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Nel Lille dei miracoli che sta per ottenere la vittoria della Ligue 1 ci sono diversi giocatori interessanti, che stanno compiendo un campionato di altissimo livello.

Qualche nome?
Moussa Sow, prima punta nonché attuale capocannoniere a quota 21 realizzazioni.
Gervinho, esterno offensivo vice-cannoniere della squadra con 14 reti all’attivo nonché miglior assistman – assieme a Yohan Cabaye – della squadra con 9 passaggi decisivi.
Ma anche i punti forti della difesa, la seconda meno battuta – dopo quella del Rennes – dell’intero campionato: Mickael Landreau, portiere giudicato fenomenale ad inizio carriera senza che però riuscisse mai ad imporsi a livello internazionale, ed Aurélien Chedjou, Adil Rami e Mathieu Debuchy, colonne del reparto arretrato.
O Rio Mavuba, perno del centrocampo Dogues assieme col già citato Cabaye.
Ma sopra a tutti, in particolar modo per una questione di potenziale, c’è Eden Hazard, ventenne fenomeno belga di cui vi parlai un paio d’anni fa.

Hazard che per una combinazione di talento, resa in campo (7 goal e 7 assist in 35 partite stagionali), età e potenziale è il pezzo più pregiato della gioielleria del LOSC.

Il talentino belga è infatti seguitissimo da molti grandi club del Vecchio Continente, che pare vogliano puntare su di lui per assicurarsi un futuro ad alto livello.
Ma vediamo più nello specifico chi pare intenzionato a trattare l’acquisto di Eden, e quanto dovrebbe volerci per poterne acquistare il cartellino.

Partiamo dalle squadre che lo seguono: sulle sue tracce ci sarebbe l’Inter, con Moratti che si è sbilanciato in tal senso, il Real Madrid, con Zidane che rivede in lui un po’ un suo erede tanto da volerlo portare alle Merengue, la Juventus, consigliata in questo senso proprio dallo stesso Zizou, le inglesi Manchester United ed Arsenal, l’Atletico Madrid ed il Lione, che potrebbe quindi decidere di trattenere Hazard in Francia.

Una lista impressionante di squadre di alto livello, in cui Eden potrebbe effettuare il definitivo salto di qualità.

Per quanto riguarda il prezzo una sua valutazione realistica pare si possa aggirare oggi attorno ai 20 milioni di euro.
Cifra sicuramente importante, ma non proibitiva.

A questo punto resta una sola vera incognita: il fisico, come detto nella scheda di presentazione piuttosto minuto.

La cosa fa piuttosto specie soprattutto in relazione alla Juventus: dopo aver bocciato Giovinco per lo stesso motivo Marotta & Co. come potrebbero puntare su di un giocatore dal fisico speculare?

Ad ora, comunque, non resta che aspettare qualche settimana ancora: in questo momento infatti Hazard deve pensare solo a vincere la Ligue 1 col Lille. Subito dopo potrà pensare al futuro. La sensazione è che proprio la prossima potrebbe essere l’estate decisiva in merito ad un suo possibile addio ai Dogues.

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Domenica 6 marzo 2011, ore 21, stadio Velodrome di Marsiglia: Olympique e Lille si scontrano per definire chi tra le due dovrà guidare la classifica della massima serie francese, se quel Lille ormai da tempo al vertice o quell’OM campione in carica che cerca di ritrovarsi.

Dieci soli minuti di gioco e il belga Eden Hazard dimostra subito a tutti perché ormai quasi due anni fa scrissi di lui come del Vallone d’Oro del calcio belga.

Ricevuta palla sulla trequarti, difatti, il talentino di La Louvière si accentra rapidamente per scaricare poi un mancino al fulmicotone con cui va a fulminare letteralmente il malcapitato Steve Mandanda, che si distenderà alla sua sinistra senza però riuscire ad impedire al pallone di infilarsi praticamente sotto il sette.

Conclusione eccezionale, quella del ventenne trequartista che sta contribuendo all’eccezionale stagione lillois.
Da vedere e rivedere in continuazione…

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CRONACA

E’ il Lille a concludere per primo: dopo nemmeno un minuto di gioco Mavuba va infatti al tiro, andando però a spedire il pallone ben lontano dai pali difesi da un tranquillissimo Lloris.
La conclusione di Mavuba è però solo un fuoco di paglia: Bastos spunta in velocità per servire poi Lisandro Lopez che dopo aver battagliato con il diretto marcatore per il possesso del pallone punta la porta avversaria per scagliare un bolide dritto per dritto verso la porta difesa da Landreau, andando subito a bucare l’ex portiere del Nantes per l’immediato 1 a 0 a favore dei padroni di casa.

Il Lille però non ci sta ed al quarto minuto Emerson, terzino sinistro del LOSC, va a calciare a rete dalla distanza. Il suo tiro risulta però centrale ed è facile preda del portiere ex Nizza.
Ed è un Lille che nei minuti successivi spinge con più convinzione di quanto non faccia il Lione, sino ad arrivare vicino all'(auto)goal quando al dodicesimo minuto viene battuto un angolo dalla sinistra del fronte offensivo lillois con Lloris e Cissokho che non si capiscono e causano un mezzo pasticcio: palla che rimbalza sulla schiena del terzino lionese ed impatta poi sull’esterno della traversa.

Un minuto più tardi altra fiammata della squadra di casa: Toulalan riceve poco oltre il limite, stop e sinistro immediato. Landreau battezza il pallone fuori ma è salvato solo dal palo, colpito in pieno dalla conclusione del centrocampista Bleus.
Al quarto d’ora torna quindi a fare capolino nell’area lionese l’attacco del Lille: Sow se ne va velocissimo sulla sinistra e dopo aver seminato Reveillere crossa in mezzo, là dove Frau riesce ad arrivare sul pallone colpendo, però, quasi con la nuca, spedendolo quindi a lato.

E dopo il primo quarto d’ora di gioco il dato sul possesso palla è chiaro: Lille padrone del campo, con il 55% del possesso di palla contro il 45% della squadra di casa, subito un po’ sedutasi dopo l’immediato pareggio firmato da Lisandro Lopez.

Lione che continua quindi il suo match a colpi di fiammate: al diciassettesimo è Kallstrom ad impegnare Landreau con una conclusione da almeno venticinque metri che trova la pronta respinta dell’ex titolare dell’under 21 francese.
Sul fronte opposto, un minuto dopo, arriva invece un’occasionissima per il Lille: Frau parte in contropiede dalla propria trequarti e dopo aver saltato tre uomini ed essersi portato nella mezzaluna sita nella metà campo lionese del cerchio di centrocampo verticalizza il gioco per Gervinho il quale si porta il pallone in avanti per qualche metro per andare poi a saltare Diakhatè calciando quindi in diagonale sul secondo palo. Ottima, in questo caso, la risposta di Lloris, che uscito di qualche passo onde restringere lo specchio di porta all’esterno offensivo lillois si tufferà alla sua destra riuscendo a smanacciare il pallone, poi spazzato lontano da Cris.

A quel punto i ritmi si abbassano un pochino. E’ il Lille a continuare a fare il match, girando palla, ma a ritmi più bassi.
Al ventiseiesimo, però, gli ospiti hanno di che recriminare: Frau scocca un tiro da fuori che viene smorzato con il braccio da Diakhatè. Nell’occasione Fredy Frautel, arbitro dell’incontro, decide di lasciar correre; posto che il braccio del difensore lionese era particolarmente largo, però, una punizione dal limite ci sarebbe potuta stare.

Dieci minuti più tardi arriva il primo cambio: Maxime Gonalons rileva Toulalan, che uscendo quasi zoppicante chiarisce il motivo della sostituzione.

Al trentanovesimo, quindi, il Lille colpisce la seconda traversa della sua partita. Sempre in seguito ad un calcio d’angolo, anche se questa volta è direttamente un giocatore ospite a colpirla: Rami, infatti, svetta bene al centro dell’area andando ad anticipare Cris, facendo però schiantare il pallone giusto contro l’incrocio dei pali, a Lloris praticamente immobile ed ormai battuto.
Proprio quando sembrerebbe che il Lille riesca a scrollarsi di dosso un po’ di torpore arriva il raddoppio del Lione: cross da sinistra di Cissokho, controcross di Pied, esitazione di Landreau, pasticcio di Rami e stilettata di Gourcuff. 2 a 0.

In chiusura il Lione si porta quindi vicinissimo alla terza segnatura: cross da destra di Reveillere, colpo di testa in tuffo da parte di Lisandro Lopez e grande risposta di Landreau, bravissimo a distendersi sulla sua destra per salvare in corner la propria porta.
Nel primo minuto di recupero scaturisce l’ultima occasione della prima frazione di gioco, creata proprio sugli sviluppi di un corner: Gonalons si coordina per una sforbiciata con cui finisce però per colpire male il pallone, Pied ribadisce a rete trovando però, ancora, la pronta risposta dell’estremo difensore avversario.

La ripresa si apre con Hazard in campo ed è proprio il Vallone d’Oro a creare subito la prima occasione del secondo tempo: scatto sul filo del fuorigioco, entrata in area ed appoggio centrale per Sow che calcia una sorta di rigore in movimento che esalta i riflessi e le qualità tecniche di Lloris, maiuscolo nel tuffarsi alla sua sinistra per respingere la conclusione a mano aperta, dimostrando poi grande agilità nel rialzarsi prontamente per inseguire la sfera stessa andando poi ad acciuffarla proprio poco prima che questa esca dall’area di rigore.
Sul fronte opposto è invece Gourcuff a provarci, direttamente da una punizione di seconda. La conclusione dell’ex trequartista milanista buca la barriera ma trova la parata di Landreau.

Il goal lillois è però nell’aria ed arriva al cinquantaduesimo: cross di Debuchy che causa un po’ di problemi alla difesa lionese, intervento maldestro di Pied che, di testa, serve Sow. Bellissima, quindi, la rovesciata della punta in maglia rossa, che bucherà Lloris con un numero davvero apprezzabile!

La gioia ospite dura però solamente quattro minuti: al cinquantaseiesimo Kallstrom entra in area da sinistra e viene steso da Debuchy. Fautrel non ha dubbi e fischia un rigore che viene prontamente trasformato in rete da Lisandro Lopez.

Lille che non si farà comunque abbattere dall’immediata reazione lionese e continuerà a tenere il pallino di gioco nelle proprie mani, con i padroni di casa che, allo stesso modo, continueranno a giocare a sprazzi, a fiammate. Un po’ come quella che porta Cissokho a sfondare la destra della difesa avversaria dopo sessantatre minuti di gioco, trovando però, sul tiro, la pronta opposizione di Landreau.
Sul fronte opposto è invece Balmont, un paio di minuti dopo, a provarci. La sua conclusione da fuori esalta però, ancora una volta, la reattività dell’ottimo Lloris, che dopo essersi disteso sulla propria sinistra bloccherà palla a terra.

Al sessantanovesimo il Lione resta in dieci: Hazard parte sulla sinistra per poi saltare Pied con una bella sterzata secca di tacco. Il laterale lionese cerca però di impedirgli di andarsene, e allungando la gamba lo stende. Seconda ammonizione, doccia anticipata.
Hazard che guadagna una punizione, stavolta da posizione molto più interessante, anche tre minuti più tardi. La battuta del calcio piazzato crea un po’ di scompiglio in area e subito dopo è Obraniak, appena entrato, ad avere sul sinistro un pallone interessante, ma il suo colpo d’interno è parato, ancora una volta, da un sempre attentissimo Lloris.

Lilla che non riesce comunque ad approfittare della situazione di vantaggio numerico, riuscendo a portarsi al tiro solo saltuariamente. Un po’ come al settantottesimo, quando Obraniak scende centralmente e scarica un mancino da fuori che viene però prontamente neutralizzato in due tempi dal solito Lloris.
A portarsi vicino al goal è però il Lione: all’ottantesimo Gomis guadagna un angolo sugli sviluppi del quale arriva il cross di Pjanic, appena subentrato a Gourcuff, che viene girato verso la porta proprio dall’ex punta del St. Etienne. La conclusione del colored Bleus termina comunque sopra la traversa, evitando al Lille un passivo la cui pesantezza sarebbe stata indubbiamente eccessiva.

Bellissima l’azione di contropiede imbastita dal Lille a sei dal termine: Hazard e Sow manovrano benissimo, andando poi a liberare Gervinho in area di rigore. Saltando Lloris, però, l’esterno ivoriano si allungherà troppo il pallone, risultando poi quindi incapace di calciare a rete. Fermatosi giusto ad un passo dalla linea di fondo, quindi, sarà poi chiuso dal ritorno di Cris, che gli impedirà di nuocere ulteriormente.

Dopo alcuni minuti fatti di ribaltamenti di fronte non certo vertiginosi arriverà il triplice fischio di Fautrel, che chiuderà il match.

COMMENTO

Inizio choc e primi venti minuti a ritmo incalzante. Poi il nulla, o quasi, per tutto il resto della prima frazione di gioco.

Inizio a ritmo elevato e due goal in dieci minuti. Poi poco altro, per tutto il resto della ripresa.

Ecco, in sintesi, come potremmo raccontare il match che vede un Lione bisognoso di punti sopraffarre il Lille per 3 a 1. Lillois che, indirettamente, aiutano Claud Puel a risiedersi sulla sua nuova panchina: l’ex allenatore della squadra ospite, infatti, era stato messo ampiamente in discussione dal Presidente della sua nuova società, Aulas, che lo aveva avvertito di come, in sostanza, avesse tempo sino a fine mese per convincere di meritare quella panchina.

Certo è che giocare venti minuti in superiorità numerica senza riuscire minimamente a pungere più di quanto fatto in tutto il resto dell’ora e più di gioco precedente è davvero oltremodo penalizzante.
Nemmeno l’ingresso in campo di un Hazard piuttosto frizzante, per altro, è riuscito a rianimare il gioco di un Lille troppo macchinoso per poter realmente impensierire il Lione.

Che poi, a dire il vero, nonostante la macchinosità qualche buona occasione è arrivata, nel corso del match. Ma un po’ la sfortuna, come in occasione delle due traverse (entrambe arrivate da corner, non a caso), un po’ la bravura di Lloris hanno impedito agli ospiti di strappare anche solo un pareggio al Gerland.

Vittoria vitale, quindi, per il Lione, che grazie a questi tre punti sale in quattordicesima posizione, abbandonando la zona retrocessione e, nel contempo, portandosi a quattro soli punti dalla zona Champions.
Il Lille, di contro, perde l’occasione di restare in piena corsa per il primo posto: i suoi punti di stacco dal vertice sono cinque, ora.

MVP

Hugo Lloris disputa una partita davvero eccezionale. Grandissima reattività, riflessi felini, bagaglio tecnico importante.
Portiere davvero di livello, questo francesino di chiare, quanto lontane, origini catalane. Davvero un peccato, tutto sommato, che il Milan, a suo tempo, non ne acquistò il cartellino dal Nizza.

Honorable mention, invece, per Moussa Sow. Partita molto solida la sua, in cui va indubbiamente meglio da punta centrale – ruolo in cui viene spostato dopo l’ingresso di Hazard per Frau – piuttosto che da ala sinistra.
Il suo goal in rovesciata, poi, vale da solo il prezzo del biglietto.

TABELLINO

Lione vs. Lille 3 – 1
Marcatori: 2′, 56′ Lopez, 41′ Gourcuff, 52′ Sow
Lione (4-2-3-1): Lloris; Reveillere, Cris, Diakhatè, Cissokho; Kallstrom, Toulalan (38′ Gonalons); Pied, Gourcuff (79′ Pjanic), Bastos; Lopez (64′ Gomis). A disposizione: Gorgelin, Lovren, Makoun, Lacazette. Allenatore: Puel
Lille (4-3-3): Landreau; Debuchy, Rami, Rozenhal (45′ Balmont), Emerson; Mavuba (73′ Obraniak), Chedjou, Cabaye; Gervinho, Frau (45′ Hazard), Sow. A disposizione: Dumont, Mouko, Beria, Vandam. Allenatore: Garcia
Ammoniti: 5′ Rami, 58′ Chedjou, 62′ e 69′ Pied
Espulsi: 69′ Pied

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La Louvière è un posto speciale per il calcio belga.
E’ proprio in questa cittadina vallone della provincia di Hainaut, infatti, che è nato il più grande giocatore della storia del calcio belga: Vincenzo Scifo.

Eden Hazard è il futuro del calcio belga (footballingworld.com)

Eden Hazard è il futuro del calcio belga (footballingworld.com)

Venticinque anni dopo è sempre La Louvière a vedere la nascita di quello che potrebbe soppiantare l’ex Inter e Torino in quella speciale graduatoria: è qui, infatti, che il 7 gennaio 1991 ha visto la luce Eden Hazard, giovane crack belga formatosi tra AFC Turbize e Lille, squadra nella quale milita tutt’ora; ritenuto uno dei maggiori talenti al mondo nati in quell’anno, Eden è considerato un giocatore dal potenziale enorme, tanto da venire accostato a talenti come Krkic e Kroos: futuri campioni secondo gli addetti ai lavori, ragazzi molto più sponsorizzati del belga, che oggi è già però sicuramente – almeno – al loro livello.

La precocità del suo talento è confermata dal fatto che esordisce in prima squadra a soli 16 anni: era il 24 novembre del 2007 ed il suo Lille giocava un match valevole per la Ligue 1, il massimo campionato francese, contro il Nancy; 12 soli minuti di gioco, tanto per assaporare l’emozione di poter giocare “tra i grandi”, prima di dividersi tra la prima squadra e la formazione riserve.
il 20 settembre 2008, poi, la prima rete ufficiale contro l’Auxerre ed il suo definitivo incoramento: se in Italia non è conosciuto quanto Bojan e Toni, infatti, in Francia e nel suo nativo Belgio Eden è già considerato una star, un giocatore su cui puntare ad occhi chiusi. Tanto che il 19 novembre scorso è arrivato anche l’esordio in nazionale maggiore contro il Lussemburgo (quando subentrò al 67′ minuto a Wesley Sonck), il tutto dopo essere stato la stella indiscussa della formazione under 17, formazione che trascinò alle semifinali dell’Europeo di categoria (dove il Belgio, padrone di casa, venne battuto solo ai rigori dalla Spagna) ed al successivo mondiale, guadagnato proprio grazie alle splendide perfomance nella rassegna continentale.

Il riconoscimento come miglior giovane del campionato, quindi, è la semplice conseguenza del suo talento. E se si pensa che questo trofeo è stato vinto nel passato da giocatori come Zidane, Pires, Henry (il suo idolo calcistico), Trezeguet, Evra, Ribery, Nasri e Ben Arfa ecco che l’interesse e l’hype mediatico attorno al suo nome non possono che aumentare.

I paragoni si sprecano e tanto il Lille quanto la Federazione Belga si sfregano le mani: i primi sanno di avere in lui una miniera d’oro, i secondi sperano di aver trovato un giocatore che, unito ad altri buoni elementi (come Kompany e Vanden Borre, per citarne due), possa riportare il Belgio ai mondiali, competizione cui manca dal 1998, magari andando ad eguagliare, se non migliorare, il miglior risultato della loro storia: un quarto posto ottenuto ai mondiali del 1986, quando a guidare i Diavoli Rossi era proprio un giovanissimo Vincenzo Scifo (per la serie corsi e ricorsi storici), che tra l’altro segnò due reti in quella competizione, mettendosi in mostra agli occhi del mondo pallonaro (una contro l’Iraq ed una agli ottavi contro l’URSS in un memorabile 4 a 3).

Ma in tutto questo, che tipo di giocatore è Eden Hazard?

Fisico minuto (170 centimetri per 66 chili, cosa che gli è valsa il paragone con un altro peso mosca del calcio d’oggi, Sebastian Giovinco), tecnica sopraffina, scatto bruciante, velocità d’esecuzione, tiro forte e preciso, ambidestrismo pressoché totale, dribbling secco: qualità che, unite alla capacità di dettare il gioco con passaggi precisi dovuti alla naturalezza con cui sa giocare a testa alta, ne fanno un peperino quasi inarrestabile.
Trequartista centrale, può disimpegnarsi con la stessa nonchalance anche da esterno offensivo oltre che da seconda punta.

Il suo contratto scade nel 2012: il prolungamento, infatti, è arrivato qualche mese fa, tempestivo, dopo che sulle sue tracce erano stati avvistati svariati club Europei, che hanno spinto il Lille a doverlo blindare per evitare di perderlo per due spicci.
Inter, Arsenal, Barcellona, Real Madrid, Manchester United, Chelsea: queste sono le squadre (e che squadre…) che si stanno muovendo per acquistare il piccolo funambolo vallone.

Perché sì, Eden ha anche i suoi difetti. Al potenziale stratosferico, infatti, Hazard unisce una sinistra tendenza alla spettacolarizzazione dei suoi gesti, cosa questa che lo porta spesso a provare colpi ad effetto poco utili ma, di contro, molto rischiosi. A 18 anni, però, questa può essere considerata una pecca di gioventù. Di certo c’è che il ragazzo va disciplinato tatticamente molto più che allenato sotto l’aspetto tecnico: da quel punto di vista, infatti, Dio ha fatto molto più di quanto potrebbe fare un qualsiasi allenatore.

Difficile, oggi, dargli una valutazione realistica.
A 18 anni, infatti, molti sono stati i giocatori promettenti, tanti quelli, tra questi, che si sono bruciati senza mantenere le promesse fatte in gioventù.
La stessa cosa, ovviamente, potrebbe capitare a lui.
Attualmente, però, il suo valore di mercato non potrebbe essere inferiore ai 15 milioni di euro, a stare bassi.
Lui, comunque, sembra essersi deciso. Dopo che nei primi mesi dell’anno sembrava tentennare, ora pare più sicuro che mai: il suo futuro è al Lille. Queste, infatti, le sue parole riguardo l’eventualità di una sua possibile partenza: <<E’ stata la mia prima stagione da professionista e ho anche debuttato in nazionale: è molto più di quanto mi sarei aspettato, spero che possa continuare così. La prossima stagione resto al Lille, è ovvio: ho un contratto di tre anni e credo di poter migliorare molto in questo club. Logicamente la società mi cederebbe se dovesse ricevere un’offerta di 30 milioni di euro, ma per il momento chiedo a tutti i club interessati di lasciarmi almeno per un altro anno qui; in futuro vedremo>>.

Se questa, quindi, non sarà l’estate in cui vedremo Hazard muversi verso altri lidi non ci dovremo comunque dimenticare di lui. Anzi. A dispetto del cognome, che a noi italofoni richiama il gioco d’azzardo, investire su questo ragazzo manterrebbe sì una certa percentuale di rischio ma, nel contempo, potrebbe voler dire effettuare un grandissimo colpo di mercato.
Proprio per questo motivo è auspicabile che le nostre società si muovano subito per chiuderne l’acquisto, magari anche lasciando il ragazzo in quel di Lille per poter maturare un altro po’ senza le pressioni cui sarebbe sottoposto se venisse a giocare in un nostro top club. Aspettare oltre, infatti, darebbe modo alle corazzate – a livello finanziario – inglesi e spagnole di preparare offerte milionarie irrinunciabili per il suo attuale club e, soprattutto, impareggiabili per i nostri, che di giorno in giorno perdono competitività sul mercato.

Hazard sarebbe un investimento da fare ad occhi chiusi (rtbf.be)

Hazard sarebbe un investimento da fare ad occhi chiusi (rtbf.be)

E chissà che qualche nostro dirigente illuminato non capti questo monito e non si prodighi davvero per portare in Italia una futura potenziale star del mondo pallonaro: in un calcio, il nostro, sempre più soffocato dalla perdita di competitività sotto tutti i punti di vista (economico-finanziario in primis, ma ultimamente anche sportivo) sono proprio i potenziali campioni come Hazard una delle possibili chiavi di volta. Investire su giovani come lui, infatti, potrebbe voler dire riportare il nostro calcio, nel giro di pochi anni, ai livelli toccati tra gli anni ottanta e novanta, quando i nostri club la facevano da padrone in tutti i campi.

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