente sottotono per il terzino lusitano, che in pochi, infatti, si aspettavano di vedere titolare oggi.
(Dal 61′ Bosingwa: 6
Entrare nel momento migliore del Chelsea lo aiuta ad avere un impatto più positivo del connazionale.)

Ivanovic: 6,5
Nel primo tempo lui e Terry costruiscono una linea che regge bene. Nella ripresa qualcosa cede, ma lui è comunque bravo a rifarsi segnando quantomeno il goal della bandiera.

Terry: 6
Bella prestazione nel primo tempo, quando l’Arsenal fa girare palla con insistenza senza però riuscire a colpire. Nella ripresa qualcosa cambia, ma è comunque un Terry che si sta ritrovando.

Cole: 5
Patisce abbastanza la freschezza di Walcott.

Essien: 6
E’ uno dei pochi quantomeno sufficienti tra i suoi. Giocatore straordinario, perso però un po’ tra la pochezza odierna dei suoi compagni e l’ottimo stato di forma degli avversari. Certo, l’errore sul terzo goal pesa, pur non risultando decisivo ai fini del risultato finale.

Obi Mikel: 5
Ci capisce pochino.
(Dal 46′ Ramires: 5,5
Il centrocampista verdeoro ci prova, ma non con grandissima fortuna. Certo qualcosa più del compagno nigeriano la fa, ed è comunque un passo avanti.)

Lampard: 5
Bella verticalizzazione in apertura, poi si perde nell’anonimato.

Malouda: 5
L’ala francese non ha un impatto positivo sul match, non per nulla viene rilevato da un giovane connazionale nella ripresa.
(Dal 55′ Kakuta: 5
Oltre a non costruire più di quanto fatto da Malouda rischia anche di consegnare a Nasri la palla della quarta rete, che solo un bell’intervento di Cech evita.)

Kalou: 5,5
Ci prova. Trovando anche la rete nel finale. Peccato solo fosse in posizione irregolare.

Drogba: 6
Esattamente come Essien è tra i pochissimi a salvarsi. Peccato solo, per lui, non porti a quattordici reti in quattordici match il suo score contro l’Arsenal.

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CRONACA

Citizens e Bluenoses scendo in campo al City of Manchester partendo da presupposti molto diversi: i primi vanno infatti alla caccia di quei tre punti che li porterebbero ad una sola lunghezza dai cugini dello United, che non sono riusciti ad andare oltre il 2 a 2 con l’Aston Villa nel primo match di giornata, i secondi necessitano invece di punti per sfuggire da una zona retrocessione distante ormai un solo punto.

Partita che non inizia su ritmi propriamente inglesi: le due squadre, infatti, tendono più a studiarsi che ad aggredirsi, mantenendo quindi bassi i giri del motore.

Per vedere la prima conclusione del match dobbiamo quindi aspettare più di un quarto d’ora quando De Jong sradica la palla a Gardner con un intervento molto duro e deciso in scivolata dando il la ad un contropiede che è portato in velocità da Yaya Tourè. Giunto al limite dell’area, quindi, l’ex Barça allargherà palla a destra per Tevez, il cui diagonale si spegnerà però sul fondo.
Capitano Citizens che ci proverà anche un paio di minuti più tardi quando con Silva e Milner orchestrerà un’azione interessante portandosi poi al tiro dal limite dell’area, vedendosi però murare la conclusione dalla difesa avversaria. Sulla respinta, quindi, piomberà Kolarov, il cui mancino non inquadrerà però lo specchio di porta.

Sono comunque i padroni di casa a fare la partita. Al venticinquesimo, quindi, Kolarov andrà, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da lui stesso, a concludere a rete dal vertice destro dell’area di rigore, trovando però la pronta risposta dell’estremo difensore del Birmingham.
Dopo queste estemporanee fiammate, però, il match si addormenta praticamente sino al termine della prima frazione quando Tourè guadagna un angolo sugli sviluppi del quale nasce l’azione che porta Tevez a insaccare sottomisura. L’arbitro, però, annulla la rete per un presunto tocco di mano della punta argentina, che bucherebbe il Foster proprio il braccio. Rivedendo l’azione al rallenty, in effetti, si intuirebbe un possibile tocco di mano, cosa che però non mi sento di dare per certo.

Primo tempo che si chiuderà quindi con Larsson che bucherà clamorosamente un lancio lungo spianando ad Adam Johnson la strada per battere a rete. Il tiro ad incrociare scoccato dall’ala inglese, però, si spegnerà alla destra della porta dei Bluenoses, graziando un furibondo Foster che rimprovererà il compagno a muso duro.

La ripresa si apre con un’occasionissima per i Citizens: Milner si infila infatti in area e calcia, trovando la respinta di Foster. Sulla stessa è quindi proprio l’ex Villans il più lesto, ma la seconda conclusione del centrocampista della nazionale inglese è respinto, sulla linea, da Carr che salverà la sua squadra sventando una rete già praticamente fatta.
Al cinquantesimo è invece Kolarov a provarci, direttamente su calcio di punizione. La conclusione dell’ex terzino laziale, però, sarà facilmente fatta propria da Foster, che parerà il pallone senza scomporsi.
Subito dopo sarà invece Larsson, sul fronte opposto, a provarci da calcio piazzato. Così come Foster, però, nemmeno Hart andrà in affanno per fare sua la palla, bloccata con sicurezza.

E’ comunque sempre il City, pur con difficoltà, a fare la partita. Al cinquantasettesimo, quindi, Tevez converge da sinistra andando a calciare dal limite; troppo centrale, però, la conclusione del puntero argentino, facilmente parata da Foster.
Citizens che vanno comunque avanti solo grazie ad azioni personali. Al sessantunesimo è quindi Adam Johnson a provarci: conversione da sinistra e tentativo di destro a lato. Nulla da fare.

Sei minuti più tardi follia di Barry Ferguson: l’ex capitano dei Rangers effettua un retropassaggio assolutamente errato mettendo quindi in movimento Tevez che lanciato in contropiede si porterà sino al limite dell’area per calciare un diagonale con cui sfiorerà solo il palo alla sinistra di Foster, graziato.
Altri tre minuti e Keith Fahey colpisce bene verso la porta Citizens raccogliendo una respinta di Kolo Tourè trovando però sulla sua strada Hart che, nonostante fosse coperto, si distenderà alla sua destra raggiungendo e bloccando il pallone.

A dieci dal termine ancora Birmingham in avanti: Larsson scodella una punizione in mezzo che è colpita a metà tra la testa e la spalla da Dann. Ancora una volta, però, risulta essere attentissimo Hart, che fa sua la palla senza scomporsi.
Poco più tardi Jerome partirà in contropiede e, lasciato completamente solo dai suoi compagni di squadra, calcerà di destro da fuori, senza però trovare lo specchio di porta.

A cinque dal termine buona azione corale del City – la prima, forse – che porta De Jong a calciare dal limite. Il tiro piazzato del mediano olandese sarà però neutralizzato da un sempre attentissimo Ben Foster.
Foster però che rischierà il patatrac proprio in chiusura: su di un tiro non certo irresistibile scoccato da Barry, infatti, l’ex estremo difensore del Racing Club Warwick si tufferà senza però riuscire a trattenere il pallone, rischiando che Silva piombi sul pallone decidendo il match giusto in chiusura.

COMMENTO

Partita piuttosto noiosa, quella giocata al City of Manchester Stadium.

La squadra di Mancini, infatti, continua a palesare i soliti limiti, di cui parlo ormai da inizio stagione. Il gioco latita e gravita tutto attorno alle individualità. Le azioni corali, infatti, sono cosa più unica che rara e senza le fiammate di campioni come Tevez più che “piuttosto noiose” molte delle partite del City sarebbero assolutamente soporifere.

In Inghilterra, comunque, l’opinione pubblica pare stia iniziando un po’ a spazientirsi e, tutto sommato, li capisco anche. Perché quando spendi fior di milioni sul mercato ti aspetti di vedere in campo una squadra che possa fare d’un sol boccone un avversario come il Birmingham o simili, non che finisca per impattarci zero a zero senza nemmeno mostrare un gioco convincente!

Citizens che non approfittano quindi del pareggio dello United col Villa e che restano quindi momentaneamente al quarto posto in campionato, a sei punti dalla capolista Chelsea. Blues che però, dal canto loro, hanno disputato ad ora una partita in meno rispetto alla squadra di Mancini, così che è facile pensare che il distacco possa presto salire a nove punti.

Assolutamente non da buttare, invece, questo pareggio in casa Bluenoses. Perché non si poteva pensare che una squadra in crisi di risultati come il Birmingham potesse strappare il bottino pieno al City of Manchester ma, nel contempo, la prova della squadra, molto ordinata quantomeno in fase di non possesso, lascia ben sperare per il futuro.

MVP

Carlitos Tevez dimostra ancora una volta tutto il suo valore. Predicando nel deserto del City manciniano, però, non si può nemmeno pretendere compia sempre e comunque dei miracoli.

TABELLINO

Manchester City vs. Birmingham City 0 – 0
Marcatori: –

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Il Chelsea di Carletto Ancelotti pur senza giocare un grandissimo calcio ha la meglio sull’Arsenal in uno dei tanti derby di Londra. Ecco le pagelle del match:

Chelsea

Cech: 6
Partita onesta, quella dell’estremo difensore ceko.

Ivanovic: 6
Sufficienza piena per il terzino serbo, che certo non è un fenomeno ma che risulta comunque uno dei terzini più affidabili dell’intero panorama mondiale.
(Dal 73′ Ferreira: s.v.)

Alex: 7,5
Bravo dietro, devastante davanti: andate a rivedervi il suo goal, una prodezza balistica su calcio piazzato che vale il prezzo del biglietto.

Terry: 6,5
Sicurezza, carisma e solidità.

Cole: 6
Buon match per il terzino inglese, che si disimpegna bene in entrambe le fasi di gioco.

Mikel: 6,5
Tanta legna a centrocampo. Peccato esca acciacciato.
(Dall’89 Sturridge: s.v.)

Essien: 6
Meno brillante di altre volte.

Ramires: 6,5
Ottima prestazione per il centrocampista Verdeoro, che contribuisce alla causa Blues.
(Dall’83’ Zhirkov: s.v.)

Malouda: 5,5
Piuttosto sottotono, l’ala francese. Ma avrà presto modo di rifarsi.

Anelka: 6
Al contrario è invece abbastanza vivo Anelka, che comunque non riesce ad incidere come vorrebbe sul match.

Drogba: 7
Maiuscolo, al solito. Lotta su ogni pallone con grande generosità e firma una rete d’autore. Grandissimo.

Arsenal

Fabianski: 5,5
Sui goal non può molto, probabilmente. Ma un portiere dovrebbe trasmettere sicurezza al proprio reparto difensivo e lui non riesce proprio a farlo, dimostrando anche di meritarsi l’appellativo di “mani di burro” rivoltogli da molti tifosi Gunners.

Sagna: 6
Non è in forma smagliante ma Malouda tende ad annullarsi da solo, e lui riesce a vivacchiare sulla propria fascia.

Squillaci: 6
Voto che sarebbe potuto essere almeno di un punto più basso se il Chelsea avesse approfittato del suo svarione: retropassaggio troppo corto e infilata Blues, risoltasi però in un nulla di fatto.

Koscielny: 5
Dà l’idea di non essere in grado di dare robustezza al reparto arretrato Gunners e si prende anche un giallo per un fallo non da poco.

Clichy: 6,5
Molto volenteroso il terzino sinistro francese, che fa tutta la fascia più e più volte ma risultando spesso impreciso nelle giocate. Da premiare, però, la volenterosità.

Wilshere: 6
E’ ormai uno dei punti fermi della rotazione di Wenger. Nel derby londinese, però, fatica a mettere in mostra le sue indubbie qualità.
(Dall’81’ Emmanuel-Thomas: s.v.)

Song: 7
Tanta sostanza in mezzo al campo per il nipote di Rigobert. Buon sangue non mente, l’esuberanza atletica è la stessa.

Diaby: 6,5
Contribuisce a fare legna al fianco di Song.
(Dal 70′ Rosicky: 6
Non riesce ad entrare appieno in partita e si limita a far circolare palla come può.)

Arshavin: 6,5
E’ quello più in palla del reparto offensivo Gunners, ma non riesce ad incidere come potrebbe pur mettendosi in mostra in più di un’occasione.
(Dall’88’ Vela: s.v.)

Nasri: 6
Non un brutto match quello disputato da uno dei tanti nuovi Zidane d’Oltralpe. Tende però ad andare e venire, nascondendosi per alcuni tratti del match.

Chamakh: 5
Una punta dovrebbe essere prolifica. E lui dimostra, se mai ci fosse bisogno, di non avere queste caratteristiche. Giocatore molto interessante, intendiamoci, ma piuttosto inadatto a giocare unica punta…

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INFO GENERALI

Nome: Manchester City Football Club
Città: Manchester
Anno di fondazione: 1880
Stadio: City of Manchester Stadium (47726)
Presidente: Khaldoon Al Mubarak
Allenatore: Roberto Mancini
Palmares: 2 campionati inglesi, 4 FA Cup, 2 Coppe di Lega, 3 Charity/Community Shield, 1 Coppa delle Coppe
Valutazione complessiva rosa: 359.300.000 € (valutazione transfermarkt.co.uk)

ROSA

Portieri: Shay Given, Stuart Taylor, Joe Hart, David Gonzalez.
Difensori: Micah Richards, Wayne Bridge, Vincent Kompany, Pablo Zabaleta, Aleksandr Kolarov, Jerome Boateng, Joleon Lescott, Greg Cunningham, Kolo Tourè, Dedryck Boyata.
Centrocampisti: Micheal Johnson, James Milner, Shaun Wright-Phillips, Adam Johnson, Gareth Barry, David Silva, Patrick Vieira, Kelvin Etuhu, Nigel de Jong, Yaya Tourè, Abdisalam Ibrahim.
Attaccanti: Emmanuel Adebayor, Roque Santa Cruz, Jo, Carlos Tevez, Mario Balotelli.

FORMAZIONE BASE

4-3-3: Hart; Richards, K. Tourè, Boateng (Kompany), Kolarov; De Jong, Barry, Y. Tourè; Silva, Tevez, Milner.

ULTIMI RISULTATI

Cinque sono state sino ad ora le partite disputate dal City in questo mese di settembre: tre in Premier, una in Europa League ed una in Coppa di Lega.

Nello specifico sono arrivate due vittorie per 2 a 0 con Salisburgo e Wigan ed una per 1 a 0 con il Chelsea più un 1 a 1 con il Blackburn ed una sconfitta per 2 a 1 rimediata in Coppa contro il WBA.

ANALISI TECNICA

Forte dei petroldollari arabi della cordata che presiede il club il City ha potuto agire sul mercato negli ultimi tempi con grande disinvoltura, investendo cifre pesanti per assicurarsi alcuni dei migliori talenti su piazza.

A livello tecnico, quindi, la rosa messa a disposizione dalla dirigenza Citizens a Roberto Mancini è di assoluto livello e grandissima qualità.

Partiamo dai portieri, dove alla nuova stella inglese Joe Hart, tra i giovani portieri più interessanti dell’intero panorama mondiale, è affiancato un secondo di tutto rispetto, quel Shay Given che sarebbe titolare in moltissime altre squadre e che garantisce una copertura totale.

La difesa verte poi su di un mix di gioventù ed esperienza e, soprattutto, sul grande atletismo di un po’ tutti gli uomini che compongono il reparto: Kolo Tourè è infatti da anni uno dei migliori difensori della Premier League ed ha accumulato nel tempo un’esperienza non indifferente, Richards, Boateng e Kompany sono giovani dalle qualità atletiche notevoli, Kolarov è giocatore che ben conosciamo in Italia visti i suoi trascorsi Biancocelesti.
Anche la panchina, comunque, è di assoluto valore: occhio a Boyata, giovane belga che ha lasciato intravvedere qualità – ancora una volta soprattutto atletiche – molto interessanti. La solidità è infine garantita da un jolly tuttofare come Zabaleta e dai sempre buoni Lescott e Bridge.

Il centrocampo è stato poi costruito per mixare al meglio corridori instancabili ed ali guizzanti. Barry, De Jong e Tourè garantiscono infatti capacità polmonare oltre la media, Silva, Milner e Wright-Phillips sono invece esterni veloci e dotati di ottimo dribbling capaci di creare in ogni momento superiorità numerica con azioni tambureggianti sulle proprie fasce di competenza.
Garantiscono buona qualità, poi, i due Johnson: Adam e Micheal.

Adebayor, Balotelli, Tevez. C’è bisogno di dire altro?
Basterebbero questi tre nomi a fare del reparto avanzato Citizens uno dei migliori del continente. Non bastasse, poi, va detto che il buon Mancini può contare anche su Santa Cruz e Jo.
Abbondanza, qualità, futuribilità.

ANALISI TATTICA

A livello tattico il tecnico nativo di Jesi pare avere le idee piuttosto chiare: un 4-3-3 o 4-5-1 che dir si voglia, una sorta di camaleonte che si adatta alle varie fasi di gioco.

Difesa sempre schierata a quattro, infatti, con terzini in grado di farsi tutta la fascia per appoggiare le azioni offensive alla bisogna (non per nulla è stato acquistato Kolarov a sinistra, giocatore dalle spiccate attitudini offensive appunto) e centrali rocciosi capaci di fare a sportellate anche con gli avversari più ostici e fisicati.

A centrocampo Mancini gradisce giocare con una mediana molto ben fornita di muscoli e polmoni che sia in grado di fare grande filtro per dare maggior copertura alla difesa, ecco quindi che l’acquisto di Yayà Tourè risulta, in tal senso, manna dal cielo trattandosi di uno dei migliori mediani attualmente in circolazione su scala Mondiale.

Centrocampo a tre, dicevamo, ma che può diventare a cinque a seconda della fase di gioco: ipotizzando di vedere schierati Silva e Milner sugli out opposti, infatti, i due esterni Citizens si trasformano in vere e proprie ali offensive in situazione di possesso di palla per scalare poi nel reparto nevralgico del campo in situazione di non possesso andando quindi ad affiancarsi ai tre mediani per chiudere al meglio gli spazi alle avanzate altrui.

Due lati della medaglia, poi, per quanto riguarda la prima – e spesso unica – punta schierata in campo, che solitamente è Carlitos Tevez, capitano della squadra. Se da una parte Tevez garantisce grande pressing e veloci ripartenze, infatti, dall’altra è altresì vero che la squadra perde un vero e proprio punto di riferimento nell’area avversaria, ruolo che non può certo essere ricoperto da un giocatore con le caratteristiche tecnico-fisiche del puntero ex idolo della Bombonera.
Ed è proprio qui, forse, la pecca principale del City manciniano: una pochezza offensiva ed una mancanza di peso che si palesa spesso e che è, in questo momento, il principale punto debole della squadra.

In stagione, comunque, questo 4-3-3/4-5-1 non è stato l’unico modulo adottato dal Mancio. Nel doppio turno preliminare di Europa League giocato contro i rumeni del Timisoara, infatti, il nostro ha preferito impostare il proprio team con un classico 4-4-2 più quadrato e con meno fronzoli rispetto al modulo base di questa squadra.Difficile, comunque, possa riproporre lo stesso schieramento tattico anche contro la Juventus posto che, appunto, pare abbia puntato con decisione sui tre mediani e le due ali.

ANDAMENTO STAGIONALE

Premier League: attualmente, in campionato, il City si trova in terza posizione a parimerito con l’Arsenal a quota 11 punti, quattro meno del Chelsea capolista ed uno meno del Manchester United di Sir Alex Ferguson. Miglior difesa della lega assieme a quella Blues con due sole reti incassate in sei match i Citenzs mostrano i principali problemi in fase realizzativa, proprio in relazione a quanto detto in sede di commento tattico: solo sette, infatti, le rete realizzate. Risultato peggiore di quanto fatto segnare da squadre non certo fenomenali come West Brom e Blackpool. Ma non solo: l’attacco migliore del campionato, quello del Chelsea, è stato sino ad oggi capace di mettere a segno ben 21 reti. Differenza abissale, direi.

FA Cup: questo torneo ha avuto inizio lo scorso quattordici agosto ma le squadre di Premier League entreranno in gioco solo a partire dai trentaduesimi di finale che si giocheranno l’otto gennaio.

Coppa di Lega: entrato in scena ai sedicesimi di finale il City, come detto, ha preso una batosta al The Hawthorns per mano di Zuiverloon e Cox, bravi a ribaltare l’iniziale vantaggio firmato da Jo. Citizens ampiamente rimaneggiati (basti pensare che sono partiti con una squadra composta esclusivamente da riserve tra cui Ben Mee, Javan Vidal, Abdisalam Ibrahim, Greg Cunningham e John Guidetti) che hanno quindi dovuto abbandonare subito la competizione, cedendo il passo ai WBA.

Europa League: vittorie in scioltezza col Timisoara (1 a 0 esterno, 2 a 0 al City of Manchester) nel turno preliminare e con il Salisburgo all’esordio nel girone. City che è, in attesa delle eliminate dalla Champions, tra le grandi favorite per la vittoria del trofeo.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

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City – Chelsea non è certo una bella partita. Ritmi elevati, rispetto agli standard nostrani, ma comunque quasi contenuti rispetto a quanto si è abituati a vedere in terra d’Albione. Un po’ come se il match fosse la sintesi del tatticismo italiano portato dalla coppia Mancini-Ancelotti e dell’agonismo inglese.

A spuntarla, alla fine, è l’ex tecnico dell’Inter: a togliere le castagne dal fuoco al coach di Jesi è il suo capitano, Carlitos Tevez, che va a realizzare una bella rete al termine di un affondo personale venuto in seguito ad un brutto errore del brasiliano Ramires, reo di perdere una sanguinosissima palla a centrocampo che dà il la all’azione del goal-partita.

Non una bella partita, dicevamo, se non altro perché il bel gioco è altro.
Il City ad oggi è infatti un’accolita di ottime individualità, non ancora una squadra di calcio. Senza contare il fatto poi che, come detto già anche dopo il match pareggiato con il Tottenham ad inizio stagione, alcune scelte di Mancini, come quella di lasciare Tevez tutto solo là al centro dell’attacco, contribuiscono a rendere le cose più difficili per la manovra offensiva Citizens.

Perché certo, Carlos è un grandissimo giocatore. Ma nel contempo è tutto fuorché una prima punta. Anzi, tutto fuorché un giocatore che può fungere da unica punta.

Il Mancio, però, sembra piuttosto convinto di questo modulo. E, probabilmente, pur di lasciar fuori Adebayor continuerà alla morte così.
Vedremo dunque col rientro di Balotelli se qualcosa cambierà o meno, là davanti.

Il City giochicchia, quindi, ma anche il Chelsea non costruisce molto di più.

La squadra di Carletto Ancelotti risulta infatti piuttosto apatica e mette in campo una manovra asfittica di certo non degna della corazzata Blues. Cosa questa, unita alla scarsa vena di uno spento Drogba, che porta alla prima sconfitta stagionale per i blu di Londra.

Ma andiamo a vedere le pagelle dei giocatori, per analizzare meno, uomo per uomo, come sono andate le cose.

Manchester City

Hart: 6
Impegnato poco il portierino Citizens, partita piuttosto tranquilla per lui.

Boyata: 6,5
Buon match per il giovane di Bruxelles. Solo vent’anni ma qualità e prospettive interessanti, non fa rimpiangere Richards.
(Dall’89’ Boateng: s.v.)

Kompany: 7
MVP del match secondo SkySports. Disputa una partita molto solida, dando nerbo alla difesa Citizens capace oggi di annullare Drogba.

Kolo Tourè: 6,5
La cerniera centrale della difesa del City funziona. Non solo per l’ottima prova di Kompany ma anche per quella, sicuramente all’altezza, di Kolo.

Zabaleta: 7
Non è certo un fenomeno, Zabaleta, ma è altresì uno di quei giocatori che ogni allenatore vorrebbe nella sua squadra. Stantuffo inesauribile, infatti, macina chilometri su chilometri con grande disinvoltura. Potendo giocare in più ruoli, poi, è pezzo preziosissimo del puzzle di Mancini.

De Jong: 6
Buona presenza in mediana, più di qualche lacuna in fase d’impostazione.

Yaya Toure: 6
Come sopra.

Barry: 5,5
Prova a mettere ordine nel centrocampo Citizens senza però riuscire a far scorrere la palla come dovrebbe.

Silva: 5,5
Prestazione piuttosto sottotono per l’ex stella valenciana, ancora alla ricerca del miglior feeling coi compagni.
(Dal 78′ A. Johnson: s.v.)

Milner: 6,5
Per buona parte del match è l’unico positivo là davanti. Molto propositivo, infatti, prova a creare qualcosa sulla sua fascia, senza però avere l’adeguato supporto dei compagni.

Tevez: 7
Classica occasione in cui la rete realizzata gonfia il voto. Perché Tevez, come detto, non è giocatore che può reggere da solo le sorti dell’intero reparto offensivo e la sua prestazione ne risente. Al contempo, però, è spietatissimo allorquando Ramires perde palla a centrocampo e lui, da vero e proprio condor, si fa metàcampo palla al piede per poi battere con un destro chirurgico Cech. Non una prestazione che entrerà negli annali, certo, ma alla fine è lui l’uomo decisivo.
(Dall’87’ Adebayor: s.v.)

Chelsea

Cech: 5,5
Non impegnatissimo, come il collega avversario. Ma un goal lo prende. Certo, la colpa va divisa più che altro tra Ramires, che perde palla malamente, e Cole, che lascia troppo spazio a Tevez. Ma lui non ci prova nemmeno…

Ivanovic: 6,5
Prestazione più che positiva per il terzino serbo, che deve vedersela con l’uomo più in forma dell’intera fase offensiva Citizens e riesce a disimpegnarsi, tutto sommato, più che bene.

Terry: 6
Non è in grandissima forma il capitano Blues, e si vede. Partita comunque da sufficienza, la sua, laddove l’esperienza riesce a colmare le falle di uno stato di forma, appunto, non al top.

Alex: 6
Si limita al compitino, senza strafare.

Cole: 5,5
Disputa una buona partita, nel complesso, senza patire praticamente per nulla un ancora spento Silva. Non macchiasse la sua prestazione con quell’errore sul goal, dove va ad indietreggiare senza sosta per davvero troppi metri spianando la strada a Tevez, la sua valutazione sarebbe quindi più che sufficiente.

Ramires: 5
Non disputa una grande partita Ramires, almeno non secondo il sottoscritto. L’erroraccio sul goal, poi, è qualcosa che pesa e peserà a lungo sulla sua coscienza.
(Dall’81’ McEachran: s.v.)

Obi Mikel: 5
Nel primo tempo va a fermare molto rudemente un Tevez lanciato verso l’area, venendo graziato dall’arbitro. Nella ripresa decide di fare anche peggio, entrato in tackle scivolato direttamente sulla gamba del capitano Citizens, meritandosi quantomeno un arancione e guadagnandosi, questa volta sì, il cartellino giallo. Ai punti, quindi, un rosso se lo sarebbe sicuramente meritato. Peccato, perché a parte questi eccessi di foga disputa una prestazione sicuramente degna, facendo buon filtro davanti alla difesa.
(Dal 69′ Zhirkov: s.v.)

Essien: 6,5
Tanta quantità per il fenomeno del centrocampo Blues, tra i giocatori più affidabili in mediana dell’intero globo terrestre. Anche lui, però, fatica a dare quel quid in più, ma in una giornata in cui tutta la squadra sembra non girare non gli si può chiedere i miracoli anche in fase di impostazione, rifinitura e conclusione.

Malouda: 6
Prestazione discreta quella dell’ala francese, che non riesce però a pungere.

Drogba: 5
Assolutamente sottotono la stella dell’attacco Blues. E tutta la squadra ne risente.
(Dal 75′ Sturridge: s.v.)

Anelka: 6,5
E’ il più positivo, là davanti. Molto volenteroso, tocca un grandissimo numero di palloni. Ma nemmeno lui, come i suoi compagni, sa rendersi davvero pericoloso.

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Dani Pacheco

Dopo il big match che aveva aperto la stagione 2010/2011 tra Spurs e Citizens la prima domenica di Premier propone lo scontro tra due delle compagini più blasonate d’Inghilterra: da una parte i Reds di Liverpool del nuovo allenatore, Roy Hodgson, dall’altra i Gunners di Londra del classico traghettatore, Arsene Wenger.

E’ solo metà agosto, e si vede: chi si aspetta una partita dai ritmi frenetici, classici di un match disputato in terra d’Albione, rimarrà piuttosto deluso. Perché seppur giocata ad un’intesità maggiore rispetto a quella della maggior parte delle partite del nostro campionato il ritmo di Liverpool – Arsenal tradirà un po’ le attese. Tanto che il match stesso per alcuni tratti risulterà anche un filino noioso, sicuramente più, almeno a parere di chi scrive, di Tottenham – City.

E’ l’Arsenal a partire meglio, comunque. Anche notevolmente, rispetto ai padroni di casa. Che, per una mezz’ora buona, si faranno abbastanza schiacciare nella propria metà campo. Più brioso, infatti, il gioco ospite, con Nasri, in particolar modo, ispiratissimo.
A quel punto, però, il Liverpool esce e cresce, iniziando a macinare qualcosina di più.

Il momento migliore dei padroni di casa si infrange quindi contro un cartellino rosso: giusto in chiusura di tempo Joe Cole entra duro su Koscielny e l’arbitro, forse un tantinello fiscale dato che comunque l’intervento non era stato portato con cattiveria né per fare male, sventolerà in faccia all’ex Blues il rosso diretto.

La ripresa vede quindi il Liverpool rendersi più pericoloso degli avversari, il tutto nonostante l’inferiorità numerica appena acquisita. La maggior propensione alla conclusione dei padroni di casa si trasforma quindi subito nell’1 a 0: Mascherano serve in area Ngog che buca Almunia sul proprio palo con un bel diagonale potente.

Dopo un iniziale momento di smarrimento gli ospiti ritrovano la loro classica verve anche grazie agli inserimenti di Rosicky e Walcott per gli spenti Ebouè e Wilshere.

Sul finale, quindi, il match si fa infuocato. Il tutto si traduce nel fortunosissimo quanto rocambolesco pareggio ospite: a tempo ormai scaduto, poco dopo aver esaltato i propri riflessi con una paratona sul centrocampista ceko dei Gunners, Reina combinerà un pasticcio tremendo andando a sospingere in porta un pallone che era appena carambolato sul palo dopo un tocco fortuito di Chamakh. Beffa assurda.

Personalmente, tirando le somme del match, credo che tutto sommato l’Arsenal abbia fatto vedere qualcosa di più a livello di gioco. Ma, del resto, c’era anche da aspettarselo: già solo per il fatto che il Liverpool ha appena cambiato mister e deve trovare una propria nuova identità, infatti, era scontato pensare che sarebbero stati gli ospiti a palesare meno difficoltà in fase di costruzione.
Al tempo stesso, però, va sottolineata la meritevolissima resistenza dei padroni di casa che rimasti in dieci al termine del primo tempo riusciranno comunque a portarsi avanti, gestendo poi ottimamente il risultato. Almeno sino alla beffa finale.

In definitiva, insomma, il pareggio ci può pure stare. Anche se certo, ai tifosi Reds non andrà sicuramente giù come lo stesso si sia concretizzato.

Liverpool

Pepe Reina: 5
Qualche buona parata, in special modo quella già citata su Rosicky, e poi una papera tremenda. Cinque più di stima che per altro, perché buttare via due punti in maniera così rocambolesca è, obiettivamente, da fucilazione (simbolica, ovviamente).

Jamie Carragher: 7
La difesa Reds regge bene. Lui ne è il condottiero. Sarà sicuramente voglioso di rifarsi dopo il brutto Mondiale disputato con la sua Inghilterra.

Daniel Agger: 7
Stoico quando, sul finire della partita, prende una pallonata in faccia che lo stordisce visibilmente ma per evitare di lasciare la squadra in doppia inferiorità numerica (Cole espulso, sostituzioni terminate) persiste nello stare in campo sino al termine del match. Peccato solo per quel dispiacere finale che, volendo, un po’ sminuisce anche la sua stoicità.

Glen Johnson: 6,5
Terzini davvero forti, al mondo, ce ne sono pochi. Potremmo dire si contino sulle dita di una mano. Di un monco, probabilmente. Lui ancora non è ai livelli di Maicon, Alves e Ramos. Nel contempo, però, tolti questi mostri sacri ecco che non resti molto di meglio, in giro. E le potenzialità per migliorare ulteriormente le ha ancora.

Martin Skrtel: 6,5
Partita ordinata per lui.

Steven Gerrard: 7
Il capitano è sempre leader e trascinatore di questa squadra. Ed anche contro i Gunners si conferma ai suoi soliti livelli. Giocatore importantissimo in entrambe le fasi di gioco.

Javier Mascherano: 7
L’imminente partenza da Liverpool non scalfisce minimamente la professionalità di Mascherano, che dà tutto ciò che ha per portare a casa il risultato. La solita tanta legna in mediana, ornata, questa volta, anche da un assist.
(Dal 79′ Lucas Leiva: s.v.)

Joe Cole: 5
Smania di ben impressionare? Può essere. Perché l’intervento che gli costa il rosso diretto, come detto, non è certo portato per far male. Quanto più, forse, per dimostrare di voler lottare su ogni pallone, di essere ancora vivo e attivo nonostante l’ultima non certo felicissima stagione. A voler strafare, però, si può finire con l’agire pessiamamente…

Dirk Kuyt: 6,5
La solita grande quantità.

Milan Jovanovic: 6
Non si è ancora ambientato benissimo, probabilmente. Certo rispetto alla maggior parte dei suoi compagni, che si conoscono a menadito, avrà bisogno di un po’ più di rodaggio.
(Dal 66′ Maxi Rodriguez: 6
Non cambia certo il ritmo alla partita. Ma del resto già in vantaggio con l’uomo in meno il Liverpool, a quel punto, non cercava già più certo la rete con continuità.)

David Ngog: 7
Molti dicono che non sia un giocatore da Liverpool, e può anche essere vero. Contro i Gunners, però, dimostra di avere tantissima voglia di mettersi in mostra e smentire i propri detrattori. Non fosse per la papera di Reina, poi, avrebbe messo il sigillo sulla prima vittoria di questa nuova stagione.
(Dal 74′ Fernando Torres: s.v.)

Arsenal

Pepe Reina

Manuel Almunia: 5
Dargli meno di cinque sarebbe forse troppo pesante. Ma del resto è pur vero che questo non è sicuramente un portiere da grande squadra. In attesa del possibile arrivo di Shay Given (che sistemerebbe non poco le cose, ndr), comunque, i tifosi devono fare i conti con la sua approssimazione. Anche in occasione del goal di Ngog, preso sul primo palo, è tutto fuorché impeccabile.

 

Bacary Sagna: 6
Partita giusto sufficiente per il terzino destro Gunners, che non è parso particolarmente in forma.

Gael Clichy: 6,5
Fa molto meglio del suo collega che si disimpegna sulla fascia opposta. Sicuramente tra i terzini sinistri più interessanti del panorama mondiale.

Thomas Vermaelen: 7
Nonostante l’ancor giovane età è ormai un veterano. Ed in campo si vede.

Laurent Koscielny: 6
Non che giochi poi così male, ma farsi espellere all’esordio in campionato non è certo il migliore dei biglietti da visita e più di un sei non mi sento proprio di affibiargli.

Emmanuel Ebouè: 5
Se Sagna non è parso particolarmente in forma cosa possiamo dire per lui?
(Dal 60′ Thomas Rosicky: 7
Tra i più positivi dell’Arsenal. Il suo ingresso ridona linfa nuova ad una manovra che si era fatta, dopo il goal di Ngog, piuttosto involuta.)

Abou Diaby: 6
Solita discreta qualità, ma deve crescere.
(Dal 76′ Robin Van Persie: s.v.)

Jack Wilshere: 5,5
Vista l’età, sinceramente, eviterei proprio commenti troppo duri. Di certo, però, deve crescere. Ma del resto sa fare molto meglio di così e se Wenger l’ha schierato titolare alla prima in campionato in quel di Anfield un motivo ci sarà!
(Dal 60′ Theo Walcott: 6
Qualcosina meglio del compagno, ma coi mezzi che ha dovrebbe essere devastante.)

Carragher e Chamakh

Marouane Chamakh: 6,5
Personalmente non mi è dispiaciuto affatto. Giocatore tutt’altro che prolifico, certo, ma dinamicissimo e molto funzionale. Acquisto interessante, a maggior ragione essendo arrivato a parametro zero. Certo, pensare che Van Persie possa fargli sempre da riserva…

 

Andrei Arshavin: 6
Lo si vede a sprazzi. Con più continuità avrebbe sicuramente inciso di più sul match.

Samir Nasri: 7
Tra i più positivi dei suoi. Specialmente nella prima, ottima, mezz’ora Gunners.

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