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Archive for the ‘Stati Uniti’ Category

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Nome: Jack McInerney
Data di nascita: 8 maggio 1992
Luogo di nascita: Alpharetta (Georgia)
Nazionalità: statunitense
Ruolo: punta
Club: Philadelphia Union
Scadenza contratto: Generation Adidas (dicembre 2013)
Valutazione: 500mila euro

CARRIERA
Nato l’8 maggio 1992 ad Alpharetta, cittadina nel nord della Fulton County, Jack McInerney è uno dei migliori giovani prospetti del calcio statunitense. Avendo ancora solo 17 anni la sua carriera, come è facilmente capibile, è solo agli inizi.

Cresciuto calcisticamente nel Cobb FC McInerney è stato la stella dell’ultima nazionale under 17, squadra con cui ha disputato prima il torneo CONCACAF e poi il Mondiale di categoria.
Ma andiamo con ordine: a cavallo tra l’aprile ed il maggio scorso il ragazzo venne convocato da coach Wilmer Cabrera e partì per il Messico, dove avrebbe dovuto provare a trascinare gli States a vincere il torneo continentale. La sfida, certo, non sarebbe stata facile: i padroni di casa si presentavano infatti ai nastri di partenza con una squadra molto forte in cui spiccava sopra gli altri il talento di Martin Galvan, 16enne nativo di Acapulco che in patria è ritenuto come una sicura star del calcio mondiale.

Purtroppo a causa dell’epidemia di suina scoppiata nel paese centramericano il torneo venne sospeso al termine della fase a gironi, senza quindi che venissero disputati i match di semifinali e la finalissima, cosa che non diede modo a McInerney di portare gli USA under 17 ad imporsi a livello continentale.

Avendo vinto tutti e tre i match della fase a gironi, però, gli Stati Uniti si erano assicurati il passaggio del turno, cosa che garantiva loro la possibilità di partecipare al Mondiale nigeriano che si sarebbe disputato di lì a pochi mesi.

Mondiale di cui parleremo tra un attimo perché prima c’è da parlare di quanto fatto da Jack nel corso del suddetto torneo CONCACAF. Nelle tre partite disputate dai suoi McInerney scese ovviamente sempre in campo, mettendo in mostra tutto il proprio talento. Alla fine, quindi, furono ben cinque le reti realizzate, cosa questa che lo portò ad essere eletto come capocannoniere della competizione davanti all’honduregno Lozano, fermo a quota quattro, e proprio alla stellina messicana Galvan, ferma a quota tre reti.

McInerney, insomma, aveva dato dimostrazione con facilità e sicurezza di essere un ragazzo, calcisticamente parlando, molto maturo per la sua età, nonché uno dei migliori under 17 dell’intero continente nordamericano.

A quel punto, per quanto riguardava l’ambito internazionale, non restava che confermarsi anche al Mondiale.

Nessuna sorpresa, quindi, quando Cabrera, nello stilare la lista dei 21 ragazzi da portare in Nigeria, lo inserì nel novero degli attaccanti convocati per quella competizione.

L’esordio in terra africana non fu dei migliori per la sua squadra ma, al contrario, fu molto soddisfacente da un punto di vista personale. Dopo quattro soli minuti dall’inizio del match contro la Spagna, infatti, fu proprio McInerney a portare in avanti i suoi, firmando l’inaspettato vantaggio contro la formazione iberica. Che nei minuti successivi, però, seppe ribaltare il risultato grazie alle reti di Borja e Sarabia, stelline delle cantere madridiste (Atletico e Real rispettivamente).

Dopo essere rimasto a secco nella vittoria contro il Malawi, quindi, Jack firmò l’1 a 0 decisivo ai fini dell’imposizione come seconda forza del proprio girone contro gli Emirati Arabi.

L’avventura americana non sarebbe comunque durata molto tempo ancora: il 5 novembre, infatti, avrebbe visto il suo epilogo in quel di Kaduna. Quel giorno la nazionale americana scese in campo contro gli Azzurrini di Pasquale Salerno che infransero il loro sogno mondiale vincendo 2 a 1 grazie alle reti messe a segno da Beretta e Iemmello. Quella partita, tra l’altro, peserà a lungo sulla coscienza di McInerney: nonostante avesse disputato una prova più che dignitosa si rese protagonista di un errore piuttosto pesante dal dischetto: intorno al quarto d’ora del match, con le squadre ancora sul punteggio di 0 a 0, Jack si presentò dagli undici metri in seguito ad un fallo di mano compiuto da Federico Mannini. Il livornese Francesco Bardi, sostituto dell’infortunato Mattia Perin, riuscì però a stregarlo, neutralizzando il rigore battuto dalla punta americana.
Un errore pesantissimo. Chissà come sarebbe andata la partita se fossero stati gli Stati Uniti a passare subito in vantaggio.

Gioie e dolori nella breve carriera internazionale di McInerney, insomma. Quell’errore dal dischetto non gli ha comunque fatto perdere la fiducia dell’ambiente calcistico americano tanto che il mese scorso gli è stato fatto firmare un contratto come Generation Adidas.

Prima di parlare degli ultimi sviluppi della sua carriera bisogna quindi fare una piccola digressione riguardante il sistema calcistico americano: a livello giovanile i ragazzi sono solitamente legati alle squadre delle High School prima e dei College poi, generalmente. Una volta finito il proprio percorso di crescita possono passare al professionismo.
In alcuni casi, però, il processo viene troncato prima del proprio naturale esaurimento: molti giovani, infatti, preferiscono lasciare gli Stati Uniti per completare la propria formazione calcistica altrove (spesso in campionati europei di secondo piano), questo perché in molti casi anche una volta arrivati al professionismo avranno degli stipendi che non permetteranno loro di vivere esclusivamente di calcio, cosa che difficilmente avviene spostandosi in Europa.

Altre volte, invece, interviene un supporto di altro tipo: i contratti Generation Adidas, appunto. Questo programma altro non è che una joint venture tra la Major League Soccer, la lega professionista americana, e la United States Soccer Federation, la Federazione calcistica americana, atta a creare le condizioni necessarie ad un innalzamento del livello medio del calcio americano.
Sponsorizzato da Adidas, come facilmente intuibile dal nome, il programma incoraggia la rapida entrata nella MLS dei talenti più fulgidi del calcio americano che firmando un contratto di questo tipo diventano a tutti gli effetti dei calciatori professionisti e, soprattutto, hanno la garanzia di guadagnare uno stipendio molto più elevato rispetto al minimo sindacale garantito dalla MLS.
Diventando giocatori professionisti, quindi, perdono la facoltà di poter partecipare alle rassegne calcistiche riservate alle squadre di College ma dato che il loro stipendio non va a pesare sul tetto salariale delle franchigie che li acquistano diventano giocatori ancora più appetibili per le squadre militanti nella Major League Soccer, che sono quindi spinte a draftarli, integrandoli nella propria rosa.

Questo progetto, che fino al 2005 era sponsorizzato da Nike ed era conosciuto come Project-40, ha visto negli anni la martecipazione di molti giocatori che si sono poi saputi esprimere ad alto livello e di altri che, ancora giovani, hanno comunque il potenziale di fare molto bene. Tra gli altri, giusto per far capire il valore della cosa, è giusto citare Tim Howard (ex portiere del Manchester United oggi all’Everton), DaMarcus Beasley (ex ala del PSV Eindhoven oggi ai Rangers Glasgow), Carlos Bocanegra (ex difensore del Fulham oggi al Rennes), Jozy Altidore (punta del Villareal attualmente in prestito all’Hull City), Freddy Adu (fantasista del Benfica attualmente in prestito all’Aris Salonicco), Michael Bradley (ex centrocampista dell’Heerenveen attualmente al Borussia Moenchengladbach) e tanti, tanti altri talenti molto interessanti.

Il fatto che a McInerney sia stato fatto firmare un contratto di questo tipo dovrebbe farvi capire la reputazione che il giocatore si è costruito in questi anni passati al Cobb FC (dove militava dal 2004) e l’attesa che attorno a lui si sta creando in America.

Nonostante la giovanissima età Jack è entrato, giusto da ieri, nel mondo del calcio professionistico venendo draftato nel corso dell’MLS SuperDraft 2010 dalla neonata franchigia dei Philadelphia Union, che l’hanno preso come settima scelta del primo giro.

Nonostante abbia solo 17 anni, quindi, McInerney è a tutti gli effetti un giocatore professionista e dal marzo prossimo potrà confrontarsi con il massimo campionato statunitense.
Giustamente, aggiungo io. Il giocatore messosi in mostra nel corso dell’ultimo Mondiale under 17 merita sicuramente un’occasione di questo genere. Ora starà solo a lui dimostrare di valere già oggi questi livelli.

La scommessa compiuta dai dirigenti di Philadelphia, comunque, è molto interessante: qualora la vinceranno potranno avere a disposizione uno dei migliori giocatori del calcio statunitense.

Certo, questo fino a quando l’Europea di turno non si accorgerà del suo valore e non venga a portarlo via, magari pagando un buona quantità di milioni. E pensare che solo fino ad un mese fa si sarebbe potuto portare a casa con qualche migliaio di euro…
Riguardo a questa questione è comunque doveroso aprire una piccola parentesi: nel corso della sua adolescenza McInerney è già entrato in contatto col calcio del Vecchio Continente almeno in due occasioni: il ragazzo effettuò infatti un periodo di prova prima al West Ham e poi al Vitesse Arnhem, anche se in entrambi i casi non si formalizzò alcun trasferimento.

CARATTERISTICHE
Jack è un ragazzo dal fisico piuttosto minuto (solo 175 centimetri per 70 chili di peso). Non essendo ancora nemmeno maggiorenne, però, questo può essere plasmato attraverso tanto lavoro in palestra e sul campo da gioco. Certo, questo richiede una quantità di impegno e dedizione non indifferente, ma la professionalità del ragazzo non lascia dubbi riguardo al fatto che sarebbe disposto a sacrifici notevoli pur di arrivare.
Se da un punto di vista fisico non sembra essere ancora pronto diverso è il discorso che si può fare per l’aspetto tecnico: certo, non stiamo parlando di un nuovo fenomeno del calcio mondiale, ma anche qui le basi su cui lavorare sono notevoli. McInerney fa del fiuto del goal la sua caratteristica principale, cosa che abbinata ad una certa rapidità e ad una buona tecnica di base ne fanno un cannoniere più che discreto come dimostrato dai numeri realizzati con l’under 17 statunitense.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
Le basi su cui lavorare, come detto, sono buone. La dedizione sembra essere quasi totale. Le prospettive, quindi, non possono che essere più che interessanti.

In America molti sono già convinti di avere a che fare con un nuovo Donovan, cosa questa che non va letta tanto da un punto di vista tecnico-tattico quanto di blasone: Landon è uno dei migliori giocatori della storia del calcio statunitense e viene idolatrato da molti suoi connazionali, McInerney è uno dei migliori under 17 del suo continente ed uno dei più interessanti in ottica mondiale ed in futuro potrebbe arrivare ad essere conosciuto, seguito e rispettato quanto il talento di Redlands.

Investire sul suo talento sarebbe quindi una mossa sicuramente azzeccata: posto che nessuno di noi ha la sfera di cristallo non possiamo sapere a priori quali dei tanti talenti interessanti sapranno imporsi anche tra i professionisti ad alti livelli e quali no. Vanno quindi fatti investimenti oculati in tal senso, e lui potrebbe davvero essere una presa interessante.

Oggi, provenendo da una realtà particolare come quella della MLS, una sua valutazione realistica potrebbe aggirarsi attorno al mezzo milione (anche se non mi stupirei affatto qualora raggiungesse il milione). Fino ad un mesetto fa, però, sarebbe stato acquistabile a molto meno.

Peccato solo che in Europa, a differenza di quanto accada nel suo paese d’origine, non ci sia ancora nessuno pronto a puntare su di lui.

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