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Archive for the ‘Cile’ Category

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Nome: Bryan Martín Rabello Mella
Data di nascita: 16 maggio 1994
Luogo di nascita: Rancagua (Cile)
Nazionalità: cilena
Altezza: 166 centimetri
Peso: 62 chilogrammi
Ruolo: trequartista, ala destra
Club: Colo Colo
Scadenza contratto: ?
Valutazione: 500.000 euro

CARRIERA

La mia rubrica sulle possibili stelle del futuro fa oggi tappa in Cile: è proprio nel paese andino per eccellenza, infatti, che il 16 maggio di diciassette anni fa nacque Bryan Martín Rabello Mella, giocatore destinato, qualche anno più tardi, a far parlare molto di sè nel proprio paese.
Venuto alla luce a Rancagua, municipalità importante (più di 200mila cittadini secondo l’ultimo censimento) del Cile centrale (è situata nella provincia di Cachapoal), mosse i primi passi – calcistici – nella filiale cittadina del Colo Colo, ovvero sia la squadra più vincente della storia del paese.

Le sue grandissime qualità spiccano sin da subito, così che arriverà presto la chiamata della casa madre, che lo porterà a Santiago, aggregandolo alle proprie formazioni giovanili.
Il tutto sino al 7 ottobre del 2009 quando alla teneressima età di quindici anni subentra a Charles Aranguiz nel corso di un match di Coppa del Cile vinto proprio dal Cacique. L’esordio in prima squadra resterà comunque un episodio isolato, con il buon Bryan che dopo aver saggiato la prima squadra tornerà di nuovo a fare il fenomeno tra i pari età.

Passerà quasi un anno, quindi, prima che il ragazzo possa cimentarsi anche in campionato: è il 22 agosto del 2010 quando Diego Cagna, allora coach dell’Eterno Campeon, lo lancia a tutti gli effetti nel calcio professionistico, facendolo poi debuttare anche a livello continentale – nel corso di un 3 a 1 casalingo con l’Universitario de Sucre in Copa Sudamericana – tre soli giorni più tardi.
L’infortunio occorso qualche tempo più tardi a Macnelly Torres, quindi, ne schiude definitivamente le porte della titolarità: Rabello chiude infatti la stagione da titolare, raggranellando un bottino di nove presenze ed una rete, quest’ultima realizzata al cinquantesimo minuto del 4 a 2 con cui il Cacique ha chiuso il proprio campionato contro l’Universidad Concepcion (le altre reti per il Colo Colo vennero messe a segno da Miralles e Campora, autore di una doppietta).

In questo inizio di stagione Bryan è quindi tornato ad essere messo ai margini della prima squadra. Ma del resto a sedici anni non si può pretendere di essere considerati inamovibili.Nei primi due match della nuova stagione, disputati in Libertadores rispettivamente contro Cerro Porteno (sconfitta 5 a 2) e Deportivo Tachira (vittoria per 2 a 0), il giovane fenomeno di Rancagua non si è infatti nemmeno accomodato in panchina.

Poco male: tra un paio di settimane inizierà – in Ecuador – il torneo Sudamericano under 17 ed è notizia proprio di questi giorni quella della convocazione di Rabello, che farà quindi ovviamente parte della spedizione cilena. Sarà lui, difatti, il faro (nonché il vice-capitano, con la fascia che spetterà a Cristobal Vergara) della Rojita che guidata in panchina da George Biehl proverà ad imporsi a livello continentale.

Bryan che, per altro, fu la stella della rappresentativa under 15 già nel corso del torneo continentale disputato in Bolivia due anni or sono (lo stesso in cui si mise per la prima volta in mostra Lucas Piazon, oggi frequentemente accostato alla Juventus) quando i giovanissimi cileni vennero inseriti nel Gruppo A dei futuri finalisti Brasile e Paraguay non riuscendo quindi a passare il turno anche nonostante la splendida vittoria (4 a 1) sui futuri campioni paraguayani.
Nel corso di quel torneo Rabello realizzò una sola rete – contro il Venezuela – mettendo comunque in mostra le sue eccellenti qualità tecniche e di rifinitura.

CARATTERISTICHE

Fisico minuto, tecnica da vendere, colpi di classe cristallina e grande rapidità di passo e d’esecuzione.
Personalmente nel leggere una frase come questa mi verrebbe subito da pensare ad un giocatore in particolare: Alexis Sanchez.

Questa descrizione, però, calza a pennello anche con Bryan Martín Rabello Mella, nuovo crack del calcio andino.
In patria in realtà lo paragonano ad un giocatore che fino a pochi anni fa era la stella assoluta del Colo Colo e che un po’ tutti in quel di Santiago erano sicuri potesse sfondare ad altissimo livello: Mati Fernandez.

Le caratteristiche fisico-atletiche e tecnico-tattiche dei due, però, sono piuttosto dissimili e, al solito, non può bastare una cosa tutto sommato futile come il vivaio in cui si è cresciuti (o la propria nazionalità, per dire un altro fattore che spesso influenza i paragoni calcistici) per porre a paragone due giocatori che tutto sommato centrano poco l’uno con l’altro.

Come detto, infatti, la descrizione delle caratteristiche principali di Rabello calza a pennello con Sanchez, più che con Fernandez. Entrambi sono dotati di un fisico certo non da corazziere (per quanto il Niño Maravilla ha saputo svilupparsi bene muscolarmente, a fronte di un’altezza certo penalizzante) cui fanno però da contraltare grandissime doti tecniche. Sia l’uno che l’altro, difatti, sanno dare del tu al pallone.

Non stupitevi, quindi, qualora vi capitasse di vedere il buon Bryan saltare più uomini in un fazzoletto o servire in maniera illuminante un compagno con un colpo di tacco o un’apertura a tagliare la difesa: si tratta di cose tutto sommato normali per un giocatore con queste qualità.
Esattamente come in pochi ormai si stupiscono nel vedere i numeri da funambolo snocciolati da Sanchez sui campi di mezza Serie A.

Dotato di fantasia da vendere, in definitiva, Rabello preferisce giostrare centralmente, a ridosso della trequarti, pur sapendosi disimpegnare alla grande anche in posizione defilata, specialmente sulla destra.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE

Lo ricordo bene: quando nell’estate del 2008 il Niño Maravilla, Alexis Sanchez, sbarcò ad Udine per restarci – dopo i prestiti al Colo Colo ed al River Plate – io corsi subito ad acquistarlo al Fantacalcio, ben consapevole dei grandi mezzi a disposizione di uno dei più fulgidi talenti della storia del calcio cileno.
Quell’anno, purtroppo, alla freschezza ed alla tecnica dell’ala nativa di Tocopilla venne spesso preferito l’atletismo e l’intelligenza tattica di Simone Pepe, tanto che delle trentadue presenze stagionali di quella stagione solo diciotto, ovvero sia poco più della metà, vennero effettuate dal primo minuto.

Oggi, a tre anni da allora, posso rallegrarmi di averci visto giusto: come dimostrato proprio nel corso dell’ultimo match di campionato stravinto dalla sua Udinese, infatti, il Niño Maravilla ha dimostrato di valere tutta la fiducia che a suo tempo riposi in lui.
Le quattro reti realizzate al Barbera dall’ex stellina del vivaio degli Zorros del Desierto (che per chi non lo sapesse è il Cobreloa, suo primo club professionistico) rappresentano infatti, ad oggi, l’apice di una carriera assolutamente in ascesa.

Un po’ allo stesso modo qualora tra due anni – secondo le vigenti norme Fifa, difatti, Bryan non potrebbe raggiugnere l’Europa prima della maggiore età – il buon Rabello dovesse sbarcare in Italia ed in una squadra come i Bianconeri di Udine ecco che mi affretterei ad effettuarne l’acquisto al Fantacalcio.
Le doti del piccolo fenomeno di Rancagua, infatti, sono notevolissime.
Al solito ci vorrebbe la sfera di cristallo per poter dire dove questo ragazzo, che ricordo essere ancora solo sedicenne, potrà arrivare. Nel contempo, però, personalmente ci punterei forte.

Del resto, come dice il detto: chi non risica non rosica!

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