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Archive for the ‘Analisi squadre’ Category

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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INFO GENERALI

Nome: Idrottsföreningen Brommapojkarna
Soprannome: BP, The Bromma Boys
Città: Bromma, Stoccolma (Svezia)
Anno di fondazione: 1942
Stadio: Grimsta Idrottsplats (8000 posti)
Presidente: Patrik Emanuelsson
Allenatore: Stefan Billborn
Palmares: 1 secondo posto in Superettan, 3 Division 2 Östra Svealand.
Valutazione complessiva rosa: 4.200.000 € (valutazione transfermarkt)
Sito ufficialehttp://brommapojkarna.se/

ROSA

Portieri: Davor Blazevic, Ivo Vazgec.
Difensori: Pontus Segerstrom, Fredric Jonson, Kristinn Jonsson, Tim Bjorkstrom, Jacob Une Larsson, Martin Falkeborn, Carl Stafelt.
Centrocampisti: Mauricio Albornoz, Seth Hellberg, Jesper Karlstrom, Gabriel Petrovic, Gustav Sandberg Magnusson, Serge-Junior Martinsson Ngouali.
Attaccanti: Andreas Eriksson, Gabriel Ozkan, Philip Tronet, Victor Soderstrom, Niclas Barkroth, Pontus Asbrink, Dardan Rexhepi, Christian Kouakou, Stefano Vecchia.

FORMAZIONE BASE

4-3-3/4-5-1: Blazevic; Bjorkstrom, Segerstrom, Une Larsson, Jonsson; Sandberg-Magnusson, Martinsson-Ngouali, Karlstrom; Barkroth, Rexhepi, Petrovic.

ULTIMI RISULTATI

Nelle ultime cinque gare disputate (due di Europa League e tre di campionato) i Bromma Boys hanno raccolto una vittoria, tre pareggi ed una sconfitta.

ANALISI TECNICA

Il Brommapojkarna è una squadra che tecnicamente non ha moltissimo da dire, pur potendo contare su alcuni elementi comunque interessanti.

In porta si disimpegna il giovane – classe 93 – Davor Blazevic, marcantonio di un metro e novanta di chiare origini croate che ha in passato difeso i pali anche delle rappresentative giovanili nazionali under 17 e 19.
Un estremo difensore con mezzi fisico-atletici notevoli ma un bagaglio tecnico ancora da sgrezzare, e soprattutto una capacità di concentrazione lungo i novanta minuti sicuramente migliorabile.
Nonostante i difetti resta sicuramente uno degli elementi più interessanti della squadra.

In difesa l’elemento più interessante mi è parso invece l’islandese Kristinn Jonsson. Classe 90, è stato ingaggiato (in prestito) ad inizio stagione dal Breidablik. Già nazionale maggiore, è stato in passato colonna delle varie squadre giovanili islandesi.
Terzino sinistro di buon passo, ama sostenere la propria squadra in fase offensiva e nel complesso resta forse il giocatore con le migliori doti difensive tra quelli a disposizione di coach Billborn.

I tre di centrocampo garantiscono poi discreta corsa, ma nel complesso non parliamo di un reparto capace di restare negli annali del calcio mondiale, per così dire.

Il punto di forza resta quindi, forse, l’attacco. Qui giocano tre dei giocatori più abili della compagine svedese.

Innanzitutto il giovane Niklas Barkroth, che gli amanti del videogame manageriale Football Manager ricorderanno in quanto era un buon prospetto qualche edizione fa.
Ventidue anni, l’ala ex Goteborg – e con una esperienza maturata in Portogallo – è giocatore che punta molto su rapidità e tecnica. Ancora poco incisivo (e probabilmente è proprio questo lo step che gli manca per cercare fortuna fuori dalla Svezia), resta comunque un’ala guizzante e capace di rifinire, soprattutto coi cross, il gioco per i compagni.

In particolare per Dardan Rexhepi, svedese nativo di Pristina. Un marcantonio di 190 centimetri che funge da prima punta pura. Abile di testa e bravo a fare a sportellate coi centrali difensivi avversari, non è però – ad oggi – un bomber particolarmente temibile. Insomma, tanto lavoro sporco, ma anche scarsa lucidità sotto porta.

Infine l’attacco è completato dal bosniaco Gabriel Petrovic, centrocampista capace di adattarsi all’ala. Un giocatore tecnico e dal buon calcio, che nonostante non sia il primo terminale delle azioni offensive del Bromma ha realizzato lo stesso numero di goal segnati sino ad oggi – in stagione – da Rexhepi: cinque.

ANALISI TATTICA

Di base il 4-3-3 del Bromma è il classico modulo che si può prestare ad essere interpretato come un 4-5-1 a seconda delle situazioni e della volontà di maestro d’orchestra ed interpreti.

I due esterni offensivi, infatti, possono tranquillamente scalare a centrocampo per dare più copertura alla difesa.

Il centrale dello stesso, dal canto suo, è un mediano abile in fase di rottura, capace di dare peso e corpo proprio in quella zona del campo. Quindi, volendo, il modulo può anche essere interpretato come una sorta di 4-1-4-1.

Per quello che ho potuto vedere, poi, parliamo di una squadra che tende a perdere le giuste distanze di gioco tra i reparti. I quali, al loro interno, vanno sovente in confusione in merito a posizionamenti e chiusure.

La fascia su cui tende a spingere di più è la sinistra, in special modo quando da quella parte si sposta Barkroth (Che può giocare indifferentemente su entrambi gli out): la sua verve abbinata alla facilità di corsa e di spinta dell’islandese Jonsson, infatti, portano a comporre un binario su cui la squadra riesce ad affidarsi con buona efficacia.

ANDAMENTO STAGIONALE

Stagione assolutamente negativa per il Brommapojkarna, che vede lo spettro della retrocessione come assolutamente reale. Così dopo la salvezza risicata dello scorso anno (quando la squadra terminò il campionato al tredicesimo posto, un punto sopra i playout) ecco i soli 8 punti raccolti nelle prime 16 giornate di quest’anno.

La squadra è però in ripresa: dopo cinque sconfitte consecutive (sei, contando l’Europa) il Bromma ha infatti inanellato tre pareggi ed una sconfitta (più due vittorie europee), che l’hanno portata così a fare 3 punti in quattro match, media molto migliore di quella tenuta nel resto del campionato. Ancora poco, certo, ma comunque un piccolo segnale di risveglio.

E in Europa?

Dopo la sconfitta nell’esordio finlandese contro il VPS il BP ha ribaltato il risultato in casa.
Nel secondo turno è quindi arrivata la roboante vittoria casalinga sui Crusuaders (4 a 0), cui ha fatto seguito l’1 a 1 del ritorno, che ha sigillato la qualificazione al terzo ed ultimo turno di qualificazione.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

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INFO GENERALI

Logo PSVNome: Philips Sport Vereniging
Soprannome: Boeren (Contadini)
Città: Eindhoven
Anno di fondazione: 1913
Stadio: Philips Stadio (35000 posti)
Presidente: Peter Swinkels
Allenatore: Philip Cocu
Palmares: 21 campionati olandesi, 9 coppe olandesi, 9 supercoppe olandesi, 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa Uefa
Valutazione complessiva rosa: 75.950.000 € (valutazione transfermarkt.co.uk)

ROSA

Portieri: Nigel Bertrams, Tyton, Przemyslaw, Jeroen Zoet.
Difensori: Mathias Jorgensen, Karim Rekik, Jeffrey Bruma, Jorrit Hendrix, Jetro Willems, Abel Tamata, Santiago Arias, Stanislas Manolev, Joshua Brenet.
Centrocampisti: Ji-Sung Park, Stijn Schaars, Peter van Ooijnen, Oscar Hiljemark, Adam Maher, Georginio Wijnaldum, Rik Schouw.
Attaccanti: Ola Toivonen, Memphis Depay, Luciano Narsingh, Zakaria Bakkali, Tim Matavz, Jurgen Locadia, Florian Jozefzoon.

FORMAZIONE BASE

4-3-3: Zoet; Brenet (Arias), Bruma, Rekik, Willems; Wijnaldum, Schaars, Maher; Bakkali, Matavz (Locadia), Depay.

PSV 2013-2014

ULTIMI RISULTATI

Quattro vittorie in quattro gare ufficiali. Questo l’ottimo ruolino di marcia del PSV, partito fortissimo sia in Eredivisie (3 a 2 al Den Haag e un roboante 5 a 0 al NEC) che nei preliminari di Champions League, dove si è sbarazzato dello Zulte Waregem con due vittorie secche (ottenute rispettivamente con un 2 e un 3 a 0).

ANALISI TECNICA

19,9.

Questa è la – oserei dire stupefacente – età media dell’undici che Philip Cocu ha schierato nell’ultimo match di campionato disputato dai suoi ragazzi e vinto in maniera roboante contro il NEC.

Squadra molto giovane, insomma, questo PSV paga sicuramente qualcosa – e soprattutto, può pagare a livello continentale – da un punto di vista dell’esperienza, potendo contare per lo più su giocatori ancora molto giovani e dalla carriera piuttosto limitata.

Sotto il profilo puramente tecnico, però, i ragazzi in forza alla prima squadra di Eindhoven non sono affatto da sottovalutare.

In porta da quest’anno può contare sull’apporto di Jeroen Zoet, ragazzo che sbarcò ai Boeren a soli 15 anni e che dopo un biennio di apprendistato all’RKC Walwijk sembra finalmente pronto all’approccio col calcio che conta.
Mezzi più che discreti per il portiere dell’ultima under21 Oranje, seguito in estate – pare – anche dal Newcastle United.

La difesa è sicuramente il reparto che fa storcere di più il naso, soprattutto se si pensa a quale possa essere l’impatto che la stessa potrà avere in Europa.
Perché, con tutto il rispetto, un conto è affrontare lo Zulte Waregem o il NEC, un altro il Milan (o i vari top club che il PSV potrebbe incrociare se battesse i Rossoneri).Santiago Arias

A destra Cocu pare non aver ancora sciolto le proprie riserve e sembra essere indeciso tra Brenet ed Arias. Due giocatori che comunque non danno garanzie assolute, almeno per il momento.
Il primo esordì lo scorso anno in Europa League, giocando tre soli minuti. Ma viene da due gare disputate per intero proprio ai preliminari di Champions League.
Il secondo ha invece disputato le due gare di campionato, mettendo in mostra qualche limite in fase difensiva (in particolar modo nelle situazioni di uno contro uno). Acquistato in estate dallo Sporting Lisbona, l’anno scorso giocò prevalentemente nella seconda squadra del club lusitano, raccogliendo un totale di sette presenze in due anni con la prima.

In mezzo proveranno a dare bella mostra di sé Bruma e Rekik.

Il futuro, almeno sulla carta, è dalla loro, niente da dire. Però il presente non è ancora saldissimo, per così dire.

In due superano a malapena i quarant’anni. E se la gioventù è di per sé una dote, rischia anche di essere un peso in certi casi, soprattutto in un ruolo così delicato.

Per ora il pacchetto arretrato sembra reggere (addirittura i tifosi del PSV hanno inventato un coro per l’ex Chelsea che in italiano suonerebbe più o meno “Non abbiamo paura perché c’è Bruma””.

Però è altrettanto vero che i due goal incassati contro il Den Haag (il primo cattivissimo posizionamento della difesa, il secondo svarione colossale proprio di Bruma) non lasciano tranquilli, soprattutto pensando ad un ormai prossimo scontro con attaccanti del calibro di Balotelli ed El Sharaawy.

A sinistra spazio invece a Jetro Willems, giunto ormai alla sua terza stagione da titolare o quasi. Terzino che può essere un vero e proprio fattore in Olanda, oppone una fase offensiva più che discreta (basti guardare il goal realizzato all’ADO o l’assist servito per il secondo goal di Wijnaldum contro il NEC) ad una fase difensiva certamente non eccezionale.Jetro Willems

A centrocampo spazio poi alla tecnica ed alla qualità di due freschi under21 come Maher e Wijnaldum, capitano di questa squadra nonostante i soli 23 anni. Giocatori dal futuro a buon livello assicurato, e che molti si aspettano possano esplodere anche ad alto livello.

A dare equilibrio ci possono pensare poi Schaars ed Hiljemark, senza contare il ritorno del figliol prodigo Park, che dopo le tante ottime annate vissute in quel di Manchester ad imparare dal maestro Ferguson potrà sicuramente essere utile a questo PSV sia dentro che – forse soprattutto – fuori dal campo.

Infine l’attacco, reparto in cui non mancano certo le alternative interessanti.

Su tutti segnalo Zakaria Bakkali, un classe 96 belga dal futuro luminosissimo che fa dell’uno contro uno un’arma spesso micidiale. Certo, le difese italiane non sono morbide come quelle olandesi, ma proprio questo fondamentale vede spesso anche i nostri difensori soffrire sempre di più, quindi bene dare un occhio di riguardo a questo folletto andato in goal tre volte contro il NEC.

Depay è invece giocatore nel complesso meno guizzante e quindi pericoloso, ma eviterei di sottovalutarlo. Lì in mezzo, poi, Cocu può scegliere tra bomber Matavz (22 goal in Eredivisie da quando veste la maglia del PSV, 7 in 7 gare nell’Europa League di due stagioni or sono) e Jürgen Locadia, giocatore non ancora affidabilissimo sottoporta ma che fa tanto lavoro per provare ad aprire varchi là davanti.

Il tutto senza dimenticare che le alternative in rosa rispondo ai nomi di JozefzoonNarsingh, quest’ultimo titolarissimo lo scorso anno fino a quando una rottura del crociato anteriore e del menisco non lo ha messo fuori causa.Luciano Narsingh

ANALISI TATTICA

Il 4-3-3 è modulo d’ordinanza in Olanda, una sorta di ragione di vita per ogni allenatore olandese che si rispetti.

Ed anche Philip Cocu, che molti di voi ricorderanno stella di PSV, Barcellona e nazionale olandese, non si discosta da questo cliché.

Il suo PSV è quindi una squadra come detto giovanissima e quindi, va praticamente da sé, molto dinamica.

Così se paga sicuramente qualcosa da un punto di vista dell’esperienza prova a colmare queste lacune proprio con la motilità e mobilità dei suoi giocatori.

La linea a quattro di difesa è classica, con due centrali discretamente dotati da un punto di vista fisico anche se, va da sé, non sempre abbastanza continui nel corso dei novanta minuti.

I terzini, invece, come in ogni 4-3-3 che si rispetti amano poter salire in fase offensiva, sia come portatori di palla che per appoggiare le sortite dei propri compagni.

A centrocampo, poi, si punta su equilibrio e duttilità.

Il centrale resta genericamente più basso per coprire con maggiore efficacia la cerniera difensiva centrale, mentre le due mezz’ali si muovono maggiormente per dare soluzioni al portatore di palla.

Sia Wijnaldum che Maher sono poi due giocatori che sanno dare del tu al pallone. Bravi nella gestione e nella conduzione dello stesso, non disdegnano l’eventualità di incrociarsi fra di loro o di scambiarsi posizione con le ali offensive.Georginio Wijnaldum

Che, a loro volta, sono molto mobili. Possono incrociarsi senza problemi, si allargano o si si stringono a seconda della situazione di gioco e cercano con buona costanza la profondità.

Infine, la punta centrale. Che si muove sicuramente meno rispetto ai propri compagni di reparto, per imporsi come riferimento avanzato, catalizzare i palloni quando è necessario far salire la squadra ma anche i difensori avversari per provare a creare dei varchi nei reparti arretrati altrui.

Insomma, un 4-3-3 piuttosto mobile e dinamico in cui il reparto arretrato – e forse più in generale un po’ tutta la fase di non possesso – risulta essere il punto debole della squadra. Ma rispetto cui bisogna altresì temere la capacità di circolazione della sfera e di capacità di intercambiarsi degli interpreti a disposizione di mister Cocu. Sempre con un occhio alle situazioni di uno contro uno.

ANDAMENTO STAGIONALE

Eredivisie: due sole giornate giocate che sono valse la vetta a questo PSV. Giovane, brillante e spiccatamente offensiva, la squadra di coach Cocu ha infatti centrato due vittorie su due, realizzando la bellezza di 8 reti a fronte di 2 sole segnature subite.

KNVB Beker: la coppa nazionale olandese inizierà tra quindici giorni esatti. L’esordio del PSV è invece previsto per il 25 settembre, in casa, contro il Telstar.

Champions League: Inserito nella parte del tabellone dei play off che riguarda i “piazzati”, il PSV si è, come detto, sbarazzato facilmente dei belgi dello Zulte Waregem (squadra in cui militano il fratellino di Eden Hazard, Thorgan, oltre ad un giovane peruviano chiamato Hernan Hinostroza di cui potremmo risentir parlare più avanti) ed ora attende lo scontro all’ultimo sangue con il Milan per provare a strappare il pass per la massima rassegna continentale per club.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

6,5

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INFO GENERALI

Nome: Manchester City Football Club
Città: Manchester
Anno di fondazione: 1880
Stadio: City of Manchester Stadium (47726)
Presidente: Khaldoon Al Mubarak
Allenatore: Roberto Mancini
Palmares: 2 campionati inglesi, 4 FA Cup, 2 Coppe di Lega, 3 Charity/Community Shield, 1 Coppa delle Coppe
Valutazione complessiva rosa: 359.300.000 € (valutazione transfermarkt.co.uk)

ROSA

Portieri: Shay Given, Stuart Taylor, Joe Hart, David Gonzalez.
Difensori: Micah Richards, Wayne Bridge, Vincent Kompany, Pablo Zabaleta, Aleksandr Kolarov, Jerome Boateng, Joleon Lescott, Greg Cunningham, Kolo Tourè, Dedryck Boyata.
Centrocampisti: Micheal Johnson, James Milner, Shaun Wright-Phillips, Adam Johnson, Gareth Barry, David Silva, Patrick Vieira, Kelvin Etuhu, Nigel de Jong, Yaya Tourè, Abdisalam Ibrahim.
Attaccanti: Emmanuel Adebayor, Roque Santa Cruz, Jo, Carlos Tevez, Mario Balotelli.

FORMAZIONE BASE

4-3-3: Hart; Richards, K. Tourè, Boateng (Kompany), Kolarov; De Jong, Barry, Y. Tourè; Silva, Tevez, Milner.

ULTIMI RISULTATI

Cinque sono state sino ad ora le partite disputate dal City in questo mese di settembre: tre in Premier, una in Europa League ed una in Coppa di Lega.

Nello specifico sono arrivate due vittorie per 2 a 0 con Salisburgo e Wigan ed una per 1 a 0 con il Chelsea più un 1 a 1 con il Blackburn ed una sconfitta per 2 a 1 rimediata in Coppa contro il WBA.

ANALISI TECNICA

Forte dei petroldollari arabi della cordata che presiede il club il City ha potuto agire sul mercato negli ultimi tempi con grande disinvoltura, investendo cifre pesanti per assicurarsi alcuni dei migliori talenti su piazza.

A livello tecnico, quindi, la rosa messa a disposizione dalla dirigenza Citizens a Roberto Mancini è di assoluto livello e grandissima qualità.

Partiamo dai portieri, dove alla nuova stella inglese Joe Hart, tra i giovani portieri più interessanti dell’intero panorama mondiale, è affiancato un secondo di tutto rispetto, quel Shay Given che sarebbe titolare in moltissime altre squadre e che garantisce una copertura totale.

La difesa verte poi su di un mix di gioventù ed esperienza e, soprattutto, sul grande atletismo di un po’ tutti gli uomini che compongono il reparto: Kolo Tourè è infatti da anni uno dei migliori difensori della Premier League ed ha accumulato nel tempo un’esperienza non indifferente, Richards, Boateng e Kompany sono giovani dalle qualità atletiche notevoli, Kolarov è giocatore che ben conosciamo in Italia visti i suoi trascorsi Biancocelesti.
Anche la panchina, comunque, è di assoluto valore: occhio a Boyata, giovane belga che ha lasciato intravvedere qualità – ancora una volta soprattutto atletiche – molto interessanti. La solidità è infine garantita da un jolly tuttofare come Zabaleta e dai sempre buoni Lescott e Bridge.

Il centrocampo è stato poi costruito per mixare al meglio corridori instancabili ed ali guizzanti. Barry, De Jong e Tourè garantiscono infatti capacità polmonare oltre la media, Silva, Milner e Wright-Phillips sono invece esterni veloci e dotati di ottimo dribbling capaci di creare in ogni momento superiorità numerica con azioni tambureggianti sulle proprie fasce di competenza.
Garantiscono buona qualità, poi, i due Johnson: Adam e Micheal.

Adebayor, Balotelli, Tevez. C’è bisogno di dire altro?
Basterebbero questi tre nomi a fare del reparto avanzato Citizens uno dei migliori del continente. Non bastasse, poi, va detto che il buon Mancini può contare anche su Santa Cruz e Jo.
Abbondanza, qualità, futuribilità.

ANALISI TATTICA

A livello tattico il tecnico nativo di Jesi pare avere le idee piuttosto chiare: un 4-3-3 o 4-5-1 che dir si voglia, una sorta di camaleonte che si adatta alle varie fasi di gioco.

Difesa sempre schierata a quattro, infatti, con terzini in grado di farsi tutta la fascia per appoggiare le azioni offensive alla bisogna (non per nulla è stato acquistato Kolarov a sinistra, giocatore dalle spiccate attitudini offensive appunto) e centrali rocciosi capaci di fare a sportellate anche con gli avversari più ostici e fisicati.

A centrocampo Mancini gradisce giocare con una mediana molto ben fornita di muscoli e polmoni che sia in grado di fare grande filtro per dare maggior copertura alla difesa, ecco quindi che l’acquisto di Yayà Tourè risulta, in tal senso, manna dal cielo trattandosi di uno dei migliori mediani attualmente in circolazione su scala Mondiale.

Centrocampo a tre, dicevamo, ma che può diventare a cinque a seconda della fase di gioco: ipotizzando di vedere schierati Silva e Milner sugli out opposti, infatti, i due esterni Citizens si trasformano in vere e proprie ali offensive in situazione di possesso di palla per scalare poi nel reparto nevralgico del campo in situazione di non possesso andando quindi ad affiancarsi ai tre mediani per chiudere al meglio gli spazi alle avanzate altrui.

Due lati della medaglia, poi, per quanto riguarda la prima – e spesso unica – punta schierata in campo, che solitamente è Carlitos Tevez, capitano della squadra. Se da una parte Tevez garantisce grande pressing e veloci ripartenze, infatti, dall’altra è altresì vero che la squadra perde un vero e proprio punto di riferimento nell’area avversaria, ruolo che non può certo essere ricoperto da un giocatore con le caratteristiche tecnico-fisiche del puntero ex idolo della Bombonera.
Ed è proprio qui, forse, la pecca principale del City manciniano: una pochezza offensiva ed una mancanza di peso che si palesa spesso e che è, in questo momento, il principale punto debole della squadra.

In stagione, comunque, questo 4-3-3/4-5-1 non è stato l’unico modulo adottato dal Mancio. Nel doppio turno preliminare di Europa League giocato contro i rumeni del Timisoara, infatti, il nostro ha preferito impostare il proprio team con un classico 4-4-2 più quadrato e con meno fronzoli rispetto al modulo base di questa squadra.Difficile, comunque, possa riproporre lo stesso schieramento tattico anche contro la Juventus posto che, appunto, pare abbia puntato con decisione sui tre mediani e le due ali.

ANDAMENTO STAGIONALE

Premier League: attualmente, in campionato, il City si trova in terza posizione a parimerito con l’Arsenal a quota 11 punti, quattro meno del Chelsea capolista ed uno meno del Manchester United di Sir Alex Ferguson. Miglior difesa della lega assieme a quella Blues con due sole reti incassate in sei match i Citenzs mostrano i principali problemi in fase realizzativa, proprio in relazione a quanto detto in sede di commento tattico: solo sette, infatti, le rete realizzate. Risultato peggiore di quanto fatto segnare da squadre non certo fenomenali come West Brom e Blackpool. Ma non solo: l’attacco migliore del campionato, quello del Chelsea, è stato sino ad oggi capace di mettere a segno ben 21 reti. Differenza abissale, direi.

FA Cup: questo torneo ha avuto inizio lo scorso quattordici agosto ma le squadre di Premier League entreranno in gioco solo a partire dai trentaduesimi di finale che si giocheranno l’otto gennaio.

Coppa di Lega: entrato in scena ai sedicesimi di finale il City, come detto, ha preso una batosta al The Hawthorns per mano di Zuiverloon e Cox, bravi a ribaltare l’iniziale vantaggio firmato da Jo. Citizens ampiamente rimaneggiati (basti pensare che sono partiti con una squadra composta esclusivamente da riserve tra cui Ben Mee, Javan Vidal, Abdisalam Ibrahim, Greg Cunningham e John Guidetti) che hanno quindi dovuto abbandonare subito la competizione, cedendo il passo ai WBA.

Europa League: vittorie in scioltezza col Timisoara (1 a 0 esterno, 2 a 0 al City of Manchester) nel turno preliminare e con il Salisburgo all’esordio nel girone. City che è, in attesa delle eliminate dalla Champions, tra le grandi favorite per la vittoria del trofeo.

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