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Posts Tagged ‘Irlanda del Nord’

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CRONACA

La prima azione degna di una certa nota arriva giusto allo scoccare del quarto minuto, quando Tom Pearson, terzino destro in forza all’Academy del Cardiff City, penetra la difesa avversaria con una bella azione personale, crossando una volta arrivato sul fondo ma non riuscendo a conquistare nulla più di un calcio d’angolo.
Per il primo tiro dobbiamo quindi aspettare un minuto e mezzo, quando Daniel Byrnes calcia da fuori non riuscendo però a dare mordente alla sua conclusione.

La prima occasione vera arriva però al nono minuto quando la difesa nordirlandese buca un lancio lungo con Byrnes che si presenta a tu per tu con il portiere avversario, scoccando un pallonetto sul secondo palo che si perde però di poco sul fondo.
Il goal è comunque nell’aria ed arriva poco prima del quarto d’ora quando capitan Morrell calcia una punizione dalla sinistra dell’area di rigore nordirlandese tagliando la palla sul primo palo dove è bravo a piombare, indisturbato, James Graham, che ha buon gioco a girare in rete di testa dimostrando ancora una volta la grande approssimazione della difesa di casa.

Al ventesimo ci sarebbe però un rigore, anche piuttosto solare, a favore dei padroni di casa quando Cian Harries intercetta e mette in angolo un cross proveniente da destra con un braccio. Deviazione non propriamente cercata, ma fallo netto.
I ragazzi guidati da Osian Roberts però reagiscono immediatamente. Così il lancio filtrante di Lloyd Humphries si trasforma in un assist interessante per Connor Lemoneigh-Evans, che è però contrato bene dall’uscita – non poco spericolata, di Brett Long, estremo difensore nordirlandese in forza al St. Patrick’s College di Belfast.

Padroni di casa che di tanto in tanto provano a tirare la testa fuori dal proprio guscio. Come al ventiseiesimo quando Andrew Hoey, numero 10 sulle spalle, dà un saggio di bravura con una bella veronica a saltare due avversari per poi scaricare al limite ad un compagno, la cui conclusione è però deviata in angolo.
Un minuto e sarà ancora una volta il fantasista del City of Armagh HS a farsi notare, con una bella conclusione da fuori. Che non metterà però in grande difficoltà Lewis Thomas, ben posizionato.

La loro prima grande occasione i ragazzi allenati da Desi Curri la costruiscono alla mezz’ora, quando Morrell perde una palla sanguinosissima nella propria metà campo e Law, abile a rubargliela, mette in movimento Jordan Thompson, il cui sinistro è però chiuso in angolo da Thomas.
Proprio sugli sviluppi del corner altro brivido per gli ospiti, con una palla che fa flipper in area venendo alzata sopra la traversa dal provvidenziale intervento di Harries, terzino sinistro di proprietà del Coventry City.

Per provare a contenere il ritorno dei padroni di casa i gallesi cercano di rifarsi vivi dalle parti di Long con Daniel James, che parte bene in contropiede dando fondo a tutta la sua velocità per portarsi in area e concludere in diagonale, trovando però la pronta respinta del portiere avversario.
Padroni di casa che provano a farsi vedere nuovamente dalle parti di Thomas al quarantesimo quando Mark Edgar effettua un bel filtrante in favore di Stephen Fallon che taglia alle spalle della difesa per raggiungere la sfera, trovandosi poi però in posizione defilata e sprecando l’occasione con un passaggio verso il centro facilmente fatto proprio dai centrali gallesi. Azione che, di fatto, chiude il primo tempo al Ballymena Showgrounds.

La ripresa inizia su ritmi più blandi e ci vogliono nove minuti prima di vedere un’azione degna di nota. E che azione. Daniel James, ala destra molto interessante in forza all’Hull City, prende palla prima della trequarti, parte in progressione palla al piede e spara in diagonale da fuori, cogliendo però la base del palo.
Al cinquantaquattresimo arriva però il pareggio nordirlandese: Hoey riceve palla al limite, supera in velocità Graham per poi bucare l’uscita di Thomas con un colpo non irresistibile ma efficace.

Irlanda del Nord piuttosto attiva che intorno all’ora di gioco prova a colpire nuovamente con Ben Doherty che crossa da sinistra in favore del solito Hoey, che però non riesce ad impattare la sfera.
L’occasionissima però al sessantaquattresimo quando Fallon effettua un ottimo lancio filtrante per Jonathan Smith che, grazie al buco di Graham impossibilitato a raggiungere il pallone, si presenta a tu per tu con Thomas, non riuscendo però a superare l’estremo difensore gallese, bravo a restare in piedi fino all’ultimo.

Fallon che proprio sul finire del match prova a risolvere le cose da par suo, con un’azione personale grazie alla quale salta, non senza fortuna, tre avversari per entrare in area e calciare. Alto.

COMMENTO

E’ questa iniziativa a chiudere una partita che poter essere dominata dal Galles ma che, piano piano, la Nord Irlanda ha saputo addomesticare fino ad arrivare sicuramente a meritare il pareggio, fors’anche qualcosa di più.

Diversi i giocatori piuttosto interessanti visti in campo oggi, anche se posta la giovanissima età (parliamo di under16 ovvero classe 1997) difficilissimo dire dove potranno arrivare, essendo ancora così lontani da anche solo una minima maturità fisico-atletica in primis ma anche tecnico-tattica.

Qualche nome è comunque giusto sottolinearlo.

Partendo dagli ospiti, che hanno messo in mostra i buoni mezzi di Daniel James, ala destra in forza all’under16 dell’Hull City. Velocità discreta, buon dribbling, tanta caparbietà. Bale e Giggs probabilmente alla stessa età erano su di un altro pianeta, ma crescendo bene potrà sicuramente vestire la maglia della nazionale fino ad arrivare a quella maggiore.

Bene anche Daniel Byrnes, che dopo aver messo a ferro e fuoco la difesa inglese in un precedente match di Victory Shield è partito alla grande anche stasera, per poi andare un po’ spegnendosi fino ad uscire anzitempo dal campo causa crampi. In forza all’Oldham Athletic, è forse il giocatore dotato di maggior talento.

Bene anche il capitano, Joseff Morrell, che ha messo in mostra un piedino interessante.

Il giocatore però forse più pronto a giocare sotto età in una categoria superiore è Lloyd Humphries, mediano del Cardiff City (che alla squadra di stasera dava cinque giocatori tra campo e panchina) arcigno, tatticamente non così sprovveduto e soprattutto in possesso di un’ottima capacità di tackle.

Le individualità più interessanti, insomma, erano proprio tra gli ospiti. Perché i padroni di casa hanno messo in mostra un grandissimo collettivo, affiatato e determinato, ma qualcosa in meno a livello di singoli.

Sicuramente qui la palma va ad Andrew Hoey del City of Armagh HS. E’ indubbiamente il giocatore tecnicamente più dotato tra i suoi.

Interessante comunque anche Stephen Fallon del De La Salle College, con un talento sopra la media (bassina, va detto) di questa Irlanda del Nord. Fallon che lontano dalla nazionale tira calci ad un pallone nella stessa squadra di Seanna Foster, terzino destro dalla buona spinta. Buona da intendersi più a livello quantitativo che qualitativo, almeno per ora.

Infine menzione anche per Jonathan Smith, che nonostante metta in mostra grande approssimazione là davanti è comunque generosissimo, corre per quattro e prova a tenere in apprensione la difesa anche da solo.

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Inghilterra ed Irlanda del Nord si affrontano in un match amichevole che rispetta in pieno le attese: ritmi non eccessivi, pochi colpi proibiti, padroni di casa superiori.

Per vedere la prima occasione realmente pericolosa però bisogna aspettare più di un quarto d’ora. Quando Hodson in ripiegamento fa una pazzia ed, in area, regala palla a Townsend. Appoggio in mezzo all’accorrente Wickham, calcio di prima intenzione e traversa piena a negare il vantaggio, coi nordirlandesi che poi riescono a liberare in qualche modo, e non senza affanni.

Passa un altro quarto d’ora prima che la partita torni a vibrare. Sempre Townsend protagonista, con una penetrazione da sinistra che si chiude con un cross basso ben respinto da Conor Devlin, estremo difensore ospite di proprietà del Manchester United.
Un altro paio di minuti e l’Inghilterra sfiora davvero il goal. Questa volta è capitan Henderson, dalla trequarti, a mettere il pallone dentro, dove Wickham lo stoppa per girarlo in porta, trovando però sulla sua strada il portiere avversario, bravo a chiudere in angolo.

Dopo una mezz’ora un pochino soporifera la partita inizia quindi a scaldarsi. Al trentanovesimo è Ince a cercare la via della rete con un’azione personale che va a concludere con un tiro interessante ma ben respinto da un sempre attentissimo Devlin.
Il tempo di far fare un giro intero di orologio alla lancetta dei minuto ed ecco McEachran effettuare un lancio al bacio per lo stesso Ince, che scattato sul filo del fuorigioco si porta in area dove viene strattonato malamente da Tom Flanagan. Con l’arbitro dell’incontro, John Beaton, che – piuttosto clamorosamente – decide di lasciar correre.

Il goal è però nell’aria e arriva proprio allo scadere, quando il capitano scodella al centro un calcio di punizione battuto dalla destra e Wickham fa valere il suo fisico per raggiungere il pallone e girarlo in porta con un colpo di testa preciso.

Anche nella ripresa continua il monologo inglese. Con la nazionale di calcio dei Tre Leoni che si porta nuovamente vicino alla rete grazie alla conclusione di Jack Robinson su iniziativa di Andros Townsend. Ancora una volta, però, c’è Devlin a sbattere la porta in faccia ai giovani sudditi della Regina Elisabetta.
All’ora esatta di gioco è invece ancora Ince a rendersi pericoloso, ben imbeccato da Powell. Il tiro dell’ala del Blackpool non trova però lo specchio della porta, per la disperazione di un Connor Wickham che, sulla destra del compagno, avrebbe voluto essere servito per battere a rete da posizione favorevolissima.

Logico che in un’amichevole del genere entrambe le squadre si “lascino andare” a molte sostituzioni.
Ecco quindi che nel classico turbinio di questi secondi tempi vanno un po’ a saltare schemi ed equilibri. Nonostante questo è l’Inghilterra a tenere il pallino del gioco.

Al settantatreesimo è il solito Ince a provare l’imbucata personale, saltando tre uomini per trovare ancora una volta la grande opposizione di Devlin sul più bello.
Due primi più tardi si chiude il match: Afobe dà dimostrazione di tutta la sua rapidità, entra in area per provare a saltare l’estremo difensore avversario che però lo atterra. Sul dischetto si presenta lo stesso Benik che fredda Devlin, per il 2 a 0 finale.

L’ultimo quarto d’ora scorre quindi senza più molto da dire. Così che l’under 21 di Stuart Pearce può uscire dal Bloomfield Road con un buon 2 a 0 e una certa serenità pensando al futuro.

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Lo ammetto, non era certo difficile centrare la vittoria casalinga di questa Russia contro la Nord Irlanda. Non per nulla, del resto, la quota era piuttosto bassa (1,20) e la partita l’avevo inserita nella multipla di livello basso.

Troppo sbilanciati, nel complesso, i valori tecnici in campo. La Russia, pur non potendo schierare uno degli ormai pluricitati “top player”, mette in campo un 11 quadrato e talentuoso quel tanto che basta a mettere alle corde avversari sulla carta di livello nettamente inferiore.

Così a proteggere il solito Akinfeev (più di 50 caps internazionali per lui) c’è la linea a quattro composta – da destra a sinistra – da Anyukov, Berezutsky, Ignashevic e Kombarov. Giocatore, quest’ultimo, su cui Capello dice di puntare parecchio.
A centrocampo, quindi, Shirokov e Denisov a dare solidità e protezione al reparto arretrato, Dzagoev, Fayzulin e Bystrov a supportare l’unica punta Kerzhakov.

E’ un primo tempo a due velocità quello che viene giocato da una Russia comunque non indiavolata.

L’inizio è dei più tranquilli. Una tranquillità, quella russa, propria di chi sa di essere più forte e di poter vincere la partita in qualsiasi momento.

Così per un quarto d’ora la partita sembra essere addirittura equilibrata. Certo, l’Irlanda del Nord è poca roba ma non è disposta male in campo. E, soprattutto, pur conscia della propria inferiorità non ha assolutamente voglia di regalare nulla agli avversari.

Nella seconda metà di tempo, però, la squadra di Capello cresce, e decide di prendere in mano la partita. Senza strafare, certo, ma comunque dimostrando chiaramente chi comanda e chi ha il possesso del campo e le chiavi del gioco.

Così in men che non si dica iniziano a piovere occasioni da goal. Una delle quale, con Kerzhakov vestito da assist man e Fayzulin bravo ad infilarsi in area col giusto tempismo, sblocca il risultato, portando giustamente avanti la nazionale dell’est Europa.

Nel complesso sono cinque le occasioni più o meno lampanti che la squadra di Capello riesce a costruire approfittando di una retroguardia, quella nordirlandese, certo non impeccabile.

La ripresa è giocata più o meno sulla stessa falsariga. L’Irlanda del Nord cerca di non farsi schiacciare eccessivamente e pur concedendo campo ai più dotati giocatori russi non abbassa mai la testa, dimostrando grinta e orgoglio.

I giocatori di casa, dal canto loro, continuano col loro forcing blando, rimanendo in totale controllo del match. Del resto dopo la rete dell’1 a 0 non serve giocare a spron battuto per portare a casa tre punti già comunque scontati alla vigilia.
Logico che, rispetto ai primi quarantacinque minuti, i tentativi di affondo siano più limitati.

Così Dzagoev e compagni mantengono il baricentro equilibrato, cercano di non concedere nulla in fase di non possesso e di dare qualità alla propria manovra.

Certo, il gioco mostrato da Xavi, Iniesta e compagnia negli ultimi anni, tra Barcellona e Nazionale, è di un altro livello, ma nonostante questo i giocatori di Fabio Capello non si limitano a fare possesso palla sterile e fine a sé stesso né ad addormentare il gioco. Dosano le forze tenendo sempre comunque il pallino del gioco e mettendo in campo una discreta propositività che si traduce in un bel gioco a tratti avvolgente, in altri più lineare ma comunque sempre interessante.

Esattamente come nel primo tempo, quindi, nella seconda parte di frazione la Russia spinge sull’acceleratore. Così in un paio di minuti fioccano due occasionissime.

La prima la si registra al settantacinquesimo minuto, quando Bystrov è messo giù a un passo dall’area di rigore da McAuley. Sul punto di battuta (centrale, ad un diciassette metri dalla linea di porta) si presenta Kerzhakov, che batte forte sul palo alla sinistra di Carroll, battuto, colpendo proprio il montante.

Un paio di minuti e Kokorin entra in area, venendo atterrato da Cathcart. L’arbitro non ha dubbi: rigore ed ammonizione.
Sul punto di battuta si presenta Shirokov, che spiazza facilmente Carroll per il 2 a 0 finale.Shirokov

La sensazione, a fine match, è di aver assistito ad una partita giocata su ritmi e livelli non certo irresistibili. Ma, soprattutto, di aver assistito a un confronto tra due squadre di livello troppo diverso, con i padroni di casa che, consci di ciò, hanno voluto portare a casa i tre punti seguendo il famoso detto “massimo risultato col minimo sforzo”.

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The Oval, Belfast.
Sono le 20.45 di martedì 5 ottobre quando Glentoran e Portadown scendono in campo per disputare l’undicesima giornata del campionato calcistico nordirlandese.

La situazione delle due compagini è opposta: da una parte Glens, reduci dal terzo posto della stagione precedente e lanciatissimi in prima posizione davanti a Crusuaders ed ai campioni in carica del Linfield, dall’altra i Ports, reduci da un sesto posto che sarebbe oro colato a fronte della pessima partenza del nuovo campionato. Perché per quanto abbia una partita in meno la squadra di Portadown si trova con dieci soli punti racimolati in nove match, una vera miseria.

Facendosi forza su di una difesa certo non granitica (la seconda peggiore del campionato, meglio solo di quel Donegal Celtic ultimo in classifica) gli ospiti riescono comunque a compiere una partita gagliarda, tenendo testa agli East Belfast Man lungo tutto il corso del match.

Al novantesimo minuto di gioco, infatti, il tabellone raffigurante il risultato del match riporta ancora un impietoso 0 a 0. Niente da fare quindi per il pur prolifico attacco della squadra di casa, capace di segnare 18 reti nelle 10 precedenti uscite.
Confermata ancora una volta, insomma, la maledizione del The Oval: 4 partite, 5 sole reti segnate.

Oppure no?
No.

Perché al novantaduesimo minuto un’azione insistita sulla sinistra si conclude con un cross non troppo pretenzioso in area di rigore. Giusto lì dove sta transitando in quel momento Matthew Burrows; che, però, si trova col pallone che arriva nella sua direzione ma nell’impossibilità di concludere a rete a modo, essendo spalle alla porta.
Ed è lì che scatta la scintilla: salto per raggiungere la palla e colpo di tacco volante. La palla, come per magia, disegna una traiettoria praticamente imprendibile per David Miskelly, portiere Ports, che pur distende tutti i suoi 183 centimetri di altezza per provare ad agguantare la sfera. Che s’infila, beffarda, all’angolino.

Quando anche il calcio di periferia (termine con cui in questo caso si intende la periferia del mondo calcistico che conta) regala gesti tecnici di assoluto valore.

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Detto della scialbezza di un match soporifero andiamo a vederci le pagelle della partita stessa.

Irlanda del Nord

Taylor: 6
Se la cava, dopo tutto, il portiere nordirlandese. Chiamato poco in causa, ma quelle poche volte si dimostra attento e presente.

McAuley: 5,5
E’ il difensore che soffre di più. Ma dovendo vedersela con Cassano era preventivabile.

Hughes: 6
Controlla bene la propria area di rigore guidando il reparto arretrato nordirlandese con grande carisma.

Craigan: 6
Difende bene su Borriello, che gli sfugge una sola volta in tutto il match.

Evans: 6,5
Pulito e ordinato, fa bene entrambe le fasi di gioco.

Baird: 6
Grandissima quantità. Se solo potesse abbinarci anche una buona qualità sarebbe giocatore da tenere d’occhio.

McCann: 5,5
Piuttosto evanescente.
(Dall’80’ Evans: s.v.)

Brunt: 6
Corre tanto ma non riesce a dare granché alla manovra della sua squadra.
(Dal 71′ McGinn: s.v.)

Davis: 7
Il migliore in campo. Quantità e sprazzi di qualità. Si trova però a predicare nel deserto. E’ comunque il giocatore più pericoloso dei suoi.

Feeney: 6,5
E’ l’unico, assieme a Davis, a dare un briciolo di qualità ai suoi.

Healy: 5
Fallisce una palla goal clamorosa. Avrebbe potuto cambiare la partita. Errore piuttosto pesante.
(Dal 65′ Lafferty: 6,5
Fa indubbiamente meglio di Healy, pur potendo giocare solo venticinque minuti.)

Italia

Viviano: 6
Non è quasi mai chiamato in causa. Quando deve intervenire, però, lo fa senza troppa apprensione. Il miglior Buffon, comunque, sembra sempre tutta un’altra roba.

Cassani: 6,5
Partita maiuscola, nella pochezza Azzurra, quella del terzino palermitano, bravo a spendersi bene in entrambe le fasi di gioco.

Bonucci: 5,5
L’unica vera e propria occasione nordirlandese arriva proprio su di un suo buco difensivo. Continua a mostrare parecchie incertezze.

Chiellini: 6
Fa il suo, senza grandi sbavature quanto più con una grande fisicità.

Criscito: 6
Si spende solo per svolgere il compitino.

De Rossi: 5,5
Da un centrocampista di fama Mondiale ci si aspetta molto più del compitino. Peccato.

Pirlo: 6
Per lui varrebbe un po’ lo stesso discorso fatto per De Rossi. Con la differenza che appare un po’ più volenteroso del romanista.

Mauri: 6,5
Si muove tantissimo confermando il suo grandissimo stato di forma.
(Dal 79′ Marchisio: s.v.)

Pepe: 5,5
Non parte male, per quanto, ancora una volta, non fa assolutamente nulla per incidere sul risultato.
(Dall’84’ Rossi: s.v.)

Cassano: 6
E’ l’unico, là davanti, a provare a combinare qualcosa. Con il suo talento, però, dovrebbe essere in grado di inventarsi un goal da sè contro un avversario così modesto.

Borriello: 5
Spreca la grandissima occasione della partita sparando contro a Taylor. Solita generosità. Una punta, però, non può limitarsi a quello.
(Dal 74′ Pazzini: s.v.)

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CRONACA

Irlanda subito in difficoltà nella fase iniziale del match: dopo tre minuti di gioco Cassano lancia in area Pepe che dopo aver ben stoppato il pallone calcia un tiro-cross in area che è però respinto da Taylor e allontanato poi dalla chiusura di un difensore, lesto ad anticipare l’intervento dello stesso Pibe de Bari.
Dieci minuti più tardi azione tambureggiante degli Azzurri con Criscito che porta palla per scaricarla poi a Pirlo il quale gliela rende al limite dell’area. Il controllo del terzino genoano è buono, il suo movimento al tiro anche. Non chiudesse così l’angolo di tiro, poi, sarebbe la rete del vantaggio italiano.

La partita è giocata comunque ad un ritmo blandissimo tanto che le occasioni anche solo degne di nota stentano ad arrivare.

Al ventiseiesimo Davis parte centralmente in contropiede dopo che Pirlo si era fatto fermare giusto poco oltre la lunetta della metà campo irlandese e taglia tutto il campo centralmente, sino al limite dell’area Azzurra. Dove, però, deve frenare il suo incedere, chiuso da Chiellini. Riesce comunque a tenere palla, il centrocampista nordirlandese, e a servire Healy, la cui conclusione si spegne però ben alta sopra la traversa della porta difesa da Viviano.
La prima vera occasione da goal capita proprio sulla testa di Healy:  cross dalla destra di McCann, palla bucata da Bonucci e intervento di testa, dal limite dell’area piccola, della punta britannica, che manca però la porta in maniera piuttosto clamorosa.

L’Italia però reagisce immediatamente e dopo trenta secondi di gioco Borriello è lanciato alle spalle della difesa avversaria e s’invola in velocità, presentandosi a tu per tu con Taylor sparandogli però la palla contro, fallendo un’occasione anche più clamorosa di quella capitata poco prima ad Healy. Sulla respinta dell’estremo difensore irlandese è quindi Cassano a provarci, questa volta da fuori. La conclusione del talento barese viene deviata da un difensore avversario in calcio d’angolo, la terna arbitrale però non se ne avvede e assegna un’ingiusta rimessa dal fondo.

La ripresa si apre, così come la prima frazione di gioco, con gli Azzurri in avanti. A provarci dopo una cinquantina di secondi è Borriello, la cui conclusione diagonale da fuori di sinistro termina però a lato del palo alla sinistra di un Taylor assolutamente tranquillo ed in pieno controllo della situazione.
Al terzo Pirlo va invece a calciare da almeno trentacinque metri, direttamente su calcio piazzato. La sua conclusione a fil di palo non ha però la giusta forza e l’estremo difensore nordirlandese non ha problemi a raggiungere il pallone per bloccarlo in tutta sicurezza.
Un altro minuto e gli Azzurri costruiscono un’altra buona azione: Pirlo lancia Pepe sulla destra che crossa sul secondo palo pescando Mauri pronto a calciare di prima intenzione, anche se con qualche problema di coordinazione. La sua conclusione, quindi, termina a lato.

Il rapidissimo forcing iniziale italiano non sortisce però effetti apprezzabili, e la partita torna a spegnersi.

L’Italia torna quindi a farsi vedere al diciottesimo: Pirlo scende centralmente e buca la difesa avversaria con un bel passaggio in verticale con cui mette in movimento Borriello, che conclude però debolmente tra le braccia di Taylor.

Per vedere ancora una volta un’azione degna di nota dobbiamo quindi aspettare il venticinquesimo della ripresa: Cassano pennella un cross sul secondo palo su cui arriva puntuale Pepe, il cui colpo al volo è un tiro-cross senza grandissimo senso. Altra occasione discreta sciupata malamente.
Poco più tardi è Cassano, di testa, a provarci: su cross dalla sinistra portato da Cassani il fantasista Doriano si tuffa dal limite ed incorna cercando l’incrocio, trovando però la pronta risposta del portiere nordirlandese.

Gli Azzurri continuano comunque a crederci, anche se lo fanno agendo con molta sufficienza.
Nonostante questo arrivano vicini al goal anche al quarantesimo quando Cassano pennella da sinistra trovando Pazzini sul secondo palo che stacca di testa ed incrocia dalla parte opposta non trovando però lo specchio di porta. Sulla palla piomba quindi Rossi che prova a girare il pallone in goal di prima intenzione, trovando però solo l’esterno della rete.

Ad un minuto dal termine fiammata nordirlandese: il solito Davis scende centralmente e dopo aver scambiato con un compagno entra in area scaricando un destro che non è però precisissimo anche grazie al disturbo di Pirlo. Bravo, quindi, Viviano a distendersi alla sua sinistra per salvarsi in calcio d’angolo e chiudere così, di fatto, il match.

COMMENTO

Partita soporifera come poche quella che vede gli Azzurri pareggiare in Irlanda del Nord.

Occasione sprecata, per altro. L’incredibile 3 a 1 estone in Serbia, infatti, avrebbe contribuito a spianare la strada ai nostri ragazzi, in caso di vittoria stasera.

Peccato, peccato davvero.

MVP

Non esiste un vero e proprio MVP, in una partita del genere.

Menzione d’onore, quindi, per Steven Davis: il centrocampista nordirlandese in forza ai Rangers, infatti, è il giocatore più in palla della nazionale di casa, nonché l’unico in grado di creare veri e propri – quanto sporadici – grattacapi alla retroguardia Azzurra.

TABELLINO

Irlanda del Nord vs. Italia
Marcatori: –
Irlanda del Nord (4-4-2): Taylor, Mc Auley, Craigan, Baird, Evans J., Hughes A., Brunt, Davis, McCann (36’ st Evans C.), Healay (21’ st Lafferty), Fenney (26’ stg McGinn) (12 Tuffey, 4 Clingan, 13 Evans C., 16 Patterson, 17 Gorman). All.: Worthington .
Italia (4-3-3): Viviano, Cassani, Bonucci, Chiellini, Criscito, De Rossi, Pirlo, Mauri (34’ Marchisio), Pepe (39’ st Rossi), Borriello (29’ st Pazzini), Cassano (12 Sirigu, 19 Zambrotta, 14 Bovo, 17 Palombo). All.: Prandelli.
Arbitro: Chapron (Francia).
Angoli: 8 a 5 per l’Irlanda del Nord.
Note: spettatori 15.000.

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