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A due settimane dal focus sull’ultima stagione di Premier e relative possibilità della Nazionale inglese ai Mondiali, torniamo in Inghilterra per concentrarci, stavolta, sulla seconda serie d’Oltremanica, il comunque seguitissimo campionato di Championship.

Ad accompagnarci in questo nuovo tour due ragazzi molto attenti al calcio minore di Londra e dintorni: Alfonso Russo di UkCalcio e Marco Barbanera.

Partiamo dalla stagione regolare: il Leicester ha ucciso il campionato, 102 punti finali…

Alfonso: Bisogna tornare indietro con la memoria alla stagione 2009/2010 per trovare un’altra vincitrice della Championship con 102 punti: il Newcastle. Il Leicester non è stata una sorpresa. Da molti era data favorita, certo non con questo margine così ampio. C’è da dire comunque che quello di quest’anno è stato il punto di arrivo di una programmazione pluriennale che ha dato i suoi frutti. Sarà interessante vederli in Premier League.

Marco: ….ed era ora! Dopo una serie di stagioni deludenti, le ultime delle quali finite con cocenti delusioni proprio nelle battute finali, le Foxes hanno trovato l’alchimia giusta e hanno meritato ampiamente la promozione. Leicester è una piazza che senza dubbio merita di giocare del calcio di prima divisione.

Al secondo posto il Burnley, alle cui spalle sono finite Derby, QPR, Wigan e Brighton. Ai playoff l’ha spuntata il QPR. Cosa vi aspettate dalle tre neopromosse, nella Premier dell’anno prossimo?

Alfonso: Il QPR ha ottenuto la promozione proprio all’ultimo secondo nella finale plauoff contro il Derby. Nonostante tra le tre promosse sia quella dalla maggiore esperienza recente in Premier credo che dovrà soffrire. Il problema è che specialmente negli ultimi tempi la forbice tra le squadre piccole e medie si è allargata notevolmente dando poco spazio alle squadre di medio valore. Come detto in precedenza mi sembra che il Leicester abbia fatto una programmazione intelligente e potrebbe essere la sorpresa della prossima stagione, ma occhio anche al Burnley che viaggerà sulle ali dell’entusiasmo. Sarò importante valutare le strategie di mercato e la competitività delle rose.

Marco: L’errore più grave (e che spesso viene commesso dalle neopromosse in Premier League) è quello di pensare che confermando la rosa della promozione con un paio di aggiunte si possa far bene al piano di sopra: nulla di più sbagliato. E se Leicester e QPR partono da una buona base (anche se il QPR deve svecchiare la rosa e magari abbassare il monte ingaggi, clamorosamente alto), il Burnley ha veramente tanto da fare. Sean Dyche ha veramente compiuto un capolavoro, arrivando secondo con una rosa cortissima e spendendo una cifra ridicola sul mercato. Non basterà in Premier League, a meno di voler ripetere le “prodezze” del Derby County 2007-08. Nonostante il cospicuo premio in danaro che ricevono le tre promosse, lo scalino economico con le squadre di Premier League è veramente grande e in costante aumento. Dovessi fare un pronostico, direi salvezza tranquilla per il Leicester, lotta dura per il Q.P.R. e retrocessione per il Burnley.

A retrocedere sono invece Doncaster, Barnsley e Yeovil…

Alfonso: Per Barnsley e Yeovil è stata una stagione molto complicata sin dall’inizio e le due squadre non hanno quasi mai dato l’impressione di essere in grado di poter mantenere la categoria. Per il Doncaster discorso diverso. La retrocessione è giunta all’ultima giornata (sconfitta fatale proprio contro i campioni del Leicester). Retrocedere dalla Championship può crere molti problemi alle squadre coinvolte che non possono affatto sentirsi favorite in League One che, insieme alla League Two, è un torneo moto equilibrato e difficilmente prevedibile.

Marco: Per il Doncaster c’è stata un’inversione di fortuna rispetto alla scorsa stagione, nella quale conquistarono promozione diretta (e titolo) all’ultimo secondo grazie ad una incredibile partita contro il Brentford. Il pareggio all’ultimo istante del Birmingham contro il Bolton ha decretato la retrocessione del Donny che comunque non ha fatto molto per meritare la permanenza nel Championship. Stagione assolutamente anonima per il Barnsley mentre lo Yeovil – e di solito odio usare queste frasi – ha già “vinto” con la partecipazione a questo campionato. Pensate che Yeovil è stata la città più piccola nella storia del calcio inglese a partecipare ad un campionato di seconda divisione!

In generale, quali squadre sono state sorpresa e delusione dell’anno?

Alfonso:  Due delusioni. Il Nottingham Forest che viene dato – anche a ragione – favorito ogni inizio di stagione, vede poi miseramente crollare il suo rendimento da gennaio in poi. Difficile trovare il colpevole, ma credo che la società abbia molto di cui scusarsi con i tifosi. Seconda delusione il Watford che con Zola avrebbe dovuto compiere un decisivo salto di qualità e solo Sannino (vera sorpresa della stagione) ha posto fine ad una pericolosa discesa verso le ultime posizioni di classifica. Non mi aspettavo una stagione così ricca di continuità dal Derby County che è arrivato a pochi secondi dal realizzare un sogno.

Marco: La sorpresa – pur dovendo ripetermi – è stato il Burnley. Dato per spacciato ad Agosto (i bookmaker li davano tra i primi quattro favoriti…per la retrocessione), con un budget minimo ed una rosa risicata, ha realizzato una stagione da favola. Vokes e Ings hanno portato avanti la squadra a suon di gol e non si può non menzionare lo splendido lavoro di Sean Dyche, che ormai per tutti è “The Ginger Mourinho”. La mia personalissima delusione è stato invece il Charlton. Lo scorso anno, da neopromossi, chiusero il campionato a ridosso della zona playoff dopo un inizio disastroso. Quest’anno non solo non si sono mai avvicinati alla promozione, ma hanno rischiato seriamente di retrocedere. Hanno sbagliato nel non licenziare il loro manager, Chris Powell, tenuto solo per il buon run di FA Cup (ed esonerato all’indomani dell’uscita dalla coppa) e hanno anche subito un passaggio di proprietà nel bel mezzo della stagione. Inoltre, un prato di The Valley ridotto ad un pantano e il già citato buon percorso in FA Cup li hanno costretti ad una raffica di rinvii che si sono tradotti in un grande numero partite ravvicinate nella fase finale della stagione. Il prossimo anno bisogna seriamente cambiare la squadra se si vuole essere un minimo competitivi.

A livello di singoli, chi sono stati i migliori in stagione? C’è qualcuno che potrà fare il salto di qualità in una prima divisione, l’anno prossimo?

Alfonso: Jordan Rhodes e Troy Deeney hanno dimostrato di essere pronti a fare il salto di qualità e fossi in una delle neopromosse farei un pensierino su uno dei due. Segnare rispettivamente 25 e 24 reti in due squadre (Blackburn e Watford) che non hanno raggiunto alcun obiettivo importante in stagione ritengo sia un notevole biglietto da visita. In particolare Deeney è stato protagonista di un fantastico inizio di stagione.

Marco: Non si può non citare Jordan Rhodes. Il perché sia ancora in Championship è un mistero irrisolto del nostro tempo. Nelle ultime tre stagioni ha realizzato 40, 27 e 25 gol fra coppe e campionato, col suo passaggio al Blackburn nell’Agosto 2012 che è stato il trasferimento più costoso nella storia del calcio inglese al di fuori della Premier League, ben 8 milioni di sterline. Tutti aspettano il suo passaggio in Premier League e credo che questa sia l’estate buona per vederlo passare al piano superiore.

Parlando di giovani, quali sono i migliori messisi in mostra quest’anno?

Alfonso: La scelta potrà sembrare scontata ma è inevitabile. Will Hughes, classe 1995, è sicuramente un giovane da tenere d’occhio ed il fatto che sia stato insignito del premio The Football Leage Young Player of the Year non è cosa di poco conto. Ha già compiuto la trafila delle nazionali giovanili entrando già nel giro dell’under-21; lo ricordo tra l’altro per essere stato protagonista di una puntata di The Football League Show mettendo in mostra anche le sue qualità umane. Sul piano tecnico: ottimo controllo di palla e velocità nei passaggi. Da lui ci si aspettava di più nella finale playoff, ma bisogna essere più clementi con un diciannovenne. La prossima potrebbe essere la stagione della consacrazione.

Marco: Per quanto riguarda i giovanissimi, bene Mason Bennett del Derby, che ha giocato solo 10 partite di campionato prima di essere spedito in prestito al Chesterfield (dove però non ha mai giocato). Nonostante le presenze limitate, ha portato comunque a casa il premio di Young Apprentice per quanto riguarda il Championship. Mentre per quanto riguarda calciatori un po’ meno “giovani”, Will Hughes (sempre del Derby) merita assolutamente una menzione. Dopo l’esonero di Nigel Clough ha preso le mani del centrocampo disegnato da Steve McClaren, diventando praticamente inamovibile dall’11 titolare dei Rams. Anche per lui c’è stato un premio a fine anno, quello di Young Player Of The Year dell’intera Football League.

Infine, non possiamo non parlare del Leeds United, che nonostante McCormack (capocannoniere del torneo con 28 reti) non ha disputato una stagione brillante. Quali sono le prospettive del club recentemente acquistato da Cellino?

Alfonso: Le difficoltà societarie hanno giocato un ruolo decisivo nel rendimento stagionale del Leeds. E lo stanno giocando ancora. La complicata situazione con i creditori che dovrebbe trovare una soluzione in questi giorni, sta impedendo alla società di pianificare l’immediato futuro tanto che la panchina risulta ancora vacante. Cellino non è ben visto dai tifosi che sono comunque coscienti del fatto che senza il suo intervento la squadra avrebbe avuto notevoli difficoltà. Crdo di poter affermare che la prossima sarà una stagione di assestamento, ma sarà importante per il Leeds poterla pianificare il prima possibile.

Marco: McCormack ha fatto una stagione stupenda. Non è più giovanissimo (classe 1986) e quindi, a differenza di Rhodes, non credo possa veramente sfondare ad altissimi livelli, ma questo nulla toglie alla sua annata. A livello societario ci sono state enormi turbolenze. Il tira e molla fra Cellino e la Football League è durato per mesi e nel frattempo nella squadra regnava l’anarchia più totale. Brian McDermott è stato cacciato e ripreso nel giro di qualche ora, negli ultimi mesi di campionato ci sono stati grossi problemi col pagamento degli stipendi…veramente una brutta situazione e infatti la squadra ha “flirtato” per diverse giornate con la retrocessione. Ora la situazione pare essersi stabilizzata e Cellino e i suoi hanno tutta l’estate per rimettere in moto la società e riportarla verso la retta via. Una delle tante, tantissime piazze di Championship che meriterebbero il ritorno in Premier League.

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C’è una nobile un po’ decaduta, in Inghilterra, che nelle ultime settimane ha fatto parlare moltissimo di sé anche nello Stivale. Non tanto per questioni prettamente sportive, quanto più per vicende societarie.

Parliamo ovviamente del Leeds United, squadra che solo una decina d’anni fa ben si metteva in mostra nell’Europa che conta, e che oggi è alle prese con una rincorsa ai play off di Championship, la seconda divisione d’Oltremanica.

Proprio della situazione dei Whites ho parlato con Massimiliano Caracciolo, esperto di calcio inglese nonché tifosissimo proprio del Leeds United.

Partiamo dalla questione societaria. Fai un po’ di chiarezza, perché inizio a non capirci più molto. Il Leeds è o sarà in mano a Cellino, oppure no?

Mi sento di dire che il Leeds con tutta probabilità sarà a tutti gli effetti proprietà di Cellino a breve. La società è in attesa dell’ok della Football Association per ratificare il passaggio di proprietà (ci stanno pensando da 3 settimane abbondanti), ma a quanto pare non dovrebbe esserci alcun problema. Ciò che probabilmente ha ritardato (e sta ritardando) cosi tanto la decisione è la causa giudiziaria intentata da Andrew Flowers (proprietario di Enterprise Insurance, sponsor ufficiale del Leeds) nei confronti del club e della GFH (precedente proprietaria del Leeds) a causa di un prestito mai restituito. E’ notizia di ieri che Cellino è intervenuto personalmente nel ripianare il debito della società ed ha evitato il processo vero e proprio. La maggior parte degli insider sostiene che grazie a questa mossa arriverà a breve l’approvazione della FA (probabilmente all’inizio della prossima settimana), con cui inizierà ufficialmente l’era dei Cellino alla guida del Leeds.

Cellino. Un personaggio molto controverso. Qual è il sentimento dei tifosi del Leeds nei suoi riguardi e qual è la tua opinione su di lui e sulla sua eventuale presidenza?

In questo momento la maggior parte dei tifosi è a favore di Cellino e non vede l’ora di vederlo ufficialmente alla guida della società. L’iniziale scetticismo causato dall’esonero dell’allenatore McDermott nell’ultimo folle giorno di mercato (reintegrato subito dopo la vittoria nel derby contro l’Huddersfield il giorno dopo), è stato presto fugato dalle prime ottime mosse in sede di mercato del patron italiano. Personalmente sono abbastanza fiducioso nei confronti della famiglia Cellino, pur non avendo mai seguito particolarmente le vicende del Cagliari che hanno portato il capofamiglia ad essere criticato cosi tanto qui in patria. Non me ne vogliano i tifosi del Cagliari, ma sono sicuro abbia totalmente ragione quando dice “Il Leeds è una Ferrari in confronto alla 500 che avevo prima (il Cagliari)”, in quanto il club dello Yorkshire è uno dei più grandi club di Inghilterra, con la sesta fanbase dell’intero paese e degli introiti potenziali pazzeschi. Mi viene naturale pensare che Cellino abbia tutto l’interesse del mondo a riportare il club in Premier per poi stabilizzarlo a quel livello, ammortizzando la spesa iniziale con soldi derivanti dai diritti televisivi, dagli sponsor e dalla sempre ottima affluenza dei tifosi allo stadio (quasi 27.000 spettatori di media a partita). Sono anche a conoscenza degli enormi rischi che un presidente cosi lunatico comporta, ma credo sia un rischio che vale la pena correre pur di avere la possibilità di vedere la squadra in Premier, e sono sicuro che la maggior parte dei tifosi la pensi come me.

Veniamo al campo. Il Leeds è attualmente 11esimo in classifica, a sette punti dalla zona playoff. Che giudizio dai al tragitto compiuto sinora dalla squadra?

Fino ad ora la stagione è stata, come è successo spesso nella storia del club, piena di alti e bassi. D’altra parte perfino nell’inno del club (“Marching on together”) viene sottolineato questo concetto, quindi si può dire che i tifosi ci abbiano fatto l’abitudine! Ciò che è mancato principalmente alla squadra è la costanza di rendimento, in quanto a momenti molto positivi e a serie di risultati utili consecutivi si sono fin’ora sempre contrapposti momenti molto negativi. Mi viene per esempio in mente il 6-0 subito in casa dello Sheffield Wednesday, eterni rivali in quanto provenienti dalla stessa regione, che sono stati il punto piu basso di una serie di partite orribili, in cui la squadra è riuscita ad accumulare 3 punti in 8 partite. La rosa è oggettivamente di un buon livello, anche se forse un po corta, ma come si fa a pensare in grande se poi arrivano periodi del genere?

In sede di mercato sono stati fatti alcuni ritocchi importanti, per provare a rinforzare la rosa. Come li giudichi? Cos’altro si potrebbe o si sarebbe dovuto fare?

Mi sembra palese che la società nell’ultimo mese abbia provato ad accontentare l’allenatore McDermott, acquisendo fin’ora la bellezza di 4 giocatori in prestito, a cui seguirà probabilmente un quinto. Il punto debole principale della squadra come già detto era la mancanza di profondità specialmente sulle fasce, e i prestiti di Cameron Stewart e Jimmy Kebe dovrebbero aver risolto questo problema. Serviva anche un attaccante di supporto a Ross McCormack, in quanto Smith e Hunt non danno sufficienti garanzie, ed è arrivato l’U-21 inglese Conor Wickham, che è secondo me un acquisto sensazionale dato il valore e le potenzialità del ragazzo. L’ultimo prestito dei 4 è stato un altro U-21 inglese, Jack Butland, che rappresenta un enorme upgrade sull’ormai (a mio parere) bollito Paddy Kenny, e che aiuterà senz’altro la squadra nella spinta decisiva per i Playoff (lontani ma raggiungibili). A livello numerico credo che potrebbe anche bastare cosi, ma io personalmente cercherei di aggiungere un centrocampista centrale alla rosa (si è fatto addirittura il nome di Rodwell), dando un po di profondità a un reparto che vede solo Austin, Murphy e Mowatt, i quali hanno spesso dato l’impressione di essere troppo utilizzati (e ciò ne ha  penalizzato il rendimento).

McCormack è l’attuale capocannoniere del campionato. Un giocatore che non aveva mai segnato tanto quanto è riuscito a fare quest’anno. A cosa imputi questa “esplosione”?

L’esplosione di Ross è probabilmente la miglior notizia della stagione, in quanto è sempre stato un giocatore con delle enormi potenzialità mai sfruttate, anche a causa dell’inettitudine tattica del precedente allenatore che lo schierava costantemente sulla fascia, in un ruolo che lui non gradiva e in cui non rendeva al massimo. Oltre al ruolo decisivo di McDermott, che ha finalmente spostato lo scozzese in una posizione molto piu congeniale alle sue caratteristiche, a mio parere il fattore principale della sua esplosione è stata, paradossalmente, la cessione di Luciano Becchio, capocannoniere e simbolo della squadra, nella finestra di mercato dello scorso gennaio. Subito dopo l’arrivo di McDermott, McCormack ha iniziato a prendersi sempre più responsabilità in attacco, essendo di fatto l’unica vera punta. McCormack ha inoltre un ottimo rapporto con la tifoseria, e l’enorme attaccamento alla maglia che ha fin’ora dimostrato lo rendono un vero e proprio idolo (sperando che non faccia la fine dei precedenti idoli dei tifosi quali erano Beckford, Howson, Snodgrass e Becchio).

Proprio al suo fianco, come detto, verrà schierato Wickham. I due comporranno una coppia d’attacco potenzialmente devastante. Pensi riusciranno a convivere? Credi che mister McDermott dovrà effettuare aggiustamenti tattici particolari per farli convivere e rendere al meglio?

Sicuramente ci spero. McCormack ha dimostrato negli anni di saper essere sia un ottimo cannoniere che un’ottima seconda punta, quindi ho molta fiducia sul fatto che possa rendere molto anche nella posizione leggermente piu arretrata che occuperà con l’arrivo di Wickham. L’unico punto di domanda sono i due esterni (Stewart e Kebe), che a mio parere rendono più in un ipotetico 4-2-3-1 che nel 4-4-2 utilizzato da McDermott nelle ultime settimane (con compiti meno offensivi quindi), e non escludo a priori un ritorno al 4-3-1-2 visto ad inizio stagione, magari con un nuovo centrocampista a formare il trio con Austin e Murphy, spostando Mowatt piu avanti. Di sicuro l’allenatore avrà molte possibilità tattiche diverse, e ciò non può che essere positivo.

Sempre parlando di giovani (Wickham è un 93, ed è stato tra i 201 giocatori che ho recensito nel mio libro), ne hai visto qualcuno interessante in questo campionato, sia tra giocatori del Leeds che tra i ragazzi che hanno affrontato gli Whites?

La Championship anche quest’anno si sta rilevando un’ottima fonte di giovani talenti. Mi viene in mente per esempio il centrocampista Nick Powell (anch’esso recensito ne La carica dei 201, ndr), che sta letteralmente dominando il campionato con il Wigan e che credo verrà utilizzato in pianta stabile dal Manchester United l’anno prossimo (chiunque sarà l’allenatore), o l’altro centrocampista Will Hughes (anche lui parte della Carica dei 201, ndr), che ha gli occhi di mezza Premier addosso e che mi ha molto impressionato nella partita vinta con il Leeds 3-1 ad ottobre. Per rimanere al Leeds United, ci sono due nomi che consiglio di monitorare per il prossimo futuro: il terzino Sam Byram e il centrocampista Alex Mowatt. Il primo, classe 1993, è stato la rivelazione della scorsa stagione ed è stato votato Giovane dell’anno della Championship, ed è un ottimo terzino in fase di spinta e con delle ottime qualità fisiche ed atletiche. Se riuscisse a migliorare anche dal punto di vista difensivo mi azzardo a dire che sarebbe sicuramente uno dei migliori terzini del paese. Il secondo invece è la rivelazione di quest’anno, è uscito fuori dal nulla ed ha avuto un rendimento molto alto fin’ora in un ruolo molto delicato come quello del centrocampista centrale. Ha delle ottime capacità tecniche ed una grande visione di gioco, mentre deve migliorare ancora dal punto di vista difensivo per essere un giocatore decisivo ad un livello alto come quello della Championship attuale. Essendo del 1995 il tempo è sicuramente dalla sua parte.

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Nome: Connor Wickham
Data di nascita: 31 marzo 1993
Luogo di nascita: Hereford (Inghilterra)
Nazionalità: inglese e nordirlandese
Altezza: 191 centimetri
Peso: 73 chilogrammi
Ruolo: punta
Club: Ipswich Town
Scadenza contratto: 30 giugno 2012
Valutazione: 11.500.000 euro

CARRIERA

Il 31 marzo di diciotto anni fa nacque in quel di Hereford un bimbo destinato a regalare una grande gioia al popolo calcistico inglese: la vittoria di un Europeo under 17.

Cresciuto calcisticamente nel Reading, dove giocherà dai nove ai tredici anni, quando passerà all’Ipswich a causa del lavoro del padre, che lascerà Aldershot per Colchester forzandolo ad un cambiamento che altrimenti non ci sarebbe stato.
E proprio nei Tractor Boys il ragazzo esordirà tra i professionisti. Il tutto alla tenera età di soli 16 anni ed 11 giorni: era l’11 aprile 2009, infatti, quando il giovane Connor vestì per la prima volta la maglia del suo club, subentrando a partita in corso nella sconfitta per 3 a 1 del suo team contro il Doncaster Rovers.

Cosa, questa, che gli ha permesso di imporsi come il più giovane esordiente nella storia del club, battendo di soli 46 giorni il record precedentemente detenuto da Jason Dozzell, bandiera dell’Ipswich nel decennio che andò dall’83 al ’93.

Per il suo primo goal da professionista si dovrà invece aspettare il 10 agosto dello stesso anno quando il buon Connor realizzerà una doppietta nel corso del primo round di FA Cup contro lo Shrewsbury Town, andando poi anche a trasformare uno dei rigori finali grazie ai quali la sua squadra seppe imporsi sugli avversari.
La prima rete in campionato arrivò invece il marzo successivo, quando Wickham firmò la rete della vittoria sullo Scunthorpe. Il mese successivo, poi, la seconda rete in campionato, nel 3 a 1 sul Derby County. Il tutto giusto due giorni dopo aver firmato il suo primo contratto da professionista, che come abbiamo visto nella schedina di presentazione scadrà tra un anno e mezzo.

E proprio l’aprile 2010 è stato il mese migliore della sinora pur breve carriera del ragazzo: con tre reti realizzate in quattro match Connor venne infatti votato come miglior giovane del campionato per quei trenta giorni, un riconoscimento certo non importante quanto altri ma comunque significativo ed apprezzabile.

Riconoscimento che non ha quindi lasciato indifferenti i club di Premier League, subito interessatisi al marcantonio anglo-nordirlandese.
Giusto lo scorso maggio, infatti, il Tottenham si è subito fatto avanti con una proposta allettante: circa sei milioni di euro e la possibilità per il ragazzo di restare ancora per un anno in prestito ad Ipswich.

Niente da fare, però. Offerta subito rispedita al mittente e discorso chiaro: il ragazzo vale il doppio di quella cifra, e per meno non si muoverà dalla contea del Suffolk.

Tottenham tornato quindi alla carica in estate con un’offerta migliorata, intorno ai nove milioni, ma ancora ritenuta inadeguata dalla dirigenza dei Tractor Boys.

Oggi sul ragazzo ci sarebbero quindi anche Arsenal e Liverpool.
E proprio quest’ultima sarebbe la squadra preferita del ragazzo, tifoso Reds e grandissimo fan di Fernando Torres, con cui sogna di giocare in futuro.

Due indizi forse non fanno una prova, ma ecco che potrebbero essere proprio gli Scousers il futuro club del ragazzino di Hereford.
Tale è il livello d’interesse nei suoi confronti, comunque, che si dice la società sia arrivata in alcuni casi a dover riservare due dozzine di posti, sugli spalti, per osservatori di altre squadre accorsi a visionarlo. Notevole.

Ma, del resto, in Inghilterra è già una sorta di mito.
Perché, come detto, è stato capace di regalare la vittoria di un Europeo under 17 al suo paese, con grandi prestazioni e, soprattutto, un goal pesantissimo ed assolutamente decisivo in finale.

Ma ripercorriamo con calma la sua pur breve carriera internazionale.

I primi passi in nazionale Connor li ha mossi nell’under 16, con cui ha vinto, nel corso della stagione 08/09, una Victory Shield (competizione giocata in passato da futuri grandi giocatori come Shilton, Matthews, Charlton, Owen, Rooney, Dalglish, Souness, Toshack, Hughes, Rush e Bellamy) segnando anche una rete nel 2 a 0 finale contro la nazionale scozzese.
Nell’agosto 2009, quindi, la prima chiamata dell’under 17, con cui il ragazzo avrà un feeling particolare.

Dapprima l’FA International Tournament, poi il campionato Europeo in Liechtenstein dove Connor segnerà una doppietta all’esordio contro la Repubblica Ceca, disputerà un ottimo match nel secondo turno del girone contro la Grecia per poi riposare nel corso del terzo e tornare più carico che mai per il rush finale, che bagnerà con una doppietta in semifinale contro la Francia ed una rete, quella decisiva, nel 2 a 1 finale contro la Spagna.
Un goal storico, questo, che permetterà ai Maestri del Calcio di issarsi per la prima volta sul tetto continentale (a livello di under 17).

Dopo aver esordito in under 19, quindi, arriverà l’esordio anche in under 21, avvenuto nel corso di un’amichevole contro la Germania disputata lo scorso 16 novembre.

Ora, insomma, non gli resta che conquistarsi a suon di spallate, prestazioni e goal anche la nazionale maggiore che secondo qualcuno avrebbe già sfiorato: questi esperti, tra cui Russell Osman, affermarono che il ragazzo avrebbe potuto far parte della spedizione Mondiale in Sudafrica, esattamente come quattro anni prima capitò a Theo Walcott, portato ancora minorenne al Mondiale tedesco.

Alla fine, però, Capello ha deciso di non convocarlo. Almeno per ora.
Perché secondo l’ex nazionale inglese Kevin Beattie il ragazzo ha un talento enorme, e nel giro di pochi anni diventerà la spalla indiscussa di Wayne Rooney al centro dell’attacco dei Tre Leoni.

CARATTERISTICHE

Fisico da corazziere. E scusate se è poco, vista la giovanissima età.

Poprio questo è l’indubbio punto di forza di un giocatore, Connor Wickham, che tra i pari età sa essere decisivo proprio in virtù di una forza fisica difficilmente contrastabile, che però fa ovviamente molta più fatica ad imporsi nel calcio professionistico.

Rispetto alla taglia, poi, Connor ha una velocità insospettabile. Perché quando si è così grandi e grossi solitamente ci si muove con un po’ di impaccio e lentezza, cosa che però non riguarda il corazziere di Hereford.
Che, nel compenso, sa ben sfruttare le sue importanti qualità fisiche a difesa del pallone, mentre dovrebbe migliorare in particolar modo il tempo negli interventi aerei.

Altra qualità da sviluppare con la crescita è sicuramente quella relativa al controllo di palla e alla visione di gioco. Se per quanto riguarda la prima questione si tratta solo di una limatura per quanto concerne la seconda parliamo invece di un miglioramente che dovrà essere sicuramente notevole.
Certo, trattandosi di una punta non gli si chiede di sfornare assist no look al bacio stile Ronaldinho, ma avere una prima punta capace di controllare ogni pallone, proteggerlo con attenzione per servire poi a dovere un compagno meglio piazzato è sicuramente importante ed è un aspetto complementare al goal che va tenuto in grandissima attenzione.

Nel contempo Connor è però anche un grandissimo lavoratore, faticatore instancabile che si sacrifica tantissimo per aiutare i compagni pressando, rinculando e facendo molto movimento.
Insomma, parliamo di una prima punta fisicata ma assolutamente non staticissima come si potrebbe pensare nel vederne la stazza. Perché, appunto, il ragazzo fa del movimento una delle sue armi di punta.

Certo è che però questa cosa a tratti può rivelarsi anche un problema: alle volte, infatti, finisce col sacrificarsi troppo, non riuscendo quindi poi a trovare grande lucidità sotto porta. Ed è un peccato, posto che è dotato di un tiro discreto sia con il destro (suo piede naturale) che con il sinistro.
Proprio così, comunque, si spiega come quest’anno il buon Wickham si trovi ancora a bocca asciutta, nonostante coach Keane gli abbia dato fiducia in più occasioni.

Giusto ieri pomeriggio ha infatti terminato il suo ennesimo match stagionale, giocato questa volta contro il Forest, senza riuscire a trovare la via della rete.
Si sbloccherà presto, ci auguriamo. Ma questo deve anche lasciare intendere come Connor debba imparare a gestirsi meglio nel corso di un match.

Cosa questa che, certo, non ci si può aspettare da un ragazzino di soli diciassette anni, essendo una prerogativa sviluppabile con età ed esperienza.

C’è poi una curiosità particolare ma interessante di cui è giusto parlare, essendo relativa al bagaglio tecnico del ragazzo: la sua grande forza fisica lo porta spesso a battere le rimesse laterali vicino all’area di rigore.
Essendo dotato di una rimessa lunga, infatti, la sua squadra cerca spesso di sfruttare questa sua peculiarità come arma tattica per scardinare le difese avversarie.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE

Essere star a livello giovanile è una cosa, ripetersi tra i professionisti un’altra.

Questo è assodato. Ed è un qualcosa che dovrà scontare anche il buon Connor, posto che star a livello giovanile lo è già – e quanto fatto agli ultimi Europei under 17 lo dimostra – e che il suo impatto tra i pro è stato buono ma ovviamente non allo stesso livello.

Il tutto, poi, penso valga a maggior ragione per chi come lui punta tantissimo sulla forza fisica. Perché se grazie a questa puoi fare onde tra i pari età non è detto basti al piano superiore, laddove si incontrano uomini già formati e nel pieno della forma, che possono essere anche più forti e robusti di te.

Le qualità per fare bene, comunque, ci sono davvero tutte e Wickham resta un nome da segnarsi sul taccuino per andare poi a rivederlo tra qualche anno, quando potrebbe aver fatto il botto.

In Inghilterra sono piuttosto sicuri ciò accadrà.
A noi, al solito, non resta che aspettare.

Di certo al ragazzo va dato tempo, perché se è vero come è vero che è dotato di grandi qualità è altrettanto vero che si tratta pur sempre di un ragazzo molto giovane e con grosse falle da un punto di vista esperitivo.Falle, queste, che deve avere la possibilità di colmare con tranquillità, evitando si bruci per via di esse.

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