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Posts Tagged ‘Under 17’

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Un altro Europeo under 17 è terminato ed ancora una volta a gioire non siamo stati noi.

Un articolo a parte – anzi, un libro come minimo – meriterebbe la discussione che riguarderebbe la nostra nazionale, uscita ai quarti di finale contro la Francia poi campione e piegata nello spareggio di qualificazione al mondiale dalla Croazia.
Un articolo che dovrebbe partire dal fallimento di un gruppo comunque piuttosto talentuoso – anche se non ai livelli della Francia campione – che però palesa tutti i limiti del nostro calcio. Tanti. Da qui la necessità di scrivere un libro che vada ad analizzare tutti questi limiti… anche se a poco servirebbe, dato che chi può provare a cambiare le cose non sembra sia interessato a farlo.

Torniamo quindi a noi, ad un Europeo vinto con grandissimo merito da una nazionale francese forte e completa in ogni reparto che ha letteralmente schiantato gli avversari (ultima la Germania in finale, 4 a 1).
Una nazionale francese come al solito imbottita di colored, sicuramente fisicamente ed atleticamente più maturi rispetto alla maggior parte dei ragazzi presente all’Europeo. Proprio da qui possono nascere dubbi sullo sviluppo futuro di questi ragazzi, che ad oggi restano però semplicemente i più forti d’Europa sia sulla carta che nei fatti.

Per chiudere questa ennesima avventura giovanile che mi sono potuto godere per intero eccovi la mia Top XI. Basata ovviamente sulle prestazioni in campo, non su quello che penso possa essere l’upside di questi ragazzi.

Constantin Frommann (Friburgo)

Ancora una volta, dopo l’anno scorso, debbo dire che non è stato un grandissimo Europeo per i giovani estremi difensori. Tra i migliori c’è stato sicuramente il nostro Gigio Donnarumma, che ha giocato per altro sotto età. Forse in assoluto il migliore del lotto, anche per prospettiva.
Il mio premio va però al giovane portiere tedesco, interprete piuttosto solido che ha incassato sì quattro reti nella gara finale ma ha comunque evitato un passivo ben peggiore per la sua squadra, con una serie di interventi di altissimo livello.
Luci ed ombre invece per i due interpreti francofoni, Zidane e Teunckens. Qualche buona cosa alternata ad interventi assolutamente censurabili. Ma c’è tempo per crescere.

Alec Georgen (Psg)

Debbo dire che non ho visto grandi prestazioni, tra i terzini destri. Non male a tratti il nostro Scalera, che però purtroppo spesso si è perso un po’ via nel non-gioco Azzurro, non mi resta che premiare il terzino campione d’Europa, Georgen. Giocatore ordinato e gran faticatore, si è fatto il mazzo avanti ed indietro su quella fascia a perdifiato, dando piuttosto costantemente un’alternativa valida al portatore di palla.

Dayot Upamecano (Valenciennes)

Il primo dei due centrali non può che essere questa colonna d’ebano in forza al Valenciennes. Un giocatore fisicamente mostruoso, nettamente superiore ai propri pari età. Ad oggi domina l’area di rigore, il più sarà capire, in prospettiva professionismo, cosa riuscirà a combinare quando il divario fisico-atletico non sarà così ampio.
Di certo c’è che non so quanto resterà al Valenciennes. Di certo avrà colpito l’occhio di molti talent scout accorsi in Bulgaria alla ricerca di nuovi talenti (pare su di lui ci sia l’Arsenal, che ne avrebbe quasi chiuso l’acquisto)…

Wout Faes (Anderlecht)

A completare il pacchetto centrale arretrato il capitano del Belgio. Giocatore che esteticamente ricorda molto David Luiz, con quella folta chioma riccia. Cui però auguro di diventare difensore più affidabile rispetto al centrale attualmente in forza al Paris St. Germain.
Difensore centrale dal senso tattico molto spiccato, si muove già come un veterano e guida il proprio reparto con sicurezza e tranquillità. Non avendo ancora raggiunto il pieno sviluppo fisico atletico, ad esempio al contrario di Upamecano, ha ancora margini di crescita interessanti. Di certo c’è che è plausibile lo potremo vedere in prima squadra già entro un paio d’anni, vista la facilità di “lancio” che hanno in Belgio, soprattutto dalle parti dell’Anderlecht.

Marc Cucurella (Barcellona)

Uno dei migliori interpreti della nazionale spagnola a questo Europeo. Giocatore ricoperto di argento vivo, ha arato a cento all’ora la propria fascia di competenza un’infinità di volte, rivelandosi sempre molto presente anche in fase offensiva (la scuola blaugrana non si smentisce mai).
Nel suo ruolo se l’è cavata egregiamente anche Jay DaSilva del Chelsea, ma alla fine dovendo sceglierne uno la mia scelta ricade sul giovane terzino in forza al Juvenil B del Barça.

Carles Aleñá (Barcellona)

Giusto a conferma della sempre florida bontà del vivaio blaugrana il primo dei due centrali scelti per questa top undici è il capitano della nazionale spagnola, nonché perno delle giovanili del Barça, Carles Aleñá.
Un interno di centrocampo finemente dotato da un punto di vista tecnico e con un’enorme capacità polmonare. Capace di farsi trovare sui due versanti opposti del campo nell’arco di pochi secondi, è un centrocampista molto moderno. Schermo in aiuto alla difesa, direttore d’orchestra, rifinitore e capace di assalti in area all’arma bianca: davvero completo il background di questo ragazzo.

Timothé Cognat (Lione)

Il cuore del reparto nevralgico della nazionale campione d’Europa.
Un po’ come il suo omologo spagnolo anche Cognat, fascia di capitano al braccio, è un centrocampista box to box dotato di un bagaglio tecnico ben fornito ma anche di una notevole capacità di corsa. Propototipo del centrocampista moderno, non ha un grandissimo fisico, ma rimedia facilmente a questa pecca grazie a sagacia tattica, volontà e qualità.

Nanitamo Ikoné (Psg)

Non tiene ancora la tensione alta per tutta la durata del match, ma quando si accende lo sa letteralmente spaccare.
Ala guizzante nello stretto ed imprendibile in allungo, è dotata di un dribbling fulmineo ed una grande capacità polmonare.
Praticamente inarrestabile quando parte palla al piede, non disdegna la finalizzazione. Affiatatissimo col compagno di club Edouard, ad oggi è indubbiamente uno dei giocatori più dominante del panorama under 17 mondiale.

Marcus Edwards (Tottenham)

Esattamente come Ikoné è un giocatore che ad oggi riesce ad accendersi solo ad intermittenza. Il problema è che quando l’interruttore ruota su “on” questo trottolino in forza all’Academy Spurs risulta praticamente inarrestabile. Capace di uscire da un nugulo di avversari con la palla ben incollata al piede, è letale nello stretto e superbo nel palleggio. Trequartista abile a svariare lungo tutto il fronte offensivo, può essere utilizzato anche largo in caso di necessità.
Nel match d’esordio contro l’Italia spaccò il match subentrando dalla panchina e dando ai nostri ragazzi, già in affanno, il fatidico colpo di grazia.

Ismail Azzaoui (Tottenham)

Negli Spurs gioca anche quello che è indubbiamente il talento più puro della nazionale belga, l’ala Ismail Azzaoui. Un giocatore con un bagaglio tecnico finemente rifinito, una buona intelligenza tattica ed una certa predisposizione al team work.
Ogni tanto sembra però perdersi un po’ in sé stesso. Caratteristica però che si può ricondurre alla maggior parte dei giocatori di classe, soprattutto a questa età.

Odsonne Edouard (Psg)

Otto goal in cinque match all’Europeo under 17 non li aveva mai fatti nessuno. Questo vi fa capire che impresa abbia compiuto la giovane punta in forza al Paris Saint Germain, autentica dominatrice del torneo.
Non contento dei cinque goal segnati sino alla semifinale, tra l’altro, Odsonne ne ha picchiati tre alla Germania nella partita che ha deciso la vincitrice.
Non solo devastante, ma anche clutch.
Dove possa arrivare è difficile dirlo. Tecnicamente ha delle lacune evidenti, anche se non è comunque scarso. Atleticamente è invece indomabile, come molti suoi coetanei col suo patrimonio genetico. E questo paradossalmente può essere il problema: continuerà a crescere di questo passo o, fisiologicamente, prima o poi il gap che oggi gli permette di essere praticamente inarrestabile verrà colmato almeno in parte?
Difficile dire oggi se diventerà una superstar oppure restarà un giocatore normale. Alla sua età anche Sanogo era difficilmente fermabile.
Ecco, però… lui sembra superiore allo Yaya sedicenne. Si farà?


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Sono stati sorteggiati oggi i quattro gironi che animeranno la prima fase del prossimo Europeo under 17. Prima di andare a vederli, però, ecco il recap della Fase Elite, ovvero sia il secondo – e decisivo – turno di qualificazione.

Gruppo 1

Francia e Spagna strappano il pass per la Bulgaria, com’era logico aspettarsi. Semmai fa comunque abbastanza specie vedere il grande risultato segnato da Israele, che dopo la sconfitta iniziale contro la Francia (1 a 0, Boutobba) riesce a costringere al pari la Spagna (0 a 0) prima di battere la Svezia (2 a 0).
Svedesi che dal canto loro ne prendono 2 all’esordio contro gli iberici e ben 7 dai francesi, chiudendo al palo una mestissima Fase Elite.

A livello di singoli da segnalare le buone cose mostrate da Theo Zidane, secondogenito del grande Zizou: come i suoi tre fratelli gioca anche lui nel Real Madrid, ma a differenza loro fa il portiere. Un solo goal subito in tre partite per lui nel corso di questo turno di qualificazione. Molto bene anche Daniel Villanueva (ala destra del Villareal), che con 4 assist si laurea miglior assistman delle qualificazioni.
Nella Francia, invece, benissimo Odsonne Edouard, puntero originario della Guiana Francese di proprietà del PSG che mette a referto 5 goal e due assist nell’arco delle due fasi di qualificazione (è sceso in campo 5 volte), risultando come uno dei migliori marcatori a livello europeo. Tra gli assistman, invece, bene Nanitamo Ikone (ala, PSG) e Maxime Pelican (ala, Tolosa): per entrambi tre assist a testa.

Francia che esprime anche il giocatore più ammonito delle due fasi di qualificazione: Jean Victor Makengo, 4 cartellini gialli (in 5 presenze) per lui.

Gruppo 2

Il girone della morte.

Azerbaigian vittima sacrificale – ed infatti chiude a 0 punti -, Croazia, Portogallo e Serbia a giocarsi i due posti disponibili.

Nessun problema per i primi, che le vincono tutte e tre con un invidiabile score di 8 goal realizzati e nessuno subito.

Grossi problemi, invece, per le altre due compagini. I gironi sono 8, le qualificate totali 15. Questo significa che la peggiore seconda non andrà agli Europei.

Così lo 0 a 0 iniziale tra Portogallo e Serbia, con relative sconfitte di entrambe contro la Croazia, segna l’esclusione di due tra le migliori scuole calcistiche del continente.

Parlando di singoli, invece, la Croazia mette in mostra uno dei migliori giocatori di questa doppia fase di qualificazione: l’ala sinistra della Dinamo Zagabria Josip Brekalo. E’ lui – in coabitazione con lo spagnolo Daniel Villanueva, come abbiamo visto – il miglior assistman d’Europa. Nonché, con 12 conclusioni, il secondo giocatore ad aver portato più tiri verso la porta avversaria.

Gruppo 3

In un raggruppamento che vede Belgio ed Olanda assieme chi può passare se non Belgio ed Olanda?

Nulla da fare, quindi, per Georgia ed Irlanda del nord, che devono cedere il passo a due delle scuole più in auge in questo momento.

A fare un’impressione migliore i belga, che oltre allo 0 a 0 registrato con gli Oranje segnano un doppio 4 a 0 con cui strappano il primo posto.
Gli olandesi, invece, partono bene con la Georgia (2 a 0, Robertha e Fosu-Mensah) ma poi impattano 1 a 1 con i nordirlandesi.

A livello di singoli mi ha fatto una certa impressione non vedere convocato il madridista Mink Peeters, sicuramente tra i migliori 98 al mondo. A questo punto l’auspicio è che per lui ci sarà spazio nel corso della fase finale.

Nel Belgio si sono invece messi in particolare luce il bomber del Club Brugge Dennis Van Vaerenbergh (5 goal e 1 assist in 6 partite) e l’ala sinistra ex Anderlecht Ismail Azzaoui (3 assist), attualmente in forza al Tottenham.

Gruppo 4

Nei fatti uno dei gruppi più equilibrati in assoluto.

A spuntarla la Grecia, che al di là dei pessimi risultati segnati ultimamente dalla nazionale maggiore esprime spesso giocatori interessanti a livello giovanile.
Così i pareggi con Irlanda (2 a 2) e Bielorussia (0 a 0) sommati all’1 a 0 inflitto alla Polonia bastano agli ellenici per strappare il pass per la Bulgaria.

L’altro lo recupera invece la Repubblica d’Irlanda, la cui sconfitta finale con la Polonia gli permette comunque di strappare il secondo posto grazie ad una miglior differenza reti.

Viene quindi eliminata la Polonia di Bielik (giocatore più falloso delle qualificazioni, 16) ed Adamczyk, di cui vi parlai l’anno scorso in occasione di un’amichevole contro la nostro under 16. Con loro a casa anche Kamil Jozwiak, esterno in forza al Lech Poznan.

Con ogni probabilità agli Europei vedremo invece Trevor Clarke, terzino sinistro in forza all’under 18 del Middlesbrough nonché uno dei giocatori più determinanti delle fasi qualificatorie: presente in tutte e sei le partite giocate dalla sua nazionale, Trevor ha messo a segno ben 4 reti e servito 3 assist. Non solo. Infaticabile corridore di fascia, è addirittura risultato il secondo giocatore con più fuorigiochi: ben 9.

Gruppo 5

Niente da fare per l’Islanda, che ben si era comportata contro di noi nel corso della prima fase di qualificazione: tre sconfitte e tutti a casa mestamente.

Il quinto raggruppamento lo vince quindi l’Austria, che dopo aver battuto proprio gli islandesi (1 a 0, Filip) si impongono sui gallesi (3 a 2, con doppietta di Danso e goal di Ramadani) per poi impattare 1 a 1 con i russi, con cui voleranno in Bulgaria.

A livello statistico da sottolineare come l’Austria schieri il secondo giocatore con più falli subiti nel corso delle due fasi di qualificazione: l’attaccante di origine ghanese Samuel Oppong, oggi in forza al Rapid Vienna.

Gruppo 6

Altro gruppetto mica da ridere.

Passi per i campioni in carica inglesi, destinati a passare (e così sarà, a punteggio pieno per altro), interessantissima la lotta a tre per un posto al sole.

Alla fine a deludere è sicuramente la Romania di Ianis Hagi (figlio dell’indimenticabile Gheorghe, nonché target di mercato della Fiorentina per il prossimo luglio), che resta al palo. Qualcosa dev’essere successo, comunque. Lui e Florinel Coman (4 goal all’attivo per lui) non partono nemmeno titolari, eppure sono tra i 98 migliori d’Europa. Ed è proprio di ieri lo sfogo di Gica, che se l’è presa con il responsabile delle selezioni giovanili Kovacs.

Alla fine a spuntarla è quindi la Slovenia di un giocatore che in Viola ci gioca già, Jan Mlakar. Che con ben 8 reti (e 1 assist) in 6 apparizioni vince il titolo di capocannoniere delle qualificazioni e soprattutto trascina i suoi alla fase finale dell’Europeo.

A trascinare gli inglesi sono invece i goal di Layton Ndukwu (4), ala d’origine nigeriana in forza all’under 18 del Leicester (quest’anno ha già però esordito anche nel campionato under 21 inglese).

Gruppo 7

Il settimo raggruppamento è vinto invece in scioltezza dalla Repubblica Ceca: doppio 1 a 0 ad Ungheria e Scozia (entrambe griffate da Ondřej Šašinka, centravanti del Banik Ostrava) inframezzato dal 2 a 2 registrato con la Bosnia, e la Bulgaria diventa realtà.

Il secondo posto lo guadagna invece la Scozia, che grazie al 2 a 0 rifilato agli stessi bosniaci all’esordio avrà una media goal migliore e potrà staccare l’altro pass per la fase finale.

Parlando di singoli sarà sicuramente un peccato non vedere all’Europeo Mirza Mustafić, centrocampista dalle doti spiccatamente offensive attualmente in forza al Borussia Mönchengladbach. Nonché uno dei giocatori più fallosi delle fasi qualificatorie (15).

Dovrebbe invece esserci lo scozzese Calvin Miller. Già presente, sottoetà, a Malta 2014.

Gruppo 8

In ultimo, ecco l’Italia. Che come da tradizione non esagera mai coi goal fatti, così da arrivare seconda per via della peggiore differenza reti nei confronti della Germania.

Eppure nel roster abbiamo Patrick Cutrone, 40 goal sinora in stagione tra Milan e Nazionale nonché vicecapocannoniere delle due fasi qualificatorie con 7 centri.

E sì che fino a tre minuti dal termine dell’ultima partita l’Italia sarebbe prima a punteggio pieno. Poi, però, Saglam firma il 2 a 2 che porta la Germania a vincere il girone.

A livello di singoli oltre al già citato bomber Rossonero impossibile non citare un altro milanista – nonché capitano della nostra Nazionale -, Andres Llamas. Schierato difensore centrale (lui che a Milano gioca prevalentemente terzino sinistro), segna due goal (Ucraina e Germania) e risulta fondamentale sotto tutti gli aspetti per la nostra giovane compagine.

Nella Germania molto bene, invece, Felix Passlack, esterno di destra a tuttocampo del Borussia Dortmund.

Fase Finale

Come dicevo ad inizio pezzo sono stati sorteggiati proprio oggi i gironi della fase finale, che si terrà tra il 6 ed il 22 maggio.

Le cose sono andate molto male ai nostri ragazzi, inseriti nel gruppo 4 assieme alle finaliste dell’ultima edizione: Inghilterra ed Olanda.

Ma per scrivere una preview ci sarà tempo…

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Tra il 6 ed il 22 maggio prossimo la Bulgaria ospiterà l’edizione 2015 dell’Europeo under 17.

L’ultimo, giocato sei mesi fa a Malta, è stato vinto dall’Inghilterra dei classe 97. Per qualificarsi al prossimo, invece, si è già giocato il primo turno, che ha scremato le partecipanti in vista della Fase Elite.

Importante sottolineare come da questa edizione le partecipanti passeranno da 8 a 16, con quindi molte più chance di qualificazione per tutte le nazionali.

Ma andiamo a ricapitolare proprio come sono andate le cose nel corso del primo turno di qualificazione. Il tutto in attesa che dall’urna di Nyon, il 3 dicembre prossimo, escano le composizioni dei gironi della Fase Elite (cui la Germania è qualificata di diritto).

Gruppo 1

Tutto facile per le due britanniche, come da copione. Impossibile infatti pensare che Scozia ed Eire si facessero impensierire dalle modestissime Isole Far Oer e da Gibilterra.

A spuntarla, così, sono gli scozzesi, ma solo per differenza reti. Due 4 a 0 chiusi con lo 0 a 0 dello scontro diretto all’ultima giornata, con gli irlandesi invece che pur segnando una rete in più ne subiscono due nel match contro le Far Oer.

Qualche talento interessante – come lo scozzese Calvin Miller – l’hanno, le due squadre. Sarà nel turno Elite, però, che dovranno testare la loro forza reale.

Gruppo 2

Anche qui poca storia.

La Polonia (battuta 3 a 0 lo scorso aprile dagli Azzurrini) ha dominato il raggruppamento, giocatosi in Georgia. Il tutto con i padroni di casa che hanno ceduto il passo ai polacchi ma solo dopo essersi garantiti, con le vittorie su Liechtenstein (3 a 0) ed Estonia (2 a 1) l’accesso alla Fase Elite.

Proprio il raddoppiamento dei posti disponibili rende un po’ tutte le squadre papabili per l’accesso agli Europei, anche se va detto che alla Georgia servirà probabilmente un mezzo miracolo per farcela.
Qualche chance in più, invece, per la Polonia, trascinata come sempre dal neo giocatore del Chelsea Hubert Adamczyk (se non lo conoscete e volete saperne di più comprate il mio secondo libro, “La carica dei 301″! Costa solo 1 euro!), uno dei giocatori con più conclusioni effettuate in questo primo turno qualificatorio (8).

Gruppo 3

Il terzo è stato il raggruppamento in cui hanno giocato i nostri Azzurrini.

Disputatosi in Moldavia, ha visto i nostri portacolori imporsi non senza qualche difficoltà, come detto già in questo articolo.

L’aspetto sicuramente molto positivo, e non poteva essere altrimenti, sono state le prestazioni di Cutrone: 5 goal in 3 match e titolo di capocannoniere della prima fase di qualificazione in saccoccia.

Ma del resto si sa: l’attaccante milanista (anche di lui ho parlanto ne “La carica dei 301″) è uno dei migliori classe ’98 al mondo.

Per il resto si segnala una discreta Islanda, che sta continuando nel proprio interessante processo di crescita. E perché no una stupefacente Moldavia: ok il fattore campo, ma non mi sarei mai aspettato di vederli impattare con l’Islanda (0 a 0), per poi far faticare l’Italia (3 a 0 per gli Azzurrini, ma il primo tempo racconta ben altra storia) sino a dominare la gara con l’Armenia (vinta 4 a 0).
Moldavia lottatrice, come si evince anche guardando un dato statistico particolare. Il giocatore autore di più falli tra tutti i match disputati sin qui è proprio moldavo: Sandu Mateescu.

Proprio la tendenza al fallo costa cara ai moldavi: con risultati identici all’Irlanda del Nord non viene ripescata a causa del maggior numero di cartellini.

Con quindici posti a disposizione (la Bulgaria padrona di casa è ovviamente qualificata d’ufficio) i nostri ragazzi hanno un solo risultato accettabile: qualificarsi alla fase finale.

 Gruppo 4

Non c’erano molti dubbi su chi si sarebbe preso i due posti valevoli per la qualificazione alla Fase Elite. Ma c’era comunque molta curiosità di vedere come sarebbe finito il big match del raggruppamento.

Così, le prime due giornate sono andate come da pronostico. Due vittorie semplici, e poi lo scontro frontale per il primo posto.

A vincerlo l’Inghilterra, che negli ultimi dieci minuti del primo tempo mette in cassaforte il risultato grazie alle reti di Willock e Patching per poi ribattere immediatamente con Dasilva al goal del momentaneo 2 a 1 realizzato da Karamoh.

Da segnalare comunque le prestazioni di due giocatori francesi da tener d’occhio: Odsonne Edouard, 3 goal, e Nanitamo Ikone, 2 assist.

Gruppo 5

Il quinto raggruppamento, giocato in Lettonia, è stato uno dei più combattuti del lotto. L’unica squadra bellamente tagliata fuori, infatti, è stata proprio quella dei padroni di casa.

Per il resto Svezia, Grecia ed Ucraina hanno battagliato dando fondo a tutte le proprie forze per riuscire a strappare un tagliando valevole l’approdo alla fase successiva.

A spuntarla svedesi e greci, in un raggruppamento in cui ben quattro match sono finiti 0 a 0 ed in cui sono stati realizzati solo quattro reti.

Con l’Ucraina, zero goal fatti e zero goal subiti, che passa come una delle migliori terze…

Gruppo 6

Girone piuttosto aperto anche il sesto, in cui esce una vittima sacrificale inaspettata: la Turchia. Che così dopo essersi qualificata alla Fase Finale dell’Europeo coi classe ’97 non arriva nemmeno alla Elite con questa covata.

Il gruppo è dominato dal Portogallo, che vince tutte e tre le gare facilmente senza subire nemmeno una rete.

La seconda piazza si assegna invece grazie differenza reti. Ed in questo senso è decisivo il poker segnato dal fiorentino Jan Mlakar nella gara d’apertura contro la Turchia. Uno Mlakar che proprio grazie a quelle quattro reti si infila così al secondo posto della classifica marcatori globale, alle spalle del nostro Patrick Cutrone.

L’Irlanda del Nord passa invece come una delle migliori terze.

Gruppo 7

Il girone sette si decide di fatto già alla prima giornata. Non tanto con l’8 a 1 dell’ottima Croazia sul Kazakistan, quanto con l’imposizione dell’Ungheria su Israele (goal di Attila Szalai). Che pure riuscirà poi a pareggiare con i croati e a distruggere 6 a 0 i kazaki, ma inutilmente. Un’autorete di Podmskiy nella gara tra Kazakistan ed Ungheria regalerà gli altri tre decisivi punti ai magiari, che così possono volare alla Fase Elite pur senza brillare.

Qualificato anche Israele, come una delle migliori cinque terze.

Gruppo 8

Tutto secondo pronostico.

L’Olanda non mette in mostra grandissime cose davanti, ma l’ottima solidità difensiva gli permette di chiudere senza goal al passivo e con tre vittorie in saccoccia.

Bene anche la Serbia, che chiude sì con una sconfitta – comunque di misura – il proprio turno qualificatorio, ma solo dopo essersi imposta su Malta e sulla Finlandia.

Finlandesi che così devono accontentarsi della vittoria – già inutile, ai fini della qualificazione – ottenuta all’ultima giornata contro i maltesi.

Gruppo 9

Quello austriaco sembra essere un movimento in crescita.

Una conferma arriva anche da questo turno di qualificazione, che vede i nostri giovani vicini di casa imporsi con un triplo 2 a 0 su San Marino, Albania e Norvegia nell’ordine e volare così, di gran carriera, alla Fase Elite.

La seconda posizione la conquista quindi la Norvegia, che prima di cedere al cospetto della squadra guidata da Manfred Zsak si erano liberati con grande autorevolezza di albanesi (3 a 0) e sanmarinesi (4 a 0).

Gruppo 10

Quella che è forse la sorpresa principale di questa fase qualificatoria arriva dal decimo raggruppamento, uno dei più combattuti in assoluto.

A spuntarla è infatti il Belgio. E sin qui, nulla da dire. Soprattutto visti i grandissimi passi avanti compiuti negli ultimi anni dal movimento belga.

Per il secondo posto si verifica però un fatto insolito: Azerbaigian e Bosnia arrivano appaiate all’ultima gara, che si chiude anch’essa in parità. Così servono i rigori per decretare chi passerà il turno. Ed a spuntarla sono i giovani dei Balcani.

Azerbaigian che poi si qualificherà lo stesso, come una delle migliori cinque terze.

Fa comunque abbastanza scalpore anche la prematura eliminazione della Svizzera, che chiude il girone all’ultimo posto grazie alla sola vittoria – inutile – dell’ultima gara contro un appagato Belgio.

Gruppo 11

Gruppo di scarso interesse. Dominato, com’era logico aspettarsi, dalla solita Spagna.

E proprio nella Spagna gioca il miglior assistman della prima fase di qualificazione: Daniel Villanueva, centrocampista offensivo in forza alle giovanili del Villareal capace di offrire quattro passaggi vincenti in tre partite ai propri compagni di squadra.

Accede alla Fase Elite anche la Slovacchia, che regola 1 e 2 a 0 Lussemburgo e Lituania.

Gruppo 12

Attacco dominante.

E’ grazie a questo fattore che i giovani romeni riescono ad imporsi sui parietà danesi, conquistandosi così la seconda piazza alle spalle di una indomabile Repubblica Ceca.

Ceki abili nel vincere tutti e tre i match in cui sono coinvolti.

Rumeni invece che dopo aver perso all’esordio proprio contro i futuri vincitori del raggruppamento ne fanno ben 6 alla Danimarca, prima di chiudere in tranquillità con l’1 a 0 ai padroni di casa di Andorra.

Il tutto in particolar modo grazie a due talenti: Ianis Hagi (figlio di Gica, anche lui schedato nella mia ), autore di 3 assist e capace di subire più falli di tutti (13), e Florinel Coman, capace di segnare quattro reti (anche per lui, come per il viola Mlakar, solo uno meno del nostro Cutrone).

Gruppo 13

L’ultimo raggruppamento del lotto si decide, di fatto, alla seconda giornata. Quando i bielorussi padroni di casa battono anche il Galles dopo aver vinto contro Montenegro all’esordio, ed i russi si impongono su questi ultimi dopo il pareggio della prima gara.

Questo incrocio di risultati renderebbe inutile la vittoria gallese dell’ultimo match. Se solo i dragoni non venissero poi ripescati come una delle migliori terze.

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Tra il 15 ed il 20 ottobre (quindi settimana scorsa) la nostra under 17 (quella formata da giocatori nati dopo il 1 gennio 1998) ha affrontato il primo turno di qualificazione all’Europeo di categoria.

Inserita nel Gruppo 3 disputatosi in Moldavia i nostri ragazzi hanno ottenuto due vittorie ed un pareggio, prendendosi la vetta della classifica e qualificandosi comodamente (lo erano già prima di giocare l’ultimo match) alla Fase Elite.

Quella dei ’98 è una classe molto interessante, come ebbi già modo di dire in passato. Vi ci sono nati ragazzi di grande talento e prospettive (alcuni dei quali sono stati raccontanti nel mio secondo libro, “La carica dei 301″, ebook che vi invito a comprare costando solo 99 centesimi) che hanno tutte le possibilità di andare a giocarsi anche, perché no, il titolo Europeo l’anno prossimo tra Sofia e dintorni.

Quanto visto in questa prima fase di qualificazione, però, non mi lascia per nulla tranquillo.

Ma iniziamo con un breve racconto di com’è andata.

L’esordio è stato morbido, un 3 a 0 facile (firmato da una doppietta di Cutrone e da una rete del classe 99 Scamacca) contro la squadra peggiore del raggruppamento, quell’Armenia che chiuderà questa prima fase a zero punti con ben 9 reti subite in 3 match.

La seconda partita ha presentato già qualche difficoltà in più. Contro i padroni di casa moldavi i nostri ragazzi hanno infatti disputato un primo tempo opaco, mettendo in mostra una circolazione di palla difficoltosa e perché no un pochino di affanno anche in fase di non possesso. Il rigore di Llamas a nove dal termine della prima frazione ha comunque portato avanti gli Azzurrini, che hanno messo al sicuro la vittoria nella ripresa grazie ad una doppietta del solito Cutrone.

Infine, il match con l’Islanda. Preso magari un po’ sottogamba in quanto già qualificati alla Fase Elite, ecco i nostri giochicchiare in controllo del match per subire però il goal del vantaggio islandese.
La reazione arriva nella ripresa, abbastanza veemente. I nostri mettono sotto gli avversari e trovano il pareggio con – guarda caso – Patrick Cutrone. Ma perché subire un goal prima di mettere in mostra la propria superiorità?

Un primo problema, quindi, è questo: l’approccio.

Ancora non si possono sapere quali saranno gli avversari che dovremo incontrare nel corso della Fase Elite, ma una cosa è chiara: solo la squadra migliore, quella capace di vincere il girone, passerà.
Ed a differenza di questo primo turno, come al solito piuttosto morbido, non ci saranno tutte queste avversarie abbordabili. Il livello si alzerà molto, e con esso dovrà alzarsi anche quello delle nostre prestazioni. O il risultato potrebbe essere la non qualificazione all’Europeo.

Un secondo problema è sicuramente di gioco: nonostante la discreta qualità dei nostri interpreti, infatti, l’Italia ha messo in mostra le sue classiche lacune nello sviluppo dell’azione.
Ci sono tanti modi di giocare a calcio dominando una partita. Negli ultimi anni quello che è andato più di moda è stato il famoso “tiki-taka” in salsa catalana, ma Bayern e Germania hanno dimostrato che si può dominare anche con un gioco più verticale. L’importante è giocare.

I nostri ragazzi, invece, hanno spesso faticato a manovrare, nonostante qualità tecniche superiori agli avversari. E qui escono i classici limiti del nostro calcio, sempre più bravo ad agire di rimessa che ad imporsi. Una strategia che se può funzionare contro squadre di alto lignaggio certo diventa deficitaria quando gli avversari sono inferiori al proprio livello.

Il terzo problema, poi, mi permetto di individuarlo nelle convocazioni.

Certo, qui uscirà la storia del “siamo tutti CT”, “tu non sei un allenatore”, ecc. Ma a che cosa servirebbe un blog se non ad esprimere opinioni?

E allora ecco il quesito che pongo: perché di questa squadra non hanno fatto parte tre degli elementi in assoluto più qualitativi della classe italiana 1998?

Sto parlando degli interisti Piscopo e Taufer e del milanista Mastour.

Sarebbe cambiato qualcosa con la loro presenza? Magari no, forse sì. Di certo soprattutto con avversari di livello così sensibilmente inferiore mettere ancora maggiore qualità in campo avrebbe potuto aiutare a vincere ancora più nettamente il girone.

E se su Mastour è evidente che debbano esserci problemi alla base (non gioca nemmeno nel suo club, né in prima squadra, né in Primavera, né con gli Allievi Nazionali) davvero stento a capire perché Piscopo e Taufer, che invece mi risulta siano tra i punti di forza degli A.N. dell’Inter, non siano stati convocati.

Logico, il C.T. è pagato per fare le sue scelte. Ma mettere in dubbio quelle che sembrano sbagliate penso sia altrettanto legittimo.

Quindi, che squadra avrei schierato in questo primo turno di qualificazione? E’ presto detto:

Ed ora?

Ora c’è da elevare il livello di gioco, possibilmente convocare gli esclusi di cui ho parlato e poi studiare la formazione di partita in partita, anche in base agli avversari che si affronteranno.

Di certo questo gruppo ha il potenziale per arrivare all’Europeo. E lì giocarsela.

Che dire? Speriamo bene.

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Terminata la prima fase di qualificazione agli Europei under 17 di Malta 2014 è già stata sorteggiata anche la Fase Elite, che definirà le sette squadre qualificate alla fase finale.

Andiamo a vedere girone per girone (sono tredici) come sono andate le cose…

Gruppo 1

Disputatosi in Albania ha visto i giovani romeni imporsi con tre vittorie in altrettanti match.
L’esordio, disputato contro i padroni di casa, ha visto i ragazzi di mister Gâlcă  imporsi grazie ad una rete di Virgil-Andrei Ivan, attaccante in forza alle giovani dell’Universitatea Craiova. Stesso risultato e medesimo marcatore anche contro la Finlandia. Difesa che si è poi confermata impenetrabile anche nell’ultimo match, vinto per 2 a 0 contro la Bielorussia.

A passare, assieme alla Romania, anche l’Albania. Incassata la sconfitta nel match di apertura è arrivato il 2 a 1 contro la Bielorussia, che nel corso della prima giornata aveva battuto la Finlandia. E’ stato quindi sufficiente, alla squadra allenata da mister Džemal Mustedanagić, impattare 0 a 0 con i finlandesi per assicurarsi la seconda piazza e qualificarsi così alla Fase Elite.

Gruppo 2

Tre le qualificate, esattamente come nelle fasi qualificatorie all’Europeo under 19, nel gruppo dell’Italia. Che qui ha però sbancato la concorrenza, imponendosi 2 a 1 contro l’Ucraina nel match di apertura (grazie ad una doppietta del genoano Giuseppe Antonio Panico) per poi pareggiare nel match disputato contro i padroni di casa lituani nel corso della seconda giornata. Per assicurarsi la prima piazza gli Azzurrini hanno così dovuto battere la Svezia, la quale aveva anch’essa incamerato 4 punti fino a quel momento. Ancora di Panico il goal di apertura, seguito dalle reti del milanista Locatelli e dal difensore torinista Federico Caronte.

Detto della Svezia seconda, la terza piazza, che le è valsa poi il ripescaggio, è stata conquistata dall’Ucraina, pur capace di raccogliere solo due punti contro gli svedesi e i lituani.

Gruppo 3

Il raggruppamento giocato in Israele ha invece visto l’eliminazione dei padroni di casa nonostante le 12 rete messe a segno in tre match (8 delle quali in quello di chiusura contro il Liechtenstein).

A passare come prima, così, la Francia di Allan Saint-Maximin, uno dei pochi classe 97 ad aver già esordito in uno dei cinque massimi campionati europei. Galletti capaci di imporsi 2 a 0 contro il Liechtenstein per pareggiare poi 2 a 2 contro i padroni di casa e guadagnarsi la prima posizione con un secco 3 a 0 rimediato nel corso dell’ultima giornata proprio anche grazie ad una doppietta della stellina del Saint Etienne.

Seconda posizione appannaggio invece dei ceki, capaci di battere Israele e Liechtenstein prima del crollo finale.
Eliminato, quindi, uno dei due migliori marcatori di questo turno qualificatorio: Raz Yizhak, di cui non sono però riuscito a trovare la squadra di appartenenza.

Gruppo 4

Giocato in Slovenia, ha visto due nazionali britanniche strappare il pass per la Fase Elite.
Prima classificata la Scozia, ottima nell’imporsi 3 a 1 nel match d’apertura contro i padroni di casa (tripletta di Craig Wighton del Dundee FC) ed in quello di chiusura per 2 a 1 (doppietta di Greg Kiltie del Kilmarnock). Il tutto inframezzato da uno 0 a 0 con il Galles, l’altra qualificata del gruppo grazie al 5 a 5 contro l’Ungheria ed alla vittoria finale (3 a 0) contro la Slovenia.

Gruppo 5

Tre repubbliche ex jugoslave tutte nello stesso gruppo. Due di queste sono rimaste però fuori.
Ad imporsi (ed in tutti e tre i match) è stato infatti il Portogallo: 2 a 0 contro la Bosnia (doppietta della stellina dello Sporting Idrissa Sambu), 2 a 1 col Montenegro (due rigori dei due Pedro, Rodrigues e Delgado), 1 a 0 contro la Croazia (Renato Sanches).

La seconda posizione è stata invece strappata dalla Bosnia, che dopo la disfatta della prima giornata è riuscita ad infilare una W contro la Croazia (Gojak e Lelic) ed un pari finale contro Montenegro.

Gruppo 6

Organizzato in Serbia, ha visto i padroni di casa passare a braccetto coi greci. In prima posizione solo grazie ad una miglior differenza reti, guadagnata grazie al 6 a 0 con Andorra ed al 4 a 1 con Estonia.

Miglior marcatore di questo raggruppamento Luka Jović, attaccante attualmente in forza all’under 19 della Stella Rossa di Belgrado capace di realizzare 4 goal in tre match.

Gruppo 7

Il capocannoniere assoluto di questo primo turno si è invece disimpegnato nel settimo raggruppamento, che ha visto l’Inghilterra dominare in lungo ed in largo: 4 a 0 all’Armenia all’esordio, 8 a 0 a Gibilterra, 6 a 0 finale ai cugini irlandesi.
Mattatore dei mattatori è stato Adam Armstrong del Newcastle, giocatore il cui feeling con il goal è ormai cosa nota (almeno a livello giovanile).

Seconda posizione, invece, per l’Eire, che prima di capitolare così duramente contro l’Inghilterra aveva infilato due vittorie.

Gibilterra che dal canto suo non ha espresso molto, come era logico aspettarsi, se non il giocatore più falloso in assoluto di questo primo turno: George Wink, che di professione non fa il difensore ma bensì l’attaccante. E che nel corso dei tre match disputati ha commesso un totale di 14 falli.

Gruppo 8

Svoltosi a Cipro, ha visto la vittoria piuttosto comoda della Spagna. 6 goal in tre partite e difesa imbattuta, a far capitolare una dopo l’altra Moldavia, Cipro e Norvegia.

E proprio i norvegesi si sono presi la seconda piazza, distruggendo 4 a 2 i ciprioti grazie ad una doppietta di Lorentzen e alle reti di Svendsen e Berg per poi andare ad impattare 1 a 1 contro la Moldavia.
Moldavi che a loro volta avevano quindi la grande occasione per raggiungere i parietà norvegesi in classifica, ma il 2 a 0 finale inflitto loro da Cipro ha dissolto ogni speranza…

Gruppo 9

Il 2 a 2 turco contro Lussemburgo aveva probabilmente fatto tremare i giovani allenati da Hakan Tecimer. Enes Ünal e compagni sono stati però poi bravi ad imporsi contro Lettonia ed Irlanda del Nord, strappando un pass per la Fase Elite.

Al secondo posto si classificano invece i lettoni, capaci di battere i nordirlandesi nel corso del primo turno grazie ad una rete di Juhnevičs ed il Lussemburgo nell’ultimo.

Gruppo 10

Giocato in Russia, ha visto, a sorpresa, l’imposizione dell’Islanda proprio ai danni dei padroni di casa, che col secondo posto ottenuto si qualificano comunque alla Fase Elite.
Islandesi che pure non erano partiti benissimo, con il 3 a 3 contro l’Azerbaigian. Le successive vittorie con Slovacchia (4 a 2) e Russia (2 a 1) ha però permesso loro di strappare il primo posto, con un attacco piuttosto prolifico (9 goal) ma una difesa non proprio solidissima (6 reti al passivo, 2 di media a partita).

Russi che dal canto loro passano grazie al 2 a 1 rifilato ai slovacchi ed all’1 a 0 rimediato contro l’Azerbaigian.

Gruppo 11

L’attacco migliore di questo primo turno risulta essere quello dell’Olanda, squadra schiaccia sassi capace di battere Far Oer, San Marino e Georgia realizzando 17 goal senza subirne.
Tra tutti risaltano le cinque reti messe a segno da Ezra Walian, giovane punta di origini indonesiane di cui ho parlato nel mio primo libro, La carica dei 201. Risaltano soprattutto perché messe a segno nell’arco di 24 minuti.
Tra i giovani Oranje in grande spolvero anche un altro prodotto delle giovani dell’Ajax, Abdelhak Nouri.

La seconda posizione è stata invece colta dai giovani georgiani, che prima di essere battuti di misura dall’Olanda hanno fatto di un sol boccone San Marino (3 a 1) e Far Oer (2 a 0).

Gruppo 12

Molto interessante il gruppo 12, giocato in Danimarca.
Ad imporsi la Svizzera, trascinata dal talento di origine kosovara Albian Ajeti, attualmente in forza alle giovanili del Basilea. La giovane punta ha infatti realizzato 4 goal, aiutando i suoi a liberarsi facilmente dell’Austria (4 a 0), per poi battere il Kazakistan andando a fermare – ed eliminare – sullo 0 a 0 i padroni di casa danesi nel corso dell’ultimo turno.

Secondo posto che è così andato appannaggio dell’Austria, capace di battere danesi e kazaki con un doppio 2 a 0.

Gruppo 13

L’ultimo raggruppamento è stato giocato in Macedonia ed ha visto la non pronosticata imposizione della Polonia, capace di infilare un bel filotto di vittorie.
Dopo il 3 a 2 sui padroni di casa è arrivato il 3 a 0 contro la Bulgaria, ad anticipare il secco 2 a 0 rifilato al Belgio allenato da Patrick Klinkenberg.

Belgio che si è qualificato comunque al secondo posto in virtù delle vittorie con bulgari (2 a 0) e macedoni (5 a 0).

La terza posizione è infine stata vinta dai padroni di casa, capaci di battere i parietà bulgari 2 a 1 nel corso dell’ultima giornata.

Fase Elite

Le ventisette squadre qualificatesi dal girone eliminatorio (le 26 prime e seconde più l’Ucraina miglior terza) raggiungono quindi la Germania alla Fase Elite, che si comporrà di altri 7 gruppi da 4 squadre. Le vincenti di ogni raggruppamento accederanno quindi alla fase finale, che si disputerà come detto a Malta tra il 9 e il 21 maggio prossimi.

Questo il responso dell’urna di Nyon:

Il Gruppo 1 vede la Spagna sicura favorita, ma un occhio sempre attento andrà dato a movimenti in crescita come Russia (padrona di casa e campione in carica) e Svizzera, che potrebbero provare a tirare un colpo gobbo.

Nel secondo raggruppamento potrebbe regnare invece un certo equilibrio. Quattro squadre che si fronteggeranno a viso aperto senza risparmiarsi colpi. A questo punto a contare potrebbe essere il fattore campo, che dice Grecia.

Il Gruppo 3 vedrà l’eliminazione di almeno una big tra Olanda e Francia. I primi sono probabilmente favoriti (anche per via del fattore campo), ma certo Saint-Maximin e compagni venderanno cara la pelle. Più difficile, probabilmente, possano rientrare in gioco Austria e Svezia. Anche se queste due all’ultimo Europeo di categoria c’erano. Olanda e Francia no…

Anche nel quarto girone almeno una big storica del calcio europeo verrà eliminata. E’ infatti qui che sono state sorteggiate Inghilterra ed Italia. Dovessi dire oggi chi passerà direi probabilmente gli inglesi, anche se i nostri hanno sicuramente le carte in regola per giocarsela.
Attenzione comunque alla Repubblica Ceca padrona di casa, che potrebbe cercare il colpo gobbo. Pochissime chance per l’Albania.

Il Gruppo 5 si giocherà in Serbia, e chissà che i padroni di casa non riescano a superare i parietà tedeschi, sulla carta i favoriti del girone. Praticamente nessuna chance per Georgia ed Eire.

Interessante anche l’equilibrio che potrebbe regnare nel Gruppo 6, quello che si disputerà in Scozia e che vedrà scendere in campo anche Belgio, Romania e Bosnia.

Infine il gruppo 7 dovrebbe essere vinto dal Portogallo padrone di casa. Ammesso e non concesso che i giovani islandesi non vogliano compiere un altro mezzo miracolo. Ben più difficile, invece, che la cosa possa essere compiuta da Lettonia o Ucraina.

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Tra una settimana avrà il via l’Europeo under 17 che, per quest’anno, sarà ospitato dalla Slovacchia.

Sperando di trovare il tempo materiale di seguire la competizione, andiamo a vedere un po’ qual è stato il percorso delle sette squadre (ovviamente i padroni di casa erano qualificati di diritto) che hanno ottenuto il pass alla fase finale di quest’anno. Ma non solo.

Il Gruppo A vede la presenza di Austria, Svezia e Svizzera, oltre ai padroni di casa.

Austria che iniziò il suo percorso lo scorso 10 ottobre, con uno scialbo 0 a 0 contro Cipro. Roboante invece la vittoria ottenuta nel secondo match: un 6 a 0 rifilato alle isole Far Oer e griffato dalle doppiette di Grbic e Pellegrini oltre che dal goal di Zivotic e dall’autorete di Eliasen. Pass per la Fase Elite strappato poi grazie al pareggio ottenuto con la Svizzera (che appunto dovranno riaffrontare in Slovacchia). Ancora di Grbic il goal austriaco.

Superato senza grossi patemi – ma senza nemmeno grande disinvoltura – la prima fase, l’Austria ha iniziato malissimo la fase successiva, con una sconfitta per 1 a 0 subita contro l’Eire. A quel punto strada totalmente in salita per i ragazzi di Hermann Stadler, che necessitavano di due vittorie per sperare nella fase finale. Vittorie puntualmente arrivate contro Serbia (1 a 0, Pellegrini) e Georgia (2 a 1, Zivotic e Grbic).

Occhi quindi doverosamente puntati su Adrian Grbic, ala sinistra che dopo aver messo in mostra grandissime doti realizzative nel campionato nazionale under17 tedesco gioca oggi nell’under19 dello Stoccarda. Cresciuto nel Rapid Vienna, rapido e dotato di buon tiro, Grbic è considerato uno dei migliori talenti austriaci degli ultimi anni.

Il vero faro della squadra sarebbe però quel Valentino Lazaro a lungo – ed infruttuosamente – seguito dall’Inter. Centrocampista offensivo rapido e dal dribbling fulminante, è ritenuto da Stadler – addirittura – il miglior classe ’96 d’Europa. Capace di esordire nel massimo campionato austriaco (gioca nel Salisburgo) a soli 16 anni, ha addosso tutti i maggiori club del Vecchio Continente.
Perché dico sarebbe? Il ragazzo – che ha disputato la prima fase di qualificazione giocando tutti e tre i match – rischia di saltare la fase finale causa infortunio.

Molto, in Austria, si aspettano anche da Micheal Lercher, terzino sinistro rapido e dotato di buona tecnica – anche di calcio -, attualmente in forza all’under17 del Werder Brema.

La Svezia ha invece iniziato il proprio percorso il 29 settembre con un 1 a 1 contro l’Eire (poi capace di fermare l’Austria, come abbiamo visto). Di Gustav Engvall la rete scandinava. Due giorni più tardi una doppietta di Citaku permette di superare 2 a 1 la Romania. Prima fase che si chiude poi con il 4 a 0 inflitto alla Macedonia, griffato da Engvall, Citaku, Halvadzic e dall’autorete di Stojkovski.

Svedesi che si sono qualificati alla fase finale solo grazie alla differenza reti. Nella Elite, infatti, schiaffeggiano Bielorussia (4 a 1, doppietta di Berisha e goal di Citaku e Saletros) e Finlandia (5 a 0, tripletta di Lipovac e doppietta di Berisha) prima di pareggiare 1 a 1 con l’Ungheria (ancora Berisha, mattatore di questa fase), penalizzata dalle “sole” sei reti totali rifilate alle altre due contendenti.

Possibile protagonista sicuramente Valmir Berisha, attaccante in forza alla formazione under19 dell’Halmstad capace di avere un grandissimo impatto sulla sua squadra, con 5 reti in 5 match di qualificazione (in realtà, 5 in tre partite alla fase Elite).

Lui e Gentrit Citaku (attaccante in forza al Norrkoping under19, 4 goal in 5 match di qualificazione) saranno con ogni probabilità le bocche da fuoco della squadra allenata da Roland Larsson.

Occhi puntati, a centrocampo, su Elias Andersson (Helsingborg under19, con già due presenze in prima squadra) e Isak Ssewankambo (mediano ex Angereds oggi in forza all’Academy del Chelsea).

La Svizzera, come detto, era inserita nel Gruppo 6 della prima fase assieme all’Austria. Due vittorie facili contro Far Oer (3 a 0, Pagliuca, Stevic e Trachsel) e Cipro (5 a 1, Kadoic su rigore, Forestal, Bytyqi, Kursner e Ajeti) hanno fatto da preludio all’1 a 1 (Trachsel) con gli austriaci, che non ha comunque impedito agli elvetici di chiudere al primo posto il girone.

Fase Elite iniziata da dove si era rimasti, con lo 0 a 0 imposto dalla Polonia. Poi due vittorie – Israele 2 a 1 (Hunziker ed il rigore di Grgic) e Repubblica Ceca 1 a 0 (ancora Huziker) – ed il pass per la Slovacchia in saccoccia.

Una delle certezze di questa nazionale, sino a qui, è stato Fabian Fellmann, estremo difensore in forza alla formazione under 18 dello Zurigo. Sarà lui il nuovo Siegrist?

Altra colonna di questa squadra Deni Kadoic, difensore centrale o mediano all’occorrenza tesserato per il Basilea, dove attualmente milita nella formazione under 18. Ma chissà che a breve non possa trovare la prima squadra…

I padroni di casa, come detto, non hanno dovuto invece affrontare il percorso di qualificazione.

Tra i giocatori più interessanti di questa Slovacchia troviamo sicuramente Miroslav Káčer, centrocampista dello Zilina che qualcuno già paragona ad un certo Marek Hamsik (anche se, al di là del valore, ha caratteristiche tattiche un po’ differenti, essendo più centrocampista che trequartista).

Nello Zilina (uno dei punti di riferimento del calcio slovacco) giocano anche Lukáš Čmelík – tre presenze all’attivo nella Corgon Liga – e Denis Vavro, roccioso centrale difensivo.Under17

Il Gruppo B è invece quello degli Azzurrini, che affronteranno Croazia, Russia ed Ucraina.

Croazia che ha iniziato il suo percorso il 14 ottobre con un buon 4 a 2 inflitto ad Israele e firmato dalla doppietta di Basic e dalle reti di Brodic e Roguljic. Di lì il 2 a 0 ai danni del Kazakistan (Mamic ed il solito Basic) seguito dal 4 a 3 del Gospin Dolac contro la Turchia (Muric, Fiolic, Roguljic e Kresic).

Fino a qui tutto bene. La Fase Elite è però il vero scoglio da superare: Francia, Spagna e Belgio le avversarie, per un girone di ferro che vedeva la Croazia come vittima sacrificale. Detto-fatto i croati battono 3 a 2 gli spagnoli (Mamic, Basic e Brodic) e 1 a 0 la Francia (autogoal di Sega Coulibaly), prima di rilassarsi ed impattare 1 a 1 contro il Belgio (Caleta-Car). Così, eliminata la Francia di Maupay (già in goal in Ligue 1 con la maglia del Nizza) e la Spagna di Xavier Quintilla e Adama Traore tra gli altri.

Che dire? La star annunciata è Alen Halilovic, ammesso parta per la Slovacchia (è già da tempo nel giro della prima squadra). Ex compagno di Mateo Kovacic, è ritenuto il golden boy del calcio croato. Qualora dovesse esserci sarà sicuramente una delle star dell’Europeo.

Altro giocatore che qualora dovesse esserci avrà sicuramente gli occhi di molti osservatori puntati addosso è Marko Dabro, punta del Cibalia classe ’97 (quindi di un anno sottoetà) già accostato alla Juventus. Anche lui – al pari di Halilovic – non ha inciso come ci si sarebbe aspettato nel corso delle qualificazioni, ma in una eventuale fase finale sarà sicuramente uno dei più scrutati.

Occhi sicuramente da puntare anche sull’ala destra Josip Bašić, attualmente in forza all’Hajduk Spalato, con cui ha già esordito nella Prva HNL. Mattatore delle fasi di qualificazioni con 4 goal in 6 match ha doti più spiccatamente offensive rispetto ad Halilovic, con cui si contende la leadership di questa under 17.

Infine occhio anche a Petar Mamic, terzino sinistro della Dinamo Zagabria.

La Russia ha iniziato malissimo la sua corsa, perdendo 3 a 0 contro i Ceki (poi eliminati dalla Svizzera) l’esordio nel corso di una prima fase raddrizzata col 2 a 1 inflitto ai danesi (Sheydaev e Chernov) ed il 3 a 0 finale ai danni di Montenegro (Guliev, Chernov e Mayrovich).

Inseriti in un girone complicatissimo nel corso della Elite, i russi si sono liberati bene di Slovenia (Buranov e Barinov) e Inghilterra (Guliev e Sheydaev) con un doppio 2 a 1 che ha fatto da preludio alla sconfitta patita contro il Portogallo. Russi qualificati grazie alla classifica avulsa.

Occhi puntati, tra gli altri, su Ayaz Guliev, trequartista dello Spartak autore di una splendida rete contro gli inglesi, Nikita Chernov, difensore centrale del CSKA già colonna anche della nazionale under 16, Ramil Sheydaev, punta dello Zenit con 10 goal all’attivo tra under 16 e 17, e Anton Mitryushkin, portiere dello Spartak nonché capitano di questa rappresentativa.

L’Ucraina ha iniziato il suo percorso il 30 ottobre con il 3 a 1 (Luchkevych, Boryachuk, Tretyakov) sulla Georgia, cui ha fatto seguito il pareggio a reti inviolate registrato contro i parietà scozzesi ed il secco 6 a 0 (Lukyanchuk, Kovalenko, Zinchenko, Arendaruk, Luchkevych, Polyuhanych) ottenuto contro Lussemburgo.

Regolata una prima fase piuttosto morbida gli ucraini hanno esordito al turno Elite con un 5 a 1 (tripletta di Boryachuk, rigore di Kuksenko e goal di Makohon) facile ai danni degli estoni, seguito da un deludentissimo 0 a 0 contro la Bulgaria. Nel match decisivo, disputato contro la favoritissima Germania, i ragazzi di Holovko (sì, l’ex difensore della Dinamo Kiev) hanno tirato fuori l’impresa, vincendo 1 a 0 grazie al goal di Boryachuk e staccando il pass per la fase finale.

Proprio Andriy Boryachuk, punta nativa di Vinnytsia attualmente in forza allo Shaktar Donetsk, sarà uno degli uomini più attesi. Con le sue cinque reti realizzate in sei match – tra cui appunto quella decisiva contro i tedeschi – è uno dei migliori marcatori in assoluto della fase qualificatoria e sarà chiamato a ripetersi anche in Slovacchia.

Occhio anche a Valeri Luchkevych, centrocampista dell’under 19 del Metalurg Zaporizhya che di questa squadra è capitano e leader.

Infine, l’Italia.

Che, è bene ricordarlo, non vince il titolo Europeo under 17 dal 1987 (anche se ufficialmente è dall’82, dato che l’ultimo alloro non venne assegnato posto l’utilizzo di Roberto Secci, giocatore non eleggibile per la competizione).

Tra alti e bassi la prima fase qualificatoria, dove dopo l’1 a 0 (Tutino) rifilato all’Albania e il 4 a 0 (Capradossi e tripletta di Bonazzoli) ai danni del modesto Liechtenstein arriva la sconfitta per 3 a 2 subita dall’Ungheria (poi eliminata dalla Svezia come detto). Una sconfitta addolcita solo dalle marcature di Mauri e Cerri (su rigore).

Luci ed ombre anche nel corso della Fase Elite, che mette in mostra un attacco certo non prolificissimo. I giochi si aprono con l’1 a 0 alla Norvegia, cui fa seguito l’1 a 0 rifilato all’Olanda (entrambe le reti sono state realizzate da capitan Alberto Cerri). A quel punto contro l’Irlanda del Nord ai nostri basta un pareggio, che arriva puntuale a reti inviolate.

Alberto Cerri che è uno dei giocatori più interessanti del lotto. La punta del Parma con 3 goal in 3 match ha per altro un’ottima media realizzativa, che ovviamente ci auguriamo possa mantenere anche in Slovacchia, per provare a trascinare al titolo i suoi compagni.

Altro giocatore interessante è sicuramente Gennaro Tutino. L’ala partenopea è ragazzo dal carattere molto forte (forse troppo). Spesso però si perde in leziosismi inutili. Le basi tecniche sono comunque ottime.

Altra colonna degli Azzurrini è sicuramente Elio Capradossi, difensore centrale romanista che dovrà assicurare solidità anche al reparto arretrato della squadra allenata da Zoratto.

Ma diversi altri sono i giocatori interessanti che vestiranno la maglia Azzurra in Slovacchia.

In ritiro da ieri, vi pubblico, per completezza, la rosa dei nostri convocati.

Portieri: Emil Audero (Juventus), Lorenzo Ferrari (Milan), Simone Scuffet (Udinese);
Difensori: Arturo Calabresi (Roma), Davide Calabria (Milan), Elio Capradossi (Roma), Federico Dimarco (Inter), Rosario Rizzo (Siena), Giacomo Sciacca (Inter), Davide Vitturini (Pescara);
Centrocampisti: Andrea Palazzi (Inter), Luca Palmiero (Napoli), Vittorio Parigini (Torino), Alessandro Piu (Empoli), Mario Pugliese (Atalanta), Antonio Romano (Napoli), Demetrio Steffé (Inter), Alberto Tibolla (Chievo Verona), Gennaro Tutino (Napoli);
Attaccanti: Federico Bonazzoli (Inter), Alberto Cerri (Parma), Davide Di Molfetta (Milan), Michael Fabbro (Milan), Luca Vido (Milan).

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Colmenar Viejo, Stadio Alberto Ruiz.

E’ qui, nella Comunità Autonoma di Madrid, che si è svolta la finale di quello che gli organizzatori hanno chiamato, forse un po’ presuntuosamente e pretenziosamente, Mondiale per Club under 17.

Ad affrontarsi, comunque, due delle migliori cantere spagnole: da una parte l’Atletico Madrid, dall’altra l’ormai leggendaria cantera blaugrana del Barcellona.

Ma bando alle ciance, veniamo subito alle formazioni.

Atletico che Armando de la Morena schiera con un 4-2-3-1 che vede Fran a difesa dei pali, Chele ad agire come terzino destro con Sergi sull’out opposto (e la memoria corre subito, guardando la maglia degli avversari, ad un altro laterale difensivo mancino… Sergi Barjuan…) e la coppia Alberto – Canete in mezzo.
Ad agire come mediani sono invece Juanjo e Borja, con Nacho trequartista centrale affiancato da Ivan sulla destra e Arona sulla mancina. Unica punta Carlos.

Classico 4-3-3, invece, per il Barcellona che schiera José in porta e una difesa composta, da destra a sinistra, da Godswill, Riera, Tarin, Xavier Quintillà.
Iu e Pau le mezz’ali, con Jordi centromediano. Maxi ed Ebwelle le ali offensive, Munir la prima punta, Xavi Garcia Pimienta l’allenatore.

Entrambe le squadre partono da subito a viso aperto. Qui non si fanno calcoli: c’è l’entusiasmo dei ragazzini coniugato a due scuole calcistiche che fanno capo al movimento spagnolo, ovvero possesso e fase offensiva.

La prima azione realmente degna di nota la costruiscono i Rojiblancos: Juanjo, numero 10 della squadra, parte centralmente palla al piede seminando terrore tra le fila Blaugrana e portando la sfera sino al limite dell’area, per il tocco filtrante in direzione di un Nacho che s’infila bene tra le maglie della difesa avversaria arrivando a calciare. A salvare la situazione ci pensa però capitan Riera, che stringe bene la diagonale difensiva deviando in spaccata la conclusione del trequartista madridista.

La rete che sblocca il risultato è però nell’aria e arriva proprio sugli sviluppi della rimessa laterale che segue l’azione appena raccontata.
Rimessa che Chele batte lunghissima in area, altezza primo palo, a mo’ di corner. A ricevere palla è un liberissimo Carlos, che sfruttando il buco di Tarin mette giù il pallone di petto per affrettare poi una conclusione sbilenca. La traiettoria di tiro è infatti chiusa troppo e sarebbe destinata forse addirittura alla rimessa laterale se solo Arona non sbucasse alle spalle di Godswill per depositare in rete l’1 a 0 comodo comodo.

Difesa Blaugrana che scricchiola a ripetizione e che è tenuta a galla solo da capitan Riera.
Due o tre minuti dopo il goal, infatti, l’Atletico scende sulla destra con Chele che si sovrappone a Ivan per poi centrare una bella palla in direzione di Carlos, anticipato dalla solita diagonale di Riera, cui tocca mettere pezze un po’ ovunque.

Al ventisettesimo ancora Rojiblancos avanti, con una grandissima azione targata Nacho-Carlos.
E’ il trequartista a portare palla ed avanzare, arrivando quasi al limite dell’area dopo un triangolo chiuso proprio con la sua punta. Che, restituitogli il pallone, si infilerà alle spalle dei difensori per ricevere il lob con cui Nacho lo metterà da solo a tu per tu col portiere.

Il tentativo di pallonetto del numero 9 madridista, però, non sarà minimamente all’altezza. Carlos, infatti, toccherà male il pallone, consegnandolo direttamente tra le braccia di José e chiudendo nel peggiore dei modi uno splendido scambio con Nacho.

La prima occasione costruita dal Barça arriva quindi solo alla mezz’ora, e solo grazie ad una punizione battuta nell’arco di pochi centesimi dalla sua assegnazione.
Quando l’arbitro fischia un presunto fallo di Canete ai danni di Munir, infatti, la punta Blaugrana ferma il pallone e lo lancia subito in direzione di Ebwelle, cogliendo assolutamente impreparati tutti i giocatori dell’atletico e permettendo al compagno camerunense di presentarsi a tu per tu con Fran. Quando, però, viene meno il sangue freddo. Così che il tiro si stampa giusto contro all’estremo difensore Rojiblancos.

Atletico che è comunque in pieno controllo del match, con Nacho che prova a dispensare assist.
Il trequarti madridista prova infatti a mandare in porta anche Ivan, chiudendo un triangolo di tacco, con l’ala Rojiblancos che però si trova costretto a calciare di sinistro, per un tiro molle con cui riesce comunque a guadagnare un calcio d’angolo.

La prima frazione si chiude quindi con un Atletico in completo controllo e dominio del match, ed un Barcellona che prova affannosamente a restare in partita.

Ripresa che si apre subito con un cambio. Armando de la Morena, infatti, decide di togliere uno dei più brillanti in campo, Nacho, per sostituirlo con Sainz.

La musica comunque non cambia. In apertura di ripresa è sempre l’Atletico a spingere con Arona che torna a farsi vedere dopo la realizzazione dell’1 a 0 saltando secco Godswill e mettendo in difficoltà anche Riera prima di servire Carlos, il cui tiro, un po’ problematico e non certo coordinatissimo, è parato da José.

Estremo difensore Blaugrana che mette però in mostra tutti i suoi limiti proprio il nuovo entrato Sainz calcia non irresistibilmente poco oltre la trequarti e lui, con tecnica molto più che rivedibile, si lascia scappare dalle mani un pallone praticamente già parato, con una papera che costa il 2 a 0 ai danni del Barça.

Barcellona che prova comunque a scuotersi subito, con Maxi che penetra bene in area per appoggiare poi al limite a Munir, il cui calcio è però leggermente impreciso e porta il pallone a spegnersi di poco oltre la traversa.

Con il Barça che prova a risvegliarsi de la Morena effettua un altro cambio, con Arona, autore dell’1 a 0, sostituito da Maya.

Il Barcellona è però finalmente entrato in partita e appena prima della metà del secondo tempo accorcia le distanze con Munir, che riceve in area un cross proveniente dalla sinistra incornandolo di testa per il 2 a 1.

Da lì in avanti, comunque, i giovani Blaugrana non riusciranno più a raddrizzare il match, consegnando all’Atletico Madrid quello che il commentatore della tv spagnola, un po’ pretestuosamente, definirà il titolo di “miglior cantera del mondo”.

Tornando all’aspetto tattico interessante il 4-2-3-1 madridista, con il trequartista centrale molto mobile e portato sia a duettare con la prima punta che a proiettarsi anche oltre ad essa, infilandosi alle spalle dei difensori.
Bene anche la fase offensiva della catena di destra, e nel complesso squadra molto ordinata e ben messa in campo.

Classico 4-3-3, invece, per i catalani, dove più che lacune strettamente tattiche si sono registrate approssimazioni tecniche un po’ preoccupanti, almeno se viste con gli occhi da tifoso.

Venendo ai singoli bene Alejandro Gómez Martín, detto Chele, terzino destro Rojiblancos. Buona propensione e propulsione offensiva, duetta con continuità con Ivan, ala destra con facilità di corsa disarmante e tanta voglia di pungere.

Bene anche Nacho, trequartista mobile capace di duettare nello stretto con tutti i suoi compagni.

Si vede solo a sprazzi, invece, Arona Sane, autore dell’un po’ fortunosa realizzazione che sblocca il match e di una prestazione altalenante.

Nel complesso, comunque, non si sono visti potenziali veri fenomeni, almeno non in questa partita. Per quanto tra l’Atletico di Madrid nessuno demeriti.

Piuttosto male, invece, un po’ tutti i giocatori del Barça.

Dove Alain Richard Ebwelle mette in mostra grandi doti di velocista e la capacità di essere ficcante, senza però riuscire a pungere davvero.

Interessante, comunque, l’ecletticità di Xavier Quintillà Guasch, di cui parlai già più di un anno fa.

Dopo averlo visto giocare tanto mediano quanto difensore centrale, infatti, mi è capitato di vederlo anche terzino sinistro. E con discreti risultati. Del resto il compito più complicato era il suo, alle prese con Chele e Ivan, e le cose non sono andate poi così male.

Il ragazzo, per altro, è un classe 96. Ovvero uno tra i più giovani in campo.

Bene, indubbiamente, anche il capitano della formazione, Roger Riera Canadell. Difensore centrale carismatico e sa già ben leggere i tempi delle azioni.
Penalizzato, ahilui, dal giocare stretto nella morsa di Godswill Elohor Ekpolo, terzino destro con pesanti lacune, e Rodrigo Tarin Higon, centrale che inanella una sbavatura dietro l’altra.

Piuttosto male anche i centrocampisti, in blocco, col reparto nevralgico del campo che soffre in continuazione lasciando il possesso della palla nelle mani dei madrileni, facendo così crollare come un castello di carte il “sistema Barça”.

Sempre interessante, comunque, vedere come si muovono le cantere spagnole. Peccato solo che il calcio giovanile, in Italia, non abbia lo stesso spazio.

Ma, del resto, sono i giovani stessi a non avere spazio in questo paese quanto nel mondo del nostro calcio.

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