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Posts Tagged ‘Villareal’

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Il reparto offensivo del Napoli ha perso in estate uno dei suoi tre pezzi da novanta, quell’Ezequiel Lavezzi trasferitosi a Parigi convinto dai petroldollari di cui si fa forte Leonardo, che si traducono in un progetto importante di “dominazione globale”.

Lavezzi che è stato comunque sostituito in maniera tutto sommato degna: dall’Inter è arrivato il macedone Pandev, già ambientatosi nella seconda parte della scorsa stagione, e da Pescara è rientrato all’ovile il figliol prodigo Insigne, golden boy del calcio nostrano su cui è utile Mazzarri decida di costruire il Napoli del futuro.

Negli ambienti del mercato nostrano, pur depresso dalla crisi che il nostro calcio, tanto quanto il nostro paese, sta attraversando, si vocifera però che De Laurentiis non sia ancora sazio e che stia iniziando a gettare le fondamenta di un’operazione di mercato da compiersi tra gennaio ed il prossimo giugno e che vedrebbe il rientro in Italia di uno dei – sempre più numerosi – talentini che lasciarono il Belpaese per cercare fortuna all’estero: Giuseppe Rossi.

L’italoamericano, infatti, ben si è comportato, sfortuna permettendo, in quel di Villareal. Con il Sottomarino Giallo che, non a caso, ha patito tantissimo il suo infortunio dello scorso anno. Perso il talento dell’ex United, infatti, la squadra che solo l’anno prima aveva chiuso in zona Champions è sprofondata sempre di più in classifica, fino a retrocedere.

Logico che trovandosi oggi in quella che in Italia chiamiamo Serie B il Sottomarino non possa più permettersi di trattenere un certo di giocatori, soprattutto a fronte dei lauti stipendi che deve versare loro.

Va insomma da sé che un giocatore come Giuseppe Rossi, pur profondamente minato dagli ultimi due gravi infortuni che ne hanno impedito la partecipazione all’ultimo Europeo e non gli daranno modo di scendere in campo prima del 2013, possa rappresentare un investimento importante per tante società, soprattutto di fascia medio-alta.

Non è quindi un caso se in questi giorni, tra i vari sussurri di mercato, ci sia stato chi abbia paventato anche l’ipotesi Milan.

Affascinante, però, sarebbe soprattutto quella legata al Napoli, che con l’acquisto dell’ex Red Devils arriverebbe a costruire un attacco di valore assoluto, specialmente se rapportato al campionato italiano, e soprattutto di età ancora piuttosto verde.

Prova a immaginare, in un futuro non troppo lontano, di vedere gli Azzurri scendere in campo con un goleador eccezionale come l’uruguaiano Cavani accompagnato da una seconda punta tecnica e ficcante come il buon Giuseppe. Il tutto impreziosito dal sostegno vivace e fantasioso di Lorenzo Insigne, giocatore per cui Prandelli in primis, in questi giorni di amichevole internazionali, ha speso parole di profonda stima e ammirazione.

Ma quello di Rossi sarebbe un acquisto importante anche, e forse soprattutto, qualora la stessa stella della nazionale Celeste dovesse partire, magari l’anno prossimo.

Eventualità che, inutile dirlo, per molti sembra sempre più prossima.

E allora se tridente dei sogni non potrà essere resta scontato sia fondamentale, per una squadra ambiziosa come il Napoli, rimpiazzare al meglio i campioni partenti.

Certo, caratteristiche, e probabilmente anche valore assoluto, sono diverse tra il bomber ex Palermo e la stellina nata negli States e poi cresciuta tra Parma e Manchester. Inutile dire, però, che l’arrivo di quest’ultimo potrebbe sicuramente far ingoiare un po’ meno amaramente la partenza di una delle stelle più luminose del firmamento partenopeo.

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Solo ieri avevo parlato della situazione-attacco dell’Italia prandelliana e di chi, sedessi al posto del nostro C.T., avrei convocato in questo momento per il prossimo Europeo.

Proprio ieri, poco dopo la pubblicazione del mio pezzo, ecco il fulmine a ciel non proprio sereno, ma comunque presagio di forte acquazzone: Giuseppe Rossi, reduce da uno stop plurimensile, si è rotto nuovamente il crociato anteriore destro.

Europei addio.

E qui si aprono due discorsi paralleli. Da una parte proprio quello riguardante le convocazioni di Prandelli, che ora è sicuro di dover rinunciare a Pepito, dall’altra quello che concerne un giocatore, Rossi, che ora farà probabilmente fatica a ritrovarsi ad alti livelli.

Ma andiamo con ordine.

Rossi, Balotelli, Matri, Borini, Di Natale e Giovinco.

Questi sarebbero stati i miei convocati ieri, prima del crack dell’attaccante italoamericano in forza al Villareal.

Un mix tanto di età quanto di capacità tecniche, realizzative e di peculiarità tattiche che va però rivisto alla luce del nuovo infortunio del nostro Pepito.

In questo senso, ovviamente, confermerei comunque gli altri cinque convocati.

Sostituire Pepito, però, non mi verrebbe così semplice. Perché tutti gli altri candidati, per un motivo o per l’altro, non mi convincono allo stesso modo.

Così se da una parte sarebbe affascinante, ma un po’ fine a sé stesso, riportare in nazionale uno tra Totti e Del Piero (con quest’ultimo che personalmente, nel caso, favorirei, sia perché mi sembra stia meglio fisicamente sia perché rimpinguerebbe quel “gruppo Juventus” che potrebbe far comodo ad una nazionale come la nostra, che proprio sui gruppi prelevati in blocco dai club ha sempre fatto la propria fortuna) dall’altra sarebbe stimolante seguire la linea verde, che vorrebbe dire gettare basi importanti per il futuro, convocando un El Sharaawy al fianco di Borini e Balotelli.

Se proprio si volesse eccedere, cosa che però realisticamente non avverrà mai, si potrebbe anche proporre un Immobile, capocannoniere in Serie B, o un Insigne, giocatore che seguo con particolare attenzione perché pur non essendo un fenomeno mi pare essere un bel mix di voglia, carattere e capacità tecniche.

Le soluzioni più probabili, quindi, risulteranno quasi sicuramente essere una via di mezzo un po’ insipida.

O un Cassano che giungerà molto probabilmente con le batterie scariche, o i vari Pazzini, Gilardino, Osvaldo, Amauri.

O Quagliarella. Che a questo punto, viste le caratteristiche, sarebbe forse il giocatore su cui, personalmente, punterei per sostituire Giuseppe Rossi nella rosa dell’Italia che affronterà il prossimo Europeo.

Detto della difficoltà che questo infortunio creerà a Prandelli va sottolineata anche la sfortuna di un ragazzo che a soli 25 anni si vede già la carriera compromessa da un duplice infortunio che ne mina alla base la definitiva esplosione.

Tornerà ad essere quello di un tempo, il nostro Pablito?

Chissà.

A lui vanno comunque tutti i miei migliori auguri. Perché se ciò che non ci uccide ci rende più forti, che possa tornare più forte di prima.

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CRONACA

Il Napoli parte subito bene, dimostrando di non aver alcun timore reverenziale al cospetto di un avversario più abituato, in questi ultimi anni, a reggere i celebri palcoscenici europei.
Poco prima della mezz’ora, però, la difesa partenopea viene bucata con Nilmar che taglia dalla destra e riceve alle spalle dei difensori, calciando però mollemente una volta giunto al limite dell’area.

Pochi minuti più tardi è invece Cavani a tagliare in area, venendo imbeccato da un compagno. Il Matador, però, è bloccato proprio al momento in cui va a ricevere palla dall’uscita bassa di un avversario.
Partita giocata da subito su buoni ritmi, ma con le due difese capaci di avere la meglio sui rispettivi reparti offensivi.

Bella l’accelerazione di Lavezzi al trentacinquesimo: il Pocho s’infila centralmente puntando l’area e cercando l’uno-due con Cavani, venendo però murato da Gonzalo al limite. L’arbitro non ha dubbi ed ammonisce il difensore avversario. Il calcio di punizione che ne segue viene battuto sulla barriera da Gargano, con Cavani che proverà a replicare spedendo però la palla molto sopra la traversa.

Al quarantatreesimo imbeccata splendida di Lavezzi che bucherà la retroguardia del Sottomarino Giallo con uno splendido filtrante con cui servirà a meraviglia Cavani, che dopo aver stoppato il pallone tentennerà però troppo e si farà chiudere dall’uscita bassa del portiere avversario.
Primo tempo piuttosto equilibrato che si chiude quindi senza grandissimi flash, fatta salva proprio quest’ultima azione. Napoli che in alcune circostanze ha subito un pochino la manovra degli avversari ma che nel complesso ha giocato un tantino meglio, meritando qualcosina di più.

La ripresa si apre sulla stessa falsariga della prima frazione: è il Napoli a giocare meglio ed attaccare con più continuità, ma sempre trovando difficoltà a bucare la resistenza della difesa avversaria. Sul versante opposto, poi, la retroguardia partenopea risulta praticamente un limite invalicabile, con Rossi e compagni che trovano ancora più difficoltà a creare occasioni da goal.
Per provare a sbloccare la situazione, quindi, Mazzarri decide di inserire Hamsik al posto di Mascara.

Al settantesimo occasione per Borja Valero che riceve in area e calcia di sinistro, senza trovare però la porta.
Poco dopo il Napoli passerebbe, ma la posizione di partenza di Cavani è irregolare: sul lancio di Lavezzi, infatti, il Matador si trovava di pochissimo oltre l’ultimo difensore. E’ comunque una squadra molto volenterosa che dopo un minuto trova una seconda palla goal con Maggio che imbecca Lavezzi in area con un bel lancio lungo con il Pocho che viene però fermato dall’uscita dell’estremo difensore avversario.

E’ un Napoli che pare un po’ più stanco, negli ultimi venti minuti. I partenopei fanno infatti fatica a recuperare le posizioni, ed il Villareal ne beneficia, trovando qualche spazio in più per manovrare.
Nonostante questo è comunque la squadra di casa a fare la partita, tanto che, anche per via delle due occasioni capitate a stretto giro di posta a Lavezzi e Cavani, meriterebbe qualcosa in più.

Purtroppo, però, i partenopei non riescono a concretizzare il proprio gioco, così che la partita terminerà a reti inviolate.
Allo scadere, per altro, arriverà anche l’espulsione, per doppia ammonizione, di Aronica, che si aggrapperà a Nilmar guadagnandosi il secondo cartellino giallo.

COMMENTO

Bella partita di un Napoli abbastanza tonico, capace di reggere egregiamente il palcoscenico europeo contro ad una delle squadre migliori di Spagna.
Azzurri che meriterebbero sicuramente qualcosa più degli avversari: sono infatti proprio i padroni di casa a fare la partita: il gioco del Napoli è più fluido, la palla circola meglio ed il possesso è tenuto dai giocatori di Mazzarri con più efficacia.

Qualcosa, per altro, riescono anche a creare, bucando una linea di difesa foltissima, quando schierata con il centrocampo a supporto, e molto agguerrita. Cavani, però, non sembra quello di sempre e nel primo tempo brucia un’occasionissima che avrebbe potuto cambiare il match. Nella ripresa, invece, troverà la via della rete, venendo però fermato dalla terna arbitrale.

Napoli che mantiene quindi apertissimo il discorso del passaggio del turno e che si giocherà tutto nella difficile trasferta spagnola. Se giocherà così, comunque, la squadra partenopea avrà buonissime chance di passare.

MVP

Diversi sono i giocatori capaci di ben comportarsi, stasera. E non ce n’è stato uno, forse, in grado di svettare nettamente sugli altri.

Dovendo fare un nome, però, ecco che scelgo quello di Christian Maggio: il tornante Azzurro disputa infatti una gran partita, dimostrando una condizione fisica smagliante.
E proprio il suo atletismo è, da sempre, il suo punto forte. Quando è in queste condizioni, infatti, il buon Christian sa essere praticamente devastante. Avesse due piedi educati sarebbe un giocatore di primissimo livello.

Speriamo si ripeta anche al ritorno, comunque. Corridori come lui sono sempre importanti in ogni squadra, a maggior ragione quando si calcano i palcoscenici europei.

TABELLINO

Napoli vs. Villareal 0 – 0
Marcatori:
Napoli (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cribari, Aronica; Maggio, Yebda (68′ Pazienza), Gargano (79′ Sosa), Dossena; Mascara (61′ Hamsik), Lavezzi; Cavani. All. Mazzarri
Villareal (4-3-1-2): Diego López; Gaspar, Gonzalo, Musacchio, Capdevilla; Borja Valero, Bruno, Senna (61′ Marchena); Cazorla (87′ Catalá); Nilmar, Rossi (77′ Marco Ruben). All. Garrido
Arbitro: Clattenburg (Inghilterra) ass. Mullarkey e Cann, quarto uomo Dean, ass. di porta Jones e Taylor.
Ammoniti: Dossena, Aronica (N), Capdevila, Gonzalo, Marchena (V)
Espulso: Aronica al 90’+4 per doppia ammonizione.

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Il calcio italiano è in crisi.
Dato di fatto inconfutabile.

Basti solo pensare a questo 2010 in cui solo la vittoria della Champions di un’Inter quasi totalmente straniera ha salvato il nostro calcio. Ma di questo avrò poi modo di parlarne più avanti, verso fine anno… quando stileremo il bilancio di questa annata calcistica all’italiana.

Che il nostro calcio sia in crisi, comunque, è un dato di fatto, appunto.

In questo scenario desolante vi sono però delle isole felici. Come quella rappresentata da Luciano Spalletti, fresco vincitore del campionato russo con il suo Zenit, capace di imporsi nella Premier russa con due giornate d’anticipo grazie al secco 5 a 0 rifilato al Rostov-Na-Donu, attualmente ottava forza della lega. O come quella rappresentata da Carlo Ancelotti, che guida la Premier League inglese con due punti di vantaggio sull’Arsenal.

Tra queste sparute isole felici troviamo anche Giuseppe Rossi: il prodotto del vivaio parmense, infatti, sta vivendo un momento di forma eccezionale, cosa che gli sta permettendo di vivere un inizio di stagione su livelli altissimi.
Il nostro Pepito, che in Italia viene ancora oggi spesso snobbato, è infatti attualmente il trascinatore del Sottomarino Giallo, unica squadra attualmente in grado di provare a reggere il passo di Barcellona e Real Madrid, come sempre dominatrici nella Liga.

Con le sue sette reti realizzate in undici match di campionato, infatti, Rossi occupa attualmente la quarta piazza nella classifica dei marcatori del campionato spagnolo dietro a due mostri come Cristiano Ronaldo (attualmente capocannoniere con undici centri) e Messi (dieci goal per lui) e ad uno dei bomber più interessanti cresciuti negli ultimi anni in terra iberica, Fernando Llorente (capace di realizzare otto reti sino ad oggi).

E proprio questi sette goal, uniti ai sette realizzati da Nilmar, stanno tenendo il Villareal in scia delle due grandi di Spagna. E se sabato non fosse arrivata la sconfitta rimediata proprio al Camp Nou i punti di distacco dal Barcellona non sarebbero più di due…

Rossi-Villareal-Barcellona. Mai come oggi queste tre parole è giusto vengano accostate. Sia per il recente scontro in campionato di cui abbiamo appena parlato, certo, sia, soprattutto, per i possibili futuri intrecci di mercato che starebbero nascendo.

Perché le grandi squadre, si sa, programmano. E nei piani futuri della società catalana pare non rientri solamente Ibrahim Afellay, giovane talento il cui contratto è in via di definizione in queste ore (l’accordo tra le due società è già stato trovato sulla base di tre milioni di euro, ora manca solo quello con il calciatore che però si dice già entusiasta della prospettiva di sbarcare in quel di Barcellona), ma anche il nostro Pepito.

Mentre il talentino Oranje dovrebbe sbarcare già a gennaio firmando un contratto di quattro anni e mezzo l’Azzurro ex Manchester United potrebbe essere acquistato nel corso del prossimo mercato estivo.
Secondo il quotidiano iberico Sport, infatti, l’attaccante italo-statunitense avrebbe in qualche modo stregato Guardiola, che vorrebbe assicurarsene le prestazioni sportive per comporre assieme a Villa e Messi un tridente piuttosto futuribile e comunque di tutto rispetto.

Sempre Sport, poi, parla anche di come nel Villareal di Fernando Roig non vi siano giocatori incedibili e di come, quindi, il trasferimento di Rossi al Barcellona sarebbe assolutamente fattibile, sulla carta.

Il prezzo di mercato del ragazzo si aggira oggi attorno ai venti milioni di euro, più o meno il doppio di quanto pagato tre anni fa dal Sottomarino Giallo per il suo acquisto ed esattamente la metà del valore della sua clausola rescissoria.
Venti milioni di euro: un prezzo assolutamente importante, certo. Ma possibile che non ci siano squadre italiane disposte a spendere una cifra del genere (tutto sommato non certo proibitiva) per un ragazzo italiano di questo calibro?

Eppure Pepito potrebbe far comodo a tutte le grandi dello Stivale: a Torino come erede di Del Piero, a Milano sponda Rossonera per lasciar partire senza troppi rimapinti Ronaldinho e sulla sponda Nerazzurra per formare un tandem micidiale con Eto’o così come anche a Roma per arricchire di un’ulteriore alternativa la batteria di attaccanti Giallorossa.

Quel che è certo è che Rossi meriterebbe oggi di testarsi in un top club europeo. Ed il primo a trarne giovamento potrebbe essere proprio il calcio italiano, bisognoso di talenti freschi con cui ricostruire una nazionale che in soli quattro anni è passata dal trionfo mondiale ad uno dei naufragi più tristi e fragorosi della sua centennale storia.

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Messi è ancora una volta il migliore in campo (lionelmessi.soccerstar.org)

Messi è ancora una volta il migliore in campo (lionelmessi.soccerstar.org)

Vince ancora il Barcellona, sempre più inarrestabile dominatore della Liga, una macchina da guerra (o, per meglio dire, da goal) che non vuole saperne di incepparsi. A farne le spese questa volta è il Numancia, sotterrato dal diabolico tridente blaugrana da ben quattro reti.

I goal arrivano tutti nel secondo tempo, ma anche il primo tempo non risparmi emozioni al pubblico che numeroso assiepa le tribune del Camp Nou. Dopo cinque soli minuti di gioco, infatti, il primo sussulto: Dani Alves riceve il pallone al limite esterno dell’area e, colpendo d’esterno, disegna una traiettoria incredibile che, dopo aver superato Colinas si stampa sulla traversa. Al 18′ l’arbitro si rende poi protagonista della partita, andando ad annullare una rete al Numancia per un presunto fallo su Iniesta che, anche guardando il replay, parrebbe non esserci. Anche in Spagna come in Italia, quindi, non mancheranno certo le polemiche arbitrali, nei prossimi giorni. Poco oltre la mezz’ora è anche Miguel Angel Perez Lasa, arbitro della partita, ad essere decisivo; anzi, in realtà in quest’occasione lo diventa il suo guardalinee di destra che sbandiera un fuorigioco facendo annullare una rete di Samuel Eto’o. Guardando il replay si vede come nel momento della partenza del passaggio ci sia sicuramente Messi in fuorigioco, fuorigioco che andrebbe però, forse, considerato passivo. La posizione di Eto’o è invece dubbia, come dubbia resta la chiamata del guardalinee.

La prima frazione termina, quindi, sullo 0 a 0, e non senza polemiche. Nella seconda la partita si sblocca, ed arrivano ben cinque reti. Ad aprire le danze al 50′ è il solito Messi, anche se gran parte del merito di questo goal va a Dani Alves: il terzino carioca riceve infatti ancora una volta sul limite esterno dell’area e dopo aver saltato il diretto marcatore con un sombrero appoggia di testa in mezzo all’area, dove Messi si fa trovare libero ed appoggia in rete l’1 a 0. Bastano tre soli minuti, ed il Barça raddoppia: Eto’o dimostra di essere un animale di razza che sa bene come si gioca sul filo del fuorigioco, e sfruttando la sua rapidità nei primissimi metri riesce a liberarsi per il tiro che vale il 2 a 0. A mezz’ora dal termine gli ospiti provano quindi a tornare in partita, con Barkero che firma una splendida rete pennellando una punizione all’incrocio, là dove Valdes non può assolutamente arrivare. Il Barça però non ci sta: è il 71′ quando Henry chiude la partita andando a finalizzare una bella azione del solito Messi, che dopo aver scambiato con Eto’o converge per poi liberare il francese al centro dell’area. Cinque minuti più tardi Messi decide di andare a rendere ancora più pesante il passivo, firmando la sua doppietta personale: è una rete anche fortunata, in cui vince un paio di rimpalli prima di depositare nella porta vuota, ma i grandi campioni come lui è normale vengano anche aiutati dalla fortuna.

Partita mai davvero in discussione, con il Barça che calcia 24 volte verso la porta del Numancia (contro le 4 degli ospiti) e tiene il possesso di palla addirittura per il 72% del tempo (contro il 28% degli avversari). Vittoria quindi meritata per i blaugrana, anche se quel goal annullato al Numancia sullo 0 a 0 molti diranno avrebbe potuto pesare diversamente. Personalmente credo che questo Barcellona, in particolar modo quel trio davanti (o più specificatamente Messi), penso fosse troppo per il Numancia, che non poteva non finire col soccombere. Barcellona che sale quindi a 53 punti, Numancia che resta quart’ultimo a quota 20.

Non basta invece una magia di Giuseppe Rossi al Villareal, che pareggia 1 a 1 con l’Osasuna. Il Sottomarino Giallo fa quindi un mezzo passo falso contro una delle peggiori squadre della Liga che in ottica Champions potrebbe contare moltissimo, a fine stagione. Villareal che passa in vantaggio alla mezz’ora col nostro giovane talentino, che riceve al limite dell’area e brucia tutti con un controllo di petto a seguire per bucare poi Roberto con un tocco solto felpato (che può ricordare, vagamente, quello di Marchisio contro la Fiorentina).

Cygan è lo sfortunato protagonista - in negativo - del match (arsenalfcblog.com)

Cygan è lo sfortunato protagonista - in negativo - del match (arsenalfcblog.com)

Nel secondo tempo, però, gli ospiti riescono a trovare il pareggio: Dady si vede recapitare un pallone che deve solo essere spinto in rete, per il più facile dei goal. La colpa di questo pareggio va data in gran parte a Pascal Cygan, roccioso centrale francese: è lui, infatti, a lisciare l’intervento sul cross proveniente da sinistra, lasciando che il pallone giunga comodamente a Dady.

Questo pareggio porta quindi il Villareal ad agganciare momentaneamente il Valencia al quarto posto, a quota 34; Villareal che potrebbe però oggi essere agganciato anche da Malaga ed Atletico Madrid, oltre che perdere ulteriore terreno da chi sta loro davanti. L’Osasuna dal canto suo aggancia il Maiorca al penultimo posto, a quota 14.

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