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Archive for the ‘2013/2014’ Category

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Venerdì a mezzogiorno ho fatto visita al Franco Ossola per tastare sul campo quale fosse lo stato di salute del Varese (squadra che mi è, geograficamente, molto vicina).

I Biancorossi, dopo un buon avvio di stagione, venivano infatti da una serie di partite in cui oltre a non aver brillato non erano nemmeno riusciti a centrare il bersaglio grosso: i tre punti.Stefano Sottili

Quale occasione migliore se non tornare alla vittoria di fronte al proprio pubblico contro l’ultima in classifica?

La cornice era perfetta. Su iniziativa del (sempre meno) neo Presidente Laurenza il Franco Ossola appariva gremito quasi in ogni ordine di posto, grazie ai 2500 bambini delle scuole calcio della provincia invitate sugli spalti.

A mancare, a quel punto, era solo la prestazione in campo.

Che però non è arrivata.

Nonostante il vantaggio – firmato da Neto, a secco da un po’ ma giocatore indiscutibile nella categoria – infatti i Biancorossi si sono fatti prima rimontare e poi superare dagli ospiti, riuscendo a trovare un rocambolesco pareggio solo grazie ad una papera-regalo confezionata da Calderoni e scartata da Bjelanovic in chiusura di match.

Un pareggio che addolcisce, e nemmeno di molto, una pillola comunque indigesta tanto per la squadra quanto – immagino – per la dirigenza che – sicuramente – per i tifosi.

Quale sarà mai, quindi, il problema che tanto assilla questo Varese?

In realtà, ovviamente, il discorso andrebbe fatto al plurale. La rosa non è stata costruita male da Mauro Milanese, D.S. dei lombardi. Che ha operato sul mercato in maniera diligente e pur senza grandi fondi a disposizione per costruire, ancora una volta, una squadra che (ancora forte del nucleo storico) sapesse lottare per i play off.

Missione a mio modesto avviso riuscita anche e soprattutto con l’arrivo di Pavoletti ad arricchire un attacco che – Neto a parte – presentava molte incognite.

A questo punto qual è il problema?

Senza dubbio il gioco non appare brillante e la squadra non sembra, nel suo complesso, particolarmente compatta e robusta.

I giocatori in campo tendono infatti spesso ad allungarsi, e quando in possesso di palla si fatica a creare prediligendo i lanci o le giocate dei singoli.

Il problema alla base, comunque, sembra venire dagli esterni.

Se la coppia di difensori centrali appare nel complesso all’altezza della situazione (Rea è un giocatore che ha già dimostrato, salvo qualche passaggio a vuoto, di poter tranquillamente reggere certi livelli, idem Ely che se continuerà di questo passo potrebbe presto trovare una maglia da titolare in Serie A) sono i terzini che non convincono appieno.

E la cosa non cambia nemmeno a centrocampo, dove facendo giocare Zecchin – l’unico in grado di dare fosforo alla manovra – centrale, affiancato da un segugio come Corti, gli esterni restano un po’ scoperti, o forse troppo offensivi.

Un passo alla volta.I tre moschettieri

Lazaar è un giocatore interessante, soprattutto in fase propulsiva. Nato esterno di centrocampo, si sta evolvendo in terzino. Anche perché, a detta sua, ama avere più campo di fronte a sé per poter liberare la velocità e trovare il fondo.
In fase difensiva, però, i suoi limiti sono ancora evidentissimi, anche per una Serie B.

Giocatore ancora piuttosto giovane che crescendo – considerevolmente – potrebbe anche sperare in un approdo nella massima serie (alcuni club si sono già mossi per osservarlo e lo stesso Sottili ha detto che potrebbe avere un futuro in A), è spesso deficitario in fase di non possesso ed è difficile costruire una difesa solida quando si creano spesso buchi su di una fascia.

Se poi davanti a sé ha – come venerdì e come è accaduto spesso – un giocatore come Calil ecco che la questione peggiora ulteriormente.

Dalla parte opposta, poi, Fiamozzi viene da una buona stagione ma è ancora giovane e ha già mostrato qualche passaggio a vuoto di troppo nell’arco di questa stagione. Ed anche qui se davanti a sé si trova un giocatore dalle caratteristiche prettamente offensive come Falcone ecco che finisce con il soffrire oltremodo le avanzate avversarie.

Sono quindi proprio gli esterni, a mio avviso, i problemi principali di una squadra che non avendo due terzini ancora particolarmente abili sotto il profilo difensivo (e nel complesso più apprezzabili in fase di possesso) non può probabilmente permettersi due esterni particolarmente offensivi.

Zecchin, in questo senso, potrebbe anche aiutare più di Calil (che esterno non lo è nemmeno, in realtà) il Lazaar di turno. Ma tenendo il veneto esterno, almeno fino a che Blasi non tornerà al 100%, si regalerebbe il centrocampo agli avversari, con Corti che è un motorino e un uomo ovunque insostituibile, ma certo non un grande gestore di palla. E Damonte che non mi è mai sembrato adatto a certi livelli, e comunque non si spinge mai oltre ai passaggi più elementari.

Che fare?

Difficile da dire. Il Varese di Sannino poteva contare su Pisano e Pugliese, come terzini. Quello di Maran (che arrivò ad un colpo di testa, quello sbagliato da un metro da Plasmati, dalla Serie A) su Pucino e Grillo. Questo su due giovani fluidificanti ancora tutti da costruire.

Forse la soluzione migliore sarebbe intervenire sul mercato. O forse cambiare modulo.

Del resto inizialmente sembrava che il Varese potesse giocare col trequartista anziché con gli esterni. E con un Blasi in forma (ammesso e non concesso che l’ex Juve torni al top a breve) un centrocampo a tre dietro ad un Calil trequartista potrebbe, avendo due portatori d’acqua ma anche due giocatori abili ad impostare nel vivo del gioco, dare più equlibrio alla squadra.

O forse, ancora, si potrebbe optare ad un 3-5-2, che garantirebbe una difesa sulla carta più solida e darebbe modo a Lazaar e Fiamozzi di esprimersi come fluidificanti veri, sgravandoli un minimo di più dai compiti più prettamente difensivi.Achraf Lazaar

Le soluzioni per provare a cavare qualche ragno dal buco, insomma, ci sono. Sta a mister Sottili trovarle.

Anche perché in una situazione come quella attuale potrebbe forse bastare anche solo un po’ di convinzione nei propri mezzi in più, anche senza stravolgimenti di modulo, per ricominciare a marciare decisi verso i play off.

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