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Quello colombiano è un movimento in grande crescita, e non lo scopriamo certo oggi.

Basta guardare un po’ qua e là nel mondo per renderci conto di come sempre di più e sempre migliori siano i talenti Cafeteros che stanno imponendosi sui prati verdi dei vari stadi.Falcao

L’esempio più fulgido, certo, è quel Falcao divenuto bomber assolutamente inarrestabile tra Portogallo e Spagna. Ma tanti altri sono i suoi “fratellini” più che dotati. Giusto per ricordarne qualcuno: James Rodriguez, Zuniga, Martinez, Guarin, Armero.

Ultimo, ma non per importanza, è Juan Quintero. Che a casa sua è già una star del pallone. E da noi ha ben iniziato a farsi conoscere, in questa prima mezza stagione di A con il modestissimo Pescara.

Quintero che questa notte ha preso per mano la propria nazionale per guidarla al trionfo contro la modesta Albirroja allenata da Victor Genes.

Schierato in posizione più avanzata di quanto non accada in Italia, diciamo in appoggio alle punte, il numero 10 colombiano mette ancora una volta in mostra, ma certo non ce n’era bisogno, tutte le sue importantissime doti da calciatore.

A partire da una tecnica nettamente sopra la media, per arrivare ad un cervello evidentemente creato per pensare calcio.

Così schierato come raccordo tra la mediana e l’attacco il fantasista pescarese crea calcio ed illumina una partita dai contenuti tecnici non propriamente sfavillanti.

Perché il Paraguay è la solita squadra diciamo solida, per non essere offensivi, e poco altro. Molto, anche troppo “europea”, nell’accezione negativa del termine.

La Colombia invece è un buon insieme di giovani interessanti, guidati appunto da Quintero.

Cafeteros che però, pur controllando bene il match, non creano occasioni da gioco continue, anzi.

Così per sbloccare il risultato e portare a casa una vittoria comunque meritata i colombiani hanno bisogno di una invenzione di Quintero che inventa per Nieto, bravo a rifinire per un Cordoba lesto a difendere palla, liberarsi del marcatore e fare secco Morel.

Passata in vantaggio la formazione allenata da Restrepo terrà comunque il pallino del gioco saldamente nelle proprie mani. Almeno fino all’ottantesimo, quando gli schemi salteranno ed in nemmeno un paio di minuti il Paraguay sfiorerà il pari almeno tre o quattro volte. In una di queste occasioni sarà Jherson Vergara, difensore dell’Universitario Popayan, a salvare baracca e burattini con una deviazione giusto sulla linea di porta.Carlos Restrepo

Poco da segnalare, come detto, nelle fila paraguayana. Dove però, soprattutto nel secondo tempo, si mette in mostra un buon Jorge Rojas, centrocampista abile nell’unire discreta qualità e buona quantità.

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CRONACA

Al secondo minuto di gioco percussione di Suarez in area che crea subito scompiglio, con Villar che chiude comunque in calcio d’angolo.
Sugli sviluppi del corner l’Uruguay sfiora la rete con Lugano. Il solito Villar, però, si salva in qualche modo, con un doppio salvataggio sulla linea a chiudere un’azione molto confusa. Azione in cui ci starebbe anche un calcio di rigore per la Celeste, per un tocco di mano di Ortigoza.

Paraguay da subito alle corde. Chiuso tutto nella propria trequarti penserà praticamente solo a non subire, andando a tamponare ogni buco per evitare che gli avanti uruguagi ci si infilano.
La pressione costante dell’Uruguay, dopo i primissimi minuti di scompiglio, non sembra però riuscire a scalfire la Linea Maginot costruita di fronte all’area dal Tata Martino.

Il tutto fino al dodicesimo quando Suarez porta in vantaggio la squadra di Tabarez: ricevuta palla in area stopperà di destro per calciare sul secondo palo col sinistro. La possibile deviazione di Veron, comunque, non sembra essere decisiva. Villar è freddato, l’Uruguay in vantaggio.

Paraguay che prova a reagire. Pochi minuti dopo il vantaggio uruguagio Valdez s’infila alle spalle di Maxi Pereira e colpisce la palla, lanciatagli dalla trequarti, in spaccata, mettendo però la sfera a lato.
Uruguay che pare nervosissimo e infila una serie di fallacci. Atteggiamento difficilmente capibile da parte della Celeste, che dopo aver sbloccato la partita avrebbe dovuto giocare molto più rilassata.

Al trentaduesimo Forlan lanciato alle spalle della difesa paraguayana va a trovarsi a tu per tu con Villar ma pressato dal ritorno di un avversario sparerà contro al neo acquisto dell’Estudiantes.
Poco più tardi Suarez punta Veron saltandolo con un tunnel per poi vedere respingere la propria conclusione da un sempre attento Villar.

Il portiere paraguayano si ripete anche al trentasettesimo quando Forlan riceve in area e sbuccia una girata che, se effettuata meglio, sarebbe potuta risultare imparabile.

Forlan che però al quarantaduesimo si sblocca: palla persa nella propria trequarti, Arevalo arriva pochi metri dall’area e gira a Forlan che, tutto solo, buca Villar con un bel diagonale potente.

A tempo praticamente scaduto Alvaro Pereira scodella in area per Suarez che gira di testa sul secondo palo, senza riuscire però a centrare lo specchio della porta, chiudendo così un primo tempo a senso unico.

In apertura di ripresa il Paraguay prova a combinare qualcosina di più, ma sempre senza riuscire a pungere con grande efficacia. Il tutto fino al nono quando Ortigoza pesca Valdez che calcia al volo esaltando i riflessi di Muslera, fenomenale nel deviare la palla sulla traversa, salvando il risultato.
La partita prosegue su ritmi piuttosto lenti, con l’Albirroja decisa a far circolare la palla senza lasciarla un attimo agli avversari.

Il tutto senza però riuscire ad essere particolarmente pericolosa. Fino al diciassettesimo, quando un’imbucata sulla destra porta ad un cross in mezzo su cui si fionda Piris che colpisce il pallone di tacco, senza però sorprendere Muslera.
Al venticinquesimo Estigarribia finisce giù in area, spinto da Coates. Il rigore pare possa starci, ma l’arbitro la pensa diversamente. E, in un certo qual modo, pareggia così il rigore non assegnato alla Celeste nel primo tempo.

La partita procede quindi su binari ben definiti, giusto fino al termine. Quando Forlan decide di firmare la propria doppietta personale, chiudendo in bellezza una finale vinta meritatissimamente dall’Uruguay.

COMMENTO

Uruguay quindici volte Campione del Sud America.

Suona incredibile, ma è così.

Nessuno come la Celeste. In tutto il continente.

Uruguay che, infatti, stacca l’Argentina (ferma a quattordici) e si porta a quasi il doppio rispetto al Brasile (fermo a quota otto).

Il tutto davvero meritatamente.

E così dopo il quarto posto Mondiale raggiunto in Sudafrica la Celeste si conferma come la massima forza del Sud America.

Suona davvero strano per chi come me è nato negli anni ottanta, quindi ben lontano dalle vittorie Mondiali di questo piccolo paese, eppure è davvero così. Nel corso degli ultimi dodici mesi nessuno ha saputo fare come loro.

Venendo alla partita…

Primo tempo senza storia alcuna.
Uruguay che prende a pallonate gli avversari, che pensano solo a difendersi. Senza riuscirci nemmeno molto bene, dato che la prima frazione si chiude con Suarez e compagni sopra di due reti.

Nella ripresa l’Albirroja prova a combinare qualcosa. Ma, a parte una traversa colpita da Haedo Valdez, senza grande fortuna.

Uruguay Campione.

Meritatamente.

MVP

Luis Suarez è un giocatore straordinario.

Personalmente lo conobbi quando ancora giocava nel Groningen e da subito mi pareva avere qualcosa in più, tanto che avrei voluto che qualcuna delle nostre compagini lo portasse in Italia.

La cosa, com’è noto, purtroppo non successe. Ed è un vero peccato. Perché Suarez oggi è l’eroe di una nazionale che entrerà nella storia, nonché il miglior giocatore di questa Copa America…

TABELLINO

Uruguay vs. Paraguay 3 – 0
Marcatori: 12′ Suarez, 42′, 89′ Forlan.
URUGUAY (4-4-2) Muslera; M.Pereira, Coates, Lugano, M.Cáceres (89′ Godín); González, Arévalo Ríos, D.Pérez (70′ Egurén), A.Pereira (63′ Cavani); Suárez, Forlán. CT: Tabárez
PARAGUAY (4-4-2) Villar; Piris, Verón, Da Silva, Marecos; Vera (65′ H.Pérez), V. Cáceres (65′ Estigarribia), Riveros, Ortigoza; Zeballos (77′ Barrios), Valdez. CT: Martino
Arbitro
: Fagundes (Brasile)
Ammoniti
: D.Pérez, M.Pereira, M.Cáceres, Coates (U), V. Cáceres, Vera (P)

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CRONACA

Partita combattuta da subito.
La prima conclusione in porta arriva dopo quattro minuti di gioco quando Ramires strappa un pallone ad un avversario per calciare da fuori, senza però inquadrare lo specchio di porta. Buona, comunque, l’iniziativa del centrocampista Blues.

Tre minuti più tardi Pato viene lanciato in area e prova a mettere palla bassa in mezzo. La sfera è però deviata da un avversario e finisce giusto al limite dell’area dove arriva di gran carriera Neymar che si coordina discretamente ma, esattamente come Ramires poco prima, non riesce a trovare lo specchio.
La partita da lì in poi vivrà di tanta lotta ma poche occasioni. Le due squadre si fronteggeranno con buona lena, ma senza riuscire a mettere in difficoltà i rispettivi reparti difensivi.

Al ventisettesimo però grande palla goal per il Brasile: Ganso serve bene Robinho al limite che temporeggia aspettando l’inserimento di Neymar la cui conclusione a botta sicura farà però terminare il pallone sul fondo.
Cinque minuti più tardi bel cross su punizione di André Santos che scodella in mezzo un pallone su cui piomba Lucio, che devia il pallone al volo sparandolo però contro a Justo Villar.

Al quarantesimo André Santos sbaglia tutto: lanciato in area si porterà al limite laterale dell’area piccola per poi scaricare un sinistro a casaccio alto sopra la traversa. Quando, però, c’era Pato tutto solo in mezzo. Sarebbe stato l’1 a 0 facile.

In apertura di ripresa il Brasile parte ancora più forte rispetto alla prima frazione.
Dopo pochissimi minuti buona doppia occasione per i Verdeoro con Alcaraz che chiuderà la conclusioni di Neymar e Maicon salvando la propria porta.

Brasile però che palesa grandissimi limiti lì davanti. Questo nonostante vanti talenti purissimi come Pato, Neymar e Ganso, oltre al sempre prezioso Robinho.
Ed è proprio il fantasista milanista che si rende protagonista, al sessantacinquesimo, di un’iniziativa interessante, piombando su di un pallone praticamente perso da Maicon per scaricare un destro però impreciso.

Due minuti più tardi Brasile vicino al goal: Ganso riceve una respinta corta al limite dell’area e scarica un bel sinistro a fil di palo, trovando però la pronta risposta di Justo Villar, bravo a distendersi alla sua sinistra per levare il pallone dalla porta.
E’ poi Pato ad avere una grandissima occasione: infilatosi in area si troverà a tu per tu con il portiere paraguaiano, e gli calcerà addosso. Il pallone però gli rimbalzerà sul corpo e andrà davanti a lui, così che riuscirà a colpire il pallone di testa. Senza però centrare la porta.

Brasile che continuerà a premere e si porterà vicino alla rete a meno di dieci minuti dal termine quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo arriverà un’incornata sul secondo palo. A Justo Villar battuto, però, ci sarà l’intervento di testa di un difensore sulla linea, a salvare il risultato.

Brasile che non riuscirà comunque a bucare la resistenza dell’Albirroja, trascinando il match fino ai supplementari.

Nei supplementari saranno poi espulsi, causa rissa, Lucas Leiva ed Alcaraz. Sarà comunque il Brasile a provarci di più, con il Paraguay che costruirà una buona azione: Estigarribia penetra a sinistra, crossa in mezzo e Valdez calcia al volo, senza però inquadrare lo specchio.

La partita si trascina così sino ai rigori. Dove sarà il Paraguay a spuntarla:

 

Elano: alto
  Barreto: a lato
  Thiago Silva: parato
  Estigarribia: goal
  André Santos: alto
  Riveros: goal
  Fred: a lato

COMMENTO

Quando l’incredibile diventa realtà.

Partiamo comunque da un presupposto: sarebbe il Brasile a meritare il passaggio del turno, di per sè.

E’ altresì vero, però, che quando sei nettamente superiore ai tuoi avversari non puoi attaccare senza la capacità di concretizzare le tue manovre.

Che poi il Paraguay, a dire il vero, si salva più che altro grazie ad un catenaccio piuttosto robusto e, soprattutto, ad episodi favorevoli, oltre che alla giornata di grazia di Justo Villar.

Detto ciò, comunque, l’incredibile si consuma ai rigori.

Vero è che quel campo è apparso realmente assolutamente indegno. Altrettanto vero è, però, che non si può nemmeno sbagliare quattro rigori su quattro. Soprattutto se i tuoi avversari, che calciano dalla stessa posizione, ne realizzano due su tre.

In questo caso ha avuto ragione Caressa, a conti fatti: il Brasile non avrebbe segnato nemmeno se avesse giocato fino a domani.

Incredibile, comunque, che le due favoritissime, le super-potenze del continente, non arrivino nemmeno tra le prime quattro. Né l’una, né l’altra.

MVP

Justo Villar dirige alla grande la propria difesa e chiude la saracinesca, permettendo ai suoi, non senza fortuna in effetti, di portarsi a casa un’importantissima vittoria ai rigori che catapulta l’Albirroja in semifinale.

TABELLINO

Brasile vs. Paraguay 0 – 0 (0 – 2 d.c.r.)
BRASILE (4-2-3-1) Julio Cesar; Maicon, Lucio, Thiago Silva, André Santos; Lucas Leiva, Ramires; Robinho, Ganso (100′ Lucas), Neymar (80′ Fred); Pato (111′ Elano). Ct: Menezes
PARAGUAY (4-4-2) Villar; Verón, Alcaraz, Da Silva, Torres (71′ Marecos); Vera (63′ Barreto), Cáceres, Riveros, Estigarribia; Valdez, Barrios (83′ Pérez). Ct: Martino
Arbitro: Pezzotta (Argentina)
Ammoniti: Santos, Maicon (B), Vera, Barreto, Marecos, Estigarribia (P)
Espulsi: 103′ Lucas Leiva (B) e Alcaraz (P)

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CRONACA

Uruguay che dopo il pareggio con l’Argentina scende in campo con il Paraguay alla ricerca della prima vittoria in questo hexagonal finale contro un’Albirroja ad un pareggio ed una sconfitta in due match.
Partita che inizia però su ritmi piuttosto compassati: nessuna delle due squadre sembra voler spendersi in maniera particolare per arrivare alla vittoria, così che il gioco risulta stagnante e le emozioni faticano a fioccare.

La prima occasione interessante arriva quindi solo dopo ben diciannove minuti di gioco quando Aguirre può presentarsi praticamente tutto solo a tu per tu col portiere avversario, subendo però il ritorno di un difensore senza riuscire a calciare a rete.
Aguirre che però si riscatterà subito dopo: Guillermo Méndez verticalizzerà un pallone proprio per la punta del Liverpool (di Montevideo) che una volta a tu per tu con Bogado scavalcherà il portiere paraguayano con un bel pallonetto, sbloccando il match.

Paraguay che proverà a reagire senza grande mordente. L’occasione più ghiotta creata immediatamente dopo al goal dello svantaggio, quindi, arriverà al ventinovesimo solo grazie ad un incredibile liscio di Gaston Silva, neo diciassettenne difensore in forza al Defensor Sporting (che oltre a lui offre a questa rappresentativa giovanile nazionale anche il centrocampista Leonardo Pais).
Al trentaduesimo bellissimo spunto palla al piede di Delis Gonzalez che dopo aver saltato secco un avversario punterà l’area, provando ad infilarsi in mezzo a due difensori. Finito a terra, quindi, lascerà scorrere la palla in direzione di Mauro Caballero, i cui due tentativi di conclusione saranno però murati da un avversario.

Sugli sviluppi di un angolo un ponte aereo sul primo palo porterà ad una spizzata sul secondo, dove Ovelar giungerà però in ritardo senza riuscire a trovare la deviazione che valga il pareggio.
Primo tempo che si chiuderà quindi con un Paraguay dal baricentro alto alla ricerca di un pareggio che non arriverà però nemmeno a sfiorare.

La ripresa si aprirà un po’ sulla stessa falsariga della fine della prima frazione.
Dopo quattro minuti, quindi, bella conclusione di Carlos Florencianez che calcerà bene di sinistro da fuori area facendo tremare Cubero ma senza trovare il bersaglio grosso.

A passare è però ancora una volta l’Uruguay: è il cinquantanovesimo minuto quando il neo entrato Alvarez riceve sulla destra da Mendez per infilare il portiere avversario con un bel tiro piazzato.

Alvarez che diversi minuti più tardi proverà a scuotere ancora i non moltissimi tifosi sugli spalti cercando il gollonzo da quasi centrocampo, spedendo però palla a lato.
Al settantatreesimo, poi, Caballero entrerà in area sulla sinistra del fronte offensivo paraguayano per finire a terra sulla pressione di Emiliano Velasquez, senza che l’arbitro decida però di intervenire.

E’ però l’Uruguay ad essere il designato vincitore del match e come se non bastasse il 2 a 0 Mascia firma anche la terza rete, incornando un corner proveniente dalla sinistra per la quarta rete nel suo torneo.

Caballero però non ci sta e a dieci dal termine decide di firmare da par suo, sempre di testa, la rete della bandiera paraguayana.

Albirroja che non smetterà di crederci e che troverà la seconda rete del proprio incontro, sempre con Caballero, dopo cinque minuti. La posizione di partenza della punta in forza al Libertad, però, è di fuorigioco, e la segnatura viene prontamente annullata dalla terna arbitrale.
Paraguay che non avrà comunque più la forza di tornare in partita: 3 a 1 per la Celeste il risultato finale.

COMMENTO

All’inizio di questo match parlavo con un amico uruguagio cui confidavo la mia deluzione in merito a questo Sudamericano sub 17.
Partite ne ho viste poche, ad onor del vero, ma tra tutte le squadre che mi è capitato di seguire ancora non ho scorto un vero e proprio Fenomeno con la effe maiuscola. Un giocatore davvero capace di cambiare le sorti del match in ogni momento.

Un giocatore come i vari Neymar e Messi, per intenderci. Che a questi livelli e giocando tra i pari età sa davvero fare la differenza.

Perché di giocatori che lasciano intravvedere qualità interessanti sì, qualcuno ne ho notato. Per dirne uno, e proprio a commento della partita di oggi, potrei citare quel Mauro Caballero attaccante del Libertad (che offre alla rappresentativa di Gerardo Gonzalez Aquino ben altri sette giocatori, praticamente quasi mezza rosa) che ha dimostrato di essere attaccante di buon livello, pur senza però risultare dominante come si richiederebbe ad un fenomeno.

E se si pensa che ho visto giocare sia il Brasile che l’Argentina (dove in effetti di ragazzi interessanti ne ho trovati diversi) ecco che il quadro è completo.

La spiegazione di questo amico andava a parare sull’aspetto tattico: lo stesso mi raccontava infatti come, limitatamente al calcio uruguagio, si dedicasse pochissimo tempo alla parte tattica, specialmente a livello giovanile.
Spiegazione questa che se casca a pennello nello spiegare il perché di determinate questioni (come del fatto che i giocatori in campo non paiano mai ordinatissimi e di come la difesa soffra in situazioni in cui invece non dovrebbe) non spiega, a mio avviso, la mancanza di Fenomeni.

Perché il mio discorso verte proprio su ben altre prospettive: io parlo solo di potenzialità individuali più che altro relative all’aspetto tecnico di un singolo.
E legandomi al discorso portato avanti dal mio amico mi verrebbe anzi da pensare che gli eventuali Fenomeni dovrebbero esaltarsi in situazioni come queste, dove da una parte sarebbero chiamati a farsi carico della propria squadra interamente, da trascinare alla vittoria a suon di giocate, dall’altra potrebbero sfruttare al meglio i tanti spazi lasciati dall’approssimazione tattica degli avversari.

Eppure così non sembra essere…

Venendo all’incontro di oggi nello specifico, comunque, Uruguay solo discreto, che ha la meglio su di un Paraguay poi non così tanto inferiore – se non a livello difensivo – grazie ad azioni sparute.

Bene, a livello di singoli, Guillermo Méndez, MVP del match.
Il fantasista del Nacional (che offre a questa rappresentativa giovanile cinque giocatori in tutto) risulta infatti essere decisivo offrendo ad Aguirre ed Alvarez due palloni d’oro, solo da trasformare in rete.
Gran bella visione di gioco.

TABELLINO

Paraguay vs. Uruguay 1 – 3
Marcatori: 22′ Aguirre, 59′ Alvarez, 75′ Mascia, 79′ Caballero

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I Campioni del Mondo scendono in campo per il loro esordio Mondiale con un solo obiettivo: vincere.

CRONACA
La prima occasione degna di nota arriva al sesto: Criscito riceve palla sulla trequarti e crossa sul secondo palo per Pepe, che è però anticipato dall’intervento di Morel.
Quattro minuti e De Rossi scende centralmente districandosi tra tre uomini per scaricare poi sulla destra proprio per Pepe, il cui cross è però liberato dalla difesa paraguayana.

Il match è comunque giocato su ritmi blandi con l’Italia che, stranamente, dimostra qualcosa più del solito sotto il piano del gioco. Per quanto senza pungere.

Al sedicesimo un rimpallo favorirà Iaquinta che si andrà a trovare tutto solo a tu per tu col portiere, con l’arbitro che fermerà tutto per una netta posizione di fuorigioco. Due minuti e Zambrotta crosserà dalla trequarti in direzione di Gilardino, che si muoverà bene senza però riuscire ad arrivare sul pallone.

Al ventesimo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, un batti e ribatti risulterà pericoloso per la nostra difesa, che si rifugerà comunque in un ennesimo corner. Dallo stesso nascerà un contropiede operato da Montolivo che dopo aver rubato palla a centrocampo si lancerà verso la rete. Giunto al limite dell’area non se la sentirà però di saltare il proprio avversario diretto, tirando quindi mollemente un pallone facilissimo da parare.
Sul ribaltamento di fronte un intervento impreciso di un difensore Azzurro faciliterà la conclusione di Torres, il cui mancino si spegnerà comunque sul fondo.

Al ventisettesimo gli Azzurri costruiranno una bellissima azione in palleggio veloce a centrocampo per liberare poi Criscito sulla sinistra il cui cross sarà però completamente sbagliato.

Al trentanovesimo, quindi, il Paraguay passerà al primo tiro nello specchio: punizione battuta sulla trequarti destra da Morel, Alcaraz svetterà incornando un pallone che fredderà Buffon.

L’inizio del secondo tempo porta una novità non da poco: i pali della porta italiana saranno infatti difesi da Marchetti, non più da Buffon.

Al di là del portiere Azzurro, comunque, le cose non cambieranno: ritmi bassissimi, poche idee e null’altro.

La prima azione degna di nota arriva al cinquantaduesimo quando Zambrotta crosserà lungo sul secondo palo con Pepe che proverà a coordinarsi per colpire in rovesciata, senza però trovare il pallone.
Due minuti e i paraguayani andranno vicini al raddoppio quando un batti e ribatti in area sarà risolto da un rinvio floscio di Criscito che favorirà la conclusione di Vera, il cui tiro finirà però sul fondo, sfiorando l’incrocio. Sul fronte opposto sarà invece Montolivo a calciare da fuori, ancora una volta, però, con poca forza.

Al cinquantasettesimo Iaquinta entrerà in area da destra ma puntando il diretto avversario perderà il tempo per il cross, consegnando poi il pallone saldo tra le mani del portiere. Due minuti e il neoentrato Camoranesi pennellerà un cross da destra sul secondo palo per Pepe, che sarà però anticipato dall’uscita alta dell’estremo difensore paraguayano.

Al sessantatreesimo, quindi, il pareggio: Pepe batterà un angolo da sinistra, guadagnato da Iaquinta, con il pallone che sarà bucato da Justo Vilar terminando sul secondo palo dove a raccoglierlo ci sarà De Rossi, lesto a sospingerlo in rete.

Un minuto dopo ottima azione orchestrata dagli Azzurri con Montolivo lanciato in area da un pallonetto fermato però dall’intervento di Da Silva, abile a fermarlo con un contrasto spalla a spalla.
Sul fronte opposto Santanta riceve in area e calcia di prima, ciccando però la palla facendola quindi scorrere sul fondo.

Il goal dà comunque brillantezza all’Italia. Al sessantanovesimo, quindi, Pepe crosserà un pallone che Gilardino stopperà in area, senza però riuscire a liberarsi del diretto avversario e venendo quindi contrato dallo stesso al momento del tiro.
Otto minuti più tardi si riproporrà la stessa occasione del goal del pareggio. Questa volta però Vilar pur contrastato da Iaquinta riuscirà a bloccare in presa il pallone, sicuro. Altri due minuti e Pepe riceverà sulla sinistra un lancio al bacio di Di Natale e dopo aver puntato la porta scaricherà un destro dal limite, trovando però la pronta risposta del portiere avversario.

All’ottantaduesimo sarà ancora Montolivo a provarci, questa volta da venticinquemetri buoni. E sarà proprio questa la conclusione migliore tra quelle scoccate dal centrocampista Viola, che costringerà Justo Vilar a distendersi alla sua destra per salvarsi in angolo.
Cinque minuti più tardi Iaquinta fuggirà sulla destra crossando un pallone su cui non riuscirà però ad intervenire Di Natale, facilitando così l’operazione di pulizia dell’area portata dalla difesa.

COMMENTO
Ai punti vincerebbero gli Azzurri. Purtroppo, però, la palla è rotonda, come si dice. Ed ecco fatto il pastrocchio: il Paraguay colpisce una sola volta mandando il pallone nello specchio, riuscendo a passare. Il tutto per via di una disattenzione difensiva dei nostri ragazzi che pure, appunto, meritavano qualcosa di più.

Nel continuo del match le cose non cambiano, bene o male. A parte alcuni tratti del match in cui nessuna delle due squadre si prende la responsabilità di costruire nulla, infatti, saranno solo gli Azzurri a provare a fare gioco, riuscendoci solo in parte.

Prestazione tutto sommato sufficiente fino alla trequarti avversaria, quindi. Peccato solo per la fase conclusiva: sterilissima. In tal senso una sorta di mancanza di idee non ha certo aiutato, ma la prestazione di Gilardino, isolato ed asfittico come non mai, ha sicuramente contribuito ad affossare la fase cruciale del gioco.

Ora quindi restiamo in attesa di valutare il livello delle nostre due prossime avversarie, che giocheranno domani pomeriggio, per poi, domenica, affrontare il secondo match del nostro girone contro la Nuova Zelanda.

MVP
L’Italia viene salvata da uno dei suoi pochi fuoriclasse: Daniele De Rossi. Capitan Futuro disputa infatti una partita molto solida dando anche quel quid in più in fase realizzativa. Indubbio il fatto che la rete sia sicuramente anche fortunata, è però pur vero che bisogna farsi trovare pronti e reattivi in certe situazioni.

Il goal, comunque, è solo una piccola parte della sua prestazione e vale relativamente. Perché De Rossi gioca ad un ottimo livello, fungendo ottimamente da frangiflutti in mediana. Certo, anche grazie alla pochezza della manovra paraguayana ma in fondo non è nemmeno un caso che sia proprio uno dei pochi fuoriclasse di questa squadra a risultare decisivo.

TABELLINO
Italia vs. Paraguay 1 – 1
Marcatori: 39′ Alcaraz, 62′ De Rossi
ITALIA: Buffon (1’st Marchetti); Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Criscito; De Rossi, Montolivo; Pepe, Marchisio (14’st Camoranesi), Iaquinta; Gilardino (27’st Di Natale). In panchina: De Sanctis, Maggio, Gattuso, Bocchetti, Palombo, Quagliarella, Pazzini, Bonucci, Pirlo. Allenatore: Lippi.
PARAGUAY: Villar; Bonet, Alcaraz, Da Silva, Morel; Vera, V.Caceres, Riveros, Torres (15’st Santana); Valdez (24’st Santa Cruz), Barrios (31’st Cardozo). In panchina: D.Barreto, Bobadilla, Veron, Caniza, J.Caceres, E.Barreto, Benitez, Ortigoza, Gamarra. Allenatore: Martino.
ARBITRO: Archundia (Messico).
Angoli: 8-4 per l’Italia.
Ammoniti: V.Caceres, Camoranesi.

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