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Mario Balotelli non si smentisce mai.

E’ assolutamente risaputo che il giovane colored Azzurro sia un po’ una testa matta. La lista delle sue ragazzate è così lunga da non poter essere nemmeno riportata.

L’ultima mattana, in ordine di tempo, si è consumata proprio in questi giorni in America, dove il nostro è impegnato in una serie di amichevoli con il suo Manchester City.

E proprio nella partita con i Los Angeles Galaxy si è consumata l’ennesima sciocchezza compiuta dall’ex fenomeno delle giovanili Nerazzurre.

Eppure il match, per lui, sembrava iniziato bene.

Dopo venti soli minuti di gioco, infatti, Mario si presenta sul dischetto e, con freddezza e senza fronzoli, spiazza l’estremo difensore avversario, portando in vantaggio i suoi.

Se qualcuno, sugli spalti o da casa, pensava che il ragazzo potesse aver così dimostrato un minimo di maturazione in più si sbagliava alla grande.

Dieci soli minuti di gioco, infatti, Balotelli dimostra tutta la sua immaturità e la sua scarsa intelligenza calcistica.

Lanciato alle spalle dei difensori si presenterà a tu per col portiere avversario.

Una volta lì avrà mille modi per raddoppiare, firmando la propria doppietta.

A quel punto, però, la sufficienza si impadronirà di lui, che effettuerà una sorta di rouleta per colpire poi il pallone di tacco, spedendolo a lato.

Incredibile.

La cosa, giustamente, fa infuriare Mancini, che prevede all’immediata sostituzione. Dentro Milner, fuori Mario.

Che uscendo dal campo trova anche il coraggio per bisticciare con il proprio mister.

Incredibile, davvero.

Quanto talento sprecato.

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Nel corso di questa stagione ho avuto modo di seguire in più occasioni il City di Mancini. L’ultimo loro match che ho potuto vedere risale proprio a domenica quando i Citizens hanno fatto visita al Chelsea di Carlo Ancelotti per un derby della panchina tutto italiano vinto, piuttosto nettamente, dall’ex allenatore di Parma, Juventus e Milan.

La motivazione per la quale tra tante squadre ho scelto di seguire con discreta costanza proprio quella presieduta dallo sceicco Khaldoon Al Mubarak è semplice e facilmente intuibile: la curiosità suscitata in me da una compagine ricca di talento ma costruita un po’ a mo’ di raccolta delle figurine era tanta e la volontà di provare a capire quanto il tecnico jesino sarebbe stato in grado di amalgamare un undici all’altezza anche maggiore.

Dopo averne seguito in più occasioni le gesta, quindi, posso affermare con tranquillità e fermezza come questo City più che una squadra sembri davvero un’accozzaglia di talenti un po’ improvvisata e raffazzonata, senza un’identità di gioco ben precisa, trascinata più da giocate personali dei singoli che dal collettivo. In tutto ciò la via d’uscita non sembra essere rappresentata dal modulo tattico perché non tutto, nel calcio, è una questione di numeri. Si debbono infatti costruire degli equilibri che vanno al di là di questo. Non per nulla ad oggi il Mancio ha tentato diverse alternative, ma senza riuscire ancora a far quadrare il cerchio.

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INFO GENERALI

Nome: Manchester City Football Club
Città: Manchester
Anno di fondazione: 1880
Stadio: City of Manchester Stadium (47726)
Presidente: Khaldoon Al Mubarak
Allenatore: Roberto Mancini
Palmares: 2 campionati inglesi, 4 FA Cup, 2 Coppe di Lega, 3 Charity/Community Shield, 1 Coppa delle Coppe
Valutazione complessiva rosa: 359.300.000 € (valutazione transfermarkt.co.uk)

ROSA

Portieri: Shay Given, Stuart Taylor, Joe Hart, David Gonzalez.
Difensori: Micah Richards, Wayne Bridge, Vincent Kompany, Pablo Zabaleta, Aleksandr Kolarov, Jerome Boateng, Joleon Lescott, Greg Cunningham, Kolo Tourè, Dedryck Boyata.
Centrocampisti: Micheal Johnson, James Milner, Shaun Wright-Phillips, Adam Johnson, Gareth Barry, David Silva, Patrick Vieira, Kelvin Etuhu, Nigel de Jong, Yaya Tourè, Abdisalam Ibrahim.
Attaccanti: Emmanuel Adebayor, Roque Santa Cruz, Jo, Carlos Tevez, Mario Balotelli.

FORMAZIONE BASE

4-3-3: Hart; Richards, K. Tourè, Boateng (Kompany), Kolarov; De Jong, Barry, Y. Tourè; Silva, Tevez, Milner.

ULTIMI RISULTATI

Cinque sono state sino ad ora le partite disputate dal City in questo mese di settembre: tre in Premier, una in Europa League ed una in Coppa di Lega.

Nello specifico sono arrivate due vittorie per 2 a 0 con Salisburgo e Wigan ed una per 1 a 0 con il Chelsea più un 1 a 1 con il Blackburn ed una sconfitta per 2 a 1 rimediata in Coppa contro il WBA.

ANALISI TECNICA

Forte dei petroldollari arabi della cordata che presiede il club il City ha potuto agire sul mercato negli ultimi tempi con grande disinvoltura, investendo cifre pesanti per assicurarsi alcuni dei migliori talenti su piazza.

A livello tecnico, quindi, la rosa messa a disposizione dalla dirigenza Citizens a Roberto Mancini è di assoluto livello e grandissima qualità.

Partiamo dai portieri, dove alla nuova stella inglese Joe Hart, tra i giovani portieri più interessanti dell’intero panorama mondiale, è affiancato un secondo di tutto rispetto, quel Shay Given che sarebbe titolare in moltissime altre squadre e che garantisce una copertura totale.

La difesa verte poi su di un mix di gioventù ed esperienza e, soprattutto, sul grande atletismo di un po’ tutti gli uomini che compongono il reparto: Kolo Tourè è infatti da anni uno dei migliori difensori della Premier League ed ha accumulato nel tempo un’esperienza non indifferente, Richards, Boateng e Kompany sono giovani dalle qualità atletiche notevoli, Kolarov è giocatore che ben conosciamo in Italia visti i suoi trascorsi Biancocelesti.
Anche la panchina, comunque, è di assoluto valore: occhio a Boyata, giovane belga che ha lasciato intravvedere qualità – ancora una volta soprattutto atletiche – molto interessanti. La solidità è infine garantita da un jolly tuttofare come Zabaleta e dai sempre buoni Lescott e Bridge.

Il centrocampo è stato poi costruito per mixare al meglio corridori instancabili ed ali guizzanti. Barry, De Jong e Tourè garantiscono infatti capacità polmonare oltre la media, Silva, Milner e Wright-Phillips sono invece esterni veloci e dotati di ottimo dribbling capaci di creare in ogni momento superiorità numerica con azioni tambureggianti sulle proprie fasce di competenza.
Garantiscono buona qualità, poi, i due Johnson: Adam e Micheal.

Adebayor, Balotelli, Tevez. C’è bisogno di dire altro?
Basterebbero questi tre nomi a fare del reparto avanzato Citizens uno dei migliori del continente. Non bastasse, poi, va detto che il buon Mancini può contare anche su Santa Cruz e Jo.
Abbondanza, qualità, futuribilità.

ANALISI TATTICA

A livello tattico il tecnico nativo di Jesi pare avere le idee piuttosto chiare: un 4-3-3 o 4-5-1 che dir si voglia, una sorta di camaleonte che si adatta alle varie fasi di gioco.

Difesa sempre schierata a quattro, infatti, con terzini in grado di farsi tutta la fascia per appoggiare le azioni offensive alla bisogna (non per nulla è stato acquistato Kolarov a sinistra, giocatore dalle spiccate attitudini offensive appunto) e centrali rocciosi capaci di fare a sportellate anche con gli avversari più ostici e fisicati.

A centrocampo Mancini gradisce giocare con una mediana molto ben fornita di muscoli e polmoni che sia in grado di fare grande filtro per dare maggior copertura alla difesa, ecco quindi che l’acquisto di Yayà Tourè risulta, in tal senso, manna dal cielo trattandosi di uno dei migliori mediani attualmente in circolazione su scala Mondiale.

Centrocampo a tre, dicevamo, ma che può diventare a cinque a seconda della fase di gioco: ipotizzando di vedere schierati Silva e Milner sugli out opposti, infatti, i due esterni Citizens si trasformano in vere e proprie ali offensive in situazione di possesso di palla per scalare poi nel reparto nevralgico del campo in situazione di non possesso andando quindi ad affiancarsi ai tre mediani per chiudere al meglio gli spazi alle avanzate altrui.

Due lati della medaglia, poi, per quanto riguarda la prima – e spesso unica – punta schierata in campo, che solitamente è Carlitos Tevez, capitano della squadra. Se da una parte Tevez garantisce grande pressing e veloci ripartenze, infatti, dall’altra è altresì vero che la squadra perde un vero e proprio punto di riferimento nell’area avversaria, ruolo che non può certo essere ricoperto da un giocatore con le caratteristiche tecnico-fisiche del puntero ex idolo della Bombonera.
Ed è proprio qui, forse, la pecca principale del City manciniano: una pochezza offensiva ed una mancanza di peso che si palesa spesso e che è, in questo momento, il principale punto debole della squadra.

In stagione, comunque, questo 4-3-3/4-5-1 non è stato l’unico modulo adottato dal Mancio. Nel doppio turno preliminare di Europa League giocato contro i rumeni del Timisoara, infatti, il nostro ha preferito impostare il proprio team con un classico 4-4-2 più quadrato e con meno fronzoli rispetto al modulo base di questa squadra.Difficile, comunque, possa riproporre lo stesso schieramento tattico anche contro la Juventus posto che, appunto, pare abbia puntato con decisione sui tre mediani e le due ali.

ANDAMENTO STAGIONALE

Premier League: attualmente, in campionato, il City si trova in terza posizione a parimerito con l’Arsenal a quota 11 punti, quattro meno del Chelsea capolista ed uno meno del Manchester United di Sir Alex Ferguson. Miglior difesa della lega assieme a quella Blues con due sole reti incassate in sei match i Citenzs mostrano i principali problemi in fase realizzativa, proprio in relazione a quanto detto in sede di commento tattico: solo sette, infatti, le rete realizzate. Risultato peggiore di quanto fatto segnare da squadre non certo fenomenali come West Brom e Blackpool. Ma non solo: l’attacco migliore del campionato, quello del Chelsea, è stato sino ad oggi capace di mettere a segno ben 21 reti. Differenza abissale, direi.

FA Cup: questo torneo ha avuto inizio lo scorso quattordici agosto ma le squadre di Premier League entreranno in gioco solo a partire dai trentaduesimi di finale che si giocheranno l’otto gennaio.

Coppa di Lega: entrato in scena ai sedicesimi di finale il City, come detto, ha preso una batosta al The Hawthorns per mano di Zuiverloon e Cox, bravi a ribaltare l’iniziale vantaggio firmato da Jo. Citizens ampiamente rimaneggiati (basti pensare che sono partiti con una squadra composta esclusivamente da riserve tra cui Ben Mee, Javan Vidal, Abdisalam Ibrahim, Greg Cunningham e John Guidetti) che hanno quindi dovuto abbandonare subito la competizione, cedendo il passo ai WBA.

Europa League: vittorie in scioltezza col Timisoara (1 a 0 esterno, 2 a 0 al City of Manchester) nel turno preliminare e con il Salisburgo all’esordio nel girone. City che è, in attesa delle eliminate dalla Champions, tra le grandi favorite per la vittoria del trofeo.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

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City – Chelsea non è certo una bella partita. Ritmi elevati, rispetto agli standard nostrani, ma comunque quasi contenuti rispetto a quanto si è abituati a vedere in terra d’Albione. Un po’ come se il match fosse la sintesi del tatticismo italiano portato dalla coppia Mancini-Ancelotti e dell’agonismo inglese.

A spuntarla, alla fine, è l’ex tecnico dell’Inter: a togliere le castagne dal fuoco al coach di Jesi è il suo capitano, Carlitos Tevez, che va a realizzare una bella rete al termine di un affondo personale venuto in seguito ad un brutto errore del brasiliano Ramires, reo di perdere una sanguinosissima palla a centrocampo che dà il la all’azione del goal-partita.

Non una bella partita, dicevamo, se non altro perché il bel gioco è altro.
Il City ad oggi è infatti un’accolita di ottime individualità, non ancora una squadra di calcio. Senza contare il fatto poi che, come detto già anche dopo il match pareggiato con il Tottenham ad inizio stagione, alcune scelte di Mancini, come quella di lasciare Tevez tutto solo là al centro dell’attacco, contribuiscono a rendere le cose più difficili per la manovra offensiva Citizens.

Perché certo, Carlos è un grandissimo giocatore. Ma nel contempo è tutto fuorché una prima punta. Anzi, tutto fuorché un giocatore che può fungere da unica punta.

Il Mancio, però, sembra piuttosto convinto di questo modulo. E, probabilmente, pur di lasciar fuori Adebayor continuerà alla morte così.
Vedremo dunque col rientro di Balotelli se qualcosa cambierà o meno, là davanti.

Il City giochicchia, quindi, ma anche il Chelsea non costruisce molto di più.

La squadra di Carletto Ancelotti risulta infatti piuttosto apatica e mette in campo una manovra asfittica di certo non degna della corazzata Blues. Cosa questa, unita alla scarsa vena di uno spento Drogba, che porta alla prima sconfitta stagionale per i blu di Londra.

Ma andiamo a vedere le pagelle dei giocatori, per analizzare meno, uomo per uomo, come sono andate le cose.

Manchester City

Hart: 6
Impegnato poco il portierino Citizens, partita piuttosto tranquilla per lui.

Boyata: 6,5
Buon match per il giovane di Bruxelles. Solo vent’anni ma qualità e prospettive interessanti, non fa rimpiangere Richards.
(Dall’89’ Boateng: s.v.)

Kompany: 7
MVP del match secondo SkySports. Disputa una partita molto solida, dando nerbo alla difesa Citizens capace oggi di annullare Drogba.

Kolo Tourè: 6,5
La cerniera centrale della difesa del City funziona. Non solo per l’ottima prova di Kompany ma anche per quella, sicuramente all’altezza, di Kolo.

Zabaleta: 7
Non è certo un fenomeno, Zabaleta, ma è altresì uno di quei giocatori che ogni allenatore vorrebbe nella sua squadra. Stantuffo inesauribile, infatti, macina chilometri su chilometri con grande disinvoltura. Potendo giocare in più ruoli, poi, è pezzo preziosissimo del puzzle di Mancini.

De Jong: 6
Buona presenza in mediana, più di qualche lacuna in fase d’impostazione.

Yaya Toure: 6
Come sopra.

Barry: 5,5
Prova a mettere ordine nel centrocampo Citizens senza però riuscire a far scorrere la palla come dovrebbe.

Silva: 5,5
Prestazione piuttosto sottotono per l’ex stella valenciana, ancora alla ricerca del miglior feeling coi compagni.
(Dal 78′ A. Johnson: s.v.)

Milner: 6,5
Per buona parte del match è l’unico positivo là davanti. Molto propositivo, infatti, prova a creare qualcosa sulla sua fascia, senza però avere l’adeguato supporto dei compagni.

Tevez: 7
Classica occasione in cui la rete realizzata gonfia il voto. Perché Tevez, come detto, non è giocatore che può reggere da solo le sorti dell’intero reparto offensivo e la sua prestazione ne risente. Al contempo, però, è spietatissimo allorquando Ramires perde palla a centrocampo e lui, da vero e proprio condor, si fa metàcampo palla al piede per poi battere con un destro chirurgico Cech. Non una prestazione che entrerà negli annali, certo, ma alla fine è lui l’uomo decisivo.
(Dall’87’ Adebayor: s.v.)

Chelsea

Cech: 5,5
Non impegnatissimo, come il collega avversario. Ma un goal lo prende. Certo, la colpa va divisa più che altro tra Ramires, che perde palla malamente, e Cole, che lascia troppo spazio a Tevez. Ma lui non ci prova nemmeno…

Ivanovic: 6,5
Prestazione più che positiva per il terzino serbo, che deve vedersela con l’uomo più in forma dell’intera fase offensiva Citizens e riesce a disimpegnarsi, tutto sommato, più che bene.

Terry: 6
Non è in grandissima forma il capitano Blues, e si vede. Partita comunque da sufficienza, la sua, laddove l’esperienza riesce a colmare le falle di uno stato di forma, appunto, non al top.

Alex: 6
Si limita al compitino, senza strafare.

Cole: 5,5
Disputa una buona partita, nel complesso, senza patire praticamente per nulla un ancora spento Silva. Non macchiasse la sua prestazione con quell’errore sul goal, dove va ad indietreggiare senza sosta per davvero troppi metri spianando la strada a Tevez, la sua valutazione sarebbe quindi più che sufficiente.

Ramires: 5
Non disputa una grande partita Ramires, almeno non secondo il sottoscritto. L’erroraccio sul goal, poi, è qualcosa che pesa e peserà a lungo sulla sua coscienza.
(Dall’81’ McEachran: s.v.)

Obi Mikel: 5
Nel primo tempo va a fermare molto rudemente un Tevez lanciato verso l’area, venendo graziato dall’arbitro. Nella ripresa decide di fare anche peggio, entrato in tackle scivolato direttamente sulla gamba del capitano Citizens, meritandosi quantomeno un arancione e guadagnandosi, questa volta sì, il cartellino giallo. Ai punti, quindi, un rosso se lo sarebbe sicuramente meritato. Peccato, perché a parte questi eccessi di foga disputa una prestazione sicuramente degna, facendo buon filtro davanti alla difesa.
(Dal 69′ Zhirkov: s.v.)

Essien: 6,5
Tanta quantità per il fenomeno del centrocampo Blues, tra i giocatori più affidabili in mediana dell’intero globo terrestre. Anche lui, però, fatica a dare quel quid in più, ma in una giornata in cui tutta la squadra sembra non girare non gli si può chiedere i miracoli anche in fase di impostazione, rifinitura e conclusione.

Malouda: 6
Prestazione discreta quella dell’ala francese, che non riesce però a pungere.

Drogba: 5
Assolutamente sottotono la stella dell’attacco Blues. E tutta la squadra ne risente.
(Dal 75′ Sturridge: s.v.)

Anelka: 6,5
E’ il più positivo, là davanti. Molto volenteroso, tocca un grandissimo numero di palloni. Ma nemmeno lui, come i suoi compagni, sa rendersi davvero pericoloso.

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