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Posts Tagged ‘PSV’

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INFO GENERALI

Logo PSVNome: Philips Sport Vereniging
Soprannome: Boeren (Contadini)
Città: Eindhoven
Anno di fondazione: 1913
Stadio: Philips Stadio (35000 posti)
Presidente: Peter Swinkels
Allenatore: Philip Cocu
Palmares: 21 campionati olandesi, 9 coppe olandesi, 9 supercoppe olandesi, 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa Uefa
Valutazione complessiva rosa: 75.950.000 € (valutazione transfermarkt.co.uk)

ROSA

Portieri: Nigel Bertrams, Tyton, Przemyslaw, Jeroen Zoet.
Difensori: Mathias Jorgensen, Karim Rekik, Jeffrey Bruma, Jorrit Hendrix, Jetro Willems, Abel Tamata, Santiago Arias, Stanislas Manolev, Joshua Brenet.
Centrocampisti: Ji-Sung Park, Stijn Schaars, Peter van Ooijnen, Oscar Hiljemark, Adam Maher, Georginio Wijnaldum, Rik Schouw.
Attaccanti: Ola Toivonen, Memphis Depay, Luciano Narsingh, Zakaria Bakkali, Tim Matavz, Jurgen Locadia, Florian Jozefzoon.

FORMAZIONE BASE

4-3-3: Zoet; Brenet (Arias), Bruma, Rekik, Willems; Wijnaldum, Schaars, Maher; Bakkali, Matavz (Locadia), Depay.

PSV 2013-2014

ULTIMI RISULTATI

Quattro vittorie in quattro gare ufficiali. Questo l’ottimo ruolino di marcia del PSV, partito fortissimo sia in Eredivisie (3 a 2 al Den Haag e un roboante 5 a 0 al NEC) che nei preliminari di Champions League, dove si è sbarazzato dello Zulte Waregem con due vittorie secche (ottenute rispettivamente con un 2 e un 3 a 0).

ANALISI TECNICA

19,9.

Questa è la – oserei dire stupefacente – età media dell’undici che Philip Cocu ha schierato nell’ultimo match di campionato disputato dai suoi ragazzi e vinto in maniera roboante contro il NEC.

Squadra molto giovane, insomma, questo PSV paga sicuramente qualcosa – e soprattutto, può pagare a livello continentale – da un punto di vista dell’esperienza, potendo contare per lo più su giocatori ancora molto giovani e dalla carriera piuttosto limitata.

Sotto il profilo puramente tecnico, però, i ragazzi in forza alla prima squadra di Eindhoven non sono affatto da sottovalutare.

In porta da quest’anno può contare sull’apporto di Jeroen Zoet, ragazzo che sbarcò ai Boeren a soli 15 anni e che dopo un biennio di apprendistato all’RKC Walwijk sembra finalmente pronto all’approccio col calcio che conta.
Mezzi più che discreti per il portiere dell’ultima under21 Oranje, seguito in estate – pare – anche dal Newcastle United.

La difesa è sicuramente il reparto che fa storcere di più il naso, soprattutto se si pensa a quale possa essere l’impatto che la stessa potrà avere in Europa.
Perché, con tutto il rispetto, un conto è affrontare lo Zulte Waregem o il NEC, un altro il Milan (o i vari top club che il PSV potrebbe incrociare se battesse i Rossoneri).Santiago Arias

A destra Cocu pare non aver ancora sciolto le proprie riserve e sembra essere indeciso tra Brenet ed Arias. Due giocatori che comunque non danno garanzie assolute, almeno per il momento.
Il primo esordì lo scorso anno in Europa League, giocando tre soli minuti. Ma viene da due gare disputate per intero proprio ai preliminari di Champions League.
Il secondo ha invece disputato le due gare di campionato, mettendo in mostra qualche limite in fase difensiva (in particolar modo nelle situazioni di uno contro uno). Acquistato in estate dallo Sporting Lisbona, l’anno scorso giocò prevalentemente nella seconda squadra del club lusitano, raccogliendo un totale di sette presenze in due anni con la prima.

In mezzo proveranno a dare bella mostra di sé Bruma e Rekik.

Il futuro, almeno sulla carta, è dalla loro, niente da dire. Però il presente non è ancora saldissimo, per così dire.

In due superano a malapena i quarant’anni. E se la gioventù è di per sé una dote, rischia anche di essere un peso in certi casi, soprattutto in un ruolo così delicato.

Per ora il pacchetto arretrato sembra reggere (addirittura i tifosi del PSV hanno inventato un coro per l’ex Chelsea che in italiano suonerebbe più o meno “Non abbiamo paura perché c’è Bruma””.

Però è altrettanto vero che i due goal incassati contro il Den Haag (il primo cattivissimo posizionamento della difesa, il secondo svarione colossale proprio di Bruma) non lasciano tranquilli, soprattutto pensando ad un ormai prossimo scontro con attaccanti del calibro di Balotelli ed El Sharaawy.

A sinistra spazio invece a Jetro Willems, giunto ormai alla sua terza stagione da titolare o quasi. Terzino che può essere un vero e proprio fattore in Olanda, oppone una fase offensiva più che discreta (basti guardare il goal realizzato all’ADO o l’assist servito per il secondo goal di Wijnaldum contro il NEC) ad una fase difensiva certamente non eccezionale.Jetro Willems

A centrocampo spazio poi alla tecnica ed alla qualità di due freschi under21 come Maher e Wijnaldum, capitano di questa squadra nonostante i soli 23 anni. Giocatori dal futuro a buon livello assicurato, e che molti si aspettano possano esplodere anche ad alto livello.

A dare equilibrio ci possono pensare poi Schaars ed Hiljemark, senza contare il ritorno del figliol prodigo Park, che dopo le tante ottime annate vissute in quel di Manchester ad imparare dal maestro Ferguson potrà sicuramente essere utile a questo PSV sia dentro che – forse soprattutto – fuori dal campo.

Infine l’attacco, reparto in cui non mancano certo le alternative interessanti.

Su tutti segnalo Zakaria Bakkali, un classe 96 belga dal futuro luminosissimo che fa dell’uno contro uno un’arma spesso micidiale. Certo, le difese italiane non sono morbide come quelle olandesi, ma proprio questo fondamentale vede spesso anche i nostri difensori soffrire sempre di più, quindi bene dare un occhio di riguardo a questo folletto andato in goal tre volte contro il NEC.

Depay è invece giocatore nel complesso meno guizzante e quindi pericoloso, ma eviterei di sottovalutarlo. Lì in mezzo, poi, Cocu può scegliere tra bomber Matavz (22 goal in Eredivisie da quando veste la maglia del PSV, 7 in 7 gare nell’Europa League di due stagioni or sono) e Jürgen Locadia, giocatore non ancora affidabilissimo sottoporta ma che fa tanto lavoro per provare ad aprire varchi là davanti.

Il tutto senza dimenticare che le alternative in rosa rispondo ai nomi di JozefzoonNarsingh, quest’ultimo titolarissimo lo scorso anno fino a quando una rottura del crociato anteriore e del menisco non lo ha messo fuori causa.Luciano Narsingh

ANALISI TATTICA

Il 4-3-3 è modulo d’ordinanza in Olanda, una sorta di ragione di vita per ogni allenatore olandese che si rispetti.

Ed anche Philip Cocu, che molti di voi ricorderanno stella di PSV, Barcellona e nazionale olandese, non si discosta da questo cliché.

Il suo PSV è quindi una squadra come detto giovanissima e quindi, va praticamente da sé, molto dinamica.

Così se paga sicuramente qualcosa da un punto di vista dell’esperienza prova a colmare queste lacune proprio con la motilità e mobilità dei suoi giocatori.

La linea a quattro di difesa è classica, con due centrali discretamente dotati da un punto di vista fisico anche se, va da sé, non sempre abbastanza continui nel corso dei novanta minuti.

I terzini, invece, come in ogni 4-3-3 che si rispetti amano poter salire in fase offensiva, sia come portatori di palla che per appoggiare le sortite dei propri compagni.

A centrocampo, poi, si punta su equilibrio e duttilità.

Il centrale resta genericamente più basso per coprire con maggiore efficacia la cerniera difensiva centrale, mentre le due mezz’ali si muovono maggiormente per dare soluzioni al portatore di palla.

Sia Wijnaldum che Maher sono poi due giocatori che sanno dare del tu al pallone. Bravi nella gestione e nella conduzione dello stesso, non disdegnano l’eventualità di incrociarsi fra di loro o di scambiarsi posizione con le ali offensive.Georginio Wijnaldum

Che, a loro volta, sono molto mobili. Possono incrociarsi senza problemi, si allargano o si si stringono a seconda della situazione di gioco e cercano con buona costanza la profondità.

Infine, la punta centrale. Che si muove sicuramente meno rispetto ai propri compagni di reparto, per imporsi come riferimento avanzato, catalizzare i palloni quando è necessario far salire la squadra ma anche i difensori avversari per provare a creare dei varchi nei reparti arretrati altrui.

Insomma, un 4-3-3 piuttosto mobile e dinamico in cui il reparto arretrato – e forse più in generale un po’ tutta la fase di non possesso – risulta essere il punto debole della squadra. Ma rispetto cui bisogna altresì temere la capacità di circolazione della sfera e di capacità di intercambiarsi degli interpreti a disposizione di mister Cocu. Sempre con un occhio alle situazioni di uno contro uno.

ANDAMENTO STAGIONALE

Eredivisie: due sole giornate giocate che sono valse la vetta a questo PSV. Giovane, brillante e spiccatamente offensiva, la squadra di coach Cocu ha infatti centrato due vittorie su due, realizzando la bellezza di 8 reti a fronte di 2 sole segnature subite.

KNVB Beker: la coppa nazionale olandese inizierà tra quindici giorni esatti. L’esordio del PSV è invece previsto per il 25 settembre, in casa, contro il Telstar.

Champions League: Inserito nella parte del tabellone dei play off che riguarda i “piazzati”, il PSV si è, come detto, sbarazzato facilmente dei belgi dello Zulte Waregem (squadra in cui militano il fratellino di Eden Hazard, Thorgan, oltre ad un giovane peruviano chiamato Hernan Hinostroza di cui potremmo risentir parlare più avanti) ed ora attende lo scontro all’ultimo sangue con il Milan per provare a strappare il pass per la massima rassegna continentale per club.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

6,5

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CRONACA

Molta approssimazione in entrambe le squadre, poca qualità di gioco.
Sarà che siamo solo alla prima di campionato ma AZ e PSV non mettono certo in mostra nulla di particolarmente apprezzabile in un inizio di match da mani nei capelli.

La prima azione degna di un minimo di nota arriva quindi dopo ben un quarto d’ora di gioco quando Wijnaldum serve Mertens in area che dopo essersi profuso in una serie di finte e controfinte riesce in qualche modo a mandare fuori giri un paio d’avversari per calciare poi d’interno destro sul primo palo, non riuscendo però ad inquadrare lo specchio di porta.
Sul versante opposto è invece Elm, sugli sviluppi di un calcio di punizione, a provarci dal limite. Il suo destro non ha però sufficiente potenza, e viene così bloccato con sicurezza da un attento Isaksson.

La prima vera occasione da goal arriva al ventesimo: Martens è liberato nell’area ospite da un compagno e spara un mancino di prima intenzione che è però deviato in angolo, in maniera un po’ rocambolesca, dal piede destro del portiere svedese trapiantato ad Eindhoven.
Match che continua su ritmi certo non vertiginosi, e con una percentuale di errori piuttosto cospicua.

Buona l’iniziativa, al venticinquesimo, di Falkenburg, che ricevuta palla da destra si libererà con un bel movimento per calciare dal limite. Palla colpita troppo d’interno, Isaksson controlla la palla scorrere sul fondo.
AZ che è comunque un po’ più vivo e che al ventiseiesimo passa. Marcellis crossa da destra, Martens colpisce al volo e buca l’estremo difensore avversario, che questa volta non può nulla per opporsi alla conclusione dell’avanti di Alkmaar.

Alla mezz’ora gli ospiti provano a reagire. Prima Marcelo stacca di testa sugli sviluppi di un angolo – con Alvarado uscito piuttosto male nell’occasione – senza però inquadrare la porta, poi Wijnaldum s’infila tra le maglie della retroguardia avversaria venendo però bloccato proprio dalla – questa volta buona – uscita del portiere costaricano in forza alla squadra di Alkmaar.
L’ex Feyenoord comunque non ci sta e poco dopo ci riprova: azione molto caparbia di Lens sulla destra che riesce in qualche modo a fuggire sulla fascia per centrare poi un pallone basso che il forte centrocampista attualmente in forza al PSV gira però male, spedendolo alle stelle.

Wijnaldum è scatenato e al trentasettesimo sfiora davvero di un soffio la rete. Bello lo scattino al limite del fuorigioco, buono il tocco sul secondo palo, altrettanto bravo Alvarado, ancora in uscita bassa, a negargli la gioia del goal, deviando la sfera oltre il montante alla sua destra.
Al quarantesimo, però, il PSV cede ancora. Palla contesa sulla trequarti che resta nella terra di nessuno. Sulla stesse ci si avventa quindi Nick Viergever che esplode un mancino di prima intenzione potente e preciso, con cui fredda Isaksson. Che, ancora una volta, non può fare nulla per raggiungere il pallone.

In chiusura di tempo, nel secondo minuto di recupero precisamente, il PSV accorcia. Ojo lancia in area Mertens che incrocia sul secondo palo, là dove Alvarado non riesce ad arrivare. Ed è il goal che riapre i giochi.

La ripresa si apre un po’ nello stesso modo in cui si era chiusa la prima frazione di gioco. Le due squadre non riescono infatti a farsi male, con un’approssimazione generale a farla da padrone.

Per quanto sembri incredibile bisogna quindi aspettare ben trentacinque minuti prima di vedere qualcosa d’interessante. Ed è subito un goal.  Parla persa in maniera davvero sciocca dal centrocampo del PSV, Marcellis verticalizza per Maher che pennella un palloncino in mezzo in direzione di Altidore, per cui è un gioco da ragazzi infilare la sfera in rete di testa.
Tre minuti più tardi il PSV prova a reagire con Mertens che calcia una punizione discreta, trovando però la pronta risposta di un sempre attento Esteban Alvarado.

In chiusura il duello tra i due si ripete, con l’estremo difensore costaricano bravo a chiudere Mertens in uscita bassa, prima che questi possa bucarlo.

COMMENTO

Sarà che siamo solo ad inizio stagione ma nessuna delle due squadre mette in mostra una qualità di gioco anche solo accettabile.

AZ e PSV risultano infatti essere troppo arruffone. La palla non circola in maniera brillante, si sbaglia troppo e non si riesce nemmeno a sfruttare, né da una parte né dall’altra, una certa approssimazione delle rispettive difese che andrebbe capitalizzata meglio.

Per provare ad insidiare il primato dell’Ajax, quindi, le due compagini dovrebbero provare a fare di meglio.

Stendiamo poi un velo pietoso sulla ripresa disputata da entrambe le squadre…

Nel PSV in particolare delude tantissimo Ola Toivonen. Giocatore che conosco da qualche anno e che è dotato di mezzi quantomeno discreti, disputa un match assolutamente più che insufficiente, in cui non mette in mostra davvero nemmeno una piccola parte delle proprie potenzialità.

Bene, invece, Georginio Wijnaldum.
A questo proposito è un peccato che non si sbarcato in Italia.

Sicuramente brava l’Inter a buttarsi a pesce su Luc Castaignos, risulta essere davvero triste, invece, che nessuno dei nostri club si sia lanciato sull’altra stellina del Feyenoord, sbarcata quindi ad Eindhoven.

Wijnaldum motorino di centrocampo che si butta dentro in continuazione. Appena ha l’opportunità, infatti, eccolo fare movimento per scompigliare l’area avversaria. Ed è proprio così che si può far saltare una retroguardia non propriamente ferrea.

Certo, fosse aiutato da Toivonen…

Chiusura con un accenno ai due portieri, che hanno giocato nel complesso una partita quantomeno discreta.

Di Isaksson ricordo che al suo arrivo a Torino si diceva fosse portiere dai grandissimi mezzi ma troppo incostante a livello di concentrazione.
Oggi, invece, quest’ultima riesce a mantenerla pressoché omogenea lungo tutto il corso di un match. Il problema vero è che non è cresciuto come probabilmente ci si aspettava quando aveva 17/18 anni.

Nel complesso, comunque, si tratta di un estremo difensore di buon livello, che potrebbe tranquillamente occupare il ruolo di portiere titolare in una squadra di metà classifica dei migliori campionati d’Europa.

Diverso invece il discorso riguardante il costaricano Alvarado. Anche lui ha mezzi interessanti ma un’età ancora piuttosto verde. L’AZ sembra puntarci, tanto da aver praticamente ceduto Romero alla Samp, e lui ha un’occasione da non lasciarsi scappare.

Imporsi in quel di Alkmaar potrebbe essere un trampolino di lancio interessante per uno degli estremi difensori più interessanti del Centro-Nord America.

Per chiudere, e sempre per ciò che riguarda l’AZ, sono curioso di vedere cosa riuscirà a combinare Jozy Altidore, tra i giocatori statunitensi più interessanti di quest’epoca che però in Europa non ha ancora trovato la propria dimensione. Il campionato olandese può sicuramente essere anche per lui un buon palcoscenico su cui mettersi in mostra.

MVP

Difficile definire chi possa essere il migliore in campo in una partita con così tanti errori.

E allora ribadiamo i nomi di Wijnaldum ed Alvarado, due giocatori che in futuro probabilmente troveranno fortuna in campionati più competitivi di quello olandese.

TABELLINO

AZ – PSV 3 – 1
Marcatori: 26′ Martens, 40′ Viergever, 45+2′ Mertens, 80′ Altidore.

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Sabato 2 aprile 2011, ore 17.45, stadio De Grolsch Veste di Enschede: data, ora e luogo di uno dei match più importanti dell’edizione 2010/2011 del massimo campionato olandese. Data, ora e luogo dello scontro tra le due principali forze del campionato: il PSV capolista ed il Twente primo inseguitore.

Partita davvero fondamentale per gli sviluppi dell’attuale Eredivisie un po’ come in Italia lo è stato l’ultimo derby della Madunina: PSV e Twente prima del calcio d’inizio sono infatti divisi da un solo punto, con i biancorossi di Eindhoven a quota 61 ed i Tukkers staccati di una sola lunghezza.

Ed è proprio in questa importantissima cornice che va ad incastonarsi la perla di uno dei giocatori più interessanti dell’attuale prima divisione olandese, quel Theo Janssen – quasi trentenne centrocampista di Arnhem con alle spalle più di duecento presenze nel Vitesse – che grazie alla doppietta con cui ha sotterrato il PSV è salito a quota dieci reti in campionato, andando ora ad occupare la quattordicesima posizione in classifica marcatori al pari di Andreas Granqvist, Bas Dost, Willy Overtoom e Luuk de Jong e subito dietro, tra gli altri, a quel Luc Castaignos che in estate, a quanto si dice, si trasferirà sulla sponda nerazzurra di Milano.

Corre infatti l’ottantaduesimo minuto quando il buon Theo, dopo aver sbloccato dal dischetto – una ventina di minuti prima – il match, estrae dal cilindro una perla di assoluto valore: ricevuta la palla all’altezza della propria trequarti la stella della formazione di Enschede decide di fare tutto da sè, puntando dritto per dritto l’area avversaria. Eccolo quindi volare palla al piede per diverse decine di metri sino a portarsi in area di rigore dove dopo aver resistito al ritorno di Francisco Rodriguez supererà il malcapitato Andreas Isaksson con un pallonetto morbido, colpo da biliardo pronto a gratificare anche i palati più raffinati.

Goal davvero di assoluta bellezza, quello segnato da Janssen. Che personalmente proporrei di far vedere e rivedere ad ogni ragazzino che pratica questo sport più e più volte: pezzi di bravura come questi devono infatti essere presi ad esempio in un calcio che sembra sempre più povero di inventiva e talento.

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Quando nell’estate del 2004 si trasferì dal PSV Eindhoven al Chelsea nessuno si sarebbe aspettato di ritrovarlo, sei anni più tardi, a giocare nel campionato amatori francese.
E’ questa, infatti, l’incredibile traiettoria compiuta da Mateja Kežman nella sua carriera: da star assoluta di una delle squadre più titolate d’Olanda a desaparecido nella squadra riserve del Paris St. Germain.

Ma andiamo con ordine ripercorrendo velocemente tutte le tappe, in special modo le più significative, della carriera di Kežman.
Nato il dodici aprile di trentuno anni fa a Zemun, nell’attuale Serbia, Mateja iniziò la sua carriera professionistica nell’FK Smeredevo, club da cui viene prelevato dal Partizan nel 1998. Due anni, conditi da trentaquattro reti, ed il salto nell’Eredivisie: se il PSV chiama, infatti, non si può che rispondere “presente!”.

E proprio in quel di Eindhoven Kežman esploderà definitivamente: con la maglia dei Boeren la punta nativa di Zemun segnerà ben 105 reti in 122 match di campionato, raggiungendo il proprio apice nel corso delle ultime due stagioni in cui realizzerà rispettivamente 35 goal in 33 partite e 31 reti in 29 match, mantenendo quindi una media di più di una rete per incontro.

Proprio la sua infallibilità sotto porta lo mette al centro dell’attenzione di molti club europei tanto che, come detto, nel corso dell’estate del 2004 Abrahmovich busserà alla porta dei dirigenti olandesi e se ne assicurerà i servigi, ponendolo al centro dell’attacco del proprio Chelsea.
In Inghilterra, però, Mateja non si ambienterà e proprio in quel di Londra comincerà una sorta di involuzione che non avrà più fine.

In maglia Blues realizzerà infatti quattro sole reti in campionato, venendo quindi messo alla porta già al termine della sua prima stagione nella capitale inglese. A quel punto punterà su di lui un’altra squadra capitolina, l’Atletico Madrid. Nemmeno in Spagna, però, Kežman riuscirà ad ambientarsi, così che al termine della stagione dovrà, ancora una volta, cambiare aria.
Questa volta la chance gli verrà data in Turchia: due stagioni al Fenerbaçhe per lui che gli varranno il ritorno in una delle grandi capitali europee, Parigi.

Nemmeno con la maglia del PSG, però, il ragazzo saprà ritrovare lo stesso feeling con il goal dimostrato in Olanda così che dopo un breve periodo di prestito allo Zenit finirà con l’essere messo ai margini della squadra, ritrovandosi a giocare addirittura con le riserve del club parigino nel CFA, Championnat de France Amateur.

Un esempio pratico?
E’ presto detto. Lo scorso ventitré ottobre la squadra di Reuzeau si scontra con l’Ivry in un match di campionato e tra le fila delle riserve del PSG c’è proprio anche lui, Mateja Kežman. Che quindi passa in sei soli anni dall’essere uno dei bomber più prolifici d’Europa a dover giocare nel campionato amatori francese. Il tutto nonostante abbia solo trentuno anni e sia quindi tutt’altro che finito.

Nel corso del match, comunque, Mateja dimostrerà di non essere ancora un giocatore morto: sarà proprio lui, infatti, a decidere il risultato della partita andando a bucare Jus, portiere ospite, al quarantaquattresimo del primo tempo.

Un goal tanto utile alla propria squadra, invischiata nella lotta per non retrocedere, quanto inutile a livello personale: è notizia di martedì scorso che il PSG ha rescisso il contratto della punta serba, che si trova quindi oggi senza squadra. E se era incredibile pensare alla traiettoria impressa alla sua carriera dal trasferimento a Londra ai campetti del CFA francese cosa possiamo dire oggi che Kežman non ha nemmeno più una squadra in cui giocare?

E chissà chi potrebbe volergli dare l’ennesima chance, posto che ormai da anni è solo la copia sbiaditissima del bomber ammirato in quel di Eindhoven.
Subito dopo la rescissione gli sono stati accostati i nomi di squadre come Brescia e West Brom oltre che del Partizan Belgrado, suo ex club. Ai microfoni di Sky, però, il giocatore ha affermato di voler porre fine alla sua esperienza nel calcio europeo, appannaggio di una qualche esperienza più esotica: “Ho molte opzioni e non so ancora dove firmerò, ma so che non continuerò la mia carriera in Europa. Le mie preferenze sono il Medio Oriente o gli Stati Uniti”.

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L’Heerenveen espugna il Philips Stadion e vince lo scontro diretto contro il PSV che resta quindi a 45 punti contro i 48 della squadra della Frisia.

Davanti a 34500 spettatori sono gli ospiti ad aprire le marcature sbloccando il risultato dopo un quarto d’ora contro Henriques Paulo, schierato unica punta per l’occasione.

Il PSV però non ci sta e prima della mezz’ora ribalta il risultato grazie alle reti di Dzsudzsak e Simons.

Ma è l’Heerenveen a mettere in campo la maggior convinzione, e forse anche più fame.

Al 51′, così, è ancora Paulo a trovare il pareggio, prima che proprio allo scadere sia un rigore del solito Pranjic, punto di forza della formazione ospite, a regalare la vittoria ai suoi.

Heerenveen che quindi aggancia momentaneamente l’Ajax e si porta a tre soli punti dal Twente secondo: le possibilità per qualificarsi ai preliminari di Champions restano ancora intatte, così come la possibilità di qualificarsi direttamente in UEFA senza passare dai preliminari.

Stesso dicasi per il PSV, che resta a tre soli punti meno rispetto alla formazione della Frisia. La squadra di Eindhoven, però, ha perso oggi una grande occasione per accorciare la classifica.

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Un PSV in formato tsunami travolge e spazza via l’ADO Den Haag, arrivato al Philips Stadion per cercare di strappare almeno un pareggio.

Il PSV, però, decide che non ce ne sia per nessuno e con ben sei reti sotterra gli ospiti, annichiliti dallo strapotere della squadra di Eindhoven.

La prima mezz’ora scorre senza che vengano messe a segno delle reti; al 31′, poi, la partita si sblocca: è Balázs Dzsudzsák, anche con un po’ di fortuna, a trovare la via della rete. Al 45′, poi, è Toivonen a trovare la via della rete, raddoppiando l’iniziale vantaggio: il giovane centrocampista svedese arriva puntuale all’appuntamento con un cross dalla destra riuscendo a girarlo di prima in porta, battendo Robert Zwinkels, portiere ospite (qui trovate le prime due reti della partita) e chiudendo la prima frazione di gioco.

Balázs Dzsudzsák grande protagonista dello scontro con lADO con la sua tripletta (calciopro.com)

Balázs Dzsudzsák grande protagonista dello scontro con l'ADO con la sua tripletta (calciopro.com)

Il secondo tempo si apre con la rete del 3 a 0: è ancora Dzsudzsák a trovare il goal, questa volta con una bella azione personale che lo vede partire da sinistra, saltare due avversari per freddare poi Zwinkels. Sei soli minuti più tardi Dzsudzsák segna la sua tripletta personale, battendo una punizione dal lato sinistro dell’area dell’ADO. Al 62′ Amrabat segna il 5 a 0, raccogliendo e spedendo di tacco il pallone verso la porta avversaria. Cinque soli minuti più tardi lo stesso Nordin chiude definitivamente i giochi, segnando il definitivo 6 a 0 scattando sul filo del fuorigioco per saltare il portiere ed andare ad infrangere, per l’ennesima volta, lo specchio della porta avversaria (qui trovate le quattro reti segnate nel secondo tempo).

PSV che sale quindi al quarto posto in classifica, agganciando l’Heerenveen a 38 punti. Ado che, invece, retrocede al quartultimo posto, rimanendo bloccato a quota 19.

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