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Archive for agosto 2015

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.


Sono ormai diversi mesi, raccontano i soliti beninformati, che Massimiliano Allegri chiede ai suoi dirigenti l’arrivo di un trequartista di livello.

Effettivamente se prendiamo la squadra che solo un paio di mesi fa completò una stagione quasi perfetta un giocatore capace di giocare tra le linee era l’unica mancanza evidente, l’ultimo tassello capace di far fare il salto di qualità al 4-3-1-2 scelte dal tecnico ex Milan nella sua avventura bianconera.

Ad una settimana dalla chiusura del calciomercato, però, questo trequartista non è ancora arrivato.

La Juve ha infatti iniziato un’opera di ringiovanimento della rosa che ha portato cambiamenti già profondi.

Le partenze di giocatori come Pirlo, Vidal e Tevez hanno lasciato un vuoto soprattutto a livello di personalità in una squadra che dovrà già lavorare molto per trovare un nuovo amalgama e per inserire i tanti giovani arrivati senza perdere, per quanto possibile, competitività.

Proprio in queste ore si sta poi consumando l’arrivo a Torino di Cuadrado, ala colombiana che lasciò la Fiorentina solo sei mesi fa per floppare completamente il suo approccio alla Premier League, restando sempre ai margini del progetto tecnico di Mourinho e, appunto, tornando in Italia con la coda tra le gambe.

Per parlare dell’arrivo dell’ex viola alla Juventus servirebbe un articolo a parte. Qui mi limiterò solo a dire che o Allegri ha deciso di abbandonare in maniera più o meno definitiva il 4-3-1-2 (cosa plausibile, visti gli arrivi registrati ad oggi) oppure quello di Cuadrado è un arrivo dettato da un’occasione di mercato interessante e da cogliere al volo, ma che servirà solo per dare più profondità ed alternative tattiche al mister, non precludendo quindi l’arrivo di un trequartista da qui al 31 agosto.

Nell’arco di questi due mesi di mercato i nomi fatti da giornali, radio e tv si sono sprecati. Alla Juventus è stato accostato praticamente ogni trequartista di buon livello acquistabile in giro per l’Europa, alimentando un tourbillon di chiacchiere e illazioni che però ad ora non si è tradotto in nulla di concreto.

Personalmente ho perso il conto dei trequartisti accostati alla Juventus già al secondo giorno di mercato, ma in questo pezzo volevo comunque ricapitolare un po’ tutti i giocatori chiamati in causa per capire quale soluzione potrebbe essere la più sensata per il club bianconero…

Tra i tanti nomi fatti c’è quello di Francisco Román Alarcón Suárez, ai più noto come Isco.
Probabilmente il trequartista più talentuoso del mondo, a soli 23 anni si trova in una situazione molto strana: dopo aver strabiliato, giovanissimo, ai tempi del Malaga passò a suon di milioni al solito Real Madrid, dove però ha faticato a trovare spazio. Così dopo una prima stagione più o meno ai margini ne ha giocata una seconda – complice la scelta scellerata di smembrare il centrocampo della Decima, con le cessioni di Di Maria ed Alonso – provandosi a riciclare mezz’ala, in un ruolo palesemente non suo.
Sulla trequarti potrebbe far fare il salto di qualità a quasi tutte le squadre al mondo. Di certo anche alla Juventus, in barba a chi dice che Allegri è solito usare trequartisti “di peso”, a la Boateng (tipo Cossu ai tempi del Cagliari, no?).
I problemi veri, in questo caso, sono due: uno di natura economica (difficilmente il ragazzo potrebbe partire per una cifra inferiore ai 50 milioni, ed un ingaggio altrettanto principesco), l’altro di natura tecnica (con l’arrivo di Benitez il Real dovrebbe passare al 4-2-3-1, che vorrebbe dire più possibilità per Isco e James di giocare nella posizione da loro preferita).

Qualcuno poi nel corso dei mesi ha citato l’altro grande – per talento assoluto – trequartista del calcio europeo: Kevin de Bruyne.
Scartato dal Chelsea dopo sei soli mesi passati in quel di Londra, ha saputo rilanciarsi alla grandissima tornato in Germania, dove aveva già vestito per una stagione la maglia del Werder Brema. Se da un punto di vista tecnico è un giocatore che lascia pochi dubbi, le chance di poterlo vedere realmente vestire la maglia bianconera sono addirittura inferiori a quelle di Isco: su di lui è infatti piombato il Manchester City, che ha messo sul piatto la bellezza di 70 milioni per acquistarne il cartellino. Giusto stamattina la Bild parlava del fatto che il ragazzo preferisse restare in Germania, magari passando al Bayern Monaco, ma è praticamente certo il suo approdo in uno dei top club europei. Uno di quei club cui la Juventus, da un punto di vista economico, non può oggi fare concorrenza.

Altro giocatore pluricitato, probabilmente quello più citato di tutti in assoluto, lo troviamo sempre in Germania: Julian Draxler, stellina dello Schalke 04.
L’ancora 21enne talento nativo di Gladbeck è stato costantemente al centro delle cronache di mercato per settimane intere. Secondo quello che abbiamo potuto apprendere dai giornali su di lui ci sarebbe stata una trattativa estenuante tra i due club: da una parte la richiesta tedesca di 30 milioni tondi, dall’altra la volontà della Juve di non salire oltre i 25 bonus compresi.
Alla fine, almeno per ora, non se n’è fatto nulla. Eppure parliamo di un giovane dal talento cristallino, che da un punto di vista prettamente tecnico contribuirebbe di certo ad innalzare il livello della squadra. Per di più nonostante la giovane età il ragazzo vanta già una quarantina di presenze in Europa ed un totale di quasi 170 presenze in prima squadra, più 15 con la nazionale tedesca.
Insomma, a Draxler non manca praticamente nulla. Se non un po’ di salute. Essendo già andato incontro ad alcuni problemi fisici (lo scorso anno ha messo assieme solo 15 presenze in campionato, non a caso) è probabile che la Juve voglia puntarci ma con cautela. Da qui il tentennamento nella trattativa.
Tatticamente parlando, comunque, sarebbe un’ottima presa. Potendo giocare sia largo che centrale sarebbe in grado sia di fare il trequartista nel 4-3-1-2 che l’ala nel 4-2-3-1 o nel 4-3-3, integrandosi così bene anche con l’altro – ormai fatto – nuovo arrivo Cuadrado.

Altro nome che è andato di moda per diverse settimane quello del Campione del Mondo Mario Gotze, che dopo aver segnato il goal più importante della sua vita un anno fa non ha probabilmente vissuto la stagione che si aspettava in quel di Monaco.
Dal mio punto di vista il ragazzo ha sicuramente qualità indiscusse, ma ancora non è riuscito ad esprimersi al cento per cento del suo potenziale, comunque inferiore a quello di altri interpreti del ruolo (ad esempi i già citati Isco e De Bruyne). Alla Juventus potrebbe fare molto comodo ma un po’ i 40 milioni di base richiesti dal Bayern, un po’ probabilmente la voglia di rifarsi del giocatore stesso sembrano aver fatto naufragare definitivamente la trattativa.

Restando in terra tedesca diversi media hanno accostato alla Juventus anche il nome di Henrikh Hamleti Mkhitaryan, stella della nazionale armena e – pare – punto di forza del nuovo corso giallonero.
Con l’addio di Klopp e l’arrivo di Tuchel, infatti, l’ex Shaktar Donetsk pare essersi ritrovato: così dopo le sole 4 reti realizzate in ben 30 match la scorsa stagione ha iniziato con un bel 7 goal in 6 match quest’anno, con una media di una realizzazione ogni settantacinque minuti tondi.
Giocatore che da un punto di vista del puro talento è sicuramente inferiore ai giocatori citati qui sopra, Mkhitaryan resta trequartista con buone doti d’inserimento che inserito nel giusto contesto tattico può pagare dividendi interessanti. Basti pensare ai 25 goal segnati in 29 presenze nel corso della sua ultima stagione ucraina, quella che ne segnò la definitiva consacrazione…
Ad oggi, comunque, anche il suo nome pare essere naufragato. A maggior ragione per il fatto che dopo un inizio di stagione di questo genere il Borussia è pensabile voglia fare di tutto per tenerlo quantomeno sino a giugno. Con il contratto in scadenza nel 2017 sarebbe comunque ancora vendibile ad una cifra elevata (come dimostrato proprio da questa sessione di mercato), se segnasse 15/20 goal…

Spostandoci in Inghilterra un nome su cui alcuni giornalisti hanno insistito per qualche giorno è stato quello di Christian Dannemann Eriksen del Tottenham.
L’ex Ajax è un trequartista tatticamente squisito capace di giocare anche a centrocampo, e forse proprio per questo, sotto certi aspetti, l’ideale per la Juventus. Dopo la partenza di Pirlo, infatti, è stato promosso Marchisio a tutti gli effetti nel ruolo che fu del regista Azzurro. Alle sue spalle, però, il vuoto.
Un vuoto che alla bisogna sarebbe potuto essere colmato proprio dal talento danese, capace di arretrare sia in cabina di regia che come mezz’ala su richiesta dell’allenatore.
Sicuramente uno dei nomi più interessanti accostati alla Juventus, anche per lui la richiesta pare fosse sui 30 milioni. Ma la voce che lo ha riguardato se n’è andata come è arrivata: in un batter d’occhio.

Sempre per quanto riguarda il Tottenham qualcuno ha paventato anche la possibilità riguardante Erik Lamela, ex esterno offensivo giallorosso. Un giocatore che sebbene, appunto, abbia sempre prediletto poter partire largo sulla destra per accentrarsi sul sinistro, piede forte, avrebbe sicuramente anche le capacità di adattarsi a trequartista, pur limitando molto le sue peculiarità.
In questo caso pare che l’eventuale abboccamento di mercato potesse vertere su di un prestito con diritto di riscatto, ma anche in questo caso le voci si sono subito raffreddate. Come esterno offensivo, l’abbiamo detto, la Juventus avrebbe preferito concentrarsi su Cuadrado. E come trequartista puro non penso possa essere interessata a Lamela. Soprattutto perché, sbaglierò, ma un 25/30 milioni da spendere i bianconeri potrebbero tranquillamente ancora averli, nonostante i già tanti arrivi celebrati in questo paio di mesi.

Un nome che mi ero perso, ma che non era sfuggito ai miei sempre attenti followers su Facebook e Twitter, è quello di Hakan Çalhanoğlu, trequartista turco in forza al Bayer Leverkusen.
Tecnicamente completo, solo ventunenne (essendo classe 94 virtualmente potrebbe giocare il prossimo biennio aggregato all’under 21, dove però sarebbe totalmente fuori scala), a Torino permetterebbe soprattutto di colmare una grossa lacuna: quella relativa ai calci piazzati (ieri calciati quasi tutti da Pogba, che ha palesato grossi limiti in tal senso).
Una vera e propria trattativa non credo però sia stata imbastita. E fino a che il Bayer Leverkusen avrà possibilità di qualificarsi alla prossima Champions League (mercoledì il ritorno del playoff contro la Lazio) credo sia pure difficile che i dirigenti tedeschi abbiano anche solo lontanamente pensato ad una sua cessione. E’ il cuore tecnico del suo club, nonché il giocatore capace di cambiare il corso di un match con una giocata (assieme a Bellarabi): se Champions sarà difficilmente Marotta potrà pensare di portarlo a Torino.

Tra i tantissimi nomi fatti anche quello di un ipotetico quanto impossibile ritorno: quello di Javier Pastore.
Un giocatore che, lo dico subito, non mi ha mai convinto. Non tanto per valore assoluto, posto che ha giocate da campione vero, quanto per continuità sia all’interno di un match che di una stagione.
Pastore mi sembra ancora oggi giocatore troppo discontinuo per poter diventare il cuore pulsante di una squadra che non può che partire ogni anno con l’imperativo di vincere lo Scudetto ed essere competitiva in Champions League.
Per di più mi sembra un giocatore su cui ancora oggi Al-Khelaifi ed il PSG tutto puntino piuttosto forte. Il che vorrebbe dire dover sborsare una cifra fuori mercato per poterlo riportare in Serie A. Una cifra che proprio la sua discontinuità sconsiglia di spendere, a mio avviso.

Solo di poco più plausibile potrebbe invece essere il ritorno di Wesley Sneijder.
In questo caso non tanto perché la società detentrice del cartellino, il Galatasaray, chiederebbe cifre astronomiche, quanto più perché coi suoi 31 anni di età Sneijder non rappresenta un investimento “verde”, quanto più “a perdere”: difficile pensare di potersi rifare dei soldi spesi per il suo cartellino con un’eventuale cessione futura, ovviamente. Sarebbe quindi un acquisto abbastanza in contraddizione col resto del mercato.
Per di più se dal punto di vista dell’acquisizione l’ex Inter non dovrebbe costare una cifra eccessiva, da quello dell’ingaggio sicuramente chiederebbe una cifra tra le più alte, diventando uno dei giocatori più pagati in rosa. Quindi, comunque, un investimento non da poco.
Certo Sneijder, arrivasse, sarebbe comunque l’unico vero trequartista in rosa. L’unico giocatore dotato di quell’ultimo passaggio che tanto manca alla squadra di Allegri.
Anche qui, però, la continuità non è mai stata dalla sua parte. Tranne in quel famoso 2010 che regalò il Triplete ai nerazzurri, infatti, Wesley non è mai brillato per continuità…

Venendo al mercato interno uno dei nomi più gettonati, secondo qualcuno addirittura già bloccato in vista della prossima stagione, è quello dell’oriundo Franco Vasquez del Palermo, rilanciato anche oggi tra le pieghe dei vari articoli di analisi della prima sconfitta casalinga alla prima giornata di campionato nell’intera storia della Juventus.
Tra tutti i nomi fatti finora quello del neo Azzurro a tinte rosanero è sicuramente tra i meno accattivanti. Vero che il ragazzo è reduce da un’ottima stagione al Palermo, ma altrettanto vero che non sembra avere il talento assoluto degli altri interpreti né l’esperienza internazionale di molti di loro, già protagonisti anche in Europa nonostante la – per lo più – giovane età.
Al di là di ogni considerazione sul giocatore in sé c’è comunque un aspetto che lascia dire che Vasquez non dovrebbe essere un giocatore appetibile per la Juventus: la mancanza di giocatori offensivi oggi in forza al Palermo.
Con le cessioni di Dybala (allo stesso club di Torino) e Belotti (partito sempre in direzione del capoluogo piemontese, ma nel suo caso sponda granata) il Palermo si è infatti trovato assolutamente sguarnito là davanti. Altri due giocatori sicuramente arriveranno, ma cedere anche Vasquez vorrebbe dire dover ricostruire da zero l’intero reparto offensivo siculo. Probabilmente troppo anche per Zamparini.

Qualcuno ha poi citato il probabile futuro milanista Roberto Soriano, autore ieri di una buona prova alla prima di campionato contro il Carpi.
L’italotedesco è un trequartista atipico, lo definirei “tattico”. Una mezz’ala adattata a trequartista capace di legare i due reparti, di dare copertura in fase di ripiegamento ma sicuramente non in possesso di quel talento tipico dei grandi numeri 10, di quelle giocate in grado di decidere un match, di quelle invenzioni degne di un Archimede Pitagorico in salsa calcistica.
Soriano è un nome che per molti, per tornare alla definizione di “trequartista tipico di Allegri”, potrebbe essere tra i nomi più indicati per la Juventus, ma che a me in quest’ottica non ha mai convinto.
Personalmente, sebbene il costo sia sicuramente alla portata del club di Corso Galileo Ferraris, non l’ho mai trovata un’opzione realistica. Credo infatti che un giocatore del genere, oltre alla Sampdoria, potrebbe essere più adatto a squadre come Napoli o Milan, che paio alla ricerca di un “trequartista tattico”.
La Juventus, invece, sembra alla ricerca di un “trequartista puro”.
Il tutto, ovviamente, fermo restando anche la differenza notevole che passa tra lui ed i trequartisti contenuti in questa lista.

Dodici giocatori vi sembrano tanti?
Beh, sappiate che non sono nulla. Perché l’elenco completo comprende anche i nomi di Alex Teixeira, Hernaes, Nasri, Saponara, Gerson e chissà quanti altri…


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Ieri pomeriggio Kovacic è finito al Real Madrid nell’ambito di un’operazione lampo che ha visto il talento – inespresso – croato passare dai Nerazzurri alla Casa Blanca per una cifra oggettivamente altina: 38 milioni garantiti più 2 legati ai bonus. Un totale (possibile) di 40 milioni per finanziare la chiusura del mercato interista.

Ognuno ha ovviamente il proprio punto di vista, ed in questo pezzo – come già fatto in occasione dell’idea “El Shaarawy mezz’ala” – ne riporterò molti altri oltre il mio.

Che è semplice: Kovacic ha del gran potenziale, ma come già detto praticamente inespresso. Per di più è un giocatore che tatticamente parlando non ha ancora una propria identità, cosa che a 21 anni non è così “normale”, per quanto non sia certo il primo cui è accaduto.
Su di lui bisognerebbe lavorarci molto e con calma, per plasmarne il talento e tirare fuori un giocatore di calcio. Cosa che oggi, esagerando il concetto, non è.

Nel corso degli ultimi mesi è stato provato praticamente ovunque, per provare a coglierne il meglio. Esterno in un centrocampo a 4, ala in un attacco a 3, mezz’ala, centromediano con compiti di regia…

Lavorare su di un ragazzo per costruirne un’identità tattica, però, non significa buttarlo in campo cambiandogli posizione sino a che non si troverà la migliore in cui può giocare. Significa studiarne le caratteristiche per provare a capire qual è quella in cui potrebbe rendere meglio e, da qui, lavorare per fargli apprendere al meglio i movimenti e lo stile di gioco grazie ai quali può interpretare al meglio il ruolo.

Insomma, all’Inter mi pare che nessuno abbia avuto la pazienza e la capacità di intraprendere un lavoro del genere. Al Real Madrid Benitez potrebbe anche provarci, soprattutto partendo dal presupposto che Kovacic non parte certo per essere titolare. In più Rafa – che è un allenatore che non ho mai amato particolarmente, ma che comunque sa il fatto suo – ha già dimostrato di saper lavorare sui giocatori, come nel caso di Insigne (progredito molto nella fase di non possesso, ad esempio).

Il problema vero è che di solito in quell’ambiente non viene dato il tempo di lavorare su di un ragazzo. Per questo, per lo più, il Real cerca giocatori già pronti: la richiesta è quella di vincere sempre e comunque. Difficile farlo con giocatori che, come Kovacic, ancora non sanno di essere carne o pesce.

Per questo motivo credo che a 40 milioni totali l’Inter abbia fatto bene a cederlo. Vero è che tra un anno, facesse bene a Madrid, costerebbe almeno il 50% in più. Però una cifra del genere, soprattutto per una squadra che acquista i giocatori quasi solo a “pagherò”, era praticamente irrinunciabile. Ancor più per un giocatore che non sarebbe partito titolare, già solo per il fatto che ancora non sa nemmeno lui dove deve giocare.

E adesso?

Io credo che l’idea – ammesso e non concesso che ci sia un progetto tecnico dietro al suo acquisto – possa essere di provare a fare di Kovacic il nuovo Modric. Quindi un interno di centrocampo di lotta e di governo, capace sia di contribuire alla costruzione del gioco che di “rompere” quello altrui. Non sono però convintissimo che Kovacic possa diventare quel tipo di giocatore.

Dove lo avrei visto meglio?

Rispondendo di botto, senza star lì a valutare ogni possibile ipotesi, dico Barcellona. Proprio pensando alle sue caratteristiche personali avrei provato a farne un vice-Iniesta: mezz’ala che sa portare palla e spezzare gli equilibri di un’azione, creando superiorità numerica nella trequarti avversaria.
Ovviamente il valore dei due è, ad oggi, molto diverso. Ma per caratteristiche credo possa diventare più simile ad Iniesta che non a Modric.

E la vostra opinione?

Ho chiesto un po’ ai miei followers su Facebook e Twitter di dirmi cosa ne pensassero di questo trasferimento…

A lanciare strali e anatemi ci pensa Andrea Scariot, secondo cui la cessione di Kovacic è “un ERRORE CLAMOROSO, la Serie A perde l’unico giovane di valore assoluto dopo Pogba. Questo non è uno inadatto al nostro campionato come Coutinho”.

Di fatto, però, è l’unica opinione che legge in maniera davvero negativa la cessione del talento croato.

Secondo Busonzio, ad esempio, “a quelle cifre, giusto ma doloroso cederlo. Va però assolutamente rimpiazzato, o il reparto di cc sarà troppo muscolare. non capisco cosa se ne faccia il Real, sebbene il calcio spagnolo sembri particolarmente adatto al gioco di Kovacic”. Paolo Inaudi è invece un po’ più duro con l’Inter, ma pure col Real: “sbagliato cederlo (l’inter ha cambiato tutto, troppo a mio parere), inutile per il Real e 35ml è da folli”.

Real Madrid che avrebbe commesso un errore anche secondo l’idea di Alessandro Rubichini, che critica anche la scelta del giocatore di trasferirsi alla Casa Blanca: “La scelta peggiore che potesse fare, sia lui, che il Real. 35M per uno che aveva bisogno di giocare e trovare la posizione ideale, sono una follia. L’Inter ha fatto benissimo a cederlo, cambiargli ruolo ogni partita poteva solo distruggerlo, ma il Real è la squadra meno adatta (al momento) per il continuo della sua carriera. Questo tra 2 anni torna a metà prezzo”.

Secondo Matteo Spaziante scegliere il Real resta un’incognita, per Kovacic: “in una squadra come il Real ha le stesse possibilità di esplodere o di diventare il nuovo Sneijder”.
Perplessità per quello che sarà l’utilizzo a Madrid che vengono sottolineate anche da Luca: “a queste cifre giusto cederlo x l’Inter,ma nel modulo di Benitez non capisco dove si possa collocare”.

L’idea di Ale Duò è invece che si tratti di una sorta di gioco d’azzardo: “é come se avessi 10 euro in tasca e tanto per usarli comprassi un gratta e vinci, ne ho tanti, li butto o stravinco”.

Secondo Leonardo Campana Kovacic è un “giocatore molto sopravvalutato. Non ha un ruolo definito. Gran talento ma molto, troppo, discontinuo. Indubbie potenzialità ma sui 15-17 mln era il prezzo giusto. Al solito il Real deve fare l’acquisto mediatico e gettare soldi nel cesso tipo 40 Illaramendi. La solita operazione senza senso”.
Mentre per Daniele Magni “se non prendono Melo o Leiva al suo posto non c’è nulla da dire… è una cifra irrinunciabile…il ragazzo però corre il rischio di diventare un altro caso simile a quelli di Snejider Van der Vaart Robben e Huntelaar oppure come ora Illarramendi”.

Hendrick analizza invece la cosa dal punto di vista interista: “C’è un criterio generale che vale per tutti i club che non abbiano uno sciecco o un oligarca al timone, e che non siano Real, Barcellona, Bayern o ManU: se arriva l’offerta-monstre per il tuo pezzo migliore, devi cedere. Il fatto di cedere la stella della squadra è un falso problema: il vero problema è come spendi quei soldi per far diventare la squadra migliore di quanto lo fosse con la stella. Vale per l’Inter, il BVB, il Milan, la Roma, l’Arsenal, l’Atletico Madrid…”

Luca Fermi e Agostino sono invece convintissimi l’Inter abbia fatto bene a sbarazzarsi di Kovacic: Ottima operazione e ottima plusvalenza per l’Inter. Il Real non so cosa possa farsene però, lo vedo quasi un doppione di Isco e Modric”. “Affarone dell’Inter che si vede pagare molto bene un giocatore talentuoso ma che non è mai riuscito a trovare una collocazione in campo”.

Un’idea simile la esprime anche Daniele Orsini: “Ottimo affare dell’inter…Kovacic è forte, ma a Milano rimarrebbe un’eterna promessa, e 30 milioni ci fanno comodo. Al Real può migliorare molto (se gioca) ma che non si dica in futuro “avete venduto un fenomeno”. Io sono uno di quelli convinti che se Coutinho tornasse in Serie A calerebbe tantissimo di rendimento rispetto a quello che sta facendo a Liverpool”.

Cessione giusta anche secondo Angelo Pisani: Riguardo ai miei amici interisti scontenti, ho chiesto: tifiamo l’Inter o l’fc Kovacic? Io tifo l’Inter, e come inter abbiamo fatto bene. Mateo all’Inter non parte tra i titolati, e non ha ancora un ruolo definito. Vendere Kovacic a 35+bonus è una buona cessione, non tanto per le potenzialità quanto per quello che ha dimostrato. Secondo me è il miglior talento dell’Inter, ma se dobbiamo tenerlo per sballottarlo da un ruolo all’altro – mezzala, ala, regista – meglio darlo via. Lo pagano gli stessi soldi di Vidal, per dire… Per il Real (tecnicamente, non economicamente) buona presa. Può sostituire Modric davanti alla difesa (l’anno scorso – nel momento cruciale – è mancato tantissimo), o fare la mezzala di possesso. Ha le qualità, con un progetto tecnico più definito può fare finalmente il salto”.

A chiudere il lotto dei pareri Edoardo Rinaldi, secondo cui si tratta di un “affarone per entrambi imo. L’Inter vende un giocatore con una bella classe ma che in Italia non riesce a fare la differenza, soldi che servono per i giocatori che vuole mancini. Il real prende un giocatore tipico del moduli di Benitez. Lo scorso anno con gli infortuni di Modric e Kroos e Rodriguez si era ritrovato con la panchina fin troppo corta. Il problema rimangono gli allenatori. Secondo me falliranno entrambi e questi giocatori saranno solo un peso per chi verrà dopo. Ma l’affare è corretto”.


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L’Inter è su Felipe Melo da ormai un mese abbondante.

Secondo i vari media nostrani il sempre pretenzioso Mancini avrebbe individuato nel mediano Verdeoro il rinforzo giusto per il centrocampo Nerazzurro.

L’ex juventino, che proprio a Torino floppò clamorosamente dopo essere stato acquistato a peso d’oro dalla Fiorentina, sarebbe il giocatore preposto a giocare davanti alla difesa, là dove lo scorso anno giocò Gary Medel.

“Volante” sudamericano più di lotta che di governo, non è certo il classico regista “alla Pirlo”, per quanto abbia comunque una capacità di amministrare la sfera quantomeno sulle brevi distanze un po’ più spiccata del cileno. Certo, comunque, le sue doti principali si riflettono nei duelli aerei, negli intercetti e nel tackling.

Insomma, per la sua nuova Inter Roberto Mancini dopo aver – pare – semi bocciato l’esperimento Kovacic in cabina di regia come centromediano metodista voleva un giocatore capace di dare muscoli e quantità con un tocco di qualità in più rispetto a Medel.

La situazione economica della società di Eric Thohir, però, non è certo delle più floride. Il che significa dover soppesare ogni centesimo offerto, cosa che come diretta conseguenza porta all’allungamento ed all’imbolsimento delle trattative.

Così giusto ieri sera pare essere arrivata la rottura definitiva: dalla Turchia è infatti rimbalzata la notizia che l’ex Viola avrebbe rinnovato il suo contratto in scadenza a giugno con il Galatasaray, portandolo al 2019. Il tutto accettando una riduzione dell’ingaggio, passato dai 3.3 mln della versione precedente ai 2.6 più bonus di quella attuale.

Giusto poco prima che arrivasse in Italia la notizia del rinnovo, il giornalista interofilo Marco Barzaghi aveva tweettato l’idea che frullava nelle teste dei dirigenti Nerazzurri: mollare Melo (ormai perso, in realtà), per puntare su Assane Gnoukouri, giovane talento ivoriano svezzato in casa.

Una soluzione, questa, che trova il mio pieno appoggio.

Certo, sono un po’ deluso dal fatto che ancora una volta i dirigenti nostrani si rifugino nella soluzione giovane solo a fronte delle difficoltà a reperire giocatori già formati sul mercato.
I nostri settori giovanili dovrebbero essere fucine di talenti, non parcheggi di giocatori di procuratori amici o fonte di plusvalenze con cui fare un po’ di maquillage a livello di bilancio.

Però è proprio questa strada, intrapresa pur forzatamente dall’Inter, a dover essere seguita.

Il perché è semplice: Felipe Melo è un giocatore adrenalinico che potrebbe tenere alta la tensione della squadra, certo. Nel contempo però un giocatore non può cambiare da solo l’approccio ai match di un’equipe.
In più ci sono una serie di lati negativi: l’età non più verde del ragazzo (32 anni), l’esborso economico per il cartellino (posto che non si è riusciti a chiudere lo scambio con Nagatomo) in una situazione come detto già complicata, il salario sostanzioso preteso dal giocatore (che fino a ieri guadagnava appunto più di tre milioni l’anno).

E’ qui che serve un cambio di filosofia. Gnoukouri ha già dimostrato di potersi disimpegnare in maniera egregia in Serie A, un posto in rosa quindi lo può meritare. Tanti anni di carriera davanti, nessun costo del cartellino essendo giocatore già di proprietà, stipendio infinitamente inferiore a quello del brasiliano. Che significa valorizzare un asset già di proprietà, che nel caso potrà quindi portare anche ad una futura plusvalenza, ma soprattutto fare economia sul mercato, liberando risorse da concentrare su altri giocatori.

E proprio qui sta il salto culturale che andrebbe fatto in Italia.

Lo spiegavo ieri in una discussione (che in quel caso riguardava la Juventus) su Facebook: Football Manager è solo un videogame, ok, ma ricalca in maniera abbastanza fedele la realtà manageriale di una società calcistica.

Ebbene, da sempre a Football Manager organizzo le mie squadre così: punto forte sul settore giovanile (cercando 15/16enni di valore, ingaggiando gli scout e i tecnici migliori, ecc) per far sì che questo diventi un serbatoio sicuro da cui attingere per rimpolpare la rosa della prima squadra.

Questo mi permette quindi di concentrare le mie risorse economiche non tanto sull’ampliamento quantitativo della rosa, quanto sul miglioramento qualitativo della stessa.

Così anziché spendere (cifre ipotetiche) 100 per acquistare 10 giocatori (con conseguente frazionamento degli investimenti), posso spendere 100 per acquistare 5 giocatori, perché gli altri 5 li promuoverò dal settore giovanile. Che gestito a dovere mi garantirà come minimo giocatori pronti per lo meno per affrontare un campionato da Serie A, per quanto magari non già da protagonisti assoluti.

Concentrare le risorse solo su pochi acquisti, ovviamente, mi permetterà di puntare giocatori più costosi e, generalmente, di maggior qualità.

Ecco perché puntare su Assane Gnoukouri, nel caso dell’Inter, è meglio che andare ad acquistare Felipe Melo: il giovane ivoriano ha dimostrato di reggere senza grossi problemi il palcoscenico che è chiamato a calcare. Certo non cambierà la squadra da solo, ma questo non l’avrebbe fatto nemmeno il brasiliano.
In un contesto funzionale potrà però dire la sua, posto che tecnicamente ha dimostrato di non avere molto da invidiare a tanti protagonisti della massima serie. E proprio la sua conferma in luogo di un nuovo acquisto potrà permettere all’Inter di concentrare le proprie risorse su altri giocatori.


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Tutti a caccia della KunLeox16!

Torna anche quest’anno, dopo la bella stagione scorsa, il fantacalcio di Sciabolata Morbida.
Ancora una volta ad ospitarci sarà Fantagazzetta.

La procedura per iscriversi è sempre la stessa: lasciatemi il vostro indirizzo mail (qui, su Facebook o su Twitter) così che possa inviarvi l’invito. Ed il gioco sarà fatto!

Riporto quindi qui il succo del regolamento della nostra Lega, restando a disposizione per ulteriori chiarimenti.

  • Rose

Il numero dei giocatori è predefinito: 3 portieri, 8 difensori, 8 centrocampisti e 6 attaccanti.
Ovviamente, essendo un fantacalcio a cui parteciperanno diverse decine di persone, un singolo giocatore potrà essere acquistato da più team.

  • Mercato

300 crediti a disposizione di ogni fantamanager (50 in meno rispetto all’anno scorso, per chi ci giocò). Le quotazioni sono quelle ufficiali rilasciate da Fantagazzetta (le trovate qui).
Il mercato aprirà alla mezzanotte di lunedì 31 agosto, ovvero dopo la seconda giornata di Serie A. Chiuderà quindi alle 17 di venerdì 11 settembre 2016, alla vigilia della terza giornata di Serie A.

Il mercato di riparazione aprirà invece alle 23.01 di lunedì 1 febbraio 2016 e si chiuderà alle 17 di sabato 6 febbraio 2016.

  • Formazioni

Le formazioni vanno inserite entro e non oltre i quindici minuti prima dell’inizio del primo match di giornata. Il sistema non accetterà ritardi oltre questo limite temporale.
I moduli utilizzabili sono: 4-4-2, 4-3-3, 4-5-1, 5-4-1, 5-3-2, 3-4-3, 3-5-2, 3-6-1, 6-3-1.
Qualora un fantamanager dimenticasse di fare la formazione il sistema provvederebbe a schierare in automatico la squadra della settimana precedente.

  • Impostazioni di calcolo

Bonus/malus:
Goal segnato +3
Goal subito -1
Rigore sbagliato -3
Rigore parato +3
Ammonizione -0.5
Espulsione -1
Assist +1
Autogoal -2
Goal decisivo pareggio +0.5
Goal decisivo vittoria +1

Fonte voti e cartellini
La fonte è la redazione di Napoli di Fantagazzetta.
I voti saranno espressi con due decimali.

Sostituzioni
Numero massimo di 3 sostituzioni.
Il sistema seguirà l’ordine dei giocatori schierati in panchina ed avrà la possibilità, se necessario, di cambiare il modulo in corsa (ovviamente restando dentro la rosa di moduli illustrati al punto 3 di questo regolamento).

Modificatori
Non è previsto l’uso dei modificatori.

  • Competizione

Royal Rumble, il classico tutti contro tutti: chi fa più punti vince!

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