Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Porto’

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

Il Napoli gioca benissimo, strameritando, per buona parte del match. Peccando però in quanto a cinismo: costruisce diverse azioni da goal, ma manca di lucidità e freddezza sotto porta. Il che significa grande prestazione per Fabiano, sostituto del tanto mediocre quanto fortunato (nel match di andata) Helton. Ma soprattutto eliminazione.

Perché dietro bastano poi due sbavature, cinicamente – qui si – sfruttate dal Porto, per veder crollare il castello di carte.

Suicidio sportivo perché stasera il Napoli ha strameritato la gara. Sciupandola. Anzi, gettandola via in maniera assurda.

Un triplice peccato: da una parte per la prestazione di stasera, dall’altra per il calcio italiano di per sé, infine per quanto concerne questa edizione dell’Europa League. Che vede e avrebbe comunque visto la Juventus favorita, ma rispetto cui il Napoli qualche chance l’aveva eccome.

Uno dei migliori talenti nati in Italia ad inizio degli anni novanta, ancora stenta a decollare.

Logico che si inizi a pensare possa essere stato un po’ sopravvalutato dopo le grandi prestazioni mostrate sotto la guida di Zeman, allenatore che da sempre sa far rendere più del lecito le proprie punte (quand’anche esterne, come nel suo caso).

Nuovo Totti non lo sarà senz’altro, ma di certo può dare molto più di quanto mostrato in queste due prime stagioni di Napoli.

Anche stasera non è stato particolarmente brillante, mangiandosi anche un paio di occasioni chiarissime e ghiottissime per diventare eroe della sua città.

Un vero peccato per lui, che pure Sacchi indicava essere come uno dei nostri migliori talenti.

Il timore, ora, è che possa rimanere – anche lui, ahinoi – una sorta di incompiuto.

Tanto stasera quanto – o ancor più – in Portogallo le due difese hanno messo in mostra limiti evidenti.

La parziale giustificazione odierna per il Porto è l’assenza di due titolari su quattro. Il Napoli, invece, ha giocato paradossalmente meglio stasera che non ad Oporto, regalando però due sbavature decisive, sfruttate in maniera molto cinica dagli avanti avversari.

Paradossalmente, quindi, proprio qui sta la differenza: dopo il paio di miracoli del primo scontro Reina nulla ha potuto sugli unici due tiri nello specchio di stasera.

Il Napoli invece all’andata fu fermato da non poca sfortuna (come non ricordare la parata casuale di tacco di Helton, ad esempio). In questo ritorno non ha però avuto quella freddezza necessaria a chiudere prima un match dominato.

Alla fine, quindi, la differenza l’ha fatta il cinismo degli attacchi.

Cinismo è la parola più in voga di stasera.

Ho visto tanto l’andata quanto il ritorno, e penso di poter dire con cognizione di causa che sui 180 minuti meritasse il Napoli.

Che però non è stato cinico – né fortunato, va detto – né all’andata né al ritorno.

Alla fine torna sì a casa con due reti realizzate, ma oggettivamente se andiamo a rivedere tutte le tante occasioni costruite nei due match non solo avrebbe potuto ma avrebbe dovuto realizzarne almeno quattro o cinque, se non sei.

Ad un certo livello, è risaputo, certi errori si pagano. Ed esattamente come per la gara con l’Arsenal, se sprechi tanto è facile che si finisca col pagarla.

Come stasera.

Quaresma aveva anch’esso, un po’ come Insigne, un talento tutt’altro che sottovalutabile.

Intendiamoci, non stiamo parlando di un altro possibile crack alla Cristiano Ronaldo. Ma sicuramente dalla sua carriera ci si aspettava qualcosa in più.

Si è però fatto limitare dalla sua scarsa propensione all’incisività più, forse, la sua ricerca di qualche colpo ad effetto di troppo, come la famosa Trivela usata spesso, potremmo dire, un po’ a sproposito.

Stasera però ha siglato un gran bel goal. Ma soprattutto un goal importante. Decisivo.

Perché certo, dopo la rete di Ghilas le cose erano già difficilissime per il Napoli, che aveva solo venti minuti per trovare due reti. La sua segnatura, però, ha fondamentalmente posto la parola fine alla partita.

Certo, personalmente probabilmente avrebbe preferito fare uno scherzetto del genere alla sua ex Inter. Ma visti i tanti moti di scherno che hanno accompagnato la sua esperienza italiana (e quanto ne è seguito), direi che stasera avrà qualcosa di speciale da festeggiare, non solo la “semplice” vittoria.

La squadra è una buona squadra, e bisogna avere tempo e pazienza. Continuando a ben comportarsi in Europa – certo, questa sera sarebbe dovuto arrivare il passaggio del turno per incamerare altri punti – ed avendo un po’ di fortuna prima o poi il Napoli smetterà di avere gironi impossibili, in Champions League.

Ma anche pensando all’Italia, il divario con la prima della classe è ad oggi ancora netto.

Quindi De Laurentiis non può che continuare su questa strada. Fare degli sforzi per provare a rinforzare il club.

Certo però che se per acquistare giocatori importanti devi cederne altri, come Cavani, il gioco si fa duro.

Un’idea però, vista l’involuzione netta di questa stagione, potrebbe essere quella di cedere Hamsik.

Il timore, da fuori, è che possa sentire un po’ come in fase di esaurimento la propria esperienza napoletana.

Posto che sulla linea di trequarti la squadra non è comunque messa male, il suo sacrificio potrebbe essere utile.

Per fare un ulteriore salto di qualità la sensazione è che possano mancare un paio di top player o giù di lì tra difesa e centrocampo…

________________________________________________________________

Facebook      Twitterblog      Twitterpersonale      G+      Youtube      Instagram
Acquista il mio primo libro: La carica dei 201! Costa solo 99 centesimi!

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

Sono i padroni di casa a fare la partita. Al decimo minuto arriva la prima buona occasione per i parigini con Menez che riceve una sventolata in area e la centra di prima intenzione cercando Lavezzi, la cui conclusione è però deviata in angolo dalla difesa.
Il Porto però non ha timori reverenziali e risponde subito con Jackson Martinez, il cui tiro dal limite è messo oltre il palo da un provvidenziale intervento in scivolata di Thiago Silva.

L’opportunità buona, per i padroni di casa, arriva al ventitreesimo quando Ibrahimovic è pescato sul secondo palo da un traversone profondo. La punta svedese, però, impatta male il pallone al volo, mettendolo a lato della porta difesa da Helton.
La rete arriva quindi al ventinovesimo, quando Menez guadagna una punizione sulla sinistra che è centrata da Maxwell. Sul cross arriva puntuale Thiago Silva, che sceglie benissimo il tempo e incorna giusto sotto la traversa, cercando l’incrocio alla destra di un Helton assolutamente freddato.

La replica è però immediata. Danilo salta facilissimamente Pastore e crossa sul secondo palo, dove Jackson Martinez sbuca alle spalle di un Alex certo non perfetto per incornare di testa alle spalle di Sirigu per la rete del pareggio.
Porto che mette in campo una maggior qualità di gioco e di giropalla. Bella l’azione imbastita al quarantesimo dai lusitani, che portano alla conclusione da fuori Moutinho. Il tiro, piazzato, non ha però la giusta potenza e non riesce a mettere in difficoltà Sirigu.

La prima frazione si chiude quindi con uno splendido colpo di testa di Ibrahimovic che prova a beffare Helton, bravissimo però a recuperare la posizione e smanacciare la palla grazie ad uno splendido quanto spettacolare colpo di reni.
La seconda si apre invece con un’occasionissima per Menez, che imbeccato da Pastore si ritrova in posizione buona per concludere a rete, ma Helton è bravissimo ad opporsi al suo destro potente.

Il raddoppio parigino arriva quindi proprio su di una papera del portiere brasiliano. Menez entra in area con palla che finisce a Lavezzi il cui tiro sul primo palo buca inspiegabilmente l’estremo difensore del Porto.
L’opportunità per rimediare subito il pareggio arriva comunque a stretto giro di posta. Martinez è imbeccato a tu per tu con Sirigu, che però esce benissimo chiudendo lo specchio della porta in faccia al portiere avversario. Sulla ribattuta piomba quindi Lucho, il cui tiro di prima intenzione si spegne però sul fondo.

Il match finisce quindi col colpo di testa tentato da Defour su punizione battuta dalla sinistra da James Rodriguez. Una deviazione con cui il centrocampista belga non trova però il bersaglio grosso.

COMMENTO

Non una grandissima partita quella che permette al Paris Saint Germain di vincere il Gruppo A di questa edizione della Champions League.

Non una grandissima partita perché il Porto è squadra ma fatica ad incidere, il PSG ha grandi individualità ma non è squadra.

Così lo spareggio (entrambe erano già qualificate) per il primo posto viene deciso solo da una super papera dello sciagurato Helton, che non si capisce bene come riesce a far passare un tiro di Lavezzi assolutamente e facilmente controllabile anche da un portiere con mezzi limitati.

Buon primo posto, quindi, per un Paris però ancora molto lontano da una fisionomia accettabile.

Sarà quindi durissimo, se continueranno così, il percorso per i parigini. Che qualificandosi in prima posizione potrebbero avere un ottavo di finale abbordabile (ma occhio al Real Madrid, squadra che con ogni probabilità farebbe terminare subito le velleità di passaggio del turno della banda Ancelotti) ma che nel complesso non sembrano assolutamente essere all’altezza per provare a lottare fino in fondo per questa coppa.

Del resto prima di arrivare a competere con le migliori il PSG dovrà fare ancora molta strada. Sia sul mercato che a livello di lavoro in campo giorno per giorno.

________________________________________________________________

Profilo Twitter personale: http://twitter.com/Mahor17
Profilo Twitter blog: http://twitter.com/sciabolatablog
Pagina Facebook blog: http://www.facebook.com/sciabolatamorbida

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

E’ palese: la Roma necessita di alcuni innesti sul mercato.

Per l’attacco, come dicevamo pochi giorni fa, Sabatini pare sempre più vicino a Nilmar, che andrebbe a fare la punta esterna atipica nel tridente che Luis Enrique sta costruendo per questa nuova stagione.

L’attacco, però, non è l’unico reparto da ritoccare.

Pensando al centrocampo, infatti, ci troviamo di fronte ad una situazione non propriamente rosea. Scorrendo la rosa, ecco i nomi che l’allenatore spagnolo potrebbe attualmente schierare in mediana: De Rossi, Perrotta, Pizarro, Taddei, Simplicio, Bertolacci, Greco e Brighi. Posto che ne giocherebbero solo tre per volta, in realtà, a livello numerico la squadra sarebbe copertissima.

Il problema nasce quindi più che altro dalla qualità dei giocatori a disposizione.

Perché se De Rossi, sulla carta, è uno dei migliori al mondo nel suo ruolo e Pizarro uno dei registi più apprezzati nel nostro campionato è altrettanto vero che Perrotta è un onesto mestierante, Taddei più che altro un esterno, Simplicio non sembra garantire grande affidabilità, Greco non ha ancora dimostrato di meritare la Roma, Bertolacci un giovane di belle speranze e Brighi nulla più di un rincalzo.

Ecco perché da tempo i giornali vociferano di un possibile nuovo acquisto da parte della società Giallorossa.

Da tempo, ad esempio, si parla di un interesse per Fernando del Porto.

E proprio dal porto, è voce di oggi, potrebbe sbarcare nella Capitale Fredy Guarin, mezz’ala colombiana dalle potenzialità interessantissime.

A confermare l’ipotesi di un suo possibile sbarco a Roma è Marcelo Ferreyra, procuratore del centrocampista sudamericano.

Ma potrebbe essere Guarin l’uomo giusto per questa squadra?

Effettivamente… sì, potrebbe.

Partiamo da un assunto, però. Ad oggi il venticinquenne nativo di Medellin ha giocato esclusivamente in campionati di “seconda fascia”, per così dire. Quindi si tratterebbe comunque, in un certo qual modo, di una scommessa. Un suo impatto negativo con un campionato come quello italiano, difatti, ne pregiudicherebbe l’ambientamento e, quindi, la possibilità di imporsi, risultando l’uomo giusto al posto giusto.

Fatta questa doverosa premessa parliamo dell’utilità che potrebbe avere Guarin in questa squadra.

Stante l’assoluta titolarità di Daniele De Rossi, che è ben difficile possa essere lasciato in panchina se non in rarissime occasioni, probabilmente nessun altro può dirsi sicuro di un posto nell’undici titolare.

Una buona soluzione potrebbe essere quella di schierare De Rossi al fianco di Pizarro e Perrotta. Tutti giocatori già presenti nella Roma di Spalletti, che ben si conoscono e che hanno ancora qualcosa da dire, sulla carta.

Centrocampo discreto, ma che avrebbe comunque bisogno di qualcosa di nuovo. In special modo ricordando che la panchina non sarebbe di qualità.

Ecco allora che una buona soluzione sarebbe proprio quella di ingaggiare Guarin.

Mezz’ala destra tuttofare in un centrocampo con Pizarro a dettare i ritmi e De Rossi a dare ulteriore nerbo a centrocampo.

Perché Guarin potrebbe essere una scommessa da fare?

Perché se si riuscisse ad acquistarlo ad un prezzo decente (la clausola rescissoria dovrebbe essere di una trentina di milioni, si dovrebbe provare a prendere a meno di venti) potrebbe far fare un buon salto di qualità a questa squadra.

Chi ha seguito un po’ il Porto lo scorso anno (o chi seguiva il giocatore già dai tempi di St. Etienne) lo sa. Fredy sa fare un po’ di tutto.

Corre, rientra, sa gestire il pallone una volta che lo ha tra i piedi, contribuisce a fare gioco, si inserisce discretamente, ha un bel calcio da fuori.

Non gioca nell’elite del calcio europeo, ma un posto qui lo merita.

E’ completo e potrebbe completare bene la mediana romanista.

Che probabilmente avrebbe bisogno di un altro ritocchino per arrivare a livelli importanti. Ma le cose si possono fare anche con calma.

Del resto De Rossi altri quattro o cinque anni ad alto livello li ha davanti, e Guarin di anni ne ha solo 25. Altro motivo valido per puntarci.

Insomma, il centrodestra del centrocampo Giallorosso difficilmente potrebbe finire in mani migliori.

Colpo che varrebbe la pena fare.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

La straordinaria stagione disputata sino a questo momento dal Porto sta mettendo in mostra molti pezzi pregiati della gioielleria Dragões.

Diversi sono infatti i giocatori capaci di mettersi in luce ben disimpegnandosi nella squadra allestita da André Villas Boas.

E proprio lo Special Two è uno dei principali obiettivi delle grandi d’Europa. L’ex assistente di Mourinho ha infatti attirato su di sè le mire di moltissime squadre, tra cui Roma, Juventus e Liverpool.
Il tecnico lusitano, già definito maestro di tattica nonostante la giovanissima età, pare però intenzionato a restare sulle rive del Douro per almeno una stagione ancora. Che voglia tentare l’assalto alla Champions?

Oltre al condottiero in capo ci sono anche molti giocatori ad interessare buona parte del Vecchio Continente.

Tra tutti i due più richiesti sembrano sicuramente essere i sudamericani Radamel Falcao e Givanildo Vieira de Souza, in arte Hulk.

Il primo, attuale capocannoniere dell’Europa League con sedici goal, è il vice capitano dei Dragões, nonché prima punta della formazione lusitana.
Venticinquenne attaccante nativo di Santa Marta, Colombia, fa del fiuto del goal la sua caratteristica principale. Cristiano molto devoto – tanto da far parte dei gruppi Locos por Jesus e Atletas de Cristos -, il giovane puntero colombiano è stato capace di battere il record fatto registrare quindici anni or sono da Klinsmann, allora capace di firmare quindici realizzazioni in Coppa UEFA.
Proprio le sue grandi capacità realizzative l’hanno fatto finire sul taccuino di numerosissime squadre europee. Tra queste vi è anche l’Inter, che pare possa decidere di far partire il Principe Milito a fine stagione, rimpiazzandolo proprio con Falcao. Le contendenti principali al giocatore arriverebbero però dall’Inghilterra. Secondo alcuni media d’Oltremanica, infatti, Arsenal, Tottenham ed Aston Villa sarebbero pronte ad avanzare offerte economicamente importanti per assicurarsene i servigi.

Il secondo, attuale capocannoniere della Primeira Liga con ventidue realizzazioni, è solitamente schierato sul fronte destro del reparto offensivo del Porto.
Quasi venticinquenne punta esterna nativa di Campina Grande, Brasile, fa della potenza smisurata la sua caratteristica principale. Il soprannome affibiatogli, del resto, non venne scelto per caso.Strapotere fisico che l’ha reso inarrestabile in campo per gli avversari e preda molto appetitosa per i club in sede di mercato. Hulk che piace molto in Italia, con le due milanesi pare pronte a scendere in campo qualora lo stesso finisse sul mercato. Inter e Milan che, eventualmente, potrebbero entrare in competizione anche con il Tottenham, anch’esso desideroso di mettere le mani sulla forte punta brasiliana.
Ad oggi sembra comunque che la società guidata da Pinto da Costa non sia affatto intenzionata a privarsi della propria stella offensiva, che pare pronta a trattenere con qualsiasi mezzo.

Italiane che stanno guardando molto alla vetrina rappresentata oggi dalla formazione dei Dragões.
Oltre alle milanesi pare ci sia anche la Juventus, interessatissima ad un paio di giocatori attualmente in forza alla formazione guidata dallo Special Two.

Rolando Jorge Pires da Fonseca e Fernando Francisco Reges potrebbero quindi finire col vestire il Bianconero a partire dalla prossima stagione.
Entrambi, in realtà, pare sarebbero delle secondo scelte, ma secondo quanto riporta radiomercato le possibilità di vederli sbarcare a Torino non sono da sottovalutare.

Iniziamo dal centrale difensivo nativo di São Vicente: dopo aver iniziato la sua carriera professionistica all’età di diciannove anni esordendo nel Belenenses passa al Porto nel 2008, arrivando presto a conquistarsi la nazionale. Giocatore fisicamente dotato non pare però rappresentare il massimo dell’affidabilità, in special modo per ciò che concerne la concentrazione nell’arco di tutti i novanta minuti.
Per lui, che ha comunque contribuito a blindare la difesa meno battuta del campionato lusitano, si parla di un interessamento della Juve che potrebbe però concretizzarsi solo qualora venisse ceduto Chiellini. Perché sotto la Mole sembra possa trovare ancora spazio Bonucci, con Barzagli oggi affidabilissimo rincalzo. Rolando, quindi, non accetterebbe certo di fare il quarto centrale della squadra di Delneri, ma qualora dovesse partire Chiellini, appunto, le cose potrebbero cambiare.
(A margine va comunque detto che si vocifera anche di un’interessamento della Roma per lui.)

Fernando, invece, pare destinato a sbarcare a Torino solo qualora gli obiettivi principali – leggasi Aquilani e Pirlo – non dovessero essere centrati.
Centrocampista basso che fa dell’intelligenza tattica il suo punto di forza il ventitreenne mediano nativo di Alto Paraíso mixa doti di incontrista a piedi discretamente educati.
La Juventus, comunque, non sarebbe l’unica società interessata al giocatore. Sullo stesso starebbe infatti da poco muovendosi anche l’Inter, con Leonardo – che ha da sempre un occhio di riguardo nei confronti dei propri connazionali – suo primo sponsor. Oltre alla società di via Durini si sarebbe poi concretizzato anche l’interesse del Real Madrid, che potrebbe puntare il giovane centrocampista verdeoro per rimpinguare la propria rosa.

Altro centrocampista su cui avrebbero messo gli occhi Inter e Juventus, per quanto ad ora le possibilità che possa concretizzarsi un suo arrivo in Italia sono risibili, è Freddy Alejandro Guarín-Vasquez, quasi venticinquenne mezz’ala destra colombiana che dopo essere cresciuta nell’Envigado sbarcò in Italia nel St. Etienne, da cui poi, nel 2008, lo prelevò il Porto.
Giocatore davvero interessante, capace di coniugare al meglio una buona fase di rottura ad una fase di propulsione importante (il suo punto forte, in questo senso, sono i tiri dalla distanza), il giovane nativo di Medellin è giocatore senz’altro da tenere d’occhio, e che comunque non mi stupirei lasciasse già quest’anno, anche se non per l’Italia, il suo attuale club.

Dalla Russia sarebbe poi recentemente partita un’offerta di ben tredici milioni di euro indirizzata proprio a Pinto da Costa. Con la stessa i dirigenti del Rubin Kazan vorrebbero convincere il Presidente Dragões a cedere l’uruguaiano Cristian Gabriel Rodríguez Barotti, venticinquenne esterno offensivo dalle chiare origini italiane (di Lusernetta, per essere precisi) che ha all’attivo già una trentina di presenze con la Celeste.Giocatore discretamente dotato tecnicamente ha sempre mostrato anche grande caparbietà. La sua fascia di competenza è quella sinistra, anche se all’occorrenza può adattarsi anche sul fronte opposto.
Nell’attuale Porto di Villas Boas suole disimpegnarsi come esterno offensivo, ma in linea di massima si può pensare ad un suo utilizzo anche come laterale di centrocampo.

Sarà poi interessante seguire l’evolversi della situazione riguardante Jorge Ciro Fucile Perdomo, esterno difensivo – anch’esso uruguaiano – di buon valore su cui in passato misero già gli occhi Juventus e Roma. Che oggi pare potrebbero tornare alla carica: vedremo quindi presto se, alla fine, il terzino sudamericano, capace di giostrare tanto a destra quanto a sinistra, sbarcherà davvero nel Belpaese.

Roma che, infine, sta seguendo anche Nicolás Hernán Otamendi, ventitrenne centrale difensivo di Buenos Aires capace, all’occorrenza, di disimpegnarsi discretamente anche come terzino destro bloccato.
Buon fisico, abile nel colpo di testa e nell’uno contro uno, Otamendi venne accostato più volte, in passato, al Milan. Alla fine, però, non se ne fece nulla, così che il giovane centrale argentino decise di tentare l’avventura europea passando dalla porta di servizio.
Oggi la sua strada e quella del campionato italiano potrebbero però finalmente incrociarsi: tutto starà a quanto decideranno di fare i nuovi proprietari della squadra capitolina.

Davvero tanti gioielli in vetrina, quindi. E su quasi tutti l’occhio vigile delle nostre compagini. Che però, alla resa dei conti, bisognerà vedere se troveranno le risorse economiche per chiuderne le acquisizioni.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

Più che una storia sembra una favola, la sua. Perché André Villas Boas sta dominando il campionato portoghese alla tenerissima età – per un allenatore – di trentatre anni. E senza aver praticamente mai tirato calci ad un pallone. I suoi inizi sono stati realmente molto particolari:  si dice infatti che abitasse nello stesso palazzo dell’allora allenatore del Porto Robson, cui faceva continuamente trovare nella cassetta delle lettere alcune sue considerazioni sulla squadra ed il suo inquadramento tecnico-tattico. Il tutto, è bene sottolinearlo, quando aveva solo diciassette anni. La cosa, manco a dirlo, impressionò molto il tecnico inglese che propose alla società lusitana di assumerlo come scout prima ed allenatore poi.

Termina di leggere su Pianeta Sport

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

Il match inizia su ritmi non elevatissimi con il solito Porto in avanti. Dopo un tiro dalla distanza di Guarin, però, è lo Spartak a rendersi pericoloso con McGeady che s’incunea in area convergendo da destra per trovare però l’opposizione di Helton in calcio d’angolo.
Partita comunque piuttosto spenta con il Porto in assoluto controllo del match dopo il 5 a 1 dell’andata e lo Spartak incapace di costruire azioni degne di questo nome.

Partita praticamente soporifera che viene scossa solo al ventottesimo quando Hulk parte da centrocampo e sfonda la difesa avversaria, per penetrare in area e bucare l’estremo portiere avversario con un bel diagonale.

Portoghesi incontenibili che pur senza strafare si portano subito vicini al due a zero: tre minuti dopo la rete di Hulk, infatti, Falcao imbuca un pallone che mette in movimento Christian Rodriguez il cui diagonale mancino è però respinto da Dikan.
Altri cinque minuti ed è Moutinho a provarci, questa volta da fuori. Senza però inquadrare la porta.

Bella anche, sul fronte opposto, l’azione portata da Yakovlev che s’inserisce in area dalla sinistra liberandosi di un paio di avversari per calciare poi sopra la traversa.
Spartak che prova a sfruttare il buon momento quando al quarantaduesimo prende in contropiede la difesa portoghese con Alex che s’infila alle loro spalle per portarsi in area inseguito da Pereira calciando però sopra la traversa.

In chiusura di tempo è quindi ancora Hulk, con un mancino al volo da fuori, a provarci, ma senza riuscire a battere Dikan.
Sugli sviluppi dell’angolo che ne consegue è però Christian Rodriguez a bucare il portiere ucraino della squadra moscovita andando a segnare il raddoppio.

In apertura di ripresa arriva subito il tre a zero: Falcao ci prova ma trova la respinta di Dikan con il centravanti colombiano che appoggia allora all’arrembante Guarin il cui interno destro fredda l’estremo difensore ucraino.

Lo Spartak vuole però trovare almeno la rete della bandiera e pochi minuti dopo costringe Helton al miracolo: Alex svetta infatti su di un cross dalla destra incornando bene di testa trovando però la grande risposta del portiere brasiliano, bravo a dire no al proprio connazionale avversario.
Helton che subito dopo è costretto ad uscire a bomba dalla sua area per anticipare l’imbucata di Ari con una bella scivolata.

Lo Spartak però preme molto e trova il goal con Dzyuba che al cinquantesimo vince un rimpallo per poi saltare Otamendi con un bel tunnel ed un altro avversario giusto al limite il tutto prima di freddare poi Helton d’interno destro.

Russi che hanno però una difesa assolutamente fragilissima e dopo tre minuti subiscono la quarta rete, questa volta ad opera di Falcao che si muove bene in area sugli sviluppi di un corner per infilare Dikan di testa.

Partita che continuerà su ritmi non eccelsi con un Porto assolutamente tranquillo, ovviamente, nel gestire palla ed uno Spartak che prova di tanto in tanto a costruire folate offensive però assolutamente sterili.
Il tutto fino al settantaduesimo quando Ari riceverà palla dentro da Dzyba per resistere al tentativo d’intervento di Rolando, saltarà l’uscita di Helton e depositerà comodamente in rete.

In chiusura il neo entrato James Rodriguez entra in area sulla destra per riuscire poi a servire Hulk il cui destro è però facile preda di Dikan.
Ad un minuto dal triplice fischio finale c’è poi il tempo per Ruben Micael di firmare la quinta rete portoghese del match con un tap-in sulla traversa colpita dallo stesso James.

COMMENTO

Il match in sè aveva poco da dire, posto il risultato dell’andata.
Porto che passeggia anche in quel di Mosca al cospetto di uno Spartak assolutamente non all’altezza della situazione. Squadra moscovita che probabilmente non sta attraversando un buon momento, visto anche il brutto inizio di campionato (quattro punti in quattro gare).

Parlando del Porto, invece, sempre piacevole vedere le loro manovre dalla cintola in su, ma qualche perplessità resta, anche in questo caso, relativamente alla difesa.

Analizzando i numeri in realtà tutto ciò sembrerebbe infondato: fino ad una settimana fa il Porto aveva subito solo nove reti in campionato, con la seconda miglior difesa – quella del Benfica – a quasi il triplo.

Poi però nell’arco di sette giorni questa squadra ha subito cinque reti, di cui tre nel doppio confronto contro uno Spartak che come detto ha lasciato piuttosto il tempo che ha trovato e due nell’ultimo match di campionato contro il non irresistibile Portimonense.

La questione qui può quindi essere duplice: è un momento non propriamente esaltante per la forma dei difensori oppure Villas Boas, che resta tecnico interessentissimo, deve ancora affinare le proprie capacità di gestione della fase difensiva?

In ultimo una piccola parentesi su Rolando: come detto sette giorni fa il centrale del Porto pare interessare la Juventus, che lo ha fatto visionare da Paratici in persona giusto nel corso della gara di andata.
Personalmente l’ho seguito con attenzione solamente in questo doppio confronto con i moscoviti. E pur non essendo un banco di prova particolarmente probante debbo dire che non sono affatto rimasto colpito positivamente da questo ragazzo.

Che certo, andrebbe seguito con più continuità. Ma i primi segnali non sono proprio dei migliori.

MVP

Difficile trovare un migliore in campo in un match che pur con sette reti segnate non mi ha coinvolto minimamente.

Diciamo allora André Villas Boas, che ha saputo dare la giusta motivazione ai suoi ragazzi dopo il 5 a 1 dell’andata. Si poteva infatti pensare che il Porto scendesse in campo svagato, ma le cinque reti segnate quest’oggi hanno dato il chiaro segnale di come in realtà questi ragazzi siano stati caricati anche per questo quasi inutile ritorno.

TABELLINO

Spartak Mosca vs. Porto 2 – 5
Marcatori: 28′ Hulk, 45+2′ C. Rodriguez, 47′ Guarin, 50′ Dzyuba, 53′ Falcao, 72′ Ari, 89′ Ruben.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

Trenta secondi e i russi si rendono subito pericolosi con Wellinton che buca la difesa portoghese e dopo aver resistito al tentativo di intervento di Rolando calcia a lato del primo palo.
Porto che prova a ribattere al quarto minuto quando Guarin riceve palla poco oltre la trequarti da Falcao e scarica un destro potente che è però ben controllato da Dikan e finisce con lo spegnersi sopra la traversa.

All’ottavo occasionissima per Varela: Moutinho batte una punizione dal fianco sinistro dell’area di rigore e pesca il compagno, solissimo al limite dell’area piccola. L’ala sinistra della formazione di Villas Boas riesce però solo a sfiorare di testa, non riuscendo a trovare la zuccata vincente ad un passo dalla porta.
Tre minuti e l’occasionissima capita sui piedi di Welliton che parte in velocità dalla trequarti facendo secco Fernando al limite dell’area riuscendo poi a calciare prima del ritorno di Rolando, trovando però la pronta respinta di Helton. Certo, avesse indirizzato meglio il tiro avrebbe chiuso alla grandissima la splendida iniziativa personale di cui si era reso protagonista…

Sul fronte opposto è invece Hulk a farsi vedere. Il suo mancino da fuori sfila però a lato del palo alla sinistra di Dikan.
Punta brasiliana che poco più tardi salta secco Rafael Carioca per sfondare sulla destra convergendo in area e centrando un pallone basso respinto, in qualche modo, da Dikan, che così facendo anticiperà quindi Falcao.

E’ Hulk, pur senza strafare, il protagonista principale di questa prima parte di match: al ventiduesimo, infatti, la punta esterna carioca rientra da destra per scaricare il suo potente mancino, impreciso anche in questa occasione.
Hulk che al ventiseiesimo servirà una palla bassa (schema su punizione) a Falcao che arriverà a calciare di prima intenzione contrato da un avversario, finendo con lo spedire la palla alle stelle.
Dieci minuti più tardi il Porto eseguirà invece uno schema da corner con Moutinho che centrerà una palla bassa sul primo palo in direzione di Hulk il quale proverà a girarla di prima intenzione spedendola però oltre la traversa.

Porto che passerà al trentasettesimo di gioco quando Alvaro Pereira crosserà a giro dalla sinistra pescando Falcao sul secondo palo con la punta colombiana che si tufferà incornando ad incrociare, prendendo in controtempo Dikan che verrà quindi bucato facilmente dall’attaccante della formazione di Villas Boas, che potrà così salire a quota 8 reti in questa competizione.

Spartak che proverà a reagire subito con McGeady che si libererà alla grande con uno splendido numero di due avversari andando poi a servire Kombarov che sbaglierà però il tempo dell’inserimento finendo quindi col farsi chiudere tempestivamente da Maicon.
Porto che cercherà invece il raddoppio al quarantatreesimo quando Hulk si libererà bene di Makeev sulla destra per poi crossare sul secondo palo dove il solito Falcao prenderà il tempo ad un avversario incornando però a lato e chiudendo così, di fatto, la prima frazione di gioco.

La ripresa si apre col solito Porto in avanti.
Bella, al cinquantunesimo, l’iniziativa di Guarin che fa partire un cucchiaio con cui serve Pereira in area il cui controllo è però difettoso, con la palla che sfila quindi sul fondo.

Cinque minuti più tardi è ancora una volta il centrocampista colombiano a rendersi protagonista di un bell’assist per un compagno: questa volta è Varela ad essere servito ma la sua girata, arrivata in seguito ad un bello stop di petto, termina alta sopra la traversa.
All’ora di gioco è invece ancora Hulk a rendersi protagonista: dopo essersi guadagnato una punizione con una bella iniziativa palla al piede va a battere la stessa in maniera praticamente perfetta, trovando però l’interno della traversa a negargli la gioia di una meritatissima rete.

Quattro minuti più tardi Guarin batte un calcio d’angolo con cui pesca Falcao sul secondo palo la cui sponda aerea non è però sfruttata né da Rolando né da Maicon. Sugli sviluppi dell’azione è ancora la punta colombiana a rendersi protagonista smorzando di petto un pallone in favore di Varela, la cui conclusione di prima intenzione bucherà Dikan per il 2 a 0.

Al sessantasettesimo torna, al solito sporadicamente, a farsi vedere lo Spartak con il solito Wellinton che s’infila in velocità alle spalle di un non sveglissimo Rolando andando poi ad effettuare un tiro-cross dalla sinistra con cui non riuscirà però a servire l’accorrente McGeady.

C’è comunque una sola squadra in campo ed al sessantanovesimo il Porto triplica: calcio d’angolo battuto dalla sinistra con Maicon che taglia sul primo palo sfruttando la dormita della difesa russa per firmare la rete che chiude definitivamente il match.

A riaprirlo immediatamente è Kombarov che due minuti più tardi sfrutta un buco enorme della difesa portoghese ricevendo da Dzyuba per bucare poi facilmente Helton sul proprio palo.

Spartak che quindi pare tornare a crederci ed al settantasettesimo ci riprova con Alex, il cui sinistro da fuori è però chiuso in angolo dall’estremo difensore avversario.
Sul fronte opposto arriva invece l’immediata risposta di Hulk che fa secco un avversario per portarsi in area e scaricare di destro, senza però trovare lo specchio di porta.

Il solito Hulk si fa poi vedere con un’ennesima discesa sulla destra con cui guadagna un calcio di punizione sul lato destro dell’area russa. Sul punto di battuta si presenta lui stesso e pennella un bel cross per Fernando, che incorna però sopra la traversa. Sarà questa l’ultima azione dell’MVP del match, che uscirà tra gli applausi dei suoi tifosi per fare posto a Christian Rodriguez.
All’ottantaduesimo è invece James a rendersi protagonista raccogliendo un rilancio immediato del proprio portiere per scendere sulla destra e rientrare andando al tiro di sinistro, non riuscendo però ad infrangere lo specchio di porta.

A porre la definitiva parola fine sul match è colui che l’aveva aperto, Falcao. A sei dal termine, infatti, il puntero colombiano s’infila tra i due centrali russi per andare a raccogliere il cross dalla sinistra di Rodriguez, bucando Dikan con un bel piatto al volo.

Prima del triplice fischio finale ci sarà quindi tempo per il tentativo di Belluschi, che ci proverà con un destro a giro direttamente su calcio di punizione che terminerà però di poco a lato.

A chiudere ogni discorso in relazione al passaggio del turno sarà quindi il solito Falcao che andrà a deviare in tuffo di testa una punizione battuta dalla sinistra da Belluschi, firmando il 5 a 1 che vale la semifinale di Europa League.

COMMENTO

C’è una sola squadra in campo, il Porto. Che senza poi sforzarsi nemmeno troppo riesce a liberarsi alla grandissima di un avversario sulla carta tutto sommato piuttosto insidioso come lo Spartak Mosca con un roboante 5 a 1 che chiude del tutto la pratica qualificazione.

Praticamente impossibile pensare che i russi possano ribaltare il risultato al ritorno imponendosi 4 a 0 perché se è vero che la difesa del Porto mi ha lasciato non pochi dubbi e perplessità – e sulla cosa tornerò più avanti – è altrettanto vero che nel complesso il Porto è sembrato troppo superiore agli avversari. Posto poi che la fase offensiva dei portoghesi – ed anche su questo tornerò più avanti – è sembrata inarrestabile per la fragilissima difesa moscovita ecco che pensare alla possibilità di ribaltare il risultato al ritorno diventa piuttosto irrealistico.

Padroni di casa che nel primo tempo giocano praticamente a scartamento ridotto, chiudendo i primi quarantacinque minuti di gioco sull’1 a 0 per poi incrementare il ritmo nella ripresa chiudendo i giochi grazie alla splendida tripletta di Falcao, che grazie a questi goal scavalca il nostro Pepito Rossi in vetta alla classifica dei marcatori di questa Europa League.

Tornando alla questione delle fasi di gioco del Porto va aperta un’importantissima parentesi, quella riguardante l’allenatore dei lusitani Villas Boas. Lo stesso, credo tutti lo sappiate, è ormai sulla bocca di tutti: allievo di Mourinho ha portato quest’anno i Dragões a vincere il campionato portoghese con cinque giornate d’anticipo oltre che, di fatto, in semifinale di Europa League.
E cosa dire rispetto al suo lavoro? Giudicare appieno un allenatore dopo una partita non è possibile farlo, ma in effetti il lavoro che sta svolgendo il giovane tecnico di Oporto nella squadra della sua città è davvero notevole.

Partiamo quindi dalla fase offensiva: Porto che domina a qualsiasi ritmo sfruttando la buona tecnica di due mezz’ali come Moutinho e Guarin, la velocità di Varela, la rapacità di Falcao e lo strapotere fisico di Hulk. Trame di gioco ben studiate, diversi schemi su calcio piazzato, circolazione di palla fluida e continua.
Qualche problema in più, invece, per ciò che concerne la fase difensiva: il centrocampo non fa filtro al meglio in più di un’occasione laddove è il solo Fernando a schermare la difesa, aiutato sporadicamente dai due compagni di reparto. Difesa che di per sè sembra poi piuttosto fragile in special modo in mezzo, dopo Rolando e Maicon non hanno disputato una grandissima partita.

A discolpa del trentatrenne tecnico lusitano va comunque detto che il materiale a disposizione, in questo senso, non sembra essere di primissimo livello. Per capire qualcosa in più delle sue capacità in ambito di fase difensiva andrebbe visto all’opera in un contesto diverso, con giocatori di ben altro spessore.

In chiusura due parole rispetto alla presunta presenza di Fabio Paratici, braccio destro di Beppe Marotta, all’Estádio do Dragão: secondo i giornalisti di Mediaset Premium pare che lo stesso fosse in Portogallo per osservare Rolando che, come detto, personalmente non mi ha fatto una buonissima impressione (molto macchinoso e preso d’infilata praticamente in tutte le situazioni – già di per sè poche – pericolose costruite dai russi).
La sua presenza ad Oporto, però, potrebbe anche voler dire qualcosa d’altro.

Io osservatore non lo sono, ma almeno un paio di nomi da segnalargli inerenti alla partita di oggi li avrei…

MVP

Falcao tripletta e match chiuso con l’arbitro che gli consegna il pallone da portare a casa, come da tradizione.

A dominare il match è però Hulk, vera e propria forza della natura: la punta brasiliana, schierata sulla destra del tridente lusitano, è spesso praticamente inarrestabile. Fa un po’ di tutto, risultando una spina nel fianco piuttosto fastidiosa per la già di per sè fragile difesa russa.

TABELLINO

Porto vs. Spartak Mosca 5 – 1
Marcatori: 37′, 84′, 94′ Falcao, 65′ Varela, 69′ Maicon, 71′ K. Kombarov.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: