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Posts Tagged ‘Palermo’

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E’ cronaca di questi giorni.

Maurizio Zamparini, proprietario del Palermo, ha compiuto l’ennesimo ribaltone alla guida tecnica della sua squadra, esonerando Gasperini per richiamare Giuseppe Sannino. Che aveva guidato la squadra fino al 16 settembre scorso.

Ormai, inutile nascondersi dietro a un dito, non stupiscono più queste cose.

Zamparini è un personaggio arcinoto all’interno del nostro mondo del calcio e gli esoneri compiuti nei suoi tanti anni da proprietario di un club non si contano nemmeno più.

Da varesino, però, non posso non seguire con una certa simpatia le vicissitudini di un allenatore che proprio in Biancorosso compì un miracolo non da poco: prese la squadra sul fondo della C2 per portarla, nell’arco di tre stagioni, ad un passo dalla Serie A.

Di Sannino, quindi, conosco un po’ tutto. Vizi e virtù.

Personalmente ritengo fosse giusto dargli una chance in Serie A. Che, per altro, si giocò molto bene in quel di Siena. Dove seppe guidare i suoi al quattordicesimo posto (con un margine rassicurante di ben 8 punti sulla terz’ultima) e, soprattutto, fino in semifinale di Coppa Italia.

Logico quindi che dopo la scalata storica compiuta ai piedi del Sacro Monte e l’ottima annata vissuta nella città del famoso Palio arrivasse la chiamata di una società più blasonata. Il Palermo, appunto.Giuseppe Sannino

Personalmente mi chiedo se valga la pena ancora oggi, dopo anni in cui la solfa si ripete senza soluzione di continuità, di andare a lavorare in un ambiente come quello di Palermo. Dove, oggettivamente, risulta ben difficile lavorare.

Poi certo, leggendo dei 900mila euro annui (ed il contratto è biennale) che l’allenatore nativo di Ottaviano percepisce in Sicilia capisco anche che certe offerte risultino quasi irrinunciabili.

Fattostà che nemmeno Sannino è riuscito a cambiare Zamparini – e forse non era nemmeno questo ciò cui mirava – che così lo ha prima cacciato e poi richiamato.

Parlare del futuro di questa squadra – e forse dell’intera società – oggi non è certo semplice. Quello di Sannino, però, potrebbe essere roseo.

Avendo ancora un anno di contratto, infatti, l’ex allenatore di Cosenza, Lecco e Pergocrema tra le altre potrebbe trovarsi a guidare il club anche in Serie B.

Un club che, con ogni probabilità, partirebbe per ammazzare il campionato, con relativi investimenti a supporto del progetto.

Dopo un’annata fallimentare anche da un punto di vista personale, quindi, il buon Beppe potrebbe rilanciarsi subito andando a vincere uno dei campionati che ancora gli mancano (in passato vinse la Serie D con il Sudtirol e la C2 per due volte).

Certo, sempre che riesca a non farsi esonerare da qui a fine stagione…

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Cagliari in Europa.

Anche qui, una provocazione.

Non che sia particolarmente in vena di farne, ma seguire – ahimè solo distrattamente – il match tra i sardi ed il Palermo mi ha fatto abbastanza riflettere rispetto alle potenzialità di questa squadra.

E allora partiamo da un presupposto: questo post vuol essere dedicato in particolar modo a due giocatori. Che con le proprie qualità hanno realmente, in special modo nella mediocrità del nostro campionato, la possibilità di spingere il Cagliari a caccia di un posto in Europa che, ad onor del vero, sarà più che difficile da raggiungere.

Chi sono i due giocatori che si meritano un post ad hoc su questo blog?

Mauricio Pinilla e Victor Ibarbo.

Che certo, non sono Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. Ma che, ribadisco, nella mediocrità del loro campionato hanno un loro perché. E, soprattutto, possono essere un fattore in una squadra certo non irresistibile ma pure tutt’altro che disprezzabile.

Partiamo dalla punta cilena, allora.

Giramondo vero, sbarcò in Italia giovanissimo e fu una meteora. L’Inter non ci aveva visto male ma non aveva posto per lui. A Verona, sponda clivense, non andò tanto meglio.

Spagna, Portogallo, Scozia e il ritorno in Cile. Poi Brasile e, addirittura, Cipro.

Il giocatore però c’è tutto. Così il Grosseto decide di puntare su di lui.

Basta un-campionato-uno e Zamparini sente l’irrefrenabile desiderio di averlo in squadra. Uno score di 24 reti in 24 match di Serie B, del resto, è tutto fuorché poco impressionante.

La Serie A è ovviamente tutta un’altra cosa e Mauricio non può certo mantenere la stessa efficacia sotto porta.

Ma come dicevo il giocatore c’è e si fa sentire quando serve.

Meriterebbe miglior sorte la sua esperienza in Rosanero così come la sua carriera tutta, ma una certa fragilità fisica non lo aiuta per nulla. Anzi, è fortemente penalizzante.

A gennaio sbarca a Cagliari. L’uomo giusto al posto giusto?

Ibarbo è invece l’ultima scommessa di Cellino. Presidente che non farà i numeri di Pozzo ma che ha comunque dimostrato più volte di non avere certo un brutto occhio.

Se Pinilla è punta abbastanza completa, che trovando continuità potrebbe risultare un fattore, Ibarbo è una forza della natura.

Incontenibile quando parte palla al piede o quando s’imbuca nello spazio. Per ulteriori informazioni chiedere a Balzaretti & co.

Ibarbo con una tecnica ed un piede degni di tal nome sarebbe giocatore da grandissima squadra. E’ quello che è, ma se non lo contieni fa male anche se non gioca di fioretto.

Due giocatori del genere, appunto, possono essere un fattore.

Due pietre miliari di un attacco che può davvero impensierire chiunque. La tecnica di Pinilla unita allo strapotere atletico di Ibarbo. E passa la paura.

Ora tutto è nelle mani di Ballardini. Che per altro ha una rosa certo non disprezzabile. Basti ricordare i vari Canini, Astori, Conti, Dessena e Naingollan.

Europa? Difficile.

Però intendiamoci: l’Inter è solo a sei punti, anche se con una partita in meno. Nulla è impossibile. E se i posti disponibili per l’Europa fossero sei, per quanto riguarda il piazzamento in campionato, ecco che le possibilità di vedere Ibarbo-Pinilla trainare il team costruito da Cellino fuori dai confini si farebbero un po’ più concrete…

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Se qualcuno mi sa spiegare perché il Palermo è giunto a Milano per poi non scendere in campo a San Siro si faccia sentire.

Perché ieri ho avuto l’opportunità (grazie a WeAreSocial, invitato da Indesit che già mi aveva ospitato quest’estate a Londra per il lancio del portale Genuine Football Fan) di guardarmi la partita dal primo anello arancio dello stadio milanese… e guardando verso il campo ho visto solo, costantemente e per novanta minuti, undici ragazzi in maglia Rossonera. E basta.

Scherzi a parte… non ricordo un Palermo così remissivo. E in questo senso sono davvero stupitissimo, perché conoscendo piuttosto bene mister Mangia non mi sarei mai aspettato di vedere in campo una squadra così spenta, a maggior ragione trattandosi di un big match.

Caricare i propri ragazzi, del resto, è una delle prerogative migliori dell’ex tecnico della Primavera varesina. Eppure ieri tutto questo non si è proprio visto.

E così il Milan ha avuto la vita realmente facile e spianata dall’arrendevolezza palermitana.

Insomma, ne è uscita una serata da spettatore non pagante – un po’ come il sottoscritto, insomma – per Abbiati, che ha sonnecchiato per un’ora e mezza senza mai essere realmente impegnato.

Dall’altra parte, invece, non è servito nemmeno impegnarsi troppo per bucare per tre volte di fila Tzorvas. E la difesa palermitana, che ultimamente sembrava aver trovato una certa robustezza, è tornata magicamente ad essere una sorta di groviera stagionato.

Nocerino (col goal dell’ex), il rientrante Robinho (la cui mobilità è la vera arma in più di questa squadra) e l’ormai solito Cassano (che sta sfruttando bene il buon stato di forma) pongono le tre firme in calce alla pesantissima sconfitta di un Palermo in cui non mi sento di salvare davvero nessuno.

Da Mangia in giù tutti bocciati. Anche perché le potenzialità ci sono. Ma un approccio di quel tipo è quanto di più orribile si possa vedere su di un campo di calcio.

Una nota stonata anche sulla sponda Rossonera del naviglio, comunque, c’è.

Sarò fissato io, ma certe cose non le sopporto un granché.

E allora premetto: avevo accettato volentieri l’invito di Indesit per godermi la partita con la recondita speranza di potermi gustare almeno una mezz’oretta di El Sharaawy. Giocatore dall’avvenire interessantissimo.

Bene. Cosa ne è uscito?

Il Milan conduce 3 a 0 una partita già vinta da tempo, praticamente senza avversari in campo. E al sessantaseiesimo Allegri mi fa entrare Emanuelson al posto del rientrante Robinho. Sistemando l’olandese trequartista.

A partita finita, ripeto. Per porre il già modesto ex Ajax pure fuori ruolo. Anziché regalare venticinque minuti di gioco a quello che può e deve rappresentare il futuro del calcio italiano (e magari milanista).

Per me non esiste proprio.

Stephan che entrerà a dodici dal termine. Toccando pochi palloni, ma provando comunque, con una bella conclusione diagonale chiusa in angolo da Tzorvas, a ritagliarsi un po’ di gloria personale.

Ma la gestione di un giovane di questo tipo non può essere quella che stanno attuando a Milano.

Va fatto giocare molto di più. Ed il fatto che abbia solo 19 anni poco significa. Perché le qualità – anche caratteriali – ci sono tutte. E se pensiamo che un suo coetaneo è stato capace, lo scorso anno (quindi a 18 anni) di trascinare il Borussia Dortmund alla vittoria del campionato ecco che risulta chiaro come certi problemi si pongano solo in Italia.

Beh, questa mentalità mi ha davvero stufato. Posso capire che magari non lanci un giovane quando sei sul filo di lana con il Barcellona, dove c’è da lottare e il rischio che possa sentire troppo il match c’è.

Ma su un 3 a 0 così no. Non esiste proprio.

Ecco, l’ho detto. Sperando che le cose in Italia – perché poi questo è solo un esempio, se ne potrebbero fare mille altri – cambino presto. In meglio.

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CRONACA

Cinque minuti ed il buon Palermo messo in campo da Mangia si avvicina subito alla rete: Miccoli mette dentro da sinistra pescando Hernandez tutto solo sul primo palo. Il colpo di testa della punta uruguaiana trova però la pronta risposta di Julio Cesar, che salverà il risultato opponendosi coi pugni.
E’ un Palermo che non accenna a diminuire il forcing trovando però in opposizione ad esso la resistenza di una difesa che si dimostra solidissima.

Al quarto d’ora Miccoli decide quindi di affidarsi ad un calcio piazzato per provare a piegare Julio Cesar. La sua punizione non è però all’altezza della situazione, con la palla che arriverà comoda tra le braccia del portiere brasiliano.
Inter completamente in bambola dalla cintola in su, ma assolutamente imperforabile dietro. Al diciannovesimo una magia di Miccoli lancia nello spazio Hernandez, Zanetti però rinviene e lo blocca proprio sul tentativo di dribbling, salvando la situazione da par suo.

La prima azione ben manovrata da parte degli ospiti arriva solo al venticinquesimo quando Jonathan scende sulla destra e pesca Forlan al limite dell’area. Ricevuta la sfera l’attaccante uruguagio la imbucherà bene tra le maglie della difesa avversaria trovando l’inserimento di Cambiasso, che non riuscirà però a trovare la via della rete.
E a passare in vantaggio è proprio l’Inter: al trentatreesimo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, una deviazione fortuita di Stankovic sotto porta permette agli uomini di Gasperini di portarsi sull’1 a 0.

Subita la rete dello svantaggio la squadra di Mangia la accuserà molto a livello psicologico, andando un po’ in bambola e regalando campo agli avversari.
Gli ultimi dieci minuti della prima frazione, quindi, scorreranno con l’Inter a fare possesso ed il Palermo annichilito, alla ricerca di nuovo vigore.

In apertura di ripreso il Palermo dimostra comunque subito di aver sfruttato al meglio l’intervallo. Tre minuti e Miccoli firma il sigillo dell’1 a 1.
Nemmeno il tempo di riprendersi e l’Inter torna in vantaggio: Samuel è trattenuto in area, Milito si presenta sul dischetto e fulmina Tzorvas.

E’ comunque un inizio di ripresa folle. Altri tre minuti e il Palermo trova una nuova rete: Ilicic scambia con Hernandez per lanciare poi Miccoli che dà dentro dalla destra per la stessa punta uruguaiana, che segna facilmente il goal che vale il nuovo pareggio.
All’ora di gioco Hernandez entra in area da destra e punta Zanetti, che però lo ferma alla grandissima impedendogli di presentarsi a tu per tu con Julio Cesar.

Continui ribaltamenti di fronte per una partita molto aperta. Intorno al sessantacinquesimo è quindi il portiere brasiliano dell’Inter a dover chiudere la saracinesca in faccia agli avanti rosanero, abili a ripartire in contropiede dopo un calcio d’angolo sfruttato male dai ragazzi di Gasperini.
Partita che comunque non offre altre occasionissime. Almeno fino a cinque dal termine quando Silvestre penetra centralmente e viene steso. Sul punto di battuta del calcio di punizione si presenta quindi capitan Miccoli, che traccia una pennellata con cui batte Julio Cesar per il 3 a 2.

A partita praticamente scaduta, quindi, Pinilla firma un incredibile 4 a 2. Accentrandosi da sinistra calcerà di destro trovando uno Julio Cesar assolutamente non all’altezza che battezzerà fuori una palla che, invece, s’infilerà comodamente in rete.
In chiusura Forlan firmerà la sua prima rete italiana, sigillando il 4 a 3 finale.

COMMENTO

Inizia benissimo il Palermo, che gioca una prima mezz’ora di alto livello annichilendo una Inter assolutamente non all’altezza.

Il fortunoso goal trovato da Stankovic, però, cambia il match, con gli uomini di Mangia, all’esordio assoluto in Serie A, che prendono l’imbarcata mentale e non riescono a ritrovarsi sino all’intervallo.

In apertura di ripresa, però, il Palermo dimostra subito di esserci, e trova l’immediato pareggio. Da lì ai cinque minuti successivi arriveranno altre due reti, che terranno comunque in equilibrio il risultato di un match in cui si sono visti diversi errori difensivi quantomeno censurabili.

A cinque dal termine quindi il goal di Miccoli, che sfrutta al meglio le sue qualità balistiche su calcio piazzato. Con Pinilla che a tempo quasi scaduto metterà il sigillo su di una vittoria tutto sommato meritata.

Un goal, questo, necessario, vista la rete finale di Forlan.

Buona la prima, comunque, per Devis Mangia, che imprime da subito – e quella prima mezz’ora lo dice chiaramente – la propria impronta su di un undici che schiera con un classico 4-4-2 molto aggressivo.
Partire con una vittoria davanti al proprio nuovo pubblico, poi, non può che essere considerato il top.

Piuttosto deludente invece il più navigato Gasperini, che si continua ad ostinare nel suo 3-4-3 quando, come ampiamente detto più volte, le caratteristiche della rosa che ha a disposizione dovrebbero suggerirgli di cercare altre soluzioni tattiche.

E che dire della prima ufficiale giocata da Mauro Zarate con la nuova maglia?

Nemmeno un tempo per lui, vero e proprio ectoplasma vagante per il campo. Se il buongiorno si vede dal mattino la sua esperienza milanese sarà certamente disastrosa.

Va comunque detto, a sua parziale discolpa, che in quella prima mezz’ora riuscire a ben figurare era praticamente impossibile. Lui era sì in versione fantasma, ma l’Inter tutta non ha fatto assolutamente nulla per dimostrare di essere in campo.

Maiuscolo, invece, capitan Zanetti, che nonostante gli anni dimostra ancora una volta di più la sua grandissima duttilità. Schierato centrale di destra della difesa a tre gasperiniana disputa un match di alto livello, facendo molto bene anche in situazioni di uno contro uno da centrale navigato.

Potremmo consegnare a lui il titolo di MVP del match, perché disimpegnarsi in una situazione del genere dopo aver giocato per tutta la carriera in altre zone del campo è davvero da levarsi il cappello.

Sette goal in una partita sono comunque piuttosto inusuali per il campionato italiano.
Difese di tante squadre che, insomma, sembra un po’ siano ancora in ferie.

Nulla di tragico, non fosse che martedì inizia l’Europa vera

TABELLINO

Palermo vs. Inter 4 – 3
Marcatori: 33′ Stankovic, 48′, 85′ Miccoli, 50′ Milito, 53′ Hernandez, 88′ Pinilla, 92′ Forlan.
PALERMO (4-4-2): Tzorvas; Pisano, Silvestre, Migliaccio, Balzaretti; Alvarez, Barreto, Della Rocca (46′ Acquah), Ilicic (69′ Bertolo); Hernandez (74′ Pinilla), Miccoli. All.: Mangia.
INTER (3-4-3): Julio Cesar; Lucio, Samuel, Zanetti; Jonathan, Stankovic, Cambiasso (72′ Alvarez), Nagatomo (62′ Obi); Zarate (34′ Sneijder), Milito, Forlan. All.: Gasperini.
ARBITRO: C. Brighi di Cesena.
AMMONITI: Julio Cesar (I), Samuel (I), Acquah (P), Zanetti (I).

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CRONACA

La prima conclusione a rete la portano i padroni di casa. Al settimo, infatti, viene liberato al tiro Marc Schneider. L’esterno sinistro del Thun, però, non trova lo specchio di porta, colpendo con una bella bomba l’esterno della rete.
Al quarto d’ora Benjamin Luthi scende sulla destra e spara dalla distanza un tiro che si spegnerebbe però di molto oltre il palo alla destra di Benussi. Non fosse che Christian Schneuwly ci mette il piede, indirizzando la sfera sul primo palo. Benussi freddato, palla di poco a lato.

Intorno al ventesimo il Palermo sembra svegliarsi. Dapprima Bovo mette in difficoltà Da Costa su punizione, poi il portiere elvetico si lascia sfuggire un pallone crossato dalla bandierina alla sua sinistra e Miccoli, lesto, ne approfitta per portare in vantaggio i suoi. Il tutto, però, a fischio arbitrale già avvenuto: rete non valida.
Come se non bastasse al ventitreesimo Ilicic taglia benissimo la difesa avversaria con un filtrante che manda in porta Gonzalez che però, a tu per tu con l’estremo difensore avversario, si fa imbambolare, calciandogli contro.

Dopo un primo quarto d’ora di studio, quindi, i Rosanero sembrano uscire alla distanza. Al ventiseiesimo Miccoli pennella un bel cross in mezzo su cui non riesce però ad arrivare nessun compagno di squadra.
Al trentaduesimo Miccoli scodella un’altra bella palla in mezzo con Ilicic che è però anticipato in extremis da Demiri, abile ad impedire al trequartista sloveno di colpire a botta praticamente sicura.

Padroni di casa che tornano a farsi vedere al trentasettesimo quando Andrist riceve un cross dalla sinistra impattando però malissimo il pallone, spedendolo così alle stelle.
Al quarantaduesimo è invece Dario Lezcano, nato ventuno anni fa ad Asuncion, a rendersi pericoloso. Il suo destro potente, però, si spegne a lato, controllato da Benussi.

In apertura di ripresa il Palermo passa. Batti e ribatti in area, la sfera giunge a Gonzalez che di piatto sinistro fredda Da Costa per un 1 a 0 che, di per sè, garantirebbe il passaggio del turno ai Rosanero.

Palermo che però non regge e spreca subito il vantaggio acquisito. Al sessantaquattresimo contropiede di Lezcano che serve Andrist sulla destra il cui passaggio in mezzo finisce per mettere lo stesso Dario in condizione di battere a rete. Il suo destro, quindi, trafigge Benussi, ed è l’1 a 1 che, di per sè, condanna il Palermo all’eliminazione.

Lezcano che poco dopo il settantesimo ci riprova da fuori, ma senza inquadrare la porta.
Nella ripresa la partita, comunque, scende di tono. Nonostante le due reti segnate. E la fatica inizia a farsi sentire, soprattutto tra le fila sicule. Con i Rosanero che non riescono a impensierire la certo non irresistibile squadra avversaria.

Negli ultimi minuti Miccoli prova a bissare quanto fatto all’andata, ma questa volta la sua punizione non trova la rete. Sulla respinta è quindi Ilicic a provarci, ma anche in questo caso il tutto si risolve con un nulla di fatto.
Nulla da fare anche negli ultimi scampoli di partita. Il Palermo deve inchinarsi agli avversari. La sua avventura europea è già finita.

COMMENTO

Il calcio italiano, ormai, sta colando a picco.

Oggi leggevo un’intervista a Galliani su Tuttosport. Qui l’A.D. milanista paragonava il calcio di altri paesi ad un ristorante di lusso ed il nostro ad una pizzeria. Dicendo poi che dopo l’Europeo 2016 anche il calcio francese sopravanzerà il nostro.

Beh, se il trend sarà questo probabilmente il soprasso arriverà anche prima.

Scusanti non ne accetto, perdonatemi.

L’andata non potei guardarla, ma in questo ritorno il Thun s’è mostrato a me come una squadra assolutamente abbordabilissima.

Un buon giocatore là davanti ed altri dieci soldatini a fare il loro senza comunque poter strafare.

Dall’altra parte una squadra che ha sì perso il proprio gioiello ma che ha altresì una serie di giocatori che in partite del genere dovrebbero fare la differenza. E senza nemmeno sudare troppo.

E invece nulla. Il Palermo non ha mordente, non crea quanto dovrebbe, non mette in risalto quella superiorità tecnica quasi schiacciante, sulla carta.

E come se non bastasse riesce pure a prendere un contropiede a qualificazione praticamente in tasca, con cui rovina tutto.

Senza parole.

Il tracollo prosegue.

Ora vedremo cosa combinerà l’Udinese… e poi toccherà alle squadre già qualificate ai tabelloni finali.

MVP

Dario Lezcano dimostra di essere un giocatore davvero interessante.

Nato il 30 giugno del 1990 ad Asuncion è una punta non dotatissima fisicamente ma che sa farsi comunque valere.

Già impiegato nelle nazionali giovanili del suo paese, iniziò la carriera nello Sportivo Trinidense per poi sbarcare in Europa al Wil che dopo tre anni lo cederà, proprio quest’anno, al Thun.

Davvero buona prestazione la sua, al di là del goal. E’ apparso essere un po’ la stellina di una squadra che di per sè non ha troppe pretese.

TABELLINO

Thun vs. Palermo 1 – 1
Marcatori: 49′ Gonzalez, 64′ Lezcano
Thun (4-2-3-1): Da Costa; Luthi, Schindelholz, Matic, Schneider; Wittwer (45’st Reinmann), Batting; Schneuwly (32’st Hediger), Andrist, Demiri; Lezcano. A disposizione: Djukic, Schirinzi, Volina, Rama, Sanogo. All.: Challandes.Palermo (3-4-1-2): Benussi; Munoz, Bovo, Mantovani; Cassani, Migliaccio (33’st Bertolo), Acquah, Balzaretti (1’st Nocerino); Ilicic; Gonzalez (18’st Zahavi), Miccoli. A disposizione: Brichetto, Pisano, Di Matteo, Bacinovic. All.: Pioli.
 Arbitro: Liany (ISR)
Ammoniti: Mantovani, Acquah, Bovo, Miccoli (P)

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CRONACA

La prima conclusione a rete la porta Nappello al terzo minuto: il numero 10 Rosanero, infatti, batte una punizione da un venticinque metri cercando l’incrocio dei pali. La palla, molle, è però facilmente parata da Costantino.
Sei minuti e Cristofari ruba palla a Corticchia all’altezza della metà campo per poi puntare l’area avversaria ed esplodere un destro potente dalla trequarti, con la palla che si spegnerà però sul fondo.

All’undicesimo si fa quindi vedere la Juve: Boniperti è lanciato nello spazio e s’infila in area andando a calciare sul primo palo, trovando però la pronta respinta di Di Gregorio che chiuderà in angolo la conclusione del nipote d’arte bianconero.
Al diciottesimo bel contropiede rapidissimo dei Rosanero che ripartono in velocità intessendo una fitta trama di passaggi arrivando sino a calciare in porta, senza però riuscire a trovare lo specchio della stessa.

E’ il venticinquesimo quando il Palermo concretizza il proprio gioco: calcio d’angolo battuto da destra con Silvestri che s’infila in area e svetta più alto di tutti, freddando Costantino con un bel colpo di testa preciso.

Al ventottesimo la Juve prova a replicare: sull’angolo battuto da Boniperti è Camilleri a svettare, con Di Gregorio che riesce però ad alzare la palla in angolo in tuffo.
Un minuto e l’estremo difensore rosanero deve ripetersi estraendo dal cilindro un vero e proprio miracolo con cui impedisce a De Silvestro di trovare la rete, ancora una volta di testa. Pochi secondi ancora e Belcastro converge dalla destra per calciare di mancino, spedendo però la palla a filo del palo.

Al quarantesimo un po’ di confusione in area palermitana con Libertazzi che riceve palla ad una decina di metri dalla linea di porta, lisciando però clamorosamente una conclusione piuttosto facile.

In apertura di ripresa la Juventus trova subito il pareggio: Belcastro riceve da sinistra e gira di prima intenzione sul secondo palo, superando Di Gregorio per l’1 a 1.
E’ sempre la Juve, come nella seconda metà della prima frazione di gioco, a proporsi con più insistenza, pur senza riuscire a pungere con efficacia.

Dopo il primo quarto d’ora, quindi, le squadre si allungano molto, arrivando praticamente a spaccarsi in due tronconi. Ecco perché entrambe le compagini iniziano sempre più frequentemente ad effettuare lanci lunghi anziché tessere gioco.
Al ventisettesimo contropiede veloce, alimentato proprio da un lancio lungo, col neo entrato Spinazzola che riceve in area e prova un pallonetto di sinistro con la palla che termina però oltre la traversa.

Alla mezz’ora è invece Giannetti a provarci, staccando in area e imprimendo buona potenza al pallone, comunque ben respinto dall’estremo difensore avversario.

E al trentaduesimo la Juventus concretizza il proprio miglior stato di forma: Boniperti mette in mezzo da destra con Di Gregorio che uscirà basso sbucciando il pallone e servendo palla a De Silvestro, che chiuderà il tutto con un tap-in facile.

Non contenti, i Bianconeri arriveranno anche a colpire un palo giusto due minuti più tardi: cross proprio di De Silvestro con Spinazzola che s’inserirà sul secondo palo, colpendo la sfera di testa facendola infrangere sul palo.
In chiusura la difesa palermitana dimostra ancora una volta i propri limiti in particolar modo sui lanci lunghi altrui, con Giannetti che mette pressione e riesce a raggiungere una palla che pareva per lui impossibile, non trovando però lo specchio di porta potendosi coordinare solo in maniera piuttosto approssimativa.

 

COMMENTO

Inizialmente la partita è piuttosto equilibrata, con il Palermo che riesce comunque a tenere un tantino di più il pallino del gioco sino a concretizzare questa maggior qualità con il goal del vantaggio firmato da Silvestri.

Dopo alcuni minuti di smarrimento, quindi, gli uomini in Bianconero riusciranno a ritrovarsi e reagire con sempre maggior veemenza, sino a trovare, in apertura di ripresa, la rete di un meritato pareggio.

E proprio il secondo tempo segna in maniera definitiva la partita: i Rosanero non riescono infatti a ritrovare quella continuità di gioco della prima metà del primo tempo, lasciando il possesso e soprattutto molto campo agli avversari. Che sfrutteranno la cosa.
Oltre al già citato goal del pareggio, difatti, i giovani juventini riusciranno a trovare la rete della vittoria con De Silvestro, sfiorando poi in più di un’occasione la rete del definitivo K.O., come in occasione del palo colto da Spinazzola.

Vittoria quindi tutto sommato meritata per i ragazzi di Bucaro, che dopo essere partiti pianino prenderanno via via fiducia, sino a raggiungere l’accesso ai quarti di finale.

MVP

Non c’è stato un solo giocatore capace di dominare il match.
Il titolo di migliore in campo mi sento quindi di assegnarlo al nipote d’arte bianconero, quel Filippo Boniperti che ha messo ancora una volta in mostra grandi doti tecniche, sino all’assist – favorito dall’errore di Di Gregorio – per la rete della vittoria.

Honorable mention, quindi, per Matteo Liviero e Luca Belcastro, autori di prestazioni di livello, ed Andrea Adamo, difensore palermitano che ha garantito un’ottima solidità alla retroguardia rosanero sino a che è stato in campo.

TABELLINO

Juventus vs. Palermo 2 – 1
Marcatori: 25′ Silvestri, 48′ Belcastro, 77′ De Silvestro

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CRONACA

La partita inizia subito forte: dapprima, al primo di gioco, è Florenzi a provarci da fuori, ma il suo tiro a giro si spegne di poco a lato. Sul fronte opposto, un minuto più tardi, è Mercanti a provarci, con l’attentissimo Pigliacelli che si oppone però neutralizzando la conclusione del numero 10 rosanero.
E’ però solo un fuoco di paglia. Dopo i primi due minuti con un’occasione per parte, infatti, la partita si assesta su ritmi più normali, con le due squadre che si fronteggiano a viso aperto ma con più senno e giudizio.

Al tredicesimo doppia conclusione palermitana: dapprima è Mercanti, ancora una volta chiuso da Pigliacelli, poi è Acquah, che non trova però lo specchio di porta.
Il match stenta però a decollare, e vive di iniziative estemporanee. Perché le due squadre sono molto quadrate e si sfidano senza esclusione di colpi, non dando però modo e spazio agli attacchi avversari di pungere con continuità ed efficacia.

Al ventunesimo, quindi, passa la Roma: sugli sviluppi di un calcio piazzato nasce una sorta di batti e ribatti in area con Orchi che sfrutterà un rimpallo seguente ad una conclusione diagonale di Mladen per far suo il pallone e battere Di Gregorio freddandolo sul secondo palo e chiudendo, dopo il 2 a 0 giallorosso dell’andata, ogni discorso per il passaggio del turno.

Altri undici minuti e i giallorossi arrivano vicinissimi al raddoppio: Caprari entra in area e colpisce d’interno sinistro per beffare Di Gregorio, colpendo però il palo. Sulla respinta del legno arriva quindi Leonardi a ribadire verso la rete, colpendo a sua volta la traversa.
Sul ribaltamento di fronte spunto di Mercanti che offre in mezzo ad un compagno, che firma la rete del pareggio. Il signor Gallo, arbitro dell’incontro, annulla però per fuorigioco.

A cinque dal termine è invece Carioto a provarci. La sua conclusione di prima intenzione termina però a lato, non inquadrando lo specchio di porta e, di fatto, chiudendo la prima frazione di gioco.

La ripresa si apre con la Roma in avanti: Dieme filtra in area per Sabelli che gira di prima in mezzo, trovando la deviazione si Amedeo Silvestri che per poco non beffa il proprio portiere.
Qualche minuto più tardi è invece Acquah, dal limite, a provarci. Il destro del centrocampista ghanese portato in Italia da Antonhy Yeboah non centra però la porta, sfilando di poco a lato del palo alla sinistra di Pigliacelli.

Al quarto d’ora torna quindi a farsi vedere la Roma: Leonardi calcia da fuori e Di Gregorio respinge, non riuscendo però a parare in due tempi per via del forte vento che gli impedisce di intervenire proficuamente sul pallone.
Al ventesimo è invece il Palermo a farsi vedere: Carioto converge bene in area da sinistra lanciandosi poi a terra una volta contrato da Mladen. L’arbitro lascia correre, ma ci sarebbe forse potuta stare l’ammonizione per il giovane rosanero, reo di aver simulato cercando il rigore.

Sul ribaltamento di fronte ci prova invece Beziccheri al volo, ma il suo piatto destro si spegne sul fondo.
Al ventiseiesimo Leonardi ha sul destro la palla per chiudere il match. Dopo il buono stop in area, però, il numero 9 giallorosso liscia incredibilmente la conclusione, facendosi poi quindi chiudere da Di Gregorio.

Leonardi che si rifarà però tre minuti più tardi quando Leonardi sarà servito alle spalle dei due centrali e dopo aver saltato proprio il portiere rosanero firmerà la rete del due a zero, coronando al meglio l’ottimo assist del compagno.

Il Palermo arriva quindi vicino al goal a cinque dal termine con Mercanti che dopo essere stato servito da Acquah non riesce a superare il portiere avversario, che riesce a salvarsi anche grazie all’intervento dei suoi compagni di squadra.
Ad un solo minuto dal termine arriva il rigore per il Palermo: Mercanti è servito in area e termina a terra su contatto di Orchi. L’arbitro non ha molti dubbi e assegna un rigore in realtà piuttosto generoso. Sul punto di battuta si presenta Acqua che beffa Pigliacelli con un rigore pressoché imparabile che chiude il match.

COMMENTO

Il passaggio del turno non era discussione. E non lo è stato in nessun momento della partita.

Perché forte del 2 a 0 dell’andata la Roma aveva in mano l’approdo alle semifinali. Ed essendo pure una squadra più forte e compatta era anche scontato che difficilmente il Palermo, finalista lo scorso anno contro il Milan, potesse realmente impedire ai capitolini di accedere al penultimo turno della coppa.

E così è stato.

Roma che ha indubbiamente meritato la vittoria, per quanto di contro i padroni di casa abbiano giocato una partita sicuramente discreta e, tutto sommato, non avrebbero rubato nulla nemmeno se avessero pareggiato.

Di certo il goal di Acquah, MVP del match, era il minimo, per i ragazzi di Beruatto. Perché un’ennesima sconfitta con due goal di scarto sarebbe stata eccessiva, proprio anche in funzione di quanto visto oggi sul campo del CUS di Palermo.

TABELLINO

Palermo vs. Roma 1 – 2
Marcatori: 21′ Orchi, 74′ Leonardi, 89′ Acquah
Palermo: Di Gregorio; Fricano, A. Silvestri, Maniero, L. Silvestri (65′ Orlando), Acquah, Vassallo (45′ Viscuso), Cristofari, Piazza, Mercanti, Carioto (78′ Mineo). A disposizione: Ippolito, Contino, Sanseverino, Grippi. Allenatore: Paolo Beruatto.
Roma: Pigliacelli, Sabelli, Frascatore (78′ Piscitella), Mladen, Orchi, Viviani, Caprari, Florenzi, Leonardi, Ciciretti (51′ Bezzicheri), Dieme (78′ Falasca). A disposizione: Proietti Gaffi, Amendola, Carboni, Thiam. Allenatore: Alberto De Rossi.
Arbitro: Michele Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) Assistenti: Rizzo e Allegra
Ammoniti: L. Silvestri

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Detto ampiamente della partita andiamo subito a vedere il pagellone con i voti ad ogni protagonista del match.

Juventus

Storari: 5
Sul primo goal non può molto, sul secondo sembra indeciso e sul terzo potrebbe sicuramente fare di più. Nel complesso una prestazione non certo convincente, ma è pur vero che quando la fase difensiva non funziona il portiere è il primo a risentirne.

Motta: 5
Gravemente insufficiente, al solito, in fase difensiva, quantomeno discreto in fase offensiva, dove va anche a servire l’assist del goal della bandiera a Iaquinta. Se solo crescesse in quella che è poi la fase fondamentale per un difensore…

Bonucci: 5
Non sicuro come dovrebbe, addormentato sulla prima rete.

Chiellini: 6
In una squadra con una fase difensiva assolutamente non all’altezza salvarsi è difficile per un difensore. Lui, in qualche modo, ci riesce. Ci aspettiamo però di ritrovarlo presto sui livelli che gli competono.

Grygera: 6
Nessuna grossa sbavatura, sufficienza stiracchiata.

Krasic: 6
Parte bene, poi tende un po’ a calare. Nel complesso Balzaretti riesce comunque a limitarlo abbastanza bene.

Melo: 6
Diligente. E già questo, rispetto alla scorsa stagione, è un passo avanti.

Marchisio: 5,5
Partita sotto tono. Un peccato per un giocatore chiamato a confermarsi dopo le ultime buone prestazioni.

Pepe: 5
Un fenomeno con la palla tra i piedi non lo è mai stato. Oggi, in più, risulta anche meno dinamico del solito. Delneri se ne accorge e lo sostituisce nell’intervallo.
(Dal 45′ Iaquinta: 6,5
Si muove e lotta tantissimo trovando anche la capocciata che vale il goal della bandiera.)

Del Piero: 6
Cerca alcune giocate di qualità, come quella con cui costringe Sirigu al grande intervento in tuffo, ma nel complesso non incide come ai bei tempi. L’età si fa sentire, ma nella Juve di oggi non è certo di troppo.
(Dal 61′ Aquilani: 5
Probabilmente non si è ancora integrato in questa squadra, ma se il tabellino non riportasse il suo nome faremmo quasi fatica a ricordarci di lui.)

Quagliarella: 5
Dopo il gran goal di tacco il nulla.
(Dal 45′ Amauri: 6
Lotta tanto e va più volte a colpire il pallone di testa in area, mettendo anche in crisi Sirigu in un’occasione almeno. E questo è già un passo avanti rispetto all’anno passato.)

Palermo

Sirigu: 7
Tutti gli italiani attendono da anni il nuovo Buffon. Potrebbero averlo trovato: per quanto a livello assoluto il paragone non regga, probabilmente, Sirigu resta uno dei giovani portieri più interessanti d’Italia. E non solo.

Cassani: 6,5
Copre bene, ma dovendosela vedere con uno spento Pepe non era nemmeno impresa titanica, e spinge con discreta continuità.

Munoz: 6
Partita senza picchi o sussulti, nel bene e nel male.

Bovo: 6,5
Non sembra ancora il difensore affidabile che abbiamo conosciuto in passato ma sta progredendo. Bello, poi, il goal, al di là della complicità di uno Storari non certo impeccabile.

Balzaretti: 7
Ad inizio match subisce un po’ il confronto con Krasic, più veloce di lui. Ma alla lunga esce bene, dimostrando anche di sapersi spingere in attacco anche dovendo coprire su di un avversario così insidioso.

Migliaccio: 6,5
Fa filtro a centrocampo correndo a perdifiato.

Bacinovic: 6
Liverani è altra merce, ma la stoffa c’è e va aspettato.
(Dal 78′ Rigoni: s.v.)

Nocerino: 6,5
Vedasi quanto detto per Migliaccio. In più, in qualche circostanza, prova anche a colmare le falle di Bacinovic in fase di impostazione.

Ilicic: 7
Grande uno-due con Pinilla in occasione della prima rete e bravo, nonostante colpisca sporco, a siglare il due a zero. Già solo questo dovrebbe bastare. Nel complesso, comunque, disputa una partita molto solida, dimostrando di essere già assolutamente all’altezza del nostro campionato.

Pastore: 8
E’ l’uomo in più del Palermo, il trascinatore della squadra. Potenziale Campione Pastore segna la prima rete e propizia la seconda, mettendo poi in mostra lungo tutto il corso del match la sua classe cristallina.
(Dal 94′ Darmian: s.v.)

Pinilla: 6,5
Corre molto, sacrificandosi davvero tanto per gli equilibri della squadra. E propizia la rete dell’1 a 0, andando poi a sfiorare il raddoppio poco oltre la mezz’ora del primo tempo. Prestazione assolutamente positiva.
(Dal 67′ Hernandez: s.v.)

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CRONACA

Due minuti di gioco ed il Palermo passa: Pinilla riceve palla al limite, scambia con un compagno e scarica verso la porta avversaria, trovando però la pronta respinta di Storari. Sul pallone si fionda quindi Pastore, che colpisce d’interno destro siglando subito la rete che vale l’1 a 0 per i Rosanero.

Nonostante il goal flash è comunque una partita che non viaggia su ritmi frenetici e che non è dominata dal Palermo, pur da subito in vantaggio.

Dopo lo svantaggio la Juventus non reagisce in maniera veemente, ma non resta comunque nemmeno a guardare. Così poco prima del quarto d’ora Motta effettua un cross al bacio sul secondo palo dove s’inserisce l’instancabile Pepe, la cui conclusione al volo da posizione pur non comodissima risulta essere fiacca e sballata, con il pallone che si spegne quindi sul fondo.

Dieci minuti più tardi è Krasic, tra i più positivi come al solito, a prendere palla sulla destra e partire con un contropiede velocissimo. Una volta seminato Balzaretti, quindi, l’ingresso in area dove, chiuso da un paio di giocatori, andrà a tirare in porta senza colpire però il pallone con la giusta potenza e finendo col consegnare il pallone alle mani di Sirigu.

Il Palermo torna a farsi vedere poco oltre la mezz’ora: il solito Pastore riceve palla tra le linee, si gira e calcia subito in porta, trovando però la deviazione di Chiellini che smorza il pallone tra le braccia di Storari.
L’occasione buona per raddoppiare arriva però un paio di minuti dopo: il Palermo, tutto chiuso nella propria trequarti, riesce a recuperare palla al limite dell’area innescando il proprio contropiede veloce con Pinilla che si stacca quindi sulla destra e riceve, spingendosi sino al limite dell’area opposta per scaricare poi un diagonale destro che riesce però solo a lambire il secondo palo.

Sul fronte opposto la Juventus guadagna un calcio di punizione sull’out mancino del proprio attacco: Del Piero batte direttamente in porta e crea qualche apprensione a Sirigu, che si vede quindi costretto ad alzare il pallone oltre la traversa per non correre rischi eccessivi.

A cinque dal termine il solito Pastore ha sul destro il match point: Pinilla riceve in area e gli ritorna palla di tacco, Motta nel mentre scivola e spiana la strada verso la porta al trequartista argentino il cui diagonale d’interno destro batterà Storari infrangendosi però contro il secondo palo. Goal assolutamente mangiato per l’autore del vantaggio.

La risposta Bianconera, stavolta, non si fa attendere: Del Piero riceve sulla trequarti, scambia con Quagliarella e libera un destro insidiosissimo su cui Sirigu dimostra tutta la sua qualità andando a distendersi per toccare quel tanto che basta a deviare la sfera sulla traversa, negando la gioia del goal al capitano juventino.
In chiusura di tempo Del Piero scodella in area dove c’è il ponte aereo di Melo che gira la sfera in mezzo all’area, con Quagliarella che si fa però anticipare da Bovo e finisce col caricare il difensore Rosanero. Giusto il tempo di battere la punizione e l’arbitro pone fine ad un primo tempo non emozionantissimo, rettosi giusto su sporadiche fiammate dell’una e dell’altra squadra.

La Juventus, per provare a recuperare il risultato, inizia quindi la ripresa con una doppia novità: la coppia Amauri-Iaquinta viene infatti mandata in campo da Delneri per Pepe e Quagliarella, con il chiaro tentativo di spingere quanto più possibile alla ricerca, quantomeno, del pari.

La prima occasione davvero interessante della seconda frazione di gioco è però Rosanero: Balzaretti prende palla sulla sinistra, converge saltando un paio d’avversari e scarica in porta di destro, trovando però la pronta risposta di un attento Storari, bravo a chiudere in corner la conclusione dell’avversario.
Il goal è comunque nell’aria ed arriva all’ora di gioco: Pastore ha palla sulla sinistra e dopo essersi creato lo spazio per calciare con un movimento rapido spedisce la palla nello specchio di porta, dove Storari si fa però trovare pronto a respingere. Esattamente come in occasione del goal del vantaggio, quindi, la difesa Bianconera non riesce a liberare l’area ed Ilicic può avventarsi sul pallone, colpendo il pallone in maniera sporca e timbrando la rete del 2 a 0.

Quattro soli minuti più tardi la Juventus troverà il goal della speranza, ma l’arbitro annullerà per fuorigioco.

Al settantunesimo Pastore commetterà uno dei pochi errori della sua partita fallendo una ripartenza con Melo che dopo essersi impossessato del pallone verticalizzerà per il Krasic il cui tiro, scoccato poco entro il vertice destro dell’area palermitana, lambirà il palo opposto.
Due minuti e sarà Amauri, di testa, a sfiorare la rete, con poca fortuna.

A dieci dalla fine sarà ancora il puntero brasiliano naturalizzato Azzurro a provarci, sempre di testa, sugli sviluppi di un angolo: la sua bella incornata sarà però respinta da un’ottima parata di un sempre attento Sirigu. Sulla respinta, quindi, arriverà il tiro di Felipe Melo, incapace però di trovare la porta.

Cinque minuti più tardi arriverà però il pesantissimo 3 a 0: Bovo batterà una punizione che infrangerà ancora una volta lo specchio di porta, chiudendo la partita.

A quel punto l’orgoglio Bianconero porterà al goal della bandiera: Motta effettuerà un ottimo cross per Iaquinta che svetterà tutto solo al limite dell’area piccola riuscendo, finalmente, a bucare Sirigu.

Nel recupero, infine, la Juve andrà per un paio di volte ancora vicino al goal, senza però riuscire a bucare per la seconda volta nel match l’estremo difensore avversario.

COMMENTO

Fossimo ancora nel pre-calciopoli non potremmo che parlare di disfatta.

Dal 2006 ad oggi, però, le cose sono cambiate notevolmente ed oggi come oggi, è inutile negarlo, i tifosi Bianconeri non possono che mettersi il cuore in pace e capire come debbono ridimensionare le proprie aspettative rispetto a questa squadra.
Perché da una corazzata schiacciasassi zeppa di campioni com’era la compagine allenata allora da Fabio Capello si è passati ad una sorta di provinciale di lusso, per come è stata da alcuni definita in questi giorni questa squadra.

Ed ecco che allora una sconfitta casalinga contro un Palermo in crescita non può essere presa come un dramma. Certo, il fatto che sia arrivata così stretto giro di posta dal 4 a 0 sull’Udinese spiega come quel risultato non segnasse tanto una rinascita quanto più fosse frutto di un match giocato contro ad una squadra assolutamente inadatta, oggi, a battersi ad un certo livello. Però resta anche il fatto che perdere oggi contro il Palermo ci sta.

Per altro, azioni alla mano, non si può nemmeno dire che i siculi abbiano ucciso la partita e, tutto sommato, il risultato è ben più pesante di quanto i Bianconeri non meritassero di subire.
Intendiamoci, la sconfitta ci sta, a maggior ragione quando si ha una fase difensiva di una fragilità imbarazzante. Per perdere 3 a 1 fa sembrare le cose più grigie di quanto non siano.

Complimentissimi, per altro, a Javier Pastore: giocatore vero, potenziale campione.

Già oggi è uno dei centrocampisti più determinanti del nostro campionato. In futuro, posto che ha tutto per poter crescere ulteriormente, vedrà accrescere le proprie capacità e potenzialità. E maturando finirà col risultare ancora più determinante.

Davvero un gran bel giocatore.

MVP

Javier Pastore: cuce gioco, segna, coglie un palo, propizia la seconda rete, dà ampia dimostrazione della sua classe. Giocatore d’oro, vero e proprio capitale da difendere con ogni mezzo per la società sicula.

TABELLINO

Juventus vs. Palermo 1 – 3
Marcatori: 2′ Pastore, 61′ Ilicic, 85′ Bovo, 87′ Iaquinta
Juventus (4-4-2): Storari, Motta, Chiellini, Bonucci, Grygera; Krasic, Melo, Marchisio, Pepe (45′ Iaquinta), Quagliarella (45′ Amauri), Del Piero (61′ Aquilani)
Palermo (4-3-2-1): Sirigu; Cassani, Munoz, Bovo, Balzaretti; Migliaccio, Bacinovic (78′ Rigoni), Nocerino; Pastore (94′ Darmian), Ilicic;  Pinilla (67′ A.Hernandez)
Arbitro: Ghiandai
Ammoniti: Bovo (Pa), Marchisio (Ju), Bacinovic (Pa), Ilicic (Pa)

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Edinson Cavani

Edinson Roberto Gómez Cavani, punta uruguaiana di proprietà del Palermo, sta per diventare un giocatore del Napoli. Di questo sono sicuri, infatti, moltissimi esperti di mercato dello Stivale, certi che il ragazzo nato a Salto il 14 febbraio di 23 anni fa diventerà a breve un giocatore Partenopeo.

Dopo 117 partite ufficiali giocate in maglia Rosanero, insomma, Cavani sta per lasciare la Sicilia. Niente di scandaloso in sè, la sua partenza era nell’aria già da prima che terminasse il campionato e molti, tra cui il sottoscritto, pensavano che il Palermo avrebbe monetizzato cedendo il ragazzo per una ventina di milioni da reinvestire poi su altri obiettivi di mercato, magari andando a pescare giocatori più prolifici del Matador.

Lasciano perplesse, però, le voci che danno il ragazzo vicino al Napoli. E per più motivi.

Innanzitutto la destinazione: qualche mese fa si parlava di estero, in particolar modo di un possibile futuro in Premier League. Poi uscirono voci di un interessamento del Wolfsburg. In entrambi i casi, comunque, si sarebbe trattato di una cessione economicamente importante e che non sarebbe andata a rinforzare una concorrente diretta dei Rosanero.
Spedire il giocatore in quel di Napoli, invece, vorrebbe dire proprio fare questo: i Partenopei sono una squadra dal potenziale simile, se non superiore, a quello dei palermitani. Piazza, capacità di investimento, appeal… tutte cose che rendono i due club sicuramente paragonabili. Non per nulla entrambi, ogni anno, partono per guadagnarsi un posto al sole d’Europa. Cedere Cavani alla società di De Laurentiis, quindi, vorrebbe proprio dire ritrovarsi Cavani a lottare per gli stessi obiettivi, ma nelle fila di un’altra squadra.

Non solo: a destare ancora più perplessità è il fatto che, a quanto si dice, il giocatore arriverebbe in prestito con diritto di riscatto. Questa stagione, quindi, il Palermo incamererebbe soli 2 milioni di euro, davvero un’inezia se si pensa al fatto che la valutazione del giocatore si aggira intorno ai 20 milioni. I restanti soldi, e si parla di 16 milioni (per un totale di 18, due milioni meno rispetto a quanto si dice che il Wolfsburg pagherebbe per lui), verrebbero pagati a partire da giugno 2011 in quattro rate annuali da 4 milioni di euro.
Una soluzione comodissima per il Napoli, indubbiamente meno vantaggiosa per il Palermo.

Maurizio Zamparini

Ma cosa potrebbe spingere Zamparini ad accettare questa soluzione? Due cose, principalmente: da una parte il fatto che Cavani vorrebbe restare in Italia, dall’altra il fatto che i suoi rapporti con De Laurentiis sono molto buoni tanto che il patron palermitano sarebbe pronto a fare questo favore al collega partenopeo. Che, dal canto suo, a quel punto avrebbe un debito di riconoscenza nei confronti del Presidente palermitano. Ma vale la pena chiudere un’operazione del genere solo per poter poi, un giorno, chiedere un favore “di ritorno” al produttore cinematografico attuale Presidente del Napoli?

Le perplessità, ripeto, restano.

Ad uscire vincitore da questa situazione, comunque, ci sarà sicuramente Cavani: il giovane attaccante uruguaiano resterebbe così in Italia, rispettando quindi le proprie volontà, e passerebbe ad una società che, secondo quanto dice radiomercato, sarebbe pronta a portare da 1,2 a 1,8 milioni di euro annui il suo stipendio netto.

Zamparini e Sabatini, intanto, hanno subito smentito la possibilità che venga chiuso questo trasferimento, soprattutto a queste condizioni. Le dichiarazioni dei due, però, non so perché sembrano suonare più come smentite di rito che risposte piccate.

“Tutti sono cedibili, dipende dal prezzo. se il Napoli li vuole tutti i miei giocatori, allora mi dia un paio di miliardi di euro! Sto scherzando… Tutti sanno che Cavani è sul mercato per cui se l’offerta sarà buona l’operazione si potrà concludere, ma non solo con il Napoli, anche con il Milan o l’Inter. Il Napoli, comunque,  è una società molto seria. Ma di Cavani con De Laurentiis io non ho parlato” ha detto il Patron Rosanero, che ha poi aggiunto: “Io non sono a conoscenza di nessuna offerta c’è Sabatini a Milano che sta trattando. Domani, a Milano, incontrerò sia il mio direttore sportivo che il presidente De Laurentiis, con quest’ultimo in assemblea di Lega. Con De Laurentiis non ho mai parlato di Cavani, ma solo di questioni inerenti alla lega”.
Direttore Sportivo palermitano che intanto ha così commentato la notizia: “Se Cavani non lo vende il presidente e non lo vendo io, chi può cederlo? Il presidente Zamparini è in ritiro con la squadra, io in un bar di Milano a bere una birra. Quindi oggi non potevamo chiaramente occuparci della vicenda. Ovviamente si parla di oggi. Poi c’è stanotte e c’è domani…”.

Edinson Cavani potrebbe presto cambiare maglia

Insomma, personalmente mi sembra tutto tranne che una smentita secca rispetto al fatto che Cavani potrà davvero finire al Napoli. Ora resta solo da capire con quale formula. Perché sia che ci andasse in prestito sia che fosse pagato 20 milioni cash il fattore “rinforzo di un diretto avversario” resterebbe, ma quantomeno nel secondo caso si incamererebbero soldoni freschi e sonanti reinvestibili sul mercato.
Non ci resta che aspettare qualche giorno, quindi, e vedere come si concluderanno le cose.

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