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Posts Tagged ‘Grecia’

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Credo che un po’ tutti tra ieri ed oggi abbiano sentito parlare del blocco del campionato greco imposto dal Governo.

Mi sembrava doveroso, vista l’importanza del tema, interpellare uno dei massimi esperti di calcio ellenico, Francesco Piacentini, per provare a capire meglio il momento.

Ovviamente dando poi anche un respiro più prettamente di campo alla chiacchierata…

Il Governo Tsipras ha sancito la sospensione del campionato ellenico. Per quale motivo si è arrivati a tanto?

I problemi del calcio greco partono da molto lontano, ma, nel caso specifico, si è arrivati alla sospensione per ciò che è successo nel derby degli eterni nemici. L’allenatore dell’Olympiakos, Vitor Pereira, ha fatto un sopralluogo del campo di gioco, andando a controllare la porta situata sotto la curva dei tifosi organizzati del Panathinaikos. C’è chi dice li abbia provocati, c’è invece chi smentisce, fatto sta che dalla curva è partito un commilitone pronto al linciaggio, armato di mazze e bastoni. Il responsabile della sicurezza della Lega è stato colpito in testa da una sedia e un fumogeno ha colpito Kasami alla mano. In tribuna è andata in maniera simile: Alafouzos (presidente del Panathinaikos) e Marinakis (presidente dell’Olympiakos) sono quasi venuti alle mani, per poi replicare lo show nell’Assemblea di Lega, dove Marinakis avrebbe lanciato una bottiglia sul volto di Konstantinou, il vicepresidente dei verdi. Questa escalation di violenza, comunque non nuova nel calcio greco, ha portato alla sospensione del campionato, la terza stagionale.

Parliamo di prospettive: la stagione verrà portata a compimento? Se sì, con quali tempistiche indicative credi si procederà?

Il campionato verrà portato a compimento, non penso proprio ci si possa permettere il contrario. Sulle modalità, prepariamoci a una serie di infrasettimanali. Data la mancanza di competizioni per le Nazionali, penso non sia un problema sforare la data prefissata per la fine della Super League e dei playoff Europa. Più che altro, l’aspetto che preoccupa di più è quali saranno le condizioni per poter ripartire. Il ministro dello sport parla di biglietto elettronico e maggiore sorveglianza, ma tutto ciò comporta costi che i piccoli club non possono sempre permettersi. Infatti molti presidenti invocano una tavola rotonda tra le istituzioni e i vertici delle tre grandi (Olympiakos, PAOK e Panathinaikos), affinché trovino una soluzione ad hoc e non ci vadano di mezzo le piccole realtà. Si parla addirittura di sciogliere i gruppi ultrà, ma sinceramente spero si faccia marcia indietro al più presto: innanzitutto, perché sono parte integrante della realtà greca, una delle sue peculiarità; inoltre, i problemi del podosfero non stanno nelle curve, ma ai piani alti di Federazione e Lega.

 

Questa, come dicevi, non è la prima sospensione nel corso di questa stagione. Cosa sta succedendo al calcio greco?

Sì, come dicevo siamo al terzo blocco stagionale. Il primo ha riguardato la morte di un tifoso dell’Ethnikos Pireo a Creta, durante gli scontri con gli ultrà dell’Irodotos, che ha ricevuto una penalizzazione di 15 punti (questo è un altro tema che scotta, poiché molti invocano grosse punizioni economiche per le società e non detrazioni alla classifica). La seconda, invece, è avvenuta dopo il pestaggio subito dal vice-presidente dell’Associazione degli Arbitri, Christoforos Zografos. Sono stati tirati in ballo grossi nomi per quel caso, tra cui quello di Melissanidis, il presidente dell’AEK, inchiodato da alcune presunte intercettazioni, che però non sono mai state rese pubbliche. Questo a dimostrazione che gli scontri tra le tifoserie (comunque in diminuzione rispetto agli anni passati, grazie ai divieti di traferta) non sono l’unico problema, semmai sono il più visibile. Tra calcioscommesse, gruppi di potere, guerre intestine e posizioni non proprio limpide di alcuni presidenti, il calcio greco ha molto altro a cui pensare.

 

Venendo a parlare di calcio giocato, qual è lo stato di salute generale dei club ellenici?

A livello di calcio giocato, dopo alcune stagioni faticose, la Super League ha ritrovato un suo equilibrio: lo spettacolo è aumentato, sono tornati grandi giocatori accantonati da realtà più importanti, giocano più giovani. Insomma, sono tornate le regole d’oro del calcio greco: utile per il pre-pensionamento, ottimo come trampolino di lancio un po’ più dietro le quinte e miniera d’oro per chiunque voglia una seconda chance. Se ci metti impegno e passione, in Grecia ti rilanci. Dal punto di vista economico, le cose cambiano. A realtà solide e virtuose, si accompagnano squadre più traballanti. Diciamo che è quasi normale, nelle piccole, saltare qualche mensilità, magari saldata il mese seguente o a fine anno. Le rescissioni di contratto ci sono ogni anno, ma generalmente inguaiano i club con forti problemi: fu così per l’AEK, lo stesso per l’Aris, entrambi falliti. Quest’anno tocca all’OFI, che si trova davanti una doppia impresa (sportiva ed economica) se vorrà partecipare alla prossima stagione. La FIFA gli ha imposto una smisurata penalizzazione di 10 punti per qualche debito passato verso alcuni calciatori e ora Anastopoulos si ritrova una rosa di una quindicina di giocatori schierabili, che però danno sempre il massimo. E’ struggente vedere una realtà così importante e seguita ridotta in questo stato. Servono dieci milioni per ripianare i debiti e c’è urgente bisogno di liquidità. Machlas si sta svenando per raccattare qualche spicciolo per continuare senza ulteriori intoppi, ma è difficile.

 

Ad avere qualche problema è di sicuro la Nazionale maggiore: 1 punto in 4 gare di qualificazione ed ultimo posto dietro a Finlandia e Far Oer. Cosa sta succedendo alla Nave Pirata?

Il Presidente Sarris ha avuto le colpe di una scelta del CT autoritaria e troppo radicale, Ranieri ha avuto dalla sua un trasformismo troppo elevato e la diffusione di ulteriore insicurezza coi suoi mille schemi, i giocatori poi si sono seduti sugli allori e sugli obiettivi raggiunti. Direi che si può sintetizzare così la situazione: un anno di cambiamenti in mano a un uomo senza idee chiare. La qualificazione agli Europei è ormai compromessa, serve un’impresa. Ora in panchina c’è Sergio Markarian, che ha sia esperienza come Commissario Tecnico, sia sul suolo greco. Staremo a vedere.

 

Situazione migliore a livello giovanile: l’under 21 ha sfiorato l’accesso ai playoff di qualificazione all’Europeo, l’under 19 ospiterà la propria rassegna di categoria e l’under 17 ha tutte le chance di qualificarsi. Come vedi il futuro del movimento nazionale?

Sono fiducioso, i ragazzi giocano tanto, molti stuzzicano i palati delle grandi. Nel girone di qualificazione agli Europei hanno tenuto testa alla Svezia, dove a 17 anni sei già in campo coi grandi e metti in fienile esperienza e insegnamenti. Direi che, pur con tutte le differenze del caso, anche la Grecia se la cava bene sotto questi punti di vista. Mi viene in mente il mio adorato Manolas, che a 22 anni aveva le chiavi della difesa dell’Olympiakos ed era già leader. Come lui non ne nascono tanti, ma il futuro c’è e, se continuano così, sarà solido.

 

Sempre a proposito di giovani, da appassionato quale sono non posso non chiederti almeno due o tre nomi di ragazzi che sei convinto arriveranno a giocare ad alto livello…

Kapino lo conosci, sta giocando anche col Magonza, dopo aver difeso i pali del Panathinaikos in molte occasioni. Lui mi ispira fiducia, esattamente come il suo collega Giorgos Athanasiadis, che gioca col Panthrakikos e merita una chance in una grande, allenato pure da un grande. Uno dei miei prospetti preferiti resta Diamantis Chouchoumis, terzino sinistro classe 94. Aveva già giocato negli anni scorsi, ma in questa stagione è stato chiamato a sostituire l’infortunato Nano (una colonna del Panathinaikos) e ha svolto un lavoro eccellente. Anche il suo collega Triandafyllopoulos lo vedo bene, così come Tasos Lagos, bel mediano. Ti dico anche Giannis Gianniotas, che sta facendo una grande stagione come ala nell’Asteras Tripolis e Fanis Tzandaris del PAOK. Di non greco, occhio a Masuaku dell’Olympiakos.

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C’era un giocatore tra i tanti che avrei voluto acquistare al FantaMondiale. Sia già all’inizio della manifestazione, che poi prima degli ottavi di finale.

In entrambi i casi, purtroppo, non sono riuscito a farlo mio.

Nonostante questo il buon José Holebas ha confermato che l’idea di base fosse giusta.

Terzino sinistro nativo di Aschaffenburg, Germania, è stato naturalizzato greco nel 2011 e proprio con la Nazionale ellenica ha già messo insieme quasi trenta presenze, diventando uno dei punti di forza della squadra nel Mondiale in corso.

Nato e cresciuto in Germania, dicevo, dopo tre anni nella squadra del suo paese natio passa al Viktoria Kahl, dove mette a segno ben quindici reti convincendo il Monaco 1860, all’epoca militante in Zweite Liga (la nostra Serie B) a puntare su di lui.

Passato in Baviera nell’estate del 2006 – quella che significò tristezza estrema per la sua gente, con la Nazionale eliminata in semifinale nel Mondiale di casa dagli Azzurri poi Campioni del Mondo – viene aggregato alla squadre riserve del club. Un anno, 47 presenze e 12 goal più tardi eccolo promosso in prima squadra. L’esordio arriva quindi all’inizio della stagione 2007/2008, in un match contro il St. Pauli.

Tre stagioni ed ecco un nuovo trasferimento. L’Olympiakos decide di riportarlo nella terra dei suoi avi (José ha origini greche ed uruguaiane), e lui accetta subito l’offerta.

La scelta è felice anche perché gli schiude le porte della Nazionale.

Il C.T. greco Fernando Santos è infatti subito molto colpito dalle sue qualità e dal suo livello di gioco e dà subito l’input in Federazione.
Parte quindi un processo, durato qualche mese, che lo porterà ad acquisire la nazionalità greca, terra natia di suo padre Achilles.

Il 3 novembre 2011 riceve il nuovo passaporto, otto giorni più tardi arriva l’immediato esordio in un’amichevole contro la Russia.

Oggi, con la Nazionale ellenica reduce dall’eliminazione agli ottavi, Holebas è uno dei punti di forza della squadra.

In carriera ha vinto quattro SuperLeague greche, più due coppe nazionali.

Colonna della difesa dell’Olympiakos, è un giocatore da sempre sottovalutato e stranamente snobbato dall’Europa intera.

Giocatore di grandissima gamba, è rapido e resistente. Grande attitudine offensiva, se la cava anche in fase di non possesso, pur essendo più adatto a giocare in contesti di gioco “ariosi”.

Piede sinistro educatissimo, sa crossare con grande efficacia e battere i calci piazzati (corner, punizioni e perché no rigori, come quello – splendido – segnato nella lotteria finale contro Costa Rica).

Cross morbidi ed indirizzati che sono uno dei suoi punti di forza. Non solo come qualità, ma anche come quantità: con 16 traversoni, infatti, è ad oggi il giocatore con più tentativi del Mondiale in corso.

Personalmente lo vedrei benissimo in Italia e sarei in particolare curioso di vederlo in una squadra che giochi col 3-5-2, in cui avrebbe compiti difensivi in qualche modo più limitati di una classica difesa a quattro e qualche chance in più di ripartire.
Al tempo stesso, comunque, potrebbe giocare tranquillamente anche in un 4-4-2 o 4-2-3-1, moduli in cui avrebbe anche la possibilità di sovrapporsi ad un’ala, creando potenzialmente un tandem e un gioco interessante.

In tutto ciò, in questi giorni, mi sto anche chiedendo se in Germania non ci sia qualcuno che si stia mangiando un po’ le mani. Intendiamoci, non parliamo certo del nuovo Roberto Carlos. Però un giocatore con questa qualità snobbato così è veramente un peccato.
Non solo: con la Nazionale che gioca con Howedes fuori ruolo magari un Holebas in luogo del mezzo infortunato Schmelzer avrebbe potuto fare comodo…

Una sola controindicazione, dovuta proprio al fatto che è stato da sempre snobbato: l’età.

Se Holebas dice poco al grande pubblico, infatti, non stiamo purtroppo parlando di un giovane terzino in rampa di lancio, ma già di un trentenne che ha ancora tre, forse quattro stagioni di livello davanti a sé. Gli auguro di sfruttarle al meglio.

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Bastano cinque minuti di fuoco alla Repubblica Ceca per avere la meglio su di una Grecia che nel complesso si dimostra poca roba, anche se sempre con un grande cuore.

La partenza è infatti choc e segna in maniera irreparabile il match: uno-due nei primissimi minuti e Grecia affondata, praticamente estromessa dall’Europeo.

I greci però, che si trascinano appresso tutto un popolo ferito mortalmente dalla crisi, hanno carattere e lo dimostrano rialzandosi quando sembravano già battuti e provandoci fino in fondo.

Greci che perverrebbero anche al pareggio, non fosse che il goal del momentaneo 2 a 1 viene invalidato dal direttore di gara per presunto fuorigioco.

A regalare il goal della bandiera – che sarebbe potuto essere del pareggio – ai greci è quindi una paperissima di Petr Cech, che dopo essersi laureato campione europeo per club con il Chelsea si è imbambolato su di una palla totalmente innocua che diventa però sanguinosissima quando transita dalle sue parti.

Grecia praticamente fuori, dicevamo, Repubblica Ceca assolutamente in gioco che si giocherà tutto all’ultima gara contro i padroni di casa polacchi.

Repubblica Ceca che comunque, va detto, è una squadra ben lontana da quella dei Nedved e dei Poborsky.

Con cui Rosicky, uno dei pochi ad elevarsi dalla media, giocò da ragazzo, ma che è evidente come non siano stati rimpiazzati adeguatamente dalle nuove leve.

Nel complesso, quindi, si conferma poca cosa questo Gruppo A in cui Grecia e Repubblica Ceca rappresentano due delle squadre ad oggi meno quotate e interessanti di quest’Europeo.

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Subito un mezzo passo falso per i padroni di casa polacchi.

La squadra c’è, almeno in diversi elementi.

I tre campioni di Germania, ad esempio, sono giocatori di livello Europeo nel vero senso del termine.

Il tutto, però, non basta.

La Polonia in realtà parte fortissimo, sospinta dal rovente pubblico del National Stadium di Varsavia.

E sono proprio i polacchi di Dortmund a spaccare la partita, con l’attesissimo Lewandowski, giocatore che se la Polonia arriverà fino in fondo potrebbe puntare a diventare capocannoniere del torneo, ad infilare Chalkias di testa.

E’ una Polonia caricata a molla pronta a giocarsi fino in fondo la qualificazione ai turni ad eliminazione diretta.

Una Polonia che però mette in mostra qualche problemino difensivo, che potrebbe costare caro agli uomini di Smuda.

Perché una componente di sfortuna se si vuole c’è, ma prendere un goal così, quasi da dilettanti, significa anche mostrare una certa fragilità là dietro.

Così è bravo Salpingidis, indubbiamente tra i migliori in campo, ad approfittare dello svarione e della sfortuna polacca per firmare l’1 a 1 finale.

Il tutto con la Grecia in dieci, per espulsione più che dubbia di Papastathopoulos.

Polonia che quindi avrebbe tutte le carte in regola per vincere il match.

Il solito Salpingidis, però, guadagna un rigore netto, che porta peraltro all’espulsione del portiere di casa.

Sul dischetto si presenta quindi l’ex interista Karagounis, uno degli eroi dell’impresa greca all’europeo 2004, che si fa disinnescare la conclusione, in realtà molto angolata, dall’ottimo Tyton, entrato a freddo ma subito in partita.

Polonia che fa un mezzo passo falso pesante, insomma.

Sempre indomita, invece, la Grecia. Che non ripeterà certo l’exploit del 2004, ma che continua a mostrare un carattere raro.

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Corea del Sud e Grecia aprono il gruppo B sfidandosi per ottenere i primi tre punti del girone e provando ad affermarsi come outsider di un girone in cui le naturali favorite paiono essere Argentina e Nigeria, squadre che si affronteranno alle 16 per il primato nel girone.

Tifosi sudcoreani esultano dopo un goal

CRONACA
Il primo attacco a portare il pallone in area è greco: un cross di Karagounis trova infatti un po’ in affanno la retroguardia coreana, con Cho Yong-Hyung che si salva in qualche modo prolungando la traiettoria del pallone di testa oltre la linea di fondo. Sugli sviluppi del corner ci prova quindi Torosidis, ma la sua conclusione non trova i pali della porta difesa da Jung Sung-Ryong.

La Corea è comunque vivissima e al settimo passa: Lee Jung-Soo sfrutta infatti una situazione di palla inattiva infilandosi tra le larghe maglie della difesa greca per bucare sotto misura Tzorvas, firmando la rete del vantaggio.

Al quarto d’ora Lee Chung-Yong salta un avversario ed entra in area e giusto mentre fa per presentarsi a tu per tu con Tzorvas viene toccato alle spalle da Torosidis, che lo disturba impedendogli di calciare e facendolo terminare a terra. L’arbitro, comunque, fa segno di continuare il gioco.
Cinque minuti più tardi sono ancora i Guerrieri Taeguk a mettersi in mostra: Kim Jung-Woo fugge in contropiede e dopo una cinquantina di metri corsi palla al piede centra un pallone basso per Park Chu-Young, la cui conclusione di prima intenzione è però sballatissima e termina molto al di là del palo alla sinistra dell’estremo difensore greco. Tzorvas che al ventisettesimo risulta determinante: ennesima ripartenza coreana con Park Chu-Young che scatta poco oltre la metàcampo sul filo del fuorigioco per sfuggire al proprio diretto marcatore e presentarsi in area a tu per tu con il portiere che esce però bene chiudendogli lo specchio di porta.

A quattro dal termine è ancora una volta Park Chu-Young a mettersi in mostra: dopo aver ricevuto palla a pochi metri dalla linea dell’area di rigore, infatti, la punta del Monaco controlla e scarica un mancino che si spegne però alto sulla traversa.
La Grecia torna quindi a farsi vedere solo a tempo ormai quasi scaduto quando Seitaridis prova, dalla disperazione, un cross dalla trequarti cercando Gekas. Il pallone è però troppo lungo e termina tra le braccia di un Jung Sung-Ryong che, comunque, controlla con qualche patema di troppo dovuto alla propria scarsa sicurezza.

Ad inizio ripresa, quindi, i coreani chiudono il match: capitan Park Ji-Sung dimostra di non essere un giocatore del Manchester United per caso rubando intercettando un pallone in zona centrocampo per poi infilarsi tra le larghe maglie greche spaccando a metà la squadra ed arrivando dritto per dritto fino in area, dove bucherà poi l’uscita di Tzorvas con un diagonale sul secondo palo.

Non contenti i coreani iniziano quindi ad operare una manovra più costruita, limitando il gioco basato quasi esclusivamente sulle ripartenze. Di contro la Grecia resta totalmente in palla, in balia dell’avversario. Al sessantatreesimo, quindi, Cha Du-Ri crossa da destra per Park Chu-Young che svetta in piena area mettendo palla poco oltre la traversa fallendo quindi il possibile 3 a 0 che avrebbe definitivamente posto la parola fine sul match.

Al settantesimo torna quindi a farsi vedere la compagine ellenica: un’azione insistita e caparbia di Salpigidis sulla destra libera Kapetanos al tiro. La conclusione della punta in forza alla Steaua Bucarest è però ancora una volta totalmente sballata, terminando ben oltre la porta difesa da Jung Sung-Ryong.
Due minuti e Torosidis riceve in area sul secondo palo ed invece di calciare di prima intenzione prova a saltare Lee Jung-Pyo con un sombrero, venendo però contenuto in calcio d’angolo.

E’ comunque una Grecia più volenterosa quella che si vede in campo negli ultimi venti minuti: ad un quarto d’ora dal termine Katsouranis riceve quindi al limite e scarica un destro che viene però contrato da Lee Jung-Pyo in calcio d’angolo sugli sviluppi del quale Gekas riceve in area e dopo aver stoppato effettua una sorta di mezza rovesciata che è però respinta, con la mano secondo gli ellenici, proprio dal terzino ex PSV. L’arbitro dell’incontro, il neozelandese Michael Hester, annulla comunque l’azione, stoppando tutto. Nel momento della partenza del cross, infatti, la punta in forza all’Eintracht Francoforte era in chiara posizione di offside.

A nove dal termine è quindi ancora Gekas a provarci, venendo però chiuso in angolo da una respinta del portiere. Sugli sviluppi del calcio d’angolo arriva quindi un rapido ribaltamento di fronte che viene chiuso da una conclusione del solito Park Chu-Young il cui tiro, destinato a lato, è comunque sospinto in corner da Tzorvas, non abbastanza sicuro in quest’occasione.

Park Ji-Sung festeggia la realizzazione del 2 a 0

Ed è proprio la ricerca di un insperato pareggio, paradossalmente, a penalizzare i greci. Perché la manovra ellenica resta farraginosa e incapace di costruire vere e proprie azioni da goal ma sbilanciarsi per cercare la rete significa anche creare praterie alle proprie spalle. E proprio di queste voragini provano ad approfittarne i Dragoni che a cinque dal termine si lanciano in contropiede col solito Park, contrato una volta entrato in area, andando poi a concludere l’azione con Lee Chung-Yong, che dopo aver ricevuto palla dal rimpallo tra il proprio capitano e Seitaridis scarica un destro smanacciato in angolo dal sempre attento Tzorvas.

COMMENTO
Il punto di svolta del calcio sudcoreano furono i Mondiali di casa, quelli giocati ormai otto anni fa. Lì, infatti, i Guerrieri Taeguk compirono un’impresa non da poco (certo, fortemente aiutati dagli arbitraggi sia contro gli Azzurri che, soprattutto, contro la Spagna) riuscendo addirittura ad arrivare quarti dopo che mai prima di allora erano riusciti a passare il primo turno.

Guidati da un mago della panchina, quel vecchio volpone che risponde al nome di Guus Hiddink, centrarono un risultato storico e misero in mostra diversi giocatori molto interessanti, alcuni dei quali hanno poi avuto discrete carriere europee (uno su tutti l’attuale capitano, Park Ji Sung).

Nel corso dello scorso Mondiale vennero inseriti in un gruppo piuttosto ostico comprendente i futuri vicecampioni del mondo francesi e gli svizzeri capaci di terminare quel Mondiale agli ottavi senza mai subire una rete (venendo sconfitti ai rigori dall’Ucraina di Shevchenko, poi eliminata al turno successivo dagli Azzurri). Gruppo che non riuscirono a passare terminando comunque ad un solo punto dalla Francia, squadra con cui per altro pareggiarono.

A questi Mondiali giungono quindi un po’ in sordina ma con nelle corde la possibilità di fare bene. Sulla carta non è affatto detto riusciranno a passare ma qualora ciò avvenisse non ci sarebbe affatto da stupirsi. Questa è infatti una squadra piuttosto ben messa in campo che ad una latente fragilità difensiva (dovuta anche forse ad un portiere che non pare sicuro innanzitutto nei confronti dei propri mezzi) abbina un centrocampo dal buon mix quantità-qualità ed un attacco rapido e tecnicamente dotato.

Ripetere l’impresa del 2002, dicevo, sarà difficilmente possibile. Affermarsi come una delle sorprese più piacevoli di questo Mondiale, invece, potrebbe non essere così impossibile…

Se in Corea del Sud hanno di che ridere e gioire in Grecia direi che se la passano invece proprio male. E non parlo solo, ovviamente, della crisi economica che ha colpito gli ellenici quanto, limitatamente al discorso calcistico, di una squadra priva di talento e che non riesce nemmeno più a trovare quella solidità difensiva che la contraddistinse nel 2004 portandola addirittura a vincere un Europeo.

Se da una parte i coreani si candidano per dare fastidio a molte squadre, magari già a quell’Argentina maradoniana che scenderà in campo tra una mezz’ora per il suo debutto Mondiale, i greci si candidano invece per un prematuro ritorno a casa, magari condito anche da tre sonore sconfitte.

MVP
Migliore in campo, a mio avviso, quel Park Chu-Young che nonostante non trovi la via della rete si dimostra, pimpante e brillante, come vera e propria spina nel fianco greco.

Citazione doverosa, comunque, anche per Jung-Moo Huh, allenatore della compagine asiatica. Il 55enne commissario tecnico nativo di Jindo nonché ex calciatore del PSV Eindhoven schiera infatti in campo una squadra tatticamente quasi impeccabile e un pezzo di questa vittoria è indubbiamente da attribuire a lui.

Ki Sung-Yueng e Huh Jung-Moo si salutano all'uscita dal campo del primo

TABELLINO
Corea del Sud vs. Grecia 2 – 0
Marcatori: 7′ Lee Jung-Soo, 52′ Park Ji-Sung
COREA DEL SUD: 18-Jung Sung-ryong; 22-Cha Du-ri, 12-Lee Young-pyo (91′ Jae Sung), 4-Cho Yong-hyung, 14-Lee Jung-soo; 8-Kim Jung-woo, 16-Ki Sung-yong, 7-Park Ji-sung, 17-Lee Chung-yong; 10-Park Chu-young (87′ Lee Seung-Yeoul), 19-Yeom Ki-hun (74′ Kim Nam II). Ct.: Jung-Moo.
GRECIA: 12-Alexandros Tzorvas; 11-Loukas Vyntra, 2-Giourkas Seitaridis, 15-Vassilis Torosidis; 6-Alexandros Tziolis, 8-Avraam Papadopoulos, 10-Giorgos Karagounis (46′ Patsatzoglou), 21-Kostas Katsouranis; 7-Giorgos Samaras (59′ Salpingidis), 9-Angelos Haristeas (61′ Kapetanos), 17-Fanis Gekas. Ct.: Rehhagel.
ARBITRO: Michael Hester (Nuova Zelanda)
AMMONITI: Torosidis(G)

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Ninis è ritenuto il futuro del calcio greco (uefa.com)

Ninis è ritenuto il futuro del calcio greco (uefa.com)

Calcisticamente greco, nacque però ad Himara, città albanese del distretto di Valona, il 3 aprile 1990 questa minuta ala attualmente in forza al Panathinaikos.

A soli dieci anni entra nell’Accademia della Giannis Pathiakakis, che lascia un anno più tardi per l’Apollon Smyrna, piccolo club della capitale ellenica. A fine 2003 arriva invece la chiamata del Panathinaikos, ed è una chiamata irrinunciabile: Sotiris ne approfitta ed entra a far parte delle giovanili di uno dei club più importanti e blasonati dell’intera Grecia.

Qui gli viene data la possibilità di giocare con continuità e migliorarsi, anche grazie alla costante supervisione dello staff del Prasinoi.

Il tutto fino al dicembre del 2006 quando in società si è ormai diffusa la convinzione che il futuro sia tutto dalla sua parte e si sente quindi il bisogno di blindarlo: pochi giorni prima di natale il piccolo Ninis, ancora sedicenne, firma il suo primo contratto da professionista, un quinquennale che lo lega a doppio filo al Pana.
Proprio in quei giorni, tra l’altro, vince l’HFF Young Player of the Year, un riconoscimento assegnato da giocatori e dirigenti al prospetto ellenico più interessante.

Due sole settimane più tardi, quindi, arriva l’esordio ufficiale in prima squadra: e lui, che nonostante fosse poco più di un bambino non risulta essere il più giovane esordiente nella storia di questa società, ripaga in pieno la fiducia di tutto l’ambiente, giocando un grandissimo match contro l’Eigaleo, divenendo addirittura MVP dell’incontro.

E’ un esordio col botto, un inizio choc. Un ragazzino che si impone e fa onde tra i pro.

Diventa quindi un punto fermo di quella squadra, tanto che un mese dopo il suo esordio in campionato arriva anche l’esordio europeo in Coppa UEFA contro il Lens (facendolo diventare il più giovane calciatore greco ad esordire in Europa). Il tutto due giorni prima di un 4 a 1 contro gli odiati rivali dell’AEK, con Sotiris che, grande protagonista della partita, firma una bella rete dal limite, offrendo anche due assist.

E’ proprio all’ora che il ragazzo prende una decisione importante per la sua carriera: il suo nome, infatti, comincia a circolare con insistenza ed il suo paese natale, l’Albania, si ricorda di lui. Arriva quindi una convocazione da parte della rappresentativa under 21 albanese che Ninis decide però di rifiutare, rivelando di voler giocare per la nazione che l’ha adottato: la Grecia.

Ed è una scelta che pare da subito essere felice dato che Sotiris parteciperà, di lì a poco, all’Europeo under 19 (lui che di anni ne aveva 17 ed era quindi tra i più giovani a scendere in campo in quella competizione) disputato in Austria dove si impone come trascinatore degli ellenici che grazie alle sue giocate arrivano sino a disputare la finale del torneo, poi persa 1 a 0 contro la Spagna di Daniel Parejo (l’autore della rete che consegna il titolo alle Furie Rosse), Sergio Asenjo, Aaron Ñíguez ed Emilio Nsue tra gli altri.

Di quell’Europeo, quindi, Ninis viene votato addirittura MVP ed al termine dello stesso gli esperti di calcio giovanile sono certi: è nata una stella.

La stagione successiva, però, sarà molto sfortunata per il ragazzo che subirà l’influsso di una serie di fattori negativi, finendo con l’involversi rispetto a quella precedente, dove si era imposto all’attenzione di tutti. Tra il cambio d’allenatore, con Josè Peseiro che dopo essere subentrato a Victor Munoz dimostrerà subito di non gradire particolarmente la sua presa in prima squadra, attirando l’ira dei tifosi, ed alcuni infortuni, il più importante dei quali riportato al tendine d’achille oltre ad alcuni muscolari (la cui colpa è stata data al fatto che ha giocato troppe partite tra i professionisti in così giovane età), Ninis finirà addirittura con l’essere reintegrato alle formazioni giovanili del Prasinoi.

In Grecia, però, l’hype mediatico su di lui resta alto, così come le aspettative.
Nonostante non sia più un punto fisso della prima squadra del Pana il Commissario Tecnico della nazionale all’epoca Campionessa d’Europa in carica, Otto Rehhagel, decide di farlo esordire in nazionale maggiore.
E lui, ancora una volta, ripaga appieno la fiducia dimostratagli, andando a segnare dopo quattro soli minuti di gioco e diventando così il più giovane calciatore ad aver mai segnato in maglia ellenica (battendo di 244 giorni il precedente record, fatto segnare da Kostas Eleftherakis più di trent’anni prima).
Il fatto che sia praticamente fuori dal “giro buono” del suo club, però, gli costa l’Europeo 2008. Il C.T. tedesco, infatti, dopo avergli regalato la gioia dell’esordio non se la sente di aggregarlo alla squadra che parte per l’Austria.

Quell’annata, comunque, si dimostra essere storta anche per il Panathinaikos, i cui dirigenti, a fine stagione, decidono di liberarsi di Peseiro che, già inviso ai tifosi per l’affare Ninis, viene individuato come il principale responsabile dell’annata fallimentare del Pana.
Al suo posto viene quindi assunto Henk Ten Cate, tattico olandese maestro nella gestione dei giovani.

Il nuovo tecnico fa subito capire a Ninis le sue intenzioni di farne uno dei pilastri del suo Panathinaikos tanto che, dopo averlo immediatamente riportato in prima squadra, lo nomina vicecapitano del team, cosa che non era mai capitata ad un ragazzo così giovane nell’intera storia del club.
Fiducia ripagata, ovviamente, con Ninis che termina in seconda posizione nella speciale classifica degli assistman della Superliga Greca (a parimerito con una vecchia conoscenza del nostro campionato, Alvaro Recoba).

Subito dopo essere stato nominato vicecapitano della squadra, tra l’altro, Nikos Pateras, Presidente del club, subodorando il fatto che il suo nome sarebbe tornato sulla cresta dell’onda, decide di non perdere tempo ed a fine settembre 2008 gli fa firmare un rinnovo quadriennale.
Da sottolineare che in questo nuovo contratto sono state inserite due clausole importanti. La prima prevede che il giocatore possa accasarsi ad una qualsiasi altra squadra ellenica disposta a versare 17 milioni di euro per il suo cartellino.
La seconda, invece, prevede che se l’offerta arrivasse da una squadra straniera questa potrebbe ammontare a soli 10 milioni di euro: un vero affare.

In passato si mossero su di lui diverse squadre: Arsenal, Real Madrid, Milan (che secondo i media greci avrebbe opzionato il giocatore, notizia che però pare non abbia fondamento), Manchester United, Paris Saint Germain, Bayern Monaco e Siviglia, principalmente, hanno mandato i propri scout a visionarlo.
Il tutto però si è fino ad oggi risolto con un nulla di fatto.
Anche se il ragazzo, solo diciannovenne, c’è da scommettere non sia particolarmente turbato dalla cosa: ad Atene è trattato come un semidio, ha il completo affetto dei tifosi ed è un punto fisso della squadra: una situazione ottima per continuare ad evolversi, sicuramente migliore rispetto al tentare il salto in un top club in cui magari essere chiuso da giocatori più esperti e finire col perdersi (pensate a che fine farebbe se dovesse decidere di andare a giocare nel Real, ad esempio).

Destro naturale, per quanto non disdegni l’uso del mancino, è proprio sull’out di destra che preferisce giocare, non disdegnando comunque la posizione di trequartista classico.

Ninis, punto fermo del Pana (uefa.com)

Ninis, punto fermo del Pana (uefa.com)

Fisico compatto (173 centimetri per 68 chili di peso), controllo di palla elegante, rapidità di movimento ed esecuzione, tecnica sopraffina, bravo tanto negli spazi stretti quanto nell’allungo, prova gusto sia nel cercare la giocata risolutiva che nel deliziare la folla con un numero d’alta scuola, anche se fine a sè stesso (o quasi).

I numeri ci sono tutti, la classe è cristallina, il prezzo assolutamente accessibile.

Le nostre società si faranno scappare anche questo giovane di prospettiva o, soprattutto quelle che parlano di progetto-giovani, qualcuno si muoverà per portare in Italia questo potenziale crack del calcio mondiale?

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