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Archive for the ‘Amichevoli’ Category

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Inghilterra ed Irlanda del Nord si affrontano in un match amichevole che rispetta in pieno le attese: ritmi non eccessivi, pochi colpi proibiti, padroni di casa superiori.

Per vedere la prima occasione realmente pericolosa però bisogna aspettare più di un quarto d’ora. Quando Hodson in ripiegamento fa una pazzia ed, in area, regala palla a Townsend. Appoggio in mezzo all’accorrente Wickham, calcio di prima intenzione e traversa piena a negare il vantaggio, coi nordirlandesi che poi riescono a liberare in qualche modo, e non senza affanni.

Passa un altro quarto d’ora prima che la partita torni a vibrare. Sempre Townsend protagonista, con una penetrazione da sinistra che si chiude con un cross basso ben respinto da Conor Devlin, estremo difensore ospite di proprietà del Manchester United.
Un altro paio di minuti e l’Inghilterra sfiora davvero il goal. Questa volta è capitan Henderson, dalla trequarti, a mettere il pallone dentro, dove Wickham lo stoppa per girarlo in porta, trovando però sulla sua strada il portiere avversario, bravo a chiudere in angolo.

Dopo una mezz’ora un pochino soporifera la partita inizia quindi a scaldarsi. Al trentanovesimo è Ince a cercare la via della rete con un’azione personale che va a concludere con un tiro interessante ma ben respinto da un sempre attentissimo Devlin.
Il tempo di far fare un giro intero di orologio alla lancetta dei minuto ed ecco McEachran effettuare un lancio al bacio per lo stesso Ince, che scattato sul filo del fuorigioco si porta in area dove viene strattonato malamente da Tom Flanagan. Con l’arbitro dell’incontro, John Beaton, che – piuttosto clamorosamente – decide di lasciar correre.

Il goal è però nell’aria e arriva proprio allo scadere, quando il capitano scodella al centro un calcio di punizione battuto dalla destra e Wickham fa valere il suo fisico per raggiungere il pallone e girarlo in porta con un colpo di testa preciso.

Anche nella ripresa continua il monologo inglese. Con la nazionale di calcio dei Tre Leoni che si porta nuovamente vicino alla rete grazie alla conclusione di Jack Robinson su iniziativa di Andros Townsend. Ancora una volta, però, c’è Devlin a sbattere la porta in faccia ai giovani sudditi della Regina Elisabetta.
All’ora esatta di gioco è invece ancora Ince a rendersi pericoloso, ben imbeccato da Powell. Il tiro dell’ala del Blackpool non trova però lo specchio della porta, per la disperazione di un Connor Wickham che, sulla destra del compagno, avrebbe voluto essere servito per battere a rete da posizione favorevolissima.

Logico che in un’amichevole del genere entrambe le squadre si “lascino andare” a molte sostituzioni.
Ecco quindi che nel classico turbinio di questi secondi tempi vanno un po’ a saltare schemi ed equilibri. Nonostante questo è l’Inghilterra a tenere il pallino del gioco.

Al settantatreesimo è il solito Ince a provare l’imbucata personale, saltando tre uomini per trovare ancora una volta la grande opposizione di Devlin sul più bello.
Due primi più tardi si chiude il match: Afobe dà dimostrazione di tutta la sua rapidità, entra in area per provare a saltare l’estremo difensore avversario che però lo atterra. Sul dischetto si presenta lo stesso Benik che fredda Devlin, per il 2 a 0 finale.

L’ultimo quarto d’ora scorre quindi senza più molto da dire. Così che l’under 21 di Stuart Pearce può uscire dal Bloomfield Road con un buon 2 a 0 e una certa serenità pensando al futuro.

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E’ un’Italia ordinata quella che scende in campo a Siena contro i campioni europei in carica a livello di under 21.

Privato di numerosi cardini della propria squadra (da infortuni e convocazioni “maggiori”) Mangia deve arrangiarsi dando fondo alla profondità del parco giocatori a disposizione per un undici titolare che vede il solito Bardi essere preferito a Perin, con una linea difensiva composta – da destra a sinistra – da De Sciglio, Capuano, Caldirola e Frascatore ed un centrocampo dove si disimpegnano Sala, Crisetig, Marrone e Saponara. Davanti confermata la coppia De Luca – Immobile.

Curiosità, invece, per quanto riguarda Deulofeu, stellina della cantera Blaugrana definito come la stella più lucente cresciuta alla Masia nel dopo Messi.

E se la Spagna sta dominando il calcio mondiale ad ogni livello non è certo un caso. Detto-fatto ecco l’Italia costruire una buona azione, con un tiro di Crisetig dal limite facilmente parato, e sul ribaltamento di fronte l’imbucata centrale per Rodrigo che scatta sul filo del fuorigioco, salta facilmente Bardi e segna la dodicesima rete (in dieci partite) in under 21.

Come non bastasse poco dopo la mezz’ora ecco il raddoppio: difesa altissima, Deulofeu la buca con un filtrante per Sarabia che scatta poco oltre il centrocampo arrivando palla al piede fino in area, dove restituirà palla all’ala Blaugrana che depositerà facilmente in rete a porta vuota.

All’intervallo si arriverà quindi sul 2 a 0 per gli ospiti, frutto di un’Italia solo discreta davanti (comunque incapace di pungere) e assolutamente orribile, almeno a tratti, dietro, dove il meccanismo del fuorigioco non funziona e la linea a quattro sembra traballare più che mai, lasciando praterie in cui i vari Deulofeu, Rodrigo, Sarabia ed Isco (grande qualità complessiva) sguazzano beati.

A scuotere una ripresa tutto sommato monotona ci pensa proprio uno “spagnolo”, l’ex interista Longo. Che ben imbeccato da un lancio d’esterno di Sansone s’infila alle spalle di un avversario per battere Marino con un bel tocco “da futsal” sul secondo palo.

Il goal della punta in prestito All’Espanyol scuote gli Azzurrini, che salgono in cattedra e, anche complici le tante sostituzioni spagnole, provano a ricucire il risultato.
Così nell’arco di una manciata di minuti Gabbiadini (ancora una volta gli è preferito De Luca) si rende pericoloso un paio di volte, ma senza fortuna.

Spagna che non vuol però restare a guardare. Così Marc Bartra, difensore centrale scuola Barça, sale palla al piede, scambia con un compagno al limite dell’area e cerca di bucare Bardi con un tocco a tu per tu, che vede però il portiere livornese mettere una pezza con la manona sinistra.

Iberici che però alla mezz’ora traballano come non mai. Nel giro di pochissimi secondi infatti l’Italia sfiora per due volte il goal: dapprima Longo difende benissimo palla e serve De Sciglio, che è fermato solo da una respinta di un difensore sulla linea. Poi, sul prosieguo dell’azione, arriva il diagonale di Gabbiadini, che è messo in angolo dal buon tuffo di Marino.

A cinque dal termine Longo salta Bartra grazie ad un rimpallo (ed aiutandosi con una mano) per non riuscire però a bucare l’estremo difensore avversario.

Allo scadere arriva il 3 a 1. Muniain taglia la difesa con un filtrante che imbecca Alvaro. Bardi saltato facilmente, goal.

Si chiude così un match in cui l’Italia ha messo in mostra limiti evidentissimi soprattutto in fase difensiva, con capitan Caldirola autore di una brutta prova, Capuano e Frascatore a far certo non molto meglio ed il solo De Sciglio, spostato a centrocampo con l’entrata di Donati, a “salvarsi”.

Maluccio nel complesso un po’ tutti i titolari. Indubbio dire che l’Italia giovi di numerose sostituzioni (Sansone, Gabbiadini e Longo danno quel quid in più là davanti che permette all’Italia di giocarsela e, forse, perdere immeritatamente).

Rimandata la Spagna. Palese che le Furie Rosse, comunque un po’ raffazzonate (basti pensare che Muniain parte in panchina), avrebbe ben altro approccio in un match ufficiale.
E, nonostante questo, ne fanno tre.

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La nazionale under 21 di Ciro Ferrara ha giocato ieri nell’assolato (incredibilmente, visto il tempaccio che c’è stato per tutta l’estate) Franco Ossola di Varese. Che trovandosi ad una mezz’ora abbondante da casa mia è stata mia metà di pellegrinaggio.

Mai prima, del resto, mi era capitato di vedere la nazionale under 21 dal vivo. Occasione da non perdere, insomma.

Tralasciando le note climatiche (ma assicuro che il sole ieri ha influito non poco sulla fruibilità delle partita a chi come me stava nel settore Distinti) veniamo quindi alla partita.

Italia schierata nel primo tempo con il più classico dei 4-4-2 con l’ex juventino Pinsoglio a guardia dei pali protetto da una linea a quattro composta, da destra a sinistra, da capitan Santon, dall’empolese Mori, dall’interista Caldirola e dall’ex romanista Crescenzi.

A centrocampo, poi, D’Alessandro ad occupare l’out destro e Fabbrini quello opposto, con Marrone e Bertolacci cerniera centrale.

In attacco, infine, Borini a supporto di Paloschi.

Italia che parte piuttosto male. Nei primi minuti gli ospiti costruiscono un paio di buone azioni e gli Azzurrini sembrano imbambolati.

Italia che un po’ esce alla distanza e qualcosa prova anche combinarla. Buoni alcuni scambi in velocità con le punte a scendere incontro al pallone sulla trequarti per poi infilare la retroguardia avversaria con passaggi rapidi e con le due ali a provare ad isolarsi, di tanto in tanto, in qualche uno contro uno.

Nel complesso però l’Italia è un po’ poca roba, questo anche perché ogni qualvolta prova a rendersi pericolosa la nazionale guidata da Ferrara trova nel proprio terminale offensivo principe, Paloschi, un giocatore in costante fuorigioco.

Dopo la rete del vantaggio svizzero, firmata da Drmic su dormita difensiva, gli Azzurrini riuscirebbero infatti a trovare il pareggio con Borini. Goal che arriva però a gioco fermo, per via – guarda caso – proprio dell’offside fischiato a Paloschi (che, tra l’altro, fallisce un goal non poi così difficile giusto a tu per tu con Burki, con Borini che poi, appunto, ribadirà in rete a gioco praticamente fermo).

Le cose migliorano nella ripresa. Dove tra l’inizio del secondo tempo e la continuazione dello stesso Ferrara cambia praticamente tutti gli interpreti di gioco, finendo la partita con una squadra molto diversa da quella schierata inizialmente: Pinsoglio confermato tra i pali, difesa composta da Donati, Capuano, Caldirola e Sini, centrocampo a tre con Fausto Rossi, Marrone e Soriano e Borini schierato trequartista alle spalle di Macheda e Gabbiadini.

Ed è un’Italia che con l’andare della seconda frazione di gioco cresce costantemente di tono, finendo col prendere nettamente il sopravvento negli ultimi 10-15 minuti.

Ed è un’Italia che a nove dal termine trova anche il fortunoso pareggio con Borini che fa partire un tiro-cross (più cross che tiro, credo) dalla destra infilando imparabilmente un Burki che fino a lì aveva dato discreta prova di sè tra i pali.

Venendo ai singoli…

Pinsoglio discreto. Il goal è colpa più che altro della difesa. Lui commette solo un paio di errorini in uscita coi piedi. In particolare in un’occasione prova una sorta di bycicle kick lisciando però grossolanamente il pallone, che finisce in angolo. Fortunatamente.

Santon è parso invece piuttosto supponente e svogliato. Un giocatore con le sue qualità (in particolar modo atletiche) dovrebbe dare molto di più, in entrambe le fasi. Speriamo si ritrovi, sembrava essere patrimonio importante del nostro calcio.
Donati è stato invece il solito classico soldatino della fascia destra. Non un fenomeno, certo, ma sempre attento e generosissimo.

Mori continua a sembrarmi inadatto ad un posto da titolare in questa under. Tutte le volte che l’ho visto giocare in nazionale, infatti, non mi ha fatto una grande impressione. Ieri stesso mi è sembrato non meritare quel posto.
Capuano ha invece fatto molto meglio. Vero è che nella ripresa gli svizzeri hanno fatto davvero pochino. Altrettanto vero, però, che lui ha dato l’impressione di essere molto più attento e sicuro del suo omologo empolese.

Caldirola si è ben comportato. Gestisce discretamente la linea difensiva, non ha grandi cali di concentrazione, dimostra anche buoni doti nel gioco aereo. Sembra essere uno dei prospetti migliori lì dietro, anche se i Nesta e i Cannavaro erano, già alla sua età, ben altra roba.

Crescenzi è invece uno dei giocatori secondo me più interessanti di questo gruppo. Terzino di ottima spinta, deve ancora affinare qualcosa in fase difensiva, ma nel complesso, per avere vent’anni, è assolutamente giocatore di valore. Personalmente lo lancerei già ad occhi chiusi in Serie A, quantomeno in una piccola.
Sini, dal canto suo, ha giocato una partita davvero su buon livello, contribuendo a far crescere di tono la nostra nazionale.

D’Alessandro più che discreto. Si è battuto ed ha provato un paio d’affondi interessanti. Con il suo spunto, però, dovrebbe cercare con più continuità l’uno contro uno. Ieri, in particolar modo, sembrava che Daprelà potesse andare in notevole difficoltà se preso in velocità da uno come lui…Fausto Rossi ne prenderà il posto nel secondo tempo andando però a schierarsi come mezz’ala destra. Nulla di particolare la prestazione di questo giocatore che diversi anni fa, ancora minorenne, si mise in mostra in amichevole contro l’Inter causando diversi grattacapi a Maicon. Per altro ieri si è anche mangiato un’occasione d’oro quando dopo aver saltato alla grande in contropiede un avversario aveva solo prateria e portiere davanti a sè… sembra però gli siano mancate le gambe, s’è così fatto recuperare e rubare palla in maniera inaspettata…

Bertolacci è stato il giocatore che mi è piaciuto meno, tra quelli in mediana. Partita piuttosto sottotono per lui, che non è s’è fatto vedere particolarmente in nessuna delle due fasi di gioco.
Soriano è stato invece forse il migliore. Ha giocato mezz’ala sinistra e s’è fatto apprezzare sia in fase offensiva (peccato solo per il goal mangiato su errore di Feltscher) sia in fase difensiva, dove s’è mosso bene ed ha recuperato anche diversi palloni. Dal mio punto di vista lui, lo dico dalla prima volta che lo vidi giocare, ha un futuro in Serie A pressoché assicurato. Giusto montandosi la testa potrebbe vanificare tutto.

Fabbrini ha disputato un primo tempo discreto. Quando parte palla al piede crea sempre qualche patema alla retroguardia avversaria, però dovrebbe imparare ad essere più incisivo. Ha tra l’altro una bella visione di gioco, ma la sfrutta troppo raramente. In più dovrebbe migliorare tantissimo il tiro.
Macheda è stato in assoluto uno dei peggiori di ieri. Anche lui è parso svogliato e supponente. Con le potenzialità che ha dovrebbe fare infinitamente meglio.

Borini ha fatto piuttosto bene. Si è provato a proporre e fare vedere in più di un’occasione, ha cercato diverse volte scambi rapidi con i propri compagni, ha trovato il goal fortunoso che ha permesso all’Italia di salvarsi. Anche lui come Fabbrini, comunque, vorrei vederlo più incisivo.

Paloschi negativo. Si è mangiato davvero troppo. Si muove bene, ma non è “cattivo”. E poi davvero troppi fuoriogiochi.
Gabbiadini ha giocato solo mezz’oretta, senza riuscire a farsi vedere un granché.

Per ciò che concerne la Svizzera, invece, benino Feltscher. Il terzino destro di proprietà del Parma ha mostrato ottime cose in fase offensiva, mettendo in più di un’occasione un po’ in difficoltà i nostri sulla – sua – fascia destra.

Malissimo, invece, Kasami, solo l’ombra del giocatore che si potè apprezzare nel corso dei Mondiali under 17 del 2009.

Infine nota di merito per François Affolter.
Difensore svizzero classe 91 di proprietà dello Young Boys ha alle spalle già quasi un centinaio di presenze in Super League, bottino davvero notevole per un ragazzo così giovane.

E tutta quest’esperienza si è fatta ben notare ieri: ha diretto molto bene un reparto che nel suo complesso lasciava comunque piuttosto a desiderare con un Feltscher spesso un po’ distratto, un Koch più che modesto ed un Daprelà sottotono.
Ottimo senso della posizione, fisico già formato e fondamentali discreti per questo centrale che ha già raccolto anche quattro presenze in nazionale maggiore.
Transfermarkt dà di lui una valutazione di un milione e mezzo di euro. Se davvero costasse una cifra tutto sommato così esigua lo farei quantomeno seguire per bene da qualche osservatore…

Ecco infine, per chi ne fosse interessato, il tabellino del match:

MARCATORI: Drmic (S) al 26’ p.t.; Borini (I) al 36’ s.t.
ITALIA (4-4-2): Pinsoglio; Santon (dal 16’ s.t. Donati), Mori (dal 1’ s. t. Capuano), Caldirola, Crescenzi (dal 21’ s.t. Sini); D’Alessandro (dal 1’ s.t. Soriano), Bertolacci (dal 1’ s.t. F. Rossi), Marrone, Fabbrini (dal 1’ s.t. Macheda); Paloschi (dal 16’ s.t. Gabbiadini), Borini. (Colombi, Bardi, Faraoni, Saponara, Florenzi). All: Ferrara
SVIZZERA (4-2-3-1): Burki; Feltscher, Affolter, R. Koch, Daprelà (dal 1’ s.t. P. Koch); Buff (dal 1’ s.t. P. Toko), Abrashi; Wuthrich, Kasami (dal 12’ s.t. Prijovic), Zuber (dal 12’ s.t. Wiss); Drmic (dal 24’ s.t. Hajrovic). (Deana, Rodirguez). All: TamiARBITRO: Delferiere (Bel)
Ammoniti: Feltscher, Abrashi, Daprelà (S), Soriano (I) per gioco scorretto. Recuperi: 1’ p.t., 2’ s.t.
NOTE: spettatori 1200 circa.

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CRONACA

Due soli minuti e la difesa italiana si dimostra subito un po’ approssimativa, lasciando ad Holtby lo spazio per calciare a rete dal limite. Palla alta, però, e pericolo sventato per Pinsoglio.
Altri cinque minuti ed arriva la seconda conclusione tedesca, questa volta su stop sbagliato da Fabbrini all’interno della propria trequarti. Palla a lato, con Pinsoglio comunque attento e vigile.

L’Italia non gioca male, ma sono i tedeschi a rendersi costantemente più pericolosi. Sino al tredicesimo, quando Holtby sfrutta un errore difensivo azzurro per portarsi in area freddando poi l’ex Primavera Juve.

Germania che non ne ha abbastanza. Cinque minuti ed è Mlapa a mettersi in mostra: liberato da un cambio gioco sulla destra il colored tedesco parte dritto per dritto cercando poi la porta con un diagonale con cui spedisce però palla a lato.
Mlapa che poco più tardi si renderà ancora pericoloso effettuando un tiro-cross dalla sinistra che attraversa tutta l’area di rigore senza che nessuno riesca ad arrivare sulla palla.

Italia che dopo un inizio discreto inizia a non essere più in grado di costruire gioco con efficacia. Il tutto fino al venticinquesimo quando Faraoni, D’Alessandro e Macheda costruiscono una bella azione sulla fascia crossando un pallone solo sfiorato da Paloschi, con la palla che viene poi liberata dalla difesa tedesca.
Per non dire ciò che succede due minuti più tardi: Fabbrini entra in area da sinistra e scarica su Macheda che gli rende palla con uno splendido colpo di tacco. Tutto solo davanti al portiere, quindi, Fabbrini invita all’uscita l’estremo difensore avversario per mettere in mezzo un pallone su cui non piomba però nessuno. Davvero un peccato, splendida azione – ed occasione – sprecata.

Macheda che si ripete alla mezz’ora, questa volta con D’Alessandro: sul tacco di ritorno della punta doriana l’esterno scuola Roma finisce però con l’essere fermato dalla robusta difesa tedesca.
Germania che parte quindi in contropiede con Holtby, chiuso però splendidamente dal ritorno di Crescenzi, piccolo ma tosto e decisissimo in ogni contrasto.

Al trentatreesimo sono i padroni di casa ad avere un’ottima occasione: il terzino destro scatta sul filo del fuorigioco venendo servito splendidamente da un compagno ma centrando poi un pallone molle che è chiuso bene in angolo dalla nostra difesa.
Quattro minuti e torna a farsi vedere l’Italia con Fabbrini che converge in area da sinistra per calciare poi senza la giusta potenza, trovando la pronta risposta di Trapp.

Altra bella giocata al quarantesimo: Crescenzi spinge in fascia per imbeccare poi Fabbrini che dopo essersi liberato con una bella finta del diretto marcatore centra una palla bassa su cui piomba Paloschi che la appoggia di prima intenzione in direzione di Macheda, il cui tiro a giro non trova però lo specchio di porta.
Un altro paio di minuti ed un bel break centrale di Crisetig mette in movimento Macheda che nel saltare l’avversario si allunga però leggermente il pallone, favorendo l’uscita di Trapp.

In apertura di ripresa occasionissima per Holtby che servito da Vukcevic può battere una sorta di rigore in movimento su cui è però bravissimo Pinsoglio ad intervenire, sventando la grande occasione tedesca.
Al decimo Romizi recupera una gran palla a centrocampo mettendo in movimento il proprio attacco con Paloschi che arriverà alla conclusione da dentro l’area, venendo però stoppato dall’uscita bassa portata tempestivamente dall’estremo difensore avversario.
Al tredicesimo si riprone un po’ la stessa situazione di pochi minuti prima: Vukcevic scende sulla destra e pesca Holtby sul secondo palo la cui conclusione di prima intenzione trova però la pronta respinta di un sempre attentissimo Pinsoglio.

Un minuto e Gundogan effettua un calcio di punizione a scavalcagare la difesa con cui mette in movimento lo stesso capitano tedesco che parte in posizione regolare per andare a battere Pinsoglio, che questa volta può solo toccare il pallone senza però riuscire a respingerlo con efficacia.

Al ventiquattresimo tornano a farsi vedere i tedeschi che si rendono pericolosi ancora dalla sinistra con Difavi che è liberato dalla sponda di Sukuta-Pasu venendo però chiuso da Pinsoglio.
Sul ribaltamento di fronte grandissima sgroppata di Borini che dopo una fuga di sessanta metri palla al piede si porta a tu per tu col portiere avversario, calciando però malamente a seguito di un cattivo rimbalzo del pallone.

Alla mezz’ora arriva però il meritato goal azzurro: Gabbiadini entra e dopo nemmeno trenta secondi riceve palla da Saponara al limite, controllo perfetto e grande diagonale a battere Kevin Trapp per il 2 a 1.

Due minuti e lo stesso Gabbiadini verticalizza bene per Borini, che però non riesce ad arrivare sul pallone venendo anticipato dall’uscita di Trapp.
Bella, sul fronte opposto, un’azione orchestrata sulla destra con Sukuta-Pasu che tenterà di cercare la rete con un colpo dello scorpione che però non gli riuscirà. Palla quindi a Difavi il cui diagonale si spegnerà sul fondo.

Al trentanovesimo Fabio Borini si fa un grandissimo regalo di compleanno: la punta ex Chelsea si muove benissimo in area liberandosi di ogni marcatura per svettare ed incornare in diagonale trovando la rete del pareggio.

Nemmeno un minuto e Gabbiadini cerca la terza rete: il suo diagonale da sinistra è però respinto coi pugni da Trapp.
Non ci sarà però più il tempo di trovare una terza rete, né da parte tedesca né da parte italiana. E il match finirà così in pareggio.

COMMENTO

Nel guardare questo match hai la forte impressione di come in linea generale i tedeschi siano più maturi dei nostri connazionali.
Perché la qualità non manca certo né dall’una né dall’altra parte, a fare la differenza sembrano altri aspetti. Tra cui quello fisico-atletico.

Differenza che in questo senso diventa imbarazzante qualora si vada a confrontare il togolese – di origine – Mlapa con uno qualsiasi dei nostri ragazzi.

Anche sotto l’aspetto emotivo, comunque, si può notare una certa differenza di maturità.

Tecnicamente invece i nostri tengono botta: Crisetig, Crescenzi, Macheda e Fabbrini su tutti, difatti, non sembrano avvere assolutamente nulla in meno rispetto ai pari età tedeschi sotto questo profilo.

Italia che pare denotare i maggiori problemi in fase difensiva, per quanto anche dalla cintola in su le cose non vadano alla grande. Se dietro si subisce qualcosa di troppo, difatti, davanti i nostri ragazzi faticano a costruire gioco in maniera continuativa, affidandosi più che altro alle fiammate dei singoli.

Parlando dei singoli mi ha destato ottima impressione Holtby, indubbiamente MVP del match: il capitano tedesco ha difatti dimostrato di essere giocatore di grande qualità, nonché trequartista in grado di risultare decisivo anche sotto porta. Due reti per lui, che sarebbero potute essere quattro se un grandissimo Pinsoglio – migliore in campo per gli Azzurrini – non avesse effettuato un paio di miracoli.

Interessantissimo, sul fronte tedesco, anche il colored Mlapa: una forza fisica come la sua è assolutamente un fattore a livello di calcio giovanile e se trasposta anche tra i pro può davvero aiutarlo a fare carriera.

Per ciò che riguarda i nostri colori bene invece oltre al già citato Pinsoglio anche Crescenzi, terzino sinistro che dimostra di saper fare alla grande entrambe le fasi di gioco.
Prestazione solo discreta, invece, per Crisetig, che però – è un 93, giova ricordarlo – dimostra ancora una volta grandissimo potenziale. Lo stesso dicasi per Fabbrini, non devastante come capitato in passato ma comunque dotato di un bagaglio tecnico notevolissimo. Se saprà supportare il tutto con una “testa” all’altezza il gioco sarà praticamente fatto.

Mi impressiona poi sempre, ogni volta che lo vedo, il buon Romizi: motorino tuttofare di centrocampo che potrà rivelarsi realmente prezioso in questo nuovo corso (e davvero non capisco come possa giocare solo in Lega Pro).
Bene anche le due punte subentrate, Gabbiadini e Borini. Oltre ad avere segnato le due reti che sono valse il pareggio hanno dato anche molta più verve al nostro attacco.

Per il resto nulla di particolare da segnalare.
In particolare un’impressione non buonissima, relativamente alla sola prestazione odierna s’intende, me l’hanno lasciata, per motivi diversi, Faraoni, Mori, Caldirola, D’Alessandro e Paloschi.

Il primo ha dimostrato di essere terzino interessantissimo in fase di spinta ma piuttosto impreciso nelle chiusure, laddove ha lasciato in più occasioni a desiderare. I due centrali, poi, hanno subito tantissimo la prestanza fisica degli avversari, in particolar modo. D’Alessandro e Paloschi, infine, non hanno inciso quasi per niente sul match, limitandosi al compitino (o poco meno, dato che personalmente reputo la loro prestazione non sufficiente).

Nel complesso comunque un pareggio prezioso che servirà ad accrescere ulteriormente la fiducia in questi ragazzi.
Dopo il fallimento dell’ultimo biennio c’è assolutamente bisogno di ritrovare un’under 21 all’altezza della nostra grande tradizione.

TABELLINO

Germania vs. Italia 2 – 2
Marcatori: 14′, 59′ Holtby, 75′ Gabbiadini, 84′ Borini
Germania (4-2-3-1): Trapp; Jantschke, Kirchhoff, Neumann, Ostrzolek; Rudy, Vogt; Vukcevic, Holtby, Mlapa; Lasogga. All. Adrion. A disposizione: Bauman, Sobiech, Difavi, Sukuta-Pasu, Hornschuch, Jung, Schindler, Radjaball.
Italia (4-4-2): Pinsoglio; Faraoni, Mori, Caldirola, Crescenzi; D’Alessandro, Marrone, Crisetig (45′ Romizi), Fabbrini (45′ Misuraca); Paloschi, Macheda. All. Ferrara. A disposizione: Bardi, Rossi, Biraghi, Donati, Camporese, Soriano, Borini
Arbitro: Borski (Pol)

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CRONACA

E’ l’Italia a partire meglio degli avversari: gli Azzurrini sono più brillanti e pimpanti degli avversari e fanno circolare palla con più qualità.
Al dodicesimo, quindi, prima grande occasione per i nostri ragazzi: Romizi verticalizza alla grande per Misuraca che s’infila tra i due centrali per andare a calciare dal limite dopo aver controllato bene il pallone. La sua conclusione, però, viene sventata in angolo da Fielding.

Scavallato il ventesimo minuto di gioco, quindi, gli ospiti proveranno a rialzare la testa, ma senza creare grandissime apprensioni a Pinsoglio.
Al venticinquesimo splendido cross di Crescenzi dalla sinistra con Macheda che svetta in mezzo all’area, senza però riuscire ad impattare il pallone. Sul contro cross basso di Soriano, poi, nessuno degli avanti Azzurri riesce ad arrivare sul pallone.

Dopo la mezz’ora, poi, le due squadre bene o male si equivarranno, combattendo molto in special modo in mediana, arrivando quasi ad annullarsi.

In chiusura di tempo, infine, bell’assist di Lansbury per Vaughn, che si va però a trovare in fuorigioco e viene fermato dall’arbitro. La punta inglese era comunque riuscita a mangiarsi incredibilmente un goal già fatto.

In apertura di ripresa Albrighton molla subito una gomitata sul volto di Crescenzi, senza che l’arbitro però intervenga. A ben vedere un’espulsione diretta ci sarebbe anche potuta stare.

Al dodicesimo torna a farsi vedere l’Italia con Kiko Macheda che entra in area da sinistra per concludere a lato del palo.

Dopo la metà del secondo tempo, quindi, gli Azzurrini tirano i remi in barca e l’Inghilterra prende un po’ il dominio territoriale, pur senza mai riuscire a mettere in difficoltà la robusta retroguardia italiana guidata dalle ottime prestazioni di Camporese e Caldirola, schierati centrali in coppia per l’occasione.
Al trentasettesimo, però, è Pinsoglio a doversi immolare per mantenere immacolata la porta Azzurra: Crescenzi e Camporese, infatti, si fanno prendere d’infilata da un filtrante che mette in movimento Sinclair che trovatosi in uno contro uno con l’ex portiere juventino si fa neutralizzare la conclusione sotto misura.

Pochi minuti e la stessa punta ex Chelsea ci riprova, trovando però ancora una volta la pronta opposizione dell’estremo difensore del Viareggio.

In chiusura la svolta: Giannetti scatta sul filo del fuorigioco e giunto in area entra in possesso del pallone e viene atterratto da Mee. L’arbitro non ha esitazioni: calcio di rigore.
Sul dischetto si presenta quindi Macheda che calcia alla destra di Fielding, bravo ad intuire ma non altrettanto ad arrivare sul pallone. Ed è il goal che vale una vittoria ormai insperata.

COMMENTO

Partita certo non emozionantissima quella di Empoli, con due squadre che si fronteggiano un po’ con il freno a mano tirato. La gara, quindi, si disputa soprattutto sulle due mediane, senza dare grande spazio allo spettacolo.

Buona prestazione, comunque, per gli Azzurrini che opposti ad una squadra del biennio precedente al suo dimostra di tenere benissimo il campo, senza lasciare nulla al caso.

La via intrapresa sembra essere quella giusta. Ora sarà importante continuare così anche nelle prossime amichevoli e, soprattutto, nelle prossime qualificazioni europee.

MVP

Esattamente come contro la Turchia a dominare il centrocampo è Romizi, che disputa ancora una volta una grandissima partita andando a completarsi molto bene con Soriano, con cui costruisce una diga quasi invalicabile in mediana.

TABELLINO

Italia vs. Inghilterra 1 – 0
Marcatori: 89′ Macheda

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CRONACA

La partita comincia subito su buoni ritmi: le due squadre si fronteggiano infatti con la leggerezza tipica di un’amichevole e non essendo psicologicamente pressati dalla necessità di fare punti giocano a viso aperto, pur senza riuscire a farsi male da subito.

Buona l’azione costruita all’ottavo minuto dagli Azzurrini, che una volta portatisi in area non riescono però a colpire a rete, venendo chiusi in corner dall’attenta difesa turca.
Un solo minuto e gli ospiti si portano vicini alla rete: tiro da posizione siderale di Alter che trova impreparato Seculin, lento a distendersi alla sua destra, salvato solo dal palo. E’ questo il primo squillo, per quanto un po’ estemporaneo, del match.

Sono proprio i turchi ad essere più pimpanti: all’undicesimo Emre salta facile  Caldirola e si lancia verso la nostra area di rigore, liberandosi anche della pressione di Romizi prima di impensierire Seculin con un tiro dal limite.

Al quarto d’ora arriva la prima sostituzione: Riccardo Brosco, centrale scuola Roma attualmente in forza alla Triestina, ha infatti dei problemi alla schiena e lascia il posto al giovanissimo Camporese, diciottenne difensore aggregato alla Primavera Viola con già una presenza in prima squadra.

Al diciottesimo, quindi, si fa vedere l’Italia: D’Alessandro manovra al limite dell’area e pennella un pallone per l’arrembante Fabbrini che si coordina cercando la mezza rovesciata senza però riuscire a colpire bene il pallone. Ne esce quindi un assist involontario per Destro, colto però in posizione di fuorigioco. Il centravanti genoano, comunque, era stato pescato in fuorigioco dalla terna arbitrale.
Tre minuti e Ozcan, portiere turco, rischia di commettere una sciocchezza un po’ come il buon Timur Juraev. Sulla pressione di Destro, infatti, perde palla, riuscendo però poi a chiudere la punta Azzurra in angolo.

Proprio sugli sviluppi dell’angolo il portiere del Genclerbirligi estrarrà dal cilindro la paratona con cui impedirà allo stesso Destro di portare in avanti gli Azzurrini: sul colpo di testa del centravanti ex Inter, infatti, Ozcan risponderà d’istinto a mano aperta, salvando il risultato.
Bellissima azione corale al ventisettesimo: Romizi, Macheda, Destro e Fabbrini costruiscono un’azione da applausi scroscianti. Sul tiro del nostro capitano, però, arriva l’intervento – piuttosto pazzo – di un difensore turco, che lo chiuderà in corner.

Occasionissima, al trentaduesimo, per la Turchia: cross da destra, controcross al volo, Sahin tutto solo al limite dell’area piccola mette alta di testa. Difesa Azzurra un po’ in affanno, nell’occasione.
Al quarantunesimo, però, sono gli Azzurri a passare: Macheda parte da destra e s’accentra per scaricare a Fabbrini tagliando alle spalle della difesa turca, ricevendo il passaggio di ritorno dal proprio capitano battendo quindi Ozcan con un tocco morbido di sinistro. 1 a 0!

L’Italia però non si accontenta e tre minuti più tardi ci riprova: Destro riceve al limite e gira subito palla a D’Alessandro che dopo essersi accentrato scarica di sinistro poco oltre la traversa della porta difesa da Ozcan.
Nel recupero, poi, sarà Romizi a provarci da fuori, trovando però la pronta risposta dell’estremo difensore del Genclerbirligi, che chiuderà di fatto la prima frazione di gioco.

La ripresa inizia con tre novità tra le fila azzurre: Borini in campo al posto di Destro, Perin per Seculin e Giandonato inserito in sostituzione di Soriano.

E’ un’Italia che parte un po’ come aveva chiuso la prima frazione, tenendo il pallino di gioco nelle proprie mani. Pur, però, senza riuscire a colpire la retroguardia turca con continuità.

Al decimo grande azione azzurra: Romizi effettua un lancio lungo stupendo per Borini che controlla e salta due uomini con un sombrero, finendo però a terra sull’ostruzione di un avversario. L’arbitro, però, non fischia un rigore per quanto mi riguarda solare.
La rete è però nell’aria e a segnare è ancora Macheda: D’Alessandro e Romizi costruiscono con un bel triangolo la palla buona, bucando poi con un filtrante dell’ala scuola Roma la retroguardia turca, molto alta nel caso, lanciando la punta in forza al Manchester che salterà facilmente Ozcan per depositare poi la palla in rete.

Al cinquantottesimo escono D’Alessandro e Macheda per fare posto a Tattini e Gabbiadini.

Pochi minuti ed è proprio la punta scuola Atalanta che viene lanciata dallo splendido filtrante di Giandonato verso la porta turca, venendo però fermato per un fuorigioco più che dubbio.
Sul ribaltamento di fronte è invece Serdar a portarsi vicino alla rete, concludendo però di poco alto sulla traversa.

Al sesantottesimo, quindi, entrano anche Misuraca e Biraghi al posto di Fabbrini e Crescenzi. Con una linea difensiva, quindi, che va a formarsi con due ragazzi cresciuti nell’Inter (Donati e Caldirola) più uno a tutt’oggi aggregato alla Primavera della società di via Durini. Poco più tardi altro triplo cambio: Rizzo, Tonelli e Faraoni per Romizi, Donati e Caldirola.

I tanti cambi, quindi, spezzano il ritmo di una partita che va quindi spegnendosi.

Poco oltre la mezz’ora della ripresa è quindi Misuraca a provare a riaccenderla: la sua conclusione dal vertice sinistro dell’area turca non trova però lo specchio di porta e si spegne, ben controllata da Ozcan, di fianco al palo alla destra dell’estremo difensore turco.
Un minuto e l’Italia si porta vicino al goal: Borini serve Gabbiadini con un tacco volante con la punta scuola Atalanta che serve sulla sinistra Misuraca il quale alleggerisce su Biraghi. Il cross del terzino sinistro interista è immediato e serve nel centro lo stesso Gabbiadini che si avventerà sulla palla come un condor tuffandosi di testa e cogliendo il palo.

A otto dal termine è invece Borini a rendersi pericoloso: servito da Gabbiadini si presenterà a tu per tu con Ozcan, venendo però disturbato alle sue spalle e non riuscendo a colpire a rete.

Ad un minuto dal termine, quindi, leggerezza di Tonelli che effettua uno sciagurato passaggio centrale in direzione di Camporese, che viene però anticipato da Ismail che dopo essersi impossessato del pallone punterà la porta azzurra per bucare facilmente Perin per la rete che chiuderà il match sul 2 a 1 in favore dei padroni di casa.

COMMENTO

I primi dieci minuti del match sono piuttosto equilibrati, con le due squadre che si fronteggiano a viso aperto senza pero riuscire a pungersi particolarmente.

Una volta sciolti per bene i muscoli, poi, sarà la Turchia ad uscire con maggiore personalità, guidata dalle giocate di un ottimo Emre capace di mettere in costante difficoltà la nostra retroguardia.

Una volta prese le misure alla squadra avversaria, però, gli Azzurrini inizieranno a mettere sotto gli ospiti: imbavagliato Emre, infatti, i turchi inizieranno ad avere notevolissime difficoltà in fase di costruzione e non riusciranno più a pungere un granché dalle parti di Seculin. Di contro saranno quindi i nostri ragazzi che sfruttando in particolar modo lo stato di forma di Romizi e le capacità tecniche del poker d’assi D’Alessandro-Macheda-Destro-Fabbrini creeranno non pochi grattacapi alla retroguardia avversaria, trovando la rete in chiusura di primo tempo proprio sull’asse Macheda-Fabbrini, due giocatori già inseriti da Casiraghi nel precedente ciclo di under 21, pur con alterne fortune (il primo venne infatti convocato più volte, vedendo però pochissimo il campo ed essendo spesso anche confinato in tribuna; il secondo trovò il suo posto in squadra solo nelle ultime partite di convocazione, quando avrebbe indubbiamente dovuto giocare con continuità già da tempo posto quanto mostrato con la maglia del suo Empoli).

La ripresa sarà giocata invece su ritmi più blandi e, soprattutto, con qualche indecisione tattica in più, visti i tanti cambi.

Proprio nella ripresa, però, i nostri ragazzi legittimeranno il vantaggio giocando indubbiamente meglio degli avversari, ormai domati, e trovando anche il raddoppio col solito Macheda bravo a sfruttare una bella triangolazione costruita sull’asse D’Alessandro-Romizi, per poi costruire diverse altre azioni degne di nota, come quella con la quale Gabbiadini andrà a cogliere il palo alla sinistra di Ozcan con un tuffo di testa arrivato sugli sviluppi di un’azione manovrata in cui i nostri ragazzi dimostreranno di saper far girare palla sfruttando il campo in tutta la sua ampiezza per poi provare a colpire a rete.

Inizia bene, quindi, l’avventura di Ciro Ferrara sulla panchina della nazionale under 21: inizia con una vittoria convincente su di una squadra onesta e ben messa in campo.

Dire oggi dove possano arrivare questi ragazzi non sarebbe avventato. Di più.

Però è indubbia una cosa: le annate 90/91/91, che costituiscono un po’ il fulcro di questa squadra, sono ricchissime di giocatori interessanti, indubbiamente più di quelle dell’88 e dell’89 (tanto è vero che molti giocatori dell’ultimo biennio erano proprio 90 o 91 sotto età).
Se sapranno lavorare con intelligenza, applicazione e sacrificio, quindi, potranno indubbiamente togliersi e toglierci qualche soddisfazione nel corso del prossimo biennio.

MVP

Una menzione d’onore, quantomeno, se la merita il buon Federico Macheda, mattatore del match con la sua doppietta.

Oggi, però, mi sento di premiare un altro ragazzo che pur non avendo realizzato né goal né assist e quindi non avendo inciso in maniera così diretta sul match, è stato, a mio avviso, il migliore in campo.
Parlo di Marco Augusto Romizi, centrocampista tuttofare attualmente in forza alla Reggiana che si è dannato l’anima, in mezzo al campo, per garantire alla squadra di Ferrara quegli equilibri necessari quando si vuole portare a casa il match.

E proprio il buon Romizi è la dimostrazione di quanto il calcio italiano non punti sui giovani: ormai ventenne, infatti, si trova a giocare non in Serie A né in Serie B, quanto più in Lega Pro. Il tutto nonostante fosse stato eletto come miglior centrocampista della fase finale del Campionato Primavera di due anni fa.

Ma, appunto, in Italia si fa fatica a dare spazio ai giovani così che Marco, per trovare spazio e giocare con regolarità, è dovuto scendere sino in Lega Pro.

Oggi, comunque, ha giocato davvero alla grande. Uomo ovunque della nostra mediana, infatti, ha retto praticamente da solo il nostro centrocampo dando una mano in fase d’impostazione (in effetti, a ben vedere, il suo zampino nel 2 a 0 c’è perché è proprio lui a scambiare con D’Alessandro, che poi lancerà Macheda verso il raddoppio) quanto, soprattutto, in fase di non possesso, tappando tutte le falle, pressando ogni portatore di palla che partisse centrale e andando più volte anche a raddoppiare l’uomo in aiuto ad un difensore.

Prestazione davvero notevole, per lui, che ha avuto modo oggi di mettersi in mostra anche agli occhi del grande pubblico. E chissà che questo non gli faccia, in breve, guadagnare un posto in un campionato più blasonato dell’ex C1.

TABELLINO

Italia vs. Turchia 2 – 1
Marcatori: 41′, 56′ Macheda, 89′ Ismail

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CRONACA

Vito Mannone

L’Italia inizia la sua partita con un baricentro piuttosto basso, lasciando quindi l’iniziativa ai propri avversari.
Danesi che non creano comunque grandissima apprensione alla retroguardia Azzurra, schierata con il Gunner Mannone a difesa dei pali ed un quadriumvirato composto dal torinista Ogbonna, il cagliaritano Ariaudo, il catanese Bellusci ed il redivivo Ranocchia.

Partita giocata comunque su ritmi piuttosto blandi. Essendo stata organizzata proprio nel pieno della preparazione dei nostri club, del resto, non poteva essere diversamente.

Il primo brivido arriva quindi all’undicesimo quando un cross tutto sommato innocuo portato da Larsen mette in apprensione Mannone, costretto ad intervenire quindi in maniera tutt’altro che sicura per smanacciare sul fondo il pallone.
Sugli sviluppi del corner, quindi, Mannone effettuerà una seconda uscita piuttosto sballata, spianando la strada agli avanti danesi che non saranno però in grado di approfittarne.

Con i danesi sbilanciati in avanti, quindi, gli Azzurrini proveranno a colpire, andando molto vicini al goal, in contropiede: Barillà recupererà quindi il pallone all’interno della propria area per poi lanciarsi, dopo uno scambio, verso la metacampo. Giuntovi farà quindi filtrare il pallone in direzione di Okaka, cui sarà spianata la strada verso la rete da un erroraccio del proprio marcatore. Spintosi sino all’interno dell’area avversaria, quindi, la punta romanista si farà ipnotizzare dall’estremo difensore danese, che ne disinnescherà quindi la conclusione grazie ad una tempestiva uscita bassa.

I danesi, però, sono superiori ai nostri e vedono bene di concretizzare il tutto al ventesimo minuto, quando Lyng svetterà alle spalle di Ogbonna per colpire con forza il pallone, battendo quindi Mannone.

Azzurrini che proveranno quindi a reagire una manciata di minuti più tardi, sempre in contropiede: con Macheda lesto ad infilarsi tra i due centrali danesi, però, Okaka finirà con l’addormentarsi palla al piede, facendo partire il passaggio filtrante tardivamente. Fuorigioco netto, occasione sprecata.
E proprio la punta dello United è il giocatore più pimpante dei nostri: subito dopo l’occasione appena raccontata è infatti lui a partire palla al piede, tagliando poi in area per Schelotto prima provando in prima persona la conclusione poi. Niente da fare in entrambi i casi per la giovane punta romana capace di convincere niente popò di meno che Alex Ferguson a promuoverlo in prima squadra appena maggiorenne.

Federico Macheda

E proprio Macheda arriverà, al trentacinquesimo, un attimo in ritardo all’appuntamento con il pallone: sul cross di Schelotto, deviato da un difensore, l’ex attaccante laziale proverà infatti a lanciarsi in spaccata, non raggiungendo però il pallone. Sarebbe stato il comodo tocco che avrebbe sancito l’1 a 1.

Niente da fare, comunque, nel primo tempo Azzurro. Sporadici tentativi, mai vere e proprie occasioni da goal a parte quelle costruite da Okaka e Macheda.

In apertura di ripresa, quindi, l’Italia dimostrerà subito ben altra spavalderia e decisione rispetto alla prima frazione di gioco. Tanto che dopo quattro soli minuti di gioco arriverà la traversa colpita da Ranocchia sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

La beffa, però, è dietro l’angolo. E arriva proprio sugli sviluppi di un angolo: Larsen svetta solissimo in area per colpire di testa, Poli respinge sulla linea, Nielsen ribadisce in rete da pochi passi: 2 a 0.

Italia che quindi, come comprensibile, accusa il colpo. Per ritrovare gli Azzurrini avanti un minimo pericolosamente, quindi, bisognerà aspettare il quattordicesimo quando sarà ancora una volta capitan Ranocchia a rendersi pericoloso: il suo colpo di testa, però, farà spegnere il pallone alto sulla traversa.

La reazione decisa arriva quindi al diciottesimo: Paloschi si veste da Inzaghi e sfrutta al meglio un gravissimo errore della retroguardia danese impossessandosi del pallone sugli sviluppi di un retropassaggio errato per bucare poi l’estremo difensore avversario con un piatto destro chirurgico.

Il goal galvanizza quindi gli Azzurrini, che si riversano nell’area avversaria alla ricerca del pareggio.
Al ventiquattresimo, quindi, è Pasquato a provarci direttamente su punizione, trovando però la pronta respinta del portiere danese, bravissimo a smanacciare in angolo: di fronte a sè, infatti, si erano materializzati ben tre italiani, che sarebbero stati pronti a colpire in tap-in.
Sugli sviluppi dell’angolo arriva poi la seconda traversa del nostro match: Pasquato crossa da destra pescando Okaka sul palo lungo; la punta romanista svetta colpendo con violenza facendo quindi spegnere il pallone sulla traversa. Niente da fare, poi, nemmeno sul tap-in di Schelotto, impossibilitato a colpire in maniera pulita il pallone, deviato sul fondo dalla difesa danese.

Andrea Ranocchia

Il goal del pareggio è comunque nell’aria ed arriva ad una decina scarsa di minuti dal termine del match: a firmarlo è capitan Ranocchia, che dopo la traversa colpita ad inizio ripresa svetta in area sul primo palo su di un corner calciato da Pasquato per insaccare la rete del 2 a 2, che galvanizza ulteriormente i nostri ragazzi.

Forcing tambureggiante, quindi, per una squadra che meriterebbe la vittoria. E proprio in chiusura la stessa potrebbe essere pescata da Poli, il cui destro, però, sfiora solo il palo alla destra dell’estremo difensore danese ponendo fine al match.

COMMENTO

E’ un’Italia a due facce quella che scende in campo a Viareggio: imballata, spenta ed impaurita nel primo tempo, brillante, aggressiva e meritevole di ottenere anche qualcosa più di un pareggio nella ripresa.

Perché se nel corso della prima frazione di gioco sono i danesi, di fatto, a fare la partita ecco che nel secondo tempo le cose cambiano molto, in special modo, ma non solo, grazie agli ingressi di Pasquato e D’Ambrosio.
I due – il secondo dei quali, tra l’altro, esordiente assoluto a questi livelli – danno infatti brillantezza e ficcantezza ad una squadra parsa piuttosto spenta nei primi quarantacinque minuti di gioco.

Il pareggio finale, quindi, si può dire stia un po’ stretto agli Azzurrini che oltre alle reti siglate da Paloschi e Ranocchia colpiscono anche un paio di traverse e giocano nel complesso un secondo tempo che da solo varrebbe il prezzo del biglietto.

MVP

Man of the match è sicuramente colui che riesce, con il suo ingresso in campo, a cambiare il volto della sua squadra in primis, ma della partita tutta in generale. Perché con la sua brillantezza e le sue giocate Pasquato dà davvero un’iniezione di adrenalina ad un match tutto sommato non divertentissimo che acquista notevole interesse proprio anche, e soprattutto, grazie a lui.

Honorable mention più che doverose, poi, per il capitano di questa squadra, Andrea Ranocchia, e per Danilo D’Ambrosio. Il primo disputa una buona partita in fase difensiva diventando devastante nell’area avversaria (goal e traversa per lui), il secondo dà, quasi al pari di Pasquato, una notevole scossa al match con il suo ingresso nel corso della ripresa: buono in fase di copertura, infatti, risulta molto più incisivo di Bellusci in quella offensiva, finendo quindi col rivitalizzare anche il gioco di uno Schelotto parso piuttosto spento ed imballato nella prima frazione di gioco.

Cristian Pasquato, MVP del match

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