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Posts Tagged ‘La carica dei 201’

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La scorsa settimana sono stato intervistato dai ragazzi di SoccerMagazine. La chiacchierata è partita dal mio libro, uscito ormai diversi mesi fa, per poi spaziare su vari argomenti, tra cui campionato ed Europa League.

La riporto anche qui, con la speranza di aver detto qualche cosa di interessante per qualcuno…

Partiamo dal tuo libro, per settimane primo in classifica fra gli ebook di categoria su Amazon. Come nasce il progetto?

L’idea mi è venuta in un pomeriggio come tanti, mentre prendevo un caffè con un amico. Navigando in internet si imbattè in una lista chiamata tipo “I 100 migliori giovani del mondo”. La cosa mi stuzzicò. Nel dormiveglia di quella notte mi venne quindi l’illuminazione.
Perché limitarsi ai nomi? Perché non provare a raccontare, pur brevemente, alcuni di questi ragazzi?
Così, dal nulla, è nata “La carica dei 201″. Chiaro gioco di parole che si riferisce ad un famosissimo cartoon…”

Certo, seguire così tanti giocatori giovani in campionati minori non deve essere stato semplice, come ci sei riuscito?

Moltissimi li conoscevo già da tempo, giocando a buoni livelli o essendo comunque star del calcio giovanile. Ovviamente scoprire o seguire un giovane che gioca in Europa o Sud America è discretamente facile oggi, con tutte le possibilità che da internet.
Per rispondere nel concreto alla tua domanda, il necessario è stato questo: voglia e passione in primis. Streaming, video e partite scaricate in secondo luogo.”

Per riuscire a schedare tutti questi ragazzi, complessivamente, quanto tempo ci è voluto?

Diciamo che ci ho lavorato per un annetto, anche se non in maniera sempre costante. Ma certo, per fare un lavoro anche solo discreto, come penso sia il mio, ci vuole del tempo.
Chiaro che diverso, e molto più stimolante, sarebbe effettuare un lavoro di scouting non dalla propria camera, ma potendo andare di persona a seguire i vari tornei giovanili. È un universo, questo, che mi ha sempre affascinato moltissimo…”

Qualche nuovo talento da consigliare alle squadre italiane?

Ci sono moltissimi giocatori interessanti, in giro per il mondo. Ad esempio molti tra quelli che ho schedato nel mio libro potrebbero essere appetibili per le nostre squadre, anche in virtù dell’evidente scadimento tecnico del nostro campionato, che logicamente lo rende più accessibile a molti.
Tra tutti però vorrei fare un nome, che nel libro non si trova. È quello di Alvarez, un trequartista paraguayano classe ’97 che qualcuno in Italia già conosce.
Dato che mi piacerebbe, un giorno, fare dello scouting il mio lavoro, mi sono mosso in prima persona per provare a trovare dei contatti con la sua società, per capire se e quanto fosse plausibile l’eventualità di un suo trasferimento in Italia.
Ho quindi potuto conoscere il Presidente del club in cui gioca.
Peccato solo che sono arrivato troppo tardi: poche ore prima era stato prelevato, in prova, da un certo club che solitamente di scouting e giovani se ne intende: l’Udinese.
Non so se alla fine il suo trasferimento in Friuli si concretizzerà. Ma già il fatto che una squadra del genere si sia mossa su di lui mi fa pensare che i miei passi stessero andando nella direzione giusta.”

Cosa si dovrebbe fare in Italia per migliorare il livello dei vivai? Quale squadra sta in Italia intraprendendo la strada giusta?

“Sul cosa si dovrebbe fare credo ci sarebbe da ragionare approfonditamente, sinceramente non me la sento di indicare una via come LA via da seguire. Anche perché non mi sono mai dedicato, nella vita, alla costruzione e cura di un settore giovanile, quindi potrei facilmente dire delle castronerie.
Una cosa però te la dico: lo scadimento tecnico del nostro calcio è evidente. Questo è dovuto non solo al fatto che non potendo competere economicamente con le big europee tanti top player vanno all’estero, ma anche al fatto che veri e propri campioni non li stiamo più sfornando.
È evidente, quindi, che nei nostri settori giovanili si lavori male. Sembra noi non si sia più capaci di formare giocatori in grado di competere ad armi pare su qualsiasi palcoscenico. E questa è una cosa rispetto la quale la FIGC, ma anche tutti i club, dovrebbero interrogarsi a fondo. E loro sì trovare delle soluzioni.”

Il modello squadra B alla spagnola?

Io credo si possa optare per diverse soluzioni, ma temo che la sola introduzione di una squadra B non possa bastare. Può essere un pezzo utile a completare un puzzle, intendiamoci, ma temo non si risolverebbe l’involuzione tecnica del nostro movimento solo con l’introduzione di squadre B, che per altro immagino sarebbero sfruttate a dovere solo da pochissimi club.
Per altro temo che il problema sia alla radice. Che ci sia da intervenire sulla formazione dei calciatori, non solo sul loro passaggio al professionismo (che è e resta un problema grossissimo, in quello che è un paese per vecchi per eccellenza).”

Passiamo al calcio dei grandi, il campionato è ormai chiuso?

Sicuramente dopo quanto accaduto nel corso dell’ultima giornata si può dire che la lotta per il primo posto sia finita. Non matematicamente, certo, ma se una Juventus in netta involuzione da un punto di vista del gioco riesce comunque sempre, anche con merito, ad imporsi sulle avversarie è praticamente impossibile pensare che chi insegue possa colmare un distacco come quello attuale, che va anzi sempre più allargandosi.
Credo però che definire “chiuso” un campionato in cui c’è ancora molto da dire sia scorretto: Napoli e Roma si daranno battaglia per il secondo posto. Fiorentina ed Inter sembrano potersi tenere la zona Europa League, ma attenzione alle sorprese Parma – per me non tanto, avevo pronosticato un ottimo campionato dei Ducali già in estate – e Verona.
In più ci sarà comunque da seguire cosa combinerà, da qui a fine anno, il Milan di Seedorf. Che difficilmente potrà centrare un posto in Europa, ma l’attenzione resta alta in virtù del fatto che si tratta comunque di una nobile, pur un po’ decaduta, del nostro calcio.
Infine resta ad oggi molto interessante anche la lotta per la salvezza, con quattro o cinque squadre coinvolte. Se per il Sassuolo sarà difficile rimanere in A, infatti, ci sono Catania, Livorno, Bologna e Chievo che dovranno lottare fino all’ultimo o quasi, per guadagnarsi un posto al sole!“.

Chi la spunterà fra Roma e Napoli per il secondo posto?

Roma.
Rispondo in maniera secca, pur conscio del fatto che nel calcio non si può mai dare nulla per scontato.
Però penso che la squadra di Garcia, con tutto il rispetto per i tifosi napoletani, abbia dimostrato qualcosa in più, soprattutto da un punto di vista del gioco, rispetto ai partenopei.
Anche nel match dell’ultimo week-end, per altro. Vinto sì dal Napoli, ma meglio affrontato dai giallorossi“.

Europa League, speranze per una italiana?

Speranze ce ne sono di certo, per tutte e tre.
Purtroppo l’urna ha deciso per uno scontro fratricida tra Juventus e Fiorentina: sarebbe stato bello portare tre italiane ai quarti.
Credo comunque che i bianconeri siano ora la squadra da battere. Anche se il Tottenham, al netto degli svarioni difensivi, potrebbe non essere da meno.
Il Napoli viene invece un po’ dietro rispetto a queste due. Gli azzurri e i viola sono infatti squadre outsider, al pari delle tante compagini iberiche ancora in gioco.
Da tifosissimo italiano, spero – al netto dell’eliminazione certa di una tra Juve e Fiorentina – in una finale tutta tricolore.”

Chiudiamo con le ultime due domande, come vedi l’Italia al Mondiale e se stai già lavorando a nuovi progetti?

In virtù dell’involuzione tecnica cui accennavo prima non benissimo. Certo, il livello complessivo della nostra nazionale non è comunque nemmeno così disprezzabile. E col giusto amalgama qualche soddisfazione ce la potremmo togliere anche in Brasile, esattamente come accaduto agli ultimi Europei.
Ma altrettanto sicuramente la nostra nazionale non partirà tra le favorite. Un piccolo posto da outsider, ecco, quello sì.
Con la certezza, però, che vincere sarà praticamente impossibile. Arrivare alle semifinali sarebbe già un ottimo traguardo. Che vedo però, in linea di massima, poco alla portata dei nostri ragazzi. Speriamo in bene, comunque.

Per quanto concerne i miei nuovi progetti, certo.
Oltre a curare ancora il mio blog (Sciabolata Morbida, ndr) e relativi profili social ho ideato un progetto di cui però ancora preferisco non parlare esplicitamente e che riguarda proprio il Mondiale brasiliano. Credo che l’idea di base sia bella. Entro fine mese dovrebbe concretizzarsi, ed allora svelerò il tutto. Magari anche sulle vostre pagine, se vi farà piacere.
Inoltre, sempre da un punto di vista diciamo così editoriale, sto pensando ad una nuova edizione della Carica. Ancora un po’ in forse visti i miei tanti impegni, ma spero di riuscire a “quagliare” quando sarà il momento.
Infine ho un paio di progetti che travalicano la passione per la scrittura: a breve farò partire, in collaborazione con l’A.S. Varese 1910, un progetto diciamo di divulgazione culturale rivolto a bambini ed adolescenti, per farli riflettere su cosa è il calcio e sull’approccio che bisognerebbe avere ad esso (mediamente sbagliattissimo, nel nostro Paese).
L’altro invece riguarda proprio la possibilità di fare un po’ di scouting non solo, diciamo così, cartaceo. Come detto qualche passo l’ho già mosso, anche se non mi ha portato a nulla essendo stato anticipato da chi in questo mondo si muove bene e da molto più tempo di me. Vedremo se riuscirò a combinare qualcosa prossimamente!”

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La carica dei 201Come probabilmente saprete, ho da poco pubblicato il mio primo libro: La carica dei 201.

Un viaggio all’interno dell’universo calcistico giovanile che mi ha visto scoutare e schedare 201 ragazzi sotto i vent’anni, per raccogliere poi tutto in questo ebook (in vendita alla modica cifra di 99 centesimi!).

La mia pubblicazione ha attirato gli interessi di Daniele Berrone di Esperto di Calcio, blog molto interessante cui vi consiglio di dare una lettura.

Da una chiacchieratina via mail è nata questa chiacchierata, che Daniele ha gentilmente deciso di pubblicare sul suo blog (ed io mi permetto di ripostare qui).

Secondo me ne è venuta una cosa piuttosto carina, con cui si è spaziato anche ben oltre il mio libro!

Ciao Francesco, raccontaci un pò. Chi sei, cosa fai nella vita?
Ciao a tutti. Da sempre appassionato di calcio e affascinato dalla “parola”, ho passato l’infanzia a divorare giornali e riviste specializzate.
Cinque anni fa ho quindi deciso di unire queste due passioni, concretizzandole in un blog: Sciabolata Morbida. Ci ho versato litri di inchiostro (virtuale) e profuso grandi sforzi, venendo comunque ripagato da molti complimenti di lettori e “gente del settore”.
Da circa tre anni, poi, faccio il giornalista in una televisione locale del varesotto.
Fondamentalmente sono due i sogni che ho nella vita: dilettarmi con il giornalismo. E perché no con lo scouting.

Perchè hai scelto di seguire i giovani talenti, cos’ha mosso questa scelta?
Credo sia andata più o meno così: la passione per il calcio è cresciuta con e dentro di me. Ad un certo punto della mia crescita ho iniziato a seguire, in maniera del tutto spontanea, l’under 21. Credo che a spingermi sia stato il gusto di vedere “in anticipo” i campioni del domani.
Così fin da tenerissima età (sono nato nell’85 e ricordo nitidamente di aver visto la finale dell’Europeo under21 del ’94 contro il Portogallo, risolta da Orlandini) ho iniziato a seguire i giovani e, in qualche modo, a fare scouting. Tra i compagni di scuola, certo.
Da lì è stata un’escalation. Diventato grandicello ho iniziato a prendere anche più consapevolezza del mondo del calcio e mi sono spinto anche oltre l’under 21.
Ad esempio, mi resterà sempre nel cuore il Mondiale under 17 del 2009, dove i ragazzi della classe ’92 guidata da Pasquale Salerno uscirono immeritatamente contro la Svizzera poi Campione del Mondo. O il XVIII Torneo Nacional Alevín de Fútbol 7 del 2011, che mi diede la possibilità di veder giocare ragazzi(ni) di solo una dozzina d’anni…Salomon Obama

Quando hai pensato di scrivere un libro sui migliori giovani del calcio mondiale?
L’idea è nata l’anno scorso, quando un amico si imbatté in una lista riguardante i presunti “cinquanta migliori under 20 al mondo”.
La cosa mi stuzzicò molto.
Dato che sul mio blog avevo da tempo attiva una rubrica – molto apprezzata, devo dire – chiamata “Stars of the future” ci dormii su. Al risveglio l’illuminazione: avrei raccolto una serie di schede di giovani talenti in un libro.
Va detto che da sempre avevo in testa di provare, un giorno, a pubblicare qualcosa. E ho ritenuto che questa potesse essere l’idea giusta per cominciare.

Come mai proprio 201, è un numero che nasconde qualche simbolismo?
Quando ho iniziato a scrivere il libro, sinceramente, non avevo bene in mente che struttura gli avrei dato. Sono partito senza darmi, almeno inizialmente, un vero e proprio obiettivo.
Per scrivere un libro del genere non ci si può però basare solo sui nomi, bisogna soprattutto guardare molte partite. Fare del vero e proprio scouting, anche se non finalizzato alla procura o all’acquisizione di un giocatore. Il che ti porta a trovare in continuazione giocatori nuovi, degni di considerazione.
Così pensando al titolo mi è subito venuta in mente la “Carica dei 101”, famosissimo cartoon Disney. Ho quindi deciso di giocare con esso e continuare a sfogare la mia passione per lo scouting.
Non nascondo che è stato davvero un lavoro enorme. E che nel farlo mi sono dovuto dare un limite. Finendo così per escludere tanti ragazzi meritevolissimi, per un motivo o per l’altro. Ma attenzione: volerli schedare tutti significherebbe non porsi un limite. E quindi, non poter arrivare mai al momento della pubblicazione!
Questa è anche implicitamente la risposta ai tanti che mi hanno già – giustamente – scritto “avrei messo anche…”.Lucas Digne

Sei legato a qualche ragazzo in particolare?
Sicuramente sì.
Sono legato, ad esempio, ai classe ’93 francesi. Giocatori che ho visto giocare molte volte quando ancora non erano per nulla conosciuti e che sponsorizzo da sempre. Varane, Digne, Kondogbia, Sanogo e quel Pogba di cui l’anno scorso si sono accorti tutti anche in Italia (e di cui io parlai sul mio blog già mesi prima del suo arrivo alla Juventus).
Per non dire dei ragazzini che scoprii al già citato XVIII Torneo Nacional Alevín de Fútbol 7, come Javi Moreno (nome che farà accapponare la pelle dei milanisti), Brahim o Obama.
Ma anche i giocatori più esotici, come l’honduregno Lacayo, l’iraniano Jahanbakhsh o il malesiano Faiz occupano un posto particolare nel mio cuore, avendoli scoperti un po’ per caso andando proprio alla ricerca di qualcosa di “non convenzionale”.
Menzione speciale per giocatori come Jedvaj e Iturbe: quando li schedai non erano ancora vicini all’arrivo in Italia.
Chiudo, legandomi ad Iturbe, con un nome in particolare che per ovvi motivi non è contenuto nel libro ma merita di essere citato: Sean Sogliano. Questo, ragazzi, è un dirigente che di calcio ne capisce come pochi. Se in Italia mettessimo sempre al centro il “merito” sarebbe già, con tutto il rispetto per il Verona, in una grande squadra.

Se dovessi scommettere su tre giovani, su chi punteresti?
Dire Pogba, Varane o Draxler sarebbe troppo facile, essendo tre ragazzi che giocano già stabilmente ad alto livello.
Nel contempo scommettere su chi ancora non si è imposto diventa sì più stuzzicante, ma anche molto più rischioso.
Per rispondere alla tua domanda, però, ti do tre nomi e ti spiego rapidamente il mio punto di vista: Bakkali, Meyer e Zouma.
I primi due sono ragazzi dal talento innato, con una capacità di controllo e gestione della sfera oltre che di rapidità davvero rara. Di contro sono però limitati da un fisico molto minuto. E ben sappiamo come i giocatori di questo tipo possano faticare ad imporsi. Entrambi, comunque, hanno i numeri per farlo.
Zouma invece è un difensore roccioso contro cui non vorrei mai scontrarmi. Ha alcuni limiti comunque limabili, ma con un potenziale fisico-atletico come il suo (esattamente al contrario dei due succitati) ha molte probabilità di “arrivare”.Kurt Zouma

Dei 201 recensiti, quanti sfonderanno davvero e chi rischia maggiormente di perdersi per strada?
Alla prima parte di questa domanda è praticamente impossibile rispondere.
Io, ci tengo a sottolinearlo, non ho voluto raccogliere i giovani più promettenti (bisognerebbe conoscere TUTTI i giovani che sognano un futuro da campioni) quanto dei ragazzi che pensavo fossero meritevoli, per le motivazioni più svariate, di essere raccontati.
Definire quanti potranno sfondare è impossibile. Nella crescita di un calciatore influiscono sempre miriadi di fattori, spesso nemmeno prevedibili.
Venendo a chi rischia di perdersi per strada, penso, per lo stesso motivo, di doverti rispondere con un “tutti”. Perché, tranne forse chi ormai è già ad alto livello, tutti gli altri potrebbero non farcela.

Ci parli un pò del paese più rappresentato nei tuoi 201 profili?
Sinceramente non mi sono preoccupato troppo di quale potesse essere il paese più rappresentato ma, va da sé, ci sono aree che anche solo per questioni di “accesso” vedono la presenza di più calciatori. In questo senso, ovviamente, mi riferisco ad Europa (Inghilterra, Spagna, Francia e Germania su tutte, chiaro) e Sud America.
Logico che reperire partite di calcio giovanile riguardanti altre zone del mondo è molto difficile. Però ci ho provato, e mi soffermerei un po’ su questi paesi.
Ad esempio Giappone, Australia e l’accoppiata Stati Uniti – Messico. Quattro paesi in cui negli ultimi anni il calcio è cresciuto molto (seguendo volontà precise che hanno lavorato anche in senso “politico” per questo). E i frutti sembra che stiano arrivando.
Scarsa tradizione calcistica, ma tantissima voglia di fare. I nomi appuntati sono tutti, chi più chi meno, interessanti anche per l’Europa.
Un piccolo appunto mi permetto di farmelo da solo: avrei forse dovuto dare più spazio ad un paese in crescita rapidissima, come il Belgio. Che comunque è discretamente ben rappresentato da giocatori come Thorgan Hazard e Romelu Lukaku.Thorgan Hazard

Il movimento giovanile italiano è destinato a tornare florido come un tempo?
E’ tutta una questione politica. Di politica sportiva, evidentemente.
La sensazione, da non propriamente addetto ai lavori, è che in Italia si sia persa, anche in questo campo, la voglia di lavorare bene.
Si pensa più al profitto che non alla crescita tecnico-tattica di un ragazzo. E così il livello medio dei nostri campionati si è abbassato molto negli ultimi due decenni.
Cosa serve quindi per fare in modo che il nostro movimento giovanile torni ad essere florido?
Invertire la rotta proprio da un punto di vista della politica sportiva. Tornare ad investire davvero nei nostri settori giovanili e soprattutto nei nostri giovani. Costruire degli uomini e dei calciatori completi, non solo dei ragazzotti che sappiano, in qualche modo, stare in campo.
Quindi, “destinato” no. Da nessuna parte è scritto che l’Italia debba continuare ad essere una potenza, economica come calcistica. In entrambi i casi ci vuole la volontà da parte di tutti di lavorare affinché ciò accada.
Una volontà che ripeto, ahimè, non noto nel nostro Belpaese.

Quali sono i nostri giovani più promettenti?
Qualcuno l’ho ovviamente recensito all’intero de La carica dei 201, quindi evito di svelare troppo a chi ancora non ha letto il libro onde evitare il pericolo spoiler.
Ricollegandomi alla domanda precedente, però, sono più preoccupato di capire come questi ragazzi (ed altri, che per motivi di spazio non ho inserito) saranno cresciuti.
Purtroppo l’impressione è che oggi già a quindici-sedici anni ci si senta arrivati quando si indossano maglie (di settori giovanili) importanti.
Sbagliato. Quello è un semplice punto di partenza. Serve ricostruire nei ragazzi una cultura del lavoro e del sacrificio, perché nulla viene per diritto divino (ed in un mondo globalizzato in cui il livello dei paesi con scarsa tradizione calcistica si sta elevando non basta certo nascere in Italia per essere superiore agli altri). E poi tornare a formare a tutto tondo i calciatori. Lavorare per esaltare le peculiarità di ognuno, non limitarsi a costruire, come dicevo, ragazzotti che tengano il campo dignitosamente.Mattia Destro

Chiusura con mattia destro, universalmente riconosciuto (da don balon in primis) come uno dei migliori giovani. tornerà ai livelli di prima?
Io personalmente non amo le “classifiche” quando si parla di giovani proprio perché lasciano il tempo che trovano.
Come dicevo in una delle risposte precedenti le variabili sono così tante che anche il talento più puro può finire con il “non arrivare”.
Venendo a Destro, credo sia un calciatore di buona qualità, ma non sono affatto convinto possa avere i numeri per essere un cosiddetto “top player”.
In più, avendolo potuto osservare anche da vicino in alcune occasioni quando indossava la maglia dell’under21, mi sembra un ragazzo che debba sentire grande fiducia attorno a sé, per provare a fare bene.
Ma ripeto, i risultati arrivano quando lotti e ti sacrifichi. Nulla è dovuto a nessuno. Mattia dovrà essere bravo a rimettersi in gioco, chinare la testa e dare tutto, se vuole mantenere le promesse fatte in gioventù.

Il libro, ve lo ricordo, è in vendita in numerosi store online, ricapitolati a questo link: https://sciabolatamorbida.wordpress.com/la-carica-dei-201/

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La carica dei 201

Chi segue il mio blog da tempo (il primo post è datato 17 novembre 2008, quindi parliamo di ormai cinque anni di attività!) sa che la mia passione smisurata per il calcio si concretizza in particolar modo nel calcio giovanile.

Crescendo, infatti, ho iniziato a sentire il bisogno di vestire i panni di scout improvvisato, per andare ad “anticipare” il futuro e scoprire con sempre maggiore precocità i prossimi talenti e campioni dell’universo pallonaro mondiale.

Così dapprima mi sono avvicinato all’under21. Poi, piano piano, sono sceso, fino ad arrivare anche, quando mi è stato possibile, a guardare quelli che non sono null’altro che bambini.

Questa fortissima pulsione che mi ha spinto a diventare una sorta di “osservatore” mi ha portato a scrivere di giovani su questo blog ma soprattutto a guardare una miriade di partite di calcio giovanile.

Fino a quando, giusto un annetto fa, ho avuto una sorta di illuminazione in uno dei miei tanti dormiveglia: concretizzare questa passione in un libro.

Che “libro” vero e proprio non è, quanto più una raccolta di schede dove inserire giocatori di non più di vent’anni.

Dai ragazzi che si sono già in qualche modo imposti tra i pro, fino a quei “bambini” che mi hanno impressionato nelle varie partitelle che mi è capitato di vedere (grazie, internet!).

La carica dei 201, questo il titolo che ho deciso di dare, è quindi frutto di un anno di passione e sudore. Di serate passate a casa anziché in giro con gli amici o con la ragazza. E di speranza.

Qui sotto troverete i link degli store online dove potete acquistare il libro. 99 centesimi penso sia un prezzo ridicolo anche in un momento di crisi economica devastante come questo.

Ma più che dei soldi (mi interessassero, avrei ovviamente alzato il prezzo di copertina) mi interessa che altri appassionati come me leggano queste schede e poi si confrontino con me. Perché alla fine sono tutti punti di vista. Sul futuro di un giovane non v’è certezza.

E poi, perché no, mi aiutino a costruire il secondo capitolo di questo libro.

Quindi… comprate il libro, consigliatelo ai vostri amici, passateglielo anche se proprio non si può fare altrimenti. E poi fatemi sapere cosa ne pensate.

Qui, su Twitter o su Facebook. Come preferite.

Un’ultima cosa. Lancerei un hashtag: #carica201.

Sia per chiacchierare di queste schede, che per commentare le prestazioni dei giocatori che fanno parte di questa raccolta che, soprattutto, per segnalarmi voi i giocatori che, per bravura, “colore” o “esoticità”, meriterebbero di stare nel prossimo capitolo di questa raccolta!

Questi gli store da dove potete acquistare il libro con il contributo minimo:

eBay

Amazon

La Feltrinelli

Ultima Books

Rizzoli

Cubolibri

Book Republic

eBookizzati

DEAStore (epub e mobi)

Mr. Ebook

Ebook.it

Omnia Buk

Excalibooks

Hoepli (epub e mobi)

KoboBooks

San Paolo Store

Libreria Ebook

Byblon Store

L’Unità

Il Fatto Quotidiano

Libreria Tuttogratis

Libreria Secretary

Libreria Freeonline

Mazy

Books University

Il libro è acquistabile anche sull’Apple iBook Store.

Infine, questa la scheda aNobii. Se siete iscritti, aggiungetelo alla vostra libreria!

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