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Posts Tagged ‘Corinthians’

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CRONACA

Dieci minuti ed ecco la prima occasionissima del match: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto dalla destra del fronte offensivo londinese la palla giunge tra i piedi di Cahill che lo calcia dritto per dritto verso la porta difesa da Cassio che, in qualche modo, riesce a bloccarlo prima che questo sorpassi la linea di porta.
Il match però stenta a decollare. Il Timao fatica a dare forma ad un qualsiasi tipo di gioco, foss’anche di rimessa. E si affida così a ripartenze di singoli, senza alcuna anima. I Blues invece cercano di imbastire azioni corali, senza però riuscire a a farlo con efficacia.Rafa Benitez

Per avere un secondo brivido dobbiamo quindi aspettare ben altri ventotto minuti quando Moses è pescato da Hazard in ripartenza e calcia a giro dal limite dell’area, cercando il palo lontano. Bravissimo però Cassio a deviare in angolo in tuffo, con la mano di richiamo a “pulire” lo specchio di porta.
Estremo difensore brasiliano che deve ripetersi poco più tardi andando però a bloccare un bella conclusione dritto-per-dritto scoccata centralmente da Mata.

La ripresa si apre quindi con una bella imbucata centrale di Mata per Hazard, capace di bucare sullo scatto ogni avversario per presentarsi a tu per tu con Cassio, bravo però ad uscirgli sui piedi tempestivamente riuscendo a guadagnare anche un rinvio dal fondo.
E’ un secondo tempo che vede comunque un Timao molto più convinto dei propri mezzi. La pochezza del gioco Blues spinge infatti i brasiliani a spingersi in avanti con più continuità, pur senza grande capacità di pungere. L’occasione interessante arriva comunque al sessantaquattresimo, quando Paulinho riceve in area e scarica di destro, spendendo però di poco a lato.

Il goal che legittimi la superiorità brasiliana è nell’aria e arriva al settantesimo quando un misto tra una buona azione ed un po’ di fortuna portano Danilo a calciare a rete, trovando la deviazione di un difensore che impenna il pallone mettendo fuori dai giochi Cech. Sulla sfera piomba quindi Guerrero che, tutto solo, incorna in rete.

La rete scuote un poco i Blues, che comunque non riescono a trovare quella convinzione e quella ficcantezza necessaria a trovare il pareggio.
A cinque dal termine riescono comunque, in qualche modo, a pescare la palla goal che potrebbe valere i supplementari, ma il solito Cassio, migliore in campo (lo anticipo), spranga la porta, facendo no con la testa.

Come non bastasse all’ottantanovesimo Cahill “decide” di finire la partita anzitempo, facendosi espellere.
Il match però non è finito. Al novantaduesimo Mata scodella in area, Torres scatta e anticipa l’uscita di Cassio, segnando un insperato pareggio. Non fosse che il guardalinee si mostra attentissimo e gli sbandiera un fuorigioco sacrosanto.

Sono proprio questi due episodi a mettere la pietra tombale al match: Corinthians Campione del Mondo 2012.

COMMENTO

Scommettessi, dopo aver visto le due semifinali disputate rispettivamente contro Al Ahly e Monterrey, mi sarei giocato la vittoria del Chelsea. Non tanto perché mi fidassi dei Blues, squadra che ha già messo più e più volte in mostra tanto i suoi limiti quanto la mancanza di un Drogba là davanti.

No, avrei giocato la vittoria degli inglesi semplicemente perché il Timao mi aveva fatto una pessima impressione contro gli egiziani.

Impressione confermata anche nel primo tempo di questa partita.

Poi all’intervallo dev’essere successo qualcosa. Probabilmente i brasiliani devono essersi resi conto di trovarsi davvero di fronte ad un avversario abbordabile. Un avversario senz’anima, capace di vincere la Champions grazie ad un gioco molto rinunciatario ed un Campione là davanti. Una squadra costruita male con spese ingenti ma non ragionate.

Ed ecco la trasformazione.

Perché dal primo minuto della ripresa al momento del goal c’è stato praticamente solo il Corinthians in campo, con il Chelsea spettatore non pagante, abulico, incapace di portare anche solo qualche ripartenza davvero efficace.

E poi il patatrac della realizzazione.

Tanti gli errori dei Blues quest’oggi. Dall’aver regalato la ripresa ad un avversario abbordabile ad una fase difensiva completamente piena di falle e lacune ovunque.

Anche la sfortuna ha inciso, certo. Perché in occasione della rete di Guerrero è una deviazione fortuita a mettere fuori gioco Cech trasformandosi in assist prelibato per la punta peruviana.

Niente scuse, però. Quando ti chiami Chelsea, vieni da una Champions League vinta pochi mesi fa ed hai speso tanto sul mercato non puoi regalare una finale così.

MVP

Come detto è Cassio il migliore in campo, secondo il sottoscritto.

Questo perché da abbastanza sicurezza a tutto il reparto e, soprattutto nel primo tempo, mura bene la propria porta, non permettendo agli avversari di trovare un vantaggio comunque non so quanto meritato.Cassio

Certo, se Torres, giusto a fine match, fosse partito in posizione laterale ora mi toccherebbe parlare molto diversamente della sua prestazione…

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CRONACA

Ritmi blandi per l’inizio della prima semifinale di Mondiale per Club. Così per vedere la prima occasione interessante dobbiamo aspettare dieci minuti, quando Soliman pennella una punizione in area cogliendo impreparata la linea difensiva corinthiana e trovando l’incornata di Rabiea, che non riesce però a trovare lo specchio di porta.
Brasiliani meno brillanti di quanto ci si aspetterebbe che intorno al venticinquesimo minuto cercano però di aumentare il ritmo, per provare a sbloccare il match.Paolo Guerrero

Rete che arriva giusto alla mezz’ora, quando Douglas crossa dalla sinistra un campanile profondo sul secondo palo dove pesca Guerrero, la cui incornata diagonale non lascia scampo ad Ekramy.

Le occasioni stentano comunque ad arrivare. Perché entrambe le squadre mancano della giusta imprevedibilità e creatività, oltre che forse della volontà di colpire.
La partita si trascina così all’intervallo senza ulteriori sussulti di rilievo.

La ripresa inizia male per gli egiziani, che dopo dieci soli minuti di gioco vedono Ekramy, portiere titolare, infortunarsi alla gamba destra rinviando il pallone. Estremo difensore che decide però di restare in campo, nonostante il problema muscolare che gli impedisce di calciare la sfera.
Al Ahly comunque in grado di combinare poco. Così la seconda conclusione verso la porta avversaria arriva solo al sessantaquattresimo minuto, con Rabiea che calcia trovando però la pronta risposta di Cassio. Il tutto giusto un attimo prima della sostituzione di Ekramy, che alla fine decide di alzare bandiera bianca.

L’occasione vera giunge tre minuti più tardi, quando Abou Trika, subentrato nella ripresa, inventa un lob con cui smarca Fathi, in propensione offensiva. Ricevuta palla alle spalle della difesa il terzino destro nordafricano non riesce però a centrare lo specchio di porta, mettendo di poco a lato.
La difesa corinthiana mette comunque in mostra grandi falle. Proprio in queste prova ad infilarsi l’attacco egiziano, ancora una volta con un’invenzione di Abou Trika che scodella in area in direzione di Hamdi, il cui stop è però difettoso e permette l’uscita vincente di Cassio.

Le difficoltà brasiliane perdurano. Così al settantatreesimo Fathi affonda sulla destra e mette in mezzo una palla bassa che è toccata al limite all’accorrente Abou Trika, il cui mancino piazzato è però deviato in angolo da un difensore.
Corinthians che prova quindi a scrollarsi di dosso la paura con Guerrero che serve in area Paulinho, ben inseritosi. La cui conclusione è però schermata dalla retroguardia nordafricana.

A sette dal termine è Soliman – il “Messi d’Egitto” – a provarci. Saltato Alessandro con un bel tunnel calcia da fuori, ma spedendo oltre la traversa.
L’ultimo quarto d’ora, recupero compreso, non permette ai Diavoli Rossi di trovare il pareggio. Così che il Corinthians diventa la prima squadra qualificata alla finale di questo  Mondiale per Club.

COMMENTO

La notizia per qualcuno è la vittoria del Corinthians sull’Al Ahly. Beh, non per me.

Per due motivazioni: la prima, scontata, che quella ottenuta dai brasiliani è una vittoria ampiamente preventivata. Strano sarebbe stato non fosse arrivata, non certo il contrario.

La seconda entra invece più nel merito delle cose: “la” notizia, per me, è la pochezza di un Corinthians assolutamente sottotono, autore di una prima frazione di gioco nel complesso incolore e di una ripresa atroce, in cui, pian piano, gli egiziani sono riusciti a prendere campo, fino ad arrivare a schiacciare letteralmente nella propria trequarti il Timão.

E’ infatti una partita a due facce, sia come match in sé che come prestazione profusa dai brasiliani in particolar modo.

Perché nella prima frazione i ritmi sono molto lenti, l’Al Ahly resta corto, ben disposto in campo, lasciando il pallino del gioco in mano al Corinthians (che avrà il 57% di possesso palla al quarantacinquesimo). Che, dal canto suo, gestisce le cose con una comunque solo mediocre fase di palleggio, in cui risaltano le qualità di Paulinho – centrocampista piuttosto completo, da testare in Europa – e Guerrero (che invece in Europa c’è già stato).

Nella ripresa però la sinfonia cambia.Abou Trika

L’ingresso in campo di Abou Trika suona infatti la sveglia che desta i Diavoli Rossi. Il ritmo si alza, le iniziative si moltiplicano, il Corinthians si schiaccia. E trema.

Se solo l’Al Ahly fosse squadra più concreta e spietata ora starei probabilmente parlando di un’altra partita…

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16 gennaio 2011, ore 20 (italiane), stadio Alfredo Schurig di San Paolo: il signor Luiz Flavio de Oliveira dà il via ad un match valevole per la seconda giornata del Campionato Paulista tra il Corinthians padrone di casa e la Portuguesa, con i primi nettamente favoriti vista la presenza di giocatori interessanti come Jucilei e Dentinho e di due vecchie glorie del calcio carioca, Ronaldo e Roberto Carlos.

E proprio l’ex terzino sinistro di Inter e Real Madrid si renderà protagonista, al diciannovesimo minuto di gioco, di una rete da incorniciare: ricevuta palla poco oltre la metàcampo si lancerà in velocità lungo la fascia di sua competenza superando di slancio Paulo Sergio per poi andare a crossare in mezzo, un po’ come ai bei tempi.
Sul pallone, però, non arriverà nessun suo compagno, così che la sua sgroppata varrà solo un corner.

Sul punto di battuta si presenterà quindi lo stesso ex Campione del Mondo, che si inventerà una prodezza balistica delle sue, tirando fuori dal cilindro niente popò di meno che un cosiddetto Gol Olímpico, ovvero sia una rete realizzata direttamente dalla bandierina del corner.

Sistemata la palla nel quarto di luna apposito, infatti, l’ex nerazzurro calcerà d’esterno sinistro il pallone, cercando direttamente la porta. E trovandola, riuscendo quindi a beffare un Weverton che mai si sarebbe aspettato una conclusione del genere, soprattutto perché solitamente dall’angolo sul fronte sinistro dell’attacco avversario le conclusioni dirette possono arrivare allor quando è un destro a portarle, non un giocatore che predilige calciare col mancino.

Ma quando il mancino è quello di Roberto Carlos, giocatore tra i più straordinari che ho mai visto in vita mia, tutto è possibile.

A margine, una piccola curiosità: perché in Sudamerica i goal realizzati direttamente da corner vengono chiamati Gol Olímpico?

E’ presto detto: perché nel lontano 1924 – precisamente il 2 ottobre – tal Cesáreo Onzari, ala sinistra dell’Atletico Huracan, realizzò quella che passò alla storia come la prima rete dalla bandierina.
Alle Olimpiadi?
No, ma contro gli allora Campioni Olimpici dell’Uruguay. E proprio lì, in quel momento, nacque il mito del Gol Olímpico.

Gesto tecnico, questo, riuscito per altro una sola volta nel corso della storia dei Mondiali: era il 3 giugno del 1962, infatti, quando il colombiano Marcos Coll, cresciuto nello Sporting de Barranquilla ed in quel momento assoldato tra le fila dell’América de Cali, segnò direttamente dalla bandierina nel corso di un match contro l’Unione Sovietica, nella seconda giornata della fase a gironi.
La partita, per la cronaca, terminò con un roboante 4 a 4 e fu proprio quello l’unico punto realizzato dai colombiani, precedentemente battuti 2 a 1 dalla Celeste e successivamente distrutti dal 5 a 0 yugoslavo.

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Sono le 19.50 (ora locale) di mercoledì 17 marzo 2010 ed allo stadio General Pablo Rojas – intitolato così in onore di quello che fu per quattordici anni il Presidente della società che vi gioca – scendono in campo Cerro Porteño e Corinthians, in un match valevole per la terza giornata dei gironi eliminatori della Copa Libertadores 2010.

Al fischio di inizio effettuato dal cileno Pablo Pozo il Timão si affida ai sapienti piedi di una vecchia volpe del fùtbol brasiliano, Ronaldo, ed a quelli del giovane Dentinho per venire a capo di quest’insidiosa trasferta in quel di Asuncion.

I tifosi, però, sono piuttosto scettici rispetto alla condizione dell’ex Fenomeno: il giocatore che in passato fece ammattire le difese di mezzo mondo con i suoi dribbling secchi e le sue accelerazioni quasi extraterrestriali è oggi un ultratrentenne sovrappeso che pare aver perso anche il suo proverbiale feeling con goal.

Ronaldo festeggia assieme a Bruno Ferreira ed Elias Mendez la rete che vale la vittoria sul Cerro Porteno

Lo scatto, infatti, era già stato perso da tempo. Ma anche dopo tutti i problemi fisici che hanno minato la carriera di questo grandissimo giocatore e dopo che il passar del tempo e la prolungata assenza dai campi da gioco avevano lasciato segni evidenti nel suo fisico Ronaldo aveva mantenuto un grandissimo feeling con il goal tanto che anche nella sua esperienza al Real, non condita dai numeri che aveva fatto vedere a Barcellona e Milano, si era confermato come un cannoniere di indubbia efficacia.

Ultimamente, però, le cose avevano cominciato a cambiare e oltre a dimostrare di essere lontano da una forma fisica accettabile Ronaldo non riusciva nemmeno più ad essere efficace sotto porta tanto che in seguito ai cinque match passati senza l’ombra di una realizzazione il quotidiano Lance aveva azzardato un sondaggio nel quale chiedeva ai tifosi del Timão se fosse il caso di panchinare l’ex stella Nerazzurra o meno, ottenendo in tutta risposta una leggera prevalenza di risposte affermative: troppo appesantito questo Ronaldo per poter incidere come un tempo.

Nonostante questo, come detto, Ronaldo era in campo da titolare al fianco di Dentinho anche nel match contro El Ciclón de Barrio Obrero. Presenza, la sua, che si rivelerà determinante ai fini del risultato.

Dopo quaranta minuti di gioco, infatti, Dentinho posizione la palla nell’area di tiro dei corner alla sinistra della porta difesa da Diego Barreto e si appresta a battere un calcio d’angolo. Nel frattanto Ronaldo aspetta la battuta poco dentro il limite dell’area, all’altezza del secondo palo, sotto la non certo stretta sorveglianza di Miguel Angel Torren, 21enne terzino argentino nativo di Villa Constituction meglio conosciuto in patria come El Guerrero Azulgrana che si trasferì ad Asuncion nel 2008, proveniente dai Newell’s Old Boys.

Il cross di Dentinho parte corto sul primo palo e viene prolungato da uno splendido colpo di tacco di Danilo, centrocampista corinthiano. Sul secondo palo, quindi, accorre proprio Ronaldo che dopo essersi liberato facilmente della marcatura molto approssimativa di Torren può avventarsi sul pallone per battere in tutta tranquillità Barreto, che nulla può per opporsi alla conclusione ravvicinata della punta carioca.

Il goal, per come è stato realizzato, non è certo nulla di straordinario, anzi. Certo, pregevole, se prendiamo in considerazione l’azione nel suo insieme, è l’esecuzione dell’assist, quello splendido colpo di tacco volante. Ma la conclusione in sè quella no, proprio non varrebbe un intero intervento su di un blog.

Trattandosi di Ronaldo, però, le cose cambiano. Del resto siamo al cospetto di un giocatore che vicende personali a parte risulta essere uno dei migliori giocatori visti calcare un campo di calcio da che Maradona ha lasciato il calcio. Non solo: siamo al cospetto di un ragazzo che se non avesse avuto tutti quei problemi fisici verrebbe forse oggi considerato alla stessa stregua – o quasi – di Pelè e Maradona, i due migliori calciatore della storia per antonomasia.

Certo, non gli restano molti anni da giocare. E le sue cartucce le ha sparate quasi tutti. Però fa piacere vedere come nonostante errori e sfortuna una leggenda del calcio come lui riesca ancora ad essere decisivo.

Perché, per la cronaca, il Timão ha poi vinto quella partita 1 a 0, proprio in virtù del suo goal. Rete che risulta essere importantissima anche per la classifica del Corinthians, ora primo a quota 7 punti nel suo Gruppo 1.

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