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Posts Tagged ‘Europeo Under 19’

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Dopo aver parlato di quanto accaduto nella prima fase di qualificazione agli Europei under 17 del prossimo anno è arrivato il momento di spostarci all’under 19. Che, per questa edizione, sarà riservata ai ragazzi nati dopo il 1 gennaio 1996. Ovvero a quei ragazzi che – limitando il discorso all’Italia – due anni fa, come under 17, videro la Russia imporsi a livello continentale proprio sui nostri portacolori.

Gruppo 1

Nessun problema per l’Inghilterra, probabilmente la compagine under 19 più forte d’Europa. Superate senza problemi Bielorussia (3 a 0) e Lussemburgo (8 a 0) gli inglesi si sono conquistati il primo posto del girone grazie al 4 a 2 firmato da Roberts (miglior realizzatore inglese in questa prima fase con 4 centri), Barker e dalla doppietta di Fewster.
Al secondo posto proprio i giovani belgi (in cui Siebe Schrijvers si guadagna 3 cartellini gialli, record di questa prima fase assieme all’andorrano Carlos Novo Martin), che confermano la bontà della scuola che fu di Enzo Scifo e che negli ultimi anni sta sfornando moltissimi talenti interessanti.
Chiudono invece a parimerito Bielorussia e Lussemburgo, che impattano 2 a 2 nell’ultimo match del girone.

Gruppo 2

Sorpresa nel gruppo 2, dove la piccola Austria demolisce i cugini tedeschi e strappa il primo posto.
Austriaci che partono con calma battendo Lettonia e Kazakistan con un doppio 1 a 0. Il girone va quindi chiuso contro i tedeschi, a loro volta reduci da vittorie molto più larghe (rispettivamente 3 e 6 a 0 contro lettoni e kazaki). Austria che a quel punto tira fuori il meglio di sé, distruggendo 5 a 1 i tedeschi grazie alle doppiette di Kvasina e Ripic ed alla rete del gioiellino Horvath. Nel match resta quindi a secco l’ottimo Timo Werner, capace di segnare 4 reti nei primi due match del girone.
Il terzo posto se lo aggiudica quindi la Lettonia, che s’impone 3 a 0 sul Kazakistan in una gara inutile ai fini della qualificazione.

Gruppo 3

Due notizie: da una parte l’Islanda, che ultimamente sta producendo talenti e risultati interessanti a livello giovanile, viene spazzata via e chiude il girone a zero punti. Dall’altra l’Estonia sfiora il colpaccio, e per poco non elimina la Turchia.
Croati che s’impongono battendo Estonia (1 a 0) ed Islanda (4 a 1), per poi impattare 0 a 0 con la Turchia, in una gara che sa tanto di “biscotto”.
Turchi invece che si aggiudicano il secondo posto sì con questo pareggio, ma anche con il pareggio rimediato proprio contro gli estoni e soprattutto grazie al roboante 7 a 3 della prima giornata, registrato contro l’Islanda (e dove fa grande mostra di sé il carica 301 Enes Unal, a segno quattro volte nonché il giocatore col maggior numero di conclusioni a rete di questa prima fase: 13).

Gruppo 4

Ok, il livello non sarà stato altissimo. Ma vedere l’Azerbaigian eliminare Ungheria e Slovenia un certo effetto lo fa, almeno a me.
Questo grande traguardo i giovani azerbaigiani lo centrano grazie al pareggio sull’Ungheria ed alla vittoria raccolta nell’ultimo match contro la Slovenia.
In mezzo, la netta sconfitta (4 a 1) contro la Slovacchia, che si libera facilmente anche di Slovenia (2 a 1) ed Ungheria (3 a 0) aggiudicandosi il primo posto in classifica.
Eliminato quindi prematuramente Alen Ožbolt, con 4 centri uno dei migliori marcatori di questa prima fase di qualificazione.

Gruppo 5

Tutto secondo pronostico.
A dominare il girone è la Russia, trascinata da bomber Ramil Sheydaev. Il giovane in forza allo Zenit – in possesso anche di passaporto azerbaigiano – realizza 6 reti in 3 match, così suddivise: 2 nel 7 a 0 inflitto alle Far Oer, 2 nel 5 a 2 all’Irlanda del Nord e 2 nel 3 a 0 finale inflitto alla Repubblica Ceca.
Che, dal canto suo, centra la seconda posizione battendo le due cenerentole del girone con un duplice 2 a 0.

Gruppo 6

Svizzera ed Eire a braccetto.
Elvetici che decidono di strafare contro Gibilterra (8 a 0) e Malta (7 a 1), sgonfiandosi un po’ prematuramente. Così l’ultimo match termina 1 a 1. Ma il primo posto è svizzero in virtù della miglior differenza reti (su cui pesano notevolmente le 5 realizzazioni marcate da Nicolas Hunziker, secondo miglior realizzatore della prima fase).

Gruppo 7

Anche qui, tutto secondo pronostico.

Portogallo e Danimarca si liberano senza grossi affanni di Galles ed Albania prima che i lusitani si impongano sui danesi nel match che vale il primo posto del girone.

Da sottolineare la prova di Hildeberto Pereira, tre assist in altrettante partite giocate.

Gruppo 8

Sorpresa in negativo di sicuro la Bulgaria, che chiude al palo con un triste record di 3 goal fatti a fronte di ben 12 subiti.

Bene invece la coppia Ucraina-Svezia. Le due squadre passano a braccetto, con gli ex sovietici in prima posizione grazie ad un attacco più prolifico.

Gruppo 9

Dominio Azzurro.

I ragazzi di Pane sbancano il proprio girone nonostante la presenza della sempre temibile Serbia con tre vittorie in altrettante partite.

Scontate quelle con Armenia (3 a 0 – Cerri, Verde e Bonazzoli) e San Marino (6 a 0 – 3 Bonazzoli, Panico, Di Molfetta e Calabresi), netta quella contro i serbi (3 a 1 – Cerri, Panico e Parigini).

Bonazzoli che così grazie alle 4 realizzazioni in 146 minuti giocati risulta come uno dei migliori marcatori della prima fase di qualificazione. Il tutto nonostante sia aggregato sottoetà alla rappresentativa under 19.

Gruppo 10

Olanda in carrozza.
Liberatisi facilmente di Andorra (7 a 0) e Moldavia (3 a 0), i giovani Tulipani hanno affrontato la Polonia in un match valido “solo” per l’assegnazione del primo posto, con entrambe le squadre già qualificate.

Così il match decisivo viene deciso dai goal di Nouri e Kallon, che ribaltano l’iniziale vantaggio polacco firmato da Dankowski.

Mattatore del girone Bilal Ould-Chikh, autore di ben 4 assist in 270 minuti di gioco.

Gruppo 11

Girone con una tra le più grandi sorprese di questa fase di qualificazione, sicuramente. Nonostante bomber Puscas, infatti, la Romania chiude inopinatamente ferma al palo: 0 punti ed un’eliminazione che brucia molto.

A passare Montenegro, che chiude a punteggio pieno, e la Georgia.

Gruppo 12

Il mezzo passo falso registrato contro la Bosnia non impedisce ai Galletti di chiudere in prima posizione il penultimo girone del lotto.

Un pareggio, questo, decisivo per le sorti della seconda qualificata: senza di esso, infatti, i bosniaci non avrebbero potuto sopravanzare la Macedonia e sarebbero stati eliminati.

Gruppo 13

Niente Scozia. E questa possiamo dire che è una notizia, soprattutto se pensiamo che i giovani britannici sono stati fatti fuori dalla Lituania.

Scozzesi che pareggiano tre match su tre. Troppo poco per poter pensare di strappare il biglietto per la Fase Elite.

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Spagna – Francia, riedizione del quarto di finale dell’ultimo Europeo.

In questo caso, però, si tratta di una semifinale, e siamo a livello di under 19.

Si fronteggiano comunque due grandissime squadre, nonché scuole calcio.

Da una parte l’ormai pluridecorata Spagna, che oltre ad aver imposto il proprio dominio a livello di nazionale maggiore con due Europei ed un Mondiale nell’arco di quattro anni continua a dettar legge anche a livello giovanile.

Dall’altra una Francia che anche grazie al grande apporto ricevuto da immigrati e colonie riesce sempre a presentare nazionali, in special modo giovanili, interessanti, piene di giocatori già formati in particolar modo da un punto di vista fisico-atletico.

Transalpini che si schierano col 4-4-2 con la riserva di Salvatore Sirigu tra i pali, Areola, una linea difensiva a quattro composta da Foulquier, Samnick, Umtiti e Digne ed un centrocampo arricchito dalla presenza di Veretout, Ba, Pogba e Kondogbia. In attacco, quindi, Bahebeck a supportare Vion.

Classicamente spagnola, invece, la disposizione in campo delle Furie Rosse, che esattamente come la nazionale maggiore giocano senza una vera punta di ruolo, relegando capitan Juanmi in panca.

Così Lopetegui schiera Arrizabalaga a difesa dei pali con Joni terzino destro e Grimaldo sull’out opposto. Ramalho ed Osede sono i centrali di difesa. A dare dinamicità al centrocampo ci pensano invece Campana e Torres, con Niguez libero di inventare. Il tridente, “tipicamente atipico”, vede infine la presenza di Deulofeu, Jesé Rodriguez e Suso.

Al terzo minuto di gioco Pogba, capitano della nazionale francese e promesso sposo juventino, rischia di perdere palla incaponendosi un po’ troppo in tocchi leziosi al limite per poi tagliare benissimo la difesa con un tocco filtrante, cercando lo scatto di Bahebeck. Che però non capisce, e non sfrutta l’occasione di portare subito avanti i suoi.

E’ comunque una Spagna che palesa tutti quei limiti che aveva già mostrato nella Fase Elite contro l’Italia, in una partita in cui una nazionale Azzurra con tante defezioni (ancora devo capire perché i vari Romanò, Crisetig e compagnia restarono a casa) rischiò quasi di battere i parietà iberici.

E’ infatti da subito la Francia, guidata dai sapienti piedi di Paul Pogba, a cercare il possesso di gioco. Non solo: gli spagnoli sono da subito timorosi e anziché aggredire con la loro classica veemenza il portatore di palla restano schiacciati nella propria trequarti.
Il tutto non certo per una scelta tecnico-tattica impostata dall’alto: si sentono infatti chiare in tutto lo stadio le voci di Lopetegui, che continua ad incitare i suoi ad uscire in pressing.

Spagna che intorno al quarto d’ora prova quindi a rialzare la testa e si fa in effetti subito pericolosa. Samnick, difensore dalle potenzialità interessanti ma un po’ troppo portato all’intervento in scivolata, fa fallo sul lato destro della sua area di rigore. Capitan Campana si porta quindi sul punto di battuta e centra un pallone che Osede incorna di testa, mandando però di poco alto sopra la traversa.

Reazione immediata della Francia, con Foulquier che crossa dalla trequarti ma vede il suo pallone respinto da un difensore. La palla si impenna e quando cade è colpita al volo da Veretout, che si coordina benissimo ma trova pronto Arrizabalaga.

Gli spagnoli faticano quindi ad imporre il proprio gioco, non riuscendo a mettere in campo il loro classico “tiki-taka”.
Nonostante questo le capacità tecniche non mancano, come dimostrano intorno al ventiquattresimo minuto quando Deulofeu converge da sinistra ed appoggia a Niguez che, in posizione di centravanti, libera subito di prima intenzione Jesé Rodriguez, imbeccato nello spazio tra Samnick e Foulquier: stop e tiro immediato, grande risposta di Areola.

Come si dice, però, il calcio è spietato e la legge non scritta “goal sbagliato, goal subito” si fa sentire spesso.

Così i Bleus provano a riportarsi avanti e affondano con Foulquier, che è però chiuso in angolo una volta penetrato in area di rigore. Sulla bandierina si presenta Bahebeck che centra il pallone sul secondo palo dove Pogba decolla sopra la testa del diretto marcatore – Ramalho, uno dei due centrali – per colpire secco sul secondo palo, trovando il corpo di Osede. Che respinge senza nemmeno volerlo e soprattutto senza controllare il pallone, permettendo a Umtiti di avventarcisi e bucare Arrizabalaga per l’1 a 0.

Da lì alla fine del primo tempo la Francia, che dopo la mezz’ora perderà Bahebeck per infortunio (sostituito da Bosetti), andrà in totale controllo della partita, riuscendo a non lasciare grandi occasioni agli avversari e giochicchiando senza grandissime pretese il pallone.

La ripresa si apre un po’ sulla stessa falsariga. Con la Spagna che riesce quindi a rendersi pericolosa solo dopo dieci minuti di gioco, e su corner: Deulofeu centra, Osede stoppa in mezzo all’area e calcia male cercando il secondo palo con Ramalho che ci mette il tacco per provare a correggere dentro lo specchio di porta, senza fortuna.

Il pareggio arriverà comunque di lì a poco.

All’ora di gioco la Spagna trova il varco giusto, partendo da lontano. Osede recupera un pallone lanciato in una zona di campo morta e lo consegna a capitan Campana, che scende fin sulla propria trequarti per far ripartire l’azione. Tre passaggi dopo è Alcacer, appena entrato al posto di Suso, a trovarsi la palla tra i piedi sulla trequarti avversaria, resistere alla pressione Pogba e far partire un filtrante che s’infila nello spazio tra Samnick e Foulquier, dove Deulofeu è bravo ad infilarcisi per andare a freddare l’uscita poco convinta di Areola. 1 a 1.

Il goal subito affossa un pochino, mentalmente, i francesi. Che iniziano a scricchiolare.
Provano ad approfittarne gli iberici, con Deulofeu che al settantaduesimo salta il diretto marcatore (Samnick) sulla trequarti e fa partire un tiro sporco, non certo irresistibile, che finisce sul palo alla sinistra di un Areola che aveva battezzato fuori la traiettoria.

Il mattone sulla faccia dei transalpini ce lo mette quindi lo stesso Alcacer, che dopo aver servito a Deufoleu l’assist del pareggio sfrutta il cattivo posizionamento della difesa francese per andare a depositare in rete il cross di Grimaldo. Con Umtiti che stringe troppo sul primo palo e si fa sorpassare dal pallone e Digne che non fa la diagonale.
Dodici dal termine, Spagna che ribalta il risultato: 2 a 1.

La mattonata in faccia risveglia i Galletti, che si riversano all’attacco. Lasciando però voragini dietro.
Passa poco più di un minuto dal goal di Alcacer che lo stesso Paco parte in contropiede e filtra per Deufoleu, che si trova al limite dell’area con, sul destro, il colpo del K.O.

La giovane star della Masia, però, non è abbastanza fredda, cerca ancora di battere Areola con un tocco alla sua sinistra ma questa volta il portiere di origine filippina del PSG si distende con convinzione, bloccando il pallone e tenendo vive le speranze dei suoi.

Per provare a recuperare una situazione nera più che grigia Mankowski consuma gli ultimi due cambi, inserendo Ngando e Plea in luogo di Ba e Veretout.

E i frutti potrebbero essere raccolti all’ottantasettesimo quando la difesa spagnola dimostra tutti i suoi limiti sui calci piazzati: palla sul secondo palo, Samnick la sbuccia di testa ma finisce proprio sui piedi di Umtiti che calcia di prima intenzione con decisione trovando però, dritto per dritto, l’opposizione di Arrizabalaga.

Il goal è però nell’aria e a segnarlo, ricordando un po’ la semifinale Mondiale del 98, è ancora un difensore: Samuel Umtiti. Che sfruttando un batti e ribatti da corner si trova il pallone ad un passo dalla porta e non deve fare altro che depositarlo in rete trovando quel pareggio che spedisce le due squadre ai supplementari.

Eppure nell’ultimo minuto di recupero il solito Deulofeu avrebbe la possibilità di qualificare i suoi alla finalissima: partendo da larghissimo a sinistra scatta in velocità e si accentra seminando il panico nella difesa avversaria e scaricando palla a Rodriguez, per poi sovrapporglisi sulla destra creando un corridoio buono. Ricevuto il passaggio di ritorno del compagno madridista, però, Deulofeu difetterà ancora una volta con la conclusione, moscia e centrale, facile preda di Areola.

Pochi i sussulti nel primo tempo supplementare. Giusto allo scadere Alcacer è imbeccato bene in area ma a pochi passi dalla porta calcia contro Areola, trovandone la pronta opposizione.

Nella ripresa però la Spagna passa ancora. Bosetti gestisce male palla al limite dell’area e fa scattare un contropiede fulminante con Alcacer che prende palla nel cerchio di centrocampo e punta l’area in velocità. Giunto al limite serve quindi, alla sua sinistra, Deulofeu, che stavolta trova la porta, bucando Areola per il 3 a 2.

La Francia però non ci sta e attacca. La Spagna ha una difesa più che perforabile. Così al centosedicesimo minuto di gioco Digne centra da sinistra, Ramalho buca l’intervento in scivolata e Pogba s’infila dietro a tutti sul secondo palo, realizzando in spaccata. 3 a 3.

Si finisce quindi ai rigori.

Campana: alto
Pogba: goal
Suarez: goal
Plea: goal
Rodriguez: goal
Umtiti: parato
Alcacer: goal
Kondogbia: parato
Deulofeu: goal

Dove ad imporsi, grazie agli errori dei mancini Umtiti e Kondogbia, è la Spagna. Che arriva quindi in fondo anche a questo torneo continentale, confermandosi come la prima forza Europea ad ogni livello.

Aiutata, in questo caso, dalla fortuna.

Venendo rapidamente ai singoli… male Deulofeu, tra i giocatori più forti e attesi di questa nazionale, per un’ora di gioco. Quando si accende, però, sono dolori, e cambia la partita da solo.

O meglio, la cambia in coppia con Alcacer, che entra nella ripresa ed è assolutamente decisivo.

Male invece la difesa, dove i due difensori centrali non danno mai impressione di essere troppo affidabili ed in cui i terzini non contribuiscono alla fase difensiva se non col compitino.

Nella Francia restano invece interessanti le qualità di alcuni giocatori come Areola (da capire però dove possa arrivare), Digne (il Debuchy della mancina), Samnick (doti atletiche di primissimo livello) e Pogba, che ora dovrebbe sbarcare a Torino.

Dove, se ricalcasse quanto fatto vedere in questo Europeo, si vestirebbe da vice-Pirlo.

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GRUPPO A

Austria

Portieri
Philip Petermann Austria Vienna
Christian Petrovcic GAK
Difensori
Emir Dilaver Austria Vienna
Mahmud Imamoglu First Vienna FC 1894
Lukas Rath Mattersburg
Micheal Shimpelsberger Twente
Gernot Trauner LASK
Centrocampisti
David Alaba Bayern Monaco
Robert Gucher Frosinone
Raphael Holzauser Stoccarda
Tobias Kainz Heerenveen
Christian Klem Sturm Graz
Cristhoph Knasmuller Bayern Monaco
Marco Meilinger Salisburgo
Georg Teigl Salisburgo
Attaccanti
Marco Djuricin Herta Berlino
Andreas Tiffner Austria Vienna
Andreas Weimann Aston Villa
Allenatore: Andreas Heraf

 Inghilterra

Portieri
Lee Nicholls Wigan
Declan Rudd Norwich
Difensori
Nathaniel Clyne Crystal Palace
Joshua Thompson Celtic
Jason Lowe Blackburn
Thomas Cruise Arsenal
Matthew Briggs Fulham
Nathan Baker Aston Villa
Stephen Caulker Tottenham
Reece Brown Manchester United
Centrocampisti
John Bostock Tottenham
Dean Parrett Tottenham
Matthew James Manchester United
Jacob Mellis Chelsea
Matthew Phillips Wycombe
Attaccanti
Nathan Delfouneso Aston Villa
Ryan Donaldson Newcastle United
Frank Nouble West Ham
Allenatore: Noel Blake

Francia

Portieri
Abdoulaye Diallo Rennes
Marc Vidal Tolosa
Difensori
Sebastien Faure Lione
Johan Martial Bastia
Thimothee Kolodziecziak Lione
Gaetan Bussman Metz
Chris Mavinga Liverpool
Lioc Nego Nantes
Centrocampisti
Gueida Fofana Le Havre
Francio Coquelin Lorient
Clement Grenier Lione
Enzo Reale Lione
Attaccanti
Yanis Tafer Lione
Antoine Griezmann Real Sociedad
Gilles Sunu Arsenal
Cedric Bakambu Sochaux
Gael Kakuta Chelsea
Alexandre Lacazette Lione
Allenatore: Francis Smerecki

Olanda

Portieri
Jeroen Zoet PSV
Steffen Bakker Groningen
Difensori
Erik Schouten AZ
Bruno Martins Indi Feyenoord
Imad Najah PSV
Tim Eekman Excelsior
Ricardo van Rhijn Ajax
Centrocampisti
Jordy Clasie Excelsior
Rodney Sneijder Ajax
Ricky Van Haaren Feyenoord
Steven Berghuis Twente
Leandro Bacuna Groningen
Davy Propper Vitesse
Attaccanti
Lorenzo Ebicilio Ajax
Florian Jozefzoon Ajax
Rajiv van la Parra Caen
Jerson Cabral Feyenoord
Luc Castaignos Feyenoord
Allenatore: Wim van Zwam

GRUPPO B

Croazia

Portieri
Matej Delac Inter Zapresic
Dominik Picak Lokomotiv Zagabria
Difensori
Dario Rugasevic Cibalia Vinkovci
Sime Vrsaljko Dinamo Zagabria
Tomislav Glumak Zadar
Renato Kelic Slovan Liberec
Matej Jonjic Hajduk Spalato
Centrocampisti
Franko Andrijasevic Hajduk Spalato
Filip Ozobic Spartak Mosca
Roberto Puncec Varteks
Arijan Ademi Dinamo Zagabria
Mario Ticinovic Hajduk Spalato
Zvonko Pamic Rijeka
Attaccanti
Anton Maglica Osijek
Andrej Kramaric Dinamo Zagabria
Ante Vukusic Hajduk Spalato
Marko Bicvic Basilea
Frano Mlinar Dinamo Zagabria
Allenatore: Ivica Grnja

Italia

Portieri
Simone Colombi Pergocrema
Mattia Perin Genoa
Difensori
Andrea Adamo Palermo
Michelangelo Albertazzi Milan
Riccardo Brosco Triestina
Luca Caldirola Vitesse
Alessandro Crescenzi Grosseto
Alessandro Malomo Roma
Centrocampisti
Andrea Bertolacci Lecce
Marco D’Alessandro Bari
Cristian Galano Bari
Jacopo Sala Chelsea
Roberto Soriano Empoli
Max Taddei Gubbio
Luca Tremolada Inter
Attaccanti
Fabio Borini Chelsea
Mattia Destro Inter
Nicolao Dumitru Empoli
Allenatore: Massimo Piscedda

Spagna

Portieri
Aitor Fernandez Athletic Bilbao
Alex Barcellona
Difensori
Jorge Pulido Atletico Madrid
Martin Barcellona
Carles Planas Barcellona
Marc Barcellona
Hugo Mallo Celta
Ramiro Sindaco Real Saragozza
Centrocampisti
Keko Atletico Madrid
Koke Atletico Madrid
Romeu Barcellona
Thiago Alcantara Barcellona
Ezequiel Calvente Betis
Sergio Canales Real Madrid
Attaccanti
Ruben Rochina Barcellona
Daniel Pacheco Liverpool
Iker Muniain Atlethic Bilbao
Rodrigo Moreno Real Madrid
Allenatore: Luis Milla

Portogallo

Portieri
Claudio Ramos Vitoria
Tiago Maia Porto
Difensori
Anibal Capela Braga
Cedric Sporting
Joao Amorim Vitoria
Mario Rui Benfica
Nuno Reis Sporting
Roderick Benfica
Centrocampisti
Danilo Pereira Benfica
Sana Benfica
Agostino Ca Sporting
Ruben Pinto Benfica
Sergio Oliveira Porto
Attaccanti
Alex Porto
Balde Sporting
Ever Brandao Benfica
Nelson Oliveira Rio Ave
Salvador Agra Varzim
Allenatore: Ilidio Valle

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Si è ufficialmente chiusa la Fase Elite delle qualificazioni al prossimo Europeo under 19, competizione che oltre a mettere in palio il titolo di campione continentale di categoria permetterà anche alle prime sei classificate di qualificarsi per il Mondiale under 20 che si svolgerà in Colombia il prossimo anno.

Andiamo quindi a fare un rapido recap di quanto accaduto nei sette gironi Elite.

Gruppo 1

Giocatosi in Croazia nelle città di Zagabria, Velika Gorica, Vrbovec, Karlovac e Zapresic ha visto l’imposizione proprio dei padroni di casa capaci di terminare a punteggio pieno il loro cammino. Dopo l’esordio vittorioso (2 a 1) con il Belgio (partita questa che risulterà determinante ai fini della classifica finale), infatti, i croati si sono saputi ripetere prima con Montenegro (4 a 1) per chiudere poi con l’1 a 0 sugli scozzesi che ha sancito il definitivo passaggio del turno della truppa guidata da mister Grnja.
Notevole, tra tutti, l’apporto dato alla squadra da parte di Filip Ozobić, diciannovenne centrocampista nativo di Zagabria acquistato dallo Spartak Mosca nel 2008. Il giovane ex NK Zadar ha infatti realizzato due reti nei tre match (245 minuti in tutto, per la precisione) disputati, contribuendo attivamente e fattivamente all’approdo agli Europei.
Nulla da fare, quindi, per il Belgio che dopo essere stato sconfitto all’esordio si è rifatto con Scozia e Montenegro senza però avere più la possibilità di rientrare in corsa per un posto alla fase finale, visto il percorso netto dei croati. Fanalini di coda, quindi, i giovani montenegrini guidati da mister Aleksandar Miljenović: zero punti per loro, con ben undici reti incassate – a fronte di una sola realizzata – in tre match.

Gruppo 2

Molto più tirata la situazione nel gruppo due dove sono state decisive le reti segnate per definire il passaggio del turno del Portogallo ai danni della Grecia. Entrambe queste squadre, infatti, hanno terminato il loro girone a quota sette: pareggio nello scontro diretto e vittorie con Ungheria (padrona di casa) e Romania (ultima a quota zero). Per entrambe, poi, anche la stessa differenza reti: +3. A quel punto, quindi, a decidere la contesa è stato il miglior attacco portoghese, capace di segnare sette reti in tre match, tre in più di quello greco (che, nel contempo, sono riusciti a mantenere una buona differenza reti grazie ad una difesa di ferro capace di concedere un solo goal, guarda caso proprio ai lusitani, nel corso della Fase Elite).
Inutile, quindi, la rete realizzata al novantaduesimo del match contro i portoghesi da capitan Ioannis-Konstantinos Potouridis, difensore in forza all’Olympiakos, che aveva contribuito a rialimentare le speranze in terra ellenica.

Kyriakos Papadopoulos, stella della retroguardia greca

Gruppo 3

L’Ucraina ha invece ospitato il Gruppo 3, quello vinto dagli inglesi. Dopo l’1 a 0 all’esordio contro i cugini irlandesi, infatti, l’armata guidata da Noel Blake ha praticamente chiuso i conti due giorni più tardi in quel di Kiev, imponendosi per 4 a 0 sulla Bosnia. Giusto il minimo indispensabile, quindi, nel corso dell’ultima giornata, disputata contro i padroni di casa: un 1 a 1 che basta a staccare un biglietto per Caen e che lascia tantissimo amaro in bocca agli irlandesi, arrivati ad un solo punto dai Figli d’Albione. Ultima a zero punti, invece, la Bosnia.
Forti della presenza di campioncini in erba come Delfouneso e Bostock gli inglesi erano gli assoluti favoriti del girone e non stupisce certo si siano guadagnati un posto per i prossimi Europei.

Gruppo 4

La città di Eskişehir, capoluogo dell’omonima provincia sita nella regione dell’Anatolia Centrale, ha invece ospitato il Gruppo 4 dove ad imporsi è stata, come prevedibile, la Spagna. Le giovani Furie Rosse l’hanno infatti spuntata, di misura, sui padroni di casa. Dopo l’esordio non propriamente positivo (1 a 1 con la Norvegia) gli spagnoli si sono imposti proprio sui turchi prima e sugli azeri poi, guadagnando la vetta della classifica e staccando un biglietto per la Francia.
L’armata guidata in panchina da Luis Milla ha fatto quindi leva sulle qualità delle sue stelle (tra cui Ruben Rochina Naixes e Thiago Alcántara do Nascimento, stelle della cantera Blaugrana capaci di segnare rispettivamente tre e due reti) per avere la meglio su di un gruppo insidioso ma, comunque, alla portata.

Gruppo 5

E’ stato questo il gruppo dei nostri Azzurrini, capaci di chiudere la pratica nei primi due match per poi riposarsi nel corso del terzo, disputato a qualificazione già avvenuta. Dopo le vittorie con Repubblica Ceca ed Irlanda del Nord, infatti, i giochi erano già chiusi e un misto di rilassatezza ed esperimenti effettuati da mister Piscedda ha fatto sì che i nostri venissero battuti dai russi padroni di casa. Il tutto, comunque, senza conseguenze.

Mattia Destro

In evidenza, ancora una volta, il capocannoniere della stagione regolamentare del Campionato Primavera, Mattia Destro: per la punta interista la bellezza di 8 reti in 5 partite tra il girone precedente e questo inerente la Fase Elite.

Gruppo 6

Era questo l’unico raggruppamento che vedeva la presenza di due grandi storiche del calcio europeo, Olanda e Germania. A spuntarla, alla fine, sono stati gli Oranje, abili a sfruttare al massimo il fattore casalingo, con la Slovacchia a fare da terza incomoda tra le due superpotenze finita seconda ed i tedeschi solo terzi a pari punti con la Polonia. Gruppo piuttosto equilibrato, quindi, che ha visto la nazionale di Wim van Zwam imporsi grazie al pareggio a reti inviolate della prima giornata con gli slovacchi ed alle vittorie su Polonia e Germania (roboante quest’ultima, arrivata per 3 a 0).
Grandi protagonisti della cavalcata orange sono stati due giocatori del Feyenoord: Luc Castaignos e Ricky van Haaren, entrambi autori di una doppietta rispettivamente nel 2 a 0 contro i polacchi e nel 3 a 0 contro i tedeschi (di Jerson Cabral la rete che aveva aperto l’incontro dopo sette soli minuti di gioco).

Gruppo 7

Anche questo girone, così come accaduto nel Gruppo 2, è stato deciso sul filo di lana per una questione di reti segnate. Gli austriaci padroni di casa ed i serbi loro grandi contendenti si sono infatti giocati il passaggio del turno sino all’ultimo, terminando a pari punti. E proprio gli austriaci staccano il biglietto per la Francia: forti della vittoria nello scontro diretto, di una migliore differenza reti e di un attacco più prolifico, infatti, saranno proprio loro a disputare la prossima fase finale dell’Europeo di categoria che si svolgerà il luglio prossimo. Dopo la pessima partenza, sconfitta 3 a 2 ad opera della Svizzera, i padroni di casa si sono saputi riprendere alla grande battendo prima la Serbia e poi la Danimarca raggiungendo quindi un traguardo a tratti insperato.

Venerdì prossimo, quindi, il sorteggio. Ancora qualche giorno e potremo insomma sapere contro chi si dovranno scontrare i nostri ragazzi nel corso del girone eliminatorio che varrà tanto l’accesso alle semifinali (ottenibile centrando uno dei primi due posti) quanto, come detto in apertura, un posto ai prossimi Mondiali (ottenibile centrando uno dei primi tre posti).

Lo Stade Michel d'Ornano, sede della finale dell'Europeo

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Sconfitta indolore per gli Azzurrini di Massimo Piscedda che vengono sconfitti per 3 a 1 dai padroni di casa russi. Avendo battuto Repubblica Ceca ed Irlanda del Nord, infatti, i nostri erano già qualificati alla fase finale dell’Europeo di categoria.

Con la qualificazione già in tasca, quindi, ecco la mini rivoluzione del tecnico romano che da spazio a Perin in porta, Faraoni, Brosco, Malomo e Caldirola in difesa, Bertolacci e Taddei in mezzo al campo con Sala e Galano ali ed il duo Borini-Dumitru di punta.

Russi che partono subito bene e trovano il vantaggio dopo cinque soli minuti di gioco grazie a Logua che finalizza un’azione rocambolesca dei suoi. La reazione Azzurra è comunque immediata: prima Sala e poi Galano sfiorano quindi il pareggio, senza però riuscire a concretizzarlo.

Jacopo Sala, stellina delle giovanili Blues

La ripresa si apre allo stesso modo del primo tempo: dopo un solo minuto di gioco, infatti, i padroni di casa trovano la rete grazie a Kanunnikov, che raddoppia il vantaggio sui nostri ragazzi. I quali però, ancora una volta, reagiscono, questa volta con profitto: sedici minuti più tardi arriva quindi il goal di Borini che segna con un tap-in susseguente alla respinta corta del portiere avversario, intervenuto per disinnescare una punizione di Galano.

Tre soli minuti, però, ed invece del pareggio ecco la rete che chiude il match: al ventesimo Bashkirov chiude infatti ogni discorso dagli undici metri.

Ora, quindi, non ci resta che aspettare il 18 luglio: quel giorno avrà inizio la fase finale dell’Europeo, con i nostri ragazzi che vorranno sicuramente lottare dando tutto per riportare la nostra under 19 là dove manca dal 2003; sul tetto d’Europa.

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Massimo Piscedda, tecnico federale attualmente alla guida della nostra under 19, ha stilato la lista dei convocati alla seconda fase qualificatoria in vista del prossimo Europeo di categoria che si terrà nel nord della Francia la prossima estate.

Dopo aver facilmente superato il primo turno qualificatorio, infatti, gli Azzurrini si sono qualificati alla Fase Elite che si terrà, per quanto riguarda i nostri colori, in Russia tra il 21 ed il 26 maggio prossimi.
Piscedda ed i suoi ragazzi, freschi dell’imposizione per 1 a 0 – goal del milanista Zigoni – nella recente amichevole di Bulle contro la Svizzera, esordiranno venerdì 21 alle ore 17 allo stadio Podmoskovic contro la Repubblica Ceca per poi affrontare due giorni più tardi alla stessa ora e nella stessa location l’Irlanda del Nord e chiudere la propria fase qualificatoria il 26 maggio allo stadio Krylia Sovetov scontrandosi contro i padroni di casa russi.

Per provare a centrare la qualificazione all’importantissimo torneo continentale, quindi, il tecnico romano ha stilato una lista di 20 giocatori che effettueranno la preparazione a Coverciano tra il 13 ed il 18 giugno. Due di questi, quindi, verranno lasciati a casa mentre gli altri 18 voleranno in Russia per provare a scrivere la storia.

Ma vediamo più nel dettaglio di chi si tratta.

I portieri saranno Simone Colombi e Mattia Perin: il primo, prodotto delle giovanili atalantine, sta disputando il suo primo campionato da professionista al Pergocrema ed è da tempo un convocato fisso di mister Piscedda, il secondo ha invece recentemente vinto la Slovakia Cup con l’under 18, di cui è il titolare inamovibile, ed ha disputato anche, nel corso dell’ultimo anno, Mondiali ed Europei under 17. Perin che è, insomma, un ragazzo dal sicuro avvenire, indubbiamente qualcosa più di un semplice numero dodici.

Per la difesa sono invece stati selezionati sette giocatori: Andrea Adamo e Michelangelo Albertazzi, che si sono recentemente affrontati nella finale di Coppa Italia Primavera, l’interista Luca Caldirola, che di questa squadra dovrebbe esserne il capitano, ed il suo – pare – futuro compagno di club Marco Faraoni, ed infine i romanisti Alessandro Malomo, Riccardo Brosco ed Alessandro Crescenzi (gli ultimi due giocano però rispettivamente a Trieste e Grosseto).

Roma che sarà rappresentata anche a centrocampo: tra i convocati di Massimo Piscedda vi è infatti anche Marco D’Alessandro, esterno destro offensivo attualmente in prestito al Grosseto. Sempre in mediana trova spazio anche la stella della Primavera barese Cristian Galano, così come, sempre parlando di esterni, sarà presente l’interista Luca Tremolada. Il perno centrale dovrebbe invece essere il doriano Roberto Soriano, con Max Taddei (attualmente al Gubbio), Andrea Bertolacci (Lecce) e il migrante Jacopo Sala (Chelsea) a completare il reparto.

I Blues di Carletto Ancelotti non danno però il solo ex atalantino Sala alla nazionale di mister Piscedda. La nostra under 19 potrà contare infatti anche su di un ragazzo che ha già all’attivo anche qualche presenza in under 21, ovvero sia l’ex bolognese Fabio Borini. A completare il reparto, oltre alle presenze scontate dell’interista Mattia Destro – capocannoniere dell’attuale Campionato Primavera – e del milanista Gianmarco Zigoni, sarà l’empolese Nicolao Dumitru, che fa ancora una volta parte dei piani del tecnico romano.

Gianmarco Zigoni sarà molto probabilmente uno dei giocatori che volerà in Russia per cercare la qualificazione al prossimo Europeo under 19

Massimo Piscedda può quindi contare su di una rosa di assoluta qualità grazie alla quale qualificarsi ai prossimi Europei pare essere un’impresa tutt’altro che impossibile.
Completa in ogni reparto, infatti, l’attuale under 19 dovrà fare il proprio compito in Russia per poi giocarsi le proprie chance di imposizione continentale in Francia.

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