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Il Livorno arriva a Verona per tenere accese le residue speranze di rimanere in Serie A.

Il caldo pubblico clivense non manca di far sentire il proprio sostegno alla squadra

CRONACA
Dopo tre minuti di gioco è Luciano a cercare la porta: il tiro da fuori dell’ei fu Eriberto, però, termina sul fondo, ben lontano dalla porta. Un paio di minuti ed è Rigoni ad avere sulla testa una palla interessante, il centrocampista clivense non riesce però ad impattare a dovere il pallone, che sfila sul fondo.

All’undicesimo, quindi, sono gli ospiti a farsi vedere: Bergvold riceve palla al limite e dopo aver tentennato un po’ cerca un tiro a giro sul secondo palo. Il pallone, però, termina a lato, con Sorrentino che sembrava comunque essere in traiettoria.

Dieci minuti più tardi è ancora il Chievo a rendersi pericolso: Mandelli svetta infatti nell’area avversaria sugli sviluppi di un angolo e incorna di testa trovando però la grande risposta di De Lucia, bravo a respingere il pallone di puro istinto.
Chievo che ci prova ancora di lì a poco con De Paula e Rigoni: il primo tenta una girata al volo in area, il secondo prova invece lo sfondamento centrale. In entrambi i casi, comunque, si risolve tutto con un nulla di fatto.

Al ventiseiesimo l’occasione più interessante dall’inizio del match: Pellissier è pescato alle spalle del proprio marcatore e dopo aver stoppato il pallone va a calciare, disturbato, verso la porta di De Lucia. Il portiere livornese, però, para senza grandi problemi, col capitano clivense che lamenta invece di essere stato spinto proprio al momento del tiro, cosa questa che gli impedisce di calciare a dovere.
Il goal, comunque, è nell’aria: al ventottesimo minuto Luciano trova Pellissier assolutamente libero in area. L’ex Varese, stavolta, può calciare libero da ogni pressione e buca il portiere avversario con un destro al fulmicotone.

Di lì in poi, sino al termine del tempo, saranno quindi i padroni di casa a fare la gara: un Livorno più che remissivo, infatti, non avrà reazioni d’orgoglio al goal subito e lascerà il pallino del gioco ad un Chievo che si limiterà comunque ad amministrare il pallone, senza strafare per provare a chiudere la partita.

Nel secondo tempo, quindi, Ruotolo prova a scuotere la sua squadra: ad inizio della ripresa, quindi, inserisce Danilevicius per provare a dare peso al suo attacco mentre dopo una decina di minuti inserisce anche Di Gennaro per provare a dare qualità alla sua manovra. Il tutto, però, abbastanza inutilmente: il Livorno non tira infatti fuori quell’orgoglio che dovrebbe portare una squadra che sta per retrocedere a dare il 200% in campo ed il Chievo ne approfitta per provare ad addormentare il gioco.

Pellissier sommerso dagli abbracci dei compagni dopo il goal dell'1 a 0

Il tutto fino al sessantesimo, quando De Paula ha una palla clamorosa per chiudere il match: Marcolini batte una punizione dalla trequarti e scodella la palla sul secondo palo, giusto sulla testa di Pellissier. Il capitano dei padroni di casa, quindi, vede come in mezzo ci sia un solissimo De Paula e decide di servirlo con una buona torre di testa. La punta carioca, però, manca clamorosamente il più facile dei tap-in: con un De Lucia già praticamente battuto, infatti, l’attaccante clivense non riesce a spizzicare il pallone quel tanto che basta per fargli varcare la linea.

Undici minuti più tardi è invece Abbruscato ad avere sul piede un pallone interessante: anche questa volta il tutto nasce sugli sviluppi di una punizione battuta da Marcolini che questa volta cerca proprio l’ex punta del Torino in mezzo all’area. Elvis giunge quindi sul pallone con il giusto tempo per colpire a rete, non foss’altro che scivoli proprio nel momento di calciare, vanificando il tutto.

Al settantacinquesimo, quindi, arrivano un paio di fiammate degli ospiti: prima è Tavano su punizione a rendersi pericoloso, poi Danilevicius con un imperioso stacco in mezzo all’area. In entrambe le occasioni, però, Sorrentino si tuffa alla sua sinistra vedendo il pallone spegnersi a lato del palo.
All’ottantesimo, invece, Sorrentino deve intervenire con decisione per deviare in angolo il tiro di Raimondi, col pallone che si sarebbe infilato giusto a filo del palo.

A quattro dalla fine torna invece a farsi vedere il Chievo: Pellissier scatta sul filo del fuorigioco ma per poi allargarsi troppo ed essere costretto ad appoggiare indietro al neoentrato Jokic, che calcia però alto.
Il goal è comunque ancora una volta nell’aria tanto che all’ottantattesimo arriva il tap-in vincente di Abbruscato, che sotto misura non lascia scampo a De Lucia.

COMMENTO
Il Chievo ha la meglio nel match salvezza col Livorno centrando il bottino pieno con il minimo sforzo.

Pur senza strafare, infatti, i padroni di casa conducono in porto un match giocato su ritmi non certo elevatissimi e che vede proprio i Mussi Volanti tenere il controllo del campo per buona parte dell’incontro.

Mandelli controlla la palla nella propria area

I ritmi del calcio italiano, comunque, non aiutano certo lo spettacolo, che risulta non essere esattamente di primissimo livello.

TABELLINO
Chievo vs. Livorno 2 – 0
Marcatori: 28′ Pellissier, 88′ Abbruscato

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Zaccheroni cambia modulo alla Juventus: dal 4-3-1-2 al 3-4-1-2

Partita importantissima quella che va in scena all’Armando Picchi. Per la prima volta in stagione, infatti, i Bianconeri, forti delle idee del nuovo allentore, scendono in campo con una inedita difesa a tre composta da Chiellini, Legrottaglie e Cannavaro con Caceres e Grosso ad agire sugli esterni da fluidificanti e Melo-Candreva in mediana a supporto di Diego trequartista. In attacco confermatissima, più per necessità che per meriti, la coppia Amauri-Del Piero.

Grandissima curiosità quindi per vedere la prima partita di questa nuova Juve, opposta ad un Livorno che si presenta con un modulo quasi speculare con  Rubinho in porta difeso da uno schermo composto da Perticone, l’ex Knezevic e Diniz. I fluidificanti labronici sono invece Raimondi e Vitale, schierati al fianco del trio Pulzetti, Mozart e Filippini. Lucarelli e Bellucci, infine, le punte.

CRONACA
Dopo due soli minuti di gioco Vitale sfrutta un errore di Caceres e si infila sulla destra della difesa juventina volando palla al piede fino ad entrare in area per centrare basso un pallone su cui piomba Chiellini in chiusura: palla spazzata in angolo. E’ comunque il Livorno, nei primissimi minuti, a provarci di più: sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto sull’out sinistro i labronici recapitano la palla a Filippini che, dalla trequarti, prova a sparare direttamente in porta, non trovando però lo specchio della stessa. Giusto un paio di minuti scarsi ed è Pulzetti a provarci con un tiro dal limite che si spegne però poco a lato del palo della porta difesa dal portiere Azzurro.

Sul ribaltamento di fronte Candreva effettua un break centrale che lo porta a saltare ben quattro avversari per scaricare poi all’accorrente Caceres che spreca però la grande azione del compagno con un brutto cross che termina giusto tra le braccia di Rubinho.

Dopo i primissimi minuti giocati a spron battuto il ritmo di gioco cala in maniera fisiologica già poco dopo il decimo. Nonostante questo la partita resta molto maschia con Melo e Candreva su tutti protagonisti di diversi interventi ben oltre i limiti regolamentari.

Al venticinquesimo arriva il goal dei padroni di casa: Vitale, tutto solo, effettua un traversone da sinistra pescando un Filippini in versione Bierhoff. Il piccolo centrocampista Amaranto, infatti, viene perso dai difensori Bianconeri e svetta al limite dell’area piccola incornando con vigore il pallone dell’1 a 0.

Alla mezz’ora gli ospiti guadagnano una punizione sui venti metri, posizione centralissima. E’ capitan Del Piero ad incaricarsi della battuta: calcio piazzato battuto discretamente bene ma palla troppo lenta che è facile preda

Pochi minuti e il Livorno torna a farsi pericoloso con Bellucci che dopo aver ricevuto palla in area si coordina bene e calcia, non trovando però lo specchio di porta.

Poco prima del quarantesimo la Juventus creerà una situazione di pericolo per via di un’uscita maldestra dell’estremo difensore Amaranto, che uscirà bucando un corner battuto dalla sua destra. Nessuno dei giocatori Bianconeri portatisi in area, però, riuscirà ad intervenire in maniera efficace sul pallone, sprecando quella che è una delle migliori occasioni del primo tempo juventino.
La migliore in assoluto arriverà poco più di due minuti più tardi, su di una punizione battuta dalla trequarti da Diego che pennellerà un cross per Legrottaglie che svettando più alto di tutti andrà ad incornare il pallone bucando l’estremo difensore brasiliano.

In apertura di ripresa la Juventus effettua il primo tiro su azione: Diego è lanciato nello spazio e dopo essere entrato in area scarica il pallone indietro in direzione dell’accorrente Candreva, il cui tiro è però facilmente parato da Rubinho.

Sembra il preambolo di un secondo tempo totalmente diverso dal primo, ma è solo un fuoco di paglia: la partita tornerà infatti a scorrere su ritmi piuttosto lenti, senza grande intensità. A risentirne sarà, ovviamente, il gioco e lo spettacolo.

La contestazione dei tifosi juventini nei confronti dei propri beniami

Poco prima del sessantesimo Caceres stopperà a centrocampo una ripartenza portata da Filippini e ribalterà velocemente il fronte d’attacco con Grosso che dopo aver ricevuto palla oltre la trequarti campo pennellerà un lancio in area per Amauri che dopo aver stoppato aiutandosi con un braccio concluderà a lato con l’arbitro che, comunque, annulla la conclusione della punta verdeoro ravvisando il netto fallo della stessa.

Una decina di minuti più tardi, a conferma dei ritmi non certo frenetici e della noiosità del match, è Mozart, guarda caso sugli sviluppi di un calcio piazzato, a provarci da fuori, trovando però la deviazione di Amauri in angolo. Dal corner Pulzetti si metterà in movimento palla al piede saltando Caceres e convergendo in area per scaricare poi all’accorrente Filippini che questa volta, al contrario di quanto successo nel primo tempo, non troverà la porta.

A recupero inoltrato Lucarelli veste i panni di Maradona in versione mano de Dios e sugli sviluppi di un calcio piazzato prova a trovare la rete con una deviazione di braccio, non riuscendo nemmeno a trovare lo specchio di porta e venendo poi giustamente ammonito dall’arbitro.
Poco più tardi Marchini si scatena e dopo aver saltato secco Chiellini va a concludere di mezza punta esterna, non riuscendo però a superare un sempre attentissimo Buffon.

COMMENTO
Il cambio di modulo non giova al club di Corso Galileo Ferraris: la fase difensiva, nonostante i tre centrali ed i due fluidificanti con spiccate doti difensive, entra spesso in affanno contro i non irresistibili avanti Amaranto. Quella offensiva non dimostrerà di sentire i benefici del nuovo approccio tattico con i soliti problemi di Amauri e Del Piero di finalizzazione ed un Diego che, come quasi sempre in questa stagione, fatica ad incidere.

Proprio per questo, e non poteva essere differente vista la qualità di gioco espressa nel primo tempo, il goal del pareggio juventino viene firmato da un difensore su calcio da fermo. Davvero non poteva essere diversamente.

Se da una parte bisogna giustamente condannare quanto messo in mostra dalla Juventus nei primi quarantacinque minuti dall’altra non si può non fare i complimenti alla squadra di casa, brava a sfruttare i passaggi a vuoto degli ospiti mettendo in campo molta grinta ed ancora più voglia di vincere, fattori questi che li portano a trovare il vantaggio ed a giocare in maniera molto più convincente rispetto agli avversari la quasi totalità della prima frazione di gioco.

Nella ripresa le cose cambiano, ma in peggio. Il Livorno, in qualche modo, si adegua al gioco messo in mostra dagli avversari, ciò qualcosa di tendente al nulla cosmico. Così nel secondo tempo le emozioni calano ulteriormente e va in scena una partita piuttosto monotona, bruttina e con la noia a farla da padrone.

Zaccheroni che è quindi in serie positiva da quando è a Torino.
Sì, è palesemente una battuta: pareggiare contro Lazio e Livorno è qualcosa di assolutamente negativo e la prospettiva di tornare in Champions si allontana sempre di più.

Legrottaglie, MVP del match, festeggia il goal dell'1 a 1

MVP
Migliore in campo è Nicola Legrottaglie, unico vero beneficiario, fino ad ora, del cambio di modulo: Nicola da Gioia del Colle mette infatti in mostra uno stato di forma che era tempo che non gli era proprio, disputando una partita di alto livello e con le sbavature ridotte al minimo. Centrale della classifica difesa a tre zaccheroniana controlla bene la situazione e quando si trova a dover marcare il capitano Amaranto lo fa nel migliore dei modi, riducendogli al massimo lo spazio e mostrando grande efficacia, anche in virtù di una maggiore velocità di base rispetto all’avversario.

TABELLINO
Livorno vs. Juventus 1 – 1
Marcatori: 26′ Filippini42′ Legrottaglie
Livorno: Rubinho; Perticone, Knezevic, Diniz; Raimondi (15’st Marchini), Filippini, Pulzetti (36′ Moro), Mozart, Vitale; Lucarelli, Bellucci. A disposizione: De Lucia, Esposito, Marchini, Pieri, Bergvold, Moro, Danilevicius, Tavano. All.: Cosmi
Juventus: Buffon; Legrottaglie, Cannavaro (6’st Zebina), Chiellini; Caceres, Felipe Melo, Candreva, Grosso (34′ Grosso), Diego; Del Piero (38’st Giandonato), Amauri.  A disposizione: Manninger, Zebina, De Ceglie, Marrone, Yago, Giovinco, Paolucci. All.: Zaccheroni
Ammoniti: Mozart, Perticone, Cannavaro, Lucarelli
Espulsi: Melo (doppia ammonizione)

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La Juventus scende in campo alla caccia della centesima vittoria al Viareggio, vittoria che garantirebbe il passaggio del turno – in realtà già al sicuro visto il risultato tra Legia e Vicenza – con girone chiuso a punteggio pieno. Per raggiungerla Bruni schiera una formazione molto rimaneggiata con Kirev in porta, Giovinco e Boniperti ali e la coppia Fischnaller-Libertazzi in attacco. L’unico superstite dei due match precedente è Alcibiade, schierato stavolta a centrocampo anziché in difesa. Allo spregiudicatissimo modulo Bianconero il Livorno risponde con un 4-4-1-1.

CRONACA
Dopo cinque soli minuti di gioco il Livorno ha un’occasione d’oro per passare in vantaggio: un cross basso innocuo vede Kirev uscire in maniera eufemisticamente non ottimale. Per quanto il pallone sarebbe facile preda del portiere bulgaro, infatti, finisce per scappargli clamorosamente di mano, terminando giusto tra i piedi di Simeoni che, a quel punto, dovrebbe solo calciare in porta. Il controllo dell’avanti livornese non è però dei migliori e dopo aver vinto un rimpallo con un difensore calcia a porta vuota, mettendo però clamorosamente a lato.

Esattamente come successo nel match giocato tra Inter ed A.P.I.A., comunque, è il maltempo a farla da padrone: freddo e pioggia battente sferzano i giocatori, che quindi ne risentono molto a livello fisico. A risentirne più di tutti, comunque, è il campo, pesante come mai prima d’ora in questa edizione del Torneo. Ed un terreno del genere, si sa, sminuisce notevolmente i valori tecnici in campo, cosa che rovina non poco lo spettacolo in campo.

Poco dopo il quarto d’ora Romano lancia in fascia Boniperti che dopo aver stoppato con eleganza si libera del diretto marcatore e dell’uomo che stava arrivando in raddoppio con una bella doppia finta, per andare quindi a centrare il pallone. Sullo stesso arriva di gran carriera Libertazzi che però, forse ingannato dal rimbalzo, liscia il pallone.
Un paio di minuti ed è l’altro attaccante Bianconero, Fischnaller, a provarci: liberato sui venti metri da una percussione centrale di Giuseppe Giovinco, fratello minore di Sebastian, l’ex punta dell’Alto Adige ci prova da fuori, non trovando lo specchio della porta.

Poco prima della mezz’ora torna a farsi vedere il Livorno: Simeoni dà la palla dentro a Randi che infilatosi bene tra i due centrali conclude con poca forza e convinzione. La terna arbitrale annulla comunque tutto, nonostante la parata di Kirev: Randi sarebbe stato in fuorigioco. Sul ribaltamento di fronte è invece Giovinco a rendersi pericoloso: il fantasista Bianconero è infatti lanciato in area da Boniperti e cerca di superare l’estremo difensore amaranto con un pallonetto che viene però smanacciato in angolo.

Discreta prova per Giuseppe Giovinco, fratello minore di Sebastian

A cinque minuti dal termine del primo tempo la Juve passa: Kirev fa un rinvio lunghissimo che viene spizzato di testa da Giovinco. Il pallone, prolungato, termina in area dove sarebbe facile preda di Conti, che però pasticcia e finisce con l’agevolare l’intervento di Fischnaller, che segna l’1 a 0 facendogli passare la palla sotto le gambe.

Allo scadere il Livorno pareggia, ma l’arbitro annulla per fuorigioco: sul tiro di Randi Remedi devia in maniera decisiva il pallone alle spalle di Kirev, tramutando una conclusione destinata sul fondo in goal. La posizione di partenza del numero 3 livornese era però al di là dell’ultimo uomo della retroguardia Bianconera.

In apertura di ripresa Fischnaller riceve al limite e dopo aver stoppato scarica immediatamente in direzione di Pirrotta che calcia di prima intenzione sfiorando il palo alla sinistra di Conti che difficilmente avrebbe raggiunto il pallone fosse stato nello specchio di porta. Intorno al quarto d’ora è invece Giovinco a provarci, ma in questo caso la sua conclusione dalla distanza è messa in angolo dalla deviazione di un giocatore Amaranto.
Un battito di ciglia e Fischnaller ha l’occasionissima di raddoppiare: Boniperti, sempre largo sulla destra, salta due uomini e trova il fondo, crossando in mezzo. La punta altoatesina, autrice della prima rete del match, si avventa sul pallone ma, disturbato, colpisce malamente al fondo, mettendo sul fondo.

Al diciottesimo Boniperti ci prova cercando la conclusione personale: una volta ricevuto palla sulla destra, infatti, il nipote del grande Giampiero si sposta la palla sul sinistro ed accentratosi di un paio di passi calcia, non trovando però il giro giusto. Subito dopo è ancora Fischnaller a provarci, ma il tiro dalla distanza dell’ex Alto Adige termina ancora una volta a lato. Al ventesimo Alcibiade serve in profondità Giovinco che scatta sul fuori gioco per calciare verso la porta livornese, trovando però la pronta risposta di Conti.

Poco prima della mezz’ora Pirrotta scende centralmente e trova un ampio varco tra i due centrali livornesi, avendo quindi, arrivato giusto al limite, tutto lo spazio per concludere a rete. Il centrocampista Bianconero, però, tentenna, continuando a portare palla sin dentro l’area e facendosi quindi chiudere da un difensore. Quando arriva la conclusione, quindi, lo specchio di porta è ormai ridotto, tanto che il giovane Bianconero finisce col calciare a lato.

Il goal è comunque nell’aria e la Juventus concretizza la propria netta superiorità poco oltre la mezz’ora quando capitan Alcibiade scende in percussione sulla destra e dopo aver saltato un paio di uomini serve una palla in mezzo a Libertazzi che deve solo spingere il pallone in porta, rendendo vano il tentativo di intervento in extremis di un difensore e lasciando di sasso il malcapitato Conti.

Poco dopo la rete del 2 a 0 si fa vedere, finalmente, il Livorno: Moscati riceve al limite e riesce a liberarsi al tiro, trovando però la pronta risposta di Kirev, che pur poco impegnato dimostra, dopo l’erroraccio d’inizio match, una discreta capacità di concentrazione.

Partita quasi inoperosa per Mario Kirev, portiere dell'under 21 bulgara

La Juve non accenna comunque a tirare i remi in barca. Così, al trentacinquesimo, triplica: lancio profondo su cui scatta un velocissimo Fischnaller che dopo essersi ben infilato nelle maglie della retroguardia amaranto mette in mostra un passo notevole, con cui brucia tutti gli avversari. Una volta entrato in area, quindi, calcia di prima intenzione, bucando il portiere.
Ma non è ancora finita: altri due minuti e la Juventus segna la quarta rete con il nuovo entrato Belcastro, puntuale all’appuntamento con il cross basso di Libertazzi, prontamente girato in rete dal centrocampista Bianconero.

Giusto in chiusura potrebbe arrivare la quinta rete: Fischnaller crossa da destra, Belcastro svetta più alto di tutti ed incorna spedendo il pallone, poi preda di Conti, sulla traversa.

COMMENTO
La partita risente, come detto in sede di cronaca, delle condizioni meterologiche poco favorevoli oltre che della pesantezza del campo. A questo devono anche aggiungersi però altri due fattori che nulla centrano con la situazione contingente dovuta alla pioggia: il primo è il fatto che la partita perde di significato per via della vittoria del Legia sul Vicenza (non certo il massimo, da parte degli organizzatori, non far giocare le due partite in contemporanea), il secondo riguarda invece il fatto che con la qualificazione già assicurata mister Bruni effettui un ampissimo turnover, lasciando quindi a riposo i giocatori più interessanti della Primavera Bianconera.

Una cosa sicuramente corretta per far sentire tutti i giocatori della rosa coinvolti, ma è indubbio che con i vari Immobile, Iago, Esposito e Marrone il livello di gioco sarebbe potuto essere notevolmente più alto.

Nella ripresa il forcing juventino comunque aumenta, rendendo più piacevole un match che fino al termine della prima frazione di gioco era stato piuttosto noioso. Secondo tempo che viene dominato dai Bianconeri, schiaccianti vincitori – con merito – tanto dell’incontro di oggi quanto del proprio girone.

MVP
Migliore in campo quel Manuel Fischnaller capace di mettere a segno due reti (cosa che lo porta a salire a quota tre, dove raggiunge il compagno Immobile) con cui affondare il modesto Livorno di Ruotolo.

Doppietta e tanta corsa per Manuel Fischnaller

Partita molto concreta e generosa da parte della punta bolzanina che si dimostra sì implacabile sotto porta ma che, soprattutto, mette in mostra una grandissima facilità di corsa ed un’ottima resistenza: passa infatti tutti e novanta i minuti del match a correre come un matto lungo tutto il fronte di attacco mettendo in difficoltà la retroguardia amaranto ed aprendo spazi per sè ed i compagni.

Honorable mention per Filippo Boniperti che disputa una partita molto solida nella quale si propone più volte sulla fascia di sua competenza risultando una vera e propria spina nel fianco della compagine livornese e mettendo in mostra una notevole facilità di dribbling e cross, tutte cose che mancano molto all’attuale prima squadra Bianconera…

TABELLINO
Juventus – Livorno 4-0 
RETI: 41’ pt. Fischnaller; 31’ st. Libertazzi (J), 34′ Fischnaller (J), 35’ Belcastro (J) 
Juventus: Kirev, Romano, Crivello (29′ st. Serino), Alcibiade, Ferrero, Silvestri, Fischnaller, Pirrotta, Libertazzi, Giovinco (26’ st. Belcastro), Boniperti. (A disposizione: Piccolo, De Paola, Bamba, Yago, Immobile, Terrazino, Esposito). All. Bruni.
Livorno: Conti, Modica, Oussou, Ceccherini (11’ st. Moscati F.), Romeo, Prutsch, Remedi, Monti, Lignani (31’ pt. Gorelli, 25’ st. Nuzzi), Simeoni, Randi. (A disposizione: Barbetta, Manzella, Moscati M., Nuzzi, Dal Poggetto, Nencini, Malasoma). All. Ruotolo. 
Arbitro: Lo Sito di Pesaro. 
Note: espulsi 23′ st. Pirrotta (J) e il tecnico del Ruotolo (L).
[Credits tabellino: www.viareggiocup.it]

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Il Milan scende in campo per provare a rialzare la testa dopo la sconfitta nel derby. Per farlo Leonardo fa tornare Abbiati tra i pali e schiera Flamini in mediana al fianco di Ambrosini, con Beckham, Seedorf e Ronaldinho in appoggio all’unica punta Borriello.

Partita maschia quella giocata da Milan e Livorno allo stadio Meazza

Dall’altra parte, invece, Cosmi torna sulla panchina livornese dopo la maretta vissuta nell’ultima settimana e decide di schierare Bellucci, arrivato in quest’ultima sessione di mercato dalla Sampdoria, al fianco di Lucarelli.

CRONACA
Il primo tiro in porta arriva dopo sei minuti di gioco: Filippini pesca Lucarelli poco oltre il limite dell’area, l’ex parmense stoppa e calcia prontamente. Il tutto, però, viene fatto in posizione di fuorigioco, cosa questa che rende vana la conclusione del capitano labronico.

Poco più tardi Bellucci ha una grande intuizione e vedendo con la coda dell’occhio Pieri scattare sull’out opposto lo lancia nello spazio, fendendo la difesa avversa con un gran passaggio a tagliare il campo per vie orizzontali. Il fluidificante ex Perugia si porta quindi in area ma viene chiuso proprio al momento del tiro dal grande ritorno di David Beckham.

Sul fronto opposto è proprio l’ala inglese a farsi notare con un gran cross in mezzo su cui Borriello, disturbato, non riesce ad arrivare. Per Trefoloni, comunque, non ci sono gli estremi del rigore richiesto dalla punta napoletana.

Al quarto d’ora Benussi rischia di combinarla grossa: Ronaldinho va a battere una punizione non irresistibile da un venticinque metri circa, il portiere Amaranto si muove bene entrando in traiettoria ma lasciandosi scappare il pallone dalle proprie braccia, rischiando di fare una sorta di autogoal facendosi passare il pallone sotto alle proprie gambe.

Una decina di minuti più tardi Flamini guadagna una punizione poco oltre il limite dell’area. La posizione sarebbe più indicata per un mancino, ma è Beckham che si incarica di andare a battere il calcio piazzato. Il suo tiro, però, si spegne poco oltre il palo alla destra di Benussi. Alla mezz’ora è ancora l’asso inglese a farsi vedere, ma la sua conclusione da fuori è tanto debole quanto velleitaria ed è intercettata da Benussi senza alcun problema.

Al trentaseiesimo, poi, la prima vera grande occasione della partita: Ronaldinho prende palla al limite e converge verso il centro, scagliando un missile verso la porta di Benussi, che si lancia ma è battuto. Il pallone, però, si spegne contro il palo, rimpallato ben lontano dalla porta labronica. Sugli sviluppi dell’azione, poi, ci proverà anche Thiago Silva, cui si opporrà prontamente il portiere amaranto.

Ambrosini festeggia coi compagni la rete dell'1 a 0

In chiusura il Milan passa: Ronaldinho imbecca Beckham largo a destra, che provvede subito a crossare in mezzo. Benussi, disturbato da un avversario, esce in maniera molto approssimativa smanacciando davvero male. Il pallone termina quindi dritto sui piedi di Ambrosini, che lo gira prontamente nella porta sguarnita portando in vantaggio i suoi in un match in cui era la noia a farla da padrona.

In apertura Ronaldinho porta palla sulla fascia sinistra e lo centra in direzione di Beckham, autore di un pronto taglio sul primo palo. In questo frangente, però, l’ala ex United chiede troppo anche ai suoi notevoli mezzi tecnici e spreca tutto nel tentativo di effettuare un improbabile colpo di tacco. Poco più tardi Huntelaar ci prova due volte nel giro di una manciata di secondi, prima con un tiro dal limite, poi andando a deviare un cross di Antonini. In entrambi i casi, però, non trova la via della rete.

Al cinquantesimo torna quindi a farsi vedere il Livorno: Raimondi crossa in mezzo e trova Bellucci, che dopo aver staccato bene incorna in avvitamento cercando la porta ma trovando la pronta risposta di un sicuro Abbiati.

Di lì ad un minuto è ancora la punta olandese in forza al Milan a farsi vedere: lanciato in area da un’imbeccata di Seedorf si muove bene andando a concludere a rete. Il suo tiro è però contrato da un’intervento in scivolata di Perticone, che ne smorza l’impeto e lo rende una docile preda per Benussi.

Al cinquantaduesimo, quindi, il Livorno pareggia: il cross di Filippini è messo fuori dalla difesa milanista, sul pallone si avventa quindi Bellucci che calcia senza pensarci due volte. Il pallone terminerebbe ben oltre il palo alla destra di Abbiati non arrivasse la pronta deviazione di Lucarelli, lesto a mettere alle spalle del portiere avversario.
Milan che reclama con l’arbitro per un presunto fuorigioco del capitano labronico che però, come dimostreranno le immagini, non c’è assolutamente stato.

Otto minuti più tardi è invece il Livorno ad avere da ridire: un cross portato ancora una volta da Filippini è intercettato in area da Beckham. Intercettato, sembrerebbe, con una mano. Almeno secondo i giocatori Amaranto. Trefoloni però decide di lasciar correre.

Lucarelli festeggia la rete del pareggio

Al sessantaquattresimo Huntelaar ha un’altra buona occasione: Abate centra basso un pallone su cui si avventa la punta Orange, lesta a tagliare l’area con un grande movimento. Il pallone è però toccato prima da Benussi e solo successivamente da The Hunter, che lo colpisce malissimo mandandolo alle stelle. Il goal è comunque nell’aria. A sventarlo, però, ci pensa Benussi: sugli sviluppi di un calcio d’angolo è proprio il portiere labronico a compiere una grande parata su di un colpo di testa ben portato da Ambrosini.

Tre minuti e il Milan si fa ancora vedere: Ronaldinho lancia Ambrosini con un numero di tacco d’alta scuola, il capitano Rossonero sgroppa sulla fascia e centra per Klaas Jan Huntelaar che, però, devia il pallone oltre la traversa avversaria, venendo comunque, tra l’altro, pescato dall’arbitro in posizione di fuorigioco. Allora è Beckham a provarci, trovando però, con una conclusione da dentro l’area, l’opposizione di Knezevic, che s’immola in scivolata per impedire al pallone di bucare il proprio specchio di porta.

Al settantatreesimo torna quindi a farsi vedere il Livorno: Rivas si libera bene in fascia e crossa in mezzo dove trova Raimondi puntuale all’appuntamento col pallone. La girata mancina del fluidificante destro livornese, però, non ha la forza sufficiente a poter bucare Abbiati. Rivas che subito dopo rischia di raccogliere il secondo cartellino giallo con un’entrata piuttosto ardita a poco più di venti metri dalla propria porta. Trefoloni, però, fischia solo il fallo, senza punire oltremodo il difensore arrivato in prestito dall’Inter. Sul punto di battuta si presenta quindi Ronaldinho, il cui tiro è però deviato in angolo proprio dallo stesso Rivas.

Nell’ultimo quarto d’ora poi il Milan continua la sua pressione insistita, che diventa però ancor più sterile di quanto non fosse stata fino a quel momento.

COMMENTO
Dire che il primo tempo sia stato soporifero significa essere generosi: il Livorno non fa nulla per mettere davvero in difficoltà il Milan che, dal canto suo, non brilla certo.

Cioè che ne esce, quindi, è noia pressoché totale. Movimentata giusto da qualche giocata di Ronaldinho e Beckham (guarda caso giusto i due che confezionano l’azione che porta al goal di Ambrosini).

Il secondo tempo è invece un poco più vivo, questo anche grazie al quasi immediato pareggio labronico. Da lì in poi, infatti, i Rossoneri sono costretti ad un forcing più spinto per cercare di tornare in vantaggio. Il che rende la partita indubbiamente meno noiosa e molto più godibile.

Milan che comunque continua a dimostrare tutti i propri limiti e che, vista la contemporanea vittoria romanista, non è più solo al secondo posto.

David Beckham nel corso del riscaldamento pre-partita: sarà lui l'MVP del match

MVP
Il man of the match è, a mio avviso, David Beckham. L’asso inglese, infatti, gioca una partita di buona sostanza abbinando qualità e quantità.
Da una parte, infatti, dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, la qualità del suo piede, ed è proprio da un suo cross che nasce l’occasione che porta Ambrosini a segnare la rete del vantaggio.
Dall’altra, invece, dimostra anche di essere quel professionista esemplare di cui tutti parlano, cosa che gli ha fatto mantenere una buona condizione atletica nonostante l’età. Beckham si spende infatti in un lavoro che lo porta spesso a giocare lungo tutto la fascia, prediligendo sì il lavoro in fase offensiva ma non disdegnando nemmeno i ripiegamenti, come nell’occasione della grande chiusura su Pieri nel primo tempo ed in quella che porta gli avversari a reclamare un rigore per un suo presunto fallo di mano nel tentativo di controllare un pallone calciato in mezzo da Filippini.

TABELLINO
Milan vs. Livorno 1-1
Marcatori: 44′ Ambrosini (M), 8′ st Lucarelli (L)
Milan: Abbiati; Abate, Thiago Silva, Favalli, Antonini; Flamini (32′ st Inzaghi), Ambrosini; Beckham, Seedorf, Ronaldinho; Borriello (1′ st Huntelaar). A disp.: Roma, Zambrotta, Bonera, Kaladze, Gattuso. All.: Leonardo
Livorno: Benussi; Perticone, Rivas, Knezevic; Raimondi, Bergvold (15′ st Moro), Pulzetti (23′ st Marchini), Filippini, Pieri; Lucarelli, Bellucci (28′ st Tavano). A disp.: Bardi, Esposito, Bernardini, Danilevicius. All.: Cosmi
Arbitro: Trefoloni
Ammoniti: Rivas, Bellucci, Filippini, Lucarelli, Marchini (L), Huntelaar, Beckham (M)

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