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Posts Tagged ‘Europeo under 17’

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Tra il 6 ed il 22 maggio prossimo la Bulgaria ospiterà l’edizione 2015 dell’Europeo under 17.

L’ultimo, giocato sei mesi fa a Malta, è stato vinto dall’Inghilterra dei classe 97. Per qualificarsi al prossimo, invece, si è già giocato il primo turno, che ha scremato le partecipanti in vista della Fase Elite.

Importante sottolineare come da questa edizione le partecipanti passeranno da 8 a 16, con quindi molte più chance di qualificazione per tutte le nazionali.

Ma andiamo a ricapitolare proprio come sono andate le cose nel corso del primo turno di qualificazione. Il tutto in attesa che dall’urna di Nyon, il 3 dicembre prossimo, escano le composizioni dei gironi della Fase Elite (cui la Germania è qualificata di diritto).

Gruppo 1

Tutto facile per le due britanniche, come da copione. Impossibile infatti pensare che Scozia ed Eire si facessero impensierire dalle modestissime Isole Far Oer e da Gibilterra.

A spuntarla, così, sono gli scozzesi, ma solo per differenza reti. Due 4 a 0 chiusi con lo 0 a 0 dello scontro diretto all’ultima giornata, con gli irlandesi invece che pur segnando una rete in più ne subiscono due nel match contro le Far Oer.

Qualche talento interessante – come lo scozzese Calvin Miller – l’hanno, le due squadre. Sarà nel turno Elite, però, che dovranno testare la loro forza reale.

Gruppo 2

Anche qui poca storia.

La Polonia (battuta 3 a 0 lo scorso aprile dagli Azzurrini) ha dominato il raggruppamento, giocatosi in Georgia. Il tutto con i padroni di casa che hanno ceduto il passo ai polacchi ma solo dopo essersi garantiti, con le vittorie su Liechtenstein (3 a 0) ed Estonia (2 a 1) l’accesso alla Fase Elite.

Proprio il raddoppiamento dei posti disponibili rende un po’ tutte le squadre papabili per l’accesso agli Europei, anche se va detto che alla Georgia servirà probabilmente un mezzo miracolo per farcela.
Qualche chance in più, invece, per la Polonia, trascinata come sempre dal neo giocatore del Chelsea Hubert Adamczyk (se non lo conoscete e volete saperne di più comprate il mio secondo libro, “La carica dei 301″! Costa solo 1 euro!), uno dei giocatori con più conclusioni effettuate in questo primo turno qualificatorio (8).

Gruppo 3

Il terzo è stato il raggruppamento in cui hanno giocato i nostri Azzurrini.

Disputatosi in Moldavia, ha visto i nostri portacolori imporsi non senza qualche difficoltà, come detto già in questo articolo.

L’aspetto sicuramente molto positivo, e non poteva essere altrimenti, sono state le prestazioni di Cutrone: 5 goal in 3 match e titolo di capocannoniere della prima fase di qualificazione in saccoccia.

Ma del resto si sa: l’attaccante milanista (anche di lui ho parlanto ne “La carica dei 301″) è uno dei migliori classe ’98 al mondo.

Per il resto si segnala una discreta Islanda, che sta continuando nel proprio interessante processo di crescita. E perché no una stupefacente Moldavia: ok il fattore campo, ma non mi sarei mai aspettato di vederli impattare con l’Islanda (0 a 0), per poi far faticare l’Italia (3 a 0 per gli Azzurrini, ma il primo tempo racconta ben altra storia) sino a dominare la gara con l’Armenia (vinta 4 a 0).
Moldavia lottatrice, come si evince anche guardando un dato statistico particolare. Il giocatore autore di più falli tra tutti i match disputati sin qui è proprio moldavo: Sandu Mateescu.

Proprio la tendenza al fallo costa cara ai moldavi: con risultati identici all’Irlanda del Nord non viene ripescata a causa del maggior numero di cartellini.

Con quindici posti a disposizione (la Bulgaria padrona di casa è ovviamente qualificata d’ufficio) i nostri ragazzi hanno un solo risultato accettabile: qualificarsi alla fase finale.

 Gruppo 4

Non c’erano molti dubbi su chi si sarebbe preso i due posti valevoli per la qualificazione alla Fase Elite. Ma c’era comunque molta curiosità di vedere come sarebbe finito il big match del raggruppamento.

Così, le prime due giornate sono andate come da pronostico. Due vittorie semplici, e poi lo scontro frontale per il primo posto.

A vincerlo l’Inghilterra, che negli ultimi dieci minuti del primo tempo mette in cassaforte il risultato grazie alle reti di Willock e Patching per poi ribattere immediatamente con Dasilva al goal del momentaneo 2 a 1 realizzato da Karamoh.

Da segnalare comunque le prestazioni di due giocatori francesi da tener d’occhio: Odsonne Edouard, 3 goal, e Nanitamo Ikone, 2 assist.

Gruppo 5

Il quinto raggruppamento, giocato in Lettonia, è stato uno dei più combattuti del lotto. L’unica squadra bellamente tagliata fuori, infatti, è stata proprio quella dei padroni di casa.

Per il resto Svezia, Grecia ed Ucraina hanno battagliato dando fondo a tutte le proprie forze per riuscire a strappare un tagliando valevole l’approdo alla fase successiva.

A spuntarla svedesi e greci, in un raggruppamento in cui ben quattro match sono finiti 0 a 0 ed in cui sono stati realizzati solo quattro reti.

Con l’Ucraina, zero goal fatti e zero goal subiti, che passa come una delle migliori terze…

Gruppo 6

Girone piuttosto aperto anche il sesto, in cui esce una vittima sacrificale inaspettata: la Turchia. Che così dopo essersi qualificata alla Fase Finale dell’Europeo coi classe ’97 non arriva nemmeno alla Elite con questa covata.

Il gruppo è dominato dal Portogallo, che vince tutte e tre le gare facilmente senza subire nemmeno una rete.

La seconda piazza si assegna invece grazie differenza reti. Ed in questo senso è decisivo il poker segnato dal fiorentino Jan Mlakar nella gara d’apertura contro la Turchia. Uno Mlakar che proprio grazie a quelle quattro reti si infila così al secondo posto della classifica marcatori globale, alle spalle del nostro Patrick Cutrone.

L’Irlanda del Nord passa invece come una delle migliori terze.

Gruppo 7

Il girone sette si decide di fatto già alla prima giornata. Non tanto con l’8 a 1 dell’ottima Croazia sul Kazakistan, quanto con l’imposizione dell’Ungheria su Israele (goal di Attila Szalai). Che pure riuscirà poi a pareggiare con i croati e a distruggere 6 a 0 i kazaki, ma inutilmente. Un’autorete di Podmskiy nella gara tra Kazakistan ed Ungheria regalerà gli altri tre decisivi punti ai magiari, che così possono volare alla Fase Elite pur senza brillare.

Qualificato anche Israele, come una delle migliori cinque terze.

Gruppo 8

Tutto secondo pronostico.

L’Olanda non mette in mostra grandissime cose davanti, ma l’ottima solidità difensiva gli permette di chiudere senza goal al passivo e con tre vittorie in saccoccia.

Bene anche la Serbia, che chiude sì con una sconfitta – comunque di misura – il proprio turno qualificatorio, ma solo dopo essersi imposta su Malta e sulla Finlandia.

Finlandesi che così devono accontentarsi della vittoria – già inutile, ai fini della qualificazione – ottenuta all’ultima giornata contro i maltesi.

Gruppo 9

Quello austriaco sembra essere un movimento in crescita.

Una conferma arriva anche da questo turno di qualificazione, che vede i nostri giovani vicini di casa imporsi con un triplo 2 a 0 su San Marino, Albania e Norvegia nell’ordine e volare così, di gran carriera, alla Fase Elite.

La seconda posizione la conquista quindi la Norvegia, che prima di cedere al cospetto della squadra guidata da Manfred Zsak si erano liberati con grande autorevolezza di albanesi (3 a 0) e sanmarinesi (4 a 0).

Gruppo 10

Quella che è forse la sorpresa principale di questa fase qualificatoria arriva dal decimo raggruppamento, uno dei più combattuti in assoluto.

A spuntarla è infatti il Belgio. E sin qui, nulla da dire. Soprattutto visti i grandissimi passi avanti compiuti negli ultimi anni dal movimento belga.

Per il secondo posto si verifica però un fatto insolito: Azerbaigian e Bosnia arrivano appaiate all’ultima gara, che si chiude anch’essa in parità. Così servono i rigori per decretare chi passerà il turno. Ed a spuntarla sono i giovani dei Balcani.

Azerbaigian che poi si qualificherà lo stesso, come una delle migliori cinque terze.

Fa comunque abbastanza scalpore anche la prematura eliminazione della Svizzera, che chiude il girone all’ultimo posto grazie alla sola vittoria – inutile – dell’ultima gara contro un appagato Belgio.

Gruppo 11

Gruppo di scarso interesse. Dominato, com’era logico aspettarsi, dalla solita Spagna.

E proprio nella Spagna gioca il miglior assistman della prima fase di qualificazione: Daniel Villanueva, centrocampista offensivo in forza alle giovanili del Villareal capace di offrire quattro passaggi vincenti in tre partite ai propri compagni di squadra.

Accede alla Fase Elite anche la Slovacchia, che regola 1 e 2 a 0 Lussemburgo e Lituania.

Gruppo 12

Attacco dominante.

E’ grazie a questo fattore che i giovani romeni riescono ad imporsi sui parietà danesi, conquistandosi così la seconda piazza alle spalle di una indomabile Repubblica Ceca.

Ceki abili nel vincere tutti e tre i match in cui sono coinvolti.

Rumeni invece che dopo aver perso all’esordio proprio contro i futuri vincitori del raggruppamento ne fanno ben 6 alla Danimarca, prima di chiudere in tranquillità con l’1 a 0 ai padroni di casa di Andorra.

Il tutto in particolar modo grazie a due talenti: Ianis Hagi (figlio di Gica, anche lui schedato nella mia ), autore di 3 assist e capace di subire più falli di tutti (13), e Florinel Coman, capace di segnare quattro reti (anche per lui, come per il viola Mlakar, solo uno meno del nostro Cutrone).

Gruppo 13

L’ultimo raggruppamento del lotto si decide, di fatto, alla seconda giornata. Quando i bielorussi padroni di casa battono anche il Galles dopo aver vinto contro Montenegro all’esordio, ed i russi si impongono su questi ultimi dopo il pareggio della prima gara.

Questo incrocio di risultati renderebbe inutile la vittoria gallese dell’ultimo match. Se solo i dragoni non venissero poi ripescati come una delle migliori terze.

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E’ iniziata ieri la fase finale dell’edizione 2013 del Campionato Europeo under 17, che vede tra le protagoniste anche l’Italia di mister Zoratto. Andiamo a vedere come si è conclusa la prima giornata.Daniele Zoratto

Gruppo A

Iniziano subito a delinearsi i rapporti di forza nel raggruppamento che vede scendere in campo i padroni di casa slovacchi. Che, impegnati a Dubnica Nad Váhom, sono riusciti ad imporsi nel difficile match che li ha visti opposti ai parietà austriaci del potenziale crack Valentino Lazaro.
E’ una rete arrivata al secondo minuto di recupero e realizzata da Martin Slaninka (difensore in forza all’under19 dell’MSK Zilina) a decidere il match, dopo che gli ospiti erano rimasti in dieci poco prima quando l’arbitro dell’incontro, l’olandese Serdar Gözübüyük, aveva mostrato il secondo giallo a Thomas Steiner (protagonista negativo assoluto: entrato al sessantaquattresimo ci mette otto minuti a prendere un giallo, tredici in tutto a prenderne due e filare sotto la doccia).

Lo stesso risultato matura anche allo Štadión pod Dubňom di Zilina, dove una buona Svezia riesce a liberarsi di una Svizzera comunque combattiva.
I ragazzi diretti in panchina da Heinz Moser dimostrano di potersela giocare dal centrocampo in su, palesando però anche una certa difficoltà a difendere, soprattutto su Valmir Berisha. Che a tre minuti dal termine del primo tempo difende bene una palla al limite dell’area, per far poi partire un filtrante capace di mettere Gustav Engvall, attaccante in forza al Goteborg con un fugace passaggio al Liverpool all’età di 15 anni, in condizione di bucare Fabian Fellmann per il già definitivo 1 a 0.

Slovacchia e Svezia che guidano quindi appaiate questo raggruppamento, e che nel corso della prossima giornata potrebbero già strappare entrambe il pass per le semifinali: svedesi impegnati alle 16 di mercoledì contro l’Austria, slovacchi che scenderanno invece in campo due ore più tardi contro i rossocrociati.

Gruppo B

Tutt’altro il discorso nel raggruppamento che vede impegnati i ragazzi di Zoratto, incapaci di andare oltre lo 0 a 0 contro un’ottima Croazia. Che, a dirla tutta, meritava molto più degli azzurrini, arruffoni, senza idee, molto fallosi. Croati che trascinati dalle invenzioni del genietto Halilovic hanno messo in grossissima difficoltà Cerri e compagni, limitatisi ad un solo tiro nello specchio nel corso di tutta la partita.
Ben diverso invece il discorso per i croati, la cui difesa ha annullato l’attacco italiano, il cui centrocampo ha dominato in mediana e fermati solo dalle prove eccellenti del centrale Capradossi e del portierino Scuffet, indubbiamente i migliori in campo tra le fila italiche.

A guidare questo gruppo è quindi la rappresentativa russa, autrice di una ottima prestazione contro i cugini ucraini in quel di Zlaté Moravce. Un 3 a 0 secco arrivato grazie alle reti di Khodzhaniyazov, Mayrovich e Zhemaletdinov che catapulta i ragazzi Dmitri Khomukha al primo posto, con già un piedino al prossimo turno. La missione, ora, sarà non perdere i prossimi due match.Dimitri Khoumka

Russi che mercoledì alle 14 incontreranno la Croazia di Halilovic e Roguljic in un match che si preannuncia elettrizzante. Azzurrini ed ucraini che si giocheranno invece le residue chance di passaggio del turno alle 18 in quel di Nitra. Italia che scenderà in campo con un solo imperativo: vincere.

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Tra una settimana avrà il via l’Europeo under 17 che, per quest’anno, sarà ospitato dalla Slovacchia.

Sperando di trovare il tempo materiale di seguire la competizione, andiamo a vedere un po’ qual è stato il percorso delle sette squadre (ovviamente i padroni di casa erano qualificati di diritto) che hanno ottenuto il pass alla fase finale di quest’anno. Ma non solo.

Il Gruppo A vede la presenza di Austria, Svezia e Svizzera, oltre ai padroni di casa.

Austria che iniziò il suo percorso lo scorso 10 ottobre, con uno scialbo 0 a 0 contro Cipro. Roboante invece la vittoria ottenuta nel secondo match: un 6 a 0 rifilato alle isole Far Oer e griffato dalle doppiette di Grbic e Pellegrini oltre che dal goal di Zivotic e dall’autorete di Eliasen. Pass per la Fase Elite strappato poi grazie al pareggio ottenuto con la Svizzera (che appunto dovranno riaffrontare in Slovacchia). Ancora di Grbic il goal austriaco.

Superato senza grossi patemi – ma senza nemmeno grande disinvoltura – la prima fase, l’Austria ha iniziato malissimo la fase successiva, con una sconfitta per 1 a 0 subita contro l’Eire. A quel punto strada totalmente in salita per i ragazzi di Hermann Stadler, che necessitavano di due vittorie per sperare nella fase finale. Vittorie puntualmente arrivate contro Serbia (1 a 0, Pellegrini) e Georgia (2 a 1, Zivotic e Grbic).

Occhi quindi doverosamente puntati su Adrian Grbic, ala sinistra che dopo aver messo in mostra grandissime doti realizzative nel campionato nazionale under17 tedesco gioca oggi nell’under19 dello Stoccarda. Cresciuto nel Rapid Vienna, rapido e dotato di buon tiro, Grbic è considerato uno dei migliori talenti austriaci degli ultimi anni.

Il vero faro della squadra sarebbe però quel Valentino Lazaro a lungo – ed infruttuosamente – seguito dall’Inter. Centrocampista offensivo rapido e dal dribbling fulminante, è ritenuto da Stadler – addirittura – il miglior classe ’96 d’Europa. Capace di esordire nel massimo campionato austriaco (gioca nel Salisburgo) a soli 16 anni, ha addosso tutti i maggiori club del Vecchio Continente.
Perché dico sarebbe? Il ragazzo – che ha disputato la prima fase di qualificazione giocando tutti e tre i match – rischia di saltare la fase finale causa infortunio.

Molto, in Austria, si aspettano anche da Micheal Lercher, terzino sinistro rapido e dotato di buona tecnica – anche di calcio -, attualmente in forza all’under17 del Werder Brema.

La Svezia ha invece iniziato il proprio percorso il 29 settembre con un 1 a 1 contro l’Eire (poi capace di fermare l’Austria, come abbiamo visto). Di Gustav Engvall la rete scandinava. Due giorni più tardi una doppietta di Citaku permette di superare 2 a 1 la Romania. Prima fase che si chiude poi con il 4 a 0 inflitto alla Macedonia, griffato da Engvall, Citaku, Halvadzic e dall’autorete di Stojkovski.

Svedesi che si sono qualificati alla fase finale solo grazie alla differenza reti. Nella Elite, infatti, schiaffeggiano Bielorussia (4 a 1, doppietta di Berisha e goal di Citaku e Saletros) e Finlandia (5 a 0, tripletta di Lipovac e doppietta di Berisha) prima di pareggiare 1 a 1 con l’Ungheria (ancora Berisha, mattatore di questa fase), penalizzata dalle “sole” sei reti totali rifilate alle altre due contendenti.

Possibile protagonista sicuramente Valmir Berisha, attaccante in forza alla formazione under19 dell’Halmstad capace di avere un grandissimo impatto sulla sua squadra, con 5 reti in 5 match di qualificazione (in realtà, 5 in tre partite alla fase Elite).

Lui e Gentrit Citaku (attaccante in forza al Norrkoping under19, 4 goal in 5 match di qualificazione) saranno con ogni probabilità le bocche da fuoco della squadra allenata da Roland Larsson.

Occhi puntati, a centrocampo, su Elias Andersson (Helsingborg under19, con già due presenze in prima squadra) e Isak Ssewankambo (mediano ex Angereds oggi in forza all’Academy del Chelsea).

La Svizzera, come detto, era inserita nel Gruppo 6 della prima fase assieme all’Austria. Due vittorie facili contro Far Oer (3 a 0, Pagliuca, Stevic e Trachsel) e Cipro (5 a 1, Kadoic su rigore, Forestal, Bytyqi, Kursner e Ajeti) hanno fatto da preludio all’1 a 1 (Trachsel) con gli austriaci, che non ha comunque impedito agli elvetici di chiudere al primo posto il girone.

Fase Elite iniziata da dove si era rimasti, con lo 0 a 0 imposto dalla Polonia. Poi due vittorie – Israele 2 a 1 (Hunziker ed il rigore di Grgic) e Repubblica Ceca 1 a 0 (ancora Huziker) – ed il pass per la Slovacchia in saccoccia.

Una delle certezze di questa nazionale, sino a qui, è stato Fabian Fellmann, estremo difensore in forza alla formazione under 18 dello Zurigo. Sarà lui il nuovo Siegrist?

Altra colonna di questa squadra Deni Kadoic, difensore centrale o mediano all’occorrenza tesserato per il Basilea, dove attualmente milita nella formazione under 18. Ma chissà che a breve non possa trovare la prima squadra…

I padroni di casa, come detto, non hanno dovuto invece affrontare il percorso di qualificazione.

Tra i giocatori più interessanti di questa Slovacchia troviamo sicuramente Miroslav Káčer, centrocampista dello Zilina che qualcuno già paragona ad un certo Marek Hamsik (anche se, al di là del valore, ha caratteristiche tattiche un po’ differenti, essendo più centrocampista che trequartista).

Nello Zilina (uno dei punti di riferimento del calcio slovacco) giocano anche Lukáš Čmelík – tre presenze all’attivo nella Corgon Liga – e Denis Vavro, roccioso centrale difensivo.Under17

Il Gruppo B è invece quello degli Azzurrini, che affronteranno Croazia, Russia ed Ucraina.

Croazia che ha iniziato il suo percorso il 14 ottobre con un buon 4 a 2 inflitto ad Israele e firmato dalla doppietta di Basic e dalle reti di Brodic e Roguljic. Di lì il 2 a 0 ai danni del Kazakistan (Mamic ed il solito Basic) seguito dal 4 a 3 del Gospin Dolac contro la Turchia (Muric, Fiolic, Roguljic e Kresic).

Fino a qui tutto bene. La Fase Elite è però il vero scoglio da superare: Francia, Spagna e Belgio le avversarie, per un girone di ferro che vedeva la Croazia come vittima sacrificale. Detto-fatto i croati battono 3 a 2 gli spagnoli (Mamic, Basic e Brodic) e 1 a 0 la Francia (autogoal di Sega Coulibaly), prima di rilassarsi ed impattare 1 a 1 contro il Belgio (Caleta-Car). Così, eliminata la Francia di Maupay (già in goal in Ligue 1 con la maglia del Nizza) e la Spagna di Xavier Quintilla e Adama Traore tra gli altri.

Che dire? La star annunciata è Alen Halilovic, ammesso parta per la Slovacchia (è già da tempo nel giro della prima squadra). Ex compagno di Mateo Kovacic, è ritenuto il golden boy del calcio croato. Qualora dovesse esserci sarà sicuramente una delle star dell’Europeo.

Altro giocatore che qualora dovesse esserci avrà sicuramente gli occhi di molti osservatori puntati addosso è Marko Dabro, punta del Cibalia classe ’97 (quindi di un anno sottoetà) già accostato alla Juventus. Anche lui – al pari di Halilovic – non ha inciso come ci si sarebbe aspettato nel corso delle qualificazioni, ma in una eventuale fase finale sarà sicuramente uno dei più scrutati.

Occhi sicuramente da puntare anche sull’ala destra Josip Bašić, attualmente in forza all’Hajduk Spalato, con cui ha già esordito nella Prva HNL. Mattatore delle fasi di qualificazioni con 4 goal in 6 match ha doti più spiccatamente offensive rispetto ad Halilovic, con cui si contende la leadership di questa under 17.

Infine occhio anche a Petar Mamic, terzino sinistro della Dinamo Zagabria.

La Russia ha iniziato malissimo la sua corsa, perdendo 3 a 0 contro i Ceki (poi eliminati dalla Svizzera) l’esordio nel corso di una prima fase raddrizzata col 2 a 1 inflitto ai danesi (Sheydaev e Chernov) ed il 3 a 0 finale ai danni di Montenegro (Guliev, Chernov e Mayrovich).

Inseriti in un girone complicatissimo nel corso della Elite, i russi si sono liberati bene di Slovenia (Buranov e Barinov) e Inghilterra (Guliev e Sheydaev) con un doppio 2 a 1 che ha fatto da preludio alla sconfitta patita contro il Portogallo. Russi qualificati grazie alla classifica avulsa.

Occhi puntati, tra gli altri, su Ayaz Guliev, trequartista dello Spartak autore di una splendida rete contro gli inglesi, Nikita Chernov, difensore centrale del CSKA già colonna anche della nazionale under 16, Ramil Sheydaev, punta dello Zenit con 10 goal all’attivo tra under 16 e 17, e Anton Mitryushkin, portiere dello Spartak nonché capitano di questa rappresentativa.

L’Ucraina ha iniziato il suo percorso il 30 ottobre con il 3 a 1 (Luchkevych, Boryachuk, Tretyakov) sulla Georgia, cui ha fatto seguito il pareggio a reti inviolate registrato contro i parietà scozzesi ed il secco 6 a 0 (Lukyanchuk, Kovalenko, Zinchenko, Arendaruk, Luchkevych, Polyuhanych) ottenuto contro Lussemburgo.

Regolata una prima fase piuttosto morbida gli ucraini hanno esordito al turno Elite con un 5 a 1 (tripletta di Boryachuk, rigore di Kuksenko e goal di Makohon) facile ai danni degli estoni, seguito da un deludentissimo 0 a 0 contro la Bulgaria. Nel match decisivo, disputato contro la favoritissima Germania, i ragazzi di Holovko (sì, l’ex difensore della Dinamo Kiev) hanno tirato fuori l’impresa, vincendo 1 a 0 grazie al goal di Boryachuk e staccando il pass per la fase finale.

Proprio Andriy Boryachuk, punta nativa di Vinnytsia attualmente in forza allo Shaktar Donetsk, sarà uno degli uomini più attesi. Con le sue cinque reti realizzate in sei match – tra cui appunto quella decisiva contro i tedeschi – è uno dei migliori marcatori in assoluto della fase qualificatoria e sarà chiamato a ripetersi anche in Slovacchia.

Occhio anche a Valeri Luchkevych, centrocampista dell’under 19 del Metalurg Zaporizhya che di questa squadra è capitano e leader.

Infine, l’Italia.

Che, è bene ricordarlo, non vince il titolo Europeo under 17 dal 1987 (anche se ufficialmente è dall’82, dato che l’ultimo alloro non venne assegnato posto l’utilizzo di Roberto Secci, giocatore non eleggibile per la competizione).

Tra alti e bassi la prima fase qualificatoria, dove dopo l’1 a 0 (Tutino) rifilato all’Albania e il 4 a 0 (Capradossi e tripletta di Bonazzoli) ai danni del modesto Liechtenstein arriva la sconfitta per 3 a 2 subita dall’Ungheria (poi eliminata dalla Svezia come detto). Una sconfitta addolcita solo dalle marcature di Mauri e Cerri (su rigore).

Luci ed ombre anche nel corso della Fase Elite, che mette in mostra un attacco certo non prolificissimo. I giochi si aprono con l’1 a 0 alla Norvegia, cui fa seguito l’1 a 0 rifilato all’Olanda (entrambe le reti sono state realizzate da capitan Alberto Cerri). A quel punto contro l’Irlanda del Nord ai nostri basta un pareggio, che arriva puntuale a reti inviolate.

Alberto Cerri che è uno dei giocatori più interessanti del lotto. La punta del Parma con 3 goal in 3 match ha per altro un’ottima media realizzativa, che ovviamente ci auguriamo possa mantenere anche in Slovacchia, per provare a trascinare al titolo i suoi compagni.

Altro giocatore interessante è sicuramente Gennaro Tutino. L’ala partenopea è ragazzo dal carattere molto forte (forse troppo). Spesso però si perde in leziosismi inutili. Le basi tecniche sono comunque ottime.

Altra colonna degli Azzurrini è sicuramente Elio Capradossi, difensore centrale romanista che dovrà assicurare solidità anche al reparto arretrato della squadra allenata da Zoratto.

Ma diversi altri sono i giocatori interessanti che vestiranno la maglia Azzurra in Slovacchia.

In ritiro da ieri, vi pubblico, per completezza, la rosa dei nostri convocati.

Portieri: Emil Audero (Juventus), Lorenzo Ferrari (Milan), Simone Scuffet (Udinese);
Difensori: Arturo Calabresi (Roma), Davide Calabria (Milan), Elio Capradossi (Roma), Federico Dimarco (Inter), Rosario Rizzo (Siena), Giacomo Sciacca (Inter), Davide Vitturini (Pescara);
Centrocampisti: Andrea Palazzi (Inter), Luca Palmiero (Napoli), Vittorio Parigini (Torino), Alessandro Piu (Empoli), Mario Pugliese (Atalanta), Antonio Romano (Napoli), Demetrio Steffé (Inter), Alberto Tibolla (Chievo Verona), Gennaro Tutino (Napoli);
Attaccanti: Federico Bonazzoli (Inter), Alberto Cerri (Parma), Davide Di Molfetta (Milan), Michael Fabbro (Milan), Luca Vido (Milan).

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Niente Europei per l’under 17 di Pasquale Salerno, che buca la Fase Elite raccogliendo due soli punti in tre partite, collezionando, di fronte al proprio pubblico, una figura non propriamente bellissima.

Azzurrini che dopo la fase di preparazione esordirono pareggiando 0 a 0 contro la Scozia.

Nel corso del secondo match, poi, la brutta sconfitta con la Repubblica Ceca: dopo l’iniziale vantaggio firmato a quattro minuti dal via da Valerio Verre ecco nel secondo tempo un uno-due ceko letale, che tra il sessantesimo ed il sessantaquattresimo ribaltano il risultato con Masek e Luftner.

Durante il terzo ed ultimo match, infine, un 1 a 1 con la Slovacchia che dopo essere passata in vantaggio con Rusnak si farà recuperare dalla rete, arrivata allo scadere, realizzata da Lorenzo Tassi, già definito da Corioni come nuovo Baggio.

Due soli punti in classifica, niente fase finale.

Ecco quindi la cronistoria del fallimento azzurro. Under 17 che dopo aver bucato la qualificazione all’Europeo lo scorso anno con la classe ’93, quindi, non parteciperà alla fase finale dello stesso nemmeno quest’anno.

Per provare a spiegare i perché ed i per come di questa eliminazione mi affiderò direttamente alle parole del mister, intervistato da Marco Oliva per Generazione di Talenti:

Gentile mister Salerno, l’eliminazione in questa Fase Elite degli Europei è sicuramente un boccone amaro da mandar giù per tutto il movimento calcistico azzurro. Analizzando la classifica del girone, il bilancio appare piuttosto modesto (2 pareggi, 1 sconfitta, per giunta da padroni di casa); quali sono le sue impressioni a caldo?
Un vero peccato. Il nostro calcio sta vivendo momenti molto difficili, un’oggettiva crisi d’identità in cui stiamo commettendo l’errore di voler scimmiottare quel calcio che va per la maggiore in questo momento (vedi il Barcellona), senza tener conto che a quel tipo d’approccio ci si arriva con una programmazione lunga e meticolosa, che parta verosimilmente dalla base. Noi abbiamo cercato di giocare un buon calcio, fatto di organizzazione tattica e possesso palla, non siamo stati molto bravi a concretizzare con i gol il gioco espresso, questo è il rammarico maggiore, unito a qualche leggerezza di troppo in fase difensiva.
 
L’eliminazione brucia ancor di più perché la squadra ha denotato comunque delle buone qualità, al cospetto di avversari scorbutici da affrontare ma sicuramente alla nostra portata. Facendo i doverosi complimenti alla Repubblica Ceca (in cui c’era un pizzico d’Italia, col prestante difensore centrale della Juventus Luboš Adamec), possiamo dire che forse non è passata la compagine tecnicamente più valida?
Si è qualificata sicuramente la squadra più solida, quella che ci ha creduto di più e che ha messo in campo, con decisione e determinazione, tutto ciò che aveva. Il cuore, la grinta e la voglia possono fare la differenza, anche al netto delle lacune tecniche. I ceki hanno dato tutto sul rettangolo verde, non hanno mai mollato e si sono meritati la loro chance di disputare la Fase Finale in Serbia. Noi non siamo sempre abituati a farlo, e questo è un problema che si paga in campo internazionale.
 
Abbiamo notato un filo conduttore tra l’esperienza di gennaio al Trofeo Granatkin in Russia (dove comunque ci siamo confrontati con avversari d’età maggiore, tutti Under 18) e i tre sfortunati match del Girone 1: questa Under 17 è una squadra con prospetti interessanti, ma che nel complesso è mancata dal punto di vista della cattiveria agonistica e soprattutto sul piano fisico, più che sul profilo tecnico/tattico. Per farle un esempio, anche in Russia il nostro Lorenzo Tassi ha rubato l’occhio degli osservatori e vinto il premio speciale come “Best Technique Player” del torneo, nonostante la squadra si sia classificata ultima. Purtroppo, notiamo anche a livello Senior quanto le squadre italiane accusino spesso un gap atletico col resto d’Europa. In sintesi, ed estremizzando un po’ il concetto: gli altri sembrano correre più di noi, o quantomeno la loro tenuta nell’arco della gara è maggiore.
Esatto, condivido in pieno. Per quanto riguarda il mio campo di competenza, ossia il panorama giovanile, il problema in Italia è che i nostri giocatori non disputano con regolarità partite impegnative sotto il profilo fisico-agonistico, e si trovano spiazzati quando incontrano squadre di questo tipo, già “tarate” a fronteggiare prestazioni di un certo spessore. E’ una questione piuttosto importante, se le gambe non rispondono è difficile far risultato. E non sottovaluterei il fattore mentale: la mancanza di abitudine a giocare su certi livelli è un handicap evidente, che pregiudica la concentrazione dei calciatori lungo i novanta minuti.
  
I suoi ragazzi hanno giocato tre partite molto diverse tra loro. A nostro avviso, il rimpianto maggiore deriva dal fatto che, probabilmente, abbiamo dimostrato proprio contro i vincitori del girone le nostre migliori qualità, pagando tutto sommato solo due disattenzioni difensive.
Sicuramente. Contro la Scozia siamo partiti un po’ contratti, forse bloccati dall’emozione del match d’esordio, svegliandoci in ritardo nella ripresa, con avversari molto accorti in fase difensiva e dediti soprattutto a limitare i danni, bravi in ogni caso a strappare un punticino. Con la Repubblica Ceca, viceversa, abbiamo ingranato subito il ritmo giusto, trovando un bel gol e giocando un ottimo primo tempo, prima del decisivo black-out ad un quarto d’ora dal termine, quando abbiamo subito due evitabilissime reti in quattro minuti e pregiudicato la prestazione con l’incapacità di reagire per riequilibrare il risultato. Nella partita di chiusura con la Slovacchia, infine, abbiamo un po’ pagato psicologicamente la cocente delusione dell’eliminazione prematura, mantenendo comunque un buon possesso palla ed il pallino del match, pareggiando con merito allo scadere ed evitando in extremis un’altra sconfitta-beffa. Con più convinzione e determinazione avremmo potuto sicuramente far nostra la qualificazione, posto che comunque gli avversari non hanno rubato assolutamente nulla.
  
Un altro dato che preoccupa in chiave futura è la difficoltà nel trovare portieri e centrali difensivi davvero affidabili, basti pensare alle sfortunate esperienze dei suoi colleghi Francesco Rocca (Mondiale Under 20 di Egitto – 2009) e Massimo Piscedda (Europei Under 19 – 2010), laddove abbiamo pagato soprattutto gli errori del pacchetto arretrato, talvolta francamente imbarazzanti. Secondo lei, c’è una spiegazione razionale di questa crisi, specie in ruoli in cui un tempo la scuola italiana era straordinariamente assortita?
E’ evidente quanto ormai non si curi molto la tecnica applicata, a favore di troppi tatticismi, estenuanti e poco produttivi a lungo andare. In particolare, la marcatura nell’uno-contro-uno è stata un po’ accantonata da tutti, ma sono convinto che di marcatori bravi ce ne siano molti in Italia: il problema è farli crescere, istruendoli con cura ed attenzione ed aiutandoli a migliorare con pazienza, colmando le lacune specifiche. Per quanto riguarda i portieri, credo sia principalmente un problema di pressioni esagerate che arrivano dall’interno e dall’esterno. Pretendiamo siano bravissimi già a dieci anni d’età, e non li lasciamo tranquilli di “sbagliare” con serenità.
Dagli errori s’impara, non si puo’ condannare un estremo difensore con giudizi troppo trancianti sin dai primi passi. D’altronde, le indecisioni capitano anche a campioni già affermati, figuriamoci ad un ragazzo inesperto cosa puo’ succedere… Nel panorama giovanile attuale ne abbiamo diversi, alcuni anche molto bravi.
  
Due curiosità su questa esperienza. La prima: ha proposto lei alla Federazione lo splendido scenario salentino, da oritano doc? A Brindisi ancora la ricordano con grande piacere, da generoso mediano protagonista di una storica promozione in Serie C1 nel 1984-85…
Sì, sono stato io ad avanzare la candidatura della Puglia come sede della Seconda Fase, e mi dispiace non aver regalato ai miei conterranei questa qualificazione. Devo ringraziare tantissimo il Presidente Regionale della Figc, il dottor Vito Tisci, per la sua disponibilità e per l’impegno profuso affinché la manifestazione riuscisse bene; e poi si sa, noi pugliesi siamo generosi ed ospitali, e la riuscita dell’organizzazione era scontata! Devo dire un grazie di cuore a tutti, in questo contesto. Sono contento che a Brindisi mi ricordino ancora, ho dato l’anima per quella squadra raccogliendo molto meno allora in termini di gratificazioni da parte di società e tifosi. Comunque è acqua passata, e mi fa piacere che adesso sia apprezzato. Chi è del posto non sempre viene considerato alla stregua degli altri, e questo è sbagliato.
  
La seconda: ha influito nelle convocazioni dei diciotto ragazzi la concomitanza con il Trofeo Città di Arco – Beppe Viola? Ha dovuto rinunciare a qualche giocatore in particolare per lasciarlo ai club impegnati nel torneo? Giusto per farle un esempio in questo contesto, abbiamo notato che Gaetano Monachello e gli altri interisti si sono resi protagonisti in Trentino, vincendo con merito.
Assolutamente no. Ho avuto carta bianca e ho potuto scegliere chiunque volessi, senza alcuna restrizione. Nella fattispecie, ho sempre portato diversi interisti nella Nazionale, ma quest’anno e proprio nel periodo delle convocazioni Simone Pasa (il capitano del mio gruppo, per giunta) era infortunato, mentre Monachello, Riccardo Fochesato e Matteo Colombi hanno trovato pochi spazi nella loro squadra, ed ho deciso diversamente. Col senno di poi, forse avrei portato Giovanni Terrani, che in questo momento era in forma smagliante e mi poteva garantire più qualità in fase offensiva. Spero di portarlo presto in Nazionale.
  
A proposito delle convocazioni, abbiamo notato nei vari impegni degli Azzurrini parecchi cambiamenti nel reparto offensivo, a dispetto di una discreta continuità negli altri settori della rosa. In questa tornata ha dato fiducia al “tedesco-pugliese” Maggio, Abbracciante e la novità Gragnoli, nella Prima Fase dell’ottobre scorso c’erano con i primi due anche Colombi, Tempesti e Monachello a disputare il Gruppo 9 degli Europei dominato contro Cipro, Francia e Slovenia, poi nel corso di questi mesi ha voluto testare tanti nomi nuovi come lo juventino Padovan, l’atalantino Cais, Centrella, Ingretolli, Marsura e il palermitano Zerbo. Ha trovato difficoltà ad individuare una coppia d’attacco “fissa”, c’è qualcuno che magari l’ha delusa sul piano realizzativo o semplicemente ha voluto dar spazio a tanti ragazzi a seconda dell’importanza degli impegni?
Ero alla ricerca di qualcosa che mi soddisfacesse più di quello che avevamo a disposizione, e poi mi sembrava giusto vedere e dare la possibilità ad altri di mettersi in mostra. In quest’ottica, mi preme sottolineare che qualcuno dei ragazzi ha perso delle belle occasioni…
  
Dopo lo sfortunato match con la Repubblica Ceca, abbiamo notato la grandissima e giustificata delusione dei suoi ragazzi, davvero dispiaciuti per l’opportunità mancata. Eppure, nonostante l’eliminazione siamo tuttora convinti che ci siano individualità nel gruppo da tenere d’occhio nel futuro, soprattutto il bresciano Tassi e il romanista Verre.
Non mi piace fare nomi, da allenatore non credo sia giusto. Ad ogni modo, a parte qualche mia delusione personale su alcuni, ritengo che molti di loro possano arrivare a calcare grandi palcoscenici e giocare il calcio di altissimo livello, l’importante è restare con i piedi per terra e fare tesoro delle esperienze vissute, anche quelle negative come questa. Imparare dai propri errori, migliorare gradualmente nel proprio percorso, lavorare sodo sulle proprie lacune: la ricetta è quella, vale un po’ per tutti e deve essere sempre così.
  
Riesce a fare un paragone con la promettente “generazione 1992” dell’Italia, che lei ha guidato in maniera stupenda sia agli Europei di categoria che nei Mondiali 2009 in Nigeria, sconfitti solo dai futuri campioni della Svizzera e dopo aver dominato a larghi tratti, e questa del 1994? Alcuni dei ragazzi che ha gestito come Camporese, Carraro, Perin, Benedetti, El Shaarawy, Natalino e gli altri sono ormai sulla bocca di tutti, e sembrano rappresentare davvero una bella covata per la Nazionale del futuro. E’ fiero della loro crescita, dopo averli “svezzati”? Ritiene che questi del 1994 possano ripercorrere lo stesso percorso, o il livello è leggermente inferiore?
Con i ragazzi del ‘92 abbiamo condiviso dei momenti particolari, bellissimi ed indimenticabili. Il ritorno per loro in termini di gratificazione c’è stato immediatamente, con tanti esordi in Prima Squadra che mi hanno riempito il cuore di gioia. Li seguo ancora con affetto, e sono contento delle loro affermazioni personali. Quello che ho cercato di spiegare ai ragazzi del ‘94 era proprio l’importanza dell’occasione che avevano tra le mani anche loro, per cercare di non lasciarsela sfuggire e preparando al meglio tutto ciò che servisse ad “arrivare”, lavorando sui dettagli e sulle piccole sfumature che fanno la differenza. Peccato non esserci riusciti, resta l’amaro in bocca ma sicuramente molti di loro avranno il tempo per rifarsi, sono pur sempre dei sedicenni.
  
Quali sono le prospettive e le sue intenzioni nell’immediato? Comincerà a preparare da subito la strada verso gli Europei 2012, convocando ragazzi del biennio 1995-1996 piuttosto che del 1994 per amalgamare il nuovo gruppo che verrà? Oltre a Lezzerini, Tassi, la novità Capezzi e il pre-convocato Alessio Romagnoli, ci sono interessanti prospetti in quella fascia d’età come Simone Perilli, i bergamaschi Barlocco e Cortinovis, i pescaresi Savelloni e Di Benedetto, i granata Aramu e Perugini, il classe ’96 Francesco Di Mariano e l’empolese Emanuele Rovini, tra gli altri.
A mio avviso, credo sia giusto finire col valorizzare e mettere in mostra ancora i ragazzi nati 1994, anche perché quelli più piccoli possono giocare nell’Under 16 del collega Antonio Rocca. Vedrò insieme al mio coordinatore Arrigo Sacchi quali saranno le direttive da seguire.
  
Ultima domanda sul sistema-calcio giovanile italiano. A causa del difficile ricambio generazionale nella Nazionale Maggiore,e alla luce anche delle deludenti prestazioni dell’Under 21 (eliminata dalla Fase Finale degli Europei e, di conseguenza, dalle Olimpiadi 2012), si comincia insistentemente a parlare di una rivoluzione strutturale dei campionati giovanili italiani, magari abbassando l’età del Campionato Primavera ed introducendo le squadre-B direttamente in Lega Pro o comunque in categorie agonisticamente più probanti e formative per un giovane talento, rispetto all’atmosfera “ovattata” e forse troppo protettiva dei Campionati Giovanili Nazionali. Qual è la sua posizione a riguardo?
A nostro modo di vedere, c’è anche un problema culturale alla base: parafrasando una fortunata pellicola cinematografica, l’Italia non è un Paese per giovani?
Beh, questa è veramente una bella domanda, che meriterebbe senz’altro dibattiti molto più ampi ed approfonditi! C’è sicuramente bisogno di dare una sterzata al movimento calcistico italiano, lavorando in profondità e non in maniera superficiale, a patto che si cominci dalla base… Mi riferisco, tanto per cominciare, alle infrastrutture ed alla scuola, la componente didattico-pedagogica è essenziale. Ripeto, non si puo’ scimmiottare il calcio che va per la maggiore in questo momento, seguendo un’onda lunga emozionale o una “moda”, senza mettere le mani al settore dalle fondamenta. Manca una vera e sana propensione al bel gioco, alla mera qualità, sacrificata troppo spesso sull’altare della “vittoria a tutti i costi”, e questo non fa sicuramente crescere i nostri ragazzi; in particolare, mancano serenità e cultura della sconfitta sui nostri campi, e bisognerà cominciare a capire che c’è qualcuno (forse in troppi…) che sta andando ben più veloce di noi.E’ doveroso rimboccarsi le maniche e lavorare sodo affinché s’inverta celermente la rotta e si rovesci questa sorta di inerzia negativa, senza crogiolarsi sugli allori del passato o arroccarsi su posizioni troppo conservatrici. Paradossalmente, credo che l’ultimo Mondiale vinto ci abbia portato più svantaggi che vantaggi in termini progettuali; se è vero che fu una vittoria di cui andare giustamente orgogliosi, è altrettanto doveroso ricordarsi che da allora sono passati cinque anni, e tanta acqua sotto i ponti… Soprattutto perché, ribadisco, intanto gli altri movimenti calcistici sono cresciuti vorticosamente e non si sono certo fermati ad aspettarci o applaudirci. Ad ogni modo, non è mai troppo tardi per risollevarsi, e non credo che un atteggiamento disfattista aiuti ad affrontare meglio le problematiche. Abbiamo sicuramente alcuni tra i migliori talenti al mondo qui in Italia, è ora di far giocare in Prima Squadra i nostri giovani senza andare a pescare troppo nei giardini dei vicini.
Coraggio e fiducia nei vivai: queste sono le strade da battere con determinazione, il più presto possibile.

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Non inizia col piede giusto l’avventura dell’under 17 di Pasquale Salerno a queste qualificazioni Fase Elite in vista dell’Europeo serbo della prossima primavera.

Gli Azzurrini affrontano, al Capozza di Casarano, i pari età scozzesi senza però riuscire ad andare oltre ad uno striminzito 0 a 0. Contemporaneamente, poi, la Repubblica Ceca ha la meglio sui cugini slovacchi e si lancia quindi in prima posizione solitaria, con i nostri portacolori già costretti ad inseguire.

Italia schieratasi con un 4-3-1-2 con Cragno in porta, Conti ed Akrapovic terzini (rispettivamente alla destra ed alla sinistra del nostro fronte difensivo), Piana e Rugani centrali. A centrocampo, poi, Piredda schierato centralmente con Verre e Gatto ad agire come mezz’ali, il tutto per supportare Tassi, stellina del vivaio bresciano, schierato sulla trequarti. A chiudere l’11 titolare schierato da Salerno le due punte: Abbracciante e Maggio.

Azzurrini che al cospetto di 2000 spettatori (tra cui il vice presidente federale Albertini ed il coordinatore delle nazionali giovanili Sacchi) partono pieni di buone intenzioni, che non si traducono però nella giusta precisione in campo. I nostri ragazzi provano infatti a fare la partita, ma lo fanno evidenziando qualche problemino di troppo in fase di costruzione, specialmente in quella di rifinitura.

Le emozioni, così, non fioccano e la prima frazione di gioco si chiude con solo un paio di occasioni interessanti: dapprima una conclusione di prima intenzione di Maggio, ben assistito da Abbracciante, poi un’incornata di Rugani sugli sviluppi di un corner, col pallone che sfiora solo il palo.

La ripresa è invece più frizzante: gli Azzurrini alzano il proprio baricentro alla ricerca di un goal che potrebbe risultare fondamentale per lo sbarco in Serbia, così dopo sette soli minuti di gioco Gatto sfiora il goal con una conclusione da fuori, per poi ripetersi una decina di minuti più tardi andando ad incornare un cross servito dalla sinistra da Akrapovic.

Al ventunesimo è poi Abbracciante a provarci: la punta parmense trova però la gran risposta di Hamilton a negargli la via della rete. Cinque minuti ed ecco Tassi provare a superare l’estremo difensore avversario in pallonetto, facendo però terminare la palla di poco alta sopra la traversa.

Negli ultimi minuti l’Italia prova quindi l’assalto al fortino scozzese, che però non cede. L’ultima occasione del match la costruisce Fornito, il cui tiro dalla distanza è però parato con sicurezza dal sempre attento Hamilton.

Nulla da fare, quindi, per la compagine guidata da Salerno, che si esprimerà così a fine gara: “C’è il rammarico per non aver sfruttato questa partita perché non abbiamo giocato come avremmo voluto. Nel primo tempo eravamo troppo impauriti, nella ripresa, invece, siamo riusciti a giocare con maggiore tranquillità, alzando il baricentro della squadra e creando diverse occasioni da rete che purtroppo non siamo riusciti a finalizzare. Alcuni giocatori, soprattutto nella linea mediana del campo, non erano in ottima forma e il gioco ne ha risentito un po’ troppo; dobbiamo fare tesoro degli errori di oggi e ripartire con più determinazione. Ora diventa già decisiva la sfida con la Repubblica Ceca, un eventuale passo falso comprometterebbe il discorso qualificazione: speriamo di scrollarci di dosso l’emozione della prima partita e scendere in campo con più concretezza”.

Come dice giustamente il nostro tecnico Federale, quindi, risulta già determinante la sfida di oggi, che vedrà i nostri ragazzi opposti alla Repubblica Ceca capoclassifica. Vincere sarà determinante.
Ecco come presenta la sfida il C.T. Azzurro: “La Repubblica Ceca è una squadra che gioca sulla falsariga di quella scozzese, con molti lanci lunghi a cercare lo scatto delle punte. È una compagine molto sveglia e rapida e in più sarà anche galvanizzata dalla vittoria ottenuta all’esordio. Dobbiamo assolutamente vincere per rimettere le cose a posto nella classifica del girone, non possiamo permetterci un nuovo passo falso. La ricetta è scendere in campo con maggiore incisività e giocare con più precisione”.

TABELLINO

Italia – Scozia 0-0
Italia:Cragno, Conti, Akrapovic, Piredda (dal 41’ Fornito), Piana, Rugani, Gatto (dal 72’ Emmanuello), Tassi, Maggio (dal 54’ Gragnoli), Abbracciante, Verre (cap.) A disp.:Lezzerini, Murru, Cianci, Capezzi. All.:Pasquale Salerno
Scozia:Hamilton, Fraser, Mcintyre (dal 18’ Yaqub), Grimmer (cap.), Chalmers, Polworth, Macleod (dal 32’ Slater), Herron, Feruz, Kidd, Kennedy (dal 54’ Smith). A disp.:Wightman, Naismith, Erwin, Smith. All.: Mathie Ross
Arbitro: Liran Liany
Ammoniti: Slater, Feruz

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Inizierà domani (dopo nove giorni di ritiro preparatorio) al Capozza di Casarano la Fase Elite valevole per le qualificazioni all’Europeo under 17 che si terrà a maggio in Serbia.

Nel primo turno del proprio girone all’italiana i nostri Azzurrini dovranno vedersela coi pari età scozzesi, per poi affrontare la Repubblica Ceca venerdì al Giovanni Paolo II di Nardò e la Slovacchia il lunedì seguente al Via del Mare di Lecce, stadio in cui la nostra nazionale chiuderà, si spera in bellezza, le qualificazioni.

Avversari  non propriamente irresistibili, quindi, quelli che dovranno essere affrontati da Salerno ed i suoi ragazzi, ma che comunque non dovranno essere sottovalutati dai nostri portacolori.
Vediamo quindi, brevemente, il cammino qualificatorio delle nostre tre avversarie.

Slovacchia qualificatasi alla Fase Elite come vincitrice del Gruppo 10. Inseritavi assieme ad Ungheria, Isole Far Oer ed Andorra i ragazzi allenati da Anton Valović hanno dapprima facilmente battuto i faroesi (con un 3 a 0 deciso da Rusnák, Faško e Pisár) per poi distruggere i pari età andorrani (5 a 0 grazie ad una tripletta di Šmehyl ed alle reti di Revák e Brigant). Nel corso dell’ultimo turno, infine, un mesto 1 a 1 con l’Ungheria, che ha comunque permesso ai ragazzi slovacchi di vincere, grazie ad una migliore differenza reti rispetto agli ungheresi, il proprio girone.

I giovani scozzesi hanno invece chiuso al secondo posto il Gruppo 12, a pari punti con la Svizzera ma forti di una peggiore differenza. Dopo la vittoria di misura con il Lussemburgo, un 1 a 0 deciso da Marinković, il buon 3 a 1 con la Macedonia (Constantin, Adili, Ndongo). A chiudere i giochi, quindi, il pareggio con la Svizzera di Yves Debonnaire in cui, piccola curiosità, giocava anche quel Joel Untersee passato alla Juventus nel corso dell’ultimo mercato estivo.

La Repubblica Ceca, infine, ha chiuso solo terza il Gruppo 7. Dopo la buona vittoria contro l’Islanda di Gunnar Gudmundsson (un 4 a 2 deciso dalla tripletta di Stratil e dalla rete di Verner) ecco incepparsi gli ingranaggi della squadra: dapprima un inaspettato 1 a 1 contro i pari età armeni (di Čermák la rete dell’iniziale vantaggio ceko), poi la bruttissima sconfitta con la Turchia (un 6 a 1 con cui i ragazzi di Abdullah Ercan hanno distrutto, trascinati dalla tripletta di Beykan Şimşek e dalla doppietta di Enver Cenk Sahin i nostri futuri avversari).

Impresa non proibitiva, quindi, quella che spetta ai nostri giovani calciatori che si spera possano anche sfruttare al meglio il fattore campo per avere la meglio, strappando una qualificazione alla fase finale dell’Europeo che manca dal 2009.

Per ciò che concerne i ragazzi convocati dal nostro tecnico federale molte conferme ed un paio di novità assolute. Dei diciotto giovani calciatori attualmente impegnati nel ritiro di Acaya, difatti, ben dieci presero parte al primo turno qualificatorio, mentre solo in due risultano essere alla prima convocazione in under 17.

Ma vediamo più nel dettaglio chi fa parte della spedizione salentina.

I portieri saranno Cragno del San Michele Virtus e Lezzerini, classe 95 in forza alle giovanili Viola.

In difesa si contenderanno invece le maglie titolari gli amaranto Aaron Akrapovic e Flavio Cianci (rispettivamente terzino e centrale già aggregati alla formazione Primavera della compagine calabrese), l’atalantino Andrea Conti, il terzino sinistro cagliaritano Nicola Murru, il doriano Luca Piana e l’empolese Daniele Rugani, difensore centrale attualmente capitano della formazione degli Allievi Nazionali della formazione toscana.

A centrocampo, poi, convocati da Torino lo juventino Simone Emmanuello ed il granata Emanuele Gatto, da Napoli l’ala sinistra Giuseppe Fornito, da Firenze Leonardo Capezzi (classe 95), da Brescia colui che è stato ribattezzato il nuovo Baggio, Lorenzo Tassi (altro classe 95), da Cagliari Marco Piredda e da Roma Valerio Verre.

In attacco, infine, confermatissimi il parmense Daniele Abbracciante e l’italo-tedesco Mattia Maggio (in forza allo Stoccarda), cui verrà affiancato la novità assoluta Daniele Gragnoli (Ascoli).

Non mi resta quindi che augurare le migliori fortune a questi ragazzi, sperando sappiano ripagare tutta la fiducia che riponiamo in loro. Non prima, però, di riportare le parole rilasciate a beneficio della stampa dal nostro C.T.: “E’ una fase questa in cui storicamente facciamo fatica, perché sono tornei in cui le squadre danno tutto. La speranza è quella di ripetere l’avventura del 2009 durante la quale centrammo Europei e Mondiali, soprattutto per far acquisire maggiore esperienza internazionale ai calciatori classe 1994 così come è successo ai ragazzi del ’92. La squadra fin qui si è comportata egregiamente, il lavoro di preparazione svolto in questi mesi è stato ottimale, anche grazie al prezioso aiuto del coordinatore delle Nazionali giovanili Arrigo Sacchi e del suo staff con cui stiamo cercando di ottenere il massimo nella copertura del territorio per monitorare al meglio i giovani calciatori.
La Scozia è una squadra coriacea e forte fisicamente, capace di abbinare alla classica veemenza agonistica delle squadre anglosassoni anche un buon tasso tecnico. Sarà certamente un test molto duro, ma se i miei ragazzi giocano come sanno fare possiamo superarli. L’aspetto che più mi preoccupa della mia squadra, non solo per domani ma per il torneo in generale, è la tenuta psicologica: se riusciamo a dimostrare in pieno il nostro valore, faremo sicuramente bene. È importante anche il calore del pubblico pugliese in cui confido molto, nella speranza che ci possa dare quella carica in più per centrare questo prestigioso traguardo”.

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Dopo aver vinto lo scorso anno l’Europeo under 19 la Germania ha replicato ieri aggiudicandosi anche la rassegna under 17 e dimostrando di avere attualmente uno dei migliori vivai del mondo.

Imponendosi 2 a 1 in finale contro i pari età olandesi, infatti, i giovani tedeschi sono saliti sul trono d’Europa, portando il proprio paese a poter festeggiare una vittoria che, in questa competizione, mancava dal 1992, proprio l’anno in cui molti di questi ragazzi sono nati.

Decisivo per la vittoria finale è risultato essere Florian Trinks, giovane ala di proprietà del Werder che ha risolto i giochi con una sua punizione in pieno recupero.

Tanti i giovani messisi in bella mostra nel corso di questa competizione: dal già citato Trinks al potente centravanti Lennart Thy (capocannoniere assieme all’olandese Castaignos con 3 reti), sempre per rimanere in ambito tedesco. Germania nella quale hanno fatto bella mostra di sè anche Mario Gotze, trequartista del Borussia Dortmund, Christopher Buchtmann, esterno sinistro che fino all’anno scorso giocava proprio con Gotze al Borussia, ora al Liverpool, Bienvenue Basala-Mazana e Reinhold Yabo, rispettivamente terzino destro e centrocampista centrale, entrambi in forza al Colonia, e Shkodran Mustafi, che passerà la prossima estate dall’Amburgo all’Everton.

Talenti interessanti, però, si sono messi in mostra anche in alcune altre nazionali.

Tra gli italiani hanno fatto ottima impressione e bella figura Marco Ezio Fossati, Giacomo Beretta e Simone Dell’Agnello, tutti scuola Inter. I tre, infatti, sono aggregati alla formazione Allievi Nazionali della società di via Durini, che dimostra ancora una volta di star lavorando molto bene sui giovani. Conferma di valere le buone parole spese per lui anche Stephan El Sharaawy, giovane fantasista italoegiziano in forza al Genoa che ha già dimostrato di essere uno dei talentini più puri in circolazione (tanto da attirare l’interesse del Real Madrid) ma che, altresì, conferma una troppa tendenza all’incostanza. Citazione doverosa anche per Mattia Perin, portiere del Genoa, e Simone Sini, capitano e rigorista di questa formazione, difensore centrale delle giovanili Giallorosse.

Tra gli olandesi finalisti, invece, ha destato un’ottima impressione Luc Castaignos (come detto capocannoniere assieme al tedesco Thy) su tutti: mio personalissimo MVP della rassegna, è una punta elegante che coniuga fisico, potenza e velocità. Per lui, facente parte delle giovanili del Feyenoord, sono già stati sprecati paragoni importanti, che io non mi sento però di fare. Bisogna solo dare tempo a questo ragazzo: se saprà gestire il proprio talento senza bruciarsi torneremo sicuramente a parlare di lui presto. Citazione doverosa, però, anche per Shabir Isoufi ed Oghuzan Ozyakup: il primo è un esterno offensivo anche lui di proprietà del Feyenoord e per il quale, esattamente come per Castaignos, sono già stati fatti paragoni importanti con alcune grandi ali orange del passato; il secondo, capitano di questa rappresentativa nazionale, è invece un fantasista cresciuto nelle giovanili dell’AZ e recentemente passato all’under 18 dei Gunners.

Ma non solo tedeschi, italiani ed olandesi. Questo Europeo under 17, infatti, ha messo in mostra moltissimi altri ragazzi dal talento notevole.

Nassim Ben KhalifaFrederic VeseliKofi Nimely, ad esempio. Di passaporto svizzero, ricoprono rispettivamente i ruoli di fantasista al Grassopher, difensore centrale al Manchester City e mediano al Basilea. Ma anche Borja Gonzalez e Koke, rispettivamente punta e regista dell’Atletico Madrid, Pablo Sarabia, esterno sinistro gioiello della cantera madridista e Isco, fantasista in forza al Valencia. Tra le fila francesi, invece, destano interesse Neeskens Kebano e Jimmy Kamghain, rispettivamente centrocampista e punta del florido vivaio parigino del PSG. Quest’ultimo, tra l’altro, venne seguito con grande interesse dall’Arsenal: Gilles Grimandi, osservatore francese dei Gunners, aveva infatti consigliato il giocatore a Wenger, che si era subito attivato per portarlo a Londra già dalla scorsa estate, senza però riuscirci. Tra gli inglesi, grande delusione di questo Europeo, abbiamo invece potuto ammirare Jack Wilshere, gioiello proprio dei Gunners già aggregato in prima squadra, John Bostock, ex stella del vivaio del Crystal Palace ora al Tottenham (e seguito anche da Arsenal e Barcellona), José Baxter, stella dell’Everton e Luke Freeman, altro Gunners. Presente a questa spedizione, tra l’altro, anche Jacob Walcott, centrocampista in forza al Reading, cugino del più famoso Theo, su cui pare abbia messo gli occhi proprio Arsene Wenger. Destano interesse anche alcuni talenti turchi: Muhammet Demir, attaccante del Bursaspor che risulta essere il giocatore capace di mettere a segno più reti tra qualificazioni e fase finale (ben 7, davanti a Castaignos, Isoufi ed al ceko Jonczyk), ha un ottimo senso del goal e solo un problema al ginocchio gli ha impedito di rendere al massimo, rovinandogli, di fatto, l’Europeo; Gökhan Töre era l’altra stella annunciata della formazione turca, un esterno offensivo molto talentuoso che il Chelsea ha recentemente prelevato dal Bayer Leverkusen e che in questa competizione ha però deluso, facendosi anche espellere contro la Germania; Deniz Herber, centrocampista in forza al St. Pauli, si è invece messo in bella mostra riuscendo a recuperare numerosi palloni, dimostrando poi anche una buona capacità di costruzione della manovra.

I giovani tedeschi festeggiano la vittoria dellEuropeo under 17

I giovani tedeschi festeggiano la vittoria dell'Europeo under 17

Insomma, i talenti messisi in mostra in questo Europeo sono stati, al solito, molto numerosi.

Ancora una volta gli appassionati di questo splendido sport si sono potuti godere uno spettacolo di livello assoluto, iniziando anche a fare conoscenza con quelli che sono i fenomeni di domani.

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