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Archive for settembre 2010

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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La Juventus riesce a fermare gli Sky blues sull’1 a 1 al City of Manchester Stadium. Ecco le pagelle del match.

Manchester City

Hart: 5
E’ il futuro della porta inglese, su questo sembrano non esserci dubbi. Però, in questa occasione, si dimostra indeciso in moltissime occasioni, sin dai primissimi minuti quando interviene con molta approssimazione su di una punizione battuta da Del Piero. Ed è proprio sui calci piazzati del capitano, nella ripresa, che farà correre i maggiori brividi sulle schiene dei suoi tifosi. In ritardo, poi, anche sul goal di Iaquinta.

Boateng: 6
E’ tornato da poco da un infortunio e probabilmente non è ancora al top, si disimpegna comunque bene oggi, forse anche aiutato dal fatto che per un tempo si trova a dover tenere uno spentissimo Martinez.

K. Tourè: 6
Partita non brillantissima del forte centrale ivoriano, che gioca disputa comunque una prestazione quantomeno sufficiente.

Kompany: 6,5
Ancora una volta gioca meglio del proprio compagno di reparto. Che il ragazzino che aveva incantato non ancora maggiorenne all’Anderlecht stia finalmente per sbocciare definitivamente?

Zabaleta: 5
Non una buona partita per il jolly argentino, che soffre parecchio Krasic (causando anche quello che sembrerebbe essere un rigore, che l’arbitro decide però di non assegnare).
(Dal 45′ Boyata: 6,5
Entra e disputa una partita più che discreta, alternando bene entrambe le fasi e svolgendo più che decentemente il suo compito.)

Barry: 6
Prestazione ai limiti della sufficienza per l’ex capitano Villans.

Y. Tourè: 6,5
E’ il migliore del centrocampo Citizens, dà nerbo alla propria mediana.

Vieira: 5,5
A Torino lo conoscono bene, avendoci passato un paio d’anni. E, probabilmente, avranno faticato a riconoscerlo stasera. L’età si fa sentire.

A. Johnson: 7
E’, assieme a Tevez, il migliore dei suoi. Mette più volte in crisi la retroguardia Bianconera, in particolare De Ceglie, suo diretto avversario. Firma anche la rete del pareggio. Oggi come oggi sta giocando sicuramente meglio di quanto non stia facendo il più quotato Silva.

Adebayor: 5
Brutta partita per il puntero togolese, che non riesce a fare da punto di riferimento là davanti come da un giocatore con le sue caratteristiche ci si aspetterebbe. I centrali Bianconeri, infatti, lo cancellano dal campo.
(Dal 74′ Silva: s.v.)

Tevez: 7
Prova più volte a mettere a ferro e fuoco la difesa juventina, che riesce comunque in qualche modo a limitare i danni. Grande giocatore, splendido momento di forma.

Juventus

Manninger: 6
Non è sua la colpa del goal di Johnson, partita tutto sommato tranquilla per il resto.

Grygera: 6,5
Ottimo momento di forma per il laterale ceko, che stasera, riportato a destra, riesce a contenere alla bell’e meglio un campione come Tevez.

Bonucci: 6,5
In una giornata in cui la difesa juventina pare reggere piuttosto bene nonostante la qualità dell’attacco avversario lui contribuisce a dare solidità al reparto con una prestazione più che dignitosa.

Chiellini: 6,5
Come sopra.

De Ceglie: 6
Errore pesante in occasione del pareggio, ma per il resto disputa una partita discreta: Martinez, assolutamente fuori condizione, lo aiuta poco e lui si trova spesso a tu per tu con Adam Johnson, uno dei giocatori più in forma del City. E, nonostante qualche difficoltà, tutto sommato riesce a contenere i danni.
(Dal 72′ Motta: s.v.)

Krasic: 6,5
Quando prende palla e decide di accelerare puntando l’uomo sa essere devastante. Guadagna quello che sembrerebbe essere un rigore, ma non gli viene dato. Allora prova a rubarne un secondo, venendo però ammonito per simulazione. Prestazione nella norma per quello che potrebbe essere l’uomo in più nel motore di questa Juventus.
(Dal 75′ Melo: 6,5
Gioca solo un quarto d’ora ma lo fa molto bene e con grande personalità. Puntella il centrocampo in un momento di bisogno, sembra davvero si ritrovi sempre più di partita in partita.)

Sissoko: 7
MVP del match, come detto. Per una sera torna il gladiatore che si era fatto apprezzare sin dal primo giorno a Torino. Ora non manca che completare, così come per Felipe Melo, l’operazione di recupero.

Marchisio: 5,5
Non certo in serata il centrocampista di scuola Juve, che gioca una partita un po’ anonima.

Martinez: 5
Sembra essere assolutamente fuori forma l’ex Catania. Che, forse, dovrebbe fare un po’ di lavoro in più lontano dalle partite prima di scendere in campo nuovamente.
(Dal 53′ Pepe: 5,5
Copre maggiormente rispetto a Martinez ma davanti risulta praticamente nullo. Un’ala tutta quantità. Che, in quanto ala, sarebbe bene saltasse l’uomo, di tanto in tanto.)

Del Piero: 6
E’ un voto, questo, che è la media perfetta di quello che gli va dato per la prestazione (5) e per i calci piazzati (7). Mette da subito pressione ad Hart con una punizione insidiosa per poi sfiorare per due volte (in una, in particolare, coglie la traversa esterna con la palla che rimbalza sulla riga per poi uscire) la rete. Con la palla in gioco, però, fa sempre più fatica ad incidere.

Iaquinta: 6,5
Bel goal e il solito lavoro oscuro fatto di tanta corsa e tante sportellate, che portano però a pochino.

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CRONACA

La partita comincia su buoni ritmi, ma senza grandi emozioni.
Dopo sette minuti di gioco è quindi la Juventus a farsi vedere: Del Piero batte una punizione da destra, Hart riesce, in maniera un po’ goffa, a respingere in qualche modo.

A dare la scossa ci pensa quindi Iaquinta: al decimo minuto riceve palla a largo a sinistra, converge verso il centro del campo ed esplode un destro che s’infila, forse leggermente deviato da Tourè, alla sinistra di Hart, che pur allungandosi non arriva sul pallone.

Due minuti più tardi arriva però il quasi pareggio: sugli sviluppi di un corner Yayà Tourè colpisce di testa, Manninger para ma viene un po’ caricato e perde il pallone, riuscendo comunque a recuperarlo prima che questo varchi la linea di porta.
Sul capovolgimento di fronte grande accelerazione di Krasic che entra in area palla al piede per finire poi a terra, toccato da Zabaleta. Il penalty potrebbe starci, forse, ma non viene assegnato dall’arbitro dell’incontro, che fa correre il gioco.

Il City non si fa comunque mettere sotto a livello mentale, e reagisce subito al vantaggio Bianconero. Al diciottesimo minuto, quindi, Tevez riceve palla in area e prova il tiro a giro cercando il secondo incrocio, non riuscendo però a trovarlo e facendo quindi terminare il pallone oltre la linea di fondo. Altri tre minuti ed è Vieira, da fuori, a provarci, ma con egual fortuna.

Inglesi che sfiorano quindi il goal al trentatreesimo: Tevez converge da sinistra e scodella una palla in area che è spizzata con la testa da Barry, che prolunga la traiettoria del pallone giusto sul palo. Sulla respinta del montante prova a colpire Adebayor, che è però chiuso al momento del tiro da Chiellini, con un rimpallo che fa terminare la palla tra i piedi di Johnson, chiuso però dall’uscita bassa di Manninger.
Nemmeno un minuto e Tevez è liberato a tu per tu col portiere austriaco in area piccola, ma colpisce male fallendo clamorosamente una ghiottissima palla goal. Azione invalidata, comunque, per un presunto fuorigioco che è però difficile dire se ci fosse o meno.

Il forcing del City si concretizza al trentaseiesimo: filtrante di Vieira per Johnson che scatta sul filo del fuorigioco bucando una staticissima retroguardia Bianconera per andare poi a depositare in rete comodamente la palla che vale l’1 a 1.

La Juve prova quindi a reagire: al quarantesimo minuto Krasic si porta in area di rigore e prova a saltare Kompany, tuffandosi poi nel momento in cui il difensore belga allunga la gamba senza però – almeno così sembra guardando il replay – toccare la gamba dell’ala serba. L’arbitro si avvede del mancato impatto tra gli arti dei due giocatori e ammonisce prontamente Milos per simulazione comminandogli una sanzione che sembrerebbe starci tutta.

La ripresa si apre con la Juve in avanti: dopo nemmeno un minuto Del Piero riceve fuori area e scocca un tiro che non è però né potente né preciso, nel senso che termina molle e dritto tra le braccia di Joe Hart.
Bianconeri che restano comunque troppo schiacciati nella propria metà campo, subendo di continuo la manovra Citizens.

City che si porta vicino al goal al cinquantaduesimo quando un cross da sinistra libera Adebayor in area che colpisce in spaccata, chiamando Manninger all’intervento miracoloso in tuffo. Tutto inutile, comunque: l’arbitro, dopo la parata del portiere austriaco, invalida l’azione per una netta posizione irregolare da parte del centravanti togolese.

A dieci minuti dall’inizio della ripresa De Ceglie spinge sulla sinistra sino ad arrivare al cross, che è però liberato in angolo dalla retroguardia Sky blues. Sul corner che ne esce è quindi Chiellini, portatosi sul secondo palo, a provarci incornando di testa, ma il centrale Azzurro non riuscirà a trovare lo specchio di porta, facendo terminare la palla sul fondo.
Immediata la reazione Citizens: Adam Johnson riceve palla largo sulla destra e converge bene, con molta agilità ed un ottimo controllo di palla, per andare a calciare col suo sinistro, trovando però la pronta risposta di Manninger.

Al sessantatreesimo è quindi Barry a provarci: il centrocampista della nazionale allenata da Fabio Capello riceve al limite dell’area un cross proveniente da destra e dopo aver stoppato il pallone col petto prova un tiro di destro che non è però scoccato con la giusta precisione e termina alto oltre la traversa.
Un minutino e Del Piero riceve sulla trequarti, punta Kolo Tourè e finisce a terra. L’arbitro decide quindi di assegnargli un calcio di punizione che è lo stesso capitano Bianconero a calciare, e molto bene, sfiorando il palo curato proprio da Hart, che si era però mosso, nel momento in cui era partito Alex, sul palo opposto venendo quindi preso in controtempo.

Manchester City che pur facendo molto possesso di palla non riesce ad essere poi più di tanto incisivo. Crea sì, nel complesso, più pericoli degli avversari ma comunque non quanto potrebbe e, forse, dovrebbe fare.

A prendere l’iniziativa è allora Felipe Melo che a cinque dal termine scende centralmente ed offre la palla al suo capitano, che viene però travolto subito al momento di stoppare il pallone. Sulla punizione che ne segue Del Piero sfiora il goal: punizione che beffa Hart e si stampa sulla traversa interna, rimbalzando poi sulla linea di porta (che sembrerebbe aver oltrepassato solo parzialmente).
Juventus sorniona, quindi, vicinissima alla rete della possibile vittoria al City of Manchester.
Come al novantunesimo, quando un buco centrale della squadra di casa porta Sissoko a calciare dal limite, spedendo però la palla contro i cartelloni alla sinistra di Hart.

COMMENTO

Pareggio tutto sommato meritato per la Juventus: squadra gagliarda, questa Juventus, che pur essendo forse inferiore a livello tecnico mette in campo un gran carattere ed una grande voglia di non farsi mettere sotto, giocando una partita finalmente degna a livello difensivo e fatta anche di ripartenze interessanti.

Ai punti, forse, vincerebbe, di poco, il City. Tutto sommato, però, per l’andamento del match ci sarebbe potuta anche stare una vittoria. Non meritata nel vero senso della parola, certo, ma se una delle due punizioni di Del Piero o se la conclusione finale di Sissoko avessero centrato lo specchio di porta i Bianconeri non avrebbero nemmeno rubato nulla. Perché quando, come oggi, riesci a difenderti con questa solidità (peccato solo per quel fuorigioco non scattato sulla rete di Johnson) tutto quello che riesci poi a fare in ripartenza o su calcio piazzato è comunque tanto di guadagnato.

Segnali positivi, quindi, nelle ultime partite di questa Juventus targata Delneri. La strada, non posso che ripeterlo, è ancora lunga. Ma nonostante la scarsa qualità tecnica di molti degli interpreti a disposizione del tecnico ex Doria (un esempio su tutti: Pepe, fresco, a fine partita è imbeccato da Del Piero ed entra in area puntando Boyata, senza però che arrivi nemmeno vicino alla possibilità di chiudere un dribbling sul giovane e inesperto terzino belga) qualche soddisfazione se la potrà togliere questa squadra, perché a differenza dell’anno passato si vede molto più spirito di sacrificio in campo (in questo caso il pensiero corre, tra gli altri, ad un Felipe Melo che sta giocando su livelli indubbiamente migliori rispetto allo scorso anno).

Ci si aspettava qualcosa di più, comunque, dal City di Mancini. A maggior ragione oggi, con un centravanti vero a fare da punto di riferimento.
Invece tanto possesso palla per i Citizens, che fanno girare la sfera faticando però a mettere sotto una difesa tutto sommato non certo somigliante ad una Linea Maginot dei nostri tempi, anzi.

Prestazione positiva, tra le fila degli Sky blues, da parte di Tevez ed Adam Johnson. Prestazioni che non salvano però la squadra del Mancio, che deve cedere l’onore delle armi ad una squadra che forse, come detto, ai punti poteva meritare una sconfitta ma che ha saputo difendersi e contraccare con grande dignità, andando tutto sommato a meritarsi questo risultato.

MVP

Tra l’anno scorso (che però non dovrebbe fare molto testo, vista la deriva presa da un po’ tutta la squadra) e l’inizio di questa stagione sembrava che Sissoko si fosse involuto pesantemente.
Stasera, però, il mediano maliano torna a battere un colpo, giocando una partita su livelli importanti.

Corre tanto e si fa sentire lì in mezzo, dove stasera più che mai c’era bisogno della sua corsa e della sua grande forza fisica.

Che dopo Felipe Melo Delneri stia pian piano ricaricando le batterie anche a Momo?

TABELLINO

Manchester City vs. Juventus 1 – 1
Marcatori: 10′ Iaquinta, 36′ A. Johnson
Manchester City: Hart; Boateng, Kompany, K.Touré, Zabaleta (1’st Boyata); Y.Touré, Vieira, Barry; A.Johonson, Adebayor (29’st Silva), Tevez. A disp.: Given, Milner, Lescott, Jo, De Jong. All.: Mancini
Juventus: Manninger; Grygera, Bonucci, Chiellini, De Ceglie (27’st Motta); Marchisio, Krasic (27’st Felipe Melo), Martinez (9’st Pepe); Del Piero, Iaquinta. A disp.: Storari, Lanzafame, Legrottaglie, Giannetti. All.: Delneri
Arbitro: Gonzalez (Spa)
Ammoniti: Krasic, Barry, Motta

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Lech – Salisburgo 2 – 0 37′ Arboleda, 80′ Peszko
City – Juventus 1 – 1 36′ A. Johnson
10′ Iaquinta 
Atletico M. – Bayer L. 1 – 1 51′ (pen.) Simao
39′ Derdiyok
Rosenborg – Aris 2 – 1 37′ Moldskred, 68′ Prica
43′ Ruiz
Gent – Lille 1 – 1 5′ Smet
21′ Frau
Sporting L. – Levski S. 5 – 0 30′ Carrico, 43′ Maniche, 53′ Salomao, 61′ Postiga, 79′ Fernandez
– 
Paok – D. Zagabria 1 – 0 56′ Ivic
– 
Villareal – Bruges 2 – 1 41′ Rossi, 56′ Rodriguez
45′ Donk
Bate – AZ 4 – 1 5′ Rodionov, 49′ Kontsevoy, 77′ (pen.) Bressan, 83′ Olekhnovich
89′ Sigthorsson
Sheriff – D. Kiev 2 – 0 8′ Erokhin, 37′ (pen.) Franca
– 
CSKA M. – S. Praga 3 – 0 72′, 86′ Doumbia, 84′ Gonzalez
– 
Palermo – Losanna 1 – 0 79′ Migliaccio
– 
H. Spalato – Anderlecht 1 – 0 90′ Vukusic
– 
Zenit – AEK 4 – 2 1′ Hubocan, 13′ B. Alves, 43′ (pen.), 57′ Lazovic
37′ Liberopoulos, 83′ (pen.) Kafes
Odense – Stoccarda 1 – 2 78′ Johansson
72′ Kuzmanovic, 86′ Harnik
Y. Boys – Getafe 2 – 0 11′, 64′ Degen
– 
Metalist – PSV 0 – 2
27′ (pen.) Dzsudzsak, 30′ Berg
Sampdoria – Debrecen 1 – 0 18′ (pen.) Pazzini
– 
Borussia – Siviglia 0 – 1
45′ Cigarini 
PSG – Karpaty 2 – 0 4′ Jallet, 20′ Nene
– 
Utrecht – Liverpool 0 – 0
– 
Steaua B. – Napoli 3 – 3 1′ (o.g.) Cribari, 10′ Tanase, 15′ Kapetanos
43′ Vitale, 73′ Hamsik, 97′ Cavani
CSKA S. – Porto 0 – 1
16′ Falcao 
Rapid V. – Besiktas 1 – 2 51′ Kavlak
55′ Holosko, 63′ Bobo

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CRONACA

Pronti via e la Steaua passa: Apostol centra una palla bassa dalla sinistra che Cribari devia maldestramente nella propria porta, là dove De Sanctis non riesce ad arrivare.

Il goal in apertura abbatte il Napoli, che fatica ad entrare in partita: i giocatori partenopei non riescono infatti a costruire una manovra fluida con cui far girare il pallone ed avanzare verso l’area avversaria in maniera proficua. Ne approfittano quindi i giocatori rumeni, che controllano bene il match pur senza pungere con grande incisività.

Al decimo minuto arriva quindi il raddoppio, che affossa definitivamente il Napoli. Ed è ancora un errore di un singolo a punire la compagine Azzurra: Tanase batte una punizione da casa sua, De Sanctis valuta male la traiettoria e nel tentativo di uscire per anticipare tutti finisce con il farsi scavalcare dal pallone, che s’infila in rete.

Napoli suonato, alle corde. Così al quindicesimo arriva la terza rete rumena: ripartenza sulla destra, cross in mezzo e deviazione vincente sul secondo palo della punta greca, letteralmente dimenticata da Santacroce.

Santacroce che prova a suonare la carica dieci minuti più tardi. La sua conclusione da fuori, però, è respinta coi pugni da Tatarusanu, estremo difensore della squadra di casa.

Altri cinque minuti e Kapetanos trova modo di rovinare una partita che sarebbe potuta essere perfetta: su di un lancio lungo in suo favore, infatti, entra in contatto con lo stesso Santacroce, mollandogli quello che sembrerebbe un pugno in faccia. L’arbitro vede tutto e lo allontana anzitempo dal gioco. Steaua in dieci uomini.

Il Napoli però resta troppo choccato dall’inizio così hard del match, e non approfitta della superiorità numerica. Anzi, al trentasettesimo Nicolita buca sulla destra e scende in velocità, portandosi fino in area. Il destro dell’ala ex Politechnica Timisoara è però chiuso in angolo dalla parata di De Sanctis, che salva il già pesante passivo.

Negli ultimi cinque minuti, però, il Napoli cresce e arriva a trovare la rete dopo alcuni minuti di forcing: Sosa batte una punizione da fuori facendo stampare la palla contro il palo. Sulla respinta del montante è quindi Vitale a piombare sul pallone, ribadendo il pallone oltre la linea di porta.

La ripresa si apre con un Napoli molto più propositivo. Coach Mazzarri per provare a recuperare il match decide anche di inserire il Pocho Lavezzi a dare più ficcantezza al proprio reparto offensivo.
Ed è proprio l’esterno argentino, a cinque minuti dall’avvio del secondo tempo, a provarci. La sua conclusione dalla distanza non trova però lo specchio di porta.

Steaua che va però ad un passo dal quarto goal: nel giro di un’azione, infatti, i giocatori rumeni colgono prima un palo e poi una traversa, non riuscendo però ad infrangere uno specchio di porta che sembra essersi fatto stregato.

Quest’azione, in cui la fortuna dimostra di poter girare anche a favore dei partenopei, non frena comunque lo slancio Azzurro, con il Napoli che continua anche nei minuti successivi la propria continua pressione per provare a trovare quantomeno il pareggio.

Al sessantaduesimo i campani sfiorano quindi la seconda rete della serata: Cavani va su di testa in mezzo all’area e colpisce benissimo, chiamando Tatarusanu all’intervento in tuffo. Sulla respinta del portiere rumeno arriva quindi il tap-in di Maggio, che da due passi colpisce però disgraziatamente il palo.
Un paio di minuti ed è Lavezzi che dal limite ci prova: il suo bolide, però, sfiora solo il palo, a portiere battuto.

La rete però arriva.
Al settantatreesimo minuto Hamsik converge da destra e spara di sinistro sul palo lontano, bucando senza appello l’estremo difensore avversario. Grande conclusione del fenomeno slovacco.

All’ottantesimo Lavezzi ed Hamsik duettano al limite dell’area con il centrocampista di Mazzarri che filtrerà il pallone per l’esterno argentino, la cui conclusione sarà però malamente centrale e verrà respinta da coi pugni da Tatarusanu.
Napoli che è comunque scatenato ed un minuto più tardi ha una doppia occasione: sulla prima un cross basso da destra non è raccolto da nessuno, con l’area completamente sgombra anche di difensori rumeni, nella seconda è invece Sosa a fallire il colpo di testa ravvicinato. Un battito di ciglia e Cavani sfonda da destra cercando Sosa sul secondo palo, con il suo cross radente il suolo che è però allontanato dalla difesa dello Steaua.

All’ottantottesimo mischione nell’area romena: Cavani e Dumitru, subentrato poco prima a Yebda, restano però con il colpo in canna, senza riuscire a battere a rete con la necessaria decisione.
Un paio di minuti e su un cross proveniente da sinistra Maggio colpisce di prima intenzione, trovando però la parata di puro istinto del portiere avversario, che salva il risultato in extremis.

Il finale, poi, è da romanzo: al NOVANTASETTESIMO minuto di gioco Cavani riceve in area di rigore su ponte assist di Sosa, stoppa e fredda Tatarusanu per l’incredibile pareggio napoletano che chiude il match.

Subito dopo, quindi, il triplice fischio e l’assalto di giocatori e dirigenti all’arbitro, che sancisce la triste fine di un match al cardiopalma.

COMMENTO

Partita al cardiopalma, impresa napoletana.

Certo.

C’è anche da dire che è stata un’impresa, per così dire, anche prendere tre goal da una squadra comunque non molto più che modesta come è la Steaua Bucarest. Alla fine comunque, anche grazie alla superiorità numerica (è bene sottolinearlo), fa piacere festeggiare l’impresa di una squadra italiana in coppa. Perché al di là di tutto gli uomini di Mazzarri dimostrano grande carattere andando a recuperare una partita che dopo un quarto d’ora di gioco sembrava essere assolutamente andata.

La superiorità numerica, come detto, e l’ingresso in campo di due delle punte di diamante della squadra (Hamsik e Lavezzi) permettono al Napoli di compiere l’impresa.

Primo tempo, almeno sino al quarantesimo, assolutamente orrido per i partenopei: squadra che viene colpita a freddo dall’autogoal di Cribari per poi cedere di schianto, subendo altre due reti nel primo quarto d’ora di gioco.
Ripresa invece a senso praticamente unico, con un grandissimo Napoli che inizierà a portare una pressione sempre maggiore e decisa verso la porta difesa da Tatarusanu andando quindi, piano piano, a guadagnare terreno. Sino, appunto, alla rete di Cavani che regalerà una gioia insperata a tutti i tifosi.

Quando anche un pareggio può essere preso come una vittoria.

MVP

Il carattere napoletano. Anzi, la cazzimma.

Perché al di là della superiorità numerica i giocatori di Mazzarri tirano fuori gli attributi dopo un primo tempo penoso e vanno a confezionare una ripresa quasi perfetta, che vale il meritatissimo pareggio.

Cose che fanno bene al calcio.

TABELLINO

Steaua Bucarest vs. Napoli 3 – 3
Marcatori: 1′ Cribari (o.g.), 10′ Tanase, 15′ Kapetanos, 43′ Vitale, 73′ Hamsik, 97′ Cavani

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Inter – Werder 4 – 0 22′, 27′81′ Eto’o, 34′ Sneijder
Tottenham – Twente 4 – 1 47′ Van der Vaart, 50′ (rig.), 64′ Pavlyuchenko, 85′ Bale
56′ Chadli
Hapoel – Lione 1 – 3 79′ (rig.) Enyeama
8′ (rig.), 36′ Bastos, 94′ Pjanic
Schalke – Benfica 2 – 0 73′ Farfan, 85′ Huntelaar
Rangers – Bursaspor 1 – 0 18′ Naysmith
Valencia – United 0 – 1
85′ Hernandez
Rubin – Barcellona 1 – 1 30′ (rig.) Noboa
60′ (rig.) Villa
Panathinaikos – Copenhaghen 0 – 2
28′ N’Doye, 37′ Vingaard

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INFO GENERALI

Nome: Manchester City Football Club
Città: Manchester
Anno di fondazione: 1880
Stadio: City of Manchester Stadium (47726)
Presidente: Khaldoon Al Mubarak
Allenatore: Roberto Mancini
Palmares: 2 campionati inglesi, 4 FA Cup, 2 Coppe di Lega, 3 Charity/Community Shield, 1 Coppa delle Coppe
Valutazione complessiva rosa: 359.300.000 € (valutazione transfermarkt.co.uk)

ROSA

Portieri: Shay Given, Stuart Taylor, Joe Hart, David Gonzalez.
Difensori: Micah Richards, Wayne Bridge, Vincent Kompany, Pablo Zabaleta, Aleksandr Kolarov, Jerome Boateng, Joleon Lescott, Greg Cunningham, Kolo Tourè, Dedryck Boyata.
Centrocampisti: Micheal Johnson, James Milner, Shaun Wright-Phillips, Adam Johnson, Gareth Barry, David Silva, Patrick Vieira, Kelvin Etuhu, Nigel de Jong, Yaya Tourè, Abdisalam Ibrahim.
Attaccanti: Emmanuel Adebayor, Roque Santa Cruz, Jo, Carlos Tevez, Mario Balotelli.

FORMAZIONE BASE

4-3-3: Hart; Richards, K. Tourè, Boateng (Kompany), Kolarov; De Jong, Barry, Y. Tourè; Silva, Tevez, Milner.

ULTIMI RISULTATI

Cinque sono state sino ad ora le partite disputate dal City in questo mese di settembre: tre in Premier, una in Europa League ed una in Coppa di Lega.

Nello specifico sono arrivate due vittorie per 2 a 0 con Salisburgo e Wigan ed una per 1 a 0 con il Chelsea più un 1 a 1 con il Blackburn ed una sconfitta per 2 a 1 rimediata in Coppa contro il WBA.

ANALISI TECNICA

Forte dei petroldollari arabi della cordata che presiede il club il City ha potuto agire sul mercato negli ultimi tempi con grande disinvoltura, investendo cifre pesanti per assicurarsi alcuni dei migliori talenti su piazza.

A livello tecnico, quindi, la rosa messa a disposizione dalla dirigenza Citizens a Roberto Mancini è di assoluto livello e grandissima qualità.

Partiamo dai portieri, dove alla nuova stella inglese Joe Hart, tra i giovani portieri più interessanti dell’intero panorama mondiale, è affiancato un secondo di tutto rispetto, quel Shay Given che sarebbe titolare in moltissime altre squadre e che garantisce una copertura totale.

La difesa verte poi su di un mix di gioventù ed esperienza e, soprattutto, sul grande atletismo di un po’ tutti gli uomini che compongono il reparto: Kolo Tourè è infatti da anni uno dei migliori difensori della Premier League ed ha accumulato nel tempo un’esperienza non indifferente, Richards, Boateng e Kompany sono giovani dalle qualità atletiche notevoli, Kolarov è giocatore che ben conosciamo in Italia visti i suoi trascorsi Biancocelesti.
Anche la panchina, comunque, è di assoluto valore: occhio a Boyata, giovane belga che ha lasciato intravvedere qualità – ancora una volta soprattutto atletiche – molto interessanti. La solidità è infine garantita da un jolly tuttofare come Zabaleta e dai sempre buoni Lescott e Bridge.

Il centrocampo è stato poi costruito per mixare al meglio corridori instancabili ed ali guizzanti. Barry, De Jong e Tourè garantiscono infatti capacità polmonare oltre la media, Silva, Milner e Wright-Phillips sono invece esterni veloci e dotati di ottimo dribbling capaci di creare in ogni momento superiorità numerica con azioni tambureggianti sulle proprie fasce di competenza.
Garantiscono buona qualità, poi, i due Johnson: Adam e Micheal.

Adebayor, Balotelli, Tevez. C’è bisogno di dire altro?
Basterebbero questi tre nomi a fare del reparto avanzato Citizens uno dei migliori del continente. Non bastasse, poi, va detto che il buon Mancini può contare anche su Santa Cruz e Jo.
Abbondanza, qualità, futuribilità.

ANALISI TATTICA

A livello tattico il tecnico nativo di Jesi pare avere le idee piuttosto chiare: un 4-3-3 o 4-5-1 che dir si voglia, una sorta di camaleonte che si adatta alle varie fasi di gioco.

Difesa sempre schierata a quattro, infatti, con terzini in grado di farsi tutta la fascia per appoggiare le azioni offensive alla bisogna (non per nulla è stato acquistato Kolarov a sinistra, giocatore dalle spiccate attitudini offensive appunto) e centrali rocciosi capaci di fare a sportellate anche con gli avversari più ostici e fisicati.

A centrocampo Mancini gradisce giocare con una mediana molto ben fornita di muscoli e polmoni che sia in grado di fare grande filtro per dare maggior copertura alla difesa, ecco quindi che l’acquisto di Yayà Tourè risulta, in tal senso, manna dal cielo trattandosi di uno dei migliori mediani attualmente in circolazione su scala Mondiale.

Centrocampo a tre, dicevamo, ma che può diventare a cinque a seconda della fase di gioco: ipotizzando di vedere schierati Silva e Milner sugli out opposti, infatti, i due esterni Citizens si trasformano in vere e proprie ali offensive in situazione di possesso di palla per scalare poi nel reparto nevralgico del campo in situazione di non possesso andando quindi ad affiancarsi ai tre mediani per chiudere al meglio gli spazi alle avanzate altrui.

Due lati della medaglia, poi, per quanto riguarda la prima – e spesso unica – punta schierata in campo, che solitamente è Carlitos Tevez, capitano della squadra. Se da una parte Tevez garantisce grande pressing e veloci ripartenze, infatti, dall’altra è altresì vero che la squadra perde un vero e proprio punto di riferimento nell’area avversaria, ruolo che non può certo essere ricoperto da un giocatore con le caratteristiche tecnico-fisiche del puntero ex idolo della Bombonera.
Ed è proprio qui, forse, la pecca principale del City manciniano: una pochezza offensiva ed una mancanza di peso che si palesa spesso e che è, in questo momento, il principale punto debole della squadra.

In stagione, comunque, questo 4-3-3/4-5-1 non è stato l’unico modulo adottato dal Mancio. Nel doppio turno preliminare di Europa League giocato contro i rumeni del Timisoara, infatti, il nostro ha preferito impostare il proprio team con un classico 4-4-2 più quadrato e con meno fronzoli rispetto al modulo base di questa squadra.Difficile, comunque, possa riproporre lo stesso schieramento tattico anche contro la Juventus posto che, appunto, pare abbia puntato con decisione sui tre mediani e le due ali.

ANDAMENTO STAGIONALE

Premier League: attualmente, in campionato, il City si trova in terza posizione a parimerito con l’Arsenal a quota 11 punti, quattro meno del Chelsea capolista ed uno meno del Manchester United di Sir Alex Ferguson. Miglior difesa della lega assieme a quella Blues con due sole reti incassate in sei match i Citenzs mostrano i principali problemi in fase realizzativa, proprio in relazione a quanto detto in sede di commento tattico: solo sette, infatti, le rete realizzate. Risultato peggiore di quanto fatto segnare da squadre non certo fenomenali come West Brom e Blackpool. Ma non solo: l’attacco migliore del campionato, quello del Chelsea, è stato sino ad oggi capace di mettere a segno ben 21 reti. Differenza abissale, direi.

FA Cup: questo torneo ha avuto inizio lo scorso quattordici agosto ma le squadre di Premier League entreranno in gioco solo a partire dai trentaduesimi di finale che si giocheranno l’otto gennaio.

Coppa di Lega: entrato in scena ai sedicesimi di finale il City, come detto, ha preso una batosta al The Hawthorns per mano di Zuiverloon e Cox, bravi a ribaltare l’iniziale vantaggio firmato da Jo. Citizens ampiamente rimaneggiati (basti pensare che sono partiti con una squadra composta esclusivamente da riserve tra cui Ben Mee, Javan Vidal, Abdisalam Ibrahim, Greg Cunningham e John Guidetti) che hanno quindi dovuto abbandonare subito la competizione, cedendo il passo ai WBA.

Europa League: vittorie in scioltezza col Timisoara (1 a 0 esterno, 2 a 0 al City of Manchester) nel turno preliminare e con il Salisburgo all’esordio nel girone. City che è, in attesa delle eliminate dalla Champions, tra le grandi favorite per la vittoria del trofeo.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

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Il Milan si ferma all’Amsterdam ArenA: 1 a 1 il risultato finale. Vediamo le pagelle, giocatore per giocatore.

Ajax

Stekelenburg: 7
Buona prestazione del portiere olandese, il giocatore più esperto tra quelli schierati da Martin Jol. Sul goal, arrivato da due passi, non può nulla, ma per il resto si disimpegna più che bene compiendo anche una prodezza di puro istinto in chiusura, quando chiude la porta in faccia a Boateng.

Van der Wiel: 5
Serata no per il comunque interessantissimo laterale difensivo Oranje. Che stia ripercorrendo le orme del compagno Emanuelson?

Alderwield: 6
Non una brutta partita per i centrali olandesi, che però pagano un po’ il fatto di giocare alti: presi d’infilata in più d’un’occasione dovrebbero registrarsi un po’.

Vertonghen: 6
Come sopra.

Anita: 6,5
Gioca solo quaranta minuti ma mette in mostra buone cose, facendo bene entrambe le fasi di gioco. Peccato per l’infortunio.
(Dal 37′ Sulejmani: 5
Con i mezzi tecnici ed atletici a sua disposizione ci si aspetterebbe ben altro da lui, involutissimo dai tempi in cui spiegava calcio tra le fila dell’Heerenveen.)

Enoh: 6
Sempre molto combattivo.

De Jong: 5
Altro lancere assolutamente in serata no.

De Zeeuw: 6,5
E’ il migliore del centrocampo olandese, alternando bene le due fasi.
(Dal 79′ Lindgren: s.v.)

Suarez: 7
Migliore in campo tra i suoi: molto attivo, spina nel fianco della retroguardia Rossonera. Il tunnel a Nesta con assist in allegato, poi, ci resterà negli occhi per molto, molto tempo. In barba a chi lo crede giocatore di scarso talento.

El Hamdaoui: 6,5
Buona prestazione del centravanti marocchino, che oltre a realizzare la rete che sblocca il match prova spesso ad impegnare la retroguardia milanista.

Emanuelson: 6
Come dicevo parlando di Van der Wiel, giocatore che dopo gli ottimi esordi sembra essersi un tantino perso.

Milan

Abbiati: 6
Chiamato poco in causa, può poco sul goal.

Zambrotta: 5
Non spinge praticamente mai. E soffre tantissimo Suarez quando si sposta sulla sua fascia. Per sua fortuna, per il resto, deve solo limitarsi a controllare il certo non irresistibile Emanuelson.

Nesta: 6,5
Voto che potrebbe sembrare eccessivo. Ma per me non lo è affatto. Si fa saltare male da Suarez in occasione del goal, ok. Ma la perfezione non esiste. Peccato, perché per il resto alla perfezione ci si avvicina e il sei virgola cinque risulta il voto minimo. Del resto è proprio la coppia centrale difensiva a fare la differenza, in serata. Nota a margine: si è preso un tunnel da Suarez, non da un giocatore di prima categoria (con tutto il rispetto). Alle volte bisogna valutare anche il valore effettivo degli avversari.

Thiago Silva: 7
Ottima partita anche per lui, che ha il merito di fare più o meno tutto al meglio. E poi non si prende il tunnel da Suarez, lui.

Antonini: 5
Seconda prestazione di fila assolutamente negativa per il terzino Rossonero che dopo un bell’inizio di stagione sembra essersi un po’ impantanato nella mediocrità. Suarez lo suona per benino ad ogni affondo, Van der Wiel lo grazia giocando una partita altrettanto inadeguata.

Flamini: 5
Ancora inadeguato l’apporto del centrocampista corso alla sua squadra. Fuori condizione, fuori dagli schemi.
(Dal 52′ Boateng: 5,5
Non dà il solito apporto di fibra, lì in mezzo. In più in chiusura ha sul destro il pallone del pareggio ma fallisce miseramente, preferendo un destro violento ma che si schianta giusto contro Stekelenburg ad un appoggio che avrebbe potuto battere comodamente l’estremo difensore Oranje.)

Pirlo: 6
Partita ordinaria per il regista Rossonero, che stenta ad accendere la luce ma cresce col calare del ritmo.

Gattuso: 6,5
Altra buona prestazione di Ringhio, che ancora una volta dà sostanza al suo centrocampo.

Seedorf: 7
E’ il migliore in campo. Sembra apprezzare molto la nuova disposizione tattica scelta da Allegri per la serata. Distribuisce perle a piene mani, mettendo più volte i suoi compagni in ottima posizione per calciare a rete. Maiuscolo.
(Dall’85’ Abate: s.v.)

Robinho: 5
Basterebbe il goal fallito malamente a tu per tu con Stekelenburg a rendere la sua prestazione insufficiente. Sembra gradire di più, così come Seedorf, questa disposizione tattica, e si muove molto riuscendo più di una volta a prendere d’infilata la retroguardia aiace. La condizione, però, latita, così come la freddezza sottoporta, ancora da ritrovare.
(Dall’85’ Inzaghi: s.v.)

Ibrahimovic: 7
Sta piano piano salendo di rendimento, il puntero svedese. Che anche stasera lotta su ogni pallone, facendo a sportellate con mezza squadra avversaria, per poi dimostrare ancora una volta il suo ottimo feeling col goal andando a colpire Stekelenburg con l’unico pallone buono che gli capita in tutto il corso del match.

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