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Archive for the ‘Sudamericano Ecuador ’11’ Category

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Erano i favoritissimi della vigilia ed hanno finito col vincere, proprio in linea con le previsioni, l’edizione 2011 del Sudamericano under 17.

Parlo del Brasile ovviamente, che conferma ancora una volta la propria supremazia continentale a questo livello. Impressionante, in tal senso, la striscia positiva dei ragazzi Verdeoro che dal 1985 – anno della prima edizione – ad oggi hanno centrato dieci primi e tre secondi posti, finendo fuori dal podio in una sola occasione (quarti nel 1993).

Ma veniamo all’attualità: inseriti nel Gruppo B assieme a Paraguay, Colombia, Cile e Venezuela i brasiliani si sono ben comportati totalizzando nove punti in quattro match vincendo il proprio girone in virtù di una miglior differenza reti rispetto ai paraguayani.

Attacco molto prolifico e difesa piuttosto incerta per i ragazzi di Emerson Ávila che hanno iniziato il proprio torneo dando subito bene l’idea di quanto appena detto andando a vincere il proprio match di esordio per 4 a 3 contro il Venezuela. Dopo il 2 a 1 contro il Cile ecco la prima – e unica – sconfitta del loro torneo, arrivata con lo stesso risultato contro il Paraguay. Nel corso dell’ultima giornata, poi, il roboante 5 a 1 contro la Colombia a sugellare il primo posto in classifica.

Se bene avevano fatto nel corso del primo turno ancora meglio sono riusciti a fare disputando l’Hexagonal finale dove sono stati in grado di raccogliere quattro vittorie ed un pareggio in cinque match.
Hexagonal non iniziato benissimo, in realtà, con lo 0 a 0 al cospetto di un Uruguay – guidato dal capocannoniere del Torneo Mascia (6 goal totali) – piuttosto solido capace, alla fine del torneo, di classificarsi in seconda posizione. Da lì in poi, comunque, una marcia trionfale le cui tappe sono state rappresentate dalle vittorie su Colombia (1 a 0), Ecuador (3 a 1), Paraguay (3 a 1) ed Argentina (3 a 2).

Brasile quindi capace di laurearsi campione continentale piuttosto facilmente, il tutto nonostante la stella annunciata del torneo, Lucas Piazon, non abbia brillato come ci si aspettasse.

Brasile che grazie a questo risultato si qualifica quindi, al pari di Uruguay, Argentina ed Ecuador, sia al prossimo Mondiale di categoria (da disputarsi tra il 18 giugno ed il 10 luglio prossimi) che ai prossimi Giochi Panamericani.

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CRONACA

Uruguay che dopo il pareggio con l’Argentina scende in campo con il Paraguay alla ricerca della prima vittoria in questo hexagonal finale contro un’Albirroja ad un pareggio ed una sconfitta in due match.
Partita che inizia però su ritmi piuttosto compassati: nessuna delle due squadre sembra voler spendersi in maniera particolare per arrivare alla vittoria, così che il gioco risulta stagnante e le emozioni faticano a fioccare.

La prima occasione interessante arriva quindi solo dopo ben diciannove minuti di gioco quando Aguirre può presentarsi praticamente tutto solo a tu per tu col portiere avversario, subendo però il ritorno di un difensore senza riuscire a calciare a rete.
Aguirre che però si riscatterà subito dopo: Guillermo Méndez verticalizzerà un pallone proprio per la punta del Liverpool (di Montevideo) che una volta a tu per tu con Bogado scavalcherà il portiere paraguayano con un bel pallonetto, sbloccando il match.

Paraguay che proverà a reagire senza grande mordente. L’occasione più ghiotta creata immediatamente dopo al goal dello svantaggio, quindi, arriverà al ventinovesimo solo grazie ad un incredibile liscio di Gaston Silva, neo diciassettenne difensore in forza al Defensor Sporting (che oltre a lui offre a questa rappresentativa giovanile nazionale anche il centrocampista Leonardo Pais).
Al trentaduesimo bellissimo spunto palla al piede di Delis Gonzalez che dopo aver saltato secco un avversario punterà l’area, provando ad infilarsi in mezzo a due difensori. Finito a terra, quindi, lascerà scorrere la palla in direzione di Mauro Caballero, i cui due tentativi di conclusione saranno però murati da un avversario.

Sugli sviluppi di un angolo un ponte aereo sul primo palo porterà ad una spizzata sul secondo, dove Ovelar giungerà però in ritardo senza riuscire a trovare la deviazione che valga il pareggio.
Primo tempo che si chiuderà quindi con un Paraguay dal baricentro alto alla ricerca di un pareggio che non arriverà però nemmeno a sfiorare.

La ripresa si aprirà un po’ sulla stessa falsariga della fine della prima frazione.
Dopo quattro minuti, quindi, bella conclusione di Carlos Florencianez che calcerà bene di sinistro da fuori area facendo tremare Cubero ma senza trovare il bersaglio grosso.

A passare è però ancora una volta l’Uruguay: è il cinquantanovesimo minuto quando il neo entrato Alvarez riceve sulla destra da Mendez per infilare il portiere avversario con un bel tiro piazzato.

Alvarez che diversi minuti più tardi proverà a scuotere ancora i non moltissimi tifosi sugli spalti cercando il gollonzo da quasi centrocampo, spedendo però palla a lato.
Al settantatreesimo, poi, Caballero entrerà in area sulla sinistra del fronte offensivo paraguayano per finire a terra sulla pressione di Emiliano Velasquez, senza che l’arbitro decida però di intervenire.

E’ però l’Uruguay ad essere il designato vincitore del match e come se non bastasse il 2 a 0 Mascia firma anche la terza rete, incornando un corner proveniente dalla sinistra per la quarta rete nel suo torneo.

Caballero però non ci sta e a dieci dal termine decide di firmare da par suo, sempre di testa, la rete della bandiera paraguayana.

Albirroja che non smetterà di crederci e che troverà la seconda rete del proprio incontro, sempre con Caballero, dopo cinque minuti. La posizione di partenza della punta in forza al Libertad, però, è di fuorigioco, e la segnatura viene prontamente annullata dalla terna arbitrale.
Paraguay che non avrà comunque più la forza di tornare in partita: 3 a 1 per la Celeste il risultato finale.

COMMENTO

All’inizio di questo match parlavo con un amico uruguagio cui confidavo la mia deluzione in merito a questo Sudamericano sub 17.
Partite ne ho viste poche, ad onor del vero, ma tra tutte le squadre che mi è capitato di seguire ancora non ho scorto un vero e proprio Fenomeno con la effe maiuscola. Un giocatore davvero capace di cambiare le sorti del match in ogni momento.

Un giocatore come i vari Neymar e Messi, per intenderci. Che a questi livelli e giocando tra i pari età sa davvero fare la differenza.

Perché di giocatori che lasciano intravvedere qualità interessanti sì, qualcuno ne ho notato. Per dirne uno, e proprio a commento della partita di oggi, potrei citare quel Mauro Caballero attaccante del Libertad (che offre alla rappresentativa di Gerardo Gonzalez Aquino ben altri sette giocatori, praticamente quasi mezza rosa) che ha dimostrato di essere attaccante di buon livello, pur senza però risultare dominante come si richiederebbe ad un fenomeno.

E se si pensa che ho visto giocare sia il Brasile che l’Argentina (dove in effetti di ragazzi interessanti ne ho trovati diversi) ecco che il quadro è completo.

La spiegazione di questo amico andava a parare sull’aspetto tattico: lo stesso mi raccontava infatti come, limitatamente al calcio uruguagio, si dedicasse pochissimo tempo alla parte tattica, specialmente a livello giovanile.
Spiegazione questa che se casca a pennello nello spiegare il perché di determinate questioni (come del fatto che i giocatori in campo non paiano mai ordinatissimi e di come la difesa soffra in situazioni in cui invece non dovrebbe) non spiega, a mio avviso, la mancanza di Fenomeni.

Perché il mio discorso verte proprio su ben altre prospettive: io parlo solo di potenzialità individuali più che altro relative all’aspetto tecnico di un singolo.
E legandomi al discorso portato avanti dal mio amico mi verrebbe anzi da pensare che gli eventuali Fenomeni dovrebbero esaltarsi in situazioni come queste, dove da una parte sarebbero chiamati a farsi carico della propria squadra interamente, da trascinare alla vittoria a suon di giocate, dall’altra potrebbero sfruttare al meglio i tanti spazi lasciati dall’approssimazione tattica degli avversari.

Eppure così non sembra essere…

Venendo all’incontro di oggi nello specifico, comunque, Uruguay solo discreto, che ha la meglio su di un Paraguay poi non così tanto inferiore – se non a livello difensivo – grazie ad azioni sparute.

Bene, a livello di singoli, Guillermo Méndez, MVP del match.
Il fantasista del Nacional (che offre a questa rappresentativa giovanile cinque giocatori in tutto) risulta infatti essere decisivo offrendo ad Aguirre ed Alvarez due palloni d’oro, solo da trasformare in rete.
Gran bella visione di gioco.

TABELLINO

Paraguay vs. Uruguay 1 – 3
Marcatori: 22′ Aguirre, 59′ Alvarez, 75′ Mascia, 79′ Caballero

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CRONACA

La prima conclusione a rete arriva dopo pochissimi minuti dal via e a portarla è Benjamin Pucheta, sedicenne centrocampista del Boca Juniors che arriva a scaricare il proprio mancino sugli sviluppi di una punizione. Buon tiro per lui, con l’estremo difensore Celeste che si distende però bene alla propria destra per salvarsi in corner.
All’undicesimo poi bellissima azione confezionata dal trio Ferreyra-Ocampos-Andrada con quest’ultimo che è liberato sul limite sinistro dell’area di rigore dove riesce ad arrivare al tiro, ancora una volta sventato da Cubero.

Qualche minuto più tardi saranno invece Carreras ed Ocampos a provarci: il primo eseguirà una spettacolare rovesciata parata dal portiere avversario, il secondo cercherà invece un destro ad incrociare dal vertice sinistro dell’area, con il pallone che si alzerà però di poco sulla traversa.
Al ventesimo, quindi, Ferreyra ci proverà da centrocampo, ma il suo pallonetto terminerà alto.

In campo c’è praticamente una sola squadra. I giovani argentini, però, non riescono a trovare la via della rete. Come al ventitreesimo, quando Maximiliano Padilla, sedicenne difensore in forza al Boca Juniors, arriverà a colpire di testa in area sugli sviluppi di un corner, facendo però sfilare la palla a lato del palo.
Uruguay che si fa vedere in avanti solo al ventottesimo quando Elbio Alvarez effettua un improbabile tiro-cross dalla sinistra, che non crea comunque alcuna apprensione a Sequeira.

Nella seconda metà della prima frazione, poi, i ritmi si abbasseranno notevolmente, così che le occasioni interessante verranno meno.
Da segnalare quindi solo la punizione battuta a meno di cinque dal termine dallo stesso Alvarez, con Sequeira che para però facilmente.

In apertura di ripresa torna a farsi vedere la Seleccion: Ferreyra riceve sul vertice sinistro dell’area di rigore e dopo essere rientrato sul destro calcia a giro sul secondo palo, senza però trovare lo specchio di porta.
Tra le fila della Celeste è invece Alvarez a confermarsi come il più pericoloso dei suoi: al cinquantacinquesimo il neo-entrato Guillermo Mendez parte in contropiede fulminando un avversario per prendere d’infilata la retroguardia avversaria e servire centralmente un pallone al suo compagno portante il numero otto sulle spalle. A tu per tu con il portiere e pressato da un avversario, però, il sedicenne centrocampista del Penarol fallirà un’ottima occasione per sbloccare il risultato.

Alvarez che avrà una buona occasione da goal anche pochi minuti più tardi quando Leonardo Pais recapiterà in area un cross da destra su cui piomberà proprio il buon Elbio, il cui colpo di testa in corsa sarà però preda di Sequeira.
Al sessantacinquesimo tornerà invece a farsi vedere l’Argentina, con Federico Andrada che colpirà di testa sugli sviluppi di un corner da sinistra: palla sul fondo.

Ed è proprio lui, la punta riverplatense, a sbloccare il risultato: corre il minuto settanta quando Federico riceve palla in area da Paredes – in patria già ribattezzato come il “nuovo Riquelme” – e dopo essersi aggiustato il pallone sul destro lo calcia a fil di palo, radente il suo. Sulla conclusione in questione Cubero non può nulla, tanto che non si muoverà nemmeno e restando bloccato sulle gambe potrà solo guardare il pallone infilarsi in porta e gonfiare la rete.

I colpi di scena non sono però finiti e pochi minuti più tardi la Celeste pareggia: Gianni Rodriguez è liberato sulla destra da un bel lancio di un compagno che taglierà tutto il campo per servirlo laddove la difesa argentina si mostrerà scoperta. Una volta in possesso di palla, quindi, il terzino sinistro di proprietà del Danubio si porterà sul fondo per effettuare poi un cross morbido nel mezzo laddove Maximiliano Padilla finirà col deviarlo di testa nella propria rete, anticipando l’uscita del proprio portiere.
Patatrac notevole, anche in relazione al fatto che il pallone non sarebbe stato intercettato da nessun giocatore uruguaiano e sarebbe comodamente finito proprio tra le braccia di Sequeira.

Uruguay che galvanizzato dalla fortunosa rete appena realizzata cercherà l’eurogoal con Guillermo Mendez che farà partire un bel tiro di prima intenzione da oltre la trequarti, con il pallone che finirà però per terminare di poco sopra alla traversa argentina.
Una cosa simile, ma dalla parte opposta, proverà a farla anche Paredes, che otterrà però un medesimo risultato.

Le due squadre, a quel punto, tireranno un po’ i remi in barca: nessuna delle due avrà più la forza né lo slancio giusto per poter arrivare al goal vittoria così che il match terminerà – a livello di risultato – in perfetta parità.

COMMENTO

Se la parità perfetta si realizza in pieno nel risultato di questo match non si può dire altrettanto per ciò che concerne il suo svolgimento laddove l’Argentina ha potremmo dire dominato per larghi parti del match.

La compagine guidata da Oscar Garré, ex Campione del Mondo a Messico ’86, ha infatti espresso un calcio migliore, mostrando un tasso tecnico più elevato rispetto a quello degli avversari che poco hanno potuto fare in diversi momenti della partita per contrastare la maggior tenacia argentina.

Uruguay ed Argentina che sono per altro da sempre un po’ le due nazioni – o per meglio dire nazionali – che mettono più in mostra quella cosa che viene chiamata garra e che potremmo definire furore agonistico.
Stasera, però, debbo dire che in questo senso mi hanno abbastanza deluso i ragazzi di Fabian Coito: mi sarei aspettato molto di più a livello di carattere ed intesità di gioco. Ma forse i tanti match disputati dall’inizio della competizione si sono un po’ fatti sentire sui giovani uruguagi.

Argentina che raccoglie quindi un solo punto utile per la classifica ma che ai punti meriterebbe di portare a casa il bottino pieno.

A livello di singoli hanno destato buona impressione Brian Ferreyra tra le fila della Seleccion ed Elbio Alvarez tra quelle della Celeste.
Il primo è l’ultimo prodotto della sempre ottima scuola argentina di trequartisti, giocatore rapido di gambe e dal dribbling ubriacante che milita attualmente nel Velez, il secondo è invece un centrocampista in forza al Penarol, club in cui ha compiuto tutto il suo percorso formativo. Per ciò che concerne la nazionale Alvarez partecipa a questo Sudamericano dopo aver già preso parte a quello under 15 disputato nel 2009 in Bolivia (esatto, proprio quello in cui si mise per la prima volta in mostra agli occhi del mondo quel Lucas Piazon di cui parlai qualche tempo fa).

Giusto poi menzionare anche Leandro Paredes, che in patria già hanno designato essere l’erede di Riquelme (sarà forse per il fatto che è un trequartista cresciuto tra le fila del Boca Juniors!?): subentrato nella ripresa ha servito ad Andrada l’assist per il goal che ha sbloccato il risultato. Non ha avuto moltissimo tempo per mettersi in mostra, ma il paragone citato è pesantuccio e non poteva non essere riportata la cosa…

TABELLINO

Argentina vs. Uruguay 1 – 1
Marcatori: 70′ Andrada, 77′ (og) Padilla
Argentina (4-3-1-2): Sequeira; Zarate, Baez, Padilla, Pinto; Carreras, Iniguez, Pucheta (61′ Silva); Ferreyra (61′ Paredes); Ocampos, Andrada (84′ Pugh). A disposizione: Galvan, Mela, Beloso, Villalba, Benitez, Allione. Allenatore: Oscar Alfredo Garré.
Uruguay (4-4-2): Cubero; Tabarez, Silva, Velasquez, Rodriguez; Ratti, Moreira (66′ Poggi), Paiz, Alvarez; Cortelezzi (62′ San Martin), Mascia (54′ Mendez). A disposizione: De Amores, Gorga, Carrera, Canobra, Furia, Aguirre. Allenatore: Fabián Coito.
Arbitro: Diego Lara (Ecuador). Guardalinee: Byron Romero (Ecuador) e Jairo Romero (Venezuela). Quarto uomo: Mayker Gomez (Venezuela).
Ammoniti: Iniguez, Paredes, Ocampos (Argentina); Velasquez, Ratti, Alvarez (Uruguay).

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CRONACA

La prima conclusione la porta il Cile con Gerardo Navarrete – unico giocatore in forza all’Universidad de Concepcion convocato in questa rappresentativa da George Biehl – che ricevuta palla largo a sinistra punterà Wallace, terzino destro in forza al Fluminense, per poi tentare il tiro a giro, con cui non troverà comunque, nemmeno lontanamente, lo specchio di porta.
Pochi minuti e lo stesso Wallace effettuerà un affondo devastante sulla sua fascia portandosi in area dopo aver scambiato con Adryan. Il suo cross, corto, sarà però intercettato dalla difesa cilena, che libererà la propria area di rigore senza eccessive apprensioni.

All’undicesimo occasionissima per La Roja: sull’angolo battuto da destra da Bryan Rabello arriva il colpo di testa di Andres Robles a prolungare il pallone sul secondo palo laddove s’infila Maximiliano Galvez che fallisce però sotto misura il più comodo degli appoggi in rete.
Tre minuti ed il Cile, molto più pimpante degli avversari, si farà ancora una volta pericoloso: la punizione battuta dalla trequarti sinistra dal solito Rabello creerà qualche problema alla retroguardia carioca con Paez che sarà quindi liberato da un batti e ribatti al limite, potendo liberare il proprio destro. La traiettoria del pallone verrà però deviata dal tackle scivolato di un avversario, che devierà la sfera sul fondo. Sul corner che ne scaturirà Rabello finirà col stringere troppo la traiettoria sul portiere, con Uilson che riuscirà a bloccare facilmente il pallone.

Al ventiquattresimo la nazionale andina tornerà a farsi vedere dalle parti di Uilson: bella l’azione costruita dai ragazzi di Biehl con Navarrete che dopo aver ricevuto palla sull’out sinistro la scaricherà all’accorrente Paez, il cui tiro non metterà comunque in grande apprensione l’estremo difensore attualmente in forza all’Atletico Mineiro.
Brasile con notevoli difficoltà di costruzione, quindi, che si riaffaccerà dalle parti di Pablo Jara solo al trentaduesimo, facendolo, per altro, con grossa approssimazione: il tiro da fuori di Wallace terminerà infatti ben alto oltre la traversa, lasciando assolutamente tranquillo il portiere cileno che al pari dei compagni Ariel Paez, Narciso Cabrera, Bastian Crisostomo e Bryan Rabello milita tra le fila del mitico Colo Colo.

Verdeoro che ci riproveranno quindi qualche minuto più avanti quando Pedro Paulo scambierà bene con Adryan per calciare poi dal vertice sinistro dell’area di rigore, ancora una volta senza riuscire però ad inquadrare la porta.
Brasile che proverà a dare continuità al suo gioco, con Wallace che al trentanovesimo partirà in contropiede dal limite della propria area di rigore portando palla indisturbato sino alla trequarti avversaria quando farà partire un filtrante che metterà in movimento Adryan, anticipato però bene dall’uscita bassa di Jara.

Al quarantaduesimo si farà quindi vedere ancora il numero 10 verdeoro che dopo aver scambiato con un compagno fuggirà alla marcatura asfissiante di Vargas per penetrare in area e calciare in diagonale, spedendo però la palla a lato del palo alla destra dell’estremo difensore andino.
Brasile che sigillerà quindi la propria rinascita con la traversa colta da Hernani su punizione ad un minuto dal termine. Jara, a dire il vero, sembrava avrebbe potuto raggiungere il pallone, all’occorrenza. Ma quando si colpisce un legno significa che il livello di pericolosità delle proprie azioni si sta rapidamente alzando.

La prima conclusione della ripresa sarà portata, ancora una volta, dai giocatori in Verdeoro: è Hernani che va infatti a concludere un bel contropiede portato da Emerson, calciando però piuttosto centralmente tra le braccia di un sempre attento Jara.
Meno di un minuto e l’ala in forza all’Atletico Paranaense ci riproverà, sempre da fuori, questa volta senza nemmeno trovare lo specchio di porta.

Al cinquantaduesimo si farà finalmente vedere Piazon che dopo aver ricevuto palla in area dal solito Hernani si sposterà la palla sul sinistro per procurarsi lo spazio per il tiro mettendo quindi fuori giri il diretto marcatore – Rodrigo Moya, per la cronaca – per calciare poi di poco a lato, davvero sfiorando il palo alla destra dell’estremo difensore in forza al Colo Colo.
Sul fronte opposto sarà ancora Moya a rendersi protagonista di una leggerezza: sul cross portato da Rabello e deviato da un difensore brasiliano, infatti, il terzino destro di proprietà dell’Universidad de Chile liscerà in pieno il tiro al volo, sprecando una ghiottissima occasione.

Strano – va detto – veder uscire, dopo un’ora di gioco, quell’Hernani che era stato, in special modo nel primo quarto d’ora della seconda frazione di gioco, uno dei più positivi della compagine allenata da Emerson Avila.
Brasile che non rinuncia comunque ad attaccare e che al sessantatreesimo si fa ancora pericoloso con Rodigo, il cui colpo di testa sugli sviluppi di un corner termina però a lato.
Col passare dei minuti la stanchezza inizierà a farsi quindi sentire e le due squadre andranno via via ad abbassare i propri ritmi di gioco.

Al settantatreesimo, però, fiammata della Roja: Moya crossa da destra, Josué non riesce ad intervenire di testa ed Angelo Henriquez, punta in forza all’Universidad de Chile, incorna anticipando Wallace e firmando la rete dell’1 a 0.

I Verdeoro provano quindi a trovare l’immediato pareggio con Emerson che a pochi minuti dal vantaggio cileno prova una penetrazione centrale con conclusione annessa, senza però riuscire a trovare lo specchio di porta.

Emerson che ci riprova, questa volta centrando il bersaglio grosso, subito dopo: sugli sviluppi di un’azione costruita sulla sinistra, infatti, il ragazzo in forza al Santos può calciare ad un passo dall’area di rigore, colpendo il pallone di collo pieno per spedirlo, praticamente imparabile, ad infrangere lo specchio di porta cileno. 1 a 1.

A cinque dal termine bella ripartenza cilena con i giocatori di Biehl che partiranno dalla propria area di rigore avanzando con continui scambi in rapidità sino alla trequarti avversaria laddove Henriquez deciderà di fare tutto da par suo portandosi sull’esterno dell’area avversaria per tentare poi un’improbabile conclusione a rete che si risolverà con un nulla di fatto.

Il tasso tecnico del Brasile si dimostrerà però ancora una volta superiore quando a due dal termine Adryan andrà a battere una punizione da un venticinque metri scarsi facendo passare la palla sopra la barriera e praticamente a filo del palo, laddove Jara non può arrivare. E’ il 2 a 1 con cui i ragazzi di Avila ribaltano un match che tutto sommato, ai punti, avevano già forse dimostrato di meritare.

COMMENTO

Primo tempo a due facce quello disputato tra Cile e Brasile.
Lungo la prima mezz’ora di gioco saranno infatti gli andini a fare la partita, forti di una circolazione di palla molto ben curata dovuta ad una tecnicità dei centrocampisti davvero notevole.

Il tutto favorito poi da un Brasile assolutamente molle sulle gambe, incapace di portare pressione in maniera adeguata sui portatori di palla avversari quanto di imbastire azioni che possano davvero impensierire la retroguardia cilena.

Dopo la mezz’ora, però, le cose iniziano a cambiare: i ragazzi di Emerson Avila si dimostrano via via più scolti e nonostante un Piazon che definire anonimo sarebbe comunque fargli un complimento arrivano a prendere il controllo del match.

Nella ripresa, invece, potremmo dire succeda un po’ di tutto.
Inizialmente è ancora il Brasile a partire forte, ma sempre e comunque senza trovare la rete.

Poi, in quello che è forse l’unico momento un po’ di stanca della partita, ecco la fiammata rossa: Moya, terzino destro che, come tanti altri in questa nazionale, milita attualmente nell’Universidad de Chile, crossa da destra riuscendo a trovare la difesa verdeoro assolutamente impreparata con un Josuè che bucherà quindi l’intervento di testa ed un Wallace incapace di anticipare la punta avversaria, brava a girare il pallone in rete.

Il goal subito risveglierà quindi i ragazzi di Emerson Avila, che si riverseranno in attacco.
Emerson dimostrerà di essere tra i più accesi ricercatori del pari, tanto che a meno di dieci minuti dal goal subito andrà dapprima a testare la propria mira, poi a bucare irrimediabilmente Jara con un destro di collo pieno con cui infrangerà lo specchio di porta cileno.

Nel finale, poi, arriverà anche il goal-beffa per un Cile che ha comunque messo in mostra qualità interessanti, in special modo in fase di palleggio a centrocampo.
Notevole, comunque, la punizione con cui Adryan chiuderà il match in favore dei Verdeoro.

MVP

E proprio lui, il numero 10 attualmente di proprietà del Flamengo è l’MVP di questo match.
Tra le individualità più di spicco di questa partita, infatti, Adryan dimostra di essere in più occasioni uno dei più pericolosi dei suoi, riuscendo poi, a due dal termine, a svoltare una partita che ad un certo punto sembrava essersi fatta stregata.

Tecnica notevole e grande volontà per questo fantasista che il prossimo dieci agosto compirà diciassette anni. E chissà che al termine di questo Sudamericano non finisca, un po’ come il compagno Piazon, al centro dell’interesse dei club di mezz’Europa.

Adryan, comunque, non è il solo a mettersi in mostra oggi.
E se il titolo di man of the match va a lui anche per essere stato in grado di decidere il match allo scadere ecco che vanno comunque fatte altresì alcune menzioni d’onore.

Interessantissimo, quindi, quel Wallace che, terzino destro del Fluminense, ha letteralmente arato la propria fascia di competenza nel corso di tutto il primo tempo, risultando uno tra i pochissimi a salvarsi anche in quella prima mezz’ora un po’ nefasta per i suoi.
Calato nella ripresa, sino ad essere sostituito a tempo ormai scaduto, Wallace mi ha ricordato un poco il primo Cafù: grandissima propensione offensiva, facilità di corsa notevole, qualche leggerezza di troppo – come quella in occasione dell’1 a 0 – in fase difensiva. Giocatore comunque da tenere d’occhio.

Tra i Verdeoro mi ha poi ben impressionato anche quell’Hernani ala destra dell’Atletico Paranaense che dopo una prima frazione di gioco discreta ha disputato un primo quarto d’ora di ripresa su livelli realmente eccezionali. Peccato solo Avila abbia deciso di toglierlo anzitempo: sarebbe potuto davvero essere un fattore.

Tra le fila cilene, invece, buone le prestazioni di Lichnovsky e Paez, rispettivamente terzino sinistro dell’Universidad de Chile e punta del Colo Colo.
Il primo ha difeso molto bene lungo tutto il corso del match, nonostante avesse a che fare con due degli ossi più duri del Brasile, Hernani e Wallace. Il secondo ha invece dimostrato di poter essere una vera e propria spina nel fianco degli avversari: sempre molto mobile, la seconda punta cilena ha palesato qualità interessanti anche a livello di palleggio.

Palleggio che, come detto, è stata la qualità più interessante mostrata dai ragazzi di Biehl. In questo senso non vanno quindi dimenticate le buone prove di quelle che sulla carta dovrebbero essere un po’ le stelline di questa rappresentativa: Gerardo Navarrete e, soprattuto, quel Bryan Rabello di cui vi parlai ampiamente ad inizio mese.

E Lucas Piazon?
Il talentino del San Paolo, conteso a suon di milioni da mezz’Europa, meriterebbe forse un articolo tutto per sè.
Di certo possiamo eufemisticamente dire come oggi non mi abbia certo impressionato.

TABELLINO

Brasile vs. Cile 2 – 1
Marcatori: 73′ Henriquez, 81′ Emerson, 88′ Adryan.
Brasile: Uilson; Wallace (90′ Matheus), Josuè, Emerson, Marquinhos; Hernani (60′ Andrigo), Marlon Bica, Rodrigo, Adryan; Pedro Paulo (82′ Leo), Lucas Piazon. A disposizione: Charles, Claudio Wink, Misael, Allan, Guilherme, Diego. C.T.: Emerson Avila.
Cile: Jara; Moya, Galvez, Vergara, Lichnovsky; Rabello, Gonzalez, Robles, Navarrete (80′ Cortes); Paez (84′ Palma), Henriquez. A disposizione: Abarca, Cabrera, Quiroga, Rojas, Flores, Crisostomo, Manzano. Allenatore: Biehl.
Ammoniti: Vergara, Hernani.

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