Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Parma’

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

Due soli minuti di gioco e la Roma arriva subito a calciare in porta: Josè Angel, servito da Pjanic, si accentra mettendosi la palla sul destro e calcia, senza però trovare lo specchio di porta.
Roma volenterosa che al sesto si fa vedere con Osvaldo. Il tiro-cross dell’attaccante italoargentino termina però sopra la traversa della porta difesa da Mirante.

All’undicesimo si fanno finalmente vedere i padroni di casa: Giovinco pennella in mezzo un cross che è impattato dalla fronte di Lucarelli, che cerca l’incrocio ma mette la sfera di poco alta sulla traversa.
Parma che pareggia il conto delle occasioni interessanti cinque minuti più tardi quando Galloppa effettua uno splendido tocco sotto a mettere in movimento Giovinco, il cui tiro al volo non centra però la porta.

Ritmi comunque non altissimi e partita che scorre senza eccessivi sussulti. Al ventottesimo bella iniziativa di Giovinco che dopo aver ricevuto palla al limite si libera del diretto marcatore con una bella finta per poi cercare il secondo palo, trovando però la pronta risposta di Lobont.
Sul fronte opposto è invece Pjanic a provarci da fuori, senza però riuscire ad inquadrare lo specchio di porta.

A sei dal termine occasionissima per la Roma: Totti calcia dalla distanza e mette in difficoltà Mirante, che non riesce a trattenere. Sulla ribatutta corta piomba Osvaldo per il tap-in, ma anche l’italoargentino finisce col calciare contro il portiere scuola Juventus.

In apertura di ripresa la Roma passa. E’ Osvaldo a portare in vantaggio i giallorossi, con uno stacco di testa perentorio in area avversaria.

Sessantesimo: azione manovrata della Roma che recapita palla ad Osvaldo al limite. Dribbling sul diretto marcatore e tiro ad incrociare sul secondo palo. Di poco a lato.
Dieci minuti più tardi è Lobont a creare qualche apprensione ai Giallorossi: Jadid calcia molto centralmente dal limite. Il portiere romeno non trattiene, dovendo poi rincorrere il pallone per evitare sia ribattuta in rete da Crespo.

Un solo minuto e Biabiany si mangia un’occasione colossale: dopo aver letteralmente bruciato Heinze sullo scatto entra in area. Dove anziché servire Giovinco – solissimo – sul secondo palo cerca la conclusione personale, calciando una puntina che non trova lo specchio.
Partita che s’infiamma tutt’a un tratto, per quanto sia solo un fuoco di paglia. Un altro paio di minuti ed è Totti a portarsi vicino alla rete. Il bel diagonale da fuori del capitano romanista non inquadra però la porta, con Mirante che si distende quindi inutilmente alla propria destra.

Nei minuti di recupero il Parma proverà un forcing infruttuoso, dovendosi quindi piegare agli avversari.

COMMENTO

Non è una brutta Roma quella che scende in campo stasera al Tardini.

Perché la squadra di Luis Enrique lascia intravvedere sprazzi di gioco. Per quanto i meccanismi sono ancora molto poco oliati.

Di certo va detta con chiarezza una cosa: è giusto dare tempo al tecnico asturiano.

Perché il progetto tattico dell’ex allenatore del Barcellona B è molto ambizioso ed ancor più complicato da compiere. A maggior ragione quando non tutti gli acquisti sembrano essere realmente funzionali al progetto stesso.

In più, e questo è un merito non da poco, Luis Enrique credo possa avere meno remore a far giocare un giovane rispetto a tanti altri tecnici, in particolar modo italiani.

Riprova ne è il fatto che Borini – giocatore che a me piace, ma che certo non è un Fenomeno – sembra godere di stima e considerazione. Quando, altrove, probabilmente non troverebbe mai il campo.

Insomma… bisogna avere un po’ di fiducia ed aspettare questa Roma. Che per diventare una grande squadra dovrà fare ancora davvero tantissima strada. Ma insomma…

Dal canto suo invece il Parma mi delude ancora una volta.

E’ la seconda partita che vedo dei parmensi quest’anno e debbo dire che non mi impressionano per nulla.

Anzi, se lo fanno lo fanno in negativo.

Vedremo dove potranno arrivare.

Una cosa è certa. In questo momento i parmensi sono in zona retrocessione. E certo non per caso.

MVP

Daniele De Rossi disputa una partita di tutto rispetto.
Nelle ultime due stagioni in particolare sembrava aver accusato un po’ una flessione nel rendimento, ma questa sera è un po’ l’uomo ovunque del centrocampo giallorosso.

TABELLINO

Parma vs. Roma 0 – 1
Marcatori: 50′ Osvaldo.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

La partita inizia su ritmi blandi, come da consuetudine tutta italiana.
Le due squadre si fronteggiano senza spingere sull’acceleratore, stazionando principalmente tra le due trequarti.

Al sedicesimo la Juventus passa. Pirlo illumina la scena con un lancio da applausi a scena aperta, Lichtsteiner si inserisce col giusto tempo e stoppa il pallone saltando Mirante per poi depositare nella porta vuota.

Ottenuto il vantaggio la Juventus si rilassa e inizia a prendere il controllo del campo. Per quanto gli avanti bianconeri non riusciranno a creare altre grandi apprensioni alla retroguardia ospite.
Almeno fino al trentaseiesimo quando un rimpallo fortuito mette in movimento Del Piero che giunto sul fondo sbaglia però il cross basso, vanificando l’azione del possibile – fortunoso – 2 a 0.

Raddoppio che arriverebbe al trentanovesimo ad opera di Matri. Goal però annullato per una presunta posizione di fuorigioco che sembra non esserci.

Ripresa che inizia sulla stessa falsariga della prima frazione di gioco. Ritmi blandi e Juventus a cercare di mantenere un certo dominio territoriale, pur senza bucare con frequenza la retroguardia avversaria.
Juve che si porta vicinissima al raddoppio al cinquantacinquesimo quando Matri è lanciato alle spalle di tutti gli avversari e dopo essersi involato per presentarsi a tu per tu con Mirante piazza la palla, colpendo però il palo interno.

Seconda rete che arriva comunque solo tre minuti più tardi quando Pepe riceve in area da Del Piero e batte Mirante in diagonale.

Emozioni che comunque stentano ad arrivare. Anche se al settantesimo un erroraccio della difesa parmense spiana la strada a Vucinic che però si allunga troppo il pallone favorendo l’uscita del portiere avversario.

Al settantatreesimo, comunque, arriva la terza rete. A segnarla è Vidal, che bagna il suo esordio con un bel goal: un tiro d’esterno destro dal limite che buca senza appello Mirante.

Juve che in chiusura dilaga: Pirlo scodella un pallone in area, Marchisio taglia alle spalle della difesa e colpisce d’esterno destro volante, per uno splendido goal del 4 a 0.

A partita finita la Juve riesce a rovinarsi parzialmente la propria partita: Valiani imbuca bene per Giovinco che s’infila in area e, a tu per tu con Buffon, viene steso dal rietrante De Ceglie. Espulsione diretta e rigore, che lo stesso Giovinco realizza, mettendo quindi il proprio nome sul tabellino del primo match ufficiale giocato in quello che avrebbe dovuto essere il “suo” stadio.

COMMENTO

Vittoria meritatissima per una Juventus che bagna con il risultato migliore la prima gara ufficiale nel nuovo – nonché splendido – stadio.

Parte quindi bene il nuovo corso che ha portato l’ex capitano di mille battaglie, Antonio Conte, a sedere in panchina per cercare di ritrovare quella mentalità vincente che manca da troppo tempo.

Da bilanciare bene i meriti juventini coi demeriti di un Parma assolutamente inguardabile.

Se da una parte la Juve gioca bene e vince pur senza strafare dall’altra il Parma è veramente pochissima roba.

Pellè può giusto provare a tenere su qualche lancio lungo, Giovinco è l’ombra di sè stesso, Modesto e Valiani non pungono sugli esterni e Galloppa non è ispirato come in altre occasioni.

Ne esce quindi un match in cui Pirlo sale in cattedra e spiega calcio al pubblico sugli spalti e a casa ed in cui il buon Pepe, spesso martoriato dalle critiche dei suoi tifosi, disputa una partita che gli vale il titolo di MVP in coabitazione proprio con l’ex regista milanista, vero top player dell’ultima campagna acquisti bianconera.

Nota a margine: l’espulsione di De Ceglie potrebbe mettere in qualche difficoltà Conte. L’unica alternativa di ruolo in rosa è infatti un Fabio Grosso che sembra solo l’ombra del cugino di quel terzino Campione del Mondo – con pieno merito – nel 2006.

Possibile – se non probabile – che Conte alla fine decida di sostituire il terzino valdaostano con Vidal, che difensore di ruolo non è ma che può disimpegnarsi bene nel ruolo.

TABELLINO

Juventus vs. Parma 4 – 0
Marcatori: 16′ Lichtsteiner, 55′ Pepe, 73′ Vidal, 83′ Marchisio.
Juventus (4-2-4): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, De Ceglie; Marchisio, Pirlo; Pepe (31′ st Krasic), Del Piero (22′ st Vidal), Matri (12′ st Vucinic), Giaccherini. A disposizione: Storari, Bonucci, Elia, Toni. All.: Conte.
Parma (4-4-1-1): Mirante; Zaccardo, Paletta, Lucarelli, Rubin; Valiani, Morrone, Galloppa (29′ st Ze Eduardo), Modesto (16′ st Biabiany); Giovinco; Pellè (19′ st Floccari). A disposizione: Pavarini, Feltscher, Blasi, Crespo. All.: Colomba.
Arbitro: Celi
Ammoniti: Giaccherini (J), Lucarelli (P)
Espulsi: 45′ st De Ceglie (J

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

La Fiorentina comincia subito a spron battuto: dopo venti secondi Ljajic entra in area e tira a giro, ma Mirante si supera e distendendosi devia in angolo.

La fiammata iniziale del talentino classe ’91 già orbitato attorno al Manchester United non ha però un seguito immediato e così il Parma, preso subito d’infilata dalla ficcante azione Viola, inizia a far girare palla con discreto successo.
La prima conclusione Gialloblù arriva quindi al decimo: a portarla è uno degli ex della partita, Massimo Gobbi, che calcia di sinistro colpendo però male il pallone e spedendo lo stesso ben oltre il palo alla destra di Frey.

Due minuti più tardi la Fiorentina si riporta in avanti: in seguito ad un fallo di Montolivo non fischiato da Romeo, arbitro dell’incontro, i Viola portano palla in area con Vargas che calcia potente di sinistro, senza però trovare lo specchio di porta. Azione questa che scatena qualche battibecco in campo, subito sedato dagli elementi più tranquilli delle due squadre.
Non si dà poi nemmeno il tempo alla lancetta dei secondi di effettuare un giro completo del quadrante ed ecco i Viola ancora in avanti: Ljajic entra in area da destra e ci prova nuovamente, ma con una mira sempre più sballata.

Al venticinquesimo non ancora scoccato Vargas scende centralmente per appoggiare poi a Cerci, che prova un sinistro a giro sul palo lontano senza troppa convinzione, trovando la risposta tranquilla e sicura di Mirante.
Vargas che vestirà i panni dell’assistman anche nell’azione successiva, centrando un pallone basso su cui Gilardino faticherà arrivare, trovando la pronta chiusura in uscita bassa da parte del sempre attento estremo difensore parmense.

Vedendo che i suoi compagni stentano a concludere a rete, quindi, è Vargas stesso, al ventottesimo, a provarci. Il suo sinistro da fuori, però, non inquadrerà lo specchio di porta, spingendo il pallone a fondo campo.
Continua quindi un minuto più tardi il tiro al bersaglio Viola: a provarci, dal limite, è Cerci, il cui sinistro è però ancora una volta molle e viene facilmente parato da Mirante.

A quel punto il pallino del gioco torna ad essere un poco più nelle mani di un Parma che però è in grado solo di fare del possesso palla piuttosto sterile sino al termine del primo tempo.

La ripresa si riapre su ritmi piuttosto compassati, ma col pallino del gioco nuovamente saldamente in mano ai padroni di casa.

Dopo cinque minuti di gioco è però il Parma a farsi vedere: Candreva scende a destra e crossa basso, De Silvestri liscia clamorosamente mettendo però comunque fuori tempo l’accorrente Marques, incapace di battere a rete.

La partita si trascina quindi stancamente. Al cinquantanovesimo arriva quindi una fimmata Viola: Vargas scende da sinistra e centra basso per Gilardino che è però trattenuto alle spalle da Lucarelli. Romeo non ha grossi dubbi e fischia il rigore. Sul dischetto si presenta quindi ancora una volta, esattamente come accaduto contro la Lazio, Adem Ljajic, che spiazza Mirante portando in vantaggio la sua squadra.

Cinque minuti dopo la rete Viola torna a farsi vedere, in uno dei suoi sprazzi sporadici, il Parma. La conclusione portata da Bojinov direttamente su calcio di punizione, però, non è all’altezza della situazione e termina, molle, giusto tra le braccia di Frey.

Tra uno sbadiglio e l’altro arriva, un quarto d’ora dopo il goal del vantaggio, il raddoppio Viola: a firmarlo è Lorenzo De Silvestri che realizza il suo secondo goal in Serie A calciando da fuori e trovando la provvidenziale deviazione di Lucarelli, che befferà il proprio portiere sigillando, di fatto, la prima vittoria in campionato per la squadra allenata da Mihaijlovic.

TABELLINO

Fiorentina vs. Parma 1 – 0
Marcatori: 61′ Ljajic, 76′ De Silvestri

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

Napoli e Parma si affrontano al Torquato Bresciani di Viareggio reduci entrambe dalle vittorie del primo turno dove i Partenopei erano riusciti ad imporsi 3 a 2 contro l’FC Kallon mentre i Ducali si erano imposti 1 a 0 sui messicani del Chivas. Stante questo una vittoria nello scontro diretto potrebbe risultare vitale: solo la prima classificata, infatti, accede al turno successivo. E per non rischiare di entrare nel marasma dei ripescaggi (quattro squadre giunte al secondo posto) non si può provare a proseguire la striscia positiva.

Per fare ciò gli Azzurri si schierano in campo con un 4-3-1-2 con Sepe (che ha già esordito in A) in porta ed Insigne trequartista a supporto di Varriale e Ciano, mentre i parmensi rispondono con un 3-4-3 con il nuovo arrivato Pasi in attacco.

CRONACA
Dopo quaranta secondi Pasi, appena acquistato dal Bologna, si fa subito vedere: ricevuto palla sulla sinistra salta un paio d’avversari accentrandosi per scaricare poi poco oltre l’area ad un compagno. Il tiro di quest’ultimo è però piuttosto centrale e viene parato senza affanno da Sepe. Un paio di minuti più tardi la formazione Ducale sfonda invece sulla destra con Berselli che crossa per Konate, la cui deviazione sottomisura è però facile preda del portiere Partenopeo.

Al settimo si fa vedere invece il Napoli: Diana lancia lungo e pesca in area Insigne, che calcia di collo di prima intenzione cercando la via della rete ma trovando la pronta opposizione del portiere parmense. All’undicesimo è invece Ciano, liberato al limite da un colpo di tacco di Varriale, a cercare la via del goal, spedendo però il pallone alto oltre la traversa. Poco dopo il quarto d’ora lo stesso Varriale prova a cercare la via del goal in prima persona, riuscendo però, con un tiro a giro dal limite, a sfiorare solo il palo alla destra di Sepe.

Poco dopo la mezz’ora il Napoli passa. Diana recupera palla e serve Insigne: controllo, doppia finta, dribbling e palla calcia d’esterno da pochi metri dalla linea di porta, ad infilare Russo. Gran goal per il fantasista Partenopeo (che a fine Torneo si aggregherà in prestito alla Cavese) che mette in mostra tutta la sua qualità.

Il Parma prova quindi a pareggiare subito: il colpo di testa di Konate sugli sviluppi di un corner, però, termina alto sopra la traversa della porta difesa da Sepe. Un paio di minuti più tardi è invece Pasi, lanciato nello spazio, a rendersi pericoloso. Il suo tentativo ravvicinato di pallonetto, però, è disinnescato facilmente dal portiere napoletano. Al quarantunesimo, invece, è il reggiano Galassi a cercare la via del goal, la sua conclusione di testa sugli sviluppi di una punizione non risulta comunque una preda particolarmente ostica per Sepe.

La ripresa si apre con un’occasionissima per il Parma: Luigi Palumbo recupera palla a centrocampo e la scarica a Konate, il cui filtrante porta Lapadula in posizione favorelissima. L’esterno offensivo nativo di Torino, però, si trova il pallone sul piede opposto a quello da lui preferito e calcia con poca precisione, mangiandosi la possibilità di trovare il pareggio. Al nono è invece il milanese Ogliari a provarci, questa volta dalla distanza: la sua legnata mancina, però, si perde sul fondo, passando ad un metro dal palo, comunque ben controllato dal portiere Partenopeo. Al dodicesimo è invece il destro di Konate a vibrare al lato della porta napoletana, togliendo per un attimo il fiato a tutti i tifosi Azzurri.

Poco prima del ventesimo torna quindi a farsi vedere il Napoli: Insigne scambia al limite con un compagno per andare poi a cercare il colpo di biliardo provando a piazzare la palla sotto al secondo incrocio. Il giovane trequartista Partenopeo non riesce però a dare la giusta potenza al pallone, che è quindi preda di Russo.

Pasi disputa una partita piuttosto deludente

Sul ribaltamento di fronte Sepe veste i panni dell’eroe mostrando a tutti il perché sia da tempo nel giro delle nazionali giovanili: la retroguardia napoletana sbaglia tutto e lascia, su di un lancio lungo, Vinicius tutto solo a circa tre metri dalla porta. Il giovane brasiliano gira il pallone di prima intenzione verso la porta, trovando però la grandissima risposta del portiere dell’under 19, che si tuffa di puro istinto e devia il pallone a mano aperta, mettendolo sopra la traversa.

Poco oltre la mezz’ora, quindi, il Napoli chiude la gara: il solito Insigne serve Masiello al limite che dopo essersi liberato con un numero di tacco del suo diretto marcatore buca Russo con un bel diagonale mancino.

Al trentasettesimo il Parma prova a rientrare in partita, ma il neo entrato Bernasconi non inquadra la porta.
Gli ultimi minuti scorrono quindi senza più grandissimi sussulti, decretando la vittoria del Napoli.

COMMENTO
Napoli e Parma si affrontano offrendo uno spettacolo più che dignitoso: nessuna delle due squadre riesce ad avere il dominio assoluto sugli avversari, spartendosi il primo tempo. L’inizio, a parte i primissimi minuti, offre un Napoli più deciso capace di tenere bene il campo, coperto adeguatamente sia in larghezza che in lunghezza, sino a trovare, con Insigne, la rete del vantaggio.

Di lì sino al termine della prima frazione, per il quarto d’ora seguente, sarà invece il Parma a fare qualcosa di più: i Ducali dimostrano infatti di avere carattere e decidono quindi di prendere in mano il pallino del gioco dopo essere passati in svantaggio, senza però riuscire a colpire.

La ripresa sarà invece in maniera un po’ più netta appannaggio dei Gialloblù, che continuano però a palesare una preoccupante incapacità di tramutare i tentativi di creare gioco in occasioni da goal, con Sepe che deve fare una sola – per quanto grande – parata in quarantacinque minuti.

Partita che fondamentalmente finisce quindi una decina di minuti prima dello scadere, quando Masiello trova il raddoppio. Di lì in poi, infatti, entrambe le squadre tirano un po’ i remi in barca e il match perde un po’ d’interesse.

MVP
L’uomo del match è Lorenzo Insigne: il piccolo folletto partenopeo – già paragonato allo juventino Giovinco sia per via delle caratteristiche tecniche che, soprattutto, fisiche – risulta infatti determinante nella vittoria del suo Napoli. Dapprima è lui stesso, con un grande saggio di tecnica, a confezionare la rete del vantaggio con una grande azione personale, poi è sempre lui, nella ripresa, a pescare Masiello, che sarà poi bravissimo a costruirsi lo spazio per andare alla conclusione.
Partita comunque davvero ben disputata dal trequartista napoletano, che dimostra di essere un giocatore fondamentale per questa Primavera, tanto che già ci si chiede come i suoi compagni riusciranno a metabolizzare la sua partenza verso Cava de’ Tirreni.

Luigi Sepe salva il risultato con una paratona su Vinicius e disputa una partita molto solida

Honorable mention per un giocatore già più conosciuto del piccolo fantasista suo compagno di squadra, ovvero sia Luigi Sepe. Il portiere dell’under 19 non è infatti messo a dura prova in molte occasioni, ma quando capita si fa sempre trovare pronto. Sforanando, tra l’altro, una parata davvero notevole su Vinicius, che, mi sento di dire, è sicuramente la parata più bella tra tutte quelle viste nelle precedenti sei partite del Viareggio trasmesse da RaiSportPiù.

TABELLINO
Napoli – Parma 2-0
RETI: 31’pt. Insigne (N); 34′ st. Maiello (N). 
Napoli: (4-3-2-1): Sepe 7; Diana 6 (36’ st. Conte s.v.), Tetrarca 6, Monda 6.5, Bruno 6; Simonetti 6, Liccardo 6.5, Macello 7; Insigne 8; Variale 6 (20’ st.  Errico 6), Ciano 6.5 (24’ st. Riccio 6). (A disposizione: Comentale, Guerra, Romano Sabato, Rapicano, Donnarumma,  Postillo). All. Fuastino 6.5. 
Parma: (4-4-2): Russo 5.5; Palumbo 6, Gigli 6, Fedrigo 6.5, Berselli 6; Ronny 6, Lapadula 5, Galassi 6, Uveges 6; Konate 6, Pasi 6 (8’ st. Finocchio 6.5). (A disposizione: Santurro, Adorni, Ogliari, Vecchi, Palmisano, Lucci, Defrel, Bernasconi). All. De Patre 6.
Arbitro: Chiffi di Padova.
Note: pomeriggio uggioso, spettatori trecento circa. Angoli 2-1 per il Parma. In tribuna Alessio, Landini, Corso, Battistoni e Cinquini.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________
   

De Vitis contrasta Gilardino

 Nato a Piacenza il 15 febbraio del 1992, figlio d’arte (suo padre Antonio collezionò 63 presenze ed 11 reti in A, 315 presenze e 125 reti in B) passa l’infanzia tra Verona, Firenze e Piacenza (dove è tutt’ora iscritto al locale Liceo Scientifico “S. Vicenzo”), Alessandro De Vitis è uno degli under 17 più interessanti dell’interno panorama italiano. 

  Bella scoperta, direte voi.
Della cosa, infatti, se ne sono accorti tutti da tempo.  

 A Firenze, città dove giocava il ragazzo fino alla passata stagione, in primis. Ma anche i nostri tecnici federali non ci hanno messo molto ad accorgersi di lui tanto che l’ottimo Pasquale Salerno ne fece uno dei punti di forza della sua under 17 che ha recentemente ben figurati ad Europei (dove venimmo battuti in semifinale dai tedeschi, futuri campioni continentali) e Mondiali (dove uscimmo ai quarti contro i futuri campioni mondiali svizzeri).   

Di lui, quindi, gli addetti ai lavori conoscono un po’ tutto.
Tanto che a Parma il Direttore Leonardi ha puntato forte su di lui, acquistandolo e mettendolo al centro di un nuovo progetto giovani.   

Per chi lo conosce meno, però, arriva questa intervista esclusiva con la quale Alessandro potrà farsi conoscere di più al grande pubblico, il tutto in attesa che inizi finalmente a calcare quei grandi palcoscenici cui sembra inevitabilmente destinato.   

La prima domanda, quindi, non poteva che essere inerente a dove avesse iniziato a giocare da bambino e se all’epoca praticò altri sport o se si dedicò da subito solo al calcio.
Questa la sua risposta: “Ho praticato esclusivamente il calcio fin da bambino e la mia prima società è stata il Bussolengo, squadra della provincia di Verona, dove sono rimasto fino agli otto anni. Da lì, poi, mi trasferii a Piacenza ed entrai subito nel settore giovanile dei Biancorossi”.   

Una vita dedita fin dalla tenerissima età al calcio, insomma. Passione ereditata da un padre calciatore di buon livello, presenza che temevo potesse essere molto ingombrante per un ragazzino che volesse provare anch’egli la stessa strada. Questa, in tal senso, la sua risposta: “Essere figlio di un calciatore ha sia privilegi che svantaggi. Da una parte hai un punto di riferimento importante, una persona che conosce molto bene il mondo del calcio e cui chiedere e fare affidamento in casa di necessità, dall’altra però è anche vero che alla lunga essere accostati al proprio padre, soprattutto quando questo è stato capace di raggiungere traguardi importanti, può diventare pesante, anche se si finisce col farci l’abitudine”.   

E questa questione delle “eredità” importanti trovo sia davvero spinosa.
La storia del calcio è piena di figli di giocatori molto celebri che pur magari promettendo bene non sono stati in grado di reggere la pressione del sentirsi costantemente accostati al proprio padre.
Nel chiacchierarci, però, Alessandro fa trasparire di sè una tranquillità d’animo che fa ben sperare in tal senso. Che possa non solo imparare a reggere i confronti ma finire anche col superare il proprio maestro?   

Bussolengo e Piacenza, dicevamo.
Ma la carriera da calciatore di Alessandro, come detto, è fortemente legata ad un’altra squadra, la Viola. Inevitabile, quindi, che il discorso finisse lì: “Sono arrivato nelle giovanili della Fiorentina venendo aggregato ai Giovanissimi Nazionali, dopodiché ho svolto con la stessa maglia due campionati con gli Allievi Nazionali, l’ultimo dei quali coronato con lo Scudetto che”, manco a farlo apposta sarebbe stata la domanda successiva, “resta a tutt’ora la gioia più grande ricevuta dal calcio”.   

Uno Scudetto con una squadra composta da tanti altri giovani di belle speranze (alcuni dei quali li abbiamo potuti gustare anche proprio nel corso dell’ultimo Mondiale under 17), poi il passaggio al Parma. Sembrerebbe una cosa quantomeno strana, ma Alessandro ha fortemente voluto questo trasferimento per potersi avvicinare a casa. E pare averlo preso anche molto bene: “Il passaggio al Parma l’ho voluto fortemente e l’ho vissuto quindi molto bene, perché è una società molto attrezzata ed ambiziosa. Inoltre qui viene curato molto il settore giovanile, cosa importante per un giovane come me”.
E l’ambientamento? I Compagni?
“Mi sono ambientato subito benissimo. Conoscevo già molti giocatori e con alcuni di loro sono molto amico anche fuori dal campo”.   

Tutto bello, insomma. Nonostante che, immagino, lasciare una società della levatura della Fiorentina ed una squadra con la quale si aveva appena vinto uno Scudetto non deve certo essere stato facile.   

Parma l’ha comunque subito accolto bene, così come, l’abbiamo visto, lui si è subito saputo calare nella nuova realtà. Una domanda, però, era d’obbligo: come vivi il fatto di essere una delle pedine fondamentali del nuovo corso di Leonardi, che punterà molto sul vivaio?
“Sicuramente fa molto piacere essere nominato esplicitamente nel nuovo progetto giovani. Spero di poter ripagare la fiducia riposta in me il più presto possibile. Sogno di esordire con la maglia del Parma al Tardini”.   

Ma che tipo di giocatore è Alessandro? Facciamocelo raccontare da lui… “Sono un centrocampista centrale che può svolgere compiti sia difensivi che offensivi, tanto che mi piace molto inserirmi per cercare il goal. Mi ispiro un po’ a Frank Lampard, il mio idolo: la facilità con cui riesce ad andare in goal è disarmante”.   

Lampard è il giocatore cui s’ispira, quindi. Ma il suo idolo calcistico assoluto? “E’ George Best, un giocatore che mi ha sempre molto affascinato”.   

Impossibile non chiedergli un’opinione anche sull’attuale stato del calcio giovanile italiano e non.
A tal proposito ci dice: “L’under 17 era un gruppo fortissimo ed affiatato, avevamo voglia di compiere un’impresa storica ma ci è andata male”.
E a livello di singoli?
“Di compagni forti con cui gioco o ho giocato ce ne sono tantissimi, sarebbe ingiusto fare un nome. Penso comunque che parecchi ragazzi che facevano parte del gruppo degli Allievi alla Fiorentina possano arrivare a buoni livelli. Tra gli avversari, invece, quello che mi ha impressionato di più è il tedesco Goetze, davvero un gran giocatore secondo me”.   

E, insomma, non si può che concordare su tutto.   

L’under 17 era una squadra davvero formidabile, fermata più dalla sfortuna che dai propri demeriti (posto che meritavano sicuramente la vittoria contro gli svizzeri poi campioni). Molti dei suoi compagni in Viola (Carraro, Camporese e Iemmello tra gli altri) hanno grandi potenzialità, Goetze è uno dei migliori talenti in circolazione a livello europeo.   

Non solo talento, insomma. Anche una grande lucidità ed un’ottima capacità analitica.   

E il sogno qual’è? Beh, scontato direi: “Spero, come tutti, di poter arrivare un giorno in nazionale maggiore”.
E qualora ce la facesse, riuscirebbe davvero a superare il maestro… c’è da augurarglielo di cuore!   

Ma Alessandro non è solo un calciatore ormai alle soglie del professionismo e dal futuro luminoso. E’ prima di tutto un ragazzo e come tale ha le sue passioni, i suoi dubbi, le sue speranze… “A febbraio farò 18 anni… sono un ragazzo semplice, che ama stare coi propri amici. La mia più grande passione, oltre al calcio ovviamente, è l’NBA. Non ho ancora ben pensato a cosa potrei fare “da grande”, una volta appese le scarpe al chiodo… ma penso che il mio futuro, a quel punto, sarà lontano da questo mondo”.   

Alessandro De Vitis

Il talento c’è, come detto. E se n’erano già accorti in molti.
La testa sulle spalle anche. E ce ne siamo potuti accorgere ora. 

C’è solo da sperare che a questo mix di cose si unisca anche la fortuna, così da trasformare un ragazzo come tanti in un – speriamo – campione affermato. E chissà che lui e il suo capitano in under 17, Sini, non finiscano col riscattare la delusione mondiale portandoci in futuro a conquistare un alloro con la nazionale maggiore… 

 

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: