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I padroni di casa nigeriani scendono in campo per bissare il successo Mondiale under 17 ottenuto nell’edizione precedente quando Chrisantus trascinò coi suoi goal le giovani Super Aquile all’imposizione finale. Per farlo, quindi, coach Obu si affida alle invenzioni di Envoh, Okoro, Ajagun ed Emmanuel, tutti giocatori dotati tecnicamente ed in possesso di velocità e scatto bruciante grazie al quale sono capaci di farsi spesso valere nell’1 contro 1.

Un allenamento dei giovani svizzeri agli ordine del proprio coach, Dany Ryser

Gli svizzeri, invece, scendono in campo poggiando tutte le proprie speranze sul duo d’attacco Ben Khalifa – Seferovic oltre che sulla propria classica solidità difensiva frutto di un collettivo molto ben amalgamato.

CRONACA
I padroni di casa iniziano subito fortissimo e nei primi dieci minuti mettono sotto gli elvetici: dopo tre soli minuti capitan Veseli è infatti subito decisivo nel respingere sulla linea di porta una conclusione di Ajagun che arrivando a rimorchio al limite dell’area calcia di prima intenzione un pallone scaricatogli da Egbedi.
Subito dopo è invece Okoro a rendersi pericoloso con una doppia conclusione insidiosa chiusa entrambe le volte da Siegrist, decisivo poi anche sugli sviluppi dell’angolo scaturito da lì con una bella parata su Oliha.
Un paio di minuti più tardi è quindi ancora il portiere elvetico a mettersi in mostra quando effettua un’ottima uscita bassa andando a chiudere su Emmanuel, che lo colpisce fortuitamente ad una tempia con la tibia. Dopo un primo momento di stordimento, comunque, il portiere elvetico riprenderà il suo posto tra i pali della porta della formazione rossocrociata.

Al decimo arriva quindi un break svizzero: incursione veloce di Kamber che dopo aver seminato in velocità un paio di avversari conclude incrociando sul secondo palo con Paul che para a fatica in due tempi un tiro tutt’altro che irresistibile. Per sua fortuna, comunque, sul primo intervento piuttosto approssimativo non arriva il tap in di nessun giocatore elvetico, con il portiere delle Super Aquile che può quindi perfezionare poi l’intervento abbrancandoil pallone saldamente tra le sue braccia.

Intorno al quarto d’ora torna quindi a farsi vedere la Nigeria che dopo la sfuriata iniziale rallenta sensibilmente un ritmo che sarebbe stato impossibile mantenere a lungo. Questa volta è Omeruo a farsi vedere andando a colpire di testa sugli sviluppi di un corner con il pallone che finisce però a lato.

Alla mezz’ora gli svizzeri costruiscono la seconda azione degna di nota della prima frazione di gioco: un’azione ben manovrata porta Ben Khalifa a scaricare per l’accorrente Xhaka che calciando di prima intenzione trova però il corpo di Omeruo, che sventa quindi, pur in maniera piuttosto fortuita, una palla goal.

Gli ultimi dieci minuti del primo tempo sono quindi quasi tutti di marca nigeriana: prima Oliha, terzino destro della formazione di casa, crossa bene per Okoro che è però anticipato di un soffio da Chappuis, bravissimo a togliere dalla testa della punta nigeriana un pallone che Stanley avrebbe colpito a botta sicura. Poi lo stesso Okoro fa una grandissima incursione veloce in area palla al piede ma dopo aver seminato un paio di avversari viene fermato dal rientrante Martignoni che intervenendo dal dietro dimostra tutta la sua bravura nel tackle e gli porta via il pallone con una grande scivolata.

Giusto poco prima dello scadere, quindi, gli svizzeri squillano per la terza volta: il solito Kamber fugge a sinistra e centra un pallone su cui non interviene nessuno; arriva quindi dalla destra il controcross di Xhaka sul quale Seferovic non è però lesto ad intervenire, lisciando la palla al limite dell’area piccola.

L’inizio della ripresa marca un’inversione di tendenza rispetto alla prima frazione di gioco: sino più o meno alla metà del secondo tempo, infatti, è la Svizzera a prendere il pallino del gioco, prendendo l’iniziativa più di quanto non facciano gli avversari.

La prima occasione degna di nota l’ha Seferovic che, imbeccato da Ben Khalifa, protegge benissimo palla al limite dell’area liberandosi magistralmente (dimostrando di avere un’ottima capacità di utilizzare il proprio corpo e la propria forza fisica) del diretto marcatore per esplodere poi un buon sinistro che si spegnerà però al lato del palo.

Un paio di minuti più tardi ci proverà quindi Okoro dalla distanza, ma troverà un sempre attentissimo Siegrist a rispondergli coi pugni.

Gli svizzeri, quindi, accelereranno al 60′, colpendo i padroni di casa. Prima si renderà pericoloso Ben Khalifa, piuttosto sottotono rispetto ai suoi standard, che andrà a mettere a lato di testa sugli sviluppi di uno schema piuttosto intricato su calcio di punizione. Poi sarà Seferovic a colpire, sempre di testa, questa volta sugli sviluppi di un calcio d’angolo. 1 a 0, Nigeria costretta ad inseguire.

Super Aquile che però per dieci minuti buoni dimostrano di accusare molto lo svantaggio a livello psicologico, non riuscire a rialzare la testa. Tanto che al 72′ Chappuis colpisce di testa da buona posizione sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Buff ma spreca malamente l’occasione di chiudere il match mettendo a lato.

A questo punto, quindi, i nigeriani si ridestano dal torpore e cominciano a creare occasioni su occasioni.

Emmanuel calcia dal limite sugli sviluppi di un’azione personale ma mette a lato. Poi Otubajo, appena entrato, colpisce la traversa di testa arrivando poi anche sulla ribattuta ma commettendo fallo su Siegrist (il pallone varcherà la linea di porta ma l’arbitro annullerà per chiara carica sul portiere elvetico). Sarà quindi la volta di Azez: prima in veste di assistman, quando libera Kayode che viene però chiuso da Chappuis in angolo, poi andando direttamente lui a concludere dal limite, non inquadrando però lo specchio.

Il forcing finale nigeriano si rivelerà comunque inutile: prima del triplice fischio finale ci proveranno anche Aliyu, con un tiro dalla distanza facilmente disinnescato dall’ottimo Siegrist, poi Ajagun, con una punizione dal limite deviata in angolo dalla barriera.
Nessuno dei tentativi delle Super Aquile andrà a buon fine.

Proprio allo scadere, anzi, i nigeriani rischieranno anche grosso: giusto al 90′ Ben Khalifa avrà sul destro il goal del 2 a 0 ma fallirà un’occasione clamorosa facendosi disinnescare una conclusione a botta sicura da Paul, bravo a parare con una sola mano la cannonata sparata dal fantasista in forza al Grassopher.

IL COMMENTO
Nigeria e Svizzera mettono in scena uno spettacolo piuttosto godibile in cui sono comunque i singoli a prevalere sul collettivo.
Questo in special modo tra le Super Aquile in cui l’organizzazione tattica lascia piuttosto a desiderare ed in cui il gioco vive delle fiammate dei giocatori più talentuosi. Come detto in sede di presentazione i nigeriani sono una squadra dotata di individualità capaci di fulminare il proprio avversario diretto con dribbling secchi e, soprattutto, scatti repentini. Cosa questa fatta valere lungo il corso di tutto il match e che ha messo in non poca difficoltà la retroguardia svizzera guidata più che da capitan Veseli, un po’ in ombra tanto da essere sostiuito anche prima del termine del match, da un grandissimo Chappuis, autore di diversi interventi maiuscoli e decisivi.

La facilità con cui i nigeriani riuscivano ad arrivare agli ultimi 20 metri è stata comunque disarmante. Nonostante le buone prestazioni di Pajtim Kasami, schermo difensivo, di Chappuis, di Rodriguez e di un po’ tutta la compagine elvetica, infatti, gli svizzeri hanno sofferto moltissimo le numerose azioni personali delle Super Aquile.
Nigeria che però, dal canto suo, ha dimostrato un grandissimo limite: quello dell’assenza di uno stoccatore.

Se due anni fa, infatti, era stata proprio la presenza di un grande centravanti ad essere determinante per la vittoria del Mondiale questa volta è stata proprio l’assenza di un uomo goal dal fiuto innato il limite principale della squadra guidata da John Obu, che vede quindi sfumare in finale il sogno di mantenere lo scettro di Campione Mondiale under 17 per altri due anni.

TABELLINO
Nigeria – Svizzera 0 – 1
Reti: 63′ Seferovic
Nigeria: Paul; Oliha, Chukwudi, Omeruo, Aliyu; Egbedi (70′ Kayode), Azeez, Okoro, Envoh; Emmanuel (76′ Otubanjo), Ajagun. A disposizione: Izuchukwu, Onazi, Agwuocha, Mgbam, Obinna Okoro, Joel. Allenatore: John Obu.
Svizzera: Siegrist; Martignoni (67′ Goncalves), Chappuis, Veseli (78′ Hajrovic), Rodrigues; Xhaka (92′ Nimeley), Kasami, Buff, Kamber; Ben Khalifa, Seferovic. A disposizione: Spiegel, Kiassumbua, Buess, Nakic, Vecchi, Tosetti, Mijatovic. Allenatore: Dany Ryser.
Ammoniti:

AWARDS
Sono stati quindi assegnati i vari premi che ad ogni competizione si danno ai giocatori più rappresentativi dell’edizione appena svolta.
Andiamo quindi a vedere chi sono stati i giocatori premiati al termine del Mondiale Nigeria 2009.
Golden Ball:
1) Sani Emmanuel (Nigeria)
2) Nassim Ben Khalifa (Svizzera)
3) Ramon Azeez (Nigeria)
Nigeriani che la fanno da padrone, quindi, nell’assegnazione del premio come miglior giocatore del torneo prendendosi il primo ed il terzo posto con Emmanuel ed Azeez.
Solo secondo, forse un po’ a sorpresa anche in considerazione del fatto che sono stati i suoi a laurearsi campioni del mondo, Ben Khalifa, grande protagonista del torneo. Forse il fatto che abbia giocato in maniera piuttosto sotto tono la finale ha portato i giurati a decidere in favore di Emmanuel.

Golden Shoe:
1) Borja (Spagna)
2) Sani Emmanuel (Nigeria)
3) Sebastian Gallegos (Uruguay)
In realtà il premio sarebbe da assegnare a tutti e tre a parimerito in quanto che sono stati tutti e tre capaci di siglare 5 reti nel corso del loro Mondiale.

Golden Glove:
Benjamin Siegrist (Svizzera)

Benjamin Siegrist, votato miglior portiere del Mondiale under 17 Nigeria 2009

E’ quindi il portiere svizzero ad aggiudicarsi, più che meritatamente, il premio come miglior portiere del torneo. Sicuramente il suo futuro visto oggi è molto roseo. I giocatori interessanti messi in mostra dagli elvetici sono numerosi, lui è tra quelli che meglio potrebbero fare in carriera, anche ad alti livelli.

FIFA Fair play award:
Nigeria

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